Simona Romiti

Consulente finanziario

2019
Allianz Bank Financial Advisors Spa
Roma
Da €20MLN a €40MLN
Oltre a 10 anni
Diploma di specializzazione
45 anni
341
21 maggio 2018
2019

Profilo professionale

La lunga esperienza in ambito bancario mi ha portato ad approfondire le competenze e le conoscenze nel settore degli investimenti e della consulenza nella gestione dei patrimoni familiari. Seguo i miei clienti e le loro famiglie attraverso una consulenza a 360°,dalla gestione del risparmio all'analisi dei bisogni previdenziali e alla pianificazione successoria . Li affianco seguendo diversi step:
- analisi delle esigenze, attraverso la quale cerco di far emergere le reali necessità in ambito finanziario;
- analisi del patrimonio, cercando di trovare le migliori soluzioni;
- pianificazione degli investimenti, valutando quali siano i migliori in relazione alle esigenze emerse e allo scenario macroeconomico;
- gestione del portafoglio, monitorando e aggiornando gli asset in base all’evoluzione del mercato o delle esigenze del cliente. Chi si affida a me lo fa perché gestire un patrimonio finanziario è un lavoro molto complesso, che richiede tempo e competenze. Per questo in un mercato in continuo mutamento c'è sempre più bisogno di un professionista che si occupi di analizzare la situazione patrimoniale, che ne coordini la migliore gestione e che sappia essere consulente fidato nelle scelte d'investimento, accompagnando il cliente nel raggiungimento dei propri obiettivi per concretizzare i progetti personali e familiari.
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DUBBIO AMLETICO : TFR IN AZIENDA O NEL FONDO PENSIONE? ANALIZZIAMO LA TASSAZIONE

28.10.2020 / 69 Visualizzazioni

Dall’ultimo rapporto COVIP risulta che meno del 35% dei lavoratori ha optato per l’adesione alla previdenza complementare. Molti di loro lo hanno fatto senza conoscere una dei benefici fiscali più importanti dati dal trasferimento del TFR nel fondo pensione, la tassazione del TFR. Cominciamo con l’illustrare come viene calcolata la tassazione se il TFR lasciato in azienda viene liquidato in busta paga, per farlo abbiamo bisogno di conoscere due dati : Il numero di anni di anzianità di servizio Le aliquote IRPEF relative agli anni oggetto del calcolo. Il TFR infatti non viene tassato secondo le aliquote ordinarie IRPEF, ma in tassazione separata. Per ottenere il TFR lordo bisogna considerare il reddito lordo dell’ultimo anno di lavoro (dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di riferimento). Tale importo va diviso per 13,5 e a questo risultato va sottratto lo 0,50% (retribuzione soggetta a contribuzione INPS a titoli di contributo per il Fondo Adeguamento Pensione). Tale risultato va sommato al TFR accantonato negli anni precedenti e rivalutato ogni 31 dicembre. Si ottiene così il TFR lordo complessivo. Sulla base dell’importo del Tfr lordo sarà il datore di lavoro a dover effettuare il calcolo necessario per determinare l’importo del Tfr netto.A tale fine, il sostituto d’imposta, ovvero il datore di lavoro, dovrà seguire i seguenti passaggi: Per ottenere il TFR lordo bisogna considerare il reddito lordo dell’ultimo anno di lavoro (dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di riferimento). Tale importo va diviso per 13,5 e a questo risultato va sottratto lo 0,50% (retribuzione soggetta a contribuzione INPS a titoli di contributo per il Fondo Adeguamento Pensione). Tale risultato va sommato al TFR accantonato negli anni precedenti e rivalutato ogni 31 dicembre. Si ottiene così il TFR lordo complessivo. determinare la base imponibile come somma dei Tfr accantonati nel corso degli anni e rivalutati; determinare il reddito di riferimento; determinare l’aliquota media di tassazione; calcolare l’imposta Irpef. Non è finita qui: l’Agenzia delle Entrate ricalcolerà l’imposta con riferimento all’aliquota media risultante dalle dichiarazioni fiscali degli ultimi 5 anni. Per il calcolo del TFR netto occorre guardare al cosiddetto reddito di riferimento. Il reddito di riferimento si calcola moltiplicando il TFR maturato complessivamente (in busta paga) per 12 e dividendo il risultato per gli anni di formazione del TFR. Il reddito di riferimento viene così tassato in base alle aliquote e agli scaglioni di reddito vigenti nell’anno di cessazione del rapporto di lavoro. Moltiplicando per 100 il rapporto tra imposta sul reddito di riferimento e reddito di riferimento si ottiene dunque aliquota media di tassazione che il datore di lavoratore applica al TFR in erogazione. Supponiamo adesso che il TFR maturato (rivalutato e tassato) alla fine di un rapporto di lavoro durato 35 anni ammonti a 85.000 euro. Per calcolare il reddito di riferimento si dovrà moltiplicare quest’ultimo importo (€ 85.000) per 12 e dividerlo per gli anni di durata del rapporto (35). Si otterrà: € 85.000*12/35 anni=29.142 euro. Applicando a questo reddito di riferimento di 29.142 euro le aliquote attuali, si paga un’aliquota Irpef del 23% per la quota fino ai 15 mila euro (ossia appunto 3.450 euro) e il 27% per la quota eccedente fino a 28.000 euro (13.000*0,27=3510) e infine si pagherà il 38% sull’importo residuo (1.142*0,38=433,96). Ossia un totale di 7.393,96 euro che su 29.142 euro significa un’aliquota media del di lavoro applicherà a tutto il TFR e che in pratica costituisce la sua forma di tassazione 25,37 % Sarà questa l’aliquota che il datore principale. Così si otterrà il TFR netto che però sarà sottoposto a un controllo dell’Agenzia dell’Entrate. Come detto l’Agenzia delle Entrate confronterà infatti questo risultato (e questa imposta) con quello che sarebbe derivato dall’applicazione dell’aliquota media degli ultimi cinque anni (solo sul TFR maturato dopo il 2001). In caso di saldo a debito il contribuente dovrà versare la differenza che gli sarà comunicata. In definitiva dunque è sull’aliquota media degli ultimi cinque anni che dovranno effettuarsi i calcoli per la tassazione del TFR netto. Ma se avessimo versato il TFR in un fondo pensione? La normativa vigente prevede una tassazione massima del 15% decrescente in base all’anzianità di adesione con un minimo del 9%. Il decremento dell’aliquota comincia dal 15’ anno dall’adesione con un decremento annuale dello 0,30% che lo porterà a 35 anni dall’adesione ad essere del 9%. Nell’esempio fatto in precedenza avremmo un risparmio fiscale minimo del 10%. Quindi ora vi domando, avete già aderito alla previdenza complementare? Avete dato mandato al datore di lavoro di trasferirci il TFR? Se la risposta fosse NO vi chiedo “cosa aspettate a farlo?” Rivolgetevi quanto prima ad un consulente esperto in materia previdenziale per sfruttare uno dei tanti benefici della previdenza complementare    

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Perchè gli ETF non sono sempre la soluzione ottimale?

05.09.2019 / 202 Visualizzazioni

Quante volte avete letto negli ultimi mesi che gli ETF sono da preferire ai fondi a gestione attiva in quanto più economici dal punto di vista commissionale? Ci sono numerosi consulenti o pagine di consulenza finanziaria che hanno fatto di questo motto il loro mantra. Con la foto allegata possiamo dimostrare che non è sempre così, se vengono scelti fondi di ottima qualità e con un team di gestione importante si trovano spesso belle soprese. In questo caso in BLU potete vedere un fondo di investimento azionario, in LILLA e GIALLO due ETF azionari complementari al fondo, e infine in VERDE l'indice azionario mondiale MSCI World. Si può notare che al netto delle commissioni il fondo sul giusto orizzonte temporale batte sia gli ETF che l'indice di riferimento.  Non è un caso unico sul mercato, molti fondi di investimento 5 stelle Morningstar soddisfano queste caratteristiche. Prenotate un appuntamento telefonico gratuito per una valutazione personalizzata 

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Il TFR dei dipendenti è a rischio

16.07.2019 / 128 Visualizzazioni

Oggi sul Fatto Quotidiano è uscita una notizia a dir poco allarmante con questo titolo "Tfr, lo Stato non sa dove mette i miliardi dei lavoratori che le imprese private versano ogni anno all’Inps". Leggendo l'articolo si evince che "Circa 40 diversi capitoli del bilancio dello Stato. In queste voci, non meglio identificabili, è finito il trattamento di fine rapporto di chi non ha aderito alla previdenza complementare. Che ha di fatto complessivamente prestato al Paese circa 34 miliardi di euro in dieci anni senza saperlo e senza ricevere la giusta remunerazione o le adeguate garanzie sulla restituzione del denaro". L'articolo continua e non trae conclusioni certe sulla questione, sicuramente i fondi non vengono monitorati nel giusto modo.  Ma perchè non ricorrere ad uno strumento come la previdenza complementare per far confluire il TFR che accumuliamo durante la nostra vita lavorativa? Oltre ad entrarne immediatamente in possesso, (visto che il fondo pensione è nominativo), avremo delle agevolazioni fiscali indiscutibili come ad esempio, la tassazione massima del TFR al 15%. Avremo una gestione professionale degli importi che versiamo nel fondo ed un interlocutore, il nostro consulente, che potrà aiutarci nella pianificazione per arrivare sereni alla pensione. Allora cosa aspetti? Prenota una appuntamento telefonico per una consulenza previdenziale gratuita.  

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