Simona Romiti

Consulente finanziario

IV° 2020
2019
Allianz Bank Financial Advisors Spa
Roma
Da €20MLN a €40MLN
Oltre a 10 anni
Diploma di specializzazione
46 anni
521
21 maggio 2018
IV° 2020
2019

Profilo professionale

La lunga esperienza in ambito bancario mi ha portato ad approfondire le competenze e le conoscenze nel settore degli investimenti e della consulenza nella gestione dei patrimoni familiari. Seguo i miei clienti e le loro famiglie attraverso una consulenza a 360°,dalla gestione del risparmio all'analisi dei bisogni previdenziali e alla pianificazione successoria . Li affianco seguendo diversi step:
- analisi delle esigenze, attraverso la quale cerco di far emergere le reali necessità in ambito finanziario;
- analisi del patrimonio, cercando di trovare le migliori soluzioni;
- pianificazione degli investimenti, valutando quali siano i migliori in relazione alle esigenze emerse e allo scenario macroeconomico;
- gestione del portafoglio, monitorando e aggiornando gli asset in base all’evoluzione del mercato o delle esigenze del cliente. Chi si affida a me lo fa perché gestire un patrimonio finanziario è un lavoro molto complesso, che richiede tempo e competenze. Per questo in un mercato in continuo mutamento c'è sempre più bisogno di un professionista che si occupi di analizzare la situazione patrimoniale, che ne coordini la migliore gestione e che sappia essere consulente fidato nelle scelte d'investimento, accompagnando il cliente nel raggiungimento dei propri obiettivi per concretizzare i progetti personali e familiari.
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Coefficienti di trasformazione, cosa sono e come influiscono sulla pensione?

03.02.2021 / 96 / 0

A gennaio sono scattati i nuovi coefficienti di trasformazione in rendita per le pensioni, dal 1996 ad oggi la stima è che i vari "ritocchi" abbiano portato ad una diminuzione del 15% dell'assegno pubblico. Ma partiamo dalle basi, cosa sono i coefficienti di trasformazione? Partiamo col dire che questi coefficienti influenzano solo le pensioni (o quote delle stesse) calcolate con il metodo contributivo, quindi nello specifico : 1. 2. 3. I lavoratori con contribuzione versata a partire dal 1° gennaio 1996 i quali, com'è noto, hanno tutto l'assegno determinato con il sistema di calcolo contributivo; I lavoratori in possesso di contribuzione alla data del 31.12.1995 i quali hanno l'applicazione del sistema contributivo limitata alle sole anzianità maturate successivamente al 1° gennaio 2012 (se in possesso di almeno 18 anni di contributi al 31.12.1995) oppure al 1° gennaio 1996; I lavoratori che optano per la liquidazione della pensione con il calcolo contributivo ai sensi dell'articolo 1, co. 23 della legge 335/1995.  I coefficienti di trasformazione sono dei valori che servono a trasformare in pensione annua il montante accumulato dal lavoratore nel corso della sua vita lavorativa (montante contributivo). Si tratta di parametri che variano in base all'età anagrafica alla quale il lavoratore richiede la pensione. In particolare gli stessi crescono al crescere dell'età alla quale il lavoratore andrà in pensione, questo perchè sono legati alla speranza di vita dello stesso, più a lungo il lavoratore prenderà la pensione più è alto il rischio che andrà ad utilizzare l'intero montante. Il principio, infatti, alla base del sistema contributivo è che più tardi si andrà in pensione maggiore sarà l'importo dell'assegno che potrà essere ottenuto perchè minore sarà la durata della vita (potenziale) del beneficiario. I coefficienti di trasformazione sono utilizzati anche nelle forme di previdenza privatizzate (come ad esempio le casse professionali e l'Enasarco) per la determinazione delle pensioni contributive o delle quote di pensione contributive. Il meccanismo alla base è il medesimo anche se i singoli valori sono leggermente differenti da quelli applicati dall'Inps. Il loro adeguamento di riflesso porta ovviamente anche all'adeguamento dei coefficienti dei vari prodotti previdenziali. Ad esempio, se un lavoratore ha accumulato un montante di 100mila euro, e il coefficiente di trasformazione della età corrispondente alla sua pensione fosse 5,60%, questo vorrebbe dire che la pensione lorda annua ammonterebbe a 5600 euro. Con lo specchietto seguente vediamo come i nuovi  coefficienti di trasformazione impatteranno sulle pensioni : Per ottenere la stessa pensione un 30enne o un 40enne sarebbero costretti ad integrare la stessa con dei versamenti alla previdenza complementare come illustrato accanto (elaborazione Progetica tratta da Milano Finanza):   Ecco perchè una buona pianificazione può aiutarci durante la vita lavorativa a costruire un tenore di vita adeguato ai nostri progetti pensionistici, un consulente previdenziale può affiancarci nel percorso adeguando le nostre aspettative ai cambiamenti che man mano ci saranno nel mondo del lavoro, della previdenza oltre che alle nostre nuove possibili esigenze.   Se vuoi saperne di più non esitare a contattarmi.

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Da fare entro il 31/12 : stai sfruttando al massimo il beneficio fiscale del tuo fondo pensione?

14.12.2020 / 134 / 0

Una delle agevolazioni derivanti dal versamento di un contributo nella previdenza complementare è la possibilità di dedurre dai redditi gli importi versati fino a 5164,57 euro. Dedurre vuol dire che i contributi vanno a ridurre per pari importo il reddito imponibile dando origine ad un risparmio immediato sotto forma di minori imposte IRPEF. Questi importi saranno poi tassati al momento della liquidazione del fondo pensione con l’aliquota agevolata riservata alla previdenza complementare dal legislatore. Ma cosa succede se annualmente verso più dei 5164,57 euro? Può accadere che volontariamente per ottenere una rendita specifica o a seguito del contributo del datore di lavoro si vada a superare il massimo deducibile, andando a creare i cosiddetti “contributi non dedotti”. Non potendone sfruttare la fiscalità durante la fase di accumulo il Legislatore ha concesso il beneficio dell’esenzione della tassazione al momento della liquidazione, ma non è un meccanismo automatico. Ogni anno entro il 31/12 vanno calcolati questi contributi e comunicati al fondo pensione che registrerà l’evidenza al proprio interno per ogni anno in cui questo avviene. Il risparmio fiscale totale può diventare importante ma non sempre viene sfruttato a causa della mancanza di comunicazione di questa informazione. Per le posizioni dirigenziali è importantissimo non tralasciare questa comunicazione. Hai comunicato ogni anno i contributi non dedotti? Se non sai come procedere contattami e ti aiuterò a farlo.

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Chi vuol esser centenario?

05.12.2020 / 161 / 0

Italiani popolo di inventori, navigatori e... CENTENARI! Già, in Italia come nel mondo si vive sempre più a lungo, oltre ad essere una buona notizia questo ci fa capire che abbiamo sempre più bisogno di essere previdenti e pianificare la nostra vecchiaia. Con l’aspettativa di vita in aumento, risparmiare per avere un tenore di vita adeguato per gli anni della pensione diventa sempre più importante. Il cosiddetto Longevity risk, ossia ‘rischio di longevità’, non è altro che il rischio potenziale associato all’effettiva durata della vita, che può arrivare a superare significativamente quelle che sono le nostre aspettative. Questa longevità significa che le persone trascorreranno sempre più anni senza lavorare e con risparmi che potrebbero non essere sufficienti a mantenere un reddito adeguato al periodo della pensione, avremo quindi il rischio di sopravvivere ai propri risparmi. Uno degli errori più comuni è non iniziare abbastanza presto a pianificare la pensione o addirittura non occuparsene per niente. Risparmiare l’importo adeguato per quando potremo smettere di lavorare è importante, così come lo è altrettanto scegliere la tipologia di rendita giusta quando sarà il momento. Quindi dovremmo quanto prima ragionare su che tipo di reddito vorremmo avere e muoverci per poterlo ottenere. Accanto alla pianificazione previdenziale però andrebbe anche attivata una copertura assicurativa che ci protegga dal rischio di non autosufficienza. Secondo un indagine del Sole24Ore infatti soltanto il 9,5% degli anziani può permettersi una badante stabile che conviva con loro e li aiuti nella vita di tutti i giorni. Come possiamo cercare di ridurre questo rischio? Esistono ormai da tempo sul mercato le cosidette polizze “Long Term Care” : servono a garantirsi un futuro il più sereno posssibile dal punto di vista finanziario, nel malaugurato caso in cui si debba far fronte ad una condizione di non autosufficienza, coprono infatti in modo totale o parziale (attraverso l’erogazione di una rendita prestabilita) le spese relative alla non autosufficienza. Pensandoci per tempo non tuteliamo soltanto noi stessi, ma l’equilibrio finanziario ed economico dei nostri cari, alleggerendoli anche dal punto di vista emotivo visto che non avranno preoccupazioni relative alla parte economica e potranno organizzarsi nel migliore dei modi per far fronte alla delicata situazione che si verrebbe a creare. Anche in questo caso pensarci per tempo è importante, prima la polizza viene sottoscritta e minore sarà il costo che dovremmo sostenere. Vogliamo essere centenari senza pensieri? Pianifichiamo per tempo una pensione integrativa ed una polizza long term care, il nostro futuro sarà meno incerto.      

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