Simone Brignoli

Consulente finanziario

Azimut Capital Management Sgr Spa
Bergamo
-
Oltre a 10 anni
Laurea
43 anni
405
13 giugno 2018

Profilo professionale

Ho conseguito la Laurea in “Modelli matematici per i Mercati Finanziari” con specializzazione in derivati creditizi presso l'Università degli Studi di Bergamo, Facoltà di Economia. Presso lo stesso ateneo ho collaborato con FinMonitor, centro di ricerca sulle fusioni e acquisizioni bancarie. Dopo aver maturato significative esperienze professionali presso primari istituti di credito (B.ca PopSO e Intesa Sanpaolo) e banche di investimento (Abaxbank), ho scelto di rimettermi in gioco come consulente patrimoniale a 360° con l’obiettivo di sviluppare educazione finanziaria sia per privati che per aziende. Attualmente svolgo il ruolo di financial partner nel gruppo Azimut.

Le mie principali competenze

I miei credit

Le mie ultime attività

 #Vogliamoci bene!

13.07.2020 / 44 Visualizzazioni

  E' il messaggio che lancio all'Italia e agli italiani. Dopo una pandemia del genere, paragonabile ad una guerra, è necessario un vero piano di rilancio del Paese.  Non certo un piano che si fonda sull'assistenzialismo. Non certo un piano di rilancio che mette sul piatto oggi solo briciole: si parla del 2,5% delle risorse previste. E allora mi chiedo perché? Perché non si vuole uscire da questa situazione drammatica? I soldi evidentemente non ci sono, ma abbiamo (o dovremmo avere) un'Europa alle spalle.. E se l'Europa non c'è di fronte ad una pandemia, a cosa serve? Dobbiamo cavarcela da soli, come sempre noi italiani! E quindi come italiano che vuole bene alla propria patria dico che non dobbiamo paura del debito! E vi spiego il perché. Innanzi tutto mi piacerebbe che fosse un Ministro dell'Economia (e non io) a spiegare agli italiani e all'Europa che la somma del debito pubblico e privato italiani è inferiore alla media europea (la quale si attesta al 322%). La Francia è al 350% e l'Inghilterra addirittura al 450% (e in più è in balia della Brexit). Non fa piacere a nessuno avere un debito pubblico così alto, ma esiste sempre la possibilità del debito irredimibile, a cui si può ricorrere dopo le guerre. Esso non viene conteggiato nel debito di uno Stato e permetterebbe agli italiani di essere coinvolti e responsabilizzati nella gestione della cosa pubblica. Col debito irredimibile si può ottenere il duplice effetto di fare le tanto sospirate riforme (a cui spero non seguano i piagnistei delle categorie interessate) e nello tasse tempo ridurre l'attuale debito: abbiamo un'Italia in gioco e spero che ci si adoperi per salvarla! Ci vorranno magari 2 o 3 decenni per arrivare agli obiettivi prefissati e non certo in 5 o 10 anni come vuole l'Europa, ma mica moriremo domani!  Ci vorrà di sicuro un governo serio, con idee serie che vadano al di là della logica della poltrona! Con idee di un'Europa non dico uguale ma simile al proprio interno. Ci vorrà quindi un programma serio, che si fonda principalmente su crescita ed eliminazione delle differenze europee (spread in primis). Pensate che con un avanzo primario dell'ordine dell'1,5% del prodotto nazionale (che è il nostro risultato degli ultimi 6 anni), si potrebbe ridurre il peso del debito di ben 2 punti percentuali l'anno.  E noi italiani abbiamo la potenzialità per fare anche di più!  Ci basterebbe poco.. In primis uno Stato "amico" e non giustizialista, uno Stato che semplifica e che aiuta le imprese e i suoi cittadini, uno stato che riconosca le priorità di un dopoguerra: basta colf e migranti, più italiani e più aziende!  

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Momento particolare – Consulente particolare

25.06.2018 / 81 Visualizzazioni

Questo è un momento particolare per chi deve effettuare scelte di investimento, un momento di profonda incertezza ma anche affascinante se si considera quanto segue: - la liquidità non paga, anzi ad oggi è anche costosa se si considera l’inflazione; - i conti depositi offrono un minimo di rendimento ma sostanzialmente insoddisfacente e vincolante, e quindi non ci permetterebbero di sfruttare le opportunità che si possono creare a breve sui mercati; - il mondo obbligazionario è sull’orlo di un burrone: lo sanno anche i muri che i tassi saliranno, ma non si sa quando e quanto; sono bastati i tre giorni di formazione del governo per farci capire quanto le obbligazioni italiane possano essere più volatili del Nasdaq. - il mercato azionario si dice sopravvalutato da almeno un anno: c’è chi dice di alleggerire e chi di aumentare sfruttando il sentiment a breve. Allora che fare? Quale soluzione adottare? E’ qui che deve intervenire un professionista serio e guidarvi nelle opportune scelte: con le dovute proporzioni tutte le soluzioni sono corrette, ma occorre effettuare le scelte giuste con il corretto timing di inserimento sui mercati.

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