Stefano Barichello

Consulente finanziario

Banca Generali
Padova, Treviso, Venezia
-
Oltre a 10 anni
Diploma di specializzazione
52 anni
438
05 giugno 2018

Profilo professionale

Dopo un'esperienza più che ventennale in due banche commerciali dove ho lavorato come gestore private Banking, nell'ottobre 2016 ho deciso di intraprendere la libera professione per offrire ai clienti un servizio di qualità in completa autonomia. Le principali tappe della formazione risalgono all'anno 1995 con la partecipazione a corsi tenuti da docenti del Cuoa, con argomenti che spaziavano dalla finanza di base alla costruzione di un portafoglio, alla fiscalità ed alla finanza comportamentale. Negli anni 2004 - 2005 partecipato ad un training formativo organizzato dalla società Meta srl di Castenaso (Bo) conseguendo l'attestato di primo livello sull'argomento consulenza e risultati nel rapporto con i clienti - gestione clienti acquisiti e conquista di clienti nuovi. Negli anni 2006 - 2007 partecipato ad una serie di corsi di formazione tecnica-relazionale tenuti da docenti SDA Bocconi presso Lingotto Torino (Accademia Private) nei quali sono state trattate tematiche relative alla macroeconomia, al Private equity, al trust, ai fondi immobiliari, all'operatività in derivati (option, futures). Nel mese di ottobre anno 2009, superata prova valutativa per iscrizione albo unico dei Promotori Finanziari con abilitazione ad effettuare l'offerta fuori sede dal 1° dicembre 2009. Nel mese di novembre 2010 superata prova valutativa relativa a certificazione delle competenze Tecnico-Finanziarie AIPB presso Università Cattolica di Milano. Negli anni 2011 - 2015 partecipazioni annuali a corsi di aggiornamento riguardanti varie tematiche. Nel 2017 - 2018 partecipazione al corso denominato "il valore della consulenza" che è andato a trattare le tematiche a cui andremo tutti incontro con la recente introduzione della MIFID 2 ovvero MIFID review.
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Le mie principali competenze

I miei credit

  • Iscritto all'albo unico dei promotori finanziari con delibera APF n. 89 del 12/11/2009 con codice utente n. 359106.

Le mie ultime attività

SCENARI COMPLESSI – SCARSA FIDUCIA NELLA CONSULENZA FINANZIARIA – LIQUIDITA’

29.07.2020 / 62 Visualizzazioni

SCENARI COMPLESSI – SCARSA FIDUCIA NELLA CONSULENZA FINANZIARIA – LIQUIDITA’   Buongiorno a tutti, mi preme sottolineare ciò che si legge nelle varie testate giornalistiche in merito alla liquidità presente nei conti correnti degli italiani che oggi supera i 1.500 mld. Euro, che è una conseguenza nella scarsa fiducia che i cittadini hanno nei confronti della consulenza finanziaria (banche e assicurazioni) a causa tra l’altro di scenari particolarmente complessi. Partiamo dal primo punto ovvero la giacenza di liquidità detenuta nei conti correnti che rappresenta un errore che molti fanno in quanto ribadiscono che così si sentono tranquilli in quanto non si può predire Il futuro. Ma da cosa nasce questa paura??? Dalla mancanza di conoscenza nella materia anche perché la scuola italiana non forma i nostri giovani come avviene nel mondo anglosassone, dalle numerose esperienze negative in cui sono incappati i risparmiatori italiani (presunte truffe, fallimenti, ecc.) e dallo scenario incerto che terrorizza gli investitori. Quel che è certo è che gli italiani andrebbero educati finanziariamente ma se non lo fanno le istituzioni ci deve pensare qualcun altro, ma di chi stiamo parlando???? Stiamo parlando di una figura specialistica come Il consulente finanziario, che dopo aver superato un esame molto selettivo ed essere stato abilitato all’offerta fuori sede, ti prende per mano spiegandoti passo dopo passo cosa si deve fare per pianificare il futuro ed investire i propri risparmi per proteggerli dall’inflazione trovando le soluzioni più adatte in base al profilo di rischio del cliente e dando quella giusta tranquillità di cui lo stesso ha bisogno.  Il secondo punto riguarda la scarsa fiducia nella consulenza finanziaria e qui purtroppo devo ammettere che i risparmiatori hanno ragione ma dovrebbero anche guardarsi attorno e non fidarsi ciecamente dell’intermediario che ha gestito i loro risparmi fino a questo momento. A me è recentemente capitato di vedere applicare da una nota compagnia assicurativa italiana costi di ingresso su premi ricorrenti di polizze assicurative multiramo pari al 6,5% e da una compagnia estera all’8%. Non so se chi ha sottoscritto queste polizze assicurative fosse effettivamente a conoscenza di tali costi ma recuperarli con lo scenario attuale ed i tassi correnti e futuri sarà molto difficile. Ed ho lasciato appositamente per ultimo il complesso scenario che stiamo vivendo, a cosa andremo incontro e quali soluzioni suggerire??? Per rispondere a questa domanda ci vorrebbe molto tempo ma cercherò di soffermarmi sui concetti fondamentali e su quali strumenti il risparmiatore dovrebbe investire. Come tutti noi sappiamo, siamo nella peggior recessione da 100 anni con una pandemia (Spagnola nel 1920 e Covid-19 nel 2020) che portò nel 1923 all’iperinflazione della Repubblica di Weimar e nel 1929 alla Grande Depressione. Si ripeterà anche questa volta??? Nessuno lo può sapere ma quel che è certo che a causa dell’enorme indebitamento pubblico e privato a livello globale (200.000 mld. dollari a fine 2020) e l’enorme stimolo monetario da parte delle principali banche centrali al mondo (Fed, Bce, Boj, Boe, Pboc), quando il mondo (post covid-19) si rimetterà in moto i costi alla produzione non potranno che salire e le aziende trasferiranno su noi consumatori i relativi aumenti dei prezzi facendoli lievitare. Sperando nel frattempo che non succeda una guerra tra Cina e Usa (se ne sta parlando), per il predominio globale perché allora ci potrebbero essere scenari ancora peggiori tra cui l’aumento del prezzo del petrolio. Al di la di tutto, un investitore che vuole proteggersi dall’inflazione deve utilizzare alcuni beni rifugio che sono già saliti molto ed in particolare l’oro che è sui massimi assoluti ma che secondo me dovrebbe ancora avere molta strada davanti a sé oppure metalli che vengono utilizzati anche dall’industria automobilistica quali l’argento, il platino ed il palladio. Strumenti volatili che in un contesto come quello attuale vanno benissimo. In secondo luogo gli strumenti obbligazionari legati all’inflazione tipo btp italia, oat francesi oppure t-bond inflation linked e ovviamente alcune tipologie di azioni soprattutto riguardanti beni reali. Per terminare, con i tassi che rimarranno a zero o negativi a lungo in tutto il mondo sviluppato (Usa, Europa, Giappone, Regno Unito) oltre ai metalli preziosi, agli strumenti legativi all’inflazione e le azioni legate ai beni reali la mia scelta ricade sui mercati azionari cinesi e asiatici dove la crescita sarà anche quest’anno positiva e lo stimolo monetario risulta molto meno importante e così il debito. E per ultimo, un suggerimento operativo riguarda la sicav che interpreta perfettamente lo scenario che ho in mente che è quella di Maurizio Novelli ovvero Lemanik Global strategy Fund. Ricordo a tutti che trattasi di opinioni personali e non sono sollecitazioni di acquisto perciò non mi sento responsabile di eventuali compravendite effettuate volontariamente da coloro che leggessero tale documento. Nel caso voleste contattarmi, potete farlo direttamente da qui Cordialità.

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Dopo un 2018 con il 93% degli asset negativi cosa ci dobbiamo aspettare per il 2019?

29.01.2019 / 576 Ascoltatori

Situazione macroeconomica - Dopo un 2018 che ha visto una  crescita mondiale pari al 3,9% mentre il 93% degli asset finanziari sono stati negativi, quali sono le aspettative per il 2019 sia dal punto di vista della crescita mondiale che degli asset finanziari?

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COVID-19 - e Pac – soluzione di investimento …….. e non solo

06.07.2020 / 78 Visualizzazioni

Ciao a tutti, come sappiamo la pandemia che ci ha colpito quest'anno (covid-19) sta cambiando radicalmente la nostra vita e le nostre abitudini quotidiane modificando anche quelle lavorative visto che si sta utilizzando molto di più lo smart working (dove risulta possibile). Questa crisi è la peggiore da 100 anni e guarda caso dalla precedente pandemia che ha colpito l'umanità nel 1920  (spagnola) e che portò alla grande depressione del 1929. Ho voluto scrivere questo primo articolo con l'obiettivo di sensibilizzare tutti coloro che sono interessati ad un confronto e discutere quali soluzioni di investimento si possono trovare in un periodo così difficile. Intanto, ricordiamo che la storia si ripete ma non in egual modo ma la "spagnola" 100 anni or sono, ha lasciato in eredità un fenomeno che deve far pensare in quanto ha radicalmente modificato la vita di coloro che hanno vissuto in quegli anni. Ma di cosa stiamo parlando???? Se parliamo ad un nostro alleato europeo e non molto amato da alcuni italiani (tedeschi), gli si rizzano i capelli in quanto stiamo parlando della Repubblica di Weimar. Ma cosa é successo realmente???? La Repubblica di Weimar viene ricordata per l'inflazione che schizzò alle stelle portando a quel  fenomeno chiamato "iperinflazione". Ma qual'è la definizione di inflazione????   Tratto da Wikipedia, con il termine inflazione si indica l'aumento prolungato del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi in un determinato periodo di tempo, che genera una diminuzione del potere di acquisto della moneta. Ma oggi qual'è la situazione???? C'è rischio che l'inflazione si ripresenti realmente???   Come ribadito all'inizio, a causa del covid-19, stiamo vivendo la peggiore recessione globale da 100 anni circa ovvero dalla grande depressione del 1929 e l'interventismo delle principali banche centrali (Federal Reserve, Bce, Boj, Boe, Pboc) attraverso la forte immissione di liquidità ha permesso di evitare il peggio.   Se osserviamo le valutazioni di alcuni  mercati azionari, oggi siamo forse in presenza di una bolla (soprattutto per quanto riguarda alcuni settori della  tecnologia Usa) ed una certa dicotomia tra economia reale e finanziaria. E l'inflazione di cui parlavamo prima, è presente??? Al momento, l'inflazione non è un problema  ma attenzione che il forte  stimolo monetario la farà certamente salire  ma non sapremo quando  ma state certi che avverrà e per molti assets finanziari saranno dolori. Considerando la forte immissione di liquidità e l'aumento del debito pubblico ed in alcuni stati anche privato, tutti i paesi sviluppati più importanti (Usa, Area euro, Inghilterra, Giappone da anni) hanno portato i tassi di interesse attorno allo zero o addirittura in negativo, dovranno gioco forza mantenerli  fermi lasciando correre l'inflazione qualora dovesse emergere. A beneficiare di questa situazione  saranno sicuramente la Cina ed i paesi emergenti (soprattutto l'area asiatica), dove il livello di debito è decisamente molto più contenuto e la crescita è più sostenuta.   Una soluzione di investimento molto gettonata in questo periodo (sul mercato azionario), consigliata da molti addetti al settore è il cosiddetto PAC, ovvero piano di accumulo. Di cosa si tratta? E' un piano di versamento mensile, trimestrale oppure semestrale (anche per importi considerevoli) che permette a tutti di entrare gradualmente sul mercato per ridurre i rischi. Sono assolutamente d'accordo ma se viene effettuato solo su fondi/sicav di una certa rischiosità che permettono di sfruttare eventuali oscillazioni di mercato anche importanti. Ma attenzione ai costi che purtroppo alcuni operatori omettono.   Sperando di essere stato da aiuto e di aver catturato la vostra attenzione, Vi aspetto per un approfondimento con il sottoscritto tramite i canali di contatto.   Un caro saluto, a presto.

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