Vincenzo Carrano

Consulente finanziario

Allianz Bank Financial Advisors Spa
Milano, Monza e della Brianza
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Oltre a 10 anni
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638
09 gennaio 2018

Profilo professionale

Consulenza per la pianificazione delle risorse, economiche e patrimoniali, personali.
In termini di analisi, di indicazioni applicative, di effettiva operatività delle scelte di impiego.
Tenendo conto, in modalità sinergica, di tutti gli aspetti collaterali e, altrettanto importanti, quali quelli previdenziali, fiscali, successori. Ogni vera passione ha un vago sentore di follia. "Sarai mica matto?" dissero in tanti all'annuncio delle mie dimissioni da Capo Turno del Centro Elaborazione Dati della SNIA. Essendo arrivato da Napoli con la valigia di cartone, solo 10 anni prima, avrei potuto considerare tale posizione un bel punto d'arrivo. Invece la passione per i temi economici e per un'attività basata sulle relazioni umane furono leve formidabili. Sembra ieri, eppure, da oltre 35 anni ripago la stima e la fiducia dei clienti mettendo al primo posto i loro interessi. Perché, tra tanti Consulenti, scegliere proprio me? Prima dell'arrivo del fax facevo funzionare 2 computer IBM 370 grandi come armadi. Nel '84 collocavo il primo Fondo Comune italiano. Nel 2006 progettavo già portafogli con una pluralità di Gestori. Dal 2015 uso software che, come droni, ti offrono la vista dall'alto della tua situazione e del tuo patrimonio. Con tali analisi e con la mia esperienza ti aiuto a trovare soluzioni personalizzate e quindi più efficaci. Non sarò il miglior consulente al mondo ma sto sempre un passo avanti per esserti concretamente utile. Ti vorrò come cliente? Se badi solo alle "promesse" di rendimento, impiegare denaro è facilissimo. Basta che compri un titolo qui o una polizza là con l'assistenza di un bancario o di un venditore di prodotti. Puoi farlo anche da solo. Io, invece, assisto solo clienti che, in un rapporto di fiducia di lungo corso, desiderino essere supportati nella gestione personalizzata del patrimonio. Per questo ascolto con attenzione e rispetto esigenze e progetti di vita e, solo dopo, guido, da alleato, verso le migliori soluzioni.
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Le mie principali competenze

I miei credit

  • Analisi tecnica dei mercati finanziari - SBS a.g. - St. Gallen (Sw)
  • Passaggio generazionale dei patrimoni familiari - P.F. Academy
  • Coach aziendale e manageriale - NLP Italy Coaching School
  • Educatore finanziario (Form. ProgEtica - regime autocertificazione)
  • Finanza comportamentale - Teseo (in collab. Univ. di Siena-Facoltà di Economia R.M. Goodwin)
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Le mie ultime attività

Quando la mente sbaglia

19.12.2018 / 40 Visualizzazioni

La vecchia pagina del Corriere, per darsi un tono da Sole 24 Ore, è diventata tutta gialla. Una civetteria giustificabile visto che è datata merc. 29/02/1984. L’articolo ha per titolo: COME DECIDIAMO? A FURIA D’ERRORI! “Sorprendenti scoperte sui meccanismi del giudizio umano”   La conservo come un cimelio perché fu il mezzo che mi fece scoprire Daniel Kahneman a cui, nel 2002, venne assegnato il premio Nobel per l’economia, proprio per quegli studi. Le ingegnose ricerche di Kahneman e dell’amico Amos Tversky, diedero vita alla “Finanza Comportamentale”. Una nuova scienza relativa ai processi mentali che conducono alle decisioni economiche. Fu così smontata la teoria dell’Homo Oeconomicus che presumeva la capacità umana di operare scelte sempre razionali nella ricerca della massima utilità. Che si fosse squarciato il velo è stato poi confermato dai Nobel assegnati a Robert Shiller nel 2013 ed a Richard Thaler nel 2017, per gli ulteriori sviluppi. Questi studi hanno individuato e catalogato molti errori cognitivi che il cervello umano commette in modo sistematico nell’assumere decisioni in situazioni d’incertezza. (praticamente quasi tutte) Considerato che “provare” è il modo migliore per capire, Le propongo di cimentarsi in un test basico, che ho scelto tra quelli utilizzati da Kahneman e Tversky per le loro ricerche. Non mi deve comunicare la risposta; non conta neppure che il risultato sia corretto. L’unico scopo è quello di fornirle uno spunto di riflessione sul processo mentale utilizzato. Ecco il test (risponda in un minuto):            di Pietro sappiamo che è timido - molto meticoloso - porta gli occhiali - ama la lettura. DOMANDA 1: che probabilità assegna al fatto che di mestiere faccia il bibliotecario? Indicare una percentuale _ _ _ _% DOMANDA 2: che probabilità è assegna al fatto che di mestiere faccia l’agricoltore?Indicare una percentuale _ _ _ _% Fatto?  Molto bene! Non sapendo come ha risposto Le fornisco alcuni elementi di Finanza Comportamentale quale strumento di auto-verifica. (. . . magari a scuola procedessero così) Le manchevolezze del cosiddetto “pensiero veloce” - decidiamo anche quando disponiamo soltanto d’informazioni superficiali, insufficienti, non verificate (over confidence) - le decisioni sono frequentemente viziate da stratagemmi mentali e pregiudizi (heuristics and biases) cui ricorriamo in modo compulsivo e nostro malgrado - la cosa sorprendente è che professori, artigiani Sofà, scienziati e allevatori di lumache da corsa, sbagliano con percentuali d’errore molto simili Ora torniamo a Pietro. La maggior parte delle risposte al test assegna una probabilità più alta al mestiere del bibliotecario. Percentuali molto inferiori, con le motivazioni disparate e spesso non pertinenti, vanno all’agricoltore ed al salomonico 50 e 50. La vittoria del bibliotecario nasce dalla descrizione di Pietro che, in realtà, è basata solo su indicazioni del tutto inutili ad individuarne il mestiere. L’unico dato razionale, ma non fornito, è quello che ciascuno di noi conosce certamente: nella realtà, per un bibliotecario, ci sono migliaia di contadini, quindi, statisticamente . . . Gli errori di valutazione più frequenti: a) A fronte di un probabile guadagno, scegliamo “la certezza”, pur se realizzeremo un risultato minore. (pochi, maledetti e subito, senza soppesare pro e contro) Invece, nel caso di una possibile perdita, preferiamo “l’incertezza” anche se rischiamo un danno maggiore. (invece di ragionare calcolando l’utilità, ci affidiamo allo stellone) b) Lo stesso evento negativo ci appare meno gravoso se diluito in un insieme numeroso. c) Restiamo ancorati ad un dato, solo perché è il nostro. Si tratta a volte del prezzo a cui abbiamo comprato. Se è sceso deve per forza tornare al nostro valore di riferimento. d) Dalla piccola parte di un fenomeno, o da un caso, estrapoliamo conclusioni universali e) Il rimpianto per una perdita è maggiore di quello per un minor guadagno di pari entità Perché affronto questo argomento proprio adesso? Perché l’unico mezzo per ridurre il numero di pericolose “cantonate” è la conoscenza dei meccanismi che governano i processi decisionali in situazioni d’incertezza. Perché dopo un anno di mercati negativi (non si è salvata alcuna asset class) mi aspetto una certa irrazionalità da parte dei risparmiatori. Un esempio? In qualsiasi cosa investiremo il prossimo anno pagheremo di certo un prezzo inferiore a quello del 2018, e perciò, più conveniente. Il prossimo anno sarà quindi tutto un Black Friday ma . . . vedremo le file di investitori in coda per sfruttare i saldi? Chiudo sottoponendole un quesito finale: Il test di San Nicola di Mira Di lui sappiamo che ha una lunga barba; che vive in una casa di legno; che comunica via posta cartacea e, per gli spostamenti, usa ancora un biroccio trainato da quadrupedi. SOLUZIONE: Questa volta, pensare che al mondo ci sono alcuni miliardi di poveri a fronte di un solo dispensatore di doni, non è d’aiuto. Non serve neppure disporre di un camino perché . . . la magia del Natale può ciò che razionalità e Finanza Comportamentale escluderebbero. Pertanto, a mio nome, San Nicola, Santa Claus e, per noi, il più familiare Babbo Le porge Sentiti auguri di un sereno Natale e di un magnifico anno nuovo! 19 dicembre 2018 Vincenzo Carrano    

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Porto o non porto i soldi all'estero?

15.11.2018 / 35 Visualizzazioni

Tanti italiani, in ansia per la situazione del paese, si stanno chiedendo se trasferire i risparmi all’estero. Apra la scheda allegata per farsi un'idea generale di cosa è consentito e da quali misure ci si può difendere. Per decidere “se farlo” Le offro l’opportunità, di un incontro esplorativo, per un’analisi personalizzata.

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Bussola dei Risparmi

23.10.2018 / 41 Visualizzazioni

Il rischio del "falso scopo" Per gestire oculatamente i propri risparmi occorre saper leggere il tempo che si sta vivendo. Senza illudersi di prevedere il futuro ma pronti a cogliere le opportunità e, cosa ancora più importante, ad evitare le insidie che potrebbero generare traumi difficili da recuperare. Delle circa 200 “Bussole” scritte in oltre 12 anni, questa potrebbe essere la più breve. Diciannove caratteri in tutto: Tanto tuonò che piovve Difficile sapere quando e con che intensità ma, che si stia preparando un temporale . . .  La situazione è resa più inquietante dal rischio che qualcuno stia utilizzando falsi scopi. Il termine, oltre che in artiglieria, viene usato metaforicamente per indicare una tattica, di negoziazione o di gioco, tesa ad ingannare l’avversario circa le proprie vere intenzioni. (il trappolone!) Ora in merito alla situazione che si sta sviluppando attorno al DEF (Documento Economia e Finanza), allo scarso gradimento dei mercati e allo scontro con l’a Commissione Europea, evidenziamo, per quanto possibile fatti e non opinioni. 1) Lega e 5S hanno elettorati molto diversi e programmi quasi perfettamente opposti     mentre a qualsiasi paese serve una visione, una politica economica, una direzione.     Solo attuando una strategia definita si può sperare di capire cosa funziona e cosa no. 2) In campagna elettorale tutti i partiti spalano mucchi di . . . promesse, poi in governo di coalizione fanno sintesi. Questa volta, per la grande diversità che li caratterizza, i nemici-amici, le hanno sommate anteponendo l’interesse di parte al bene comune.  3) Dopo mesi finalmente si parla di Politica Economica:   - Di Maio annuncia: “Non abbiamo paura dei numeretti, poi dal balcone festeggia la montagna di nuovi debiti come se annunciasse la fine di un’epidemia di peste.         - Salvini dichiara: “Io me ne frego dello spread”. E perchè dargli torto se, come lui ci ricorda sempre, è il popolo che gli ha chiesto di buttare via miliardi in interessi? Visti i punti 1-2-3 tanti osservatori, compresi molti di quelli che tifano per il Governo, sospettano (o sperano) che tutta questa ammuina (manfrina attuata solo per distratte l’attenzione) sia solo un Falso Scopo. Lo scopo vero potrebbe essere: l’uscita dall’Unione? il ritorno alla lira? la vittoria dei populisti-sovranisti alle prossime elezioni europee? Obiettivi o scopi che, con la sindrome del tergicristallo, sono state più alternativamente evocate, negate, ri-affermate, ri-negate ate ate ate Quindi perché stupirsi se osservatori esterni e mercati si fanno nervosetti? In tutto questo, la Commissione europea e alcuni suoi portavoce più o meno autorevoli stanno dando il meglio per attizzare l’allergia con dichiarazioni provocatorie e offensive.   Senza contare che, in quanto a balle spaziali, anche Juncker non scherza affatto, visto che stiamo ancora aspettando i tanti miliardi di investimenti europei, per lo sviluppo e le infrastrutture, che aveva annunciato a inizio del mandato e che non si sono mai visti. Cosa ci riserva il futuro? Visto che a cinque anni, in un epico scontro, trafissi con la spada di Zorro la sfera di cristallo di nonna Amelia, ora sono costretto ad agitare una palla di vetro, vecchio souvenir della cittadina di Salem, per leggere il futuro. Nel turbinio della neve finta vedo, vedo, vedo . . . ma non riesco a vedere troppo lontano, anzi, NON VOGLIO. Non voglio perché la “Bussola” si occupa di politica solo in quanto è la politica ad occuparsi d’economia, di fisco e di altri aspetti collegati alla gestione dei risparmi. E’ solo in questa veste e con uno sguardo rivolto ai prossimi mesi che mi assumo la responsabilità di tracciare tre scenari a rischiosità crescente: - ciascuno è libero di pensare che, tra dieci anni, le scelte del Governo si riveleranno un terribile errore o una strategia vincente ma, intanto, i mercati ci fanno ballare - l’aumento dello spread danneggia i risparmi già accantonati, vanifica i progetti del governo attuale e buona parte dei sacrifici fatti da noi tutti negli ultimi anni per raddrizzare il deficitario bilancio dello stato (ben sapendo che lo stato siamo noi) - la coincidenza tra un rallentamento del ciclo economico ed un imprevedibile evento internazionale, potrebbe generare un crollo di fiducia e una scarsa adesione alle aste dei Titoli di Stato con conseguente crisi di liquidità. A quel punto potrebbero diventare realtà le peggiori previsioni: prelievi forzosi (vedi Amato nel 92); imposta patrimoniale, consolidamento e/o ristrutturazioni del debito; uscita dall’Euro.     Come proteggersi? Dai prelievi “notturni” sui conti correnti ci si difende tenendoci il minimo indispensabile. Dal consolidamento o ristrutturazione dei BTP, e da un’uscita dall’Euro, ci si protegge attuando, per tempo, precise e legittime strategie d’investimento. (*) Naturalmente tifiamo tutti per il superamento delle attuali difficoltà ma tali auspici ed il tono volutamente leggero non siano alibi per sminuire la complessità della situazione. Mi spiacerebbe molto dover scrivere un’altra Bussola dal titolo: “Ve lo avevo detto!”                                                                                 Con i miei migliori saluti 23 ottobre 2018                                                Vincenzo Carrano (*) Il prof. GT titolare di un prestigioso studio legale ed ex ministro, ad uno convegno riservato cui ho recentemente partecipato, ha espresso preoccupazioni analoghe ed ha fornito un parere professionale sulle contromisure difensive che ricalca sostanzialmente le indicazioni di Allianz GI. Data la delicatezza della materia, le illustrerò a richiesta, solo in colloqui riservati e personali.

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