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29/09/2020 - Banca Carige S.p.A.: Relazione finanziaria consolidata al 30 giugno 2020

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Relazione finanziaria consolidata al 30 giugno 2020

RELAZIONEFINANZIARIA

CONSOLIDATA

AL30GIUGNO2020

GRUPPO BANCA CARIGE

RELAZIONE FINANZIARIA CONSOLIDATA

AL 30 GIUGNO 2020

INDICE

STRUTTURA DEL GRUPPO BANCA CARIGE

3

CARICHE SOCIALI DELLA CAPOGRUPPO ALLA DATA DI APPROVAZIONE DEL PRESENTE

4

DOCUMENTO

DATI DI SINTESI CONSOLIDATI

5

RELAZIONE INTERMEDIA SULL'ANDAMENTO DELLA GESTIONE

8

Il quadro reale e monetario

9

Covid-19: Interventi normativi e le iniziative adottate dal Gruppo Carige

13

Strategia e andamento della gestione

22

Gli eventi di rilievo del periodo

25

Principali rischi ed incertezze ed evoluzione prevedibile della gestione

32

Informativa sui rapporti con le parti correlate

34

Andamento delle imprese controllate nel periodo di riferimento

34

BILANCIO CONSOLIDATO INFRANNUALE ABBREVIATO

36

Prospetti contabili consolidati

37

-

Stato patrimoniale consolidato

38

-

Conto economico consolidato

39

- Prospetto della redditività consolidata complessiva

40

- Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato

41

-

Rendiconto finanziario consolidato

43

Note illustrative

44

-

Politiche contabili

44

- Area e metodi di consolidamento

58

- Eventi successivi alla chiusura del periodo

60

-

I risultati economici

61

- L'attività di intermediazione e gli aggregati patrimoniali

67

- I rapporti con le parti correlate

77

- Azioni proprie, rendiconto finanziario e patrimonio netto

78

- Il sistema distributivo e la gestione delle risorse

79

- Il presidio dei rischi

81

-

Informativa di settore

92

ALLEGATI

95

ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO INFRANNUALE ABBREVIATO AL 30 GIUGNO

99

2020 AI SENSI DELL'ART. 81-TER DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO

1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI

RELAZIONE DELLA SOCIETA' DI REVISIONE SULLA REVISIONE CONTABILE LIMITATA DEL

101

BILANCIO CONSOLIDATO INFRANNUALE ABBREVIATO AL 30 GIUGNO 2020

AVVERTENZE Nelle tabelle sono utilizzati i seguenti segni convenzionali:

- quando il dato è nullo

… quando il dato non risulta significativo

2

STRUTTURA DEL GRUPPO BANCA CARIGE

3

CARICHE SOCIALI DELLA CAPOGRUPPO

ALLA DATA DI APPROVAZIONE DEL PRESENTE DOCUMENTO

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

COLLEGIO SINDACALE

PRESIDENTE

PRESIDENTE

Vincenzo Calandra Buonaura

Alberto Giussani

AMMINISTRATORE DELEGATO

SINDACI EFFETTIVI

Francesco Guido

Anna Girello

Pierpaolo Singer

CONSIGLIERI

SINDACI SUPPLENTI

Sabrina Bruno

Vincenzo Miceli

Lucia Calvosa

Silvia Muzi

Paola Demartini

Miro Fiordi

Gaudiana Giusti

Francesco Micheli

Leopoldo Scarpa

SOCIETA' DI REVISIONE EY S.p.A.

DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI

Mauro Mangani

Al termine della procedura di Amministrazione Straordinaria, l'Assemblea ordinaria degli Azionisti del 31/1/2020 ha nominato il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale per gli esercizi 2020-2021-2022, con scadenza della carica all'Assemblea di approvazione del bilancio al 31/12/2022.

Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi in pari data, ha nominato Francesco Guido quale Amministratore Delegato.

In data 26/6/2020 Angelo Barbarulo, nominato Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione dalla predetta Assemblea del 31/1/2020, ha rassegnato le dimissioni con decorrenza immediata.

Il Consiglio ha costituito altresì al proprio interno i seguenti Comitati endoconsiliari, la cui composizione risulta ad oggi la seguente:

  • Comitato Rischi: Paola Demartini, Miro Fiordi e Leopoldo Scarpa;
  • Comitato Nomine, Governance e Sostenibilità: Lucia Calvosa (Presidente), Vincenzo Calandra Buonaura e Sabrina Bruno;
  • Comitato Remunerazione: Francesco Micheli (Presidente), Sabrina Bruno e Miro Fiordi;
  • Comitato Operazioni Parti Correlate: Gaudiana Giusti (Presidente), Lucia Calvosa e Francesco Micheli.

4

DATI DI SINTESI CONSOLIDATI

I dati economici al 30 giugno 2020 sono riferiti ad un periodo di 5 mesi (01.02.2020 - 30.06.2020), a seguito della chiusura al 31 gennaio 2020 dell'esercizio di Amministrazione Straordinaria.

Dati patrimoniali (importi in milioni di euro)

Totale attività

Provvista (a+b)

    • - Raccolta diretta (a)

    • Debiti verso banche (b) Raccolta indiretta (c+d)
      • Risparmio gestito (c)
  • Risparmio amministrato (d)

Attività finanziarie intermediate

(AFI) (a+c+d)

  • Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato *
  • Crediti verso banche valutati al costo ammortizzato *
  • Sofferenze nette verso clientela

Capitale e riserve

22.518,6

22.714,2

19.951,0

20.072,1

16.495,8

16.072,1

3.455,1

4.000,0

22.270,4

22.224,8

10.936,1 11.111,7

11.334,3 11.113,1

38.766,2

38.296,9

11.802,4

12.748,6

5.011,7

4.544,4

74,4

68,3

1.594,3

2.456,7

30/06/2020

31/0 1/202 0

* Al netto delle rettifiche di valore e dei titoli di debito valutati al costo ammortizzato.

Dati economici (importi in milioni di euro)

148,2

Margine di intermediazione

202,7

Risultato netto della gestione finanziaria

95,2

(114,2)

Risultato dell'operatività corrente al lordo delle imposte

(86,2)

(444,2)

Risultato d'esercizio di pertinenza della Capogruppo

(97,8)

(428,5)

01/02/2020

30/06/2019

- 30/06/2020

5

Situazione al

30/06/2020

31/01/2020

RISORSE (dati puntuali di fine periodo)

Rete sportelli

438

439

Personale

3.637

3.714

Indicatori alternativi di performance (%) (1)

Cost/income ratio *

108,0%

-

105,0%

ROE

-6,1%

-24,4%

ROE Rett.

-5,8%

-23,1%

Sofferenze/impieghi **

0,6%

0,5%

  • L'indice in questione differisce rispetto a quello originariamente pubblicato nella Relazione sulla situazione patrimoniale ed economica consolidata al 30 giugno 2019 (106,1%) per via delle intervenute variazioni nella riclassificazione del conto economico
  • il dato di confronto è riferito al 30 gennaio 2020

01/02/2020

30/06/2019

- 30/06/2020

  1. Allo scopo di facilitare la comprensione dell'andamento economico e finanziario del Gruppo, sono stati individuati alcuni Indicatori Alternativi di Performance ("IAP"). Tali indicatori rappresentano, inoltre, gli strumenti che facilitano gli amministratori stessi nell'individuare tendenze operative e nel prendere decisioni circa investimenti, allocazione di risorse ed altre decisioni operative.
    Per una corretta interpretazione di tali IAP, tenuto conto degli Orientamenti emessi dall'ESMA il 5 ottobre 2015 ed in vigore dal 3 luglio 2016, si evidenzia quanto segue:
    1. tali indicatori sono costruiti esclusivamente a partire da dati storici del Gruppo e non sono indicativi dell'andamento futuro del Gruppo medesimo;
    2. gli IAP non sono previsti dai principi contabili internazionali ("IFRS") e, pur essendo derivati dai bilanci consolidati del Gruppo, non sono assoggettati a revisione contabile;
    3. gli IAP non devono essere considerati sostituitivi degli indicatori previsti dai principi contabili di riferimento (IFRS);
    4. la lettura di detti IAP deve essere effettuata unitamente alle informazioni finanziarie del Gruppo tratte dai bilanci consolidati del Gruppo;
    5. le definizioni degli indicatori utilizzati dal Gruppo, in quanto non rivenienti dai principi contabili di riferimento, potrebbero non essere omogenee con quelle adottate da altri

società/gruppi e quindi con esse comparabili.

Con riferimento agli indicatori di redditività, gli IAP sopra riportati, tali indicatori sono stati selezionati e rappresentati in quanto il Gruppo ritiene che:

  • Il Cost/Income ratio, calcolato come rapporto tra gli oneri operativi e i proventi operativi, è uno dei principali indicatori dell'efficienza gestionale della Banca e del Gruppo; minore è il valore espresso da tale indicatore, maggiore è l'efficienza.
  • Il Return on Equity (ROE) ottenuto dividendo il risultato del periodo per il patrimonio netto del Gruppo al netto del risultato del periodo, e il Return on Equity Adjusted (ROE Adjusted), ottenuto dividendo il risultato del periodo per il patrimonio netto del Gruppo al netto del risultato del periodo e della riserva di valutazione, sono indici economici sulla redditività del capitale proprio. Tali indicatori vengono utilizzati per verificare il tasso di remunerazione del capitale di rischio, ovvero quanto rende il capitale conferito all'azienda dai soci. Possono essere considerati come una sintesi della economicità complessiva, valutando come il management sia riuscito a gestire i mezzi propri per aumentare i risultati aziendali.
  • L'indicatore Crediti in sofferenza netti/ Crediti verso clientela è rappresentativo della incidenza delle sofferenze sul totale crediti verso clientela.

Per gli IAP selezionati, si forniscono di seguito i riferimenti per il metodo di calcolo:

  • CostIincome ratio: rapporto tra oneri operativi (voci 190, 210, e 220 del Conto Economico al netto dei recuperi d'imposta contenuti nella voce 230, dei contributi ai Fondi di Risoluzione e Garanzia dei Depositi, dei canoni DTA, delle rettifiche di valore nette non ricorrenti su immobilizzazioni materiali e immateriali e, a differenza di quanto formulato in precedenza, al netto degli altri oneri delle voci 230 e 190 correlati alle operazioni straordinarie previste dal Piano Strategico, riclassificati nella nuova Voce "Oneri di Piano Strategico afferenti la gestione non corrente") e proventi operativi (voci 30, 60, 70, 80, 90, 100 (esclusa la sola parte riferita ai crediti) e 110 (per la sola parte riferita ai titoli) al netto delle componenti non ricorrenti e 230 del Conto Economico al netto dei recuperi d'imposta);
  • ROE: rapporto tra il risultato di pertinenza della Capogruppo (Voce 350 del Conto Economico) e il capitale e le riserve di Gruppo (Voci 120, 150, 160, 170 e 180 del Passivo di Stato Patrimoniale);
  • ROE Rett.: rapporto tra il risultato di pertinenza della Capogruppo (Voce 350 del Conto Economico) e il capitale e le riserve di Gruppo al netto delle riserve da valutazione (Voci 150, 160, 170 e 180 del Passivo di Stato Patrimoniale);
  • Sofferenze/impieghi: rapporto tra le sofferenze nette per cassa verso clientela e i crediti netti verso clientela (voce 40(a) dell'Attivo di Stato Patrimoniale al netto dei titoli di debito valutati al costo ammortizzato).

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Coefficienti e aggregati patrimoniali

Capitale primario di classe 1

11,8%

(Common Equity Tier 1)/ Totale

12,0%

attivo ponderato

Capitale di classe 1 (Tier 1)/

11,8%

Totale attivo ponderato

12,0%

Fondi Propri / Totale attivo

13,8%

ponderato

13,9%

Totale attivo ponderato

10.295,8

(milioni di euro)

10.781,8

Capitale primario di classe 1

1.213,2

(milioni di euro)

1.296,5

30/06/2020

31/01/2020

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RELAZIONE INTERMEDIA SULL'ANDAMENTO DELLA GESTIONE

8

IL QUADRO REALE E MONETARIO

Tutte le proiezioni macroeconomiche evidenziano come la rapida diffusione del virus SARS-CoV-2 e della connessa malattia respiratoria denominata Covid-19 abbia causato un profondo deterioramento delle prospettive economiche mondiali. Successivamente al brusco arresto dell'economia cinese registrato nel mese di febbraio, ed il suo graduale recupero nei mesi successivi, la crisi economica fa sentire i suoi pesanti effetti sulle economie di USA e UEM (Unione Economica e Monetaria dell'Unione Europea); in diversi Paesi emergenti, già economicamente provati dalla recessione della Cina nel primo trimestre e dalla brusca frenata della domanda da USA e UEM nel secondo trimestre, la situazione sanitaria è ora in una fase di particolare gravità, che non mancherà di riflettere i propri effetti in maniera pesante sulle economie di detti paesi nei prossimi mesi, accentuando lo sfasamento ciclico fra i Paesi, con un'ulteriore contrazione del commercio mondiale, rispetto a quanto registrato sino ad oggi. Brasile, India e Russia saranno oggetto di una profonda recessione in media d'anno, nonostante fossero nel primo trimestre di quest'anno fra le economie con performance relativamente migliori.

Le politiche di controllo della diffusione del virus continueranno ad essere essenziali per la possibile ripresa economica, condizionata dal rischio di nuove emergenze sanitarie.

Nel primo trimestre 2020 il PIL cinese, nel pieno dell'emergenza Covid, ha registrato una caduta congiunturale del 9,8% (-6,8% tendenziale). Il Paese, primo ad uscire dall'emergenza, anche se non esente da nuovi focolai anche importanti, sta tornando ad una piena operatività, in maniera più veloce nel settore industriale, meno in quello dei servizi, sia per la dimensione medio piccola di molte imprese che sono quindi state maggiormente colpite dagli effetti della pandemia, sia perché diversi servizi risultano maggiormente penalizzati dalle regole di distanziamento sociale e dalla crescente prudenza degli utenti. Da aprile si osserva una crescita tendenziale della produzione industriale rispettivamente del 3,9% ad aprile e del 4,4% a maggio; di contro i servizi hanno registrato una crescita nel solo mese di maggio (+1%). Nello stesso mese il governo cinese ha approvato alcune misure di sostegno, con l'obiettivo principale di diminuire le imposte alle imprese ed attuare interventi infrastrutturali. Il deficit di budget passa dal 2,6% medio ante pandemia al 3,6% e viene ampliato il tetto di emissione di titoli, sia destinate alle amministrazioni locali sia speciali, finalizzate al risanamento dei bilanci delle imprese statali. Sono altresì previste garanzie pari allo 0,5% del PIL a favore di piccole e medie imprese. Si pone anche per la Cina una questione di debito e di solidità finanziaria che condiziona gli sviluppi prospettici, unitamente ad una disoccupazione che alcuni studi ipotizzano ben superiore a quella riportata nelle statistiche ufficiali. Le tensioni commerciali con gli USA, la situazione geopolitica e la complicata questione di Hong Kong rischiano di rappresentare ulteriori elementi ostativi alla crescita.

Negli USA, complice il ritardo, rispetto ai Paesi europei, con cui si è intensificata la diffusione del virus e i conseguenti effetti dei provvedimenti di contenimento del contagio, si è assistito ad una tenuta del PIL nel primo trimestre, seguito nel secondo trimestre da indicatori congiunturali ai livelli minimi assoluti; nel mese di aprile si è assistito ad un tracollo dell'indice della produzione industriale (-16,2%,-19,5% il dato riferito al settore manifatturiero), con un incremento deciso del numero dei disoccupati e delle persone uscite dal mercato del lavoro. Il calo degli occupati ha interessato tutti i settori, in particolare il settore alberghiero/ristorazione, le attività collegate al tempo libero e le vendite al dettaglio, comparti caratterizzati dall'elevata presenza di microimprese, che occupano in larga misura lavoratori con una preparazione scolastica medio/bassa.

Nel mese di aprile l'amministrazione statunitense ha deliberato un nuovo pacchetto di aiuti all'economia pari a 730 miliardi di dollari, fra cui 321 miliardi di prestiti a fondo perduto per piccole e medie imprese. Nel complesso sono dunque stati stanziati complessivamente 2.400 miliardi di dollari in spese discrezionali, oltre a circa 600 miliardi di dollari di garanzie per le imprese; oltre la metà di dette risorse risultavano già distribuite a fine giugno.

La propensione al risparmio delle famiglie americane ha toccato valori eccezionali sia nel mese di aprile sia, in minor misura, nel mese di maggio, motivata sia dall'impossibilità a spendere come conseguenza della chiusura di diverse attività di servizi, sia in risposta ad una maggiore incertezza sul prossimo futuro; nel mese di maggio, con l'allentamento delle restrizioni, si è assistito ad una ripresa della spesa per consumo. Ci si attende un graduale recupero occupazionale dopo il previsto rimbalzo del 2021, come già sperimentato nelle crisi passate, coerentemente con il graduale ritorno alla normalità dei servizi più

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colpiti dalla crisi, con un numero di occupati alla fine del 2023 ancora inferiori al numero di fine 2019. Si ritiene che le misure economiche messe in campo sino a questo momento eserciteranno effetti moltiplicativi nel 2021 e nel 2022 determinando per gli USA una crescita del PIL superiore al potenziale, mentre nel medio periodo il ritmo di espansione economica sarà più basso rispetto alle stime pre Covid. Dopo l'ingente pacchetto di misure messe in campo a marzo, la FED a giugno ha annunciato la prosecuzione di misure particolarmente accomodanti; nelle proiezioni il tasso di inflazione rimane inferiore all'obiettivo nei prossimi tre anni ed il tasso sui Fed funds stabile sugli attuali livelli (0-0,25%) fino alla fine del 2022. La FED continuerà anche nell'acquisto di titoli al ritmo attuale e, per contenere il costo di finanziamento delle imprese, anche di quelle particolarmente rischiose, ha deciso di ampliare gli acquisti di titoli privati sul mercato secondario sino a 750 miliardi di dollari, compresi titoli corporate con scadenze inferiori ai 5 anni e con rating minimo dell'emittente BBB-.

Per il Regno Unito, dopo un primo trimestre che ha visto una caduta del PIL del 2% congiunturale, nonostante gli effetti del lockdown siano riferibili solo all'ultima settimana di marzo, si stima un PIL ad aprile in caduta di oltre il 20% rispetto a marzo; il settore più colpito risulta quello delle costruzioni (- 40,1% aprile su marzo), mentre i settori dell'industria e dei servizi hanno riscontrato una diminuzione di circa il 20% ognuno, con il solo comparto manifatturiero in decrescita del 24,3%.

A livello di provvedimenti di politica monetaria e fiscale a sostegno dell'economia, succedutisi ed ampliatisi all'avanzare della pandemia, si evidenziano i 754 miliardi di sterline del Quantitative Easing; la Banca d'Inghilterra ha predisposto schemi di prestiti a medio termine e a basso costo, e finanziamento alle imprese attraverso l'acquisto di carta commerciale. I piani di stimolo fiscale si sono attestati a circa 65,5 miliardi di sterline, concretizzandosi in taglio di tasse, garanzie, pagamenti e sussidi a persone disoccupate e a rischio disoccupazione, con redditi entro le 50 mila sterline. Ammontano a circa 600 mila unità i posti di lavoro persi nei mesi di marzo e aprile, con un forte aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione. All'incertezza circa la situazione sanitaria si sommano quelle relative alla Brexit, con la crescente rigidità nelle posizioni da parte del Regno Unito, che ha definitivamente deciso di non prolungare il periodo di transizione oltre il 2020 e con crescenti probabilità di una hard-Brexit, in considerazione della distanza delle posizioni fra le parti.

Con riferimento all'Europa è necessario premettere che l'emergenza sanitaria si è pesantemente abbattuta sulle economie di tutti i Paesi, ma con sostanziali differenze relativamente sia ai tempi, sia all'intensità con la quale l'espansione dei contagi si è verificata. Nel complesso il PIL dell'UEM nel primo trimestre ha registrato una decrescita sul trimestre precedente pari al 3,6%, con una previsione di ulteriore contrazione del 12% nel secondo ed una crescita rispettivamente del 7,6% e del 3,1% nel terzo e quarto trimestre, con una variazione media annua negativa dell'8,1% ed una previsione di ripresa del 5% nel 2021, del 2,7% nel 2022 e dell'1,5% nel 2023. Si prevede per tutti i maggiori Paesi dell'UEM una ripresa dell'attività relativa alla produzione industriale negli ultimi due mesi del secondo trimestre.

Successivamente alle misure di mera emergenza approvate nei mesi di marzo e aprile, nel bimestre successivo i governi dei Paesi europei hanno stanziato nuove ed importanti risorse, decisive per sostenere la fase di recupero dell'economia nei restanti mesi dell'anno in corso e nei prossimi anni. Oltre a finanziare l'ingente aumento delle spese sanitarie, i Paesi economicamente più virtuosi hanno potuto agire in maniera più vigorosa, mentre i Paesi con finanze pubbliche meno floride hanno dovuto adottare politiche maggiormente attendiste e prudenti. Paesi come la Germania e l'Austria hanno potuto agire sia attraverso un deciso taglio di imposte a partire dal secondo semestre 2020 (l'IVA in Germania e l'imposta sui redditi in Austria), sia attraverso il finanziamento ai processi di digitalizzazione e a politiche per l'ambiente. Pur con un elevato livello di debito in rapporto al PIL anche Italia e Francia hanno approvato misure importanti, nell'ordine del 4,5% del PIL, supportando in particolare i propri settori strategici particolarmente colpiti, come il settore turistico in Italia e i settori automobile e aviazione in Francia; altri Paesi, come Spagna, Belgio, Portogallo e Grecia hanno preferito attuare sforzi meno vigorosi. Inoltre diversi Paesi, in primis Germania e Italia, hanno anche impegnato importanti volumi di garanzie sui prestiti bancari alle imprese, accollandosi il rischio di dover contabilizzare perdite sui bilanci dei prossimi anni, in caso di eventuali insolvenze future.

Nel 2020, per la prima volta nella storia dell'UEM, il debito pubblico dell'area supererà la soglia del 100% del PIL, attestandosi al 101,4%; Belgio, Francia e Spagna, in conseguenza dei larghi deficit che si troveranno a sopportare quest'anno, vedranno il proprio debito eccedere il 100% del PIL, mentre la Germania si attesterà oltre il 60%. L'impatto negativo della pandemia sulle economie europee non sarà

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riassorbito nel breve periodo, con un deficit oltre il 3% del PIL atteso per gli anni a venire per molti Paesi dell'area.

Grazie alle imponenti azioni messe in campo dalla BCE, (cfr. paragrafo "Scenario Covid-19: panoramica dei principali interventi regolamentari e di supervisione a supporto dell'economia"), all'eventuale disponibilità immediata di risorse rappresentata dalle linee di credito del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità ) e dal SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency), nonché al piano di sussidi e prestiti a partire dal prossimo anno nell'ambito del programma europeo Next Generation EU, non si prevedono tensioni sui mercati dei debiti.

A contrasto degli effetti della crisi generata dalla pandemia Covid-19, la BCE ha ampliato le misure a sostegno dell'economia e ha introdotto elementi di flessibilità nell'ambito dell'attività di supervisione bancaria, al fine di garantire all'economia reale il supporto del sistema creditizio come descritto in sintesi nel successivo capitolo "Covid-19: interventi normativi e le iniziative adottate dal Gruppo Carige", anche come stimolo all'inflazione che, secondo le stime di giugno, non supererà l'1,2% nel 2022, attestandosi ben al di sotto dell'obiettivo del 2%. Per quanto attiene ai tassi di politica monetaria si prevede che gli stessi possano recepire un aumento di 10 pb non prima del 2023; il tasso di mercato swap a tre mesi si prevede rimanga intorno a -40 pb fino alla fine del 2022, risalendo verso lo zero nell'anno successivo. Il rendimento del Bund dovrebbe tornare sopra lo zero intorno alla fine del 2022, mentre lo spread BTP Bund ha tratto beneficio dalle politiche adottate dalle autorità europee; nonostante le agenzie di rating abbiano aumentato il livello di attenzione sul debito pubblico italiano, con downgrade da parte di Fitch ed attribuzione di outlook negativo da DBRS, l'effetto negativo sui rendimenti è stato mitigato dalla decisione della BCE di accettare temporaneamente anche collaterale con rating "spazzatura" ("junk") nelle operazioni di rifinanziamento. Il PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) della BCE, insieme alle valutazioni positive dei mercati sulla proposta di Recovery Fund, potrebbero contribuire a mantenere stabile lo spread nell'anno in corso, con possibili risalite in fase di approvazione della manovra di bilancio, e con una possibile graduale discesa negli anni successivi, prevedendo di scendere sotto i 150 pb non prima della fine del 2023.

Il Governo italiano, con il decreto Cura Italia approvato a fine marzo ed il successivo decreto Rilancio ha stanziato 75 miliardi di euro, pari al 4,5% del PIL, con un impegno finanziario importante, ma leggermente inferiore alla media dei Paesi dell'area euro, pur essendo stata l'Italia certamente uno dei Paesi più colpiti da un punto di vista dell'emergenza sanitaria. I decreti hanno identificato come interventi prioritari quelli riferiti all'amministrazione pubblica per fronteggiare l'emergenza sanitaria, il sostegno alle famiglie e alle imprese, il potenziamento delle garanzie statali al credito, anche con l'introduzione di nuovi strumenti (SACE, disciplinati dal decreto Liquidità) e di una moratoria straordinaria, con un bacino potenziale di 750 miliardi di euro di liquidità garantita, al fine di contrastare l'impatto della caduta di attività determinato dal lockdown, soprattutto per quei settori maggiormente colpiti, oltre ad alcuni interventi di potenziamento sanitario, come l'aumento dei posti di terapia intensiva, ed altri interventi più mirati alla ripresa economica come, ad esempio, il superbonus sugli interventi edilizi di efficientamento energetico e sismico, incentivi fiscali per il rafforzamento patrimoniale delle imprese e per investimenti innovativi. Se è vero che gran parte degli effetti finanziari della manovra si esauriranno nell'anno in corso, per gli anni successivi potrà giovare la soppressione definitiva della clausola di aumento delle aliquote IVA e delle accise. L'impegno, per quanto riguarda il supporto a lavoratori e famiglie, si avvicina ai 30 miliardi, in particolare con gli schemi di integrazione salariale e le indennità una tantum riconosciute soprattutto agli autonomi. Le misure di sostegno per l'economia e le imprese, insieme allo stanziamento di fondi per le garanzie alla liquidità, si avvicinano ai 25 miliardi, oltre a 7 miliardi per interventi di settore.

In Italia, come in tutti i Paesi europei e non solo, si è verificato nel primo trimestre un profondo calo dei consumi delle famiglie (-6,6% sul trimestre precedente, -6,3% sul trimestre corrispondente), in particolare sui beni durevoli e semi durevoli, con una sostanziale tenuta dei beni non durevoli. I servizi, componente preponderante dei consumi, hanno fatto registrare un calo decisamente importante. I numeri attesi per il secondo trimestre e in media d'anno preannunciano una caduta dei consumi di proporzioni storiche, con un moderato rimbalzo nel 2021 ed un recupero dei livelli pre-Covid successivo al 2023.

Gli stock di attività finanziaria delle famiglie nel 2020 dovrebbero subire una modesta flessione, grazie al miglioramento del risparmio finanziario susseguente il calo dei consumi e ad un contributo negativo dei mercati finanziari meno marcato rispetto alle attese. Le perdite del 2020 saranno già ampiamente riassorbite nel 2021, con una prevista crescita della ricchezza finanziaria vicina al 4,5%, grazie al

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miglioramento del quadro finanziario con l'uscita dalla recessione e un buon contributo dei flussi determinato dalla spinta al risparmio a scopo precauzionale; per la fine dell'anno si prevede che le attività liquide potranno rappresentare il 35,2% del portafoglio, riportandosi sotto i livelli del 2019 non prima del 2023, mentre le azioni e le partecipazioni recupereranno nei prossimi anni solo in parte la flessione del 2020. Tra le componenti gestite tornerà a crescere la domanda di fondi comuni, grazie anche alle incentivazioni fiscali ad investire in economia reale, e resteranno stabili le crescite dei prodotti assicurativi e pensionistici. I titoli di debito torneranno a contrarsi, in particolare sulla componente bancaria, ma in misura contenuta, rappresentando ormai un'esigua parte del portafoglio delle famiglie. Si evidenzia, per i tutti principali Paesi dell'area Euro, una marcata flessione degli investimenti al netto delle costruzioni nel primo trimestre, dato destinato a peggiorare nel corso del secondo trimestre, stante il diffondersi della pandemia e la conseguente caduta dell'attività produttiva, nel quale si prevede per l'Italia una riduzione del 26,3% sul trimestre precedente (-33,2% sul corrispondente periodo dell'anno precedente), cui seguirà un rimbalzo nei mesi estivi, non sufficiente da evitare una riduzione per il 2020 pari al 21,7%. Le difficoltà di molte imprese e l'incertezza finanziaria fungeranno da freno agli investimenti, i quali, alla fine del 2021, saranno ancora distanti da quelli pre-Covid del 12%, con una riduzione dello stock di capitale netto dell'economia italiana che si protrarrà, sebbene con intensità decisamente inferiore, anche nel corso del 2021.

Per le costruzioni, per le quali si registra una contrazione del 7,9% nel primo trimestre, è prevista una ripresa nella seconda parte dell'anno, trainata dagli incentivi fiscali per l'efficientamento energetico e sismico e dagli investimenti pubblici, i quali nel 2021 dovrebbero beneficiare dei finanziamenti europei, portando la crescita al 9,2%.

Nonostante l'elevata liquidità di cui dispongono le imprese non finanziarie italiane, si prevede nell'anno in corso una forte richiesta di prestiti bancari per circa 90 miliardi, incentivati dalle garanzie statali e dai bassi tassi di interesse.

Il mercato del lavoro è stato duramente colpito dalla pandemia, nonostante gli interventi dei vari governi, come conseguenza della generalizzata riduzione dell'attività economica e del blocco lavorativo in diversi settori; nel primo trimestre è stato certificato un calo delle ore lavorate a livello UEM del 2,8%, con differenze anche importanti fra i Paesi dell'area (Italia -7,7%, Germania -1,7%). Meno delineato l'andamento del tasso di disoccupazione, che riflette fenomeni contrastanti come il maggior numero di persone inattive, anche temporaneamente, o ritirate dal lavoro e l'impiego di forme sussidiate di riduzione dell'orario di lavoro, tipo CIG, che influenzano le statistiche. In Italia, per la seconda parte dell'anno, si prevede una riduzione dei lavoratori interessati dalla Cassa Integrazione, ma nel prossimo triennio, anche terminata l'emergenza sanitaria e pur con una risalita dell'occupazione, troveremo un mercato del lavoro più fragile scontando, alla fine del 2023, un tasso di disoccupazione ancora superiore al 10%.

L'inflazione complessiva è crollata in tutti in Paesi dell'area euro, attestandosi in maggio circa un punto sotto all'inflazione pre-Covid, che risultava già negativa per Paesi come Italia e Spagna, riflettendo impulsi anche di segno opposto come il crollo del prezzo del petrolio e conseguentemente delle componenti energetiche e la crescita importante dell'inflazione degli alimentari freschi, spinta dalle mutate abitudini di consumo delle famiglie e dalle diverse limitazioni alle filiere agricole in periodo di lockdown. Si prevede dunque un'inflazione nulla per l'anno in corso in Italia, per poi risalire lentamente nei prossimi anni, comunque sempre inferiore al 2% obiettivo della BCE.

Elemento di discontinuità rispetto al passato più recente è rappresentato dalla forte crescita prevista nell'anno in corso del credito alle imprese, credito non indirizzato a investimenti, previsti in forte contrazione, ma alle necessità di liquidità per contrastare i mancati ricavi, erogazioni in gran parte garantite dal Fondo Centrale di Garanzia o da SACE. I flussi di nuovi crediti daranno impulsi positivi al margine di interesse connesso ad un effetto volume altrimenti non realizzabile, ma ancora più determinante sarà il tasso negativo sui fondi ottenuti con le aste del programma TLTRO III; l'asta del mese di giugno permetteva di ottenere il massimo beneficio di un tasso negativo dell'1% per un anno, registrando richieste record da parte delle banche europee e, per una quota importante, da quelle italiane. Si evidenzia come proseguirà in corso d'anno la riduzione degli stock di crediti deteriorati, non sufficiente però a riportare lo stock di deteriorati sul totale crediti alle previsioni pre-Covid; l'NPL ratio è ipotizzato intorno al 6% a fine 2023. Le banche italiane, come buona parte di quelle europee, hanno potuto affrontare la crisi in corso con bilanci più solidi, grazie alle azioni di capital management e di derisking degli ultimi anni; i ratios di capitale risultano raddoppiati rispetto al 2008 e gli NPL dimezzati

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rispetto ai massimi registrati nel 2015. Nel primo trimestre l'incremento medio del CET1 ratio delle banche italiane, che si è portato al 13,3% (in termini fully loaded), è stato sostenuto non solo dagli utili del periodo, ma anche dalla ritenzione a riserva dei dividendi non distribuiti, come da raccomandazione BCE del 27 marzo 2020, che chiedeva di non distribuire utili almeno fino ad ottobre 2020, successivamente abrogata e sostituita dalla raccomandazione del 27 luglio 2020 che ha esteso la raccomandazione a non distribuire dividendi e riacquistare azioni proprie fino a gennaio 2021.

Rispetto ad un'attesa di contrazione del PIL italiano nel 2020 del 10,1% sottostante allo scenario qui commentato, l'European Economic Forecast diffuso a luglio 2020 dalla Commissione Europea ha ulteriormente peggiorato le stime, attestando l'attesa di caduta del PIL per il nostro paese nell'anno in corso all'11,2%, peggior calo nell'Unione, per poi registrare una risalita del 6,1% nel 2021.

COVID-19: INTERVENTI NORMATIVI

E LE INIZIATIVE ADOTTATE DAL GRUPPO CARIGE

PANORAMICA DEI PRINCIPALI INTERVENTI REGOLAMENTARI E DI SUPERVISIONE A SUPPORTO DELL'ECONOMIA

Dopo gli impatti del lockdown sull'economia cinese osservati nel mese di febbraio 2020 e il graduale recupero nei mesi successivi, la pandemia di Covid-19 in Europa e nel resto del mondo ha generato effetti economici devastanti sull'economia globale.

Al fine di contenere gli impatti economici della pandemia per le imprese, per i lavoratori e più in generale per tutti i cittadini sono state introdotte misure di sostegno, sia a livello nazionale, sia a livello sovranazionale, che di seguito sono sintetizzate con riferimento all'economia europea ed italiana.

Di seguito si illustra una sintesi delle principali misure introdotte a partire da marzo 2020 per contrastare l'impatto economico della pandemia.

Interventi a supporto dell'economia introdotti a livello europeo

Con la diffusione della pandemia Covid-19 sul continente europeo si è osservata, a partire da marzo 2020, l'introduzione di rilevanti interventi di sostegno diretto all'economia da parte delle istituzioni europee, tra i quali si espongono di seguito i più rilevanti:

  • Adozione di un Quadro Temporaneo in materia di Aiuti di Stato da parte della Commissione Europea del 19 marzo 2020, per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme al fine di sostenere l'economia nel contesto dell'emergenza Covid-19. Le misure contenute nel Quadro Temporaneo hanno la finalità di garantire la continuità aziendale di ogni tipo di impresa che possa trovarsi in crisi di liquidità a seguito del rapido deterioramento del contesto di mercato in cui si trovi ad operare, principalmente attraverso l'autorizzazione agli Stati membri a fornire garanzie statali per permettere alle banche di rispondere alle esigenze di finanziamento della propria clientela. Il Quadro Temporaneo è stato poi ripetutamente ampliato e modificato nei mesi successivi, a partire dal 3 aprile 2020, con l'introduzione tra le altre cose di misure per sostenere la ricerca e le produzioni connesse al contenimento della diffusione della malattia respiratoria Covid-19 per tutelare più efficacemente i posti di lavoro, e, successivamente, l'8 maggio 2020, con l'individuazione dei criteri sulla base dei quali gli Stati membri sono autorizzati a ricapitalizzare e sottoscrivere debito subordinato delle imprese in difficoltà, di un pacchetto di aiuti a sostegno dell'economia italiana, e il 2 luglio 2020, con modifiche tra le quali rileva l'inclusione nella platea dei soggetti che possono beneficiare di aiuti di Stato delle microimprese e delle PMI che risultavano in difficoltà già alla data del 31 dicembre 2019 e che abbiano caratteristiche coerenti con una serie di parametri prefissati.

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  • Nell'ambito del Quadro Temporaneo la Commissione Europea ha approvato nel tempo diverse misure di sostegno notificate dal Governo italiano. In data 14 aprile 2020 è stato approvato il più importante regime di aiuti dell'Italia a sostegno dell'economia nel contesto dell'emergenza di Covid-19 per un bilancio totale comunicato pari a 200 miliardi, seguito dall'approvazione di altre misure notificate dall'Italia di importo minore quali i due regimi di sostegno all'agricoltura, silvicultura, pesca e acquacultura per complessivi 150 milioni (21 aprile 2020), i quattro regimi di sostegno delle imprese e dei lavoratori per complessivi 7,6 miliardi (26 giugno 2020) e il regime di sostegno delle PMI e dei lavoratori autonomi per 6,2 miliardi (8 luglio 2020).
  • Adozione da parte del Consiglio Europeo, in data 19 maggio 2020, del fondo SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency) istituito dall'Unione Europea. Il SURE è un fondo temporaneo con una dotazione di 100 miliardi che concederà linee di credito ai singoli Stati per finanziare gli strumenti, come ad esempio la cassa integrazione, necessari al fine di proteggere i posti di lavoro e i redditi dei lavoratori.
  • Il 21 luglio 2020 il Consiglio Europeo ha approvato il programma per la ripresa Next Generation EU, istituito il 27 maggio 2020 dalla Commissione Europea, con una dotazione di 750 miliardi finalizzata a sostenere la ripresa degli Stati membri colpiti dalla crisi economica generata dalla pandemia Covid-19, stimolare gli investimenti privati, sostenere le aziende in difficoltà e accelerare la transizione verso un'economia maggiormente orientata alla sostenibilità ambientale e ad un crescente livello di digitalizzazione.

Rilevanti interventi di natura regolamentare e di supervisione sono stati introdotti anche da parte della Banca Centrale Europea, finalizzati a consentire al sistema creditizio di massimizzare il sostegno all'economia reale attraverso l'erogazione del credito, dei quali si espongono di seguito i principali contenuti.

  • Decisione del Consiglio Direttivo del 12 marzo 2020 (comunicato stampa "ECB Banking Supervision provides temporary capital and operational relief in reaction to coronavirus"), nella quale assumono particolare rilievo l'autorizzazione ad operare temporaneamente, dal punto di vista della patrimonializzazione prudenziale, al di sotto del livello di capitale definito dalla Pillar II Capital Guidance (P2G) e del Capital Conservation Buffer (CCB), e dal punto di vista della liquidità al di sotto del requisito minimo regolamentare Liquidity Coverage Rario (LCR), pari al 100%. La decisione introduce inoltre la possibilità di utilizzare parzialmente, per soddisfare il requisito di Pillar II, Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1) o Capitale di Classe 2 (Tier 2), anticipando una misura contenuta nella Capital Requirements Directive V (CRDV) la cui entrata in vigore era prevista per il 2021 e l'applicazione, alle esposizioni che diventeranno non- performing e che beneficiano di garanzie pubbliche concesse per l'emergenza Covid-19, per la parte garantita, del trattamento preferenziale sulle esposizioni non-performing attualmente previsto per i finanziamenti garantiti dalle Agenzie ufficiali di credito all'esportazione, vale a dire una copertura minima dello 0% per sette anni nell'ambito del cosiddetto "calendar provisioning" previsto dall'Addendum.
  • Decisione del Consiglio Direttivo del 12 marzo 2020 (comunicato stampa "ECB announces easing of conditions for targeted longer-termrefinancing operations (TLTRO III)"), che introduce modifiche regolamentari al programma TLTRO III in termini di incremento degli importi massimi utilizzabili, di miglioramento delle condizioni applicate per le banche partecipanti, di regole relative all'opzione di rimborso anticipato degli importi presi in prestito.
  • Decisione del Consiglio Direttivo del 12 marzo 2020 (comunicato stampa "ECB announces measures to support bank liquidity conditions and money market activity"), che introduce una serie di longer-termrefinancing operations (LTROs) finalizzate a fornire un immediato supporto in termini di liquidità alle banche e a salvaguardare gli equilibri del mercato monetario, e incrementa temporaneamente, fino alla fine del 2020, l'ammontare dei titoli acquistabili

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nell'ambito del programma di acquisto di attività denominato APP (Asset Purchase Programme) per un importo pari a 120 miliardi.

  • Introduzione da parte del Consiglio Direttivo, in data 18 marzo 2020, di un nuovo programma di acquisto di titoli pubblici e privati per l'emergenza pandemica denominato PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme, PEPP) per un ammontare complessivo di 750 miliardi, al fine di permettere il contenimento dei rendimenti governativi dei titoli emessi dagli Stati membri. Il 4 giugno 2020 la dotazione del PEPP è stata incrementata di ulteriori 600 miliardi, portando la dimensione complessiva del programma a 1.350 miliardi ed è stata ampliata la finestra temporale degli acquisti almeno sino al termine del primo semestre 2021.
  • Comunicazione BCE del 20 marzo, che include il rinvio di 6 mesi delle scadenze previste per le azioni di rimedio ai rilievi emersi nel corso delle ispezioni effettuate presso le banche vigilate, della verifica delle conformità alle misure qualitative SREP e delle indagini sui modelli interni.
  • Decisione del Consiglio Direttivo del 7 aprile 2020 (comunicato stampa "ECB announces package of temporary collateral easing measures"), nel quale si annuncia l'allentamento dei criteri di selezione per l'ammissione degli attivi bancari a collaterale/garanzia delle operazioni di rifinanziamento dell'Eurosistema.
  • Decisione del Consiglio Direttivo del 22 aprile 2020 (comunicato stampa "ECB takes steps to mitigate impact of possible rating downgrades on collateral availability"), che integra la decisione del 7 aprile introducendo misure temporanee finalizzate a mitigare gli effetti negativi sulla disponibilità di attivi ammissibili a garanzia delle operazioni di rifinanziamento dell'Eurosistema che potrebbero derivare dagli impatti economici della pandemia Covid-19, che resteranno in vigore fino a settembre 2021, quando il Consiglio Direttivo valuterà se introdurre una proroga del termine.
  • Decisione del Consiglio Direttivo del 30 aprile 2020 (comunicato stampa "Monetary policy decisions"), che modifica il regolamento del programma TLTRO III, in termini di ulteriori miglioramenti delle condizioni economiche, sia in termini di tasso d'interesse, sia in termini di meccanismi di incentivo all'erogazione del credito, introduce una nuova serie di non-targetedPandemic Emergency Longer-TermRefinancing Operations (PELTROs), una ulteriore serie di operazioni di rifinanziamento finalizzata a garantire liquidità agli intermediari finanziari anche a valle delle scadenze delle LTROs introdotte il 12 marzo 2020.
  • Comunicazione del 28 luglio 2020 (comunicato stampa "ECB extends recommendation not to pay dividends until January 2021 and clarifies timeline to restore buffers") con la quale BCE, oltre ad estendere al 1° gennaio 2021 il divieto di distribuzione dei dividendi stabilito nella precedente raccomandazione del 27 marzo, incoraggia le banche a utilizzare i propri buffer di capitale e liquidità per sostenere l'economia reale erogando credito alle famiglie e alle imprese, chiarendo che eventuali sforamenti di P2G (Pillar 2 Guidance - P2G) e CCB (Capital Conservation Buffer) non dovranno essere ripristinati prima della fine del 2022 mentre per l'indicatore di liquidità LCR (Liquidity Coverage Ratio) non prima della fine del 2021.

In materia di regolamentazione bancaria il 26 giugno 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il Regolamento (UE) 2020/873, che riprende il contenuto del Banking Package proposto in precedenza dalla Commissione Europea, finalizzato ad agevolare l'erogazione del credito bancario a famiglie e imprese in tutta l'Unione europea attraverso la modifica dei regolamenti CRR e CRR II. I contenuti più rilevanti del Regolamento (UE) 2020/873 sono in sintesi:

  • la modifica delle disposizioni transitorie dell'IFRS9, che prevedono una graduale computazione (2020-2024) nell'ambito del calcolo dei coefficienti di vigilanza delle rettifiche su crediti originatesi sui portafogli di crediti classificati in stage 1 e stage 2 con la prima adozione del nuovo principio contabile (c.d. First Time Adoption IFRS9). Con la modifica introdotta viene consentita la computazione come elemento positivo del CET1 di una quota decrescente

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dell'effetto delle maggiori rettifiche, pari al 100% nel 2020 e nel 2021, al 75% nel 2022, al 50% nel 2023 ed al 25% nel 2024;

  • con riferimento alla disciplina in materia di prudential backstop per i crediti deteriorati, l'estensione a tutti i crediti garantiti dallo Stato, per la quota garantita, del regime preferenziale previsto per i crediti garantiti da Export Credit Agencies (come SACE in Italia) per quanto concerne gli obblighi di accantonamento al fondo di svalutazione (0% per i primi 7 anni, svalutazione totale dell'esposizione con accantonamento al 100% solo l'ottavo anno);
  • l'anticipazione da giugno 2021 alla data di entrata in vigore del Regolamento (27 giugno 2020) dell'introduzione del SME Supporting Factor (possibilità di applicare coefficienti di ponderazione più bassi nell'ambito del calcolo dei RWAs relativi a crediti concessi alle PMI), della riduzione dei coefficienti di ponderazione da applicare ai prestiti con cessione del V° dello stipendio o della pensione nell'ambito del calcolo dell'RWA credito;
  • l'anticipazione dell'entrata in vigore dei Regulatory Technical Standards (RTS) EBA relativi alle regole di deduzione dal CET1 delle attività immateriali costituite da software alla data di entrata in vigore dei RTS (attualmente in corso di definizione), al fine di agevolare lo sviluppo tecnologico e digitale degli intermediari finanziari;
  • la temporanea introduzione, fino al 31 dicembre 2022, del filtro prudenziale relativo alla riserva OCI sui titoli di Stato al fine di attenuare l'impatto negativo derivante dalla volatilità dei mercati finanziari e del debito delle amministrazioni centrali sul capitale regolamentare;
  • l'associazione, nell'ambito del calcolo del rischio di credito, di coefficienti di ponderazione più favorevoli ai titoli del debito pubblico emessi da uno Stato membro nella valuta di un altro Stato membro.

Sempre in coerenza con la finalità di favorire l'erogazione di finanziamenti all'economia reale da parte del settore creditizio l'EBA (European Banking Authority) ha emesso una serie di documenti e linee guida finalizzate a mitigare gli impatti che l'adozione automatica dei criteri di classificazione e valutazione dei crediti avrebbe potuto avere a seguito dell'attivazione di moratorie sui crediti, ex lege o di iniziativa privata, e dell'introduzione di altre misure di supporto all'erogazione del credito introdotte per contrastare gli impatti economici della pandemia Covid-19. Con la pubblicazione delle "Statement on the application of the prudential framework regarding Default, Forbearance and IFRS9 in light of Covid- 19 measures" avvenuta il 25 marzo 2020, l'EBA ha specificato che le misure di moratoria, pubbliche e private, concesse in relazione alla crisi originatasi dalla pandemia Covid-19, non devono essere automaticamente classificate come misure di "forbearance". La possibilità di bloccare le transizioni automatiche tra gli stadi di rischio, in particolare i trasferimenti a stage 2, permette di non dover necessariamente calcolare la perdita attesa utilizzando un orizzonte temporale corrispondente all'intera vita residua dell'esposizione creditizia in luogo di 12 mesi, con conseguente contenimento degli accantonamenti ai fondi di svalutazione e minori impatti economici negativi subiti dagli intermediari finanziari che hanno erogato i crediti oggetto di moratoria. Il 2 aprile 2020 l'EBA ha quindi pubblicato delle linee guida ("Guidelines on legislative and non-legislativemoratoria on loan repayments applied in the light of the Covid-19crisis") nelle quali sono forniti i criteri che le moratorie concesse entro il 30 giugno 2020, di natura pubblica o privata e di portata generale, vale a dire concesse al fine di scongiurare l'incremento del rischio sistemico attraverso un sostegno offerto in maniera diffusa a tutte le imprese con temporanea difficoltà nell'approvvigionamento della liquidità, devono rispettare per poter evitare la classificazione come esposizioni oggetto di concessioni o ristrutturazioni onerose. Tali linee guida chiariscono inoltre che le moratorie di portata generale di iniziativa privatistica vengono equiparate alle moratorie di natura pubblica con riferimento all'interruzione del calcolo dello scaduto per il periodo in cui risulta attiva la sospensione del pagamento delle rate.

Relativamente alle tematiche afferenti le modalità di applicazione delle previsioni dei principi contabili internazionali ed in generale alle indicazioni volte ad assicurare una corretta e trasparente informativa di Bilancio, oltre alle implicazioni dei documenti sin qui citati, la BCE con la comunicazione del 20 marzo "ECB Banking Supervisor provides further flexibility to banks in reaction to coronavirus" raccomanda, ai fini della determinazione delle Expected Credit Loss, di evitare assunzioni eccessivamente pro-cicliche nei propri modelli di stima degli accantonamenti per perdite su crediti.

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Successivamente l'ESMA (European Security Markets Authority), mediante il public statement "Accounting implications of the Covid-19outbreak on the calculation of expected credit losses in accordance with IFRS9" del 25 marzo 2020, fornisce una guida in ottica Covid per l'applicazione dell' IFRS9 per quanto riguarda il calcolo delle perdite attese chiarendo, tra le altre, che una moratoria non determina di per sé un incremento significativo del rischio di credito e quindi un trasferimento dell'esposizione in stage 2.

Sempre in tema di requisiti IFRS9 rilevanti ai fini della contabilizzazione delle perdite attese su crediti, il 27 marzo lo IASB (International Accounting Standards Board), in risposta ad alcuni quesiti sorti in relazione all'applicazione dell'IFRS9 in un contesto di elevata incertezza economica causato dalla pandemia, ha pubblicato il documento "Accounting for expected credit losses applying IFRS9 Financial instrument in the light of current uncertanty resulting form the Covid-19pandemic".

Infine la Consob, inizialmente con il richiamo di attenzione n. 6 del 9 aprile 2020 sull'informativa finanziaria al 31 dicembre 2019 e successivamente con il richiamo n. 8 del 16 luglio 2020 sull'informativa finanziaria al 30 giugno 2020, invita a fornire una serie di informazioni in merito agli effetti della pandemia richiamando l'attenzione degli attori coinvolti nel processo di produzione dell'informativa finanziaria al 30 giugno 2020 sulle raccomandazioni fornite dall'ESMA nel public statement "Implications of the Covid-19outbreak on the half-yearlyfinancial Reports" del 20 maggio 2020.

In particolare, in linea con il richiamato public statement, ai fini della redazione delle rendicontazioni semestrali assumono rilievo le valutazioni che gli amministratori sono chiamati ad effettuare ai sensi dello IAS 36 "Riduzione di valore delle attività" (IAS 36 paragrafi 9 e 12), valutando se gli effetti dell'epidemia Covid-19 costituiscono indicatori di perdita di valore tali da richiedere lo svolgimento di specifiche verifiche sulla recuperabilità delle attività.

Particolare attenzione dovrà inoltre essere prestata alla descrizione delle incertezze e dei rischi significativi connessi al Covid-19, soprattutto qualora siano tali da mettere in dubbio la continuità aziendale degli emittenti medesimi.

Con riferimento alla descrizione degli impatti dell'epidemia Covid-19 sul conto economico, gli emittenti dovrebbero fornire informazioni, anche su base quantitativa, in una nota unica del proprio bilancio intermedio, al fine di far comprendere agli utilizzatori del bilancio il complessivo impatto della pandemia sui risultati economici del periodo.

Da ultimo, in relazione all'informativa da riportare nelle relazioni intermedie sulla gestione, Consob raccomanda agli emittenti di fornire, se disponibili, informazioni dettagliate e specifiche in relazione agli impatti, anche futuri, del Covid-19 sulla pianificazione strategica e sui target di piano, sulla performance economica, sulla situazione finanziaria e sui flussi di cassa. Particolare evidenza dovrà essere data alla descrizione delle misure adottate ovvero programmate per fronteggiare e mitigare gli impatti del Covid- 19 sulle attività e sui risultati economici, indicando il relativo stato di implementazione.

Gli interventi da parte di istituzioni europee che hanno inciso sulla regolamentazione o supervisione del settore hanno incluso infine i chiarimenti comunicati l'8 aprile 2020 dal SRB (Single Resolution Board) in merito all'approccio che verrà utilizzato per l'individuazione dei requisiti MREL (Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities) in coerenza con lo scenario economico che la pandemia Covid-19 ha determinato nel continente europeo, sottolineando che il SRB opererà con la finalità di calibrare i requisiti MREL assegnati in modo da non introdurre limiti o vincoli all'attività di erogazione del credito da parte delle banche all'economia reale. Il SRB ha comunicato che i nuovi requisiti entreranno in vigore nell'ambito di un processo graduale, nel quale un primo requisito intermedio vincolante verrà fissato per il 2022 e il requisito finale verrà assegnato per il 2024.

Interventi a supporto dell'economia introdotti dal Governo italiano

Anche il Governo italiano, a partire dal mese di marzo 2020, ha posto in essere una serie di interventi a sostengo dell'economia, introducendo una serie di provvedimenti, coordinati con quelli via via introdotti a livello europeo, con lo specifico obiettivo di garantire il pieno supporto da parte del settore bancario nazionale alle esigenze di liquidità delle imprese, e più in generale dei cittadini, a seguito del diffondersi della pandemia Covid-19. Di seguito si descrivono in maniera sintetica i contenuti e le finalità dei due decreti legge, già convertiti in legge, più rilevanti.

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Con il DL 18/2020 del 17 marzo 2020 (c.d. "Cura Italia") si è consentito alla clientela bancaria (imprese e privati) di sospendere il pagamento delle rate di finanziamenti già esistenti o di sottoscrivere nuovi finanziamenti a condizioni agevolate, beneficiando di garanzie pubbliche, ampliando nel contempo la capacità delle banche di erogare finanziamenti attraverso la sensibile riduzione del rischio di credito assunto dagli intermediari finanziari grazie alle garanzie pubbliche fornite sui prestiti concessi.

Il decreto ha introdotto una prima serie di misure rivolte a sostenere l'enorme sforzo posto in essere dal Sistema Sanitario Nazionale, sia fornendo risorse per incrementare le assunzioni di personale medico e infermieristico, sia per l'adeguamento e l'espansione delle strutture sanitarie. Nel decreto sono contenute un'articolata serie di misure di sostegno ai lavoratori e alle famiglie, tra le quali rilevano l'estensione a tutte le imprese della possibilità di ricorrere all'utilizzo degli ammortizzatori sociali esistenti (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, Fondo di Integrazione Salariale e la Cassa Integrazione Guadagni in Deroga) e nuovi (Cassa Integrazione Covid-19 nazionale) e la sospensione dei licenziamenti per motivi economici per tutta la durata dell'emergenza.

Il DL 18/2020 introduce una serie di articoli finalizzata a garantire alle imprese l'accesso al credito bancario e il mantenimento o la ricostituzione delle dotazioni di liquidità necessarie per garantire la continuità aziendale, alla luce dei crolli del fatturato che molte imprese hanno registrato a seguito della riduzione o del blocco delle vendite dei propri beni o servizi e della riduzione della domanda. I meccanismi attraverso i quali si vuole sostenere l'economia reale ed aiutare nel contempo anche i privati cittadini sono principalmente il rinvio delle scadenze fiscali, l'attivazione della sospensione delle rate di mutui e prestiti per imprese e privati (moratorie), il divieto per le banche di revocare finanziamenti in essere o di ridurre l'importo accordato di finanziamenti non interamente utilizzati dal cliente. Per agevolare ulteriormente l'erogazione del credito viene riconosciuta alle banche una garanzia pubblica su un terzo dei crediti sui quali sia stata attivata una moratoria, viene incrementato il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI e si introduce una garanzia pubblica sulle esposizioni assunte dalla Cassa Depositi e Prestiti in favore di banche e intermediari finanziari che eroghino finanziamenti a imprese colpite dall'emergenza e operanti in determinati settori.

Per incentivare la cessione dei crediti deteriorati che le imprese hanno accumulato negli ultimi anni, anche per effetto della crisi finanziaria, con l'obiettivo di sostenerle sotto il profilo della liquidità nel fronteggiare l'attuale contesto di incertezza economica viene introdotta all'art. 55 una nuova agevolazione fiscale che consiste nella possibilità, in caso di cessione di crediti deteriorati che avvenga entro il 31 dicembre 2020, di trasformare in credito di imposta, all'aliquota IRES, le perdite fiscali e il beneficio ACE inutilizzato preesistente nella misura del 20% del valore nominale dei crediti ceduti sino ad un valore nominale massimo di 2 miliardi.

Il 29 aprile 2020 il decreto "Cura Italia" è stato convertito nella Legge n 27/2020, subendo alcune modifiche tra le quali rileva l'ampliamento della platea di soggetti privati ai quali risulta possibile attivare moratorie attraverso il Fondo di solidarietà mutui "prima casa" (c.d. Fondo Gasparrini) e incrementando a 400 mila euro la soglia massima dell'importo dei mutui sui quali si rende possibile la sospensione del pagamento delle rate.

Un secondo decreto è stato emesso l'8 aprile 2020 (D.L. 23/2020, c.d. «Decreto Liquidità»), successivamente convertito in legge in data 7 giugno 2020, finalizzato a garantire l'accesso al credito bancario per le imprese che, a causa degli impatti derivanti dalla pandemia, abbiano difficoltà a generare la liquidità necessaria per la prosecuzione della propria attività. Il Decreto Liquidità include interventi articolati nei quali la percentuale del credito erogato dalle banche alle aziende viene garantita da SACE o dal Fondo di Garanzia in favore di PMI in percentuale variabile a seconda delle caratteristiche dell'impresa e del finanziamento, (artt. 1 e 13). Tra le varie previsioni contenute nel decreto la lettera e) del comma 1 dell'art. 13 prevede che la garanzia diretta del Fondo possa estendersi all'80% di un finanziamento che derivi da una ristrutturazione di un debito pregresso a condizione che la banca incrementi l'importo del finanziamento complessivo di almeno il 25% (percentuale incrementata in sede di conversione in legge del decreto, che prevedeva in origine il 10%), stimolando pertanto il sistema creditizio a concordare con le aziende piani di ristrutturazione e ampliamento dei finanziamenti già in essere grazie alla riduzione del rischio credito di cui la banca può beneficiare anche su una componente di crediti già in essere e non solo sulla componente relativa alle nuove erogazioni.

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Il 19 maggio 2020 è stato emesso il D.L. 34/2020 - Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19 (c.d. «Decreto Rilancio») che prevede un'ampia gamma di misure a sostegno di imprese, operatori con partita IVA, enti locali, nonché misure a sostegno del credito e del risparmio. Il D.L. 34/2020 è stato successivamente convertito in legge in data 18 luglio 2020 (L.77/2020). Infine, il 16 luglio è stato emesso il D.L. 76/2020 - Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale (c.d. «Decreto Semplificazione»).

Altri interventi a supporto dell'economia introdotti a livello nazionale o regionale

Oltre agli interventi introdotti dalle istituzioni europee e dal Governo italiano anche l'Associazione Bancaria Italiana (ABI) si è attivata per mitigare gli impatti della pandemia Covid-19 per imprese e risparmiatori introducendo alcuni provvedimenti tra i quali l'Addendum del 9 marzo 2020 all'Accordo per il credito del 15 novembre 2018 (possibilità di sospendere per 12 mesi i pagamenti delle quote capitale delle rate dei finanziamenti moratorie per le imprese) e la "Convenzione in tema di anticipazione sociale in favore dei lavoratori destinatari dei trattamenti di integrazione al reddito di cui agli artt. da 19 a 22 del DL n. 18/20" del 30 marzo 2020, che ha definito le procedure da seguire per consentire alle banche aderenti di anticipare, fino a un importo massimo di 1.400 euro, i trattamenti di integrazione salariale (specificamente previsti dal legislatore per l'emergenza Covid-19) ai lavoratori appartenenti alle imprese che abbiano chiesto il pagamento diretto delle prestazioni all'INPS. Banca Carige ha aderito alla convenzione.

Con riferimento alla Regione Liguria, territorio di riferimento della Banca, la Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico (FILSE) il 23 marzo 2020 ha attivato il Fondo di garanzia "Emergenza Covid-19" a sostegno finanziario del Circolante a favore di Micro e Piccole Imprese del Turismo, Commercio e Artigianato con una dotazione di 5,5 milioni e operante a garanzia diretta dei finanziamenti di importo compreso tra 10.000 euro e 30.000 euro concessi da una banca convenzionata, al quale Banca Carige ha immediatamente aderito in convenzione.

In data 19 marzo 2020 Banca Carige ha comunicato l'introduzione di prestiti d'onore e aperture di credito fino a 5.000 euro a tasso zero, erogabili in tempi rapidi grazie al ricorso alle istruttorie on line e rimborsabili in 12 mesi dopo 6 mesi di preammortamento (prestiti d'onore) o con flessibilità entro 18 mesi (aperture di crediti in conto corrente).

INIZIATIVE DEL GRUPPO BANCA CARIGE

Iniziative attivate a tutela dei dipendenti e dei clienti del Gruppo

Fin dall'insorgere dell'emergenza sono state attivate, con la massima tempestività possibile, tutte le misure necessarie per tutelare i dipendenti ed i clienti del Gruppo, sia in adempimento delle norme e degli indirizzi tempo per tempo emanati dagli organi dello Stato, da Banca d'Italia e dall'Associazione di Categoria, sia, in taluni casi, di propria iniziativa.

Per la gestione della crisi sono stati coinvolti:

  • un presidio di monitoraggio formato da: Medico Competente, Delegato Aziendale della Sicurezza - DASL, Responsabile del Sistema di Prevenzione e Protezione - RSPP e Responsabile dell'Ufficio Sicurezza cui i dipendenti possono inviare eventuali comunicazioni e/o segnalazioni scrivendo a specifica casella email.
  • un gruppo di lavoro per la gestione dell'emergenza, composto dal Chief Operating Officer/Responsabile delle Risorse Umane e dai principali Referenti delle due Strutture, che ha mantenuto costantemente il presidio circa l'evoluzione della situazione e le iniziative da

adottare conseguentemente.

Il DASL e il COO, oltre all'allineamento con il top e middle management per gli aspetti di carattere operativo, si sono relazionati, su base periodica e ad evento, per situazioni di emergenza o criticità, con gli Organi e i principali Comitati aziendali.

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Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo è stato costantemente informato sull'evoluzione della situazione e sulla gestione dell'emergenza con informative dedicate. JST e Banca d'Italia sono stati periodicamente aggiornati e le competenti strutture della Capogruppo hanno riscontrato le eventuali richieste di approfondimento provenienti dalle predette autorità.

Anche l'Organismo di Vigilanza ai sensi del D.lgs. n. 231/2001 è stato tempo per tempo informato delle iniziative assunte nella prospettiva di valutarne l'efficacia ai fini della responsabilità amministrativa degli enti.

Sono state diffuse presso i dipendenti, e tempo per tempo aggiornate, le indicazioni di igiene e profilassi fornite dalle Autorità competenti e dal Medico Competente del Gruppo. Tali indicazioni sono state sistematizzate in un unico documento, reperibile nella intranet di Gruppo, denominato "Regolamento per la gestione dell'emergenza Covid-19: misure precauzionali e istruzioni operative".

Relativamente, invece, alle iniziative strategiche adottate, si segnalano di seguito le principali.

  • Operatività delle filiali: nei momenti più critici della pandemia le filiali sono rimaste aperte al pubblico esclusivamente la mattina e, al fine di evitare eccessive concentrazioni e rispettare il distanziamento tra le persone presenti, sono state progressivamente adottate regole di accesso ai locali aziendali via via più stringenti consentendo l'ingresso in Filiale di un cliente alla volta per ciascuna cassa/consulente disponibile, sempre su appuntamento ed esclusivamente per lo svolgimento di operazioni che non potessero essere svolte da remoto. Con il progressivo allentamento delle misure di lockdown, pur mantenendo la massima attenzione sulle misure di salvaguardia della salute dei dipendenti e dei clienti, è stata realizzata una graduale apertura settimanale 5 giorni su giorni su 5 delle Filiali per la sola fascia oraria mattutina, con possibilità di programmare appuntamenti con i clienti anche nel pomeriggio con prioritario riferimento alle iniziative a sostegno dell'economia correlate all'emergenza sanitaria.
  • Lavoro Agile: è stato favorito lo smart working per tutte le risorse del Gruppo, comprese quelle della Rete Commerciale, avendo cura di salvaguardare la continuità operativa. Da inizio emergenza sono state attivate oltre 1.000 postazioni in smart working, potenziando sia il perimetro delle VPN aziendali su PC personali dei dipendenti, sia il numero dei device aziendali in dotazione ai dipendenti, mantenendo misure di sicurezza e presidi operativi (SOC, Anti DDOS, ecc.) strutturati per gestire ed eventualmente scalare nel caso di un aumento di eventi di cyber attack. Sono state altresì implementate le misure tecniche per la mitigazione degli attacchi di tipo social engineering verso utenza interna ed esterna tramite posta aziendale, con l'adozione di prodotti evoluti AntiPhishing/Antimalware e del protocollo DMARC (email spoofing).

Per la salvaguardia della salute di colleghi e clienti, tutte le unità di lavoro del Gruppo sono fornite di dispositivi di protezione individuale e presidi igienici (mascherine e gel disinfettante); inoltre le filiali sono state dotate di ulteriori dispositivi di protezione individuale (divisori, strisce distanziatrici per la clientela e guanti monouso.

  • stato, infine, rafforzato il servizio di pulizia dei locali ed è stata attivata una manutenzione straordinaria degli impianti di trattamento aria e degli impianti di condizionamento di tutte le sedi.
    • Genitorialità: fin dall'inizio della pandemia è stata rivolta una particolare attenzione a favorire la cura della genitorialità, attraverso misure aziendali che, in aggiunta ai permessi previsti a livello legislativo e di contratto nazionale, consentano di conciliare gli impegni lavorativi con l'accudimento dei figli. In particolare sono stati concessi permessi retribuiti fino ad un massimo di 9 giorni ai dipendenti con figli di età inferiore a 12 anni senza altra persona cui affidarli.
    • Informativa alla clientela: per informare la clientela e sensibilizzarla al rispetto delle indicazioni di sicurezza reciproca nei confronti dei dipendenti, è stata predisposta una apposita sezione sul sito internet di gruppo denominata "insieme in sicurezza" nel quale sono fornite le principali indicazioni per un accesso sicuro alle filiali, evidenziando in particolare la disponibilità di servizi

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da remoto. Sono altresì stati distribuiti alle filiali ed esposti in posizione visibile alla clientela tre distinti cartelli esplicativi.

Iniziative avviate a sostegno di famiglie ed imprese

Il Gruppo Banca Carige ha adottato sin dall'inizio dell'emergenza Covid-19 tutte le misure utili a tutelare la sicurezza di clienti e dipendenti, garantendo al contempo l'ascolto e la vicinanza a famiglie, imprese e territorio, anche attraverso il recepimento e l'ampliamento delle disposizioni governative a supporto di privati e aziende.

Tra le prime banche in Italia e anticipando l'entrata in vigore delle misure di sostegno governative, Carige ha messo a disposizione della propria clientela prestiti d'onore e aperture di credito a tasso zero con istruttorie a distanza per semplificare e velocizzare l'erogazione e supportare le piccole imprese e i lavoratori autonomi nella fase iniziale dell'emergenza. Via via la banca ha poi recepito tutte le citate misure governative e di sistema.

La rapida adozione dello smartworking (che ha trovato la più ampia diffusione in particolare nelle strutture di sede) ha consentito di mantenere un'elevata operatività e continuità di servizio garantendo al tempo stesso i migliori standard di sicurezza per i dipendenti.

Sin dall'inizio dell'emergenza Covid-19 la banca ha incoraggiato la clientela all'utilizzo dei servizi di Digital Banking favorendo l'operatività a distanza attraverso i canali online e mobile che consentono di effettuare la maggior parte delle operazioni bancarie in autonomia senza recarsi allo sportello.

  • stato inoltre potenziato il servizio di Contact Center con l'incremento delle risorse dedicate al servizio telefonico e la focalizzazione sulle fasce orarie a maggiore operatività rispondendo così alla richiesta crescente di supporto a distanza da parte della clientela.

Grande attenzione è stata posta sulla comunicazione verso tutti gli stakeholder, con l'obiettivo di favorire la massima diffusione delle informazioni in modalità multicanale:

  • sito web e canali social: è stata creata e costantemente aggiornata una sezione dedicata a tutte le misure di sostegno a favore di famiglie e imprese con indicazioni sui destinatari, i benefici e le modalità di vendita a distanza previste dai decreti governativi. Il sito ha inoltre ospitato tutte le informazioni di servizio aggiornate in tempo reale sull'operatività delle filiali, i numeri utili e le misure di sicurezza di volta in volta vigenti;
  • e-maile sms: hanno consentito di raggiungere la quasi totalità di clienti con le informazioni di maggiore rilevanza e urgenza (disposizioni governative, regole di sicurezza, gestione di scadenze e pensioni, raccolte fondi promosse dalla banca a sostegno dell'emergenza, ecc.);
  • stampa, tv e radio: sono state utilizzate, prevalentemente attraverso campagne locali, per raggiungere le comunità con l'indicazione delle misure a sostegno del territorio, delle famiglie e delle imprese, nonché con contenuti di carattere divulgativo e informativo legati al superamento dell'emergenza sanitaria e all'uso dei canali remoti e degli strumenti di pagamento;
  • punti vendita: sono stati dotati di cartellonistica e materiale informativo costantemente aggiornati.

Politiche e strategie creditizie

Di fronte all'emergenza Covid-19, il Gruppo Carige si è tempestivamente attivato per attuare una serie di misure volte da un lato a sostenere la propria clientela sotto il profilo finanziario e dall'altro impostando una ricalibrazione della strategia creditizia che confermando i vigenti indirizzi fondati su indicazioni di crescita graduati in funzione del rischio e delle prospettive di attrattività settoriale (sviluppo della relazione, presidio e contenimento), consentisse di preservare il livello qualitativo del portafoglio crediti mantenendo piena coerenza tra obiettivi di Piano Strategico e leve operative funzionali al raggiungimento degli stessi.

Nel mese di aprile, per supportare l'attività di impostazione delle iniziative di previste dalle misure governative, sono stati forniti primi orientamenti per la concessione e gestione del credito tenendo conto

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della situazione emergenziale in atto e coerentemente con l'evoluzione del quadro regolamentare (Nuova Definizione di Default, Calendar Provisioning, Loan Origination and Monitoring).

Il 15 luglio, con un quadro macroeconomico e normativo più consolidati sono state approvate dal Consiglio di Amministrazione le nuove linee guida gestionali. Tali linee guida, integrando le indicazioni provenienti dall'aggiornamento degli outlook settoriali e nel quadro delle misure governative e di sistema rivedono l'approccio alla valutazione del credito orientandola al sostegno della clientela performing che prima della crisi possedeva fondamentali economico-finanziari sani e non evidenziava difficoltà pregresse, la quale potrà continuare a beneficiare del sostegno creditizio sino all'esaurirsi della fase emergenziale.

Allo scopo, è stato individuato un perimetro di crediti, declinato per segmento, tipologia di finanziamento e regolarità dei pagamenti entro il quale sono state attivate iniziative prioritarie consistenti nell'identificazione di target potenziali di clienti ai quali proporre, in funzione della tipologia di fabbisogno finanziario della situazione di rischio, le misure più opportune (moratoria/rinegoziazione, consolidamento di esposizioni, nuova finanza con intervento del Fondo centrale di garanzia o di SACE, ecc.). Le iniziative sono state realizzate impegnando la Rete di filiali e gestori e utilizzando a supporto anche strumenti di affidamento "smart" applicate a liste di clienti individuati sulla base ai criteri di accettazione delle politiche creditizie e a livelli di differente priorità sulle diverse tipologie di iniziative.

Parallelamente è stato impostato un sistema di monitoraggio giornaliero dedicato allo screening dell'andamento degli impieghi e delle moratorie nell'ambito delle iniziative governative e di sistema Covid-19 funzionale a rendicontare ai vertici aziendali l'evoluzione dell'attività e a indirizzare la Rete verso l'adozione di strumenti a supporto della clientela maggiormente tarati alle esigenze finanziarie (ad es. evolvendo verso da provvedimenti di moratoria a interventi previsti dal DL Liquidità).

Ogni tipologia di operazione creditizia assunta nel quadro delle iniziative Covid 19 è stata censita con codici dedicati in modo da rilevare nel tempo lo sviluppo dell'operazione in termini di evoluzione andamentale. Con cadenza trimestrale il monitoraggio delle iniziative viene rendicontato al Consiglio di Amministrazione.

STRATEGIA E ANDAMENTO DELLA GESTIONE

Ad esito della fase di ricerca di una possibile business combination svoltasi durante il periodo di Amministrazione Straordinaria e gestione commissariale della Banca, a seguito dell'interesse manifestato da un primario operatore bancario (Cassa Centrale Banca, "Cassa Centrale" o "CCB") unitamente alla disponibilità di intervento da parte dello Schema Volontario ("SVI") e del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi ("FITD"), in data 26 luglio 2019, è stato approvato un aggiornamento definitivo del Piano Strategico 2019-2023 nel quale è stata esposta una struttura di operazione di rafforzamento patrimoniale e di rilancio della Banca richiesta dalle controparti SVI, FITD e CCB e con contenuti industriali che confermano le precedenti versioni del Piano.

In particolare, il Piano prevedeva:

  • il mantenimento, su base consolidata, di un CET1 Ratio minimo del 11,80%;
  • il mantenimento, su base consolidata, di un coefficiente patrimoniale SREP complessivo minimo ("Total SREP Capital Requirement - TSCR") dell'11,25%;
  • il mantenimento, su base consolidata, di un coefficiente patrimoniale complessivo ("Overall Capital Requirement - OCR") del 13,75% al 31 dicembre 2019 e del 15,30%, comprensivo di Capital Guidance, pari all'1,55%;
  • il mantenimento in tutto l'arco Piano dell'add-on sul Capitale (Pillar 2 Requirement) stabile al 3,25%;
  • il mantenimento, in via continuativa e su base consolidata, dei coefficienti minimi di copertura della liquidità "Liquidity Coverage Ratio - LCR" e "Net Stable Funding Ratio - NFSR" pari al

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100% e delle soglie di risk tolerance del Risk Appetite Framework rispettivamente pari al 119% e al 103%;

  • la presenza di livelli minimi di copertura dei crediti deteriorati, inclusivi di write-off, differenziati in relazione alle diverse classi di appartenenza (63% per le sofferenze, 32% per le inadempienze probabili e 18% per i crediti scaduti).

La visione strategica incorporata nel Piano si declina su tre fasi tra loro collegate:

  • il rafforzamento della struttura patrimoniale, attraverso un'operazione di ricapitalizzazione prevista per fine 2019 e il derisking accelerato da conseguirsi tramite la dismissione della quasi totalità dei crediti deteriorati presenti nell'attivo patrimoniale del Gruppo;
  • il ritorno al break-even, grazie alla normalizzazione del costo del rischio e al venir meno di effetti negativi straordinari;
  • lo sviluppo della redditività, attraverso la semplificazione dei processi e delle procedure e rivoluzione digitale finalizzate all'ottenimento di una riduzione dei costi e al miglioramento del servizio offerto alla clientela, la focalizzazione su prodotti e segmenti di clientela core (famiglie e piccole-medio imprese), il rilancio e la riqualificazione del Wealth Management con leva su Banca Cesare Ponti, gli investimenti nel rinnovamento informatico e digitale.

Il 20 dicembre 2019 è stata completata con successo l'intera operazione di rafforzamento patrimoniale e di derisking rappresentata nel Piano strategico, annunciata il 9 agosto 2019 dai Commissari Straordinari e successivamente approvata dall'Assemblea Straordinaria degli azionisti il 20 settembre 2019 che ha comportato l'Aumento di Capitale da 700 milioni, come dettagliatamente descritto nel bilancio al 31 gennaio 2020 a cui si rinvia, di cui in parte tramite compensazione per Euro 313,2 milioni con il credito derivante dalle obbligazioni subordinate denominate "Banca Carige S.p.A. 2018- 2028 Tasso Fisso Tier II".

Nel contesto dell'operazione di rafforzamento patrimoniale è avvenuta anche l'emissione e il regolamento del prestito subordinato Tier 2 per 200 milioni, interamente sottoscritto da primari investitori istituzionali.

Sempre nell'ambito del complessivo rafforzamento e risanamento della Banca, il 20 dicembre 2019 si è perfezionata, nei termini e alle condizioni previste, l'operazione di cessione di crediti deteriorati a AMCO

  • Asset Management Company, con la quale si realizza il radicale derisking degli attivi del Gruppo. Per completezza si evidenzia che al 30 giugno 2020 non si erano ancora realizzate le condizioni per procedere alla cancellazione contabile della quota del portafoglio di crediti in cessione, pari a complessivi euro 495 milioni lordi, rappresentata dai crediti leasing e parte delle esposizioni verso il Gruppo Messina posizioni la cui valutazione è stata formulata tenuto conto dei prezzi di cessione e delle più recenti informazioni disponibili. Con riferimento alle esposizioni verso il Gruppo Messina, le condizioni per la cancellazione contabile delle stesse per la quota ceduta (al 30 giugno 2020 pari a un'esposizione lorda di Euro 324,3 milioni) si sono avverate successivamente al 30 giugno 2020. Nel corso del semestre sono continuate le attività connesse alla realizzazione delle condizioni per la cessione dei crediti di leasing deteriorati, attività tutt'ora in corso.

A partire da marzo 2020 lo sviluppo delle ulteriori azioni strategiche della Banca è stato influenzato dallo scoppio dell'emergenza sanitaria relativa al diffondersi della pandemia Covid-19 che ha determinato, e tuttora determina, crescenti ricadute sull'economia derivanti dagli impatti delle misure di contenimento messe progressivamente in atto da un numero sempre maggiore di Paesi, rendendo incerte le prospettive future e lo scenario macroeconomico di riferimento (maggiori dettagli nel paragrafo precedente " Il quadro reale e monetario" della presente Relazione).

In tale contesto, come ricordato nel paragrafo precedente, le autorità europee hanno approvato una serie di misure, di politica monetaria e di supervisione bancaria, finalizzate a sostenere famiglie e imprese attraverso condizioni di finanziamento favorevoli per preservare la trasmissione del credito all'economia reale.

Sul piano interno, al fine di contenere gli effetti negativi dell'epidemia, nei mesi di marzo e aprile sono stati emessi dei decreti governativi (D.L. 18/2020 "Cura Italia" del 17 marzo 2020 e D.L. 23/2020

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"Decreto Liquidità" dell'8 aprile 2020, in parte modificati nelle successive conversioni in legge), in gran parte dedicati alle misure di sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario e il ruolo delle garanzie e contenenti inoltre disposizioni in favore delle PMI, lavoratori autonomi e liberi professionisti.

L'attività commerciale della Banca si è pertanto concentrata su iniziative volte a rispondere alle esigenze di liquidità e sostegno finanziario manifestate dalle persone e dalle attività imprenditoriali operanti sul territorio, in particolare, tra le altre, tramite erogazioni di nuovi finanzianti (in tutto o in parte coperti da garanzia pubblica), soddisfacimento delle richieste di moratoria e sospensione di rate e finanziamenti, anticipo cassa integrazione e prestiti d'onore.

Aggiornamento delle previsioni finanziarie del Gruppo Banca Carige 2020-2021

In data 27 febbraio 2019 i tre Commissari nominati dalla BCE hanno approvato e presentato al mercato il Piano Strategico 2019-2023, ulteriormente aggiornato dai Commissari stessi in data 26 luglio 2019. Dello stato di avanzamento di tali previsioni è stata data informativa nel corso del 2019 con successive comunicazioni al mercato, tra cui quelle inerenti l'operazione di rafforzamento patrimoniale, il processo di cessione del credito deteriorato e gli accordi sindacali per gli interventi in materia di personale.

Pur nella situazione di emergenza legata alla pandemia del Covid-19 e al conseguente rilevante mutamento del contesto macroeconomico attuale e prospettico che hanno avuto un impatto significativo sulle dinamiche economico-finanziarie del Gruppo Banca Carige, così come originariamente delineate nel Piano Strategico 2019-2023, le azioni previste dai Commissari alla base del Piano Strategico sono al momento confermate dal management. Tuttavia le misure restrittive attuate dal governo italiano (lockdown), gli scenari macroeconomici attesi per l'economia del Paese, nonché i rilevanti mutamenti di politica monetaria a livello comunitario e le iniziative governative a sostegno di famiglie e imprese, modificano in misura non trascurabile le assunzioni poste alla base dei, target economico-finanziari contenuti nel Piano Strategico. Fatte salve le linee di sviluppo strategico alla base Piano Strategico 2019-2023, che come detto sono tutt'ora confermate, la Banca ha elaborato un aggiornamento delle linee previsionali 2020-2021, approvato dal CdA del 15 luglio 2020, che ha tenuto conto, oltre che di uno scenario macroeconomico aggiornato, di una revisione delle stime relative alle erogazioni di impieghi a clientela e di raccolta da clientela commerciale e controparti istituzionali coerenti con i contenuti:

  • dei decreti governativi emessi dal Governo nei mesi di marzo e aprile (D.L. 18/2020 "Cura Italia" del 17 marzo 2020 e D.L. 23/2020 "Decreto Liquidità" dell'8 aprile 2020, in parte modificati nelle successive conversioni in legge),
  • delle decisioni della Banca Centrale Europea del 12 marzo 2020 (autorizzazione temporanea ad utilizzare la Pillar 2 Guidance e il Capital Conservation Buffer, miglioramento delle condizioni del programma TLTRO III, incremento acquisto titoli emessi dai singoli Stati), del 7 aprile 2020 (allargamento dei criteri di ammissione degli attivi bancari a collaterale/garanzia delle emissioni secured/garantite quali cartolarizzazioni ABS o programmi di Covered Bond, c.d. "collateral easing") e del 30 aprile 2020 (ulteriore miglioramento delle condizioni applicate al programma TLTRO III).

L'aggiornamento delle previsioni ha inoltre tenuto conto dei contenuti della SREP Decision che la Banca ha ricevuto dalla BCE nel mese di giugno 2020, a conclusione del processo di revisione e valutazione prudenziale SREP ("Supervisory Review and Evaluation Process") condotto con data di riferimento del 31 dicembre 2019 e tenendo conto delle informazioni rilevanti ricevute successivamente a tale data, come meglio indicato nell'ambito della sezione "Gli eventi di rilievo del periodo" della presente Relazione.

L'aggiornamento delle previsioni 2020-2021 evidenzia essenzialmente una perdita d'esercizio di pertinenza della Capogruppo per il 2020 e 2021 significativamente superiore a quanto previsto nell'aggiornamento del Piano Strategico 2019-2023 approvato a luglio 2019 dai Commissari. Il peggioramento dei risultati d'esercizio previsti per il 2020 e 2021 è in sintesi ascrivibile a:

  • una riduzione del margine d'interesse atteso, connessa sia ad uno scenario prospettico delle curve dei tassi meno favorevole rispetto a quello sottostante all'aggiornamento del Piano Strategico di luglio 2019, sia alla contrazione degli spread relativi alle nuove erogazioni che, nell'attuale contesto pandemico, risultano sensibilmente inferiori rispetto a quanto preventivato nel Piano;

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  • una revisione delle stime di crescita delle commissioni nette generate dalla raccolta indiretta, dal recupero spese conto e dalla concessione di finanziamenti;
  • un costo del credito superiore alle aspettative dell'aggiornamento del Piano di luglio 2019 per effetto dello scenario Covid-19, per gli impatti connessi alla cessione del portafoglio residuale di crediti deteriorati inclusi nell'operazione Hydra (che nell'aggiornamento del Piano di luglio 2019 si ipotizzava conclusa totalmente entro fine 2019) e per l'inclusione nei modelli previsionali dell'evoluzione della qualità del credito per stato (bonis, past-due, inadempienze probabili, sofferenze) di matrici di migrazione tra stati meno favorevoli;
  • spese amministrative superiori alle aspettative connesse alle esigenze di spesa finalizzate a garantire la sicurezza dei lavoratori e della clientela e ad oneri straordinari non previsti derivanti dal salvataggio della Banca Popolare di Bari;
  • all'inserimento di svalutazioni su immobili non previste nell'aggiornamento del Piano Strategico di luglio 2019;
  • alla prudenziale riduzione dei dividendi attesi dalle partecipazioni;
  • al differimento temporale di plusvalenze attese da cessioni di immobili.

Nell'aggiornamento delle previsioni 2020-2021 approvate dal CdA il 15 luglio 2020 è confermata la strategia di riduzione del rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale dei crediti lordi a clientela rispetto al valore di fine 2019, con un valore atteso al 4,2% per fine 2020 (3,6% nell'aggiornamento del Piano di luglio 2019) e al 5,1% per fine 2021 (4,4% nell'aggiornamento del Piano di luglio 2019). La Capogruppo ha altresì tenuto conto di tali aggiornamenti nella formulazione delle stime ed assunzioni ed in particolare delle stime per la determinazione delle perdite attese sulle esposizioni creditizie nel contesto Covid-19.

Con riferimento all'andamento della gestione, il periodo 1° febbraio 2020 - 30 giugno 2020 evidenzia un risultato netto di pertinenza della Capogruppo negativo per 97,8 milioni con un margine d'interesse che si attesta a 47,9 milioni, commissioni nette pari a 82,2, costo del credito pari a 53,3 milioni e costi operativi pari a 182,3 milioni

La raccolta diretta da clientela privata e imprese si attesta a 12,5 miliardi, in aumento da gennaio 2020 del 3,9%. La componente institutional/wholesale, invece, diminuisce a 4 miliardi (-1%). La raccolta diretta complessiva si attesta a 16,5 miliardi (16,1 miliardi a gennaio 2020; +2,6%).

La raccolta indiretta ammonta a 22,3 miliardi (+0,2%), principalmente per la crescita del comparto amministrato (+2%) a fronte di una flessione del risparmio gestito (-1,6%).

Gli impieghi a clientela sono sostanzialmente stabili e si attestano a 11,4 miliardi (+0,4%), mentre la componente institutional si attesta a 1 miliardo in diminuzione rispetto ai 2 miliardi di gennaio 2020, principalmente per la dinamica dei PCT attivi.

Per quanto riguarda il profilo di liquidità, a fine giugno 2020 il Gruppo evidenziava un livello di Liquidity Coverage Ratio (LCR) pari al 197%, superiore rispetto ai minimi regolamentari (100%) ed alla risk tolerance individuata dal Risk Appetite Framework (119%).

GLI EVENTI DI RILIEVO DEL PERIODO

CAPOGRUPPO BANCA CARIGE

Governance

In data 31 gennaio 2020 si è conclusa la procedura di Amministrazione Straordinaria della Capogruppo avviata da BCE il 2 gennaio 2019; in pari data l'Assemblea degli Azionisti ha nominato i nuovi Organi di amministrazione e controllo, ripristinando così una situazione di governance ordinaria e stabile.

In data 11 febbraio 2020 il Consiglio di Amministrazione di Banca Carige ha attribuito al Comitato Nomine e Governance il governo delle linee guida strategiche per la definizione delle politiche e delle

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iniziative in ambito sostenibilità, ferme restando le competenze strategiche proprie del Consiglio di Amministrazione, con conseguente ridenominazione del suddetto Comitato in Comitato Nomine, Governance e Sostenibilità e attribuzione allo stesso di compiti di supporto nella definizione delle linee guida strategiche in materia di sostenibilità, concorrendo ad assicurare il presidio della gestione delle policy e dei rischi di sostenibilità, in particolare negli ambiti previsti dal D.Lgs. 254/2016, nonché del compito di fornire un parere preventivo al Consiglio di Amministrazione sullo svolgimento delle attività collegate alla predisposizione della dichiarazione consolidata di carattere non finanziario ex D.Lgs. 254/2016 da sottoporre all'approvazione del Consiglio di Amministrazione stesso.

In data 20 marzo 2020, su richiesta del Rappresentante Comune degli azionisti di risparmio, è stata convocata, in unica convocazione, l'Assemblea speciale degli azionisti di risparmio per il giorno lunedì

20 aprile 2020 per deliberare sul seguente ordine del giorno:

  1. informativa del Rappresentante comune degli azionisti di risparmio sull'impugnazione della delibera dell'Assemblea straordinaria degli azionisti ordinari del 20 settembre 2019. Decisioni circa la prosecuzione delle attività giudiziarie intraprese e loro finanziamento. Deliberazioni inerenti e conseguenti;
  2. incremento del Fondo ex art. 146, comma 1, lettera c, del D.lgs. 58/1998. Deliberazioni inerenti e conseguenti.

L'Assemblea si è tenuta, alla presenza, in delega, di tanti azionisti che rappresentavano una quota del 18,34% delle azioni della categoria. L'Assemblea ha deliberato favorevolmente in merito alla ratifica dell'impugnazione della delibera dell'Assemblea straordinaria degli azionisti ordinari del 20 settembre 2019, proposta dal Rappresentante comune e all'incremento del Fondo spese di categoria ex art. 146, comma 1, lettera c, del D.lgs. 58/1998.

In data il 29 maggio 2020 si è tenuta l'Assemblea straordinaria e ordinaria della Banca, convocata in data 29 aprile 2020, alla presenza, in delega, di tanti azionisti che rappresentavano l'83,37% del capitale sociale ordinario.

L'Assemblea in sede straordinaria ha deliberato:

  • l'approvazione di un'operazione di conversione facoltativa delle azioni di risparmio della Banca in azioni ordinarie di nuova emissione secondo un rapporto di conversione pari a n. 20.500 azioni ordinarie per ogni azione di risparmio che sarà portata in conversione;
  • l'approvazione di un'operazione di raggruppamento delle azioni ordinarie e delle azioni di risparmio in circolazione nel rapporto di n. 1 nuova azione ordinaria, avente godimento regolare, ogni n. 1.000 azioni ordinarie esistenti e n. 1 nuova azione di risparmio, avente godimento regolare, ogni n. 1.000 azioni di risparmio esistenti;
  • l'approvazione delle modifiche statutarie conseguenti all'assunzione delle predette deliberazioni;
  • il conferimento dei poteri agli amministratori affinché diano corso alle suddette operazioni.

L'Assemblea in sede ordinaria ha deliberato:

  • di autorizzare il Consiglio di Amministrazione a rinunciare alle azioni di responsabilità a suo tempo intraprese nei confronti degli ex Amministratori Cesare Castelbarco Albani e Piero Luigi Montani;
  • di approvare, sulla base della proposta motivata espressa dal Collegio Sindacale ai sensi della normativa vigente, il conferimento dell'incarico di revisione legale dei conti per gli esercizi 2021- 2029 alla società di revisione Deloitte & Touche S.p.A., determinandone nel contempo anche il corrispettivo;
  • di approvare la politica retributiva del Gruppo Banca CARIGE per il prossimo esercizio e le inerenti modalità attuative, nonché i criteri per la determinazione degli importi eventualmente da accordare in caso di conclusione anticipata del rapporto di lavoro o di cessazione anticipata dalla carica di tutto il personale;
  • di prendere atto, con voto non vincolante, dell'informativa in ordine all'attuazione nel corso del precedente esercizio delle Politiche di Remunerazione, oltre che della rendicontazione dei compensi corrisposti nel 2019;
  • di autorizzare la stipula della polizza assicurativa per la copertura della responsabilità civile degli esponenti degli organi sociali (c.d. Polizza Directors and Officers Liability - D&O),

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determinandone il massimale a livello di Gruppo ed il premio annuo lordo massimo e conferendo mandato all'Amministratore Delegato di definire alle scadenze naturali della polizza i rinnovi della medesima alle migliori condizioni di mercato, con onere di informativa annuale in merito all'Assemblea dei soci.

Il successivo 30 giugno 2020, su richiesta del Rappresentante Comune degli azionisti di risparmio, si è tenuta l'Assemblea Speciale degli Azionisti di risparmio che ha deliberato positivamente in merito alla nomina del Rappresentante comune degli azionisti di risparmio, determinandone altresì il compenso, nonché in merito all'autorizzazione ad impugnare le deliberazioni assunte dall'assemblea straordinaria degli azionisti ordinari del 29 maggio 2020 in merito alla "Proposta di raggruppare le azioni ordinarie e di risparmio in circolazione nel rapporto di n. 1 (una) nuova azione ordinaria, avente godimento regolare, ogni n. 1.000 (mille) azioni ordinarie possedute e di n. 1 (una) nuova azione di risparmio, avente godimento regolare, ogni n. 1.000 (mille) azioni di risparmio possedute. Conseguente modifica dell'art. 5 dello statuto sociale. Deliberazioni inerenti e conseguenti" e alla "Proposta di conversione facoltativa delle azioni di risparmio in azioni ordinarie della Società. Conseguenti modifiche dello statuto sociale. Deliberazioni inerenti e conseguenti".

La Banca ha precisato che il voto espresso dall'Assemblea Speciale degli Azionisti di risparmio sui punti

  1. 4 e 5 all'ordine del giorno non modifica le intenzioni della Banca stessa di proseguire con l'attuazione delle operazioni di conversione facoltativa delle azioni risparmio in azioni ordinarie e di raggruppamento delle azioni ordinarie e di risparmio, ritenendo che tali operazioni si inseriscano all'interno di un processo di riorganizzazione di primario interesse di Banca Carige e dei suoi azionisti.

In data 1° giugno 2020 la Dirigente Paola Arduini ha assunto l'incarico di Chief Compliance Officer del Gruppo Banca Carige in sostituzione del Dirigente Giacomo Ottonello che ha lasciato Banca Carige per sopraggiunta anzianità di servizio.

Con comunicazione del 26 giugno 2020 il dottor Angelo Barbarulo, Vice Presidente della Banca e Presidente del Comitato Rischi, ha rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili dalla carica di Amministratore con pari decorrenza, per motivi personali.

Stato di avanzamento del Piano Strategico - sviluppo della NPE Strategy

Nella parte precedente si è illustrata l'evoluzione del Piano Strategico 2019-2023 a partire dalla sua prima versione presentata alla comunità finanziaria il 27 febbraio 2019 fino a quella definitiva approvata il 26 luglio 2019. Alla luce del significativo mutamento del contesto di riferimento, dovuto alla pandemia di Covid-19, è stato elaborato un primo aggiornamento dell'evoluzione economico- patrimoniale del Gruppo nel biennio 2020-21, portato in approvazione al Consiglio di Amministrazione della Banca il 15 luglio 2020, in attesa di una più organica revisione dei target pluriennali del Gruppo. Nonostante il recente aggiornamento, stante l'attuale situazione di incertezza generata dalla pandemia, le linee strategiche incluse nel Piano approvato a luglio 2019, potrebbero dover essere ulteriormente riviste per garantire un adeguato sviluppo della Banca e il contestuale rispetto dei requisiti regolamentari in vigore.

Sviluppo della NPE Strategy

Al fine di perseguire l'obiettivo di derisking attraverso la riduzione dei Non Performing Loans, nell'ambito del complessivo rafforzamento e risanamento della Banca, il 20 dicembre 2019 si è perfezionata l'operazione di cessione di crediti deteriorati ad AMCO S.p.A., con la quale si è realizzato il radicale derisking degli attivi del Gruppo.

La cessione ha avuto per oggetto l'acquisto pro-soluto da parte di AMCO, contro versamento del prezzo di circa 1 miliardo, di un portafoglio di crediti deteriorati dal valore lordo di bilancio di circa 2,8 miliardi al 30 giugno 2019, composto per il 60% da posizioni classificate come unlikely to pay (UTP), inclusi alcuni rilevanti single name, e per la parte rimanente da sofferenze.

Al 30 giugno 2020 non si sono realizzate le condizioni per procedere alla derecognition della residua quota del portafoglio di crediti in cessione, pari a complessivi euro 495 milioni (488 milioni lordi al 30 giugno 2019), rappresentata dal portafoglio leasing non performing e parte delle esposizioni verso il

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Gruppo Messina. A tal fine si segnala che la cessione parziale dell'esposizione verso il Gruppo Messina (euro 324,3 milioni al 30 giugno 2020), nonché l'operazione di accollo da parte di Ro. Ro. Italia S.p.A., con correlato rientro in bonis, della quota di esposizione verso il Gruppo Messina non inclusa nello scenario di cessione è stata realizzata in data successiva al 30 giugno 2020. Gli effetti economici di dette operazioni sono state riflesse, secondo i criteri previsti dai modelli contabili interni di impairment, nella valutazione al 30 giugno 2020 delle citate esposizioni creditizie.

Gli Amministratori ritengono che il perfezionamento della cessione del portafoglio leasing non performing, si realizzerà entro il marzo 2021 sebbene il contesto macroeconomico conseguente alla pandemia Covid-19 ne ha significativamente aumentato l'incertezza connessa al suo completamento.

Rapporti con le Autorità di Vigilanza

Nel corso del 2020 sono stati regolarmente inviati a BCE i monitoraggi eseguiti su base trimestrale delle ispezioni in loco e a distanza ancora in essere.

Nel mese di febbraio 2020 sono state portate a termine tutte le attività di remediation previste dal piano di azione dell'ispezione avente ad oggetto la "Internal Governance e Risk Management", non soggetta a monitoraggio obbligatorio, e nel mese di luglio 2020 la Banca ha concluso le attività relative all'ispezione sull'"Internal Governance".

In seguito all'emergenza sanitaria Covid-19 a partire dal 3 marzo si sono susseguite numerose interlocuzioni con le Autorità di Vigilanza volte a supportare gli istituti nel loro servizio di sostegno all'economia e nel far fronte alle sfide operative.

La BCE ha avviato, inoltre, interlocuzioni individuali con i vari istituti vigilati in tema di adeguamento di tempistiche, processi e scadenze, prendendo in considerazione la proroga dei termini di alcuni provvedimenti di vigilanza e richieste di dati non critici. A tal proposito la BCE ha ritenuto di condividere la decisione dell'EBA di rinviare la prova di stress test EBA 2020 a livello UE con l'estensione della proroga a tutti gli istituti soggetti alla prova di stress 2020.

In data 12 marzo 2020 la BCE ha annunciato una serie di provvedimenti per garantire che gli enti da essa direttamente vigilati possano continuare a svolgere il loro ruolo nel finanziamento dell'economia reale man mano che gli effetti economici derivanti dall'emergenza sanitaria diventino evidenti (utilizzo appieno delle riserve di capitale e liquidità, compresi gli orientamenti di capitale di secondo pilastro (Pillar 2 Guidance), alleggerimento nella composizione del capitale secondo i Pillar 2 Requirements e possibile adozione di flessibilità operativa nell'attuazione di misure di vigilanza specifiche per le banche quali la proroga di alcuni provvedimenti di vigilanza e richieste di dati non critici).

In data 10 giugno 2020, BCE ha notificato a Banca Carige, a conclusione del processo di revisione e valutazione prudenziale SREP ("Supervisory Review and Evaluation Process") condotto con data di riferimento del 31 dicembre 2019, la nuova decisione ("SREP decision") in materia di requisiti prudenziali da rispettare su base consolidata ai sensi dell'art. 16 del Regolamento (UE) n. 1024/2013. In base agli esiti del processo di revisione e valutazione prudenziale condotto, la BCE ha stabilito che Banca Carige debba mantenere su base consolidata, un requisito patrimoniale SREP complessivo (Total SREP Capital Requirement, "TSCR") del 10,75% (che include un requisito aggiuntivo di fondi propri di secondo pilastro del 2,75%). Con tale decisione l'Autorità di Vigilanza ha comunicato una riduzione di 50 bps del requisito aggiuntivo di Pillar 2 ("P2R") rispetto a quanto precedentemente richiesto nell'ultima SREP decision del 2017, portando dal 3,25% al 2,75% il requisito aggiuntivo di fondi propri di secondo pilastro (P2R) ed è stato esplicitato che tale requisito aggiuntivo è da detenere sotto forma di capitale primario di classe 1 (CET1) almeno per il 56,25% e di capitale di classe 1 almeno per il 75%.

Per quanto ancora attiene ai requisiti di natura prudenziale, alla luce delle valutazioni in merito ai dispositivi, alle strategie, processi e meccanismi posti in essere dalla Banca per fronteggiarne il rischio, la BCE ha concluso che non sono necessari requisiti aggiuntivi di liquidità.

Nella medesima comunicazione, con specifico riferimento alla copertura dei crediti deteriorati (Non Performing Exposures - "NPE"), BCE ha espresso alla Banca la raccomandazione di implementare un

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graduale adeguamento dei livelli di coverage sullo stock di crediti deteriorati in essere al 31 marzo 2018 (secondo una logica complementare alle indicazioni fornite nell'Addendum alle Linee guida della BCE per le banche sugli NPE generati a partire da aprile 2018) a partire da un 40% entro il 2020 fino al 100% entro il 2026 per gli NPE garantiti con anzianità superiore ai 7 anni, e da un 50% entro il 2020 fino al 100% entro il 2025 per gli NPE non garantiti con anzianità superiore ai 2 anni.

Con la comunicazione del 28 luglio 2020 la BCE ha incoraggiato le banche a utilizzare i propri buffer di capitale e liquidità per sostenere l'economia reale erogando credito alle famiglie e alle imprese e ha chiarito che non richiederà alle banche di iniziare a ricostituire le proprie riserve di capitale prima del raggiungimento del picco di esaurimento del capitale. Eventuali sforamenti di P2G (Pillar 2 Guidance - P2G) e CCB (Capital Conservation Buffer) non dovranno essere ripristinati prima della fine del 2022 mentre per l'indicatore di liquidità LCR (Liquidity Coverage Ratio) non prima della fine del 2021.

Le Autorità di Vigilanza hanno, inoltre, posto in essere uno stretto monitoraggio sui dati relativi alle erogazioni di credito, anche attraverso gli strumenti di sostegno previsti sia a livello nazionale sia europeo per fronteggiare le difficoltà sorte a seguito della situazione sanitaria in essere.

Relativamente ai provvedimenti della Commissione Europea, lo scorso 28 aprile è stata adottata una misura finanziaria denominata "Covid-19Banking Package" con l'obiettivo di agevolare l'accesso al credito per le imprese e i cittadini attraverso i prestiti bancari. Secondo questo progetto finanziario le banche possono adottare misure maggiormente flessibili rispetto alle norme contabili, prudenziali e di vigilanza della UE, così da consentire una maggiore possibilità per i contribuenti di poter ottenere un prestito.

In merito ai rapporti con il Single Resolution Board (SRB), il 13 marzo 2020 l'SRB ha inviato il Piano di Risoluzione del Gruppo, invitando la Banca ad esprimere la propria opinione, che è stata inviata il 15 aprile; nel mese di marzo 2020 è inoltre stata notificata alla Banca, per il tramite di Banca d'Italia (Autorità di Risoluzione Nazionale), la determinazione del requisito Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities (MREL) e nel mese di giugno si è svolto il workshop annuale.

Gestione della posizione di liquidità

Alla data del 30 giugno 2020 la posizione di liquidità del Gruppo evidenziava un livello di Liquidity Coverage Ratio (LCR) pari a 197%, superiore rispetto alla risk tolerance individuata dal RAF (119%).

Quanto alle modalità operative del processo di gestione della liquidità, si segnala che in data 26 febbraio 2020 e successivamente in data 20 maggio 2020, il Consiglio di Amministrazione di Banca Carige S.p.A. ha approvato l'esecuzione di alcune iniziative da svolgere nel corso del medesimo anno allo scopo di consentire al Gruppo di mantenere un adeguato livello di liquidità e di riserve.

In forza di tali delibere, nel corso del periodo 1° febbraio 2020 - 30 giugno 2020, sono state perfezionate le seguenti operazioni:

  1. la cessione alla società veicolo Carige Covered Bond S.r.l., nell'ambito dei Programmi OBG1 e OBG3, di crediti rappresentati da mutui ipotecari residenziali e commerciali - originati o rinegoziati da Banca Carige S.p.A. e da Banca del Monte di Lucca S.p.A. - per un valore nominale pari a 441 milioni circa;
  2. la chiusura dell'operazione di cartolarizzazione Lanterna Finance avviata nel corso del 2018, mediante il riacquisto di tutti i crediti ancora in essere da parte delle banche cedenti (Banca Carige e Banca del Monte di Lucca) e la realizzazione di una nuova operazione di cartolarizzazione mediante la cessione a Lanterna Finance di un portafoglio di crediti commerciali in bonis rappresentati da mutui ipotecari e chirografari per un valore nominale di 357,5 milioni e l'emissione di titoli per 362,5 milioni: i titoli emessi sono stati sottoscritti dalle banche cedenti e i titoli senior (225 milioni) sono stati utilizzati come collaterale per accedere alle operazioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea;

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  1. l'avvio della realizzazione, completata nel corso del mese di luglio 2020, di una nuova operazione di cartolarizzazione mediante la cessione a Lanterna Mortgage di un portafoglio di crediti in bonis costituito da mutui ipotecari residenziali originati, rinegoziati o acquisiti a seguito di surroga da Banca Carige S.p.A. e da Banca del Monte di Lucca S.p.A. aventi, alla data di cessione, un loan to value ("LTV") superiore all'80% e la successiva emissione di titoli da utilizzare per operazioni di rifinanziamento presso BCE;
  2. la cancellazione parziale o totale di alcune Obbligazioni Bancarie Garantite emesse nell'ambito dei Programmi OBG1, OBG2 e OBG3 e detenute da Banca Carige per complessivi 265 milioni e conseguente ritiro della liquidità eccedente depositata presso le cessionarie; a fronte della cancellazione e delle suddette cessioni al punto (i) la Banca ha effettuato ritiri di cassa dai veicoli dei programmi OBG1, OBG2 e OBG3, nel rispetto dei test attuali e prospettici, per complessivi 375 milioni di euro
  3. il rimborso anticipato, nell'asta di marzo 2020, di 1.800 milioni di euro di TLTRO II, scadenza giugno 2020, e sottoscrizione di un finanziamento pari a 800 milioni di euro, nell'ambito del programma TLTRO III;
  4. il rimborso anticipato, nell'asta di giugno 2020, di 500 milioni di euro di TLTRO II, scadenza dicembre 2020, il rimborso di 700 milioni di euro di TLTRO II, scadenza giugno 2020 e sottoscrizione di un finanziamento pari a 1.700 milioni di euro, nell'ambito del programma
    TLTRO III.

Altri eventi

In data 10 giugno 2020 la Banca ha reso noto che il Consiglio di Amministrazione, preso atto che IBM ha manifestato la volontà di acquisire l'intera partecipazione detenuta da Carige in Dock Joined in Tech S.r.l. ("Dock"), ha deliberato di procedere con il perfezionamento dell'atto di cessione della stessa, a fronte di un corrispettivo di 2,1 milioni, determinato da Deloitte Financial Advisory S.r.l., sulla base delle stime del valore economico della partecipazione detenuta da Carige in Dock. La cessione si è perfezionata in data 30 giugno 2020 a valori superiori a quelli di libro.

Le agenzie internazionali Moody's e Fitch hanno assegnato a Banca Carige i seguenti giudizi di rating:

  • Moody's: 'Caa2' per il lungo termine e 'Not Prime' per il breve; nella sua ultima azione di rating del 24 dicembre 2019 l'agenzia ha preso atto della positiva conclusione della manovra di rafforzamento patrimoniale e derisking concludendo la 'review for upgrade' iniziata il 25 settembre 2019. Il rating intrinseco della Banca (Baseline Credit Assessment - BCA) è stato incrementato di 3 notches a 'caa1' mentre il rating emittente (salito da 'Caa3' a 'Caa2') e quello di lungo termine sui depositi (confermato a 'Caa1') hanno ottenuto un minore beneficio in conseguenza del venir meno dei notches in precedenza attribuiti per la probabilità di intervento dello Stato in caso di crisi, fattispecie ritenuta ora superata. L'agenzia ha inoltre rivisto a 'stabile' l'outlook della Banca dal precedente 'under review'.
  • Fitch Ratings: 'B-' per il lungo termine e 'B' per il breve. Nell'azione di rating del 9 gennaio 2020, l'agenzia ha avviato il re-rating della Banca risolvendo il 'rating watch positive' assegnato il 27 settembre 2019, a valle dell'Assemblea Straordinaria dei Soci del 20 settembre che aveva approvato il complessivo piano di rafforzamento portato poi a termine a fine dicembre. Secondo l'Agenzia il positivo esito delle operazioni di rafforzamento patrimoniale e di derisking, unitamente ai benefici riflessi sul funding e sulla liquidità, hanno ripristinato la sostenibilità della Banca e hanno consentito l'upgrade del rating corrispondente (Viability Rating - VR) a 'b-' da 'f'. Sono stati quindi riallineati a 'B-', in aumento di 2 notches, il rating emittente a lungo termine (Long Term Issuer Default Rating - IDR) e il rating sui depositi a lungo termine, con l'outlook riportato a "stabile". Il 24 marzo 2020, in conseguenza di un'azione di rating con cui l'agenzia ha riflesso per tutto il sistema bancario italiano il peggioramento del quadro macroeconomico dovuto alla diffusione dell'epidemia di Covid-19, tutti i rating della Banca sono stati posti in 'rating watch negative'.

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ALTRE SOCIETA' DEL GRUPPO

In data 28 aprile 2020 l'Assemblea dei Soci di Carige REOCO S.p.A. ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione nel quale sono stati confermati il Presidente Rag. Gabriele Delmonte ed il Consigliere Dott. Luciano Pasquale (poi dimessosi per ragioni personali in data 22 giugno 2020) e sono intervenute le nuove nomine dell'Ing. Marcello Pasini (nominato poi Amministratore Delegato della società dal Consiglio tenutosi in pari data), il Dott. Antonio Berardi ed il Dott. Federico Maria Perrotta, Dirigenti della Capogruppo.

Sempre nella medesima data è stato nominato il nuovo Collegio Sindacale formato dal Dott. Alberto Giussani (Presidente) e dai sindaci effettivi Dott. Pierpaolo Singer e Dott. Paolo Ravà, oltre che dai Sindaci supplenti Dott. Vincenzo Miceli e Dott.ssa Silvia Muzi.

In data 29 aprile 2020 si è tenuta l'Assemblea ordinaria della Banca Cesare Ponti che ha approvato il Bilancio dell'esercizio 2019 della Banca Cesare Ponti S.p.A., che si è chiuso con un risultato netto negativo pari a Euro 693.959,25, e la copertura della perdita d'esercizio, come segue:

  • Utilizzi riserve: Euro 691.524,74;
  • Utilizzi sovrapprezzi di emissione: Euro 2.434,51.

Il successivo 22 giugno 2020 si è tenuta l'Assemblea ordinaria di Banca Cesare Ponti che ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione come segue: Cesare Ponti (Presidente), Franco Anelli (Vice Presidente), Maurizio Zancanaro (Consigliere con indicazione ad assumere la carica di Amministratore Delegato), Grazia Bonante e Gianluca Caniato (Consiglieri). Il Consiglio di Amministrazione, svoltosi in pari data, ha quindi nominato Amministratore Delegato della Banca il Consigliere Maurizio Zancanaro.

L'Assemblea ordinaria dei Soci di Banca del Monte di Lucca, riunita in prima convocazione il 29 aprile 2020, ha approvato il Bilancio dell'esercizio 2019, che si è chiuso con un risultato netto negativo pari a Euro 16.899.838,62, e la copertura dello stesso, mediante:

  • Utilizzo capitale e riserve come da proposta di delibera dell'Assemblea Straordinaria per l'importo di Euro 9.241.272,25;
  • Riporto a nuovo della perdita residua di Euro 7.658.566,37.

La stessa Assemblea ha deliberato la nomina degli Amministratori Gabriele Delmonte, con la carica di Vice Presidente e Michela Sossella come Consigliere, entrambi cooptati nella seduta del 19 marzo 2020.

A seguire, l'Assemblea straordinaria della Banca ha approvato la complessiva manovra di rafforzamento patrimoniale assumendo le seguenti deliberazioni:

  1. eliminazione dell'indicazione del valore nominale unitario delle azioni ordinarie di Banca del Monte di Lucca;
  2. approvazione della copertura parziale di perdite e di riserve negative mediante abbattimento di riserve e per la residua parte, pari a Euro 30.201.415,28, mediante riduzione del capitale sociale;
  3. eliminazione dell'obbligo di ricostituzione delle riserve valutative;
  4. rafforzamento patrimoniale a pagamento in denaro in opzione dell'importo di Euro 13,5 milioni, da realizzarsi mediante emissione di n. 45.254.806 azioni prive dell'indicazione del valore nominale al prezzo di Euro 0,29831086 ed imputarsi per Euro 3.500.164,28 a capitale ed Euro 9.999.835,72 a sovrapprezzo;
  5. modifiche all'art. 5 dello Statuto sociale conseguenti alle deliberazioni di cui ai precedenti punti 1), 2) e 4).

La sopracitata operazione di rafforzamento patrimoniale ha registrato, nel corso del mese di maggio 2020, l'integrale sottoscrizione dell'aumento di capitale da parte del socio Banca Carige.

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PRINCIPALI RISCHI ED INCERTEZZE ED EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

Principali rischi ed incertezze

I primi mesi del 2020 sono stati caratterizzati dallo scoppio dell'emergenza sanitaria relativa al diffondersi della pandemia di Covid-19 che ha determinato importanti ripercussioni sull'attività economica mondiale, con effetti difficilmente quantificabili soprattutto nel medio-lungo periodo.

Il Gruppo Banca Carige gestisce i rischi tipici dell'attività bancaria, tra i quali il rischio di liquidità, di mercato e di credito e i rischi di compliance utilizzando, oltre ai modelli regolamentari, metodologie più avanzate che hanno permesso, nel tempo, di ampliare la gamma dei rischi presidiati e di migliorare la valutazione dell'adeguatezza patrimoniale in ottica sia regolamentare, sia economica.

I principali rischi ed incertezze che si ravvisano discendono quindi dal contesto macroeconomico, monetario e politico, ai quali si aggiunge l'impatto globale recessivo derivanti dalla pandemia, con condizioni monetarie accomodanti che sono destinate a durare a lungo, in relazione alle incertezze circa il riassorbimento dello shock nel tempo.

Alle criticità del contesto macroeconomico finanziario, che si riflettono sull'economia reale non consentendo una decisa espansione dei volumi intermediati e condizionando l'erogazione del credito e la qualità di quello già erogato, si aggiungono altre tematiche specifiche per il settore creditizio quali: la riduzione della marginalità in un contesto di bassi tassi di interesse, le difficoltà a comprimere ulteriormente i costi operativi accompagnata dalla necessità di sostenere investimenti nella digitalizzazione ed elevate svalutazioni e/o perdite sui portafogli creditizi.

Nello specifico del Gruppo, oltre a probabili impatti dai fenomeni citati, il proseguimento dell'attività di risanamento e la necessità di attenersi alle stringenti richieste dell'autorità di vigilanza in termini di qualità degli attivi e patrimonio sono stati gestiti, nel corso del 2019 e fino a tutto gennaio 2020, nell'ambito della procedura di Amministrazione Straordinaria instaurata dalla BCE il 2 gennaio 2019. I tre Commissari nominati dalla BCE hanno declinato in un nuovo Piano Strategico (presentato alla comunità finanziaria il 27 febbraio 2019) la strategia di breve e medio termine attraverso la quale superare in maniera sostenibile la delicata situazione. Tale Piano è stato funzionale a perseguire, nel corso dell'intero primo semestre, un processo aggregativo che aveva portato a contatti con varie controparti, prevalentemente di natura finanziaria, non concretizzatisi però in alcun progetto aggregativo. Il 24 giugno è quindi intervenuto il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi annunciando la più ampia disponibilità, anche attraverso lo Schema Volontario, a supportare il salvataggio patrimoniale della Banca. Nel frattempo AMCO aveva formulato una proposta vincolante finalizzata al derisking, per l'acquisto del portafoglio deteriorato e la concessione di garanzia su una porzione significativa del portafoglio creditizio performing, caratterizzata da maggior rischio di decadimento. A fine luglio i commissari hanno aggiornato il Piano Strategico includendo la progettualità finanziaria derivante dai nuovi sviluppi degli accordi che andavano formalizzandosi con il FITD, lo SVI, AMCO e il partner privato Cassa Centrale Banca. Il 9 agosto la Banca, SVI, FITD e CCB hanno firmato l'Accordo Quadro che ha consentito mediante diversi passaggi societari e autorizzativi, di finalizzare con successo il rafforzamento patrimoniale il 20 dicembre 2019 e ripristinare, anche mediante l'operazione di derisking conclusa con AMCO, gli indicatori patrimoniali e di rischio.

Il ripristino della viability della Banca era propedeutico alla chiusura del Commissariamento, avvenuto, insieme al cambio della Governance, il 31 gennaio 2020, quando l'Assemblea ha nominato i nuovi organi amministrativi per il ritorno ad una gestione ordinaria, espressione della nuova compagine sociale (costituita da FITD all'80% del capitale sociale e CCB all'8,3% del capitale sociale). Nell'ambito degli accordi, CCB detiene un'opzione esercitabile tra luglio 2020 (non esercitata) e dicembre 2021 mediante la quale potrà acquisire la quota dell'80% del capitale detenuta dal FITD per avviare il processo aggregativo con la Banca.

Il ritorno alla gestione ordinaria attesta la chiusura di un periodo di commissariamento durato 13 mesi nel corso dei quali il Gruppo ha cercato di mantenere un approccio operativo e commerciale costruttivo e ha implementato parti del Piano Strategico propedeutiche alla semplificazione della struttura e dei processi nonché al rilancio del business. Ora che il Gruppo, non solo ha scongiurato scenari di

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insolvenza, ma ha ripristinato un quadro di solvibilità attuale e prospettica, permangono rischi derivanti dalla capacità, dopo numerosi anni di difficoltà anche reputazionali, di riaffermare il proprio marchio e tornare a fare business in condizioni di profittabilità assumendo adeguati livelli di rischio. Ai citati fattori di rischio si sono aggiunti, a partire da marzo 2020, gli impatti economici della pandemia per cui tutte le energie della Banca sono state dedicate a sostenere la clientela in difficoltà per il tramite delle misure di moratoria e messa in sicurezza del portafoglio crediti, anche in applicazione dei Decreti di sostegno all'economia emanati dal Governo. Ancorché si tratti di operazioni a ridotta marginalità, si stimano effetti positivi sotto forma di minor assorbimento patrimoniale delle posizioni creditizie che hanno accesso alla garanzia statale. Questo, in aggiunta alle misure di flessibilità patrimoniale concesse dalla BCE, potrà mitigare l'erosione patrimoniale derivante dalla gravità del contesto, che metterà sotto pressione l'attuale modello di business e le opportunità strategiche di re-indirizzarlo verso un modello profittevole.

Continuità aziendale

Come richiesto dallo IAS1 e dalle indicazioni fornite nell'ambito del Documento n. 2 del 6 febbraio 2009 emanato congiuntamente da Banca d'Italia, Consob e ISVAP e successivi aggiornamenti, gli Amministratori della Banca, nell'ambito della predisposizione del Bilancio consolidato infrannuale abbreviato al 30 giugno 2020, hanno proceduto ad un'attenta valutazione in ordine al presupposto della continuità aziendale anche considerando gli effetti connessi all'attuale contesto macroeconomico tuttora fortemente condizionato dalle incertezze connesse alla pandemia in atto da Covid-19.

In tale contesto la situazione patrimoniale, economica e finanziaria, evidenzia al 30 giugno 2020 una perdita di periodo significativamente superiore alle previsioni del Piano Strategico 2019 - 2023 e il mancato rispetto dei requisiti patrimoniali consolidati richiesti dalla Banca Centrale Europea con la Decisione SREP del giugno 2020 con riferimento al Tier1 Ratio e al Total Capital Ratio, limitatamente alla componente di Pillar 2 Guidance. Gli Amministratori hanno tempestivamente provveduto ad aggiornare nel luglio 2020 le linee previsionali per il biennio 2020-2021, che, pur confermando le linee guida contenute nel Piano Strategico 2019-2023, incorporano il mutato contesto macroeconomico e le stime di evoluzione dei ricavi e delle masse intermediate e dei rischi ad esse correlate, evidenziando perdite, per gli esercizi 2020 e 2021, superiori in modo significativo, a quanto ipotizzato nel citato Piano.

Le riviste previsioni economiche contribuiscono altresì a generare una significativa incertezza relativamente ai tempi di recupero delle attività fiscali iscritte in bilancio la cui recuperabilità è collegata al conseguimento di redditi imponibili positivi, come evidenziato nelle analisi di sensitività sviluppate nel paragrafo "Stime ed assunzioni nella predisposizione del bilancio consolidato infrannuale abbreviato e connesse incertezze" - "Trattamento delle imposte sui redditi" - delle Politiche contabili.

Inoltre, gli Amministratori continuano ad essere impegnati, come descritto in dettaglio al paragrafo "C. I rischi connessi a procedimenti in corso" delle note illustrative, nel monitoraggio e nella gestione di significativi rischi legali e fiscali connessi a contenziosi in essere che rappresentano un ulteriore fattore di incertezza, seppure le proprie valutazioni evidenzino bassi rischi di soccombenza.

In attesa di una revisione completa dei target economico finanziari del Piano Strategico alla luce di informazioni più stabili sulla situazione pandemica in corso, nel proprio processo di valutazione della continuità aziendale gli Amministratori considerano che i risultati degli esercizi successivi beneficeranno degli effetti positivi connessi a:

  • le significative nuove erogazioni concesse nell'ambito delle misure previste dai Decreti "Cura Italia" e "Liquidità", continuate nei mesi successivi al 30 giugno 2020, che, oltre a compensare i deflussi ordinari delle posizioni in ammortamento, rappresentano la base delle crescite dei volumi previsionali e della ripresa della reddittività (al 30 giugno 2020 il Gruppo ha erogato circa euro 400 milioni di finanziamenti assistiti da garanzia dello Stato con volumi in progressiva crescita);
  • le previsioni di un contenimento del costo del credito stante il completamento in corso del processo di derisking avviato dai Commissari, che ha visto i) nel luglio 2020 la conclusione della cessione dell'esposizione verso il Gruppo Messina e ii) la prosecuzione delle attività per la cessione del portafoglio leasing non performing ancora pianificate entro il marzo 2021. Tale completamento conclude le significative cessioni di credito deteriorato poste in essere dal

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Gruppo negli ultimi anni, con attese di un NPL Ratio Lordo a fine 2021 intorno al 5%, come evidenziato nelle linee previsionali per il biennio 2020-2021 approvate nel luglio 2020;

  • azioni intraprese negli esercizi precedenti per il contenimento dei costi, tra i quali gli interventi di riduzione delle spese del personale che mostreranno i pieni effetti a partire dall'esercizio 2021 in conseguenza di significative uscite previste nell'ambito dell'accesso alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà di settore.

Il processo di valutazione posto in essere dagli Amministratori ha altresì tenuto conto degli specifici e recenti interventi di BCE del 12 marzo 2020 (confermati il 28 luglio 2020) che consentono alle banche, stante l'attuale situazione, di operare temporaneamente (fino ad almeno il 31 dicembre 2022) al di sotto della soglia minima di capitale definita rispettivamente dalla Pillar 2 Guidance e dal Capital Conservation Buffer. Inoltre gli Amministratori hanno tenuto conto della situazione di liquidità del Gruppo stabilmente superiore ai requisiti richiesti nonché delle iniziative intraprese per il mantenimento nel continuo di un suo adeguato livello.

In sintesi, pur nel quadro delle significative incertezze sopra descritte gli Amministratori ritengono che la Banca e il Gruppo abbiano la ragionevole aspettativa di continuare la propria esistenza operativa in un futuro prevedibile e di rispettare nel continuo i requisiti prudenziali minimi in materia di Fondi Propri e di liquidità richiesti in ambito SREP, tenuto conto delle previsioni contenute nella comunicazione della BCE del 28 luglio 2020, che consente di derogare temporaneamente i requisiti patrimoniali utilizzando la Pillar 2 Guidance ed il Capital Conservation Buffer.

Pertanto, sulla base delle considerazioni sopra esposte, il Bilancio consolidato infrannuale abbreviato del Gruppo al 30 giugno 2020 è stato redatto sul presupposto della continuità aziendale.

In tale contesto rileva altresì l'avvio dell'accesso alla dataroom riservato a CCB ed al FITD funzionale all'eventuale esercizio da parte di CCB nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 ed il 31 dicembre 2021 di opzioni call aventi ad oggetto le azioni della Banca detenute dal FITD e dallo SVI.

INFORMATIVA SUI RAPPORTI CON LE PARTI CORRELATE

La presente Relazione sulla situazione patrimoniale ed economica consolidata include l'informativa richiesta dallo IAS 24 - Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate - pubblicata nel novembre 2009 dallo IASB (Reg. CE n. 632/2010 del 19/07/2010).

Il Gruppo intrattiene rapporti con azionisti di Banca Carige che possono esercitare una influenza notevole, società partecipate e altre parti correlate regolati a condizioni di mercato. Per un dettaglio dei rapporti in essere si fa rinvio al paragrafo "I rapporti con le parti correlate" all'interno delle Note illustrative del Bilancio consolidato abbreviato al 30 giugno 2020.

ANDAMENTO DELLE IMPRESE CONTROLLATE NEL PERIODO DI RIFERIMENTO

Di seguito si riporta la sintesi dei risultati economico-patrimoniali delle società bancarie del Gruppo e di Carige REOCO al 30 giugno 2020.

Per maggiori dettagli riguardo al perimetro di consolidamento si rimanda alle Note Illustrative, paragrafo "Area e metodi di consolidamento".

Al 30 giugno 2020 Banca del Monte di Lucca S.p.A. ha registrato un risultato netto negativo per 1,1 milioni, rispetto ad un risultato netto negativo di 9,2 milioni nello stesso periodo dell'anno precedente. Le attività finanziarie intermediate si attestano a 987,5 milioni, rispetto ai 958,8 milioni di dicembre 2019 (+3%), di cui 599,2 milioni di raccolta diretta (+6,2%) e 388,3 milioni di raccolta indiretta (-1,6%). I crediti lordi verso la clientela si attestano a 462,7 milioni (+2,6% rispetto a dicembre 2019).

34

Per quanto riguarda Banca Cesare Ponti S.p.A., il conto economico evidenzia un risultato netto negativo per 858 mila euro, a fronte di un risultato netto negativo per 543 mila euro realizzato a giugno 2019. Le attività finanziarie intermediate si attestano a 1.654,7 milioni, rispetto ai 1.739,2 milioni di dicembre 2019, di cui 240,7 milioni di raccolta diretta (-2,7%) e 1.414 milioni di raccolta indiretta (-5,2%). I crediti lordi verso la clientela si attestano a 41,8 milioni (43,3 milioni a dicembre 2019).

Carige REOCO S.p.A., la società del Gruppo che ha l'obiettivo di massimizzare il recupero da garanzie ipotecarie immobiliari intervenendo su singole operazioni riconducibili a finanziamenti classificati tra i crediti deteriorati, presenta, al 30 giugno 2020, una perdita netta di 994 mila euro (a giugno 2019 la perdita netta ammontava a 306 mila euro).

35

BILANCIO CONSOLIDATO INFRANNUALE ABBREVIATO

36

PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI

37

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

ATTIVO (importi in migliaia di euro)

Situazione al

Variazione

30/06/2020

31/01/2020

Assoluta

%

10.

CASSA E DISPONIBILITÀ LIQUIDE

259.221

256.660

2.561

1,0

20.

ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A

159.527

157.473

2.054

1,3

CONTO ECONOMICO

20. a)

ATTIVITÀ FINANZIARIE DETENUTE PER LA NEGOZIAZIONE

1.633

1.715

(82)

(4,8)

20. c)

ALTRE ATTIVITÀ FINANZIARIE OBBLIGATORIAMENTE VALUTATE AL

157.894

155.758

2.136

1,4

FAIR VALUE

30.

ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO

1.573.935

783.696

790.239

SULLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA

40.

ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO

17.586.059

18.551.726

(965.667)

(5,2)

40. a)

CREDITI VERSO BANCHE

5.011.718

4.544.378

467.340

10,3

40. b)

CREDITI VERSO CLIENTELA

12.574.341

14.007.348

(1.433.007)

(10,2)

50.

DERIVATI DI COPERTURA

14.486

9.087

5.399

59,4

70.

PARTECIPAZIONI

99.051

98.153

898

0,9

90.

ATTIVITÀ MATERIALI

868.755

883.261

(14.506)

(1,6)

100.

ATTIVITÀ IMMATERIALI

80.237

78.441

1.796

2,3

110.

ATTIVITÀ FISCALI

1.596.696

1.664.189

(67.493)

(4,1)

110. a)

CORRENTI

539.158

587.960

(48.802)

(8,3)

110. b)

ANTICIPATE

1.057.538

1.076.229

(18.691)

(1,7)

130.

ALTRE ATTIVITÀ

280.652

231.549

49.103

21,2

TOTALE DELL'ATTIVO

22.518.619

22.714.235

(195.616)

(0,9)

PASSIVO E PATRIMONIO NETTO (importi in migliaia di euro)

Situazione al

Variazione

30/06/2020

31/01/2020

Assoluta

%

10.

PASSIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO

19.950.978

20.072.079

(121.101)

(0,6)

10. a)

DEBITI VERSO BANCHE

3.455.144

3.999.981

(544.837)

(13,6)

10. b)

DEBITI VERSO LA CLIENTELA

12.418.235

11.819.364

598.871

5,1

10. c)

TITOLI IN CIRCOLAZIONE

4.077.599

4.252.734

(175.135)

(4,1)

20.

PASSIVITÀ FINANZIARIE DI NEGOZIAZIONE

1.177

1.165

12

1,0

40.

DERIVATI DI COPERTURA

265.018

266.295

(1.277)

(0,5)

60.

PASSIVITÀ FISCALI

26.509

10.762

15.747

60. a)

CORRENTI

20.337

5.068

15.269

60. b)

DIFFERITE

6.172

5.694

478

8,4

80.

ALTRE PASSIVITÀ

457.609

430.598

27.011

6,3

90.

TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DEL PERSONALE

40.048

42.796

(2.748)

(6,4)

100.

FONDI PER RISCHI E ONERI:

267.146

290.599

(23.453)

(8,1)

100. a)

IMPEGNI E GARANZIE RILASCIATE

22.694

24.636

(1.942)

(7,9)

100. b)

QUIESCENZA E OBBLIGHI SIMILI

27.181

29.073

(1.892)

(6,5)

100. c)

ALTRI FONDI PER RISCHI E ONERI

217.271

236.890

(19.619)

(8,3)

120.

RISERVE DA VALUTAZIONE

(83.469)

(91.146)

7.677

(8,4)

150.

RISERVE

(845.735)

24.257

(869.992)

160.

SOVRAPPREZZI DI EMISSIONE

623.958

623.958

-

-

170.

CAPITALE

1.915.164

1.915.164

-

-

180.

AZIONI PROPRIE (-)

(15.572)

(15.572)

-

-

190.

PATRIMONIO DI PERTINENZA DI TERZI (+/-)

13.558

13.057

501

3,8

200.

UTILE (PERDITA) DEL PERIODO (+/-)

(97.770)

(869.777)

772.007

(88,8)

TOTALE DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO

22.518.619

22.714.235

(195.616)

(0,9)

38

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

CONTO ECONOMICO (importi in migliaia di euro)

Situazione

Variazione

01/02/2020

1 SEM. 2019

Assoluta

- 30/06/2020

10.

Interessi attivi e proventi assimilati

119.755

178.826

(59.071)

di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo

126.942

179.578

(52.636)

20.

Interessi passivi e oneri assimilati

(71.889)

(112.131)

40.242

30.

MARGINE DI INTERESSE

47.866

66.695

(18.829)

40.

Commissioni attive

92.293

122.434

(30.141)

50.

Commissioni passive

(10.109)

(18.029)

7.920

60.

COMMISSIONI NETTE

82.184

104.405

(22.221)

70.

Dividendi e proventi simili

10.580

10.463

117

80.

Risultato netto dell'attività di negoziazione

2.731

10.062

(7.331)

90.

Risultato netto dell'attività di copertura

(630)

1.762

(2.392)

100.

Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di:

5.581

(259)

5.840

a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

5.506

(461)

5.967

b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva

-

39

(39)

c) passività finanziarie

75

163

(88)

110.

Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto

a conto

(83)

9.558

(9.641)

economico

(83)

9.558

(9.641)

b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

120.

MARGINE D'INTERMEDIAZIONE

148.229

202.686

(54.457)

130.

Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di:

(53.442)

(317.281)

263.839

a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

(53.319)

(317.282)

263.963

b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva

(123)

1

(124)

140.

Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni

379

367

12

150.

RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA

95.166

(114.228)

209.394

180.

RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA E ASSICURATIVA

95.166

(114.228)

209.394

190.

Spese amministrative

(179.375)

(243.127)

63.752

a) spese per il personale

(96.313)

(131.605)

35.292

b) altre spese amministrative

(83.062)

(111.522)

28.460

200.

Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri

(6.200)

(82.237)

76.037

a) impegni e garanzie rilasciate

1.942

3.313

(1.371)

b) altri accantonamenti netti

(8.142)

(85.550)

77.408

210.

Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali

(14.047)

(30.145)

16.098

220.

Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali

(4.821)

(3.545)

(1.276)

230.

Altri oneri/proventi di gestione

22.177

25.183

(3.006)

240.

COSTI OPERATIVI

(182.266)

(333.871)

151.605

250.

Utili (Perdite) delle partecipazioni

898

3.879

(2.981)

280.

Utili (Perdite) da cessione di investimenti

51

57

(6)

290.

UTILE (PERDITA) DELLA OPERATIVITÀ CORRENTE AL LORDO DELLE IMPOSTE

(86.151)

(444.163)

358.012

300.

Imposte sul reddito di periodo dell'operatività corrente

(11.935)

2.285

(14.220)

310.

UTILE (PERDITA) DELLA OPERATIVITÀ CORRENTE AL NETTO DELLE IMPOSTE

(98.086)

(441.878)

343.792

320.

Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte

1

9.768

(9.767)

330.

UTILE (PERDITA) DI PERIODO

(98.085)

(432.110)

334.025

340.

Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi

(315)

(3.579)

3.264

350.

UTILE (PERDITA) DI PERIODO DI PERTINENZA DELLA CAPOGRUPPO

(97.770)

(428.531)

330.761

Utile per azione (in euro)

- Base

0,000

-0,008

- Diluito

0,000

-0,008

39

PROSPETTO DELLA REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA

PROSPETTO DELLA REDDITIVITA' COMPLESSIVA

(importi in migliaia di euro)

Situazione

Variazione

01/02/2020

1 SEM. 2019

Assoluta

- 30/06/2020

10.

UTILE (PERDITA) DI PERIODO

(98.085)

(432.110)

334.025

Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a

conto economico connesse con:

20.

Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva

586

181

405

70.

Piani a benefici definiti

1.604

(4.819)

6.423

Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto

economico connesse con:

120.

Coperture dei flussi finanziari

3.965

6.206

(2.241)

140.

Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto

1.577

1.798

(221)

sulla redditività complessiva

170.

Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte

7.732

3.366

4.366

180.

REDDITIVITA' COMPLESSIVA (Voce 10+170)

(90.353)

(428.744)

338.391

190.

Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi

(302)

(3.641)

3.339

200.

Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo

(90.051)

(425.103)

335.052

40

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO AL 30/06/2020

(Importi in migliaia di euro)

Allocazione risultato

Variazioni del periodo

esercizio precedente

Esistenzeal 31/1/2020

Modificasaldi apertura

Esistenzeall'1/2/2020

delnettoPatrimoniogruppo al 30/6/2020

netttoPatrimoniodei terzi al 30/6/2020

Riserve

altreeDividendidestinazioni

Variazionidi riserve

nuoveEmissioneazioni

proprieazioniAcquisto

straordinariaDistribuzionedividendi

strumentiVariazionedi capitale

propriesuDerivatiazioni

optionsStock

interessenzeVariazionipartecipative

complessivaRedditivitàdel periodo

Operazioni sul

patrimonio netto

Capitale:

1.943.556

-

1.943.556

(2.635)

-

(9.446)

-

-

-

-

-

-

(3.002)

-

1.915.164

13.309

a) azioni ordinarie

1.943.556

-

1.943.556

(2.635)

-

(9.446)

-

-

-

-

-

-

(3.002)

-

1.915.164

13.309

b) altre azioni

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

Sovrapprezzi di emissione

625.805

625.805

-

-

(1.847)

-

-

-

-

-

-

2.999

-

623.958

2.999

Riserve:

13.894

-

13.894

(873.788)

-

11.849

-

-

-

-

-

(8)

-

(845.735)

(2.318)

a) di utili

(172.725)

-

(172.725)

(873.788)

-

11.849

-

-

-

-

-

-

(8)

-

(1.032.354)

(2.318)

b) altre

186.619

186.619

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

186.619

-

Riserve da valutazione

(91.319)

-

(91.319)

-

-

1

-

-

-

-

-

7.732

(83.469)

(117)

Strumenti di capitale

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

Azioni proprie

(15.572)

-

(15.572)

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

(15.572)

-

Utile (Perdita) del periodo

(876.423)

-

(876.423)

876.423

-

-

-

-

-

-

-

-

-

(98.085)

(97.770)

(315)

Patrimonio netto del gruppo

1.586.884

-

1.586.884

-

-

557

-

-

-

-

-

(814)

(90.051)

1.496.576

X

Patrimonio netto di terzi

13.057

-

13.057

-

-

-

-

-

-

-

-

-

803

(302)

X

13.558

41

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO AL 30/06/2019

(Importi in migliaia di euro)

Allocazione risultato

Variazioni del periodo

esercizio precedente

netttoatrimonioP dei terzi al 30/06/2019

sistenzeE al 31/12/2018

Modificasaldi apertura

sistenzeE all'1/1/2019

delnettoatrimonioP gruppo al 30/06/2019

iserveR

altreeDividendidestinazioni

Variazionidi riserve

nuovemissioneE azioni

azioniAcquistoproprie

straordinariaDistribuzionedividendi

strumentiVariazionedi capitale

propriesuDerivatiazioni

optionstockS

interessenzeVariazionipartecipative

complessivaedditivitàR del periodo

Operazioni sul

patrimonio netto

Capitale:

1.873.556

-

1.873.556

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

1.845.164

28.392

a) azioni ordinarie

1.873.555

-

1.873.555

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

1.845.163

28.392

b) altre azioni

1

-

1

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

1

-

S ovrapprezzi di emissione

1.847

1.847

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

1.847

R iserve:

288.415

-

288.415

(274.952)

-

355

-

-

-

-

-

-

-

24.182

(10.364)

a) di utili

101.796

-

101.796

(274.952)

-

355

-

-

-

-

-

-

-

-

(162.437) (10.364)

b) altre

186.619

186.619

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

186.619

-

R iserve da valutazione

(103.903)

-

(103.903)

-

-

-

-

-

-

-

-

3.366

(100.348)

(189)

S trumenti di capitale

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

Azioni proprie

(15.572)

-

(15.572)

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

(15.572)

-

Utile (P erdita) del periodo

(274.952)

-

(274.952)

274.952

-

-

-

-

-

-

-

-

-

(432.110)

(428.531)

(3.579)

P atrimonio netto del gruppo

1.749.643

-

1.749.643

-

-

355

-

-

-

-

-

-

(425.103)

1.324.895

X

P atrimonio netto di terzi

19.748

-

19.748

-

-

-

-

-

-

-

-

-

-

(3.641)

X

16.107

42

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO

Metodo diretto

01/02/2020

30/06/2019

A. ATTIVITA' OPERATIVA

- 30/06/2020

1. Gestione

(9.029)

(13.493)

- interessi attivi incassati (+)

100.770

150.579

- interessi passivi pagati (-)

(53.783)

(85.509)

- dividendi e proventi simili (+)

10.580

10.463

- commissioni nette (+/-)

83.588

107.261

- spese per il personale (-)

(91.685)

(125.966)

- premi netti incassati (+)

-

-

- altri proventi/oneri assicurativi (+/-)

-

-

- altri costi (-)

(68.630)

(102.241)

- altri ricavi (+)

42.412

46.032

- imposte e tasse (-)

(32.281)

(23.217)

- costi/ricavi relativi alle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale (+/-)

-

9.105

2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie

138.932

(2.805.709)

- attività finanziarie detenute per la negoziazione

34

(120)

- attività finanziarie designate al fair value

-

-

- altre attività valutate obbligatoriamente al fair value

(1.421)

5.995

- attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva

(771.876)

4.648

- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

916.532

(2.871.756)

- altre attività

(4.337)

55.524

3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie

(122.323)

2.790.494

- passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

(132.492)

2.824.503

- passività finanziarie di negoziazione

(318)

3.524

- passività finanziarie designate al fair value

-

-

- altre passività

10.487

(37.533)

Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa

7.580

(28.708)

B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO

1. Liquidità generata da

2.276

46.197

- vendite di partecipazioni

-

-

- dividendi incassati su partecipazioni

-

9.399

- vendite di attività materiali

2.276

2.459

- vendite di attività immateriali

-

53

- vendite di società controllate e di rami d'azienda

-

34.286

2. Liquidità assorbita da

(7.295)

(33.171)

- acquisti di partecipazioni

-

(11)

- acquisti di attività materiali

(678)

(18.899)

- acquisti di attività immateriali

(6.617)

(14.261)

- acquisti di società controllate e di rami d'azienda

-

-

Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento

(5.019)

13.026

C. ATTIVITA' DI PROVVISTA

- emissioni/acquisti di azioni proprie

-

-

- emissioni/acquisti di strumenti di capitale

-

-

- distribuzione dividendi e altri finalità

-

-

- vendita/acquisto di controllo di terzi

-

-

Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista

-

-

LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NEL PERIODO

2.561

(15.682)

- Importi espressi in migliaia di Euro

- LEGENDA: (+) generata, (-) assorbita

RICONCILIAZIONE

Voci di bilancio

01/02/2020

30/06/2019

- 30/06/2020

Cassa e disponibilità liquide all'inizio del periodo

256.660

266.088

Liquidità totale netta generata/assorbita nel periodo

2.561

(15.682)

Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi

-

-

Cassa e disponibilità liquide alla chiusura del periodo

259.221

250.406

(importi in migliaia di euro)

43

NOTE ILLUSTRATIVE

POLITICHE CONTABILI

Il presente Bilancio consolidato infrannuale abbreviato al 30 giugno 2020 del Gruppo Banca Carige, sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione nella seduta del 29 settembre 2020, è stato redatto in conformità allo IAS 34 (Bilanci intermedi) ed è relativo alla rendicontazione del periodo 1° febbraio - 30 giugno 2020 (cinque mesi), tenuto conto della chiusura del periodo di Amministrazione Straordinaria di Banca Carige S.p.A. (31 gennaio 2020).

Per la valutazione e misurazione delle grandezze contabili sono stati applicati i principi contabili internazionali IAS/IFRS e le connesse interpretazioni (SIC/IFRIC) formalmente omologati dalla Commissione Europea e in vigore al 30 giugno 2020, osservando altresì, per quanto occorra, le indicazioni di cui alla Circolare n. 262 del 22/12/2005 della Banca d'Italia - 6^ aggiornamento del 30 novembre 2018 (Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione).

Il Bilancio consolidato infrannuale abbreviato, predisposto utilizzando l'Euro quale moneta di conto, redatto in forma sintetica, come consentito dal principio IAS 34, è composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario e dalle Note illustrative.

Gli importi indicati nei prospetti contabili e nelle Note illustrative sono espressi, qualora non diversamente specificato, in migliaia di euro.

Il Bilancio consolidato infrannuale abbreviato al 30 giugno 2020 è redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria, il risultato economico del periodo, la variazione del patrimonio netto e i flussi di cassa generati.

I principi contabili adottati per la predisposizione del Bilancio consolidato infrannuale abbreviato, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle diverse poste dell'attivo e del passivo, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi sono rimasti invariati rispetto al Bilancio dell'Amministrazione Straordinaria al 31 gennaio 2020, a cui si rimanda per maggiori dettagli.

Alla data della redazione del Bilancio consolidato infrannuale abbreviato, sono proseguite le attività di rivisitazione ed integrazione dei principi contabili internazionali, interpretazioni o emendamenti che, in parte, trovano applicazione a partire dall'1 febbraio 2020.

In particolare, al 30 giugno 2020 sono stati omologati i seguenti principi contabili internazionali IAS/IFRS:

  • "IFRS 3 - Definition of Business": Reg. (UE) 551/2020;
  • "Interest Rate Benchmark Reform - Amendments to IFRS 9, IAS 39 and IFRS 7": Reg. (UE) 34/2020.

Inoltre, nel corso del periodo 1° febbraio - 30 giugno 2020, lo IASB ha pubblicato i seguenti documenti:

  • "IFRS 17 - Insurance Contracts";
  • "Amendments to IFRS 17;
  • "Extension of the Temporary Exemption from Applying IFRS 9 (Amendments IFRS 4);
  • "Covid-19-RelatedRent Concessions (Amendment to IFRS 16)";
  • "Annual Improvements to IFRS Standards 2018-2020";

44

  • "Reference to the Conceptual Framework (Amendments to IFRS 3)";
  • "Onerous Contracts - Cost of Fulfilling a Contract (Amendments to IAS 37)";
  • "Property, Plant and Equipment: Proceeds before Intended Use (Amendments to IAS 16)";
  • "Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non-current (Amendments to IAS 1)".

Le modifiche ai principi contabili internazionali sopra elencati non hanno comportato impatti significativi per il Gruppo Carige.

Nel contesto della pandemia Covid-19, le Istituzioni europee ed internazionali hanno pubblicato una serie di documenti nei quali sono fornite indicazioni sulle modalità di applicazione delle previsioni dei principi contabili internazionali con l'obiettivo primario di evitare la creazione di effetti pro-ciclici e di assicurare una corretta e trasparente informativa di Bilancio.

I principali documenti pubblicati sono i seguenti:

  • International Accounting Standard Board (IASB): "Accounting for expected credit losses applying IFRS 9 Financial instrument in the light of current uncertanty resulting form the covid-19 pandemic" del 27 marzo 2020.
  • Commissione Europea: "Commission Interpretative Communication on the application of the accounting and prudential frameworks to facilitate EU bank lending - Supporting businesses and households amid COVID-19" del 29 aprile 2020.
  • Banca Centrale Europea (BCE): "ECB Banking Supervisor provides further flexibility to banks in reaction to coronavirus"del 20 marzo 2020;
  • European Banking Authority (EBA):
    • "Statement on the application of the prudential framework regarding Default, Forbearance and IFRS 9 in the light of Covid-19 measures" del 25 marzo 2020;
    • Guidelines on legislative and non-legislative moratoria on loan repayment applied in the light of the Covid-19 crisis" del 2 aprile e 25 giugno 2020.
  • European Securities and Market Authority (ESMA):
    • "Accounting implication of the Covid-19 outbreak on the calculation of expected credit losses in accordance with IFRS 9" del 25 marzo 2020;
    • "Implication of the Covid-19 outbreak on the half-yearly financial report" del 20 maggio 2020).
  • Commissione Nazionale per la Società e la Borsa (CONSOB): "Covid-19 - Richiamo di attenzione sull'informativa finanziaria" del 16 luglio 2020.

Per maggiori dettagli in merito al complessivo quadro regolamentare nel contesto Covid-19 si rinvia al capitolo "Covid-19: Interventi normativi e le iniziative adottate dal Gruppo Carige" contenuto nella Relazione sulla Gestione.

Con riferimento alle previsioni contenute nei documenti sopra elencati, sono descritti nel prosieguo i criteri adottati dal Gruppo per gli ambiti contabili che maggiormente richiedono l'utilizzo di valutazioni soggettive.

CONTINUITA' AZIENDALE

Come richiesto dallo IAS1 e dalle indicazioni fornite nell'ambito del Documento n. 2 del 6 febbraio 2009 emanato congiuntamente da Banca d'Italia, Consob e ISVAP e successivi aggiornamenti, gli Amministratori della Banca, nell'ambito della predisposizione del Bilancio consolidato infrannuale abbreviato al 30 giugno 2020, hanno proceduto ad un'attenta valutazione in ordine al presupposto della continuità aziendale anche considerando gli effetti connessi all'attuale contesto macroeconomico tuttora fortemente condizionato dalle incertezze connesse alla pandemia in atto da Covid-19.

In tale contesto la situazione patrimoniale, economica e finanziaria, evidenzia al 30 giugno 2020 una perdita di periodo significativamente superiore alle previsioni del Piano Strategico 2019 - 2023 e il mancato rispetto dei requisiti patrimoniali consolidati richiesti dalla Banca Centrale Europea con la

45

Decisione SREP del giugno 2020 con riferimento al Tier1 Ratio e al Total Capital Ratio, limitatamente alla componente di Pillar 2 Guidance. Gli Amministratori hanno tempestivamente provveduto ad aggiornare nel luglio 2020 le linee previsionali per il biennio 2020-2021, che, pur confermando le linee guida contenute nel Piano Strategico 2019-2023, incorporano il mutato contesto macroeconomico e le stime di evoluzione dei ricavi e delle masse intermediate e dei rischi ad esse correlate, evidenziando perdite, per gli esercizi 2020 e 2021, superiori in modo significativo, a quanto ipotizzato nel citato Piano.

Le riviste previsioni economiche contribuiscono altresì a generare una significativa incertezza relativamente ai tempi di recupero delle attività fiscali iscritte in bilancio la cui recuperabilità è collegata al conseguimento di redditi imponibili positivi, come evidenziato nelle analisi di sensitività sviluppate nel paragrafo "Stime ed assunzioni nella predisposizione del bilancio consolidato infrannuale abbreviato e connesse incertezze" - "Trattamento delle imposte sui redditi" - delle Politiche contabili.

Inoltre, gli Amministratori continuano ad essere impegnati, come descritto in dettaglio al paragrafo "C. I rischi connessi a procedimenti in corso" delle note illustrative, nel monitoraggio e nella gestione di significativi rischi legali e fiscali connessi a contenziosi in essere che rappresentano un ulteriore fattore di incertezza, seppure le proprie valutazioni evidenzino bassi rischi di soccombenza.

In attesa di una revisione completa dei target economico finanziari del Piano Strategico alla luce di informazioni più stabili sulla situazione pandemica in corso, nel proprio processo di valutazione della continuità aziendale gli Amministratori considerano che i risultati degli esercizi successivi beneficeranno degli effetti positivi connessi a:

  • le significative nuove erogazioni concesse nell'ambito delle misure previste dai Decreti "Cura Italia" e "Liquidità", continuate nei mesi successivi al 30 giugno 2020, che, oltre a compensare i deflussi ordinari delle posizioni in ammortamento, rappresentano la base delle crescite dei volumi previsionali e della ripresa della reddittività (al 30 giugno 2020 il Gruppo ha erogato circa euro 400 milioni di finanziamenti assistiti da garanzia dello Stato con volumi in progressiva crescita);
  • le previsioni di un contenimento del costo del credito stante il completamento in corso del processo di derisking avviato dai Commissari, che ha visto i) nel luglio 2020 la conclusione della cessione dell'esposizione verso il Gruppo Messina e ii) la prosecuzione delle attività per la cessione del portafoglio leasing non performing ancora pianificate entro il marzo 2021. Tale completamento conclude le significative cessioni di credito deteriorato poste in essere dal Gruppo negli ultimi anni, con attese di un NPL Ratio Lordo a fine 2021 intorno al 5%, come evidenziato nelle linee previsionali per il biennio 2020-2021 approvate nel luglio 2020;
  • azioni intraprese negli esercizi precedenti per il contenimento dei costi, tra i quali gli interventi di riduzione delle spese del personale che mostreranno i pieni effetti a partire dall'esercizio 2021 in conseguenza di significative uscite previste nell'ambito dell'accesso alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà di settore.

Il processo di valutazione posto in essere dagli Amministratori ha altresì tenuto conto degli specifici e recenti interventi di BCE del 12 marzo 2020 (confermati il 28 luglio 2020) che consentono alle banche, stante l'attuale situazione, di operare temporaneamente (fino ad almeno il 31 dicembre 2022) al di sotto della soglia minima di capitale definita rispettivamente dalla Pillar 2 Guidance e dal Capital Conservation Buffer. Inoltre gli Amministratori hanno tenuto conto della situazione di liquidità del Gruppo stabilmente superiore ai requisiti richiesti nonché delle iniziative intraprese per il mantenimento nel continuo di un suo adeguato livello.

In sintesi, pur nel quadro delle significative incertezze sopra descritte gli Amministratori ritengono che la Banca e il Gruppo abbiano la ragionevole aspettativa di continuare la propria esistenza operativa in un futuro prevedibile e di rispettare nel continuo i requisiti prudenziali minimi in materia di Fondi Propri e di liquidità richiesti in ambito SREP, tenuto conto delle previsioni contenute nella comunicazione della BCE del 28 luglio 2020, che consente di derogare temporaneamente i requisiti patrimoniali utilizzando la Pillar 2 Guidance ed il Capital Conservation Buffer.

Pertanto, sulla base delle considerazioni sopra esposte, il Bilancio consolidato infrannuale abbreviato del Gruppo al 30 giugno 2020 è stato redatto sul presupposto della continuità aziendale.

46

In tale contesto rileva altresì l'avvio dell'accesso alla dataroom riservato a CCB ed al FITD funzionale all'eventuale esercizio da parte di CCB nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 ed il 31 dicembre 2021 di opzioni call aventi ad oggetto le azioni della Banca detenute dal FITD e dallo SVI.

STIME ED ASSUNZIONI NELLA PREDISPOSIZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO INFRANNUALE ABBREVIATO E CONNESSE INCERTEZZE

La predisposizione del Bilancio consolidato infrannuale abbreviato richiede il ricorso a stime e assunzioni nella determinazione di alcune componenti di costo e ricavo e per la valorizzazione di attività e passività. Le stime contabili richieste dall'applicazione dei principi contabili possono determinare significativi effetti sui valori iscritti nello stato patrimoniale e nel conto economico, nonché sull'informativa relativa alle attività e passività potenziali riportate nel Bilancio consolidato infrannuale abbreviato. L'elaborazione di tali stime implica l'utilizzo delle informazioni disponibili e l'adozione di valutazioni soggettive. Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto, non è da escludersi che negli esercizi successivi gli attuali valori iscritti in bilancio potranno differire anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate. Tali stime e valutazioni sono quindi difficili e portano inevitabili elementi di incertezza, stante anche la particolare situazione di incertezza del quadro macroeconomico, determinatasi a seguito del manifestarsi della pandemia da Covid-19.

Gli effetti negativi sull'economia mondiale derivanti dalla pandemia rappresentano componenti di incertezza che potranno incidere sugli scenari futuri in cui il Gruppo dovrà operare. Qualsiasi valutazione degli effetti economici del Covid-19 dipende in modo decisivo dalla durata del contagio e dalle misure atte a contenerlo; pertanto, potrebbero rendersi necessarie rettifiche nelle stime a seguito di mutamenti nelle circostanze su cui erano fondate.

Di seguito le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'utilizzo di stime e assunzioni.

CREDITI

La classificazione dei crediti è stata effettuata seguendo linee guida rigorose che recepiscono le conseguenze della negativa evoluzione del contesto economico; le connesse valutazioni sono state stimate sulla base delle evidenze emergenti a seguito del monitoraggio dell'evoluzione dei rapporti in essere con la clientela affidata e della loro situazione economico-finanziaria.

Il Gruppo ha applicato, ai fini della valutazione dei crediti al 30 giugno 2020, i criteri previsti dai propri modelli contabili di impairment che si basano sull'ordinaria strategia di recupero del credito.

In particolare le principali stime riguardano:

  1. la determinazione dei parametri di significativo incremento del rischio di credito tra la data di origination e la data di bilancio;
  2. l'inclusione di fattori forward looking di tipo macroeconomico;
  3. i flussi di cassa futuri rivenienti dai crediti deteriorati, per la cui stima sono presi in considerazione elementi quali ad esempio i tempi di recupero attesi, il presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie e, ove applicabile, la probabilità di vendita per le posizioni eventualmente incluse in uno scenario di cessione.

Per quanto concerne le assunzioni riferibili agli scenari di vendita, si evidenzia il closing dell'operazione di derisking di fine 2019 che ha determinato la cessione della quasi totalità del portafoglio NPL. Per una quota residua del portafoglio di crediti in cessione al 30 giugno 2020 di importo lordo pari a circa euro 495 milioni, relativa a talune posizioni UTP ed al portafoglio leasing non performing, al 30 giugno 2020 non si erano ancora realizzate le condizioni per la derecognition.

In particolare, la cessione del portafoglio leasing resta pianificata entro il marzo 2021, ma il contesto macroeconomico conseguente alla pandemia Covid-19 ne ha significativamente aumentato l'incertezza connessa al suo completamento. Successivamente al 30 giugno 2020 è stata invece perfezionata la cessione parziale dell'esposizione verso il Gruppo Messina (euro 324,3 milioni) e il correlato rientro in bonis della quota di esposizione non inclusa nello senario di cessione. Anche in assenza della sussistenza dei presupposti per la cancellazione contabile di dette esposizioni, gli effetti economici della complessiva

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operazione di ristrutturazione dell'esposizione verso il Gruppo Messina e le indicazioni relative alla valorizzazione del portafoglio leasing non performing oggetto di cessione contenute nell'offerta vincolante e successive evoluzioni sono state progressivamente riflesse nella valutazione dei medesimi, secondo i criteri previsti dai modelli contabili di impairment adottati dal Gruppo.

Al momento, raggiunto l'obiettivo del Piano Strategico di riduzione dell'incidenza del portafoglio non performing sul totale dei crediti in portafoglio, non sono previste ulteriori operazioni di cessione di crediti non performing.

Si evidenzia che il prolungamento o l'eventuale peggioramento della recente crisi economico finanziaria, anche alla luce di quanto sta avvenendo nel corso del 2020 a seguito della pandemia, potrebbe comportare un ulteriore deterioramento delle condizioni finanziarie della clientela debitrice e delle controparti emittenti che potrebbe trovare manifestazione in perdite a fronte dei crediti erogati o delle attività finanziarie acquistate superiori a quelle attualmente stimabili e conseguentemente considerate in sede di redazione del presente Bilancio consolidato infrannuale abbreviato.

Operazione di cessione di crediti deteriorati ad AMCO S.p.A.

In data 15 e 16 novembre 2019, coerentemente al Piano Strategico 2019 - 2023 ed in particolare alla NPE strategy, le banche del Gruppo Banca Carige ed AMCO S.p.A. hanno sottoscritto due contratti di cessione dei crediti deteriorati, uno relativo al portafoglio leasing del valore lordo di euro 177 milioni al 30 giugno 2019 ed uno relativo alla restante parte del portafoglio non performing oggetto di cessione del valore lordo di euro 2.609 milioni alla medesima data a fronte di un corrispettivo pari rispettivamente ad Euro 48 milioni (portafoglio leasing) ed Euro 1.001 milioni (restante portafoglio in cessione). L'efficacia giuridica della cessione della parte preponderante del portafoglio (pari ad euro 2.299 milioni lordi al 30 giugno 2019) è avvenuta il 20 dicembre 2019.

Al 30 giugno 2020 non si sono realizzate le condizioni per procedere alla cancellazione contabile della residua quota del portafoglio di crediti in cessione, pari a complessivi euro 495 milioni (488 milioni lordi al 30 giugno 2019), rappresentata dai crediti leasing e parte delle esposizioni verso il Gruppo Messina; la valutazione di tali crediti è stata formulata tenuto conto delle più recenti informazioni disponibili.

A tal fine si segnala che la cessione parziale dell'esposizione verso il Gruppo Messina (euro 324,3 milioni al 30 giugno 2020) in favore di AMCO S.p.A. nonché l'operazione di accollo da parte di Ro. Ro. Italia S.p.A., con correlato rientro in bonis, della quota di esposizione verso il Gruppo Messina non inclusa nello senario di cessione è stata realizzata in data successiva al 30 giugno 2020.

Gli Amministratori ritengono che il perfezionamento della cessione del portafoglio leasing non performing, presupposto per la cancellazione contabile delle stesse, si realizzerà entro il marzo 2021 sulla base delle valutazioni delle preposte strutture aziendali, ma il contesto macroeconomico conseguente alla pandemia Covid-19 ne ha significativamente aumentato l'incertezza connessa al suo completamento.

ASPETTI VALUTATIVI RILEVANTI NEL CONTESTO COVID-19

Determinazione delle perdite attese sulle esposizioni creditizie

Con riferimento alla misurazione delle perdite attese sulle esposizioni creditizie, le Autorità competenti hanno evidenziato che occorre considerare il deterioramento della situazione economica provocata dalla pandemia Covid-19 ma anche che non dev'essere seguito un approccio meccanicistico, sfruttando i margini di flessibilità già previsti dal principio IFRS 9 in situazioni di incertezza.

In considerazione del contesto di elevata incertezza e dell'assenza di evidenze ragionevoli e supportabili sulle previsioni macroeconomiche, occorre stimare le perdite attese evitando assunzioni eccessivamente pro-cicliche, dando un peso maggiore alle informazioni storiche rispetto alle previsioni macroeconomiche di lungo periodo. In presenza di stime affidabili, le perdite attese devono riflettere gli effetti positivi delle misure di sostegno concesse dal settore pubblico e dalle banche.

Lo IASB ha riconosciuto la difficoltà nell'incorporare nei modelli di determinazione delle perdite attese gli effetti della pandemia e i correlati aiuti governativi, ammettendo in questi casi la possibilità di ricorrere ad aggiustamenti manageriali post modello.

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Scenari macroeconomici

L'emergenza Covid-19 ha determinato un peggioramento della situazione macro-economica che è stato necessario riflettere sulla quantificazione della perdita attesa IFRS9 mediante un aggiornamento dei parametri di PD e LGD con le previsioni sulle variabili macroeconomiche fornite da primario operatore del settore. In particolare lo shock "forward looking" applicato alle curve di PD multiperiodali previste dai modelli di valutazione adottati dal Gruppo, già strutturati per considerare impatti differenziati, è stato determinato in termini di variazione delle probabilità di default su 17 settori di attività economica.

Gli scenari macroeconomici già utilizzati al 31 marzo 2020 prevedevano l'ipotesi di una recessione globale che avrebbe portato ad una crisi più intensa di quella conosciuta durante la crisi finanziaria del 2008-09: nello scenario di base si prevedeva una recessione globale (-1,6%) con una intensa caduta del commercio (-9,4%) nel primo semestre 2020. L'attività economica era prevista in progressiva ripresa con un rimbalzo della crescita nel 2021; rimbalzo che in molti paesi non sarebbe stato sufficiente a recuperare le perdite subite. Per il PIL italiano era attesa una flessione a -6,5% nel 2020, per poi rimbalzare nel 2021 a 3,3%.

Ai fini della redazione del Bilancio consolidato infrannuale abbreviato, lo scenario macroeconomico è stato aggiornato nuovamente sulla base delle ultime indicazioni fornite dalla BCE sulla situazione economica in atto (giugno 2020), prevedendo un ulteriore peggioramento degli scenari rispetto a quanto stimato a marzo 2020. In particolare nel caso dell'Italia è prevista una decrescita del PIL 2020 a -9,4%. Tale peggioramento è da ricondurre ad una ripresa economica più lenta, ed in alcuni casi compromessa per talune filiere produttive come turismo e intrattenimento.

Nel complesso, ai fini della redazione del Bilancio consolidato infrannuale abbreviato, l'aggiornamento della componente "forward looking" dei modelli valutativi utilizzati dal Gruppo, ha comportato un incremento delle rettifiche su crediti stimate in circa 25 milioni di euro. Tali rettifiche scontano rilevanti profili di incertezza legati sia agli sviluppi della pandemia sia all'ampiezza e agli effetti delle misure governative a sostegno dell'economia.

Interventi di moratoria su finanziamenti e garanzie statali nel calcolo delle ECL

Nell'ambito degli interventi a sostegno delle imprese e delle famiglie a seguito della pandemia Covid- 19, il Gruppo ha concesso diverse misure di moratoria legislative (previste, in particolare, dal D.L. 18/2020 "Cura Italia") e non legislative su finanziamenti.

In sintesi, le Autorità europee hanno fornito le seguenti indicazioni con riferimento a tali interventi:

  • non comportano la classificazione dell'esposizione tra quelle "oggetto di misure di concessione" ("forbearance"), ad eccezione di casi limitati in cui viene effettivamente accertata la difficoltà del debitore antecedente la crisi; non si tratta, infatti, di interventi specifici per un debitore, dal momento che la tempistica delle sospensioni è fissata per ogni debitore a prescindere dalla sua specifica situazione finanziaria1;
  • non determinano una classificazione automatica dell'esposizione nello stadio 2 di deterioramento della qualità del credito, in quanto dette misure non esprimono necessariamente un significativo incremento del rischio di credito;
  • non sono classificate nello stadio 3 di deterioramento della qualità del credito, in quanto:
  1. l'adesione alla moratoria non rappresenta un trigger automatico di inadempienza

probabile;

  1. i crediti non deteriorati oggetto di moratoria non sono classificati nell'ambito delle esposizioni scadute o sconfinanti ("past due"), considerando che il conteggio dei giorni di scaduto tiene conto delle modifiche accordate alle scadenze di pagamento;
  • Nel documento del 29 aprile 2020 "Commission Interpretative Communication on the application of the accounting and prudential frameworks to facilitate EU bank lending - Supporting businesses and households amid COVID-19",la Commissione Europea ha specificato che le moratorie pubbliche e private dovrebbero essere trattate in modo simile nella considerazione che le stesse hanno lo stesso scopo e caratteristiche similari.
    1 ESMA, "Public Statement - Accounting implications of the COVID-19 outbreak on the calculation of expected credit losses in accordance with IFRS 9" del 25 marzo 2020.

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  • le moratorie concesse a clientela già classificata come deteriorata sono oggetto di specifica valutazione e considerate come ulteriori misure di forbearance;
  • con riferimento al trattamento contabile delle modification che derivano dalla concessione delle moratorie:
    o occorre verificare se le misure introdotte si qualifichino come modification delle attività finanziarie e se le modification portino alla cancellazione contabile delle attività finanziarie;
    o la cancellazione o meno di uno strumento finanziario dipende dalla circostanza che la modifica dei termini dello strumento sia considerata sostanziale oppure no;
    o nel caso in cui le misure di supporto forniscano sollievo temporaneo ai debitori interessati dalla pandemia Covid-19 e il valore economico netto del finanziamento non sia significativamente ridotto, la modification sarebbe improbabilmente da considerare come sostanziale.

Il Gruppo ha seguito le indicazioni fornite dalle Autorità europee, non qualificando automaticamente le moratorie come misure di forbearance, ma nel contempo prevedendo un iter operativo di verifica di eventuali casistiche di pregressa situazione di difficoltà finanziaria da classificare come misure di forbearance, con conseguente classificazione nello stadio 2 di deterioramento della qualità del credito.

Sia gli interventi "privati" sia quelli "pubblici" legati a previsioni legislative nazionali (in particolare, il D.L. 18/2020 "Cura Italia") hanno le seguenti caratteristiche generali:

  • sono rivolti alla clientela classificata come "non deteriorata", presentante quindi alla data della concessione morosità assente o limitata;
  • prevedono la sospensione temporanea dei pagamenti di capitale e/o di interessi, spesso accompagnata dall'allungamento della durata del finanziamento.

In relazione a quanto sopra indicato e con riferimento alle disposizioni dell'ESMA, si è ritenuto che le moratorie:

  • si qualifichino come modification, in quanto determinano la modifica dei flussi finanziari dell'attività;
  • non determinino la cancellazione contabile del finanziamento oggetto di moratoria, in quanto le modifiche non sono da considerare sostanziali, perché:
    o comportano solo uno slittamento delle tempistiche di pagamento;
    o è prevista la maturazione di interessi conteggiati sul debito residuo per l'intero periodo di

sospensione dei pagamenti;

  1. il valore attuale dell'esposizione post rinegoziazione è sostanzialmente allineato al valore attuale dell'esposizione ante rinegoziazione.

Gli effetti economici delle modification sono stati esposti nell'ambito della voce "140-Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazione contabile" del conto economico.

In concomitanza delle citate moratorie, al fine di agevolare l'accesso al credito bancario delle imprese che, a causa degli impatti derivanti dalla pandemia, hanno difficoltà a generare la liquidità necessaria per la prosecuzione della propria attività, il Governo ha previsto interventi articolati con i quali la percentuale del credito erogato dalle banche alle aziende viene garantita dallo Stato. L'ESMA ritiene che le suddette garanzie hanno una rilevanza ai fini della stima delle ECL nella misura in cui le stesse siano parte integrante delle condizioni contrattuali che regolano i finanziamenti concessi. In ottica prudenziale le garanzie Statali non vengono considerate dal Gruppo ai fini del calcolo del ECL.

Complessivamente al 30 giugno 2020 il Gruppo ha concesso moratorie su oltre 900 milioni esposizione lorda ed erogato circa 400 milioni di finanziamenti assistiti da garanzie dello Stato.

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Diritti d'uso nell'ambito di contratti di leasing

In data 28 maggio 2020, lo IASB ha pubblicato un emendamento all'IFRS 16 "Covid-19-Related rent Concessions - Amendments to IFRS 16", con applicazione a partire dai Bilancio che iniziano dopo il 1° giugno 2020, salvo applicazione anticipata.

Tale emendamento prevede un espediente pratico che consente al locatario di non considerare come "lease modifications" le eventuali agevolazioni nei pagamenti (ad esempio riduzioni temporanee e/o le sospensioni di pagamento di affitti) concesse dal locatore come diretta conseguenza del periodo di pandemia Covid-19.

Se il locatario applica l'espediente pratico previsto, deve considerare le concessioni sui pagamenti dei canoni come "pagamenti variabili", da contabilizzare a conto economico come minor costo, senza dover necessariamente ricalcolare la passività finanziaria, dandone specifica informativa nel Bilancio.

Il Gruppo ha scelto di non applicare l'espediente pratico previsto ai contratti di locazione rientranti nel perimetro IFRS 16.

Inoltre, in base al principio contabile internazionale IFRS 16 "Leases", successivamente alla prima applicazione del principio, il locatario deve applicare lo "IAS 36 - Riduzione di valore delle attività" per determinare se un'attività per diritto d'uso abbia subito una perdita di valore.

Nell'ambito dei contratti di locazione di immobili stipulati dal Gruppo, alla data della presente informativa, non sono stati individuati eventi o situazioni che potrebbero comportare perdite durevoli di valore da iscrivere a conto economico.

FONDO PER RISCHI ED ONERI

La stima dei fondi per rischi ed oneri rappresenta un'area di incertezza perché comporta il ricorso ad assunzioni che presentano un elevato grado di soggettività. Per quanto riguarda la quantificazione dei fondi per rischi ed oneri oggetto di stima è l'an, il quantum ed il tempo di eventuale manifestazione degli esborsi per l'adempimento delle obbligazioni derivanti da eventi passati ritenute probabili.

In merito al rischio di esborsi per cause legali e fiscali si rinvia alla più ampia trattazione del paragrafo "C. I rischi connessi a procedimenti in corso"

Di seguito le principali stime ed assunzioni afferenti altri rischi di esborsi per obbligazioni di natura contrattuale nonché per impegni e garanzie rilasciate.

Cessione compagnie assicurative - garanzie e impegni - accordi transattivi

In data 5 giugno 2015 Banca Carige e Primavera Holdings S.r.l., una società controllata da fondi affiliati ad Apollo Global Management, LLC hanno perfezionato la cessione della totalità del capitale sociale detenuto da Banca Carige in Carige Vita Nuova S.p.A. e in Carige Assicurazioni S.p.A. (in seguito denominate "Amissima Vita S.p.A." ed "Amissima assicurazioni S.p.A.").

Alla data di perfezionamento della cessione Banca Carige, le banche del Gruppo (con esclusione della sola Banca Cesare Ponti) e Creditis (di seguito anche i "Distributori"), in qualità di distributori, hanno sottoscritto con le Compagnie un accordo distributivo, con durata sino al 31 dicembre 2024, rinnovabile per un uguale periodo avente ad oggetto la distribuzione di prodotti assicurativi (ramo vita e ramo danni) delle Compagnie secondo quanto previsto nel piano di distribuzione assicurativa, a fronte del riconoscimento in favore dei distributori di commissioni contrattualmente stabilite.

Banca Carige monitora costantemente anche a fini gestionali l'andamento della produzione del ramo vita sia in relazione al Ramo I, sia al Ramo III.

Inoltre, nell'ambito del contratto di compravendita erano previste garanzie ed indennizzi che, in data 22 novembre 2019, sono stati oggetto di un Settlement Agreement che ha composto alcune dispute esistenti tra gli attori (per maggiori dettagli si rinvia a quanto descritto nella Sezione 2 - "Principi generali di redazione" del Bilancio di fine commissariamento).

In tale ambito Banca Carige e Banca del Monte di Lucca, da un lato e Amissima Vita, dall'altro lato, hanno sottoscritto un nuovo accordo distributivo di prodotti assicurativi del Ramo Vita, sostitutivo del

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precedente accordo distributivo prevedendone l'estensione della durata al 31 dicembre 2028, automaticamente rinnovabile per ulteriori 10 anni.

Al termine della descritta transazione e degli accordi stipulati all'epoca della cessione delle Compagnie, residua ancora vigente un Claims Agreement tra l'allora Carige Assicurazioni, ora Amissima Assicurazioni, e Banca Carige, relativo ad alcuni contenziosi pendenti, sia attivi che passivi, analiticamente individuati, afferenti Carige Assicurazioni, per i quali la Banca si è resa disponibile a sopportare oneri (spese legali e oneri derivanti da cause passive soccombenti) e ad incassare eventuali proventi (condanna di controparti a spese legali o a risarcimenti per cause attive).

Tenuto conto delle valutazioni dei legali che seguono le cause, dei presidi già precostituiti presso la Compagnia prima della cessione, non sono stati previsti specifici accantonamenti a fondo rischi in capo alla Banca.

Operazioni di cessione di crediti deteriorati periodo 2017‐2019: richieste di indennizzo

Alcuni contratti di cessione di crediti in blocco eseguiti dal 2017 alla data di riferimento del presente documento, prevedono la possibilità da parte degli acquirenti di richiedere indennizzi al verificarsi di una serie di eventi.

Nel corso del periodo sono pervenute una serie di richieste di indennizzo, per varie motivazioni tra le quali si enumerano l'inesistenza delle garanzie a tutela del credito, transazioni eseguite ante cessione, ipoteche di grado inferiore al dichiarato, ecc.

Complessivamente la valutazione del rischio sottostante le richieste di indennizzo ha comportato sul presente periodo l'iscrizione di accantonamenti netti a fondi rischi per un ammontare di circa 700 mila euro.

Contratto di gestione crediti deteriorati con Credito Fondiario

Il contratto servicing per la gestione dei crediti deteriorati, prevede il trasferimento al Credito Fondiario di livelli minimi di crediti deteriorati lungo la durata del contratto stesso. La misurazione e la valutazione degli impegni assunti dal Gruppo in tale contratto rappresenta un'area di stima e incertezza da parte degli Amministratori.

TRATTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI

Recuperabilità delle attività fiscali per imposte anticipate

Posto che il principio contabile di riferimento per l'iscrizione delle imposte, lo IAS 12, definisce le imposte anticipate come quegli importi di imposte sui redditi recuperabili negli esercizi futuri, risulta essenziale, prima di poter iscrivere nell'attivo di bilancio importi a tale titolo, verificarne la probabilità di effettivo recupero.

Il principio contabile indica che una attività fiscale anticipata deve essere rilevata per tutte le differenze deducibili, se è probabile che sarà realizzato un reddito imponibile a fronte del quale potrà essere utilizzata la differenza temporanea deducibile.

L'accezione del termine "probabile" viene mutuata, in assenza di espressa definizione nell'ambito dello IAS 12, dal principio contabile IAS 37, Accantonamenti e Attività potenziali, ovvero in quella situazione in cui risulta più verosimile che il fatto si verifichi piuttosto che il contrario ("more likely than not").

Nel presupposto della continuità aziendale, l'iscrizione della fiscalità differita è stata quindi valutata sulla base della metodologia sviluppata nei precedenti esercizi (probability test) anche con il supporto di professionisti esterni volta a quantificare, sulla base di una serie di assunzioni e ipotesi, quale potrebbero essere le probabilità e le tempistiche di recupero delle DTA iscritte in bilancio.

Le principali assunzioni ed ipotesi alla base del probability test sono le seguenti:

  • Il probability test, è stato eseguito, come già esplicitato a partire dall'esercizio 2018, avendo a riferimento le DTA non suscettibili di trasformazione in crediti di imposta iscritte attualmente in bilancio, pari ad euro 679 milioni. In particolare si ricorda che sono altresì presenti attività per imposte anticipate per euro 379 milioni, derivanti da differenze temporanee deducibili relative a rettifiche di valore su crediti e avviamento, che l'articolo 2, commi da 55 a 57 del D.L. n. 225/2010 consente però di convertire in crediti di imposta in caso di realizzo di perdite fiscali

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e/o civilistiche. La convertibilità delle imposte anticipate in crediti d'imposta si configura pertanto quale sufficiente presupposto per la loro iscrizione, rendendo di fatto implicitamente superato il relativo "probability test" (cfr. documento congiunto Banca d'Italia, Consob e ISVAP n. 5 del 15 maggio 2012, e successivo documento IAS ABI n. 112 del 31 maggio 2012);

  • Il probability test, è stato sviluppato tenendo conto della normativa fiscale tempo per tempo vigente come applicabile alla situazione del Gruppo. In questo particolare contesto, si è ad esempio, già dal periodo di imposta in corso nel 2019, tenuto conto del venir meno del regime del consolidato fiscale di Gruppo e della conseguente diversa modalità di liquidazione dell'imposta sul reddito delle società e conseguente assorbimento delle DTA, a livello individuale piuttosto che a livello complessivo. Sempre nel medesimo contesto, si è tenuto conto del fatto che attualmente la normativa fiscale non prevede limiti temporali al recupero delle imposte anticipate su perdite fiscali e beneficio ACE inutilizzato e che anche il principio contabile non prevede, oltre alla citata verifica del requisito della probabilità di recupero, alcun vincolo temporale predefinito oltre il quale tale requisito debba considerarsi comunque non verificato.
  • Il probability test è stato eseguito, in coerenza con quanto effettuato nel bilancio dell'Amministrazione Straordinaria da parte dei Commissari Straordinari, sulla base delle risultanze dell'aggiornamento del Piano Strategico 2019-2023 dello scorso luglio ipotizzando, per gli anni successivi, redditi imponibili crescenti nel tempo in misura pari al 2% tasso ritenuto e che corrisponde all'obiettivo di inflazione definito dalla BCE e ritenuto rappresentativo del dato di inflazione attesa nel lungo termine e quindi presupponendo un incremento nullo in termini reali sempre nel lungo termine.
  • Tenuto conto del quadro normativo che di fatto non permette di assumere a riferimento per le stime un orizzonte temporale prestabilito (le disposizioni fiscali non prevedono una scadenza per l'utilizzo delle DTA a deconto delle imposte in futuro dovute e il principio IAS 12 non definisce l'orizzonte temporale sul quale l'impresa deve misurare la probabilità di recupero delle DTA), è stato assunto come funzione obiettivo del probability test quella di stimare, con un approccio di natura probabilistica, quali sono i prevedibili tempi di recupero delle DTA con una probabilità superiore al 50%.

Inoltre, considerando l'attuale contesto in cui ha operato la Capogruppo, gli Organi amministrativi hanno ritenuto prudente, sulla base delle informazioni attualmente in possesso, continuare, come già effettuato in passato nel corso dell'Amministrazione Straordinaria, a non iscrivere ulteriori DTA, in particolar modo quelle dipendenti dalla redditività futura e non relative a differenze temporanee (DTA su perdite fiscali), o collegate a fenomeni di particolare rilevanza (ad esempio l'accantonamento per il fondo esuberi) il cui periodo di rigiro fiscale cada in annualità in cui le previsioni di imponibile non siano ancora sufficienti a garantirne l'immediato assorbimento. In particolare le DTA non iscritte in bilancio nel periodo di rendicontazione sono ammontate a livello di Gruppo a circa euro 34 milioni, per un importo complessivo cumulato di DTA non iscritte al 30 giugno 2020, sempre a livello di Gruppo, pari a circa Euro 394 milioni.

Gli esiti del probability test evidenziano come sulla Capogruppo, che assorbe da sola oltre il 97% delle DTA iscritte in bilancio, quelle per IRES 2verrebbero sostanzialmente assorbite entro il 2042. Introducendo invece nel modello ipotesi di volatilità pari al 9% nelle previsioni di reddito imponibile, è stato evidenziato una probabilità pari al 60% di recupero integrale delle DTA fra il 2040 e il 2046 (al 90% entro il 2048).

  • peraltro di tutta evidenza come il prolungamento o l'eventuale possibile peggioramento della situazione macroeconomica, causata dagli effetti dell'epidemia provocata dal coronavirus, costituisca

un elemento di significativa incertezza in merito alla possibilità di realizzazione degli utili previsti dal

  • Per quanto concerne l'IRAP, l'impossibilità di riportare a nuovo gli imponibili negativi rende di fatto la tematica della recuperabilità delle DTA, di per se' di importo contenuto, non particolarmente rilevante. Per le DTA riguardante infine l'addizionale IRES, la sostanziale coincidenza dei meccanismi di calcolo, anche tenendo conto del venir meno del regime del consolidato fiscale, rende i risultati in termini di probabilità di recupero sostanzialmente sovrapponibili a quelli dell'IRES.

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piano strategico nei tempi inizialmente previsti, che deve essere opportunamente considerato per tener conto del possibile manifestarsi di condizioni diverse e deteriori rispetto a quelle attualmente stimabili e conseguentemente considerate per lo sviluppo del probability test.

Tenuto quindi conto che il modello sotteso al probability test del recupero delle DTA si fonda tutt'ora sulle risultanze dell'ultimo Piano Strategico 2019-2023 approvato nel luglio 2019 e quindi su ipotesi delineate prima del manifestarsi della pandemia, al fine di stimarne gli effetti, pur nell'attuale condizione di significativa incertezza, sui tempi di recupero delle attività fiscali iscritte sono state effettuate valutazioni alternative in un'ottica di analisi di sensitività che, oltre ad introdurre nel modello, in sostituzione dei risultati attesi da Piano, le linee previsionali approvate dal CdA del 15 luglio 2020 per i soli anni 2020 e 2021 (che comportano di fatto un effetto positivo in termini di maggiore entità di DTA ex legge 214/2011 immediatamente trasformate in credito di imposta), stimino gli effetti che si genererebbero sulle tempistiche di recupero ipotizzando, in assenza di ulteriori previsioni aggiornate per gli anni successivi al 2021, una riduzione alternativa dell'ordine del 20% e del 40% degli imponibili positivi previsti da Piano Strategico sugli anni 2022 e 2023.

Le citate analisi, evidenziano un allungamento dei tempi di assorbimento dal 2042 al 2045 nell'ipotesi di riduzione del 20%, che slitterebbe ulteriormente al 2052 se l'ipotesi di riduzione fosse del 40%. Introducendo ulteriori ipotesi di volatilità, nelle previsioni di reddito imponibile successivi al 2023 dell'ordine del 9%, si registrerebbe in ipotesi di riduzione del 20% una probabilità del 60% di recupero integrale delle DTA fra il 2043 e il 2051 (al 90% entro il 2054) ed, in ipotesi di riduzione del 40%, rispettivamente fra il 2048 e il 2060 (al 90% entro il 2065).

In considerazione di tutto quanto sopra espresso, ai fini dell'apprezzamento dell'esistenza delle condizioni per la rilevazione delle imposte anticipate, si riepiloga quanto segue:

  1. una parte delle attività fiscali anticipate iscritte, ovvero 379 milioni su un totale di 1.058 milioni è attribuibile alle DTA, regolate dalla Legge 214/2011, che soddisfano, quindi, il requisito della "probabilità" conformemente a quanto precisato nel documento congiunto Banca d'Italia/Ivass/Consob del 15 maggio 2012 e pertanto il test si è concentrato sulla recuperabilità delle restanti DTA (pari a euro 679 milioni, di cui euro 507 milioni basate sulla redditività futura e non riferite a differenze temporanee già interamente dedotte nel calcolo dei fondi propri);
  2. il Piano Strategico approvato dal Collegio dei Commissari Straordinari per il periodo 2019- 2023 nel luglio 2019, pur nella situazione di emergenza legata alla pandemia del Covid-19 e al conseguente rilevante mutamento del contesto macroeconomico attuale e prospettico che potrebbe avere un significativo impatto sulle dinamiche economico-finanziarie del Gruppo Banca Carige, così come originariamente delineate nel Piano, risulta comunque al momento confermato dagli Amministratori in ordine alle azioni previste già dai Commissari volte a riportare la Banca ed il Gruppo in una situazione di redditività e conseguente produzione di imponibili positivi;
  3. ai fini del probability test, la simulazione predisposta è basata sullo sviluppo di proiezioni per gli esercizi successivi al 2023, tenuto conto che il principio non prevede un orizzonte temporale su cui misurare la probabilità di recupero e quindi non consente di assumere a riferimento un intervallo prestabilito;
  4. posto che il modello si sviluppa, per le motivazioni in precedenza citate su periodi non brevi, è ragionevole ipotizzare che anche gli effetti negativi, provocati dall'epidemia di Covid-19, possano essere controbilanciati dagli impatti positivi attesi dalle iniziative prese o in atto come il significativo recente aumento delle erogazioni concesse nell'ambito delle misure previste dai Decreti "Cura Italia" e "Liquidità", le misure di contenimento del costo del credito a seguito del completamento del processo di derisking ed infine l'effetto derivante dalle azioni intraprese negli esercizi precedenti volte al contenimento dei costi;
  5. le DTA oggi rilevate, anche a seguito del blocco della loro iscrizione successivamente al 2018, si riferiscono in larga parte a fattispecie connesse a oneri che la Banca ritiene che non saranno ripetibili nel prossimo futuro, una volta esaurite le azioni specifiche di miglioramento e di efficientamento del Gruppo previste nel citato Piano Strategico. Questo presupposto è

54

richiamato dal principio ove è previsto che il requisito della probabilità debba considerare se le perdite fiscali non utilizzate derivano da cause identificabili che è improbabile che si ripetano.

In conclusione, si ritiene che la simulazione effettuata, inclusiva degli effetti stimati connessi alla riduzione dei redditi imponibili, abbia posto in evidenza quegli elementi che, ai sensi del principio IAS 12, tenuto altresì conto della specifica normativa fiscale vigente in tema di trasformazione delle DTA e di riporto a nuovo delle perdite fiscali, sono idonei per l'apprezzamento della "probabilità".

Di questi, la proiezione, in misura fissa con un aumento del 2% pari esclusivamente all'inflazione attesa, del reddito imponibile previsto dal Piano Strategico per il 2023 (sia nella versione originaria che nelle ipotesi di analisi di sensitività sopra delineate che vedono inoltre la riduzione dei redditi imponibili) agli esercizi successivi e improbabilità della ripetizione delle cause che hanno generato le significative perdite fiscali costituiscono gli elementi fondamentali, nel caso di specie, su cui basare il suddetto apprezzamento (cfr. anche infine le assunzioni già meglio descritte nella Parte B di Nota Integrativa al Bilancio dell'Amministrazione Straordinaria 1/1/2019 - 31/01/2020 a cui si rimanda).

IFRIC 23 - Incertezza sul trattamento ai fini delle imposte sul reddito

Con riferimento ai casi di incertezza sul trattamento fiscale di determinate poste di bilancio, l'Interpretazione IFRIC 23 "Uncertainty over Income Tax Treatments" disciplina i requisiti relativi alla rilevazione e misurazione di cui allo IAS 12 "Imposte sul reddito".

L'IFRIC 23 chiarisce come applicare i requisiti relativi alla rilevazione e alla valutazione di cui allo IAS 12 quando vi è incertezza sul fatto che i trattamenti ai fini dell'imposta sul reddito riservati a talune fattispecie non incontri l'accettazione da parte dell'Autorità Fiscale Pubblica.

In presenza di una tale incertezza occorre determinare se indicare in bilancio le ipotesi, le stime e le decisioni prese nella determinazione dell'imponibile.

Con riferimento a tale materia, il Gruppo non ha identificato specifiche aree di incertezza, per le quali l'applicazione di tale interpretazione, debba determinare effetti nel presente Bilancio consolidato infrannuale abbreviato.

ATTIVITA' MATERIALI

Il valore delle attività immobiliari, in particolare gli immobili dismessi a seguito del piano di chiusura delle filiali, viene periodicamente verificato per individuare eventuali evidenze di impairment.

In tale contesto, ai fini della redazione del presente Bilancio consolidato infrannuale abbreviato, sono state effettuate svalutazioni al patrimonio immobiliare per circa 4,8 mln.

Questa attività di monitoraggio che è costante e che pertanto proseguirà anche nel successivo semestre, sarà per sua natura anche funzionale ad intercettare eventuali perdite di valore che possano derivare dallo scenario pandemico in atto e dalla sua futura evoluzione.

TITOLI DI PROPRIETA'

In sede di predisposizione del presente Bilancio consolidato infrannuale abbreviato, sono state effettuate rettifiche di valore per rischio di credito su titoli HTC e HTC&S pari ad Euro 480 migliaia.

Il Gruppo ha valutato l'adeguatezza dei modelli di business previsti per i titoli di proprietà, con particolare riferimento ai titoli di Stato, e non ha apportato rettifiche agli stessi né ha effettuato riclassificazioni di titoli tra differenti portafogli contabili.

OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE POSTE IN ESSERE DAL GRUPPO BANCA CARIGE NEL PERIODO

Operazione di cartolarizzazione di crediti realizzata tramite il veicolo Lanterna Finance S.r.l. (legge n. 130 del 30 aprile 1999 "Disposizioni sulla cartolarizzazione dei crediti")

L'operazione, avvenuta a giugno 2020, ha riguardato la cessione pro soluto alla società veicolo Lanterna Finance S.r.l. (attualmente partecipata da Banca Carige per una quota del 5%) di contratti di

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finanziamento ipotecari e chirografari in bonis da parte di Banca Carige e Banca del Monte di Lucca per un prezzo complessivo di euro 362.429.916,71.

La società veicolo Lanterna Finance S.r.l. ha emesso titoli senior per euro 225.000.000 (di cui 205.000.000 di classe A1 e 20.000.000 di classe A2) e titoli junior per euro 137.500.000.

I titoli senior e junior sono stati sottoscritti pro-quota dalle Banche cedenti Banca Carige e Banca del Monte di Lucca. I titoli senior A1 hanno ricevuto il rating AA- da S&P e AH da DBRS, i titoli A2 hanno ricevuto il rating Ada S&P e BBBH da DBRS, e sono utilizzati come collaterale per le operazioni di politica monetaria poste in essere dalla Banca Centrale.

A garanzia dei portatori di titoli senior è stata costituita una cash reserve di euro 4,1 milioni. Nell'ambito dell'operazione, Banca Carige e Banca del Monte di Lucca hanno assunto l'incarico di servicer, di corporate servicer e di sottoscrittori dei titoli junior.

L'arranger dell'operazione è Banca IMI S.p.A. (nel frattempo incorporata in Banca Intesa in data 20 luglio u.s.).

Sulla base delle caratteristiche dell'operazione, i crediti oggetto della cessione non sono stati cancellati in quanto sia Banca Carige che Banca del Monte di Lucca hanno mantenuto sostanzialmente tutti i rischi e i benefici delle attività cedute.

INFORMATIVA SUL FAIR VALUE

L'utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi

Il fair value è definito dall'IFRS 13 come il prezzo che dovrebbe essere ricevuto dalla vendita di un'attività o pagato per trasferire una passività in un'ordinaria transazione tra partecipanti al mercato alla data di misurazione.

  • quindi una sorta di valore d'uscita ("exit price") alle condizioni di mercato correnti, sia che il prezzo sia direttamente osservabile sia che sia stimato usando tecniche di valutazione. L'IFRS 13 stabilisce inoltre che ai fair value debba essere associato un determinato livello di una scala gerarchica che prevede, in ordine decrescente di priorità, i seguenti tre livelli:
  • livello 1: il fair value è determinato direttamente in base ai prezzi di mercato osservati in mercati attivi per attività o passività identiche a quelle oggetto di misurazione; particolare enfasi viene data sia alla determinazione del mercato principale o, se assente, del mercato più vantaggioso sia alla possibilità che l'impresa che redige il bilancio possa effettuare l'operazione al prezzo di mercato alla data di misurazione;
  • livello 2: il fair value è calcolato in base a dati di input informativi diversi dai prezzi quotati di cui al livello 1 che sono osservabili direttamente o indirettamente;
  • livello 3: il fair value è calcolato in base a input informativi non osservabili ed è basato su assunzioni che si suppone i partecipanti al mercato effettuerebbero per la determinazione del valore dello

strumento.

Gli input utilizzati per determinare il fair value di uno strumento potrebbero appartenere a livelli diversi della gerarchia del fair value; in tali casi, lo strumento è interamente classificato nello stesso livello di gerarchia in cui è classificato l'input di più basso livello.

Nel caso in cui vengano effettuate rettifiche ad input di livello 2 in misura significativa rispetto al valore complessivo del fair value dello strumento, quest'ultimo è classificato nel livello 3 della gerarchia se tali rettifiche utilizzano significativi input non osservabili.

Rispetto al Bilancio dell'Amministrazione Straordinaria al 31 gennaio 2020 non sono state effettuate modifiche ai criteri di determinazione dei livelli di gerarchia del fair value.

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ATTIVITÀ E PASSIVITÀ VALUTATE AL FAIR VALUE SU BASE RICORRENTE: RIPARTIZIONE PER LIVELLI DI FAIR VALUE

(importi in migliaia di euro)

30/06/20

31/01/20

L1

L2

L3

L1

L2

L3

1.

Attività finanziarie valute al fair value con impatto a conto economico

337

1.517

157.673

628

20.191

136.654

a)

attività finanziarie detenute per la negoziazione

111

1.517

5

108

1.601

6

c)

altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

226

-

157.668

520

18.590

136.648

2.

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla

1.289.433

-

284.502

499.370

-

284.326

redditività complessiva

3.

Derivati di copertura

-

14.486

-

-

9.087

-

Totale attività finanziarie valutate al fair value

1.289.770

16.003

442.175

499.998

29.278

420.980

1.

Passività finanziarie detenute per la negoziazione

-

1.177

-

-

1.165

-

3.

Derivati di copertura

-

265.018

-

-

266.295

-

Totale passività finanziarie misurate al fair value

-

266.195

-

-

267.460

-

Legenda:

L1 = Livello 1; L2 = Livello 2 L3 = Livello 3

ATTIVITÀ E PASSIVITÀ NON VALUTATE AL FAIR VALUE O VALUTATE AL FAIR VALUE SU BASE NON RICORRENTE

Importi in migliaia di Euro

Voce di bilancio

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

VB = Valore di bilancio

FV = Fair Value

30/06/202031/01/2020

VB

FV

VB

FV

17.586.059

18.344.888

18.551.726

19.478.307

19.950.978

19.484.766

20.072.079

19.862.012

In merito alla valutazione al Fair Value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi, in conseguenza degli impatti per l'emergenza Covid-19, non si rilevano modifiche ai criteri abitualmente adottati.

Per ogni altra informazione sul fair value si rimanda a quanto riportato nella Parte A.4 della Nota integrativa del Bilancio consolidato dell'esercizio di Amministrazione Straordinaria al 31 gennaio 2020.

ALTRI ASPETTI

Il Bilancio consolidato infrannuale abbreviato al 30 giugno 2020 contenuto nella presente Relazione Finanziaria Consolidata è sottoposta a revisione contabile limitata da parte della società di revisione EY S.p.A. come da incarico conferito dall'Assemblea dei Soci del 27 aprile 2011 per il Novennio 2012- 2020.

57

AREA E METODI DI CONSOLIDAMENTO

1. PARTECIPAZIONI IN SOCIETA' CONTROLLATE IN VIA ESCLUSIVA E IN MODO CONGIUNTO

In base ai principi IAS/IFRS l'area di consolidamento comprende tutte le società controllate, direttamente o indirettamente.

Il concetto di controllo applicato è quello fissato dal principio contabile IFRS 10 - Bilancio Consolidato. Alla data di riferimento non sono state individuate società sottoposte a controllo congiunto a cui si applica il principio contabile IFRS 11 - Accordi a controllo congiunto.

In data 18 giugno 2019 è stata costituita la società Abitare RE S.r.l., la cui partecipazione è detenuta al 100% da Carige Reoco S.p.A..

Il 28 maggio 2020 la società Lanterna Consumer S.r.l. ha cambiato denominazione in Lanterna Mortgage S.r.l..

1. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva

Sede

Sede

Tipo di

Rapporto di partecipazione

Disponibilità voti (2) (3)

Denominazioni imprese

rapporto

Impresa

operativa

legale

(1)

partecipante

Quota %

Effettivi %

Potenziali %

A.1 Consolidate integralmente

1.

Banca CARIGE SpA

Genova

Genova

2.

Banca del Monte Lucca SpA

Lucca

Lucca

1

A1.1

69,97

3.

Banca Cesare Ponti SpA

Milano

Milano

1

A1.1

100,00

4.

Centro Fiduciario C.F. SpA in liquidazione

Genova

Genova

1

A1.1

96,95

5.

Argo Mortgage 2 Srl

Genova

Genova

1

A1.1

60,00

6.

Carige Covered Bond Srl

Genova

Genova

1

A1.1

60,00

7.

Carige Covered Bond 2 Srl

Genova

Genova

1

A1.1

60,00

8.

Lanterna Finance Srl (4)

Genova

Genova

4

A1.1

5,00

9.

Lanterna Lease Srl (4)

Genova

Genova

4

A1.1

5,00

10. Lanterna Mortgage Srl (4) (5)

Genova

Genova

4

A1.1

5,00

11. Carige Reoco SpA

Genova

Genova

1

A1.1

100,00

12. Abitare R.E. Srl

Genova

Genova

1

A1.11

100,00

Legenda

  1. Tipo di rapporto:
    1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria
    2 = influenza dominante nell'assemblea ordinaria
    3 = accordi con altri soci
    4 = altre forme di controllo
    5 = direzione unitaria ex art. 26, comma 1, del "decreto legislativo 87/92"
    6 = direzione unitaria ex art. 26, comma 2, del "decreto legislativo 87/92"
  2. Disponibilità voti nell'assemblea ordinaria, distinguendo tra effettivi e potenziali
  3. Dato indicato solo se diverso dalla quota di partecipazione
  4. Società veicolo di operazioni di cartolarizzazione controllate in base ai requisiti fissati dall'IFRS 10.
  5. Ex Lanterna Consumer Srl. La società ha cambiato denominazione il 28/05/2020

Con riferimento all'attività svolta, le società controllate possono essere suddivise in bancarie (Banca Carige S.p.A., Banca del Monte di Lucca S.p.A., Banca Cesare Ponti S.p.A.), società fiduciaria (Centro Fiduciario CF S.p.A. in liquidazione), società veicolo di cartolarizzazione (Argo Mortgage 2 S.r.l., Lanterna Finance S.r.l., Lanterna Lease S.r.l. e Lanterna Mortgage S.r.l.), società veicolo per operazioni di emissione di covered bond (Carige Covered Bond S.r.l. e Carige Covered Bond 2 S.r.l.) e società strumentali (Carige Reoco S.p.A. e Abitare R.E. S.r.l.).

Con riferimento alle società veicolo Argo Mortgage 2 S.r.l., Lanterna Finance S.r.l., Lanterna Lease S.r.l., Lanterna Mortgage S.r.l., Carige Covered Bond S.r.l. e Carige Covered Bond 2 S.r.l. si fa presente che per tutte si è proceduto al consolidamento con il metodo integrale. Non si è proceduto alla

58

cancellazione dei crediti dai bilanci dei rispettivi cedenti né per le operazioni di cartolarizzazione né con riferimento alle cessioni finalizzate all'emissione di covered bond in quanto il Gruppo ha trattenuto sostanzialmente i relativi rischi e benefici connessi.

Il Bilancio consolidato infrannuale abbreviato è stato predisposto utilizzando i reporting packages al 30 giugno 2020 predisposti dalla Capogruppo e dalle altre società consolidate, tenuto altresì conto del periodo di rendicontazione 1° febbraio - 30 giugno 2020, approvati dai rispettivi Organi Amministrativi e redatti secondo gli IAS/IFRS omologati e in vigore alla data di riferimento e secondo le istruzioni fornite dalla Capogruppo.

Sono state incluse nell'area di consolidamento tutte le società controllate. Sono state invece escluse dall'area di consolidamento le società non partecipate per le quali si sono ricevute azioni in pegno con diritto di voto, in quanto la garanzia ottenuta è stata intesa come strumento di tutela del credito e non come strumento per influenzare la gestione delle società in esame.

2. ALTRE INFORMAZIONI

Le partecipazioni collegate, e quindi sottoposte ad influenza notevole, sono state valutate con il metodo del patrimonio netto.

Si segnala che con riferimento all'Autostrada dei Fiori è stato utilizzato l'ultimo reporting package approvato dal Consiglio di Amministrazione della stessa in base ai principi contabili IAS/IFRS con data riferimento 30 giugno 2020.

P artecipazioni in s ocietà sottopos te a influenza rilevante (consolidate con il metodo del patrimonio netto)

S ede

S ede

R apporto di partecipazione

Denominazioni imprese

Disponibilità voti

operativa

legale

Impres a partecipante

Quota %

E ffettivi %

P otenziali %

A. Imprese consolidate con il metodo

del patrimonio netto

1. Autos trada dei Fiori S pa

Torino

Imperia

Banca Carige S pA

20,62

Con riferimento alle società su cui si esercita un'influenza rilevante è stata mantenuta la valutazione al costo, in base ai principi generali dettati dal framework, per quelle ritenute non rilevanti.

P artecipaz ioni in s ocietà s ottopos te a influenz a rilevante ma es clus e dal metodo del patrimonio netto

S ede

S ede

R apporto di partecipaz ione

Dis ponibilità voti

Denominaz ioni impres e

Impres a

operativa

legale

partecipante

Quota %

E ffettivi %

P otenz iali %

1. Nuova E rz elli S rl

Genova

Genova

B anca Carige S pA

40,00

59

EVENTI SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DEL PERIODO

Successivamente al 30 giugno 2020 Banca Carige, AMCO S.p.A. (AMCO), operatore nel settore degli NPE, Marinvest S.r.l. (Marinvest) e la Società Ignazio Messina & Co. S.p.A. (Gruppo Messina), hanno perfezionato gli accordi di risanamento del Gruppo Messina, condizione necessaria affinché la Banca potesse cedere in via definitiva una parte dei crediti vantati nei confronti del Gruppo Messina ad AMCO per un valore lordo complessivo (GBV) al 30 giugno 2020 pari a euro 324,3 milioni.

La Newco Ro.Ro. Italia S.p.A., controllata da Marinvest (52%) e dal Gruppo Messina (48%), si è accollata la restante esposizione di Carige vantata nei confronti del Gruppo Messina e costituita da mutui navali.

Nel mese di agosto 2020 la Banca, in linea con quanto previsto dal Piano Strategico (cessione delle quote di Banca d'Italia in eccesso rispetto alla partecipazione del 3% fruttifera di dividendi), ha ceduto numero 200 quote di partecipazione al capitale della Banca d'Italia del valore nominale di Euro 25.000 ciascuna a Banca di Verona Società Cooperativa per Azioni - Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea - ad un prezzo pari al valore nominale complessivo di Euro 5 milioni coincidente altresì con il costo storico. Dopo questa cessione, pari allo 0,07% del capitale della Banca d'Italia, il Gruppo Carige detiene ancora 10.295 quote, pari al 3,43%.

60

I RISULTATI ECONOMICI

Si segnala che i dati indicati a fini comparativi nello schema di conto economico sono desunti dalla "Relazione sulla situazione patrimoniale ed economica consolidata al 30 giugno 2019" redatta su base volontaria ed approvata dai Commissari Straordinari nella seduta del 12 agosto 2019, mentre i dati economici al 30 giugno 2020 sono riferiti ad un periodo di 5 mesi (01.02.2020 - 30.06.2020). Le variazioni vengono pertanto presentate solo in termini assoluti ed esprimono variazioni riferite a periodi non comparabili.

Al 30 giugno 2020 il conto economico evidenzia un risultato netto negativo relativo a 5 mesi per 97,8 milioni, rispetto al risultato negativo per 428,5 milioni di giugno 2019 (periodo di 6 mesi)1. Tale risultato incorpora gli effetti delle stime che la Banca ha adottato riguardo le potenziali conseguenze sulla determinazione della perdita attesa del portafoglio creditizio connesse alla pandemia di Covid-19 esplosa in Italia nei primi mesi dell'anno e tuttora in corso.

CONTO ECONOMICO(importi in migliaia di euro)

S ituaz ione

V ariaz ione

01/02/2020

1 S E M. 2019

As s oluta

- 30/06/2020

10.

Interes s i attivi e proventi as s imilati

119.755

178.826

(59.071)

di cui: interes s i attivi calcolati con il metodo dell'interes s e effettivo

126.942

179.578

(52.636)

20.

Interes s i pas s ivi e oneri as s imilati

(71.889)

(112.131)

40.242

30.

MARGINE DI INTERESSE

47.866

66.695

(18.829)

40.

Commis s ioni attive

92.293

122.434

(30.141)

50.

Commis s ioni pas s ive

(10.109)

(18.029)

7.920

60.

COMMISSIONI NETTE

82.184

104.405

(22.221)

70.

Dividendi e proventi s imili

10.580

10.463

117

80.

R is ultato netto dell'attività di negoz iaz ione

2.731

10.062

(7.331)

90.

R is ultato netto dell'attività di copertura

(630)

1.762

(2.392)

100.

Utili (P erdite) da ces s ione o riacquis to di:

5.581

(259)

5.840

a) attività finanz iarie valutate al cos to ammortiz z ato

5.506

(461)

5.967

b) attività finanz iarie valutate al fair value con impatto s ulla redditività comples s iva

-

39

(39)

c) pas s ività finanz iarie

75

163

(88)

110.

R is ultato netto delle altre attività e pas s ività finanz iarie valutate al fair value con impatto a conto

(83)

9.558

(9.641)

economico

b) altre attività finanz iarie obbligatoriamente valutate al fair value

(83)

9.558

(9.641)

120.

MARGINE D'INTERMEDIAZIONE

148.229

202.686

(54.457)

130.

R ettifiche/ripres e di valore nette per ris chio di credito di:

(53.442)

(317.281)

263.839

a) attività finanz iarie valutate al cos to ammortiz z ato

(53.319)

(317.282)

263.963

b) attività finanz iarie valutate al fair value con impatto s ulla redditività comples s iva

(123)

1

(124)

140.

Utili/perdite da modifiche contrattuali s enz a cancellaz ioni

379

367

12

150.

RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA

95.166

(114.228)

209.394

180.

RISULTATO NETTO DELLA GESTIONE FINANZIARIA E ASSICURATIVA

95.166

(114.228)

209.394

190.

S pes e amminis trative

(179.375)

(243.127)

63.752

a) s pes e per il pers onale

(96.313)

(131.605)

35.292

b) altre s pes e amminis trative

(83.062)

(111.522)

28.460

200.

Accantonamenti netti ai fondi per ris chi e oneri

(6.200)

(82.237)

76.037

a) impegni e garanz ie rilas ciate

1.942

3.313

(1.371)

b) altri accantonamenti netti

(8.142)

(85.550)

77.408

210.

R ettifiche/ripres e di valore nette s u attività materiali

(14.047)

(30.145)

16.098

220.

R ettifiche/ripres e di valore nette s u attività immateriali

(4.821)

(3.545)

(1.276)

230.

Altri oneri/proventi di ges tione

22.177

25.183

(3.006)

240.

COSTI OPERATIVI

(182.266)

(333.871)

151.605

250.

Utili (P erdite) delle partecipaz ioni

898

3.879

(2.981)

280.

Utili (P erdite) da ces s ione di inves timenti

51

57

(6)

290.

UTILE (PERDITA) DELLA OPERATIVITÀ CORRENTE AL LORDO DELLE IMPOSTE

(86.151)

(444.163)

358.012

300.

Impos te s ul reddito di periodo dell'operatività corrente

(11.935)

2.285

(14.220)

310.

UTILE (PERDITA) DELLA OPERATIVITÀ CORRENTE AL NETTO DELLE IMPOSTE

(98.086)

(441.878)

343.792

320.

Utile (P erdita) delle attività operative ces s ate al netto delle impos te

1

9.768

(9.767)

330.

UTILE (PERDITA) DI PERIODO

(98.085)

(432.110)

334.025

340.

Utile (P erdita) di periodo di pertinenz a di terz i

(315)

(3.579)

3.264

350.

UTILE (PERDITA) DI PERIODO DI PERTINENZA DELLA CAPOGRUPPO

(97.770)

(428.531)

330.761

In dettaglio, il margine d'interesse ammonta a 47,9 milioni (66,7 milioni a giugno 2019). In particolare, per quanto riguarda le attività e passività valutate al costo ammortizzato il margine di interesse da clientela ammonta a 109,2 milioni, mentre quello da banche è negativo per 2,4 milioni.

1 Il risultato semestrale 2019 comprendeva diverse componenti non ricorrenti.

61

Gli interessi attivi sono pari a 119,8 milioni, mentre quelli passivi si attestano a 71,9 milioni. La contrazione del Margine d'interesse è principalmente ascrivibile alla riduzione degli interessi verso clientela determinata sia da una minore redditività, sia da una consistente flessione delle masse ulteriormente ampliata dal progressivo derisking dell'attivo; tale andamento è stato solo parzialmente controbilanciato dalla riduzione degli interessi passivi connessi ai Titoli in circolazione che comprendeva nel 2019 oneri relativi ad un prestito subordinato Tier 2 emesso nel novembre 2018 che per tasso (16% vs 8,25%) e dimensione (320 milioni vs 200 milioni) risultava più oneroso rispetto a quello emesso nel dicembre 2019 nell'ambito del complessivo Rafforzamento Patrimoniale.

INTERESSI ATTIVI (importi in migliaia di euro)

Situazione

Variazione

01/02/2020

1 SEM. 2019

Assoluta

- 30/06/2020

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico:

535

1.691

(1.156)

- attività finanziarie detenute per la negoziazione

18

325

(307)

- altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value

517

1.366

(849)

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla

redditività

164

1

163

complessiva

126.063

187.502

(61.439)

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato:

- crediti verso banche

138

154

(16)

- crediti verso clientela

125.925

187.348

(61.423)

Derivati di copertura

(11.430)

(12.501)

1.071

Altre attività

2.660

1.562

1.098

Passività finanziarie

1.763

571

1.192

Totale interessi attivi

119.755

178.826

(59.071)

INTERESSI PASSIVI (importi in migliaia di euro)

Situazione

Variazione

01/02/2020

1 SEM. 2019

Assoluta

- 30/06/2020

Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

52.981

85.741

(32.760)

- debiti verso banche centrali

-

1.288

(1.288)

- debiti verso banche

2.579

5.846

(3.267)

- debiti verso clientela

16.774

19.260

(2.486)

- titoli in circolazione

33.628

59.347

(25.719)

Altre passività e fondi

209

177

32

Derivati di copertura

10.272

20.471

(10.199)

Attività finanziarie

8.427

5.742

2.685

Totale interessi passivi

71.889

112.131

(40.242)

Le commissioni nette sono pari a 82,2 milioni rispetto ai 104,4 milioni di giugno 2019.

Le commissioni attive sono pari a 92,3 milioni, in generica contrazione rispetto all'anno precedente prevalentemente per le commissioni da tenuta e gestione dei conti correnti, dei servizi di incasso e pagamento e delle commissioni per distribuzione di prodotti di terzi. Tale contrazione è strettamente connessa alla peculiare situazione indotta dal lockdown che ha inciso sul comportamento dei clienti e sulla piena realizzazione della spinta commerciale.

Le commissioni passive ammontano a 10,1 milioni rispetto ai 18 milioni di giugno 2019. La loro contrazione è ascrivibile prevalentemente agli oneri connessi alla garanzia statale concessa sulle due emissioni obbligazionarie emesse nel corso del primo trimestre 2019 (2 emissioni da 1 miliardo ciascuna) di cui una rimborsata nel gennaio 2020.

62

COMMISSIONI ATTIVE (importi in migliaia di euro)

S ituaz ione

V ariaz ione

01/02/2020

1 S E M. 2019

As soluta

- 30/06/2020

Garanzie rilas ciate

2.055

3.080

(1.025)

S ervizi di gestione, intermediazione e consulenza:

35.827

45.558

(9.731)

1.

Negoziazione di strumenti finanziari

84

19

65

2.

Negoziazione di valute

417

804

(387)

3.

Gestioni di portafogli

902

1.072

(170)

4.

Custodia e amministrazione di titoli

706

756

(50)

6.

Collocamento di titoli

16.308

18.797

(2.489)

7.

Attività di ricezione e trasmissione di ordini

1.846

1.943

(97)

8.

Attività di consulenza

9

16

(7)

9.

Distribuzione di servizi di terzi

15.555

22.151

(6.596)

- gestioni di portafogli

885

1.037

(152)

- prodotti assicurativi

9.616

12.992

(3.376)

- altri prodotti

5.054

8.122

(3.068)

S ervizi di incass o e pagamento

13.907

19.468

(5.561)

S ervizi per operazioni di factoring

226

332

(106)

Tenuta e gestione dei conti correnti

27.512

47.000

(19.488)

Altri s ervizi

12.766

6.996

5.770

Totale commissioni attive

92.293

122.434

(30.141)

COMMISSIONI PASSIVE (importi in migliaia di euro)

S ituaz ione

V ariaz ione

01/02/2020

1 S E M. 2019

As soluta

- 30/06/2020

Garanz ie ricevute

3.596

7.606

(4.010)

S erviz i di ges tione e intermediaz ione

578

754

(176)

1. Negoziazione di strumenti finanziari

121

53

68

3. Gestione portafogli

65

67

(2)

4. Custodia e amministrazione di titoli

388

629

(241)

5. Collocamento di strumenti finanziari

4

5

(1)

S erviz i di incas so e pagamento

3.137

3.755

(618)

Altri s erviz i

2.798

5.914

(3.116)

Totale commissioni passive

10.109

18.029

(7.920)

La gestione delle poste finanziarie2 fornisce un contributo complessivamente positivo per 12,7 milioni.

In particolare i dividendi, riconducibili principalmente alla partecipazione in Banca d'Italia, sono pari a 10,6 milioni (10,5 milioni a giugno 2019), il risultato netto dell'attività di negoziazione è positivo per 2,7 milioni (10,1 milioni a giugno 2019) e il risultato netto dell'attività di copertura è negativo per 630 mila euro (positivo per 1,8 milioni a giugno 2019).

RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITA' DI NEGOZIAZIONE (importi in migliaia di euro)

Variazione

01/02/2020

1 SEM. 2019

Assoluta

- 30/06/2020

Titoli di debito

921

48

873

Totale titoli di capitale, di debito e OICR

921

48

873

Derivati finanziari

(43)

(226)

183

Differenze di cambio

693

14.998

(14.305)

Altre attività/passività finanziarie di negoziazione

1.160

(4.758)

5.918

Totale risultato netto dell'attività di negoziazione

2.731

10.062

(7.331)

L'utile da cessione di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato si attesta a 5,5 milioni, totalmente riconducibili alla cessione di BTP detenuti nel portafoglio Held To Collect.

Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico è negativo per 83 mila euro rispetto al risultato positivo per 9,6 milioni di giugno 2019.

2 Voci 70, 80, 90, 100 b), c) e 110 del Conto Economico

63

Il margine d'intermediazione si attesta pertanto a 148,2 milioni (202,7 milioni a giugno 2019).

Le rettifiche di valore nette per rischio di credito sono pari a 53,4 milioni ed incorporano le previsioni di impatto sulla perdita attesa del portafoglio creditizio connessi alla pandemia di Covid-19 per un importo stimato pari a circa 25 milioni. Il saldo al 30 giugno 2019 rifletteva gli effetti dello stato avanzamento dell'operazione Hydra, che nel corso dell'esercizio ha permesso la cessione quasi totale del portafoglio deteriorato del Gruppo, ed in particolare della probabilità di realizzazione associata alla stessa.

RETTIFICHE NETTE PER RISCHIO DI CREDITO (importi in migliaia di euro)

S ituaz ione

V ariaz ione

01/02/2020

1 S E M. 2019

As s oluta

- 30/06/2020

Attività finanz iarie valutate al cos to ammortiz z ato:

53.319

317.282

(263.963)

1.

Crediti vers o banche

680

610

70

2.

Crediti vers o clientela

52.468

316.672

(264.204)

3.

T itoli di debito

171

-

171

Attività

finanz iarie

valutate al fair value

con

impatto

s ulla redditività

123

(1)

124

comples s iva

Totale

rettifiche

di valore nette

su

crediti

e altre poste

53.442

317.281

(263.839)

finanziarie

Il risultato netto della gestione finanziaria risulta pertanto positivo per 95,2 milioni (negativo per 114,2 milioni a giugno 2019).

I costi operativi ammontano a 182,3 milioni (333,9 milioni a giugno 2019). In dettaglio:

  • le spese per il personale ammontano a 96,3 milioni rispetto ai 131,6 milioni di giugno 2019 ed incorporano una contrazione allineata alle aspettative e connessa alle uscite concordate nell'ambito degli accordi sindacali sottoscritti nel 2017 e 2019;
  • le altre spese amministrative ammontano a 83,1 milioni rispetto ai 111,5 milioni a giugno 2019, nonostante lo scoppio della pandemia di Covid-19 abbia comportato maggiori spese di sanificazione e per l'acquisto dei dispositivi di protezione individuale; la voce include gli oneri per la contribuzione al Fondo Nazionale di Risoluzione per 11,2 milioni (10,5 milioni a giugno 2019) e canoni per imposte anticipate per 5,8 milioni (7 milioni giugno 2019).

Gli accantonamenti netti per fondi rischi ed oneri ammontano a 6,2 milioni. Tale voce comprende gli accantonamenti per cause legali e gli oneri stimati per indennizzi che il Gruppo potrebbe essere tenuto a sostenere per il mancato raggiungimento dei target commerciali contrattualizzati, resisi ancora più sfidanti in seguito alla pandemia di Covid-19.

Le rettifiche di valore nette su attività materiali ed immateriali sono pari a 18,9 milioni (33,7 milioni a giugno 2019) ed incorporano una svalutazione pari a 4,8 milioni del portafoglio immobiliare d'investimento.

64

COSTI OPERATIVI(importi in migliaia di euro)

S ituaz ione

V ariaz ione

01/02/2020

1 S E M. 2019

As s oluta

- 30/06/2020

S pes e del pers onale

96.313

131.605

(35.292)

Altre s pes e amminis trative

83.062

111.522

(28.460)

- spese generali

46.414

68.060

(21.646)

- contributo al Fondo di R isoluzione Nazionale e al FITD

11.242

10.549

693

- imposte indirette (1)

19.648

25.935

(6.287)

- canone per DTA

5.758

6.978

(1.220)

Accantonamenti netti ai fondi per ris chi e oneri

6.200

82.237

(76.037)

- impegni e garanzie rilasciate

(1.942)

(3.313)

1.371

- altri accantonamenti netti

8.142

85.550

(77.408)

Ammortamenti s u:

18.868

33.690

(14.822)

- immobilizzazioni materiali

14.047

30.145

(16.098)

- immobilizzazioni immateriali

4.821

3.545

1.276

Altri oneri/proventi di ges tione

(22.177)

(25.183)

3.006

Totale costi operativi

182.266

333.871

(151.605)

del Conto Economico "A ltri Proventi/Oneri di Ges tione".

Gli altri proventi netti di gestione evidenziano un valore pari a 22,2 milioni (25,2 milioni a giugno 2019).

La voce comprende anche le risultanze dell'operatività di REOCO S.p.A., avviata nel corso del 2019, con riferimento alla gestione degli immobili da questa detenuti.

ALTRI PROVENTI E ONERI DI GESTIONE (importi in migliaia di euro)

S ituaz ione

V ariaz ione

01/02/2020

1 S E M. 2019

As s oluta

- 30/06/2020

Fitti e canoni attivi

1.478

1.416

62

Addebiti a carico di terz i:

18.996

26.137

(7.141)

recuperi s pes e is truttoria

3.127

5.772

(2.645)

recuperi di impos te (1)

15.756

20.213

(4.457)

premi di as s icuraz ione clientela

113

152

(39)

Utile da vendita attività materiali clas s ificate come rimanenz e (IAS 2)

863

502

361

Altri proventi

3.971

5.305

(1.334)

Totale altri proventi

25.308

33.360

(8.052)

P erdite per caus e legali

(1.079)

(4.920)

3.841

S pes e manut. ord. immobili inves timento

(29)

(108)

79

Amm.to s pes e per migliorie beni di terz i

(84)

(107)

23

Oneri per operaz ioni di covered bond e cartolariz z az ioni

(714)

(1.158)

444

Altri oneri

(1.225)

(1.884)

659

Totale altri oneri

(3.131)

(8.177)

5.046

Totale proventi netti

22.177

25.183

(3.006)

(1) L a v oce è cos tituita dalle impos te recuperate dalla clientela il cui cos to è

es pos to alla s ottov oce 180 b)

del Conto Economico "A ltre s pes e

amminis trativ e".

Considerando quanto descritto sopra e tenuto conto degli utili delle partecipazioni e da cessione di investimenti, pari complessivamente a 949 mila euro, il risultato lordo dell'operatività corrente è negativo per 86,2 milioni (negativo per 444,2 milioni a giugno 2019).

Considerate imposte di competenza per 11,9 milioni, la perdita di periodo si attesta a 98,1 milioni.

65

Al netto della perdita di periodo di pertinenza di terzi, il risultato netto di pertinenza della Capogruppo è negativo per 97,8 milioni (negativo per 428,5 milioni a giugno 2019).

Includendo le componenti reddituali rilevate direttamente a patrimonio netto la redditività complessiva di pertinenza della Capogruppo è negativa per 90,1 milioni.

66

L'ATTIVITA' DI INTERMEDIAZIONE E GLI AGGREGATI PATRIMONIALI

Si segnala che i dati indicati a fini comparativi nelle tabelle che seguono sono riferiti al bilancio della procedura di Amministrazione Straordinaria chiusa al 31 gennaio 2020. Tale procedura ha riguardato il periodo 1° gennaio 2019 - 31 gennaio 2020 (13 mesi).

ATTIVO (importi in migliaia di euro)

Situazione al

Variazione

30/06/2020

31/01/2020

Assoluta

%

10.

CASSA E DISPONIBILITÀ LIQUIDE

259.221

256.660

2.561

1,0

20.

ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A

159.527

157.473

2.054

1,3

CONTO ECONOMICO

20. a)

ATTIVITÀ FINANZIARIE DETENUTE PER LA NEGOZIAZIONE

1.633

1.715

(82)

(4,8)

20. c)

ALTRE ATTIVITÀ FINANZIARIE OBBLIGATORIAMENTE VALUTATE AL

157.894

155.758

2.136

1,4

FAIR VALUE

30.

ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO

1.573.935

783.696

790.239

SULLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA

40.

ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO

17.586.059

18.551.726

(965.667)

(5,2)

40. a)

CREDITI VERSO BANCHE

5.011.718

4.544.378

467.340

10,3

40. b)

CREDITI VERSO CLIENTELA

12.574.341

14.007.348

(1.433.007)

(10,2)

50.

DERIVATI DI COPERTURA

14.486

9.087

5.399

59,4

70.

PARTECIPAZIONI

99.051

98.153

898

0,9

90.

ATTIVITÀ MATERIALI

868.755

883.261

(14.506)

(1,6)

100.

ATTIVITÀ IMMATERIALI

80.237

78.441

1.796

2,3

110.

ATTIVITÀ FISCALI

1.596.696

1.664.189

(67.493)

(4,1)

110. a)

CORRENTI

539.158

587.960

(48.802)

(8,3)

110. b)

ANTICIPATE

1.057.538

1.076.229

(18.691)

(1,7)

130.

ALTRE ATTIVITÀ

280.652

231.549

49.103

21,2

TOTALE DELL'ATTIVO

22.518.619

22.714.235

(195.616)

(0,9)

PASSIVO E PATRIMONIO NETTO (importi in migliaia di euro)

Situazione al

Variazione Assoluta

30/06/2020

31/01/2020

Assoluta

%

10.

PASSIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL COSTO AMMORTIZZATO

19.950.978

20.072.079

(121.101)

(0,6)

10. a)

DEBITI VERSO BANCHE

3.455.144

3.999.981

(544.837)

(13,6)

10. b)

DEBITI VERSO LA CLIENTELA

12.418.235

11.819.364

598.871

5,1

10. c)

TITOLI IN CIRCOLAZIONE

4.077.599

4.252.734

(175.135)

(4,1)

20.

PASSIVITÀ FINANZIARIE DI NEGOZIAZIONE

1.177

1.165

12

1,0

40.

DERIVATI DI COPERTURA

265.018

266.295

(1.277)

(0,5)

60.

PASSIVITÀ FISCALI

26.509

10.762

15.747

60. a)

CORRENTI

20.337

5.068

15.269

60. b)

DIFFERITE

6.172

5.694

478

8,4

80.

ALTRE PASSIVITÀ

457.609

430.598

27.011

6,3

90.

TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DEL PERSONALE

40.048

42.796

(2.748)

(6,4)

100.

FONDI PER RISCHI E ONERI:

267.146

290.599

(23.453)

(8,1)

100. a)

IMPEGNI E GARANZIE RILASCIATE

22.694

24.636

(1.942)

(7,9)

100. b)

QUIESCENZA E OBBLIGHI SIMILI

27.181

29.073

(1.892)

(6,5)

100. c)

ALTRI FONDI PER RISCHI E ONERI

217.271

236.890

(19.619)

(8,3)

120.

RISERVE DA VALUTAZIONE

(83.469)

(91.146)

7.677

(8,4)

150.

RISERVE

(845.735)

24.257

(869.992)

160.

SOVRAPPREZZI DI EMISSIONE

623.958

623.958

-

-

170.

CAPITALE

1.915.164

1.915.164

-

-

180.

AZIONI PROPRIE (-)

(15.572)

(15.572)

-

-

190.

PATRIMONIO DI PERTINENZA DI TERZI (+/-)

13.558

13.057

501

3,8

200.

UTILE (PERDITA) DEL PERIODO (+/-)

(97.770)

(869.777)

772.007

(88,8)

TOTALE DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO

22.518.619

22.714.235

(195.616)

(0,9)

Al 30 giugno 2020 il totale delle Attività Finanziarie Intermediate (AFI) - raccolta diretta ed indiretta - è pari a 38.766,2 milioni, in aumento dell'1,2% rispetto a gennaio 2020, principalmente per la dinamica della raccolta diretta che si dimensiona in 16.495,8 milioni; la raccolta indiretta risulta sostanzialmente stabile e si attesta a 22.270,4 milioni (+0,2%). Quest'ultima rappresenta il 57,4% delle AFI ed è composta per il 49,1% da risparmio gestito e per il 50,9% da risparmio amministrato.

67

ATTIVITA' FINANZIARIE INTERMEDIATE (importi in migliaia di euro)

Situazione al

Variazione

30/06/2020

31/01/2020

assoluta

%

Totale (A+B)

38.766.221

38.296.934

469.287

1,2

Raccolta diretta (A) (1)

16.495.834

16.072.098

423.736

2,6

% sul Totale

42,6%

42,0%

Raccolta indiretta (B)

22.270.387

22.224.836

45.551

0,2

% sul Totale

57,4%

58,0%

- Risparmio gestito

10.936.063

11.111.729

(175.666)

(1,6)

% sul Totale

28,2%

29,0%

% sulla Raccolta indiretta

49,1%

50,0%

- Risparmio amministrato

11.334.324

11.113.107

221.217

2,0

% sul Totale

29,2%

29,0%

% sulla Raccolta indiretta

50,9%

50,0%

(1) Voci 10 b), 10 c) e 30 del passivo di stato patrimoniale

La provvista globale, che include la raccolta diretta e i debiti verso banche, ammonta a 19.951 milioni, in diminuzione dello 0,6%, principalmente per la componente dei debiti verso banche che diminuiscono di 501,7 milioni in seguito alla riduzione della raccolta presso BCE tramite i programmi TLTRO II e III.

La raccolta diretta invece risulta in crescita del 2,6% e si attesta a 16.495,8 milioni.

Più in dettaglio, la raccolta diretta retail, pari a 12.476 milioni, risulta in aumento da gennaio 2020 del 3,9%, mentre quella institutional, pari a 4.019,8 milioni è in diminuzione rispetto ai 4.061,2 milioni di gennaio 2020 (-1%).

Nell'ambito della raccolta diretta, i debiti verso clientela sono pari a 12.418,2 milioni, in aumento del 5,1%, principalmente per la positiva dinamica dei conti correnti e depositi a vista che rappresentano l'86% dell'aggregato e si attestano a 10.675,6 milioni.

I titoli in circolazione si attestano a 4.077,6 milioni in diminuzione del 4,1% rispetto ai 4.252,7 milioni di gennaio 2020, in seguito alle scadenze avvenute nel corso del periodo.

I debiti verso banche ammontano a 3.455,1 milioni rispetto ai 4.000 milioni di gennaio 2020. L'ammontare complessivo del rifinanziamento con BCE (TLTRO II e III) risulta pari a 2.998,3 milioni.

68

PROVVISTA (importi in migliaia di euro)

S ituaz ione al

V ariaz ione

30/06/2020

31/01/2020

As s oluta

%

Totale (A + B)

19.950.978

20.072.079

(121.101)

(0,6)

Raccolta diretta (A)

16.495.834

16.072.098

423.736

2,6

Debiti vers o clientela

12.418.235

11.819.364

598.871

5,1

conti correnti e depos iti a vis ta

10.675.613

9.944.656

730.957

7,4

depos iti a s cadenz a

1.528.334

1.669.592

(141.258)

(8,5)

finanz iamenti

2.121

2.311

(190)

(8,2)

debiti per leas ing

56.399

58.426

(2.027)

(3,5)

altra raccolta

155.768

144.379

11.389

7,9

Titoli in circolaz ione

4.077.599

4.252.734

(175.135)

(4,1)

obbligaz ioni

4.077.132

4.252.128

(174.996)

(4,1)

altri titoli

467

606

(139)

(22,9)

breve termine

11.333.752

10.693.043

640.709

6,0

% s ul T otale

68,7

66,5

medio/lungo termine

5.162.082

5.379.055

(216.973)

(4,0)

% s ul T otale

31,3

33,5

Debiti verso banche (B)

3.455.144

3.999.981

(544.837)

(13,6)

Debiti vers o banche centrali

2.998.267

3.500.000

(501.733)

(14,3)

Conti correnti e depos iti a vis ta

8.792

8.402

390

4,6

P ronti contro termine

227.923

252.813

(24.890)

(9,8)

Finanz iamenti

211.840

229.895

(18.055)

(7,9)

Debiti per leas ing

2.124

2.598

(474)

(18,2)

Altri debiti

6.198

6.273

(75)

(1,2)

I dati regionali evidenziano la quota preminente della Liguria pari al 48,3%. La seconda regione per rilevanza è la Toscana con una quota del 13,6% e la terza la Lombardia, con una quota del 10,9%. Al Veneto fa capo una quota del 6,5% e al Lazio del 5,8%. Le altre regioni detengono quote inferiori al 5%.

RACCOLTA DIRETTAAL 30/06/2020 (1)

RACCOLTA DIRETTA AL 31/01/2020 (1)

100%= 12.476 MILIONI

100%= 12.010,9 MILIONI

5,3%

5,0%

Liguria

4,8%

Liguria

4,6%

Toscana

4,8%

Toscana

4,3%

5,6%

Lombardia

5,8%

Lombardia

Veneto

Veneto

Lazio

6,4%

6,5%

48,3%

Lazio

49,7%

Piemonte

Sicilia

Piemonte

Altre

10,9%

Sicilia

11,1%

Altre

(1) Al netto della voce altre poste. 13,6%

13,2%

) Al netto della voce altre poste.

Il 67,9% dei debiti verso clientela è in capo alle famiglie consumatrici con 8.431,7 milioni; la quota delle società non finanziarie e famiglie produttrici (2.027,7 milioni) si attesta al 16,3%. Le società finanziarie e assicurative intermediano 972,4 milioni (7,8% del totale), le istituzioni sociali private 613,7 milioni (4,9% del totale) e le amministrazioni pubbliche 372,7 milioni (3% del totale).

69

RACCOLTA DIRETTA - DISTRIBUZIONE SETTORIALE

(importi in migliaia di euro)

Situazione

al

30/06/2020

31/01/2020

%

%

Amministrazioni pubbliche

372.728

3,0%

369.473

3,1%

Società finanziarie e assicurative

972.413

7,8%

1.190.797

10,1%

Società non finanziarie e famiglie produttrici

2.027.669

16,3%

1.562.508

13,2%

Istituzioni sociali private e unità non class.li

613.749

4,9%

597.939

5,1%

Famiglie consumatrici

8.431.676

67,9%

8.098.647

68,5%

Totale settoriale

12.418.235

100,0%

11.819.364

100,0%

Totale debiti verso clientela

12.418.235

11.819.364

Titoli in circolazione

4.077.599

4.252.734

Totale raccolta diretta

16.495.834

16.072.098

La raccolta indiretta ammonta a 22.270,4 milioni e risulta sostanzialmente stabile nei cinque mesi (+0,2%).

Il risparmio gestito si attesta a 10.936,1 milioni in diminuzione del'1,6%, per l'andamento dei fondi comuni e SICAV che diminuiscono del 3,3% attestandosi a 4.757,4 milioni e dei prodotti bancario- assicurativi che si attestano a 5.887 milioni (-0,8%); le gestioni patrimoniali invece crescono a 291,6 milioni (+12,6%).

Il risparmio amministrato si attesta a 11.334,3 milioni, in aumento del 2% per la dinamica delle gestioni di Amissima Assicurazioni che si attestano a 7.123,5 milioni e risultano in crescita del 6,6%; i titoli di Stato diminuiscono del 3,2% attestandosi a 2.212,3 milioni; le obbligazioni si attestano a 369,5 milioni (-9,6%), mentre le azioni sono pari a 1.629 milioni (-6%).

RACCOLTA INDIRETTA (importi in migliaia di euro)

S ituaz ione al

V ariaz ione

30/06/2020

31/01/2020

as s oluta

%

Totale (A+B)

22.270.387

22.224.836

45.551

0,2

Risparmio gestito (A)

10.936.063

11.111.729

(175.666)

(1,6)

Fondi comuni e S ICAV

4.757.386

4.918.462

(161.076)

(3,3)

Ges tioni patrimoniali

291.630

258.894

32.736

12,6

P rodotti bancario-as s icurativi

5.887.047

5.934.373

(47.326)

(0,8)

Risparmio amministrato (B)

11.334.324

11.113.107

221.217

2,0

Titoli di S tato

2.212.320

2.285.950

(73.630)

(3,2)

Obbligaz ioni

369.480

408.886

(39.406)

(9,6)

Az ioni (1)

1.629.041

1.733.098

(104.057)

(6,0)

Altro

7.123.483

6.685.173

438.310

6,6

(1) In tale aggregato v engono ric ompres e per

916,8 milioni le az ioni Carige c he per la componente ordinaria s ono v aloriz z ate

all'ultimo prez z o di bors a dis ponibile (al 28/12/2018, pari a 0,0015 euro).

Anche nell'ambito della raccolta indiretta, il peso della Liguria risulta preminente e pari al 67,8%; seguono la Lombardia con il 12% e la Toscana con il 6,7%. Le restanti regioni mostrano ciascuna un peso inferiore al 5%.

70

RACCOLTA INDIRETTAAL 30/6/2020

RACCOLTA INDIRETTAAL 31/01/2020

100%= 22.224,8 MILIONI

100%= 22.270,4 MILIONI

2,2%

2,5% 2,1%

2,3%

Liguria

2,2%

2,6%

Lombardia

2,5%

Liguria

4,3% 2,6%

4,2%

Lombardia

Toscana

6,7%

6,8%

Toscana

Veneto

Veneto

Piemonte

12,0%

Piemonte

12,1%

Sicilia

Sicilia

Lazio

67,8%

67,1%

Lazio

Altre

Altre

Quanto alla distribuzione settoriale, le quote dei due principali settori - famiglie consumatrici e società finanziarie e assicurative - registrano, la prima una quota del 58,5% e, la seconda, una quota del 37,1%; la quota delle società non finanziarie e famiglie produttrici si attesta al 3,1%.

RACCOLTA INDIRETTA - DISTRIBUZIONE SETTORIALE (importi in migliaia di euro)

Situazione

al

30/06/2020

31/01/2020

%

%

Amministrazioni pubbliche

143.447

0,6%

156.965

0,7%

Società finanziarie e assicurative

8.262.661

37,1%

7.846.830

35,3%

Società non finanziarie e famiglie produttrici

679.967

3,1%

701.075

3,2%

Istituzioni sociali private e unità non class.li

155.811

0,7%

164.485

0,7%

Famiglie consumatrici

13.028.501

58,5%

13.355.481

60,1%

Totale raccolta indiretta

22.270.387

100,0%

22.224.836

100,0%

I crediti netti verso clientela (voce 40 b) dello Stato Patrimoniale) sono pari a 12.574,3 milioni rispetto ai 14.007,3 milioni di gennaio 2020, principalmente per la contrazione dei PCT e dei titoli di debito sottoscritti. La voce è composta per il 62,4% da mutui.

CREDITI VERSO CLIENTELA VALUTATI AL COSTO AMMORTIZZATO (importi in migliaia di euro)

S ituaz ione al

V ariaz ione

30/06/2020

31/01/2020

As s oluta

%

Conti correnti

846.802

1.008.985

(162.183)

(16,1)

P ronti contro termine attivi

456.919

1.351.835

(894.916)

(66,2)

Mutui

7.846.448

8.023.885

(177.437)

(2,2)

Carte di credito, pres titi pers onali e ces s ioni del quinto

81.682

85.275

(3.593)

(4,2)

Leas ing finanz iario

461.388

476.999

(15.611)

(3,3)

Factoring

56.816

72.587

(15.771)

(21,7)

Altri finanz iamenti

2.052.379

1.729.017

323.362

18,7

Titoli di debito

771.907

1.258.765

(486.858)

(38,7)

Totale

12.574.341

14.007.348

(1.433.007)

(10,2)

Al lordo delle rettifiche di valore ed al netto dei titoli di debito valutati al costo ammortizzato, i crediti verso clientela ammontano a 12.449,6 milioni, in diminuzione del 6,7% rispetto a gennaio 2020.

Non tenendo conto della componente institutional, i crediti lordi verso clientela ordinaria ammontano a 11.405,6 milioni e sono sostanzialmente allineati al valore di gennaio 2020 (+0,4%). Al loro interno diminuisce la componente dei crediti a privati (-1,6% a 5.246,1 milioni) mentre si mantiene sostanzialmente stabile quella a imprese (+0,4% a 5.734,5 milioni).

La componente a breve termine è pari al 16% del totale ed ammonta a 1.986,3 milioni, (-34,6%); la componente a medio-lungo termine ammonta a 10.209,4 milioni (+1,3%). Le sofferenze risultano in aumento a 253,9 milioni (+11,7%).

I crediti verso banche, al netto dei titoli di debito valutati al costo ammortizzato e al lordo di rettifiche di valore per 4,4 milioni, ammontano a 5.016,1 milioni, in aumento rispetto ai 4.548,1 milioni di gennaio 2020; essi sono rappresentati per il 94,3% da crediti a breve termine.

71

Il saldo interbancario netto (differenza tra crediti e debiti verso banche, al netto dei titoli di debito valutati al costo ammortizzato) evidenzia una posizione creditoria per 1.556,6 milioni, rispetto ad una posizione creditoria per 544,4 milioni di gennaio 2020.

CREDITI VALUTATI AL COSTO AMMORTIZZATO (1) (importi in migliaia di euro)

S ituaz ione al

V ariaz ione

30/06/2020

31/01/2020

As s oluta

%

Totale (A+B)

16.814.152

17.292.961

(478.809)

(2,8)

Crediti verso clientela (A)

11.802.434

12.748.583

(946.149)

(7,4)

- E s pos iz ione lorda (2)

12.449.589

13.339.540

(889.951)

(6,7)

conti correnti

816.101

986.004

(169.903)

(17,2)

pronti contro termine

456.950

1.351.990

(895.040)

(66,2)

mutui

7.365.798

7.564.633

(198.835)

(2,6)

carte di credito, pres titi pers onali e

81.821

85.375

(3.554)

(4,2)

ces s ioni del quinto

leas ing

417.042

430.474

(13.432)

(3,1)

factoring

56.780

72.929

(16.149)

(22,1)

altri crediti

2.033.865

1.716.918

316.947

18,5

attività deteriorate

1.221.232

1.131.217

90.015

8,0

- breve termine

1.986.319

3.036.680

(1.050.361)

(34,6)

% s ul valore nominale

16,0

22,8

- medio/lungo termine

10.209.354

10.075.615

133.739

1,3

% s ul valore nominale

82,0

75,5

- S offerenz e

253.916

227.245

26.671

11,7

% s ul valore nominale

2,0

1,7

-R ettifiche di valore (-)

647.155

590.957

56.198

9,5

Crediti verso banche (B)

5.011.718

4.544.378

467.340

10,3

- E s pos iz ione lorda (2)

5.016.131

4.548.110

468.021

10,3

ris erva obbligatoria

4.364.409

3.745.343

619.066

16,5

conti correnti e depos iti a vis ta

18.748

18.840

(92)

(0,5)

pronti contro termine

104.273

119.762

(15.489)

(12,9)

finanz iamenti

515.793

651.362

(135.569)

(20,8)

attività deteriorate

12.908

12.803

105

0,8

-breve termine

4.729.499

4.261.513

467.986

11,0

% s ul valore nominale

94,3

93,7

-medio/lungo termine

286.632

286.597

35

0,0

% s ul valore nominale

5,7

6,3

-R ettifiche di valore (-)

4.413

3.732

681

18,2

  1. Al 30/06/2020, al netto dei titoli di debito valutati al cos to ammortiz z ato pari ad euro 771.907 migliaia (crediti vers o clientela) ed al 31/01/2020, al netto dei titoli di debito valutati al cos to ammortiz z ato pari ad euro 1.258.765 migliaia (crediti vers o clientela).
  2. Al lordo delle rettifiche di valore.

Circa la distribuzione territoriale, la Liguria assorbe il 48,1% dei crediti verso clientela. La Toscana è la seconda regione con una quota dell'11,5%, la Lombardia la terza con una quota del 9,9%.

CREDITI LORDI CLIENTELA AL 30/06/2020(1)

CREDITI LORDI CLIENTELA AL 31/01/2020(1)

100%= 11.992,6 MILIONI

100%= 11.987,6 MILIONI

6,7%

4,9%

6,5%

Liguria

5,1%

Liguria

49,0%

Toscana

5,7%

48,1%

Toscana

5,7%

Lombardia

Lombardia

6,2%

6,1%

Veneto

Veneto

6,7%

Piemonte

6,8%

Piemonte

Emilia Romagna

Emilia Romagna

9,9%

Lazio

9,9%

Lazio

Altre

Altre

11,3%

1) Al netto dei PCT

attivi con finanziarie.

11,5%

(1) Al netto dei PCT attivi con finanziarie.

72

Con riferimento alla distribuzione settoriale, le società non finanziarie e famiglie produttrici detengono il 45,7% dei crediti alla clientela per un totale di 5.483,1 milioni; la quota delle famiglie consumatrici, pari al 39,9%, è in gran parte rappresentata da mutui per l'acquisto di abitazioni. La quota delle amministrazioni pubbliche si attesta all'11%, mentre quella delle società finanziarie e assicurative si attesta al 2,6%.

CREDITI LORDI VERSO CLIENTELA (1) - DISTRIBUZIONE SETTORIALE (importi in migliaia di euro)

S ituazione

al

30/06/2020

31/01/2020

%

%

Amministrazioni pubbliche

1.316.637

11,0%

1.463.253

12,2%

S ocietà finanziarie e assicurative

314.394

2,6%

339.258

2,8%

S ocietà non finanziarie e famiglie produttrici

5.483.108

45,7%

5.148.229

42,9%

Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli

1.144.499

9,5%

1.048.183

8,7%

Attività manifatturiere

1.025.384

8,6%

954.832

8,0%

T rasporto e magazzinaggio

774.872

6,5%

757.972

6,3%

Attività immobiliari

708.648

5,9%

714.948

6,0%

Costruzioni

554.166

4,6%

509.284

4,2%

Altro

1.275.539

10,6%

1.163.010

9,7%

Istituzioni sociali private e unità non class .li

91.189

0,8%

89.812

0,7%

Famiglie consumatrici

4.787.311

39,9%

4.946.998

41,3%

Totale distribuzione settoriale

11.992.639

100,0%

11.987.550

100,0%

P ronti contro termine attivi con finanziarie

456.950

1.351.990

Totale crediti verso clientela

12.449.589

100,0%

13.339.540

100,0%

(1) Importi al lordo delle rettifiche di valore e al netto dei titoli di debito valutati al costo ammortizzato.

I crediti valutati obbligatoriamente al fair value si attestano a 103,9 milioni, rispetto ai 102,7 milioni di gennaio 2020, di cui 75,9 milioni relativi ai crediti verso clientela e 28,1 milioni relativi ai crediti verso banche.

CREDITI VALUTATI OBBLIGATORIAMENTE AL FAIR VALUE (1) (importi in migliaia di euro)

S ituaz ione al

V ariaz ione

30/06/2020

31/01/2020

As s oluta

%

Totale (A+B)

103.948

102.680

1.268

1,2

Crediti verso clientela (A)

75.856

77.534

(1.678)

(2,2)

B onis

75.856

77.534

(1.678)

(2,2)

Crediti verso banche (B)

28.092

25.146

2.946

11,7

B onis

28.092

25.146

2.946

11,7

(1) Al netto dei titoli valutati obbligatoriamente al fair value pari ad euro 53.946 migliaria al 30/06/2020 e 53.078 migliaia al 31/01/2020

I crediti deteriorati per cassa alla clientela valutati al costo ammortizzato ammontano a 1.221,2 milioni, in aumento dell'8% rispetto a gennaio 2020; la corrispondente incidenza dei crediti deteriorati lordi a clientela sul totale dei crediti alla clientela lordi per cassa ("NPE Ratio lordo") si attesta al 9,8%, dato che non considera le positive conseguenze della ristrutturazione e cessione delle esposizioni verso il Gruppo Messina avvenuta successivamente al 30 giugno 2020.

In particolare, le sofferenze lorde relative alla clientela ammontano a 253,9 milioni, in aumento dell'11,7%, rispetto a gennaio 2020 e rappresentano il 2% dell'aggregato di riferimento.

Le inadempienze probabili lorde alla clientela sono pari a 902,1 milioni risultando in diminuzione del 2,6%.

Le esposizioni scadute, che sono interamente ascrivibili alla clientela, ammontano a 65,2 milioni, in aumento rispetto ai 24,6 milioni di gennaio 2020.

La percentuale di copertura dei crediti deteriorati per cassa verso banche e clientela è pari al 44,2%; in particolare, le sofferenze presentano un coverage del 70,7%, le inadempienze probabili del 38,8% e le esposizioni scadute del 18%.

Complessivamente, considerando anche le esposizioni in bonis, le rettifiche di valore sui crediti alla clientela ammontano a 647,2 milioni.

I crediti in bonis sono pari a 16.231,6 milioni (16.743,6 milioni a gennaio 2020) di cui 11.228,4 milioni a clientela (12.208,3 milioni a gennaio 2020) e 5.003,2 milioni verso banche (4.535,3 milioni a gennaio 2020). In dettaglio l'incidenza dei crediti verso clientela è pari all'84,5% per i crediti classificati in stage 1 e 15,5% per quelli classificati in stage 2 (rispettivamente 84,8% e 15,2% a gennaio 2020). I

73

corrispondenti livelli di coverage si attestano a 0,37% per i crediti in stage 1 (0,20% a gennaio 2020) e a 4,03% per i crediti in stage 2 (3,66% a gennaio 2020).

QUALITA' DEI CREDITI VALUTATI AL COSTO AMMORTIZZATO (importi in migliaia di euro)

30/06/20

31/01/20

Esposizione

Rettifiche di

Esposizione

%

Esposizione

Rettifiche di

Esposizione

%

lorda

valore

netta

(b) / (a)

lorda

valore

netta

(b) / (a)

(a)

(b)

(a)-(b)

(a)

(b)

(a)-(b)

Crediti per Cassa

Crediti Deteriorati

S offerenz e

253.916

179.474

74.442

70,7

227.245

158.909

68.336

69,9

- clientela

253.916

179.474

74.442

70,7

227.245

158.909

68.336

69,9

Inadempienz e P robabili

915.000

354.578

560.422

38,8

892.208

342.299

549.909

38,4

- banche

12.908

4.072

8.836

31,5

12.803

3.348

9.455

26,2

- clientela

902.092

350.506

551.586

38,9

879.405

338.951

540.454

38,5

E s pos iz ioni s cadute

65.224

11.740

53.484

18,0

24.567

4.446

20.121

18,1

- clientela

65.224

11.740

53.484

18,0

24.567

4.446

20.121

18,1

Totale Crediti Deteriorati

1.234.140

545.792

688.348

44,2

1.144.020

505.654

638.366

44,2

- banche

12.908

4.072

8.836

31,5

12.803

3.348

9.455

26,2

- clientela

1.221.232

541.720

679.512

44,4

1.131.217

502.306

628.911

44,4

- di cui Forborne

271.116

105.327

165.789

38,8

243.587

89.085

154.502

36,6

Crediti in Bonis

- banche

5.003.223

341

5.002.882

0,0

4.535.307

384

4.534.923

0,0

- clientela

11.228.357

105.435

11.122.922

0,9

12.208.323

88.651

12.119.672

0,7

Totale Crediti in Bonis

16.231.580

105.776

16.125.804

0,7

16.743.630

89.035

16.654.595

0,5

- di cui Forborne

193.366

11.889

181.477

6,1

307.954

14.865

293.089

4,8

Totale Crediti per Cassa

17.465.720

651.568

16.814.152

3,7

17.887.650

594.689

17.292.961

3,3

- banche

5.016.131

4.413

5.011.718

0,1

4.548.110

3.732

4.544.378

0,1

- clientela

12.449.589

647.155

11.802.434

5,2

13.339.540

590.957

12.748.583

4,4

  1. A l 30/06/2020, al netto dei titoli di debito v alutati al cos to ammortiz z ato pari ad euro 771.907 migliaia (crediti v ers o clientela) ed al 31/01/2020, al netto dei titoli di debito v alutati al cos to ammortiz z ato pari ad euro 1.258.765 migliaia (crediti vers o clientela).

Nella distribuzione geografica delle sofferenze la Liguria occupa la prima posizione con una quota pari al 74,8%; la seconda posizione è occupata dalla Lombardia (8,6%).

SOFFERENZE CLIENTELAAL 30/06/2020

SOFFERENZE CLIENTELAAL 31/01/2020

100%= 253,9 MILIONI

100%= 227,2 MILIONI

1,9%

3,7%

1,6%

3,2%

Liguria

3,1%

1,9%

Liguria

2,7%

1,9%

2,8%

2,6%

Lombardia

3,2%

74,8%

Lombardia

3,3%

76,2%

Emilia Romagna

8,5%

Emilia Romagna

8,6%

Toscana

Toscana

Piemonte

Piemonte

Lazio

Lazio

Sicilia

Sicilia

Altre

Altre

La distribuzione per settore evidenzia, per le società non finanziarie e famiglie produttrici, un importo delle sofferenze pari a 124,5 milioni, con una quota del 49%.

Le società finanziarie e assicurative rappresentano il secondo settore per volumi, con una quota pari al 28,3%.

74

SOFFERENZE CLIENTELA (1) - DISTRIBUZIONE SETTORIALE (importi in migliaia di euro)

S ituaz ione

al

30/06/2020

31/01/2020

%

%

Amminis traz ioni pubbliche

898

0,4%

999

0,4%

S ocietà finanz iarie e as s icurative

71.981

28,3%

68.763

30,3%

S ocietà non finanz iarie e famiglie produttrici

124.488

49,0%

105.380

46,4%

Commercio all'ingros s o e al dettaglio; riparaz ione di autoveicoli e motocicli

32.047

12,6%

24.229

10,7%

Attività manifatturiere

29.577

11,6%

26.108

11,5%

Cos truz ioni

21.064

8,3%

18.769

8,3%

Attività immobiliari

13.242

5,2%

12.936

5,7%

Attività dei s erviz i di alloggio e di ris toraz ione

4.991

2,0%

3.881

1,7%

Altro

23.567

9,3%

19.457

8,6%

Is tituz ioni s ociali private e unità non clas s .li

567

0,2%

252

0,1%

Famiglie cons umatrici

55.982

22,0%

51.851

22,8%

Totale sofferenze

253.916

100,0%

227.245

100,0%

(1) Importi al lordo delle rettifiche di valore e al netto dei titoli di debito valutati al cos to ammortiz z ato.

I titoli in portafoglio ammontano a 2.399,9 milioni in aumento del 14,5% rispetto a gennaio 2020. Come evidenziato nella tabella che segue, i titoli di debito (2.100,7 milioni) costituiscono l'87,5% del portafoglio (la voce è prevalentemente costituita da titoli di stato, ma sono iscritti anche titoli emessi da veicoli di cartolarizzazione). I titoli di capitale sono pari a 287,9 milioni. Tra essi, figura la partecipazione del 3,50% nel capitale di Banca d'Italia, per un valore pari a 262,4 milioni. Le quote di O.I.C.R. ammontano a 11,3 milioni.

Al netto della partecipazione in Banca d'Italia, i titoli governativi rappresentano l'81,9% del totale, con una duration finanziaria di 0,8 anni.

Per quanto riguarda l'articolazione prevista dai principi contabili internazionali IAS/IFRS, i titoli valutati al costo ammortizzato sono pari a 771,9 milioni rappresentando il 32,2% del portafoglio titoli; i titoli valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva sono pari a 1.573,9 milioni (65,6% del portafoglio titoli); i titoli obbligatoriamente al fair value sono pari a 53,9 milioni, mentre i titoli detenuti per la negoziazione sono pari a 116 mila.

PORTAFOGLIO TITOLI (importi in migliaia di euro)

S ituaz ione al

Variazione Assoluta

30/06/2020

31/01/2020

Ass oluta

%

Titoli di debito

2.100.693

1.794.625

306.068

17,1

Detenuti per la negoziazione

116

114

2

1,8

Designati al fair value

-

-

-

Obbligatoriamente valutati al fair value

41.902

40.236

1.666

4,1

Valutati al fair value con impatto sulla redditività

1.286.768

495.510

791.258

complessiva

Valutati al costo ammortizzato

771.907

1.258.765

(486.858)

(38,7)

Titoli di capitale

287.878

288.904

(1.026)

(0,4)

Detenuti per la negoziazione

-

-

-

Obbligatoriamente valutati al fair value

711

718

(7)

(1,0)

Valutati al fair value con impatto sulla redditività

287.167

288.186

(1.019)

(0,4)

complessiva

Quote di O.I.C.R.

11.333

12.124

(791)

(6,5)

Detenuti per la negoziazione

-

-

-

Obbligatoriamente valutati al fair value

11.333

12.124

(791)

(6,5)

V alutati al fair value con impatto sulla redditività

-

complessiva

-

-

Totale

2.399.904

2.095.653

304.251

14,5

di cui:

Detenuti per la negoziazione

116

114

2

1,8

Designati al fair value

-

-

-

Obbligatoriamente valutati al fair value

53.946

53.078

868

1,6

Valutati al fair value con impatto sulla redditività

1.573.935

783.696

790.239

complessiva

Valutati al costo ammortizzato

771.907

1.258.765

(486.858)

(38,7)

Al 30 giugno 2020 il valore di bilancio delle esposizioni nei confronti degli Stati Sovrani del Gruppo è pari a 1.755,1 milioni. Dalle tabelle sottostanti si evidenzia come il valore nominale di tali esposizioni risulti pari a 1.702,6 milioni, mentre il fair value risulti essere pari a 1.739,4 milioni.

75

Esposizione totale nei confronti degli Stati Sovrani al 30/06/2020 (importi in migliaia di euro)

Valore nominale

Valore di bilancio

Fair Value

Esposizione verso Paesi UE

Italia

1.702.561

1.755.066

1.739.394

Totale verso Paesi UE

1.702.561

1.755.066

1.739.394

Esposizione verso altri paesi

Argentina

47

-

-

Totale verso altri Paesi

47

-

-

Totale Gruppo Carige

1.702.608

1.755.066

1.739.394

Attività finanziarie

Attività finanziarie

valutate al fair value

valutate al fair value con

con impatto a conto

impatto sulla redditività

economico (IFRS 7

complessiva (IFRS 7 par.

par. 8 lett. a))

8 lett. h))

Attività finanziarie

Totale Valore di

valutate al costo

ammortizzato (IFRS

Bilancio

7 par. 8 lett. f))

Esposizione verso Paesi UE

Italia

21

1.286.768

468.277

1.755.066

Totale verso Paesi UE

21

1.286.768

468.277

1.755.066

Esposizione verso altri paesi

Argentina

-

-

-

-

Totale verso altri Paesi

-

-

-

-

Totale Gruppo Carige

21

1.286.768

468.277

1.755.066

Importi in migliaia di Euro

Il Gruppo non ha esposizioni in strumenti finanziari percepiti dal mercato come rischiosi - così come definiti dalla Raccomandazione emanata il 7 aprile 2008 dal Financial Stability Forum e ripresa dal documento congiunto Banca d'Italia / Consob /Isvap n. 2 del 6 febbraio 2009.

Le partecipazioni ammontano a 99,1 milioni (98,2 milioni a gennaio 2020); esse sono relative ad Autostrada dei Fiori, società sottoposta ad influenza rilevante valutata al patrimonio netto, e a Nuova Erzelli, società valutata al costo.

VARIAZIONI ANNUE DELLE PARTECIPAZIONI (importi in migliaia di euro)

30/06/20

31/01/20

A.

Esistenze iniziali

98.153

99.318

B.

Aumenti

898

11

B .1

Acquis ti

-

11

B .2

R ipres e di valore

-

-

B .3

R ivalutaz ioni

-

-

B .4

Altre variaz ioni

898

-

C.

Diminuzioni

-

1.176

C1.

V endite

-

-

C2.

R ettifiche di valore

-

1.152

C3.

S valutaz ioni

-

-

C4.

Altre variaz ioni

-

24

D.

Rimanenze finali

99.051

98.153

Le attività e passività fiscali sono pari rispettivamente a 1.596,7 milioni e 26,5 milioni. Le attività fiscali per imposte anticipate sono pari a 1.057,5 milioni.

76

I RAPPORTI CON PARTI CORRELATE

Al 30 giugno 2020 i rapporti attivi e passivi con parti correlate (ad eccezione dei compensi ad amministratori e sindaci che vengono pubblicati con cadenza annuale nella nota integrativa al Bilancio Consolidato) sono i seguenti:

RAPPORTI CON AZIONISTI E ALTRI SOGGETTI CHE POSSONO ESERCITARE UNA INFLUENZA NOTEVOLE E CON LE PARTECIPATE (1)

(importi in migliaia di euro)

Attività

Passività

Garanzie

Proventi

Oneri

Dividendi (2)

e impegni

Azionisti Carige e altri s oggetti che poss ono

esercitare una influenza notevole

446

-

-

-

69

-

Imprese s ottopos te a influenza notevole

-

233

51

-

0

-

TOTALE

446

233

51

-

69

-

  1. Non sono stati considerati i rapporti con società controllate facenti parte dell'area di consolidamento.
  2. I dividendi incassati da imprese sottoposte ad influenza notevole elisi nel processo di consolidamento non sono stati indicati.

RAPPORTI CON ALTRE PARTI CORRELATE (importi in migliaia di euro)

Attività

Passività

Garanzie

Proventi

Oneri

Acquisto beni

e impegni

e servizi

1.228

18.820

-

2

14

-

1.228

18.820

-

2

14

-

Complessivamente, l'incidenza dei rapporti con parti correlate risulta dalla tabella seguente:

INCIDENZA DEI RAPPORTI CON PARTI CORRELATE AL 30/06/2020 (importi in migliaia di euro)

Importo rapporti

Importo

Incidenza %

con parti correlate

voce di bilancio

Attivo

Voce 40 b) - Crediti verso clientela

1.228

12.574.341

0,0%

Altre voci dell'attivo

446

9.944.278

0,0%

Passivo

Voce 10 b) - Debiti verso clientela

19.053

12.418.235

0,2%

Altre voci del pas sivo (1)

-

8.590.250

0,0%

Conto economico

Voce 10 - Interes si attivi

2

119.755

0,0%

Voce 20 - Interes si pas sivi

(14)

(71.889)

0,0%

Altre voci positive di conto economico (2)

-

136.633

0,0%

Altre voci negative di conto economico (2)

(69)

(270.649)

0,0%

  1. L 'incidenza è calcolata sulle altre voci del passivo ad esclusione di quelle riferite al patrimonio netto.
  2. L 'incidenza è calcolata sulle altre voci ad esclusione delle imposte e dell'utile/perdita attribuiti ai terzi.

Rientrano nelle altre parti correlate in base allo IAS 24 - Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate - pubblicata nel novembre 2009 (Reg. CE n. 632/2010 del 19/07/2010):

  • dirigenti con responsabilità strategiche dell'entità o della sua controllante, vale a dire coloro che hanno il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della direzione e del controllo delle attività nella Capogruppo, compresi gli Amministratori, i Sindaci, l'Amministratore Delegato o il Direttore Generale e i Dirigenti di Livello 1 di staff o di linea;
  • stretti familiari di uno dei soggetti di cui al punto precedente, vale a dire coloro che ci si attende possano influenzare, o essere influenzati, dal soggetto interessato nei loro rapporti con il gruppo e quindi, solo esemplificativamente, possono includere il convivente e le persone a carico del soggetto interessato o del convivente;
  • soggetti controllati o controllati congiuntamente da uno dei soggetti di cui ai punti precedenti.

77

Si segnalano le seguenti operazioni di maggiore rilevanza con parti correlate e soggetti collegati deliberate nel corso del periodo, rientranti nell'ipotesi di esenzione dall'iter deliberativo previsto dal Regolamento del processo parti correlate e soggetti collegati:

  • il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 26/2/2020 ha deliberato operazioni aventi quali controparti le società Carige Covered Bond S.r.l., Carige Covered Bond 2 S.r.l., Lanterna Finance S.r.l., Lanterna Mortgage S.r.l. (ex Lanterna Consumer S.r.l.), Banca Cesare Ponti S.p.A. e Banca Monte Lucca S.p.A., parti correlate della Carige S.p.A. e soggetti collegati del Gruppo Banca CARIGE; le operazioni, pur essendo di maggiore rilevanza, non sono state soggette all'iter deliberativo previsto dal predetto Regolamento in quanto eseguite tra società tra cui intercorre un rapporto di controllo totalitario ovvero perché nelle operazioni non sono presenti interessi significativi di altre parti correlate;
  • il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 20/5/2020 ha deliberato operazioni aventi quali controparti Lanterna Finance S.r.l., Lanterna Mortgage S.r.l. (ex Lanterna Consumer S.r.l.) e Banca Monte Lucca S.p.A. parti correlate di Banca Carige S.p.A. e soggetti collegati del Gruppo Banca Carige; le operazioni in questione, pur essendo di maggiore rilevanza non sono state soggette all'iter deliberativo previsto dal predetto Regolamento in quanto eseguite tra società tra cui intercorre un rapporto di controllo totalitario ovvero perché nell'operazione non sono presenti interessi significativi di altre parti correlate.

AZIONI PROPRIE, RENDICONTO FINANZIARIO E PATRIMONIO NETTO

Alla data del 30 giugno 2020 la Banca deteneva in portafoglio complessive n. 219.511 azioni proprie oltre a n. 44 vecchie azioni ordinarie del valore nominale unitario di Lire 10.000. La presenza di tali ultime azioni deriva dalla conversione del capitale sociale in Euro, deliberata dall'Assemblea straordinaria del 6 dicembre 2001 e dalla conseguente operazione di frazionamento del capitale: a tutt'oggi non sono infatti state presentate per la conversione almeno n. 6 vecchie azioni ordinarie non dematerializzate e non è stato pertanto possibile procedere agli adempimenti previsti dalla citata delibera, attuabili su una soglia minima di n. 50 vecchie azioni.

Nel corso del periodo non sono state poste in essere operazioni di compravendita di azioni proprie. Quanto al rendiconto finanziario, nel periodo 1° febbraio 2020 - 30 giugno 2020 il Gruppo ha generato liquidità per 2,6 milioni. L'attività operativa ha generato liquidità per 7,6 milioni; in particolare, la gestione ha assorbito un flusso di 9 milioni, le attività finanziarie hanno generato liquidità per 138,9 milioni, le passività finanziarie hanno assorbito liquidità per 122,3 milioni. La liquidità assorbita dall'attività di investimento ammonta a 5 milioni mentre l'attività di provvista non ha né generato, né assorbito liquidità.

Il patrimonio netto al 30 giugno 2020 è pari, dedotte azioni proprie per 15,6 milioni, a 1.496,6 milioni di euro ed è composto da: capitale sociale per 1.915,2 milioni, sovrapprezzi di emissione per 624 milioni, riserve negative per 845,7 milioni, riserve da valutazione negative per 83,5 milioni (di cui 69,6 milioni riferiti alla riserva negativa relativa alla copertura dei flussi finanziari) e dal risultato di periodo negativo per 97,8 milioni.

Dal patrimonio netto e dal risultato economico netto di periodo della Banca Carige si perviene al patrimonio netto consolidato ed al risultato economico netto consolidato di pertinenza della Capogruppo attraverso le seguenti variazioni:

78

PROSPETTO DI RACCORDO TRA IL PATRIMONIO NETTO E IL RISULTATO NETTO DI ESERCIZIO DELLA CAPOGRUPPO CON QUELLO CONSOLIDATO

(importi in migliaia di euro)

P atrimonio netto

di cui ris ultato

netto periodo

febbraio-giugno

2020

Saldi al 30/06/2020 come da Bilancio della Capogruppo

1.415.343

(96.667)

Differenz e ris petto al valore di carico

(58.668)

(2.509)

R ettifiche di valore s u avviamenti rilevati nel bilancio cons olidato

(51.931)

-

E liminaz ione a livello cons olidato di impairment s u partecipaz ioni in s ocietà controllate

186.814

1.213

Altri

5.018

193

Saldi al 30/06/2020 come da Bilancio consolidato

1.496.576

(97.770)

IL SISTEMA DISTRIBUTIVO E LA GESTIONE DELLE RISORSE

Il sistema distributivo del Gruppo Carige è articolato su canali tradizionali e remoti. Al 30 giugno 2020 le filiali del Gruppo Carige sono 438.

I canali tradizionali si basano su un modello di specializzazione del servizio alla clientela che prevede la presenza di gestori dedicati ai diversi segmenti di clientela. Nel dettaglio, per la cura e sviluppo della clientela privata sono previsti consulenti private, affluent e mass market, mentre per le diverse tipologie di imprese sono presenti consulenti corporate e small business.

Il servizio di consulenza finanziaria personale dedicata alla clientela di più alto profilo conta su un totale di 78 consulenti private e su 465 consulenti affluent.

In affiancamento al servizio di consulenza finanziaria personale si colloca quello alle imprese, che conta su 152 consulenti corporate, di cui 2 large corporate e 150 mid corporate, e su 301 consulenti small business.

I canali remoti annoverano gli sportelli ATM-Bancomat, quelli self-service di Bancacontinua e i Servizi on line (internet banking, mobile banking e contact center). Gli sportelli ATM-Bancomat operativi a fine giugno 2020 sono 561, mentre il numero di sportelli Bancacontinua si è attestato a 17. Al fine di diminuire il carico di lavoro delle filiali e velocizzare le operazioni dei correntisti allo sportello il Gruppo può contare su 158 cash-in predisposti al versamento contanti/assegni distribuiti in 156 filiali. Nelle filiali coinvolte, al 30 giugno 2020, la percentuale di trasferimento di versamenti migrati è stata pari al 42,9%.

Sul fronte online, la piattaforma a disposizione dei privati per accedere ai servizi del Gruppo via web (Carige OnLine) e smartphone (Carige Mobile) è stata progressivamente unificata e implementata; il numero di contratti dei servizi di Internet Banking dedicati ai clienti privati si è attestato a 392.347.

79

RETE DI VENDITA

A) CANALI TRADIZIONALI

30/06/20

31/01/20

numero

Q%

numero

Q%

AREA NORD-OVEST

247

56,4

247

56,3

L iguria

162

37,0

162

36,9

- Genova

88

20,1

88

20,0

- S avona

39

8,9

39

8,9

- Imperia

18

4,1

18

4,1

- L a S pezia

17

3,9

17

3,9

L ombardia

45

10,3

45

10,3

P iemonte

39

8,9

39

8,9

V alle d'Aosta

1

0,2

1

0,2

AREA NORD-EST

47

10,7

48

10,9

Veneto

33

7,5

33

7,5

E milia R omagna

14

3,2

15

3,4

AREA CENTRO

87

19,9

87

19,8

Toscana

59

13,5

59

13,4

L azio

24

5,5

24

5,5

Marche

2

0,5

2

0,5

Umbria

2

0,5

2

0,5

AREA SUD E ISOLE

57

13,0

57

13,0

S icilia

40

9,1

40

9,1

S ardegna

10

2,3

10

2,3

P uglia

7

1,6

7

1,6

Totale sportelli

438

100,0

439

100,0

30/06/20

31/01/20

Consulenti private

78

79

Consulenti corporate

152

154

Consulenti affluent

465

474

Consulenti small business

301

297

Totale consulenti

996

1.004

B) CANALI REMOTI

ATM - Bancomat

561

562

Bancacontinua (self service)

17

17

Internet Banking privati (1)

392.347

387.791

(1) Numero contratti.

A giugno 2020, il personale del Gruppo è pari a 3.637 unità (3.714 a gennaio 2020), 3.635 dei quali con contratto a tempo indeterminato. I dirigenti rappresentano l'1,2% del totale (44 unità), i quadri direttivi il 26% (944 unità) ed il restante personale il 72,8% (2.649 unità). I dipendenti operativi sul mercato sono il 76,8% del totale (2.795 unità).

Il 50,7% del personale del Gruppo bancario è costituito da donne e il 52,6% del totale è concentrato nel territorio ligure. L'età media dei dipendenti del Gruppo bancario è di circa 49 anni e l'anzianità media di servizio di circa 23 anni. La distribuzione del personale per titolo di studio evidenzia una quota di laureati pari a quasi il 40%.

Nel corso del periodo Gennaio 2020 - Giugno 2020 si sono registrate 92 cessazioni del rapporto di lavoro (delle quali 30 per raggiungimento dei termini di quiescenza, inclusi gli esodi agevolati e "Quota 100" e 44 nel fondo di solidarietà) e 1 nuova assunzione.

80

COMPOSIZIONE DELL' ORGANICO

30/06/20

31/01/20

numero

%

numero

%

Qualifica

Dirigenti

44

1,2

45

1,2

Quadri direttivi

944

26,0

945

25,4

Altro P ersonale

2.649

72,8

2.724

73,3

Totale

3.637

100,0

3.714

100,0

Attività

S ede

842

23,2

865

23,3

Mercato

2.795

76,8

2.849

76,7

IL PRESIDIO DEI RISCHI

A. Aspetti generali

La Capogruppo Banca Carige, in linea con la normativa di legge e di vigilanza e in coerenza con le indicazioni del codice di Autodisciplina delle società quotate, si è dotata di un sistema di controllo interno (il "Sistema dei Controlli Interni o SCI") al fine di rilevare, misurare e verificare nel continuo i rischi tipici dell'attività sociale. Dal punto di vista operativo il SCI prevede 3 livelli di controllo:

  • i Controlli di linea (1° livello) diretti ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni; sono effettuati dalle strutture operative o incorporati nelle procedure informatiche di supporto;
  • i Controlli sulla gestione dei rischi (2° livello) finalizzati a definire le metodologie di misurazione del rischio, a verificare il rispetto dei limiti assegnati alle varie funzioni operative e a controllare il raggiungimento degli obiettivi di rischio-rendimento loro assegnati. Tali controlli sono affidati a strutture diverse da quelle produttive: Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Risk management, Convalida dei sistemi di rating, Funzione di conformità, Funzione antiriciclaggio;
  • la Revisione interna (3° livello) è svolta dai Controlli Interni (struttura diversa ed indipendente da quelle produttive) ed è volta a verificare l'adeguatezza e l'efficacia dei controlli di primo e di

secondo livello e ad individuare andamenti anomali, violazioni delle procedure e della regolamentazione, nonché a valutare la funzionalità del Sistema dei Controlli Interni nel suo complesso.

Nel Gruppo Carige le politiche relative all'assunzione dei rischi sono statuite dal RAF (Risk Appetite Framework), approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, con il quale è stato definito il profilo target di rischio rendimento che il Gruppo intende assumere in coerenza con il business model e il Piano Strategico.

La Capogruppo svolge funzioni d'indirizzo e supervisione per tutti i rischi, in particolare gestendo in ottica integrata i rischi di Pillar 1 e Pillar 2, secondo quanto previsto dalle Istruzioni di Vigilanza della Banca d'Italia (Circ. 285 del 17/12/2013 e successivi aggiornamenti).

Le varie categorie di rischio sono monitorate dalle funzioni di controllo di 2° livello e le risultanze formano oggetto di periodica informativa al Consiglio di Amministrazione, al Comitato Rischi, al Comitato Controllo Rischi e all'Alta Direzione.

Nel corso dell'esercizio sono proseguiti gli interventi di potenziamento delle funzioni di controllo al fine di rafforzare il sistema di monitoraggio dei rischi a livello di Gruppo anche alla luce delle osservazioni formulate dalla BCE nell'ambito del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP) e ad esito di attività ispettive.

*** - ***

81

Il Gruppo presenta - al 30 giugno 2020 - indicatori di Total Capital Ratio (TCR) phased-in pari a 13,8%, Tier 1 Ratio (T1R) phased-in pari a 11,8% e Common Equity Tier 1 Ratio (CET1R) phased-in pari a 11,8%.

COMPOSIZIONE FONDI PROPRI CONSOLIDATO

(importi in migliaia di euro)

Situazione al

30/06/2020 (1)

31/01/2020

Capitale primario di classe 1 al lordo delle detrazioni

1.772.407

1.847.599

Capitale sociale

1.915.164

1.915.164

Riserve di utile & altre

(845.735)

24.257

Sovrapprezzi di emissione

623.958

623.958

Utile(+) / Perdita(-) di periodo

(97.770)

(869.777)

Riserve OCI

(83.469)

(91.146)

Regime transitorio IFRS9 - impatto su CET1

260.259

245.144

Detrazioni dal capitale primario di classe 1

559.181

551.100

Avviamento

-

-

Detrazioni Bis III con soglia del 10%

33.046

35.182

Detrazioni Bis III con soglia del 17,65%

-

-

Eccedenza degli elementi da detrarre da AT1 rispetto al AT1

-

-

Altri elementi negativi e filtri prudenziali

526.135

515.918

Capitale primario di classe 1 (CET1)

1.213.227

1.296.499

Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 AT1)

1.467

175

Strumenti di AT1 (Capitale)

0

0

Strumenti di AT1 (Sovrapprezzi)

0

0

Strumenti emessi da filiazioni

1.467

175

Eccedenza degli elementi da detrarre da AT1 rispetto al AT1

-

-

Capitale di classe 1 (Tier 1

T1) (CET1+AT1)

1.214.693

1.296.674

Capitale di classe 2 (Tier 2

T2)

208.757

206.796

Fondi Propri (T1+T2)

1.423.450

1.503.469

(1) I valori si riferiscono alle risultanze dei 5 mesi (01/02/2020 - 30/06/2020)

82

FONDI PROPRI CONSOLIDATO E COEFFICIENTI DI SOLVIBILITA'

(importi in migliaia di euro)

Situazione al

30/06/2020

31/01/2020

Fondi Propri

Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1)

1.213.227

1.296.499

Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1)

1.467

175

Capitale di classe 1 (Tier 1)

1.214.693

1.296.674

Capitale di classe 2 (Tier 2)

208.757

206.796

Fondi Propri

1.423.450

1.503.469

Attività ponderate

Rischio di credito

8.837.278

9.293.758

Rischio di credito Bis III (1)

651.122

680.094

Rischio di mercato

2.472

3.093

Rischio operativo

804.880

804.880

Totale attivo ponderato

10.295.752

10.781.824

Requisiti patrimoniali

Rischio di credito

706.982

743.501

Rischio di credito Bis III

52.090

54.408

Rischio di mercato

198

247

Rischio operativo

64.390

64.390

Totale

823.660

862.546

Coefficienti

Capitale primario di classe 1/Totale attivo ponderato

11,8%

12,0%

Capitale di classe 1/Totale attivo ponderato

11,8%

12,0%

Fondi Propri/Totale attivo ponderato

13,8%

13,9%

(1) Include le ponderazioni delle DTA e degli investimenti non significativi non oggetto di deduzione.

Il CET1 Ratio risulta superiore alla soglia di Overall Capital Requirement pari all'8,55% che la BCE ha richiesto in sede di SREP per il 2020 e alla soglia raccomandata (Pillar 2 Guidance) pari al 10,10%.

Il T1 Ratio risulta superiore alla soglia di Overall Capital Requirement pari al 10,56% che la BCE ha richiesto in sede di SREP per il 2020, ma risulta inferiore alla soglia raccomandata (Pillar 2 Guidance) pari al 12,11%.

Il TC Ratio risulta superiore alla soglia di Overall Capital Requirement pari al 13,25% che la BCE ha richiesto in sede di SREP per il 2020, ma risulta inferiore alla soglia raccomandata (Pillar 2 Guidance) pari al 14,80%.

Il TCR a regime (fully phased) è pari a 11,6%, il T1R è pari a 9,5% e il CET1R è pari a 9,5%.

Di seguito si riporta per completezza di informativa il confronto dei Coefficienti consolidati del Gruppo Banca Carige con i requirements, tenuto anche conto delle richieste e raccomandazioni fornite dalla BCE nella SREP Decision dell'8 giugno 2020.

Si evidenzia come in considerazione dell'emergenza legata alla diffusione del Covid-19, la BCE ha previsto, a partire dal 12 marzo 2020, una serie di misure e di flessibilità per le banche che contemplano la possibilità di operare temporaneamente (almeno fino al 31 dicembre 2022) al di sotto del livello di capitale definito dal secondo pilastro Guidance (P2G) e del buffer di conservazione del capitale (CCB).

I ratio patrimoniali hanno recepito l'art. 473bis par.7bis contenuto all'interno del nuovo regolamento (UE) n. 2020/873 che modifica i regolamenti (UE) n. 575/2013 e (UE) 2019/876 per quanto riguarda alcuni adeguamenti in risposta alla pandemia di Covid-19.

83

Valori al 30

A = P illar I

giugno 2020

R equirement

E = C + D =

B = P illar II

C = A + B = TS CR =

D = Capital

OCR =

F = P 2G =

G = E + F =

Total S R E P Capital

Cons ervation

Overall

P illar II

OCR +

R equirement

R equirement

B uffer

Capital

Guidance

P 2G

R equirement

Capitale Primario

di classe 1/RWA (CET1r) Capitale

di Classe 1/RWA (T1r) Fondi Propri /RWA (TCr)

11,8%

4,5%

1,55%

6,05%

2,5%

8,55%

1,55%

10,10%

11,8%

6,0%

2,06%

8,06%

2,5%

10,56%

1,55%

12,11%

13,8%

8,0%

2,75%

10,75%

2,5%

13,25%

1,55%

14,80%

B. I rischi

La normativa prudenziale di riferimento (Circ. 285/2013 Banca d'Italia e Linee Guida BCE su ICAAP e ILAAP novembre 2018) prevedono che le banche debbano attuare un regolare processo di identificazione di tutti i rischi rilevanti ai quali è o potrebbe essere esposto nella prospettiva economica e in quella normativa. A tal proposito si precisa che a seguito del Commissariamento Straordinario dell'Istituto i processi ICAAP e ILAAP sono stati sospesi ed attualmente sono in corso le attività propedeutiche alla loro riattivazione nonché alla redazione dei relativi Resoconti.

Rischio di credito e di controparte

Il Gruppo adotta da tempo sistemi di rating interni per la selezione e la valutazione delle controparti nei principali segmenti di clientela (Corporate e Retail). Tali sistemi svolgono anche un'importante funzione gestionale nella concessione dei crediti, nella gestione del rischio e nelle funzioni di governo del Gruppo.

In particolare il sistema di deleghe per la delibera delle pratiche di fido, che è articolato in funzione del profilo di rischio del cliente, risulta basato sulla perdita attesa.

Nell'ambito dell'ICAAP, la valutazione del rischio di credito è stata effettuata mediante l'utilizzo di un modello di portafoglio proprietario.

Il rischio paese e il rischio di trasferimento presentano profili del tutto marginali risultando, pertanto, non rilevanti per il Gruppo; la valutazione di eventuali profili di rischiosità rientra, in ogni caso, nella più articolata trattazione del rischio di credito.

Rischio di mercato

Viene misurato sul portafoglio titoli e derivati mediante il calcolo giornaliero del Value at Risk (VaR) secondo l'approccio della simulazione storica, con un intervallo di confidenza del 99% e un holding period di dieci giorni. Il rischio di cambio e il rischio gamma e vega sulle opzioni sono calcolati con l'approccio standard di Banca d'Italia. Il rischio di base risulta non rilevante.

Rischio operativo, informatico e di modello

Il Gruppo banca Carige adotta uno specifico Framework di misurazione e gestione del rischio operativo in coerenza con le previsioni normative relative all'utilizzo del Metodo "Standard" (Titolo III del Regolamento UE 575/2013), adottato dal Gruppo per la stima dei requisiti di Capitale di primo pilastro. Sono state, inoltre, ricercate le opportune sinergie con la misurazione e gestione del rischio Informatico; a tal proposito, nel 2019 è stato approvato un nuovo framework specifico per la gestione del rischio informatico che contempla la nuova configurazione del Gruppo a seguito dell'operazione di full- outsourcing dei sistemi IT, nel corso del 2020 è stato ulteriormente integrato per recepire gli aggiornamenti normativi in materia di rischio operativo e di sicurezza dei sistemi di pagamento1. . Nell'ambito dei processi ORM le attività di valutazione del rischio nell'ambito delle operazioni di esternalizzazione e le attività relative alla predisposizione ed alimentazione del Database Italiano Perdite Operative (DIPO. Si segnala inoltre che, a latere delle rilevazioni quantitative, il Gruppo provvede all'analisi sistematica dei processi con un approccio di Self Assessment al fine di integrare gli aspetti di

  • Circolare Bankit n. 285/13 28° aggiornamento.

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natura quantitativa con le analisi di natura qualitativa. Per quanto concerne in particolare il sistema informatico di tutte le società del Gruppo, questo è accentrato presso la Capogruppo che, relativamente ai rischi connessi alla mancata operatività, definisce e manutiene un piano di Business Continuity e Disaster Recovery finalizzato ad individuare gli interventi necessari a ripristinare la normale operatività del Gruppo a fronte di situazioni di crisi.

Rischio reputazionale

Il Gruppo Carige ha intrapreso un percorso finalizzato allo sviluppo, nell'ambito dei processi di Risk Management, di un framework organico di misurazione, gestione e monitoraggio nel continuo del rischio reputazionale, attraverso la strutturazione di processi, metodologie e strumenti coerenti con le dimensioni del Gruppo, le prassi di sistema e le indicazioni regolamentari in materia. In particolare, nell'ambito del processo ICAAP sono state introdotte nuove metriche per la quantificazione e monitoraggio del rischio reputazionale2: 1) indicatore RRI che consente il monitoraggio nel continuo del livello e dell'andamento della reputazione aziendale, basato su informazioni disponibili sul mercato azionario; 2) modello di Reputational risk Var per la quantificazione del capitale di secondo pilastro, anch'esso basato su informazioni disponibili sul mercato azionario; e 3) raccolta trimestrale di Key Risk Indicator influenzati dalla reputazione aziendale per i quali viene fornita una analisi qualitativa basata sull'andamento degli stessi e per i diversi stakeholder di riferimento.

Rischio sovrano (titoli del banking book)

L'esposizione al rischio sovrano per le posizioni incluse nei portafogli HTC&S e HTC viene misurata anche con finalità di stress testing rivalutando le esposizioni in funzione di un set di scenari di stress. La scelta del perimetro oggetto di analisi riflette principalmente i criteri contabili (posizioni al fair value con impatto ad OCI), sono tuttavia oggetto di analisi anche le esposizioni per cui il modello di business definito preveda il mantenimento delle posizioni sino a scadenza con l'obiettivo di evidenziare gli impatti economici in caso di smobilizzo. I fattori stress e la severity dello stress applicato sono coerenti con quelli definiti per lo scenario di stress ICAAP.

Rischio di leva finanziaria eccessiva

Viene monitorato mediante il calcolo dell'indicatore di Leverage previsto dalla Circolare 285/2013 di Banca d'Italia nonché attraverso un indicatore gestionale di natura contabile, che rapporta il patrimonio netto al totale attivo di bilancio.

Rischio di tasso

L'analisi del rischio di tasso viene condotta, con tecniche di Gap analysis, Duration analysis e Sensitivity analysis con l'utilizzo di modelli comportamentali in relazione alle poste a vista e ai prepayment. Inoltre, a livello consolidato, la Capogruppo monitora periodicamente la propria esposizione al rischio tasso in applicazione del modello standard della Vigilanza.

Rischio di concentrazione

Nell'ambito dell'ICAAP, la valutazione del rischio di concentrazione, sia single name che geo-settoriale,

  • stata effettuata mediante l'utilizzo del modello di portafoglio proprietario introdotto per la misurazione del rischio di credito.

Rischio immobiliare

Il rischio immobiliare del Gruppo Carige consiste nelle potenziali perdite derivanti dalle fluttuazioni negative del valore del portafoglio immobiliare di proprietà delle società del Gruppo, mentre sono esclusi gli immobili di pertinenza della clientela, gravati da garanzie ipotecarie. La valutazione del rischio immobiliare e il conseguente assorbimento di capitale interno prendono a riferimento quanto effettuato in occasione del Comprehensive Assessment della BCE e vengono diversificati a seconda che si tratti di immobili strumentali o non strumentali

  • Si segnala che i primi due indicatori, considerata la sospensione dalle quotazioni del titolo Carige dal Gennaio 2019, sono temporaneamente sospesi.

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Rischio di liquidità

La gestione del rischio di liquidità prevede la predisposizione di molteplici analisi volte a valutare l'equilibrio finanziario sia sulle poste di tesoreria, sia a livello strutturale.

La misurazione e il monitoraggio della liquidità di breve termine vengono effettuati con frequenza giornaliera tramite la maturity ladder operativa. Con l'obiettivo di mantenere una dinamica prudenziale dei flussi di cassa di tesoreria, il Gruppo Carige adotta una serie di limiti operativi e soglie di allerta relativi al cumulated net funding gap. Viene inoltre monitorato giornalmente che il gap cumulato totale, comprensivo delle riserve di liquidità, non scenda al di sotto dei limiti e dei livelli di allerta previsti, e che di conseguenza il livello del liquidity buffer sia adeguato a coprire i fabbisogni di liquidità stimati.

Il gap cumulato totale viene sottoposto a una analisi di stress. Lo stress testing è fondato su un framework metodologico che combina l'applicazione di fattori di stress sistemici e specifici al Gruppo. Inoltre viene monitorato il Liquidity Coverage Ratio (LCR), che rapporta il valore degli 'high liquidity assets' a quello dei 'net cash outflows' in uno scenario di stress della durata di 30 giorni.

La misurazione e il monitoraggio della liquidità strutturale vengono effettuati tramite la maturity ladder strutturale, che ha un orizzonte temporale che comprende le poste a vista e si estende sino a oltre 20 anni, contenendo i flussi in conto capitale, certi o modellizzati, originati da tutte le poste di bilancio. Sulla liquidità strutturale sono definiti indicatori in termini di gap ratio sulle scadenze oltre l'anno, e le relative soglie di warning sono oggetto di monitoraggio da parte della Struttura Risk Management. Sono inoltre definiti limiti operativi e soglie di warning a valere sull'indicatore NSFR.

Rischio strategico e di business

Il rischio strategico viene monitorato utilizzando scorecards che permettono un'analisi qualitativa del processo di pianificazione strategica e del grado di realizzazione delle iniziative previste dal piano strategico. Inoltre il rischio strategico comprende il rischio di business monitorato quantificando le variazioni avverse e inattese del margine da commissioni rispetto ai dati previsti.

Il rischio di business rappresenta il rischio di variazioni avverse e inattese del margine da commissioni rispetto ai dati previsti, legate alla volatilità dei volumi dovuta a pressioni competitive e situazioni di mercato. La metodologia di calcolo del capitale interno per il rischio di business si basa sull'analisi della volatilità delle commissioni nette di Gruppo.

Rischio sulle cartolarizzazioni

Il rischio sulle operazioni di cartolarizzazione è misurato qualitativamente, con riferimento al monitoraggio dei cash flow attesi legati all'operazione di cartolarizzazione, al monitoraggio delle entità coinvolte nell'operazione e degli aspetti legali.

Rischio residuo

Infine, il rischio residuo viene quantificato come il differenziale tra il totale delle potenziali svalutazioni imputate a seguito dei controlli di secondo livello rispetto al valore effettivamente rettificato a seguito delle riclassificazioni.

Rischio di partecipazione

Il rischio di potenziali perdite di valore derivanti da investimenti finanziari non speculativi in società esterne al perimetro di consolidamento è considerato non rilevante nel Gruppo; vengono comunque valutati gli investimenti partecipativi in base ai vigenti principi contabili e vengono monitorati nel tempo i limiti prudenziali relativi all'assunzione di partecipazioni e i limiti specifici sulle partecipazioni in imprese non finanziarie.

Rischio da fondi pensione a prestazioni definite

Il rischio, anche alla luce degli interventi effettuati dal Gruppo nel corso del 2017 sui Fondi Previdenziali che fanno capo al Gruppo Carige, è ritenuto non rilevante.

Rischio riciclaggio e terrorismo

Rischio che individua i reati presupposto del riciclaggio, ovverosia conversione e trasferimento di beni provenienti da attività criminosa o il loro acquisto, detenzione ed utilizzo, nonché l'occultamento e la dissimulazione della reale natura di beni provenienti da attività criminosa. Il rischio è monitorato tramite

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una metodologia di autovalutazione che prevede l'identificazione dei rischi attuali e potenziali cui l'intermediario è o può essere esposto e dall'analisi dell'adeguatezza dell'assetto organizzativo e dei presidi aziendali al fine di individuare eventuali vulnerabilità.

C. I rischi connessi a procedimenti in corso

Richieste di risarcimento danni conseguenti alla delibera assembleare del 20 settembre 2019, di Aumento di capitale sociale per 700 milioni comprensivo di sovrapprezzo, con esclusione del diritto di opzione

Nell'ultimo scorcio del 2019 e nel corso del 2020 sono state notificate in via giudiziale alla Banca, a volte individualmente, talvolta in solido con altri soggetti, una serie di richieste risarcitorie particolarmente rilevanti, per un totale pari a circa 500 milioni.

Si fa in particolare riferimento:

  1. alla citazione notificata dalla Malacalza Investimenti in data 16 gennaio 2020 con una richiesta risarcitoria che ammonta a circa 486,6 milioni e che vede la Banca convenuta con il ramo volontario e obbligatorio del FITD e Cassa Centrale Banca;
  2. alla citazione proposta dal rappresentante degli azionisti di risparmio, in data 2 dicembre 2019 a tutela degli interessi dei medesimi avente un petitum indeterminato;
  3. alla citazione proposta da una serie di azionisti in data 16 gennaio 2020 per un petitum di circa

11,8 milioni.

Pur tenendo conto della specificità di ciascuna tipologia di azione, le cause promosse dagli azionisti, hanno per oggetto la richiesta di risarcimento dei danni da essi ritenuti patiti, a seguito della delibera assembleare di aumento del capitale del 20 settembre 2019, con riferimento ai seguenti punti:

  • mancato rispetto dell'obbligo di riconoscere agli azionisti il diritto di opzione o comunque assenza o insufficiente illustrazione delle ragioni dell'esclusione ex art. 2441 cc, 5° e 6° comma;
  • violazione dei criteri di determinazione del prezzo di emissione di cui all'art. 2441 cc, 6° comma perché non si è tenuto conto del patrimonio netto;
  • mancato rispetto del valore nominale implicito dell'azione dato dal rapporto tra capitale sociale

e numero delle azioni con violazione del divieto di emettere azioni al di sotto del valore nominale.

Per quanto concerne invece l'azione promossa dal rappresentante comune degli azionisti di risparmio, la stessa, che ha ad oggetto la medesima riunione assembleare, ha ad oggetto il risarcimento, non quantificato, del danno a suo dire patito dagli azionisti di risparmio a seguito dell'attuazione della citata delibera dell'Assemblea Straordinaria.

A fronte di tali citazioni, le Strutture preposte della Banca hanno ottenuto un primo supporto dagli esperti legali nominati al fine di formarsi un autonomo giudizio sul rischio di soccombenza. Le analisi ed approfondimenti, ad oggi effettuati, hanno condotto le Strutture a concludere che, sulla base delle informazioni disponibili al momento, il rischio di soccombenza sia da ritenersi remoto.

Atto di citazione promosso da Michele Petrera in qualità di rappresentante comune degli azionisti di risparmio

Con atto notificato il 2 agosto 2020, il Rappresentante comune degli azionisti di risparmio ha proposto l'impugnativa delle delibere dell'assemblea degli azionisti della Banca del 29 maggio 2020 con riferimento alle due deliberazioni delle parte straordinaria dell'assemblea, che hanno avuto ad oggetto

  1. la conversione facoltativa delle azioni di risparmio in azioni ordinarie della banca secondo il rapporto di conversione stabilito e (ii) il raggruppamento in ragione di una nuova azione ordinaria ogni mille vecchie azioni ordinarie o di risparmio. Le delibere contestate integrerebbero, nella tesi attorea, un'esclusione di fatto degli azionisti di risparmio dalla compagine azionaria della Banca. Oltre all'impugnativa delle delibere ed alla richiesta di sospensiva dell'esecuzione delle stesse, viene proposta anche una richiesta risarcitoria per danni non meglio precisati.
    La Banca si è costituita nel procedimento cautelare in occasione dell'udienza che si è svolta il 23 settembre 2020; nella circostanza il Giudice ha disposto il rinvio della discussione al 12 ottobre 2020. In base ad una valutazione preliminare, propria dei giudizi cautelari qual è quello in corso, e impregiudicata ogni diversa valutazione avuto riguardo al giudizio di cognizione, esistono taluni validi

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argomenti difensivi che (incluso l'esiguo numero delle azioni detenute dagli azionisti di risparmio), prima facie, depongono per l'insussistenza dei presupposti cui è subordinato l'accoglimento della domanda di sospensione delle deliberazioni assembleari. Al momento, alla luce di quanto precede, può ritenersi che il rischio di soccombenza sia remoto.

Atto di citazione da liquidatore della procedura fallimentare del "Fondo Madoff"

Con riferimento all'atto di citazione dal liquidatore della procedura fallimentare del "Fondo Madoff" non si segnalano aggiornamenti rispetto a quanto pubblicato nella Nota Integrativa del Bilancio Consolidato dell'Amministrazione Straordinaria: 01.01.2019-31.01.2020 ed al quale si rimanda.

Atto di citazione promosso da Saba Marco innanzi il Tribunale di Genova per assegnazione di denaro ritrovato o compenso per ritrovamento di denaro su somma asseritamente rinvenuta e non contabilizzata fra gli attivi di bilancio, notificato il 12 febbraio 2018

La sentenza di primo grado ha rigettato le pretese attoree con condanna alle spese; la controparte ha formulato appello con contestuale richiesta di sospensione dell'esecutività della sentenza appellata. Con il supporto dei propri consulenti legali, la Banca ritiene infondata la pretesa e remoto il relativo rischio di soccombenza.

Procedimento penale nei confronti dell'ex presidente Giovanni Berneschi

A seguito di indagini avviate dalla Procura della Repubblica di Genova si è instaurato il procedimento penale n. 10688/2013 r.g. n.r., nell'ambito del quale l'ex presidente della Banca Giovanni Berneschi è risultato indagato per i reati di cui agli articoli 2622, commi 3 e 4 (false comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori), e 2637 (aggiotaggio) del Codice Civile, nonché appropriazione indebita ex articolo 646 del Codice Penale. A quanto consta, i fatti oggetto dell'imputazione sarebbero stati in parte desunti da rilievi formulati dalla Banca d'Italia e dalla Consob all'esito di accertamenti ispettivi.

Nell'ambito di tale procedimento, per quanto attiene ai reati costituenti presupposto della responsabilità dell'ente ex Decreto Legislativo 231, essendo tali illeciti ascritti ad un soggetto apicale, la Banca è stata iscritta nel registro degli indagati per l'illecito amministrativo dipendente da reato ex articolo 25-ter del Decreto Legislativo 231 per i reati di false comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori (articolo 2622 del Codice Civile) e di aggiotaggio (articolo 2637 del Codice Civile). Le indagini hanno avuto ad oggetto, tra l'altro, anche la regolarità nella concessione di fidi e nella complessiva gestione dei rapporti creditori nonché la conformità dei modelli organizzativi interni inerenti l'affidamento e la gestione dei fidi e la redazione dei bilanci alla normativa di settore. Si precisa che, indipendentemente da qualunque valutazione sulla fondatezza dell'addebito, i rischi conseguenti al più grave trattamento sanzionatorio in astratto applicabile alla Banca per gli illeciti contestati sono stimabili in misura non superiore a Euro 2 milioni.

A seguito dell'avvenuta trasmissione degli atti del predetto procedimento n. 10688/2013 r.g. n.r. alla Procura della repubblica presso il Tribunale di Roma per ragioni di competenza territoriale, si è instaurato presso la medesima Procura della Repubblica il procedimento n. 61126/2015 r.g. n.r., nell'ambito del quale sono state formulate contestazioni concernenti i reati di ostacolo alle funzioni di vigilanza (art. 2638 c.c.) e di aggiotaggio bancario (art. 2637 c.c.). Tali contestazioni sono rivolte all'intero Consiglio di Amministrazione in carica all'epoca dei fatti per entrambe le fattispecie, mentre il reato di ostacolo alle funzioni di vigilanza è ascritto anche all'allora Direttore Generale e ad altri Dirigenti della Banca. Banca Carige risulta indagata ex D. Lgs. 231/2001 per la responsabilità diretta dell'ente per reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio in relazione agli illeciti amministrativi di cui all'art. 25-ter lett. s) D. Lgs. 231/01 e all'art. 25-ter lett. r) D. Lgs. 231/2001.

In data 4 maggio 2019 ha avuto corso la prima udienza preliminare ove la Banca, si è regolarmente costituita e sono state depositate le costituzioni di parte civile nei confronti dei soli imputati persone fisiche, Banca d'Italia (per l'art. 2638 c.c. ossia per il reato di ostacolo alla vigilanza), Consob (per l'art. 2638 c.c.) e Codacons (per entrambi i capi di imputazione, ossia anche per il reato di aggiotaggio bancario ex art 2637c.c.); si precisa sul punto che, alla successiva udienza tenutasi in data 13 luglio 2019 il GUP ha ammesso nei confronti degli imputati le costituzioni di Consob e Banca d'Italia con riferimento al solo reato di cui all'art. 2638 c.c., degli azionisti limitatamente al reato di cui all'art. 2637 e di Codacons con riferimento ad entrambe le ipotesi di reato: ha dichiarato nel resto

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inammissibili le costituzioni (e quindi anche con riferimento a quelle depositate nei confronti di Banca Carige quale ente incolpato ex D. Lgs. 231/01). L'udienza preliminare è stata, quindi, rinviata ad altre 3 date dedicate alle discussioni di tutte le parti, l'udienza riservata alla discussione per Banca Carige si è svolta in data 26 ottobre 2019.

Nel corso di detta udienza il Giudice per l'udienza preliminare D.ssa Marzano, esaurite le discussioni di tutte le difese, ha disposto il rinvio a giudizio della Banca (quale ente incolpato ai sensi del D. Lgs. 231/01) e degli altri imputati, per l'udienza del 5 marzo 2020 nanti il Tribunale di Roma. Nella medesima udienza è stato assegnato termine per la presentazione della lista dei testi che è scaduto il 25 febbraio 2020.

In data 5 marzo 2020 si è svolta la prima udienza dibattimentale nanti il Tribunale Collegiale di Roma. In detta data è stato depositato il nuovo atto di costituzione dell'ente nel procedimento.

Accertata la regolarità delle notifiche nei confronti degli imputati, il Tribunale ha proceduto alla costituzione delle parti.

Numerose costituende parti civili hanno depositato atto di costituzione di parte civile (alcune anche nei confronti dell'ente incolpato ex d.lgs 231/01). Sono state altresì anticipate alcune istanze di citazione di Banca Carige quale responsabile civile (su tutti, da parte di CONSOB, di Codacons e dell'Unione per la Difesa dei Consumatori). Il Tribunale ha quindi dichiarato chiuso il termine per il deposito delle istanze risarcitorie, rinviando all'udienza del 30 maggio 2020 per le eccezioni delle difese sugli atti di costituzione.

  • stata altresì calendarizzata l'ulteriore udienza del 7 ottobre 2020 per l'eventuale costituzione del responsabile civile e la proposizione di questioni preliminari.
    A seguito dell'emergenza Covid19 le udienze del 30 maggio e del 7 ottobre sono state rinviate ex lege al 13 ottobre 2020 con le medesime incombenze già previste.
    Con riferimento alla possibilità di soccombenza, in ordine alle possibili responsabilità in capo alla Banca, la stessa è stata giudicata dai legali di parte solo possibile.
  • inoltre pendente davanti il Tribunale di Genova (proc. n. 17008/2014 r.g. n.r. Procura Genova - n. 4281/2015 r.g. Tribunale Genova) un ulteriore procedimento per fatti di reato (associazione a delinquere, truffa, riciclaggio ed altri) concernenti la gestione delle ex Compagnie Assicurative del Gruppo a carico dello stesso Berneschi, più altri. In tale procedimento la Banca è costituita parte civile.
    Al termine della fase dibattimentale, in data 22 febbraio 2016 il Tribunale di Genova ha emesso sentenza di primo grado nei confronti, tra gli altri, di Giovanni Berneschi condannandolo a otto anni e due mesi di reclusione, oltre alla confisca di beni per Euro 26,8 milioni e al risarcimento dei danni nei confronti della Banca, da quantificare in sede civile.
    La condanna in sede penale ha comportato, altresì, la dichiarazione di responsabilità civile degli imputati che si sono resi responsabili dei reati aventi ad oggetto il depauperamento dei danneggiati (la Banca e le compagnie assicurative).
    Il Tribunale di Genova ha rimesso la valutazione del danno arrecato alla competente sede civile alla luce della complessità delle operazioni compiute.
    La condanna del Tribunale ha evidenziato il ruolo egemonico di Berneschi nella gestione delle posizioni creditorie della Banca che sono risultate funzionali al perseguimento da parte dell'ex Presidente di illeciti profitti ed utilità.
    Gli imputati hanno tutti impugnato la sentenza del 22 febbraio 2017 e si è così radicato il procedimento nanti la Corte di Appello di Genova che è terminato in data 6 luglio 2018 laddove la Corte di Appello di Genova ha pronunciato sentenza nei confronti degli imputati Berneschi, Calloni, Menconi, Cavallini, Averna, Giorgi di Vistarino, Priori e Vallebuona: le pene detentive irrogate nei confronti degli imputati (con le eccezioni delle posizioni Averna, Giorgi di Vistarino e Priori) sono state aumentate, verosimilmente, in virtù della ritenuta sussistenza dell'aggravante della transnazionalità di cui all'art. 4 L. 146/2006 (aggravante invece esclusa dal Giudice di primo grado). In particolare la pena di Giovanni Berneschi è stata aumentata in anni 8 e 7 mesi di reclusione.
  • stato, altresì, rideterminato l'importo della confisca disposta nei confronti di Berneschi in euro 21.461.657 (euro 23.562.657 per Menconi ed euro 11.716.657 per Cavallini).
    Con riferimento alla posizione della Banca, parte civile in detto processo, è stata confermata la sentenza di primo grado che aveva condannato gli imputati al risarcimento del danno, demandandone la liquidazione al giudice civile; gli imputati sono stati altresì condannati alla rifusione delle spese processuali del grado di appello.

89

Detta sentenza è stata impugnata dagli imputati ed, infatti, in data 11 luglio 2019 è stato notificato al difensore di fiducia dell'Emittente l'avviso di fissazione di udienza nanti la Seconda Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione per il giorno 16 ottobre 2019.

Con pronuncia del 16 ottobre 2019 la Suprema Corte ha annullato le sentenze di condanna di primo e di secondo grado emesse rispettivamente dal Tribunale di Genova e dalla Corte di Appello di Genova, nonché il decreto che dispone il giudizio, individuando la competenza nel giudice di Milano.

In particolare la Suprema Corte ha accolto l'eccezione di incompetenza territoriale - assorbente ogni altra questione oggetto di impugnazione - sollevata dagli imputati sin dall'udienza preliminare; le argomentazioni sul punto sostenute prima dal Giudice per l'udienza preliminare e poi dal Tribunale e dalla Corte di Appello di Genova sono state giudicate erronee alla luce dell'intervenuta pronuncia di legittimità (a Sezioni Unite) n. 53390/2017, la quale - dirimendo un pregresso conflitto giurisprudenziale - ha stabilito che ai fini della configurabilità della connessione teleologica tra reati prevista dall'art. 12 lett. c) c.p.p. (idonea a determinare uno spostamento della competenza), "non è richiesto che vi sia identità fra gli autori del reato fine e quelli del reato mezzo".

Nel caso di specie, accertato che il dott. Enderlin ha certamente fornito un contributo causale alla realizzazione degli scopi dell'associazione per delinquere (contestata a tutti gli imputati, compreso il dott. Enderlin) attraverso la propria condotta di riciclaggio - reato per il quale il Gup di Genova aveva stralciato la posizione dell'imputato e trasmesso per competenza gli atti a Milano - la Corte di Cassazione, in ragione di tale connessione teleologica tra i reati e della non necessità dell'identità tra gli autori degli stessi, ha affermato in relazione a tutti i reati contestati agli imputati la competenza territoriale del giudice di Milano, essendo stato ivi commesso il più grave ed il più risalente fra gli episodi di riciclaggio (proprio quello attribuito al dott. Enderlin, per il quale il giudice genovese si era definito incompetente).

Il provvedimento della Suprema Corte ha determinato la caducazione di tutti i provvedimenti impugnati, con la retrocessione del procedimento avanti la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano per le determinazioni del Pubblico Ministero circa il nuovo sviluppo processuale nei confronti degli imputati.

In data 5 marzo 2020 è stato notificato al Prof. Avv. Francesco Mucciarelli, quale difensore di Banca Carige, il decreto di fissazione dell'udienza preliminare per il giorno 11 giugno 2020 rinviata ex lege in conseguenza della pandemia in atto. Alla successiva udienza del 16 settembre 2020 avanti il Giudice per l'udienza preliminare, è stata verificata la regolarità delle notifiche nei confronti degli imputati ed è stato calendarizzato il processo. La prossima udienza è prevista per il prossimo 9 ottobre 2020.

A seguito di un'eccezione di incompetenza territoriale presentata nell'ambito del predetto procedimento da parte della difesa di uno degli imputati, la posizione di quest'ultimo è stata stralciata e trasferita in un nuovo procedimento penale aperto presso il Tribunale di Milano, attualmente nella fase dibattimentale, nell'ambito del quale la Banca si è parimenti costituita parte civile (proc. n. 27020/2015 r.g. n.r. Procura di Milano - n. 7015/16 Tribunale di Milano).

In data 30 maggio 2018 il Tribunale di Milano, Sez. XI penale in composizione collegiale ha pronunciato sentenza di condanna (con deposito delle motivazioni in data 17 luglio) nei confronti dell'imputato Enderlin Davide Domenico alla pena di anni 5 e mesi 6 di reclusione ed Euro15.000 di multa, con interdizione perpetua dai pubblici uffici, interdizione legale in corso di esecuzione della pena e condanna al risarcimento del danno nei confronti delle parti civili da liquidarsi in separato giudizio.

Avverso detta sentenza l'imputato Enderlin ha depositato atto di Appello; in data 21 maggio 2019 la Corte di Appello di Milano, Sezione Quarta Penale, in riforma della sentenza di condanna di primo grado per i reati di associazione per delinquere e di riciclaggio, ha assolto l'imputato Davide Domenico Enderlin perché il fatto non costituisce reato.

La Banca, in conformità a quanto richiesto dal Procuratore Generale e dalla parte civile Amissima Assicurazioni S.p.A., aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado. In data 4 settembre u.s. il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Milano ha presentato impugnazione avverso la sentenza di assoluzione nei confronti dell'imputato Enderlin. La Suprema Corte ha annullato la sentenza di assoluzione con rinvio a nuova sezione della Corte di Appello di Milano.

Contenziosi con l'Agenzia delle Entrate

Con riferimento al contenzioso con l'Agenzia delle Entrate, che vede la Banca chiamata in causa in qualità di società incorporante di Banca Carige Italia e riguardante la rideterminazione del credito

90

d'imposta derivante dalla trasformazione delle imposte differite attive, periodo d'imposta 2013 (pari a circa 205 milioni) e una maggiore IRES (circa 2,1 milioni) in ragione del disconoscimento del beneficio ACE, si segnala che in data 19 giugno 2018 è stata depositata la sentenza n° 708/2018 della Commissione tributaria provinciale di Genova che ha accolto il ricorso della Banca. Avverso tale sentenza l'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso in Commissione Tributaria Regionale.

In data 28 dicembre 2017 a conclusione di una nuova verifica da parte dell'Agenzia delle Entrate Direzione Regionale delle Entrate della Liguria, è stato consegnato un nuovo Processo Verbale di Constatazione (P.V.C.) riferito all'esercizio 2014, in cui, replicando l'iter argomentativo di cui al provvedimento impositivo sopra citato, l'Agenzia ha formulato i seguenti rilievi: a) disconoscimento del credito di imposta a suo tempo iscritto dall'incorporata Banca Carige Italia S.p.A. a fronte dell'avvenuta trasformazioni di imposte anticipate per circa 0,66 milioni; b) maggiore Ires di circa 2,9 milioni in ragione del disconoscimento parziale del beneficio connesso all'Aiuto alla Crescita Economica (ACE).

In aggiunta ai citati rilievi, ne è stato sollevato un terzo, ai fini dell'Irap, che concerne invece il trattamento ai fini del tributo della Commissione di Istruttoria Veloce per una maggior imposta quantificabile in circa 0,37 milioni.

I rilievi indicati nel citato PVC sono stati formalizzati in autonomi in avvisi di accertamento ai fini IRES e IRAP nel dicembre del 2019, che la Banca ha tempestivamente impugnato presso la competente Commissione Tributaria

Per quanto riguarda il trattamento del Commissione di Istruttoria Veloce ai fini IRAP, analogo rilievo è stato sollevato anche a carico della Capogruppo Carige per l'anno 2014 per una maggiore imposta quantificabile in circa 0,24 milioni. Anche in questo caso l'avviso di accertamento è stato tempestivamente impugnato presso la competente Commissione Tributaria di Genova in attesa della sua discussione.

Anche in questo caso la Società ritiene del tutto immotivati i rilievi e solo possibile l'eventualità di soccombenza in giudizio.

Con riferimento ai contenziosi con l'Agenzia delle Entrate, riguardanti la liquidazione di una maggiore imposta di registro con riferimento agli atti di acquisto avvenuti nel corso del 2010 da Banca del Monte dei Paschi di Siena da parte di Banca Carige, Cassa di Risparmio di Carrara e Banca del Monte di Lucca, si segnala che in data 17 luglio 2018 sono state rispettivamente depositate le sentenze n° 1023, 1022 e 1021 della Commissione tributaria regionale della Liguria che confermando la decisione dei Giudici di I° grado hanno annullato gli avvisi di liquidazione dell'Agenzia delle Entrate. Avverso tali sentenze l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. La Banche si sono ritualmente costituite in giudizio.

In data 22 luglio 2019 l'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di rettifica e liquidazione inerente un atto di cessione di un ramo d'azienda avvenuto nel 2018 a Nexi Payment ad entrambi le parti contrattuali.

In tale avviso, l'Agenzia ha ricalcolato in aumento il valore dell'avviamento per una maggior imposta quantificabile in circa 0,48 milioni. Le Società, hanno presentato ricorso che è stato depositato il 15 novembre 2019 alla Commissione Tributaria Provinciale di Milano. Si precisa che Nexi si è assunta contrattualmente ogni onere inerente l'imposta di registro e che pertanto eventuali oneri derivanti dal contenzioso sono e saranno a carico dell'acquirente stesso.

91

INFORMATIVA DI SETTORE

In base alle previsioni del principio IFRS 8 (criterio del "management approach"), il Gruppo Carige ha individuato come principali settori operativi i segmenti di clientela, identificati secondo le logiche adottate per la segmentazione della clientela utilizzata dal Gruppo.

In coerenza con le premesse sopra indicate e quindi collegati al modello commerciale e gestionale del Gruppo, i settori operativi individuati (BU) sono i seguenti:

  • Privati, nel quale è riportata l'informativa relativa alla clientela segmentata o portafogliata come soggetto privato ed appartenente alle categorie Mass market, Affluent e Private; ad esse sono aggiunti i valori del Centro Fiduciario;
  • Imprese, comprende al proprio interno tutta la clientela segmentata o portafogliata come persona giuridica ed appartenente a Large Corporate, Corporate, Enti pubblici, Small Business.
  • Corporate Center, include l'attività strumentale svolta dalle società veicolo del Gruppo e le poste delle attività bancarie non riferite alla clientela commerciale;
  • Elisioni, rapporti infragruppo trattati come elisioni strumentali infragruppo o come ricavi/costi da clienti esterni.

I segmenti di clientela conseguono, nei cinque mesi tra inizio febbraio e fine giugno 2020, i seguenti risultati:

  • il segmento Privati presenta un margine di intermediazione pari a 84,1 milioni (56,7% del totale di Gruppo), il risultato della gestione finanziaria ed assicurativa è pari a 76,3 milioni di euro ed i costi operativi ammontano a 118,6 milioni (65,1% del totale di Gruppo). Questi valori si rispecchiano in una perdita dell'operatività corrente di 42,2 milioni.
    Con riferimento ai volumi, i crediti verso clientela ammontano a 4.601 milioni (36,6% del totale di Gruppo), i debiti verso clientela ammontano a 9.892 milioni (79,7% del totale di Gruppo) ed i titoli in circolazione e le passività finanziarie valutate al fair value si attestano a 18,8 milioni; la raccolta indiretta è pari a 14.602 milioni. Complessivamente, le Attività Finanziarie Intermediate sono pari a 24.512 milioni e rappresentano il 63,2% del totale di Gruppo.
  • il segmento Imprese consegue un margine di intermediazione di 72,9 milioni (49,2% del totale di Gruppo), una perdita della gestione finanziaria ed assicurativa pari a 27,6 milioni e costi operativi per 58,5 milioni (32,1% del totale di Gruppo): tali valori conducono ad una perdita dell'operatività corrente di 30,9 milioni.
    Per quanto riguarda l'andamento dell'intermediato, i crediti verso clientela sono pari a 6.351 milioni (50,5% del totale di Gruppo), i debiti verso clientela ammontano a 2.340 milioni (18,8% del totale di Gruppo), i titoli in circolazione si attestano a 0,1 milioni mentre la raccolta indiretta, pari a 7.669 milioni, è sostanzialmente riconducibile ai rapporti con le società Amissima Vita e Amissima Assicurazioni. Complessivamente le Attività Finanziarie Intermediate sono pari a 10.009 milioni e rappresentano il 25,8% del totale di Gruppo.

Per quanto riguarda il Corporate Center, esso registra nei cinque mesi tra inizio febbraio e fine giugno 2020 una perdita dell'operatività corrente di 13,7 milioni, mentre la dinamica dell'intermediato è incisa delle obbligazioni institutional (titoli in circolazione).

92

Segmenti di clientela (importi in migliaia di euro)

Privati

Imprese

Corporate

Elisioni

Totale

Center

Consolidato

Margine di intermediazione

01/02/2020-30/06/2020

84.059

72.943

-7.268

-1.505

148.229

30/06/2019

115.024

106.968

-4.449

-14.857

202.686

Risultato netto

gestione finanziaria (1)

01/02/2020-30/06/2020

76.347

27.591

-7.128

-695

96.115

30/06/2019

94.578

-189.608

11.382

-26.644

-110.292

Costi operativi

01/02/2020-30/06/2020

-118.580

-58.554

-6.613

1.481

-182.266

30/06/2019

-173.379

-65.774

-96.000

1.282

-333.871

Utile/perdita operatività

corrente

01/02/2020-30/06/2020

-42.233

-30.963

-13.741

786

-86.151

30/06/2019

-78.801

-255.382

-84.618

-25.362

-444.163

Crediti verso clientela

30/06/2020

4.600.789

6.351.378

1.971.653

-349.479

12.574.341

31/01/2020

4.751.176

6.366.940

3.399.812

-510.580

14.007.348

Debiti verso clientela

30/06/2020

9.892.023

2.340.514

331.105

-145.407

12.418.235

31/01/2020

9.397.024

2.249.154

364.458

-191.272

11.819.364

Titoli in circolazione e

Pass.fin.valutate al FV

30/06/2020

18.768

121

3.992.090

66.620

4.077.599

31/01/2020

152.167

3.087

4.005.055

92.425

4.252.734

Altre Attività Finanziarie (AAF)

30/06/2020

14.601.773

7.668.614

0

0

22.270.387

31/01/2020

14.957.368

7.267.468

0

0

22.224.836

Attività Finanziarie

Intermediate (AFI)

30/06/2020

24.512.564

10.009.249

4.323.195

-78.787

38.766.221

31/01/2020

24.506.559

9.519.709

4.369.513

-98.847

38.296.934

(1) Inclusi gli utili (perdite) delle partecipazioni e da cessione degli investimenti e le rettifiche di valore degli avviamenti.

93

Segmenti di clientela (% sul totale)

Privati

Imprese

Corporate

Elisioni

Totale

Center

Consolidato

Margine di intermediazione

01/02/2020-30/06/2020

56,7

49,2

-4,9

-1,0

100,0

30/06/2019

56,7

52,8

-2,2

-7,3

100,0

Risultato netto

gestione finanziaria (1)

01/02/2020-30/06/2020

79,4

28,7

-7,4

-0,7

100,0

30/06/2019

-85,8

171,9

-10,3

24,2

100,0

Costi operativi

01/02/2020-30/06/2020

65,1

32,1

3,6

-0,8

100,0

30/06/2019

51,9

19,7

28,8

-0,4

100,0

Utile/perdita operatività

corrente

01/02/2020-30/06/2020

49,1

35,9

15,9

-0,9

100,0

30/06/2019

17,7

57,5

19,1

5,7

100,0

Crediti verso clientela

30/06/2020

36,6

50,5

15,7

-2,8

100,0

31/01/2020

33,9

45,4

24,3

-3,6

100,0

Debiti verso clientela

30/06/2020

79,7

18,8

2,7

-1,2

100,0

31/01/2020

79,5

19,0

3,1

-1,6

100,0

Titoli in circolazione e

Pass.fin.valutate al FV

30/06/2020

0,5

0,0

97,9

1,6

100,0

31/01/2020

3,6

0,1

94,1

2,2

100,0

Altre Attività Finanziarie (AAF)

30/06/2020

65,6

34,4

0,0

0,0

100,0

31/01/2020

67,3

32,7

0,0

0,0

100,0

Attività Finanziarie

Intermediate (AFI)

30/06/2020

63,2

25,8

11,2

-0,2

100,0

31/01/2020

64,0

24,9

11,4

-0,3

100,0

(1) Inclusi gli utili (perdite) delle partecipazioni e da cessione degli investimenti e le rettifiche di valore degli avviamenti.

94

ALLEGATI

95

Elenco dei principi IAS / IFRS omologati dalla Commissione Europea al 30.06.2020

IAS/IFRS

DESCRIZIONE

REGOLAMENTO CE DI OMOLOGAZIONE

(data di pubblicazione sulla GUE)

Dal

mese di novembre abbiamo aggiornato la colonna considerando tutte

le modifiche a partire dal Reg. 1126/2008 che ha integralmente

ripubblicato tutti i principi recependo le modifiche avvenute

anteriormente

Framework (1)

Quadro di riferimento

Reg. 2075/2019 (06/12/2019)

Reg. 1274/2008 (18/12/2008); Reg. 53 (22/01/2009), Reg. 70

(24/01/2009), Reg. 494 (12/06/2009), Reg. 243/2010 (24/03/2010); Reg.

149/2011 (19/02/2011); Reg. 475/2012 (06/06/2012); Reg. 301/2013

(28/03/2013); Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg. 2113/2015

(24/11/2015); Reg. 2406/2015 (19/12/2015); Reg. 2067/2016

Presentazione del bilancio

(29/11/2016), Reg. 1905/2016 (29/10/2016), Reg. (UE) 2019/2104

IAS 1

(10/12/2019); Reg. 2075/2019 (06/12/2019)

Rimanenze

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 70 (24/01/2009); Reg. 1255/2012

IAS 2

(29/12/2012); Reg. 2067/2016 (29/11/2016), Reg. 1905/2016 (29/10/2016)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1260 (17/12/2008), Reg. 1274

(18/12/2008), Reg. 70/2009 (24/01/2009); Reg. 494/2009 (12/06/2009);

Rendiconto finanziario

Reg. 243/2010 (24/03/2010); Reg. (UE) 1174/2013 (20/11/2013); Reg.

IAS 7

(UE) 1990/2017 (9/11/2017)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008),

Reg. 70/2009

(24/01/2009); Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg. 2067/2016

Principi contabili, cambiamenti nelle stime ed errori

(29/11/2016); Reg. (UE) 2019/2104 (10/12/2019); Reg. 2075/2019

IAS 8

(06/12/2019)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008), Reg. 70/2009

Fatti intervenuti dopo la data di riferimento del bilancio

(23/01/2009), Reg. 1142 (27/11/2009); Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg.

IAS 10

2067/2016 (29/11/2016)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008), Reg. 495

(12/06/2009); Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg. (UE) 1174/2013

(20/11/2013); Reg. 2067/2016 (29/11/2016), Reg. 1905/2016

Imposte sul reddito

(29/10/2016); Reg. (UE) 1989/2017 (9/11/2017); Reg. 412/2019

IAS 12

(15/03/2019)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1260 (17/12/2008), Reg. 1274

(18/12/2008), Reg. 70/2009 (24/01/2009);Reg. 495 (12/06/2009); Reg.

1255/2012 (29/12/2012); ; Reg. 301/2013 (28/03/2013); Reg. 28/2015

Immobili, impianti e macchinari

(9/01/2015); Reg. 2113/2015 (24/11/2015); Reg. 2231/2015 (03/12/2015),

IAS 16

Reg. 1905/2016 (29/10/2016)

Leasing

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 243/2010 (24/03/2010); Reg.

IAS 17

1255/2012 (29/12/2012); ; Reg. 2113/2015 (24/11/2015)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008), Reg. 70/2009

(24/01/2009); Reg. 475/2012 (06/06/2012); Reg. 1255/2012 (29/12/2012);

Benefici per i dipendenti

Reg. 29/2015 (09/01/2015); Reg. 2343/2015 (16/12/2015); Reg. 182/2018

IAS 19

(8/02/2018); Reg. 402/2019 (14/03/2019)

Contabilizzazione dei contributi pubblici e informativa

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008), Reg. 70/2009

IAS 20

sull'assistenza pubblica

(24/01/2009); Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg. 2067/2016 (29/11/2016)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008),

Reg. 69

Effetti delle varizioni dei cambi delle valute estere

(24/01/2009), Reg. 494 (12/06/2009); Reg. 149/2011 (19/02/2011); Reg.

IAS 21

1255/2012 (29/12/2012); Reg. 2067/2016 (29/11/2016)

Oneri finanziari

Reg. 1260 (17/12/2008), Reg. 70/2009 (24/01/2009); Reg. 2113/2015

IAS 23

(24/11/2015); Reg. 2067/2016 (29/11/2016); Reg. 412/2019 (15/03/2019)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008), Reg. 632/2010

Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate

(20/07/2010); Reg. (UE) 1174/2013 (20/11/2013); Reg. 28/2015

IAS 24

(9/01/2015)

IAS 26

Fondi di previdenza

Reg. 1126/2008 (29/11/2008)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008), Reg. 69/2009

(24/01/2009), Reg. 70/2009 (24/01/2009), Reg. 494/2009 (12/06/2009);

Bilancio separato

Reg. 1254/2012 (29/12/2012); Reg. 1174/2013 (21/11/2013); Reg.

IAS 27

2441/2015 (18/12/2015)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008), Reg. 70/2009

(24/01/2009), Reg. 494 (12/06/2009), Reg. 495 (12/06/2009); Reg.

149/2011 (19/02/2011); Reg. 1254/2012 (29/12/2012); Reg. 1255/2012

(29/12/2012); Reg. 2441/2015 (18/12/2015); Reg. 1703/2016

Partecipazioni in società collegate e joint venture

(23/09/2016); Reg. 2067/2016 (29/11/2016); Reg. 2067/2016

IAS 28

(29/11/2016); Reg. 182/2018 (8/02/2018); Reg. 237/2019 (11/02/2019)

Informazioni contabili in economie iperinflazionate

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008), Reg. 70/2009

IAS 29

(24/01/2009)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008), Reg. 53/2009

(22/01/2009), Reg. 70/2009 (24/01/2009), Reg. 494 (12/06/2009), Reg.

495 (12/06/2009), Reg. 1293/2009 (24/12/2009); Reg. 149/2011

(19/02/2011); Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg. 1256/2012

Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio

(29/12/2012); Reg. 301/2013 (28/03/2013);Reg. (UE) 1174/2013

IAS 32

(20/11/2013); Reg. 1905/2016 (29/10/2016) Reg. 2067/2016 (29/11/2016)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008), Reg. 494

Utile per azione

(12/06/2009), Reg. 495 (12/06/2009); Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg.

IAS 33

2067/2016 (29/11/2016)

96

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008), Reg. 70/2009

(24/01/2009), Reg. 495 (12/06/2009); Reg. 149/2011 (19/02/2011); Reg.

1255/2012 (29/12/2012); Reg. 301/2013 (28/03/2013); Reg. (UE)

1174/2013 (20/11/2013); Reg. 2343/2015 (16/12/2015); Reg. 2406/2015

Bilanci intermedi

(19/12/2015), Reg. 1905/2016 (29/10/2016); Reg. 2075/2019

IAS 34

(06/12/2019)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008), Reg. 69/2009

(24/01/2009), Reg. 70/2009 (24/01/2009), Reg. 495 (12/06/2009), Reg.

243/2010 (24/03/2010); Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg. 1374/2013

Riduzione durevole di valore delle attività

(20.12.2013); Reg. 2113/2015 (24/11/2015); Reg. 2067/2016

IAS 36

(29/11/2016), Reg. 1905/2016 (29/10/2016)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008),

Reg. 495

Accantonamenti, passività e attività potenziali

(12/06/2009); Reg. 28/2015 (09/01/2015); Reg. 2067/2016 (29/11/2016),

IAS 37

Reg. 1905/2016 (29/10/2016); Reg. 2075/2019 (06/12/2019)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1260 (17/12/2008), Reg. 1274

(18/12/2008), Reg. 70/2009 (24/01/2009), Reg. 495 (12/06/2009), Reg.

243/2010 (24/03/2010); Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg. 28/2015

Attività immateriali

(09/01/2015); Reg. 2231/2015 (03/12/2015), Reg. 1905/2016

IAS 38

(29/10/2016); Reg. 2075/2019 (06/12/2019)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008),

Reg. 53

(22/01/2009), Reg. 70 (24/01/2009); Reg. 494 (12/06/2009), Reg. 495

(12/06/2009), Reg. 824/2009 (10/09/2009); Reg. 839/2009 (16/09/2009);

Reg. 1171/2009 (01/12/2009); Reg. 243/2010 (24/03/2010); Reg.

149/2011 (19/02/2011); Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg. (UE)

1174/2013 (20/11/2013); Reg. 1375/2013 (20/12/2014); Reg. 28/2015

Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione

(09/01/2015); Reg. 2343/2015 (16/12/2015); Reg. 2067/2016

IAS 39

(29/11/2016), Reg. 1905/2016 (29/10/2016); Reg. 34/2020 (16/01/2020)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008), Reg. 70/2009

(24/01/2009); Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg. 1361/2014

Investimenti immobiliari

(18/12/2014); Reg. 2113/2015 (23/11/2015), Reg. 1905/2016

IAS 40

(29/10/2016); Reg. 2018/400 (15/03/2018)

Agricoltura

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274 (18/12/2008), Reg. 70/2009

IAS 41

(24/01/2009); Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg. 2113/2015 (24/11/2015)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1260 (17/12/2008), Reg. 1274

(18/12/2008), Reg. 69 (24/01/2009), Reg. 70 (24/01/2009), Reg. 254

(26/03/2009), Reg. 494 (12/06/2009), Reg. 495 (12/06/2009), Reg. 1136

(26/11/2009), Reg. 1164 (01/12/2009), Reg. 550/2010 (24/06/2010), Reg.

574/2010 (01/07/2010), Reg. 662/2010(24/07/2010); Reg. 149/2011

(19/02/2011); Reg. 1255/2012 (29/12/2012), Reg. 183/2013 (05/03/2013),

Reg. 301/2013 (28/03/2013), Reg. 313/2013 (04/04/2013); Reg. (UE)

1174/2013 (20/11/2013); Reg. 2173/2015 (25/11/2015); Reg. 2343/2015

(16/12/2015); Reg. 2441/2015 (18/12/2015); Reg. 2067/2016

(29/11/2016), Reg. 1905/2016 (29/10/2016); Reg. 182/2018 (8/02/2018)

IFRS 1

Prima adozione dei principi contabili internazionali

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1261 (17/12/2008), Reg. 495

(12/06/2009), Reg. 243/2010 (24/03/2010); Reg. 244/2010 (24/03/2010);

Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg. 28/2015 (09/01/2015); Reg.

Pagamenti basati sulle azioni

2067/2016 (29/11/2016); Reg.289/2018 (27/02/2018); Reg. 2075/2019

IFRS 2

(06/12/2019)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 495/2009 (12/06/2009);Reg. 149/2011

(19/02/2011); Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg. (UE) 1174/2013

(20/11/2013); Reg. 1361/2014 (18/12/2014); Reg. 28/2015 (09/01/2015);

Reg. 2067/2016 (29/11/2016), Reg. 1905/2016 (29/10/2016); Reg.

Aggregazioni aziendali

412/2019 (15/03/2019); Reg. 2075/2019 (06/12/2019); Reg. 551/2020

IFRS 3

(22/04/2020)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274/2008 (18/12/2008), Reg.

494/2009 (12/06/2009), Reg. 1165/2009 (01/12/2009); Reg. 1255/2012

Contratti assicurativi

(29/12/2012); Reg. 2406/2015 (19/12/2015); Reg. 2067/2016

IFRS 4

(29/11/2016), Reg. 1905/2016 (29/10/2016); Reg. 1988/2017 (09/11/2017)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274/2008 (18/12/2008), Reg.

Attività non correnti possedute per la vendita e attività

70/2009 (24/01/2009); Reg. 494/2009 (12/06/2009), Reg. 1142/2009

(27/11/2009), Reg. 243/2010 (24/03/2010); Reg. 1255/2012 (29/12/2012);

IFRS 5

operative cessate

Reg. 2343/2015 (16/12/2015); Reg. 2067/2016 (29/11/2016)

Esplorazione e valutazione delle risorse minerarie

Reg. 1126/2008 (29/11/2008); Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg.

IFRS 6

2075/2019 (06/12/2019)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008),Reg. 1274/2008 (18/12/2008), Reg. 53/2009

(22/01/2009), Reg. 70/2009 (24/01/2009), Reg. 495/2009 (12/06/2009),

Reg. 824/2009 (10/09/2009); Reg. 1165/2009 (01/12/2009), Reg.

574/2010 (01/07/2010); Reg. 149/2011 (19/02/2011); Reg. 1205/2011

(22/11/2011) ; Reg. 1256/2012 (29/12/2012); Reg. (UE) 1174/2013

(20/11/2013); Reg. 2343/2015 (16/12/2015); Reg. 2406/2015

Strumenti finanziari: informazioni integrative

(19/12/2015); Reg. 2067/2016 (29/11/2016); Reg. 182/2018 (8/02/2018);;

IFRS 7

Reg. 34/2020 (16/01/2020)

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274/2008 (18/12/2008), Reg.

Settori operativi

243/2010 (24/03/2010); Reg. 632/2010 (20/07/2010); Reg. 28/2015

IFRS 8

(01/01/2015); Reg. 2406/2015 (19/12/2015)

Reg. 2016/1905 (22/09/2016); Reg. (UE) 2067/2016 (29/11/2016); Reg.

498/2018 (26/03/2018); Reg. 237/2019 (11/02/2019); Reg. 34/2020

IFRS 9

Strumenti finanziari

(16/01/2020)

97

Reg. 1254/2012 (29/12/2012); Reg. 313/2013 (04/04/2013); Reg.

1174/2013 (21/11/2013); Reg. 2441/2015 (18/12/2015); Reg. 1703/2016

IFRS 10

Bilancio consolidato

(23/09/2016); Reg. 182/2018 (8/02/2018)

Reg. 1254/2012 (29/12/2012); Reg. 313/2013 (04/04/2013); Reg.

2173/2015 (25/11/2015); Reg. 2441/2015 (18/12/2015); Reg. 412/2019

IFRS 11

Accordi a controllo congiunto

(15/03/2019)

Reg. 1254/2012 (29/12/2012); Reg. 313/2013 (04/04/2013); Reg.

1174/2013 (21/11/2013); Reg. 1703/2016 (23/09/2016); Reg. 182/2018

IFRS 12

Informativa sulle partecipazioni in altre entità

(8/02/2018)

Valutazione del fair value

Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg. 1361/2014; Reg. 28/2015

IFRS 13

(18/12/2014); Reg. 2067/2016 (29/11/2016)

IFRS 15

Ricavi provenienti da contratti con i clienti

Reg. 1905/2016 (29/10/2016); Reg. 1987/2017 (09/11/2017)

IFRS 16

Leasing

Reg. 1986/2017 (09/11/2017)

SIC / IFRIC

DESCRIZIONE

REGOLAMENTO CE DI OMOLOGAZIONE

Cambiamenti nelle passività iscritte per smantellamenti,

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1260/2008 (17/12/2008), Reg.

IFRIC 1

ripristini e passività similari

1274/2008 (18/12/2008)

Azioni dei Soci in entità cooperative e strumenti simili

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 53/2009 (22/01/2009), Reg. 301/2013

IFRIC 2

(28/03/2013); Reg. 2067/2016 (29/11/2016)

IFRIC 4

Determinare se un accordo contiene un leasing

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 254/2009 (26/03/2009)

Diritti derivanti da interessenze in fondi per smantellamenti,

Reg. 1126/2008 (29/11/2008); Reg. 2343/2015 (16/12/2015); Reg.

IFRIC 5

ripristini e bonifiche ambientali

2067/2016 (29/11/2016)

Passività derivanti dalla partecipazione ad un mercato

IFRIC 6

specifico ‐ Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche

Reg. 1126/2008 (29/11/2008)

Applicazione del metodo della rideterminazione ai sensi dello

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274/2008 (18/12/2008); Reg.

IFRIC 7

IAS 29 "Informazioni contabili in economie iperinflazionate"

2343/2015 (16/12/2015)

Bilanci intermedi e riduzione durevole di valore

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274/2008 (18/12/2008); Reg.

IFRIC 10

2067/2016 (29/11/2016); Reg. 2075/2019 (06/12/2019)

Reg. 254/2009 (26/03/2009); Reg. 2231/2015 (03/12/2015); Reg.

IFRIC 12

Accordi per servizi in concessione

2067/2016 (29/11/2016), Reg. 1905/2016 (29/10/2016)

Il limite relativo a una attività a servizio di un piano a benefici

definiti, le previsioni di contribuzione minima e la loro

Reg. 1263/2008 (17/12/2008); Reg. 1274/2008 (18/12/2008), Reg.

IFRIC 14

interazione

633/2010 (20/07/2010)

Reg. 460/2009 (05/06/2009); Reg. 243/2010 (24/03/2010); Reg.

IFRIC 16

Copertura di un investimanto netto in una gestione estera

2067/2016 (29/11/2016)

Distribuzione ai soci di attività non rappresentate da

IFRIC 17

disponibilità liquide

Reg. 1142/2009 (27/11/2009)

Estinzione di passività finanziarie con strumenti rappresentativi

Reg. 662/2010 (24/07/2010); Reg. 2067/2016 (29/11/2016); Reg.

IFRIC 19

di capitale

2075/2019 (06/12/2019)

Costi di sbancamento nella fase di produzione di una miniera a

IFRIC 20

cielo aperto

Reg. 1255/2012 (29/12/2012); Reg. 2075/2019 (06/12/2019)

Reg. 634/2014 (14/06/2014) (vedi rettifica al Reg. 634 del 08.2014 pag.

IFRIC 21

Tributi

11)

IFRIC 22

Operazioni in valuta estera e anticipi

Reg. 519/2018 (03/04/2018); Reg. 2075/2019 (06/12/2019)

IFRIC 23

Incertezza sui trattamenti ai fini dell'imposta sul reddito

Reg. 1595/2018 (24/10/2018)

Introduzione dell'Euro

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274/2008 (18/12/2008), Reg.

SIC 7

494/2009 (12/06/2009)

Assistenza pubblica ‐ Nessuna specifica relazione alle attività

SIC 10

operative

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274/2008 (18/12/2008)

SIC 15

Leasing operativo ‐ Incentivi

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274/2008 (18/12/2008)

Imposte sul reddito ‐ Cambiamenti di condizione fiscale di

SIC 25

un'impresa o dei suoi azionisti

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274/2008 (18/12/2008)

La valutazione della sostanza delle operazioni nella forma

SIC 27

legale del leasing

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1905/2016 (29/10/2016)

Informazioni integrative ‐ Accordi per servizi di concessione

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274/2008 (18/12/2008), Reg.

SIC 29

254/2009 (26/03/2009)

Attività immateriali ‐ Costi connessi a siti web

Reg. 1126/2008 (29/11/2008), Reg. 1274/2008 (18/12/2008), Reg.

SIC 32

1905/2016 (29/10/2016); Reg. 2075/2019 (06/12/2019)

  1. Il quadro di riferimento dei principi contabili internazionali non è un principio contabile applicabile e non può essere utilizzato per giustificare deroghe ai principi adottati. Può invece essere utilizzato per interpretare e applicare i principi esistenti. Tra gli obiettivi del quadro di riferimento vi è inoltre quello di assistere lo IASB e gli organi nazionali che statuiscono i principi contabili nello sviluppo di nuovi principi e nell'attuazione di progetti di convergenza dei principi nazionali e internazionali. Laddove vi fossero situazioni di conflitto fra il quadro di riferimento ed alcuni principi contabili, prevarrebbe sempre il principio contabile internazionale. E' diviso in quattro parti principali: a) obiettivo di bilancio: b) caratteristiche qualitative che determinano l'utilità delle informazioni contenute nel bilancio; c) definizione, contabilizzazione e valutazione degli elementi che costituiscono i prospetti contabili; d) concetti di capitale e conservazione del capitale.

98

ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO INFRANNUALE ABBREVIATO AL 30

GIUGNO 2020 AI SENSI DELL'ART. 81-TER DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL

14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI

99

100

Disclaimer

Banca Carige S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 29 settembre 2020. La fonte è unica responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 29 settembre 2020 14:53:04 UTC

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