30/04/2020 - Banca Farmafactoring S.p.A.: III Pilastro - Informativa al pubblico – Anno 2019

[X]
Iii pilastro - informativa al pubblico – anno 2019
  1. PILASTRO Informativa al Pubblico

2019

Sommario

Premessa_____________________________________________________________________

4

Sezione 1 - Obiettivi e politiche di gestione del rischio (Art. 435 CRR)___________________

7

Sezione 2 - Ambito di applicazione (Art. 436 CRR)____________________________________

34

Sezione 3 - Fondi Propri (Art. 437 CRR)_____________________________________________

37

Sezione 4 - Requisiti di capitale (art. 438 CRR)_ _____________________________________

46

Sezione 5 - Esposizione al rischio di controparte (Art. 439 CRR)________________________

52

Sezione 6 - Riserve di Capitale (Art. 440 CRR)_ ______________________________________

53

Sezione 7 - Rettifiche di valore su crediti (Art. 442 CRR)_______________________________

55

Sezione 8 - Attività non vincolate (Art. 443 CRR)_____________________________________

67

Sezione 9 - Uso delle ECAI (Art. 444 CRR)___________________________________________

70

Sezione 10 - Esposizione al rischio di mercato (art. 445 CRR)_ _________________________

73

Sezione 11 - Rischio operativo (art. 446 CRR)________________________________________

75

Sezione 12 - Esposizioni in strumenti di capitale non incluse nel portafoglio

di negoziazione (Art. 447 CRR)_ ___________________________________________________

79

Sezione 13 - Esposizione al rischio tasso di interesse su posizioni non incluse

nel portafoglio di negoziazione (Art. 448 CRR)_______________________________________

80

Sezione 14 - Esposizione in posizioni verso la cartolarizzazione (Art. 449CRR)_ ___________

84

Sezione 15 - Politica di remunerazione (Art. 450 CRR)________________________________

86

Sezione 16 - Leva finanziaria (Art. 451 CRR)_ ________________________________________

100

Sezione 17 - Uso di tecniche di attenuazione del rischio di credito (Art. 453 CRR) ________

104

Sezione 18 - Informativa NPE (Linee guida EBA) ____________________________________

105

Attestazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari___

108

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Premessa

A partire dal 1° gennaio 2014 sono entrati in vigore, nell'ordinamento dell'Unione Europea, gli accordi del Comitato di Basilea ("Basilea 3"), volti a rafforzare la capacità delle banche di assorbire shock, derivanti da tensioni finanziarie ed economiche, a migliorare la gestione del rischio e la governance, nonché a rafforzare la trasparenza e l'informativa delle banche stesse.

Ciò premesso, in ambito comunitario, i contenuti di "Basilea 3" sono stati recepiti con due distinti atti normativi:

  • il Regolamento (UE) n. 575/2013 del 26 giugno 2013 (c.d. CRR) - Parte otto "Informativa da parte degli enti" (artt. 431 - 455) e Parte dieci, Titolo I, Capo 3, "Disposizioni transitorie in materia di informativa sui Fondi propri" (art. 492) - che disciplina gli istituti di vigilanza prudenziale del Primo Pilastro e le regole sull'informativa al pubblico (Terzo Pilastro);
  • la Direttiva 2013/36/UE del 26 giugno 2013 (c.d. CRD IV), che riguarda, fra l'altro, le condizioni per l'accesso all'attività bancaria, la libertà di stabilimento e la libera prestazione di servizi, il processo di controllo prudenziale e le riserve patrimoniali addizionali.

La citata normativa europea è divenuta applicabile, nell'ordinamento nazionale, sulla base della Cir- colare della Banca d'Italia n. 285 "Disposizioni di vigilanza per le banche", del 17 dicembre 2013, e successivi aggiornamenti, che attua quanto previsto dalla CRR e dalla CRD IV.

Il Comitato ha, inoltre, mantenuto l'approccio basato su tre "Pilastri", che era alla base del precedente accordo sul capitale, noto come "Basilea 2", integrandolo per accrescere la quantità e la qualità della dotazione di capitale degli intermediari.

In particolare:

  • il Primo Pilastro definisce il sistema dei requisiti patrimoniali che le banche sono tenuti a rispet- tare per fronteggiare i rischi tipici dell'attività bancaria: rischio di credito (che comprende anche il rischio di controparte), rischio di mercato e rischio operativo.
    Tale aspetto è stato rafforzato introducendo una definizione di patrimonio di qualità più elevata e l'imposizione di riserve addizionali di conservazione del capitale, con l'inserimento di norme sulla gestione del rischio di liquidità, a breve (Liquidity Coverage Ratio - LCR) e a lungo periodo (Net Sta- ble Funding Ratio - NSFR) e con l'introduzione di un limite alla leva finanziaria;
  • il Secondo Pilastro richiede alle banche di dotarsi di strategie, processi di controllo e strumenti per determinare, in aggiunta ai rischi di Primo Pilastro, l'adeguatezza patrimoniale, attuale e prospetti- ca, rimettendo all'Autorità di Vigilanza il compito di verificare l'affidabilità e la coerenza dei relativi risultati, e di adottare, ove la situazione lo richieda, le opportune misure correttive. Il Gruppo BFF presenta annualmente alla Banca d'Italia il "Resoconto ICAAP/ILAAP", quale autonoma valutazione, attuale e prospettica, dell'adeguatezza patrimoniale e del sistema di governo e gestione del rischio di liquidità, in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali;
  • il Terzo Pilastro stabilisce specifici obblighi di pubblicazione periodica delle informazioni relati- ve all'adeguatezza patrimoniale, all'esposizione ai rischi e alle caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione degli stessi. Anche tale aspetto è stato rivisto, introducendo maggiori requisiti di trasparenza e più dettagliate informazioni sulla compo- sizione del capitale regolamentare e sulle modalità con cui il Gruppo Bancario calcola i ratio patri- moniali.

4

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sulla base dell'art. 433 della CRR, le banche pubblicano le informazioni al pubblico previste dalla normativa comunitaria almeno su base annua, congiuntamente ai documenti di bilancio.

A questo scopo, il Consiglio di Amministrazione di Banca Farmafactoring S.p.A. ha approvato una pro- cedura dedicata, denominata "Procedura per l'Informativa al Pubblico (III Pilastro)".

La procedura prevede che l'Informativa al Pubblico debba essere:

  • approvata dal Consiglio di Amministrazione prima della sua diffusione;
  • pubblicata sul sito internet www.bffgroup.com (Sezione Investor Relations) almeno una volta all'anno, entro i termini previsti per la pubblicazione del bilancio e, quindi, entro trenta giorni dalla data di approvazione del bilancio da parte dell'Assemblea dei soci.

Il Gruppo Bancario Banca Farmafactoring (di seguito anche "BFF Banking Group") opera principalmen- te nella gestione e nello smobilizzo dei crediti vantati dai fornitori della Pubblica Amministrazione e, in particolare, dei sistemi sanitari pubblici. Il Gruppo è attivo in Italia, Portogallo, Grecia,Croazia e Francia attraverso Banca Farmafactoring S.p.A., in Spagna tramite BFF Finance Iberia S.A.U., e in Polo- nia, Repubblica Ceca e Slovacchia attraverso BFF Polska e le sue consociate (cosiddetto "BFF Polska Group").

Banca Farmafactoring S.p.A. assolve l'obbligo d'informativa al pubblico per il Gruppo Bancario Banca Farmafactoring e redige su base consolidata il presente documento sulla base delle menzionate di- sposizioni normative. In linea con le previsioni della CRR, il perimetro di consolidamento, utilizzato ai soli fini della vigilanza prudenziale, prevede al vertice BFF Luxembourg S.àr.l.. Le relative tabelle, pertanto, riporteranno, oltre alle informazioni riferite al Gruppo Bancario ex T.U.B., anche i dati mag- giormente significativi del Gruppo CRR segnalato alla Banca d'Italia.

Ai fini della redazione del bilancio e del III Pilastro, per le tabelle che non si riferiscono alle segnala- zioni di vigilanza prudenziali, il riferimento continuerà ad essere quello del Gruppo Bancario ex T.U.B.

Si evidenzia che:

  • le informazioni sui rischi cui il Gruppo Bancario è esposto, e sulle politiche di gestione e controllo degli stessi, sono riportate anche nella Parte E della Nota Integrativa del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2019;
  • le informazioni relative ai Fondi propri e ai coefficienti di vigilanza bancaria, relativi sia al Gruppo CRR che al Gruppo Bancario ex T.U.B., sono pubblicate anche nella Parte F della Nota Integrativa del Bilancio consolidato 2019;
  • le informazioni sulla Governance sono riportate anche nella "Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari", pubblicata nella sezione "Governance" del sito internet del Gruppo Bancario www.bffgroup.com;
  • le informazioni che riguardano le politiche di remunerazione e incentivazione del Gruppo Bancario sono indicate anche nella "Relazione sulla Remunerazione", pubblicata nella sezione "Governance" del sito internet del Gruppo Bancario.

L'Informativa al Pubblico (III Pilastro) viene, inoltre, sottoposta all'attestazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ai sensi dell'art. 154-bis del D. Lgs. 58/98 (Testo Unico sulla Finanza, c.d. "TUF").

Il presente documento è articolato in 18 sezioni, che illustrano informazioni di carattere qualitativo e quantitativo, riferite al 31 dicembre 2019. Non vengono pubblicati i paragrafi per cui non sussistono contenuti informativi.

5

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Tutti gli importi vengono espressi in migliaia di euro, se non diversamente indicato.

Di seguito, si riporta il prospetto riassuntivo delle sezioni previste dalla normativa di riferimento, con l'indicazione delle informazioni rilevanti pubblicate nel presente documento.

Sezione

Descrizione/Riferimento Articoli CRR

Informazioni

Informazioni

Pagina

qualitative

quantitative

1

Obiettivi e politiche di gestione del rischio - Art. 435

x

n.a. (*)

7

2

Ambito di applicazione - Art. 436

x

n.a. (*)

34

3

Fondi propri - Art. 437

x

x

37

4

Requisiti di capitale - Art. 438

x

x

46

5

Esposizioni al rischio di controparte - Art. 439

x

x

52

6

Riserve di capitale - Art. 440

x

x

53

7

Rettifiche di valore su crediti - Art. 442

x

x

55

8

Attività non vincolate - Art. 443

x

x

67

9

Uso delle ECAI - Art. 444

x

x

70

10

Esposizione al rischio di mercato - Art. 445

x

x

73

11

Rischio operativo - Art. 446

x

x

75

12

Esposizioni in strumenti di capitale non incluse

x

x

nel portafoglio di negoziazione - Art. 447

79

13

Esposizione al rischio tasso di interesse

x

x

su posizioni non incluse nel portafoglio

di negoziazione - Art. 448

80

14

Esposizione in posizioni verso la cartolarizzazione

x

x

- Art. 449

84

15

Politica di remunerazione - Art. 450

x

x

86

16

Leva Finanziaria - Art. 451

x

x

100

17

Uso di tecniche di attenuazione del rischio di

x

x

104

credito Art. 453

18

Informativa NPE (linee guida EBA)

x

x

105

(*) "n.a"., i.e. "Non applicabile"

6

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 1 - Obiettivi e politiche di gestione del rischio (Art. 435 CRR)

Informativa qualitativa

Premessa

BFF Banking Group si è dotato di idonei dispositivi di governo societario, nonché di adeguati mecca- nismi di gestione e controllo, al fine di fronteggiare i rischi a cui è esposto.

Detti presìdi si inseriscono nella disciplina dell'organizzazione e del sistema dei controlli interni, volta ad assicurare una gestione improntata a canoni di efficienza, efficacia e correttezza, coprendo ogni tipologia di rischio aziendale, coerentemente con le caratteristiche, le dimensioni e la complessità delle attività svolte dal Gruppo.

In tale ottica, il Gruppo ha formalizzato le politiche per il governo dei rischi, procede al loro riesame periodico, allo scopo di assicurarne l'efficacia nel tempo, e vigila, nel continuo, sul concreto funzio- namento dei processi di gestione e controllo dei rischi.

Tali politiche definiscono:

  • la governance dei rischi e le responsabilità delle Unità Organizzative coinvolte nel processo di ge- stione;
  • l'individuazione dei rischi a cui il Gruppo è esposto, le metodologie di misurazione e di stress te- sting, i flussi informativi che sintetizzano le attività di monitoraggio;
  • il processo annuale di assessment sull'adeguatezza del capitale interno e dell'adeguatezza del si- stema di governo e di gestione del rischio di liquidità;
  • le attività di valutazione dell'adeguatezza patrimoniale e di liquidità prospettica, legate al processo di pianificazione strategica.
  • rimessa agli Organi aziendali di Banca Farmafactoring S.p.A., in qualità di Capogruppo di BFF Banking Group, la definizione del modello di governo e di gestione dei rischi a livello di Gruppo, tenendo conto della specifica operatività e dei connessi profili di rischio caratterizzanti tutte le entità che ne fanno parte, al fine di realizzare una politica di gestione dei rischi integrata e coerente. In tale ambito, gli Organi aziendali della Capogruppo svolgono le funzioni loro affidate con riferimento non soltanto alla propria realtà aziendale, ma anche valutando l'operatività complessiva del Gruppo e i rischi a cui esso è esposto, coinvolgendo, nei modi più opportuni, gli Organi aziendali delle Controllate nelle scelte effettuate in materia di procedure e politiche di gestione dei rischi.

Il sistema dei Controlli Interni

L'Amministratore Delegato rappresenta il referente dei Controlli Interni del Gruppo Bancario.

In conformità alle disposizioni dettate dall'Autorità di Vigilanza, l'assetto organizzativo del sistema dei controlli interni del Gruppo si articola sui seguenti tre livelli di presidio.

7

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

I controlli di primo livello (c.d. controlli di linea) hanno lo scopo di assicurare il corretto svolgimento delle operazioni, e sono esperiti dalle stesse strutture operative che le compiono, anche con il sup- porto di procedure informatiche.

I controlli di secondo livello sono volti ad assicurare la corretta attuazione del processo di gestione dei rischi e di conformità alle norme, compreso il rischio di riciclaggio e di finanziamento del terro- rismo, e sono affidati alla Funzione Risk Management e alla Funzione Compliance e AML della Capo- gruppo, che assolvono, coerentemente con quanto disciplinato dalla vigente disciplina di vigilanza prudenziale, le seguenti principali attribuzioni:

  • Risk Management: la funzione assicura la coerenza dei sistemi di misurazione e controllo dei rischi con i processi e le metodologie delle attività aziendali, coordinandosi con le strutture aziendali in- teressate; presiede alla realizzazione del processo di determinazione dell'adeguatezza patrimonia- le; presidia i controlli di gestione dei rischi, al fine di concorrere alla definizione delle metodologie di misurazione; supporta gli Organi Aziendali nella definizione del Risk Appetite Framework ("RAF"); verifica il rispetto dei limiti assegnati alle varie funzioni operative, e controlla la coerenza dell'ope- ratività delle singole aree del Gruppo con gli obiettivi di rischio-rendimento assegnati.
  • Compliance e Anti Money Laundering (AML): la funzione sovraintende, secondo un approccio risk- based, alla gestione del rischio di non conformità alle norme, con riguardo a tutte le attività rien- tranti nel perimetro normativo di riferimento per la Banca e per il Gruppo - anche per il tramite dei propri referenti/funzioni locali presso le succursali e/o controllate - valutando nel continuo che i processi e le procedure interne adottate siano adeguati a prevenire tale rischio, e identificando i rischi rilevanti a cui la Banca e le Controllate sono esposte; garantisce una visione complessiva e integrata dei rischi di non conformità a cui la Banca e le Controllate sono esposte, assicurando un'adeguata informativa verso gli Organi Aziendali della Banca e delle Controllate. La funzione ha, inoltre, il compito di: prevenire e contrastare la realizzazione di operazioni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, identificando altresì nel continuo le norme applicabili in tale ambito; verificare la coerenza dei processi, con l'obiettivo di assicurare il rispetto, da parte della Banca e del Gruppo, delle norme finalizzate al contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. La funzione è altresì è responsabile dei controlli ai sensi della normativa antiriciclaggio per la pre- venzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.

A livello di Gruppo, la Funzione Risk Management e la Funzione Compliance e AML si inseriscono nell'ambito del Sistema dei Controlli Interni, collaborando nel processo di definizione e attuazione delle politiche di governo dei rischi attraverso un adeguato processo di gestione dei rischi stessi, ciascuna per quanto di propria competenza. I responsabili delle Funzioni di controllo di secondo livello sono collocati in posizione gerarchico funzionale adeguata e non sono coinvolti nelle attività operative che sono chiamate a controllare; i compiti e le rispettive responsabilità, sono disciplinati all'interno dei pertinenti regolamenti interni delle funzioni.

La Funzione Risk Management ha, tra le altre, la responsabilità di:

  • collaborare con gli Organi Aziendali nella definizione del complessivo sistema di gestione dei rischi;
  • assicurare che ciascuna Controllata sia dotata di un adeguato sistema di gestione dei rischi, coe- rente con la strategia e la politica del Gruppo e con la relativa normativa di riferimento;

8

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

  • assicurare la corretta valutazione del capitale assorbito, della relativa adeguatezza e degli indicatori regolamentari attraverso la definizione di processi e procedure per fronteggiare ogni tipologia di rischio attuale e prospettico, tenendo conto delle strategie e dell'evoluzione del contesto;
  • presiedere al funzionamento del Processo di Gestione dei Rischi, così come definito nella Policy di gestione dei rischi di Gruppo, e verificarne il rispetto;
  • verificare l'adeguatezza e l'efficacia delle misure adottate per rimediare alle carenze riscontrate sul sistema di gestione dei rischi;
  • presentare agli Organi Aziendali relazioni periodiche sull'attività svolta e fornire loro consulenza in materia di gestione dei rischi;
  • curare la misurazione dei rischi, ivi inclusi i rischi di mercato, sottostanti alle relazioni con soggetti collegati, verificare il rispetto dei limiti assegnati alle diverse Strutture Aziendali, controllare la co- erenza dell'operatività di ciascuna unità con i livelli di propensione al rischio definiti nel RAF.

La Funzione Risk Management è inoltre responsabile della visione complessiva di tutti i rischi assunti dal Gruppo e raccoglie al suo interno le specifiche competenze che attengono alla gestione dei diver- si tipi di rischio, assicurando la promozione della cultura del rischio a livello aziendale. In particolare, la Funzione Risk Management:

  • è responsabile della definizione e dell'aggiornamento delle metodologie e degli strumenti fina- lizzati all'identificazione, misurazione, valutazione, controllo, gestione e mitigazione dei Rischi di Primo Pilastro e di Secondo Pilastro a cui le Società del Gruppo sono esposte;
  • è coinvolta nella definizione del RAF, delle politiche di governo dei rischi e delle varie fasi che costi- tuiscono il Processo di Gestione dei Rischi nonché nella fissazione dei limiti operativi all'assunzione delle varie tipologie di rischio. In tale ambito, ha, tra l'altro, il compito di proporre i parametri quan- titativi e qualitativi necessari per la definizione del RAF, che fanno riferimento anche a scenari di stress e, in caso di modifiche del contesto operativo interno ed esterno della banca, l'adeguamento di tali parametri;
  • definisce e attua il programma di attività annuale e informa annualmente il Consiglio di Ammini- strazione della Capogruppo in merito allo svolgimento delle attività;
  • monitora costantemente il rischio effettivo assunto della Società del Gruppo e la sua coerenza con gli obiettivi di rischio, nonché il rispetto dei limiti operativi all'assunzione delle varie tipologie di rischio, ottimizzando conseguentemente i processi di allocazione del capitale;
  • cura l'aggiornamento del "Contingency Funding Plan" e presidia il monitoraggio dei relativi indica- tori di contingency;
  • verifica l'adeguatezza del RAF e dei limiti operativi ivi definiti, l'adeguatezza del Processo di Gestio- ne dei Rischi;
  • definisce metriche comuni di valutazione e controllo dei rischi operativi coerenti con il RAF, coordi- nandosi con la Funzione Compliance e AML, e con la U.O. ICT;
  • definisce modalità di valutazione e controllo dei rischi reputazionali, coordinandosi con la Funzione Compliance e AML e con le Strutture Aziendali maggiormente esposte;
  • coadiuva gli Organi Aziendali nella valutazione del rischio strategico, monitorando le variabili signi- ficative;
  • assicura la coerenza dei sistemi di misurazione e controllo dei rischi con i processi e le metodologie di valutazione delle attività aziendali, coordinandosi con le Strutture Aziendali interessate;
  • sviluppa, applica e fa applicare gli indicatori in grado di evidenziare situazioni di anomalia e di inefficienza dei sistemi di misurazione e controllo dei rischi;
  • analizza i rischi connessi ai nuovi prodotti e servizi e di quelli derivanti dall'ingresso in nuovi seg- menti operativi e di mercato;

9

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

  • monitora la diversificazione del portafoglio al livello di Gruppo, al fine di evitare l'eccessiva concen- trazione delle esposizioni;
  • formula pareri preventivi sulla coerenza con il RAF delle Operazioni di Maggiore Rilievo (OMR), even- tualmente acquisendo in funzione della natura dell'operazione il parere di altre Funzioni, UU.OO. e/o Dipartimenti coinvolte nel Processo di Gestione dei Rischi;
  • verifica l'adeguatezza e l'efficacia delle misure adottate per rimediare alle carenze riscontrate nel Processo di Gestione dei Rischi;
  • effettua i controlli di secondo livello sulle garanzie acquisite a protezione dell'esposizioni creditizie;
  • valuta la coerenza delle classificazioni dei crediti performing e non-performing;
  • calcola le rettifiche di valore sui crediti performing del Gruppo coerentemente con le logiche defi- nite dal principio IFRS 9;
  • valuta la congruità delle rettifiche di valore generiche e specifiche effettuate dal Gruppo e l'adegua- tezza del processo di recupero dei crediti;
  • propone all'Amministratore Delegato la definizione dei criteri qualitativi e quantitativi di Stage Al- location e provvede al loro monitoraggio;
  • effettua un'analisi andamentale finalizzata a valutare l'evoluzione qualitativa del rischio di credito di ciascun portafoglio del Gruppo in coerenza con i criteri del principio IFRS 9;
  • presidia e concorre allo sviluppo, in qualità di funzione di controllo di secondo livello - e pertanto separata dalle unità operative -, del processo di determinazione del sistema di prezzi di trasferi- mento interno dei fondi, in linea con quanto richiesto dalle Disposizioni di Vigilanza in vigore e tenendo conto delle particolarità operative del Gruppo;
  • predisporre adeguati Flussi Informativi diretti agli Organi Aziendali e alle altre Funzioni Aziendali di Controllo della Capogruppo; in particolare, il Responsabile della Funzione Risk Management infor- ma il Responsabile della Funzione Intenal Audit delle carenze che possano essere di interesse per l'attività di audit.

Inoltre, la Funzione Risk Management è responsabile della gestione dei processi interni di deter- minazione dell'adeguatezza patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process - ICAAP) e dell'adeguatezza del sistema di governo e gestione del rischio di liquidità (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process - ILAAP) e funge da struttura di programmazione, indirizzo e coordinamento di tali processi. In tale contesto, la Funzione Risk Management è responsabile della:

  • identificazione dei rischi (e delle relative fonti) da sottoporre a valutazione sulla base delle analisi del contesto normativo, del mercato di riferimento, dell'operatività e delle linee di business;
  • osservazione costante del rischio effettivo assunto dal Gruppo e della sua coerenza con gli obiettivi di rischio, nonché il rispetto dei limiti operativi all'assunzione delle varie tipologie di rischio;
  • identificazione e documentazione, delle differenze tra le metodologie regolamentari e le metodo- logie utilizzate nell'ambito dei Rischi di Secondo Pilastro, ogni qualvolta si procede allo sviluppo/ revisione delle stesse;
  • definizione e applicazione delle metodologie di stress test;
  • misurazione del Capitale Interno a fronte di ciascun rischio e determinazione del Capitale Interno complessivo;
  • produzione della reportistica da inviare alle Unità Organizzative coinvolte nel processo;
  • riconciliazione del capitale complessivo con i Fondi Propri, individuando, fra gli elementi patrimo- niali ritenuti appropriati per la copertura del Capitale Interno complessivo, le poste riconducibili ai Fondi Propri;
  • identificazione e documentazione della composizione del capitale complessivo disponibile a fronte dei fabbisogni di Capitale Interno complessivo e verifica della relativa copertura;

10

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

  • predisposizione della documentazione attinente alle metodologie e i modelli utilizzati, ai fini dell'approvazione interna da parte del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo;
  • redazione del Resoconto ICAAP/ILAAP;
  • autovalutazione all'interno del Resoconto ICAAP/ILAAP;
  • monitoraggio delle attività pianificate e le tempistiche di realizzazione relative alle aree di miglio- ramento individuate in sede autovalutazione dell'ICAAP/ILAAP ed è inoltre responsabile della loro piena attuazione.

Infine, la Funzione Risk Management nell'ambito del Piano di Risanamento è responsabile di:

  • proporre la definizione e l'aggiornamento dell'impianto complessivo del framework di recovery e del Recovery Plan, con il supporto delle UU.OO. a vario titolo coinvolte;
  • curare la fase di proposta di definizione del Recovery Plan, con riferimento a:
    • indicatori di recovery e relative soglie di calibrazione da inserire nel Recovery Plan;
    • scenari di recovery (definizione delle metriche quantitative e qualitative);
    • valutazione degli impatti patrimoniali e di liquidità delle opzioni di recovery da includere nel Re- covery Plan, in coordinamento con il Dipartimento Finanza e Amministrazione della Capogruppo;
  • coordinare le fasi operative per la predisposizione e formalizzazione del Recovery Plan;
  • raccordarsi con la Banca d'Italia sul tema, con particolare riferimento alle eventuali richieste di chiarimento o di integrazione;
  • monitorare gli indicatori di recovery;
  • supportare l'Amministratore Delegato o altro Consigliere delegato dal CdA nella verifica e nel moni- toraggio della corretta gestione dello stato di crisi.

La Funzione Compliance e Anti Money Laundering ha, tra le altre la responsabilità di:

  • identificare, nel continuo, le norme applicabili al Gruppo e valutare e misurare il loro impatto su processi e procedure aziendali, individuando le funzioni e le strutture aziendali interessate, infor- mandole a tal proposito;
  • assicurare la mitigazione del rischio di non conformità, al fine di non incorrere in sanzioni giudizia- rie o amministrative, perdite finanziarie rilevanti o danni di reputazione in conseguenza a violazioni di norme imperative (leggi, regolamenti) ovvero di autoregolamentazione (ad es. statuti, codici di condotta, codici di autodisciplina);
  • individuare i rischi di non conformità derivanti dall'introduzione di nuove normative, valutandone preventivamente il relativo impatto potenziale su processi e procedure; monitorare l'adozione degli adeguamenti organizzativi (strutture, processi, procedure) richiesti per la prevenzione del rischio di non conformità e verificarne l'efficacia;
  • collaborare nella definizione delle politiche e delle procedure volte a mitigare i rischi legali e repu- tazionali legati alla non conformità alla normativa interna ed esterna e, ove necessario, individuare idonee soluzioni migliorative e/o correttive, verificare la loro adeguatezza e corretta applicazione;
  • verificare l'esistenza e l'affidabilità, nel continuo, di procedure e sistemi idonei ad assicurare il rispetto di tutti gli obblighi normativi e di quelli stabiliti dalla regolamentazione interna e conflitti d'interesse nei confronti dei soggetti collegati;
  • fornire consulenza e assistenza agli Organi Aziendali in tutte le materie in cui assume rilievo il ri- schio di non conformità;
  • collaborare nell'attività di formazione del personale;
  • diffondere una cultura aziendale improntata ai principi di onestà, correttezza e rispetto delle norme;
  • supportare le strutture aziendali per la definizione delle metodologie di valutazione dei rischi di non conformità alle norme.

11

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

La Funzione Risk Management e la Funzione Compliance e AML - organizzativamente e funzional- mente autonome e distinte - sono collocate in staff all'Amministratore Delegato, operando a riporto gerarchico dello stesso e sono indipendenti dalla funzione di revisione interna, essendo assoggettata a verifica da parte della stessa.

Le attività di revisione interna sono svolte dalla Funzione Internal Audit di Gruppo con riporto gerar- chico e funzionale al Consiglio di Amministrazione

La Funzione Internal Audit effettua controlli indipendenti, oltre che per la Capogruppo e le succursali estere, per la controllata BFF Finance Iberia S.A.U., nell'ambito di un apposito contratto di servicing che regolamenta l'erogazione del servizio di audit. Altresì, la Funzione Internal Audit di Gruppo eserci- ta direzione e coordinamento nei confronti della funzione Internal Audit della controllata BFF Polska S.A. il cui responsabile riporta funzionalmente al Responsabile della funzione di Gruppo.

Il regolamento della funzione approvato dal Consiglio di Amministrazione specifica che la funzione Internal Audit, in un'ottica di controlli di terzo livello, valuta la funzionalità complessiva del sistema dei controlli interni, portando all'attenzione degli Organi aziendali i possibili miglioramenti, con par- ticolare riferimento al RAF (Risk Appetite Framework), al processo di gestione dei rischi, nonché agli strumenti di misurazione e controllo degli stessi.

Il Responsabile della Funzione Internal Audit è dotato della necessaria autonomia e indipendenza dalle strutture operative, in conformità alla normativa della Banca d'Italia in tema di Controlli Interni, al Codice di Autodisciplina, e in relazione alla regolamentazione interna. Presenta agli Organi azien- dali un piano di audit pluriennale che comprende le attività obbligatorie previste dalla normativa di riferimento (politiche e prassi di remunerazione e incentivazione, funzioni importanti esternalizzate, ICCAP, ILAAP, ICT, ecc.) oltre agli interventi individuati secondo una logica risk based; il piano di audit

  • assoggettato a revisione annuale. La consuntivazione degli interventi di audit avviene in generale su base trimestrale.

La Banca dispone di un Modello di organizzazione, gestione e controllo, ai sensi del d. lgs. n. 231/2001, costituito da una Parte Generale e da Parti Speciali che esplicitano le attività, i controlli e i mecca- nismi di reporting per ciascuna unità organizzativa/organo aziendale ivi incluse le succursali estere, con un Organismo di Vigilanza collegiale che ne presidia l'adeguatezza attraverso periodiche attività di verifica.

Gli aggiornamenti del Modello sono deliberati nel corso dell'anno dal Consiglio di Amministrazione a seguito di un processo di analisi delle fattispecie di reato di più recente introduzione nonché per tener conto delle evoluzioni organizzative della Banca.

La controllata spagnola BFF Finance Iberia S.A.U. ha adottato un proprio Modello organizzativo conforme all'art. 31 bis del Codice Penale spagnolo, analogo a quello italiano, con la conseguente identifica- zione di un c.d. "Supervisory Bord" con funzioni simili a quelle dell'Organismo di Vigilanza.

Per la controllata polacca BFF Polska S.A., in conformità alla regolamentazione locale, sono state adottate delle specifiche linee guida "anticorruzione", con l'individuazione di uno specifico organismo monocratico a ciò preposto, rappresentato dalla Funzione Compliance e AML locale di BFF Polska S.A.. Le succursali estere applicano un proprio Protocollo approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo che tiene conto anche delle normative locali.

Il Gruppo è dotato di un Codice Etico quale documento che definisce l'insieme dei valori etici nei quali si rispecchia il Gruppo ed il cui rispetto consente, fra l'altro, di prevenire la commissione dei reati previsti nel D. Lgs. n. 231/01.

12

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Inoltre, la Capogruppo e le controllate hanno in essere un processo di whistleblowing formalizzato in un'apposita procedura approvata dagli Organi competenti.

Di seguito, si riportano le politiche di gestione adottate per ciascuna categoria di rischio del Gruppo Bancario, descritte più nel dettaglio nelle relative sezioni.

RISCHIO DI CREDITO

L'attività principale del Gruppo Bancario è rappresentata dal factoring, disciplinato, in Italia, dal Codice Civile (Libro IV - Titolo I, Capo V, artt. 1260-1267) e dalla legge 21 febbraio 1991, n. 52 e seguenti, e che consiste in una pluralità di servizi finanziari variamente articolabili, principalmente mediante la cessione di crediti di natura commerciale.

Inoltre, il Gruppo Bancario, allo scopo di diversificare il proprio business e la propria presenza geo- grafica, comprende le società di BFF Polska Group, che svolgono, in prevalenza, attività di fornitura di servizi finanziari ad aziende operanti nel settore sanitario e a enti della pubblica amministrazione, nei paesi in cui operano.

Politiche di gestione del rischio di credito 1. Aspetti organizzativi

La valutazione di un'operazione, relativa ai diversi prodotti offerti dal Gruppo Bancario, viene con- dotta attraverso l'analisi di una molteplicità di fattori, che vanno dal grado di frammentazione del rischio alle caratteristiche del rapporto commerciale sottostante la qualità del credito, e alla capacità di rimborso del cliente.

I princìpi guida e le modalità di monitoraggio e controllo del rischio di credito sono contenuti nel "Regolamento del Credito" in vigore, approvato nella sua ultima versione dal Consiglio di Ammini- strazione del 24 giugno 2019 e dal "Regolamento del Credito" delle controllate. Un ulteriore presidio organizzativo a fronte del rischio di credito è rappresentato dalla normativa interna per il monitorag- gio della qualità creditizia, che descrive il processo di controllo del credito sul debitore, ed è parte integrante dei suddetti "Regolamento del Credito".

Il rischio di credito è quindi presidiato a diversi livelli, nell'ambito dei molteplici processi operativi. 2. Sistemi di gestione, misurazione e controllo

Il sistema di gestione, misurazione e controllo del rischio di credito è istituito nell'ottica di assicurare un presidio rispetto alle principali fattispecie di rischio annoverabili tra il rischio di credito.

A tale scopo risulta essenziale tenere in considerazione che l'attività core svolta dal Gruppo si estrin- seca, come già summenzionato, nell'acquisto di crediti ceduti in regime di pro-soluto1 vantati dai clienti cedenti nei confronti di debitori della pubblica amministrazione.

Ciò premesso, in particolare, il rischio di credito, legato alla possibilità che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte, nei confronti della quale esiste un'esposizione, generi una corrispondente diminuzione del valore della posizione creditoria, si esplicita tramite:

1 Ai fini della classificazione delle operazioni di factoring tra "pro-soluto" e "pro-solvendo", indipendentemente dalla forma contrattuale, si

considera "pro-soluto" l'operazione che realizza in capo al Gruppo il pieno trasferimento dei rischi e dei benefici connessi con le attività

oggetto della transazione, ai sensi dello IAS 39 e del nuovo principio IFRS 9 (c.d. derecognition).

13

Per converso, sono da considerarsi come "pro-solvendo" le operazioni che non realizzano in capo al Gruppo il suddetto trasferimento dei

rischi e dei benefici.

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

  • il rischio di credito in senso stretto: rischio di default delle controparti verso cui il Gruppo vanta un credito e che risulta piuttosto contenuto tenuto conto della natura delle controparti verso cui il Gruppo è esposto, per la maggior parte non soggette a procedure concorsuali o ad altre procedure che possano minare la sostanziale solvibilità delle medesime;
  • il rischio di "dilution": rischio identificabile nella possibilità che le somme dovute dal debitore ceduto si riducano per effetto di compensazioni o abbuoni derivanti da resi e/o per controversie/ contestazioni in materia di qualità del prodotto o del servizio o di altro tipo;
  • il rischio di "factorability": rischio connesso alla natura e alle caratteristiche del rapporto commer- ciale oggetto di "fattorizzazione"/cessione, che influisce sull'attitudine dei crediti ceduti ad autoli- quidarsi (e.g. rischio di pagamenti diretti dal debitore al cedente potenzialmente insolvente);
  • il rischio di ritardato pagamento: rischio di variazione dei tempi di incasso dei crediti ceduti rispet- to a quanto previsto dal Gruppo.

Il Gruppo, alla luce delle fattispecie di rischio di cui sopra, dispone di una regolamentazione interna che esplicita le fasi che la normativa di settore individua come componenti del processo del credito:

  • istruttoria;
  • delibera;
  • erogazione;
  • monitoraggio e revisione;
  • contenzioso.

Il factoring pro-soluto, per sua natura, rappresenta il servizio maggiormente esposto al rischio di credito. Per questa ragione, le fasi di istruttoria della pratica di affidamento sono svolte con molta accuratezza.

In via residuale il Gruppo offre anche servizi di factoring di "sola gestione"e "pro-solvendo".

Nel servizio di sola gestione, il rischio di credito è molto contenuto, poiché limitato all'esposizione che le società del Gruppo vantano verso il cliente per il pagamento delle commissioni pattuite, os- sia il rimborso delle spese legali sostenute. La concessione di un affidamento "sola gestione" segue l'iter tipico del processo del credito, anche se l'affidamento può essere deliberato da un organo non collegiale.

Il factoring pro-solvendo rappresenta un'attività residuale per BFF Banking Group.

Con specifico riferimento all'acquisizione di BFF Polska S.A., avvenuta nel corso del 2016, si precisa che essa ha comportato una significativa crescita per il Gruppo, consentendo di ampliare l'attività del Gruppo in Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca, diversificando - nel contempo - la gamma dei servizi finanziari offerti.

Le attività che BFF Polska S.A. svolge, si sviluppano prevalentemente in tre settori:

  • attività di finanziamento del capitale circolante dei fornitori della pubblica amministrazione;
  • finanziamento di crediti presenti e futuri del settore pubblico e sanitario;
  • finanziamento di investimenti del settore pubblico e sanitario.

Anche rispetto alle forme tecniche specifiche di BFF Polska S.A. e delle sue controllate, l'obiettivo del- la gestione del rischio di credito del Gruppo è quello di costruire un robusto e bilanciato portafoglio di attività finanziarie per ridurre al minimo il rischio di esposizioni deteriorate e allo stesso tempo

14

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

generare il margine di profitto previsto e il valore atteso del portafoglio crediti. Come regola generale, il Gruppo Bancario, entra in rapporti con clienti dotati di un adeguato merito di credito e, se neces- sario, richiede adeguate garanzie per attenuare il rischio di perdite finanziarie derivanti da eventuali situazioni di inadempienza dei clienti.

L'esposizione al rischio di credito del cliente viene monitorato su base continuativa. Il merito di cre- dito di enti del settore pubblico viene analizzato nel contesto del rischio di ritardo nel rimborso delle passività.

La valutazione del rischio di credito si inserisce in una considerazione complessiva sull'adeguatezza patrimoniale del Gruppo, in relazione ai rischi connessi con gli impieghi.

In relazione alla valutazione e misurazione del rischio di credito dal punto di vista regolamentare in termini di requisiti patrimoniali a garanzia dell'adeguatezza patrimoniale, il Gruppo utilizza il metodo "Standardizzato", così come regolato dal Regolamento UE n. 575/2013 (CRR) e recepito dalle Circolari della Banca d'Italia n. 285, "Disposizioni di vigilanza per le banche", e n. 286 "Istruzioni per la com- pilazione delle segnalazioni prudenziali per le banche e le società di intermediazione mobiliare", entrambe del 17 dicembre 2013, e successivi aggiornamenti, che evidenziano la suddivisione delle esposizioni in diverse classi ("portafogli"), in base alla natura della controparte, e l'applicazione, a ciascun portafoglio, di coefficienti di ponderazione diversificati riportati nel dettaglio, nella Sezione 4 del presente documento.

BFF Banking Group mantiene costantemente, quale requisito patrimoniale a fronte del rischio di cre- dito, un ammontare dei Fondi propri pari ad almeno l'8% delle esposizioni ponderate per il rischio (RWA - "Risk Weighted Assets").

In particolare, BFF Banking Group applica i seguenti principali fattori di ponderazione ai fini del cal- colo degli RWA:

  • 0% alle esposizioni verso le amministrazioni centrali e le banche centrali aventi sede in uno Stato membro dell'Unione Europea e finanziati nella valuta locale, oltre alle esposizioni nei confronti di altre enti appartenenti alla Pubblica Amministrazione, quando specificatamente previsto dalla nor- mativa di vigilanza di riferimento; rientrano in tale categoria anche le esposizioni nei confronti di organismi del settore pubblico e autorità locali spagnoli, come previsto dalle liste EBA "EU regional governments and local authorities treated as exposures to central governments in accordance with Article 115(2) of Regulation (EU) 575/2013" e "EU public-sectorentities treated in exceptional cir- cumstances as exposures to the central government, regional government or local authority in who- se jurisdiction they are established in accordance with Article 116(4) of Regulation (EU) 575/2013";
  • 2,94% al contributo prefinanziato al fondo di garanzia di Cassa Compensazione e Garanzia (contro- parte qualificata) per l'operatività in pronti contro termine;
  • 20% alle (i) esposizioni verso amministrazioni regionali e autorità locali aventi sede in uno Stato membro dell'Unione Europea, denominati e finanziati nella locale valuta, (ii) alle esposizioni verso gli organismi del settore pubblico per paesi con classe di merito 1, (iii) alle esposizioni nei confronti di organismi del settore pubblico e verso intermediari vigilati aventi durata originaria pari o infe- riore ai tre mesi;
  • 50% alle esposizioni verso gli organismi del settore pubblico per paesi con classe di merito 2, in cui rientrano le esposizioni verso gli organismi del settore pubblico polacco e slovacco;
  • 100% alle (i) esposizioni verso gli organismi del settore pubblico per paesi con classe di merito 3, 4 e 5 (tra cui Italia, Portogallo, Grecia); si segnala che DBRS, il 3 maggio 2019, ha migliorato il rating della Repubblica greca portandolo da BH a BBL migliorandone così la classe di merito (da 5 a 4), ma

15

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

non la percentuale di assorbimento che rimane al 100% e (ii) alle esposizioni verso gli organismi del settore pubblico per paesi in cui l'amministrazione centrale è priva di rating, ossia non è associata alcuna classe di merito di credito (tra cui Repubblica Ceca e Croazia);

  • 50% o 100% per i crediti verso intermediari vigilati, a seconda della classe di merito del paese in cui hanno sede gli stessi.;
  • 75% per crediti verso controparti, al dettaglio e piccole e medie imprese;
  • 100% per i crediti verso i debitori privati (i.e. imprese);
  • 100% per attività materiali, partecipazioni e altre attività;
  • 150% alle esposizioni non-performing, se le rettifiche di valore specifiche sono inferiori al 20% della parte non garantita dell'esposizione al lordo di tali rettifiche;
  • 100% alle esposizioni non-performing, se le rettifiche di valore specifiche sono pari o superiori al 20% della parte non garantita dell'esposizione al lordo di tali rettifiche;
  • 250% alle attività fiscali differite non dedotte dai fondi Propri.

Banca Farmafactoring S.p.A. ha adottato come ECAI di riferimento Dominion Bond Rating Service (DBRS). Il rating unsolicited assegnato alla Repubblica Italiana da DBRS, in data 13 luglio 2018, è "BBB high". Le esposizioni verso gli organismi del settore pubblico italiano, in cui sono compresi i crediti vantati nei confronti delle Aziende appartenenti al Servizio Sanitario Nazionale e delle ASL rientrano nella classe di merito di credito 3 con una ponderazione pari al 100%.

Si segnala che le esposizioni di BFF Banking Group sono rappresentate principalmente da esposizioni con controparti appartenenti alla Pubblica Amministrazione o con aziende sanitarie dei paesi in cui il Gruppo opera.

In base alla metodologia di cui sopra, il requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito, al 31 dicembre 2019, risulta essere, per BFF Banking Group, pari a 160,6 milioni di euro.

Inoltre, la gestione del rischio di credito avviene nel prioritario rispetto delle disposizioni normative esterne (CRR, Circolari della Banca d'Italia n. 285, "Disposizioni di vigilanza per le banche", e n. 286, "Istruzioni per la compilazione delle segnalazioni prudenziali per le banche e le società di intermedia- zione mobiliare" e successivi aggiornamenti), in tema di concentrazione dei rischi.

In particolare:

  • si definisce "grande esposizione" ogni posizione di rischio di importo pari o superiore al 10% del Capitale ammissibile, così come definito nella CRR (somma del capitale di classe 1 e del capitale di classe 2 pari o inferiore a un terzo del capitale di classe 1);
  • i gruppi bancari sono tenuti a contenere ciascuna posizione di rischio entro il limite del 25% del Capitale ammissibile.

In considerazione del fatto che il Gruppo ha un'esposizione quasi completamente composta da cre- diti acquistati dai cedenti in regime di pro-soluto e vantati nei confronti dei singoli enti appartenenti alla Pubblica Amministrazione, il rischio del portafoglio è da ritenersi contenuto in virtù del fatto che la derecognition del credito prevede l'allocazione dell'esposizione in capo a un numero più elevato di controparti (i.e. i debitori ceduti), che, peraltro, nel caso di talune esposizioni ricevono un trattamento preferenziale in termini di ponderazione ai fini delle grandi esposizioni.

Infine, la Banca, conformemente a quanto previsto dalla Circolare n. 139 della Banca d'Italia dell'11 febbraio 1991 e successivi aggiornamenti "Centrale dei rischi. Istruzioni per gli intermediari creditizi",

16

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

effettua mensilmente le segnalazioni alla Centrale dei Rischi, fornendo informazioni sulla dinamica dell'indebitamento finanziario del debitore nel corso del tempo e sul rapporto accordato/utilizzato (che esprime l'impegno finanziario dell'azienda e i margini di indebitamento della stessa verso il sistema). Tale adempimento consente altresì, ai fini di un miglior monitoraggio puntuale e andamen- tale del credito, di avere visibilità della posizione finanziaria dei soggetti segnalati dalla Banca.

3. Valutazione qualitativa del credito

Il Gruppo effettua l'analisi di impairment sul portafoglio crediti, finalizzata all'identificazione di even- tuali riduzioni di valore delle proprie attività, in linea con quanto disposto dai principi contabili applicabili e dei criteri di prudenzialità richiesti dalla normativa di vigilanza e dalle policy interne adottate BFF Banking Group.

Tale analisi si basa sulla distinzione tra due categorie di esposizioni, di seguito riportate:

  • Crediti soggetti a valutazione di rettifiche di valore generiche (c.d. "valutazione collettiva")
  • Crediti soggetti a valutazione di rettifiche di valore analitiche

Si rammenta in tale sede, che, a decorrere dal 1° gennaio 2018, è entrato in vigore il principio con- tabile IFRS 9. Tale principio sostituisce il concetto di perdite su crediti "subita" (incurred loss) dello standard IAS 39 con l'approccio delle perdite "attese" (expected loss).

L'approccio adottato dal Gruppo prevede un modello caratterizzato da una visione prospettica che può richiedere la rilevazione delle perdite previste nel corso della vita del credito sulla base di infor- mazioni supportabili, disponibili senza oneri o sforzi irragionevoli, e che includano dati storici attuali e prospettici. In tale contesto, si è adottato un approccio basato sull'impiego di parametri credit risk (Probability of Default - PD, Loss Given Default - LGD, Exposure at Default - EAD) ridefiniti in un'ottica multi-periodale.

Più in dettaglio, l'impairment model previsto dall'IFRS 9 prevede la classificazione dei crediti in tre livelli (o stage) a cui corrispondono distinte metodologie di calcolo delle perdite da rilevare.

Nel primo stage la perdita attesa è misurata entro un orizzonte temporale di un anno. Nel secondo stage (dove sono classificate le attività finanziarie che hanno subito un significativo incremento della rischiosità creditizia rispetto alla rilevazione iniziale), la perdita è misurata su un orizzonte temporale che copre la vita dello strumento sino a scadenza (lifetime expected loss). Nello stage 3 rientrano tutte quelle attività finanziarie che presentano obiettive evidenze di perdita alla data di bilancio (esposizioni non-performing).

Crediti soggetti a valutazione di rettifiche di valore generiche (c.d. "svalutazione collettiva")

Il modello di impairment è caratterizzato:

- dall'allocazione delle transazioni presenti in portafoglio in differenti bucket sulla base della valu- tazione dell'incremento del livello di rischio dell'esposizione / controparte;

  • dall'utilizzo di parametri di rischio multi-periodali (es. lifetime PD, LGD ed EAD) con il fine della quantificazione dell'Expected Credit Losses (ECL) per gli strumenti finanziari per i quali si verifica il significativo aumento del rischio di credito rispetto all'initial recognition dello strumento stesso.

17

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Ai fini del calcolo dell'impairment, il principio IFRS 9 fornisce requisiti generici circa il calcolo dell'ECL ed il disegno dei criteri di stage allocation e non prevede specifiche guidelines riguardo l'approccio modellistico. Sulla base di questo presupposto, le fasi di assessment e di design del progetto di con- versione al principio IFRS 9 hanno permesso, attraverso l'analisi dei dati forniti in input, lo sviluppo di un framework metodologico all'interno del quale adeguare le peculiarità del business del Gruppo in coerenza alle attività presenti in portafoglio e alle informazioni disponibili, nel rispetto delle linee guida definite dal principio.

I concetti chiave introdotti dal principio IFRS 9 e richiesti ai fini del calcolo dell'impairment rispetto ai precedenti standard contabili sono:

  • modello caratterizzato da una visione prospettica, che consenta la rilevazione immediata di tutte le perdite previste nel corso della vita di un credito sostituendo quindi il criterio della "perdita subita" (incurred loss), che legava le svalutazioni all'insorgere di un "fatto nuovo" che dimostrasse la dub- bia esigibilità dei flussi di cassa originariamente concordati. Le perdite secondo il principio IFRS 9 vanno stimate sulla base di informazioni supportabili, disponibili senza oneri o sforzi irragionevoli, e che includano dati storici attuali e prospettici;
  • ECL ricalcolato ad ogni data di reporting al fine di riflettere i cambiamenti nel rischio di credito fin dalla ricognizione iniziale dello strumento finanziario;
  • per la determinazione dell'ECL devono essere prese in considerazione le informazioni forward- looking e i fattori macroeconomici;
  • introduzione di uno status aggiuntivo rispetto alla binaria classificazione performing e non-perfor-ming delle controparti, al fine di tener conto dell'aumento del rischio di credito.

Il modello di calcolo della ECL richiede una valutazione quantitativa dei flussi finanziari futuri e pre- suppone che questi possano essere attendibilmente stimati. Ciò richiede l'identificazione di alcuni elementi della valutazione, tra i quali:

  • modelli di probabilità di default (PD) e le assunzioni circa la distribuzione a termine degli eventi di default, per il calcolo delle PD multi-periodali funzionali alla determinazione della c.d. lifetime expected credit loss;
  • modello di LGD;
  • modello di EAD deterministico e stocastico, per i quali sia possibile definire una distribuzione multi-periodale, oltre che con orizzonte temporale di 12 mesi.

I parametri di rischio che sono modellizzati per ottemperare alla logica di tener in considerazione dell'intera vita attesa dello strumento finanziario (lifetime) risultano essere i seguenti:

  • PD Multi-periodali;
  • LGD Multi-periodali;
  • EAD Multi-periodali.

Inoltre, ai fini di coerenza con i requisiti del Principio IFRS 9, il calcolo dell'ECL include aggiustamenti Point in Time (PIT) nei parametri e tiene in considerazione l'integrazione Forward-LookingInformation (FLI).

Crediti soggetti a valutazione di rettifiche di valore analitiche (c.d. "svalutazioni specifiche")

Il Gruppo ha effettuato una ricognizione delle attività classificate come deteriorate, allo scopo di individuare posizioni che presentano oggettive perdite di valore su base individuale, come previsto dallo IAS 39 e in linea con le vigenti disposizioni di vigilanza.

18

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Si precisa che, con riferimento alle controparti scadute deteriorate (c.d. past due), pur essendo anno- verate tra le attività finanziarie deteriorate, ossia assoggettabili a trattamento di svalutazione specifi- ca, vengono effettuate le medesime valutazioni riferibili alle esposizioni in bonis di cui alla presente sezione. Tale scelta è supportata dal fatto che, in considerazione del core business della Banca, i fenomeni di scaduto oltre i 90 giorni, individuati secondo criteri oggettivi, non risultano di per sé rappresentativi di una situazione di deterioramento della posizione di rischio da cui è possibile ri- scontrare elementi oggettivi di perdita individuale. I risultati di tale svalutazione sono poi associati analiticamente a ciascuna controparte classificata in tale stato di rischio.

I crediti deteriorati BFF Banking Group sono costituiti da sofferenze, inadempienze probabili (c.d. unlikely to pay) e esposizioni scadute deteriorate (c.d. past due), il cui valore complessivo, al netto delle svalutazioni analitiche, ammonta a 106,2 milioni di euro di cui:

  • sofferenze per 61,9 milioni di euro;
  • inadempienze probabili per 9,5 milioni di euro;
  • esposizioni scadute deteriorate per 34,7 milioni di euro.

In riferimento alle politiche adottate nell'ambito delle svalutazioni, BFF Polska S.A. e BFF Finance Ibera S.A.U. inoltrano alla Capogruppo apposita reportistica periodica, al fine di permettere alle corri- spondenti funzioni della controllante di esercitare il riporto funzionale rispetto alle attività svolte in quest'ambito, e consentire la verifica della correttezza delle conclusioni.

4. Attività finanziarie deteriorate

In data 24 luglio 2014 l'EBA ha proceduto alla pubblicazione del "Final Draft Implementing Technical Standards on Supervisory reporting on forbearance and nonperforming exposures" (EBA/ITS /2013/03/rev1 24/7/2014): detto documento introduce nuove definizioni in materia di attività deteriorate e di concessioni (forbearance measures).

Tali definizioni sono state recepite con il 7° aggiornamento della Circolare n. 272 della Banca d'Italia del 20 gennaio 2015, e prevedono la suddivisione delle attività deteriorate in:

  • Sofferenze
  • Inadempienze probabili
  • Esposizioni scadute deteriorate.

Sofferenze

Si tratta di esposizioni nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza o in situazioni sostanzial- mente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate dall'azienda.

Al 31 dicembre 2019, il totale complessivo delle sofferenze BFF Banking Group, al netto delle svaluta- zioni specifiche, ammonta a 61,9milioni di euro, di cui 5,7 milioni di euro acquistate già deteriorate. Le sofferenze nette relative a comuni e province italiane in dissesto sono pari a 57,7 milioni di euro e rappresentano il'93,0% del totale.

Le sofferenze lorde sono pari a 73,4 milioni di euro, svalutate per 11,5 milioni di euro.

19

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Le sofferenze lorde relative a BFF Polska Group ammontano a 13,1 milioni di euro, svalutate per un ammontare di 9,4 milioni di euro, per un valore netto di 3,7 milioni di euro. Relativamente a BFF Finance Iberia S.A.U. le sofferenze lorde ammontano a 117 mila euro, svalutate per 89,9 mila euro, per un valore netto di 27 mila euro.

Inadempienze probabili

L'inadempienza probabile (unlikely to pay) rappresenta il risultato del giudizio del Gruppo circa l'im- probabilità che, senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie, il debitore adempia inte- gralmente (in linea capitale e/o interessi) alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione va operata indipendentemente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati. Non è, pertanto, necessario attendere il sintomo esplicito di anomalia (ad esempio, il mancato rimborso), laddove sussistano elementi che implicano una situazione di rischio di inadempimento del debitore.

Al 31 dicembre 2019, le esposizioni lorde classificate tra le inadempienze probabili risultano comples- sivamente pari a 11,8 milioni di euro, di cui 11,4 milioni di euro relativi a BFF Polska Group, 201 euro a Banca Farmafactoring S.p.A. e 450 mila euro a BFF Finance Iberia S.A.U.. Il valore complessivo netto è pari a 9,5 milioni di euro, riferito principalmente a BFF Polska Group.

Esposizioni scadute deteriorate

Sono esposizioni verso amministrazioni centrali e banche centrali, enti territoriali, enti del settore pubblico, enti senza scopo di lucro e imprese, che alla data di riferimento del 31 dicembre 2019 risul- tano scadute da oltre 90 giorni e classificate come deteriorate sulla base di quanto disposto dalla Circolare n. 272 della Banca d'Italia del 20 gennaio 2015.

In particolare, le esposizioni verso amministrazioni centrali e banche centrali, enti del settore pubbli- co ed enti territoriali si considerano scadute deteriorate quando il debitore non abbia effettuato al- cun pagamento per nessuna delle posizioni di debito verso una società del Gruppo da oltre 90 giorni. La valutazione di tali esposizioni scadute avviene a livello di portafoglio, in quanto non si evidenziano elementi oggettivi di perdita a livello individuale.

Al 31 dicembre 2019, le esposizioni scadute lorde ammontano, per BFF Banking Group, a 34,8 milioni di euro, svalutate per 0,1 milioni di euro. Le esposizioni scadute nette ammontano quindi a 34,7 milioni di euro di cui l'87,1% riferito a controparti della Pubblica Amministrazione e ad imprese di proprietà del settore pubblico.

In riferimento a Banca Farmafactoring S.p.A., tali esposizioni nette sono pari a 30,6 milioni di euro. Di queste, 29,5 milioni di euro, pari al 96,4% si riferiscono a enti della Pubblica Amministrazione Italiana, Portoghese e Greca (per la gran parte enti territoriali) e a imprese di proprietà del settore pubblico italiano. In relazione a BFF Polska Group le esposizioni scadute nette ammontano a 3,4 milioni di euro. Per BFF Finance Iberia S.A.U. le esposizioni scadute nette ammontano a 0,7, costituite per la totalità da controparti appartenenti alla pubblica amministrazione.

5. Operazioni di cartolarizzazione

Nella presente sezione vengono fornite le informazioni di natura "qualitativa" e "quantitativa" sull'o- peratività in cartolarizzazioni e cessione delle attività poste in essere dalla Banca e da BFF Banking Group.

20

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Informativa sull'operazione col veicolo BFF SPV S.r.l.

Strategie, processi e obiettivi

L'operazione di cartolarizzazione, effettuata in private placement, per l'importo massimo della flexible Senior Note pari a 150 milioni di euro, conclusa a luglio 2017 e rinnovata nel dicembre 2018, è finaliz- zata a diversificare le attività di funding.

Caratteristiche dell'operazione

I crediti, vantati nei confronti delle Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende Ospedaliere, vengono ceduti pro-soluto a un veicolo ex legge n. 130/99, BFF SPV, che ne finanzia l'acquisto mediante emis- sione di titoli fino a complessivi 150 milioni di euro.

La struttura prevede un periodo revolving durante il quale vengono effettuate cessioni di crediti ro- tativi a fronte degli incassi sui crediti, al fine di mantenere il rapporto di collateralizzazione stabilito contrattualmente.

Nel corso del mese di dicembre 2018 è stata rinnovata la fase revolving, avviata nel settembre 2017 e avente validità originaria sino al 15 gennaio 2019: alla luce del rinnovo di cui sopra, la scadenza della fase revolving in essere al 31 dicembre 2018 è stata fissata al 17 febbraio 2020: si segnala che in data 6 febbraio 2020 si è provveduto all'ulteriore rinnovo della fase revolving la cui scadenza risulta pertanto fissata al prossimo 15 febbraio 2021.

RISCHIO DI CONTROPARTE

Il rischio di controparte rappresenta una particolare fattispecie del rischio di credito, caratterizzato dal fatto che l'esposizione, a motivo della natura finanziaria del contratto stipulato fra le parti, è in- certa e può variare nel tempo in funzione dell'andamento dei fattori di mercato sottostanti.

Per il BFF Banking Group, il rischio è marginale ed è generato da operazioni di pronti contro termine passivi, aventi come controparte Cassa Compensazione e Garanzia. Per la misurazione del rischio di controparte, viene utilizzata la metodologia standardizzata.

RISCHIO DI MERCATO

Il rischio di mercato è relativo alle posizioni detenute a fini di negoziazione, ovvero intenzionalmente destinate a una successiva dismissione a breve termine, assunte allo scopo di beneficiare di differen- ze tra prezzi di acquisto e di vendita, o di altre variazioni di prezzo o di tasso d'interesse.

La normativa identifica e disciplina il trattamento delle varie tipologie di rischio di mercato con rife- rimento al portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza. Per la misurazione del rischio di mercato, il Gruppo si avvale del metodo "Standard".

21

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

RISCHIO TASSO DI INTERESSE

Ai fini della valutazione del rischio di tasso di interesse, potenzialmente legato alle fluttuazioni dei tassi di interesse, il Gruppo ha adottato la metodologia di determinazione del capitale interno disci- plinata dall'allegato C della Circolare n° 285/2013 (Parte Prima, Titolo III, Capitolo I) della Banca d'Italia e dai recenti indirizzi dell'Autorità Bancaria Europea (EBA)2. Tale metodologia viene applicata mensil- mente, al fine di rilevare in modo tempestivo e nel continuo le eventuali perdite di valore rispetto a uno shock di mercato, determinato facendo riferimento alle variazioni annuali dei tassi di interesse registrati in un periodo di osservazione di 6 anni, considerando alternativamente il 1° percentile (ri- basso) o il 99° (rialzo), e garantendo il vincolo di non negatività dei tassi.

RISCHIO DI CAMBIO

Il rischio di cambio è rappresentato dall'esposizione del Gruppo Bancario alle oscillazioni dei corsi delle valute, considerando sia le posizioni in valuta sia quelle che prevedono clausole di indicizzazio- ne collegate all'andamento dei tassi di cambio di una determinata valuta.

Il portafoglio delle attività del Gruppo al 31 dicembre 2019 è espresso in:

  • euro;
  • zloty polacchi;
  • corone ceche,
  • kune croate

Conseguentemente, il Gruppo gestisce e monitora il rischio connesso con la volatilità delle valute. Il Gruppo si è dotato di specifica normativa interna per la gestione del rischio di cambio, con riferimen- to alle esposizioni rivenienti dalla gestione di asset, da operazioni di funding, dalla compravendita di strumenti finanziari in valuta e da qualsiasi altra operazione in divisa differente rispetto alla valuta di riferimento. Nello specifico, il Gruppo opera in natural hedging, e si è dotato di determinati strumenti di copertura, allo scopo di prevenire il rischio di cambio laddove la strategia di natural hedging non risulti perseguibile e/o efficace.

In relazione all'acquisizione di BFF Polska Group, il rischio di cambio derivante dall'acquisizione del- la partecipazione in zloty polacchi è stato coperto in natural hedging facendo ricorso a contratti di finanziamento sottoscritti con il Gruppo Unicredit e con il Gruppo IntesaSanPaolo, in modo da de- terminare una corrispondenza tra le posizioni attive e quelle passive in valuta e, conseguentemente, gestire una posizione "aperta" in cambi nei limiti di risk appetite previsti dal Risk Appetite Framework approvato dal CdA della Banca.

All'effetto relativo ai cambi, rilevato a Conto economico, e derivante dalla rivalutazione derivanti dai finanziamenti passivi in zloty, corrisponde un correlato effetto, di segno opposto, nel Patrimonio net- to consolidato (c.d. "Riserva di traduzione"), che discende dalla rivalutazione dei cambi applicati al Patrimonio netto di BFF Polska Group.

Al 31 dicembre 2019 non risultano attività di copertura realizzate attraverso strumenti derivati.

2 EBA/GL/2015/08: "Orientamenti sulla gestione del rischio di tasso di interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione (non-

trading activities)"; EBA/CP/2017/19: "Consultation paper on the draft guidelines on the management of interest rate risk arising from non-trading activities".

22

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

RISCHIO DI LIQUIDITÀ

Il rischio di liquidità è rappresentato dalla possibilità che il Gruppo non riesca a mantenere i pro- pri impegni di pagamento a causa dell'incapacità di reperire fondi sul mercato finanziario, o siano presenti limiti allo smobilizzo delle attività. Tale rischio è rappresentato altresì dall'impossibilità di reperire nuove risorse finanziarie adeguate, in termini di ammontare e di costo, rispetto alle necessità operative, che costringa il Gruppo a rallentare o fermare lo sviluppo dell'attività, o sostenere costi di raccolta eccessivi per fronteggiare i propri impegni, con impatti negativi significativi sulla marginalità della propria attività.

Il Gruppo, anche in ottemperanza alle disposizioni contenute nella disciplina di vigilanza prudenziale emanata dalla Banca d'Italia, è dotato di una Policy di gestione dei rischi di Gruppo e di un Regola- mento Tesoreria e Finanza di Gruppo, con l'obiettivo di mantenere un'alta diversificazione, al fine di contenere il rischio di liquidità, e identificare i princìpi di governance e di controllo, nonché le strut- ture delegate alla gestione operativa e strutturale del rischio di liquidità. Per il presidio dei processi di gestione e di controllo del rischio di liquidità, il Gruppo ha adottato un modello di governance basato sui seguenti principi:

  • separazione tra i processi di gestione della liquidità e i processi di controllo del rischio di liquidità;
  • sviluppo dei processi di gestione e controllo del rischio di liquidità, coerentemente con la struttura gerarchica, e mediante un processo di deleghe;
  • condivisione delle decisioni e della chiarezza delle responsabilità tra organi direttivi, di controllo e operativi;
  • conformità dei processi di gestione e di monitoraggio del rischio di liquidità con le indicazioni della vigilanza prudenziale.

Gli stress test sul rischio di liquidità sono stati effettuati con la finalità di valutare gli impatti prospet- tici di scenari di stress sulle condizioni di solvibilità del Gruppo.

Gli indici LCR e NSFR di BFF Banking Group, alla data di riferimento, sono pari rispettivamente al 476,9% e al 106,6%.

PROCESSO DI GESTIONE DELLE ATTIVITÀ VINCOLATE

BFF, in qualità di Capogruppo, ha adottato una specifica politica per la gestione degli asset vincolati di BFF Banking Group, ai fini della misurazione e dei relativi controlli da effettuare con riferimento agli stessi, la quale disciplina le attività finalizzate a:

  • delineare le politiche di governo del rischio di liquidità derivante dal peggioramento della qualità creditizia delle attività vincolate;
  • includere nei propri piani di emergenza (Contingency Funding e Piano di Risanamento) strategie volte a gestire il potenziale aumento della quota di attività vincolate derivante da situazioni di ten- sione rilevanti, ossia da shock plausibili, benché improbabili, avendo riguardo, tra l'altro, anche al declassamento del rating del credito della Banca, alla svalutazione delle attività costituite in pegno e all'aumento dei requisiti di margine;
  • assicurare che gli Organi Aziendali ricevano informazioni tempestive, almeno in merito a:
    1. il livello, l'evoluzione e la natura delle attività vincolate e delle fonti costitutive del vincolo;
    2. l'ammontare, l'evoluzione la qualità creditizia delle attività non vincolate ma vincolabili, con l'indicazione del volume di attività potenzialmente vincolabili;

23

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

  1. l'ammontare, l'evoluzione e la natura delle attività vincolate risultante dal materializzarsi di scenari di stress (quota potenziale di attività vincolate).

BFF Banking Group monitora il c.d. "Asset encumbrance ratio" (di seguito anche "AE ratio"), allo scopo di osservare il trend di esposizione al rischio connesso alla quota di attività vincolate, il quale deriva dall'indisponibilità di attivi prontamente liquidabili tramite vendita, vendita con patto di riacquisto, cessione in garanzia o cartolarizzazione, determinando:

  • la riduzione della quota di attivi a disposizione dei creditori e dei depositanti non garantiti;
  • l'incremento del rischio di funding e di liquidità, in quanto la quota di attivi impegnati riduce la possibilità di ottenere nuova raccolta secured.

L'AE ratio è definito come il rapporto tra crediti di Gruppo encumbered sul totale dei crediti. Nell'ambito del documento RAF, è stabilito uno specifico limite operativo, pari al 50%, definito come il massimo rapporto tra attività vincolate sul totale degli asset.

RISCHIO OPERATIVO

Il rischio operativo è il rischio di subire perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, o da eventi esogeni. Rientrano in tale tipologia, tra l'altro, le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell'operatività, indisponibilità dei sistemi, ina- dempienze contrattuali, catastrofi naturali; nel rischio operativo è compreso il rischio legale, mentre non sono inclusi quelli strategici e di reputazione.

Nel Gruppo Bancario, l'esposizione a tale categoria di rischio è generata in via prevalente da disfun- zioni nei processi lavorativi e nell'assetto organizzativo e di governo - errori umani, malfunziona- menti negli applicativi informatici, inadeguatezza dei presìdi organizzativi e di controllo - nonché dall'eventuale perdita di risorse umane nei ruoli chiave di gestione aziendale. L'esposizione ai rischi operativi derivante da fattori di origine esogena risultano adeguatamente presidiati, anche in con- siderazione degli strumenti di mitigazione adottati per fronteggiare tali eventi sfavorevoli (quali, a titolo esemplificativo: il business continuity plan, processi di storage dei dati, strumenti di back up, polizze assicurative etc.).

Il processo di gestione e controllo dei rischi operativi adottato dal Gruppo si fonda sui principi di promozione di una cultura aziendale orientata alla gestione del rischio e alla definizione di opportuni standard e incentivi volti all'adozione di comportamenti professionali e responsabili, a tutti i livelli dell'operatività, nonché al disegno, all'implementazione e alla gestione di un sistema integrato di gestione dei rischi operativi adeguato rispetto alla natura, all'operatività, alla dimensione e al profilo di rischio.

Il modello di valutazione dei rischi operativi adottato dal Gruppo è di tipo "misto", ossia basato su va- lutazioni sia qualitative, legate alla mappatura dei processi, alle attività a rischio e ai relativi controlli posti in essere, sia quantitative.

Infine, per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio operativo, il Gruppo Bancario uti- lizza il metodo Base (Basic Indicator Approach - BIA) con il quale il requisito patrimoniale è calcolato applicando un coefficiente regolamentare a un indicatore del volume di operatività aziendale (Indi- catore Rilevante).

24

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Il Gruppo, altresì, valuta i rischi operativi connessi con l'introduzione di nuovi prodotti, attività, pro- cessi e sistemi rilevanti, e mitiga il conseguente insorgere del rischio operativo attraverso il coinvol- gimento preventivo delle Funzioni aziendali di Controllo e la definizione di policy e di regolamenti specifici sui diversi argomenti e materie.

Inoltre, a presidio dei rischi sopra richiamati, il Gruppo adotta Modelli Organizzativi ad hoc per la gestione di rischi di riciclaggio, salute e sicurezza sul lavoro e sicurezza delle informazioni.

RISCHI DELLE ALTRE IMPRESE

Il bilancio consolidato riflette l'aggregazione degli elementi patrimoniali di Banca Farmafactoring S.p.A., di BFF Finance Iberia S.A.U., della società a destinazione specifica BFF SPV S.r.l. e di BFF Polska Group.

La società a destinazione specifica, costituita per le operazioni di cartolarizzazione strutturate dalla Banca, è stata inserita nel perimetro di consolidamento, secondo quanto previsto dai principi con- tabili IAS/IFRS che stabiliscono l'obbligo di consolidare una società (Special Purpose Entity) anche quando, in assenza di un legame partecipativo, esiste nella sostanza una relazione di controllo con l'impresa che redige il bilancio.

Tali società non presentano ulteriori e rilevanti elementi di rischio, rispetto a quanto già riportato nei paragrafi precedenti.

Dichiarazioni dell'organo di amministrazione, ai sensi dell'art. 435 comma 1, lettere e) ed f) del Re- golamento UE n. 575/2013

L'Amministratore Delegato di Banca Farmafactoring S.p.A., Massimiliano Belingheri, su mandato del Consiglio di Amministrazione, dichiara ai sensi dell'Art. 435 comma 1, lettere e) e f), del Regolamento UE n. 575/2013 che:

  1. i sistemi di gestione del rischio posti in essere nel Gruppo Bancario Banca Farmafactoring, e de- scritti nel documento "III Pilastro - Informativa al pubblico - Anno 2019", sono in linea con il profilo e la strategia dell'ente;
  2. in particolare, la presente sezione, "Obiettivi e politiche di gestione del rischio", del citato docu- mento, descrive, in sintesi, il profilo di rischio complessivo del Gruppo Bancario Banca Farmafac- toring.

25

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Informazioni relative al sistema di governance (art. 435 comma 2 CRR)

1. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

  1. Politica di ingaggio per la selezione dei membri del Consiglio di Amministrazione e limite al cumu- lo degli incarichi

Lo Statuto3 prevede che la Banca sia amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un numero di membri che viene stabilito dall'Assemblea al momento della nomina, che, comunque, non può essere inferiore a 5 (cinque) né superiore a 13 (tredici). I Consiglieri di Amministrazione dura- no in carica per un periodo non superiore a 3 (tre) esercizi, stabilito all'atto della nomina, e scadono alla data dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica, e sono rieleggibili.

Il Consiglio è composto da Amministratori indipendenti, Amministratori esecutivi, e Amministratori non esecutivi.

La nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione avviene, secondo quanto previsto all'ar- ticolo 15 dallo Statuto, sulla base di liste presentate dagli azionisti e la composizione del Consiglio di Amministrazione assicura: (i) il possesso da parte di tutti gli Amministratori dei requisiti di onorabilità e professionalità previsti dalla normativa vigente; (ii) la presenza di Amministratori indipendenti, al- meno nel numero minimo previsto dalla normativa, anche regolamentare, tempo per tempo vigente;

  1. la nomina di amministratori appartenenti al genere meno rappresentato, almeno nella misura minima prevista dalla Legge n. 120/2011; (iv) la presenza di un Amministratore tratto dalla lista di minoranza.

L'Assemblea tenutasi in data 28 marzo 2019, ha, tra l'altro, approvato la proposta di modifica dell'arti- colo 15 dello Statuto al fine di dotare il Consiglio di Amministrazione uscente della facoltà di presen- tare una lista di candidati per la nomina del Consiglio di Amministrazione stesso.

In ottemperanza alle vigenti disposizioni normative e regolamentari, il Consiglio di Amministrazio- ne, con il supporto del Comitato Nomine, ai fini sia della nomina sia della cooptazione dei propri membri, definisce, a seguito del processo di autovalutazione infra descritto, la propria composi- zione qualitativa e quantitativa considerata ottimale per l'efficace assolvimento dei compiti e delle responsabilità affidate all'organo amministrativo dalla legge, dalle Disposizioni di Vigilanza e dallo Statuto. Nel "Regolamento del Consiglio di Amministrazione" (il "Regolamento del CdA")4, il Consiglio di Amministrazione ha stabilito i requisiti che gli Amministratori di BFF devono possedere in aggiunta a quelli previsti dalla normativa vigente5, e ha espresso il proprio orientamento riguardo al numero massimo di incarichi che possono essere ricoperti in altre società dagli Amministratori stessi, in linea con l'articolo 91 della Direttiva 2013/36/UE del 26 giugno 2013.

Il Consiglio di Amministrazione, prima della nomina del nuovo organo amministrativo, porta a co- noscenza degli Azionisti la composizione ritenuta ottimale, al fine di ottenere una composizione

3 Lo Statuto della Banca è disponibile sul sito internet della Banca al seguente indirizzo: https://www.bffgroup.com/statutoe riporta la

composizione del Consiglio di Amministrazione agli art. 14 e ss.

4 Il Regolamento del CdA è disponibile sul sito internet della Banca al seguente indirizzo: https://www.bffgroup.com/it/regolamento-

consiglio-di-amministrazione.

5 Si fa riferimento agli artt. 147-ter, comma 4, e 148 del D. Lgs. n. 58/1998 (e successive modifiche e integrazioni; il "TUF"), nonché alle

disposizioni contenute nel D.M. 18 marzo 1998, n. 161 (il "D.M. n. 161/1998") e nel D.M. 30 marzo 2000, n. 162 (il "D.M. n. 162/2000"), all'art.

36 del D.L. n. 201/2011 (c.d. "Decreto Salva Italia" che stabilisce il divieto di interlocking), all'art. 26 del D. Lgs. n. 385/1993 (e successive

26

modifiche e integrazioni) e al Codice di Autodisciplina.

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

adeguata del Consiglio di Amministrazione stesso in termini, tra l'altro, di competenze, esperienze, età, genere e proiezione internazionale, mettendo a disposizione degli Azionisti, con il contributo del Comitato Nomine, in occasione del suo rinnovo, un documento di orientamento alla selezione dei candidati alla carica di Amministratore della Banca.

In previsione della nomina dell'organo amministrativo della Banca, avvenuta nel 2018, il Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Nomine e di un consulente esterno, ha individuato la composizione quali-quantitativa ottimale del Consiglio di Amministrazione e trasferito le proprie valutazioni nelle "Linee guida sulla composizione quali-quantitativa ottimale: indicazioni ai Soci e al nuovo Consiglio di Amministrazione" (le "Linee Guida agli Azionisti")6.

Il Consiglio di Amministrazione, nominato dall'Assemblea degli Azionisti (l'"Assemblea") il 5 aprile 2018, resterà in carica per tre esercizi, con scadenza in occasione dell'Assemblea convocata per l'ap- provazione del bilancio relativo all'esercizio 2020. Sotto il profilo quantitativo, si segnala che l'Assem- blea ha recepito gli orientamenti espressi nelle Linee Guida agli Azionisti, tra l'altro, riducendo da dieci a nove il numero dei Consiglieri.

Nel corso dell'esercizio, e precisamente il 9 dicembre 2019, il Dott. Luigi Sbrozzi ha rassegnato le di- missioni dalla carica di Consigliere e di Vice Presidente.

Il Consiglio di Amministrazione, l'11 dicembre 2019, ha nominato per cooptazione - ai sensi dell'art. 2386 cod. civ. - l'Ing. Giorgia Rodigari in sostituzione dell'Amministratore cessato, e ha conferito al Dott. Federico Fornari Luswergh, già Consigliere, la carica di Vice Presidente.

Il Consiglio di Amministrazione in carica risulta composto dai Consiglieri sotto elencati.

Avv. Salvatore Messina

Presidente

Dott. Federico Fornari Luswergh

Vice Presidente* - Consigliere indipendente

Dott. Massimiliano Belingheri

Amministratore Delegato

Dott.ssa Isabel Aguilera

Consigliere indipendente

Dott.ssa Gabriele Michaela Aumann

Consigliere indipendente

Dott. Ben Carlton Langworthy

Consigliere non esecutivo

Ing. Carlo Paris**

Consigliere indipendente

Ing. Barbara Poggiali

Consigliere indipendente

Ing. Giorgia Rodigari***

Consigliere non esecutivo

  1. Nominato Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione l'11 dicembre 2019 in sostituzione del dimissionario

Dott. Luigi Sbrozzi (cessato dall'incarico il 9 dicembre 2019). (**) Amministratore tratto dalla lista di minoranza.

  1. Consigliere cooptato l'11 dicembre 2019 in sostituzione del Consigliere dimissionario Dott. Luigi Sbrozzi (cessato dall'incarico il 9 dicembre 2019), la cui nomina è stata confermata dall'Assemblea del 2 aprile 2020.

6 Le Linee Guida agli Azionisti sono disponibili sul sito internet della Banca al seguente indirizzo: http://investor.bffgroup.com/ita/

27

documentazione-assembleare/assemblea-degli-azionisti-5-aprile-2018/.

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Per completezza, si segnala che alcuni degli attuali membri del Consiglio di Amministrazione hanno già rivestito la carica di Consiglieri dell'Emittente prima della suddetta nomina. In particolare: (i) l'Avv. Salvatore Messina è stato nominato per la prima volta Consigliere e Presidente del Consiglio di Ammi- nistrazione dell'Emittente il 14 gennaio 2013; (ii) il Dott. Massimiliano Belingheri è stato nominato per la prima volta Consigliere non esecutivo dell'Emittente il 19 dicembre 2006 e, a partire dal 24 dicembre 2013, è divenuto Amministratore Delegato; (iii) il Dott. Federico Fornari Luswergh è stato nominato per la prima volta Consigliere dell'Emittente il 24 aprile 2010; (iv) la Dott.ssa Gabriele Michaela Aumann è stata nominata per la prima volta Consigliere dell'Emittente il 21 dicembre 2015; (v) il Dott. Ben Carlton Langworthy è stato nominato per la prima volta Consigliere dell'Emittente il 4 novembre 2015.

Per quanto concerne l'aspetto qualitativo, al momento della nomina, i candidati a membri del Consi- glio di Amministrazione, preso atto delle indicazioni contenute nelle Linee Guida agli Azionisti, hanno, tra l'altro:

  1. dichiarato l'inesistenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità, nonché l'esistenza dei re- quisiti prescritti dalla normativa, anche regolamentare, vigente;
  2. fornito un'esauriente informativa sulle proprie caratteristiche personali e professionali, oltre che sulle competenze maturate in campo bancario, finanziario e/o negli altri ambiti di rilevanza come meglio indicati nelle Linee Guida agli Azionisti e/o nel Regolamento del CdA;
  3. indicato gli incarichi di amministrazione e controllo ricoperti presso altre società;
  4. dichiarato di poter dedicare all'incarico un tempo adeguato alla sua complessità.

Il Consiglio di Amministrazione, il 24 aprile 2018 e, quanto all'Ing. Rodigari, l'11 dicembre 2019, ha verificato la rispondenza tra la composizione quali-quantitativa ritenuta ottimale e quella effettiva risultante dal processo di nomina. In tale sede, il Consiglio di Amministrazione ha anche accertato, per ognuno dei suoi componenti, oltre al rispetto dei limiti al cumulo degli incarichi, il possesso dei requisiti di professionalità e onorabilità, l'assenza di cariche in imprese o gruppi di imprese concor- renti, (anche per le finalità del divieto di interlocking directorship di cui all'art. 36 del D.L. n. 201/2011), e il possesso dei requisiti di indipendenza di cui agli artt. 148 e 147-ter del TUF e/o dell'art. 3 del Codice di Autodisciplina in capo a cinque Amministratori.

Si segnala che l'Avv. Salvatore Messina si è qualificato indipendente ai sensi dagli artt. 147-ter e 148, comma 3, del TUF. La Dott.ssa Gabriele Michaela Aumann, l'Ing. Barbara Poggiali, la Dott.ssa Isabel Aguilera, il Dott. Federico Fornari Luswergh7 e l'Ing. Carlo Paris hanno dichiarato di possedere i re- quisiti di indipendenza ai sensi dagli artt. 147-ter e 148, comma 3, del TUF e dell'art. 3 del Codice di Autodisciplina.

La composizione del Consiglio di Amministrazione nominato il 5 aprile 2018, e attualmente in carica, come integrato l'11 dicembre 2019, - avuto riguardo anche alle dichiarazioni rese in fase di candida- tura - risulta, pertanto, conforme alle disposizioni normative, anche regolamentari, applicabili con riferimento all'equilibrio tra i generi e al requisito di indipendenza. Successivamente alla nomina, la permanenza della sussistenza dei suddetti requisiti è accertata con cadenza annuale dal Consi- glio di Amministrazione anche nell'ambito del processo di autovalutazione sulla dimensione, sulla composizione e sul funzionamento del Consiglio stesso previsto dalla Circolare n. 285 e dal Codice di Autodisciplina, e altresì disciplinato dal "Regolamento sul processo di autovalutazione del Consiglio di Amministrazione" adottato dalla Banca (il "Processo di Autovalutazione").

7 Il Consiglio ha ritenuto che la permanenza in carica del Dott. Fornari oltre i nove anni non leda la sua indipendenza, in quanto il mede-

simo non ha intrattenuto con la Società, o con soggetti legati a essa, relazioni tali da condizionarne l'autonomia di giudizio, e, comunque,

28

risultano rispettati tutti gli altri criteri indicati dal Codice di Autodisciplina.

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Il Processo di Autovalutazione interessa gli aspetti relativi alla composizione e al funzionamento del Consiglio e dei suoi Comitati interni, tenendo conto, tra l'altro, della composizione quali-quantitativa, della dimensione, del grado di diversità e di preparazione professionale dei componenti, la presenza di componenti non esecutivi e indipendenti, l'adeguatezza dei processi di nomina e dei criteri di se- lezione, al fine di individuare eventuali punti di debolezza e garantire nel tempo la più corretta fun- zionalità e la conseguente efficacia dell'organo con funzione di supervisione strategica e dei comitati endoconsiliari, e garantire l'effettività di una governance doverosamente ispirata a principi di sana e prudente gestione.

Dal Processo di Autovalutazione per l'esercizio 2019 è emerso un giudizio complessivamente positivo e in evoluzione rispetto al 2018, con alcune indicazioni di miglioramento, meglio precisate nella "Re- lazione sul governo societario e gli assetti proprietari" per l'esercizio 20198, presentata all'Assemblea chiamata ad approvare il bilancio per l'esercizio 2019.

Di seguito si riporta il prospetto riepilogativo, al 31 dicembre 2019, del numero delle cariche ricoperte in altre società dai membri del Consiglio di Amministrazione:

Consigliere

Numero complessivo di incarichi ricoperti in altre società

Salvatore Messina

1 non esecutivo

Federico Fornari Luswergh

1 esecutivo

Massimiliano Belingheri

0

Isabel Aguilera

5 non esecutivi9

Gabriele Michaela Aumann

0

Ben Carlton Langworthy

3 non esecutivi

Carlo Paris

2 non esecutivi

Barbara Poggiali

4 non esecutivi

Giorgia Rodigari

2 non esecutivi

B) Piano di successione dell'Amministratore Delegato

Il Consiglio di Amministrazione, il 20 dicembre 2017, ha approvato il "Piano di successione dell'Ammi-

nistratore Delegato" (il "Piano di Successione"), composto dal: (i) "Contingency Plan", volto a indivi-

duare (a) le azioni da compiere nell'immediato a seguito del verificarsi di un impedimento definitivo

o temporaneo, e (b) il soggetto deputato a subentrare in via provvisoria all'Amministratore Delegato,

per il periodo necessario alla nomina di un nuovo Amministratore Delegato nei casi di impedimento

definitivo, ovvero sino alla cessazione dello stato di impedimento, nei casi di impedimento tempora-

neo; (ii) dal "Succession Planning", che stabilisce le azioni da intraprendere per l'individuazione e la

nomina di un nuovo Amministratore Delegato in caso di accertamento di un impedimento definitivo.

8 "Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari" per l'esercizio 2019 è disponibile sul sito internet al seguente indirizzo:

https://it.bffgroup.com/it/assemblea-degli-azionisti-2-aprile-2020(la "Relazione CG").

9 Si segnala che la Dott.ssa Aguilera ha manifestato la disponibilità a cessare dagli incarichi che dovessero risultare eccedenti i limiti

al cumulo degli incarichi. Il Consiglio di Amministrazione ha, tuttavia, ritenuto congruo il numero degli incarichi ricoperti dalla Dott.ssa

Aguilera in quanto (i) le società in cui riveste ruoli di amministratore non esecutivo operano in settori attinenti al proprio background

professionale, e, quindi, non implicano particolari dispendi d'energie per la comprensione dei loro business; (ii) Making Science S.A. e

HighTech Payment Systems S.A. - Marocco hanno in programma un ridotto numero di riunioni consiliari all'anno (rispettivamente, n. 4 e n.

2); (iii) Oryzon Genomics S.A. è qualificabile come "PMI" ai sensi della Raccomandazione UE n. 2003/361; (iv) la partecipazione alle riunioni

29

consiliari delle società di cui è consigliere diverse dalla Banca non richiede spostamenti onerosi in termini di tempo.

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Il Comitato Nomine verifica annualmente la necessità e/o l'opportunità di aggiornare il Piano di Suc- cessione, dandone informativa al Consiglio di Amministrazione ai fini dell'assunzione delle relative deliberazioni.

In data 28 novembre 2019, il Piano di Successione è stato rivisto dal Consiglio di Amministrazione - previo esame del Comitato Nomine -, che ha ritenuto di non apportarvi modifiche sostanziali.

Per maggiori informazioni si rimanda alla Relazione CG.

  1. Politica di diversità adottata nella selezione dei membri del Consiglio di Amministrazione, i relativi obiettivi, ed eventuali target stabiliti nel quadro di detta politica, nonché la misura in cui tali obiettivi e target siano stati raggiunti

Il Consiglio di Amministrazione, il 28 settembre 2018, ha approvato, su proposta del Comitato Nomine, la "Politica in materia di diversità del Consiglio di Amministrazione" (la "Politica di Diversità del CdA"), da ultimo aggiornata il 28 novembre 2019.

Tale Politica è sottoposta a un processo di revisione e, ove necessario, aggiornata con cadenza al- meno annuale, eventualmente anche con l'ausilio di professionisti esterni, su proposta del Comitato Nomine. Le revisioni sono conformi agli esiti del Processo di Autovalutazione e sono finalizzate a cogliere e ad anticipare i cambiamenti della Società, in modo che l'individuazione dei requisiti di composizione consiliare risulti coerente con tali esiti.

La Politica di Diversità del CdA definisce le caratteristiche ottimali della composizione dell'organo amministrativo, affinché il medesimo possa esercitare nel modo più efficace i propri compiti, assu- mendo decisioni sulla base di una pluralità di qualificati ed eterogenei punti di vista.

In particolare, si ritiene che la composizione ottimale del Consiglio di Amministrazione debba essere orientata a soddisfare almeno i seguenti criteri:

  1. la presenza di un congruo numero di Amministratori non esecutivi e/o indipendenti. In ogni caso, il numero dei Consiglieri indipendenti deve essere pari ad almeno un quarto dei componenti dell'intero organo, nonché garantire un'eterogena composizione dei Comitati interni;
  2. il mantenimento di almeno una quota di un terzo dei membri del Consiglio di Amministrazione, al momento della nomina e nel corso del mandato, appartenenti al genere meno rappresentato;
  3. l'eterogeneità di età anagrafiche, in modo da consentire una pluralità di prospettive e di espe- rienze manageriali e professionali;
  4. il bilanciamento di diverse anzianità di carica, per perseguire un equilibrio tra esigenze di conti- nuità e rinnovamento nella gestione;
  5. in considerazione della proiezione internazionale del Gruppo, la presenza di almeno un terzo di amministratori che abbiano maturato un'adeguata esperienza in contesti internazionali (preferi- bilmente nell'ambito dei mercati in cui opera il Gruppo), al fine, tra l'altro, di prevenire l'omolo- gazione delle opinioni e il fenomeno del "group thinking".

In generale, i Consiglieri dovrebbero essere caratterizzati da un profilo manageriale e/o professionale e/o accademico e/o istituzionale tale da realizzare un mix di competenze ed esperienze, maturate per almeno un triennio, tra loro diverse e complementari.

30

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Con specifico riferimento al Presidente del Consiglio di Amministrazione e all'Amministratore Delega- to, la Politica di Diversità del CdA indica i requisiti di professionalità che questi devono aver rispetti- vamente maturato per almeno un quinquennio.

Come anticipato, inoltre, oltre ai requisiti di professionalità previsti dalla normativa, gli Amministrato- ri devono essere in possesso degli ulteriori requisiti previsti dal Regolamento del CdA.

L'attuazione della Politica di Diversità del CdA avviene - nel rispetto delle previsioni di legge e sta- tutarie sulla nomina del Consiglio di Amministrazione e del suo Presidente con il meccanismo del voto di lista, nonché del Piano di Successione - principalmente in sede di (i) rinnovo del Consiglio di Amministrazione, mediante la formulazione da parte del Consiglio di Amministrazione uscente dei propri orientamenti per gli Azionisti sulla composizione quali-quantitativa ottimale dell'organo am- ministrativo; (ii) cooptazione; (iii) anticipata cessazione dell'Amministratore Delegato, e (iv) nomina del Presidente del Consiglio di Amministrazione. Per la nomina del Consiglio di Amministrazione e per la cooptazione di cui, rispettivamente, ai punti (i) e (ii), è fondamentale il processo di Autovalutazione.

In considerazione dell'approvazione della Politica di Diversità del CdA, avvenuta nel terzo trimestre 2018, successivamente al rinnovo del Consiglio di Amministrazione da parte dell'Assemblea del 5 aprile 2018, il monitoraggio degli esiti derivanti dalla sua attuazione è stato svolto finora soltanto in relazione alla nomina di Consigliere cooptato, Ing. Giorgia Rodigari, che soddisfa tutti i criteri e obiettivi di diversità previsti dalla Politica di Diversità del CdA. A tale riguardo, è stato rilevato che in relazione alla composizione del Consiglio di Amministrazione: (i) è rimasto invariato il numero di Am- ministratori non esecutivi e/o indipendenti; (ii) è stato innalzato di un'unità il numero dei Consiglieri appartenenti al genere meno rappresentato; (iii) è rimasta sostanzialmente invariata la diversificazio- ne di fasce di età all'interno del Consiglio di Amministrazione, e mantenuta la pluralità di esperienze manageriali e professionali, essendo per molti versi il profilo dell'Ing. Rodigari analogo a quello del Consigliere cessato, anche in termini di adeguate esperienze maturate in ambito internazionale.

Il Consiglio di Amministrazione in carica è composto da:

  1. n. 5 (cinque) Consiglieri indipendenti, che costituiscono la maggioranza del Consiglio di Ammini- strazione;
  2. da n. 4 (quattro) Consiglieri donne e n. 5 (cinque) Consiglieri uomini;
  3. da n.5 (cinque) Consiglieri residenti all'estero di cui n. 3 (tre) Consiglieri di nazionalità non italia- na, che rappresentano un terzo dei membri del Consiglio di Amministrazione.

Il Consiglio di Amministrazione, il 24 aprile 2018, il 10 maggio 2019, e quanto al Consigliere cooptato, Ing. Giorgia Rodigari, l'11 dicembre 2019, ha accertato che i Consiglieri possiedono almeno una delle seguenti competenze:

  1. adeguata conoscenza del settore bancario, delle dinamiche e del sistema economico-finanziario, della regolamentazione bancaria e finanziaria e, soprattutto, delle metodologie di gestione e con- trollo dei rischi, acquisita tramite un'esperienza pluriennale di amministrazione, direzione e con- trollo nel settore finanziario;
  2. esperienza maturata nella gestione di operazioni dirette a facilitare lo smobilizzo, la gestione e l'incasso di crediti, in particolare nei confronti di Enti erogatori di prestazioni sanitarie nonché verso la Pubblica Amministrazione;
  3. esperienza di gestione imprenditoriale e di organizzazione aziendale acquisita tramite un'attività pluriennale di amministrazione, direzione o controllo in imprese, o gruppi di rilevanti dimensioni economiche o nella Pubblica Amministrazione;

31

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

  1. capacità di lettura e di interpretazione di dati economico-finanziari acquisita tramite un'esperien- za pluriennale di amministrazione e controllo in imprese o di esercizio di attività professionali o di insegnamento universitario;
  2. esperienza internazionale e conoscenza dei mercati esteri acquisite attraverso lo svolgimento di attività imprenditoriali o professionali pluriennali presso istituzioni estere o enti, imprese o gruppi a vocazione internazionale.

I profili dei candidati individuati risultano ragionevolmente complementari in termini di estrazione professionale e competenze, così da garantire lo sviluppo della dialettica interna, l'efficiente funzio- namento e l'idoneità complessiva del Consiglio e dei Comitati endoconsiliari ad adempiere i propri obblighi.

2. COMITATO CONTROLLO E RISCHI

A) Istituzione di un comitato di rischio distinto e il numero di volte in cui quest'ultimo si è riunito

In ottemperanza alle Disposizioni di Vigilanza, e in linea con le disposizioni del Codice di Autodisci- plina, il Consiglio di Amministrazione ha costituito nel proprio ambito un Comitato Controllo e Rischi (il "Comitato CR").

Ai sensi del "Regolamento del Comitato Controllo e Rischi", il Comitato CR è composto da n. 3 (tre) membri del Consiglio, tutti non esecutivi e in maggioranza indipendenti ai sensi dello Statuto e del Regolamento del CdA (i.e. del TUF e del Codice di Autodisciplina). La presidenza del Comitato CR è attribuita a un Amministratore indipendente.

Il Comitato CR risulta composto dai Consiglieri indipendenti Dott.ssa Gabriele Michaela Aumann (Pre- sidente), Dott. Federico Fornari Luswergh e dal Consigliere non esecutivo Ing. Giorgia Rodigari, che, come detto, ha sostituito il Dott. Luigi Sbrozzi, a seguito delle sue dimissioni. La Dott.ssa Aumann (Presidente) è dotata di un'adeguata competenza in materia contabile e finanziaria e/o di gestione dei rischi, come accertato al momento della nomina dal Consiglio di Amministrazione.

Il Comitato CR svolge funzioni propositive e consultive nei confronti del Consiglio di Amministrazione, al fine di supportare, con un'adeguata attività istruttoria, le valutazioni e le decisioni del Consiglio di Amministrazione stesso relative al Sistema dei Controlli Interni e di gestione dei rischi (relativamente a tutte le attività strumentali a una corretta ed efficace determinazione e applicazione del Risk Appet- tite Framework e delle politiche di governo dei rischi) e alle relazioni finanziarie periodiche.

Alle adunanze del Comitato CR sono stabilmente invitati a partecipare anche:

  • il Presidente del Consiglio di Amministrazione e
  • il Presidente del Collegio sindacale, affinché sia garantita la presenza di almeno un membro dell'or- gano di controllo.

Di ciascuna riunione del Comitato CR è data informazione, da parte del suo Presidente, alla prima riunione del Consiglio di Amministrazione utile.

Nel corso del 2019, si sono tenute n. 16 riunioni del Comitato CR; la durata media degli incontri è stata di circa 1 ora e 50 minuti.

32

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Nel corso del 2020, sono previste indicativamente n. 14 riunioni, di cui n. 4 si sono tenute rispettiva- mente il 28 gennaio, il 10 e 24 febbraio, e il 24 marzo 2020.

Il flusso informativo sui rischi destinato al Comitato CR è individuato con specifica regolamentazione interna e si compone principalmente di documenti predisposti dalle Funzioni Aziendali di Controllo (i.e. dalla Funzione Internal Audit, dalla Funzione Risk Management e dalla Funzione Compliance e AML) e concernenti la pianificazione delle attività e la relativa rendicontazione (relazioni annuali e Tableau de Bord trimestrali, sottoposti successivamente anche al Consiglio e trasmessi alla Banca d'I- talia), nonché altre verifiche previste dalla normativa vigente (reportistica sui rischi rilevanti assunti dalla Banca e dalle altre società del Gruppo, informativa sulle verifiche concernenti il governo e la gestione del rischi, relazione sulle funzioni operative importanti esternalizzate, resoconto sul Internal Capital Adequacy Assessment Process, etc.).

B) Descrizione del flusso di informazioni sui rischi indirizzato al Consiglio di Amministrazione

Di seguito, si riporta la rappresentazione del flusso di informazioni sui rischi indirizzato al Consiglio di Amministrazione, previa valutazione del Comitato CR:

Owner

Flussi informativi prodotti

Periodicità

Programma di Attività

annuale

Relazione sulle attività svolte

annuale

Funzione Risk

ICAAP/ILAAP

annuale

Risk Report Management

mensile

Management

Contingency Funding Plan

annuale

Recovery Plan

biennale

Tableau de bord della Funzione di Risk Mangement

trimestrale

(Risk Report)

Programma di Attività

annuale

Funzione

Report di Compliance

mensile

Tableau de bord della Funzione di Compliance

trimestrale

Compliance

Informativa relativa all'attuazione di delibere quadro

trimestrale

Rendiconto reclami

annuale

Relazione annuale attività Compliance

annuale

Funzione AML

Report Verifiche*

semestrale

Relazione sulle attività svolte

annuale

Piano di Attività

annuale/pluriennale

Report di Audit

ad evento

Funzione

Tableau de bord della Funzione di Internal Audit

trimestrale

Report di Audit ICAAP/ILAAP

annuale

Internal Audit

Report di Audit funzioni/attività importanti esternalizzate

annuale

Report di Audit Sistema di incentivazione e remunerazione**

annuale

Relazione annuale attività Internal Audit

annuale

Relazione annuale Whistleblowing

annuale

ODV

Relazione sulle attività svolte

semestrale

Collegio

Pareri del Collegio Sindacale

ad evento

Sindacale

Segnalazioni carenze riscontrate

ad evento

  • Tale report viene inviato anche al Presidente del CdA nella qualità di responsabile sulle operazioni sospette.
  • Destinatario finale del report è l'Assemblea dei Soci.

33

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 2 - Ambito di applicazione (Art. 436 CRR)

Informativa qualitativa

Gli obblighi di informativa di cui al presente documento, così come riportato ai sensi dell'articolo 436 della CRR, si riferiscono al Gruppo Bancario Banca Farmafactoring, iscritto all'Albo dei Gruppi Bancari, di cui Banca Farmafactoring S.p.A. è Capogruppo.

In linea con le previsioni della CRR, il perimetro di consolidamento, utilizzato ai soli fini della vigilanza prudenziale, prevede al vertice BFF Luxembourg S.à r.l.. Le relative tabelle, pertanto, riporteranno sia le informazioni riferite al Gruppo Bancario ex T.U.B., che quelle del Gruppo CRR segnalato alla Banca d'Italia.

Ai fini della redazione del bilancio e del III Pilastro, per le tabelle che non si riferiscono alla vigilanza prudenziale, il riferimento continua ad essere quello del Gruppo Bancario ex T.U.B., che, pertanto, non comprende BFF Luxembourg S.à r.l..

Le società controllate sono quelle su cui il Gruppo ha il controllo. Il Gruppo controlla una società quando è esposto alla variabilità dei risultati della società, e ha la capacità d'influenzare tali risultati attraverso il suo potere sulla società. Generalmente, si presume l'esistenza del controllo quando la società detiene, direttamente o indirettamente, più della metà dei diritti di voto, tenendo in conside- razione anche i diritti di voto potenziali esercitabili o convertibili.

Tra le controllate del Gruppo sono comprese anche società o entità a destinazione specifica ("special purpose entities"), per le quali, in concreto, la società mantiene la maggioranza dei rischi e di benefici derivanti dalle attività poste in essere, oppure quelle su cui la società esercita il controllo; l'esistenza di una partecipazione nel capitale di queste società a destinazione specifica non è rilevante a tale riguardo.

Tutte le imprese controllate sono consolidate con il metodo integrale, dalla data in cui il controllo è stato trasferito al Gruppo; sono, invece, escluse dal consolidamento a partire dalla data in cui tale controllo viene a cessare.

I prospetti di bilancio e le note esplicative delle società consolidate integralmente sono predisposti secondo gli IAS/IFRS ai fini del bilancio consolidato.

L'area di consolidamento rilevante ai fini di bilancio riflette l'aggregazione degli elementi patrimoniali ed economici di Banca Farmafactoring S.p.A. (BFF), di BFF Finance Iberia S.A.U. (società controllata al 100% da Banca Farmafactoring S.p.A.), della società a destinazione specifica BFF SPV S.r.l., e delle so- cietà del Gruppo BFF Polska, acquisito il 31 maggio 2016.

Il Gruppo Bancario Banca Farmafactoring opera principalmente nella gestione e nello smobilizzo dei crediti vantati dai fornitori della Pubblica Amministrazione e, in particolare, dei sistemi sanitari pub- blici. Il Gruppo è attivo in Italia, Portogallo, Grecia, Croazia e Francia attraverso Banca Farmafactoring S.p.A., in Spagna tramite BFF Finance Iberia S.A.U., e in Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia attraver- so BFF Polska e le sue consociate.

Banca Farmafactoring S.p.A. offre, inoltre, alla clientela retail e corporate, prodotti di deposito in Italia, Spagna e Germania.

BFF Polska S.A. è un operatore specializzato indipendente - leader nella fornitura di servizi finanziari ad aziende operanti nel settore sanitario in Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca.

34

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

L'attività di BFF Polska S.A. si sviluppa prevalentemente in tre settori:

  • attività di finanziamento del capitale circolante dei fornitori della pubblica amministrazione;
  • finanziamento di crediti presenti e futuri;
  • finanziamento di investimenti del settore pubblico e sanitario.

Per il tramite di BFF Polska S.A, il Gruppo Bancario opera in posizione di leadership nel mercato po- lacco dell'alternative financing (AFM) in ambito ospedaliero, per cui intermediari offrono alle aziende sanitarie forme di finanziamento in concorrenza ai servizi bancari tradizionali. In tale segmento sono attivi altri operatori specializzati e, in modo meno rilevante, alcune banche tradizionali.

L'acquisizione di BFF Polska S.A ha consentito di accrescere la dimensione del Gruppo grazie all'e- sposizione su mercati in crescita e alla creazione di una piattaforma funzionale ad una eventuale progressiva espansione in Est Europa e all'acquisizione di know how specifico ai fini di una potenziale evoluzione del portafoglio prodotti e della gamma di servizi offerti dal Gruppo nei mercati in cui opera.

In relazione al Dlgs n°58/1998 (T.U.F. - Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria) in tema di disposizioni attuative della definizione di emittenti azioni quotate "PMI" e disciplina applicabile agli emittenti strumenti finanziari diffusi tra il pubblico in misura rilevante, la Banca, si identifica come "PMI - Piccola Media Impresa" sulla base dei parametri dimensionali (e relative soglie) indicate dal legislatore.

In particolare, BFF Banking Group supera la soglia della "capitalizzazione media", il cui limite è fissato in 500 milioni di euro, ma resta al di sotto della soglia del parametro "fatturato" (inteso come la som- ma degli aggregati (1) interessi e proventi assimilati, (2) proventi su titoli, (3) proventi per commissioni,

(4) profitti da operazioni finanziarie, (5) altri proventi di gestione), fissata a 300 milioni di euro.

In data 30 settembre 2019, BFF Banking Group ha perfezionato l'acquisto del 100% della spagnola IOS Finance S.A.U. ("IOS Finance").

Alla stessa data, è stata presentata domanda alla Banca di Spagna per il ritiro della licenza EFC (Esta- blecimiento financiero de crédito) di IOS Finance. A seguito dell'avvenuta cancellazione, autorizzata dalla Banca di Spagna in data 18 novembre 2019, dello status di EFC di IOS Finance, in data 31 dicem- bre 2019 è stato depositato e iscritto presso il Registro Mercantil di Madrid, ed è divenuto efficace, l'atto di fusione per incorporazione di IOS Finance in BFF Finance Iberia S.A.U. ("BFF Iberia", controllata al 100% dalla capogruppo Banca Farmafactoring S.p.A.).

Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2020, BFF Iberia è subentrata in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo a IOS Finance. Gli effetti contabili e fiscali della fusione decorrono, invece, dal 30 settembre 2019, data del closing.

35

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Nel prospetto che segue, sono riportate le principali informazioni relative alle società del Gruppo.

Rapporto di partecipazione

Sede legale

Tipo di

Disponibilità

e operativa

rapporto

voti %

Denominazioni imprese

Impresa

Quota

(1)

partecipante

%

(2)

Imprese consolidate integralmente

1.

BFF Finance Iberia S.A.U.

Madrid -

1

Banca

100%

100%

C/ Luchana 23

Farmafactoring

2.

BFF SPV S.r.l.

Milano -

4

Banca

0%

0%

Via V. Betteloni 2

Farmafactoring

3.

BFF Polska S.A.

Łodz - Jana

1

Banca

100%

100%

Kilińskiego, 66

Farmafactoring

4.

BFF Medfinance S.A.

Łodz - Jana

1

BFF Polska S.A.

100%

100%

Kilińskiego, 66

5.

BFF Česká republika s.r.o.

Prague -

1

BFF Polska S.A.

100%

100%

Roztylská 1860/1

6.

BFF Central Europe s.r.o.

Bratislava -

1

BFF Polska S.A.

100%

100%

Mostova 2

7.

Debt-Rnt sp. Z O.O.

Łodz - Al. Marszalka

1

BFF Polska S.A.

100%

100%

Jozefa Piłsudskiego 76

8.

Komunalny Fundusz

Warsaw - Plac

4

BFF Polska S.A.

100%

100%

Inwestycyjng Zamknięty

Dąbrowskiego 1

9.

MEDICO Niestandaryzowany

Warsaw - Plac

4

BFF Polska S.A.

100%

100%

Sekurytyzacyjny Fundusz

Dąbrowskiego 1

Inwestycyjny Zamknięty

10.

Kancelaria Prawnicza

Łodz - Jana

4

BFF Polska S.A.

99%

99%

Karnowski i Wspólnik sp.k.

Kilińskiego, 66

11. Restrukturyzacyjna Kancelaria

Łodz - Al. Marszalka

4

Debt-Rnt sp. Z O.O.

99%

99%

Prawnicza Karnowski i

Jozefa Piłsudskiego 76

Wspolnik sp.k.

La disponibilità di voto riportata ai punti 8 e 9 è riferita ai diritti di voto nell'Assemblea degli investitori. Le imprese di cui ai punti 10 e 11 sono società in accomandita, e non vengono consolidate in quanto irrilevanti, in relazione al totale dell'attivo.

Legenda:

  1. Tipo di rapporto:
    1 = maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria
    2 = influenza dominante nell'assemblea ordinaria
    3 = accordi con altri soci
    4 = altre forme di controllo
    5 = direzione unitaria ex art. 26, comma 1, del "decreto legislativo 87/92"
    6 = direzione unitaria ex art. 26, comma 2, del "decreto legislativo 87/92"
  2. Disponibilità di voti nell'assemblea ordinaria, distinguendo tra effettivi e potenziali o percentuali di quote

Informativa quantitativa

Banca Farmafactoring S.p.A. non detiene controllate che non rientrino nel perimetro di consolida- mento.

36

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 3 - Fondi Propri (Art. 437 CRR)

Informativa qualitativa

I Fondi propri rappresentano il primo presidio a fronte dei rischi connessi alla complessiva attività finanziaria, e costituiscono il principale parametro di riferimento per le valutazioni riguardanti l'ade- guatezza patrimoniale del Gruppo.

La regolamentazione prudenziale ha lo scopo di assicurare che tutti gli intermediari creditizi dispon- gano di una dotazione patrimoniale minima obbligatoria in funzione dei rischi assunti.

Il Gruppo valuta costantemente la propria struttura patrimoniale, sviluppando e utilizzando tecniche di monitoraggio e di gestione dei rischi regolamentati, anche avvalendosi di un Comitato Controllo e Rischi quale organo preposto all'interno del Consiglio di Amministrazione.

I Fondi propri sono costituiti dalla somma di Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1), del Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) e del Capitale di classe 2 (Tier 2 - T2), al netto degli elementi da dedurre e dei filtri prudenziali IAS/IFRS.

I principali elementi che compongono i Fondi propri del Gruppo sono computati nel Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1), e sono i seguenti:

  • Capitale Sociale versato;
  • riserve (riserva legale, riserva straordinaria, riserva utili esercizi precedenti, riserva per stock option e riserva per strumenti finanziari);
  • eventuale quota di utile del periodo non distribuita;
  • riserve da valutazione (riserva di transizione ai principi IAS e al principio IFRS9, riserva utili/ perdite attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti, riserva di valutazione dei titoli HTC&S);
  • riserve da valutazione: leggi speciali di rivalutazione;
  • eventuali interessi di minoranza computabili nel calcolo del CET1.

Da tali elementi vanno dedotte le immobilizzazioni immateriali, compreso l'eventuale avviamento.

Il Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) e il Capitale di classe 2 (Tier 2 - T2) compren- dono esclusivamente gli interessi di minoranza computabili nei Fondi propri consolidati, secondo quanto riportato nella CRR, Parte 2 - Titolo II "Partecipazioni di minoranza e strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 e strumenti di capitale di classe 2 emessi da filiazioni".

I Fondi propri del Gruppo Bancario ex T.U.B. ammontano a 399,8 milioni di euro, già al netto della quota parte di Utile di Esercizio destinati a dividendi10, pari a 12,4 milioni di euro, rispetto a 344,6 milioni di euro riferiti al 31 dicembre 2018.

10 In relazione alla destinazione dell'utile di esercizio 2019, durante l'Assemblea degli Azionisti del 2 Aprile 2020 chiamata a deliberare

su tale argomento, in esecuzione della delibera del Consiglio di Amministrazione della Banca del 30 marzo 2020, che ha deliberato di

adeguarsi alle raccomandazioni della Banca Centrale Europea (BCE) e della Banca d'Italia (indirizzata a tutte le banche italiane) in merito

all'Emergenza Sanitaria del COVID 19 - Coronavirus, e pertanto di non assumere impegni irrevocabili per il pagamento dei dividendi per

gli esercizi 2019 e 2020, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, ha soprasseduto alla trattazione e alla votazione dello stesso punto

all'ordine del giorno, rinviando la presentazione della relativa proposta a successiva assemblea che il Consiglio di Amministrazione del

30 marzo si è già impegnato, nel rispetto delle condizioni indicate dal regolatore bancario, a convocare in tempi che assicurino la distri-

buzione a valle del reassessment sul superamento della predetta emergenza sanitaria (quindi, sulla base delle attuali indicazioni della

BCE, indicativamente a ottobre 2020).

Si ricorda che nella stessa seduta del 30 marzo, il Consiglio di Amministrazione di BFF, allo scopo di mantenere invariata la politica di

dividendi e di conservare la possibilità di distribuire il Monte Dividendi Atteso 2019 per complessivi 70,9 milioni di euro, aveva deliberato

di adeguarsi alla raccomandazione della Banca d'Italia adottando l'Opzione 1 indicata dalla BCE. Conseguentemente, la parte dell'utile

37

netto individuale dell'esercizio 2019 destinata alla distribuzione in favore degli Azionisti in forma di dividendo (pari a 12,4 milioni di euro)

non sarà computata a capitale ai fini regolamentari.

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

L'incremento dei Fondi Propri di BFF Banking Group, rispetto al 31 dicembre 2018, è stato influenzato principalmente dalla destinazione a Fondi Propri, da parte della Banca, di parte dell'utile di esercizio per 52,8 milioni di euro, dalla Riserva di valutazione relativa ai titoli HTC&S, che ha determinato un impatto positivo pari a 4 milioni di euro, al netto delle imposte (la riserva era pari a -4,1 milioni di euro al 31 dicembre 2018, e pari a -3,1 milioni di euro al 30 giugno 2019), da un incremento pari a 2,6 milioni di euro delle Riserve legate alla remunerazione in strumenti finanziari riservati al personale dipendente e non dipendente, e dall'incremento della Riserva di traduzione per 1,7 milioni di euro, dovuto alla variazione dei cambi applicati al patrimonio netto del Gruppo BFF Polska nel Patrimonio netto consolidato.

Tali dinamiche sono state controbilanciate da maggiori deduzioni dai Fondi propri dovute all'iscrizio- ne dell'avviamento di IOS Finance per 8,7 milioni di euro, e da ulteriori movimentazioni delle riserve.

38

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Informativa quantitativa

Composizione Fondi propri

Di seguito si rappresentano i Fondi propri del Gruppo Bancario ex T.U.B..

Totale

Totale

Voci/Valori

31.12.2019

31.12.2018

A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1)

336.910

272.795

prima dell'applicazione dei filtri prudenziali

di cui strumenti di CET1 oggetto di disposizioni transitorie

B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-)

C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del

336.910

272.795

regime transitorio (A +/- B)

D. Elementi da dedurre dal CET1

(35.351)

(26.405)

E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di

minoranza oggetto di disposizioni transitorie

F. Totale Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier1 - CET1)

301.559

246.390

(C - D +/- E)

G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier1 - AT1) al lordo

degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio

di cui strumenti di AT1 oggetto di disposizioni transitorie

H. Elementi da dedurre dall'AT1

I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-), inclusi gli strumenti emessi

da filiazioni e inclusi nell'AT1 per effetto di disposizioni transitorie

L. Totale Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier1 - AT1) (G - H +/- I)

M.Capitale di classe 2 (Tier2 - T2) al lordo degli elementi da dedurre e

degli effetti del regime transitorio

di cui strumenti di T2 oggetto di disposizioni transitorie

N. Elementi da dedurre dal T2

O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-)(+/-), inclusi gli strumenti

emessi da filiazioni e inclusi nel T2 per effetto di disposizioni

98.224

98.224

transitorie

P. Totale di Capitale di Classe2 (Tier 2 - T2) (M - N +/- O)

98.224

98.224

Q. Totale Fondi Propri (F + L + P)

399.783

344.614

39

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Di seguito si rappresentano i Fondi propri del Gruppo Bancario ex CRR.

Totale

Totale

Voci/Valori

31.12.2019

31.12.2018

A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1)

415.759

377.176

prima dell'applicazione dei filtri prudenziali

di cui strumenti di CET1 oggetto di disposizioni transitorie

B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-)

C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime

415.759

377.176

transitorio (A +/- B)

D. Elementi da dedurre dal CET1

(110.485)

(131.386)

E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di

minoranza oggetto di disposizioni transitorie

F. Totale Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1)

305.275

245.790

(C - D +/- E)

G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) al lordo degli

29.051

22.054

elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio

di cui strumenti di AT1 oggetto di disposizioni transitorie

H. Elementi da dedurre dall'AT1

I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-), inclusi gli strumenti emessi

0

0

da filiazioni e inclusi nell'AT1 per effetto di disposizioni transitorie

L. Totale Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1)

29.051

22.054

(G - H +/- I)

M.Capitale di classe 2 (Tier 2 - T2) al lordo degli elementi da dedurre e

71.187

74.422

degli effetti del regime transitorio

di cui strumenti di T2 oggetto di disposizioni transitorie

N. Elementi da dedurre dal T2

O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-), inclusi gli strumenti emessi

da filiazioni e inclusi nel T2 per effetto di disposizioni transitorie

P. Totale di Capitale di Classe2 (Tier 2 - T2) (M - N +/- O)

71.187

74.422

Q. Totale Fondi Propri (F + L + P)

405.512

342.266

I Fondi propri del Gruppo CRR ammontano a 405,5 milioni di euro, già al netto dell'Utile di Esercizio, rispetto a 342,3 milioni di euro riferiti al 31 dicembre 2018.

La variazione dei Fondi propri del gruppo CRR, oltre a quanto già segnalato per il Gruppo ex T.U.B, è stata influenzata dalla vendita, effettuata da BFF Luxembourg S.à r.l. (Centerbridge), avvenuta in data 29 marzo 2019, di n° 22.000.000 azioni BFF, equivalenti al 12,9% del capitale della Banca a quella data, attraverso una procedura di accelerated bookbuilding (ABB).

40

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

A seguito dell'operazione, la partecipazione di BFF Luxembourg S.à r.l. nel Gruppo in BFF è scesa dal 45,792% al 32,859%. A seguito degli aumenti di capitale effettuati nel corso dell'esercizio, la quota di partecipazione di BFF Luxembourg S.à r.l., al 31 dicembre 2019 si attesta al 32,773%.

I Fondi propri sopra riportati, non tengono conto dell'ulteriore accelarated bookbuilding, effettuato in data 14 gennaio 2020, che ha portato la partecipazione di BFF Luxembourg S.à r.l. nel Gruppo in BFF al 21,80%.

A livello di Gruppo CRR le quote di minoranza nel Patrimonio netto non possono essere computate integralmente nei Fondi propri ma solo in proporzione ai rischi sostenuti.

41

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Modello per la pubblicazione delle informazioni sui Fondi propri

Nella seguente tabella vengono rappresentate le informazioni relative ai Fondi propri del Gruppo CRR, oggetto di segnalazione alla Banca d'Italia.

(A)

(B) Articolo

(C) Importi

Importo

di riferimento

soggetti al

alla data di

del Regolamento

trattamento

riferimento

(UE) n. 575/2013

pre-Regolamento

Informazioni sui Fondi propri

(UE)

n. 575/2013

1

Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni

117.720

26, paragrafo 1, 27, 28, 29

2

Utili non distribuiti

151.726

26, paragrafo 1, lettera c)

3

Altre componenti di conto economico complessivo accumulate

e altre riserve

0

26, paragrafo 1, lettera d), e)

5

Interessi di minoranza (importo consentito nel capitale

di classe 1 consolidato)

146.313

84, 479, 480

5a

Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto

di tutti gli oneri o dividendi prevedibili

0

26, paragrafo 2

6

Capitale primario di classe 1 prima delle rettifiche regolamentari

415.759

Capitale primario di classe 1 (CETI): rettifiche regolamentari

8

Attività immateriali (al netto delle relative passivita fiscali)

(110.485)

36, paragrafo 1, lettera b), 37, 472

16

Strumenti propri di capitale primario di classe 1 detenuti

dall'ente direttamente o indirettamente

0

36, paragrafo 1, lettera f), 42

28

Totale delle rettifiche regolamentari al capitale primario

di classe 1 (CET1)

(110.485)

29

Capitale primario di classe 1 (CET1)

305.275

Capitale aggiuntivo di classe 1 (ATI): strumenti

34 Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale aggiuntivo di classe 1 consolidato (compresi interessi di minoranza

non inclusi nella riga 5) emessi da filiazioni o detenuti da terzi

29.051

85,86,480

44

Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1)

29.051

45

Capitale di classe 1 (T1 = CETI + AT1)

334.326

Capitale di classe 2 (T2): strumenti e accantonamenti

46

Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo

32.191

62, 63

48 Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale di classe 2 consolidato (compresi interessi di minoranza e strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 non inclusi nella riga

5 o nella riga 34) emessi da filiazioni o detenuti da terzi

38.996

87, 88, 480

58

Capitale di classe 2 (T2)

71.187

59

Capitale totale (TC = T1 + T2)

405.512

60

Totale delle attività ponderate per il rischio

2.444.990

61

Capitale primario di classe 1

12,5%

92, paragrafo 2, lettera a), 465

62

Capitale di classe 1

13,7%

92, paragrafo 2, lettera b), 465

63

Capitale totale

16,6%

92, paragrafo 2, lettera c)

Requisito della riserva di capitale specifica dell'ente (requisito

relativo al capitale primario di classe 1 a norma dell'articolo 92,

paragrafo 1, Iettera a), requisiti della riserva di conservazione del

capitale, della riserva di capitale anticiclica, della riserva di capitale

a fronte del rischio sistemico, della riserva di capitale degli enti a

riIevanza sistemica

2,52%

CRD articolo 128, 129, 130, 131, 133

65

di cui: requisito della riserva di conservazione del capitale

2,50%

66

di cui: requisito della riserva di capitale anticiclica

0,02%

68

Capitale primario di classe 1 disponibile per le riserve

6,57%

42

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Nella seguente tabella viene rappresentata la riconciliazione tra il Patrimonio netto del Gruppo Ban- cario ex T.U.B con i Fondi propri relativi allo stesso Gruppo Bancario, riportati nella parte F del bilancio consolidato.

Voci del Patrimonio Netto

Totale

Capitale sociale

131.326

Sovraprezzi di emissione

693

Riserve

147.269

Strumenti di capitale

(Azioni proprie)

(1.763)

Riserve da valutazione:

  • Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva
  • Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva
  • Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value

con impatto sulla redditività complessiva

(80)

-

Attività materiali

-

Attività immateriali

- Copertura di investimenti esteri

- Copertura dei flussi finanziari

-

Differenze di cambio

2.678

- Attività non correnti in via di dismissione

-

Utili (Perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti

(163)

  • Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto

- Leggi speciali di rivalutazione

4.135

Utile (Perdita) d'esercizio (+/-) del gruppo e di terzi

93.157

Patrimonio netto

377.252

Dividendi

(12.411)

Utili controllate non distribuiti

(27.931)

Quota di terzi non eligibile

CET1 prima dell'applicazione dei filtri prudenziali, aggiustamenti transitori e deduzioni

336.910

Filtri prudenziali

Impegno al riacqusito di strumenti di CET1

0

Deduzioni

(35.351)

CET1

301.559

Prestiti subordinati Tier2

98.224

Fondi propri Gruppo Bancario

399.783

43

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Modello sulle principali caratteristiche degli strumenti di capitale

Capitale di classe 1 - Tier 1

Dati in unità di euro

Valuta

Importo originario

Apporto a fondi Propri (*)

Capitale versato

EUR

131.326.409

129.563.653

(*) Il valore esposto nella colonna "Apporto ai fondi propri" è al netto delle azioni proprie.

44

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Capitale di classe 2 - Tier 2

Farmafact Tf 5,875% MZ27 Sub TIER2 Call

1

Emittente

BANCA FARMAFACTORING spa

2

identificativo unico

XS1572408380

3

legislazione applicabile allo strumento

Legge Inglese, eccetto per le clausole

di subordinazione regolamentate

da legge Italiana

trattamento regolamentare

4

disposizioni transitorie del CRR

Capitale di classe 2

5

disposizioni post transitorie del CRR

Capitale di classe 2

6

ammissibile a livello di singolo ente/(sub)consolidamento/

Individuale e consolidato

di singolo ente e di (sub)consolidamento

7

tipo di strumento

Strumento di capitale di classe 2 art.63 CRR

8

importo rilevato nel capitale regolamentare (unità di euro)

98.224.000,00

9

importo nominale strumento (unità di euro)

100.000.000,00

9a

prezzo emissione

98,224

9b

prezzo di rimborso

100,00

10

classificazione contabile

Passività - costo ammortizzato

11

data di emissione originaria

02/03/2017

12

irredimibile o a scadenza

a scadenza

13

data di scadenza originaria

02/03/2027

14

rimborso anticipato a discrezione dell'emittente soggetto

SI

ad approvazione preventiva dell'autorità di vigilanza

15

data del rimborso anticipato facoltativo, date del rimborso

call option al 02/03/2022 - rimborso a 100

anticipato eventuale e importo del rimborso

16

date successive di rimborso, se del caso

no

cedole/dividendi

17

dividendi/cedole fissi o variabili

Tasso fisso annuale con reset dopo 5 anni

dalla data di emissione

18

tasso della cedola ed eventuale indice correlato

5,875%

19

presenza di un meccanismo di dividend stopper

NO

20a

pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale

obbligatorio

o obbligatorio (in termini di tempo)

20b

pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale

obbligatorio

o obbligatorio (in termini di importo)

21

presenza di step up o altro incentivo al rimborso

NO

22

non cumulativo o cumulativo

NO

23

convertibile o non convertibile

NON CONVERTIBLE

  1. se convertibile, evento che determina la conversione
  2. se convertibile, in tutto o in parte
  3. se convertibile, tasso di conversione
  4. se convertibile, conversione obbligatoria o facoltativa
  5. Se convertibili, precisare il tipo di strumento nel quale la conversione è possibile
  6. Se convertibili, precisare l'emittente dello strumento

nel quale viene convertito

30

Meccanismi di svalutazione (write down)

Si

31

In caso di meccanismo di svalutazione (write down),

BAIL-IN - Banking Union-Bank Recovery

eventi che la determinano

and Resolution Directive (BRRD) e Single

Resolution Mechanism (SRM) Regulation

32

In caso di svalutazione (write down), svalutazione totale o parziale

totale o parziale

33

In caso di svalutazione (write down), svalutazione permanente

permanente

o temporanea

34 In caso di svalutazione (write down) temporanea, descrizione del meccanismo di rivalutazione

35

Posizione nella gerarchia di subordinazione in caso di

Senior Preferred

liquidazione (specificare il tipo di strumento di rango

immediatamente superiore (senior)

36

Caratteristiche non conformi degli strumenti che beneficiano

NO

delle disposizioni transitorie

37

In caso affermativo, precisare le caratteristiche non conformi

45

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 4 - Requisiti di capitale (art. 438 CRR)

Informativa qualitativa

Il Gruppo Bancario si è dotato di idonei dispositivi di governo societario, nonché di adeguati mec- canismi di gestione e controllo, al fine di fronteggiare i rischi a cui è esposto; tali presìdi si inseri- scono nella disciplina dell'organizzazione e del sistema dei controlli interni, volta ad assicurare una gestione improntata a canoni di efficienza, efficacia e correttezza, coprendo ogni tipologia di rischio aziendale, coerentemente con le caratteristiche, le dimensioni e la complessità delle attività svolte.

Il Gruppo valuta costantemente la propria struttura patrimoniale, sviluppando e utilizzando tecniche di monitoraggio e di gestione dei rischi regolamentati, anche avvalendosi di un Comitato Controllo e Rischi quale organo preposto all'interno del Consiglio di Amministrazione.

Il rispetto dei limiti di adeguatezza patrimoniale, sia a livello di base (CET 1 Capital Ratio e Tier 1 Capital Ratio), sia a livello di dotazione complessiva (Total Capital Ratio), è costantemente monitorato dai competenti organismi societari.

Il CET 1 Capital Ratio è dato dal rapporto tra il Capitale primario di Classe 1 e il valore delle Attività di rischio ponderate.

Il Coefficiente di Vigilanza di Base (Tier 1 Capital Ratio) è dato dal rapporto tra il Capitale di Classe 1 e il valore delle Attività di rischio ponderate.

Il Coefficiente di Vigilanza Totale (Total Capital Ratio) è dato dal rapporto tra il Totale dei Fondi propri e il valore delle Attività di rischio ponderate.

In base alle disposizioni dettate dalla Circolare della Banca d'Italia n. 262 del 22 dicembre 2005 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione", l'ammontare delle Attività di rischio ponderate è determinato come prodotto fra il totale dei requisiti prudenziali e 12,5 (inverso del coefficiente mini- mo obbligatorio, pari all'8%).

L'esposizione complessiva ai rischi, alla data del 31 dicembre 2019, relativamente all'attività svolta, è risultata adeguata alla dotazione patrimoniale e al profilo di rischio individuato.

In relazione al Gruppo Bancario, il CET1 Capital Ratio si attesta al 12,5%, il Tier 1 Capital Ratio risulta il 12,5, il Total Capital Ratio è pari al 16,6%.

Con riferimento al Gruppo CRR il CET1 Capital Ratio si attesta al 12,5%, il Tier 1 Capital Ratio risulta il 13,7%, il Total Capital Ratio è pari al 16,6%.

Si sottolinea che l'azionista di maggioranza BFF Luxembourg ha formalizzato il proprio impegno a mantenere una politica di distribuzione dei propri dividendi tale da preservare, nel continuo, un coefficiente di capitale totale non inferiore al 15% sia a livello del Gruppo BFF sia nell'ambito del Gruppo CRR.

46

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

1° Pilastro - L'adeguatezza patrimoniale a fronte dei rischi tipici dell'attività finanziaria

Sotto il profilo gestionale, l'assorbimento dei rischi è calcolato attraverso l'utilizzo di diverse meto- dologie:

  • rischio di credito, attraverso la metodologia "Standardizzata";
  • rischio di controparte, attraverso la metodologia "Standardizzata";
  • rischio operativo, attraverso la metodologia "Base";
  • rischio di mercato, attraverso la metodologia "Standardizzata".

Rischio di credito

La valutazione del rischio di credito si inserisce in una considerazione complessiva sull'adeguatezza patrimoniale del Gruppo Bancario e del Gruppo CRR, in relazione ai rischi connessi con gli impieghi. In tale ottica, viene utilizzato, per la misurazione del rischio di credito, il metodo "Standardizzato", così come regolato dal Regolamento UE n. 575/2013 (CRR) e recepito dalle Circolari della Banca d'Italia n. 285, "Disposizioni di vigilanza per le banche", e n. 286 "Istruzioni per la compilazione delle segnala- zioni prudenziali per le banche e le società di intermediazione mobiliare", entrambe del 17 dicembre 2013, e successivi aggiornamenti, che evidenziano la suddivisione delle esposizioni in diverse classi ("portafogli"), in base alla natura della controparte, e l'applicazione, a ciascun portafoglio, di coeffi- cienti di ponderazione diversificati.

In particolare, in relazione al Regolamento citato, il Gruppo Bancario e il Gruppo CRR applicano i se- guenti fattori di ponderazione:

  • 0% alle esposizioni verso le amministrazioni centrali e le banche centrali aventi sede in uno Stato membro dell'Unione Europea e finanziati nella valuta locale, oltre alle esposizioni nei confronti di altre enti appartenenti alla Pubblica Amministrazione, quando specificatamente previsto dalla normativa di vigilanza di riferimento; rientrano in tale categoria anche le esposizioni nei con- fronti di organismi del settore pubblico e autorità locali spagnoli, come previsto dalle liste EBA "EU regional governments and local authorities treated as exposures to central governments in accordance with Article 115(2) of Regulation (EU) 575/2013" e "EU public-sectorentities treated in exceptional circumstances as exposures to the central government, regional government or local authority in whose jurisdiction they are established in accordance with Article 116(4) of Regulation (EU) 575/2013";
  • 2,94% al contributo prefinanziato al fondo di garanzia di Cassa Compensazione e Garanzia (contro- parte qualificata) per l'operatività in pronti contro termine;
  • 20% alle (i) esposizioni verso amministrazioni regionali e autorità locali aventi sede in uno Stato membro dell'Unione Europea, denominati e finanziati nella locale valuta, (ii) alle esposizioni verso gli organismi del settore pubblico per paesi con classe di merito 1, (iii) alle esposizioni nei confronti di organismi del settore pubblico e verso intermediari vigilati aventi durata originaria pari o infe- riore ai tre mesi;
  • 50% alle esposizioni verso gli organismi del settore pubblico per paesi con classe di merito 2, in cui rientrano le esposizioni verso gli organismi del settore pubblico polacco e slovacco;
  • 100% alle (i) esposizioni verso gli organismi del settore pubblico per paesi con classe di merito 3, 4 e 5 (tra cui Italia, Portogallo, Grecia); si segnala che DBRS, il 3 maggio 2019, ha migliorato il rating della Repubblica greca portandolo da BH a BBL migliorandone così la classe di merito (da 5 a 4), ma non la percentuale di assorbimento che rimane al 100% e (ii) alle esposizioni verso gli organi- smi del settore pubblico per paesi in cui l'amministrazione centrale è priva di rating, ossia non è

47

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

associata alcuna classe di merito di credito (tra cui Repubblica Ceca e Croazia);

  • 50% o 100% per i crediti verso intermediari vigilati, a seconda della classe di merito del paese in cui hanno sede gli stessi.;
  • 75% per crediti verso controparti, al dettaglio e piccole e medie imprese;
  • 100% per i crediti verso i debitori privati (i.e. imprese);
  • 100% per attività materiali, partecipazioni e altre attività;
  • 150% alle esposizioni non-performing, se le rettifiche di valore specifiche sono inferiori al 20% della parte non garantita dell'esposizione al lordo di tali rettifiche;
  • 100% alle esposizioni non-performing, se le rettifiche di valore specifiche sono pari o superiori al 20% della parte non garantita dell'esposizione al lordo di tali rettifiche.
  • 250% alle attività fiscali differite non dedotte dai fondi Propri

Banca Farmafactoring S.p.A. ha adottato come ECAI di riferimento Dominion Bond Rating Service (DBRS). Il rating unsolicited assegnato alla Repubblica Italiana da DBRS, in data 13 luglio 2018, è "BBB high". Le esposizioni verso la Pubblica Amministrazione italiana, in cui sono compresi i crediti vantati nei confronti delle Aziende appartenenti al Servizio Sanitario Nazionale e delle ASL rientrano nella classe di merito di credito 3 con una ponderazione pari al 100%.

Si segnala che le esposizioni del Gruppo Bancario sono rappresentate principalmente da esposizioni con controparti appartenenti alla Pubblica Amministrazione o con aziende sanitarie dei paesi in cui il Gruppo opera.

In base alla metodologia di cui sopra, il requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito, al 31 dicembre 2019, risulta essere, per il Gruppo Bancario, pari a 160,6 milioni di euro.

Rischio di controparte

Il rischio di controparte rappresenta una particolare fattispecie del rischio di credito, caratterizzato dal fatto che l'esposizione, a motivo della natura finanziaria del contratto stipulato fra le parti, è in- certa e può variare nel tempo in funzione dell'andamento dei fattori di mercato sottostanti

Per Banca Farmafactoring S.p.A., il rischio di controparte può essere generato da operazioni di pronti contro termine aventi come controparte la Cassa Compensazione e Garanzia. Per la misurazione del rischio di controparte, viene utilizzata la metodologia standardizzata.

Rischio operativo

Il rischio operativo è la possibilità di subire perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, o da eventi esogeni. Rientrano in tale tipologia, tra l'altro, le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell'operatività, indisponibilità dei sistemi, ina- dempienze contrattuali, catastrofi naturali; nel rischio operativo è compreso il rischio legale, mentre non sono inclusi quelli strategici e di reputazione.

Il rischio operativo, pertanto, si riferisce a varie tipologie di eventi, che non sarebbero singolarmente rilevanti se non analizzati congiuntamente e quantificati per l'intera categoria di rischio.

Il Gruppo, per la misurazione del rischio operativo, applica il metodo "Base": il requisito patrimonia- le è determinato applicando un coefficiente del 15% alla media triennale dell'indicatore rilevante, calcolato sulle voci di bilancio degli ultimi tre esercizi, secondo quanto riportato nel Regolamento Europeo n. 575/2013.

48

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Rischio di mercato

Il rischio di mercato è relativo alle posizioni detenute a fini di negoziazione, ovvero intenzionalmente destinate a una successiva dismissione a breve termine, assunte allo scopo di beneficiare di differen- ze tra prezzi di acquisto e di vendita, o di altre variazioni di prezzo o di tasso d'interesse.

La normativa identifica e disciplina il trattamento delle varie tipologie di rischio di mercato con rife- rimento al portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza. Per la misurazione del rischio di mercato, il Gruppo si avvale del metodo "Standard".

2° Pilastro - Il Resoconto ICAAP/ILAAP

La normativa di vigilanza richiede agli intermediari di dotarsi di una strategia e di un processo di controllo dell'adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, rimettendo all'Autorità di Vigilanza il compito di verificare l'affidabilità e la coerenza dei relativi risultati, e di adottare, ove la situazione lo richieda, le opportune misure correttive.

BFF Banking Group presenta annualmente alla Banca d'Italia il "Resoconto ICAAP/ILAAP", quale ag- giornamento sul processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale e dell'adeguatez- za del sistema di governo e di gestione del rischio di liquidità del Gruppo. In ottemperanza alle dispo- sizioni di vigilanza prudenziale, il Gruppo ha predisposto il "Resoconto ICAAP/ILAAP 2018", approvato dal Consiglio di Amministrazione di BFF in data 19 aprile 2019.

Il Resoconto è stato redatto in conformità con i requisiti introdotti in materia nel 2018 dalla Circolare n. 285. In particolare, si ricordano - inter alia - modifiche alla disciplina in materia di "Processo di con- trollo prudenziale" (Parte prima, Titolo III, Capitolo 1), principalmente afferenti all'introduzione (i) del processo interno di determinazione dell'adeguatezza del sistema di governo e gestione del rischio di liquidità ("ILAAP" - Internal Liquidity Adequacy Assessment Process), (ii) di nuovi contenuti in ambito di processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale ("ICAAP" - Internal Capital Adequacy Assessment Process) e (iii) di differenti modalità di presentazione del Resoconto ICAAP/ILAAP destinato alla Banca d'Italia. Tali modifiche costituiscono un'ulteriore novità per le banche e i gruppi bancari riconosciuti come "meno significativi" ai sensi del Regolamento (UE) n. 468/2014 della Banca Centrale Europea, tra cui BFF Banking Group.

In data, 24 giugno 2019, BFF Banking Group ha altresì approvato un nuovo "Recovery plan", coerente- mente con le tempistiche di aggiornamento previste dalla normativa di riferimento e con gli impegni assunti con la Banca d'Italia.

Relativamente al processo "Supervisory Review and Evaluation Process" (SREP), in data 28 giugno 2019, la Banca d'Italia ha comunicato al Gruppo di non ritenere di adottare una nuova decisione sul capitale per il 2019, ma di applicare solamente l'incremento del Capital Conservation Buffer (per il 2019 pari a 2,5% rispetto al 1,875% previsto per il 2018), pertanto gli Overall Capital Ratio, che BFF Banking Group è tenuto a rispettare, sono CET1 Ratio pari a 7,80%, Tier1 Ratio pari a 9,60% e Total Capital Ratio pari a 12,00%.

49

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Informativa quantitativa

Requisiti patrimoniali a fronte del rischio di credito e di controparte - Gruppo Bancario

Rischio di credito

Rischio di controparte

CCF

Fattori

Esposiz.

Esposiz.

Requisito

Esposiz.

Esposiz.

Requisito

Portafogli/Esposizioni

di

non

ponderate

patrimon.

non

ponderate

patrimon.

ponderaz.

ponderate

ponderate

Esposizioni verso

-

amministraz. centrali

100%

0%

1.848.599

-

e banche centrali

100%

250%

11.607

29.019

2.321

Esposizioni verso

100%

0%

564.574

-

-

enti territoriali

100%

20%

691.792

138.358

11.069

Esposizioni verso enti

0%

20%

691

-

-

del settore pubblico

20%

20%

653

26

2

100%

20%

199.517

39.903

3.192

20%

50%

21.273

2.127

170

50%

50%

26.954

6.739

539

100%

50%

555.463

277.731

22.219

100%

100%

1.011.346

1.011.346

80.908

Esposizioni verso

100%

0%

1.030.661

-

-

intermediari vigilati

100%

2,94%

25.220

741

59

100%

20%

116.293

23.259

1.861

71

14

1

Esposizioni

0%

100%

2.536

-

-

verso imprese e

20%

100%

41.917

8.383

671

altri soggetti

50%

100%

58.422

29.211

2.337

100%

100%

223.895

223.895

17.912

Esposizioni scadute

100%

100%

4.423

4.423

354

0%

150%

55

-

-

20%

150%

1.175

352

28

50%

150%

641

481

38

100%

150%

101.737

152.606

12.208

Strumenti di capitale

100%

100%

258

258

21

Altre esposizioni

100%

0%

3

-

-

100%

100%

19.205

19.205

1.536

Esposizioni Retail

0%

75%

742

-

-

20%

75%

26.158

3.924

314

50%

75%

2.679

1.004

80

100%

75%

46.521

34.891

2.791

Totale

6.635.008

2.007.883

160.631

71

14

1

50

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Altri Requisiti patrimoniali - Gruppo Bancario

Esposizioni

Requisito

ponderate - RWA

patrimoniale

Rischio relativo agli aggiustamenti della valutazione

dei crediti (CVA)

0

0

Rischi di mercato

0

0

Rischio operativo

405.661

32.453

Coefficienti patrimoniali - Gruppo Bancario e Gruppo CRR

Voci/Valori

Totale 31.12.2019

Capitale primario di classe 1/Attività di rischio ponderate (CET1 capital ratio) (%)

12,5%

Capitale di Classe 1/Attività di rischio ponderate (Tier 1 capital ratio) (%)

12,5%

Totale Fondi propri/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) (%)

16,6%

Si riportano di seguito i ratio patrimoniali riferiti al perimetro di consolidamento del Gruppo CRR con a capo BFF Luxembourg S.à r.l,

Voci/Valori

Totale 31.12.2019

Capitale primario di classe 1/Attività di rischio ponderate (CET1 capital ratio) (%)

12,5%

Capitale di Classe 1/Attività di rischio ponderate (Tier 1 capital ratio) (%)

13,7%

Totale Fondi propri/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) (%)

16,6%

51

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 5 - Esposizione al rischio di controparte (Art. 439 CRR)

Informativa qualitativa

Il rischio di controparte rappresenta una particolare fattispecie del rischio di credito, caratterizzato dal fatto che l'esposizione, a motivo della natura finanziaria del contratto stipulato fra le parti, è in- certa e può variare nel tempo in funzione dell'andamento dei fattori di mercato sottostanti

Se le transazioni poste in essere con una determinata controparte assumono valore positivo, si genera tale requisito. Nel caso in cui una parte dell'esposizione venga assistita da garanzia reale, a questa sarà attribuito un fattore di ponderazione corrispondente al fattore di ponderazione assegnato allo strumento utilizzato come garanzia.

Per Banca Farmafactoring S.p.A., il rischio di controparte può essere generato da operazioni di pronti contro termine aventi come controparte la Cassa Compensazione e Garanzia. Per la misurazione del rischio di controparte, viene utilizzata la metodologia standardizzata.

Al 31 dicembre 2019, sono in essere operazioni in pronti contro termine passivi con controparte Cassa Compensazione e Garanzia, a cui viene detratto il fair value dei titoli a garanzia; su tale valore, se po- sitivo, viene calcolato il requisito patrimoniale, come riportato nella tabella sottostante.

La ridotta esposizione al rischio di controparte non richiede l'utilizzo di strumenti di controllo ulte- riori rispetto a quelli dedicati all'ordinaria gestione.

Informativa quantitativa

Operazioni in pronti contro termine:

Portafoglio

Esposizione

Garanzie reali

Garanzie

Esposizione

Regolamentare

senza

finanziarie -

personali

post attenuazione

attenuazione

metodo

rischio di credito

rischio di credito

semplificato

Operazioni SFT

991.610

991.539

71

Totale

991.610

991.539

71

Alla data di riferimento, il requisito patrimoniale relativo alle operazioni in pronti contro termine ammonta a circa 6 mila euro.

52

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 6 - Riserve di Capitale (Art. 440 CRR)

Informativa qualitativa

Di seguito si riporta l'informativa relativa alla "Riserva di capitale anticiclica", predisposta sulla base dei coefficienti applicabili al 31 dicembre 2019 e del Regolamento Delegato (UE) 2015/1555 del 28 maggio 2015 che integra la CRR per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione attinenti alla pubblicazione di informazioni in relazione alla conformità degli enti all'obbligo di detenere una riserva di capitale anticiclica a norma dell'articolo 440 della CRR stessa. Come stabilito all'articolo 140, paragrafo 1, della direttiva 2013/36/UE (c.d. CRD IV), il coefficiente anticiclico specifico dell'ente consiste nella media ponderata dei coefficienti anticiclici che si applicano nei paesi in cui sono situate le esposizioni creditizie rilevanti dell'ente.

La CRD IV stabilisce l'obbligo per le autorità nazionali designate di attivare un quadro operativo per la definizione del coefficiente della riserva di capitale anticiclica (countercyclical capital buffer, CCyB) a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Il coefficiente è soggetto a revisione con cadenza trimestrale. La normativa europea è stata attuata in Italia con la circolare n. 285 della Banca d'Italia che contiene apposite norme in materia di CCyB. Sulla base dell'analisi degli indicatori di riferimento la Banca d'Italia ha deciso di fissare il coefficiente anticiclico (relativo alle esposizioni verso controparti italiane), anche per il secondo trimestre 2020, allo 0%.

Tra le esposizioni creditizie rilevanti rientrano tutte le classi di esposizioni diverse da quelle di cui all'articolo 112, lettere da a) a f), del regolamento (UE) n. 575/2013. Risultano di fatto esclusi i seguenti portafogli: esposizioni verso amministrazioni centrali o banche centrali; esposizioni verso amministra- zioni regionali o autorità locali; esposizioni verso organismi del settore pubblico; esposizioni verso banche multilaterali di sviluppo; esposizioni verso organizzazioni internazionali; esposizioni verso enti.

Informativa quantitativa

In riferimento al 31 dicembre 2019:

  • i coefficienti di capitale anticiclici a livello di singolo Paese sono stati fissati, con le modalità prima succintamente descritte, generalmente pari allo 0%. Tra le nazioni, con coefficiente diverso da zero, per cui il Gruppo presenta esposizioni si segnalano; Repubblica Ceca (1,50%), Slovacchia (1,50%) e Francia (0,25%);
  • a livello consolidato, il coefficiente anticiclico specifico del Gruppo Bancario è pari allo 0,0208%.

53

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Distribuzione geografica delle esposizioni creditizie rilevanti ai fini del calcolo della riserva di capitale anticiclica

Esposizioni

Esposizioni

Esposizioni

Requisiti

creditizie

nel porta-

verso la

di fondi propri

generiche

foglio di

cartolarizza-

negoziazione

zione

Requisiti di

fondi propri

Valore dell'esposizione per il metodo SA

Valore dell'esposizione per il metodo IRB

Somma della posizione lunga e corta del portafoglio di negoziazione

Valore dell'esposizione nel portafoglio di negoziazione per i modelli interni

Valore dell'esposizione per il metodo SA

Valore dell'esposizione per il metodo IRB

di cui: Esposizioni creditizie generiche

di cui: Esposizioni nel portafoglio di negoziazione

di cui: Esposizioni verso la cartolarizzazione

Totale

Fattori di ponderazione dei requisiti di fondi propri

Coefficiente anticiclico

Ripartizione

010

020

030

040

050

060

070

080

090

100

110

120

339.729.169,59

27.178.333,57

per paese

27.178.333,57

0,0208%

Belgio

2.507,57

200,61

200,61

0,0000%

0,0000%

Rep. Ceca

1.242.635,73

99.410,86

99.410,86

0,0055%

1,5000%

Francia

16.531,66

1.322,53

1.322,53

0,0000%

0,2500%

Grecia

25.843.466,92

2.067.477,35

2.067.477,35

0,0000%

0,0000%

Italia

70.007.854,33

5.600.628,35

5.600.628,35

0,0000%

0,0000%

Paesi bassi

27,51

2,20

2,20

0,0000%

0,0000%

Polonia

214.063.625,33

17.125.090,03

17.125.090,03

0,0000%

0,0000%

Portogallo

94.456,10

7.556,49

7.556,49

0,0000%

0,0000%

Slovacchia

3.471.530,38

277.722,43

277.722,43

0,0153%

1,5000%

Spagna

24.983.947,38

1.998.715,79

1.998.715,79

0,0000%

0,0000%

Svizzera

2.586,68

206,93

206,93

0,0000%

0,0000%

Importo della riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente

Ammontare della riserva di capitale anticiclica

(euro/000)

Importo complessivo dell'esposizione al rischio

2.444.990

Coefficiente anticiclico specifico dell'ente

0,0208%

Requisito di riserva di capitale anticiclica specifica dell'ente

509

Si precisa che, il requisito di cui alla precedente tabella è riferibile principalmente ad esposizioni nei confronti di soggetti privati residenti in Repubblica Ceca e in Repubblica Slovacca.

54

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 7 - Rettifiche di valore su crediti (Art. 442 CRR)

Informativa qualitativa

Crediti soggetti a valutazione di rettifiche di valore generiche (c.d. "svalutazione collettiva")

Il modello di impairment è caratterizzato:

  • dall'allocazione delle transazioni presenti in portafoglio in differenti categorie ("stage") sulla base della valutazione dell'incremento del livello di rischio dell'esposizione/controparte, tenuto conto dei "criteri di staging allocation";
  • dall'utilizzo di parametri di rischio multi-periodali (es. lifetime PD, LGD ed EAD) con il fine della quantificazione dell'Expected Credit Losses (ECL) per gli strumenti finanziari per i quali si verifica il significativo aumento del rischio di credito rispetto all'initial recognition dello strumento stesso.

Ai fini del calcolo dell'impairment, il principio IFRS 9 fornisce requisiti generici circa il calcolo dell'ECL ed il disegno dei criteri di stage allocation e non prevede specifiche guidelines riguardo l'approccio modellistico. Sulla base di questo presupposto, le fasi di assessment e di design del progetto di con- versione al principio IFRS 9 hanno permesso, attraverso l'analisi dei dati forniti in input, lo sviluppo di un framework metodologico all'interno del quale adeguare le peculiarità del business del Gruppo in coerenza alle attività presenti in portafoglio e alle informazioni disponibili, nel rispetto delle linee guida definite dal principio.

I concetti chiave introdotti dal principio IFRS 9 e richiesti ai fini del calcolo dell'impairment rispetto ai precedenti standard contabili sono:

  • modello caratterizzato da una visione prospettica, che consenta la rilevazione immediata di tutte le perdite previste nel corso della vita di un credito sostituendo quindi il criterio della "perdita subita" (incurred loss), che legava le svalutazioni all'insorgere di un "fatto nuovo" che dimostrasse la dub- bia esigibilità dei flussi di cassa originariamente concordati. Le perdite secondo il principio IFRS 9 vanno stimate sulla base di informazioni supportabili, disponibili senza oneri o sforzi irragionevoli, e che includano dati storici attuali e prospettici;
  • ECL ricalcolato ad ogni data di reporting al fine di riflettere i cambiamenti nel rischio di credito fin dalla ricognizione iniziale dello strumento finanziario;
  • per la determinazione dell'ECL devono essere prese in considerazione le informazioni forward- looking e i fattori macroeconomici;
  • introduzione di uno status aggiuntivo rispetto alla binaria classificazione performing e non-perfor-ming delle controparti, al fine di tener conto dell'aumento del rischio di credito.

Il modello di calcolo della ECL richiede una valutazione quantitativa dei flussi finanziari futuri e pre- suppone che questi possano essere attendibilmente stimati. Ciò richiede l'identificazione di alcuni elementi della valutazione, tra i quali:

  • modelli di probabilità di default (PD) e le assunzioni circa la distribuzione a termine degli eventi di default, per il calcolo delle PD multi-periodali funzionali alla determinazione della c.d. lifetime expected credit loss;
  • modello di LGD;

55

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

  • modello di EAD deterministico e stocastico, per i quali sia possibile definire una distribuzione multi-periodale, oltre che con orizzonte temporale di 12 mesi.

I parametri di rischio che devono essere modellizzati per ottemperare alla logica di tener in conside- razione dell'intera vita attesa dello strumento finanziario (lifetime) risultano essere i seguenti:

  • PD Multi-periodali;
  • LGD Multi-periodali;
  • EAD Multi-periodali.

Inoltre, ai fini di coerenza con i requisiti del Principio IFRS 9, il calcolo dell'ECL deve includere aggiu- stamenti Point in Time (PIT) nei parametri e deve tenere in considerazione l'integrazione Forward- Looking Information (FLI).

Crediti soggetti a valutazione di rettifiche di valore analitiche (c.d. "svalutazioni specifiche")

Il Gruppo ha effettuato una ricognizione delle attività classificate come deteriorate, allo scopo di in- dividuare posizioni che presentano oggettive perdite di valore su base individuale, come previsto dal principio IFRS 9 e in linea con le vigenti disposizioni di vigilanza.

Si precisa che, con riferimento alle controparti scadute deteriorate (c.d. past due), pur essendo anno- verate tra le attività finanziarie deteriorate, ossia assoggettabili a trattamento di svalutazione specifi- ca, vengono effettuate le medesime valutazioni riferibili alle esposizioni in bonis di cui alla presente sezione. Tale scelta è supportata dal fatto che, in considerazione del core business del Gruppo, i fenomeni di scaduto oltre i 90 giorni, individuati secondo criteri oggettivi, non risultano di per sé rappresentativi di una situazione di deterioramento della posizione di rischio da cui è possibile ri- scontrare elementi oggettivi di perdita individuale. I risultati di tale svalutazione sono poi associati analiticamente a ciascuna controparte classificata in tale stato di rischio.

In riferimento alle politiche adottate nell'ambito delle svalutazioni, BFF Polska Group e BFF Finance Ibera inoltrano alla Capogruppo apposita reportistica periodica, al fine di permettere alle corri- spondenti funzioni della controllante di esercitare il riporto funzionale rispetto alle attività svolte in quest'ambito, e consentire la verifica della correttezza delle conclusioni.

In data 24 luglio 2014 l'EBA ha proceduto alla pubblicazione del "Final Draft Implementing Technical Standards on Supervisory reporting on forbearance and nonperforming exposures" (EBA/ITS /2013/03/rev1 24/7/2014): detto documento introduce nuove definizioni in materia di attività deteriorate e di concessioni (forbearance measures).

Tali definizioni sono state recepite con il 7° aggiornamento della Circolare n. 272 della Banca d'Italia del 20 gennaio 2015, e prevedono la suddivisione delle attività deteriorate in:

  • Sofferenze
  • Inadempienze probabili
  • Esposizioni scadute deteriorate.

56

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

  • Esposizioni scadute. Sono esposizioni verso amministrazioni centrali e banche centrali, enti territo- riali, enti del settore pubblico, enti senza scopo di lucro e imprese, che alla data di riferimento del 31 dicembre 2019 risultano scadute da oltre 90 giorni e classificate come deteriorate sulla base di quanto disposto dalla Circolare n. 272 della Banca d'Italia del 20 gennaio 2015.
    In particolare, le esposizioni verso amministrazioni centrali e banche centrali, enti del settore pub- blico ed enti territoriali si considerano scadute deteriorate quando il debitore non abbia effettuato alcun pagamento per nessuna delle posizioni di debito verso una società del Gruppo da oltre 90 giorni. La valutazione di tali esposizioni scadute avviene a livello di portafoglio, in quanto non si evidenziano elementi oggettivi di perdita a livello individuale.
    Al 31 dicembre 2019, le Esposizioni scadute nette di BFF Banking Group ammontano a 34.691 mila euro di cui 30.226 mila euro, corrispondente all' 87,1%, è riferito a controparti della Pubblica Ammini- strazione e a imprese di proprietà del settore pubblico dei vari paesi in cui opera BFF Banking Group. Il totale complessivo delle esposizioni scadute nette, al 31 dicembre 2019, in riferimento a Banca Farmafactoring S.p.A. è di 30.592 mila euro. Di questi 29.483 mila euro, pari al 96,4%, si riferiscono a controparti della Pubblica Amministrazione italiana e a imprese di proprietà del settore pubblico italiano. In relazione a BFF Polska Group l'ammontare netto delle esposizioni scadute è pari a 3.438 mila euro. Le rimanenti posizioni scadute si riferiscono a BFF Finance Iberia S.A.U. per 661 mila euro netti, costituite per la totalità da controparti appartenenti alla pubblica amministrazione.
  • Inadempienze probabili(Unlikely to pay): L'inadempienza probabile (unlikely to pay) rappresenta il risultato del giudizio del Gruppo circa l'improbabilità che, senza il ricorso ad azioni quali l'escus- sione delle garanzie, il debitore adempia integralmente (in linea capitale e/o interessi) alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione va operata indipendentemente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati. Non è, pertanto, necessario attendere il sintomo esplicito di anomalia (ad esempio, il mancato rimborso), laddove sussistano elementi che implicano una situa- zione di rischio di inadempimento del debitore.
    Al 31 dicembre 2019, le esposizioni lorde classificate tra le inadempienze probabili risultano com- plessivamente pari a 11.836 mila euro, di cui 11.386 relative a BFF Polska Group e 450 mila euro a BFF Finance Iberia S.A.U.. Il valore complessivo netto è pari a 9.526 mila euro, riferito principalmente a BFF Polska Group, in quanto le esposizioni lorde di Banca Farmafactoring S.p.A. e BFF Finance Iberia S.A.U. sono state perlopiù svalutate.
  • Sofferenze: Si tratta di esposizioni nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza o in situa- zioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita for- mulate dall'azienda.
    Al 31 dicembre 2019, il totale complessivo delle sofferenze del Gruppo Bancario, al netto delle svalu- tazioni, ammonta a 61.943 mila euro, di cui 5.655 mila euro acquistate già deteriorate. Le sofferenze nette relative a comuni e province italiane in dissesto sono pari a 57.659 mila euro e rappresentano il 93,0% del totale.
    Le sofferenze lorde sono pari a 73.376 mila euro, svalutate per 11.433 mila euro. La porzione del fondo interessi di mora relativo a posizioni in sofferenza, rilevate al momento del cambio di stima effettuato nel 2014, è pari a 1.568 mila euro interamente svalutata. Considerando anche tale importo, le sofferen- ze lorde ammontano a 74.944 mila euro e le relative rettifiche di valore sono pari a 13.001 mila euro.
    Con riferimento alla Banca, al 31 dicembre 2019 il totale complessivo delle sofferenze, al netto di svalutazioni derivanti da presunte perdite di valore, ammonta a 58.210 mila euro, di cui 57.659 verso

57

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

comuni e province italiane in dissesto, casistica classificata a sofferenza secondo le indicazioni dell'Autorità di Vigilanza malgrado BFF Banking Group abbia titolo legale per ricevere il 100% del capitale e degli interessi di mora alla fine del processo del dissesto.

Di tale importo, 5.655 mila euro si riferiscono a crediti verso enti territoriali (comuni, province) già in dissesto al momento dell'acquisto e acquistati a condizioni particolari.

Le rimanenti posizioni, riferite a Banca Farmafactoring S.p.A., vengono svalutate o in base a va- lutazioni soggettive derivanti da pareri legali. In relazione a BFF Polska Group le sofferenze lorde ammontano a 13.090 mila euro e, al netto di svalutazioni derivanti da presunte perdite di valore per 9.385 mila euro, risultano pari a 3.705 mila euro.

Informativa quantitativa

Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

Valori in migliaia di euro

Portafogli/Qualità

Sofferenze

Inadempienze probabili

Esposizioni scadute deteriorate

Esposizioni scadutenon deteriorate

esposizioniAltre deterioratenon

Totale

1. Attività finanziarie valutate al costo

ammortizzato

61.943

9.526

34.691

684.637

4.459.919

5.250.717

2. Attività finanziarie valutate al fair value

con impatto sulla redditività complessiva

82.748

82.748

3. Attività finanziarie designate al fair value

4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente

valutate al fair value

5. Attività finanziare in corso di dismissione

Totale 31.12.2019

61.943

9.526

34.691

684.637

4.542.667

5.333.465

Totale 31.12.2018

40.344

6.774

72.572

596.718

4.037.954

4.754.362

58

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

Valori in migliaia di euro

Deteriorate

Non deteriorate

Portafogli/qualità

Esposizione

Rettifiche

complessive

Esposizione

-off parziali

Esposizione

Rettifiche

complessive

Esposizione

Write

lorda

valoredi

netta

complessivi

lorda

valoredi

netta

Totale

(esposiz.

netta)

1. Attività finanziarie valutate

al costo ammortizzato

119.992

13.832

106.160

5.148.456

3.900

5.144.557

5.250.717

2. Attività finanziarie valutate

al fair value con impatto

sulla redditività complessiva

82.759

11

82.748

82.748

3. Attività finanziarie designate

al fair value

X

X

4. Altre attività finanziarie

obbligatoriamente valutate

al fair value

X

X

5. Attività finanziarie in corso

di dismissione

Totale 31.12.2019

119.992

13.832

106.160

0

5.231.216

3.911

5.227.305

5.333.465

Totale 31.12.2018

135.949

16.258

119.690

0

4.637.423

2.749

4.634.674

4.754.362

59

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Distribuzione per aree geografiche significative delle esposizioni verso banche, ripartite per princi- pali tipologie di esposizione.

Esposizioni

Aree Geografiche

A. Esposizioni creditizie per cassa

A.1 Sofferenze

A.2 Inadempienze probabili

A.3 Esposizioni scadute deteriorate

A.4 Esposizioni non deteriorate Totale A

B. Esposizioni creditizie fuori bilancio

B.1 Esposizioni deteriorate

B.2 Esposizioni non deteriorate Totale B Totale (A+B) 31.12.2019

Totale (A+B) 31.12.2018

Valori in migliaia di euro

Italia

Altri Paesi

America

Asia

Resto del

europei

mondo

Esposizione netta

Rettifiche valore complessive

Esposizione netta

Rettifiche valore complessive

Esposizione netta Rettifiche valore complessive

Esposizione netta Rettifiche valore complessive

Esposizione netta Rettifiche valore complessive

77.349

4

38.943

7

77.349

4

38.943

7

4.197

3

4.197

3

0

0

81.546

7

38.943

7

43.252

17

13.498

1

60

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Distribuzione per aree geografiche significative delle esposizioni verso banche italiane, ripartite per principali tipologie di esposizione.

Esposizioni

Aree Geografiche

A. Esposizioni creditizie per cassa

A.1 Sofferenze

A.2 Inadempienze probabili

A.3 Esposizioni scadute deteriorate

A.4 Esposizioni non deteriorate Totale A

B. Esposizioni creditizie fuori bilancio

B.1 Esposizioni deteriorate

B.2 Esposizioni non deteriorate Totale B Totale (A+B) 31.12.2019

Totale (A+B) 31.12.2018

Valori in migliaia di euro

Italia nord ovest

Italia nord est

Italia centro

Italia sud isole

Esposizione netta

Rettifiche valore complessive

Esposizione netta

Rettifiche valore complessive

Esposizione netta

Rettifiche valore complessive

Esposizione netta

Rettifiche valore complessive

4.646

3

72.697

6

4.646

3

72.697

6

4.197

3

4.646

0

4.197

3

3

76.894

3

6

5.490

4

190

37.480

13

105

61

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Distribuzione per aree geografiche significative delle esposizioni verso clientela, ripartite per prin- cipali tipologie di esposizione.

Valori in migliaia di euro

Italia

Esposizioni/

Esposizione netta

Aree Geografiche

A. Esposizioni creditizie

per cassa

A.1 Sofferenze

58.210

A.2 Inadempienze probabili

A.3 Esposizioni scadute

deteriorate

30.575

A.4 Esposizioni non deteriorate

3.428.265

Totale A

3.517.051

B. Esposizioni creditizie

fuori bilancio

B.1 Esposizioni deteriorate

B.2 Esposizioni non deteriorate

Totale B

Totale (A+B) 31.12.2019

3.517.051

Totale (A+B) 31.12.2018

3.453.735

Altri Paesi

America

Asia

Resto del

europei

mondo

Rettifiche valore complessive

Esposizione netta

Rettifiche valore complessive

Esposizione netta Rettifiche valore complessive

Esposizione netta Rettifiche valore complessive

Esposizione netta Rettifiche valore complessive

1.958

3.732

9.475

9.526

2.310

40

4.116

49

716

1.662.360

3.184

2.714

1.679.734

15.018

1.851

21

182.008

557

183.859

577

2.714

1.863.594

15.596

6.187

1.327.004

13.001

62

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Distribuzione per aree geografiche significative delle esposizioni verso clientela italiana, ripartite per principali tipologie di esposizione.

Valori in migliaia di euro

Italia nord ovest

Italia nord est

Italia centro

Italia sud isole

Aree Geografiche

Esposizione netta

Rettifichevalore complessive

Esposizione netta

Rettifichevalore complessive

Esposizione netta

Rettifichevalore complessive

Esposizione netta

Rettifichevalore complessive

Esposizioni/

A. Esposizioni creditizie

per cassa

A.1 Sofferenze

393

324

161

60

1.692

1.214

55.964

361

A.2 Inadempienze probabili

A.3 Esposizioni scadute

deteriorate

3.704

13

1.351

1

5.486

5

20.035

21

A.4 Esposizioni non deteriorate

212.363

192

110.629

8

2.065.362

354

1.039.911

162

Totale A

216.460

528

112.141

68

2.072.540

1.573

1.115.909

545

B. Esposizioni creditizie

fuori bilancio

B.1 Esposizioni deteriorate

B.2 Esposizioni non deteriorate

Totale B

Totale (A+B) 31.12.2019

216.460

528

112.141

68

2.072.540

1.573

1.115.909

545

Totale (A+B) 31.12.2018

229.389

565

115.324

48

2.096.957

1.605

1.012.064

3.969

63

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Distribuzione per settore economico o per tipo di controparte delle esposizioni verso la clientela, ripartite per tipologia di esposizione (valore di bilancio).

Valori in migliaia di euro

Amministrazioni

Società finanziarie

Società non

Società finanziarie

(di cui: imprese di

Famiglie

pubbliche

finanziarie

assicurazione)

Esposizione

Rettifiche

Esposizione

Rettifiche

Esposizione

Rettifiche

Esposizione

Rettifiche

Esposizione

Rettifiche

valore

valore

valore

valore

netta

comples-

netta

comples-

netta

valore com-

netta

comples-

netta

comples-

plessive

Esposizioni/Controparti

sive

sive

sive

sive

A. Esposizioni creditizie per cassa

A.1 Sofferenze

57.825

532

3.732

9.759

385

1.142

- di cui: esposizioni oggetto

di concessioni

78

102

A.2 Inadempienze probabili

9.526

2.310

- di cui: esposizioni oggetto

di concessioni

168

915

A.3 Esposizioni scadute deteriorate

30.226

31

4.116

52

350

5

- di cui: esposizioni oggetto

di concessioni

230

1

A.4 Esposizioni non deteriorate

4.769.535

928

64.363

44

240.806

2.810

15.922

118

- di cui: esposizioni oggetto

di concessioni

1.138

1

14.935

744

Totale A

4.857.586

1.491

64.363

44

258.180

14.931

16.657

1.265

B. Esposizioni creditizie "fuori

bilancio"

B.1 Esposizioni deteriorate

1.851

21

B.2 Esposizioni non deteriorate

49.571

1

132.437

556

Totale B

49.571

1.346

134.289

576

Totale (A+B) 31.12.2019

4.907.157

1.493

64.363

44

392.468

15.507

16.657

1.265

Totale (A+B) 31.12.2018

4.430.646

4.819

64.725

47

273.730

13.092

11.638

1.230

64

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Attività finanziarie, impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: dinamica delle rettifi- che di valore complessive e degli accantonamenti complessivi

Valori in migliaia di euro

Rettifiche di valore complessive

Accantonamenti

Totale

complessivi

Attività rientranti

Attività rientranti

Attività rientranti

di cui: attività

su impegni

a erogare fondi

nel primo stadio

nel secondo stadio

nel terzo stadio

finanziarie

e garanzie

impaired

finanziarie

acquisite

rilasciate

o originate

complessiva

complessiva

complessiva

ammortizzato

fair value

individuali

collettive

ammortizzato

fair value

individuali

collettive

ammortizzato

fair value

individuali

collettive

redditivitàsulla

redditivitàsulla

redditivitàsulla

valutate

valutateal

svalutazionicui:di

svalutazionicui:di

valutate

valutateal

svalutazionicui:di

svalutazionicui:di

valutate

valutateal

svalutazionicui:di

svalutazionicui:di

stadioPrimo

stadioSecondo

stadioTerzo

Attività costoal

Attività impattocon

Attività costoal

Attività impattocon

Attività costoal

Attività impattocon

Causali/

finanziarie

finanziarie

finanziarie

finanziarie

finanziarie

finanziarie

stadi di rischio

Esistenze iniziali

1.942

1.942

804

804

16.258

16.258

2.699

177

21

19.203

Variazioni in aumento

da attività finanziarie

acquisite o originate

Cancellazioni diverse

dai write-off

Rettifiche/riprese di

valore nette per rischio

di credito (+/-)

514

11

514

642

642

1.089

1.089

383

2.638

Modifiche contrattuali

senza cancellazioni

Cambiamenti della

metodologia di stima

Write-off

Altre variazioni

(3.516)

(2.475)

(3.516)

Rimanenze finali

2.456

11

2.456

1.446

1.446

13.832

17.348

224

560

21

18.325

Recuperi da incasso

su attività finanziarie

oggetto di write-off

Write-off rilevati

direttamente

a conto economico

65

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive

Valori in migliaia di euro

Sofferenze

Inadempienze

Esposizioni scadute

probabili

deteriorate

di cui:

di cui:

di cui:

esposizioni

esposizioni

esposizioni

oggetto di

oggetto di

oggetto di

Causali/Categorie

Totale

concessioni

Totale

concessioni

Totale

concessioni

A.

Rettifiche complessive iniziali

13.080

1.906

1.475

1.273

- di cui: esposizioni cedute

non cancellate

1.757

14

B.

Variazioni in aumento

2.457

964

98

B.1

rettifiche di valore da attività

finanziarie impaired acquisite

o originate

B.2

altre rettifiche di valore

728

B.3

perdite da cessione

B.4

trasferimenti da altre categorie

di esposizioni deteriorate

384

565

B.5

modifiche contrattuali senza

cancellazioni

B.6

altre variazioni in aumento

1.345

399

98

C.

Variazioni in diminuzione

4.104

560

1.282

C.1

riprese di valore da valutazione

C.2

riprese di valore da incasso

C.3

utili da cessione

243

28

C.4

write-off

C.5

trasferimenti ad altre categorie

di esposizioni deteriorate

345

949

C.6

modifiche contrattuali senza

cancellazioni

C.7

altre variazioni in diminuzione

3.516

560

305

D.

Rettifiche complessive finali

11.433

2.310

1.475

88

- di cui: esposizioni cedute

non cancellate

1

4

66

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 8 - Attività non vincolate (Art. 443 CRR)

Informativa qualitativa

La Circolare n. 285 della Banca d'Italia prescrive alle banche di pubblicare informazioni sulle attività impegnate e non impegnate, con le modalità previste dagli orientamenti dell'European Banking Authority del 27 giugno 2014.

In particolare, le informazioni richieste hanno l'obiettivo di valutare il ricorso da parte degli enti a forme di secured funding (ad esempio, obbligazioni bancarie garantite, pronti contro termine passivi, linee di credito dalle banche centrali).

Gli enti pubblicano le informazioni sulle attività vincolate e su quelle non vincolate a livello consoli- dato per prodotto, tenendo conto anche delle istruzioni specificate nell'allegato XVII del Regolamento di esecuzione 2015/79 emanato dalla Commissione dell'Unione Europea.

Sono considerate vincolate le attività costituite in garanzia, soggette a limitazioni di ritiro o altrimenti riservate per fornire supporto al credito (credit enhancement).

Il perimetro relativo alla segnalazione è quello relativo al Gruppo CRR.

Informativa quantitativa

Modello A - Informativa sulle attività impegnate iscritte in bilancio

Attività vincolate

Attività non vincolate

Valore contabile

Fair Value

Valore contabile

Fair Value

Totale Attivo

1.871.921

del Gruppo Bancario

X

3.033.693

X

1. Strumenti di capitale

0

0

164

164

2. Titoli di debito

1.017.729

1.015.927

59.956

59.948

3. Finanziamenti

854.170

0

2.885.459

0

4. Altre Attività

23

0

88.115

0

67

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Modello B - Garanzie ricevute dall'ente segnalante

Nella seguente tabella viene riportata la disclosure di bilancio relativa alle garanzie ricevute. Tali ga- ranzie non rilevano ai fini della Credit Risk Mitigation.

Valori in migliaia di euro

Garanzie reali (1)

Garanzie personali (2)

Derivati sui crediti

Crediti di firma

Immobili - Leasing finanz.

Altri derivati

Esposizione lorda

Esposizione netta

Immobili - ipoteche

Titoli

Altre garanzie reali

CLN

Controparti centrali

Banche

Altre società finanz.

Altri soggetti

Amministr. pubbliche

Banche

Altre società finanz.

Altri soggetti

Totale (1)+(2)

1. Esposizioni creditizie

3.139

3.138

3.092

3.138

6.276

per cassa garantite:

46

1.1 totalmente garantite

3.139

3.138

3.092

46

3.138

6.276

    • di cui deteriorate
  1. parzialmente garantite
    • di cui deteriorate

2. Esposizioni creditizie "fuori bilancio" garantite:

  1. totalmente garantite
    • di cui deteriorate
  2. parzialmente garantite
    • di cui deteriorate

Modello C - Attività vincolate/garanzie reali ricevute e passività associate

Attività, garanzie reali ricevute

Passività corrispondenti, passività

e titoli di debito propri emessi

potenziali o titoli dati in prestito

diversi dalle obbligazioni garantite

e da ABS vincolati

Passività associate ad attività,

1.682.751

1.899.387

garanzie ricevute

o propri titoli vincolati

68

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Nell'operatività di BFF Banking Group rilevano le seguenti tipologie di attività vincolate:

  • Titoli di debito di qualità primaria emessi dallo Stato Italiano, vincolati nell'ambito di operazioni di secured funding (operazioni di repo passive);
  • Fondi di garanzia e margini iniziali collocati presso sistemi di compensazione, controparti centrali o Istituti tramitanti.
  • Crediti commerciali (acquistati a titolo definitivo), utilizzabili come sottostante per la raccolta di liquidità a medio/lungo termine, tipicamente a garanzia di operazioni di cartolarizzazioni o di fi- nanziamenti ricevuti da società di factoring (ceduti ma non cancellati dalle attività di bilancio);
  • Riserva obbligatoria

Vengono di seguito riportate le tipologie di attività che BFF Banking Group può utilizzare come collateral a garanzia delle linee di finanziamento con Banca Centrale Europea (BCE).

  • Crediti commerciali "BCE eligible" (acquistati a titolo definitivo), e titoli depositati presso conto pooling BCE per attività di rifinanziamento attraverso operazioni di mercato aperto e utilizzo per attività infragiornaliera;

Il 54,4% circa dell'intero ammontare di attività vincolate risulta composto da titoli di Stato di proprietà posti a garanzia nell'ambito di pronti contro termine passivi e nell'ambito di attività di rifinanziamen- to presso l'Eurosistema.

69

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 9 - Uso delle ECAI (Art. 444 CRR)

Informativa qualitativa

La valutazione del rischio di credito si inserisce in una considerazione complessiva sull'adeguatezza patrimoniale del Gruppo, in relazione ai rischi connessi con gli impieghi.

In tale ottica, il Gruppo utilizza, per la misurazione del rischio di credito, il metodo "Standardizzato", così come regolato dal Regolamento UE n. 575/2013 (CRR) e recepito dalle Circolari della Banca d'Italia n. 285, "Disposizioni di vigilanza per le banche", e n. 286 "Istruzioni per la compilazione delle segnala- zioni prudenziali per le banche e le società di intermediazione mobiliare", entrambe del 17 dicembre 2013, e successivi aggiornamenti, che evidenziano la suddivisione delle esposizioni in diverse classi ("portafogli"), in base alla natura della controparte, e l'applicazione, a ciascun portafoglio, di coeffi- cienti di ponderazione diversificati.

In particolare, per il portafoglio "Amministrazioni centrali e banche centrali", la ponderazione dipende dal rating attribuito dalle ECAI o dalle ECA ai singoli Stati; per il portafoglio "Intermediari vigilati", la ponde- razione è funzione del rating dello Stato nel quale ha sede l'intermediario vigilato; per il portafoglio "Enti del settore pubblico", le regole della ponderazione sono le medesime previste per gli intermediari vigilati. Banca Farmafactoring S.p.A. ha adottato come ECAI di riferimento Dominion Bond Rating Service (DBRS). Il rating unsolicited assegnato alla Repubblica Italiana da DBRS è "BBB high". Le esposizioni verso la Pubblica Amministrazione italiana, in cui sono compresi i crediti vantati nei confronti delle Aziende appartenenti al Servizio Sanitario Nazionale e delle ASL rientrano nella classe di merito di credito 3 con una ponderazione pari al 100%.

Di seguito, si riporta il raccordo tra le classi di merito creditizio e i rating forniti da detta agenzia.

Classe di merito di credito

ECAI

DBRS Ratings Limited

1

da AAA a AAL

2

da AH a AL

3

da BBBH a BBBL

4

da BBH a BBL

5

da BH a BL

6

CCC

70

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Si segnala che le esposizioni del Gruppo Bancario sono rappresentate principalmente da esposizioni con controparti appartenenti alla Pubblica Amministrazione o con aziende sanitarie dei paesi in cui il Gruppo opera.

Si riportano, per pronto riferimento, le classi di merito relative ai paesi in cui operano le società ap- partenenti al Gruppo Bancario, al 31 dicembre 2019.

Classe 1: Francia

Classe 2: Spagna, Polonia e Slovacchia

Classe 3: Italia e Portogallo

Classe 4: Grecia

Informativa quantitativa

Di seguito, si riporta la distribuzione delle esposizioni del Gruppo Bancario soggette a rischio di credito e controparte, secondo il metodo standardizzato, per classe di merito creditizio e per classe regolamentare di attività.

71

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Rischio di credito

Rischio di controparte

Portafogli/Esposizioni

CFF

Fattori di

Esposizioni non

Esposizioni

Requisito

Esposizioni non

Esposizioni

Requisito

ponderazione

ponderate

ponderate

patrimoniale

ponderate

ponderate

patrimoniale

Esposizioni verso amministrazioni centrali

-

e banche centrali

0

0

0

0

0

Classe di merito creditizio: 1

136

-

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: 2

100%

0%

25.249

-

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: 3

1.736.053

-

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: 4

8.855

-

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

78.306

-

-

0

0

0

Classe di merito creditizio 2

100%

250%

516

1.289,76

103,18

0

0

0

Classe di merito creditizio 3

11.092

27.728,94

2.218,31

0

0

0

Esposizioni verso enti territoriali

0

0

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: 2

100%

0%

563.289

-

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: 3

1.284

-

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: 2

80.125

16.024,97

1.282,00

0

0

0

Classe di merito creditizio: 3

100%

20%

611.106

122.221,26

9.777,70

0

0

0

Classe di merito creditizio: 4

30

6,00

0,48

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

531

106,16

8,49

0

0

0

Esposizioni verso enti del settore pubblico

-

0

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: 1

100%

679,08

136

10,87

0

0

0

Classe di merito creditizio: 2

0%

691,23

0

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: 2

20%

20%

653,04

26

2,09

0

0

0

Classe di merito creditizio: 2

60.963,28

12.193

975,41

0

0

0

Classe di merito creditizio: 3

100%

136.344,45

27.269

2.181,51

0

0

0

Classe di merito creditizio: 4

251,98

50

4,03

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

1.277,80

256

20,44

0

0

0

Classe di merito creditizio: 2

20%

21.273

2.127

170,18

0

0

0

Classe di merito creditizio: 2

50%

50%

26.954

6.739

539,08

0

0

0

Classe di merito creditizio: 2

100%

555.463

277.731

22.218,51

0

0

0

Classe di merito creditizio: 2

1.344

1.344

107,48

0

0

0

Classe di merito creditizio: 3

100%

100%

985.777

985.777

78.862,15

0

0

0

Classe di merito creditizio: 4

20.347

20.347

1.627,77

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

3.878

3.878

310,24

0

0

0

Esposizioni verso intermediari vigilati

0

0

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

0%

1.030.661

-

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

2,94%

25.220

741,46

59,32

0

0

0

Classe di merito creditizio: 2

100%

38.307

7.661,40

612,91

0

0

0

Classe di merito creditizio: 3

20%

77.350

15.470,02

1.237,60

71

14,14

1,13

Classe di merito creditizio: 4

383

76,63

6,13

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

252

50,45

4,04

0

0

0

Esposizioni verso imprese e altri soggetti

0

0

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

0%

2.536

0

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

20%

100%

41.917

8.383

670,68

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

50%

58.422

29.211

2.336,89

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

100%

223.895

223.895

17.911,57

0

0

0

Esposizioni scadute

0

0

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: 3

100%

100%

163

163

13,05

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

4.260

4.260

340,77

0

0

0

Classe di merito creditizio: 2

100%

743

1.114

89,13

0

0

0

Classe di merito creditizio: 3

87.129

130.693

10.455,43

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

55

0

-

0

0

0

0%

Classe di merito creditizio: senza rating

20%

150%

1.175

352

28,20

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

50%

641

481

38,49

0

0

0

Classe di merito creditizio: 4

100%

16

25

1,98

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

13.850

20.774

1.661,95

0

0

0

Strumenti di capitale

0

0

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

100%

100%

258

258

20,67

0

0

0

Altre esposizioni

0

0

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

0%

3

-

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: 2

100%

83

82,91

6,63

0

0

0

Classe di merito creditizio: 3

100%

12.900

12.900,20

1.032,02

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

6.222

6.221,91

497,75

0

0

0

Esposizioni Retail

0

0

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

0%

742

0

-

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

20%

75%

26.158

3.924

313,90

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

50%

2.679

1.004

80,36

0

0

0

Classe di merito creditizio: senza rating

100%

46.521

34.891

2.791,26

0

0

0

Totale

6.635.008

2.007.883

160.631

71

14

1

72

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 10 - Esposizione al rischio di mercato (art. 445 CRR)

Rischi di mercato

Informativa qualitativa

Il rischio di mercato è quello relativo alle posizioni detenute a fini di negoziazione, ovvero intenzio- nalmente destinate a una successiva dismissione a breve termine, assunte allo scopo di beneficiare di differenze tra prezzi di acquisto e di vendita, o di altre variazioni di prezzo o di tasso d'interesse.

La normativa identifica e disciplina il trattamento delle varie tipologie di rischio di mercato con rife- rimento al portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza. Per la misurazione del rischio di mercato, il Gruppo si avvale del metodo "Standard".

Informativa quantitativa

Al 31 dicembre 2019 non vi sono in essere posizioni che generano requisiti relativi ai rischi di mercato

Rischio di cambio

Informativa qualitativa

Il rischio di cambio è rappresentato dall'esposizione del Gruppo Bancario alle oscillazioni dei corsi delle valute, considerando sia le posizioni in valuta sia quelle che prevedono clausole di indicizzazio- ne collegate all'andamento dei tassi di cambio di una determinata valuta.

Il portafoglio delle attività del Gruppo al 31 dicembre 2019 è espresso in:

  • euro;
  • zloty polacchi;
  • corone ceche;
  • kune croate.

Conseguentemente, il Gruppo gestisce e monitora il rischio connesso con la volatilità di tali valute. Il Gruppo si è dotato di specifica normativa interna per la gestione del rischio di cambio, con riferimen- to alle esposizioni rivenienti dalla gestione di asset, da operazioni di funding, dalla compravendita di strumenti finanziari in valuta e da qualsiasi altra operazione in divisa differente rispetto alla valuta di riferimento. Nello specifico, il Gruppo opera in natural hedging e si è dotato di determinati strumenti di copertura, allo scopo di prevenire il rischio di cambio laddove la strategia di natural hedging non risulti perseguibile e/o efficace.

In relazione all'acquisizione di BFF Polska Group, il rischio di cambio derivante dall'acquisizione della partecipazione in zloty polacchi è stato coperto in natural hedging facendo ricorso a contratti di fi- nanziamento, in modo da determinare una corrispondenza tra le posizioni attive e quelle passive in valuta e, conseguentemente, gestire una posizione "aperta" in cambi nei limiti di risk appetite previsti dal Risk Appetite Framework approvato dal CdA della Banca.

73

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

All'effetto relativo ai cambi, rilevato a Conto economico, e derivante dalla rivalutazione del finan- ziamento passivo in zloty, corrisponde un correlato effetto, di segno opposto, nel Patrimonio netto consolidato (c.d. "Riserva di traduzione"), che discende dalla rivalutazione dei cambi applicati al Pa- trimonio netto di BFF Polska Group.

Alla data del 31 dicembre 2019, BFF Banking Group non detiene alcuno strumento derivato forex swap.

Informativa quantitativa

Il portafoglio delle attività del Gruppo è espresso anche in valute diverse dall'euro; conseguentemen- te, è stata adottata una metodologia di misurazione e gestione di tale rischio. Il rischio di cambio è monitorato dalla Funzione Risk Management, in linea con i dettami normativi europei (Regolamento UE n° 575/2013 - CRR).

Distribuzione per valuta di denominazione delle attività, delle passività e dei derivati

Valute

Voci

Dollari

Sterline

Yen

Dollari

Franchi

Altre valute

USA

canadesi

svizzeri

(*)

A. Attività finanziarie

707.628

A.1 Titoli di debito

A.2 Titoli di capitale

7.124

A.3

Finanziamenti a banche

A.4

Finanziamenti a clientela

700.504

A.5 Altre attività finanziarie

B. Altre attività

C. Passività finanziarie

(705.355)

C.1 Debiti verso banche

(638.313)

C.2 Debiti verso clientela

(67.042)

C.3 Titoli di debito

C.4 Altre passività finanziarie

D. Altre passività

E. Derivati finanziari

- Opzioni

+ Posizioni lunghe

+ Posizioni corte

- Altri derivati

+ Posizioni lunghe

+ Posizioni corte

Totale attività

707.628

Totale passività

(705.355)

Sbilancio (+/-)

2.273

(*) le "Altre valute" sono rappresentate da Zloty, Corone Ceche e Kune Croate.

74

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 11 - Rischio operativo (art. 446 CRR)

Informativa qualitativa

Il rischio operativo è la possibilità di subire perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, o da eventi esogeni. Rientrano in tale tipologia, tra l'altro, le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell'operatività, indisponibilità dei sistemi, ina- dempienze contrattuali, catastrofi naturali; nel rischio operativo è compreso il rischio legale, mentre non sono inclusi quelli strategici e di reputazione.

Il rischio operativo, pertanto, si riferisce a varie tipologie di eventi, che non sarebbero singolarmente rilevanti se non analizzati congiuntamente e quantificati per l'intera categoria di rischio.

In BFF Banking Group, l'esposizione a tale categoria di rischio è generata in via prevalente da di- sfunzioni nei processi lavorativi e nell'assetto organizzativo e di governo - errori umani, malfunzio- namenti negli applicativi informatici, inadeguatezza dei presìdi organizzativi e di controllo -, nonché dall'eventuale perdita di risorse umane nei ruoli chiave di gestione aziendale. L'esposizione ai rischi operativi derivante da fattori di origine esogena risultano adeguatamente presidiati, anche in con- siderazione degli strumenti di mitigazione adottati per fronteggiare tali eventi sfavorevoli (quali, a titolo esemplificativo: il business continuity plan, processi di storage dei dati, strumenti di back up, polizze assicurative etc.).

Il processo di gestione e controllo dei rischi operativi adottato dal Gruppo si fonda sui principi di promozione di una cultura aziendale orientata alla gestione del rischio e alla definizione di opportuni standard e incentivi volti all'adozione di comportamenti professionali e responsabili, a tutti i livelli dell'operatività, nonché al disegno, all'implementazione e alla gestione di un sistema integrato di gestione dei rischi operativi adeguato rispetto alla natura, all'operatività, alla dimensione e al profilo di rischio.

Il modello di valutazione dei rischi operativi adottato dal Gruppo è di tipo "misto", ossia basato su valutazioni sia qualitative - legate alla mappatura dei processi, alle attività a rischio e ai relativi con- trolli posti in essere - sia quantitative, utilizzando le metodologie previste dalla normativa bancaria e dalle best practice di settore.

Con riferimento alla valutazione quantitativa/misurazione del rischio operativo, BFF Banking Group adotta un framework di gestione del rischio fondato sui due processi principali: il Risk Self Assessment ("RSA") e la Loss Data Collection ("LDC").

Quanto al processo RSA, con riferimento al perimetro di Gruppo, la Capogruppo effettua la campagna annuale di Risk Self Assessment - coinvolgendo le UU.OO./Funzioni aziendali esposte a potenziale rischio operativo - anche al fine di utilizzarne gli output per la quantificazione in termini economici dell'esposizione al rischio operativo.

75

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

L'approccio di Risk Self Assessment risulta di particolare rilevanza con riferimento alla valutazione numerica delle componenti di frequenza e impatto del rischio prospettico. In particolare, tali com- ponenti sono:

  • frequenza attesa di accadimento degli eventi potenzialmente generanti perdite operative;
  • impatto "tipico" di perdita, che rappresenta una stima delle potenziali perdite conseguenti al ma- nifestarsi del singolo evento di rischio in normali condizioni di operatività;
  • impatto "worst case", che rappresenta l'impatto economico conseguente all'accadimento del singo- lo evento di perdita, ipotizzando uno scenario di gravità estrema ma plausibile alla luce dei fattori di contesto operativo e dell'efficacia dei sistemi di controlli interni.

L'identificazione dei rischi operativi avviene sulla base dei processi aziendali, in considerazione della classificazione degli eventi di perdita ("Event Type" o "ET") definita dalle disposizioni di vigilanza. In particolare, ai fini dell'identificazione dei rischi operativi, si fa riferimento a specifiche tassonomie adottate dal Gruppo, relative:

  • alle tipologie di eventi di rischio che possono generare perdite operative;
  • ai processi organizzativi esposti agli eventi di rischio di natura operativa;
  • ai fattori di rischio, interni od esterni al Gruppo, all'origine della manifestazione dell'evento danno- so, diretto o indiretto;
  • alle business line ossia alle aree di business, definite dall'Autorità di Vigilanza, in cui l'evento di perdita operativa può aver luogo.

Sia il catalogo degli eventi di rischio operativo che quello dei processi organizzativi sono stati definiti a livello di Gruppo nel rispetto delle disposizioni di vigilanza.

Successivamente all'individuazione dei principali rischi all'interno dei processi aziendali, l'owner di processo analizza e valuta gli stessi mediante una stima quantitativa della frequenza e della relativa perdita economica (tipica e worst case) in ottica potenziale.

La formulazione delle stime per ciascuno scenario oggetto di valutazione da parte degli assessor è supportata da scale numeriche fornite dalla Funzione Risk Management e costruite sulla base di dati di benchmark. In particolare, sono stati forniti:

  • una scala a supporto della stima dei valori di frequenza attesa, espressa in "numero di eventi annui";
  • scale monetarie "customizzate" in funzione degli Event Type di secondo livello a supporto delle stime di perdita potenziale tipica e worst case.

Le stime tengono in considerazione i fattori del contesto interno, in particolare le potenziali cause scatenanti il rischio (c.d. "Fattori di Rischio"), i processi aziendali di riferimento nonché il sistema dei controlli interni e le relative evoluzioni già pianificate. In tal senso, il processo conduce a una stima di c.d. "rischio residuo".

I risultati ottenuti dal processo di valutazione prospettica dei rischi operativi sono poi utilizzati per la quantificazione del capitale interno a fronte dei rischi operativi tramite lo sviluppo di un modello Loss Distribution Approach ("LDA") di tipo scenario-based. L'approccio, ispirato alle best practice di settore, prendendo in considerazione le stime di frequenza attesa, impatto tipico e impatto worst case, modellizza le caratteristiche statistiche delle componenti di frequenza e severità.

Quanto al Loss Data Collection esso rappresenta l'attività di raccolta delle perdite operative ossia l'ammontare dell'effetto economico generato da un evento operativo, causato da uno o più fattori di

76

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

rischio. Le informazioni raccolte sono parte di una relazione tra entità diverse, quali evento di rischio, fattore di rischio ed effetto economico. Ogni perdita operativa è pertanto classificata in base al tipo di evento, al fattore/i di rischio sottostante/i e all'effetto economico manifestato

Inoltre, nell'ambito dei presìdi posti in essere con riferimento all'esposizione al rischio operativo, il Gruppo monitora anche i seguenti rischi specifici, considerati o nel novero dei rischi operativi mede- simi o come rischi di secondo pilastro.

  • Il rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, ossia il rischio attuale o prospettico di perdite derivanti dalle ripercussioni, anche reputazionali, di attività di riciclaggio e finanziamento al terrorismo.
    Per il Gruppo si declina principalmente nel rischio che le controparti finanziarie, commerciali, fornitori, partner, collaboratori e consulenti della Banca possano avere implicazioni in operazioni idonee, anche potenzialmente, a favorire il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite o criminali.
  • Il rischio di compliance, concernente il rischio di sanzioni legali e amministrative, perdite finanziarie rilevanti o perdite di reputazione dovute al mancato rispetto non solo delle leggi e dei regolamenti ma anche di standard interni e di condotta applicabili all'attività aziendale. Per tale fattispecie di rischio, periodicamente, viene aggiornata la relativa metodologia di valutazione, sviluppata con riguardo a tutte le attività rientranti nel perimetro normativo di riferimento per la Banca, secondo un approccio risk based. In particolare, per le norme rilevanti che non prevedono l'istituzione di presìdi specialistici (i.e., privacy, salute e sicurezza sul lavoro), la Funzione Compliance fornisce consulenza ex ante alle strutture della Banca, e valuta ex post l'adeguatezza delle misure organiz- zative e delle attività di controllo adottati. Per quanto attiene alle normative presidiate da funzioni specialistiche, la Funzione Compliance svolge un presidio indiretto, collaborando con tali funzioni specialistiche nella definizione delle metodologie di valutazione del rischio compliance oltreché nella mappatura dei rischi e dei relativi presìdi di controllo (c.d. Compliance Risk Control Matrix).
  • Il rischio informatico, ossia il rischio di perdite corrente o potenziale dovuto all'inadeguatezza o al guasto di hardware e software di infrastrutture tecniche suscettibile di compromettere la disponi- bilità, l'integrità, l'accessibilità e la sicurezza di tali infrastrutture e dei dati.
    Per garantire una costante conformità alle disposizioni di legge e alle politiche di privacy e sicurez- za aziendali, la Capogruppo prevede che annualmente si proceda ad effettuare l'attività di analisi dei rischi del sistema informativo aziendale, al fine di valutare - in funzione delle modifiche nor- mative, organizzative e di sistema, nonché dell'evoluzione tecnologica - il livello di rischio residuo di dati e asset aziendali.
    Il Gruppo adotta la stessa metodologia di analisi dei rischi per tutte le Legal Entity del Gruppo. L'obiettivo dell'attività d'analisi dei rischi è, in particolare, quello di identificare e valutare i possi- bili eventi in grado di comportare l'interruzione dei processi aziendali. Tali eventi sono identificati partendo dagli scenari di rischio definiti nella Circolare 285 della Banca d'Italia.
    Scopo dell'analisi dei rischi è altresì individuare le vulnerabilità presenti, in modo tale da poter così definire eventuali soluzioni in grado di ridurre l'impatto derivante dall'accadimento di tali eventi. L'eliminazione o la riduzione dell'impatto e/o della probabilità d'accadimento delle minacce avvie- ne mediante la predisposizione e l'adozione di adeguate contromisure e procedure, sia di protezio- ne che di prevenzione.
    In tal senso, l'analisi dei rischi si focalizza inoltre sull'individuazione delle contromisure esistenti

77

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

per la mitigazione dei rischi, identificando, se necessari, eventuali punti di miglioramento.

In funzione degli esiti di tale attività, le competenti funzioni aziendali assumono le decisioni di politica aziendale, finalizzate all'abbattimento del rischio (stabilendo di implementare nuove con- tromisure o controlli al fine di diminuire le vulnerabilità del sistema), all'assunzione del rischio (ri- schi con bassa probabilità e basso livello di impatto), al trasferimento del rischio attraverso forme assicurative (laddove i risultati dell'analisi indichino rischi di bassa probabilità con potenziali effetti d'impatto elevati), ovvero al mantenimento dello status quo (livelli di rischio ridotti al minimo e, quindi, rischi accettabili).

L'analisi dei rischi comprende i rischi di distruzione o perdita anche accidentale (qualificato come rischio inerente alla Disponibilità), accesso non autorizzato (qualificato come rischio inerente alla Riservatezza), trattamento non consentito e trattamento non conforme alle finalità della raccolta (qualificato come rischio inerente l'Integrità).

Il Gruppo recepisce inoltre i requirement sulla protezione dei dati personali (General Data Protection Regulation, GDPR) e sulla Sicurezza per i Servizi di pagamento (Payment Services Directive, PSD2) con adeguati presìdi documentali e procedurali.

- Il rischio di condotta, ossia il rischio attuale o prospettico di perdite conseguenti un'offerta inap- propriata di servizi finanziari ed i derivanti costi processuali, incluse casi di condotta intenzional- mente inadeguata o negligente.

Il Gruppo, nell'ambito del framework di gestione del rischio operativo, monitora e presidia il ri- schio attuale o prospettico di perdite conseguenti un'offerta inappropriata di servizi finanziari e i derivanti costi processuali, incluse casi di condotta intenzionalmente inadeguata o negligente (e.g. frode interna).

I processi e la normativa interna di Gruppo sono redatti per sfavorire, inter alia, pratiche commer- ciali improprie, evitare fattispecie di market abuse e insider trading o illeciti interni da parte di dipendenti.

Il disegno di nuovi prodotti o l'ingresso in un nuovo mercato è presidiato all'interno del RAF da un apposito processo che coinvolge le funzioni aziendali di controllo.

Inoltre, a presidio dei rischi sopra richiamati, il Gruppo adotta Modelli Organizzativi ad hoc per la gestione di rischi di riciclaggio, salute e sicurezza sul lavoro, sicurezza informazioni.

Per il calcolo dei requisiti patrimoniali sul rischio operativo, il Gruppo Bancario utilizza il metodo Base (Basic Indicator Approach - BIA) con il quale il requisito patrimoniale è calcolato applicando un coefficiente regolamentare a un indicatore del volume di operatività aziendale (Indicatore Rilevante).

Informativa quantitativa

In base alla metodologia di cui sopra, il requisito patrimoniale a fronte del rischio operativo, alla data del 31 dicembre 2019, risulta pari a 32.453 mila euro.

78

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 12 - Esposizioni in strumenti di capitale non incluse nel portafoglio di negoziazione (Art. 447 CRR)

Informativa qualitativa

Il Gruppo non detiene esposizioni significative in strumenti di capitale nel portafoglio bancario. Le uni- che attività di tale fattispecie, incluse tra le "Attività disponibili per la vendita", sono rappresentate da:

  • la partecipazione, per 17 mila euro, nella società Nomisma S.p.A. Società di Studi Economici, valutata al costo, in assenza di ulteriori elementi di valutazione. Il valore è rimasto invariato rispetto all'eser- cizio precedente;
  • la quota a carico di Banca Farmafactoring S.p.A., relativa all'adesione allo Schema volontario previsto dal FITD per l'intervento di sostegno a favore della Cassa di Risparmio di Cesena, per un ammontare di 147 mila euro pari al fair value comunicato direttamente dal FITD a gennaio 2018. Si segnala che la Banca ha già comunicato il recesso dallo Schema volontario in data 17 settembre 2017, per tale mo- tivo non potrà essere più chiamata a versare alcun contributo secondo suddetto schema volontario.

Si evidenzia che, in merito alla valutazione dei titoli di capitale, si precisa che, come previsto dal nuovo IFRS9, eventuali variazioni di valore degli strumenti di capitale (ad eccezione dei dividendi) impat- teranno direttamente il patrimonio netto, senza passaggio a conto economico, con indicazione nel prospetto della Redditività complessiva

Informazione quantitativa

Le principali informazioni della partecipazione in Nomisma sono le seguenti.

Valore di bilancio

N° azioni

Valore nominale

Percentuale di

Descrizione

(€/cent)

acquistate

cad. (€/cent)

partecipazione

Nomisma S.p.A.

17.335,18

72.667

0,239

0,25%

Sede legale

Bologna - Strada Maggiore n. 44

Capitale Sociale

Euro 6.963.500 i.v.

Valori in unità di euro, riferiti al 31.12.2018

Patrimonio Netto

8.512.263

Utile (perdita) dell'esercizio

667.811

79

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 13 - Esposizione al rischio tasso di interesse su posizioni non incluse nel portafoglio di negoziazione (Art. 448 CRR)

Informativa qualitativa

Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Ai fini della valutazione del rischio di tasso di interesse, potenzialmente legato alle fluttuazioni dei tassi di interesse, il Gruppo ha adottato la metodologia di determinazione del capitale interno disciplina- ta dall'allegato C della Circolare n° 285/2013 (Parte Prima, Titolo III, Capitolo I) della Banca d'Italia e dai recenti indirizzi dell'Autorità Bancaria Europea (EBA)11. Tale metodologia viene applicata mensilmente, al fine di rilevare in modo tempestivo e nel continuo le eventuali perdite di valore rispetto a uno shock di mercato, determinato facendo riferimento alle variazioni annuali dei tassi di interesse registrati in un periodo di osservazione di 6 anni, considerando alternativamente il 1° percentile (ribasso) o il 99° (rialzo), e garantendo il vincolo di non negatività dei tassi.

L'analisi di sensitività al tasso d'interesse prevede la costruzione di un framework che permette di evi- denziare l'esposizione tramite l'utilizzo di una specifica metodologia. Tale metodologia si fonda sulla:

  • classificazione delle attività e delle passività in diverse fasce temporali; la collocazione nelle fasce temporali avviene, per le attività e le passività a tasso fisso, sulla base della loro vita residua; per le attività e le passività a tasso variabile, sulla base della data di rinegoziazione del tasso di interesse. A tal fine, si sottolinea che il Gruppo ha sviluppato una metodologia sul core business dell'attivo che rappresenta l'effettiva esposizione a tale tipologia di rischio rispetto all'approccio regolamentare;
  • ponderazione delle esposizioni nette all'interno di ciascuna fascia: nell'ambito di ogni fascia, le posizioni attive sono compensate con quelle passive, ottenendosi una posizione netta. Ciascuna posizione netta, per ogni fascia temporale, è moltiplicata per i fattori di ponderazione, ottenuti come prodotto tra una variazione ipotetica dei tassi e una approssimazione della duration modificata, relativa alle singole fasce;
  • somma delle esposizioni ponderate delle diverse fasce temporali: le esposizioni ponderate delle diverse fasce sono sommate tra loro, ottenendosi un'esposizione ponderata totale.

L'Esposizione Ponderata Totale rappresenta la variazione del valore attuale dei flussi di cassa, generato dall'ipotizzato scenario sui tassi di interesse.

Inoltre, BFF Banking Group, coerentemente con quanto stabilito dalla Circolare n.285/2013 della Banca d'Italia, provvede a valutare il potenziale impatto della variazione dei tassi di interesse secondo la dimensione reddituale. In linea con le principali prassi di mercato, la metodologia utilizzata per la quan- tificazione dell'impatto sul margine di interesse è riconducibile ad un approccio di "Repricing Gap".

L'assunzione del rischio di tasso connesso con l'attività di raccolta di Banca Farmafactoring S.p.A. avvie- ne nel rispetto delle politiche e dei limiti determinati dal Consiglio di Amministrazione, ed è discipli- nata da precise deleghe in materia, che fissano limiti di autonomia per i soggetti autorizzati a operare nell'ambito del Dipartimento Finanza e Conto deposito.

11 EBA/GL/2015/08: "Orientamenti sulla gestione del rischio di tasso di interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione (non-

trading activities)"; EBA/CP/2017/19: "Consultation paper on the draft guidelines on the management of interest rate risk arising from

80

non-trading activities".

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Le funzioni aziendali preposte a garantire la corretta gestione del rischio di tasso sono il Dipartimento Finanza e Amministrazione, la funzione di Risk Management e l'Alta Direzione, che annualmente propone al Consiglio di Amministrazione le politiche di impiego e raccolta, e di gestione del rischio di tasso, e suggerisce, se del caso, gli eventuali opportuni interventi per assicurare lo svolgimento dell'attività, in coerenza con le politiche di gestione dei rischi approvate da Banca Farmafactoring S.p.A..

La posizione di rischio di tasso è oggetto di reporting trimestrale all'Alta Direzione e al Consiglio di Amministrazione della Banca, nell'ambito della reportistica periodica prodotta dalla funzione Risk. Inoltre, a livello gestionale, il Dipartimento Finanza e Amministrazione monitora mensilmente il rischio tasso di interesse, nonché la sua gestione, attraverso la predisposizione di una reportistica ad hoc.

Attività di copertura del fair value

Al 31 dicembre 2019, BFF Banking Group non ha in essere alcun contratto di forex swap, definito con l'obiettivo di coprire i prestiti intra-gruppo (tra la Capogruppo Banca Farmafactoring S.p.A. e le sue controllate appartenenti a BFF Polska Group).

Attività di copertura dei flussi finanziari

Al 31 dicembre 2019, BFF Banking Group non ha in essere alcun contratto derivato finalizzato a neutra- lizzare le perdite potenziali attribuibili a determinate tipologie di rischio.

Informazione quantitativa

La situazione derivante dall'applicazione del framework di gestione del rischio tasso d'interesse, al 31 dicembre 2019, riportata di seguito, delinea una potenziale perdita del valore attuale dei flussi di cassa, pari a 9,02 milioni di euro, equivalenti ad un indice di rischiosità pari al 2,23%.

81

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Rischio Tasso Consolidato (Gruppo CRR) al 31 dicembre 2019 [Euro/000]

Scadenza

Shock

Valore

Attivo

Passivo

Delta

mercato

Ponderato

A vista e a revoca

1.359,8

255,3

1.104,5

0,00%

-

fino a 1 mese

205,7

1.734,6

(1.528,9)

0,01%

(0,1)

da oltre 1 mese a 3 mesi

398,1

897,5

(499,4)

0,02%

(0,1)

da oltre 3 mesi a 6 mesi

1.269,3

532,8

736,5

0,04%

0,3

da oltre 6 mesi a 12 mesi

573,3

406,5

166,8

0,07%

0,1

da oltre 12 mesi fino a 24 mesi

450,3

374,5

75,8

0,14%

0,1

da oltre 2 anni a 3 anni

273,2

263,3

9,9

0,51%

0,1

da oltre 3 anni a 4 anni

305,1

337,4

(32,2)

1,01%

(0,3)

da oltre 4 anni a 5 anni

142,0

36,8

105,2

1,61%

1,7

da oltre 5 anni a 7 anni

208,7

-

208,7

2,76%

5,8

da oltre 7 anni a 10 anni

111,3

103,5

7,8

4,24%

0,3

da oltre 10 anni a 15 anni

13,0

-

13,0

6,43%

0,8

da oltre 15 anni a 20 anni

2,0

-

2,0

8,72%

0,2

oltre 20 anni

1,2

-

1,2

10,94%

0,1

VALORE PONDERATO TOTALE (VPT)

9,02

FONDI PROPRI

405,5

INDICE RISCHIOSITÀ (VPT/FONDI PROPRI)

2,23%

82

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Impatto Rischio Tasso Consolidato sulla componente reddituale al 31 dicembre 2019 [Euro/000]

Scadenza

Fattore di

Valore

Attivo

Passivo

Delta

ponderazione

Ponderato

A vista e a revoca

1.359,8

255,3

1.104,5

99,72%

1.101,4

fino a 1 mese

205,7

1.734,6

(1.528,9)

95,69%

(1.463,1)

da oltre 1 mese a 3 mesi

398,1

897,5

(499,4)

83,33%

(416,2)

da oltre 3 mesi a 6 mesi

1.269,3

532,8

736,5

62,50%

460,3

da oltre 6 mesi a 12 mesi

573,3

406,5

166,8

25,00%

41,7

Shock parallelo

0,12%

(0,34)

VALORE PONDERATO TOTALE (VPT)

(0,34)

MARGINE DI INTERESSE

200,5

INDICE RISCHIOSITÀ (VPT/FONDI PROPRI)

(0,17%)

Oltre al calcolo del rischio tasso di interesse secondo le logiche previste dal framework regolamentare e al fine di tenere in debita considerazione il business model del Gruppo, la Funzione Risk Management della Capogruppo provvede altresì a monitorare tale fattispecie di rischio attraverso un framework gestionale che considera la reale ripartizione tra i tassi fissi e variabili impliciti nelle attività core del Gruppo (interessi per corrispettivo e interessi di mora). Rispetto al framework sopra esposto, tale vista gestionale, al 31 dicembre 2019, mostra valori inferiori in termini di capitale interno, sia con riferimento allo shock di mercato sia con riferimento allo shock normativo, oltre a un miglioramento dell'indice di rischiosità.

83

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 14 - Esposizione in posizioni verso la cartolarizzazione (Art. 449CRR)

Informativa sull'operazione col veicolo BFF SPV S.r.l.

Informazioni di natura qualitativa

Strategie, processi e obiettivi

L'operazione di cartolarizzazione, effettuata in private placement, per l'importo massimo della flexible Senior Note pari a 150 milioni di euro, conclusa a luglio 2017, e rinnovata nel dicembre 2018, è finaliz- zata a diversificare le attività di funding.

Caratteristiche dell'operazione

I crediti, vantati nei confronti delle Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende Ospedaliere, vengono ce- duti pro-soluto a un veicolo ex legge n. 130/99, BFF SPV, che ne finanzia l'acquisto mediante emissione di titoli fino a complessivi 150 milioni di euro.

La struttura prevede un periodo revolving durante il quale vengono effettuate cessioni di crediti ro- tativi a fronte degli incassi sui crediti, al fine di mantenere il rapporto di collateralizzazione stabilito contrattualmente.

Nel corso del mese di dicembre 2018 è stata rinnovata la fase revolving, avviata nel settembre 2017 e avente validità originaria sino al 15 gennaio 2019: alla luce del rinnovo di cui sopra, la scadenza della fase revolving in essere al 31 dicembre 2018 è stata fissata al 17 febbraio 2020: si segnala che in data 6 febbraio 2020 si è provveduto all'ulteriore rinnovo della fase revolving la cui scadenza risulta pertanto fissata al prossimo 15 febbraio 2021.

Descrizione del profilo di rischio

Banca Farmafactoring S.p.A., in qualità di Originator detiene il coinvolgimento nell'attività di cartolariz- zazione, anche se effettua la cessione dei crediti pro-soluto.

L'operazione prevede un meccanismo di credit-enhancement attraverso un rapporto di over-collatera-lisation (pari, al 31 dicembre 2019, al 138.05% dell'importo dei titoli emessi) e il finanziamento subordi- nato in capo a Banca Farmafactoring S.p.A..

Alla fine del periodo revolving si avvierà un periodo di ammortamento correlato alla performance di incasso dei crediti in essere per un periodo massimo un anno, fino al rimborso totale dei titoli.

Il veicolo, attraverso l'esercizio di una put-option, ha inoltre l'opzione di retrocedere a Banca Farmafac- toring S.p.A. i crediti eventualmente in outstanding al termine dei 12 mesi previsti come limite massimo per la fase di ammortamento.

Considerato quanto sopra tutti i rischi e benefici dell'operazione non sono stati trasferiti al cessiona- rio, ma restano in capo a Banca Farmafactoring S.p.A. stessa e pertanto il rischio di cartolarizzazione risulta essere ricompreso nel rischio di credito.

84

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Banca Farmafactoring S.p.A. non detiene alcuno strumento finanziario emesso dal veicolo nell'ambito dell'operazione e in qualità di mandatario all'incasso, si occupa, per conto del Servicer Zenith Service S.p.A., dell'attività di recupero ed incasso dei crediti.

Informazioni di natura quantitativa

Tipologia di strumenti finanziari detenuti

Banca Farmafactoring S.p.A. non detiene alcuno strumento finanziario in merito all'operazione.

Attività di sub-servicer

Banca Farmafactoring S.p.A., in qualità di mandatario all'incasso, si occupa, per conto del Servicer Zenith Service S.p.A., dell'attività di recupero e incasso dei crediti.

A seguito delle cessioni effettuate durante la fase revolving dell'operazione, l'outstanding totale nomi- nale di crediti in essere al 31 dicembre 2019 è pari a 219 milioni di euro.

Gruppo bancario - Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione "proprie" ripartite per tipologia di attività cartolarizzate e per tipologia di esposizioni

Valori in migliaia di euro

Tipologia attività

Esposizioni per cassa

Garanzie rilasciate

Linee di credito

Senior

Mezzanine

Junior

Senior

Mezzanine

Junior

Senior

Mezzanine

Junior

cartolarizzate/

Val. di

Rett./

Val. di

Rett./

Val. di

Rett./

Espos.

Rett./

Espos.

Rett./

Espos.

Rett./

Espos.

Rett./

Espos.

Rett./

Espos.

Rett./

Esposizioni

Bilan.

Rip. Val.

Bilan.

Rip. Val.

Bilan.

Rip. Val.

Netta

Rip. Val.

Netta

Rip. Val.

Netta

Rip. Val.

Netta

Rip. Val.

Netta

Rip. Val.

Netta

Rip. Val.

A. Oggetto di

integrale cancellazione

dal bilancio

B. Oggetto di

parziale cancellazione

dal bilancio

C. Non cancellate

dal bilancio

89.468

(7)

C.1 BFF SPV I

- Factoring

89.468

(7)

85

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 15 - Politica di remunerazione (Art. 450 CRR)

Informativa qualitativa

Definizione della politica di remunerazione

Le politiche di remunerazione e di incentivazione del Gruppo Bancario Banca Farmafactoring approvate dall'Assemblea degli Azionisti il 28 marzo 2019 sono state definite con l'obiettivo ultimo di per- venire, nell'interesse degli stakeholder, a sistemi di remunerazione in linea con i valori, le strategie e gli obiettivi aziendali di lungo periodo, collegati con i risultati aziendali corretti per tenere conto dei rischi assunti dal Gruppo, e, in particolare, con i livelli di capitale e liquidità necessari a fronteggiare le attività intraprese, tali da evitare incentivi distorti che possano indurre a violazioni normative o a un'eccessiva assunzione dei rischi per il Gruppo medesimo.

Nel definire le proprie politiche di remunerazione e incentivazione, la Banca si è avvalsa del supporto dello Studio Legale Gattai, Minoli, Agostinelli, Partners.

Con riferimento al processo di definizione della politica di remunerazione, si segnala quanto segue:

i) L'Assemblea dei Soci

Oltre alle competenze di legge, lo Statuto di Banca Farmafactoring S.p.A., con riferimento alle politiche di remunerazione, stabilisce che l'Assemblea Ordinaria:

  • determina la misura dei compensi da corrispondere agli Amministratori, ai Sindaci e alla Società di revisione incaricata del controllo contabile;
  • approva la Policy;
  • approva gli eventuali piani di remunerazione basati su Strumenti Finanziari;
  • approva i criteri per la determinazione del compenso da accordare in caso di conclusione anticipa- ta del rapporto di lavoro o di cessazione anticipata dalla carica, ivi compresi i limiti fissati a detto compenso in termini di annualità della Remunerazione Fissa, e l'ammontare massimo che deriva dalla loro applicazione;
  • prende visione, con frequenza almeno annuale, di un'informativa sulle politiche di remunerazione e incentivazione adottate dalla Banca, e sulla loro attuazione secondo le modalità definite dalle Di- sposizioni di Vigilanza sulle Remunerazioni. Tale informativa contiene le stesse informazioni riguar- danti i sistemi e le prassi di Remunerazione e incentivazione fornite al pubblico, in ottemperanza a quanto previsto nelle Disposizioni di Vigilanza sulle Remunerazioni.
  • approva l'innalzamento del limite del rapporto tra la Remunerazione Variabile e la Remunerazione Fissa da 1:1 fino a un massimo di 2:1 per i Risk Taker. Tale competenza ha trovato concreta attuazione con delibera assembleare del 5 dicembre 2016 con la quale l'Assemblea ha approvato la proposta del Consiglio di Amministrazione di innalzare il limite del rapporto tra la Remunerazione Variabile e la Remunerazione Fissa da 1:1 al massimo di 2:1 a eccezione del Personale appartenente alle Fun- zioni Aziendali di Controllo.

86

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

La delibera assembleare sopra menzionata, è stata adottata:

  1. nel rispetto delle maggioranze qualificate previste dalle Disposizioni di Vigilanza sulle Remunera- zioni12;
  2. a seguito della comunicazione preventiva all'Autorità di Vigilanza prevista dalla normativa di cui alle Disposizioni di Vigilanza sulle Remunerazioni13.

ii) il Consiglio di Amministrazione:

- elabora, sottopone all'Assemblea e riesamina, con periodicità almeno annuale, la Policy, ed è re- sponsabile della sua corretta attuazione, assicurando che essa sia adeguatamente documentata e accessibile al Personale;

- approva i sistemi di remunerazione e incentivazione per il Personale di Competenza del CdA. In par- ticolare, approva l'intero pacchetto retributivo dell'Amministratore Delegato ivi inclusa l'eventuale assegnazione al medesimo di stock option;

  • è incaricato per l'amministrazione del Piano di Stock Option provvedendo, inter alia, a:
  • determinare il numero massimo di stock option da attribuire complessivamente ai beneficiari in relazione a ciascuna tranche;
  • identificare i beneficiari di ciascuna tranche per quanto attiene al Personale di Competenza del CdA;
  • assicura che i sistemi di remunerazione e incentivazione siano coerenti con le scelte complessive della Banca, in termini di assunzione dei rischi, strategie, obiettivi di lungo periodo, assetto di go- verno societario e controlli interni.

iii) il Comitato per le Remunerazioni

Il Comitato per le Remunerazioni, è un organo di natura consultiva e propositiva nei confronti del Consiglio di Amministrazione in materia di politiche di remunerazione e incentivazione del persona- le. Il Comitato, composto da tre membri non esecutivi del Consiglio di Amministrazione, di cui due indipendenti, ha compiti di proposta sui compensi del personale, i cui sistemi di remunerazione e in- centivazione sono decisi dal Consiglio di Amministrazione, e consultivi in materia di determinazione dei criteri per i compensi di tutto il personale più rilevante.

Nel corso del 2019 il Comitato per le Remunerazioni si è riunito 10 volte. Le principali attività svolte hanno riguardato:

  • Rendicontazione dei risultati di performance 2018 relativi ai ruoli di Amministratore Delegato, dei Senior Executive, degli Executive a diretto riporto dell'Amministratore Delegato, e dei Responsabili delle Funzioni di Controllo del Gruppo per la definizione degli MBO di competenza;
  • Definizione degli obiettivi quantitativi 2019 relativi ai ruoli dell'Amministratore Delegato, dei Senior Executive, degli Executive a diretto riporto dell'Amministratore Delegato e dei Responsabili delle Funzioni di Controllo del Gruppo;
  • Definizione della Relazione;
  • Analisi e approvazione dei pacchetti retributivi per l'assunzione di nuovi Executive e Senior Executive;
  • Aggiornamento della Policy di remunerazione e incentivazione a favore dei componenti degli organi di supervisione strategica, gestione e controllo, e del personale del Gruppo Bancario Banca Farma- factoring;

12 Le Disposizioni Vigilanza sulle Remunerazioni prevedono che l'approvazione da parte dell'Assemblea avvenga con il voto favorevole di

almeno i due terzi del capitale sociale rappresentato in Assemblea, quando questa è costituita con almeno la metà del capitale sociale,

ovvero, quando ciò non accada oppure, con il voto favorevole di almeno i tre quarti del capitale rappresentato in Assemblea, qualunque

sia il capitale con cui l'Assemblea è costituita.

13 La procedura prevede la trasmissione a Banca d'Italia o alla Banca Centrale Europea, almeno 60 giorni prima della data in cui è fissata

la decisione assembleare, della proposta che si intende sottoporre all'Assemblea, munita delle relative indicazioni e di evidenze atte a

dimostrare che il limite più elevato o i limiti più elevati, per il personale più rilevante o per alcune categorie di esso, non pregiudicano il

87

rispetto della normativa prudenziale e, in particolare, di quella riguardante i requisiti in materia di fondi propri.

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

  • Identificazione dei beneficiari delle stock option nelle categorie di competenza del Consiglio di Amministrazione;

iv) il Comitato Controllo e Rischi

Tra i compiti del Comitato Rischi, vi è anche quello di accertare che gli incentivi sottesi al sistema di remunerazione del Gruppo siano coerenti con il RAF.

Con cadenza almeno annuale, la Funzione Risorse Umane e Sviluppo Organizzativo, in base all'ana- lisi del mercato del lavoro, a evoluzioni organizzative o a indirizzi strategici del Gruppo, verifica la necessità di revisionare le politiche di remunerazione e incentivazione. La Funzione Risorse Umane e Sviluppo Organizzativo verifica anche il sistema d'incentivazione, in termini di strumenti, modalità, meccanismi operativi e parametri adottati del Gruppo, al fine di tradurre operativamente le disposi- zioni presenti nella Policy.

La Società Capogruppo adotta la Policy che contiene le politiche di remunerazione per l'intero Grup- po mediante il seguente processo che avviene con cadenza almeno annuale.

la Funzione Risorse Umane e Sviluppo Organizzativo predispone il testo della Policy. Il processo di elaborazione della Policy prevede anche il coinvolgimento:

- della Funzione Risk Management che fornisce supporto nell'identificazione del Personale Più Rile- vante fornendo le indicazioni relative al profilo di rischio attuale e prospettico in linea con il RAF, anche a livello consolidato. Inoltre, propone i parametri di costruzione del sistema incentivante e verifica il rispetto dei gate di accesso alla componente variabile;

  • dell'U.O. Normativa e Processi che fornisce supporto nell'identificazione del Personale Più Rilevante fornendo le indicazioni relative al profilo di rischio attuale e prospettico in linea con i regolamenti in materia di compiti delle strutture aziendali e delle procedure aziendali.

Una volta terminata la redazione della Policy, la Funzione Compliance e AML effettua una verifica del- la stessa e formula eventuali osservazioni. In questo caso, la Funzione Risorse Umane e Sviluppo Or- ganizzativo recepisce le osservazioni della Funzione Compliance e AML, aggiorna il testo della Policy di conseguenza e lo sottopone nuovamente alla Funzione Compliance e AML la quale, a valle di una ulteriore verifica, laddove non vi siano ulteriori rilievi, ne attesta la conformità rispetto alla normativa applicabile mediante rilascio di una nota di compliance.

La Funzione Risorse Umane e Sviluppo Organizzativo, trasmette quindi la Policy, unitamente alla nota di compliance, al Comitato per le Remunerazioni.

Il Comitato per le Remunerazioni esamina la Policy e formula eventuali osservazioni. In questo caso, la Policy è ritrasmessa alla Funzione Risorse Umane e Sviluppo Organizzativo che, con il supporto del- la Funzione Compliance e AML, recepisce le osservazioni del Comitato di Remunerazioni, provvedendo ad aggiornare la Policy che viene quindi ritrasmessa al Comitato per le Remunerazioni. La Policy è sottoposta, per le verifiche di propria competenza, alla Funzione di Internal Audit, che fornisce un'ap- posita relazione. Laddove non vi siano ulteriori rilievi, il Comitato per le Remunerazioni sottopone la Policy al Consiglio di Amministrazione per la sua approvazione.

88

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Il Consiglio di Amministrazione delibera a sua volta di sottoporre la Policy all'approvazione dell'As- semblea.

L'Assemblea delibera l'approvazione della Policy.

Identificazione del "personale più rilevante"

La Policy si basa su di un sistema di classificazione dei ruoli aziendali coerente con la definizione di Personale Più Rilevante stabilita dal Gruppo. In particolare, il Gruppo identifica il Personale Più Rilevante mediante un processo di valutazione annuale - affidato alla Funzione Risorse Umane e Sviluppo Organizzativo, in collaborazione con l'U.O. Normativa e Processi e con la Funzione Risk Management - effettuato sulla base di quanto previsto dai criteri qualitativi e quantitativi previsti dal Regolamento (UE) n. 607/14, dalla regolamentazione interna del Gruppo, dalle procedure aziendali, dal mansionario e dalle singole procure. Pertanto, tenuto conto dei livelli di autonomia tra i diversi ruoli e dell'impatto degli stessi sul business, il Consiglio di Amministrazione identifica, con apposita delibera, il Personale Più Rilevante previa valutazione della Funzione Risorse Umane e Sviluppo Or- ganizzativo con il supporto delle funzioni Risk Management, e Compliance e AML, sentito il parere del Comitato per le Remunerazioni.

Inoltre, ogniqualvolta la Banca instaura un nuovo rapporto di lavoro e/o di collaborazione, la Fun- zione Risorse Umane e Sviluppo Organizzativo svolge una valutazione relativa all'identificazione del personale più rilevante per verificare l'eventuale appartenenza di tale soggetto alla categoria dei Risk Taker.

Le componenti della remunerazione

Il Gruppo BFF, attraverso adeguati meccanismi di remunerazione e di incentivazione, intende favorire la competitività aziendale, nel rispetto del principio della sana e prudente gestione, e rafforzare il governo dell'impresa, garantendo che le decisioni vengano assunte in modo indipendente, informato e tempestivo, a un livello appropriato, così da evitare conflitti di interesse e garantire una corretta informativa, secondo quanto disposto dalle autorità competenti.

In sintesi, le politiche di remunerazione adottate dal Gruppo nel 2020, sono le seguenti:

Tutti gli Amministratori:

  1. sono destinatari del compenso fissato dall'Assemblea oltre al rimborso delle spese effettivamen- te sostenute per l'esercizio delle loro funzioni, nonché, se deliberato, di un compenso connesso con eventuali ruoli ricoperti nell'ambito di comitati endoconsiliari;
  2. per coloro che sono Presidenti di Comitati e per i loro membri, può essere determinato dal Consi- glio di Amministrazione un compenso aggiuntivo ex art. 2389, terzo comma, c.c.;
  3. dispongono di una polizza assicurativa per la "responsabilità civile" il cui costo è sostenuto dalla Banca.

Eccetto quanto previsto per l'Amministratore Delegato (ed eventuali consiglieri esecutivi) in nessun caso gli Amministratori sono destinatari di una Remunerazione Variabile.

89

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Al Presidente del Consiglio di Amministrazioneè corrisposta una Remunerazione Fissa stabilita dal Consiglio di Amministrazione ai sensi dell'art. 2389, terzo comma, c.c. determinata ex ante e coerente con il ruolo a esso attribuito.

All'Amministratore Delegatoè corrisposta:

  1. una Remunerazione Fissa composta da un compenso stabilito dal Consiglio di Amministrazione ai sensi dell'art. 2389, terzo comma, e da un pacchetto di Benefit.
  2. una Remunerazione Variabile, soggetta ai principi generali15 descritti nella Policy che include:
  3. un MBO la cui opportunità massima è pari al 100% della Remunerazione Fissa (esclusi i Benefit), legato al raggiungimento del Target EBTDA RA e subordinato al
    1. superamento di gate legati agli indicatori di liquidità, patrimonio e di redditività previsti sub i., ii. e iii al sotto-punto (C) del paragrafo 10.2.3.1 (Verifica del raggiungimento degli obiettivi aziendali), nonché al
    2. raggiungimento di un rapporto tra EBTDA RA / Target EBTDA RA almeno pari al 100%, salvo di- versa delibera del Consiglio di Amministrazione eventualmente assunta nel rispetto dei criteri e delle condizioni previste per consentire l'erogazione dell'MBO di Senior Executive, Executive e di altri dirigenti della Banca, secondo quanto previsto sub i. al punto (D) del paragrafo 10.2.3.1 (Appli- cazione dei moltiplicatori);
  4. stock option eventualmente assegnate dal Consiglio di Amministrazione ai sensi dei piani di stock option vigenti;
  5. un retention bonus16;
  6. un golden parachute potenzialmente erogabile all'Amministratore Delegato in occasione della cessazione della carica, di un valore pari all'importo più elevato tra:
    1. 1,8 volte la somma tra la Remunerazione Fissa (esclusi i Benefit) e l'MBO target17;
    2. l'ammontare di Euro 2.301.000,00
  7. un patto di non concorrenza.

Alla suddetta componente variabile si applicano:

  • i limiti previsti dalla Circolare n. 285 in termini di rapporto tra componente fissa e componente variabile e di bilanciamento tra cash e strumenti finanziari;
  • i meccanismi di Malus e Claw Back.

15 In particolare, all'Amministratore Delegato si applicano i principi generali relativi a:

  1. rapporto tra Remunerazione Variabile e Remunerazione Fissa di cui al punto 10.2.2 (Rapporto tra Remunerazione Variabile e Remune- razione Fissa);
  2. modalità di erogazione della Remunerazione Variabile (i.e. periodo di differimento, bilanciamento tra cash e strumenti finanziari, periodo di retention, regole per la Remunerazione Variabile "particolarmente elevata) di cui al punto 10.2.2.1 (Modalità di erogazione della Remunerazione Variabile);
  3. meccanismi di correzione ex post (Malus e Claw Back) di cui al punto 10.2.2.2 (Meccanismi di correzione ex post (Malus e Claw Back));
  4. procedimento di attivazione dei meccanismi di Malus e Claw Back di cui al punto 10.2.2.3 (Procedimento di attivazione dei meccanismi di Malus e Claw Back).

Non si applica all'Amministratore Delegato il criterio della subordinazione alla permanenza del rapporto di lavoro, non in preavviso e non

in pendenza di procedimento disciplinare, in quanto non vi è un rapporto di lavoro subordinato tra l'Amministratore Delegato e la Banca.

16 Il giorno 14/01/2020 si è verificato l'evento legato all'attivazione del retention bonus previsto dal contratto in vigore con l'Amministratore

Delegato, ossia la partecipazione detenuta da BFF Luxembourg S.à.r.l, nella Banca, si è ridotta al di sotto del 25% del capitale sociale della

Banca stessa. Per effetto di tale evento è divenuto dovuto in tale data dalla Società all'Amministratore Delegato un importo complessivo

pari a €2.301.000 (3 volte la remunerazione fissa) soggetto alle regole applicabili in materia di remunerazione variabile descritti nella pre-

sente Policy. Ai fini del calcolo del rapporto tra Remunerazione Fissa e Remunerazione Variabile, l'importo del retention bonus, è allocato

pro-rata per ciascun anno del periodo di stabilità e quindi a partire dall'anno di stipulazione del retention bonus (2017) fino al momento

in cui si è verificato l'evento. La porzione up-front pari ad € 1.610.700 è stata corrisposta in data 27 febbraio 2020 avuto riguardo, rispetti-

vamente, alla parte cash ed alla parte in strumenti finanziari la cui accettazione è stata oggetto di comunicazione al mercato nel rispetto

della normativa in materia di internal dealing ex art. 19 Reg. UE 596/2014, c.d. MAR.

17 Per "MBO target" si intende il valore minimo diverso da zero attribuibile a titolo di MBO all'Amministratore Delegato nell'anno di com-

90

petenza.

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sindaci

I Sindaci:

  • sono destinatari di un compenso stabilito dall'Assemblea;
  • non sono destinatari di alcuna componente variabile di remunerazione o collegata ai risultati della Banca, del Gruppo;
  • dispongono di una polizza assicurativa "responsabilità civile" il cui costo è sostenuto dalla Banca.

Inoltre, il Presidente del Collegio sindacale è destinatario di un compenso aggiuntivo stabilito dall'As- semblea.

Organismo di Vigilanza:

I componenti dell'Organismo di Vigilanza che non sono parte del Personale Dipendente sono desti- natari di una Remunerazione fissa stabilita dal Consiglio di Amministrazione, sulla base delle condi- zioni di mercato e delle responsabilità assunte, a garanzia dell'indipendenza e dell'autonomia della funzione e del diligente espletamento dell'incarico.

Per i componenti dell'Organismo di Vigilanza che sono parte del Personale Dipendente del Gruppo, invece, non è previsto alcun compenso per la carica.

I componenti dell'Organismo di Vigilanza non possono percepire in alcun caso una componente va- riabile di remunerazione legata ai risultati del Gruppo.

Restante personale:

Il trattamento economico è stabilito, a seconda dei casi, dal Consiglio di Amministrazione (con riferi- mento ai Senior Executive, agli Executive a diretto riporto dell'Amministratore Delegato e ai Respon- sabili delle Funzioni di Controllo), dall'Amministratore Delegato o dai soggetti da questi delegati, in conformità con la Policy di remunerazione e incentivazione del Gruppo e con la normativa contrattua- le applicabile (in particolare, sulla base del CCNL per i quadri direttivi e per il personale delle aree professionali dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali, e del CCNL per i dirigenti dipendenti dalle imprese creditizie, finanziarie e strumentali e omologhi contratti collettivi esteri).

Remunerazione fissa

La remunerazione fissa è correlata alle esperienze e alle capacità professionali dei soggetti che ope- rano in azienda, anche sulla base dei ruoli ricoperti.

La Remunerazione Fissa include, come da definizione, anche i Benefit. Viene lasciata facoltà a ogni società del Gruppo di stabilire pacchetti di Benefit, coerentemente con quanto previsto dalla norma- tiva locale, in base alla rilevanza e alla complessità dei ruoli ricoperti, nonché secondo princìpi di equità e di allineamento al mercato del lavoro locale, e comunque nel rispetto delle linee di indirizzo del Gruppo, in ossequio ai princìpi della Policy.

La determinazione della componente fissa della remunerazione si basa su alcuni princìpi coerenti con il codice etico adottato e che possono così riassumersi:

  • equità, intesa come attribuzione o riconoscimento di ciò che spetta alla singola risorsa, in termini di crescita professionale, in base al possesso delle caratteristiche richieste, ai ruoli e alle responsa- bilità presidiate, senza discriminazione alcuna, dando a tutti le medesime opportunità di carriera;

91

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

  • competitività, intesa come analisi del posizionamento retributivo di ciascuna posizione rispetto agli specifici benchmark di mercato;
  • meritocrazia, che si esplica nella valorizzazione degli individui basata sul riconoscimento del loro merito;
  • coerenza nel tempo, con riferimento a obiettivi di medio-lungo periodo e alle politiche di gestione del rischio perseguite.

Remunerazione variabile

Princìpi generali

Il riconoscimento della Remunerazione Variabile e la correlazione tra i rischi e performance è conse- guita attraverso un processo che ha l'obiettivo di remunerare il personale nel rispetto del profilo di rischio definito dal Risk Appetite Framework (RAF), e in un'ottica di continuità di business e sosteni- bilità dei risultati di lungo periodo.

In particolare, l'erogazione della remunerazione variabile avviene al verificarsi delle condizioni di (i) liquidità (Liquidity Coverage Ratio LCR), (ii) e patrimoniali (Total Capital Ratio), pari almeno al livello di "risk tolerance" approvato dal Consiglio di Amministrazione, e definito all'interno del RAF in vigore alla data di chiusura dell'esercizio a cui il sistema incentivante si riferisce, e (iii) redditività positiva corretta per il rischio e per il costo del capitale (EBTDA Risk Adjusted (o EBTDA RA).

La Remunerazione Variabile è collegata, inoltre, a diversi parametri coerenti con la funzione dello specifico strumento per la corresponsione della Remunerazione Variabile adottato (es. performance individuale e/o della Banca, comunque misurata, periodo di permanenza ecc.).Non sono ammesse forme di Remunerazione Variabile garantite, se non in casi eccezionali, per l'assunzione di nuovo Personale e limitatamente al primo anno di rapporto di lavoro o della carica (e.g. entry bonus). Tali forme di Remunerazione Variabile garantita:

  1. non possono essere corrisposte più di una volta alla medesima persona;
  2. non sono soggette alle norme sulla struttura della Remunerazione Variabile (i.e. regole su bilan- ciamento tra cash e Strumenti Finanziari, differimento e retention);
  3. concorrono alla determinazione del limite del rapporto tra Remunerazione Fissa e Remunerazione Variabile del primo anno, salvo che siano corrisposte in un'unica soluzione al momento dell'as- sunzione.

L'erogazione della Remunerazione Variabile, sia up-front, sia differita, a eccezione dei golden parachute , è condizionata

  1. per il Personale Dipendente, alla permanenza del rapporto di lavoro con la Banca e/o le Società Controllate, non in preavviso e non in pendenza di procedimento disciplinare eventualmente con- cluso con il licenziamento alla data di pagamento18;
  2. per il Personale, al rispetto di parametri economici, patrimoniali e di liquidità.

Quanto al requisito della permanenza del rapporto di lavoro con la Banca e/o le Società Controllate, possono essere previste deroghe, in casi eccezionali e di volta in volta adeguatamente motivati (c.d. good leaver provisions), nei quali, pur venendo meno queste condizioni, la Remunerazione Variabile in questione può comunque essere erogata in tutto o in parte o pro rata temporis a seconda del momento nell'anno in cui si verifica la cessazione del rapporto con la Banca e/o le Società Control- late. Queste deroghe devono essere approvate dall'Amministratore Delegato, salvo per il Personale di

18 Si vd. nota 15 per quanto riguarda i principi generali applicabili alla Remunerazione Variabile dell'Amministratore Delegato.

92

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Competenza del CdA per il quale è competente il Consiglio di Amministrazione.

A tal proposito, nella prospettiva di evitare possibili aggiramenti normativi e della Policy, la Banca assicura che il Personale del Gruppo non sia remunerato o non riceva pagamenti o altri benefici tra- mite veicoli, strumenti o modalità comunque elusive, con riguardo anche alle Società Controllate. A tal proposito, la Banca può chiedere ai Risk Taker del Gruppo di comunicare eventuali accensioni di conti di custodia e amministrazione presso altri intermediari, ed eventuali operazioni o investimenti finanziari effettuati, che potrebbero incidere sui meccanismi di allineamento al rischio del Gruppo.

La componente variabile della remunerazione si articola in varie componenti, tra cui:

Management By Objective ("MBO")

L'MBO è un sistema incentivante formalizzato che prevede un'eventuale erogazione di incentivo annuale parametrata alla retribuzione annua lorda, a fronte del raggiungimento di obiettivi aziendali e individuali quali-quantitativi. Il mix tra obiettivi quantitativi e qualitativi è opportunamente bilanciato in funzione dei ruoli e delle responsabilità del personale avente diritto.

Entro il primo trimestre di ogni anno, in base alle linee guida fornite dall'Amministratore Delegato, e attraverso un processo finalizzato al pieno allineamento e alla più ampia condivisione, tutti i respon- sabili di Unità Organizzative/Funzioni/Dipartimenti comunicano ai propri collaboratori i rispettivi obiettivi quali-quantitativi, in base ai quali, a fine esercizio, verrà valutata la performance individuale e sarà determinata la componente di retribuzione variabile MBO a essa collegata. Per quanto riguarda i Senior Executive e gli Executive che sono a diretto riporto dell'Amministratore Delegato, gli obiettivi dell'MBO sono da questi discussi con l'Amministratore Delegato, e successivamente sottoposti all'ap- provazione del Consiglio di Amministrazione, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa e dalla presente Policy, anche con riferimento ai responsabili delle Funzioni Aziendali di Controllo. Per gli altri dipendenti, gli obiettivi dell'MBO sono determinati dall'Amministratore Delegato.

Per quanto riguarda la determinazione dell'MBO, è prevista una prima fase durante la quale, in fun- zione del conseguimento degli obiettivi individuali, viene determinato l'importo base del premio; successivamente, al fine di accertare la liquidabilità dell'MBO, viene effettuata la verifica dei "gate" economici, patrimoniali di liquidità e di redditività positiva corretta per il rischio e per il costo del capitale, detto anche EBTDA Risk Adjusted (o EBTDARA).

Una volta che i 3 gate siano stati rispettati, l'MBO del Personale Dipendente della Banca è poi calco- lato anche sulla base di due diversi meccanismi moltiplicatori.

Il primo moltiplicatore è il rapporto EBTDARA/Target EBTDARA. Tale moltiplicatore può incrementare l'MBO fino al 40% per i quadri e per Senior Executive, Executive e altri dirigenti della Banca e fino al 30% per gli impiegati. Tale moltiplicatore può anche essere decrementale in caso di risultati inferiori al Target EBTDARA e consentire comunque l'erogazione dell'MBO per le categorie di quadri e impiegati, anche se il Target EBTDARA non è stato raggiunto.

L'obiettivo ed il moltiplicatore, legati al rapporto tra EBTDARA/Target EBTDARA, non si applicano a: a. Funzioni Aziendali di Controllo;

b. Dirigente Preposto;

c. Risorse Umane e Sviluppo Organizzativo.

93

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Un secondo moltiplicatore è legato alla Customer Satisfaction. Questo indicatore di performance aziendale è formulato sulla base di una survey condotta dall'U.O. Commerciale, che può incrementare l'MBO fino a un massimo del 9%. Tale indicatore vale come moltiplicatore solo in senso incrementale.

Al momento della verifica dei gate di redditività, i costi incrementali derivanti dall'applicazione di tali meccanismi vengono dedotti dai risultati raggiunti in modo da assicurare sempre il pieno autofinan- ziamento del sistema incentivante MBO. In ogni caso, l'importo finale dell'MBO è liquidabile sempre nel rispetto dei vincoli e dei limiti previsti dalla Policy.

Per quanto concerne, in particolare, i Senior Executive e gli Executive che sono a riporto diretto dell'Amministratore Delegato e i responsabili delle Funzioni Aziendali di Controllo della Capogruppo, gli obiettivi assegnati e la relativa valutazione vengono sottoposti all'approvazione del Consiglio di Amministrazione che si avvale del supporto e del contributo del Comitato per le Remunerazioni e della Funzione Risk Management per la verifica del raggiungimento degli obiettivi e dei gate relativi alla liquidazione degli MBO in conformità al RAF.

L'MBO prevede per tutto il personale un focus su obiettivi annuali e meccanismi di retention (es. pa- gamento condizionato alla permanenza del rapporto di lavoro o alla carica).

Relativamente agli obiettivi annuali, è prevista l'applicazione di 3 "gate" nell'anno di maturazione, legati al raggiungimento dell'obiettivo economico previsto a budget per l'anno stesso corretto per il rischio, così come previsto nel Risk Appetite Framework, associato al rispetto dei limiti di patrimonio e di liquidità:

  1. l'indicatore di liquidità di Gruppo adottato come gate è il Liquidity Coverage Ratio (LCR), pari almeno al livello di "risk tolerance" approvato dal Consiglio di Amministrazione e definito all'in- terno del RAF in vigore alla data di chiusura dell'esercizio a cui l'MBO si riferisce, e comunque nel rispetto dei requisiti dettati dalla normativa di vigilanza in materia di remunerazione;
  2. l'indicatore patrimoniale di Gruppo adottato come gate corrisponde a un livello di Total Capital Ratio pari almeno al livello di "risk tolerance" approvato dal Consiglio di Amministrazione e defini- to all'interno del RAF in vigore alla data di chiusura dell'esercizio a cui l'MBO si riferisce e comun- que nel rispetto dei requisiti dettati dalla normativa di vigilanza in materia di remunerazione;
  3. l'indicatore di redditività di Gruppo adottato come gate corrisponde a un EBTDA Risk Adjusted (o EBTDARA) positivo e indica l'EBTDA aggiustato in base a un meccanismo di correzione che tiene conto dei rischi assunti dal Gruppo, coerentemente con i target patrimoniali definiti nel RAF defi- nito sulla base del piano strategico/budget approvato a inizio dell'anno di riferimento in base alla seguente formula: EBTDARA = EBTDA - ( RWAM * TCR Target * Ke)19.

19 Dove:

EBTDA: utile della operatività corrente al lordo delle imposte (Voce 290) con l'esclusione delle rettifiche di valore nette su attività materiali

(Voce 210), delle rettifiche di valore nette su attività immateriali (voce 220) e delle voci di conto economico che sono controbilanciate da

variazioni corrispondenti nel patrimonio netto (ad esempio perdita su cambi e costi legati al Piano di Stock Option);

RWAM: media nell'anno dei risk weighted asset totali, consuntivi e di Gruppo determinato rispetto alla media degli RWA di fine mese,

calcolati dal Dipartimento Pianificazione, Amministrazione e Controllo sulla base delle chiusure contabili mensili e attraverso la replica

delle attività di consuntivazione prudenziale obbligatorie per le segnalazioni di vigilanza trimestrali;

TCR Target: in assenza di un subordinato eligible Tier 2, è costituito dalla soglia di risk appetite definita per il Total Capital Ratio nel RAF.

Nel caso di esistenza di un subordinato eligible Tier 2 il valore TCR Target da applicare nella formula è pari alla differenza tra 15% e la

percentuale di incidenza del Tier 2 sul TCR Target del Gruppo;

94

Ke: costo del capitale proprio del Gruppo, definito pari al 10%.

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Per le Società Controllate, possono essere previsti "gate" addizionali legati alla profittabilità delle singole società.

Al fine di garantire una sostenibilità nel lungo termine, per i Risk Taker e alcuni soggetti che ricoprono posizioni manageriali e/o posizioni con alto contenuto professionale l'MBO eventualmente maturato, dovrà essere così liquidato:

  • il 70% dopo l'approvazione del bilancio da parte dell'Assemblea;
  • il 30% con un differimento di due anni20 dalla sua maturazione. A titolo esemplificativo, per l'e- sercizio che si chiude il 31.12.2019, l'MBO differito è soggetto a un ulteriore "gate", determinato dal conseguimento nell'esercizio antecedente il periodo della liquidazione (che avverrà nel 2021), cioè nell'esercizio chiuso al 31.12.2021, di una redditività positiva al netto del rischio, associata al rispetto dei limiti minimi di patrimonio regolamentari e di liquidità;
  • per il personale dipendente, in particolare, è di regola richiesta la presenza nel Gruppo al momento della liquidazione e una anzianità di servizio di almeno 6 mesi, nell'esercizio di riferimento.

Premio Aziendale

Per i dipendenti della Capogruppo soggetti al contratto collettivo del credito applicabile in Italia, a eccezione dei dirigenti, è contemplato, sulla base del contratto collettivo nazionale applicato, un premio aziendale ("VAP") che prevede un riconoscimento economico in relazione al raggiungimento di specifici obiettivi di performance della Banca.

Il premio aziendale può essere erogato in forma cash o mediante beni e servizi di welfare aziendale sulla base dei relativi accordi integrativi.

Piano di Stock Option

Con delibera del 5 dicembre 2016 l'Assemblea ha approvato un Piano di Stock Option.

Il Piano di Stock Option è basato sull' assegnazione di opzioni che danno diritto alla sottoscrizione o all'acquisto di azioni ordinarie della Banca.

Tale Piano ha lo scopo di:

  1. favorire l'integrazione di dipendenti e manager, rendendoli compartecipi dei risultati aziendali;
  2. sensibilizzare i dipendenti sulla creazione di valore per il Gruppo e per gli azionisti;
  3. aumentare la capacità di retention (trattenimento delle risorse chiave) diminuendo la propensio- ne a dimissioni dal Gruppo da parte di professionisti di valore;
  4. migliorare la competitività del Gruppo sul mercato del lavoro, rendendolo più attraente per i mi- gliori talenti aventi professionalità e capacità adeguate alle esigenze del Gruppo.

Il valore delle opzioni attribuite ai beneficiari costituisce una delle componenti variabili della remu- nerazione dell'anno di competenza al pari dell'MBO con il quale concorre al fine della determinazione dei limiti del 2:1 e del rapporto 50/50 (tra cash e strumenti finanziari) laddove applicabili.

20 Considerando che la Banca è qualificata, a fini di disciplina delle politiche di remunerazione, come Banca Intermedia, sarebbe possi-

bile applicare un periodo di differimento inferiore rispetto a quello indicato, fino a un anno e mezzo. La Banca ha ritenuto di adottare

un approccio più conservativo adottando un periodo di differimento più lungo di quello richiesto dalle Disposizioni di Vigilanza sulle

95

Remunerazioni per le Banche Intermedie.

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Altre componenti

Sono previsti ulteriori componenti della Remunerazione Variabile, rispetto ai bonus MBO, nei limiti della Policy e della normativa di tempo in tempo in vigore, ivi inclusi Bonus per le vendite.

I Bonus per le Vendite prevedono l'eventuale erogazione di un compenso, a fronte del raggiungimen- to di obiettivi quali-quantitativi annuali sia aziendali, sia individuali, che hanno la finalità di soste- nere il raggiungimento degli obiettivi commerciali ed economico-patrimoniali della Banca, tenendo conto delle effettive esigenze dei clienti ed in linea con il profilo di rischio degli stessi.

Golden parachute

I golden parachute sono approvati dal Consiglio di Amministrazione per il Personale di Competenza del CdA e dall'Amministratore Delegato per il resto del Personale. Sono golden parachute21:

  1. gli importi riconosciuti a titolo di patto di non concorrenza;
  2. gli importi riconosciuti nell'ambito di un accordo per la composizione di una controversia attuale o potenziale, relativa alla (o in vista della) cessazione del rapporto di lavoro o della carica, qua- lunque sia la sede in cui esso viene raggiunto;
  3. l'indennità di mancato preavviso, per l'ammontare che eccede quello determinato secondo quan- to stabilito dalla legge.

Si precisa che ad eccezione dell'accordo firmato con l'Amministratore Delegato non vi sono ad oggi altri golden parachute all'interno di BFF Banking Group.

Benefici pensionistici discrezionali

Ad oggi non sono previsti benefici pensionistici discrezionali per il Personale. Tuttavia, le società del Gruppo, previa approvazione del Consiglio di Amministrazione per il Personale di Competenza del CdA e dell'Amministratore Delegato per il resto del Personale, hanno la facoltà di attribuire benefici pensionistici discrezionali, così come definiti e previsti nelle Disposizioni di Vigilanza sulle Remune- razioni. In questo caso, nell'applicare le disposizioni sulla Remunerazione Variabile ai benefici pen- sionistici discrezionali si osservano i seguenti criteri22:

  1. se il Personale interrompe il rapporto di lavoro, di collaborazione o la carica prima di aver matu- rato il diritto al pensionamento, i benefici pensionistici discrezionali sono investiti in Strumenti Finanziari, tenuti in custodia dalla Banca per un periodo di cinque anni, durante il quale maturano interessi e/o dividendi, e sono soggetti a meccanismi di aggiustamento ex post in conformità con quanto stabilito al punto 10.2.1.3 (Meccanismi di correzione ex post - Malus e Claw Back);
  2. se il rapporto di lavoro, di collaborazione o la carica cessa dopo aver maturato il diritto alla pensione, i benefici pensionistici discrezionali sono riconosciuti al dipendente sotto forma di Strumenti Finanziari e assoggettati a un periodo di retention di cinque anni, durante il quale gli Strumenti Finanziari maturano interessi e/o dividendi;
  3. i benefici pensionistici discrezionali non sono inclusi nel calcolo del limite al rapporto di 2:1 tra Remunerazione Variabile e Remunerazione Fissa.

21 La nota 16, delle Disposizioni di Vigilanza sulle Remunerazioni, Sezione III specifica che, ai fini delle Disposizioni di Vigilanza sulle Remu-

nerazioni, sono "golden parachute" non solo i golden parachute comunemente intesi (i.e. importi riconosciuti nell'ambito di un accordo

per la composizione di una controversia attuale o potenziale, qualunque sia la sede in cui esso viene raggiunto) ma anche i corrispettivi

dei patti di non concorrenza e l'indennità di mancato preavviso nella parte che eventualmente ecceda l'importo stabilito dalla legge.

96

22 Cfr. Sezione III delle Disposizioni di Vigilanza sulle Remunerazioni.

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Scioglimento anticipato del rapporto

Il trattamento applicato in caso di scioglimento del rapporto di lavoro è quello previsto dai relativi contratti di categoria. Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo può determinare per il "per- sonale più rilevante" "golden parachutes" in caso di scioglimento anticipato del rapporto di lavoro o di cessazione della carica, nel rispetto delle condizioni previste dalla regolamentazione vigente e dei criteri approvati dall'Assemblea degli Azionisti.

Al fine di determinare tali corrispettivi, sono applicabili gli indicatori quali-quantitativi che riflettono la performance realizzata e i rischi assunti dalla persona e dalla Banca, nonché i meccanismi di cor- rezione ex post (Malus e Claw Back), nei limiti consentiti dai contratti collettivi applicabili al rapporto di lavoro, come previsto dalle Disposizioni di Vigilanza per le Banche e, comunque, nel rispetto dei limiti e delle prescrizioni delle norme di legge in materia.

Clausole di non concorrenza

Nel caso in cui il dipendente sottoscriva un "patto di non concorrenza" che vincoli lo stesso a non le- garsi professionalmente a specifiche società per un periodo predeterminato a decorrere dalla data di interruzione del rapporto di lavoro, la società del Gruppo di appartenenza corrisponderà allo stesso una somma, per la cui determinazione si prenderà come base di calcolo la retribuzione fissa annua lorda percepita nell'ultimo anno.

Al corrispettivo per il patto di non concorrenza sono applicabili i meccanismi di correzione ex post (Malus e Claw Back), nei limiti consentiti dai contratti collettivi applicabili al rapporto di lavoro, come previsto dalle disposizioni normative e, comunque, nel rispetto dei limiti e delle prescrizioni delle norme di legge in materia.

Il versamento del corrispettivo del patto di non concorrenza avviene successivamente alla cessazione del rapporto. Tale corrispettivo, per i Risk Taker, è soggetto alle regole di differimento e di bilancia- mento in strumenti finanziari previste per la componente variabile della Retribuzione.

Meccanismi di correzione ex post (Malus e Claw Back)

La Remunerazione Variabile, ivi inclusi i golden parachute, è sottoposta a meccanismi di correzione ex post (Malus e Claw Back), che possono condurre a una riduzione, anche significativa, o all'azze- ramento della Remunerazione Variabile. I meccanismi di correzione dovranno essere individuati nei limiti consentiti dalla legge e dai contratti collettivi applicabili ai rapporti di lavoro, idonei a riflettere i livelli di performance al netto dei rischi effettivamente assunti o conseguiti e i livelli patrimoniali, nonché a tener conto dei comportamenti individuali.

Ai fini del riconoscimento della Remunerazione Variabile differita, ricorrendo ogni altro presupposto legale e contrattuale, è prevista nel periodo di maturazione del diritto di pagamento l'applicazione di un determinato "gate" legato al conseguimento di una redditività positiva del Gruppo al netto del rischio, associata al rispetto dei livelli di risk tolerance di patrimonio (TCR) e di liquidità (LCR) quali definiti nel RAF, in vigore alla chiusura dell'esercizio precedente la liquidazione della Remunerazione Variabile differita (la condizione di "Malus").

97

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Il riconoscimento della parte variabile della Remunerazione viene meno o, se già versata, dev'essere restituita, in presenza di comportamenti individuali dell'interessato, tenuti nell'ambito dell'attività della Banca o comunque dell'attività professionale del medesimo, riconducibili a una o più delle seguenti ipotesi (le condizioni di "Claw Back"):

  1. comportamenti da cui è derivata una perdita significativa per il Gruppo, la Banca o per le Società Controllate o per la clientela; a tale proposito, si specifica che il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha determinato con delibera del 2 marzo 2015 la soglia minima di tale perdita corrispondente al rischio "medio" indicato nella "Policy Gestione dei Rischi di Gruppo", adottata dal Gruppo, corrispondente a Euro 1 milione;
  2. la perdita di uno o più dei requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza di cui all'art. 26 TUB per i soggetti appartenenti al Personale che svolge funzioni di amministrazione, direzione e controllo;
  3. violazione degli obblighi previsti dall'articolo 53, comma 4 e seguenti del TUB da parte dei sog- getti ivi indicati, in merito all'assunzione da parte del Gruppo di attività di rischio nei confronti di coloro che possono esercitare, direttamente o indirettamente, un'influenza sulla gestione della Banca o del Gruppo nonché dei soggetti a essi collegati, nonché in situazioni di conflitto d'in- teresse e/o in violazione delle condizioni e dei limiti individuati dalla Banca d'Italia ai sensi del citato art. 53 del TUB;
  4. violazione degli obblighi e delle previsioni di cui alle Disposizioni di Vigilanza sulle Remunerazio- ni (Sezione III, es. percepimento indebito di retribuzione, violazione del periodo di retention);
  5. comportamenti specifici posti in essere con dolo o colpa grave, che abbiano determinato danni patrimoniali o non patrimoniali, inclusi danni d'immagine, al Gruppo, alla Banca o alle società del Gruppo, anche, non interamente quantificabili, tra i quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo:
  6. violazione degli obblighi di confidenzialità e non concorrenza durante il rapporto contrattuale con la Banca;
  7. violazione di eventuali obblighi post-contrattuali di confidenzialità e non concorrenza, quali patti di non concorrenza anche ex artt. 2125 c.c.;
  8. violazione, con dolo o colpa grave, degli obblighi previsti ai sensi del D. Lgs n. 231/2001 o dal Co- dice Etico;
  9. comportamenti fraudolenti o altri comportamenti posti in essere con dolo o colpa grave attuati ai danni del Gruppo, della Banca, della clientela o delle società del Gruppo.

Se si verifica una condizione di Claw Back, il Consiglio di Amministrazione, nei casi meno gravi, ha la possibilità di determinare una decurtazione proporzionale, anziché il totale azzeramento, della Remunerazione Variabile interessata, motivando tale decisione. L'importo potrà essere dedotto per compensazione con le Remunerazioni e/o le competenze di fine rapporto del beneficiario.

Per l'operatività dei meccanismi di Malus e Claw Back rileva il momento in cui viene accertato dalla Banca il fatto che integra Malus e Claw Back, con la procedura indicata al punto 10.2.1.4 (Procedimento di attivazione dei meccanismi di Malus e Claw Back).

In aggiunta al risarcimento di ogni eventuale danno, dal momento dell'accertamento delle condizioni di Claw Back, le società del Gruppo hanno la facoltà di ottenere la restituzione di tutta o parte della Remunerazione Variabile già corrisposta, potendo esercitare tale facoltà entro cinque anni da ciascun pagamento.

98

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Inoltre, la risoluzione del rapporto di lavoro e/o cessazione della carica non impedisce l'attivazione dei meccanismi di Claw Back, che tengono comunque conto dei profili di natura legale, contributiva e fiscale in materia, e dei limiti temporali previsti dalle normative localmente applicabili.

Informazione quantitativa

I dati di seguito riportati sono relativi alle remunerazioni erogate nel corso dell'esercizio 2018 del Gruppo, sia nella componente fissa che nella componente variabile, riferite alle diverse categorie di percettori.

Remunerazione

Remunerazione

Di cui Parte

Parte differita

percettori

Fissa (c)

Variabile

differita

riconosciuta

(a) (b)

k Eur

maturata

(Cash + Strum.

nel 2019

nel 2019

finanziari)

k Eur

Linea di Attività

k Eur

k Eur

Amministratori esecutivi

o con particolari deleghe (d)

1

845

720

216

157

Presidente organo con funzioni

di supervisione strategica (d)

1

245

-

-

-

Altri Amministratori non esecutivi (e)

7

334

-

-

-

Sindaci

3

215

-

-

-

Responsabili delle principali strutture

di Linea e di Staff

21

2.843

1.076

321

136

Responsabili delle Funzioni

di Controllo

3

536

168

50

23

Totale

36

5.018

1.964

587

316

  1. sono conteggiati una sola volta coloro che ricoprono una doppia carica
  2. sono stati conteggiati anche eventuali soggetti che hanno ricoperto la carica solo per un periodo dell'anno
  3. comprende i benefit
  4. il compenso fisso include anche il compenso come consigliere
  5. il Presidente e l'Amministratore Delegato di BFF non sono conteggiati in quanto il loro compenso come Consigliere è compreso nel Compenso fisso; 2 amministratori non esecutivi hanno rinunciato al compenso e non sono pertanto stati inseriti.

Nella "Relazione sulla Remunerazione" vengono incluse tutte le informazioni richieste dall'art. 450 della CRR in merito alla politica e alle prassi di remunerazione, relative alle categorie di personale le cui attività professionali hanno un impatto rilevante sul profilo di rischio della banca.

99

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 16 - Leva finanziaria (Art. 451 CRR)

Informativa qualitativa

L'indice di Leva finanziaria - introdotto dalle Circolari della Banca d'Italia n. 285 "Disposizioni di vi- gilanza per le banche", e n. 286 "Istruzioni per la compilazione delle segnalazioni prudenziali per le banche e le società di intermediazione mobiliare", entrambe del 17 dicembre 2013, che hanno recepito il Regolamento Europeo n. 575/2013 (CRR - Capital Requirement Regulation) e successive modifiche, relativo alla nuova disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento -, è divenuto parte integrante dell'Informativa che devono fornire gli Enti, in base all'articolo 451 della stessa CRR.

Il Regolamento europeo di esecuzione n. 200/2016 ha definito le norme tecniche di attuazione dell'ar- ticolo 451, rendendolo applicabile dal 1° gennaio 2015 e fornendo le relative specifiche.

Descrizione dei processi utilizzati per gestire il rischio di leva finanziaria eccessiva

Il Gruppo, come disposto dal Regolamento delegato n. 62/2015, determina il coefficiente di Leva finanziaria alla fine di ogni trimestre a livello consolidato. Tale coefficiente viene calcolato come rapporto tra il Capitale di classe 1 e un denominatore basato sulle attività in essere, non ponderate per il loro grado di rischio. Le esposizioni devono essere rappresentate al netto degli aggiustamenti regolamentari previsti nella determinazione del Capitale primario, al fine di evitare il doppio computo di tali attività.

Il rischio di Leva finanziaria eccessiva è trattato in coerenza con le logiche adottate in ambito RAF, valutando in ottica attuale e prospettica i valori assunti dall'indicatore, compreso nel set di indicatori tramite i quali il Gruppo determina una politica di patrimonializzazione correlata al livello di crescita dell'attivo.

Descrizione dei fattori che hanno avuto un impatto sul coefficiente di leva finanziaria durante il pe- riodo cui si riferisce il coefficiente di leva finanziaria pubblicato

La variazione del coefficiente di leva finanziaria al 31 dicembre 2019 rispetto a quello al 31 dicembre 2018 è il frutto di variazioni di Tier 1 e dell'attivo non ponderato.

Con riferimento al Tier 1:

  • l'incremento relativo a BFF Banking Group, rispetto al 31 dicembre 2018, è influenzato principalmen- te dalla destinazione di parte dell'utile di esercizio per 52,8 milioni di euro, dalla Riserva di valu- tazione relativa ai titoli HTC&S, che ha determinato un impatto positivo pari a 4 milioni di euro, al netto delle imposte (la riserva era pari a -4,1 milioni di euro al 31 dicembre 2018, e pari a -3,1 milioni di euro al 30 giugno 2019), da un incremento pari a 2,6 milioni di euro delle Riserve legate alla remu- nerazione in strumenti finanziari riservati al personale dipendente e non dipendente, e dall'incre- mento della Riserva di traduzione per 1,7 milioni di euro, dovuto alla variazione dei cambi applicati al patrimonio netto del Gruppo BFF Polska nel Patrimonio netto consolidato. Tali dinamiche sono state controbilanciate da maggiori deduzioni dai Fondi propri dovute all'iscrizione dell'avviamento di IOS Finance per 8,7 milioni di euro, e da ulteriori movimentazioni delle riserve;

100

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

  • la variazione relativa al Gruppo CRR, oltre a scontare i fattori sopra menzionati, è stata altresì in- fluenzata dalla vendita, effettuata da BFF Luxembourg S.à r.l. (Centerbridge), avvenuta in data 29 marzo 2019, di n° 22.000.000 azioni BFF, equivalenti al 12,9% del capitale di Banca Farmafactoring S.p.A. a quella data, attraverso una procedura di accelerated bookbuilding.

Con riferimento all'attivo non ponderato, l'incremento è invece dovuto alla crescita del Gruppo. In particolare, i crediti verso la clientela di BFF Banking Group, che ammontano, al 31 dicembre 2019, a 4.118 milioni di euro, hanno segnato una crescita del 15% rispetto al dato al 31 dicembre 2018, che era pari a 3.583 milioni di euro, distinti per le differenti linee di prodotto. L'ammontare del 2019 include altresì i crediti verso la clientela di IOS Finance pari a 137milioni di euro. La crescita, al netto dell'in- tegrazione di IOS Finance, è stata pari a 11%. I crediti di IOS Finance sono cresciuti anno su anno del 40%. Includendo IOS, la crescita del gruppo anno su anno è del 12%.

Informativa quantitativa

Riepilogo della riconciliazione tra attività contabili e esposizioni del coefficiente di leva finanziaria

Importi

applicabili

1

Attività totali come da bilancio pubblicato

5.742.013

2

Rettifica per i soggetti consolidati a fini contabili ma esclusi dall'ambito

del consolidamento regolamentare

(20.392)

3 (Rettifica per le attività fiduciarie contabilizzate in bilancio in base alla disciplina contabile applicabile ma escluse dalla misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di leva finanziaria a norma dell'articolo 429, paragrafo 13, del regolamento (UE) n. 575/2013)

4

Rettifica per gli strumenti finanziari derivati

0

5

Rettifica per le operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT)

71

6

Rettifica per gli elementi fuori bilancio (conversione delle esposizioni

fuori bilancio in importi equivalenti di credito)

188.093

UE-6a

(Rettifica per le esposizioni infragruppo escluse dalla misura

dell'esposizione complessiva del coefficiente di leva finanziaria a

norma dell'articolo 429, paragrafo 7, del regolamento (UE) n. 575/2013)

UE-6b

(Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione

complessiva del coefficiente di leva finanziaria a norma dell'articolo

429, paragrafo 14, del regolamento (UE) n. 575/2013)

7

Altre rettifiche

(110.434)

8

Misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di leva finanziaria

5.799.351

101

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria

Esposizione

del coefficiente

di leva

finanziaria

(CRR)

Esposizioni in bilancio (esclusi derivati e SFT)

1

Elementi in bilancio (esclusi derivati, SFT e attività fiduciarie, ma comprese le garanzie reali)

5.721.621

2

(Importi delle attività dedotte nella determinazione del capitale di classe 1)

(110.434)

3

Totale Esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e attività fiduciarie) (somma delle righe 1 e 2)

5.611.187,6

Esposizioni su derivati

  1. Costo di sostituzione associato a tutte le operazioni su derivati (al netto del margine di variazione in contante ammissibile)
  2. Maggiorazioni per le potenziali esposizioni future associate a tutte le operazioni su derivati (metodo del valore di mercato)

UE-5° Esposizione calcolata secondo il metodo dell'esposizione originaria

0

  1. Lordizzazione delle garanzie reali fornite su derivati se dedotte dalle attività in bilancio in base alla disciplina contabile applicabile
  2. (Deduzione dei crediti per il margine di variazione in contante fornito in operazioni su derivati)
  3. (Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del cliente)
  4. Importo nozionale effettivo rettificato dei derivati su crediti venduti

10

(Compensazioni nozionali effettive rettificate e deduzione delle maggiorazioni per i derivati su

crediti venduti)

11

Totale Esposizioni su derivati (somma delle righe da 4 a 10)

0

Esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli

  1. Attività SFT lorde (senza rilevamento della compensazione) previa rettifica per le operazioni contabilizzate come vendita
  2. (Importi compensati risultanti dai debiti e crediti in contante delle attività SFT lorde)

14

Esposizione al rischio di controparte per le attività SFT

71

UE-14°

Deroga per SFT: esposizione al rischio di controparte ai sensi dell'articolo 429ter, paragrafo 4,

e dell'articolo 222 del regolamento (UE) n. 575/2013

15

Esposizioni su operazioni effettuate come agente

UE-15°

(Componente CCP esentata delle esposizioni su SFT compensate per conto del cliente)

16

Totale Esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli (somma delle righe da 12 a 15a)

71

Altre esposizioni fuori bilancio

17

Importo nozionale lordo delle esposizioni fuori bilancio

309.003

18

(Rettifica per conversione in importi equivalenti di credito)

120.910

19

Totale Altre esposizioni fuori bilancio (somma delle righe 17 e 18)

188.093

(Esposizioni esentate a norma dell'articolo 429, paragrafi 7 e 14, del regolamento (UE) n. 575/2013

(in e fuori bilancio))

UE-19a

(Esposizioni infragruppo (su base individuale) esentate a norma dell'articolo 429, paragrafo 7,

del regolamento (UE) n. 575/2013 (in e fuori bilancio))

UE-19b

(Esposizioni esentate a norma dell'articolo 429, paragrafo 14, del regolamento (UE) n. 575/2013

(in e fuori bilancio))

Capitale e misura dell'esposizione complessiva

20

Capitale di Classe 1

334.326

21

Misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di leva finanziaria

(somma delle righe 3, 11, 16, 19, UE-19a e UE-19b)

5.799.351

Coefficiente di leva finanziaria

22

Coefficiente di leva finanziaria

5,765%

Scelta delle disposizioni transitorie e importo degli elementi fiduciari eliminati

UE-23

Scelta delle disposizioni transitorie per la definizione della misura del capitale

UE-24

Importo degli elementi fiduciari eliminati ai sensi dell'articolo 429, paragrafo 11, del regolamento

(UE) n. 575/2013

102

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Disaggregazione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate)

Esposizione del

coefficiente di leva

finanziaria (CRR)

UE-1

Totale Esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e

esposizioni esentate), di cui:

5.611.188

UE-2

esposizioni nel portafoglio di negoziazione

UE-3

esposizioni nel portafoglio bancario, di cui:

5.611.188

UE-4

obbligazioni garantite

UE-5

esposizioni trattate come emittenti sovrani

1.860.206

UE-6

esposizioni verso amministrazioni regionali, banche multilaterali

di sviluppo, organizzazioni internazionali e organismi del settore

pubblico non trattati come emittenti sovrani

3.022.690

UE-7

enti

336.108

UE-8

garantite da ipoteche su beni immobili

UE-9

esposizioni al dettaglio

46.521

UE-10

imprese

219.698

UE-11

esposizioni in stato di default

106.160

UE-12

altre esposizioni (ad es. in strumenti di capitale,

cartolarizzazioni e altre attività diverse da crediti)

19.804

103

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 17 - Uso di tecniche di attenuazione del rischio di credito (Art. 453 CRR)

BFF Banking Group è dotato di un framework di Credit Risk Mitigation. L'obiettivo del framework è in primo luogo quello di garantire un miglior processo di gestione delle garanzie che il Gruppo detiene a mitigazione delle posizioni di rischio assunte e in secondo luogo quello di valutare possibili effetti e benefici in termini di requisiti di capitale.

L'esposizione a tale tipologia di rischio è declinata in due principali aree di valutazione e presidio:

  • verifica dell'escutibilità e dell'efficacia delle garanzie in termini di recovery dell'esposizione pro- blematica, che prevede la conduzione di un'analisi delle principali caratteristiche degli strumenti di attenuazione e controllo con riferimento principalmente al processo di acquisizione e gestione amministrativa delle garanzie, secondo quanto disciplinato nella normativa interna di Gruppo e delle singole società del Gruppo a tale proposito;
  • misurazione dell'esposizione al rischio che le tecniche di attenuazione del rischio di credito, si rive- lino meno efficaci ovvero possano non comportare il beneficio atteso in termini di riduzione degli RWA; tale misurazione viene effettuata dalla Funzione Risk Management nell'ambito del processo
    ICAAP.

A fronte di ciò si precisa che alla data del 31 dicembre 2019, il Gruppo non ha adottato tecniche di attenuazione del rischio che hanno comportato benefici in termini di requisiti di capitale.

104

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Sezione 18 - Informativa NPE (Linee guida EBA)

Modello 1: Qualità creditizia delle esposizioni oggetto di concessioni

Valore contabile lordo/valore nominale

Riduzione di valore

Garanzie reali e garanzie

delle esposizioni oggetto

accumulata, variazioni

finanziarie ricevute a fronte

di misure di tolleranza

negative accumulate del fair

di esposizioni oggetto

value dovute al rischio di

di concessioni

credito e accantonamenti

Esposizioni oggetto di concessioni deteriorate

Esposizioni

Di cui:

Di cui:

A fronte di

A fronte di

Di cui

oggetto di

in stato

hanno

esposizioni

esposizioni

garanzie

concessioni

di default

subito una

oggetto di

oggetto di

reali e

in bonis

riduzione

concessioni

concessioni

garanzie

di valore

in bonis

deteriorate

finanziarie

ricevute a

fronte di

esposizioni

deteriorate

oggetto di

misure di

tolleranza

Prestiti e anticipazioni

16.818

1.495

1.495

1.495

(745)

(1.019)

Banche centrali

0

0

0

Amministrazioni pubbliche

1.139

0

(1)

0

Enti creditizi

0

0

0

Altre società finanziarie

0

0

0

Società non finanziarie

15.679

1.495

1.495

1.495

(744)

(1.019)

Famiglie

Titoli di debito

Impegni all'erogazione di

finanziamenti dati

Totale

16.818

1.495

1.495

1.495

(745)

(1.019)

0

L'esposizione classificata in forborne al 31 dicembre 2019 è interamente riferita a BFF Polska S.A. e alle sue controllate ed è sostanzialmente associabile a n. 4 controparti (96% dell'esposizione lorda complessiva in forborne). Rispetto al 31 dicembre 2018, l'ammontare è diminuito in misura rilevante a causa dell'incasso dell'esposizione riferita a una controparte classificata come performing forborne.

105

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Modello 3: Qualità creditizia delle esposizioni in bonis e deteriorate suddivisa per giorni di arretrato

Valore contabile lordo/valore nominale

Esposizioni in bonis

Esposizioni deteriorate

Non

Scadute

Inadem-

Scadute

Scadute

Scadute

Scadute

Scadute

Scadute

Di cui:

scadute

da

pienze

da

da

da

da

da

da

in stato

o scadute

> 30 giorni

probabili

> 90 giorni

> 180

> 1 anno

> 2 anni

> 5 anni

> 7 anni

di default

da

≤ 90 giorni

che non

≤ 180

giorni

≤ 2 anni

≤ 5 anni

≤ 7 anni

≤ 30 giorni

sono

giorni

≤ 1 anno

scadute o

che sono

scadute

da ≤ 90

giorni

Prestiti e anticipazioni

4.210.223

3.566.104

644.119

119.992

19.075

2.660

7.556

71.230

17.934

543

993

119.992

Banche centrali

78.302

78.302

0

Amministrazioni pubbliche

3.691.556

3.060.654

630.902

88.614

11.394

1.631

6.327

54.660

14.236

35

330

88.614

Enti creditizi

116.303

116.303

0

Altre società finanziarie

64.407

64.407

0

Società non finanziarie

243.615

230.691

12.924

29.496

7.402

1.014

1.229

16.200

3.424

205

22

29.496

Di cui PMI

46.768

45.918

850

12.144

3.520

945

1.094

6.392

192

12.144

Famiglie

16.039

15.746

294

1.882

279

14

371

274

303

641

1.882

Titoli di debito

1.078.918

1.078.918

0

0

0

0

0

0

0

0

0

Banche centrali

Amministrazioni pubbliche

1.078.918

1.078.918

Enti creditizi

Altre società finanziarie

Società non finanziarie

Esposizioni fuori bilancio

186.765

1.872

1.872

Banche centrali

Amministrazioni pubbliche

49.572

Enti creditizi

4.200

Altre società finanziarie

0

Società non finanziarie

132.993

1.872

1.872

Famiglie

Totale

5.475.907

4.645.022

644.119

121.864

19.075

2.660

7.556

71.230

17.934

543

993

121.864

Si veda la Sezione 7 per un dettaglio sulla classificazione delle esposizioni. Con riferimento all'esposi- zione scaduta, essa si riferisce prevalentemente a controparti pubbliche e la classificazione tra le non- performing exposure non è significativa di per sé di un effettivo incremento del grado di rischio.

106

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Modello 4: Esposizioni in bonis e deteriorate e relativi accantonamenti

Valore contabile lordo/valore nominale

Riduzione di valore accumulata, variazioni negative

Cancel-

Garanzie reali

accumulate del fair value dovute al rischio di credito

lazioni

e garanzie

e accantonamenti

parziali

finanziarie

accumu-

ricevute

late

Esposizioni in bonis

Esposizioni deteriorate

Esposizioni in bonis

Esposizioni deteriorate

A fronte

A fronte

- riduzione di valore

- riduzione di valore

di esposi-

di espo-

accumulata

accumulata, variazioni

zioni

sizioni

e accantonamenti

negative accumulate del fair

in bonis

deterio-

value dovute al rischio di

rate

credito e accantonamenti

Di cui:

Di cui:

Di cui:

Di cui:

Di cui:

Di cui:

Di cui:

Di cui:

stadio 1

stadio 2

stadio 2

stadio 3

stadio 1

stadio 2

stadio 2

stadio 3

Prestiti e anticipazioni

4.024.915

3.867.786

157.129

119.992

119.992

(3.764)

(2.318)

(1.446)

(13.832)

(13.832)

0

0

0

Banche centrali

Amministrazioni pubbliche

3.691.556

3.576.372

115.184

88.614

88.614

(791)

(771)

(20)

(563)

(563)

Enti creditizi

9.297

9.297

(2)

(2)

Altre società finanziarie

64.407

64.407

(44)

(44)

Società non finanziarie

243.615

201.946

41.670

29.496

29.496

(2.810)

(1.386)

(1.423)

(12.122)

(12.122)

Di cui PMI

46.768

46.768

12.144

12.144

(247)

(247)

(5.036)

(5.036)

Famiglie

16.039

15.764

276

1.882

1.882

(118)

(115)

(3)

(1.147)

(1.147)

Titoli di debito

996.159

996.159

(138)

(138)

Banche centrali

Amministrazioni pubbliche

996.159

996.159

(138)

(138)

Enti creditizi

Altre società finanziarie

Società non finanziarie

Esposizioni fuori bilancio

186.765

186.765

0

1.872

0

1.872

(561)

(561)

0

(21)

0

(21)

0

0

Banche centrali

Amministrazioni pubbliche

49.572

49.572

(1)

(1)

Enti creditizi

4.200

4.200

(3)

(3)

Altre società finanziarie

0

0

Società non finanziarie

132.993

132.993

1.872

1.872

(557)

(557)

(21)

(21)

Famiglie

Totale

5.207.839

5.050.710

157.129

121.864

0

121.864

(4.463)

(3.017)

(1.446)

(13.852)

0

(13.852)

0

0

0

Rispetto ai valori del 31 dicembre 2018 si evidenzia una contrazione di circa 15 milioni di euro degli NPE lordi (aumento di circa 11 milioni di euro per le controparti pubbliche e diminuzione di circa Euro 27 milioni per le controparti private). Tale contrazione risulta accompagnata da una diminuzione delle rettifiche di valore di 2,5 milioni di euro.

Anche con riferimento alle esposizioni in stage 2, esse subiscono un decremento, pari a circa 53 mi- lioni di euro (diminuzione di circa 72 milioni di euro per le controparti pubbliche e aumento di circa 18 milioni di euro per le controparti private).

107

III PILASTRO - INFORMATIVA AL PUBBLICO - ANNO 2019

Attestazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Carlo Zanni, dichiara, ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza, che l'informativa contabile contenuta nel presente documento corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Carlo Zanni

Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari

108

Progetto: ideogramma.it

bffgroup.com

Disclaimer

Banca Farmafactoring S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 30 aprile 2020. La fonte è unica responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 30 aprile 2020 19:14:00 UTC

MoneyController ti propone anche

Condividi