Bilanci
2024
Sommario
Il Gruppo Banca Ifis 6
Cariche sociali 7
Lettera del Presidente agli Azionisti 10
Lettera dell'Amministratore Delegato agli Azionisti 13
Relazione e Bilancio consolidato 2024 15
Relazione sulla gestione del Gruppo 17
Aspetti generali 19
Highlights 21
KPI di Gruppo 23
Contesto 24
Risultati per Settore di attività 33
Evoluzione trimestrale riclassificata 36
IAP - Indicatori Alternativi di Performance 37
Contributo dei Settori di attività ai risultati del Gruppo 39
Aggregati patrimoniali ed economici riclassificati del Gruppo 56
Principali rischi e incertezze 78
L'azione Banca Ifis 79
Fatti di rilievo avvenuti nel corso dell'esercizio 83
Eventi successivi alla data di riferimento del Bilancio consolidato 86
Informativa sulle tensioni internazionali 87
Evoluzione prevedibile della gestione 88
Andamento delle principali società del Gruppo 89
Rendicontazione di sostenibilità 91
Altre informazioni 338
Schemi di Bilancio consolidati 341
Stato patrimoniale consolidato 343
Conto economico consolidato 345
Prospetto della redditività consolidata complessiva 346
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2024 347
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2023 348
Rendiconto finanziario consolidato 349
Nota integrativa consolidata 351
Parte A - Politiche contabili 353
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato 401
Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato 449
Parte D - Redditività consolidata complessiva 465
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 466
Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato 547
Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda 551
Parte H - Operazioni con parti correlate 553
Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 556
Parte L - Informativa di Settore 561
Parte M - Informativa sul leasing 566
Informativa al pubblico Stato per Stato 569
Attestazioni e relazioni 573
Attestazione della Rendicontazione di sostenibilità al 31 dicembre 2024 ai sensi dell'art. 81-ter, comma 1, del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni 575
Attestazione del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2024 ai sensi dell'art. 154-bis, paragrafo 5, del D.lgs. 58 del 24 febbraio 1998 e dell'art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni 576
Relazione del collegio sindacale 577
Relazione della società di revisione alla Rendicontazione di sostenibilità 594
Relazione della società di revisione al Bilancio consolidato 599
Allegati al Bilancio consolidato 609
Raccordo tra prospetti contabili consolidati riclassificati e schemi di Bilancio consolidati 611
Glossario 615
Relazione e Bilancio d'esercizio 2024 629
Relazione sulla gestione 631
Aspetti generali 633
Highlights 634
KPI 635
Contesto 636
Aggregati patrimoniali ed economici riclassificati 637
Principali rischi e incertezze 651
L'azione Banca Ifis 652
Fatti di rilievo avvenuti nell'esercizio 655
Eventi successivi alla data di chiusura dell'esercizio 657
Informativa sulle tensioni internazionali 658
Evoluzione prevedibile della gestione 659
Altre informazioni 660
Proposta di distribuzione dell'utile dell'esercizio 662
Schemi di Bilancio 663
Stato Patrimoniale 665
Conto Economico 667
Prospetto della redditività complessiva 668
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31 dicembre 2024 669
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31 dicembre 2023 670
Rendiconto Finanziario 671
Nota integrativa 673
Parte A - Politiche contabili 675
Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale 712
Parte C - Informazioni sul conto economico 752
Parte D - Redditività complessiva 766
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 767
Parte F - Informazioni sul patrimonio 815
Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda 818
Parte H - Operazioni con parti correlate 819
Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 822
Parte L - Informativa di Settore 826
Parte M - Informativa sul leasing 827
Attestazioni e relazioni 831
Attestazione del Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2024 ai sensi dell'art. 154-bis, paragrafo 5, del D.lgs. 58 del 24 febbraio 1998 e dell'art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni 833
Relazione del collegio sindacale 834
Relazione della società di revisione al Bilancio d'esercizio 851
Allegati al Bilancio d'esercizio 859
Raccordo tra prospetti contabili riclassificati e schemi di Bilancio individuali 861
Elenco dei corrispettivi e dei servizi forniti dalla società di revisione e dalle entità appartenenti alla rete della società di revisione 865
Il presente documento è predisposto in formato PDF allo scopo di agevolare la lettura del Bilancio e non rappresenta la Relazione finanziaria annuale dell'esercizio 2024 del Gruppo Banca Ifis che deve essere redatta secondo quanto previsto dal Regolamento della Commissione Europea 815/2019 (c.d. Regolamento European Single Electronic Format - ESEF). Per adempiere agli obblighi di comunicazione previsti dalla Direttiva 2004/109/CE (c.d. direttiva Transparency), la Relazione finanziaria annuale predisposta nel formato "ESEF" viene pubblicata nei termini di legge.
Bilanci 2024
Il Gruppo Banca Ifis
10?4
Bilanci
Cariche sociali
-*•<•Banca Ifis
Cariche sociali e Società di revisione in carica all'approvazione dei Bilanci 2024
Presidente Onorario
Sebastien Egon Fürstenberg
Consiglio di Amministrazione
Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio
Vice Presidente Simona Arduini
Amministratore Delegato Frederik Herman Geertman (1)
Consiglieri Monica Billio
Nicola Borri Beatrice Colleoni Roberto Diacetti Roberta Gobbi Luca Lo Giudice
Antonella Malinconico Giovanni Meruzzi Paola Paoloni
Monica Regazzi
(1) All'Amministratore Delegato sono attribuiti i poteri per l'ordinaria amministrazione della Società.
Collegio Sindacale
Presidente Andrea Balelli
Sindaci Effettivi Annunziata Melaccio
Franco Olivetti
Sindaci Supplenti Marinella Monterumisi
Emanuela Rollino
Direzione Generale
Condirettori Generali Fabio Lanza
Raffaele Zingone
Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Massimo Luigi Zanaboni
Società di Revisione
PricewaterhouseCoopers S.p.A.
Ragione sociale Capogruppo: Banca Ifis S.p.A. Capitale Sociale: euro 53.811.095 i.v.
Membro FCI
Denominazione segnalante: Banca Ifis S.p.A. Ragione sociale entità controllante: La Scogliera S.A. Motivo cambio denominazione: nessuno
Sede segnalante: Venezia Forma giuridica: S.p.A. Paese registrazione: Italia
Principale luogo attività: Mestre - Venezia
Sede legale ed amministrativa: Via Terraglio, 63 30174 Mestre - Venezia Natura attività segnalante: Attività creditizia
ABI: 3205.2
Codice Fiscale e numero di iscrizione al Registro delle Imprese di Venezia: 02505630109 Partita IVA: 04570150278
Numero di iscrizione all'Albo delle Banche: 5508
Indirizzo Internet: https://www.bancaifis.it
Lettera del Presidente agli Azionisti
Gentili Azionisti,
Ernesto Fürstenberg Fassio
Presidente Banca Ifis S.p.A.
il 2024 è stato un anno complesso a livello globale. Nonostante tale complessità e l'elevata incertezza economica, abbiamo portato a termine, con successo, il Piano industriale triennale 2022-2024 e D.O.E.S. (Digital, Open, Efficient, Sustainable), accelerando il percorso di crescita sostenibile e di lungo periodo del Gruppo Banca Ifis. La crescita è avvenuta sotto tutti i profili rilevanti - economico finanziario, industriale e di sostenibilità - e ci ha consentito di generare valore a beneficio di tutti i nostri stakeholder anche in relazione alla dimensione ESG, pienamente organica, anche quest'ultima, al nostro modello strategico e operativo.
Qualche dettaglio in più in relazione a ciascuno dei tre profili (economico finanziario, industriale e di sostenibilità) elencati.
Partendo dalla dimensione economico-finanziaria, abbiamo superato tutti i principali target che ci eravamo prefissati con il nostro Piano industriale, sia in termini utile netto per ciascuno dei tre anni del suo arco temporale che in termine di utile cumulato del triennio 2022-2024. Quest'ultimo è risultato pari a 463 milioni di euro, superiore del 12% rispetto agli obiettivi. Per quanto riguarda i dividendi, anche grazie alla nuova dividend policy approvata nel 2023, abbiamo sensibilmente migliorato la nostra capacità di generare valore per i nostri azionisti, erogando 295 milioni di euro di dividendo nel triennio 2022-2024, un dato del 47% superiore rispetto all'obiettivo di piano fissato inizialmente a 200 milioni di euro.
Anche sotto il profilo industriale, abbiamo completato con successo l'implementazione del nuovo modello "Open" indicato nel piano: abbiamo attivato partnership commerciali con primari operatori (come ad esempio Fineco relativamente ai conti deposito, Banca Generali e Zurich Bank nel sostegno agli imprenditori), mentre sul fronte dell'innovazione abbiamo completato la roadmap di profonda trasformazione dei processi, grazie ai 76 milioni di euro di investimento che ci hanno permesso di diventare una organizzazione ancora più agile ed efficiente. Queste misure, insieme al dinamismo della rete commerciale, ci hanno permesso di conseguire risultati positivi, che hanno più che compensato il costo della raccolta aumentato per via di tassi di interesse superiori rispetto al passato.
L'integrazione della sostenibilità nel Piano Industriale ci ha permesso di liberare valore non solo economico e industriale, grazie a un articolato programma di iniziative che abbiamo realizzato in tutti gli ambiti della sostenibilità: ambientale, sociale e di governance, in linea con l'Agenda 2030 dell'ONU e i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile. Anche nel 2024, nel solco delle attività che il Gruppo ha avviato dal mio insediamento come Presidente, è proseguito il nostro sforzo per supportare le PMI nel proprio percorso di trasformazione sostenibile, con una particolare attenzione alla riduzione delle emissioni finanziate, per le quali abbiamo da anni definito un
obiettivo di azzeramento delle emissioni nette del portafoglio impieghi entro il 2050. Accanto ai prodotti per agevolare la transizione energetica e promuovere la mobilità sostenibile tra i nostri clienti - come il leasing di colonnine elettriche e impianti fotovoltaici rimovibili o il noleggio di flotte di e-bike - abbiamo ulteriormente sviluppato le partnership con le istituzioni italiane ed europee per sostenere gli investimenti innovativi delle PMI. Un esempio è rappresentato dall'accordo con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per l'attivazione di finanziamenti alle imprese per un totale di 300 milioni di euro, finalizzato alla promozione di iniziative per l'innovazione nell'ambito del "Piano Nazionale Transizione 4.0".
Le forti trasformazioni globali del nostro tempo rendono sempre più chiaro come la sfera sociale vada considerata di primaria importanza nella strategia di sostenibilità di un Gruppo come il nostro, confermando l'approccio distintivo che da anni abbiamo adottato su questi temi. Per questo, attraverso "Kaleidos", il Social Impact Lab che sviluppa progetti a elevato impatto sociale in tre aree - inclusione, cultura e territorio, benessere delle persone -abbiamo realizzato investimenti nel triennio di piano pari a 7 milioni di euro, in crescita rispetto ai 6 milioni di euro originariamente previsti, con i quali abbiamo realizzato oltre 40 progetti. Il supporto all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nella ricerca di terapie innovative di contrasto ai tumori maligni del sistema nervoso centrale e il supporto alla Fondazione Banco Alimentare Onlus per l'equivalente di 10 milioni di pasti sono continuati anche nel corso del 2024, coinvolgendo, in quest'ultimo caso, anche le Ifis People nella prima esperienza di volontariato aziendale. Grazie a questi progetti abbiamo ottenuto il prestigioso riconoscimento di miglior programma ESG in Europa nel segmento Small-Mid Cap, assegnato dalla società di ricerca indipendente Extel Intitutional Investors. Sempre quest'anno, la società MSCI ha riconosciuto ulteriormente il nostro posizionamento in ambito di sostenibilità con l'upgrade ad "AA" del nostro rating ESG, posizionandoci tra i leader del settore.
Per quanto riguarda i temi di diversità, equità e inclusione, il nostro impegno a riguardo, certificato secondo lo standard UNI PdR 125:2022, ci ha oggi portato ad una percentuale di donne in organico pari a oltre il 50% della forza lavoro e ad un Consiglio di Amministrazione a maggioranza femminile. Abbiamo inoltre formalizzato una politica per il contrasto alle discriminazioni, alle violenze e alle molestie sul luogo di lavoro, definendo obiettivi concreti da raggiungere entro il 2030. Accanto all'impegno verso le Ifis People, è proseguito il sostegno a iniziative per l'inclusione sociale nei territori in cui operiamo, grazie alla collaborazione, tra le altre, con le associazioni CAF e YOLK, che lavorano a favore di ragazzi svantaggiati sui territori di Milano e Roma, Fondazione Don Gino Rigoldi, che sostiene famiglie in difficoltà socioeconomica, e Articolo 3, operante nel carcere di Bollate.
Il supporto alla ricerca medico-scientifica è stato ulteriormente rafforzato con il rinnovo dell'impegno a favore del già citato Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e dell'Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM) per l'acquisto di due importanti strumenti di diagnostica e ricerca (una PET-TC e un microscopio Lightsheet), che permetteranno di rendere ancora più efficace le attività delle due organizzazioni. Abbiamo, infine, garantito il proseguimento delle attività della Fondazione Heal e del suo progetto "Taxi solidale", che assicura adeguati spostamenti per i giovani pazienti in cura presso strutture romane e del milanese.
Nella convinzione che la promozione dell'ecosistema culturale sia un elemento fondante per il supporto al territorio italiano, abbiamo ulteriormente sviluppato i progetti "Economia della Bellezza" e "Osservatorio sullo Sport System italiano", che raccontano il valore delle imprese che fanno della bellezza il proprio elemento distintivo e il contributo del sistema italiano dello sport al Paese. Proprio in questo ultimo ambito, anche nel 2024 abbiamo supportato i giovani atleti medagliati del CONI con l'erogazione di 160 mila euro di borse di studio e siamo stati al fianco del Torneo Ravano, la manifestazione scolastica giovanile sportiva più importante d'Europa.
Il nostro modello proprietario di misurazione d'impatto, sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Milano, ci permette di orientare con criteri oggettivi l'azione di Kaleidos verso progetti sempre più distintivi e di valore, quantificando l'impatto sulle comunità generato dalle attività a carattere sociale. I risultati della misurazione hanno mostrato come, in media, ogni euro investito da Banca Ifis in iniziative di sostenibilità ha generato oltre cinque euro di valore economico per la comunità .
Sempre quest'anno, abbiamo annunciato di voler rafforzare il nostro impegno nel mondo dell'arte, attraverso Ifis
art, un progetto da me ideato e fortemente voluto, che raccoglie tutte le iniziative realizzate dalla Banca per la
valorizzazione dell'arte, della cultura, della creatività contemporanea e dei relativi valori: dalla corporate collection al Parco Internazionale di Scultura, al progetto di recupero dell'opera di Banksy a Venezia e di restauro del Palazzo San Pantalon che la ospita.
Con l'obiettivo di integrare sempre più l'agenda sociale del Gruppo nel nostro modo di fare banca anche nel Settore Npl, abbiamo avviato, nel corso del 2024, un ambizioso progetto che mira a rafforzare il concetto di "social banking" e re-inclusione finanziaria nelle attività di recupero del credito, con la definizione di iniziative mirate a garantire un approccio sostenibile che offre al cliente la possibilità di "riabilitazione finanziaria".
Tutte queste iniziative ci hanno permesso di dimostrare in modo concreto e tangibile, anche nel corso di questo esercizio, la nostra volontà di generare un impatto economico, sociale e ambientale positivo, perseguendo l'approccio double bottom line che rappresenta la cifra distintiva della nostra Banca.
Ernesto Fürstenberg Fassio, Presidente di Banca Ifis S.p.A.
Lettera dell'Amministratore Delegato agli Azionisti
Frederik Geertman
Amministratore Delegato di Banca Ifis S.p.A.
Gentili Azionisti,
il 2024 è stato un anno positivo per Banca Ifis, che ha registrato utili in crescita a 162 milioni di euro e ricavi in aumento spinti dalla solidità del modello di business. In particolare, i ricavi del Commercial & Corporate Banking hanno beneficiato della nostra capacità di innovazione d'offerta e del dinamismo della rete commerciale. Questi elementi hanno consentito la crescita delle attività e hanno più che compensato la minore domanda di credito registrata da parte delle imprese italiane, anche a causa di livelli di tassi di interesse più elevati che in passato.
Sul fronte degli Npl, invece, i ricavi sono cresciuti grazie alla nostra storica capacità di recupero sui portafogli acquistati che ha beneficiato soprattutto del nostro approccio sociale al business e orientato al dialogo coi debitori, privilegiando accordi transattivi.
È proseguita la storica politica della Banca di prudenza nella gestione dei rischi, come testimoniato dagli Npe ratio lordi e netti, in miglioramento rispettivamente a 5,4% e 2,9%, con un grado medio di copertura del 48% (73% per gli Npl e 45% per gli UTP).
La crescita della Banca è stata realizzata rafforzando ulteriormente i coefficienti patrimoniali. Sia il CET1 Ratio, pari a 16,10%, che il Total Capital Ratio, pari al 18,11%, risultano in aumento rispetto al 2023 e ampiamente superiori agli standard richiesti dal Regolatore. La solida posizione di capitale ci ha inoltre consentito di distribuire dividendi totali per 111,5 milioni di euro, pari a 2,12 euro per azione, superiore di circa il 40% agli obiettivi del Piano industriale.
La crescita finanziaria è stata guidata da una forte accelerazione sul fronte industriale. Abbiamo completato il percorso di digital transformation che avevamo pianificato -- pilastro del piano industriale D.O.E.S. -proseguendo nel processo di digitalizzazione: dall'acquisizione, alla valutazione, alla contrattualistica, fino al post-vendita, tutte le fasi del rapporto con la PMI sono state digitalizzate attraverso diverse piattaforme, tra le quali "myIfis" e "Next". Per rafforzare la nostra infrastruttura digitale, per la quale abbiamo realizzato oltre 100 progetti nel corso del periodo di piano, abbiamo proseguito il percorso di ricerca e approfondimento, anche a livello internazionale, di soluzioni tecnologiche per essere sempre più efficienti e competitivi. Abbiamo proseguito nell'innovazione di prodotto con lo sviluppo di soluzioni mirate a sostenere la transizione sostenibile delle PMI, come il leasing nei comparti auto, mobilità elettrica ed energia sostenibile.
Altrettanto importanti sono i risultati raggiunti nell'ambito della sostenibilità: la Banca ha portato a compimento gli impegni definiti nell'ambito della transizione sostenibile definiti in arco di piano e dato seguito ai numerosi cambiamenti normativi che hanno accompagnato il 2024 (come l'entrata in vigore della direttiva c.d. Corporate Sustainability Reporting Directive). In materia ambientale, è proseguito il nostro impegno alla riduzione delle
emissioni di gas ad effetto serra dirette e indirette derivanti dalla nostra attività di finanziamento, così come puntualmente rendicontato nella Rendicontazione di sostenibilità e nel report TCFD del Gruppo, arrivato alla sua seconda edizione. Sotto il profilo sociale, su impulso della Presidenza, abbiamo continuato a supportare iniziative di valore per il territorio e le Ifis People. Un impegno, questo, che ci viene ormai riconosciuto da tutti gli stakeholder, e che si è confermato come elemento distintivo del nostro modo di agire.
Partendo da queste solide basi, siamo pronti a guardare con fiducia alle sfide del mercato in un 2025 che ci vedrà impegnati nella prosecuzione del nostro percorso di sviluppo di breve e lungo periodo.
Frederik Geertman, Amministratore Delegato di Banca Ifis S.p.A.
Relazione e Bilancio
@•BancaIfis
consolidato 20?4
Gruppo Banca Ifis | Relazione e Bilancio consolidato 2024
16
'/-
Bilanci
Relazione sulla gestione dei
Gruppo
*•<•Banca Ifis
Aspetti generali
La "Relazione e Bilancio consolidato 2024" comprende gli schemi di Bilancio consolidati, la correlata Nota
integrativa consolidata e la presente Relazione sulla gestione del Gruppo.
Gli schemi di stato patrimoniale e di conto economico, all'interno della presente Relazione sulla gestione del Gruppo, sono rappresentati in forma riclassificata, secondo criteri gestionali, al fine di fornire in modo tempestivo indicazioni sull'andamento generale del Gruppo fondate su dati economico-finanziari aggregati di rapida e facile comprensione.
Per consentire una lettura più immediata dei risultati, all'interno della Relazione sulla gestione del Gruppo viene predisposto un conto economico consolidato riclassificato sintetico. Si evidenzia che in relazione all'operazione di acquisizione di Revalea S.p.A. perfezionata in data 31 ottobre 2023 e l'ingresso della stessa nel perimetro di consolidamento (inizialmente come società standalone e poi come società incorporata a seguito della fusione per incorporazione di Revalea in Ifis Npl Investing avvenuta nel corso del 2024 con efficacia contabile e fiscale dal 1° gennaio 2024), i dati dell'esercizio ed in particolare quelli economici potrebbero risultare non pienamente comparabili con quelli dell'esercizio precedente. Tuttavia, si segnala che nei commenti alle singole voci è presentato, ove rilevante, il contributo della società acquisita.
Per maggiori dettagli sulla fusione in questione si veda la "Parte G - Operazioni di aggregazione aziendale
riguardanti imprese o rami d'azienda" della Nota integrativa consolidata.
I dettagli analitici delle riesposizioni effettuate e delle riclassificazioni rispetto agli schemi di Bilancio consolidato, conformi alla Circolare 262 della Banca d'Italia, sono forniti con distinti prospetti pubblicati tra gli allegati (si rimanda alla sezione "Allegati" della "Relazione e Bilancio consolidato 2024"), in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob con la Comunicazione n. 6064293 del 28 luglio 2006.
Le riclassificazioni e aggregazioni del conto economico consolidato riguardano le seguenti fattispecie:
-
le rettifiche/riprese di valore nette afferenti al Settore Npl sono riclassificate fra gli interessi attivi e proventi assimilati (e quindi all'interno della voce "Margine di interesse") nella misura in cui rappresentative dell'operatività di tale business e parte integrante del rendimento dell'attività di business;
-
gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri sono esclusi dal computo dei "Costi operativi";
-
le voci di costo e ricavo ritenute come "non ricorrenti" (ad esempio perché connesse direttamente o indirettamente ad operazioni di aggregazione aziendale, come il c.d. "gain on a bargain purchase" ai sensi dell'IFRS 3), sono esclusi dal computo dei "Costi operativi", e pertanto sono stornati dalle rispettive voci da Schema di Bilancio Circolare 262 (es. "Altre spese amministrative", "Altri oneri/proventi di gestione") e inseriti in una specifica voce "Oneri e proventi non ricorrenti";
-
gli oneri ordinari e straordinari introdotti a carico delle banche del Gruppo (Banca Ifis e Banca Credifarma) in forza dei meccanismi di risoluzione unico e nazionale (FRU e FRN) e del meccanismo di tutela dei depositi (c.d. DGS o FITD) sono esposti in una voce separata denominata "Oneri relativi al sistema bancario" (la quale è esclusa del computo dei "Costi operativi"), anziché essere evidenziati nelle voci "Altre spese amministrative" o "Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri";
-
sono ricondotti nell'ambito dell'unica voce "Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito":
-
le rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (ad eccezione di quelle relative al Settore Npl di cui al punto sopra) e ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
-
gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito riferiti a impegni e garanzie rilasciate;
-
gli utili (perdite) da cessione/riacquisto di finanziamenti al costo ammortizzato diversi da quelli del Settore Npl.
-
Per quanto attiene alle componenti patrimoniali si è provveduto ad effettuare aggregazioni senza effettuare alcuna riclassifica.
L'attribuzione ai Settori delle numeriche economico-patrimoniali è effettuata sulla base di criteri di riparto omogenei al fine di tenere conto sia della specificità dei diversi Settori sia della necessità di garantire un efficace monitoraggio delle performance aziendali nel tempo.
Inoltre, l'informativa di Settore relativamente alle componenti di conto economico riclassificato espone i risultati fino all'utile netto.
Highlights
|
PRINCIPALI DATI PATRIMONIALI CONSOLIDATI (in migliaia di euro) Cassa e disponibilità liquide |
CONSIS |
TENZE |
VARIAZIONE |
|
|
31.12.2024 |
31.12.2023 |
ASSOLUTA |
% |
|
|
505.016 |
857.533 |
(352.517) |
(41,1)% |
|
|
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
249.101 |
234.878 |
14.223 |
6,1% |
|
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
701.830 |
749.176 |
(47.346) |
(6,3)% |
|
Crediti verso banche valutati al costo ammortizzato |
703.763 |
637.567 |
66.196 |
10,4% |
|
Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato |
10.810.018 |
10.622.134 |
187.884 |
1,8% |
|
Totale attivo |
13.825.738 |
14.051.361 |
(225.623) |
(1,6)% |
|
Debiti verso banche |
1.443.250 |
2.717.139 |
(1.273.889) |
(46,9)% |
|
Debiti verso clientela |
7.001.763 |
5.814.624 |
1.187.139 |
20,4% |
|
Titoli in circolazione |
3.152.737 |
3.288.895 |
(136.158) |
(4,1)% |
|
Patrimonio netto consolidato |
1.748.146 |
1.693.699 |
54.447 |
3,2% |
|
PRINCIPALI DATI ECONOMICI CONSOLIDATI RICLASSIFICATI (in migliaia di euro) Margine di intermediazione |
ESERC |
IZIO |
VARIAZIONE |
|
|
2024 |
2023 |
ASSOLUTA |
% |
|
|
699.152 |
704.616 |
(5.464) |
(0,8)% |
|
|
Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito |
(37.670) |
(52.407) |
14.737 |
(28,1)% |
|
Risultato netto della gestione finanziaria |
661.482 |
652.209 |
9.273 |
1,4% |
|
Costi operativi |
(406.916) |
(394.648) |
(12.268) |
3,1% |
|
Oneri relativi al sistema bancario |
(8.136) |
(11.193) |
3.057 |
(27,3)% |
|
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri |
(478) |
(6.878) |
6.400 |
(93,1)% |
|
Oneri e proventi non ricorrenti |
(610) |
(2.919) |
2.309 |
(79,1)% |
|
Utile da cessioni di investimenti |
- |
986 |
(986) |
(100,0)% |
|
Utile (perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte |
245.342 |
237.557 |
7.785 |
3,3% |
|
Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente |
(82.168) |
(75.641) |
(6.527) |
8,6% |
|
Utile (perdita) d'esercizio |
163.174 |
161.916 |
1.258 |
0,8% |
|
(Utile) perdita d'esercizio di pertinenza di terzi |
(1.596) |
(1.806) |
210 |
(11,6)% |
|
Utile (perdita) d'esercizio di pertinenza della Capogruppo |
161.578 |
160.110 |
1.468 |
0,9% |
|
REDDITIVITA' COMPLESSIVA CONSOLIDATA (in migliaia di euro) Utile (perdita) d'esercizio |
31.12.2024 |
31.12.2023 |
|
163.174 |
161.916 |
|
|
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico |
(3.657) |
(4.561) |
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Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico |
3.102 |
19.815 |
|
Redditività complessiva consolidata |
162.619 |
177.170 |
|
Redditività complessiva consolidata di pertinenza di terzi |
(1.597) |
(1.806) |
|
Redditività complessiva consolidata di pertinenza della Capogruppo |
161.022 |
175.364 |
Per i commenti circa le dinamiche patrimoniali ed economiche si rimanda alla sezione "Aggregati patrimoniali ed economici riclassificati del Gruppo". Per quanto riguarda le dinamiche in termini di redditività complessiva e flussi finanziari, si rimanda rispettivamente alla Parte D della Nota integrativa consolidata e al Rendiconto finanziario consolidato all'interno degli "Schemi di Bilancio consolidati".
KPI di Gruppo
|
KPI DI GRUPPO PATRIMONIALI CET1 Ratio (1) |
2024 |
2023 |
VARIAZIONE |
|
16,10% |
14,87% |
1,23% |
|
|
Total Capital Ratio (1) |
18,11% |
17,44% |
0,67% |
|
Numero azioni capitale sociale (in migliaia) |
53.811 |
53.811 |
0,0% |
|
Numero di azioni in circolazione a fine esercizio (2) (in migliaia) |
52.572 |
52.468 |
0,2% |
|
Price/book value per share |
0,64 |
0,49 |
0,15 |
|
Dividendo per azione (3) |
2,12 |
2,10 |
0,02 |
-
Il CET1 e il Totale Fondi propri (Total Capital) includono gli utili maturati dal Gruppo Bancario al 31 dicembre 2024, al netto del relativo dividendo, inclusa la quota distribuita in acconto nel rispetto delle disposizioni di cui al comma 4 dell'art. 2433 del Codice civile.
-
Le azioni in circolazione si intendono al netto delle azioni proprie detenute in portafoglio.
-
I dati dell'esercizio 2024 sono composti dal totale di 1,20 euro per azione distribuito a titolo di acconto sul dividendo a novembre 2024 e di 0,92 euro per azione quale proposta di un saldo del dividendo per l'esercizio 2024 elaborata dal Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis.
|
KPI DI GRUPPO ECONOMICI ROE |
2024 2023 VARIAZIONE |
||
|
9,4% |
9,7% |
(0,3)% |
|
|
ROA |
1,2% |
1,1% |
0,1% |
|
Cost/Income ratio riclassificato |
58,2% |
56,0% |
2,2% |
|
Earnings per share (EPS) |
3,08 |
3,05 |
0,03 |
|
Payout ratio |
69,0% |
68,9% |
0,1% |
Contesto
Il contesto internazionale e l'economia italiana del 2024
Nello scorcio finale del 2024 è proseguita l'espansione dell'attività economica globale, seppure con andamenti territorialmente non omogenei e con il vero motore rappresentato dagli USA. Infatti, nel secondo e terzo trimestre del 2024 l'attività economica degli Stati Uniti ha continuato a espandersi, a tassi di crescita rispettivamente del 3% e 2,8%, trainata dai consumi delle famiglie. Questo ritmo di crescita porterà, secondo le stime OCSE, a un PIL statunitense in crescita del 2,8% sul totale dell'anno, il dato di gran lunga più elevato tra le economie avanzate e poco distante dalla crescita del 2,9% del 2023. Il forecast dell'OCSE, come riportato dalla Banca d'Italia nel Bollettino Economico di gennaio 2025, ci indica che l'economia mondiale nel complesso del 2024 dovrebbe espandersi del 3,2%.
Dal mese di agosto 2024 il costo dell'energia ha ricominciato a rappresentare un punto di attenzione: la media dei valori dell'indice TTF (il Title Transfer Facility è il principale mercato virtuale di riferimento per lo scambio del gas in Europa, e la media mensile è calcolata in base alle quotazioni giornaliere riferite al mese di fornitura) è aumentata del 24,2%. La causa è il combinato di due fattori: l'aumento della domanda con l'inizio della stagione fredda e, da fine dicembre 2024, l'interruzione dei flussi di gas russo verso l'Europa orientale attraverso l'Ucraina, blocco determinato dal mancato rinnovo dell'accordo di transito tra i due Paesi. Tuttavia, il rischio prospettico di fornitura sembra essere contenuto, come confermerebbe il moderato incremento nelle quotazioni dei contratti futures a un anno.
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Quotazioni del gas sul mercato TTF di Amsterdam |
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TTF Mese Media aritmetica delle quotazioni giornaliere riferite al mese di fornitura |
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|
Novembre 2024 |
0,431859 |
|
Ottobre 2024 |
0,386929 |
|
Settembre 2024 |
0,410759 |
|
Agosto 2024 |
0,347560 |
|
Luglio 2024 |
0,368235 |
|
Giugno 2024 |
0,339957 |
|
Maggio 2024 |
0,310607 |
|
Aprile 2024 |
0,287019 |
|
Marzo 2024 |
0,274705 |
|
Febbraio 2024 |
0,319574 |
|
Gennaio 2024 |
0,385473 |
Fonte: elaborazione Banca Ifis da sito web A2A.
Nei primi tre trimestri del 2024 il PIL prodotto dell'area Euro ha avuto una variazione congiunturale di +0,3%, +0,2% e +0,4% (fonte: Bollettino Economico della Banca d'Italia). Nel terzo trimestre la maggiore crescita è riconducibile a fenomeni specifici:
-
forte espansione in Irlanda ma temporanea perché derivante dalle scelte di allocazione geografica delle multinazionali degli investimenti in proprietà intellettuale;
-
sviluppo elevato in Spagna;
-
incremento in Francia per il beneficio portato dalla maggiore domanda connessa con i Giochi Olimpici, a conferma di quanto i grandi eventi possano avere un impatto importante anche a livello macro, con una tendenza particolarmente rilevante nello sport: la stima di Banca Ifis (approfondimento dell'Osservatorio
sullo Sport System italiano) su Parigi 2024 quantifica in 37 miliardi di euro di beneficio economico, immediato e differito, sul territorio.
A fronte dei driver appena citati, il PIL ha sostanzialmente ristagnato, invece, in Germania e in Italia e l'area Euro nel suo complesso ha risentito del contributo negativo della domanda estera.
I modelli di stima indicano un incremento solo modesto del PIL dell'area Euro nel quarto trimestre del 2024, in quanto l'industria si sarebbe mantenuta debole coerentemente al deterioramento della fiducia delle imprese in autunno. Negli ultimi mesi del 2024 si è attenuato anche l'impulso alla crescita fornito dall'attività nei servizi, che nel terzo trimestre aveva beneficiato del buon andamento della stagione turistica. Con riguardo, in particolare, alla produzione manifatturiera dell'area Euro, il volume ha registrato un calo significativo, addirittura scendendo al di sotto dei livelli rilevati prima della pandemia Covid-19, a causa della debolezza dell'industria tedesca, che incide per oltre un terzo sulla manifattura dell'area Euro e per quasi la metà sul comparto dei beni di investimento. Tale flessione è stata accentuata, inoltre, dai riflessi negativi sugli altri Paesi dell'area. All'andamento non favorevole della Germania contribuiscono tre cause principali:
-
il rialzo dei costi dell'energia ha colpito più duramente la produzione tedesca per la sua rilevanza nel
comparto chimico, settore produttivo con forti interconnessioni settoriali;
-
la debolezza della domanda globale di beni, la frammentazione degli scambi commerciali e la maggiore competizione dei produttori cinesi hanno penalizzato le imprese manifatturiere tedesche a causa della maggiore apertura commerciale della Germania;
-
le difficoltà del comparto automobilistico, che ha subito i contraccolpi sia di un diffuso calo della domanda sia della crescente concorrenza delle case automobilistiche cinesi. Gli investimenti del comparto automotive, inoltre, sono stati rallentati dall'incertezza indotta da una possibile reazione cinese ai dazi fissati sulle auto elettriche cinesi.
Dal lato della domanda, nel corso del 2024 l'area Euro ha visto un progressivo indebolimento dei consumi e, al contempo, gli investimenti avrebbero continuato a risentire di condizioni di finanziamento ancora restrittive. Secondo le proiezioni degli esperti dell'Eurosistema (dal sito della BCE: Proiezioni macroeconomiche per l'area dell'euro formulate dagli esperti dell'Eurosistema, dicembre 2024) il prodotto dell'area Euro si fermerebbe a una crescita del +0,7% nel 2024, previsione abbastanza in linea con il +0,8% stimato dall'OCSE.
In data 30 gennaio 2025 il Consiglio direttivo della BCE ha nuovamente ridotto, per la quinta volta da giugno 2024, i tassi di interesse ufficiali, a seguito della riduzione della pressione inflazionistica e della debole crescita dell'economia reale.
Gli effetti si sono fatti sentire da subito: da una parte, i tassi di interesse praticati sui conti depositi commercializzati in Italia (si veda prima tabella seguente) sono scesi, tra settembre 2023 (data in cui è stato raggiunto il picco dei tassi ufficiali) e dicembre 2024, di 54 punti base nei vincoli a 6 e 24 mesi e di 30 punti base per il vincolo a 60 mesi; dall'altra, i tassi praticati sulle erogazioni dei nuovi prestiti (si veda seconda tabella seguente) sono scesi, tra settembre 2023 e novembre 2024, di 75 punti base per le società non finanziarie, di 97 punti base per l'acquisto abitazioni e di 37 punti base per il credito al consumo del segmento famiglie.
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Tassi medi conti deposito per durata vincolo |
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Mese |
Durata vincolo |
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6 m |
12 m |
18 m |
24 m |
36 m |
48 m |
60 m |
|
|
giu-24 |
2,76% |
2,96% |
3,15% |
3,07% |
3,21% |
3,19% |
3,14% |
|
lug-24 |
2,80% |
3,07% |
3,16% |
3,14% |
3,25% |
3,09% |
3,24% |
|
ago-24 |
2,66% |
2,99% |
3,16% |
3,02% |
3,14% |
3,06% |
3,07% |
|
set-24 |
2,41% |
2,78% |
2,98% |
2,81% |
2,76% |
2,79% |
2,84% |
|
ott-24 |
2,43% |
2,67% |
2,91% |
2,66% |
2,74% |
2,68% |
2,62% |
|
nov-24 |
2,40% |
2,65% |
2,87% |
2,59% |
2,73% |
2,76% |
2,78% |
|
dic-24 |
2,23% |
2,45% |
2,69% |
2,49% |
2,58% |
2,76% |
2,68% |
Fonte: rilevazione Banca Ifis su Fogli Informativi pubblicati sui siti web.
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Tassi di interesse sulle erogazioni dei nuovi prestiti |
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Data dell'osservazione |
Prestiti per acquisto abitazioni a segmento famiglie (% su importo erogato) |
Credito al consumo a segmento famiglie (% su importo erogato) |
Prestiti alle società non finanziarie (% su importo erogato) |
|
giu-24 |
3,47% |
8,55% |
5,22% |
|
lug-24 |
3,40% |
8,79% |
5,29% |
|
ago-24 |
3,39% |
8,80% |
5,06% |
|
set-24 |
3,22% |
8,75% |
4,83% |
|
ott-24 |
3,18% |
8,70% |
4,75% |
|
nov-24 |
3,14% |
8,46% |
4,60% |
Fonte: Base dati Banca d'Italia - voce MIR0600.
Nel 2024 la dinamica del credito è rimasta nel complesso debole: la variazione sullo stock effettivo dei prestiti a clientela italiana residente (che tengono conto di rettifiche, cessioni e cartolarizzazioni per fornire una tendenza temporale coerente) è stata una riduzione dell'1,4% tra terzo trimestre 2024 e l'analogo periodo del 2023, mentre rispetto ai 24 mesi precedenti risulta una riduzione del 5,5%. Tale dinamica è da attribuire interamente al credito alle imprese che, nell'analogo periodo, hanno segnato un calo del 2,8% (calo del 9,4% rispetto settembre 2022) a fronte della crescita dello 0,4% del segmento famiglie.
Stock prestiti solo residenti Italia rettificati per tenere conto di cartolarizzazioni, altre cessioni, riclassificazioni, rettifiche di valore e variazioni del cambio - base 100 = t3 2019 - variazione percentuale rolling sui 12 mesi precedenti
Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi di Banca Ifis su dati Banca d'Italia. Il totale prestiti comprende le sole operazioni con la clientela residente, escluse le istituzioni finanziarie monetarie. Lo stock tiene conto di cartolarizzazioni, altre cessioni, riclassificazioni, rettifiche di valore e variazioni del cambio.
Questi andamenti continuano a rispecchiare una domanda di credito modesta, probabilmente condizionata da tassi che rimangono su livelli storicamente elevati (per le società non finanziarie il 4,60% delle erogazioni di novembre 2024 si confronta con l'1,06% di gennaio 2022) e una solida posizione di liquidità delle imprese italiane.
In ambito Unione Europea (UE), prosegue l'attuazione dei piani di ripresa e resilienza: dal 10 ottobre 2024 sono stati erogati 39 miliardi di euro in finanziamenti connessi con i piani nazionali di ripresa e resilienza (PNRR), con il totale degli esborsi arrivato a 306 miliardi di euro.
Concentrando l'attenzione sull'Italia, il prodotto ha ristagnato nel terzo trimestre del 2024, ancora frenato dalla debolezza della manifattura a fronte della lieve espansione dei servizi e delle costruzioni. Queste ultime, se da una parte hanno risentito del blocco o riduzione delle agevolazioni fiscali sul residenziale, dall'altra hanno beneficiato dell'attività derivante dai lavori pubblici finanziati tramite il PNRR. Positivi i segnali della produzione industriale nell'ultima parte dell'anno (Nota sull'andamento dell'economia italiana dell'Istat, gennaio 2025), che è risultata in aumento. I dati congiunturali più recenti (novembre 2024) mostrano che l'indice della produzione industriale ha segnato il secondo incremento consecutivo (+0,3% rispetto a ottobre). La crescita ha interessato tutti i principali settori industriali, eccetto i beni strumentali (-0,6%). Quest'ultimo dato è confermato dalle difficoltà del comparto leasing italiano: dal monitoraggio Assilea emerge che lo stipulato leasing e noleggio del 2024 è diminuito del 3,9% in valore e del 8,1% come numero di contratti. Il segmento strumentale, in particolare, ha ridotto del 9,5% gli importi stipulati, anche se un segnale positivo proviene dal numero di contratti, il quale è aumentato dell'1,5%, a dimostrazione della forte attenzione a investimenti e innovazione delle PMI pur in una congiuntura non totalmente positiva.
L'interscambio con l'estero ha, invece, inciso negativamente sulla crescita del PIL italiano, a causa della netta contrazione delle esportazioni di beni e servizi. Nei primi nove mesi del 2024 le esportazioni si sono ridotte dello -0,7% rispetto al 2023, con la diminuzione marcata, in particolare, nei prodotti tessili e dell'abbigliamento (-4,7%) e nell'automotive (-10,8%), mentre risultano in controtendenza i prodotti alimentari e beverage e delle attività manifatturiere diverse da tessile e moda. Il calo è interamente concentrato nel perimetro dei Paesi UE (-2,1% nei primi 11 mesi del 2024), e ha più che compensato l'incremento dello 0,8% dei Paesi Extra UE (nonostante il calo del 3,6% verso gli USA e del 21,1% nei confronti della Cina). Quest'ultimo è il segnale positivo di una capacità di diversificazione del sistema Italia, che ben lascia sperare per il futuro.
Come già indicato per l'area Euro, nelle stime della Banca d'Italia il prodotto italiano sarebbe rimasto debole anche
nel quarto trimestre del 2024. Si è protratta, pur attenuandosi, la fiacchezza nella manifattura, che si sarebbe
accompagnata a una dinamica ancora tenue degli investimenti e a un'attenuazione del contributo dei consumi dopo il balzo del trimestre precedente. In base alle proiezioni macroeconomiche più recenti, il PIL crescerà dello 0,5% nel complesso del 2024, rispetto ad una previsione relativamente più ottimistica dell'OCSE (dicembre 2024) di una crescita dello 0,8%.
Le proiezioni del biennio 2025-2026
Secondo le proiezioni pubblicate a dicembre dall'OCSE, nel 2025 il PIL mondiale crescerà del 3,3%, in linea con il 2024. Su queste previsioni gravano i rischi derivanti dall'acuirsi delle tensioni internazionali e l'effettiva direzione che prenderà la politica economica statunitense sotto la nuova amministrazione. L'intenzione degli USA di introdurre dei dazi influenzerà il commercio mondiale, come la recente istituzione dei dazi a Canada e Messico, successivamente sospesi, e di quelli sui prodotti cinesi. L'effetto dell'annuncio di questi interventi potrebbe, però, avere un effetto paradossale: se gli importatori decidessero di anticipare alcuni ordini, gli scambi mondiali potrebbero aumentare.
Senza tener conto delle ipotesi sulle politiche statunitensi, per il 2025 la Banca d'Italia stima il commercio mondiale di beni e servizi in aumento del 3,2%, dato allineato alla crescita del prodotto nonché alla dinamica del 2024. L'OCSE a dicembre 2024 ha pubblicato un forecast sostanzialmente analogo, stimando una crescita del PIL nel 2025 del 3,3%.
Prosegue in generale il processo di disinflazione e, in particolare, il dato aggiornato a dicembre 2024 dell'inflazione al consumo sui dodici mesi ha segnato:
-
un leggero rialzo negli Stati Uniti al 2,9%, dal 2,7% del mese precedente, anche se la componente di fondo è scesa;
-
una discesa al 2,5% nel Regno Unito;
-
un aumento al 2,9% in Giappone, in controtendenza con l'andamento globale.
Il processo di normalizzazione della politica monetaria prosegue: nella riunione di dicembre 2024, la Federal Reserve ha deciso un nuovo taglio dei tassi di riferimento di 25 punti base e si prevedono ulteriori tagli per 50 punti base entro dicembre 2025, con un ritmo più veloce di quanto anticipato nel settembre 2024. Più prudenti risultano gli approcci della Bank of England e della Banca del Giappone, che a dicembre 2024 hanno lasciato inalterati i tassi. Infine, la Banca Centrale Cinese ha confermato un orientamento monetario espansivo volto a sostenere la crescita economica in un contesto di domanda interna debole. Intervento che si affianca al nuovo piano di interventi per il 2025 volto a sostenere i consumi interni.
Nel forecast della Banca d'Italia il prodotto dell'area Euro si espanderà dell'1,1% nel 2025, che si confronta con il
+1,3% della previsione OCSE di dicembre 2024, del +1,4% nel 2026 e del +1,3% nel 2027. Si tratta di previsioni che sono state riviste al ribasso per le attese di una ripresa contenuta della spesa delle famiglie e delle esportazioni.
Nello stesso perimetro geografico, a dicembre 2024, secondo le stime preliminari, l'inflazione al consumo è aumentata al 2,4% in termini tendenziali, dal 2,2% a novembre 2024, per via della dinamica della componente energetica, tornata lievemente positiva.
L'inflazione di fondo, misurata al netto dei beni alimentari ed energetici, è rimasta stabile al 2,7%, mentre quella dei servizi resta su valori elevati, pari al 4%, sostenuta dalle voci i cui prezzi si adeguano con ritardo rispetto all'indice generale (ad esempio gli affitti di abitazioni e i servizi sanitari). Al contempo, è proseguito il calo tendenziale, iniziato nella primavera del 2023, dei prezzi alla produzione dei beni venduti sul mercato interno, grazie soprattutto al persistere della netta riduzione di quelli dei beni energetici. Secondo le proiezioni di dicembre degli esperti dell'Eurosistema, la crescita dei prezzi si collocherà al 2,1% nel 2025, all'1,9% nel 2026 e al 2,1% nel 2027. La politica di bilancio dei Paesi UE sarà restrittiva, seppur moderatamente, ma senza intaccare gli investimenti pubblici, che si prevede continueranno a crescere nel 2025 in quasi tutti gli Stati membri.
Le più recenti proiezioni della Banca d'Italia prefigurano un'accelerazione del PIL italiano nel triennio 2025-2027, tuttavia con ritmi di crescita contenuti di circa l'1% all'anno nella media del periodo (si veda tabella seguente) e in ribasso nel biennio 2025-2026 rispetto a quanto stimato a ottobre 2024. La crescita dovrebbe riprendere slancio
nella seconda parte del 2025 per l'attesa crescita di consumi ed esportazioni, che beneficeranno della ripresa del reddito disponibile e del commercio internazionale. Gli investimenti rallenteranno ulteriormente per gli effetti del ridimensionamento degli incentivi all'edilizia residenziale che il PNRR non riuscirà a compensare. Rispetto alle proiezioni pubblicate ad ottobre 2024, la crescita del PIL è rivista al ribasso nell'orizzonte 2025-2026 a causa dei dati meno favorevoli delle attese della domanda estera e di tassi di interesse leggermente più elevati.
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Crescita PIL sul periodo precedente: previsioni della Banca d'Italia e delle altre organizzazioni |
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Organizzazione/data |
2024 |
2025 |
2026 |
|
Banca d'Italia/dicembre |
0,5% |
0,8% |
1,1% |
|
Commissione Europea/novembre |
0,7% |
1,0% |
1,2% |
|
OCSE/dicembre |
0,5% |
0,9% |
1,2% |
|
FMI/ottobre |
0,7% |
0,8% |
0,7% |
|
Consensus Economics/dicembre |
0,5% |
0,7% |
0,9% |
Fonte: Banca d'Italia, Bollettino Economico n.1 2025.
Mercati di riferimento
Imprese
Nel quarto trimestre 2024 l'attività delle imprese è rimasta debole, ancora frenata dall'andamento del comparto manifatturiero. I servizi avrebbero continuato a espandersi, seppure lievemente, così come le costruzioni, grazie anche alle opere non residenziali legate al PNRR che sono riuscite a compensare il calo dell'attività sul residenziale a seguito del venir meno degli incentivi (es. Superbonus).
Le imprese italiane riportano un progressivo deterioramento dei livelli di produzione e degli ordini, sia nei dati già consuntivati sia nelle attese. Lo scenario meno positivo riguarderebbe principalmente le aziende che producono beni intermedi e strumentali, a seguito della frenata degli investimenti, come dimostrano i dati Assilea sul mercato del leasing e l'aumento della disponibilità di liquidità aziendale per il minore assorbimento di risorse. Riduzioni marcate hanno riguardato la fabbricazione dei mezzi di trasporto, che riflette la crisi del comparto, che in termini più generali interessa l'intera area Euro, indicata dalla diminuzione significativa (-12,1%) dell'export di "mezzi di trasporto" dei primi 11 mesi del 2024.
La carenza della domanda, tanto domestica quanto estera, delle nostre imprese "business-to-business" (c.d. "B2B") ha un evidente collegamento con la fiacchezza del ciclo manifatturiero nell'area Euro e, in particolare, in Germania: l'andamento dell'export verso questo Paese ha registrato, come dato cumulato a novembre 2024, una riduzione del 5,1% a livello di valore complessivo e un calo del 5% sulla voce "prodotti delle attività manifatturiere".
A fronte della debolezza degli investimenti nel 2024, risulta invece maggiormente positivo il dato prospettico: fatta eccezione per l'industria, è positivo il saldo tra la quota di aziende che si attendono per il 2025 un'espansione della spesa nominale per investimenti e quella delle imprese che ne indicano una riduzione. Il sentiment è più favorevole nelle costruzioni, dove oltre la metà delle aziende prevede di beneficiare dei provvedimenti connessi con il PNRR.
L'indice generale IPP (prezzi alla produzione dei prodotti industriali venduti sul mercato interno) ha registrato un rallentamento costante dei prezzi alla produzione, evidenziando una riduzione in termini di variazioni percentuali in ogni singolo mese del 2024, proseguendo il calo iniziato nel 2023 (-8,3% rispetto all'anno precedente), anche considerando che l'indice aveva avuto un aumento del 42,8% nel 2022. Ne consegue l'aspettativa di una minore pressione su margini e di una maggiore competitività delle nostre imprese.
La qualità del credito erogato alle imprese è rimasta buona, nonostante l'aumento dei tassi di mercato, il costo dell'energia e il paventato rischio di default sui crediti con garanzia statale concessi nel biennio pandemico per sostenere la liquidità. In particolare, nel terzo trimestre 2024 il tasso di deterioramento dei crediti alle imprese (fonte: elaborazione Market Watch Npl di Banca Ifis su base dati statistica di Banca d'Italia) si è mantenuto
pressoché stabile all'1,8% rispetto ai tre mesi precedenti (1,74% nel secondo trimestre 2024), anche se in moderata crescita rispetto al tasso di 1,3% del 2023. L'analisi di dettaglio dei nuovi flussi di deteriorato delle imprese ci restituisce un modesto incremento di 2,3 miliardi di euro rispetto ai flussi del 2023, principalmente attribuibile al comparto dei servizi (che rappresentano il 66% del totale). Andando maggiormente in dettaglio, sono i settori del commercio e del real estate che condizionano il trend del comparto dei servizi.
Utilizzando le più recenti previsioni macroeconomiche, la Banca d'Italia (Rapporto sulla stabilità finanziaria, novembre 2024) indica che la percentuale di debito riconducibile alle imprese vulnerabili (rientrano in questo raggruppamento le imprese con MOL negativo o con un rapporto tra oneri finanziari e MOL superiore al 50%) è prevista ridursi nel 2025 a circa il 33%. Tale calo, che conferma la stabilità finanziaria e la capacità di autofinanziamento delle imprese italiane, interesserebbe quasi tutti i settori e le diverse classi dimensionali di impresa.
Coerentemente, dal "Sondaggio congiunturale sulle imprese industriali e dei servizi" (fonte: Banca d'Italia, Rapporto sulla Stabilità finanziaria, edizione novembre 2024) è emerso un minore assorbimento di risorse finanziarie generate all'interno dell'azienda rispetto agli investimenti, con un conseguente incremento della liquidità nel secondo trimestre del 2024 che è arrivata a pesare il 25,2% del PIL, valore superiore di circa un punto percentuale a quello rilevato alla fine del 2023 e di quasi 4 punti percentuali nel confronto con il 2019. La stessa indagine riflette il sentiment diffuso tra gli imprenditori italiani: l'incidenza delle imprese che considerano le proprie riserve scarse a fronte delle esigenze operative, necessarie per l'ultima parte del 2024, è rimasta sostanzialmente invariata su livelli contenuti, anche per le aziende di minore dimensione.
Le Pmi, in particolare, hanno risposto alla survey utilizzata per il Market Watch Pmi (edizione 2024) di Banca Ifis dichiarando per l'8,5% che è migliorata rispetto ai 12 mesi precedenti, per il 77,4% che resterà invariata e solo per il 14% che peggiorerà, confermando così la percezione di solidità finanziaria.
Le Pmi italiane non sono state solo resilienti sulla finanza d'impresa ma anche dinamiche nel rafforzare la propria posizione di mercato. Infatti, in base a quanto rilevato dal Market Watch Pmi di Banca Ifis, da una parte nel 2024 è aumentata a oltre il 45% la penetrazione delle realtà che esportano, dall'altra la quota di Pmi che dichiarano che già investono o investiranno (entro l'anno successivo) in sostenibilità è aumentata di 4 punti percentuali arrivando al 60,4%. A conferma che la sostenibilità non è soltanto reputazione, nel 2024 le Pmi italiane hanno attivato politiche sempre più rigorose di selezione dei fornitori: è passata dal 16,4% dei 12 mesi precedenti al 20,3% la percentuale di aziende che lavorano esclusivamente con fornitori che adottano politiche per la sostenibilità.
Le realtà produttive italiane risultano anche attrattive: nel 2024 in Italia sono state finalizzate quasi 1.400 operazioni di aggregazione aziendale (fonte: Mergermarket), il 35% delle quali ha avuto acquirenti esteri, con in testa Stati Uniti, Germania e Regno Unito.
Dal già citato "Sondaggio congiunturale sulle imprese industriali e dei servizi" emerge inoltre una diminuzione della quota di imprese dell'industria che prevedono di chiudere l'esercizio in utile, soprattutto tra quelle caratterizzate da un maggiore peso delle esportazioni sul fatturato. Le aspettative degli analisti per il 2025 indicano un calo degli utili delle società quotate, rispetto a quelli attesi per la fine del 2024, particolarmente intenso nei settori più sensibili al ciclo economico, ossia beni di consumo discrezionali ed energia. Queste valutazioni ci dicono quanto "tecnologia" e "prodotto" saranno fondamentali per vincere la sfida della redditività, facendo leva su efficientamento e posizionamento di mercato, soprattutto internazionale.
Credito deteriorato (Npl)
L'analisi del comparto italiano del credito deteriorato richiede, innanzitutto, di contestualizzare le tendenze in ottica europea. Nel terzo trimestre del 2024, l'Npe ratio (rapporto tra credito deteriorato e stock dei finanziamenti) delle banche significative dell'area UE è sostanzialmente invariato verso il trimestre precedente (1,88% rispetto all'1,86% del secondo trimestre 2024). Tuttavia, rispetto all'inizio del 2023, sono in aumento sia lo stock di Npe (+19 miliardi di euro in valore assoluto) sia l'Npe ratio (da 1,75% a 1,88%), interrompendo una riduzione che durava ininterrottamente dal 2015 (Market Watch Npl di Banca Ifis, febbraio 2025). L'incremento del deteriorato è
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