COMUNICATO STAMPA
PRIMI NOVE MESI 2022
Banca Ifis: utile netto in crescita del 32% a 105,5 milioni di euro nei primi nove mesi del 2022
Il Consiglio di Amministrazione ha nominato Ernesto Fürstenberg Fassio Presidente di Banca Ifis e designato Sebastien Egon Fürstenberg Presidente onorario dello stesso istituto. Deliberata la distribuzione di un acconto sul dividendo per l'esercizio 2022 di 52,4 milioni di euro
- L'attività commerciale della Banca, in crescita in tutti i settori di riferimento, ha consentito di ottenere un risultato record sia sui ricavi (+10%) sia sugli incassi Npl (+13%).
- Raggiunto il massimo storico nei nove mesi anche per l'utile netto, al netto della PPA.
- Incrementate ulteriormente le riserve accantonate nel corso dei precedenti esercizi per consentire al Gruppo di far fronte ai potenziali rischi dovuti al rallentamento della crescita economica e allo scenario macro-economico visto in peggioramento.
- La solida posizione di capitale consente la distribuzione di 52,4 milioni di euro (1 euro per azione in circolazione, al lordo di eventuali ritenute di legge) di acconto sul dividendo 2022 che verrà messo in pagamento con data stacco cedola n. 26 (ex date) il 21 novembre 2022, data di legittimazione al pagamento del dividendo stesso (record date) il 22 novembre 2022 e data di pagamento (payment date) il 23 novembre 2022.
- Il CET1 ratio si attesta al 16,18%, includendo l'utile dei primi 9 mesi del 2022 al netto dell'acconto sul dividendo e della quota di dividendo prevedibile1, ed è ampiamente sopra i requisiti patrimoniali richiesti, pari all'8,65%.
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Confermato il target dell'utile netto di circa 120 milioni di euro per l'esercizio 2022.
Comunicati i target di riduzione delle emissioni finanziate entro il 2030 sul portafoglio creditizio rispettando gli impegni presi aderendo alla Net Zero Banking Alliance.
Risultati primi nove mesi 2022
Dati riclassificati2 - 1° gennaio 2022 / 30 settembre 2022
- Il margine di intermediazione è in crescita del 9,6% a 488,7 milioni di euro (445,9 milioni di euro al 30.09.2021) e beneficia di maggiori ricavi nel Settore Npl, pari a 200,9 milioni di euro (+9,0% rispetto al 30.09.2021) e nel Settore Commercial & Corporate Banking, pari a 225,2 milioni di euro (+5,8% rispetto al 30.09.2021).
- I costi operativi, pari a 278,5 milioni di euro (+7,9% rispetto a 258,2 milioni di euro del 30.09.2021), sono in aumento per le maggiori spese del personale (111,2 milioni di euro rispetto a 103,7 milioni di euro del 30.09.2021), principalmente per la crescita della remunerazione variabile e per il contributo, in termini di risorse, collegato all'acquisizione ex-Aigis, e le altre spese amministrative (171,5 milioni di euro rispetto a 161,7 milioni di euro del 30.09.2021) per maggiori costi legati al recupero dei portafogli Npl e ad alcuni progetti strategici del Gruppo.
- L'utile netto di pertinenza del Gruppo è pari a 105,5 milioni di euro, in crescita del 32% rispetto agli 80,2 milioni di euro dei primi nove mesi del 2021.
- Ai sensi dell'articolo 2 del Regolamento UE 241/2014.
- Le riclassificazioni e aggregazioni del conto economico consolidato riguardano le seguenti fattispecie:
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- le rettifiche/riprese di valore nette afferenti al Settore Npl sono riclassificate fra gli interessi attivi e proventi assimilati (e quindi all'interno della voce "Margine di interesse") nella misura in cui rappresentative dell'operatività di tale business e parte integrante del rendimento dell'attività di business;
- gli accantonamenti netti su fondi per rischi e oneri sono esclusi dal computo dei "Costi operativi";
- sono ricondotti nell'ambito dell'unica voce "Rettifiche di valore nette su crediti":
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- le rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (ad eccezione di quelle relative al Settore Npl di cui al punto sopra nella misura in cui rappresentative dell'operatività di tale business e parte integrante del rendimento dell'attività stessa) e ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
- gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito riferiti a impegni e garanzie rilasciate;
- gli utili (perdite) da cessione/riacquisto di finanziamenti al costo ammortizzato diversi da quelli del Settore Npl.
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- Costo del credito pari a 48,9 milioni di euro, in diminuzione rispetto a 60,3 milioni di euro del corrispondente periodo del 2021. Il dato include accantonamenti aggiuntivi a fronte del rischio macroeconomico, nonostante ad oggi non si rilevino segnali di deterioramento della qualità dell'attivo.
- Solida posizione di liquidità: circa 1 miliardo di euro al 30 settembre 2022 di riserve e attivi liberi finanziabili in BCE (LCR superiore a 1.000%).
Requisiti di capitale3
- CET1 pari a 16,18% (15,44% al 31 dicembre 2021) e TCR pari a 20,49% (19,63% al 31 dicembre 2021), calcolati includendo gli utili nei primi nove mesi del 2022 al netto dell'acconto sul dividendo e della quota di dividendo prevedibile.
Mestre, 10 novembre 2022 - Il Consiglio di Amministrazione ha nominato Ernesto Fürstenberg Fassio Presidente di Banca Ifis e designato Sebastien Egon Fürstenberg Presidente onorario dello stesso Istituto4, ai sensi dell'art. 10-bis dello Statuto.
"Desidero ringraziare il Consiglio di Amministrazione della Banca per la nomina a Presidente. Sono felice di poter proseguire il percorso avviato - ormai quasi quarant'anni fa - da mio padre. Lavorerò per innovare nella tradizione il nostro Gruppo", dichiara Ernesto Fürstenberg Fassio, Presidente di Banca Ifis.
Nella medesima seduta consiliare il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis ha approvato i risultati relativi ai primi nove mesi del 2022.
"I risultati dei primi nove mesi confermano ancora una volta la solidità del Gruppo, con un utile netto di 105,5 milioni di euro, in crescita del 32% rispetto allo stesso periodo del 2021. Si tratta di un dato che rappresenta un massimo storico per la nostra Banca5 e che è guidato principalmente dall'andamento dei ricavi6. Anche su questo fronte, infatti, registriamo i migliori nove mesi di sempre. Il nostro CET1 Ratio, pari al 16,18%, ci posiziona tra le migliori banche italiane in termini di solidità patrimoniale, una solidità che ci consente di premiare i nostri azionisti con la distribuzione di un acconto sul dividendo e di confermare l'utile netto target per l'esercizio 2022 di 120 milioni di euro, come previsto dal Piano Industriale", dichiara Frederik Geertman, Amministratore Delegato di Banca Ifis.
"La nostra forte posizione reddituale, patrimoniale e finanziaria mostra la resilienza del nostro business e la nostra capacità di affrontare efficacemente la complessità del contesto macro-economico. Registriamo infatti tassi di crescita superiori a quelli dei mercati di riferimento nel Factoring (+23%7 rispetto al +17% del mercato) e nel Leasing, con erogazioni in aumento del 35% rispetto al +9% del mercato. Questi numeri sono un segnale che la nostra rete commerciale sta lavorando concretamente per supportare i nostri clienti.
Registriamo infine un risultato che rappresenta un massimo storico anche sul fronte degli incassi Npl dei primi nove mesi, confermandoci come uno degli attori principali dell'Industry del credito deteriorato nel lavoro a supporto del sistema bancario italiano.
Continueremo a impegnarci nella realizzazione del nostro Piano Industriale puntando su innovazione e digitalizzazione, su una gestione sostenibile del nostro business sul fronte sociale e ambientale e sulla nostra costante volontà di crescere ed evolverci per trovare soluzioni efficaci e veloci, per essere sempre più la smart bank in grado di affrontare insieme ai nostri clienti le sfide che ci attendono", conclude Frederik Geertman.
I ricavi del Settore Commercial & Corporate Banking sono in crescita del +6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I volumi del Factoring e del Leasing, legati agli importi delle fatture e al prezzo dei beni sottostanti, hanno evidenziato una dinamica favorevole, riflettendo direttamente l'aumento dell'inflazione. La positiva esposizione al rialzo dei tassi di interesse, iniziata nel secondo trimestre del 2022, sarà più visibile nei prossimi trimestri. Il dinamismo della rete commerciale della Banca è stato evidenziato dai tassi di crescita superiori a quelli dei mercati di riferimento8: nei
- Il CET1, il Tier 1 e il Totale Fondi propri (Total Capital) al 30 settembre 2022 includono gli utili generati dal Gruppo Bancario nei primi nove mesi del 2022, al netto del dividendo. Gli utili generati computati a Fondi propri tengono conto anche del dividendo prevedibile ai sensi dell'art. 2 del Regolamento UE n. 241/2014.
- Sebastien Egon Fürstenberg ed Ernesto Fürstenberg Fassio amministratori non esecutivi e non indipendenti, eletti dalla lista presentata dal socio di maggioranza, non sono membri di alcun Comitato endo-consiliare. Alla data odierna, sulla base delle informazioni in possesso della Banca, (i) Sebastien Egon Fürstenberg è titolare direttamente di n. 52.000 azioni ordinarie Banca Ifis, rappresentative dello 0,096% del capitale sociale; e (ii) Ernesto Fürstenberg Fassio è titolare indirettamente, tramite La Scogliera S.A., di n. 27.174.347 azioni ordinarie Banca Ifis, rappresentative del 50,490% del capitale sociale.
- Al netto della PPA
- Al netto della PPA
- Escludendo la componente verso la PA il cui business è in corso di review in seguito alla Nuova Definizione di Default
- Fonte: Assifact e Assilea
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primi nove mesi del 2022 il turnover del Factoring (escludendo la componente verso la PA il cui business è in corso di review in seguito alla Nuova Definizione di Default) è cresciuto del 23% (rispetto al +17% del mercato) e le erogazioni del Leasing del +35% (rispetto al +9% del mercato).
Nel Settore Npl, i recuperi di cassa sui portafogli acquistati sono stati pari a 284 milioni di euro (+13% rispetto a 252 milioni di euro dei primi nove mesi del 2021). Procede in linea con le attese l'acquisto di portafogli Npl: nei primi 9 mesi dell'anno Banca Ifis ha acquistato 1,4 miliardi di euro in termini di GBV. I risultati preliminari dell'attività di review in corso sul portafoglio Npl per stimare i potenziali minori flussi di cassa derivanti dalla nuova normativa che incrementa da 750 euro a 1.000 euro la soglia minima di pignorabilità delle pensioni e derivanti dall'aumento dell'inflazione sulla raccolta stragiudiziale risultano gestibili nell'ambito della normale attività operativa del Gruppo.
La prudente politica di credito ha portato ad incrementare ulteriormente le riserve accantonate per far fronte ai potenziali rischi del rallentamento della crescita economica, nonostante ad oggi non si rilevino segnali di deterioramento. Tali riserve assorbono anche quelle accantonate per il Covid nel corso dei precedenti esercizi, le quali sono state riqualificate e non rilasciate. Il gross Npe ratio ed il net Npe ratio si attestano 7,4% e al 4,8%. I valori si attesterebbero rispettivamente al 5,3% ed al 2,7%, escludendo le riclassificazioni derivanti dall'applicazione della normativa sulla Nuova Definizione di Default ai crediti verso il Sistema Sanitario Nazionale, caratterizzati da un limitato rischio di credito e da lunghe tempistiche di pagamento.
Stante l'attuale situazione macro-economica, nazionale e sovranazionale, si ritiene che il Gruppo Banca Ifis sia in grado di chiudere l'esercizio 2022 con un risultato di 120 milioni di euro, in linea con il target previsto per il primo anno dal Piano Industriale 2022-2024.
Ai fini della realizzabilità del risultato netto consolidato atteso nel primo anno del sopra citato piano industriale 2022- 2024, sono state considerate anche le principali implicazioni derivanti dal contesto macroeconomico in essere, sia in termini di innalzamento dei tassi di interesse sia di possibili effetti dell'aumento dell'inflazione e del rallentamento economico registrato in Europa nonché le potenziali implicazioni connesse al business Npl derivanti dal cambiamento normativo relativo all'innalzamento della soglia minima di pignoramento delle pensioni. Non emergono elementi che ci facciano ritenere che ci possano essere significativi scostamenti nelle principali grandezze economiche del Gruppo tali da alterare le dinamiche fino ad oggi manifestatesi ed in misura tale da non permettere il raggiungimento del risultato netto alla fine dell'esercizio del Gruppo Banca Ifis.
Per quanto attiene alla distribuzione dei dividendi del Gruppo, in linea con quanto deliberato dall'ultima Assemblea degli azionisti (28 luglio 2022), in data odierna, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la distribuzione di un acconto sui dividendi 2022 complessivamente pari a 52.433.114 ossia pari a 1 euro (al lordo delle ritenute di legge) per ciascuna delle n. 52.433.114 azioni Banca Ifis emesse e in circolazione alla data odierna (e quindi escludendo le azioni proprie detenute dalla Banca). Nel caso in cui il numero totale delle azioni Banca Ifis in circolazione fosse oggetto di variazione, l'importo complessivo dell'acconto sul dividendo resterà immutato e quello unitario si intenderà automaticamente adeguato al nuovo numero di azioni in circolazione. L'acconto sul dividendo 2022 verrà messo in pagamento con data stacco cedola n. 26 (ex date) il 21 novembre 2022, data di legittimazione al pagamento del dividendo stesso (record date) il 22 novembre e data di pagamento (payment date) il 23 novembre 2022. Gli azionisti aventi diritto potranno riscuotere il dividendo presso i rispettivi intermediari.
A fronte della distribuzione dell'acconto, i coefficienti patrimoniali sia della Banca sia del Gruppo, si mantengono ampiamente superiori ai livelli minimi richiesti, con un CET1 Ratio individuale pari al 16,70% e consolidato pari al 16,18% e il Total Capital Ratio individuale pari al 21,99% e consolidato pari al 20,49%.
Si informa inoltre che la relazione del Consiglio di Amministrazione e il prospetto contabile al 30 settembre 2022 ex articolo 2433-bis c.c. - sulla base dei quali il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis ha deliberato la distribuzione dell'acconto sul dividendo e incluse all'interno del Resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2022 - sono messi a disposizione del pubblico presso la sede sociale della Banca, nonché sul meccanismo di stoccaggio autorizzato e sul sito web istituzionale della Banca, www.bancaifis.it, sezione "Investor Relations". Infine, ai fini della distribuzione dell'acconto sul dividendo, la società di revisione EY S.p.A. ha rilasciato in data odierna il parere previsto dall'articolo 2433-bis c.c. che sarà messo a disposizione dei soci presso la sede sociale della Banca.
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Principali dinamiche
DATI RICLASSIFICATI9
Il conto economico consolidato dei primi nove mesi del 2022 del Gruppo Banca Ifis chiude con un utile di pertinenza della Capogruppo di 105,5 milioni di euro.
Di seguito le principali voci economiche dei risultati relativi ai primi nove mesi del 2022 del Gruppo Banca Ifis.
Margine di intermediazione
Il margine di intermediazione si attesta a 488,7 milioni di euro, in crescita del 9,6% rispetto ai 445,9 milioni di euro del 30 settembre 2021. A tale risultato contribuiscono la crescita dell'Area Factoring, con 123,2 milioni di euro e un incremento del 14,5%, grazie all'aumento del margine di interesse e delle commissioni nette conseguenti all'andamento dei crediti gestiti e la buona tenuta dell'Area Leasing (42,6 milioni di euro, dato sostanzialmente in linea rispetto al 30 settembre 2021). In leggero calo del 4,1% rispetto al dato del 30 settembre 2021, con 59,3 milioni di euro, l'Area Corporate Banking & Lending.
Il margine di intermediazione del Settore Npl si attesta a 200,9 milioni di euro in crescita del 9,0% rispetto al 30 settembre 2021, soprattutto grazie alle buone performance della raccolta legale riconducibili principalmente al maggior numero di precetti e pignoramenti prodotti. Tale crescita è stata parzialmente controbilanciata dalle performance della raccolta stragiudiziale, le quali evidenziano una riduzione della contribuzione al margine rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente per effetto soprattutto della riduzione della raccolta degli accordi di pagamento (piani di rientro). In particolare, il contributo della gestione stragiudiziale è pari a 32,8 milioni di euro e la gestione legale ha fatto registrare un apporto di 58,9 milioni di euro.
Infine, l'attività sul portafoglio proprietario contribuisce alla crescita del margine di intermediazione con 7,1 milioni di euro, di cui 4,2 milioni di euro derivanti dall'attività di negoziazione e il residuo da maggiori dividendi su titoli in portafoglio. Analogamente, contribuisce positivamente al margine di intermediazione, con una crescita di 3,1 milioni di euro, anche il portafoglio di strumenti finanziari dell'Area Non Core.
Rettifiche di valore nette
Le rettifiche di valore nette per rischio di credito riclassificate includono gli accantonamenti per rischio di credito su garanzie rilasciate e gli utili/perdite da cessione di crediti. Al 30 settembre 2022 sono pari a 48,9 milioni di euro rispetto ai 60,3 milioni di euro dell'equivalente periodo del 2021, il cui dato includeva rettifiche per 17,0 milioni di euro sul Settore Npl, effettuate a seguito di un'analisi di dettaglio - all'epoca ancora in corso e poi conclusa a fine 2021 - svolta anche in risposta alla pandemia da Covid-19, in termini di maggiori tempi di incasso sulle posizioni caratterizzate principalmente da vintage più alta.
Costi operativi
I costi operativi sono pari a 278,5 milioni di euro, in crescita del 7,9% rispetto ai 258,2 milioni del 30 settembre 2021.
Il cost/income ratio è pari al 57,0% rispetto al 57,9% relativo a settembre 2021. Di seguito si riportano le principali componenti della voce:
- le spese per il personale sono pari a 111,2 milioni di euro. L'incremento del 7,3% è da ricondursi alle spese per la crescita della remunerazione variabile che erano state ridotte nel 2021 per la pandemia da Covid-
9 Le riclassificazioni e aggregazioni del conto economico consolidato riguardano le seguenti fattispecie:
- le rettifiche/riprese di valore nette afferenti al Settore Npl sono riclassificate fra gli Interessi attivi e proventi assimilati (e quindi all'interno della voce "Margine di interesse") nella misura in cui rappresentative dell'operatività di tale business e parte integrante del rendimento dell'attività di business;
- gli accantonamenti netti su fondi per rischi e oneri sono esclusi dal computo dei "Costi operativi";
- sono ricondotti nell'ambito dell'unica voce "Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito":
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- le rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relative ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (ad eccezione di quelle relative al Settore Npl di cui al punto sopra nella misura in cui rappresentative dell'operatività di tale business e parte integrante del rendimento dell'attività stessa) e ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva;
- gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per rischio di credito riferiti a impegni e garanzie rilasciate;
- gli utili (perdite) da cessione/riacquisto di finanziamenti al costo ammortizzato diversi da quelli del Settore Npl.
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19 e al diverso perimetro di Gruppo, collegato all'acquisizione ex Aigis Banca avvenuta a fine maggio 2021;
- le altre spese amministrative al 30 settembre 2022 sono pari a 171,5 milioni di euro, in crescita del 6,1% rispetto al corrispondente periodo del 2021, principalmente a causa dei maggiori costi legati ai progetti strategici del Gruppo;
- gli altri proventi netti di gestione, pari a 16,6 milioni di euro, registrano una diminuzione del 22,8% rispetto a settembre 2021. La variazione è da ricondursi principalmente alla inclusione nei dati dei primi nove mesi del 2021 di 3,4 milioni di euro di differenza positiva, emersa dal processo di allocazione a suo tempo provvisorio del prezzo di acquisto del ramo d'azienda ex Aigis Banca.
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri
Al 30 settembre 2022 gli accantonamenti netti a fondi per rischi e oneri presentano un saldo pari a 4,5 milioni di euro, in miglioramento rispetto al saldo di 8,1 milioni di euro al 30 settembre 2021, principalmente per la ripresa per 5,7 milioni di euro registrata nei primi nove mesi del 2022 sui fondi rischi connessi a garanzie contrattuali prestate.
L'utile netto di pertinenza della Capogruppo
Al 30 settembre 2022 l'utile netto di pertinenza della Capogruppo si attesta a 105,5 milioni di euro, in aumento di 25,4 milioni di euro (+31,6%) rispetto allo stesso periodo del 2021.
Focus sui singoli Settori
Di seguito le principali dinamiche dei singoli Settori che concorrono alla formazione dei risultati economico- patrimoniali al 30 settembre 2022.
L'utile netto del Settore Commercial & Corporate Banking è pari a 44,0 milioni di euro, inferiore rispetto al 30 settembre 2021 di 1,1 milioni di euro (-2,4%). Tale risultato è guidato dalla crescita del margine di interesse per 13,1 milioni di euro (+9,3%) e delle commissioni nette (+2,2 milioni di euro, pari al +3,6%) a cui si contrappongono la riduzione delle altre componenti del margine di intermediazione per 2,9 milioni di euro (-30,4%) e le maggiori rettifiche di valore nette per 10,9 milioni di euro (+35,4%).
Con riferimento al margine di intermediazione, esso deriva dall'effetto combinato delle varie Aree del Settore come di seguito illustrato:
- il contributo dell'Area Factoring ammonta, nei primi nove mesi del 2022, a 123,2 milioni di euro, in aumento del 14,5% rispetto al 30 settembre 2021. Tale risultato è dovuto al maggior contributo sia del margine di interesse (in aumento di 12,3 milioni di euro) sia delle commissioni nette (in aumento di 4,0 milioni di euro), che hanno beneficiato dell'andamento positivo dei crediti gestiti;
- il margine di intermediazione dell'Area Leasing risulta pari a 42,6 milioni di euro, in leggera flessione rispetto al dato del 30 settembre 2021(-0,6 milioni di euro, pari al -1,4%), dovuta per 0,4 milioni di euro alle minori commissioni nette e per 0,2 milioni di euro al minore margine di interesse;
- il margine di intermediazione dell'Area Corporate Banking & Lending, pari a 59,3 milioni di euro al 30 settembre 2022, risulta in diminuzione di 2,5 milioni di euro rispetto al 30 settembre 2021 (-4,1%). La variazione negativa è determinata dall'effetto combinato della crescita di 1,0 milioni di euro del margine di interesse (guidata dal positivo contributo del comparto Lending verso le PMI che ha più che compensato la riduzione del comparto Corporate Banking che, tra l'altro, risente del fisiologico minor contributo del rilascio di PPA) da minori commissioni nette per 1,3 milioni di euro (principalmente derivanti dal Corporate Banking), e dalla diminuzione per 2,2 milioni di euro delle altre componenti del margine di intermediazione riconducibili al comparto Corporate Banking. Il dato dei primi nove mesi del 2021 aveva inoltre beneficiato del contributo per circa 5 milioni di euro derivante dalla rivalutazione dell'investimento in una partecipazione di minoranza.
Le rettifiche di valore nette su crediti ammontano a 41,9 milioni di euro, in aumento di 10,9 milioni di euro rispetto al 30 settembre 2021. Tale variazione deriva principalmente da accantonamenti effettuati nei primi nove mesi del 2022 su singole posizioni deteriorate appartenenti al comparto delle PMI che maggiormente stanno risentendo dell'attuale contesto macroeconomico.
L'aumento sui costi operativi per 1,8 milioni di euro è principalmente dovuto a maggiori spese del personale per incremento complessivo delle remunerazioni, riconducibile sia al diverso perimetro di Gruppo, collegato
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Banca Ifis S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 10 novembre 2022 ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 10 novembre 2022 13:58:06 UTC.
