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«La Banca è ben posizionata per continuare il percorso di crescita anche nei prossimi anni. Particolare attenzione dovrà ora essere rivolta al cost/income e ai costi operativi senza impattare gli investimenti in innovazione digitale e tecnologia. Continueremo nell'acquisizione di portafogli NPL e a crescere nel settore Imprese con target PMI».
Luciano Colombini, AD Banca IFIS
Gruppo Banca IFIS
Utile netto di periodo a 29,9 milioni Margine di intermediazione a 130,1 milioni
Risultati primo trimestre 2019
DATI RICLASSIFICATI1: 1 gennaio - 31 marzo
•Utile netto di periodo del primo trimestre 2019 a 29,9 milioni di euro;
•Margine di intermediazione a 130,1 milioni di euro che conferma la crescita dei principali segmenti di business;
•Contributo della PPA come da attese in flessione a 17 milioni di euro, rispetto ai 31 milioni di euro del quarto trimestre 2018;
•Costi operativi a 74,4 milioni di euro che includono il consolidamento di FBS;
•Costo del credito (segmento Imprese) pari a 13,2 milioni di euro (88 punti base vs. 170 punti base dell'esercizio 2018), evidenzia una stabilizzazione dopo gli accantonamenti non ricorrenti del 2018;
Requisiti di capitale con il consolidamento in La Scogliera:
•CET 1: 10,29% che include il consolidamento di FBS. Il CET1 si conferma ben al di sopra
del requisito SREP dell'8,12%; TCR: 14,02% (14,01% al 31 dicembre 2018) verso un requisito SREP del 12,5%.
Requisiti di capitale senza il consolidamento in La Scogliera2:
• CET1: 13,53% (13,74% 31 dicembre 2018); TCR: 18,03% (18,20% al 31 dicembre 2018).
1 Le rettifiche di valore nette su crediti afferenti al settore NPL sono interamente riclassificate fra gli interessi attivi e proventi assimilati al fine di dare una rappresentazione maggiormente aderente alle peculiarità di tale business essendo esse parte integrante del rendimento complessivo.
2 I fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti di solvibilità consolidati al 31 marzo 2019 sono stati determinati avendo a riferimento i principi regolamentari contenuti nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013 recepiti nelle Circolari della Banca d'Italia n. 285 e n. 286 del 17 dicembre 2013. L'articolo 19 del CRR prevede ai fini prudenziali il consolidamento di Banca IFIS nella Holding La Scogliera. Con finalità informative si è provveduto a calcolare i medesimi indici senza includere gli effetti del consolidamento in La Scogliera. Pertanto, il totale fondi propri qui indicato è relativo al solo perimetro del Gruppo Banca IFIS, che dunque esclude gli effetti derivanti dal consolidamento ai fini prudenziali nella controllante La Scogliera S.p.A.
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COMUNICATO STAMPA RISULTATI PRIMI TRE MESI 2019 |
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Mestre (Venezia), 9 maggio 2019 - Il Consiglio di Amministrazione di Banca IFIS, riunitosi oggi sotto la presidenza di Sebastien Egon Fürstenberg, ha approvato i risultati relativi al primo trimestre 2019.
«Le mie prime impressioni della Banca sono di una realtà dinamica, innovativa e profittevole con un team coeso di manager giovani, capaci e con esperienze professionali complementari - spiega Luciano Colombini, Amministratore Delegato del Gruppo Banca IFIS -. I risultati trimestrali evidenziano un margine di intermediazione pari a 130 milioni di euro, ottenuto con il contributo di tutte le aree di business della Banca. Il business model della Banca è unico nel suo genere, con una buona diversificazione e specializzazione in diversi segmenti di mercato.
La strategia dovrà essere orientata alla crescita delle diverse business unit mantenendo un'attenzione particolare alla qualità dell'attivo e ai costi operativi. Nel settore NPL continueremo nell'acquisizione di portafogli e nel miglioramento dei processi di recupero, facendo leva anche sulla recente acquisizione di FBS che ci consentirà di proporci sul mercato come acquirenti e gestori per conto terzi di portafogli NPL anche nel segmento secured e corporate. Nel settore Imprese allargheremo l'offerta di credito e i servizi alle Piccole e Medie Imprese».
«Abbiamo un ottimo posizionamento per continuare a crescere nei prossimi trimestri come dimostrato, nel settore NPL, dalle posizioni in ODA (Ordinanze di Assegnazione) e in Secured e Corporate che solo nell'ultimo trimestre hanno riportato un incremento di oltre il 5% in termini di Gross Book Value. Il settore Imprese, attivo nel comparto delle PMI, uno dei più attraenti del mercato in termini di crescita e rendimento, presenta una buona diversificazione in termini settoriali, geografici e di clientela - continua l'Amministratore Delegato -. Nel primo trimestre 2019 l'utile netto di periodo si è attestato a 30 milioni di euro, mentre il costo del credito ha visto una normalizzazione dopo gli accantonamenti straordinari su alcune singole posizioni effettuate nel 2018».
«Particolare attenzione dovrà essere rivolta ora al cost/income e ai costi operativi senza impattare gli investimenti in tecnologia e nell'innovazione digitale e nel settore NPL necessari ad assicurare la nostra crescita futura.
Confermata la massima attenzione ai requisiti patrimoniali della Banca. Nel primo trimestre 2019, il CET1 è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al trimestre precedente attestandosi al 10,29%, pur includendo 41 milioni di euro di avviamento derivanti dall'acquisizione di FBS. Il CET1 si conferma ben sopra il requisito SREP dell'8,12% per il 2019. Total capital del 14,02% verso un requisito SREP del 12,5%.
La Banca si trova quindi ben posizionata per intraprendere il percorso di crescita dei prossimi anni in cui metterò il massimo impegno, contento di essere entrato a far parte di questa dinamica realtà. L'azionista di controllo ci ha confermato il suo supporto alla strategia e alla crescita della Banca» conclude Colombini.
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Principali dinamiche
DATI RICLASSIFICATI 1
Di seguito le principali voci economiche dei risultati del Gruppo Banca IFIS del primo trimestre 2019.
Margine di intermediazione
Il margine di intermediazione consolidato è pari a 130,1 milioni di euro, -6,7% rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio 2018. Il settore NPL si attesta a complessivi 62,6 milioni di euro (65,1 milioni di euro al 31 marzo 2018, -3,8%) per l'effetto combinato dovuto all'apporto positivo connesso al consolidamento del Gruppo FBS, compensato dall'entrata a regime del «modello massivo ante ODA» e dalla ricalibrazione del modello massivo della gestione stragiudiziale.
In contrazione il margine del settore Imprese, -15,3% rispetto al corrispondente periodo del precedente esercizio, dove ai risultati in crescita dell'area di business Crediti Commerciali (+1,8% rispetto al 31 marzo 2018) e dell'area di business Leasing (+9,2% rispetto al 31 marzo 2018) si contrappone il fisiologico minore contributo del "reversal PPA"3 nell'area Corporate Banking rispetto all'omologo periodo dell'esercizio precedente.
Rettifiche di valore nette1
Le rettifiche di valore nette per rischio di credito ammontano a 13,1 milioni di euro (rispetto a rettifiche nette per 11,0 milioni al 31 marzo 2018) e sono interamente riferite al settore Imprese. I maggiori accantonamenti del primo trimestre 2019 del settore Imprese, rispetto all'omologo periodo dell'esercizio precedente, sono in parte dovuti ad ulteriori accantonamenti su inadempienze probabili del settore delle costruzioni resi necessarie a seguito delle ulteriori evoluzioni avvenute nel periodo.
Costi operativi
Sono pari a 74,4 milioni di euro (73,4 milioni al 31 marzo 2018, +1,3%). Il cost/income ratio (rapporto tra costi operativi e margine di intermediazione) si attesta al 57,2% rispetto al 52,7% al 31 marzo 2018.
Le spese per il personale, pari a 31,4 milioni, si incrementano del 17,2% (26,8 milioni al 31 marzo 2018). In totale il numero dei dipendenti del Gruppo al 31 marzo 2019 è di 1.764 in crescita del 14,5% rispetto al corrispondente numero al 31 marzo 2018 (1.541 unità). Tale incremento comprende 100 risorse rinvenienti dall'inclusione nel perimetro di Gruppo delle controllate FBS S.p.A. e FBS Real Estate.
Le altre spese amministrative, pari a 43,3 milioni di euro contro i 46,6 milioni di euro al 31 marzo 2018, registrano un decremento del 7,1%. La variazione del periodo è legata all'effetto combinato dell'incremento dei costi connesso all'acquisizione del Gruppo FBS, più che compensato dalla riduzione dell'imposta di registro sostenuta per l'attività di recupero giudiziale dei crediti appartenenti al settore NPL che passa da 10,7 milioni di euro al 31 marzo 2018 a 5,6 milioni di euro al 31 marzo 2019.
L'utile netto del Gruppo
Al 31 marzo 2019 si attesta a 29,9 milioni di euro rispetto ai 37,9 milioni di euro al 31 marzo 2018, con un decremento del 20,9%.
1 Le rettifiche di valore nette su crediti afferenti al settore NPL sono interamente riclassificate fra gli Interessi attivi e proventi assimilati al fine di dare una rappresentazione maggiormente aderente alle peculiarità di tale business essendo esse parte integrante del rendimento complessivo.
3 Con "reversal PPA" si intende lo smontamento temporale del differenziale tra il valore di fair value determinato in sede di business combination e il valore contabile di bilancio dei crediti dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca, acquisito il 30 novembre 2016.
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COMUNICATO STAMPA RISULTATI PRIMI TRE MESI 2019 |
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Focus sui singoli settori
Con riguardo al contributo dei singoli settori alla formazione dei risultati economico-patrimoniali al 31 marzo 2019, si riportano di seguito le principali dinamiche:
•Il margine di intermediazione del settore Imprese, che contribuisce per il 51,2% al totale, si attesta a 66,6 milioni di euro con un decremento del 15,3% rispetto ai 78,6 milioni del corrispondente periodo del 2018, in quanto ai risultati in crescita nelle aree di business qui raggruppate si contrappone il minor contributo del "reversal PPA"3 nel comparto Corporate Banking (13,4 milioni di euro al 31 marzo 2019 contro i 19,0 milioni al 31 marzo 2018, -29,2%). Il totale dei crediti del settore Imprese al 31 dicembre 2018 è pari a 5.954,8 milioni di euro, in crescita dello 0,6% rispetto al 31 dicembre 2018.
•In particolare, l'area Crediti Commerciali realizza un margine di intermediazione pari a 40,6 milioni di euro (39,9 milioni di euro al 31 marzo 2018, +1,8%); il turnover del settore sale a 3,4 miliardi di euro (+19,1% rispetto al 31 marzo 2018), con un numero di imprese clienti in crescita dell'11,0% rispetto all'anno precedente. L'impiego puntuale dell'area Crediti
Commerciali si attesta a 3,6 miliardi di euro, +0,3% rispetto al 31dicembre 2018.
•Il Corporate Banking realizza un margine di intermediazione pari a 9,4 milioni di euro con un decremento del 60,1% dovuto sostanzialmente alla minore valutazione delle attività valutate al Fair Value per 7,8 milioni e al minore contributo del "reversal PPA"3 (13,4 milioni di euro vs 19,0 milioni al 31 marzo 2018). Tale diminuzione è fisiologica in quanto connessa alla progressiva estinzione naturale dei finanziamenti sottostanti ed è inoltre accentuata dagli effetti delle estinzioni anticipate occorse nel corrispondente periodo dell'esercizio precedente. L'impiego puntuale del settore Corporate Banking ammonta a 805,5 milioni di euro, +0,9% rispetto a fine 2018.
•Nel primo trimestre l'area di business Leasing ha registrato un margine di intermediazione pari a 13,6 milioni di euro in crescita del 9,2% rispetto al corrispondente periodo del 2018 principalmente per un minor impatto delle commissioni passive di intermediazione.
Le nuove erogazioni dei primi tre mesi dell'anno 2019 risultano pari a 165,1 milioni di euro (-3,9% rispetto al primo trimestre 2018) e riguardano principalmente il comparto autolease (-10,4% rispetto al primo trimestre 2018). L'ammontare dei crediti verso la clientela ammonta a 1.412,3 milioni di euro, +0,9% rispetto al 31 dicembre 2018.
•Il margine di intermediazione del settore NPL1, settore dedicato all'acquisizione e trasformazione di crediti non paganti in piani sostenibili di rientro prevalentemente unsecured, ammonta a 62,6 milioni di euro (65,1 milioni di euro al 31 marzo 2018, -3,8%). Tuttavia per una corretta comparazione dei risultati devono essere evidenziati i seguenti effetti:
▪Contributo al Risultato nello della gestione finanziaria del Gruppo FBS che nel primo trimestre 2019 ammonta a 8,2 milioni di euro.
▪Effetti negativi derivanti dall'entrata a regime del nuovo "modello massivo ante ODA" per 9 milioni di euro nel primo trimestre 2019 dovuti alla gestione all'interno dei modelli di valutazione delle inefficienze dei tribunali esterni (c.d. "haircut"), non ancora presenti invece nel primo trimestre 2018 per una mera questione temporale.
▪Effetti positivi nel primo trimestre 2018 per circa 3 milioni dovuti principalmente alla ricalibrazione dei modelli effettuate per tenere conto delle evoluzioni storiche osservate sia nella dinamica degli incassi sia nelle caratteristiche dei portafogli oggetto di acquisto non presenti nel primo trimestre 2019.
1Le rettifiche di valore nette su crediti afferenti al settore NPL sono interamente riclassificate fra gli interessi attivi e proventi assimilati al fine di dare una rappresentazione maggiormente aderente alle peculiarità di tale business essendo esse parte integrante del rendimento complessivo.
3 Con "reversal PPA" si intende lo smontamento temporale del differenziale tra il valore di fair value determinato in sede di business combination e il valore contabile di bilancio dei crediti dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca, acquisito il 30 novembre 2016.
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Al netto di tali effetti, il risultato della gestione finanziaria passerebbe da 62,1 milioni di euro a 63,5 milioni di euro al 31 marzo 2019 (+2,1%). Tale crescita è sostenuta dalle buone performance registrate dalla gestione dei portafogli in essere che ha comportato una migliore qualità degli accordi di pagamento sottoscritti, nonché dal maggior numero di precetti e pignoramenti prodotti.
Il valore nominale dei crediti gestiti al 31 marzo 2019 ammonta a 16,6 miliardi di euro mentre il valore netto ammonta a 1.123,4 milioni di euro. Gli incassi sono passati da 40,1 milioni di euro nel primo trimestre 2018 a 56,7 milioni al 31 marzo 2019.
La sommatoria dei flussi di cassa attesi lordi (ERC - Estimated Remaining Collections) è pari a circa 2,4 miliardi di euro.
Raccolta
Nel corso del primo trimestre 2019 il Gruppo ha proseguito nella sua strategia di consolidamento della raccolta wholesale al fine di garantire un miglior equilibrio rispetto alla raccolta retail e in linea con questa strategia nel corso del primo semestre dell'anno si è assistito ad operazioni sul mercato del debito con investitori istituzionali. Al 31 marzo 2019 la struttura del funding risulta così composta:
-64,2% clientela;
-12,8% ABS;
-12,2% titoli di debito;
-8,9% TLTRO;
-1,9% altro.
Quanto agli attivi a supporto della collateralizzazione di parte del funding si segnala che al 31 marzo 2019 il Gruppo detiene 423 milioni di euro di titoli di stato (411,3 milioni il loro fair value, +0,2% rispetto al 31 dicembre 2018), con duration contenute, classificate tra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
Di seguito la composizione delle attività deteriorate nette dei crediti valutati al costo ammortizzato del settore Imprese (che sono pari a 307,3 milioni di euro):
-le sofferenze nette ammontano a 67,8 milioni, sostanzialmente allineati ai 67,9 milioni di euro al 31 dicembre 2018 (-0,1%); il rapporto tra le sofferenze nette e gli impieghi netti si attesta al 1,1%, allineato al dato al 31 dicembre 2018. Il coverage ratio si attesta al 73,1% (73,0% al 31 dicembre 2018);
-le inadempienze probabili nette presentano un saldo di 150,2 milioni rispetto ai 147,5 milioni di euro al 31 dicembre 2018 (+1,9%); il coverage ratio si attesta al 38,0% rispetto al 36,9% al 31 dicembre 2018;
-le esposizioni scadute deteriorate nette ammontano a 89,2 milioni contro i 95,0 milioni di euro al 31 dicembre 2018 (-6,1%). Il coverage ratio delle esposizioni scadute deteriorate nette si attesta al 11,3% in linea con il dato al 31 dicembre 2018.
Complessivamente, il Gross NPE ratio del settore Imprese è pari a 9,5% (9,5% al 31 dicembre 2018) e il Net NPE Ratio è pari a 5,2% (5,2% al 31 dicembre 2018).
Patrimonio e ratio
Il patrimonio netto consolidato del Gruppo al 31 marzo 2019 si attesta a 1.489,3 milioni di euro rispetto ai 1.459,0 milioni del 31 dicembre 2018, con un incremento del 2,1%.
Il capitale primario di classe 1 (CET1) e il ratio Totale fondi propri consolidati con il consolidamento prudenziale in La Scogliera al 31 marzo 2019 si attestano per il CET1 al 10,29% (rispetto ai dati al 31 dicembre 2018 pari al 10,30%) mentre il Totale fondi propri consolidato si attesta al 14,02% (rispetto al 14,01% del dato al 31 dicembre 2018).
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Banca Ifis S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 09 maggio 2019. La fonte è unica responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 09 maggio 2019 14:06:00 UTC
