02/08/2019 - Banca Ifis S.p.A.: Gruppo Banca IFIS: utile netto di periodo a 68,3 milioni, margine di intermediazione a 279,2 milioni

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Gruppo banca ifis: utile netto di periodo a 68,3 milioni, margine di intermediazione a 279,2 milioni

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Gruppo Banca IFIS

Utile netto di periodo a 68,3 milioni Margine di intermediazione a 279,2 milioni

2° trimestre 2019: 1 aprile - 30 giugno

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DATI RICLASSIFICATI 1

  • Margine di intermediazione a 149,1 milioni di euro (+7,5% vs 2Q18);

  • Risultato netto della gestione finanziaria a 127,1 milioni di euro (+15,9% vs 2Q18);

  • Utile netto di periodo a 38,4 milioni di euro (+35,3% vs 2Q18);

Risultati 1° semestre 2019

DATI RICLASSIFICATI1: 1 gennaio - 30 giugno

«In questi primi sei mesi dell'anno la

Banca ha ben performato in tutte le

principali attività. Con il team stiamo già tracciando le linee guida del nuovo

  • Utile netto di periodo a 68,3 milioni di euro (+3,2% vs 1H18);

  • Margine di intermediazione a 279,2 milioni di euro (+0,4% vs 1H18);

    Piano industriale che presenteremo questo autunno e che sarà frutto di un

  • Contributo della PPA in flessione a 37,5 milioni di euro, rispetto ai 44,1 milioni del 30

    lavoro di squadra»

    giugno 2018;

  • Costi operativi a 138,4 milioni di euro (-4,0% vs 1H18);

  • Costo del credito (settore Imprese) pari a 34,6 milioni di euro (-11,3% vs 1H18);

Luciano Colombini, AD Banca IFIS

Requisiti di capitale con il consolidamento in La Scogliera:

  • CET 1: 10,81% (+0,52% vs 1Q2019) che include il consolidamento di FBS. Il CET1 si conferma al di sopra del requisito SREP dell'8,12%; TCR: 14,51% (14,01% al 31 dicembre 2018) verso un requisito SREP del 12,5%.

Requisiti di capitale senza il consolidamento in La Scogliera2:

  • CET1: 14,03% (13,74% al 31 dicembre 2018); TCR: 18,49% (18,20% al 31 dicembre 2018).

1 Le rettifiche di valore nette su crediti afferenti al settore NPL sono interamente riclassificate fra gli interessi attivi e proventi assimilati al fine di dare una rappresentazione maggiormente aderente alle peculiarità di tale business essendo esse parte integrante del rendimento complessivo.

2 I fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti di solvibilità consolidati al 30 giugno 2019 sono stati determinati avendo a riferimento i principi regolamentari contenuti nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013 recepiti nelle Circolari della Banca d'Italia n. 285 e n. 286 del 17 dicembre 2013. L'articolo 19 del CRR prevede ai fini prudenziali il consolidamento di Banca IFIS nella Holding La Scogliera. Con finalità informative si è provveduto a calcolare i medesimi indici senza includere gli effetti del consolidamento in La Scogliera. Pertanto, il totale fondi propri qui indicato è relativo al solo perimetro del Gruppo Banca IFIS, che dunque esclude gli effetti derivanti dal consolidamento ai fini prudenziali nella controllante La Scogliera S.p.A.

Mestre (Venezia), 2 agosto 2019 - Il Consiglio di Amministrazione di Banca IFIS, riunitosi oggi sotto la presidenza di Sebastien Egon Fürstenberg, ha approvato i risultati relativi al primo semestre 2019.

«In questi primi sei mesi dell'anno la Banca ha ben performato in tutte le principali attività evidenziando un business solido e risultati in linea con le aspettative - spiega l'amministratore delegato di Banca IFIS, Luciano Colombini -. In dettaglio, i numeri relativi all'ultimo trimestre evidenziano un utile netto in crescita a 38,4 milioni di euro (+35,3% sul secondo trimestre 2018) e un margine di intermediazione pari a 149,1 milioni (+7,5% sul secondo trimestre 2018) grazie al più che positivo contributo del business dei crediti Non performing (44% del totale) e del settore Imprese.

Sul fronte PMI siamo oggi ben posizionati e competitivi.

Quanto al business NPL, nel secondo trimestre, abbiamo registrato un aumento a due cifre dei recuperi di cassa sul nostro portafoglio NPL pari a +19% rispetto al primo trimestre (+66% la variazione tendenziale) per 67 milioni di euro. In questa prima metà del 2019, il Gruppo Banca IFIS ha firmato contratti di acquisizione per 700 milioni di nuovi NPL unsecured.

Al 30 giugno il portafoglio di proprietà del Gruppo Banca IFIS ammonta a 16,4 miliardi di valore nominale a cui si aggiungono 6,4 miliardi in gestione conto terzi, tramite la controllata FBS, per un ammontare complessivo di euro 22,8 miliardi (valore nominale).

Sotto il profilo dei requisiti patrimoniali, il CET 1 a fine giugno è salito al 10,81% (+0,52% sul precedente trimestre) grazie agli utili realizzati nei primi sei mesi dell'anno. Il livello è ben sopra l'8,12% richiesto dallo SREP.

Con il team stiamo già tracciando le linee guida del nuovo Piano industriale che presenteremo questo autunno e che sarà frutto di un lavoro di squadra» conclude Colombini.

Principali dinamiche

DATI RICLASSIFICATI 1

Di seguito le principali voci economiche dei risultati del Gruppo Banca IFIS del primo semestre 2019.

Margine di intermediazione

Il margine di intermediazione consolidato è pari a 279,2 milioni di euro, sostanzialmente in linea al corrispondente periodo dell'esercizio 2018, +0,4%. Il settore NPL si attesta a complessivi 127,7 milioni di euro (119,3 milioni di euro al 30 giugno 2018, +7,0%) mentre il margine del settore Imprese si attesta a 152,5 milioni di euro (165,1 milioni al 30 giugno 2018, -7,6%), dove ai risultati in crescita dell'area di business Crediti Commerciali (+3,7% rispetto al 30 giugno 2018) e dell'area di business Leasing (+7,6% rispetto al 30 giugno 2018) si contrappone il decremento del 34,2% dell'Area Corporate Banking prevalentemente a seguito del fisiologico minore contributo del "reversal PPA"3 rispetto all'omologo periodo dell'esercizio precedente.

Rettifiche di valore nette1

Le rettifiche di valore nette per rischio di credito nel primo semestre ammontano a 35,0 milioni di euro, in calo del 12,5% rispetto a rettifiche nette per 40,0 milioni al 30 giugno 2018 e sono quasi interamente riferite al settore Imprese. Gli accantonamenti sono riconducibili all'Area Crediti Commerciali per 27,3 milioni (28,6 milioni nel primo semestre 2018) e includono alcune rettifiche su posizioni già classificate ad inadempienza probabile appartenenti al comparto delle costruzioni.

Costi operativi

Sono pari a 138,4 milioni di euro (144,2 milioni al 30 giugno 2018, -4,0%). Il cost/income ratio (rapporto tra costi operativi e margine di intermediazione) si attesta al 49,6% rispetto al 51,8% al 30 giugno 2018.

Le spese per il personale, pari a 64,2 milioni, si incrementano del 15,7% (55,5 milioni al 30 giugno 2018). In totale il numero dei dipendenti del Gruppo al 30 giugno 2019 è di 1.793 in crescita del 13,7% rispetto al corrispondente numero al 30 giugno 2018 (1.577 unità). Tale incremento comprende 141 risorse rinvenienti dall'inclusione nel perimetro di Gruppo delle controllate Credifarma S.p.A., FBS S.p.A. e FBS Real Estate S.p.A..

Le altre spese amministrative, pari a 114,4 milioni di euro contro i 95,1 milioni di euro al 30 giugno 2018, includono l'onere di 30,9 milioni di euro relativo alla chiusura di alcuni contenziosi fiscali riconducibili alla ex controllata Interbanca, il cui impatto economico è integralmente compensato nella voce "altri proventi netti di gestione" - comprensivo anche del relativo effetto fiscale - a fronte dell'attivazione delle garanzie in essere.

Gli altri proventi netti di gestione (53,9 milioni di euro verso 11,3 milioni al 30 giugno 2018) includono gli effetti della citata attivazione delle garanzie in essere a fronte della chiusura di alcuni contenziosi fiscali per 38,5 milioni di euro al 30 giugno 2019; al netto di tale importo, gli altri proventi netti di gestione sono riferiti principalmente ai ricavi derivanti dal recupero di spese a carico di terzi, la cui relativa voce di costo è inclusa nelle altre spese amministrative, in particolare tra le spese legali e le imposte indirette, nonché da recuperi di spesa connessi all'attività di leasing.

L'utile netto del Gruppo

Al 30 giugno 2019 si attesta a 68,3 milioni di euro rispetto ai 66,2 milioni di euro al 30 giugno 2018, con un incremento del 3,2%.

1 Le rettifiche di valore nette su crediti afferenti al settore NPL sono interamente riclassificate fra gli Interessi attivi e proventi assimilati al fine di dare una rappresentazione maggiormente aderente alle peculiarità di tale business essendo esse parte integrante del rendimento complessivo.

3 Con "reversal PPA" si intende lo smontamento temporale del differenziale tra il valore di fair value determinato in sede di business combination e il valore contabile di bilancio dei crediti dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca, acquisito il 30 novembre 2016.

Focus sui singoli settori

Con riguardo al contributo dei singoli settori alla formazione dei risultati economico-patrimoniali al 30 giugno 2019, si riportano di seguito le principali dinamiche:

  • Il margine di intermediazione del settore Imprese, che contribuisce per il 54,6% al totale, si attesta a 152,5 milioni di euro con un decremento del 7,6% rispetto ai 165,1 milioni del corrispondente periodo del 2018, in quanto ai risultati in crescita nelle aree di business qui raggruppate si contrappone il minor contributo del "reversal PPA"3 (33,0 milioni di euro al 30 giugno 2019 contro i 40,5 milioni al 30 giugno 2018, -18,5%). Il totale dei crediti del settore Imprese al 30 giugno 2019 è pari a 5.934,1 milioni di euro, in crescita dello 0,3% rispetto al 31 dicembre 2018.

  • In particolare, l'area Crediti Commerciali realizza un margine di intermediazione pari a 83,3 milioni di euro (80,3 milioni di euro al 30 giugno 2018, +3,7%); il turnover del settore sale a 6,9 miliardi di euro (+13,7% rispetto al 30 giugno 2018), con un numero di imprese clienti in crescita del 4,9% (senza il positivo apporto di Credifarma) rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. L'impiego puntuale dell'area Crediti Commerciali si attesta a 3,6 miliardi di euro, -0,7% rispetto al 31 dicembre 2018.

  • Nel primo semestre l'area di business Leasing ha registrato un margine di intermediazione pari a 28,2 milioni di euro in crescita del 7,6% rispetto al corrispondente periodo del 2018, principalmente per effetto del miglioramento del margine di interesse a seguito di un incremento degli impieghi medi.

    Le nuove erogazioni dei primi sei mesi dell'anno 2019 risultano pari a 330,5 milioni di euro (-0,7% rispetto al primo semestre 2018) e riguardano principalmente il comparto autolease. L'ammontare dei crediti verso la clientela ammonta a 1.430,4 milioni di euro, +2,2% rispetto al 31 dicembre 2018.

  • Il Corporate Banking realizza un margine di intermediazione pari a 34,5 milioni di euro con un decremento del 34,2% dovuto sostanzialmente alla minore valutazione delle attività valutate al Fair Value per 13,8 milioni e al minore contributo del "reversal PPA"3 (31,3 milioni di euro vs 35,8 milioni al 30 giugno 2018). Tale diminuzione è fisiologica in quanto connessa alla progressiva estinzione naturale dei finanziamenti sottostanti. L'impiego puntuale del settore Corporate Banking ammonta a 758,6 milioni di euro, -5,0% rispetto a fine 2018.

Il margine di intermediazione del settore NPL1 ammonta a 127,7 milioni di euro (119,3 milioni di euro al 30 giugno 2018, +7,0%).

La voce "Interessi attivi da costo ammortizzato", riferita agli interessi che maturano al tasso di interesse effettivo originario, passa da 45,8 milioni di euro a 63,0 milioni di euro con un incremento del 37,6% dovuto principalmente all'aumento delle masse di crediti al costo ammortizzato, in cui l'apporto maggiore è da ricondursi per 31,2 milioni al bacino dei precetti, pignoramenti e ODA, e per 11,8 milioni al bacino dei piani di rientro. Si segnala inoltre che tale voce è riferita per 3,7 milioni alla neo acquisita FBS.

La voce "Interessi attivi da variazione di cash flow" include l'effetto economico derivante della variazione dei cash flow attesi in funzione dei maggiori o minori incassi realizzati o attesi rispetto alle precedenti previsioni e passa da 76,8 milioni di euro a 62,7 milioni di euro con un decremento del 18,4%; a tale voce concorrono il contributo dei piani di rientro per circa 31,6 milioni di euro, il contributo delle azioni di precetto, pignoramento e ODA per circa 33,2 milioni di euro e il bacino secured e corporate per circa 11 milioni di euro. Si segnala che tale voce è riferita per 5,1 milioni di euro alla neo acquisita FBS.

La crescita del costo della raccolta è dovuta a maggiori interessi passivi figurativi attribuiti dal settore Governance & Servizi, sia a seguito dei maggiori volumi intermediati, sia a seguito dell'aumento del tasso interno di trasferimento.

1 Le rettifiche di valore nette su crediti afferenti al settore NPL sono interamente riclassificate fra gli Interessi attivi e proventi assimilati al fine di dare una rappresentazione maggiormente aderente alle peculiarità di tale business essendo esse parte integrante del rendimento complessivo.

3 Con "reversal PPA" si intende lo smontamento temporale del differenziale tra il valore di fair value determinato in sede di business combination e il valore contabile di bilancio dei crediti dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca, acquisito il 30 novembre 2016.

La crescita della voce commissioni nette è quasi integralmente dovuta all'apporto della neo acquisita FBS e relativa alla attività di servicing del Gruppo a fronte di un portafoglio gestito di 6,4 miliardi di euro.

Infine gli utili da cessione crediti registrano una vigorosa crescita nel primo semestre 2019, attestandosi a 7,9 milioni di euro rispetto a 2,0 milioni di euro del primo semestre 2018. Le cessioni sono relative a portafogli rappresentati da code di lavorazione con un valore di costo ammortizzato pari a 3,0 milioni di euro.

Il valore nominale dei crediti gestiti al 30 giugno 2019 ammonta a 16,4 miliardi di euro mentre il valore netto ammonta a 1.173,9 milioni di euro. Gli incassi sono passati da 80,7 milioni di euro nel primo semestre 2018 a 123,9 milioni al 30 giugno 2019.

La sommatoria dei flussi di cassa attesi lordi (ERC - Estimated Remaining Collections) è pari a circa 2,4 miliardi di euro.

Di seguito si riporta la composizione delle principali voci patrimoniali del Gruppo Banca IFIS al 30 giugno 2019.

Crediti verso clientela valutati al costo ammortizzato

Il totale dei crediti verso la clientela valutati al costo ammortizzato è pari a 7.343,9 milioni di euro, in linea con il saldo al 31 dicembre 2018 (+0,4%). A fronte di una crescita del settore NPL del 7,4%, anche grazie al contributo del Gruppo FBS, e una crescita più contenuta del settore Imprese (+0,3% rispetto al saldo del 31 dicembre 2018) si registra una flessione di circa 66,7 milioni di euro (pari a -22,0%) del portafoglio del settore Governance & Servizi. Questa diminuzione è strettamente connessa alla chiusura di un'operazione di pronti contro termine per 49,8 milioni di euro, il rimborso di 19,8 milioni di euro relativi ad operazioni di cartolarizzazione, di cui 13,8 milioni relativi ad una operazione supportata da garanzia dello Stato (GACS), nonché per il normale ammortamento di portafogli in run-off.

Di seguito la composizione delle attività deteriorate nette dei crediti valutati al costo ammortizzato del settore Imprese (che sono pari a 314,6 milioni di euro):

  • - le sofferenze nette ammontano a 71,6 milioni, in aumento del 5,4% rispetto ai 67,9 milioni di euro al 31 dicembre 2018 pur mantenendo sostanzialmente stabile il rapporto tra le sofferenze nette e gli impieghi netti (1,2% rispetto al dato di 1,1% del 31 dicembre 2018). Il coverage ratio si attesta al 68,9% rispetto al 73,0% al 31 dicembre 2018, variazione guidata anche dai write off di esposizioni interamente svalutate effettuati nel periodo;

  • - le inadempienze probabili nette presentano un saldo di 139,6 milioni in diminuzione rispetto ai 147,5 milioni di euro al 31 dicembre 2018 (-5,3%), anche a seguito dell'aumento nel coverage medio che si attesta al 42,5% al 30 giugno 2019 rispetto al 36,9% al 31 dicembre 2018;

  • - le esposizioni scadute deteriorate nette ammontano a 103,4 milioni contro i 95,0 milioni di euro al 31 dicembre 2018 (+8,9%) con un coverage ratio del 8,6% rispetto al 11,3% al 31 dicembre 2018; l'incremento delle esposizioni scadute deteriorate è prevalentemente riferibile al settore pubblico che presenta livelli di copertura inferiori rispetto al settore privato.

Complessivamente, il Gross NPE ratio del settore Imprese è pari a 9,4% (9,5% al 31 dicembre 2018) e il Net NPE Ratio è pari a 5,3% (5,2% al 31 dicembre 2018).

Raccolta

Nel corso del primo semestre 2019 il Gruppo ha proseguito nella sua strategia di consolidamento della raccolta wholesale al fine di garantire un miglior equilibrio rispetto alla raccolta retail. Al 30 giugno 2019 la struttura del funding risulta così composta:

  • - 60,7% clientela;

  • - 14,4% ABS;

  • - 12,0% titoli di debito;

  • - 8,7% TLTRO;

  • - 4,2% altro.

Disclaimer

Banca Ifis S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 02 agosto 2019. La fonte è unica responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 02 agosto 2019 16:51:15 UTC

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