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18/12/2019 - Banca Popolare di Cividale Scpa: CIVIBANK - RISULTATI AL 30 SETTEMBRE 2019

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Civibank - risultati al 30 settembre 2019

Relazione finanziaria

al 30 settembre 2019

Società Cooperativa per Azioni - fondata nel 1886

Sede Sociale e Direzione Generale: Via sen. Guglielmo Pelizzo, 8-1; 33043 Cividale del Friuli; Tel. 0432.7071; Telefax 0432.730370

Iscriz. Albo Bankit n. 5758.8.0; Cod. ABI 05484.1; Codice Fiscale/Partita IVA/ Registro Imprese di Udine 00249360306;

Capitale Sociale al 31/12/2018 € 50.913.255,00 - Internet www.civibank.it- E-mail: info@civibank.it

Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Sommario

Introduzione ...........................................................................................................................................................

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Dati di sintesi e indicatori di bilancio intermedio abbreviato al 30 settembre 2019.........................................

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Relazione intermedia di gestione al 30 settembre 2019.......................................................................................

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Bilancio intermedio abbreviato...........................................................................................................................

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Prospetti contabili ................................................................................................................................................

12

Note illustrative ....................................................................................................................................................

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Rapporti con parti correlate ...............................................................................................................................

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Relazione della Società di Revisione ..................................................................................................................

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Organi sociali della Banca di Cividale

Consiglio di Amministrazione

Presidente

Michela Del Piero

Vice Presidenti

Andrea Stedile

Guglielmo Pelizzo

Consiglieri

Alberto Agnoletto

Manuela Boschieri

Massimo Fuccaro

Riccardo Illy

Franco Sala

Livio Semolič

Collegio Sindacale

Presidente

Pompeo Boscolo

Membri effettivi

Gianluca Pico

Gianni Solinas

Membri supplenti

Pietro Cicuttini

Chiara Repetti

Comitato dei Probiviri

Presidente

Renzo Zanon

Membri effettivi

Lorenzo Cozzarolo

Giampaolo Piccoli

Alessandro Rizza

Eugenio Scarbolo

Membri supplenti

Giuseppe Bertolo

Valentino Custrin

Direzione Generale

Direttore Generale

Federico Fabbro

Vice Direttore Generale Vicario

Gianluca Picotti

Vice Direttore Generale

Gabriele Rosin

Società di revisione legale dei conti

KPMG S.p.A.

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Banca di Cividale SCpARelazione finanziaria al 30 settembre 2019

Introduzione

La Relazione finanziaria al 30 settembre 2019, come più specificamente indicato nel capitolo "Politiche contabili", è redatta con l'applicazione dei criteri di rilevazione e di valutazione previsti dai principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e delle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC), omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002. Si segnala, in particolare, a partire dal 1° gennaio 2019, la prima applicazione del principio contabile IFRS 16 - Leasing.

La Relazione Finanziaria è composta dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto e dal Rendiconto finanziario corredati dalle relative Note Illustrative (Bilancio Intermedio Abbreviato al 30 settembre 2019) e da una Relazione sull'andamento della gestione

Il Bilancio Intermedio abbreviato al 30 settembre 2019 è sottoposto a revisione contabile limitata da parte della società di revisione KPMG.

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Dati di sintesi e indicatori di bilancio intermedio abbreviato al 30 settembre 2019

(*) Calcolato come rapporto tra le rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti e gli impieghi stimabili a fine esercizio.

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Fig. 1

Banca di Cividale SCpARelazione finanziaria al 30 settembre 2019

Relazione intermedia di gestione al 30 settembre 2019

Executive summary1

Nei primi nove mesi dell'anno la crescita dell'economia a livello globale e gli scambi commerciali hanno subito un rallentamento, determinato in particolare dalla decelerazione del PIL nelle maggiori economie mondiali e dalla diminuzione degli scambi commerciali dovuta all'acuirsi delle tensioni protezionistiche e dalle incertezze relative

allo spostamento dell'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Il Fondo

Monetario Internazionale ha conseguentemente ridotto le stime di crescita del PIL mondiale di 0,3 punti percentuali rispetto a quanto previsto nel trimestre precedente, portando le previsioni al 3,0 per cento per il 2019 e 3,4 per l'anno 2020.

Le tensioni commerciali internazionali hanno avuto riflesso anche nell'area Euro, dove il prodotto, in aumento dello 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente, è stato sostenuto prevalentemente dalla domanda interna (fig. 1).

Gli indicatori congiunturali indicano una più marcata riduzione dell'attività industriale in Germania, con il rischio che tale calo si trasmetta anche ad altri settori, per cui le proiezioni della BCE rivedono al ribasso le stime di crescita del PIL anche

nell'Area Euro di 0,3 punti percentuali, portandole all'1,1 per cento per l'anno in corso e 1,2 per il 2020. Il calo dei prezzi dei prodotti energetici ha contribuito in maniera determinante sull'inflazione, che in settembre si è attestata allo 0,8 per cento. Le aspettative sull'inflazione di lungo periodo rimangono basse e prossime al minimo storico. Il consiglio direttivo della BCE ha conseguentemente introdotto una serie di misure espansive, quali la riduzione del tasso sui depositi presso l'Eurosistema (-0,50 per cento) e la riduzione del costo di nuove operazioni di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO3), allungandone anche la durata da due a tre anni.

L'economia italiana1

Sulla base delle più recenti stime, il PIL italiano sarebbe rimasto sostanzialmente stabile anche nel terzo trimestre. Il settore industriale, seppur in misura minore rispetto ai trimestri precedenti, ha risentito della debolezza sui mercati internazionali, in particolare quello tedesco, cui la nostra economia è strettamente collegata. Rimangono stazionari il settore dei servizi e delle costruzioni, dove va segnalata una modesta ripresa del valore aggiunto e degli indici di fiducia delle imprese operanti nel settore. Sul fronte degli investimenti, è rimasta solida la crescita della componente dei beni strumentali, che ha verosimilmente beneficiato della reintroduzione degli incentivi fiscali da aprile (super ammortamento), e che ha favorito anche la domanda di prestiti bancari allo scopo di finanziare gli investimenti.

Il sistema creditizio

La netta riduzione dei rendimenti sovrani si è tradotta in un generale calo del costo della raccolta, che ha permesso il mantenimento di condizioni del credito espansive e una lieve diminuzione del costo medio dei nuovi prestiti bancari al settore privato. Ne hanno beneficiato in particolare le famiglie, con un marcato aumento di mutui e credito al consumo, mentre i prestiti alle imprese sono lievemente diminuiti, specialmente per quanto riguarda le aziende di piccola dimensione. Sul lato della raccolta, è proseguito il trend positivo dell'incremento dei depositi.

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1 Fonte Banca d'Italia - Bollettino Economico e Assopopolari

Banca di Cividale SCpA
Fig. 2

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Sul fronte della qualità del credito, i dati del secondo trimestre della Centrale Rischi evidenziano un lieve aumento del flusso dei nuovi crediti deteriorati in rapporto al totale finanziamenti (fig. 2). Il rapporto è cresciuto al 2,3 per cento per i prestiti concessi alle imprese (+0,3), in particolare per il settore dei servizi. Complessivamente il dato si attesta su livelli comunque inferiori rispetto al periodo precedente la crisi finanziaria globale (1,5 per cento), e anche in prospettiva la dinamica dei prestiti deteriorati potrebbe risentire del protrarsi della fase di debolezza, seppure in misura minore che in passato.

Il credito popolare1

Nei primi nove mesi dell'anno si conferma la vocazione del Credito popolare a sostegno dell'economia,

grazie alla capacità di promuovere sviluppo, con la crescita degli impieghi verso le famiglie e le imprese, in particolare quelle piccole e medie.

In dettaglio, gli impieghi vivi, al netto quindi delle sofferenze, sono cresciuti mediamente dell'1,6 per cento. Dal lato del passivo si è registrata una crescita dei depositi del 4,8 per cento.

Le prospettive

Lo scenario di crescita per l'economia europea nel 2019 rimane invariato rispetto alla previsione formulata a luglio. Il PIL della UEM è atteso concludere l'anno a un tasso prossimo all'1,1%. Permangono i rischi di revisioni al ribasso dettati dal rallentamento dell'economia mondiale e dalle tensioni commerciali Usa-Cina, queste ultime in via di moderazione. La prevalenza di rischi al ribasso piuttosto che al rialzo e i bassi tassi d'inflazione hanno indotto la BCE a concretizzare con nuove misure monetarie espansive quanto aveva anticipato nel corso dell'estate. Lo scorso settembre la BCE ha tagliato i tassi sui depositi, ha annunciato la portata di un nuovo piano di Quantitative Easing, ha introdotto nuove aste di liquidità destinate al finanziamento dell'economia reale e ha modulato la penalizzazione dei depositi delle banche presso la BCE stessa. Il PIL italiano ha registrato nei tre trimestri del 2019 una crescita modesta e le stime più recenti indicano una crescita economica italiana prossima allo 0,2% nel 2019 con una ripresa dello 0,6% per il 2020. In tale contesto, la Banca, nell'ultima parte dell'anno, continuerà nell'implementazione delle linee guida previste nel Piano Industriale 2019-2022. Sul fronte della qualità del credito proseguirà l'attività di progressiva riduzione dei "Non performing loans" in base a quanto previsto dal piano NPL approvato dal Consiglio di Amministrazione lo scorso mese di marzo.

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

La Banca di Cividale

Revisione contabile del bilancio intermedio abbreviato

In Banca di Cividale l'incarico di revisione legale dei conti è svolto da una società di revisione che svolge le attività previste dall'articolo 14, comma 1 del D. Lgs.27 gennaio 2010, n.39. La Società di Revisione esprime con apposite relazioni un giudizio sul bilancio di esercizio e una relazione di revisione limitata sul bilancio intermedio abbreviato al 30/09/2019. Attualmente, l'incarico di revisione legale per la Banca è attribuito alla società KPMG S.p.A.

Articolazione territoriale della Banca di Cividale

Al 30 settembre 2019 l'articolazione territoriale della banca risultava composta da 64 sportelli operativi.

Le risorse umane della Banca di Cividale

Al 30 settembre 2019 le risorse umane ammontavano a 613 unità rispetto alle 593 del 31 dicembre 2018.

I fatti di rilievo nella gestione della banca nei primi nove mesi

Cessione Nexi

La Banca di Cividale nel corso del 2019 ha ceduto la quota di partecipazione in Nexi nell'ambito dell'operazione che ha portato alla quotazione della società. La cessione ha generato una plusvalenza netta con un impatto sul patrimonio netto positivo per 7,2 milioni di euro.

Piano Strategico 2019-2022

Nel mese di marzo è stato approvato il nuovo piano industriale 2019-2022. La mission del Piano Strategico sarà "Rimanere indipendente ed essere il punto di riferimento per le famiglie e gli operatori economici del Triveneto per promuovere la crescita sociale, economica e culturale del territorio in cui opera".

Eventi successivi

Nel mese di ottobre, seguendo le linee del "Piano Strategico" riguardanti la prevista riduzione degli oneri operativi, è stato siglato un accordo con le Organizzazioni Sindacali che prevede un'incentivazione all'esodo (volontario) tramite il pensionamento e/o l'accesso al Fondo Esuberi, per circa 50 persone.

Ad eccezione di quanto sopra riportato, dalla chiusura dei primi nove mesi del 2019 e fino alla data di approvazione della presente relazione non si è verificato alcun altro fatto di rilievo tale da incidere significativamente sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società, né sulla rappresentazione della medesima.

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Analisi di principali aggregati patrimoniali e dei risultati economici

I risultati economici

Nei primi nove mesi del 2019, la Banca di Cividale evidenzia un risultato economico positivo con un

utile netto di 1.133 migliaia di euro.

A fine del terzo trimestre il margine di interesse si attesta a 47.512 migliaia di euro, sostanzialmente

in linea con settembre 2018 (-0,6%). Il dato è influenzato dalla riclassifica negli interessi attivi

dell'effetto positivo di "reversal" delle riprese da attualizzazione delle sofferenze (2.203 migliaia di euro

per i primi nove mesi del 2019, contro le 4.289 migliaia di euro del corrispondente periodo dell'anno

precedente). Al netto di tale riclassifica, il margine da interesse risulterebbe in crescita del 4,9%. Positiva

sia la componente riferita alle attività di intermediazione con clientela (+4,1%, pari a 1.493 migliaia di

euro), sia quella riferibile alle attività finanziarie (+19,9%, pari a 1.001 migliaia di euro), anche per

effetto dell'incremento del delle quantità detenute nel portafoglio titoli.

Le commissioni nette ammontano a 24.359 migliaia di euro, in crescita del 13,0% rispetto al 30

settembre 2018, sostenute dalla dinamica delle commissioni dell'area "gestione, intermediazione e

consulenza" che registrano un progresso del 17,0%; in crescita anche le commissioni relative ai sistemi

di pagamento (+7,2%), alla gestione dei conti correnti (+20,3%) e quelle sui finanziamenti che registrano

un incremento del 7,1%.

I dividendi e proventi simili si attestano a 159 migliaia in diminuzione rispetto a 471migliaia di euro

del 30 settembre 2018.

Il risultato netto dell'attività finanziaria è positivo per 10.883 migliaia di euro principalmente per

effetto degli utili realizzati da cessione di titoli di Stato.

Gli oneri operativi totalizzano 49.269 migliaia di euro, sostanzialmente in linea rispetto al 30 settembre

2018. Le spese per il personale pari a 31.262 migliaia di euro evidenziano una lieve crescita (+1,3%)

rispetto al 30 settembre 2018 anche per effetto della stabilizzazione del personale interinale; le altre

spese amministrative si attestano a 14.689 migliaia di euro in calo del 10,5% rispetto a settembre 2018;

il dato è influenzato dall'applicazione del nuovo principio contabile IFRS 16. Al netto di tale riclassifica

la variazione diventa positiva per 0,1% a/a.

Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali sono pari a 3.318 migliaia di euro ed

includono 1.530 migliaia di euro di maggiori ammortamenti derivanti dall'applicazione del nuovo

principio contabile IFRS 16. Al netto di tale modifica, la voce si assesterebbe a 1.788 migliaia di euro,

invariati rispetto al periodo di confronto.

Le rettifiche nette di valore per rischio di credito nei primi nove mesi sono pari 33.228 migliaia di

euro, con un costo del rischio di credito stimato a fine anno pari a 142 basis point e un livello di coverage

complessivo dei crediti deteriorati, che si attesta al 51,7%. Le rettifiche di valore nette su attività

finanziarie e gli utili (perdite) da partecipazioni sono positive per 603 migliaia di euro.

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri positivi per 1.217 migliaia di euro includono

riprese di valore per 1,5 milioni riferiti alla rideterminazione degli oneri connessi alle "uscite volontarie

dal lavoro" conseguenti alla definizione della normativa di riferimento.

Il risultato dell'operatività corrente al lordo delle imposte si determina quindi in 2.724 migliaia di

euro. Le imposte sul reddito del periodo sono negative per 240 migliaia di euro, mentre i tributi ed oneri

netti riguardanti il sistema bancario (FRU-FNR) ammontano a 1.351 migliaia di euro (1.992 migliaia

lordo delle imposte).

L'utile netto di periodo si attesta quindi a 1.133 migliaia di euro.

Gli aggregati patrimoniali

Al 30 settembre 2019 i crediti verso la clientela si attestano a 2.744.281 migliaia di euro di in crescita

dello 2,7% rispetto a fine 2018. Nel corso dei primi nove mesi le nuove erogazioni complessivamente

superano 421.523 migliaia di euro. I nuovi finanziamenti ai privati nell'anno raggiungono 151.604

migliaia di euro, con un incremento del +35,6% rispetto allo scorso anno, mentre i nuovi finanziamenti

alle imprese raggiungono 269.919 migliaia di euro (+15,2%).

Alla chiusura del periodo i crediti deteriorati (NPE), al netto delle rettifiche di valore, totalizzano

224.633 migliaia di euro, in calo del 11,1% rispetto a dicembre 2018, con un "coverage ratio" del

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51,7%, rispetto al 50,8% di dicembre 2018. Nel dettaglio, le sofferenze nette si attestano a 94.359

Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

migliaia di euro, in calo del 15,2% rispetto dicembre 2018, con un coverage ratio pari al 65,6% (65,1% a dicembre 2018). Le inadempienze probabili ("unlikely to pay") si attestano a 110.241 migliaia di euro in calo del 13,6% rispetto alla fine dello scorso esercizio, con un coverage ratio del 33,7% (28,6% a dicembre 2018), mentre 20.033 migliaia (in crescita del 45,9% rispetto a dicembre 2018) sono rappresentati da esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate con un indice di copertura del 15,6%.

La raccolta diretta, rappresentata al netto della componente riferita a controparti centrali, registra una consistenza di 2.576.114 migliaia di euro, sostanzialmente invariata (-0,1%) rispetto a fine 2018.

La raccolta indiretta sale a fine periodo a 1.118.978 migliaia di euro, contro i 1.029.095 migliaia di euro di fine 2018; l'incremento, contribuito dal positivo momento sui mercati, si attesta all'8,7%. La componente riferibile al "risparmio gestito" cresce del 10,5%, passando da 812.278 a 897.169 migliaia di euro e rappresenta l'80% della raccolta indiretta totale.

Le attività finanziarie ammontano a 977.146 migliaia di euro rispetto a 912.344 migliaia di euro a fine esercizio 2018; presentano una duration media di 2,85 anni e sono composte da:

  • Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico per 18.531 migliaia di euro (rappresentate principalmente da quote di OICR),
  • Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 50.070 migliaia di euro (costituite da Titoli di Stato e obbligazioni corporate valorizzati a fair value),
  • Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato per 908.544 migliaia di euro (costituite principalmente da Titoli di Stato e residualmente da obbligazioni corporate valutati al costo ammortizzato).

Le plusvalenze disponibili su dette attività finanziarie, iscritte fra le poste del patrimonio netto già al netto dell'effetto fiscale, ammontano a 2.729 migliaia di euro.

Il saldo netto di liquidità complessiva a un mese è pari a 526.539 migliaia di euro. Le attività "eligible" complessivamente a disposizione ammontano a 1.314.920 migliaia di euro, già al netto del relativo haircut. L'esposizione nei confronti della BCE per operazioni di rifinanziamento a lungo termine, corrispondente al programma TLTRO II, è pari a 555.670 migliaia di euro. Gli indicatori di liquidità LCR e NSFR (in vigore dal 1° gennaio 2018) risultano superiori ai requisiti regolamentari.

Il Patrimonio netto e l'adeguatezza patrimoniale

Il Patrimonio Netto

Il Patrimonio netto al 30 settembre 2019 ammonta a 284.767 migliaia di euro (+3,9% rispetto a dicembre 2018), la variazione è determinata prevalentemente dal positivo apporto della cessione Nexi. In applicazione del regime transitorio in vigore dal 2014, il Common Equity Tier1 (CET1), senza l'inclusione dell'utile in formazione al 30 settembre 2019, è pari a 296.050 migliaia di euro a fronte di attività di rischio ponderate (RWAs) per 2.145.203 migliaia di euro.

I coefficienti patrimoniali si attestano rispettivamente a:

  • 13,80% il Common Equity Tier1 ratio in regime di applicazione transitorio (cosiddetto "phased in"),
  • 13,80% il Tier1 ratio "phased in",
  • 13,85% il Total Capital ratio "phased in".

Tali coefficienti risultano ampiamente superiori ai livelli minimi regolamentari stabiliti dall'Autorità di vigilanza e posizionano la banca tra i livelli più elevati nell'ambito del sistema bancario del Paese.

Il Common Equity Tier1 ratio "fully loaded" è pari al 12,97% e il Total Capital Ratio "fully loaded" è pari al 13,01%.

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Informazioni di natura quantitativa

Adeguatezza patrimoniale

Rischi e incertezze

La Banca di Cividale ed il management sono consapevoli che lo sviluppo e la crescita sostenibile passano inevitabilmente anche da un'attenta analisi dei rischi a cui la Banca stessa è esposta, delle relative incertezze in termini di impatti che i rischi possono avere sulla struttura patrimoniale, finanziaria ed economica, e dalle modalità di gestione e riduzione degli stessi a livelli accettabili.

Non si intravedono comunque nella struttura patrimoniale e finanziaria e nell'andamento economico della Banca sintomi che possano far sorgere incertezze sulle prospettive di continuità aziendale.

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Bilancio intermedio abbreviato

Prospetti contabili

Stato patrimoniale

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Conto economico

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Prospetto della redditività complessiva

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Rendiconto finanziario

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Banca di Cividale SCpARelazione finanziaria al 30 settembre 2019

Note illustrative

Politiche contabili

Principi generali di redazione dalla Relazione finanziaria al 30.09.2019

La Relazione Finanziaria al 30 settembre 2019 è redatta con l'applicazione dei criteri di rilevazione e di valutazione previsti dai principi contabili IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e dalle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) ed omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

I principi contabili adottati per la predisposizione della presente Relazione con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività finanziarie, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, sono rimasti invariati rispetto a quelli adottati per la predisposizione del Bilancio 2018, al quale si fa rinvio per un'esposizione completa, ad eccezione delle modifiche che derivano dall'applicazione obbligatoria, a far data dal 1° gennaio 2019 del nuovo principio contabile internazionale IFRS 16 "Leasing".

Nella presente Relazione è fornita evidenza della transizione al nuovo principio, delle conseguenti modifiche alle politiche contabili della Banca e l'analisi delle voci di bilancio oggetto di modifica a seguito dell'introduzione dell'IFRS 16.La Relazione finanziariasi compone dei seguenti documenti, redatti in euro: Stato Patrimoniale, Conto Economico, Prospetto della redditività complessiva, Prospetto delle variazioni del patrimonio netto, Rendiconto finanziario e delle presenti Note illustrative, queste ultime redatte in migliaia di euro, riguardanti specifiche grandezze economico-patrimoniali.

La Relazione finanziaria al 30 settembre 2019 è sottoposto a revisione contabile limitata a cura di KPMG S.p.A., a seguito dell'attribuzione dell'incarico di revisione legale a detta società per il periodo 2019/2027.

La transizione al principio contabile internazionale IFRS 16

In data 1° gennaio 2019 è entrato in vigore il contabile IFRS 16, il nuovo standard contabile che, sostituendo lo IAS 17, impatta sulla modalità di contabilizzazione dei contratti di leasing nonché di affitto, noleggio, locazione e comodato, introducendo una nuova definizione basata sul trasferimento del "diritto d'uso" del bene oggetto di locazione. Il nuovo principio prescrive infatti che tutti i contratti di locazione siano iscritti dal locatario nello Stato Patrimoniale come attività e passività.

Il modello di contabilizzazione prevede la rilevazione nell'Attivo patrimoniale del diritto d'uso dell'attività oggetto di leasing; nel Passivo patrimoniale vengono rappresentati i debiti per canoni di leasing ancora da corrispondere al locatore, questo a differenza di quanto prescritto dai principi in vigore fino al 31 dicembre 2018. E' stata modificata anche la modalità di rilevazione delle componenti di conto economico: mentre per lo IAS 17 i canoni di leasing trovavano rappresentazione nella voce di Conto economico relativa alle spese amministrative, secondo l'IFRS16 sono invece rilevati tra gli oneri relativi all'ammortamento del "diritto d'uso", e gli interessi passivi sul debito.

Ai fini della lettura dei risultati economici e delle consistenze patrimoniali, si anticipa in questa sede che a partire dai primi nove mesi del 2019 gli schemi riclassificati subiscono marginali modifiche per tenere conto dell'applicazione del nuovo principio. In particolare, nello Stato patrimoniale vengono aggiunte specifiche sottovoci rispettivamente nell'ambito delle Attività materiali e immateriali, per dare separata evidenza ai diritti d'uso acquisiti con il leasing, e delle Altre voci del passivo, per evidenziare separatamente i Debiti per leasing.

Le disposizioni normative

Il nuovo standard contabile IFRS 16, emanato dallo IASB a gennaio 2016 ed omologato dalla

Commissione Europea tramite il Regolamento n. 1986/2017, ha sostituito, a partire dal 1° gennaio 2019,

lo IAS 17 "Leasing", l'IFRIC 4 "Determinare se un accordo contiene un leasing", il SIC 15 "Leasing

operativo - Incentivi" e il SIC 27 "La valutazione della sostanza delle operazioni nella forma legale di

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un leasing", ed ha disciplinato i requisiti per la contabilizzazione dei contratti di leasing.

Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Il nuovo principio richiede di identificare se un contratto è (oppure contiene) un leasing, basandosi sul

concetto di controllo dell'utilizzo di un bene identificato per un determinato periodo di tempo; ne

consegue che anche i contratti di affitto, noleggio, locazione o comodato, rientrano nel perimetro di

applicazione delle nuove regole. Alla luce di quanto sopra, vengono introdotte significative modifiche

alla contabilizzazione delle operazioni di leasing nel bilancio del locatario/utilizzatore prevedendo

l'introduzione di un unico modello di contabilizzazione dei contratti di leasing da parte del locatario,

sulla base del modello del diritto d'uso (right of use). In dettaglio, la principale modifica consiste nel

superamento della distinzione, prevista dallo IAS 17, tra leasing operativo e finanziario: tutti i contratti

di leasing devono essere quindi contabilizzati allo stesso modo con il rilevamento di una attività e

passività.

Non vi sono sostanziali cambiamenti, invece, al di fuori di alcune maggiori richieste di informativa,

nella contabilità dei leasing da parte dei locatori, dove viene comunque mantenuta la distinzione tra

leasing operativi e leasing finanziari.

Si precisa, inoltre, che in base ai requisiti del principio IFRS 16 e ai chiarimenti dell'IFRIC (documento

"Cloud Computing Arrangements" del settembre 2018), i software sono esclusi dall'ambito di

applicazione dell'IFRS 16; questi sono pertanto contabilizzati seguendo il principio IAS 38 ed i relativi

requisiti.

Dal 1° gennaio 2019, gli effetti sul bilancio conseguenti all'applicazione dell'IFRS 16 sono identificabili

per il locatario - a parità di redditività e di cash flow finali - in un incremento delle attività registrate in

bilancio (gli asset in locazione), un incremento delle passività (il debito a fronte degli asset locati), una

riduzione delle spese amministrative (i canoni di locazione) e un contestuale incremento dei costi

finanziari (la remunerazione del debito iscritto) e degli ammortamenti (relativi al diritto d'uso). Con

riferimento al conto economico, considerando l'intera durata dei contratti, l'impatto economico non

cambia nell'orizzonte temporale del leasing sia applicando il previgente IAS 17, sia applicando il nuovo

IFRS 16, ma si manifesta con una diversa ripartizione temporale.

Il perimetro dei contratti - lato locatario

Classificazione e analisi delle operazioni di leasing alla luce della normativa di riferimento

Come sopra richiamato, il Principio si applica a tutte le tipologie di contratti contenenti un leasing,

ovvero ai contratti che forniscono al locatario il diritto a controllare l'utilizzo di un bene identificato per

un certo periodo di tempo (periodo di utilizzo) in cambio di un corrispettivo.

La logica del Principio è che il "controllo" su un bene richiede che quel bene sia identificato, ad esempio

quando è esplicitamente specificato all'interno del contratto, o se è implicitamente specificato al

momento in cui è disponibile per poter essere utilizzato dal cliente. Un'attività non è specificata se il

fornitore ha il diritto sostanziale di sostituirla, ovvero se il fornitore è praticamente in grado di sostituire

l'attività con attività alternative lungo tutto il periodo di utilizzo e trae benefici economici dall'esercizio

di tale diritto. Una volta stabilito che il sottostante del contratto è un bene identificato, occorre valutare

se l'entità ha il diritto a controllarlo perché ha contemporaneamente sia il diritto a ottenere

sostanzialmente tutti i benefici economici dall'utilizzo dell'attività che il diritto a decidere l'utilizzo del

bene identificato.

Per Banca di Cividale, l'analisi dei contratti rientranti nell'ambito di applicazione del principio ha

riguardato in particolare quelli relativi alle seguenti fattispecie: (i) immobili, (ii) autovetture e (iii) altro.

I contratti di leasing immobiliare rappresentano l'area d'impatto di implementazione più significativa in

quanto tali contratti rappresentano il 90% del valore dei diritti d'uso.

I contratti di leasing immobiliare includono nella grande maggioranza immobili destinati all'uso uffici

o filiali bancarie. I contratti, di norma, hanno durate superiori ai 12 mesi e presentano tipicamente

opzioni di rinnovo ed estinzione esercitabili dal locatore e dal locatario secondo le regole di legge oppure

previsioni specifiche contrattuali. Solitamente questi contratti non includono l'opzione di acquisto al

termine del leasing oppure costi di ripristino significativi per la Banca.

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I contratti riferiti ad altri leasing sono relativi ad autovetture ed all'hardware. Nel caso delle autovetture,

si tratta di contratti di noleggio a lungo termine riferiti alla flotta aziendale messa a disposizione dei

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dipendenti (uso promiscuo) oppure delle strutture organizzative. La durata è pluriennale, senza opzioni

di rinnovo e generalmente questi contratti non includono l'opzione di acquisto del bene.

Le scelte di Banca di Cividale

Risulta opportuno illustrare alcune scelte di carattere "generale" fatte dalla Banca di Cividale con

riferimento alle modalità di rappresentazione degli effetti di prima applicazione del principio, nonché

alcune regole da applicare a regime al fine di contabilizzare i contratti di leasing.

La Banca ha scelto di effettuare la First Time Adoption (FTA) dell'IFRS 16 tramite l'approccio modified

retrospective, che consente la facoltà, prevista dal principio, di rilevare l'effetto cumulativo

dell'applicazione del Principio alla data di prima applicazione e di non riesporre i dati comparativi del

bilancio di prima applicazione dell'IFRS 16. Pertanto i dati dei prospetti contabili relativi all'esercizio

2019 non saranno comparabili con riferimento alla valorizzazione dei diritti d'uso e del corrispondente

debito per leasing. Peraltro, nelle Relazione sulla gestione, al fine di consentire un confronto omogeneo,

si è provveduto a riesporre - con data 1° gennaio 2019 - i dati economici e patrimoniale impattati dal

principio.

In sede di prima applicazione la Banca ha adottato alcuni degli espedienti pratici previsti dal principio

al paragrafo C10 e seguenti; in particolare, sono stati esclusi i contratti con durata (lease term) rimanente

inferiore o uguale ai 12 mesi ("short term). Anche a regime, la Banca ha stabilito di non applicare il

nuovo principio ai contratti con durata (lease term) complessiva inferiore o uguale ai 12 mesi ed ai

contratti con valore del bene sottostante, quando nuovo, inferiore o uguale a 5.000 euro ("low value").

In questo caso, i canoni relativi a tali leasing sono rilevati come costo - analogamente a quanto fatto in

passato - con un criterio a quote costanti per la durata del leasing o secondo un altro criterio sistematico

se più rappresentativo del modo in cui il locatario percepisce i benefici.

Si riepilogano di seguito alcune scelte della Banca in relazione al trattamento dei contratti di leasing,

lato locatario, quali ad esempio, durata contrattuale, tasso di attualizzazione, componenti di leasing e

non di leasing.

Durata contrattuale

La durata del leasing è determinata dal periodo non annullabile durante il quale la Banca ha il diritto di

utilizzare l'attività sottostante, considerando anche: (i) i periodi coperti dall'opzione di proroga del

leasing, se il locatario ha la ragionevole certezza di esercitare l'opzione; e (ii) i periodi coperti

dall'opzione di risoluzione del leasing, se il locatario ha la ragionevole certezza di non esercitare

l'opzione. Alla data di transizione e alla data di inizio di ogni contratto stipulato dopo il 1° gennaio

2019, la Banca ha definito la durata del leasing, basandosi sui fatti e le circostanze che esistono a quella

determinata data e che hanno un impatto sulla ragionevole certezza di esercitare le opzioni incluse negli

accordi dei leasing. Con specifico riferimento ai leasing immobiliari la Banca ha deciso di considerare

per tutti i nuovi contratti (nonché alla data di FTA) solo il primo periodo di rinnovo come

ragionevolmente certo, a meno che non ci siano clausole contrattuali particolari, fatti o circostanze, che

portino a considerare rinnovi aggiuntivi o a determinare la fine del leasing.

Sulla base delle caratteristiche dei contratti di locazione italiani e di quanto previsto dalla Legge

392/1978, nel caso di sottoscrizione di un nuovo contratto di affitto con una durata contrattuale di sei

anni e l'opzione di rinnovare tacitamente il contratto di sei anni in sei anni, la durata complessiva del

leasing sarà pari ad almeno dodici anni. Tale indicazione generale viene superata se vi sono elementi

nuovi o situazioni specifiche all'interno del contratto.

Tasso di attualizzazione

In merito al tasso di attualizzazione, sulla base dei requisiti IFRS 16, la Banca utilizza per ogni contratto

di leasing il tasso di interesse implicito, laddove sia disponibile. Per quanto riguarda i contratti di leasing

dal punto di vista del locatario, in alcuni casi, ad esempio con riferimento ai contrati di affitto, il tasso

di interesse implicito non può essere sempre determinato prontamente senza ricorrere a stime e

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assunzioni (il locatario non ha abbastanza informazioni sul valore residuo non garantito del bene locato).

In questi casi, la Banca ha sviluppato una metodologia per definire il tasso di interesse incrementale in

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Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

alternativa al tasso di interesse implicito ed ha deciso di adottare il tasso interno di trasferimento (TIT) della raccolta. Si tratta di una curva tassi non garantita (unsecured) e amortizing, prevedendo il contratto di leasing dei canoni, tipicamente costanti, lungo la durata del contratto, e non un unico pagamento a scadenza. Tale tasso tiene conto del merito creditizio del locatario, della durata del leasing, della natura e qualità del collaterale fornito nonchè dell'ambiente economico nel quale la transazione ha luogo e pertanto è in linea con quanto richiesto dal principio.

Il tasso di finanziamento marginale per i contratti in essere applicato alle passività finanziarie della FTA

  • la curva IRS del 31/12/2018 (Curva Risk Free Euribor /Irs della tabella curva Liquidity Spread) aumentata dallo spread banca commisurata alla durata residua del contratto, data di scadenza dell'ultimo canone. Per i contratti futuri si utilizzerà il dato della curva IRS alla data di decorrenza del contratto con le correzioni sopra citate.

Gli effetti della prima applicazione (FTA) dell'IFRS 16

L'adeguamento del bilancio di apertura a seguito dell'applicazione dell'IFRS 16 utilizzando l'approccio retrospettivo modificato ha determinato un incremento delle attività a seguito dell'iscrizione dei nuovi diritti d'uso di 16,3 milioni di Euro e delle passività finanziarie (debito verso il locatore) del medesimo importo. Dalla prima applicazione del principio, non sono emersi pertanto impatti sul patrimonio netto in quanto, a seguito della scelta di adottare il modified retrospective approach (opzione B), in sede di prima applicazione i valori di attività e passività coincidono, al netto della riclassifica dei ratei/risconti e dell'esposizione dei leasing precedentemente classificati come finanziari applicando lo IAS 17.

Le passività per il leasing sono state attualizzate al tasso del 1° gennaio 2019, riferito alle scadenze dei singoli contratti. Con riferimento alle attività materiali, si rappresentano di seguito le categorie di diritti d'uso identificate in dettaglio. In particolare, i diritti d'uso acquisiti con il leasing relativi a contratti immobiliari sono indicati nella sottovoce "b) fabbricati"; quelli relativi a contratti inerenti automobili e altri veicoli nella sottovoce "e) altre".

Attività, Passività e patrimonio netto al 1° gennaio 2019

Le tabelle successive illustrano in dettaglio i valori al 1° gennaio 2019 relativi agli impatti sulle voci di stato patrimoniale.

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Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Gli impatti sui Fondi Propri

L'incremento dei RWA conseguente all'iscrizione dei diritti d'uso totali, ponderati al 100%, comporta un impatto sul CET 1 pari a circa -10 bps.

Le principali voci di bilancio: modifiche per l'introduzione dell'IFRS 16

I principi contabili adottati per la predisposizione del presente Bilancio intermedio abbreviato, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle attività e passività finanziarie, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, sono rimasti invariati rispetto a quelli adottati per la predisposizione del Bilancio 2018, al quale si fa rinvio per un'esposizione completa, ad eccezione delle modifiche che derivano dall'applicazione obbligatoria, a far data dal 1° gennaio 2019 del nuovo principio contabile internazionale IFRS 16 "Leasing", di cui a seguire si riportano le voci oggetto di aggiornamento.

Attività materiali

Criteri di classificazione

Le attività materiali comprendono i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, il patrimonio artistico di pregio, gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi nonché le attrezzature di qualsiasi tipo che si ritiene di utilizzare per più di un periodo. Le attività materiali detenute per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi sono classificate come "attività ad uso funzionale" secondo lo IAS 16. Gli immobili posseduti con finalità di investimento (per conseguire canoni di locazione o per l'apprezzamento del capitale investito) sono classificati come "attività detenute a scopo di investimento" in base allo IAS 40.

Sono, infine, inclusi i diritti d'uso acquisiti con il leasing e relativi all'utilizzo di un'attività materiale (per le società locatarie), le attività concesse in leasing operativo (per le società locatrici).

Criteri di iscrizione

Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo di acquisto, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all'acquisto e alla messa in funzione del bene.

Le spese di manutenzione straordinaria che comportano un incremento dei benefici economici futuri vengono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a Conto Economico.

Secondo l'IFRS 16, i leasing sono contabilizzati sulla base del modello del right of use, per cui, alla data iniziale, il locatario ha un'obbligazione finanziaria a effettuare pagamenti dovuti al locatore per compensare il suo diritto a utilizzare il bene sottostante durante la durata del leasing.

Quando l'attività è resa disponibile al locatario per il relativo utilizzo (data iniziale), il locatario riconosce sia la passività che l'attività consistente nel diritto di utilizzo

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Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Criteri di valutazione

Le attività materiali sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti e perdite di valore, ad eccezione degli immobili ad uso funzionale e del patrimonio artistico di pregio che sono valutati secondo il metodo della rideterminazione del valore.

Gli immobili detenuti a scopo di investimento sono valutati con il metodo del fair value.

Per le attività materiali soggette alla valutazione secondo il metodo della rideterminazione del valore:

  • se il valore contabile di un bene è incrementato a seguito di una rideterminazione di valore, l'incremento deve essere rilevato nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo e accumulato nel patrimonio netto sotto la voce riserva di rivalutazione; invece nel caso in cui ripristini una diminuzione di una rivalutazione della stessa attività rilevata precedentemente nel conto economico deve essere rilevato come provento;
  • se il valore contabile di un bene è diminuito a seguito della rideterminazione di valore, la diminuzione deve essere rilevata nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo come eccedenza di rivalutazione nella misura in cui vi siano eventuali saldi a credito nella riserva di rivalutazione in riferimento a tale attività; altrimenti tale riduzione va contabilizzata nel conto economico.
    Le attività materiali sono sistematicamente ammortizzate, adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti, lungo la loro vita utile. Il valore ammortizzabile è rappresentato dal costo dei beni (o dal valore netto rideterminato qualora il metodo adottato per la valutazione sia quello della rideterminazione del valore) al netto del valore residuo al termine del processo di ammortamento, se significativo. Gli immobili vengono ammortizzati per una quota ritenuta congrua per rappresentare il deperimento dei cespiti nel tempo a seguito del loro utilizzo, tenuto conto delle spese di manutenzione di carattere straordinario, che vengono portate ad incremento del valore dei cespiti.
    Non vengono invece ammortizzati:
  • i terreni, siano essi stati acquisiti singolarmente o incorporati nel valore dei fabbricati, in quanto hanno vita utile indefinita;
  • il patrimonio artistico di pregio, gli altri beni storico artistici e decorativi in quanto la loro vita utile non può essere stimata ed il loro valore è normalmente destinato ad aumentare nel tempo;
  • gli immobili ad uso investimento che, come richiesto dal principio contabile IAS 40, essendo valutati al fair value con contropartita il conto economico, non devono essere ammortizzati.
    Se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività materiale valutata al costo possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite ed il suo valore di recupero. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a Conto Economico.
    Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo ad una ripresa di valore, che non può superare il valore che l'attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati, in assenza di precedenti perdite di valore.
    Con riferimento all'attività consistente nel diritto di utilizzo, contabilizzata in base all'IFRS 16, essa viene misurata utilizzando il modello del costo secondo lo IAS 16 Immobili, impianti e macchinari; in questo caso l'attività è successivamente ammortizzata e soggetta a un impairment test nel caso emergano degli indicatori di impairment.

Criteri di cancellazione

Un'attività materiale è eliminata dallo Stato Patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall'uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.

Attività immateriali

Criteri di classificazione

Le attività immateriali comprendono l'avviamento e le altre attività immateriali disciplinate dallo IAS

38. Sono inclusi i diritti d'uso acquisiti con il leasing e relativi all'utilizzo di un'attività immateriale (per i locatari) e le attività concesse in leasing operativo (per i locatori).

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Le attività immateriali sono iscritte come tali se sono identificabili e trovano origine in diritti legali o contrattuali. Tra le attività immateriali è anche iscritto l'avviamento che rappresenta la differenza positiva tra il costo di acquisto ed il fair value delle attività e passività di pertinenza di un'impresa acquisita.

Criteri di iscrizione e valutazione

Le attività immateriali sono iscritte al costo, rettificato per eventuali oneri accessori solo se è probabile

che i futuri benefici economici attribuibili all'attività si realizzino e se il costo dell'attività stessa può

essere determinato attendibilmente. In caso contrario il costo dell'attività immateriale è rilevato a conto

economico nell'esercizio in cui è stato sostenuto.

Per le attività a vita utile definita, il costo è ammortizzato in quote costanti o in quote decrescenti

determinate in funzione dell'afflusso dei benefici economici attesi dall'attività. Le attività a vita utile

indefinita non sono invece soggette ad ammortamento sistematico, bensì ad un test periodico di verifica

dell'adeguatezza del relativo valore di iscrizione in bilancio. Se esiste qualche indicazione che dimostri

che un'attività possa avere subìto una perdita di valore, si procede alla stima del valore di recupero

dell'attività. L'ammontare della perdita, rilevato a conto economico, è pari alla differenza tra il valore

contabile dell'attività ed il valore recuperabile.

In particolare tra le attività immateriali sono incluse:

- attività immateriali basate sulla tecnologia, quali il software applicativo, che sono ammortizzate in

funzione della prevista obsolescenza tecnologica delle stesse e comunque non oltre un periodo massimo

di sette anni; in particolare, i costi sostenuti internamente per lo sviluppo di progetti di software

costituiscono attività immateriali e sono iscritti all'attivo solo se tutte le seguenti condizioni sono

rispettate: i) il costo attribuibile all'attività di sviluppo è attendibilmente determinabile,

ii) vi è l'intenzione, la disponibilità di risorse finanziarie e la capacità tecnica a rendere l'attività

disponibile all'uso o alla vendita, iii) è dimostrabile che l'attività è in grado di produrre benefici

economici futuri. I costi di sviluppo del software capitalizzati comprendono le sole spese sostenute che

possono essere attribuite direttamente al processo di sviluppo. I costi di sviluppo software capitalizzati

sono ammortizzati sistematicamente lungo la vita stimata del relativo prodotto/servizio in modo da

riflettere le modalità con cui ci si attende che i benefici economici futuri derivanti dall'attività siano

consumati dall'entità dall'inizio della produzione lungo la vita stimata del prodotto;

- attività immateriali legate alla clientela rappresentate dalla valorizzazione, in occasione di operazioni

di aggregazione, dei rapporti di asset management, delle attività non finanziarie correlate a prestazioni

di servizi e del portafoglio assicurativo. Tali attività, a vita definita, sono originariamente valorizzate

attraverso l'attualizzazione, con l'utilizzo di un tasso rappresentativo del valore temporale del denaro e

dei rischi specifici dell'attività, dei flussi rappresentativi dei margini reddituali lungo un periodo

esprimente la durata residua, contrattuale o stimata, dei rapporti in essere al momento dell'operazione

di aggregazione. Esse sono ammortizzate, per i rapporti di asset management e per le attività non

finanziarie correlate a prestazioni di servizi in quote costanti lungo il periodo di afflusso di maggiore

significatività dei benefici economici attesi nel caso di rapporti non aventi una scadenza predeterminata

e, per i rapporti legati a contratti assicurativi, in quote decrescenti corrispondenti al periodo di durata

dei contratti nel caso di rapporti con scadenza definita (vita residua delle polizze);

- attività immateriali legate agli accordi per servizi in concessione per cui, così come previsto dall'IFRIC

12, il concessionario, a fronte dei servizi di costruzione e miglioria dell'infrastruttura, acquisisce il

diritto ad addebitare gli utenti per l'uso dell'infrastruttura. Le attività immateriali della specie sono

iscritte al netto dei contributi pubblici ricevuti, così come previsto dallo IAS 20, e ammortizzate

linearmente lungo la durata della concessione;

- attività immateriali legate al marketing rappresentate dalla valorizzazione del marchio ("brand name")

anch'esso iscritto in occasione di operazioni di aggregazione. Tale attività è considerata a vita indefinita

in quanto si ritiene che possa contribuire per un periodo indeterminato alla formazione dei flussi

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reddituali.

Infine, tra le attività immateriali è incluso l'avviamento.

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Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

L'avviamento può essere iscritto, nell'ambito di operazioni di aggregazione, quando la differenza positiva fra il corrispettivo trasferito e l'eventuale rilevazione al fair value della quota di minoranza ed il fair value degli elementi patrimoniali acquisiti è rappresentativo delle capacità reddituali future della partecipazione (goodwill).

Qualora tale differenza risulti negativa (badwill) o nell'ipotesi in cui il goodwill non trovi giustificazione nelle capacità reddituali future della partecipata, la differenza stessa viene iscritta direttamente a conto economico.

Con periodicità annuale (o ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene effettuato un test di verifica dell'adeguatezza del valore dell'avviamento. A tal fine viene identificata l'Unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l'avviamento. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è determinato sulla base della differenza tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di recupero, se inferiore. Detto valore di recupero è pari al maggiore tra il fair value dell'Unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore vengono rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Un'attività immateriale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o qualora non siano più attesi benefici economici futuri.

Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Criteri di classificazione

I Debiti verso banche, i Debiti verso clientela e i Titoli in circolazione ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela, le operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto a termine e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito, titoli obbligazionari ed altri strumenti di raccolta in circolazione, al netto degli eventuali ammontari riacquistati.

Sono inoltre inclusi i debiti iscritti dall'impresa in qualità di locatario nell'ambito di operazioni di leasing.

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene alla data di sottoscrizione del contratto, che normalmente coincide con il momento della ricezione delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito.

La prima iscrizione è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all'ammontare incassato o al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione. Sono esclusi i costi interni di carattere amministrativo.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo.

Fanno eccezione le passività a breve termine, per le quali il fattore temporale risulta trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato.

I debiti per leasing vengono rivalutati quando vi è una lease modification (e.g. una modifica del perimetro del contratto), che non è contabilizzata/considerata come contratto separato.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli obbligazionari precedentemente emessi. La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare corrisposto per acquistarla viene registrata a Conto Economico.

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Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento.

Per tutte le altre voci non riportate sopra si rimanda alla Parte A "Politiche contabili" della Nota integrativa del Bilancio 2018, non essendo intervenute modifiche significative al riguardo.

Andamenti e prospettive aziendali (documenti n. 2 del 6 febbraio 2009 e n. 4 del 3 marzo 2010 Banca d'Italia, Consob e Isvap)

Con riferimento al Documento Banca d'Italia, Consob e Isvap n. 2 del 6 febbraio 2009, nonché al successivo Documento n. 4 del 3 marzo 2010, relativi alle informazioni da fornire nelle relazioni finanziarie sulle prospettive aziendali, con particolare riferimento alla continuità aziendale, ai rischi finanziari, alle verifiche per riduzione di valore delle attività e alle incertezze nell'utilizzo di stime, gli Amministratori della Banca di Cividale confermano di avere la ragionevole aspettativa che la società continuerà con la sua esistenza operativa in un futuro prevedibile e che, di conseguenza, la relazione finanziaria al 30 settembre 2019 è stata predisposta in questa prospettiva di continuità. Confermano altresì di non avere rilevato nella struttura patrimoniale e finanziaria e nell'andamento operativo sintomi che possano indurre incertezze sul punto della continuità aziendale. La classificazione e la valutazione dei crediti sono state effettuate con i consueti criteri di prudenza, tesi a cogliere in modo tempestivo e corretto le conseguenze dell'evoluzione negativa del contesto economico in corso. La rapidità e l'ampiezza dell'aggravamento della crisi hanno richiesto una continua revisione sia degli impieghi che già presentavano sintomi di problematicità, sia di quelli privi di evidenti sintomi di deterioramento. Inoltre, sono state effettuate specifiche verifiche con riferimento all'accertamento di eventuali perdite di valore di partecipazioni, attività finanziarie e valori intangibili, previa analisi della presenza di indicatori di impairment. Per la determinazione dell'eventuale svalutazione sono state adottate le stesse metodologie e criteri illustrati nel Bilancio 2018, al quale si fa pertanto rinvio. Per maggiori informazioni sui rischi creditizi e finanziari si rinvia al capitolo dedicato al presidio dei rischi.

Utilizzo di stime e assunzioni nella predisposizione del bilancio intermedio abbreviato L'applicazione dei principi contabili implica talvolta il ricorso a stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori iscritti in bilancio e sull'informativa fornita in merito alle attività e passività potenziali. Ai fini delle assunzioni alla base delle stime formulate viene considerata ogni informazione disponibile alla data di redazione delle situazioni contabili nonché ogni altro fattore considerato ragionevole a tale fine. In particolare sono stati adottati processi di stima a supporto del valore di iscrizione di alcune poste iscritte nella relazione finanziaria al 30 settembre 2019, così come previsto dai principi contabili. Detti processi si fondano sostanzialmente su stime di recuperabilità futura dei valori iscritti e sono stati effettuati in un'ottica di continuità aziendale. Tali processi sostengono i valori di iscrizione al 30 settembre 2019.

Il rischio di incertezza nella stima, da un punto di vista della significatività delle voci in bilancio e dell'aspetto di valutazione richiesto al management, è sostanzialmente presente nella determinazione del valore di:

  • fair value relativo agli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
  • rettifiche di valore per rischio di credito;
  • fondi per rischi e oneri;
  • trattamento di fine rapporto;
  • attività immateriali.

Contribuzioni a sistemi di garanzia dei depositi e a meccanismi di risoluzione di istituzione europea

Nei primi nove mesi del 2019 la Banca ha contabilizzato 1.992 migliaia di euro, al lordo dell'effetto fiscale, quale contributo al Fondo Nazionale di Risoluzione destinati al salvataggio delle banche in crisi che vanno ad aggiungersi ai 19.796 migliaia di euro versati nel 2015, 2016, 2017 e 2018.

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Risultati economici

Tabella Raccordo tra Conto Economico e Conto Economico riclassificato

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Conto economico riclassificato

  1. Le altre spese amministrative includono i recuperi di imposte e tasse ed altri recuperi iscritti alla voce "200. Altri oneri/proventi di gestione" ( 5.522 migliaia di euro nel 2019 e 5.541 migliaia di euro nel 2018);
  2. Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali comprendono le voci "180. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali", "190. Rettifiche /riprese di valore nette su attività immateriali".
  3. Gli altri oneri e proventi corrispondono alla oneri/proventi di gestione" al netto delle riclassifiche sopra esposte.

Interessi netti

Dividendi

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Commissioni nette

Risultato netto Attività Finanziarie

Altri proventi (oneri) di gestione

Gli altri proventi ed oneri di gestione rappresentano una voce residuale, in cui confluiscono proventi ed oneri di varia natura. La voce non comprende i recuperi di spese e di imposte e tasse, che in questo conto economico riclassificato sono portati a diminuzione delle spese amministrative.

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Gli oneri operativi

Risultato della gestione operativa

Il risultato della gestione operativa, pari a 34.189 migliaia di euro, ha evidenziato, rispetto al 30 settembre 2018, un incremento del 53,3%.

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Rettifiche di valore nette per rischio di credito

Attività finanziaria valutate al costo ammortizzato

30/09/2019

30/09/2018

%

Sofferenze

(18.251)

(18.774)

-2,8%

Inadempienze probabili

(11.957)

(1.678)

612,6%

Crediti scaduti/sconfinati

(3.044)

(504)

504,0%

Crediti in bonis

142

3.468

-95,9%

Rettifiche / riprese nette su crediti

(33.110)

(17.488)

89,3%

Utili/perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni

(118)

-

-100,0%

Totale

(33.228)

(17.488)

90,0%

Accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri

Risultato corrente al lordo delle imposte

L'utile dell'operatività corrente prima della contabilizzazione delle imposte sul reddito nei primi nove mesi del 2019 è pari 2.724 migliaia di euro.

Imposte sul reddito dell'attività corrente

Le imposte di competenza del terzo trimestre 2019, su base corrente ed anticipata registrano una componente negativa per 240 migliaia di euro.

Tributi e oneri riguardanti il sistema bancario al netto imposte

I tributi ed oneri netti riguardanti il sistema bancario (FRU-FNR) ammontano a 1.351 migliaia di euro (1.992 migliaia lordo delle imposte).

Risultato netto

L'utile netto di periodo si attesta a 1.133 migliaia di euro.

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Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Gli aggregati patrimoniali

Tabella di Raccordo tra Stato patrimoniale e Stato patrimoniale riclassificato

Aspetti generali

Per consentire una valutazione più immediata delle consistenze patrimoniali della Banca, è stato predisposto anche uno stato patrimoniale sintetico. Rispetto allo schema previsto dalla Circolare n. 262/06 della Banca d'Italia, sono state effettuate - come di consueto - alcune aggregazioni di voci. I dettagli analitici delle riesposizioni e delle aggregazioni di voci sono forniti, con distinti prospetti, tra gli allegati al bilancio, in aderenza anche a quanto richiesto dalla Consob.

Le aggregazioni di voci hanno riguardato:

  • l'aggregazione in unica voce delle Attività materiali ed immateriali;
  • l'aggregazione in un'unica voce dell'ammontare dei Debiti verso clientela e dei Titoli in circolazione;
  • il raggruppamento in unica voce dei fondi aventi destinazione specifica (Trattamento di fine rapporto e Fondi per rischi ed oneri);
  • l'indicazione delle Riserve in modo aggregato, e al netto delle eventuali azioni proprie.

Nelle tabelle di dettaglio e/o nei relativi commenti, sempre con la finalità di una più efficace rappresentazione della composizione degli aggregati, le Attività/Passività finanziarie di negoziazione rappresentate dai contratti derivati e dei Crediti/Debiti verso banche sono presentati su base netta.

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Stato Patrimoniale riclassificato

  1. Comprendono le voci "90. Trattamento di fine rapporto del personale" e "100. Fondi per rischi e oneri";
  2. Comprende le voci "110. Riserve da valutazione", "130. Strumenti di capitale", "140. Riserve", "150. Sovrapprezzi di emissione", "160. Capitale", "170. Azioni proprie" e "180. Utile del periodo".

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

Crediti verso clientela: Composizione

Nella Voce sono esposti i soli Crediti verso la clientela indicati nella voce 40) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - lettera b.

Finanziamenti: qualità del credito

Nella Tabella "Finanziamenti: qualità del credito" sono ricompresi:

  • la voce 40) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - lettera b (esclusi Titoli)
  • Finanziamenti inclusi nella voce 20) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico obbligatoriamente valutate al fair value.

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Passività finanziarie

Raccolta Globale

Raccolta diretta da clientela

La tabella che segue include i debiti verso clientela, i titoli in circolazione, compresi quelli valutati al fair value, nonché gli strumenti derivati cartolarizzati.

Raccolta indiretta

Per completare l'analisi sull'andamento delle risorse affidate alla Banca dalla clientela, si considerano di seguito le dinamiche della raccolta indiretta, distinguendo il risparmio amministrato da quello gestito.

Altre attività e passività finanziarie rappresentate da titoli e derivati composizione

La tabella sopra riportata evidenzia la composizione delle altre attività e passività finanziarie rappresentate da titoli e derivati. Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico si sono attestate a 18.531 migliaia, in crescita del 19,14% rispetto al 2018.

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva ammontano a 50.070 migliaia, quasi interamente classificate in Stage 1 e in diminuzione dell'84,28%.

I titoli valutati al costo ammortizzato assommano a 908.544 migliaia di euro in crescita del 57,10%.

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Esposizione nei titoli di debito sovrano

A seguito del crescente interesse del mercato nei confronti delle esposizioni detenute dalle società nei titoli di debito sovrano e come raccomandato dall'European Securities and Markets Authority (ESMA) con il documento n. 2011/226, si fornisce nel seguito il dettaglio delle relative esposizioni detenute dalla Banca di Cividale Scpa al 30 settembre 2019. Come indicato nel documento ESMA, per "debito sovrano" si intendono i titoli obbligazionari emessi dai governi centrali e locali e dagli enti governativi nonché i prestiti erogati agli stessi.

Nelle tabelle che seguono vengono riportati, distinti per tipologia di strumento, il valore di bilancio delle esposizioni della Banca al rischio di credito sovrano.

Esposizione nei titoli di debito sovrano - valore di bilancio titoli di debito

Italia

Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva

15.601

Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato

885.115

b) crediti verso clientela

885.115

Totale

900.716

Posizione interbancaria netta

Movimentazione dei Fondi Altri Rischi e Oneri

I fondi rischi ed oneri risultano composti dai seguenti fondi:

Fondo per rischi di revocatoria

La consistenza di tale fondo al 30 settembre 2019 ammontante a 269 migliaia di Euro, accoglie la stima delle prevedibili passività, determinate analiticamente e con il supporto dei legali della Banca, a fronte di azioni giudiziali e stragiudiziali in essere nelle quali la Banca sia soggetto passivo.

Altri fondi

La consistenza di tale fondo al 30 settembre 2019 ammontante a 5.255 migliaia di Euro ed è composta per 701 migliaia di Euro relativi ad accantonamenti su reclami della clientela e controversie legali con ex dipendenti, per 3.400 migliaia di euro relativi all'accantonamento per l'incentivo all'esodo (volontario) tramite il pensionamento e/o l'accesso al Fondo Esuberi e per 1.154 migliaia di euro relativi a spese legali per contenziosi fiscali in corso e da stanziamenti a fronte di probabili futuri impegni contrattuali.

Fondo Impegni e Garanzie rilasciate

I fondi per accantonamenti a fronte di rettifiche di valore per rischio di credito rilevati a fronte degli impegni ad erogare fondi e delle garanzie finanziarie rilasciate rientrano nel perimetro di applicazione delle regole sull'impairment dell'IFRS 9. Per tali fattispecie sono adottate, in linea di principio, le medesime modalità di allocazione tra i tre stadi di rischio creditizio e di calcolo della perdita attesa esposte con riferimento alle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva. L'aggregato accoglie, peraltro, anche i fondi per rischi ed oneri costituti a fronte di altre tipologie di impegni e di garanzie rilasciate che, in virtù delle proprie peculiarità, non rientrano nel richiamato perimetro di applicazione dell'impairment ai sensi dell'IFRS 9. Al 30 settembre 2019 assommano a 816 migliaia di euro.

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Il patrimonio netto della Banca

Il patrimonio della Banca al 30 settembre 2019 si è attestato a 284.767 migliaia di euro.

Utile per azione

Le modalità di calcolo dell'utile base per azione e dell'utile diluito per azione sono definite dallo IAS 33 - Utile per azione. L'utile base per azione è definito come il rapporto fra il risultato economico attribuibile ai possessori di strumenti ordinari di capitale e la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l'esercizio.

L'utile diluito per azione considera invece anche gli effetti diluitivi derivanti dalla conversione di potenziali azioni ordinarie, definite come strumenti finanziari che attribuiscono al possessore il diritto ad ottenere azioni ordinarie. Conseguentemente, per il conteggio, il numeratore e il denominatore del rapporto vengono rettificati per tener conto degli effetti delle azioni addizionali che sarebbero in circolazione in caso di conversione di tutte le potenziali azioni ordinarie con effetti diluitivi.

La Banca di Cividale non ha emesso strumenti finanziari che attribuiscono al possessore il diritto ad ottenere azioni ordinarie.

Riserve da valutazione

Al 30 settembre 2019 le riserve da valutazione (al netto dell'effetto fiscale) ammontano a 1.903 migliaia di euro. L'aggregato presenta una variazione negativa netta di 7.592 migliaia di euro rispetto alla fine del precedente esercizio ascrivibile, principalmente, alla variazione della riserva sulle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, connesso alla riclassifica tra le riserve di utili, in seguito alla cessione avvenuta nel primo semestre 2019, delle plusvalenze presenti al 31.12.2018 del titolo Nexi.

Informativa sul fair value

Il fair value è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un asset o che si pagherebbe per trasferire una passività in una regolare transazione tra soggetti partecipanti al mercato ad una determinata data di valutazione. Rappresenta un criterio di valutazione di mercato, non riferito alla singola società e deve essere valutato adottando le assunzioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero per determinare il prezzo dell'attività o della passività, presumendo che essi agiscano per soddisfare nel migliore dei modi il proprio interesse economico. In particolare i criteri applicati per la determinazione del fair value sono i seguenti: - Mark to Market: metodo di valutazione coincidente con la classificazione al Livello 1 della gerarchia del fair value; - Comparable Approach: metodo di valutazione basato sull'utilizzo di input osservabili sul mercato il cui utilizzo implica una classificazione al Livello 2 della gerarchia del fair value; - Mark to Model: metodo di valutazione legato all'applicazione di modelli di pricing i cui input determinano la classificazione al Livello 3 (utilizzo di almeno un input significativo non osservabile) della gerarchia del fair value. Per quanto riguarda i criteri di determinazione del fair value si rimanda a quanto contenuto nel bilancio al 31 dicembre 2018.

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Fair value degli strumenti finanziari

Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

Leggenda: L1 = livello 1; L2 = livello 2; L3 = livello 3.

Variazioni annue delle attività finanziarie valutate al fair value (livello 3)

Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

Leggenda: VB = Valore di Bilancio; VF = Valore di Fair Value; L1 = livello 1; L2 = livello 2; L3 = livello 3.

Gestione e controllo dei rischi

Il presidio dei rischi

Il presidio dei rischi di Banca di Cividale, ispirato a criteri di particolare prudenza, è attuato nell'ambito di un preciso riferimento organizzativo, che include il complesso delle regole interne, le procedure operative e le strutture di controllo, e si articola secondo un modello che integra metodologie di controllo a diversi livelli, tutte convergenti con gli obiettivi di assicurare efficienza ed efficacia dei processi operativi, salvaguardare l'integrità del patrimonio aziendale, tutelare dalle perdite, garantire l'affidabilità e l'integrità delle informazioni e verificare il corretto svolgimento dell'attività nel rispetto della normativa interna ed esterna.

In coerenza con la normativa di vigilanza, la Banca ha sviluppato e normato specifici processi di gestione dei rischi articolati in varie fasi logiche: definizione della propensione al rischio, assunzione del rischio, definizione delle politiche di gestione e di controllo, definizione dei limiti, misurazione del rischio, monitoraggio e reporting, stress test e gestione delle criticità.

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

L'identificazione e valutazione di rilevanza dei rischi viene effettuata primariamente nell'ambito dei

processi interni di valutazione dell'adeguatezza del capitale (Internal Capital Adequacy Assessment

Process, ICAAP) e della liquidità (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process, ILAAP) che

afferiscono, secondo quanto previsto dalla normativa prudenziale, ai così detti "adempimenti di primo

e secondo pilastro". La rilevanza dei rischi da sottoporre a valutazione viene determinata considerando

sia le disposizioni di vigilanza sia le specificità aziendali quali i prodotti e servizi offerti alla clientela,

la dimensione e le caratteristiche dell'operatività verso soggetti collegati in rapporto all'operatività

aziendale, l'entità degli aggregati patrimoniali e i corrispondenti requisiti patrimoniali, i mercati di

riferimento e la vulnerabilità alla situazione congiunturale.

La propensione al rischio, che costituisce un riferimento importante per la definizione del piano

strategico e la premessa logica per la pianificazione, viene determinata per i rischi rilevanti della Banca

in sede di definizione del c.d. Risk Appetite Framework (RAF), tenendo conto delle regole prudenziali

in essere, del modello di business adottato, delle modalità di raccolta e di impiego caratteristiche della

Banca e delle capacità delle strutture di controllo di monitorare e misurare i rischi.

Riguardo al sistema degli obiettivi di rischio (schema RAF), è stato articolato ed introdotto uno schema

di riferimento che definisce, in coerenza con il massimo rischio assumibile, il business model, il piano

strategico ed il piano di risanamento della banca, la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti

di rischio, le politiche di governo dei rischi, nonché i processi di riferimento necessari per definirli e

attuarli. Il processo di definizione e revisione periodica del RAF si svolge con il concorso della Funzione

di Risk Management e della Funzione Pianificazione e Controllo di gestione, che supporta la Direzione

Generale nella fase istruttoria e di elaborazione delle proposte da sottoporre all'approvazione del

Consiglio di Amministrazione. Il processo prescrive che venga assicurata una stretta coerenza ed un

puntuale raccordo tra lo stesso RAF, il modello di business, il piano strategico, il processo ICAAP, il

processo ILAAP, il Piano di recovery, i budget, l'organizzazione aziendale ed il Sistema dei Controlli

Interni. Il Consiglio di Amministrazione procede al riesame del sistema degli obiettivi di rischio con

cadenza almeno annuale e, ove ne sussistano i presupposti, al suo aggiornamento.

Come previsto dalle disposizioni di vigilanza, la Banca redige inoltre, con cadenza di norma biennale,

un piano di Recovery in modalità semplificata, secondo lo schema previsto dagli organismi di vigilanza.

Il Recovery Plan o Piano di risanamento (disciplinato dalla Bank Recovery and Resolution Directive,

recepita nell'ordinamento italiano dal Decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180) deve essere redatto

da ogni singolo intermediario e descrive in dettaglio le procedure da adottare e gli strumenti approntati

dalla banca per prevenire e superare un'eventuale condizione di crisi, indipendentemente dal fatto che

questa possa avere natura sistemica o idiosincratica, ossia una crisi che ha origini interne ed i cui effetti

si presume possano rimanere circoscritti alla banca e alle sue più dirette controparti.

L'individuazione dei rischi cui la Banca di Cividale è potenzialmente esposta (c.d. mappa dei rischi)

costituisce il presupposto essenziale per la consapevole assunzione dei rischi medesimi e per la loro

efficace gestione.

Considerata la mission e l'operatività, nonché il contesto di mercato in cui la Banca si trova ad operare,

sono stati individuati come rilevanti i rischi che vengono sottoposti a valutazione nel processo ICAAP

(Allegato A, Parte prima, Titolo III, Circolare n. 285 "Disposizioni di Vigilanza per le banche"), ad

esclusione di alcune tipologie specifiche ritenute non rilevanti (rischio paese, rischio di trasferimento,

rischio base e rischio da cartolarizzazioni) e con l'aggiunta dei rischi di compliance, immobiliare e

riciclaggio e del rischio connesso con la quota di attività vincolate che viene ricompreso all'interno della

valutazione del rischio di liquidità. Con l'introduzione nel corso del 2018 del Regolamento UE 679/2016

c.d. GDPR, si è ritenuto di esplicitare il c.d. rischio privacy da considerarsi una fattispecie di rischio

operativo, come il rischio legale ed il rischio informatico, avendo una stretta interconnessione con

entrambi.

Rischio di credito

In coerenza con la propria mission ed il modello di business, la Banca risulta prevalentemente esposta

al rischio di credito. La Banca sta continuando anche nel 2019 nell'obiettivo di riduzione dei crediti

deteriorati, come definito nel piano pluriennale 2019-2022 inviato a marzo all'Autorità di Vigilanza,

elaborato in continuità con la strategia seguita anche nel 2018, incentrata sulle attività di recupero

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attraverso la gestione interna e con il mantenimento di livelli adeguati di copertura.

Rischio di concentrazione

Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

L'esposizione al rischio di concentrazione, sia per singole controparti o gruppi di clienti connessi sia per settori e per aree geografiche, è coerente con gli obiettivi di crescita sostenibile delle attività creditizie prefissati dalla Banca.

Rischio di mercato (compreso Rischio Sovrano)

La dimensione dei portafogli relativi al portafoglio di negoziazione di vigilanza ed il profilo di rischio di mercato associato risultano essere di entità contenuta. L'attuale composizione dell'attivo comporta un'esposizione al rischio sovrano legato alla dimensione del portafoglio investito in titoli di Stato italiani ed in quota residuale in altri titoli, classificati Hold to collect per circa il 93% del totale esposizione del complessivo portafoglio di proprietà. L'esposizione verso lo Stato italiano è variata in corso d'anno in funzione della dimensione del portafoglio, registrando, a fine settembre, un aumento rispetto il dato di fine esercizio precedente. I titoli del debito pubblico italiano restano esposti a fattori di volatilità tipici del mercato. Per quanto concerne il rischio di tasso e di prezzo derivante dai titoli detenuti in portafoglio, il rischio maggiore è rappresentato da un possibile aumento dei tassi a breve termine, che comporterebbe una riduzione del margine di interesse. Un rialzo nei tassi di interesse a medio e lungo termine porterebbe invece un deprezzamento del valore dei portafogli ed una riduzione della componente non realizzata. La duration media del portafoglio titoli di proprietà della Banca è relativamente contenuta, anche se si rileva un incremento rispetto fine 2018 (dai 2 anni ai 2,85 anni).

Rischi operativi (compreso Rischio informatico, Rischio legale e Rischio privacy)

Il rischio operativo è connaturato all'attività bancaria ed insito in ogni processo organizzativo e produttivo; di conseguenza tutti i processi posti in essere dalla Banca sono generatori del rischio in questione. il rischio operativo è definibile come il rischio di perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. All'interno della mappa dei rischi adottata dalla Banca, il rischio operativo comprende anche il c.d. rischio operativo legale, il rischio informatico e il rischio privacy.

L'esposizione ai rischi operativi è rimasta sostanzialmente costante nel corso dei nove mesi dell'anno riguardo sia alla numerosità e tipologia degli eventi sia all'entità delle perdite operative rilevate. L'esposizione al rischio informatico risulta essere coerente con gli orientamenti strategici della Banca.

Rischio di tasso di interesse del portafoglio bancario

  • il rischio che grava sulle attività diverse da quelle detenute dalla negoziazione, derivante dalla possibilità che una variazione dei tassi a cui sono indicizzate le attività e passività della banca, determini un effetto negativo sul margine di interesse o sul valore attuale delle attività e delle passività e, conseguentemente, una diminuzione del valore economico della banca.
    Considerato il livello dei tassi di interesse registrato durante l'anno ed il proseguimento della politica monetaria della Banca Centrale Europea, l'esposizione della Banca a shock istantanei della curva dei tassi si è mantenuta su livelli medio-bassi nel corso dell'anno.

Rischio di liquidità

Il perseguimento dell'equilibrio strutturale tra gli impieghi alla clientela e le forme di raccolta (c.d. funding gap) attraverso la diversificazione delle fonti di raccolta in termini di durata, forme tecniche, controparti e mercati, rimane un obiettivo strategico delle politiche di funding della Banca anche per il 2019. La liquidità della Banca si mantiene su livelli adeguati: al 30 settembre 2019 gli indici regolamentari previsti da Basilea 3 (LCR e NSFR), e adottati come metriche interne di misurazione del rischio di liquidità, si collocano al di sopra dei requisiti richiesti dalla Vigilanza.

Nell'ambito della valutazione dell'adeguatezza del profilo di liquidità della banca viene incluso anche il rischio connesso alla quota di attività vincolate (asset encumbrance) ovvero il rischio derivante da un loro potenziale aumento a seguito di situazione di tensione rilevanti, ossia da shock plausibili benché improbabili, avendo riguardo anche al declassamento del rating del credito della banca (ove presente), alla svalutazione delle attività costituite a pegno e all'aumento dei requisiti di margine. Al riguardo, Le principali operazioni in essere al 30 settembre 2019 che determinano il vincolo di attività di proprietà sono rappresentate da operazioni di funding con la BCE, nel cui ambito sono utilizzati anche i titoli rivenienti da operazioni di autocartolarizzazione, da operazioni di pronti contro termine e da operazioni di funding con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI).

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Rischio residuo

Il rischio residuo è il rischio che le tecniche riconosciute per l'attenuazione del rischio di credito

utilizzate dalla banca risultino meno efficaci del previsto ed è generato principalmente dal processo

creditizio. L'esposizione a tale rischio in termini di "perdita inattesa" si posiziona su livelli medio -

bassi.

Rischio di reputazione

Nel corso dei nove mesi del 2019 non sono stati rilevati elementi che abbiano modificato o possano

modificare significativamente nel breve termine la positiva percezione dell'immagine della Banca

presso le diverse categorie di stakeholders (clienti, controparti, azionisti, investitori o autorità di

vigilanza). La valutazione complessiva di questa tipologia di rischio è legata all'attività specifica svolta

in generale dal sistema bancario e dalla pluralità dei processi potenziali in grado di generare rischi

reputazionali, in un contesto attuale generale complesso considerati, tra gli altri, anche fattori di

incertezza legati al sistema e alla regolamentazione di vigilanza.

Rischio strategico

Il grado di esposizione al rischio strategico rimane essere di entità medio - alta anche per il 2019,

giudizio che deriva da valutazioni legate in particolare anche a fattori esterni alla Banca (permanere di

tassi di interesse bassi; modello di business del sistema bancario in evoluzione al fine di generare

redditività; forte concorrenza sulle piattaforme virtual banking; elevati vincoli patrimoniali e di liquidità

da parte del regolatore a fronte dei rischi della banca, anche secondo condizioni di stress severo; continue

modifiche regolamentari che impattano sulla strategie a medio lungo della banca).

Rischi verso soggetti collegati

L'esposizione verso i soggetti collegati è rimasta costante nel corso dell'anno e rispetta pienamente i

limiti fissati dalla normativa prudenziale e dalle politiche aziendali.

Rischi derivanti da cartolarizzazioni

In riferimento al rischio derivante da cartolarizzazioni, la Banca non ha realizzato alcun trasferimento

del rischio di credito e, pertanto, non incorre nel rischio che "la sostanza economica dell'operazione non

sia pienamente rispecchiata nelle decisioni di valutazione e di gestione del rischio".

Rischio immobiliare

Il rischio attuale o prospettico di potenziali perdite derivanti dalle fluttuazioni del valore del portafoglio

immobiliare di proprietà della Banca ovvero dalla riduzione dei proventi da esso generati si mantiene

sui livelli stabili rispetto l'esercizio precedente.

Rischio di leva finanziaria eccessiva

L'indicatore di leva finanziaria si è collocato all'interno di valori ritenuti normali a livello aziendale e

risulta ampiamente superiore alla soglia minima definita dalla normativa di vigilanza.

Rischio di compliance

L'esposizione al rischio di compliance, pur nella considerazione della sempre crescente complessità del

quadro di riferimento normativo e degli adempimenti che ne derivano, è giudicata, anche nel 2019,

complessivamente contenuta e coerente con gli orientamenti espressi dagli organi aziendali.

Rischio di riciclaggio

Attesa la rilevanza oggettiva del rischio di riciclaggio nonché la sempre crescente complessità del quadro

di riferimento normativo e degli adempimenti che ne derivano, la Banca ha progressivamente rafforzato

il presidio normativo, organizzativo, procedurale, applicativo e formativo. Il processo di gestione del

rischio è ritenuto adeguato rispetto alla complessità operativa e all'articolazione della Banca.

Per il governo dei rischi sopra descritti sono state adottate opportune "Risk Policy", nell'ambito delle

quali sono state stabilite le modalità di sorveglianza e presidio organizzativo mediante la definizione di

limiti operativi e/o di processi gestionali e di controllo.

Con riferimento all'Informativa al pubblico da parte degli Enti (Terzo Pilastro), le disposizioni di

vigilanza prudenziali applicabili alle banche sono raccolte nella Circolare di Banca d'Italia n. 285 del

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17 dicembre 2013, la cui emanazione è funzionale all'avvio dell'applicazione degli atti normativi

comunitari (Regolamento CRR UE n. 575/2013 e Direttiva CRD IV 2013/36/UE), contenenti le riforme

degli accordi del Comitato di Basilea (c.d. Basilea 3). La materia, come specificatamente richiamato

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Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

dalla Parte II - Capitolo 13 della suddetta Circolare, è direttamente regolata dal CRR (Parte Otto "Informativa da parte degli enti" e Parte Dieci, Titolo I, Capitolo 3) e dai regolamenti della Commissione Europea recanti le norme tecniche di regolamentazione o di attuazione. In particolare, secondo quanto stabilito dal Regolamento CRR, le banche pubblicano le informazioni richieste almeno su base annuale. I documenti di Informativa al Pubblico, che riflettono in larga misura i contenuti del Resoconto annuale ICAAP/ILAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process e Internal Liquidity Adequacy Assessment Process, ILAAP), vengono resi disponibili sul sito internet della Banca, www.civibank.it.

Il Sistema dei Controlli Interni

Secondo la normativa di vigilanza, il Sistema dei Controlli Interni rappresenta "l'elemento fondamentale del complessivo sistema di governo delle banche; esso assicura che l'attività aziendale sia in linea con le strategie e le politiche aziendali e sia improntata a canoni di sana e prudente gestione".

Il ruolo fondamentale nel controllo dei rischi spetta al Consiglio di Amministrazione della Banca, che stabilisce gli orientamenti strategici, approva le politiche di gestione dei rischi e valuta il grado di efficienza e adeguatezza del sistema dei controlli interni, con particolare riguardo al controllo dei rischi.

Per le attività istruttorie e consultive relative al controllo interno e al monitoraggio della gestione dei rischi aziendali, il Consiglio di Amministrazione si avvale del Comitato Rischi, costituito al proprio interno e composto in maggioranza da amministratori indipendenti; interlocutori del Comitato sono le tre funzioni di controllo della Banca, delle quali analizza l'operato, valutandone l'adeguatezza.

Un ruolo centrale compete anche al Collegio Sindacale, che presenzia alle sedute dello stesso Comitato Rischi, e ha compiti di vigilanza riguardo l'efficacia e l'adeguatezza del sistema di gestione e di controllo del rischio, nonché di revisione interna e sulla funzionalità e l'adeguatezza del complessivo sistema dei controlli interni.

La Banca ha istituito, secondo quanto previsto dalle disposizioni di vigilanza, le seguenti funzioni aziendali di controllo permanenti ed indipendenti: i) di conformità alle norme (Compliance); ii) di controllo dei rischi (Risk management); iii) di revisione interna (Auditing). Le prime due funzioni attengono ai controlli di secondo livello, la revisione interna ai controlli di terzo livello. Tra le funzioni aziendali di controllo fa parte inoltre anche la Funzione antiriciclaggio. L'indipendenza delle funzioni è assicurata a tali funzioni, in quanto le stesse dispongono dell'autorità, delle risorse e delle competenze necessarie per lo svolgimento dei loro compiti e sono collocate in posizione gerarchico - funzionale adeguata. In particolare, i responsabili delle funzioni di controllo dei rischi, di conformità alle norme, e di revisione interna sono collocati alle dirette dipendenze del Consiglio di Amministrazione, organo con funzione di supervisione strategica.

In sintesi, il sistema dei controlli interni della Banca ricomprende, i seguenti tre livelli di controllo:

  • Controlli di linea (primo livello): diretti ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni; essi sono effettuati dalle stesse strutture produttive o incorporati nelle procedure e nei sistemi informatici, ovvero eseguiti nell'ambito dell'attività di back office;
  • Controlli di secondo livello: includono, come sopra evidenziato, l'attività di controllo dei rischi (Risk Management) e di conformità (Compliance) e di antiriciclaggio. Hanno l'obiettivo di assicurare, tra l'altro: la corretta attuazione del processo di gestione dei rischi; il rispetto dei limiti operativi assegnati alle varie funzioni; la conformità dell'operatività aziendale alle norme, incluse quelle di autoregolamentazione. Le funzioni di controllo di secondo livello sono indipendenti da quelle di assunzione e gestione degli stessi (unità produttive e di gestione); esse concorrono alla definizione delle politiche di governo dei rischi e del processo di gestione dei rischi.
  • Controlli di terzo livello: è l'attività di revisione interna svolta dalla Funzione Auditing volta a individuare andamenti anomali, violazioni delle procedure e della regolamentazione, nonché a valutare periodicamente completezza, adeguatezza, funzionalità (in termini di efficienza ed efficacia) e affidabilità della struttura organizzativa delle altre componenti del sistema dei controlli interni; essa è condotta nel continuo, in via periodica o per eccezioni, da strutture diverse e indipendenti da quelle produttive, anche attraverso verifiche in loco.

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Rapporti con parti correlate

La materia è regolamentata dall'art. 2391 bis c.c., in base al quale gli organi di amministrazione delle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio adottano, secondo principi generali indicati dalla Consob, regole che assicurino "la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate" realizzate direttamente o tramite società controllate. L'organo di controllo è tenuto a vigilare sull'osservanza delle regole adottate e ne riferisce nella relazione all'Assemblea.

La Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, in attuazione della delega contenuta nell'art. 2391- bis codice civile, ha approvato il "Regolamento in materia di Operazioni con Parti Correlate" (di seguito anche il "Regolamento Consob"), successivamente modificato con delibera n. 17389 del 23 giugno 2010, che definisce i principi generali cui devono attenersi le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio nella fissazione delle regole volte ad assicurare la trasparenza, la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate.

In relazione alla specifica attività, la Banca è altresì soggetta alle disposizioni dell'art. 136 del Testo Unico Bancario, come recentemente modificata dalla Legge 221/2012, in tema di obbligazioni degli esponenti bancari.

Il 12 dicembre 2011 la Banca d'Italia ha pubblicato la nuova disciplina di vigilanza in materia di attività di rischio e conflitti di interesse delle banche e dei gruppi bancari nei confronti di "Soggetti Collegati" (IX aggiornamento della circolare 263 del 27 dicembre 2006 - di seguito anche il "Regolamento Banca d'Italia"), disposizioni che integrano quanto previsto dal Regolamento Consob. Nella definizione di Soggetti Collegati rientrano infatti, oltre alle parti correlate, come definite dal Regolamento Consob, i soggetti connessi alle medesime parti correlate, quali identificati dalle disposizioni di vigilanza.

La nuova disciplina mira a prevenire il rischio che la vicinanza di taluni soggetti ai centri decisionali della Banca possa compromettere l'oggettività e l'imparzialità delle decisioni relative alla concessione di finanziamenti e ad altre transazioni nei confronti dei medesimi soggetti, con possibili distorsioni nel processo di allocazione delle risorse, e si aggiunge, sovrapponendosi solo in parte, alle altre disposizioni vigenti in materia (art. 2391 c.c., art. 136 TUB, Regolamento Consob, IAS 24).

Nel corso del 2019, la Banca di Cividale ha pertanto adottato - in conformità al combinato disposto delle normative sopra richiamate - le "Procedure relative alle Operazioni con Parti Correlate e Soggetti Connessi" (di seguito anche le "Procedure BPC OPC").

Con l'obiettivo di raggruppare in un "testo unico" le normative interne in materia di conflitto di interessi, il Consiglio di Amministrazione ha approvato il 3 dicembre 2014 il regolamento "Rapporti con soggetti collegati, soggetti ex art. 136 TUB e 2391 Codice Civile". In tale documento sono stati unificati i preesistenti regolamenti emanati in applicazione delle Disposizioni di Vigilanza in materia di attività di rischio con soggetti collegati (9° aggiornamento della circ. 263/06), del Regolamento CONSOB per l'operatività con parti correlate (delibera n. 17221 del 12 marzo 2010), nonché dell'articolo 136 del Testo unico bancario "Obbligazioni degli esponenti bancari" e Istruzioni di Vigilanza connesse e infine dell'articolo 2391 del Codice Civile "Interessi degli amministratori". Il documento, ai sensi della disciplina vigente, è pubblicato sul sito internet all'indirizzo http://www.civibank.it/investor- relations/corporate-governance/procedura-parti-correlate.

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Operazioni di maggiore rilevanza

Nel corso del periodo di riferimento non è stata effettuata alcuna operazione con parte correlata qualificabile di maggiore rilevanza ai sensi delle richiamate "Procedure relative alle operazioni con parti correlate". Non si evidenziano ulteriori operazioni atipiche e/o inusuali, ai sensi della comunicazione CONSOB n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, avvenute nel corso dei primi nove mesi del 2019.

Operazioni di natura ordinaria o ricorrente

Le operazioni di natura ordinaria o ricorrente poste in essere al 30 settembre 2019 con parti correlate rientrano nell'ambito della ordinaria operatività della Banca e sono poste in essere a condizioni di mercato e comunque sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica, nel rispetto delle procedure interne sopra richiamate.

Le informazioni di dettaglio relative ai rapporti con parti correlate, comprese le informazioni sull'incidenza delle operazioni o delle posizioni in essere con dette controparti sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico, contenute nelle tabelle sotto riportate.

Informazioni sulle transazioni con parti correlate

In base alle indicazioni dello IAS 24 applicate alla struttura organizzativa e di governance della Banca di Cividale S.c.p.A., sono considerate parti correlate le seguenti persone fisiche e giuridiche:

  • le società controllate, società sulle quali la Banca di Cividale S.c.p.A. esercita direttamente o indirettamente il controllo, come definito dallo IAS 27;
  • le società collegate, società nelle la Banca di Cividale S.c.p.A. esercita direttamente o indirettamente influenza notevole, come definita dallo IAS 28;
  • le società sottoposte a controllo congiunto, società sulle quali la Banca di Cividale S.c.p.A. esercita direttamente o indirettamente il controllo congiunto, come definito dallo IAS 31;
  • i dirigenti con responsabilità strategiche e gli organi di controllo, vale a dire gli Amministratori, i Sindaci, il Direttore Generale della Banca di Cividale S.c.p.A.;
  • le altre parti correlate, che comprendono:
  • gli stretti famigliari - conviventi, figli, figli del convivente e le persone a carico del soggetto o del convivente - di Amministratori, Sindaci, Direttore Generale della Banca di Cividale S.c.p.A.;
  • le società controllate, sottoposte a controllo congiunto ovvero soggette ad influenza notevole da parte di Amministratori, Sindaci, Direttore Generale della Banca di Cividale S.c.p.A. nonché

dei loro stretti famigliari come precedentemente definiti.

Gli effetti delle operazioni poste in essere con le parti correlate come sopra definite sulla situazione patrimoniale sono rappresentati nelle tabelle riepilogative che seguono.

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

1. Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategiche

Nella tabella che segue sono riepilogati i compensi erogati dalla Banca agli amministratori, ai direttori e dirigenti con responsabilità strategica.

*Nell'importo indicato sono compresi emolumenti corrisposti agli amministratori per 344 migliaia di euro, al collegio sindacale per 74 migliaia di euro e all' O.d.V. per 19 migliaia di euro.

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Informativa di settore

Criteri di individuazione e di aggregazione dei settori operativi

In applicazione dell'IFRS 8 i segmenti operativi ai fini dell'informativa di settore sono stati identificati sulla base dei settori di attività che risultano essere:

  • Banca Retail e Imprese, segmento dedicato all'attività bancaria;
  • Leasing, segmento dedicato all'attività di leasing;

I dati riferiti al periodo di confronto sono stati opportunamente riesposti.

Risultati di settore - Dati economici

Risultati di settore - Dati patrimoniali

Cividale del Friuli, 6 novembre 2019

Il Consiglio di Amministrazione

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Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

Relazione della Società di Revisione

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Banca di Cividale SCpA

Relazione finanziaria al 30 settembre 2019

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Disclaimer

Banca Popolare di Cividale Scpa ha pubblicato questo contenuto il 18 dicembre 2019. La fonte è unica responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 18 dicembre 2019 15:40:02 UTC

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