COMUNICATO STAMPA
BANCA SISTEMA: APPROVATI I RISULTATI AL 31 DICEMBRE 2024
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Utile netto (€25,2 milioni vs. 16,5 milioni) in forte crescita (+53% a/a ovvero
+20% a/a al netto di €8mn lordi di riprese di valore su crediti) guidato da: -
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Margine d'intermediazione in decisa accelerazione (+17% a/a) grazie alla crescita dei ricavi core:
Margine d'interesse adjusted pari a €82,9 milioni (+18% a/a) Commissioni nette pari a €26,7 milioni (+36% a/a) - Costi operativi in crescita per implementazione business plan, IPO KK e M&A seppur in rallentamento tendenziale (+7% a/a vs +18% a/a nei primi 9M24)
- Costo del rischio: 3bps (17bps nel 2023), nonostante l'incremento dei crediti scaduti, grazie a €8milioni di writeback su 1 posizione in dissesto e al calo dell'aggregato "sofferenze+inadempienze probabili"
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Margine d'intermediazione in decisa accelerazione (+17% a/a) grazie alla crescita dei ricavi core:
- Trend commerciali:
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- Factoring: turnover pari a €5.261milioni (+3,9% a/a al netto di one off registrati nel 4Q23)
- CQ: nuovi volumi -3%a/a; stock impieghi pari a €701 milioni, -12%a/a
- Credito su pegno: impieghi pari a €144 milioni, +18% a/a (+5% a/a al netto dell'acquisizione in Portogallo)
- Asset quality e capital ratios al 31/12/24:
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- Sofferenze nette al netto dei dissesti/totale crediti netti: 0,1%;
- Totale deteriorati netti al netto dei dissesti/totale crediti netti: 5,4%.
- CET1 ratio phased in: 13,3% (12,9% al FY23), TCR ratio phased in: 16,1% (16,1% al FY23) nonostante l'incremento organico dei crediti scaduti che aumen- teranno ulteriormente a fine 1Q25 a seguito del recepimento dei criteri di riclassifi- cazione dei crediti indicati da Banca d'Italia e della finalizzazione dell'acquisizione di KK in Portogallo (ca. -80bpssul TCR). I capital ratios includono l'utile di esercizio non distribuito in linea con quanto richiesto dalla Banca d'Italia.
- Asset quality e capital ratios riesposti1:
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- Crediti scaduti riesposti: €372 milioni (al 30/6/24), €307 milioni (al 30/9/24), €256 milioni (al 31/12/24).
- TCR riesposto: 12,3% (30/6/24), 13,4% (30/9/24), 14,3% (31/12/24)
- La Banca, nell'ambito del procedimento amministrativo, ha in corso la pre- disposizione delle controdeduzioni al rapporto ispettivo della Banca d'Italia
1 I dati riesposti si basano sulla simulazione degli impatti derivanti dalla classificazione a scaduti dei crediti di factoring pro- soluto in ipotesi di inefficacia dei mitigant aziendali oggetto di riscontro negativo in sede di indagine campionaria ispettiva da parte di Banca d'Italia (Comunicato stampa del 20 dicembre inerente l'esito ispettivo di Banca d'Italia)
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- La Banca recepirà la richiesta di Banca d'Italia di riclassificazione di posi- zioni creditizie con il conseguente ricalcolo degli RWA in occasione dei ri- sultati del primo trimestre 2025.
- Solida posizione di liquidità, funding retail al 70%:
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- LCR e NSFR nettamente sopra i minimi regolamentari e in decisa crescita rispetto a fine 2023.
- La componente Retail è pari al 70% del totale funding (69% nei primi 9M24 e 78% a fine 2023). TLTRO completamente rimborsato (€262 milioni al 30/9/24).
Milano, 07 febbraio 2024
Il Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema ha approvato gli schemi di bilancio consolidato al 31 dicembre 2024, chiusi con un utile netto pari a €25,2 milioni, rispetto ai €16,5 milioni dello stesso periodo del 2023, +53% a/a (ovvero +20% a/a escludendo €8 milioni di ripresa di valore su una posizione riferita a un ente territoriale in dissesto).
Andamento Commerciale
La business line del factoring ha registrato una crescita, con volumi (turnover) pari a €5.261 milioni, pari ad una crescita del +3,9% a/a al netto di one off registrati nel 4Q23.
Gli impieghi factoring (outstanding) al 31 dicembre 2024 si attestano a €1.569 milioni, in calo rispetto ai €2.117 milioni al 31 dicembre 2023 che comprendevano alcuni crediti one off incassati nel corso del 1H24, e solo in leggero calo rispetto al dato al 30 settembre 2024 (€1606 milioni). Includendo i crediti superbonus (classificati tra le altre attività), gli impieghi factoring al 31 dicembre 2024 si attestano a €2.004 milioni (2.334 milioni al 31 dicembre 2023 ovvero 1.834 milioni al netto dei crediti one off registrati a fine 2023).
Il factoring pro soluto, pari al 73% (86% al 31 dicembre 2023) dell'outstanding gestionale2, include i crediti fiscali (pari al 12% degli impieghi, rispetto al 10% del 31.12.2023).
Con riferimento agli impieghi relativi al prodotto CQ, il Gruppo ha erogato crediti per €188 milioni (capitale finanziato), in calo del 3% a/a (€194 milioni al 31.12.2023) e quasi esclusivamente derivanti dal canale Diretto (QuintoPuoi). Il canale indiretto riguarda acquisti della sola posizione creditoria senza l'acquisto dei contratti verso i clienti non originati dalla banca ma da altre società finanziarie
2 Pari a 1.733 milioni al 31.12.2024, 1.777 milioni al 30.09.2024 e 2.176 milioni al 31.12.2023.
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mentre il canale diretto riguarda la sottoscrizione di contratti di finanziamento con la clientela finale originati dalla rete di agenti della Banca.
Da segnalare, a tal riguardo, che nel corso del 2024 lo stock di crediti generati dal canale diretto (QuintoPuoi) ha superato quelli generati dal canale indiretto. Nello specifico: 1) CQS diretto (€198m nel 2022, €260m nel 2023, €364m nel 2024); 2) CQS indiretto (€744m nel 2022, €547m nel 2023, €338m nel 2024).
Lo stock dei crediti al 31 dicembre 2024 ammonta a €701 milioni, -12% a/a (€799 milioni) per effetto di incassi (€228 milioni) che hanno più che compensato la nuova produzione, e cessioni di portafogli che nel FY24 sono state pari a €58 milioni (€100 milioni nel FY23).
Gli impieghi del credito su pegno si attestano al 31 dicembre 2024 a 144 milioni, in aumento del +18% a/a (+5% a/a al netto dell'acquisizione in Portogallo finalizzata nel 4Q24).
Risultati economici al 31 dicembre 2024
Il margine d'interesse adjusted (margine d'interesse + trading superbonus), evidenzia un incremento a/a (+€12,9 milioni a/a ovvero +18% a/a); in particolare si segnala la crescita sequenziale di tali ricavi aggregati t/t (€16,1 milioni nel 1Q24, €16,3 milioni nel 2Q24, €23,2 nel 3Q24 e €27,3 milioni nel 4Q24) grazie a maggiori interessi da factoring (+€11,6 milioni a/a), finanziamenti garantiti (+€4,0 milioni), pegno (+€3,8 milioni a/a), e interessi da C/C e banche (+€4,8 milioni a/a) in parte bilanciati dalla crescita degli interessi passivi (-€ 34,9 milioni a/a) dovuta all'aumento del costo della raccolta a seguito dei rialzi dei tassi effettuati dalla BCE nel corso del 2023. Il portafoglio titoli di Stato italiani e i crediti CQ hanno evidenziato, invece, un calo degli interessi rispettivamente di €-1,6 milioni e €-3,9 milioni a/a per effetto di una riduzione delle grandezze medie dei rispettivi portafogli.
La componente dovuta per i ritardi di pagamento ex D.Lgs 231/02 (composta da interessi di mora e indennizzo risarcitorio) azionati legalmente al 31 dicembre 2024 è stata pari a €31,4 milioni (€36,5 milioni al 31 dicembre 2023), di cui:
- €11,1 milioni derivante dalle attuali stime di recupero (€18,7 milioni al 31 dicembre 2023);
- €5,5 milioni derivante dall'aggiornamento delle stime di recupero e dei tempi attesi di in- casso (€1,2 milioni al 31 dicembre 2023). Ricordiamo che già al 31 dicembre 2023 €6,4 milioni sono stati registrati a seguito dei rialzi dei tassi di riferimento (BCE);
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- €13,4 milioni (€6,5 milioni al 31 dicembre 2023) quale differenza tra quanto incassato nel periodo pari a €21,4 milioni (€10,8 milioni al 31 dicembre 2023), rispetto a quanto già registrato per competenza negli esercizi precedenti;
- €1,4 milioni derivante dalle attuali stime di recupero della componente di 40 euro di crediti Risarcitori ex art. 6 D.Lgs 231/02 (€3,7 milioni al 31 dicembre 2023).
L'ammontare degli interessi di mora oggetto di azione legale maturati al 31 dicembre 2024 e rilevanti ai fini del modello di stanziamento risulta pari a €149 milioni (€137 milioni alla fine del 2023) che diventa pari a €252 milioni includendo gli interessi di mora relativi a posizioni verso i Comuni in dissesto, componente su cui non vengono stanziati in bilancio interessi di mora, mentre il credito iscritto in bilancio è pari a €92 milioni. L'ammontare degli interessi ex D.Lgs 231/02 maturati e non ancora transitati a conto economico è quindi pari a €160 milioni, di cui circa €44 milioni relativi alla posizione di un Comune in dissesto su cui, lo scorso 16 gennaio 2024, è intervenuta la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo3 e 19 milioni rivenienti da ricorsi già promossi dalla Banca verso la medesima Corte. Come già riferito, al 31 dicembre 2024, nessuno dei €43,7 milioni relativi ad interessi di mora maturati nei confronti del Comune in dissesto per cui lo Stato, in via definitiva e senza possibilità di ricorso, è stato condannato a pagare, sono stati contabilizzati, per il momento, in conto economico. La Banca sta procedendo a sottoporre nuove azioni presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per casistiche analoghe. L'ammontare non transitato a conto economico entrerà, per competenza o per cassa, nei prossimi esercizi sulla base delle attese di collection, che si confermano intorno al 90%.
Da segnalare che, nonostante l'incremento degli interessi passivi (+31% a/a) a causa del rialzo tassi BCE avvenuto in modo repentino negli scorsi anni, si evidenzia un iniziale calo degli stessi negli ultimi trimestri (€38,4 milioni nel 2Q24, €36,2 milioni nel 3Q24, €35,2 milioni nel 4Q24) conseguenza del taglio tassi BCE compiuto nel corso del 2024. Il costo totale della raccolta, pari al 3,57%, è leggermente in calo t/t (3,59% nei 9M24) e in crescita rispetto al 31.12.2023 (2,84%), in linea con le aspettative. Il costo della componente wholesale consolida il trend di miglioramento fatto registrare nel precedente trimestre e si attesta al 3,63% (3,97% nel 1Q24, 3,83% nel 1H24, 3,66% nei 9M24) mentre la componente retail si sta stabilizzando (-2bps t/t). La forbice tra costo della raccolta wholesale e retail si riduce ulteriormente (da 28bps nel 1H24, a 10bps nei 9M24 e 8bps nel FY24).
3 La Sentenza della Corte Europea dei diritti dell'Uomo ha stabilito che lo Stato Italiano debba garantire con misure adeguate l'esecuzione dei provvedimenti giudiziari interni ancora pendenti in merito alle obbligazioni di pagamento riconosciute (anche) in provvedimenti giudiziari definitivi e risalenti nel tempo, ottenuti dalla Banca per un ammontare di oltre € 61 milioni di capitale, oltre interessi di mora (stimati, al 31 dicembre 2024, nella misura di €43,7 milioni) e le spese legali.
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Le commissioni nette, pari a €26,7 milioni, sono in crescita del 36% a/a (€19,6 milioni al 31 dicembre 2023) grazie soprattutto alla componente factoring (+€6,1 milioni a/a) che ha beneficiato di una maggiore vendita di prodotti a commissione e della crescita degli impeghi a fine 2023. Bene anche l'andamento delle commissioni sul pegno (+€2,9 milioni a/a) mentre pesano negativamente le commissioni del banking business legate alla raccolta (-€2,4 milioni a/a) e quelle dei finanziamenti garantiti (-€0,4 milioni a/a).
Il margine da intermediazione, pari a €121,2 milioni, è cresciuto del 17% a/a nonostante un calo a/a degli utili da tesoreria e cessioni di crediti (€13,6 milioni nel 2023 vs €11,3 milioni nel 2024).
Per quanto riguarda i rendimenti delle singole attività, rapportando il totale ricavi del factoring, incluso il Superbonus, alla media dei crediti, si registra l'importante crescita del rendimento pari al 8,2% (+100bps a/a). Per la cessione del quinto il rapporto tra interessi attivi e crediti medi si è attestato al 2,6% (-10bps a/a e +10bps t/t) mentre in deciso aumento la marginalità del credito su pegno pari a 21,8% (+220bps a/a).
Le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti ammontano al 31 dicembre 2024 a €1,2 milioni, (€4,6 milioni al 31 dicembre 2023) e hanno beneficiato di una ripresa di valore pari a €8,0 milioni legata alla già citata posizione di un Comune in dissesto a fronte della richiamata sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dello scorso 16 gennaio 2024. Il costo del rischio relativo ai crediti alla clientela risulta, quindi, pari a 3bps (17bps al 31 dicembre 2023), ovvero 30bp al netto della ripresa di valore.
Le risorse (FTE) del Gruppo, pari a 358, sono in aumento rispetto alle 299 al 31.12.2023 a causa anche del consolidamento della recente acquisizione eseguita da Kruso Kapital in Portogallo (CEP) che ha comportato l'incremento delle risorse per 44 unità.
Le spese del personale, pari a €32,5 milioni, sono in crescita del 9% a/a a causa sia dell'incremento dei costi dovuto alla revisione del contratto bancario che dell'aumento degli FTE.
La voce altre spese amministrative (€36,7milioni) è in crescita del 5% a/a e include il lancio di nuovi progetti legati al Piano industriale, inclusi gli investimenti in intelligenza artificiale, le spese legate al credito (origination, collection) e i costi di assicurazione sul factoring verso i Privati.
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L'aggregato totale dei costi operativi è in crescita del +7% a/a. Ricordiamo che tale aggregato contiene il contributo al FITD pari a €5,1 milioni, non previsto nel corrente anno, che nel corso del 2024 era stato anticipato al 2Q rispetto all'usuale 4Q.
L'utile prima delle imposte al 31 dicembre 2024 si è attestato a €41,9 milioni, +63% a/a ovvero +32% al netto della ripresa di valore sulla posizione del Comune in dissesto.
L'utile netto è pari a €25,2 milioni, rispetto ai €16,5 milioni dello stesso periodo del 2023, +53% a/a ovvero +20% a/a al netto della ripresa di valore sulla posizione del Comune in dissesto.
A livello divisionale, il factoring registra nel 2024 un utile netto di €38,3 milioni (€32,9 milioni al netto della ripresa di valore sulla posizione del Comune in dissesto) (vs €26,1 milioni nel 2023), il Pegno di €3,2 milioni (€1,4 milioni nel 2023), la divisione Finanziamenti Retail una perdita di €-15,3 milioni (- €11,1 milioni nel 2023) in linea con le attese.
Gli aggregati patrimoniali al 31 dicembre 2024
Il portafoglio titoli, che presenta investimenti quasi esclusivamente in titoli di Stato italiani, è pari a €1.179 milioni (€647 milioni al 31 dicembre 2023), di cui €1.118 milioni classificati nella categoria HTCS (€586 milioni al 31 dicembre 2023) con duration di circa 15,2 mesi (13,8 mesi al 31 dicembre 2023). Al 31 dicembre 2024 il portafoglio HTC ammonta a €61 milioni con duration pari a 31 mesi (€61 milioni al 31 dicembre 2023 con duration di 43,6 mesi)
La voce Attività finanziarie al costo ammortizzato (€2.873 milioni) è composta principalmente dagli impieghi relativi al factoring (€1.569 milioni) in calo del 26% a/a, dai finanziamenti nella forma tecnica di CQS e CQP (€701 milioni) in calo del 12% a/a, dai finanziamenti con garanzia dello Stato alle PMI (€240 milioni) in calo del 16% a/a ed impieghi relativi al pegno pari a €144 milioni, in crescita del 18% a/a. Ricordiamo che l'aggregato degli impieghi relativi al factoring non include gli impieghi Superbonus che a fine 2024 erano pari a € 435 milioni (€217 milioni a fine 2023)
Lo stock dei crediti deteriorati lordi pari a €333 milioni risulta in crescita rispetto al 31 dicembre 2023 (€297 milioni) a causa prevalentemente dell'incremento dei crediti scaduti (da €64 a €101 milioni) mentre le inadempienze probabili (€52 milioni) sono calate rispetto a fine 2023 (€59 milioni) e le sofferenze (€180 milioni) sono leggermente cresciute rispetto a fine 2023 (€174 milioni). Da
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sottolineare che le sofferenze lorde includono €61 milioni derivanti dalla richiamata posizione nei confronti di un Comune in dissesto sulla quale la Corte Europea dei Diritti Umani ha sancito che lo Stato italiano deve garantire con misure adeguate l'esecuzione dei provvedimenti giudiziari interni ancora pendenti entro 90 giorni dal 16 gennaio u.s. Il dato proforma, quindi, tenendo conto del contenuto della sentenza, in caso di pagamento vedrebbe le sofferenze calare da €180 milioni a €119 milioni. E' opportuno, inoltre, sottolineare che tale posizione ha generato al 31 dicembre 2024, €43,7 milioni di interessi di mora che attualmente non sono iscritti in bilancio.
Si segnala, altresì, che alla luce dei rilievi ispettivi di Banca d'Italia dello scorso 20 dicembre4, i dati riesposti dei crediti scaduti derivanti dalla simulazione degli impatti derivanti dalla classificazione a scaduto dei crediti di factoring pro-soluto in ipotesi di inefficacia dei mitigant aziendali oggetto di riscontro negativo in sede di indagine campionaria ispettiva da parte di Banca d'Italia, sarebbero i seguenti: €372 milioni (al 30/6/24), €307 milioni (al 30/9/24), €256 milioni (al 31/12/24). Il calcolo è stato effettuato con lo stesso criterio di simulazione riportato nel rapporto ispettivo. La Banca, che ha in corso le repliche al rapporto ispettivo, procederà alla riclassificazione dei crediti scaduti recependo le indicazioni di Banca d'Italia, sulle quali sono in corso approfondimenti, a far data dai risultati del primo trimestre 2025 ovvero con la segnalazione del 31 marzo 2025, assumendo l'applicazione del prudential backstop alla fine del secondo anno dalla data di classificazione delle posizioni in past due.
La raccolta, al 31.12.2024, ha confermato i recenti trend con la raccolta retail che rappresenta il 70% del totale (78% al 31.12.2023).
All'interno della voce Passività finanziarie al costo ammortizzato (€4.110 milioni), i Debiti verso banche sono in calo rispetto al 31 dicembre 2024 (€127 milioni vs €644 milioni), a seguito del rimborso anticipato del TLTRO (ultima tranche da €262 milioni rimborsata nel 4Q24) i Debiti verso clientela in crescita (€3.761 milioni vs €3.233 milioni a fine 2023) grazie all'incremento dei pct passivi (€820 milioni vs zero a fine 2023 causa cessione del portafoglio titoli avvenuta nel 4Q23) e dei depositi vincolati (€2.565 milioni vs €2.402 milioni) che più che compensano il calo dei conti correnti (€288 milioni vs €705 milioni).
La voce Titoli in circolazione (€221 milioni) cresce rispetto al 31 dicembre 2023 (€165 milioni) per il maggior funding derivante da operazioni di finanza strutturata.
4 Comunicato stampa del 20 dicembre inerente l'esito ispettivo di Banca d'Italia
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Il Totale dei fondi propri (Total Capital phased in) al 31 dicembre 2024 ammonta a €261 miilioni (€230 milioni al 31 dicembre 2023) ed include oltre l'utile di periodo anche il rilascio della componente dividendi accantonata nei primi 9 mesi 2024, la rivalutazione del patrimonio immobiliare e il consolidamento dell'iscrizione dell'avviamento derivante dall'acquisizione da parte della controllata Krusp Kapital di CEP in Portogallo. Il totale fondi propri include, altresì, la riserva computata a capitale sulle "Attività finanziarie con impatto sulla redditività complessiva" (HTCS), in particolare sui titoli di Stato italiani5.
I coefficienti patrimoniali6 risultano in crescita rispetto ai dati comparabili al 30 giugno 2024 grazie ai suddetti elementi che hanno più che compensato l'incremento dei RWA (pari a €1.632 milioni al 31.12.2024 rispetto a €1.500 milioni al 30.06.2024). Si attestano rispettivamente a:
- CET1 ratio phased-in: 13,3%
- TIER 1 ratio phased-in: 16,1%
- Total Capital ratio phased-in: 16,1%
- CET1 ratio fully phased 13,2%;
- TIER 1 ratio fully phased 15,9%;
- Total Capital ratio fully phased 16,0%
I seguenti ratio riesposti si basano sulla simulazione degli impatti derivanti dalla classificazione a scaduti dei crediti di factoring pro-soluto in ipotesi di inefficacia dei mitigant aziendali oggetto di riscontro negativo in sede di indagine campionaria ispettiva da parte di Banca d'Italia:
- CET1 ratio phased-in: 11,8%
- TIER 1 ratio phased-in: 14,3%
- Total Capital ratio phased-in: 14,3%
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5La riserva a capitale sulle "Attività finanziarie con impatto sulla redditività complessiva" (HTCS), in particolare sui titoli di Stato italiani pari a -3,0 milioni (-17,6 milioni al 31 dicembre 2023).
6In conformità con quanto previsto dall'EBA con le Guidelines on common SREP (Supervisory Review and Evaluation Process), la Banca d'Italia ha richiesto il mantenimento dei seguenti requisiti minimi a partire dal 31 dicembre 2023 a cui si aggiunge la riserva Syrb a partire dal 31.12.2024:
- coefficiente di capitale primario di classe 1 (CET1 ratio) pari al 9,8%;
- coefficiente di capitale di classe 1 (TIER1 ratio) pari al 11,3%; coefficiente di capitale totale (Total Capital ratio) pari al 13,3%.
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Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Alexander Muz, dichiara, in conformità a quanto previsto dal secondo comma dell'art. 154 bis del Testo unico della Finanza, che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.
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Fatti di rilievo successivi alla chiusura del trimestre
In data 16 gennaio 2025 è stata pubblicata dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (la "Corte") la sentenza (la "Sentenza") resa a definizione del giudizio promosso nel 2023 dallo studio legale Ontier Italia per conto della Banca e funzionale a far accertare dalla Corte la violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (la "Convenzione"). Le lamentate violazioni originavano dall'inadempimento da parte di un ente territoriale in dissesto (l'"Ente Territo- riale") alle obbligazioni di pagamento riconosciute (anche) in provvedimenti giudiziari definitivi e risa- lenti nel tempo, ottenuti per un ammontare di oltre Euro 61 milioni di capitale, oltre interessi di mora (stimati, al 31 dicembre 2024, nella misura di Euro 43,7 mln) e le spese legali. Con la Sentenza la Corte ha (tra l'altro) espressamente dichiarato "che lo Stato convenuto, entro tre mesi, deve garantire con misure adeguate l'esecuzione dei provvedimenti giudiziari interni ancora pendenti". La Sentenza
- stata resa nell'ambito di un consolidato indirizzo giurisprudenziale della Corte. La sentenza è defini- tiva e non impugnabile. In base all'ultima situazione contabile approvata, rientrando l'Ente Territoriale tra i c.d. "Comuni in dissesto", l'esposizione di cui sopra è classificata a sofferenza, con la conseguente ponderazione al 150%. Su detta esposizione esisteva una rettifica di valore per un importo di circa Euro 8 milioni. Gli interessi di mora non risultano iscritti nel bilancio della Banca. In questo contesto, si segnala che, ad oggi, la Banca ha promosso dinanzi alla Corte ricorsi analoghi a quello definito con la Sentenza che vedono come debitore originario inadempiente entità tutte riconducibili alla Pubblica Amministrazione (ivi compresi altri enti territoriali in dissesto), per un ammontare complessivo pari a ulteriori circa Euro 27 milioni di capitale (che hanno prodotto interessi di mora non iscritti a bilancio stimati al 31 dicembre 2024 in circa Euro 19 milioni), per Euro 13,7 milioni dei quali ha già ricevuto la proposta di conciliazione da parte della Corte.
Successivamente alla data di riferimento della presente Relazione non si sono verificati ulteriori eventi da menzionare che abbiano comportato effetti sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Banca e del Gruppo.
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COMUNICATO STAMPA
Evoluzione prevedibile della gestione e principali rischi e incertezze
I trend registrati nell'ultimo periodo sono attesi consolidarsi nel corso del 2025 grazie al minore costo del funding e a una solida attività commerciale. L'acquisizione in Portogallo da parte di KK produrrà pieni effetti nel corso del 2025 mentre la divisone CQ è attesa ridurre ulteriormente il portafoglio legacy a favore della nuova produzione che avviene a tassi decisamente superiori. Azioni di efficientamento del rischio di credito (SRT) così come il possibile incasso di alcuni crediti aventi già sentenza/decreto esecutivi (vd. comunicato del 16 gennaio 2025) potrebbero ulteriormente rafforzare il capitale e compensare eventuali impatti regolamentari negativi.
La Banca ha, al momento, rilasciato l'accantonamento sui dividendi di competenza del risultato 2024, sino al riesame, da parte della Banca d'Italia, delle iniziative che saranno adottate dalla Banca, tra cui alcune in materia di governance finalizzate anche al ricambio di parte degli organi sociali, già dall'Assemblea che approverà il bilancio al 31 dicembre 2024.
Allegati
- Stato patrimoniale consolidato
- Conto economico consolidato
- Conto economico consolidato riclassificato
- Qualità del Credito
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Allegati
Disclaimer
Banca Sistema S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 07 febbraio 2025 ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 07 febbraio 2025 14:47:05 UTC.
