COMUNICATO STAMPA
BANCA SISTEMA: I RISULTATI 2020 DIMOSTRANO LA RESILIENZA DEL GRUPPO
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• Andamento commerciale:
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• Factoring: volumi pari a 3.101 milioni, in aumento del +10% a/a escludendo i crediti fiscali; +2% a/a complessivamente
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• CQS/CQP: impieghi pari a 934 milioni, +14% a/a
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• Credito su pegno: impieghi pari a 78 milioni, a seguito del perfezionamento a luglio dell'acquisizione del ramo d'azienda credito su pegno da Intesa Sanpaolo (12 milioni al 31.12.2019)
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• Margine di interesse: pari a 74,3 milioni, -8% a/a guidato in buona parte dai minori interessi di mora stanziati del factoring
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• Margine di intermediazione: pari a 101,5 milioni, +1% a/a
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• Totale costi operativi ordinari stabili, in aumento considerando i costi straordinari:
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• dell'acquisizione/ integrazione del ramo d'azienda credito su pegno per cui sono stati sostenuti costi non ricorrenti per 2,1 milioni
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• del maggior contributo al Fondo di Risoluzione, per +0,9 milioni, +75% a/a
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• Rettifiche di valore su crediti pari a 11,0 milioni (Cost of risk 42 bps vs 36 bps nel 2019)
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• Utile netto pari a 25,8 milioni, 26,1 milioni al netto delle poste non ricorrenti
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• RoTE nel 2020 pari al 15,6%1
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• LCR e NSFR superiori al limite regolamentare
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• La componente Retail del funding è pari al 59% del totale
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• CET1 ratio al 12,6% e Total Capital ratio al 16,1% in deciso aumento
"Banca Sistema chiude il 2020, anno caratterizzato da un evento inatteso che ha condizionato la vita di noi tutti ed il sistema economico mondiale, con una performance commerciale migliore di quanto ci si potesse aspettare e la concretizzazione dell'importante acquisizione nel credito su pegno a cui si accompagnano una conferma del ritorno sul capitale a doppia cifra ed il consolidamento dei coefficienti patrimoniali; tutte evidenze della resilienza del nostro business model, decorrelato dall'andamento del PIL, che è la base per continuare a crescere in futuro." ha commentato Gianluca Garbi, CEO di Banca Sistema.
1Il Return on Tangible Equity (RoTE) è pari al rapporto tra l'Utile Netto di Gruppo di periodo e il Patrimonio Netto di Gruppo una volta sottratto l'ammontare della voce Attività Immateriali.
Milano, 10 febbraio 2021
Il Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema ha approvato gli schemi di bilancio consolidato al 31 dicembre 2020, chiusi con un utile netto pari a 25,8 milioni.
Il Consiglio di Amministrazione ha confermato, in continuità col passato, in linea con le trimestrali già approvate, tenendo conto degli impatti derivanti dal Covid-19 sia attuali che prospettici, alla solidità patrimoniale ed alle prospettive di crescita dei business, che proporrà all'Assembla degli azionisti di accantonare a riserva il 75% dell'utile netto della Capogruppo (pari a euro 25.745.540,65). A seguito di un confronto con Banca d'Italia, il Consiglio di Amministrazione formulerà anche la propria proposta all'Assemblea per la parte di utile non accantonato a riserva.
Andamento Commerciale
Nonostante il sistema economico in Italia risulti fortemente impattato dall'evolversi dell'epidemia Covid-19 la business line factoring, con volumi (turnover) pari a 3.101 milioni, ha registrato una crescita del 2% a/a, +10% escludendo i crediti fiscali (il cui peso sul totale turnover nel quarto trimestre del 2019 era stato rilevante).
Gli impieghi factoring al 31 dicembre 2020 (dato gestionale) si attestano a 1.717 milioni (di cui il 25% in azione legale, 11% se si considera la sola porzione rilevante ai fini del modello di stanziamento degli interessi moratori), in calo del 2% rispetto ai 1.749 milioni al 30 settembre 2020 e in calo del 7% rispetto al 31 dicembre 2019. Il factoring pro soluto, pari all'79%, degli impieghi, include i crediti fiscali (pari al 18% degli impieghi).
Con riferimento alla business line CQS/CQP, il Gruppo ha acquistato/erogato crediti per 308 milioni (266 milioni nel 2019) e lo stock dei crediti al 31 dicembre 2020 ammonta a 934 milioni, in aumento del 14% a/a e solo in lieve aumento rispetto al 30 settembre 2020 a seguito di una cessione nel quarto trimestre del 2020 di un portafoglio di crediti per circa 23 milioni.
Gli impieghi del credito su pegno si attestano al 31 dicembre 2020 a 77,7 milioni, in forte aumento rispetto ai 13,3 milioni al 30 giugno 2020 per l'integrazione del ramo acquisito da Intesa Sanpaolo (il perfezionamento dell'acquisto del ramo ha avuto efficacia dal 13 luglio 2020).
Risultati economici al 31 dicembre 2020
Il margine di interesse, pari a 74,3 milioni, è in calo del 8% a/a, a causa dei minor interessi attivi del factoring.
Nel 2020, il calo degli interessi attivi (98,1 milioni vs 110,3 milioni rispettivamente al 31.12.2020 e al 31.12.2019) è ascrivibile sostanzialmente al business factoring, solo parzialmente compensato dai maggiori interessi attivi del credito su pegno e della tesoreria. Il calo del factoring è frutto di un minor contributo complessivo a/a degli interessi di mora nelle sue componenti (tra cui il consueto aggiornamento delle stime di recupero effettuato nel terzo trimestre) e dal minor contributo dei crediti fiscali in particolare nel quarto trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, in cui era stata registrata una performance straordinariamente positiva collegata all'incasso anticipato di alcune posizioni. La restante parte degli interessi attivi degli impieghi factoring risulta sostanzialmente stabile a/a se agli interessi si sommano i ricavi originati trimestralmente nel 2020 dalla cessione di portafogli non in azione legale (ricavi inclusi nella voce 100.a del Conto Economico - cessioni di portafogli di crediti).
Il costo totale della raccolta, pari a 0,6%, risulta in calo a/a (0,8% nel 2019) e stabile rispetto ai primi nove mesi del 2020, grazie ad un minor costo della raccolta ed un ulteriore efficientamento delle fonti.
A livello di interessi attivi, ha contribuito positivamente per 4,2 milioni (2,7 milioni al 31 dicembre 2019) la sottovoce "passività finanziarie" che include parte dei ricavi derivanti dall'attività di finanziamento del portafoglio titoli di Stato italiani ed i ricavi da operazione di rifinanziamento con BCE a tassi positivi.
Il contributo complessivo a conto economico al 31 dicembre 2020 degli interessi di mora azionati è in calo a/a e pari a 21,6 milioni (29,0 milioni al 31 dicembre 2019), di cui 1 milione derivante dall'aggiornamento delle stime di recupero (5,1 milioni nel 2019). La diminuzione dell'effetto derivante dall'aggiornamento delle stime di recupero è conseguenza del fatto che le serie storiche nel corso degli ultimi anni si sono consolidate su valori più prossimi alle percentuali medie di incasso e si sono stabilizzate in termini di numero di posizioni, quindi la percentuale di recupero attesa calcolata dal modello statistico è ormai stabile e non dovrebbe essere più soggetta a variazioni significative. Il minor contributo a/a da interessi di mora (escludendo l'impatto dell'aggiornamento delle stime), in linea con quanto registrato nei primi nove mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 è dovuto al minor stanziamento, frutto delle dinamiche di incassi/cessioni di interessi di mora e nuove azioni legali, mentre l'impatto a conto economico da incassi/cessioni è di poco inferiore a/a.
L'ammontare degli interessi di mora da azione legale, maturati al 31 dicembre 2020 e rilevanti ai fini del modello di stanziamento, risulta pari a 98 milioni (155 milioni includendo i comuni in dissesto, componente su cui non vengono stanziati in bilancio interessi di mora), mentre i crediti iscritti in bilancio sono pari a 50,1 milioni. L'ammontare non transitato a conto economico entrerà, per competenza o per cassa, nei prossimi esercizi sulla base delle attese di collection, superiori all'80%.
Le commissioni nette, pari a 17,4 milioni, risultano in aumento a/a. La componente commissionale del factoring va considerata unitamente alla componente di interessi attivi. Il contributo in termini di ricavi totali del factoring, dato dalla somma di interessi attivi e commissioni attive, risulta in valore assoluto in calo anno su anno (rif. commento su interessi attivi) ed in calo se rapportato alla media dei crediti. Per la cessione del quinto il rapporto tra interessi attivi e crediti medi risulta in calo anno su anno, seppur stabile da giugno 2020.
Sia le commissioni attive che le passive includono dal secondo trimestre 2019 il contributo derivante dal nuovo business di origination diretta del CQ a seguito dell'acquisizione di Atlantide.
Al 31 dicembre 2020 gli utili da tesoreria, relativi alla vendita di titoli di Stato italiani, risultano pari a 5,7 milioni, in aumento a/a (+2,9 milioni a/a). Come nel quarto trimestre 2019 e nei primi nove mesi del 2020, anche nel quarto trimestre 2020 sono state effettuate cessioni di portafogli di crediti factoring; gli utili complessivi nel 2020 sono stati pari a 2,5 milioni (voce 100.a del Conto Economico), di cui 0,3 milioni nel quarto trimestre 2020. Inoltre, nel quarto trimestre del 2020 è stata effettuata una cessione di crediti CQ, che ha generato un utile pari a 1,4 milioni.
Il margine di intermediazione si attesta a 101,5 milioni, in aumento del 1% a/a, con un quarto trimestre del 2020 comunque più alto del 12% rispetto al precedente trimestre e più alto del 6% rispetto al quarto trimestre 2019.
Le rettifiche di valore nette per deterioramento crediti ammontano al 31 dicembre 2020 a 11,0 milioni, in aumento a/a, in particolare nel secondo e quarto trimestre del 2020 anche sulla componente Bonis del portafoglio crediti a causa dell'aggiornamento dei modelli di impairment che ha fatto seguito al peggioramento del contesto macroeconomico causato dall'emergenza sanitaria in atto. Il costo delcredito relativo ai crediti alla clientela risulta pari a 42 bps ed è lievemente superiore rispetto al primo semestre di quest'anno (37 bps) e all'intero esercizio 2019 (36 bps).
Le risorse (FTE) del Gruppo, pari a 269 (4 in meno rispetto al 30 settembre 2020), risultano superiori alle 215 dello stesso periodo del 2019 principalmente per effetto dell'ingresso di 58 nuove risorse provenienti dal ramo d'azienda credito su pegno da Intesa Sanpaolo. Le spese del personale aumentano a/a in linea con l'aumento dell'organico, frutto anche dell'acquisizione citata. La voce altre spese amministrative è aumentata a/a per il maggior contributo al Fondo di Risoluzione per circa +0,9 milioni (registrato già nel primo semestre del 2020) e per spese non ricorrenti dell'acquisizione del ramo.
Nel confronto a/a, all'aumento del Totale costi operativi ha contribuito il consolidamento di Atlantide avvenuto nel secondo trimestre del 2019 (il cui costo stimato ammonta in totale nel 2020 a circa 2,4 milioni) ed il consolidamento del ramo acquisito nel terzo trimestre del 2020 (che include anche spese non ricorrenti pari a 2,1 milioni).
L'utile prima delle imposte al 31 dicembre 2020, in calo a/a, è pari a 36,4 milioni.
Alla formazione dell'utile netto del 2019, pari a 29,7 milioni, ha contribuito per 0,6 milioni il risultato della vendita della partecipazione del 10% del capitale sociale in Axactor Italy S.p.A.
L'utile netto al 31.12.2020 è pari a 25,8 milioni in calo a/a del 13%. Escludendo i costi non ricorrenti (2,1 milioni), la PPA della controllata Pronto Pegno a livello di interessi attivi (-0,3 milioni) e l'utile riveniente dalla vendita del 25% del capitale della controllata ProntoPegno (1,1 milioni, registrato nel secondo trimestre del 2020) l'utile netto risulta pari a 26,1 milioni.
Gli aggregati patrimoniali al 31 dicembre 2020
Il portafoglio titoli è composto da titoli di Stato italiani, pari a 873 milioni (una cui parte è classificata nella voce Attività finanziarie al costo ammortizzato, pari a 448 milioni, stabile rispetto a fine 2019 e stabile rispetto al 30.06.2020), con una vita residua media di 13,0 mesi. La componente "Held to Collect and Sell" (HTCS), pari a 550 milioni a dicembre 2019 e 749 milioni al 30 giugno 2020, è al 31 dicembre 2020 pari a 425 milioni, con una vita residua media di circa 14,8 mesi.
La voce Attività finanziarie al costo ammortizzato (3.137 milioni), prevalentemente composta dagli impieghi in essere su factoring (1.475 milioni), che risultano in calo del 14% rispetto al 31 dicembre 2019 (1.715 milioni) e del 7% rispetto al 30 settembre 2020 (1.589 milioni), include anche i finanziamenti nella forma tecnica di CQS e CQP, parte del portafoglio titoli, ed impieghi per 78 milioni del credito su pegno (in aumento rispetto ai 13 milioni al 30 giugno 2020, per l'acquisizione del ramo d'azienda). In particolare, gli impieghi in CQS/CQP ammontano a 934 milioni (817 milioni al 31 dicembre 2019), in crescita del 14% rispetto alla fine del 2019.
L'ammontare dei crediti scaduti è principalmente riconducibile al portafoglio factoring verso la PA e rappresenta un dato fisiologico del settore, che non implica criticità in termini di qualità del credito e probabilità di recupero.
Lo stock dei crediti deteriorati lordi pari a 245,5 milioni cala rispetto al 30 settembre 2020 (pari a 255,6 milioni) prevalentemente per la riduzione degli scaduti. Il calo trimestrale degli scaduti è ascrivibile all'esposizione factoring verso PA.
Sofferenze ed inadempienze probabili risultano lievemente in aumento rispetto al 31.12.2019. Tale aumento è stato totalmente compensato dal calo degli scaduti, di conseguenza lo stock dei crediti deteriorati a/a risulta invariato.
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Banca Sistema S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 10 febbraio 2021 ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 10 febbraio 2021 14:31:04 UTC.
