TERZO PILASTRO DI BASILEA 3
INFORMATIVA AL PUBBLICO
AL 31 dicembre 2019
BANCO DI DESIO E DELLA BRIANZA S.p.A.
Sede legale via Rovagnati,1 - 20832 Desio (MB)
Codice Fiscale n. 01181770155
Iscritta alla Camera di Commercio Metropolitana
di Milano, Monza e Brianza e Lodi
Capitale Sociale Euro 70.692.590,28 i.v.
Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi
e al Fondo Nazionale di Garanzia
Iscritta all'Albo delle Banche al Cod. ABI n. 3440/5
Capogruppo del Gruppo Bancario Banco di Desio e della Brianza
Iscritto all'Albo dei Gruppi Bancari al n. 3440/5
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INDICE |
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INTRODUZIONE ...................................................................................................................................................... |
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1. |
OBIETTIVI E POLITICHE DI GESTIONE DEL RISCHIO (ART. 435 CRR) ............................................... |
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2. |
AMBITO DI APPLICAZIONE (ART. 436 CRR)............................................................................................ |
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3. |
FONDI PROPRI (ART. 437 E 492 CRR) ...................................................................................................... |
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4. |
REQUISITI DI CAPITALE (ART. 438 CRR) ................................................................................................. |
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5. |
ESPOSIZIONE AL RISCHIO DI CONTROPARTE (ART. 439 CRR) ......................................................... |
41 |
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6. |
RETTIFICHE DI VALORE SU CREDITI (ART. 442 CRR) .......................................................................... |
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7. |
ATTIVITÀ VINCOLATE (ART. 443 CRR)..................................................................................................... |
61 |
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8. |
USO DELLE ECAI (ART. 444 CRR) ............................................................................................................. |
63 |
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9. |
ESPOSIZIONE AL RISCHIO DI MERCATO (ART. 445 CRR) ................................................................... |
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10. RISCHIO OPERATIVO (ART. 446 CRR) ................................................................................................. |
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11. ESPOSIZIONE IN STRUMENTI DI CAPITALE NON INCLUSE NEL PORTAFOGLIO DI
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NEGOZIAZIONE (ART. 447 CRR) |
........................................................................................................................67 |
12. ESPOSIZIONE AL RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE SU POSIZIONI NON INCLUSE NEL
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PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE (ART. 448 CRR)....................................................................................... |
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13. |
ESPOSIZIONE IN POSIZIONI VERSO LA CARTOLARIZZAZIONE (ART. 449 CRR) ....................... |
72 |
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14. |
POLITICA DI REMUNERAZIONE (ART. 450 CRR) ............................................................................... |
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15. |
LEVA FINANZIARIA (ART. 451 CRR) ..................................................................................................... |
78 |
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16. |
USO DI TECNICHE DI ATTENUAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO (ART. 453 CRR) ................... |
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17. |
GLOSSARIO ............................................................................................................................................... |
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Introduzione
Dal 1° gennaio 2014 ha avuto efficacia la disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nel Regolamento (UE) N. 575/2014 (di seguito "CRR" o il "Regolamento") e nella Direttiva 2014/36/EU (di seguito "CRD IV" o la "Direttiva") del 26 giugno 2014, che recepiscono nel quadro normativo dell'Unione Europea i provvedimenti adottati dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (impianto normativo Basilea 3).
In tale ambito la normativa riguardante il Terzo Pilastro prevede obblighi di pubblicazione delle informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione di tali rischi. In particolare l'Informativa al Pubblico è normata dal Regolamento UE n. 575/2014 (c.d. CRR), Parte Otto e Parte Dieci, Titoli I, Capo 3 e dalle norme tecniche di regolamentazione o di attuazione emanate dalla Commissione Europea per disciplinare:
- i modelli uniformi per la pubblicazione delle informazioni riguardanti le principali caratteristiche degli strumenti di capitale;
- i modelli uniformi per la pubblicazione delle informazioni riguardanti i fondi propri nel periodo a decorrere dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2021;
- gli obblighi di informativa in materia di riserve di capitale;
- i modelli uniformi per la pubblicazione delle informazioni riguardanti gli indicatori di importanza sistemica;
- l'informativa concernente le attività di bilancio prive di vincoli;
- i modelli uniformi per la pubblicazione delle informazioni riguardanti la leva finanziaria (leverage ratio).
Alla normativa dell'Unione europea si aggiungono le disposizioni emesse dalla Banca d'Italia con la Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, che raccoglie le disposizioni di vigilanza prudenziale applicabili alle banche e ai gruppi bancari italiani, riviste e aggiornate per adeguare la normativa interna alle novità intervenute nel quadro regolamentare internazionale, con particolare riguardo al nuovo assetto normativo e istituzionale della vigilanza bancaria dell'Unione europea, nonché per tener conto delle esigenze emerse nell'esercizio della vigilanza sulle banche e sugli altri intermediari. La suddetta Circolare detta alcune disposizioni specifiche per la predisposizione e pubblicazione del Pillar 3, richiamando in particolare i seguenti orientamenti dell'EBA con riferimento:
- ai criteri generali di redazione (pubblicazioni del 23 dicembre 2014 e del 4 agosto 2017);
- all'informativa sulle attività impegnate e non impegnate (documento del 27 giugno 2014);
- al coefficiente di copertura della liquidità (richiamo a quanto pubblicato in data 21 giugno 2017);
- disposizioni transitorie per l'attenuazione dell'impatto IFRS9 (rinvio agli orientamenti del 16 gennaio 2018).
Inoltre a partire dalla presente informativa al pubblico, il Gruppo provvede a fornire specifica disclosure in merito alle proprie esposizioni non-performing e forborne secondo gli schemi di compilazione standard richiesti dalle linee guida EBA 2018/10 entrate in vigore al 31 dicembre 2019, per la parte direttamente applicabile alle entità non significative.
Le informazioni devono essere pubblicate attraverso il sito internet della banca con una frequenza almeno annuale e comunque in occasione della pubblicazione del bilancio d'esercizio.
Le informazioni contenute nel documento di Informativa al Pubblico al 31/12/2019 sono quelle espressamente previste da CRR.
La predisposizione dell'Informativa al Pubblico è realizzata attraverso la collaborazione dei diversi organi e delle strutture interessate nel governo e nell'esecuzione dei processi, coerentemente con le
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attribuzioni previste dalla normativa interna del Gruppo. In particolare la supervisione del processo di informazione al pubblico e di comunicazione della banca rientra nelle attribuzioni del Consiglio di Amministrazione.
Il Gruppo Banco Desio ha definito una politica formale per conformarsi ai requisiti in materia di informativa, con la finalità di formalizzare i processi utilizzati per la costruzione e pubblicazione dell'Informativa al Pubblico.
A fini di completezza, si specifica che le informazioni oggetto di pubblicazione sono riferite all'area di consolidamento prudenziale, ovvero all'insieme delle entità soggette al consolidamento ai fini di vigilanza. Eventuali disallineamenti rispetto ad altre fonti (Bilancio consolidato redatto alla medesima data di riferimento) sono pertanto imputabili alle differenze sul perimetro considerato.
Ulteriori informazioni in tema di rischi e adeguatezza patrimoniale sono riportate nella Relazione sulla Gestione e nella Nota integrativa al Bilancio consolidato al 31 dicembre 2019; in particolare le informazioni sui rischi del Gruppo sono contenute nella Parte E della Nota Integrativa del bilancio.
Gli importi delle tabelle e i dati riportati nel documento sono espressi - se non diversamente indicato
- in migliaia di Euro.
Il Gruppo Banco Desio pubblica la presente Informativa al Pubblico attraverso il proprio sito Internet (www.bancodesio.it).
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1. Obiettivi e politiche di gestione del rischio (art. 435 CRR)
Introduzione
In termini generali è possibile definire il rischio, in ambito economico-finanziario, come la possibilità che il risultato di una qualsiasi operazione compiuta da un soggetto economico sia differente da quanto previsto ex-ante. E' dunque implicito che il rischio è parte integrante dello svolgimento dell'attività bancaria e che la stabilità di medio/lungo periodo dell'Istituto di Credito e la sua competitività sono funzione della scelta del rapporto rischio/rendimento delle operazioni poste in essere nel loro complesso. Al fine di fronteggiare i rischi a cui è esposta, la banca si dota di idonei dispositivi di governo societario e di adeguati meccanismi di gestione e di controllo. Tali presidi coprono ogni tipologia di rischio aziendale assunto coerentemente con le caratteristiche, le dimensioni e la complessità delle attività svolte dall'intermediario. In ottemperanza alla Circolare di Banca d'Italia n.285/2013, il Gruppo bancario ha provveduto a predisporre il Risk Appetite Framework (RAF), oggetto di aggiornamento su base annuale in coerenza con l'evoluzione degli obiettivi e delle strategie di rischio della banca. L'approccio metodologico adottato dal Gruppo prevede una valutazione di tipo quantitativo basata su tre differenti tipologie di indicatori (indicatori di rischio di primo livello, indicatori di rischio di secondo livello e key-risk indicators) e una valutazione di tipo qualitativo concernente la valutazione dei presidi organizzativi. A ciò si aggiungono specifiche policy riguardanti le varie tipologie di rischio, che forniscono i criteri per la gestione operativa degli stessi in una prospettiva di gruppo e individuale.
Le decisioni strategiche a livello di Gruppo in materia di gestione del rischio sono rimesse agli organi aziendali della Capogruppo e tali scelte tengono conto della specifica operatività e dei connessi profili di rischio di ciascuna delle Società componenti il Gruppo. Per quanto riguarda le altre componenti del Gruppo, gli organi aziendali sono consapevoli del profilo di rischio e delle politiche di gestione definiti dalla Capogruppo e sono responsabili dell'attuazione di tali politiche in modo coerente con la propria realtà aziendale. Nella prospettiva di un efficace ed efficiente sistema di gestione e controllo dei rischi, il Gruppo declina sulla propria struttura organizzativa specifiche responsabilità in materia. In quest'ottica il Gruppo applica il principio di separazione delle funzioni coinvolte nel processo di controllo del rischio secondo quanto previsto dalla normativa di vigilanza prudenziale.
Il Sistema dei Controlli Interni e di Gestione dei Rischi è costituito dall'insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative volte a consentire l'identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio dei principali rischi. Tale sistema è integrato negli assetti organizzativi e di governo societario adottati dal Gruppo. Le linee guida del sistema sono definite in apposita normativa interna. Le disposizioni operative e informative di dettaglio in merito ai controlli posti in essere, ai vari livelli, sui processi aziendali sono contenute in specifica normativa di funzione e Procedure Interne. Gli Organi e le funzioni coinvolti nel Sistema dei Controlli Interni sono articolati come segue:
- Comitato Controllo e Rischi, in qualità di organismo endoconsiliare, ha funzioni consultive e istruttorie rispetto alle competenze del Consiglio di Amministrazione, con particolare riferimento alle valutazioni e decisioni relative al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;
- Amministratore incaricato per il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (AISCI), a cui spetta il compito di assicurare il mantenimento di un efficace sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;
- Direttore Generale, in qualità di Organo con Funzione di Gestione, al quale spetta il compito di condurre, in qualità di soggetto preposto alla gestione del personale e all'organizzazione e funzionamento delle strutture aziendali, gli affari correnti, secondo gli indirizzi generali stabiliti dal Consiglio di Amministrazione, dal Comitato Esecutivo e di quelli forniti dall'AISCI per quanto attiene al sistema di controllo interno e gestione dei rischi connessi con l'operatività aziendale;
- Funzione Chief Audit Officer, a cui spetta il compito di svolgere le verifiche volte ad assicurare che il Sistema di Controllo Interno aziendale e di Gruppo, nel suo complesso, sia adeguato e funzionante;
- Funzione di Compliance, alla quale è attribuito il compito di gestire e presidiare, a livello di Gruppo, il rischio di non conformità alle norme;
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Funzione Chief Risk Officer, a cui spetta il compito di misurare e monitorare l'esposizione del Gruppo alle diverse tipologie di rischio, in particolare ai rischi di mercato, credito, tasso, liquidità ed operativi, nonché di supportare il Consiglio di Amministrazione nel governo del RAF e del processo
ICAAP/ILAAP; - Funzione Antiriciclaggio, a cui spetta il compito di verificare nel continuo che le procedure aziendali siano coerenti con l'obiettivo di prevenire e contrastare la violazione di norme in materia di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo;
- L'Ufficio Rischi di Credito, a riporto della Funzione Chief Risk Officer, avente funzione di verifica del corretto svolgimento del monitoraggio andamentale sulle esposizioni creditizie (in bonis ed in particolare deteriorate) della coerenza delle classificazioni, della congruità degli accantonamenti e dell'adeguatezza del processo di recupero (di cui alla Circolare 285/2013);
- Dirigente Preposto ex legge 262/05, a cui spetta il compito di definire e mantenere un modello organizzativo e di controllo sull'informativa finanziaria del Gruppo, finalizzato a garantire l'affidabilità e l'integrità delle informazioni contabili e gestionali;
Tali funzioni svolgono la loro attività anche nei confronti delle controllate, secondo quanto previsto dalla specifica normativa di funzione, nonché - laddove la Capogruppo assuma in outsourcing le incombenze di controllo interno di determinate Controllate - secondo quanto previsto dagli appositi Accordi Quadro in materia.
La propensione al rischio del Gruppo
La Circolare 285/2013 prevede che le banche debbano definire un quadro di riferimento per la determinazione della propensione al rischio (RAF), che fissi ex-ante gli obiettivi di rischio-rendimento che l'intermediario intende raggiungere e i conseguenti limiti operativi. Ai fini dell'implementazione del RAF il dettato regolamentare fornisce una serie di informazioni minimali sottolineando che l'effettiva articolazione dello stesso va, comunque, calibrata in base alle caratteristiche dimensionali e di complessità operativa di ciascuna banca. La normativa di vigilanza prudenziale definisce i seguenti concetti rilevanti ai fini del RAF:
- risk capacity(massimo rischio assumibile): rappresenta il livello massimo di rischio che una banca è tecnicamente in grado di assumere senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dagli azionisti o dall'autorità di vigilanza;
- risk appetite(obiettivo di rischio o propensione al rischio): è il livello di rischio (complessivo e per tipologia) che la banca intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici;
- risk tolerance(soglia di tolleranza): indica la devianza massima dal risk appetite consentita. La soglia di tolleranza è fissata in modo da assicurare in ogni caso alla banca margini sufficienti per operare, anche in condizioni di stress, entro il massimo rischio assumibile;
- risk profile(rischio effettivo): esprime il rischio effettivamente misurato in un determinato istante temporale;
- risk limits(limiti di rischio): consiste nell'articolazione degli obiettivi di rischio in limiti operativi definiti, in linea con il principio di proporzionalità, per tipologia di rischio, unità e/o linee di business, linee di prodotto e tipologie di clienti.
L'approccio metodologico adottato dal Gruppo prevede una valutazione di tipo quantitativo basata su tre differenti tipologie di indicatori (indicatori di rischio di primo livello, indicatori di rischio di secondo livello e key-risk indicators) e una valutazione di tipo qualitativo concernente la valutazione dei presidi organizzativi.
A ciò si aggiungono specifiche policy riguardanti le varie tipologie di rischio che forniscono i criteri per la gestione operativa degli stessi in una prospettiva di gruppo e individuale. Nel seguito si fornisce una descrizione delle tre tipologie di indicatori utilizzati e della valutazione qualitativa dei presidi organizzativi ai fini della misurazione, del monitoraggio e della gestione delle varie tipologie di rischi.
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Indicatori di rischio di primo livello (RAF):sono riconducibili a specifici macro-ambiti concernenti l'esposizione al rischio del Gruppo rappresentati dall'adeguatezza patrimoniale, struttura finanziaria, liquidità, redditività e business. Su ciascun indicatore sono calibrati sia i concetti di risk appetite, risk tolerance e risk capacity sia un valore soglia (soglia di warning) il cui superamento comporta l'attivazione di specifici processi aziendali di escalation.
Per le singole entità giuridiche costituenti il Gruppo non sono calibrati indicatori di primo livello.
Indicatori di rischio di secondo livello (Policy di gestione dei rischi aziendali - Gruppo Banco Desio):sono riconducibili alle singole tipologie di rischio e ritenuti di particolari significatività per l'operatività bancaria. Su ciascun indicatore è calibrato un sistema di limiti operativi (risk limits) strutturato su due differenti tipologie di soglie il cui superamento comporta, a seconda della minore o maggiore gravità riscontrata (rispettivamente soglia di alert e soglia di warning), l'attivazione di specifici processi aziendali di escalation. Le suddette soglie hanno l'obiettivo di segnalare tempestivamente un eventuale avvicinamento degli indicatori di rischio di secondo livello ad una situazione ritenuta di particolare criticità. I valori delle soglie sono descritte all'interno del documento "Limiti operativi di monitoraggio della Policy di gestione dei rischi aziendali" specifico per ogni entità giuridica.
Key-riskindicators: sono definiti nell'ambito della "Policy di gestione dei rischi aziendali - Gruppo Banco Desio" riguardanti le singole tipologie di rischio in quanto riconducibili a specifici aspetti operativi e gestionali, ritenuti di particolare rilevanza per l'operatività bancaria. Pertanto forniscono ulteriori informazioni, in una differente prospettiva, sulla dinamica dell'esposizione ai rischi del Gruppo. Su tali indicatori non sono previste soglie di alert e/o di warning, anche se sono monitorati periodicamente al fine di rilevare eventuali dati anomali o possibili tendenze atipiche e individuare, di conseguenza, eventuali azioni correttive.
La valutazione qualitativa dei presidi organizzativi: valutazione di tipo qualitativo sui presidi organizzati attualmente in essere a fronte dei rischi aziendali. L'obiettivo di tale attività è analizzare, attraverso l'esame delle evidenze provenienti dalla Revisione Interna, dalla Compliance e dell'Ufficio Antiriciclaggio, l'adeguatezza della configurazione organizzativa in essere in relazione al profilo di risk appetite definito in sede RAF. Le evidenze ottenute consentono, dapprima, di formulare un giudizio di adeguatezza complessiva sullo stato dell'arte dei presidi organizzativi e, successivamente, identificare specifici interventi migliorativi da attivare nei successivi 12 mesi. Infine, viene effettuata una valutazione del profilo atteso di adeguatezza dei presidi organizzativi, a seguito dell'attuazione dei predetti interventi, attraverso la condivisione con le strutture interessate. Successivamente si provvede all'approvazione degli interventi individuati con definizione delle relative tempistiche e responsabilità di attuazione e coordinamento. Le attività individuate sono svolte nell'ambito del processo di autovalutazione in sede ICAAP.
In tale ambito si colloca, inoltre, l'attività di autovalutazione effettata, con cadenza annuale, dall'Ufficio Antiriciclaggio in tema di rischi riciclaggio e finanziamento al terrorismo. Le modalità di analisi di tali rischi sono effettuate in linea con quanto previsto da Banca D'Italia1 e recepite nella Policy Antiriciclaggio.
L'implementazione del RAF prevede una efficace attività di monitoraggio e di reportistica in grado di analizzare e valutare il profilo di rischio della banca. I processi di escalation differiscono a seconda che il superamento delle soglie riguardi gli indicatori di rischio di primo o di secondo livello.
L'implementazione del RAF prevede una efficace attività di monitoraggio e di reportistica in grado di analizzare e valutare il profilo di rischio della banca. Il superamento delle soglia di alert/warning degli indicatori di rischio comporta l'attivazione di specifici processi di escalation finalizzati a valutare, innanzitutto, le ragioni alla base della violazione dei limiti e, successivamente, individuare le azioni correttive per riportare l'operatività in una situazione di normale corso degli affari. I processi di escalation differiscono a seconda che il superamento delle soglie riguardi gli indicatori di rischio di primo o di secondo livello.
- Cfr. comunicazione n. 1115097/15 del 21/10/2015
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I rischi
Il rischio di credito
Il rischio di credito è il rischio che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte, nei confronti della quale esiste una esposizione, generi una corrispondente variazione del valore di mercato della posizione creditoria.
Le strategie e i processi per la gestione del rischio di credito
Nell'ambito della Policy Creditizia del Gruppo e con riferimento agli operatori economici sono espressamente richiamati i seguenti principi generali da osservare nell'erogazione dei crediti: a) il frazionamento del rischio fra una molteplicità di aziende operanti in diversi settori di attività economica ed in diversi segmenti di mercato; b) la congruità del fido a livello di singolo nominativo in funzione non solo dell'autonoma capacità di credito di quest'ultimo, ma anche della forma tecnica del fido stesso nonché delle garanzie collaterali acquisibili.
Ciò premesso per la concessione di un fido e il successivo mantenimento, il Gruppo si basa, in linea di massima, sul combinato concorso di più elementi quali: a) la fiducia, che è in funzione di fattori d'ordine personale attinenti alla correttezza, capacità tecnica, etc., di coloro che guidano l'azienda; b) la stabilità nella conduzione aziendale, che assicura unità e continuità all'indirizzo gestionale; c) la consistenza responsabile, intesa come patrimonio aziendale e/o personale dei soci garanti che deve presentarsi in termini adeguati per la concessione del fido richiesto; d) l'equilibrata struttura patrimoniale e finanziaria, tenuto conto delle risorse sulle quali l'azienda potrà fare assegnamento e dei fabbisogni che nello stesso tempo si verificheranno in conseguenza degli impegni programmati; e) la positiva situazione di liquidità; f) l'adeguata redditività della relazione; g) la convincente motivazione della destinazione del fido; h) la capacità di reddito prospettica e di continuità aziendale. Nel caso delle Famiglie Consumatrici vengono, invece, considerati i seguenti aspetti: a) l'adeguata capacità di reddito in relazione agli impegni assunti e da assumere; b) la rispondenza patrimoniale del richiedente; c) la positiva sperimentazione dei rapporti in essere.
La Struttura e l'organizzazione della pertinente funzione di gestione del rischio di credito
Il Consiglio di Amministrazione approva e valuta l'adeguatezza dell'assetto di governo societario, organizzativo, amministrativo e contabile della Banca e del Gruppo, con particolare riferimento al sistema dei controlli interni e di gestione di tutti i rischi, garantendo la chiara distinzione di compiti tra funzioni, nonché la prevenzione dei conflitti di interesse.
L'Amministratore incaricato del sistema di controllo e di gestione dei rischi "(AISCI)", ferme restando le prerogative del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Controllo e Rischi nonché del Collegio Sindacale, svolge, avvalendosi del supporto delle funzioni di controllo interno, compiti di monitoraggio e coordinamento del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi nel suo complesso, con l'obiettivo di assicurare il mantenimento dell'efficacia dello stesso.
In tale quadro, riferito alla gestione dei rischi in generale, particolare importanza riveste il sistema delle deleghe in materia di concessione del credito; esso risulta articolato in base agli organi e alle funzioni/ruoli aziendali, dal Comitato Esecutivo ai Quadri Direttivi. Alle diverse funzioni sono pertanto assegnate le responsabilità per le attività di valutazione e per l'assunzione dei rischi, nel rispetto dei limiti di autonomia creditizia presenti nel Regolamento Interno ed in coerenza con l'articolazione organizzativa della rete commerciale.
In tale contesto la Direzione Creditisupporta la Direzione Generale presidiando le attività di concessione e di gestione del credito ordinario e coadiuvando la Direzione Generale al fine di assicurare una attenta e consapevole assunzione dei rischi, in linea con le politiche aziendali sulla qualità del credito, sovrintendendo il coordinamento complessivo dell'attività creditizia e assicurando il presidio dell'operatività del comparto anche con riferimento ai Crediti Speciali (ferma restando l'autonomia gestionale delle Controllate nell'erogazione del credito alla propria clientela). In particolare provvede a: a) omogeneizzare le metodologie
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e i processi di concessione del credito; b) assicurare l'attuazione della Policy delle politiche creditizie di Gruppo assumendo quale primo elemento fondamentale per una corretta valutazione del rischio di credito l'esposizione creditizia globale di ogni Controparte e del relativo gruppo giuridico-economico di appartenenza verso il Gruppo bancario; c) supervisionare le attività svolte in materia dalle strutture delle Controllate impartendo le relative disposizioni e fornendo la necessaria assistenza.
Nell'ambito della Direzione Crediti, l'Area Crediti svolge i seguenti compiti: a) presidia le attività di concessione e di gestione del credito ordinario e coadiuva la Direzione Crediti al fine di assicurare una attenta e consapevole assunzione dei rischi, in linea con le politiche aziendali sulla qualità del credito; b) presidia i controlli interni finalizzati ad assicurare la certezza giuridica delle garanzie; c) contribuisce, di concerto con la Direzione Risorse, allo sviluppo delle conoscenze e delle competenze tecnico-specialistiche delle risorse interne e della rete distributiva; d) collabora allo sviluppo di progetti organizzativi, fornendo il necessario contributo e assicurando il collegamento tra il centro di governo progettuale e le strutture della Direzione/Area;
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supporta la formazione, per gli aspetti specialistici di competenza, nell'individuazione dei bisogni formativi, contribuendo nella progettazione, nella realizzazione e nell'aggiornamento dei moduli formativi e nell'attività di docenza.
L'Area Crediti Speciali, a diretto riporto della Direzione Crediti svolge i seguenti compiti: a) coadiuva la Direzione Crediti al fine di assicurare un'attenta e consapevole assunzione dei rischi, in linea con le politiche aziendali sulla qualità del credito; b) assicura il presidio e la realizzazione dei prodotti di credito a medio-lungo termine, credito agevolato e factoring, svolgendo la funzione di interlocutore con gli Istituti a medio e lungo termine, con i Consorzi fidi, con le Associazioni di categoria (Assilea/Assifact/Assofin) e Banche Dati; c) affianca la Rete Distributiva nell'allestimento e nella formalizzazione dei contratti di finanziamento, verificando la rispondenza delle proposte alla normativa specifica e deliberando gli affidamenti nel rispetto dei poteri delegati; d) assicura alla Direzione Processi Organizzativi il supporto per gli aspetti specialistici di competenza per la realizzazione e il costante aggiornamento della normativa interna; collabora, altresì, con detta Direzione per lo sviluppo e l'implementazione delle applicazioni informatiche di riferimento; e) collabora allo sviluppo di progetti organizzativi, fornendo il necessario contributo e assicurando il collegamento tra il centro di governo progettuale e le strutture dell'Area.
L'Area Monitoraggio Andamentale processi credito e Reporting: gestisce le posizioni in bonis/past due intercettate dalla strumentazione in uso, per le quali non sussistano ancora i presupposti per l'avvio di recupero stragiudiziale ovvero di azioni legali. Le principali attività svolte, per il tramite dell'Ufficio Monitoraggio, sono di seguito descritte: a) effettua rilevazioni sull'andamento delle singole posizioni di rischio intercettate in base a controlli periodici e puntuali, secondo i criteri predefiniti, ovvero evidenziate da altre Unità Organizzative (Direzione Crediti, Funzione Chief Risk Officer, Funzione Chief Audit Officer, ecc.); b) interviene sulla rete distributiva per evidenziare i segnali di anomalia al fine di richiedere la normalizzazione della posizione di rischio e, in caso di esito negativo, ne dispone la classificazione nelle diverse categorie di rischio anomalo e determina le previsioni di perdita analitica; c) gestisce, in collaborazione con la rete distributiva, le posizioni di rischio classificate "past due" e "sotto controllo", monitorando l'evoluzione delle singole posizioni e coordinando tutta la rete distributiva in tale attività di presidio dei rischi; d) supporta le Filiali nella disamina di criticità e delle problematiche connesse alla gestione dei rischi; e) delibera le posizioni "sotto controllo" e past due, nei limiti dei poteri attribuiti ed esprime parere per le delibere oltre i poteri; f) stima le previsioni di perdita per le posizioni da classificare tra le "Inadempienze probabili" per le posizioni ipotecarie, provvedendo a richiedere le perizie Drive-by; g) gestisce le posizioni forborne performing; h) valuta e analizza le posizioni in bonis e past due con sofferenze allargate; i) dispone l'eventuale invio di lettere di sollecito ed in caso di urgenza di messa in mora, risoluzione dei contratti e realizzo coattivo dei pegni; l) esegue il controllo sulla rete del corretto svolgimento delle azioni inerenti la gestione del fenomeno e delle garanzie reali.
La Direzione NPLgestisce le attività di recupero sulle posizioni classificate a sofferenza o ad inadempienza probabile, sia svolte direttamente che attraverso società esterne specializzate. La Direzione NPL è posta a diretto riporto del Direttore Generale ed è così articolata: Ufficio UTP, Ufficio Contenzioso e Ufficio Outsourcing e Progetti Speciali, che gestisce tra l'altro la fase post vendita delle cessioni e funge da
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interfaccia per il Chief Risk Officer. La Direzione NPL gestisce le attività di recupero crediti sia in via giudiziale sia in via stragiudiziale, gestisce i crediti ristrutturati e le esposizioni rilevanti, interviene sulle posizioni classificate a inadempienza, cura la gestione di posizioni deteriorate attuando tutti gli adempimenti necessari per il recupero del credito. La Direzione NPL sottopone alla valutazione di soggetti interessati all'acquisto di pratiche NPL, sia le singole posizioni, sia eventuali portafogli chirografari e/o ipotecari, con tutte le attività di rito volte alla collazione informativa per il potenziale cessionario.
La Funzione Chief Risk Officer, posta a diretto riporto del Consiglio di Amministrazione, ha il compito di supportare il governo dei rischi aziendali e di Gruppo in coerenza con le strategie, i piani e le politiche di rischio definite e nel rispetto della normativa primaria, secondaria e aziendale. Alla stessa spetta quindi il compito di misurare e monitorare l'esposizione del Gruppo alle diverse tipologie di rischio, tra cui il rischio di credito e concentrazione, coordinando anche le attività progettuali per la definizione e l'implementazione di modelli, metodologie e strumenti di valutazione e misurazione e sviluppando un sistema di reportistica integrato per il monitoraggio dei rischi e del relativo capitale interno complessivo. La Funzione Chief Risk Officer è altresì incaricata dei seguenti controlli: a) corretto svolgimento delle attività di monitoraggio delle esposizioni creditizie, in bonis ed in particolare di quelle deteriorate; b) coerenza delle classificazioni; c) congruità degli accantonamenti; d) adeguatezza del processo di recupero. Nell'ambito della stessa è stata inoltre costituita l'unità di Rating Desk, con funzioni di override, delibera e controllo dei rating attribuiti alle singole controparti.
Infine, la Funzione Chief Audit Officer, posta a diretto riporto del Consiglio di Amministrazione, valuta la funzionalità e l'affidabilità dell'intero sistema dei controlli interni, ed effettua, tra gli altri, i controlli sulla regolarità operativa dell'attività creditizia.
L'ambito di applicazione e la natura dei sistemi di segnalazione e misurazione del rischio di credito
I sistemi di gestione e controllo del rischio di credito si sviluppano in un contesto organizzativo che vede coinvolto tutto il ciclo del processo del credito, dalla fase iniziale di istruttoria al riesame periodico e a quella finale di revoca e recupero. Nella fase di istruttoria del credito il Gruppo effettua indagini sia interne sia esterne sul cliente da affidare, e perviene alla decisione finale di concessione del credito considerando anche tutto l'insieme di informazioni relative al soggetto economico, frutto di una diretta conoscenza della clientela e del contesto economico ove opera. Sostanzialmente la determinazione del merito creditizio di una controparte deriva da: a) un'analisi delle informazioni qualitative e quantitative reperibili da diverse fonti (bilancio, centrale rischi, banche dati, etc.); b) una valutazione soggettiva da parte dell'Organo Deliberante sulla base della conoscenza della controparte o della reputazione del management. Le principali linee guida di tale processo valutativo fanno riferimento: a) alla conoscenza del prenditore in termini di attività esercitata, informazioni finanziarie e di bilancio, reputazione del cliente e del management qualora si tratti di Imprese; b) all'identificazione delle finalità alle quali è indirizzata l'assistenza creditizia richiesta; c) alla individuazione delle fonti di rimborso e copertura del rischio di credito assunto; d) alle garanzie acquisite al fine di mitigare il rischio di credito.
La conoscenza del prenditore, qualora si tratti di una impresa, si articola innanzitutto nella verifica del posizionamento competitivo dello stesso sul mercato di riferimento in cui opera, definito in base ai prodotti/servizi realizzati, l'Area geografica coperta dalla Rete di vendita/distribuzione ed il segmento di clientela target. Oltre ai bilanci, l'analisi ha per oggetto anche l'evoluzione prospettica della gestione aziendale (business plan) e le ripercussioni sul piano finanziario e sulla conseguente capacità di rimborso/copertura degli impegni assunti. Sia per le Imprese che per i Privati, una particolare attenzione viene dedicata all'analisi delle finalità di investimento per le quali è richiesto l'affidamento. Sia per la clientela privata che per le Imprese, la corretta rappresentazione delle finalità e del relativo piano finanziario, consentono all'Organo Deliberante, una volta verificato il gradimento della tipologia di operazione, di assumere il rischio di credito in maniera consapevole pesando adeguatamente la sostenibilità finanziaria del progetto da finanziare, le ricadute gestionali del medesimo e la redditività complessiva presente e prospettica che consentirà il rimborso del proprio debito.
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A fini gestionali il Gruppo utilizza un sistema di rating interno - sviluppato a livello consortile e adattato al portafoglio del Gruppo che classifica ogni controparte in classi di rischio aventi probabilità di insolvenza omogenee e crescenti. Il modello statistico è di tipo "Logit" e consente di determinare la probabilità di accadimento dell'evento "default" (PD - probability of default) mediante l'analisi e la valutazione combinata di fattori andamentali e fondamentali. L'applicazione di tale modello permette di assegnare un rating sulla base delle fonti informative utilizzate e del segmento di appartenenza. In particolare, i criteri di segmentazione delle controparti sono derivati tenendo conto del settore di attività economica (SAE) e della dimensione della controparte (fatturato o totale attivo) della controparte. Le classi di rating per le controparti in bonis sono dieci (ordinate da 1 a 10 al crescere della Probabilità di insolvenza assegnata). Le società finanziarie, le istituzioni e le associazioni (componenti residuali dei portafogli delle banche consorziate) sono analizzate secondo i criteri di un precedente modello di rating articolato secondo 8 classi di rating in bonis dalla AAA alla CC. Le evolutive che hanno di recente interessato il sistema di rating hanno ampliato il set informativo prevedendo anche un ulteriore contributo di valutazioni di tipo qualitativo nella determinazione della classi di rating.
Il Gruppo utilizza inoltre i parametri di LGD (Loss Given Default) ed EAD (Exposure At Default) nei processi di gestione del rischio di credito (i.e. risk reporting, autonomie deliberative).
Le politiche di copertura e di attenuazione del rischio di credito, le strategie e i processi per la sorveglianza continuativa sulla loro efficacia
Nel processo che porta all'erogazione del credito, pur in presenza di valutazioni positive riferite alla controparte e all'operazione, il Gruppo acquisisce, ogniqualvolta possibile, garanzie accessorie finalizzate alla mitigazione del rischio. Le garanzie assunte a mitigazione del rischio di credito sono sottoposte ad attento monitoraggio periodico per verificarne il mantenimento del valore inizialmente determinato o la solidità patrimoniale del garante/fidejussore. Nel caso di eventi che modifichino in senso negativo il quadro delle garanzie occorre provvedere prontamente al reintegro delle medesime e/o alla riduzione della linea di credito accordata precedentemente. Sul complesso dei crediti appare preminente la garanzia ipotecaria, riferita principalmente alla forma tecnica dei mutui (particolarmente su immobili residenziali). In forma minore, ma pur sempre su livelli significativi, sono presenti anche garanzie pignoratizie su valori mobiliari e/o denaro.
Al valore delle garanzie reali è applicato uno scarto prudenziale in relazione alla variabilità nel tempo del valore di mercato del pegno; le stesse sono sottoposte ad un costante monitoraggio in modo da verificare il valore attuale rispetto a quello iniziale e consentire interventi in caso di riduzione del valore. Sull'acquisizione delle garanzie ipotecarie vengono applicati gli scarti previsti dalla normativa interna. Le garanzie personali consistono principalmente in fidejussioni rilasciate da persone fisiche e società. La loro valorizzazione viene sempre effettuata sulla base di una valutazione del patrimonio del garante, nell'ambito delle fasi di istruttoria e/o rinnovo del credito. Le garanzie raccolte dal Gruppo sono redatte su schemi contrattuali, in linea con gli standard di categoria e con gli orientamenti giurisprudenziali, che sono approvati dalle competenti funzioni aziendali.
Il rischio di mercato
Il rischio di mercato è il rischio derivante da cambiamenti nel valore di uno strumento finanziario o di un portafoglio di strumenti finanziari causati da variazioni inattese delle condizioni di mercato.
Le strategie e processi per la gestione del rischio di mercato
Il Gruppo presenta un'esposizione molto limitata ai rischi di mercato inerente il "portafoglio di negoziazione di vigilanza". Ai fini gestionali le logiche di definizione, misurazione, gestione e controllo dei rischi di mercato sono mutuate anche per i portafogli di strumenti finanziari, diversi dai crediti, classificati nel portafoglio bancario.
La gestione del portafoglio di proprietà si concretizza principalmente nell'attuazione delle politiche di investimento finanziario sulla base degli indirizzi strategici definiti dal Consiglio di Amministrazione e nella
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gestione operativa di portafogli di proprietà e della liquidità a breve termine, in Euro e divisa, puntando all'ottimizzazione del rapporto rischio/rendimento. In tale contesto il Gruppo provvede all'attuazione della propria politica di investimento in modo coerente con i propri obiettivi di capitale e con il profilo di rischio desiderato al fine di garantire una gestione efficiente e prudente della liquidità rispetto alla situazione attuale ed alle previsioni strategiche formulate. Ne deriva una gestione profittevole dei flussi finanziari allo scopo di soddisfare il fabbisogno di liquidità e di massimizzare la redditività. A questa capacità di utilizzo delle disponibilità monetarie si aggiunge la ricerca e l'uso di strumenti di approvvigionamento e di impiego, in contropartita di controparti istituzionali e sovranazionali (es. Banca Centrale Europea).
La Struttura e organizzazione della pertinente funzione di gestione del rischio di mercato
L'assetto organizzativo del Gruppo prevede il presidio e la gestione del rischio di credito in una logica di separatezza fra funzioni di business e di controllo. Il Consiglio di Amministrazione approva gli orientamenti strategici e le politiche di gestione del rischio. Lo stesso verifica che, anche a livello di Gruppo, l'Amministratore incaricato del sistema di controllo e di gestione dei rischi (AISCI) promuova e garantisca nell'ambito del suo operato una chiara e diffusa conoscenza delle politiche di gestione dei rischi approvate dal C.d.A. stesso, definisca la struttura del sistema dei controlli interni e dei rischi (da sottoporre all'approvazione del C.d.A. medesimo) in coerenza con la propensione al rischio predefinita nell'ambito del RAF ("Risk Appetite Framework"), e che le funzioni di controllo abbiano autonomia all'interno della struttura e siano dotate delle risorse adeguate all'espletamento delle proprie responsabilità. In particolare:
- la Funzione Risk Management della Capogruppo assicura il processo integrato di gestione del rischio, controllando e monitorando i rischi rilevanti, identificando ed analizzando sistematicamente le fonti di tali rischi, coordinando le attività progettuali per la definizione e l'implementazione di modelli, metodologie e strumenti di misurazione e sviluppando un sistema di reportistica integrato per il monitoraggio dei rischi;
- la Direzione Finanza della Capogruppo conduce le attività di propria competenza nel rispetto dei limiti e delle deleghe assegnate.
L'ambito di applicazione e la natura dei sistemi di segnalazione e misurazione del rischio di mercato
L'attività di negoziazione della Direzione Finanza è soggetta a limiti operativi così come declinato nella "Policy di rischio" e nei testi di normativa interna; al fine di contenere il rischio di mercato sono fissati specifici limiti di consistenza, duration e Valore a Rischio (Value at Risk - VaR). Uno specifico sistema di reporting è lo strumento finalizzato a fornire alle unità organizzative coinvolte un'adeguata informativa. Il contenuto e la frequenza dei report dipendono dagli obiettivi assegnati a ciascun attore del processo. Unitamente ai controlli sopra menzionati il Gruppo ha adottato l'uso di modelli interni, assegnando il monitoraggio e la misurazione del rischio tasso e di prezzo alla funzione di risk management che opera in completa autonomia rispetto sia alle aree operative sia alle controllate.
Per la quantificazione dell'esposizione al rischio di mercato il Gruppo ha adottato un modello basato sul concetto di Valore a Rischio (Value at Risk - VaR) in modo da esprimere sinteticamente e in termini monetari la massima perdita probabile di un portafoglio statico con riferimento ad uno specifico orizzonte temporale e ad uno specifico livello di confidenza in normali condizioni di mercato. Tale metodologia presenta il vantaggio di consentire l'aggregazione delle posizioni assunte inerenti a fattori di rischio di natura eterogenea; fornisce, inoltre, un numero sintetico che, essendo un'espressione monetaria, è agevolmente utilizzato dalla struttura organizzativa interessata.
Per il "portafoglio di negoziazione" il modello VaR utilizza la tecnica della simulazione Monte Carlo ove, fatte le opportune assunzioni e correlazioni, stima, mediante il calcolo di una serie di rivalutazioni possibili, il valore del portafoglio e, dato il vettore dei rendimenti attesi del portafoglio, si determina il percentile desiderato della distribuzione. Il modello utilizza un intervallo di confidenza del 95% con un periodo temporale pari a 1 giorno. L'applicativo utilizzato per il calcolo del VaR è l'infoprovider Bloomberg.
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Per il "portafoglio bancario", il modello specifico adottato è quello parametrico varianza-covarianza per gli strumenti di tipo lineare, con l'approssimazione di delta-gamma per gli strumenti opzionali, e utilizza un intervallo di confidenza del 99% e un orizzonte temporale di riferimento pari a 10 giorni, in linea con le raccomandazioni definite dal Comitato di Basilea e con le practice di mercato. Con riferimento alla volatilità il modello applica alle esposizioni del portafoglio le matrici contenenti le deviazioni standard di ciascun fattore di rischio (tassi, cambi e prezzi) e le relative correlazioni. Il calcolo delle volatilità e delle correlazioni si basa sulla modellizzazione in ipotesi di normalità dei rendimenti logaritmici giornalieri dei fattori di rischio, mediante una ponderazione esponenziale sulla base di un fattore di decadimento in un intervallo temporale pari a 250 osservazioni. L'applicativo utilizzato per il calcolo del VaR è Ermas3 (Prometeia), mentre le informazioni finanziarie necessarie alla determinazione del VaR (volatilità, correlazioni, struttura a termine dei tassi di interesse, tassi di cambio, indici azionari e indici benchmark) sono fornite dal prodotto RiskSize.
Il rischio operativo
Il rischio operativo è il rischio di subire perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni oppure da eventi esogeni. Rientrano in tale tipologia, tra l'altro, le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzione dell'operatività dei sistemi, inadempienze contrattuali e catastrofi naturali. Nel rischio operativo è compreso il rischio legale, mentre sono esclusi quelli strategici e di reputazione.
Le strategie e processi per la gestione del rischio operativo
Il Gruppo ha implementato un'apposita procedura per la raccolta strutturata delle informazioni inerenti gli eventi pregiudizievoli che possono dar luogo a perdite operative. Tale attività ha l'obiettivo di rispondere alle esigenze gestionali interne in tema di "attivazione" di un processo finalizzato a fornire all'Alta Direzione l'evidenza dei rischi operativi manifestatisi all'interno del Gruppo.
Il modello di Gestione dei Rischi Operativi (o macro processo di Operational Risk Management - ORM) disciplina ruoli e responsabilità delle funzioni coinvolte nella gestione del Rischio. Esso declina, inoltre, specifici limiti di monitoraggio per singolo evento di perdita e sul complessivo ammontare delle perdite operative lorde segnalate per anno. Questi limiti sono declinati sia a livello di Gruppo e sia su ogni singola entità giuridica appartenente al Gruppo.
Il Gruppo utilizza la definizione di rischio operativo sopra riportata all'interno del modello di gestione dei Rischi Operativi approvato e formalizzato nella normativa aziendale. In tale ambito è stato definito uno specifico macroprocesso di gestione dei rischi operativi (definito Framework di ORM) che si compone delle seguenti fasi:
- Identificazione: rilevazione, raccolta e classificazione delle informazioni relative ai rischi operativi;
- Valutazione: quantificazione in termini economici dei rischi operativi rilevati connessi all'operatività aziendale;
- Monitoraggio e reporting: raccolta e organizzazione strutturata dei risultati al fine di monitorare l'evoluzione dell'esposizione al rischio operativo;
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IV. |
Mitigazione e controllo: trasferimento del rischio e miglioramento dei processi aziendali. |
A supporto del modello di gestione dei rischi operativi sono stati formalizzati i seguenti processi operativi:
- Loss Data Collection - processo strutturato per la raccolta delle perdite operative manifestate all'interno della Banca;
- Risk Self Assessment - processo strutturato per la valutazione dei rischi operativi potenziali finalizzato ad avere una visione complessiva degli eventi di rischio in termini di impatto potenziale e impatto peggiore.
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La Funzione Risk Management, nell'ambito di quanto definito nella normativa aziendale, ha strutturato un'adeguata attività di monitoraggio e reporting in tema di rischi operativi integrandola con i dettami della normativa di vigilanza in merito a quanto previsto in tema di Coordinamento tra le funzioni di controllo. Relativamente agli eventi pregiudizievoli raccolti nel Database delle Perdite Operative Aziendale (DBPOA), è stato, da tempo, implementato un sistema di reporting in grado di fornire tutte le informazioni riguardanti gli eventi medesimi: numero eventi, ammontare perdite lorde (al netto di eventuali recuperi) su predefiniti intervalli di tempo.
La Struttura e organizzazione della pertinente funzione di gestione del rischio operativo
Per quanto riguarda il modello Organizzativo di gestione dei Rischi Operativi sono state introdotte le seguenti figure:
- Referente di ORM:coincide con il Responsabile di Direzione, di Area, Ufficio o Servizio (qualora non siano a diretto riporto di una Direzione - fatta eccezione per la Direzione Generale e la Vice Direzione Affari). Ha il compito di dare attuazione alle linee guida del Macroprocesso di ORM e alle azioni di mitigazione all'interno della struttura di riferimento, validare e certificare i questionari di Risk Self Assessment, governare il processo di Loss Data Collection all'interno della struttura di riferimento e comunicare, tramite sistema di allerta, eventi rilevanti in materia di Rischio Operativo anche quando non comportano una perdita operativa.
- Risk Collector:coincide con il Responsabile di Area e/o di Ufficio (se in riporto ad una Direzione). Ha il compito di rilevare gli eventi pregiudizievoli rientranti nel processo di Loss Data Collection; tramite sistema di allerta, identificare e comunicare tempestivamente alla Funzione Risk Management eventi rilevanti in materia di Rischio Operativo anche se questi non comportano una perdita operativa; tramite il processo di Risk Self Assessement, valutare i rischi potenziali individuati nella struttura di riferimento e individuare e proporre alla Funzione Risk Management le strategie di intervento per la mitigazione degli stessi.
Relativamente alla gestione dei rischi impattanti sulla continuità operativa è stato definito il Piano di Continuità operativa: sono, stati completati gli interventi volti alla rilevazione dei servizi ritenuti vitali ai fini del business, predisposizione dell'impianto documentale a supporto dell'operatività (procedure operative per la gestione dell'emergenza e del ripristino), all'approntamento/manutenzione del sito di Business Continuity (Bologna), alternativo rispetto a quelli di produzione, da utilizzare in caso di emergenza e l'effettuazione dei relativi test. Sono state completate le attività di aggiornamento delle misure adottate per la gestione della continuità operativa e le attività di presidio sul fornitore informatico.
Per il presidio dei rischi di commissione di reati ai sensi del D.Lgs. n.231/2001 "Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica", le Società del Gruppo hanno adottato un modello organizzativo di prevenzione. La vigilanza sull'efficace attuazione dei predetti modelli è stata demandata a specifici organismi.
L'ambito di applicazione e la natura dei sistemi di segnalazione e misurazione del rischio operativo
In ottica di rischio operativo sono svolte le seguenti attività di monitoraggio periodiche che sono oggetto di reporting all'Alta Direzione della Capogruppo:
- monitoraggio del limite complessivo di Perdite Operative Lorde segnalate;
- analisi di perdite lorde e nette per evento;
- analisi della numerosità degli accadimenti rilevati per evento;
- analisi dei principali eventi rilevati/censiti dall'inizio dell'anno;
- analisi degli scostamenti del totale delle perdite e degli eventi rilevati/censiti;
- monitoraggio degli eventi che hanno superato il limite nel trimestre di riferimento;
- analisi andamento delle perdite per trimestre;
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- analisi dei flussi di ritorno DIPO;
- analisi delle rilevazioni del processo di Risk Self Assessment;
Le politiche di copertura e di attenuazione del rischio operativo, le strategie e i processi per la sorveglianza continuativa sulla loro efficacia
Come ulteriore forma di mitigazione, il Gruppo si è dotato di idonee coperture assicurative volte a coprire alcune fattispecie significative di rischi operativi.
Il rischio informatico
Il rischio informatico è il rischio di incorrere in perdite economiche, di reputazione e di quote di mercato in relazione all'utilizzo di tecnologie IT (Information and Communication Technology). Nella rappresentazione integrata dei rischi aziendali a fini prudenziali (ICAAP), tale tipologia di rischio è considerata, secondo gli specifici aspetti, tra i rischi operativi, reputazionali e strategici.
Le strategie e processi per la gestione del rischio informatico
Il Gruppo ha implementato un'apposita procedura operativa costituita da un macro-processo di lavoro ed attività di controllo poste in essere per l'identificazione, valutazione, monitoraggio, reporting, mitigazione e controllo del rischio informatico. Tali attività hanno l'ulteriore obiettivo di rispondere alle esigenze gestionali interne in tema di "attivazione" di un processo finalizzato a fornire all'Alta Direzione l'evidenza dei rischi informatici manifestatisi all'interno del Gruppo.
Il Gruppo utilizza la definizione di rischio informatico sopra riportata all'interno del modello di gestione del Rischio Informatico approvato e formalizzato nella normativa aziendale. In tale ambito è stato definito uno specifico processo di gestione del rischio che si compone delle seguenti fasi:
- Identificazione del rischio ICT: rilevazione nel continuo delle minacce ICT a cui è esposto il Gruppo, riconduzione delle minacce a scenari di rischio esistenti o da definire, determinazione dell'Asset
Catalog in uso presso il Gruppo.
- Valutazione del rischio ICT: assessment di rischio informatico, asseverazione del rischio informatico residuo e predisposizione reportistica (i.e. rapporto sintetico di rischio informatico).
- Monitoraggio e reporting: analisi e controllo dei risultati evidenziati dal sistema di gestione del rischio informatico al fine di monitorare nel continuo le informazioni derivanti dalla valutazione del rischio informatico e dal monitoraggio di specifici KRI definiti in tale ambito (oggetto di rendicontazione
trimestrale in ambito Tableau de Bord).
IV. Mitigazione e controllo: adozione di opportune strategie di trattamento (e.g. mitigazione, trasferimento assicurativo) definite sulla base di quanto emerso in sede di identificazione, valutazione e monitoraggio.
La Funzione Risk Management, nell'ambito di quanto definito nella normativa aziendale, ha strutturato un'adeguata attività di monitoraggio e reporting in tema di rischi informatici integrandola con i dettami della normativa di vigilanza in merito a quanto previsto in tema di Coordinamento tra le funzioni di controllo. Relativamente agli eventi passibili di generare un incremento significativo del rischio informatico di Gruppo rilevati nell'ambito delle periodiche attività di assessment e dal monitoraggio - nel continuo - di un sistema di indicatori di rischio informatico, sono state identificate opportune modalità di reporting, formalizzate nell'ambito del Tableau de Bord della Funzione Risk Management e nel Documento sintetico di valutazione del rischio informatico, redatto con cadenza annuale.
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La Struttura e organizzazione della pertinente funzione di gestione del rischio informatico
Per quanto riguarda il modello Organizzativo di gestione del Rischio Informatico sono state introdotte le seguenti figure:
- Utente Responsabile:Figura aziendale, identificata nei Responsabili di struttura aziendale (Direzione / Area / Ufficio), che per ciascun sistema o applicazione assume formalmente la responsabilità, in rappresentanza degli utenti e nei rapporti con le funzioni preposte allo sviluppo e alla gestione tecnica, convalidando e accettando formalmente il rischio residuo emerso dall'analisi.
- Utente Finale:Utente delegato dall'Utente Responsabile alla compilazione dei Questionari di Criticità Risorsa.
In ottemperanza a quanto previsto dalla normativa Banca d'Italia (ex circolare 285/2013 Parte I, Titolo IV, cap. 4, 5) il Gruppo si è dotato di:
- Policy di Sicurezza;
- Procedura di Gestione degli incidenti di sicurezza;
- Metodologia di Valutazione del Rischio Informatico.
- Metodologia di monitoraggio andamentale e reporting del Rischio Informatico (KRI Rischio Informatico)
L'ambito di applicazione e la natura dei sistemi di segnalazione e misurazione del rischio informatico
In ambito di rischio informatico sono svolte le seguenti attività di monitoraggio periodiche che sono oggetto di reporting all'Alta Direzione della Capogruppo:
- monitoraggio dell'indicatore ICT Risk di RAF, sia su base annuale (i.e. esito rapporto sintetico di rischio informatico) che in occasione di variazioni del livello del rischio a seguito di specifici assessment su una o più risorse ICT;
- monitoraggio dell'indicatore sintetico di rischio informatico derivante dall'analisi ed aggregazione dei singoli indicatori di rischio informatico (KRI).
Le politiche di copertura e di attenuazione del rischio informatico, le strategie e i processi per la sorveglianza continuativa sulla loro efficacia
Come ulteriore forma di mitigazione, il Gruppo si è dotato di idonee coperture assicurative volte a coprire alcune fattispecie significative di rischi in ambito cyber.
Altri rischi
Il rischio di concentrazione
Il rischio di concentrazione è il rischio derivante da esposizioni verso controparti, gruppi di controparti connesse e controparti del medesimo settore economico o che esercitano la stessa attività o appartenenti alla medesima area geografica.
Per quel che concerne le politiche e i processi di gestione l'attività creditizia del Gruppo opera in una politica di frazionamento del proprio portafoglio crediti. Tale frazionamento è garantito da uno sviluppo aziendale, in linea con gli indirizzi definiti all'interno del Piano strategico, rivolto a economie locali articolate principalmente nei mercati retail, small business e piccole medie imprese ed in misura meno marcata verso aziende corporate. Tali indirizzi trovano formalizzazione all'interno della Policy Creditizia che identifica tra i principi basilari per garantire una corretta gestione del portafoglio impieghi, il frazionamento del rischio fra una molteplicità di aziende operanti in diversi settori di attività economica ed in diversi segmenti di mercato. Nel quadro delle attività di monitoraggio svolte dalla Funzione Risk Management, il CdA della Capogruppo ha fissato, nell'ambito delle policy di gestione dei rischi aziendali, limiti specifici da monitorare periodicamente per
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il rischio di concentrazione per i gruppi di clienti collegati, per le singole esposizioni e per i settori di attività economica. In fase di emissione di nuovi prodotti/servizi il processo di Product Approval prevede l'intervento delle diverse funzioni aziendali ciascuna secondo le proprie competenze, anche al fine di pervenire ad una preventiva analisi di carattere generale sul rischio di concentrazione cui il Gruppo si esporrebbe nello svolgimento della propria azione commerciale.
Il processo di monitoraggio e reporting periodico relativo al rischio di concentrazione, ivi compreso il monitoraggio dei limiti previsti dalle policy di gestione dei rischi, è svolto dalla Funzione Risk Management, la quale misura l'esposizione al rischio di concentrazione e predispone un'adeguata reportistica per le funzioni aziendali coinvolte nel processo di gestione e monitoraggio del credito e per il CdA. Nell'ambito del reporting periodico sono presenti analisi di concentrazione delle esposizioni per settori/branche di attività economica anche in comparazione con le evidenze empiriche ottenute a livello di sistema bancario italiano.
Il rischio di tasso di interesse del portafoglio bancario
Il rischio di tasso di interesse del portafoglio bancario è il rischio derivante da variazioni potenziali dei tassi di interesse che impattano su attività diverse dalla negoziazione.
Per quel che concerne le politiche e i processi di gestione per l'intero perimetro di Gruppo, la Funzione Risk Management svolge processi di identificazione, misurazione, controllo e gestione del rischio di tasso di interesse in ottica attuale e prospettica. La Direzione Finanza è coinvolta nel processo di gestione del rischio di tasso con riguardo alle analisi di carattere generale sui mercati finanziari e i potenziali effetti sul portafoglio titoli. La Direzione Finanza valuta, di volta in volta, l'opportunità di effettuare coperture con strumenti finanziari derivati relativamente sia alle poste dell'attivo sia del passivo di bilancio. La Funzione Risk Management e la Direzione Finanza svolgono, per quanto di competenza, attività di monitoraggio e reporting all'Alta Direzione. La Funzione Risk Management monitora il rischio di tasso a cui l'intero Gruppo è esposto attraverso analisi di sensitività, di maturity gap e di valore economico.
A fini gestionali, per il monitoraggio di tutta l'attività commerciale connessa con la trasformazione delle scadenze dell'attivo e del passivo di bilancio, dell'operatività di tesoreria e dei rispettivi derivati di copertura, il Gruppo si è dotato di un modello interno di Asset and Liability Management (A.L.M.) mediante l'applicativo ERMAS5. Tale modello consente di misurare gli impatti prodotti dalle variazioni della struttura dei tassi d'interesse, espressi in termini sia di variazione del valore economico del patrimonio sia del margine di interesse. La variabilità del margine di interesse, determinata da variazioni positive e negative dei tassi su un orizzonte temporale di 365 giorni, è stimata mediante gap analysis con l'ausilio di una pluralità di approcci al fine di pervenire a stime sempre più puntuali. Le variazioni del valore economico delle attività e delle passività sono analizzate mediante l'applicazione di approcci di Duration Gap e Sensitivity Analysis. Le analisi sono eseguite considerando anche spostamenti non paralleli della curva dei rendimenti e l'applicazione di modelli comportamentali delle poste a vista. Nell'analisi di simulazione è possibile prevedere specifici scenari di variazione dei tassi di mercato.
Il modello ALM è mensilmente utilizzato per la stima degli indicatori gestionali di rischio previsti. Le evidenze riprodotte sono oggetto di reporting periodico.
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Il rischio di liquidità
Il rischio di liquidità è il rischio che il Gruppo non sia in grado di adempiere ai propri impegni di pagamento. Tale rischio può assumere forme diverse in funzione dell'ambito in cui lo stesso è generato, ovvero:
- funding liquidity risk: rischio che il Gruppo non sia in grado di far fronte in modo efficiente ed economico alle proprie uscite di cassa sia attese che inattese, correnti e future e alle esigenze di collateral, senza pregiudicare l'operatività quotidiana o la situazione finanziaria del Gruppo stesso;
- market liquidity risk: rischio che il Gruppo non sia in grado di liquidare un'attività finanziaria senza incorrere in perdite in conto capitale a causa della scarsa liquidità o di turbative del mercato di
riferimento.
Le due forme di rischio di liquidità sono spesso fortemente correlate e possono manifestarsi a fronte dei medesimi fattori scatenanti. Mentre il market liquidity risk è ascritto tra i rischi di mercato (rischio di prezzo), i processi e i regolamenti volti a misurare, controllare e mitigare il rischio di liquidità si focalizzano esclusivamente sull'aspetto del funding liquidity risk.
Nell'ambito di specifiche Policy di rischio è descritto il processo di gestione dei rischi costituito dall'insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative volte a consentire l'identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio del rischio di liquidità originata sia da fattori di mercato sia da fattori interni al Gruppo. Il Gruppo assicura un adeguato processo per il presidio e la gestione del rischio di liquidità, in una logica di separatezza fra funzioni di business e di controllo. Il Consiglio di Amministrazione approva gli orientamenti strategici e le politiche di gestione del rischio. Lo stesso verifica che l'Amministratore Incaricato per il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (AISCI), promuova e garantisca nell'ambito del suo operato una chiara e diffusa conoscenza delle politiche di gestione dei rischi approvate dal CdA, che definisca la struttura del sistema dei controlli interni e dei rischi (da sottoporre al CdA medesimo) in coerenza con la propensione al rischio predefinita, e che le funzioni di controllo abbiano autonomia all'interno della struttura e siano dotate delle risorse adeguate all'espletamento delle proprie responsabilità. La Direzione Risk Management assicura il processo integrato di gestione del rischio, controllando e monitorando i rischi rilevanti, identificando ed analizzando sistematicamente le fonti di tali rischi, coordinando le attività progettuali per la definizione e l'implementazione di modelli, metodologie e strumenti di misurazione e sviluppando un sistema di reportistica integrato per il monitoraggio dei rischi. La Direzione Finanza conduce le attività di propria competenza nel rispetto dei limiti e delle deleghe assegnate nella gestione della liquidità giornaliera, della riserva di liquidità e della counterbalancing capacity. La Direzione Generale "Affari" conduce le attività di propria competenza nella gestione della liquidità strutturale e nella diversificazione delle fonti di finanziamento.
Il modello complessivo per la gestione ed il monitoraggio del rischio di liquidità si articola in distinti ambiti, differenziati in funzione del perimetro di riferimento, dell'orizzonte temporale e della frequenza di analisi, coerenti con la soglia di tolleranza al rischio determinata:
- gestione della Riserva di Liquidità (Counterbalancing Capacity), ovvero la gestione dello stock adeguato di attività liquide di elevata qualità non vincolate e stanziabili presso banca centrale che possono essere prontamente convertite in contanti per soddisfare il fabbisogno di liquidità;
- gestione della liquidità a breve, ovvero la gestione di tutti gli eventi che impattano sulla posizione complessiva di liquidità del Gruppo nell'orizzonte temporale inferiore a 30 giorni, con l'obiettivo del mantenimento di un adeguato rapporto tra le attività di elevata qualità immediatamente monetizzabili e la differenza tra i deflussi e gli afflussi di cassa;
- gestione della liquidità operativa, ovvero la gestione di risorse atte ad assicurare la capacità del Gruppo di far fronte agli impegni di pagamento per cassa previsti o imprevisti, in un contesto di "normale corso degli affari" (going concern) su un orizzonte temporale di breve termine non superiore ai 3 mesi;
- gestione della liquidità strutturale, ovvero la gestione di tutti gli eventi del portafoglio bancario che impattano sulla posizione complessiva di liquidità del Gruppo, nell'orizzonte temporale superiore a 1 anno, con l'obiettivo primario del mantenimento di un adeguata interdipendenza tra passività
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ed attività ponendo un vincolo alla possibilità di finanziare attività a medio/lungo termine con passività a breve termine;
- gestione della diversificazione delle fonti di finanziamento, ovvero la gestione di particolari fonti e/o canali di finanziamento con l'obiettivo sia di una suddivisione delle fonti di raccolta, privilegiando la clientela di dettaglio rispetto alla provvista all'ingrosso, sia verso un numero significativo di controparti, assicurando, nel contempo, un'adeguata diversificazione per scadenza residua delle passività.
Il Gruppo ha individuato specifici indicatori di rischio al fine di fornire ulteriori informazioni e diverse viste in merito all'andamento complessivo del rischio, garantire un monitoraggio puntuale ed operativo dell'esposizione al rischio ed evidenziare trend che possano richiedere un maggiore coinvolgimento degli Organi di Gestione e Governo, affinché siano definite ed implementate eventuali azioni correttive o di mitigazione nel caso di superamento delle soglie individuate.
Per alcuni di questi indicatori il Gruppo ha fissato dei valori limite, articolati in valori soglia di alert e warning, mentre per altri ne monitora periodicamente i livelli, al fine di rilevare eventuali dati anomali. Il Gruppo ha definito uno schema per la gestione dello sconfinamento dei limiti predisponendo sia una serie di azioni sia l'interessamento degli organi aziendali preposti alla gestione e controllo dei rischi.
Uno specifico sistema di reporting è lo strumento finalizzato a fornire alle unità organizzative coinvolte un'adeguata informativa sulle risultanze del monitoraggio dei rischi di liquidità. Il contenuto e la frequenza dei report dipendono dagli obiettivi assegnati a ciascun attore del processo.
Il Gruppo si è, inoltre, dotato di uno specifico Contingency Funding Recovery Plan (CFRP) che consente di individuare le strategie di intervento in ipotesi di tensione di liquidità, determinando la natura esogena o endogena delle situazioni di tensione e definendo le specifiche competenze e responsabilità delle funzioni aziendali in situazioni di emergenza. Il CFRP è approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, revisionato periodicamente ed applicato alle entità giuridiche rientranti nel perimetro di monitoraggio del rischio di liquidità.
Il principale presidio a fronte del rischio di liquidità, per far fronte a situazioni di stress di liquidità in un orizzonte temporale di 1 mese, è rappresentato dal mantenimento di un'adeguata riserva di liquidità, costituita da attività finanziarie facilmente e rapidamente liquidabili o stanziabili a garanzia nelle operazioni di rifinanziamento con la Banca Centrale Europea. In tale ottica e con la finalità di rafforzare il profilo di rischio di liquidità di breve termine, il Gruppo detiene una riserva costituita esclusivamente da attivi altamente liquidi (HQLA- High Quality Liquid Asset).
Al fine di valutare l'impatto di eventi negativi sull'esposizione al rischio e della riserva di liquidità il Gruppo effettua prove di stress test, partendo dalla situazione di liquidità operativa e dall'orizzonte temporale di breve termine fino a 3 mesi, analizzando i principali eventi significativi per il Gruppo in tema di liquidità misurando l'effetto di tensioni acute di liquidità specifiche (a livello banca), derivanti dal mercato e combinate. In considerazione dell'elevata consistenza delle riserve di liquidità disponibili il periodo di autonomia finanziaria (c.d. survival period), in ipotesi di blocco del mercato monetario, si attesta a un valore superiore ai 3 mesi.
La politica di liquidità strutturale del Gruppo prevede l'analisi della struttura finanziaria come parte integrante della gestione del rischio di liquidità. L'identificazione della concentrazione delle fonti di finanziamento, e l'analisi della loro evoluzione in un orizzonte temporale di medio lungo termine, sono sviluppati gestionalmente con la tecnica di Asset and Liability Management (A.L.M.) che, evidenziando tutti i flussi di cassa delle operazioni, consente di valutare e di gestire nei diversi periodi l'eventuale fabbisogno di liquidità della banca generato dallo squilibrio dei flussi in entrata ed uscita. La costruzione di una "maturity ladder" è lo strumento finalizzato alla valutazione dell'equilibrio dei flussi di cassa attesi, mediante la contrapposizione di attività e passività, la cui scadenza è posizionata in ogni singola fascia temporale, la costruzione di sbilanci cumulati e il calcolo del saldo netto del fabbisogno (o del surplus) finanziario nell'orizzonte temporale considerato. Ulteriori metriche utilizzate si basano su indicatori di rischio che indagano
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la concentrazione del funding per tipologia e controparte, e lo sbilancio dei flussi a scadenze predefinite con particolare attenzione a gap di medio lungo periodo.
Il Funding plan è lo strumento mediante il quale sono definiti obiettivi e attività di funding coerenti con le esigenze di breve periodo (12 mesi - budget) o di medio periodo (3 anni - Piano Industriale) e con il mantenimento dell'equilibrio strutturale Lo scopo primario del Funding Plan e del relativo processo di definizione e di gestione nel tempo è la specificazione delle iniziative atte a garantire al Gruppo la disponibilità di fonti di finanziamento al fine di sostenere le attività. Il Piano di Funding è predisposto con frequenza annuale nell'ambito del complessivo processo di budgeting e monitorato ed aggiornato su base mensile al fine di verificare il mantenimento dell'equilibrio operativo e strutturale con livelli di liquidità coerenti.
L'analisi tempestiva degli eventuali scostamenti dei dati consuntivi rispetto al previsionale, per cause legate alla situazione dei mercati e/o al comportamento della clientela, permette di individuare tempestivamente le possibili azioni correttive da intraprendere. Il Gruppo è tendenzialmente meno esposto a rischi di liquidità legati al funding, dato che non ricorre sistematicamente a fonti di finanziamento maggiormente instabili ma sviluppa una strategia centrata sia sul mantenimento della raccolta "retail", che si è caratterizzata nel corso del tempo per la sua stabilità, sia con l'accrescimento della raccolta tramite vie interne e coi canali tradizionali. L'utilizzo e lo sviluppo di forme di finanziamento orientate ai mercati secured (es. covered bond) e a programmi di finanziamento a medio termine EMTN (Euro Medium Term Note) permettono una maggiore diversificazione e stabilità.
Nell'ambito delle metriche regolamentari e in coerenza con l'orizzonte temporale di un mese il Gruppo rispetta il requisito regolamentare LCR (Liquidity Coverage Ratio) collocandosi ben al di sopra del valore limite previsto dalla Normativa.
La tabella successiva espone le informazioni quantitative inerenti a LCR misurato secondo la Normativa Regolamentare (circolare 285 Banca d'Italia - Parte Seconda, Capitolo 13, Sezione II), ove i dati si riferiscono alla media semplice delle ultime 12 osservazioni mensili a partire dal LCR rilevato a dicembre 2019.
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Perimetro di rilevazione (consolidato) |
Totale Valore Ponderato |
||||
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Divisa e unità (Euro milioni) |
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Trimestre di riferimento |
31-dic-19 |
30-set-19 |
30-giu-19 |
31-mar-19 |
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Numero di rilevazioni usati nel calcolo della media |
12 |
12 |
12 |
12 |
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21 RISERVA DI LIQUIDITA' |
2.306 |
2.131 |
1.947 |
2.014 |
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22 TOTALE DEFLUSSI DI CASSA NETTI |
1.282 |
1.268 |
1.247 |
1.239 |
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23 COEFFICIENTE DI COPERTURA DELLA LIQUIDITA' (%) |
179,77% |
167,77% |
156,02% |
162,07% |
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Il Net Stable Funding Ratio (NSFR), indicatore di liquidità di medio-lungo termine previsto dalla normativa regolamentare di "Basilea III" e che rimane sottoposto ad un periodo di osservazione, è già oggi rispettato con riferimento al requisito minimo che è previsto a regime. La politica applicata dal Gruppo è finalizzata a promuovere un maggior ricorso alla raccolta stabile al fine di evitare che l'attività a medio lungo termine generi squilibri da finanziare a breve termine, stabilendo un adeguato ammontare minimo di provvista stabile.
Il rischio residuo
Il rischio residuo è il rischio che le tecniche di attenuazione del rischio di credito utilizzate dalla banca risultino meno efficaci del previsto.
Le garanzie hanno lo scopo di rafforzare il principio della responsabilità patrimoniale dell'obbligato principale in quanto mirano ad assicurare una maggiore certezza di adempimento, ovvero una maggiore efficacia delle azioni esecutive in caso di inadempimento. Esse costituiscono, da un punto di vista economico, un elemento sussidiario del credito garantito e come tali vanno considerate al momento della valutazione del
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soggetto al quale concedere un affidamento; è dunque fondamentale considerare sempre che l'obbligato principale costituisce la primaria fonte di rimborso del credito concesso. Le garanzie, per essere utili ai fini del recupero del credito, devono possedere i requisiti di ineccepibilità giuridica e di adeguato contenuto economico; a tal fine occorre che gli atti di garanzia siano rigorosamente conformi alle specifiche norme in materia, mentre per quanto concerne il contenuto economico della garanzia, è necessario verificarne la capienza lungo l'intera durata del rapporto. Nell'ambito del processo di affidamento alla clientela, gli organi proponenti sottopongono ai deliberanti la garanzia richiesta alla controparte da affidare. Il deliberante procede ad una valutazione complessiva della posizione e valuta che la garanzia sia di largo mercato e di non difficile escussione.
Da un punto di vista operativo, nel caso di assunzione di garanzie personali, reali finanziarie e assicurative, la Direzione Crediti procede alla conferma di validità in procedura Garanzie successivamente all'attività di controllo formale delle stesse.
Per quanto attiene le garanzie ipotecarie è presente un processo di conferma nelle procedure informatiche da parte dell'Area Crediti Speciali. Il Gruppo, per il tramite della Direzione Crediti e dell'Area Monitoraggio Andamentale Processi del Credito e Reporting, presidia il mantenimento delle coperture a garanzia rispetto al credito in essere nei processi di concessione/rinnovo delle pratiche e di monitoraggio/controllo andamentale. Il presidio assicurato dall'Area Monitoraggio Andamentale Processi del Credito e Reporting è riconducibile ai compiti tipici del monitoraggio mentre alla Direzione NPL spetta quanto di competenza in materia di gestione delle pratiche deteriorate. Quest'ultima inoltre provvede ad analisi mensili sui dati relativi ai recuperi su crediti deteriorati (ivi compreso l'effetto di mitigazione apportato dalla garanzia che assiste il finanziamento). I criteri per l'attribuzione delle previsioni di perdita sui crediti deteriorati prevedono dubbi esiti articolati in funzione del tipo di garanzia che assiste il credito: reale ipotecaria, reale finanziaria, personale. Per i crediti garantiti da ipoteca è prevista un'articolazione del dubbio esito in funzione del livello di Loan To Value (LTV).
Al fine di garantire il rispetto dei requisiti di eleggibilità previsti dalla normativa, il Gruppo utilizza la procedura Collateral per la gestione delle informazioni relative alle esposizioni garantite da immobili residenziali e non residenziali. Per quanto concerne le garanzie reali/finanziarie, come già illustrato, è previsto un processo di gestione con particolare riferimento ai controlli finalizzati ad assicurare l'eleggibilità. Questi ultimi sono assicurati da una procedura informatica (procedura Garanzia - Monitoraggio controlli ed eventi di eleggibilità), in gestione alla Direzione Crediti, che presidia il rispetto dei requisiti specifici (correlazione, valore equo e separatezza) mediante un dettagliato insieme di specifici controlli.
La procedura di controllo dell'eleggibilità (sia essa ipotecaria o meno) segnala un'eventuale garanzia che non rispetta tutti i parametri sopra elencati. Ciò però non influisce sulla validità della garanzia che di fatto può essere costituita regolarmente dal punto di vista giuridico e quindi manifestarsi in tutta la sua validità in caso di escussione. Scopo della procedura è la verifica della eleggibilità e quindi la valutazione per un suo riconoscimento ai fini della mitigazione del requisito patrimoniale.
Nell'ambito delle attività di analisi prospettica sul rischio di credito, la Funzione Risk Management provvede ad effettuare analisi di tipo "what if" anche in considerazione del grado di efficacia delle garanzie sia ipotecarie sia reali/finanziarie. In particolare la Funzione Risk Management comunica alle Funzioni aziendali coinvolte nel processo di gestione delle garanzie gli esiti delle proprie analisi circa l'impatto patrimoniale a fronte dell'eleggibilità delle garanzie. La rendicontazione riguarda: a) l'assorbimento patrimoniale che deriverebbe dall'assenza di eleggibilità; b) l'ammontare delle esposizioni e l'assorbimento patrimoniale delle poste classificate non eleggibili con il dettaglio delle motivazioni; c) l'assorbimento patrimoniale che deriverebbe dalla completa eleggibilità delle garanzie. Nell'ottica di un maggior presidio delle garanzie ipotecarie a fronte di posizioni classificate come inadempienze probabili e sofferenze, la Funzione Risk Management provvede periodicamente alla verifica del rispetto della corretta applicazione della policy di copertura dei crediti deteriorati, nell'ambito della quale sono previsti specifici criteri di applicazione per le esposizioni garantite da immobili in funzione del Loan to Value.
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Il rischio strategico
Il rischio strategico è il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del patrimonio derivante da cambiamenti del contesto operativo o da decisioni aziendali errate, attuazione inadeguata di decisioni, scarsa reattività a variazione del contesto competitivo. Nell'ambito delle politiche e processi di gestione i consigli di amministrazione delle Capogruppo e delle controllate, tra le altre attribuzioni previste dalla normativa e dagli statuti sociali, determinano gli indirizzi che incidono sulla gestione generale degli affari del Gruppo e delle singole aziende definendone le rispettive linee strategiche. In tale contesto sono predisposti i piani strategici pluriennali ed i budget annuali; questi documenti sono periodicamente analizzati dai vertici aziendali. Al fine di garantire un attento monitoraggio e controllo di tale tipologia di rischio, il Gruppo ha inoltre definito un processo che coniuga le esigenze di gestione del business con quelle inerenti una prudente e consapevole gestione dei rischi.
Il rischio reputazionale e di non conformità
Il rischio reputazionale è il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del patrimonio derivante da una percezione negativa dell'immagine della banca da parte di clienti, controparti, azionisti della banca, investitori o autorità di vigilanza. Il rischio di non conformità è il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, perdite finanziarie rilevanti o danni di reputazione in conseguenza di violazioni di norme imperative (di legge o di regolamenti) ovvero di autoregolamentazione (ad esempio statuti, codici di condotta, codici di autodisciplina). Al fine di monitorare l'evoluzione del rischio reputazionale, che per sua natura è un rischio definito «non misurabile», il Gruppo ha identificato degli indicatori che permetto di monitorare nel tempo l'evoluzione di tale rischio. Tali indicatori sono monitorati con cadenza trimestrale per tutte le entità del Gruppo. Il Gruppo ha inoltre previsto presidi organizzativi volti a fronteggiare i rischi in argomento. I presidi organizzativi adottati dal Gruppo a tutela del rischio reputazionale sono riscontrabili da specifiche disposizioni presenti all'interno di vari documenti organizzativi e normativi oggetto di delibere da parte del consiglio di amministrazione e rappresentati dal Codice Etico, dal RAF, dalla policy Antiriciclaggio e dalla policy per la gestione del rischio di compliance.
Il rischio di leva finanziaria eccessiva
Il rischio di leva finanziaria eccessiva è il rischio che un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri renda la banca vulnerabile, rendendo necessaria l'adozione di misure correttive al proprio piano industriale, compresa la vendita di attività con contabilizzazione di perdite che potrebbero comportare rettifiche di valore anche sulle restanti attività. Il Gruppo provvede alla rilevazione e alla relativa segnalazione dell'indicatore di leva finanziaria (leverage ratio) così come previsto dalla normativa vigente (Regolamento 575/2013).
Per un approfondimento si rimanda a quanto riportato nel paragrafo 15 del presente documento.
Il rischio di natura non finanziaria
Il Gruppo è inoltre consapevole dell'importanza di identificare, valutare, prevenire e ridurre potenziali rischi anche di natura non finanziaria, ovvero i rischi socio-ambientali generati e subiti riconducibili alle seguenti dimensioni:
-
Rischio ambientale e legato al climate change: connesso agli impatti diretti quali l'utilizzo di risorse energetiche (fonti rinnovabili e non rinnovabili), le emissioni di gas ad effetto serra, la produzione di rifiuti e loro smaltimento, il consumo di materie prime strumentali all'attività propria (carta e toner), la violazione di normativa ambientale e di settore.
A livello europeo, il piano d'azione per il finanziamento della crescita sostenibile pone particolare enfasi sull'importanza sistemica del settore bancario/finanziario nel consentire la transizione verso un sistema a basse emissioni di carbonio ed una economia resiliente al clima. II settore bancario si trova infatti ad essere coinvolto nei potenziali rischi indiretti legati al clima nella misura in cui i finanziamenti concessi e
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gli investimenti effettuati sono rivolti ad attività economiche che contribuiscono al cambiamento climatico (per esempio in termini di emissioni di gas ad effetto serra). Lo stesso settore bancario può comunque assumere un ruolo proattivo nel promuovere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima aumentando la consapevolezza del proprio ruolo, nell'ambito della transizione, integrando una valutazione del potenziale impatto sui cambiamenti climatici correlato alle politiche creditizie e di investimento poste in essere.
- Rischio sociale: legato agli aspetti relazionali con la clientela e più in generale con la comunità, con particolare riguardo allo sviluppo economico e sociale delle comunità locali, verso cui il Gruppo vuole essere un interlocutore attendibile e autorevole mediante una condotta integra e rigorosa, attenta alle esigenze dei propri stakeholder, finalizzata al mantenimento di una redditività-solidità ispirata alle tematiche di sostenibilità e per questo duratura nel tempo, per creare valore condiviso con cui contribuire al benessere e al progresso della comunità stessa. Rischio legato anche alla concessione di finanziamenti, agli investimenti e ai rapporti di fornitura rispetto a controparti caratterizzate da modelli economici non resilienti con profili di vulnerabilità sociale, alla possibilità di offrire prodotti o servizi finanziari non adeguati in funzione dell'evoluzione del contesto socio-economico o normativo, ecc.;
- Rischio attinente al personale: correlato alla gestione dei collaboratori e soggetti assimilati, incluse le azioni poste in essere a tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, per garantire la parità di genere, l'attuazione di specifici programmi di attrazione dei talenti, la limitazione di situazioni di inadeguatezza dei profili professionali, prevenire la perdita di figure chiave, come anche le misure volte ad attuare le convenzioni di organizzazioni internazionali e sovranazionali in materia, e le modalità con cui è realizzato il dialogo con le parti sociali, correlato anche alla concessione di finanziamenti, agli investimenti e ai rapporti di fornitura rispetto a controparti caratterizzate da modelli economici non resilienti con profili di vulnerabilità nella gestione del personale;
- Rischio di mancato rispetto dei diritti umani: relativo appunto al mancato rispetto dei diritti umani, tra cui i diritti dei lavoratori, e/o relativo ad atteggiamenti ed azioni comunque discriminatori, per effetto anche della concessione di finanziamenti, degli investimenti e dei rapporti di fornitura rispetto a controparti caratterizzate da modelli economici non resilienti con profili di vulnerabilità legati al rispetto dei diritti umani. Si considera in questo ambito anche il rischio di violazione dei dati personali per cui occorre prevenire l'utilizzo illecito dei dati forniti dalle diverse categorie di interessati adottando idonee soluzioni tecniche e organizzative per la protezione degli stessi;
- Rischio nella lotta contro la corruzione attiva e passiva: relativo cioè al possibile verificarsi di eventi e/o circostanze di corruzione attiva e passiva, frode, riciclaggio o finanziamento del terrorismo (ad esempio per adeguamenti della normativa di riferimento ovvero per inadeguata formazione del personale) anche in relazione alla concessione di finanziamenti, agli investimenti e ai rapporti di fornitura rispetto a controparti caratterizzate da modelli economici non resilienti con profili di vulnerabilità nella lotta contro la corruzione attiva e passiva.
Per quest'ultimo ambito in particolare, in un percorso di miglioramento continuo nella gestione efficace ed evolutiva degli stimoli dati dalla normativa, nel 2018 il Gruppo Banco Desio insieme ad alcuni tra i principali gruppi bancari italiani si è fatto promotore del progetto denominato "Dichiarazione non finanziaria e gestione dei rischi connessi ai temi di sostenibilità", un'analisi strutturata dell'approccio adottato per gestire le richieste di informativa dell'ambito rischi ESG consultando i principali soggetti coinvolti, ovvero funzioni CSR e Risk Manager delle banche aderenti alla progettualità come anche dei principali gruppi bancari italiani, opinion leader e best practice di mercato.
A queste iniziative progettuali è strettamente legata anche la progettualità interna, avviata sempre nel 2018, che ha portato il Gruppo Banco Desio a sviluppare nel corso del 2019 una prima mappatura organica dei rischi previsti dal D.Lgs. 254/2016 all'interno delle politiche di gestione dei rischi aziendali in coerenza con quanto previsto nella normativa di vigilanza prudenziale e tenendo conto delle specifiche policy in materia di sostenibilità di cui la Capogruppo si è dotata, o che sono in via di finalizzazione, come meglio descritto nel successivo capitolo "La sostenibilità per il Gruppo Banco Desio".
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Nello specifico, l'identificazione dei rischi Environmental Social e Governance (ESG), correlati ai rischi di business definiti nelle politiche interne del Gruppo e i principali impatti, la fase della valutazione dei rischi ESG prevede il monitoraggio e la classificazione degli stessi attraverso:
- l'aggiornamento delle tassonomie già in uso nell'ambito dei processi di valutazione e misurazione dei rischi operativi con eventi ESG;
- l'identificazione di KRI/KPI al fine di integrare l'indicatore sintetico di rischio reputazionale con l'ambito ESG.
Tali indicatori dovranno essere oggetto di monitoraggio per un periodo di tempo congruo a verificarne la validità e affidabilità degli stessi (fase di test). Individuazione dei rischi ESG e modello di valutazione saranno poi integrati nell'aggiornamento della Policy di gestione dei rischi aziendali che sarà sottoposto all'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.
Nell'ambito del contesto di settore in cui si trova ad operare e in relazione allo specifico tema del cambiamento climatico, per i prossimi reporting il Gruppo Banco Desio sta valutando di integrare le proprie analisi e, di conseguenza, la propria disclosure rispetto ai principali impatti generati e subiti che si trova ad affrontare per effetto delle proprie politiche creditizie e di investimento, tenendo anche conto dell'evoluzione in corso nella normativa di riferimento in materia.
Le decisioni strategiche a livello di Gruppo in materia di gestione del rischio sono infatti rimesse agli organi aziendali della Capogruppo; per quanto riguarda le altre società controllate, gli organi aziendali di ciascuna di esse sono consapevoli del profilo di rischio e delle politiche di gestione definiti dalla Capogruppo e sono responsabili dell'attuazione di tali politiche in modo coerente con la propria realtà aziendale. Nella prospettiva di un efficace ed efficiente sistema di gestione e controllo dei rischi, il Gruppo declina sulla propria struttura organizzativa specifiche responsabilità in materia: in quest'ottica è applicato il principio di separazione delle funzioni coinvolte nel processo di controllo del rischio secondo quanto previsto dalla normativa di vigilanza prudenziale.
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Sistemi di governance
Il Consiglio di Amministrazione del Banco Desio in carica, composto da n. 12 amministratori, è stato nominato dall'Assemblea del 6 aprile 2017 e scade con l'Assemblea di approvazione del bilancio al 31 dicembre 2019. In base alla normativa speciale di riferimento per le banche con azioni quotate, gli amministratori devono possedere, pena decadenza dalla carica, specifici requisiti di onorabilità e di professionalità; in particolare sotto il profilo della professionalità è richiesta un'esperienza almeno triennale in almeno una delle seguenti attività: amministrazione, controllo o direttive in imprese; attività professionali in materie attinenti al settore bancario, finanziario, assicurativo o funzionali all'attività della banca; insegnamento universitario in materie giuridiche o economiche; funzioni amministrative o dirigenziali pubbliche con attinenza al settore creditizio o che comportino la gestione di risorse economico-finanziarie. Per la carica di Presidente l'esperienza suddetta deve essere almeno quinquennale; per la carica di Direttore Generale è richiesta una specifica competenza nelle materie attinenti il settore creditizio, maturata in posizioni di adeguata responsabilità per almeno cinque anni. La verifica dei requisiti degli Esponenti spetta allo stesso Consiglio di Amministrazione, entro 30 giorni dalla nomina, con procedura stabilita dalle Disposizioni di Vigilanza della Banca d'Italia; in sintesi, il possesso dei requisiti è verificato in modo specifico e deliberato dal C.d.A. e col parere del Collegio Sindacale (previa apposita verifica da parte del Collegio stesso), per ogni singolo esponente, con l'astensione dell'interessato, sulla base di idonea documentazione prodotta dagli Esponenti stessi (esempio: certificati, attestazioni, curricula vitae, dichiarazioni sostitutive di atto notorio o di certificazione, dichiarazioni rese da imprese/enti di provenienza, ecc.).
Le informazioni sulle caratteristiche personali e professionali degli Amministratori, nonché le informazioni sul possesso dei requisiti di cui al presente paragrafo, sono pubblicate in occasione della presentazione delle liste per il rinnovo delle cariche sociali, in conformità alle vigenti disposizioni Consob (); sono altresì tenute a disposizione sul sito internet www.bancodesio.italla sezione "La Banca - Gorvernance
- Corporate Governance".
Il C.d.A. del Banco Desio ha, inoltre, stabilito, nel proprio Regolamento Interno, taluni criteri generali relativi al cumulo degli incarichi degli amministratori.
Fatto salvo quanto prescritto da disposizioni specifiche in materia (con particolare riferimento a quanto previsto dalle disposizioni di legge in materia di "divieto di interlocking" tra gruppi bancari, finanziari e assicurativi in concorrenza), tali criteri generali sono da considerarsi non tassativi e il sopraggiungere di situazioni di difformità non comporta di per sé la decadenza dalla carica; il C.d.A., oltre ad effettuare con cadenza almeno annuale una valutazione specifica per quanto attiene al citato "divieto di interlocking" in conformità ai criteri applicativi emanati dalle Autorità di Vigilanza, si riserva di valutare caso per caso eventuali situazioni non conformi, fermo restando il principio, sancito dal Codice, secondo il quale è rimessa alla discrezionalità degli interessati la valutazione circa l'opportunità di accettare gli incarichi, anche nei comitati interni, esclusivamente "quando ritengono di poter dedicare allo svolgimento dei loro compiti il tempo necessario".
In occasione dei rinnovi delle cariche, viene definito dal Consiglio di Amministrazione - al fine di determinare la composizione qualitativa dell'Organo amministrativo e di quello di controllo - un insieme di competenze ritenute necessarie al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale per il corretto ed efficace svolgimento dei propri compiti.
Tali competenze sono determinate tenendo conto: di quanto previsto dalla normativa di riferimento, anche comunitaria; delle best practice di sistema; delle esigenze di governo del Gruppo Banco Desio. Le aree di competenza di ciascun Esponente identificate nel modello generale della metodologia di autovalutazione degli Organi sono specificate nell'apposito "Profilo Teorico" pubblicato ai sensi delle disposizioni applicabili.
Ferme restando le disposizioni del T.U.F. che prevedono la presenza di un componente del Consiglio di Amministrazione e del Presidente del Collegio Sindacale eletti da una "lista di minoranza", va altresì tenuta presente la normativa in materia di c.d. "quote di genere" (Legge 120/2011 e Legge n. 160/2019). In virtù delle disposizioni applicabili, per il mandato 2017-2019 dovevano essere di genere femminile almeno 1/3 dei
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componenti dell'Organo amministrativo (cioè 4 componenti su 12) e dell'Organo di controllo (cioè 1 componente effettivo e 1 componente supplente); per sei mandati consecutivi a decorrere dal primo rinnovo delle cariche successivo al 1° gennaio 2020, tali quote sono elevate ad almeno 2/5 dei componenti dell'Organo amministrativo (cioè 5 componenti su 12) e dell'Organo di controllo (cioè 1 componente effettivo e 1 componente supplente, arrotondando in questo caso per difetto come stabilito dalla Consob per gli Organi composti da tre membri).
Il Consiglio di Amministrazione ha approvato un Regolamento Interno di Autovalutazione degli Organi, al fine di disciplinare il relativo processo in conformità a quanto previsto dalla Circolare n. 285, individuando in particolare le metodologie da utilizzare (basate principalmente sulla compilazione di un apposito questionario da parte di ciascun Consigliere, nonché sullo svolgimento di un'apposita intervista complementare alla compilazione del questionario) e i profili oggetto di analisi - a livello aggregato - riguardo alla composizione (professionalità, indipendenza, ecc.) nonché al funzionamento (prassi operative, flussi informativi, ecc.) del Consiglio e dei Comitati costituiti al suo interno.
Nell'ambito delle iniziative finalizzate all'aggiornamento delle conoscenze relative al settore di attività in cui opera il Banco Desio, alle dinamiche aziendali e alla loro evoluzione, ai principi di corretta gestione dei rischi, nonché al quadro normativo e autoregolamentare di riferimento, sono state effettuate, a partire dal 2012, una serie di sessioni di formazione e di incontri di approfondimento, opportunamente diversificati per materie e relatori (tra i quali si annoverano anche manager, advisor, giuristi, economisti e giornalisti particolarmente qualificati),
A partire dal 2015 si è tra l'altro tenuto annualmente, con la partecipazione dei componenti degli Organi delle diverse Società del Gruppo e di alcune funzioni aziendali, un incontro di approfondimento dedicato, in una logica di pianificazione strategica e di modello di business al posizionamento del Gruppo nel mercato di riferimento alla luce degli scenari macroeconomici e regolamentari, nonché delle dinamiche delle economie regionali (Lombardia, Umbria, ecc.), che è stata condotta da un esperto esterno in materia di business bancario. Tale iniziativa si inquadra nella "buona prassi" che i componenti degli Organi si incontrino una o due volte l'anno, al di fuori delle sedute consiliari, per approfondire e confrontarsi sulle questioni di carattere strategico come previsto dalla citata Circolare n. 285.
Per ulteriori informazioni di maggior dettaglio per quanto attiene in particolare alle attività formative, si rinvia integralmente alla Relazione Annuale sul Governo Societario, a disposizione sul sito internet www.bancodesio.italla sezione "La Banca - Gorvernance - Corporate Governance".
- C.d.A. ha istituito un Comitato Controllo e Rischi che è composto attualmente da n. 3 Amministratori non esecutivi (l'Amministratore Incaricato del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi o più brevemente "AISCI"2 e n. 2 Amministratori indipendenti, tra cui il Presidente del Comitato). Alle sedute del Comitato partecipa il Presidente del Collegio Sindacale o un Sindaco Effettivo dallo stesso designato e possono comunque partecipare anche gli altri Sindaci Effettivi; ne è componente, in particolare, l'Amministratore Incaricato del Sistema di Controllo e Gestione dei Rischi e possono essere invitati a partecipare il Direttore Generale, i Vice Direttori Generali, i preposti alle funzioni di Chief Auditing Officer, Chief Risk Officer, Compliance e Antiriciclaggio, nonché altri dipendenti/collaboratori/consulenti secondo le specifiche materie da trattare. Il Comitato Controllo e Rischi, in veste di organismo "endoconsiliare", svolge
funzioni consultive e precisamente di assistenza al C.d.A. nell'attività di supervisione sul regolare
- A far data dal prossimo rinnovo delle cariche, l'Esponente che ricopre l'incarico di AISCI non figurerà più tra i componenti del Comitato Controllo e Rischi.
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funzionamento del sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi, nonché di valutazione del corretto utilizzo dei principi contabili. Il Comitato riferisce al C.d.A. sull'attività svolta e sull'adeguatezza del sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi, con apposita relazione redatta semestralmente.
Al Comitato è altresì attribuita, a livello di Gruppo, la supervisione dei temi di sostenibilità nell'ambito del proprio ruolo consultivo-propositivo ai fini dell'approvazione da parte del C.d.A. di strategie e politiche in materia.
Per ulteriori informazioni di maggior dettaglio per quanto attiene in particolare all'attività del Comitato, si rinvia integralmente alla Relazione Annuale sul Governo Societario, a disposizione sul sito internet www.bancodesio.italla sezione "La Banca - Gorvernance - Corporate Governance".
Nella medesima Relazione sul Governo Societario ed Allegati, sono consultabili anche tutte le altre informazioni richieste dall'art. 435 comma 2 della CRR in merito agli amministratori, ai relativi requisiti e criteri stabiliti ai sensi della normativa applicabile, al cumulo delle cariche da essi ricoperte e alle modalità di selezione degli stessi, nonché alle politiche di diversità e ai flussi informativi.
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2. Ambito di applicazione (art. 436 CRR)
Quanto riportato nel presente documento di Informativa al Pubblico è riferito al Gruppo Bancario Banco Desio. La Capogruppo Banco di Desio e della Brianza S.p.A. è l'ente al quale si applicano gli obblighi relativi alla presente informativa.
Nella Tabella sotto riportata vengono elencate le società del Gruppo ed il loro trattamento ai fini del bilancio consolidato e della vigilanza consolidata.
Entità consolidate ai fini di bilancio e prudenziali
|
Tipo di |
Quota di |
Quota di |
Trattamento ai |
Trattamento ai |
|||
|
Denominazione |
Sede |
partecipazione % |
partecipazione % |
Tipologia di attività |
|||
|
rapporto |
fini di Bilancio |
fini di Vigilanza |
|||||
|
al 31.12.2019 |
al 31.12.2018 |
||||||
|
Im prese consolidate integralm ente |
|||||||
|
Banco di Desio e della Brianza S.p.A. |
Desio |
Integrale |
Integrale |
Banca |
|||
|
Fides S.p.A. |
Roma |
1 |
100,0000 |
100,000 |
Integrale |
Integrale |
Finanziaria |
|
Banca Popolare di Spoleto (*) |
Spoleto |
1 |
n.d. |
81,673 |
Integrale |
Integrale |
Banca |
|
Desio OBG S.r.l. (**) |
Conegliano |
1 |
60,000 |
60,000 |
Integrale |
Integrale |
Società veicolo |
|
Legenda |
Tipo di rapporto:
1 = Maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria
Nota (*) - In data 1°gennaio 2019 ha avuto efficacia contabile l'operazione di fusione per incorporazione della ex controllata Banca Popolare di Spoleto nella Capogruppo Banco Desio. Nota (**) - operazione di Covered Bond
Ai fini della definizione del perimetro di consolidamento, si è tenuto conto dei requisiti di effettivo controllo previsti dal principio IFRS10.
Per il calcolo dei fondi propri consolidati si fa riferimento ai soli dati riferiti alle società bancarie e finanziarie appartenenti al gruppo bancario. Tali dati includono anche i rapporti attivi e passivi (in bilancio e "fuori bilancio"), di stato patrimoniale e di conto economico, verso le altre società incluse nel consolidamento del bilancio che hanno formato oggetto di elisione. Non ci sono impedimenti né sostanziali né giuridici che ostacolano il rapido trasferimento di risorse patrimoniali o di fondi all'interno del gruppo.
In base alle disposizioni di vigilanza prudenziale dettate dagli articoli 11, paragrafi 2 e 3 e 13, paragrafo 2, del Regolamento CRR, le banche controllate da una "società di partecipazione finanziaria madre" sono tenute a rispettare i requisiti stabiliti dal predetto regolamento sulla base della situazione consolidata della società di partecipazione finanziaria medesima. Tali disposizioni portano a calcolare i ratio patrimoniali a livello di Brianza Unione di Luigi Gavazzi e Stefano Lado S.A.p.A., società controllante il 49,88% di Banco di Desio e della Brianza S.p.A. (di cui detiene il 50,44% delle azioni ordinarie ed il 44,69% delle azioni di risparmio).
Il calcolo dei Fondi Propri e dei requisiti prudenziali consolidati al 31 dicembre 2019 che sono oggetto di trasmissione alla Banca d'Italia nell'ambito delle segnalazioni di vigilanza prudenziale (COREP) e delle segnalazioni statistiche (FINREP) è stato conseguentemente effettuato con riferimento a Brianza Unione di Luigi Gavazzi e Stefano Lado S.A.p.A. che, secondo la normativa europea, si configura come la capogruppo finanziaria del gruppo bancario. Nel presente documento sono quindi esposti i risultati di tale calcolo, relativi al perimetro prudenziale del bilancio consolidato redatto dalla società Brianza Unione di Luigi Gavazzi e Stefano Lado S.A.p.A. (la capogruppo finanziaria).
28
3. Fondi Propri (art. 437 e 492 CRR) Informativa qualitativa
In base alla normativa vigente, sono descritti nel seguito gli elementi che compongono i Fondi Propri:
1. Capitale Primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1)
Gli elementi del capitale primario di classe 1 degli enti sono i seguenti: a) strumenti di capitale, purché siano soddisfatte le condizioni di cui all'art. 28 o, ove applicabile, all'articolo 29 del Regolamento UE n. 575/2014 (cfr. paragrafo "Introduzione"); b) riserve sovrapprezzo azioni relative agli strumenti di cui al punto precedente; c) utili non distribuiti; d) altre componenti di conto economico complessivo accumulate; e) altre riserve; f) fondi per rischi bancari generali. Gli elementi di cui alle lettere da c) a f) sono riconosciuti come capitale primario di classe 1 soltanto se possono essere utilizzati senza restrizioni e senza indugi dall'ente per la copertura dei rischi o delle perdite nel momento in cui tali rischi o perdite si verificano.
2. Capitale Aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1)
Gli elementi del Capitale Aggiuntivo di classe 1 sono costituiti da: a) strumenti di capitale, quando sono rispettate le condizioni di cui all'art. 52, paragrafo 1 del Regolamento UE n. 575/2014; b) riserve sovrapprezzo azioni relative agli strumenti di cui al punto precedente. Gli strumenti di cui alla lettera a) non sono qualificati elementi del capitale primario di classe 1 o elementi di classe 2.
3. Capitale di Classe 2 (Tier 2 - T2)
Gli elementi del Capitale di Classe 2 sono costituiti da: a) strumenti di capitale e prestiti subordinati, quando sono rispettate le condizioni di cui all'articolo 63 del Regolamento UE n. 575/2014; b) riserve sovrapprezzo azioni relative agli strumenti di cui alla lettera precedente; c) per gli enti che calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio conformemente alla parte tre, titolo II, capo 2 del Regolamento UE n. 575/2014, le rettifiche di valore su crediti generiche, al lordo degli effetti fiscali, fino all'1,25% degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio calcolati conformemente alla parte tre, titolo II, capo 2 del regolamento stesso; d) per gli enti che calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio conformemente alla parte tre, titolo II, capo 3 del Regolamento UE n. 575/2014, gli importi positivi, al lordo degli effetti fiscali, risultanti dal calcolo di cui agli articoli 158 e 159 fino allo 0,6 % degli importi delle esposizioni ponderate per il rischio calcolate conformemente alla parte tre, titolo II, capo 3 del regolamento stesso.
In data 23 e 25 gennaio 2018, i rispettivi Consigli di Amministrazione della ex controllata Banca Popolare di Spoleto e Banco Desio, tenuto conto della migliore stima disponibile delle maggiori rettifiche per perdite attese su crediti in bonis e deteriorati in prima applicazione del principio contabile IFRS9, hanno deliberato di aderire alle disposizioni transitorie introdotte dal Regolamento (UE) 2017/2395 del 12 dicembre 2017 volte ad attenuare l'impatto dell'introduzione del principio sui fondi propri e i coefficienti patrimoniali, con riferimento sia alla componente di incremento delle rettifiche per perdite attese su crediti in bonis e deteriorati in prima applicazione del principio sia con riferimento all'incremento delle perdite attese su crediti in bonis rispetto alla data di prima applicazione del principio.
Ai sensi di quanto previsto dalla disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nel regolamento (CRR) e nella direttiva (CRD IV) comunitari del 26/06/2013, che traspongono nell'Unione Europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (c.d. framework Basilea 3), entrata in vigore il 1° gennaio 2014, i Fondi Propri consolidati del Gruppo calcolati con riferimento a Brianza Unione alla data del 31 dicembre 2019 sono così composti:
29
Composizione Fondi Propri con e senza applicazione del regime transitorio
|
31.12.2019 |
31.12.2019 |
|
|
Con Regime |
Senza regime |
|
|
Transitorio |
transitorio |
|
|
A. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) prima dell'applicazione dei filtri prudenziali |
747.521 |
744.488 |
|
di cui strumenti di CET1 oggetto di disposizioni transitorie |
- |
- |
|
B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-) |
- |
- |
|
C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio (A +/- B) |
747.521 |
744.488 |
|
D. Elementi da dedurre dal CET1 |
28.947 |
17.615 |
|
E. Regime transitorio - Impatto su CET1 (+/-) |
- |
- |
|
E.1 Aggiustamenti dovuti a disposizioni transitorie dell'IFRS9 |
39.738 |
- |
|
F. Totale Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) (C - D +/-E) |
758.312 |
726.873 |
|
G. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del |
56.029 |
55.361 |
|
regime transitorio |
||
|
di cui strumenti di AT1 oggetto di disposizioni transitorie |
- |
- |
|
H. Elementi da dedurre dall'AT1 |
- |
- |
|
I. Regime transitorio - Impatto su AT1 (+/-) |
- |
- |
|
L. Totale Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) (G - H +/- I) |
56.029 |
55.361 |
|
M. Capitale di classe 2 (Tier 2 -T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio |
94.223 |
94.279 |
|
di cui strumenti di T2 oggetto di disposizioni transitorie |
- |
- |
|
N. Elementi da dedurre dal T2 |
- |
- |
|
O. Regime transitorio - Impatto su T2 (+/-) |
- |
- |
|
P. Totale Capitale di classe 2 (Tier 2 -T2) (M - N +/- O) |
94.223 |
94.279 |
|
Q. Totale fondi propri (F + L + P) |
908.564 |
876.513 |
30
Si riportano di seguito le caratteristiche degli strumenti aggiuntivi di classe 1 e gli strumenti computabili nel capitale di classe 2 rilevati nei fondi propri del Gruppo bancario e rideterminati per la Holding finanziaria Brianza Unione in funzione dei rischi riconducibili alle singole società controllate (sia ai fini del capitale aggiuntivo di classe 1 sia del capitale di classe 2).
|
Modello sulle principali caratteristiche degli strumenti di |
1 |
2 |
3 |
|
|
capitale |
||||
|
1 |
Emittente |
Banco di desio e della Brianza |
Banco di Desio e della Brianza |
Banco di Desio e della Brianza |
|
2 |
Identificativo unico (1) |
IT0001281374 |
IT0005107880 |
IT0005136335 |
|
3 |
Legislazione applicabile allo strumento |
Italiana |
Italiana |
Italiana |
|
Trattamento regolamentare |
||||
|
4 |
Disposizioni transitorie del CRR |
Capitale aggiuntivo di classe 1 |
Capitale di classe 2 |
Capitale di classe 2 |
|
5 |
Disposizioni post-transitorie del CRR |
Capitale di classe 2 |
Capitale di classe 2 |
|
|
Ammissibile a livello di singolo ente/ (sub-)consolidamento / |
di singolo ente e di (sub-) |
|||
|
6 |
di singolo ente e di (sub-)consolidamento |
consolidamento |
Singolo ente e consolidato |
Singolo ente e consolidato |
|
Azioni di risparmio |
||||
|
rappresentative del Capitale |
Prestito Obbligazionario - art. |
Prestito Obbligazionario - art. |
||
|
7 |
Tipo di strumento (2) |
Sociale |
62 CRR |
62 CRR |
|
Importo rilevato nel capitale regolamentare (migliaia di euro) |
||||
|
8 |
(3) |
1.139 |
35.909 |
16.708 |
|
9 |
Importo nominale dello strumento (migliaia di euro) |
6.865 |
80.000 |
50.000 |
|
9a |
Prezzo di emissione |
N/A |
100 |
100 |
|
9b |
Prezzo di rimborso |
N/A |
100 |
100 |
|
10 |
Classificazione contabile |
P180 - Capitale |
Passività al fair value |
Passività al fair value |
|
11 |
Data di emissione originaria |
N/A |
28:05:2015 |
16:10:2015 |
|
12 |
Irredimibile o a scadenza |
Irredimibile |
A SCADENZA |
A SCADENZA |
|
13 |
Data di scadenza originaria |
N/A |
28:05:2022 |
16:10:2021 |
|
Rimborso anticipato a discrezione dell'emittente soggetto a |
||||
|
14 |
approvazione preventiva dell'Autorità di Vigilanza |
N/A |
NO |
NO |
|
Data del rimborso anticipato facoltativo, date del rimborso |
||||
|
15 |
anticipato eventuale e importo del rimborso |
N/A |
N/A |
N/A |
|
16 |
Date successive di rimborso anticipato, se del caso |
N/A |
N/A |
N/A |
|
Cedole / Dividendi |
||||
|
17 |
Dividendi/cedole fissi o variabili |
variabili |
VARIABILI |
VARIABILI |
|
18 |
Tasso della cedola ed eventuale indice correlato |
N/A |
IND. EURIBOR 3M +200 bp |
IND. EURIBOR 3M +200 bp |
|
19 |
Presenza di un meccanismo di "dividend stopper" |
N/A |
N/A |
N/A |
|
Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o |
||||
|
20a |
obbligatorio - in termini di tempo |
N/A |
N/A |
N/A |
|
Pienamente discrezionale, parzialmente discrezionale o |
||||
|
20b |
obbligatorio - in riferimento all'importo |
N/A |
N/A |
N/A |
|
21 |
Presenza di "step up" o di altro incentivo al rimborso |
N/A |
NO |
NO |
|
22 |
Non cumulativo o cumulativo |
N/A |
NON CUMULATIVO |
NON CUMULATIVO |
|
23 |
Convertibile o non convertibile |
N/A |
NON CONVERTIBILE |
NON CONVERTIBILE |
|
24 |
Se convertibile, evento(i) che determina(no) la conversione |
N/A |
N/A |
N/A |
|
25 |
Se convertibili, in tutto o in parte |
N/A |
N/A |
N/A |
|
26 |
Se convertibili, tasso di conversione |
N/A |
N/A |
N/A |
|
27 |
Se convertibile, conversione obbligatoria o facoltativa |
N/A |
N/A |
N/A |
|
Se convertibile, precisare il tipo di strumento nel quale la |
||||
|
28 |
conversione è possibile |
N/A |
N/A |
N/A |
|
Se convertibile, precisare l'emittente dello strumento nel |
||||
|
29 |
quale viene convertito |
N/A |
N/A |
N/A |
|
30 |
Meccanismi di svalutazione (w rite dow n) |
N/A |
N/A |
N/A |
|
In caso di meccanismo di svalutazione (w rite dow n), |
||||
|
31 |
evento(i) che la determina(no) |
N/A |
N/A |
N/A |
|
In caso di svalutazione (w rite dow n), svalutazione totale o |
||||
|
32 |
parziale |
N/A |
N/A |
N/A |
|
In caso di svalutazione (w rite dow n), svalutazione |
||||
|
33 |
permanente o temporanea |
N/A |
N/A |
N/A |
|
In caso di svalutazione (w rite dow n) temporanea, |
||||
|
34 |
descrizione del meccanismo di rivalutazione |
N/A |
N/A |
N/A |
|
Posizione nella gerarchia di subordinazione in caso di |
||||
|
35 |
liquidazione (4) |
N/A |
SENIOR |
SENIOR |
|
Caratteristiche non conformi degli strumenti che beneficiano |
||||
|
36 |
delle disposizioni transitorie |
N/A |
||
|
In caso affermativo, specificare le caratteristiche non |
||||
|
37 |
conformi |
N/A |
- Ad esempio identificativo CUSIP, ISIN o Bloomberg per i collocamenti privati
- I tipi devono essere specificati per ciascuna giurisdizione
- Alla più recente data di riferimento per la segnalazione
- Specificare il tipo di strumento di rango immediatamente superiore (senior)
31
La tabella seguente fornisce il dettaglio degli elementi che compongono i fondi propri al 31/12/2019, secondo lo schema previsto dall'allegato VI del Regolamento di Esecuzione (UE) n. 1423/2014 della Commissione
|
(C) Importi soggetti al |
||||
|
trattamento pre- |
||||
|
(A) Importo alla |
regolamento (UE) N. |
|||
|
Capitale primario di classe 1: strumenti e riserve |
data |
575/2013 o importo |
||
|
dell'informativa |
residuo prescritto dal |
|||
|
regolamento (UE) N. |
||||
|
575/2013 |
||||
|
1 |
Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni |
64.835 |
||
|
di cui: azioni ordinarie |
54.026 |
|||
|
di cui: tipo strumento 2 |
- |
|||
|
di cui: tipo strumento 3 |
- |
|||
|
2 |
Utili non distribuiti |
- |
||
|
3 |
Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve, includere gli utili e le perdite non |
393.740 |
||
|
realizzati ai sensi della disciplina contabile applicabile) |
||||
|
3a |
Fondi per rischi bancari generali |
- |
||
|
4 |
Importo degli elementi ammissibili di cui all'art. 484, paragrafo 3, e le relative riserve sovrapprezzo azioni, soggetti |
- |
||
|
a eliminazione progressiva del capitale primario di classe 1 |
||||
|
Conferimenti di capitale pubblico che beneficiano della clausola di grandfathering fino al 1°gennaio 2018 |
- |
|||
|
5 |
Interessi di minoranza (importo consentito nel capitale primario di classe 1 consolidato) |
274.458 |
- |
|
|
5a |
Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili |
14.488 |
||
|
6 |
Capitale primario di classe 1 prima delle rettifiche regolamentari |
747.521 |
||
|
Capitale primario di classe 1 (CET 1): rettifiche regolamentari |
||||
|
7 |
Rettifiche di valore supplementari (importo negativo) |
- |
||
|
8 |
Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (importo negativo) |
- |
17.615 |
|
|
9 |
Campo vuoto nell'UE |
- |
||
|
Attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura, escluse quelle derivanti da differenze temporanee (al |
||||
|
10 |
netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'art. 38, paragrafo 3) (importo |
- |
11.332 |
- |
|
negativo) |
||||
|
11 |
Riserve di valore equo relative agli utili e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa |
- |
||
|
12 |
Importi negativi risultanti dal calcolo degli importi delle perdite attese |
- |
||
|
13 |
Qualsiasi aumento del patrimonio netto risultante da attività cartolarizzate (importo negativo) |
- |
||
|
14 |
Gli utili o le perdite su passività valutati al valore equo dovuti all'evoluzione del merito creditizio |
- |
||
|
15 |
Attività dei fondi pensione a prestazioni definite (importo negativo) |
- |
||
|
16 |
Strumenti propri di capitale primario di classe 1 detenuti dall'ente direttamente o indirettamente (importo negativo) |
- |
||
|
Strumenti di capitale primario di classe 1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente, quando tali soggetti |
||||
|
17 |
detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per aumentare artificialmente i fondi propri |
- |
||
|
dell'ente (importo negativo) |
||||
|
Strumenti di capitale primario di classe 1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente o |
||||
|
18 |
indirettamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del |
- |
||
|
10% e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
||||
|
Strumenti di capitale primario di classe 1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, |
||||
|
19 |
indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore |
- |
||
|
alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
||||
|
20 |
Campo vuoto nell'UE |
- |
||
|
20a |
Importo dell'esposizione dei seguenti elementi, che possiedono i requisiti per ricevere un fattore di ponderazione |
- |
||
|
del rischio pari al 1.250%, quando l'ente opta per la deduzione |
||||
|
20b |
di cui: partecipazioni qualificate al di fuori del settore finanziario (importo negativo) |
- |
||
|
20c |
di cui: posizioni verso la cartolarizzazione (importo negativo) |
- |
||
|
20d |
di cui: operazioni con regolamento non contestuale (importo negativo) |
- |
||
|
21 |
Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo superiore alla soglia del 10%, al netto delle |
- |
||
|
relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'art. 38, paragrafo 3) (importo negativo) |
||||
|
22 |
Importo che supera la soglia del 15% (importo negativo) |
- |
||
|
23 |
di cui: strumenti di capitale primario di classe 1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente o |
- |
||
|
indirettamente, quando l'ente ha un investimanto significativo in tali soggetti |
||||
|
24 |
Campo vuoto nell'UE |
- |
||
|
25 |
di cui: attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee |
- |
||
|
25a |
Perdite relative all'esercizio in corso (importo negativo) |
- |
||
|
25b |
Tributi prevedibili relativi agli elementi del capitale primario di classe 1 (importo negativo) |
- |
||
|
26 |
Rettifiche regolamentari applicate al capitale primario di classe 1 in relazione agli importi soggetti a trattamento |
- |
||
|
pre-CRR |
||||
|
26a |
Rettifiche regolamentari relative agli utili e alle perdite non realizzati ai sensi degli art. 467 e 468 |
- |
||
|
di cui: utili non realizzati su differenze di cambio |
- |
|||
|
di cui: utili non realizzati su titoli di capitale |
- |
|||
|
di cui: utili non realizzati su titoli di debito emessi da Amministrazioni Centrali appartenenti all'Unione Europea |
- |
|||
|
di cui: utili non realizzati su titoli di debito riferiti ad emittenti diversi da Amministrazioni Centrali appartenenti |
- |
|||
|
all'Unione Europea |
||||
|
26b |
Importo da dedurre dal o da aggiungere al capitale primario di classe 1 in relazione ai filtri e alle deduzioni |
39.738 |
||
|
aggiuntivi previsti |
||||
|
di cui: aggiustamenti dovuti a disposizioni transitorie dell'IFRS9 |
39.738 |
|||
|
27 |
Deduzioni ammissibili dal capitale aggiuntivo di classe 1 che superano il capitale aggiuntivo di classe 1 dell'ente |
- |
||
|
(importo negativo) |
||||
|
28 |
Totale delle rettifiche regolamentari al capitale primario di classe 1 (CET1) |
10.791 |
||
|
29 |
Capitale primario di classe 1 (CET1) |
758.312 |
32
|
(C) Importi soggetti al |
|||
|
trattamento pre- |
|||
|
(A) Importo alla |
regolamento (UE) N. |
||
|
Capitale primario di classe 1: strumenti e riserve |
data |
575/2013 o importo |
|
|
dell'informativa |
residuo prescritto dal |
||
|
regolamento (UE) N. |
|||
|
575/2013 |
|||
|
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): strumenti |
|||
|
30 |
Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni |
- |
|
|
31 |
di cui: classificati come patrimonio netto ai sensi della disciplina contabile applicabile |
- |
|
|
32 |
di cui: classificati come passività ai sensi della disciplina contabile applicabile |
- |
|
|
33 |
Importo degli elementi ammissibili di cui all'art. 484, paragrafo 4, e le relative riserve sovrapprezzo azioni, soggetti |
- |
|
|
a eliminazione progressiva del capitale aggiuntivo di classe 1 |
|||
|
Conferimenti di capitale pubblico che beneficiano della clausola di grandfathering fino al 1° gennaio 2018 |
- |
||
|
34 |
Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale aggiuntivo di classe 1 consolidato (compresi gli interessi di |
56.029 |
|
|
minoranza non inclusi nella riga 5) emesso da filiazioni e detenuto da terzi |
|||
|
35 |
di cui: strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva |
- |
|
|
36 |
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): prima delle rettifiche regolamentari |
56.029 |
|
|
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): rettifiche regolamentari |
|||
|
37 |
Strumenti propri di capitale aggiuntivo di classe 1 detenuti dall'ente direttamente o indirettamente (importo |
- |
|
|
negativo) |
|||
|
Strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente, quando tali |
|||
|
38 |
soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per aumentare artificialmente i |
- |
|
|
fondi propri dell'ente (importo negativo) |
|||
|
Strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente o |
|||
|
39 |
indirettamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del |
- |
|
|
10% e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
|||
|
Strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente o |
|||
|
40 |
indirettamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% |
- |
|
|
e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
|||
|
Rettifiche regolamentari applicate al capitale aggiuntivo di classe 1 in relazione agli importi soggetti a trattamento |
|||
|
41 |
pre-CRR e trattamenti transitori, soggetti a eliminazione progressiva ai sensi del regolamento (UE) n. 575/2013 |
- |
|
|
(ossia importi residui CRR) |
|||
|
42 |
Deduzioni ammissibili dal capitale di classe 2 che superano il capitale di classe 2 dell'ente (importo negativo) |
- |
|
|
43 |
Totale delle rettifiche regolamentari al capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) |
- |
|
|
44 |
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) |
56.029 |
|
|
45 |
Capitale di classe 1 (T1 = CET1 + AT1) |
814.341 |
|
|
Capitale di classe 2 (T2): strumenti e accantonamenti |
|||
|
46 |
Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni |
- |
|
|
47 |
Importo degli elementi ammissibili di cui all'art. 484, paragrafo 5, e le relative riserve sovrapprezzo azioni, soggetti |
- |
|
|
a eliminazione progressiva dal capitale di classe 2 |
|||
|
Conferimenti di capitale pubblico che beneficiano della clausola di grandfathering fino al 1° gennaio 2018 |
- |
||
|
Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale di classe 2 consolidato (compresi gli interessi di |
|||
|
48 |
minoranza e strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni |
94.223 |
|
|
e detenuti da terzi |
|||
|
49 |
di cui: strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva |
- |
|
|
50 |
Rettifiche di valore su crediti |
- |
|
|
51 |
Capitale di classe 2 (T2): prima delle rettifiche regolamentari |
94.223 |
|
|
Capitale di classe 2 (T2): rettifiche regolamentari |
|||
|
52 |
Strumenti propri di capitale di classe 2 detenuti dall'ente direttamente o indirettamente e prestiti subordinati |
- |
|
|
(importo negativo) |
|||
|
Strumenti di capitale di classe 2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente, quando |
|||
|
53 |
tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per aumentare artificialmente i |
- |
|
|
fondi propri dell'ente (importo negativo) |
|||
|
Strumenti di capitale di classe 2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente o |
|||
|
54 |
indirettamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del |
- |
|
|
10% e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
|||
|
54a |
di cui nuove partecipazioni non soggette alle disposizioni transitorie |
- |
|
|
54b |
di cui partecipazioni esistenti prima del 1° gennaio 2013 e soggette a disposizioni transitorie |
- |
|
|
Strumenti di capitale di classe 2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente |
|||
|
55 |
direttamente o indirettamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (al netto di posizioni |
- |
|
|
corte ammissibili) (importo negativo) |
|||
|
Rettifiche regolamentari applicate al capitale di classe 2 in relazione agli importi soggetti a trattamento pre-CRR e |
|||
|
56 |
trattamenti transitori, soggetti a eliminazione progressiva ai sensi del regolamento (UE) n. 575/2013 (ossia importi |
- |
|
|
residui CRR) |
|||
|
57 |
Totale delle rettifiche regolamentari al capitale di classe 2 (T2) |
- |
|
|
58 |
Capitale di classe 2 (T2) |
94.223 |
|
|
59 |
Capitale totale (TC = T1 + T2) |
908.564 |
|
|
59a |
Attività ponderate per il rischio in relazione agli importi soggetti a trattamento pre-CRR e trattamenti transitori, |
- |
|
|
soggetti a eliminazione progressiva ai sensi del regolamento (UE) N. 575/2013 (ossia importi residui CRR) |
|||
|
60 |
Totale delle attività ponderate per il rischio |
7.590.001 |
33
|
(C) Importi soggetti al |
|||
|
trattamento pre- |
|||
|
(A) Importo alla |
regolamento (UE) N. |
||
|
Capitale primario di classe 1: strumenti e riserve |
data |
575/2013 o importo |
|
|
dell'informativa |
residuo prescritto dal |
||
|
regolamento (UE) N. |
|||
|
575/2013 |
|||
|
Coefficienti e riserve di capitale |
|||
|
61 |
Capitale primario di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) |
9,991% |
|
|
62 |
Capitale di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) |
10,729% |
|
|
63 |
Capitale totale (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) |
11,971% |
|
|
Requisito della riserva di capitale specifica dell'ente (requisito relativo al capitale primario di classe 1 a norma |
|||
|
64 |
dell'art. 92, paragrafo 1, lettera a), requisiti della riserva di conservazione del capitale, della riserva di capitale |
7,250% |
|
|
anticiclica, della riserva di capitale a fronte del rischio sistemico, della riserva di capitale degli enti a rilevanza |
|||
|
sistemica (riserva di capitale degli G-SII o O-SII), in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) |
|||
|
65 |
di cui: requisito della riserva di conservazione del capitale |
2,500% |
|
|
66 |
di cui: requisito della riserva di capitale anticiclica |
- |
|
|
67 |
di cui: requisito della riserva a fronte del rischio sistemico |
- |
|
|
67a |
di cui: Riserva di capitale dei Glob al Systemically Important Institutions (G-SII - enti a rilevanza sistemica a livello |
- |
|
|
globale) o degli Other Systemically Important Institutions (O-SII - enti a rilevanza sistemica) |
|||
|
68 |
Capitale primario di classe 1 disponibile per le riserve (in percentuale dell'importo dell'esposizione a rischio) (1) |
3,64% |
|
|
69 |
[non pertinente nella normativa UE] |
- |
|
|
70 |
[non pertinente nella normativa UE] |
- |
|
|
71 |
[non pertinente nella normativa UE] |
- |
|
|
Coefficienti e riserve di capitale |
|||
|
Capitale di soggetti del settore finanziario detenuto direttamente o indirettamente, quando l'ente non ha un |
|||
|
72 |
investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte |
5.233 |
|
|
ammissibili) |
|||
|
Strumenti di capitale primario di classe 1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente o |
|||
|
73 |
indirettamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 10% e |
795 |
|
|
al netto di posizioni corte ammissibili) |
|||
|
74 |
Campo vuoto nell'UE |
- |
|
|
75 |
Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo inferiore alla soglia del 10%, al netto delle |
16.780 |
|
|
relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'art. 38, paragrafo 3) |
|||
|
Massimali applicabili per l'inclusione di accantonamenti nel capitale di classe 2 |
|||
|
76 |
Rettifiche di valore su crediti incluse nel capitale di classe 2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo |
- |
|
|
standardizzato (prima dell'applicazione del massimale) |
|||
|
77 |
Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel capitale di classe 2 nel quadro del metodo |
- |
|
|
standardizzato |
|||
|
78 |
Rettifiche di valore su crediti incluse nel capitale di classe 2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo |
- |
|
|
basato sui rating interni (prima dell'applicazione del massimale) |
|||
|
79 |
Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel capitale di classe 2 nel quadro del metodo basato |
- |
|
|
sui rating interni |
|||
|
Strumenti di capitale soggetti a eliminazione progressiva (applicabile soltanto tra il 1° |
|||
|
gennaio 2013 e il 1° gennaio 2022 |
|||
|
80 |
Attuale massimale sugli strumenti di capitale primario di classe 1 soggetti a eliminazione progressiva |
- |
|
|
81 |
Importo escluso dal capitale primario di classe 1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i |
- |
|
|
rimborsi e le scadenze) |
|||
|
82 |
Attuale massimale sugli strumenti di capitale aggiuntivo di classe 1 soggetti a eliminazione progressiva |
- |
|
|
83 |
Importo escluso dal capitale aggiuntivo di classe 1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i |
- |
|
|
rimborsi e le scadenze) |
|||
|
84 |
Attuale massimale sugli strumenti di capitale di classe 2 soggetti a eliminazione progressiva |
- |
|
|
85 |
Importo escluso dal capitale di classe 2 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e |
- |
|
|
le scadenze) |
- L'importo riportato nella Colonna C fa riferimento all'ammontare degli interessi di minoranza ammessi nel capitale primario di classe 1 Consolidato, ai sensi delle discipline transitorie di cui agli articoli 479 e 480 del CRR.
- Ammontare espresso in percentuale delle attività ponderate per il rischio, ottenuto sottraendo dal capitale primario di classe 1 i seguenti elementi: (i) requisito riferito al capitale primario di classe 1; (ii) requisito riferito al capitale aggiuntivo di classe 1, per la quota coperta da elementi del capitale primario di classe 1.
L'articolazione dei Fondi Propri del Gruppo Banco Desio, determinata in conformità alle disposizioni normative precedentemente descritte, evidenzia che il Capitale Primario di classe 1 rappresenta il 83,46% dei Fondi Propri del Gruppo, mentre il Capitale Aggiuntivo di classe 1 e il Capitale di Classe 2 sono pari rispettivamente a una quota del 6,17% e del 10,37% circa dei Fondi Propri.
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo esamina ed approva periodicamente gli aggregati che compongono i Fondi Propri in modo da verificare sia la loro congruenza con il profilo di rischio assunto sia la loro adeguatezza ai piani di sviluppo della banca.
Nella seguente tabella viene riportata la riconciliazione del Capitale Primario di Classe 1 con il Patrimonio netto contabile del Gruppo.
34
|
Am montari |
|||
|
Voci dell'attivo |
Dati contabili |
rilevanti ai fini |
|
|
dei Fondi Propri |
|||
|
70. Partecipazioni |
0 |
0 |
|
|
100. Attività immateriali, di cui: |
18.194 |
||
|
- Avviamento |
15.322 |
-14.750 |
|
|
- Altre immobilizzazioni immateriali |
2.872 |
-2.865 |
|
|
110. Attività non correnti e gruppi di Attività in via di |
0 |
0 |
|
|
dismissione - partecipazioni |
|||
|
Totale elem enti dell'attivo |
-17.615 |
||
|
Am m ontari |
|||
|
Voci del passivo e del Patrim onio Netto |
Dati contabili |
rilevanti ai fini |
|
|
dei Fondi Propri |
|||
|
10. Titoli in circolazione |
1.749.103 |
||
|
- di cui Passività subordinate computabili nel |
|||
|
capitale di classe 2 |
130.005 |
0 |
|
|
120. Riserve da valutazione, di cui principalmente |
22.632 |
||
|
- Riserve da valutazione di attività finanziarie |
|||
|
valutate al fair value con impatto sulla redditività |
13.476 |
13.476 |
|
|
- Attività materiali |
80 |
80 |
|
|
- Utili/(perdite) attuariali relativi ai piani previdenziali |
|||
|
a benefici definiti |
-1.753 |
-1.753 |
|
|
- Leggi speciali di rivalutazione |
11.505 |
11.505 |
|
|
- Copertura dei flussi finanziari |
-676 |
0 |
|
|
- Quote delle riserve da valutazione relative alle |
|||
|
partecipate valutate al patrimonio netto |
0 |
0 |
|
|
150. Riserve |
371.317 |
370.432 |
(2) |
|
160. Sovrapprezzi di emissione |
10.809 |
10.809 |
|
|
170. Capitale |
54.026 |
54.026 |
|
|
- di cui Azioni ordinarie |
54.026 |
54.026 |
|
|
- di cui Azioni di risparmio |
0 |
0 |
|
|
190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) |
483.697 |
424.710 |
|
|
200. Utile/(Perdita) di periodo (+/-) |
19.194 |
14.488 |
|
|
Totale elem enti del passivo e del Patrim onio Netto |
897.773 |
||
|
Am m ontari |
|||
|
Altri elem enti a quadratura dei Fondi Propri |
rilevanti ai fini |
||
|
dei Fondi Propri |
|||
|
Totale altri elementi rilevanti ai fini dei Fondi Propri |
28.406 |
(1) |
|
|
Totale Fondi Propri |
908.564 |
- L'importo comprende i seguenti elementi rilevanti ai fini dei Fondi Propri:
-
- elementi positivi: (i) impatto su CET1 regime transitorio (è ricompreso anche l'aggiustamento dovuto all'IFRS9);
- elementi negativi: (i) filtri prudenziali derivanti dal rischio di credito proprio dell'ente correlato a passività derivative.
- L'importo risulta decurtato di quanto accantonato a titolo di "Riserva di beneficenza" e del maggior dividendo distribuito rispetto all'utile.
35
4. Requisiti di capitale (art. 438 CRR) Informativa qualitativa
Con il termine adeguatezza patrimoniale si intende la valutazione della capacità del patrimonio aziendale di fronteggiare, in termini attuali e prospettici, le perdite inattese insite nello svolgimento dell'attività, presupponendo che le perdite attese - in particolare con riferimento al rischio di credito - siano fronteggiate dalle rettifiche di valore nette (specifiche e di portafoglio) di pari entità già rilevate a conto economico.
In tale contesto, la banca, oltre a rispettare i requisiti patrimoniali regolamentari (a fronte dei rischi di credito, controparte, mercato, operativo) in quanto i Fondi Propri rappresentano il primo presidio a fronte dei rischi connessi all'attività bancaria e il prioritario criterio di giudizio dell'adeguatezza patrimoniale da parte dell'Autorità di Vigilanza, dispone di strategie e processi al fine di valutare e detenere nel tempo il capitale complessivo ritenuto adeguato (per importo e composizione) alla copertura di tutti i rischi ai quali è o potrebbe essere esposto (capitale interno o capitale a rischio).
Attraverso il processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process - ICAAP) il Gruppo effettua un'autonoma valutazione della propria adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali. Il presente processo è documentato, conosciuto e condiviso dalle strutture aziendali ed è sottoposto a revisione interna.
Il perimetro di riferimento del processo ICAAP è rappresentato dal Gruppo bancario su base consolidata, così come indicato dalla normativa di Vigilanza. In quest'ottica il processo ICAAP è svolto dalle funzioni preposte della Capogruppo.
Il processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale è svolto sia in ottica normativa (secondo le tempistiche e le modalità previste dalla Circolare Banca di Italia n. 285/2013, Parte I, Titolo III, Capitolo 1), che in ottica gestionale (secondo tempistiche previste internamente e mediante modalità anche diverse da quelle predisposte in ottica normativa).
Il processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale si articola nelle seguenti principali fasi:
- individuazione dei rischi da sottoporre a valutazione, con riferimento sia ai rischi regolamentari o di primo pilastro, sia ai rischi rientranti nel secondo (rischio di concentrazione single-name e geo-settoriale, rischio di tasso di interesse derivante da attività diverse dalla negoziazione, rischio di liquidità, rischio residuo, rischi derivanti da cartolarizzazioni, rischio strategico, rischio di reputazione e eventuali ulteriori tipologie di rischio connesse alla specifica operatività del Gruppo);
- misurazione/valutazione dei singoli rischi e del relativo capitale interno. Il capitale interno è calcolato per i rischi regolamentari e per i rischi quantificabili del secondo pilastro e limitatamente a quelli per i quali Banca d'Italia ha indicato metodologie semplificate di determinazione del capitale interno. Per le altre tipologie di rischio, difficilmente quantificabili, sono, comunque, fornite valutazioni qualitative e predisposti sistemi di controllo e di mitigazione adeguati;
- valutazione del capitale interno complessivo. Il Gruppo determina il capitale interno complessivo secondo un approccio "building block" semplificato, che consiste nel sommare ai requisiti regolamentari a fronte dei rischi del primo pilastro (o al capitale interno relativo a tali rischi calcolato sulla base di metodologie interne, laddove presenti), l'eventuale capitale interno relativo agli altri rischi rilevanti. Secondo quanto previsto dalla normativa di vigilanza la valutazione del capitale interno complessivo è condotta sia in ottica di condizioni normali di business sia in condizioni di stress.
36
Informativa quantitativa
Come già illustrato nella Sezione dedicata ai "Fondi propri", il Patrimonio di vigilanza complessivo è composto dalla somma algebrica degli elementi di seguito specificati:
- Capitale di Classe 1 o Tier 1 (in grado di assorbire le perdite in condizioni di continuità d'impresa). Tale patrimonio si suddivide in Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1) e Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1);
- Capitale di Classe 2 o Tier 2 (in grado di assorbire le perdite in caso di crisi).
In base alle disposizioni dettate dagli articoli 11, paragrafi 2 e 3 e 13, paragrafo 2, del Regolamento CRR, le banche controllate da una "società di partecipazione finanziaria madre" sono tenute a rispettare i requisiti stabiliti dal predetto regolamento sulla base della situazione consolidata della società di partecipazione finanziaria medesima. Tali disposizioni hanno pertanto reso necessaria la modifica del perimetro di consolidamento del Gruppo ai fini della vigilanza prudenziale, portando a calcolare i ratio patrimoniali a livello di Brianza Unione di Luigi Gavazzi e Stefano Lado S.A.p.A., società controllante il 49,88% di Banco di Desio e della Brianza S.p.A. (di cui detiene il 50,44% delle azioni ordinarie ed il 44,69% delle azioni di risparmio).
In data 27 giugno 2019, la Banca d'Italia ha comunicato al Banco di Desio e della Brianza S.p.A. e alla capogruppo finanziaria Brianza Unione di Luigi Gavazzi e Stefano Lado S.A.p.A. la propria decisione sul capitale a conclusione del periodico processo di revisione prudenziale ("SREP"), disponendo che, a decorrere dalla segnalazione sui fondi propri relativa al 30 giugno 2019, il Gruppo "CRR" Brianza Unione adotti cienti di capitale che, tenuto conto della riserva di conservazione del capitale del 2,5% applicabile ai gruppi bancari italiani nel 2019, presuppongono il rispetto dei limiti minimi di seguito indicati:
- 7,25% per il Common Equity Tier1 ratio, vincolante - ai sensi dell'art. 67-ter TUB - nella misura del 4,75% (di cui 4,5% a fronte dei requisiti minimi regolamentari e 0,25% a fronte dei requisiti aggiuntivi determinati a esito dello SREP) e per la parte restante dalla componente di riserva di conservazione del capitale;
- 8,85% per il Tier1 ratio, vincolante - ai sensi dell'art. 67-ter TUB - nella misura del 6,35% (di cui 6,0% a fronte dei requisiti minimi regolamentari e 0,35% a fronte dei requisiti aggiuntivi determinati a esito dello SREP) e per la parte restante dalla componente di riserva di conservazione del capitale;
- 11,00% per il Total Capital ratio, vincolante - ai sensi dell'art. 67-ter TUB - nella misura dell'8,5% (di cui 8,0% a fronte dei requisiti minimi regolamentari e 0,50% a fronte dei requisiti aggiuntivi determinati a esito dello SREP) e per la parte restante dalla componente di riserva di conservazione del capitale.
La riserva di conservazione del capitale, aggiuntiva ai requisiti minimi, ha l'obiettivo di dotare le banche di mezzi patrimoniali di elevata qualità da utilizzare nei momenti di tensione del mercato per prevenire disfunzioni del sistema bancario ed evitare interruzioni nel processo di erogazione del credito.
Si evidenzia inoltre che in materia di pianificazione della risoluzione delle LSI (Less Significant Institution), il Gruppo Banco Desio ha ricevuto dalla Banca d'Italia, in qualità di Autorità di Risoluzione, una comunicazione che non richiede il rispetto di un requisito MREL (requisito minimo di fondi propri e di passività idonee da sottoporre al bail-in).
La seguente tabella mette a raffronto i requisiti patrimoniali consolidati rilevati al 31 dicembre 20193 con quelli minimi richiesti alla medesima data in applicazione della normativa vigente (sia con riguardo al Gruppo Bancario che con riferimento al consolidato prudenziale in capo a Brianza Unione).
- In applicazione del regime transitorio introdotto per l'attenuazione dell'impatto dell'IFRS9
37
|
Gruppo Banco |
Gruppo Brianza |
SREP (C) |
differenza |
differenza |
|
|
Desio (A) |
Unione (B) |
(A-C) |
(B-C) |
||
|
CET 1 |
12,966% |
9,991% |
7,25% |
5,716% |
2,741% |
|
TIER 1 |
12,981% |
10,729% |
8,85% |
4,131% |
1,879% |
|
TOTAL CAPITAL RATIO |
13,674% |
11,971% |
11,00% |
2,674% |
0,971% |
Ai fini del calcolo delle "Attività di rischio e coefficienti di vigilanza", la normativa UE assoggetta ad una ponderazione agevolata (fattore di sostegno pari a 0,7619) le PMI (Piccole Medie Imprese).
Si ricorda che in data 23 gennaio e 25 gennaio 2018, i rispettivi Consigli di Amministrazione della ex controllata Banca Popolare di Spoleto e della Capogruppo Banco di Desio e della Brianza, tenuto conto della migliore stima disponibile delle maggiori rettifiche per perdite attese su crediti in bonis e deteriorati in prima applicazione del principio contabile IFRS9, hanno deliberato di aderire alle disposizioni transitorie introdotte dal Regolamento (UE) 2395 del 12 dicembre 2017 volte ad attenuare l'impatto dell'introduzione del principio sui fondi propri e i coefficienti patrimoniali, con riferimento sia alla componente di incremento delle rettifiche per perdite attese su crediti in bonis e deteriorati in prima applicazione del principio sia con riferimento all'incremento delle perdite attese su crediti in bonis rispetto alla data di prima applicazione del principio.
In applicazione dell'informativa uniforme relativa alle disposizioni transitorie introdotte per l'attenuazione dell'impatto dell'IFRS9 sui fondi propri ai sensi dell'art. 473-bis del CRR (Guidelines EBA 2018/01) si riportano i requisiti patrimoniali calcolati a livello di Brianza Unione (consolidato prudenziale) sia in applicazione della norma transitoria che senza applicazione della stessa:
|
31.12.2019 |
30.09.2019 |
30.06.2019 |
||||
|
Applicazione |
Senza |
Applicazione |
Senza |
Applicazione |
Senza |
|
|
applicazione |
applicazione |
applicazione |
||||
|
del regime |
del regime |
del regime |
||||
|
del regime |
del regime |
del regime |
||||
|
transitorio |
transitorio |
transitorio |
||||
|
transitorio |
transitorio |
transitorio |
||||
|
FONDI PROPRI |
||||||
|
Capitale primario dii classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) |
758.312 |
726.873 |
734.812 |
702.426 |
743.412 |
715.867 |
|
Capitale di Classe 1 (Tier 1 capital) |
814.341 |
782.234 |
791.591 |
758.536 |
804.200 |
776.287 |
|
Total fondi propri |
908.564 |
876.513 |
890.559 |
857.788 |
922.214 |
876.145 |
|
ATTIVITA' DI RISCHIO |
||||||
|
Attività di rischio ponderate |
7.590.001 |
7.506.550 |
7.660.867 |
7.577.343 |
7.649.637 |
7.618.529 |
|
COEFFICIENTI DI VIGILANZA |
||||||
|
Capitale primario di classe 1/Attività di rischio ponderate (CET1 capital ratio) |
9,991% |
9,683% |
9,592% |
9,270% |
9,718% |
9,396% |
|
Capitale di classe 1/Attività di rischio ponderate (Tier 1 capital ratio) |
10,729% |
10,421% |
10,333% |
10,011% |
10,513% |
10,189% |
|
Totale fondi propri/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) |
11,971% |
11,677% |
11,625% |
11,320% |
12,056% |
11,500% |
|
COEFFICIENTE DI LEVA FINANZIARIA |
||||||
|
Misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di leva finanziaria |
14.680.989 |
14.680.989 |
15.059.210 |
15.059.210 |
14.554.530 |
14.554.530 |
|
Coefficiente di leva finanziaria |
5,5% |
5,3% |
5,3% |
5,0% |
5,5% |
5,3% |
|
31.03.2019 |
31.12.2018 |
|||
|
Senza |
Applicazione |
Senza |
||
|
Applicazione |
applicazione |
applicazione |
||
|
del regime |
||||
|
del regime |
del regime |
del regime |
||
|
transitorio |
||||
|
transitorio |
transitorio |
transitorio |
||
|
FONDI PROPRI |
||||
|
Capitale primario dii classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) |
752.155 |
724.637 |
732.550 |
701.057 |
|
Capitale di Classe 1 (Tier 1 capital) |
816.844 |
788.956 |
799.843 |
767.935 |
|
Total fondi propri |
943.731 |
892.784 |
934.021 |
887.068 |
|
ATTIVITA' DI RISCHIO |
||||
|
Attività di rischio ponderate |
7.645.423 |
7.613.455 |
7.781.387 |
7.726.290 |
|
COEFFICIENTI DI VIGILANZA |
||||
|
Capitale primario di classe 1/Attività di rischio ponderate (CET1 capital ratio) |
9,838% |
9,518% |
9,414% |
9,074% |
|
Capitale di classe 1/Attività di rischio ponderate (Tier 1 capital ratio) |
10,684% |
10,363% |
10,279% |
9,939% |
|
Totale fondi propri/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) |
12,344% |
11,726% |
12,003% |
11,481% |
|
COEFFICIENTE DI LEVA FINANZIARIA |
||||
|
Misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di leva finanziaria |
14.209.440 |
14.209.440 |
14.083.347 |
14.083.347 |
|
Coefficiente di leva finanziaria |
5,7% |
5,6% |
5,7% |
5,5% |
38
Al 31 dicembre 2019 i ratios consolidati calcolati in capo alla capogruppo finanziaria sono pertanto al di sopra delle soglie regolamentari considerando anche i limiti imposti dall'Autorità di Vigilanza attraverso il procedimento SREP in precedenza richiamato, con e senza applicazione della normativa transitoria per l'attenuazione dell'impatto IFRS9.
Rischio di credito e controparte: requisito patrimoniale per classe di attività
|
amm ontare al 31.12.2019 |
amm ontare al 31.12.2018 |
||||||||
|
Portafoglio Regolamentare |
Rischio di credito |
Rischio di controparte |
Rischio di credito |
Rischio di controparte |
|||||
|
RWA |
Requisito |
RWA |
Requisito |
RWA |
Requisito |
RWA |
Requisito |
||
|
Patrim oniale |
Patrim oniale |
Patrim oniale |
Patrim oniale |
||||||
|
1. |
Esposizioni verso o garantite da amministrazioni centrali e banche centrali |
222.358 |
17.789 |
- |
- |
166.448 |
13.316 |
- |
- |
|
2. |
Esposizioni verso o garantite da amministrazioni regionali o autorità locali |
2.515 |
201 |
- |
- |
3.365 |
269 |
- |
- |
|
3. |
Esposizioni verso o garantite da organismi del settore pubblico |
19 |
2 |
- |
- |
194 |
15 |
- |
- |
|
4. |
Esposizioni verso o garantite da banche multilaterali di sviluppo |
1.209 |
97 |
- |
- |
979 |
78 |
- |
- |
|
5. |
Esposizioni verso o garantite da organizzazioni internazionali |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
6. |
Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati |
220.024 |
17.602 |
1.300 |
104 |
231.757 |
18.541 |
3.917 |
313 |
|
7. |
Esposizioni verso o garantite da imprese |
2.375.431 |
190.034 |
444 |
36 |
2.531.734 |
202.539 |
5.742 |
459 |
|
8. |
Esposizioni al dettaglio |
1.818.902 |
145.512 |
- |
- |
1.862.193 |
148.975 |
- |
- |
|
9. |
Esposizioni garantite da immobili |
1.159.040 |
92.723 |
- |
- |
1.105.863 |
88.469 |
- |
- |
|
10. |
Esposizioni in stato di default |
443.245 |
35.460 |
- |
- |
530.088 |
42.407 |
21 |
2 |
|
11. |
Esposizioni ad alto rischio |
105.337 |
8.427 |
- |
- |
133.673 |
10.694 |
- |
- |
|
12. |
Esposizioni sotto forma di obbligazioni bancarie garantite |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
13. |
Esposizioni a breve termine verso imprese o intermediari vigilati |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
14. |
Esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) |
35.956 |
2.876 |
- |
- |
49.691 |
3.975 |
- |
- |
|
15. |
Esposizioni in strumenti di capitale |
88.590 |
7.087 |
- |
- |
89.528 |
7.162 |
- |
- |
|
16. |
Altre esposizioni |
331.217 |
26.497 |
- |
- |
287.406 |
22.992 |
- |
- |
|
17. |
Posizioni verso la cartolarizzazione |
10.754 |
860 |
- |
- |
10.643 |
851 |
- |
- |
|
Totale m etodologia stardandizzata |
6.814.598 |
545.168 |
1.743 |
139 |
7.003.562 |
560.285 |
9.681 |
774 |
|
Rischio di credito e di controparte |
Requisito patrimoniale 31.12.2019 |
Requisito patrimoniale 31.12.2018 |
|
Totale rischio di credito |
6.814.598 |
7.003.562 |
|
Totale rischio di controparte |
1.743 |
9.681 |
|
Totale rischio di credito e di controparte |
6.816.341 |
7.013.243 |
Rischio di mercato: requisito patrimoniale
|
Rischio di mercato - Metodologia standardizzata |
Requisito patrimoniale |
Requisito patrimoniale |
|
31.12.2019 |
31.12.2018 |
|
|
- rischio di posizione su strumenti di debito |
628 |
313 |
|
- rischio di posizione su strumenti di capitale |
840 |
360 |
|
- rischio di cambio |
- |
- |
|
Totale rischio di mercato |
1.468 |
673 |
Rischio operativo: requisito patrimoniale
|
Rischio operativo |
Requisito patrimoniale 31.12.2019 |
Requisito patrimoniale 31.12.2018 |
|
Metodo base |
60.367 |
60.499 |
|
Totale rischio operativo |
60.367 |
60.499 |
39
Rischi specifici: requisito patrimoniale
|
Rischio di aggiustamento della valutazione del credito |
Requisito patrimoniale |
Requisito patrimoniale |
||||
|
31.12.2019 |
31.12.2018 |
|||||
|
Metodo standard |
58 |
280 |
||||
|
Totale rischio aggiustamento della valutazione del credito |
58 |
280 |
||||
|
Coefficienti patrimoniali |
||||||
|
Gruppo Brianza Unione |
Gruppo Banco Desio |
|||||
|
Coefficienti di vigilanza |
31.12.2019 |
31.12.2018 |
31.12.2019 |
31.12.2018 |
||
|
Common Equity Tier 1 |
9,99% |
9,41% |
12,97% |
12,15% |
||
|
ratio |
||||||
|
Tier 1 ratio |
10,73% |
10,28% |
12,98% |
12,27% |
||
|
Total capital ratio |
11,97% |
12,00% |
13,67% |
13,58% |
||
A fronte di attività di rischio ponderate (RWA) in contrazione rispetto a quelle in essere a fine 2018, in linea con gli obiettivi strategici definiti nel Piano Industriale 2018-2020, si evidenzia un miglioramento dei coefficienti CET 1 e Tier 1 ratio, mentre il Total capital ratio risulta sostanzialmente in linea con quello dello scorso esercizio per effetto della diminuzione degli strumenti di capitale di classe 2.
40
5. Esposizione al rischio di controparte (art. 439 CRR)
Informativa Qualitativa
Ai fini della determinazione del requisito di capitale a fronte del rischio di credito, il Gruppo utilizza il metodo standardizzato, previsto per la determinazione dei requisiti di vigilanza a fronte di tale rischio (Circ. 285/13 Parte Seconda - Capitolo 3, Sezione I). Nell'ambito di tale scelta metodologica il Gruppo fa riferimento, per il calcolo del valore dell'esposizione, al metodo del valore di mercato previsto dalla normativa (Circ. n. 285/13 Parte Seconda - Capitolo 7, Sezione I).
Informativa Quantitativa
Derivati finanziari di negoziazione: valori nozionali di fine periodo
|
Totale 31/12/2019 |
Totale 31/12/2018 |
|||||||
|
Attività |
Over the counter |
Over the counter |
||||||
|
sottostanti/Tipologi |
Senza controparti centrali |
Mercati |
Senza controparti centrali |
Mercati |
||||
|
e derivati |
organizz |
|||||||
|
Controparti |
Controparti |
organizzati |
||||||
|
Con accordi di |
Senza accordi di |
ati |
Con accordi di |
Senza accordi di |
||||
|
centrali |
centrali |
|||||||
|
compensazione |
compensazione |
compensazione |
compensazione |
|||||
|
1. Titoli di debito e |
- |
- |
15.227 |
- |
- |
- |
10.954 |
- |
|
tassi d'interesse |
||||||||
|
a) Opzioni |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
1.180 |
- |
|
b) Swap |
- |
- |
15.227 |
- |
- |
- |
9.774 |
- |
|
c) Forward |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
d) Futures |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
e) Altri |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
2. Titoli di capitale e |
- |
- |
120 |
- |
- |
- |
41 |
- |
|
indici azionari |
||||||||
|
a) Opzioni |
- |
- |
120 |
- |
- |
- |
41 |
- |
|
b) Swap |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
c) Forward |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
d) Futures |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
e) Altri |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
3. Valute e oro |
- |
- |
279.939 |
- |
- |
- |
973.037 |
- |
|
a) Opzioni |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
b) Swap |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
c) Forward |
- |
- |
279.939 |
- |
- |
- |
973.037 |
- |
|
d) Futures |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
e) Altri |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
4. Merci |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
5. Altri |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
Totale |
- |
- |
295.286 |
- |
- |
- |
984.032 |
- |
41
|
Derivati finanziari di negoziazione : fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti |
||||||||||
|
31/12/2019 |
31/12/2018 |
|||||||||
|
Over the counter |
Over the counter |
|||||||||
|
Tipologie derivati |
Senza controparti centrali |
Mercati |
Senza controparti centrali |
Mercati |
||||||
|
Controparti |
organizzati |
Controparti |
organizzati |
|||||||
|
centrali |
Senza accordi |
centrali |
Senza accordi |
|||||||
|
Con accordi di |
Con accordi di |
|||||||||
|
di |
di |
|||||||||
|
compensazione |
compensazione |
|||||||||
|
compensazione |
compensazione |
|||||||||
|
1. Fair value positivo |
||||||||||
|
a) Opzioni |
- |
- |
120 |
- |
- |
- |
41 |
- |
||
|
b) Interest rate swap |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
1.438 |
- |
||
|
c) Cross currency swap |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||
|
d) Equity swap |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||
|
e) Forward |
- |
- |
1.350 |
- |
- |
- |
2.978 |
- |
||
|
f) Futures |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||
|
g) Altri |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||
|
Totale |
- |
- |
1.470 |
- |
- |
- |
4.457 |
- |
||
|
2. Fair value negativo |
||||||||||
|
a) Opzioni |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||
|
b) Interest rate swap |
- |
- |
6.874 |
- |
- |
- |
3.221 |
- |
||
|
c) Cross currency swap |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||
|
d) Equity swap |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||
|
e) Forward |
- |
- |
1.264 |
- |
- |
- |
2.825 |
- |
||
|
f) Futures |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||
|
g) Altri |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||
|
Totale |
- |
- |
8.138 |
- |
- |
- |
6.046 |
- |
||
42
Derivati finanziari di negoziazione OTC - valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti
Attività sottostanti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
- Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale
- fair value positivo
- fair value negativo
- Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale
- fair value positivo
- fair value negativo
- Valute e oro
- valore nozionale
- fair value positivo
- fair value negativo
- Merci
- valore nozionale
- fair value positivo
- fair value negativo
- Altri
- valore nozionale
- fair value positivo
- fair value negativo
Contratti rientranti in accordi di compensazione 1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale
- fair value positivo
- fair value negativo
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale
- fair value positivo
-
fair value negativo
3) Valute e oro - valore nozionale
- fair value positivo
-
fair value negativo
4) Merci - valore nozionale
- fair value positivo
-
fair value negativo
5) Altri - valore nozionale
- fair value positivo
- fair value negativo
|
Controparti centrali |
Banche |
Altre società finanziarie |
Altri soggetti |
|
X |
15.227 |
- |
- |
|
X |
- |
- |
- |
|
X |
6.874 |
- |
- |
|
X |
- |
2 |
118 |
|
X |
- |
2 |
118 |
|
X |
- |
- |
- |
|
X |
140.257 |
124.709 |
14.973 |
|
X |
1.174 |
6 |
170 |
|
X |
163 |
1.059 |
42 |
|
X |
- |
- |
- |
|
X |
- |
- |
- |
|
X |
- |
- |
- |
|
X |
- |
- |
- |
|
X |
- |
- |
- |
|
X |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
43
Vita residua dei derivati finanziari OTC: valori nozionali
Sottostanti/Vita residua
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari
|
A.3 |
Derivati finanziari su valute e oro |
|
|
A.4 |
Derivati finanziari su merci |
|
|
A.5 |
Altri derivati finanziari |
|
|
Totale |
31.12.2019 |
|
|
Totale |
31.12.2018 |
|
Fino ad 1 anno |
Oltre 1 anno e |
Oltre 5 anni |
Totale |
|
fino a 5 anni |
|||
|
713 |
2.653 |
11.861 |
15.227 |
|
- |
120 |
- |
120 |
|
279.939 |
- |
- |
279.939 |
|
- |
- |
- |
- |
|
- |
- |
- |
- |
|
280.652 |
2.773 |
11.861 |
295.286 |
|
970.802 |
5.532 |
7.698 |
984.032 |
44
Derivati finanziari di copertura: valori nozionali di fine periodo
Totale 31/12/2019
|
Attività |
Over the counter |
||
|
sottostanti/Tipologie |
Senza controparti centrali |
||
|
derivati |
Controparti |
||
|
centrali |
Con accordi di |
Senza accordi di |
|
|
compensazione |
compensazione |
||
Totale 31/12/2018
|
Over the counter |
||||
|
Mercati |
Senza controparti centrali |
Mercati |
||
|
Controparti |
||||
|
organizzati |
organizzati |
|||
|
centrali |
Con accordi di |
Senza accordi di |
||
|
compensazione |
compensazione |
|||
|
1. Titoli di debito e |
- |
- |
130.000 |
- |
- |
- |
143.498 |
- |
|
tassi d'interesse |
||||||||
|
a) Opzioni |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
5.599 |
- |
|
b) Swap |
- |
- |
130.000 |
- |
- |
- |
137.899 |
- |
|
c) Forward |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
d) Futures |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
e) Altri |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
2. Titoli di capitale e |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
indici azionari |
||||||||
|
a) Opzioni |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
b) Swap |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
c) Forward |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
d) Futures |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
e) Altri |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
3. Valute e oro |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
a) Opzioni |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
b) Swap |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
c) Forward |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
d) Futures |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
e) Altri |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
4. Merci |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
5. Altri |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
Totale |
- |
- |
130.000 |
- |
- |
- |
143.498 |
- |
45
Derivati finanziari di copertura : fair value lordo positivo e negativo - ripartizione per prodotti
|
Variazione del |
||||||||||
|
valore usato per |
||||||||||
|
Fair value positivo e negativo |
calcolare |
|||||||||
|
l'efficacia della |
||||||||||
|
copertura |
||||||||||
|
Totale |
31/12/2019 |
Totale |
31/12/2018 |
|||||||
|
Tipologie derivati |
||||||||||
|
Over the counter |
Over the counter |
Totale |
Totale |
|||||||
|
Senza controparti centrali |
Senza controparti centrali |
31/12/19 |
31/12/ |
|||||||
|
Mercati |
Mercati |
18 |
||||||||
|
Controparti |
Senza accordi |
organizzati |
Controparti |
Senza accordi |
organizzati |
|||||
|
centrali |
Con accordi di |
centrali |
Con accordi di |
|||||||
|
di |
di |
|||||||||
|
compensazione |
compensazione |
|||||||||
|
compensazione |
compensazione |
|||||||||
|
Fair value positivo |
||||||||||
|
a) Opzioni |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
1 |
- |
- |
1 |
|
b) Interest rate swap |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
c) Cross currency swap |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
d) Equity swap |
- |
- |
- |
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- |
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- |
- |
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|
e) Forward |
- |
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- |
- |
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- |
- |
- |
|
f) Futures |
- |
- |
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- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
g) Altri |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
Totale |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
1 |
- |
- |
1 |
|
Fair value negativo |
||||||||||
|
a) Opzioni |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
b) Interest rate swap |
- |
- |
2.157 |
- |
- |
- |
5.175 |
- |
2.157 |
5.175 |
|
c) Cross currency swap |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
d) Equity swap |
- |
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- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
e) Forward |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
f) Futures |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
g) Altri |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
Totale |
- |
- |
2.157 |
- |
- |
- |
5.175 |
- |
2.157 |
5.175 |
46
Derivati finanziari di copertura OTC - valori nozionali, fair value lordo positivo e negativo per controparti
Attività sottostanti
Contratti non rientranti in accordi di compensazione
- Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale
- fair value positivo
- fair value negativo
- Titoli di capitale e indici azionari
|
Controparti centrali |
Banche |
Altre società finanziarie |
Altri soggetti |
|
X |
130.000 |
- |
- |
|
X |
- |
- |
- |
|
X |
2.157 |
- |
- |
|
- valore nozionale |
X |
- |
- |
- |
|
- fair value positivo |
X |
- |
- |
- |
|
- fair value negativo |
X |
- |
- |
- |
|
3) Valute e oro |
||||
|
- valore nozionale |
X |
- |
- |
- |
|
- fair value positivo |
X |
- |
- |
- |
|
- fair value negativo |
X |
- |
- |
- |
|
4) Merci |
||||
|
- valore nozionale |
X |
- |
- |
- |
|
- fair value positivo |
X |
- |
- |
- |
|
- fair value negativo |
X |
- |
- |
- |
|
5) Altri |
||||
|
- valore nozionale |
X |
- |
- |
- |
|
- fair value positivo |
X |
- |
- |
- |
|
- fair value negativo |
X |
- |
- |
- |
|
Contratti rientranti in accordi di compensazione |
||||
|
1) Titoli di debito e tassi d'interesse |
||||
|
- valore nozionale |
- |
- |
- |
- |
|
- fair value positivo |
- |
- |
- |
- |
|
- fair value negativo |
- |
- |
- |
- |
|
2) Titoli di capitale e indici azionari |
||||
|
- valore nozionale |
- |
- |
- |
- |
|
- fair value positivo |
- |
- |
- |
- |
|
- fair value negativo |
- |
- |
- |
- |
|
3) Valute e oro |
||||
|
- valore nozionale |
- |
- |
- |
- |
|
- fair value positivo |
- |
- |
- |
- |
|
- fair value negativo |
- |
- |
- |
- |
|
4) Merci |
||||
|
- valore nozionale |
- |
- |
- |
- |
|
- fair value positivo |
- |
- |
- |
- |
|
- fair value negativo |
- |
- |
- |
- |
|
5) Altri |
- |
- |
- |
- |
|
- valore nozionale |
- |
- |
- |
- |
|
- fair value positivo |
- |
- |
- |
- |
|
- fair value negativo |
- |
- |
- |
- |
|
47 |
Vita residua dei derivati finanziari di copertura OTC: valori nozionali
|
Sottostanti/Vita residua |
Fino ad 1 anno |
Oltre 1 anno e |
Oltre 5 anni |
Totale |
||
|
fino a 5 anni |
||||||
|
A.1 |
Derivati finanziari su titoli di debito e tassi di interesse |
- |
130.000 |
- |
- |
|
|
A.2 |
Derivati finanziari su titoli di capitale ed indici azionari |
- |
- |
- |
- |
|
|
A.3 |
Derivati finanziari su valute ed oro |
- |
- |
- |
- |
|
|
A.4 |
Derivati finanziari su merci |
- |
- |
- |
- |
|
|
A.5 Altri derivati finanziari |
- |
- |
- |
- |
||
|
Totale |
31/12/2019 |
- |
130.000 |
- |
- |
|
|
Totale |
31/12/2018 |
382 |
131.289 |
11.827 |
143.498 |
|
48
Rischio di controparte - equivalente creditizio (metodo standardizzato)
|
Contratti derivati e |
|||
|
Portafoglio regolamentare |
Operazioni SFT |
operaz. con |
|
|
regolamento a lungo |
|||
|
termine |
|||
|
1. |
Esposizioni verso o garantite da amministrazioni centrali e banche centrali |
- |
- |
|
2. |
Esposizioni verso o garantite da amministrazioni regionali o autorità locali |
- |
- |
|
3. |
Esposizioni verso o garantite da organismi del settore pubblico |
- |
- |
|
4. |
Esposizioni verso o garantite da banche multilaterali di sviluppo |
- |
- |
|
5. |
Esposizioni verso o garantite da organizzazioni internazionali |
- |
4.671 |
|
6. |
Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati |
- |
- |
|
7. |
Esposizioni verso o garantite da imprese |
- |
559 |
|
8. |
Esposizioni al dettaglio |
- |
- |
|
9. |
Esposizioni garantite da immobili |
- |
- |
|
10. Esposizioni in stato di default |
- |
- |
|
|
11. Esposizioni ad alto rischio |
- |
- |
|
|
12. Esposizioni sotto forma di obbligazioni bancarie garantite |
- |
- |
|
|
13. Esposizioni a breve termine verso imprese o intermediari vigilati |
- |
- |
|
|
14. Esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) |
- |
- |
|
|
15. Esposizioni in strumenti di capitale |
- |
- |
|
|
16. Altre esposizioni |
- |
- |
|
|
Totale |
- |
5.230 |
49
6. Rettifiche di valore su crediti (art. 442 CRR) Informativa qualitativa
La gestione dell'asset quality del Banco Desio ha per oggetto, sia dal punto di vista statico che dinamico, la composizione e la qualità degli impieghi e le principali implicazioni sia in termini di conto economico sia di adeguatezza patrimoniale.
Per poter apprezzare la qualità dell'intero portafoglio crediti del Gruppo si deve distinguere tra:
- Clienti con pagamenti regolari (crediti performing o anche in bonis), che rientrano nella categoria delle Performing Exposures;
- Clienti per cui si sono verificate prime irregolarità nei pagamenti (clienti irregolari o watch) o con irregolarità nei pagamenti ormai durature (clienti problematici o impared), che rientrano nella categoria delle Non-PerformingExposures.
I crediti sono sottoposti a costante monitoraggio tendente ad individuare un deterioramento del merito creditizio nel continuo, al fine di evidenziare possibili perdite di valore. La metodologia considera sia la specifica solvibilità dei debitori e la presenza di garanzie reali e personali, sia le condizioni economiche locali o nazionali relative al settore di appartenenza della controparte.
Il principio contabile IFRS9 "Strumenti finanziari", applicato a partire dal 1° gennaio 2018, ha introdotto un modello di "impairment" che richiede la stima delle perdite su crediti in base ad un modello di "expected losses" utilizzando informazioni supportabili, disponibili senza oneri o sforzi irragionevoli che includano dati storici, attuali e prospettici. Il principio prevede, in particolare, la classificazione degli strumenti finanziari in tre classi con grado crescente di rischio (stages/buckets), ciascuna delle quali presenta peculiari modalità di definizione e di misurazione delle rettifiche di valore.
In particolare il principio ha introdotto la distinzione delle attività finanziarie in bonis in due differenti categorie di rischio (stage 1 meno rischiosa e stage 2 più rischiosa), a seconda che le esposizioni abbiano o meno subito un significativo incremento del rischio dalla rilevazione iniziale; gli strumenti finanziari che presentano oggettive evidenze di impairment devono essere invece classificate nello stage 3. Conseguentemente il Gruppo ha definito i parametri per la determinazione del significativo incremento del rischio di credito, ai fini della corretta allocazione delle esposizioni in bonis nello stage 1 o nello stage 2. Con riferimento, invece, alle esposizioni "deteriorate" (o "impaired"), l'allineamento delle definizioni di default contabile e regolamentare ha consentito di considerare identiche le logiche esistenti di classificazione delle esposizioni deteriorate rispetto alle logiche di classificazione delle esposizioni all'interno dello stage 3.
Performing Exposures
La qualità del portafoglio Performing Exposure è valutata attraverso il calcolo della perdita attesa (Expected Loss) nell'ambito del processo di Impairment, cioè la valutazione della perdita che statisticamente ci si attende in un orizzonte temporale a fronte di un credito erogato.
Ai fini del calcolo dell'impairment, è effettuata la segmentazione del portafoglio crediti in tre stage con livello crescente di rischio di credito (in ragione dell'evoluzione nel tempo):
- stage 1 per le esposizioni con performance in linea con le aspettative;
- stage 2 per le esposizioni con performance sotto le aspettative ovvero che hanno registrato un significativo incremento del rischio di credito rispetto al momento in cui le stesse si sono originate (ovvero sono state acquistate);
c) stage 3 per le esposizioni non performing (cfr paragrafo seguente);
50
Il calcolo dell'impairment è basato sulle perdite attese, determinata sulla base di eventi passati, condizioni correnti e ragionevoli e "supportabili" previsioni future; l'orizzonte di calcolo della perdita attesa è pari ad un anno per i crediti classificati in stage 1, oppure lifetime per gli stage 2 e 3. Il modello di calcolo dell'impairment include componenti forward looking, ovvero le variazioni attese dello scenario macroeconomico. Stage 1 e stage 2 sono sovrapponibili alla definizione di crediti in bonis, ai quali viene applicata attualmente una svalutazione collettiva, basata sul concetto di perdite incorse ma non registrate.
La perdita attesa dipende da prevalentemente dai parametri di seguito riportati:
- PD, Probability of Default, rappresenta la probabilità di insolvenza della controparte sull'orizzonte temporale di un anno;
- LGD, Loss Given Default, è la quota percentuale di credito che si suppone venga persa, o non recuperata, dato l'evento di default;
- EAD, Exposure at Default, è il totale dell'esposizione creditizia che si avrà nel momento d'insolvenza.
Nell'ambito delle Performing Exposures si rilevano le posizioni sotto controllo, cioè quei rapporti per i quali si ritiene opportuno un periodo cautelativo di osservazione, indicativamente di durata variabile dai 6 ai 12 mesi, durante il quale si monitorano una o più anomalie riconducibili a indicatori di rischio (risk triggers) interni ed esterni. La proposta di classificazione può anche essere formulata dall'Area Crediti, dal Capo Area o dalla Filiale stessa. La classificazione di una posizione sotto controllo può essere effettuata dall'Area Monitoraggio Andamentale processi del credito e Reporting e dall'Area Revisione Interna comunicando alla Filiale l'avvenuta variazione dello status anagrafico del cliente.
Non-Performing Exposures
Rientrano nell'ambito di applicazione delle nuove categorie di Non-PerformingExposures (stage 3) le attività per cassa (finanziamenti e titoli di debito) e fuori bilancio (garanzie rilasciate, impegni irrevocabili e revocabili a erogare fondi), diverse dagli strumenti finanziari, allocati nel portafoglio contabile "Attività finanziarie detenute per la negoziazione e dai contratti derivati". Ai fini della classificazione di tali esposizioni si prescinde dall'esistenza di eventuali garanzie (reali o personali) poste a presidio delle attività.
La classificazione definita da Banca d'Italia e applicata dal Gruppo Banco Desio individua tre classi di esposizioni non performing in funzione della gravità dello stato d'insolvenza della controparte:
- Esposizione scadute o sconfinate: rientrano in tale gruppo la totalità delle esposizioni verso i debitori (diverse da quelle segnalate a sofferenze o ad inadempienze probabili) che, alla data di riferimento della segnalazione, presentano crediti scaduti o sconfinati da oltre 90 giorni, con una soglia di materialità assoluta di 500 euro per le imprese e per i privati. Le singole esposizioni scadute e/o sconfinanti devono essere determinate facendo riferimento al criterio del singolo debitore (applicato dal Gruppo) e al criterio della singola transazione.
-
Inadempienze probabili: sono le esposizioni per le quali si giudica improbabile che, senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione va operata in maniera indipendente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati. Non è pertanto necessario attendere il sintomo esplicito di anomalia (il mancato rimborso) laddove sussistano elementi che implicano una situazione di rischio di inadempimento del debitore.
Le esposizioni verso soggetti retail possono essere classificate nella categoria delle inadempienze probabili a livello di singola transazione, invece che di singolo debitore, purché il Gruppo valuti che non ricorrano le condizioni per classificare in tale categoria il complesso delle esposizioni verso il medesimo debitore. -
Sofferenze: in questa classe sono ricondotte la totalità delle esposizioni nei confronti di soggetti in stato di insolvenza (anche se non accertato giudizialmente) o in situazioni equiparabili. Il passaggio a sofferenza avviene nel momento in cui il cliente, alla luce degli elementi oggettivi in possesso della Direzione NPL, dimostra di non essere più in grado di fare fronte ai propri impegni.
Le sofferenze sono crediti per i quali sussiste un'obiettiva evidenza di perdita di valore, misurata dalla differenza tra il valore di carico e il valore attuale dei futuri flussi di cassa stimati, scontati al tasso di
51
interesse effettivo. La valutazione, determinata in conformità della policy interna, è di tipo analitico e tiene conto della presunta possibilità di recupero, della tempistica prevista per l'incasso e delle garanzie in essere. I crediti per interessi di mora maturati su attività deteriorate trovano evidenza in bilancio solo al momento dell'effettivo incasso.
L'analisi della qualità dell'attivo impaired trova riflesso nel valore di svalutazione contabile che è accantonato a fronte del deterioramento della qualità del credito in oggetto, definito come rettifica di valore attesa sui crediti o Expected Credit Loss (ECL).
Contabilmente, la svalutazione risulta in una perdita di valore del credito che va ad incrementare il fondo di rettifiche di valore sui crediti con un conseguente costo in conto economico. La quota di fondo associata al singolo asset di bilancio in rapporto al valore nominale del credito è chiamata coverage ratio.
In via analitica, la definizione del fondo svalutazione associato alla singola posizione è determinato come la differenza tra il valore nominale del credito e la stima dei flussi futuri di recupero attualizzati. Nel caso in cui, con il trascorrere del tempo, le prospettive di recupero vengano riviste al rialzo, o semplicemente anticipate nel tempo, il fondo svalutazione associato è fatto transitare in conto economico come un ricavo prendendo il nome di ripresa di valore o write-back.
La qualità dell'attivo e la sua evoluzione nel tempo influenzano i costi legati al credito sia in termini di assorbimento di capitale (ponderazioni associate alle diverse classi di rischio, RWA), sia in termini di conto economico (rettifiche di valore, ECL).
Forborne Exposure (Esposizioni oggetto di concessione)
La categoria forbearance è trasversale alle classi di rischio esistenti e può includere crediti appartenenti sia alle Performing Exposures (sotto-categoria dei bonis) sia alle Non-PerformingExposures (sotto-categoria delle inadempienze probabili).
Si tratta di esposizioni creditizie per le quali siano state concesse modifiche delle condizioni contrattuali o un rifinanziamento totale o parziale, a causa delle difficoltà finanziarie del debitore, che potrebbero determinare una perdita per il finanziatore.
Affinché si attivi la presunzione di forbearance, è necessario che le posizioni siano scadute da più di un mese almeno una volta nei tre mesi precedenti la modifica contrattuale, abbassando la soglia d'allarme rispetto ai 90 giorni previsti nella definizione di default.
I tempi di uscita dalla condizione di forborne performing sono pari ad almeno due anni. La verifica delle condizioni è fatta, una volta trascorso il probation period, al momento della prima segnalazione utile. Qualora tali condizioni non venissero soddisfatte, la verifica per l'uscita dal forborne viene ripetuta almeno dopo un trimestre, o comunque in occasione della nuova segnalazione. Per l'uscita dal forborne non-performing, vale invece quanto specificato all'art. 157 degli ITS EBA, e pertanto, dopo un anno dalla rinegoziazione, in presenza di pagamenti regolari ed in assenza di dubbi sulla solvibilità del debitore, un'esposizione può tornare ad essere classificata come performing pur rimanendo per ulteriori due anni (probation period) classificata tra le esposizioni forborne.
52
Informativa quantitativa
L'informativa quantitativa al 31 dicembre 2019 fa riferimento alla classificazione delle esposizioni in base alla normativa della Banca d'Italia (Circolare 272) in vigore alla data di riferimento del documento.
Esposizioni creditizie lorde, nette e medie lorde distinte per principali tipologie di esposizione 1/2
|
Sofferenze |
Inadempienze probabili |
Scadute deteriorate |
|||||||||
|
Lorde |
Nette |
Lorde medie (*) |
Lorde |
Nette |
Lorde medie (*) |
Lorde |
Nette |
Lorde medie (*) |
|||
|
- |
- |
- |
- |
- |
|||||||
|
1. Attività finanziarie valutate al costo |
311.378 |
120.018 |
294.381 |
309.618 |
217.062 |
346.423 |
3.504 |
3.100 |
4.134 |
||
|
ammortizzato |
|||||||||||
|
2. Attività finanziarie valutate al fair |
|||||||||||
|
value con impatto sulla redditività |
- |
- |
- |
||||||||
|
complessiva |
|||||||||||
|
3. Attività finanziarie designate al fair |
- |
- |
- |
||||||||
|
value |
|||||||||||
|
4. Altre attività finanziarie |
|||||||||||
|
obbligatoriamente valutate al fair value |
|||||||||||
|
5. Attività finanziarie in corso di |
|||||||||||
|
dismissione |
- |
- |
- |
||||||||
|
Totale 31.12.2019 |
311.378 |
120.018 |
294.381 |
309.618 |
217.062 |
346.423 |
3.504 |
3.100 |
4.134 |
||
|
Totale 31.12.2018 |
277.384 |
122.451 |
644.105 |
383.228 |
274.780 |
412.912 |
4.763 |
4.141 |
7.202 |
||
|
* ottenuto come media annuale tra i dati al 31.12.18 e quelli al 31.12.19 |
|||||||||||
|
Esposizioni creditizie lorde, nette e medie lorde distinte per principali tipologie di esposizione 2/2 |
|||||||||||
|
Altre attività |
TOTALE |
||||||||||
|
Lorde |
Nette |
Lorde medie (*) |
Lorde |
Nette |
Lorde medie (*) |
||||||
|
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||||||
|
1. Attività finanziarie valutate al costo |
12.657.450 |
12.609.525 |
12.591.282 |
13.281.950 |
12.949.705 |
13.236.219 |
|||||
|
ammortizzato |
|||||||||||
|
2. Attività finanziarie valutate al fair |
|||||||||||
|
value con impatto sulla redditività |
509.364 |
509.364 |
376.699 |
509.364 |
509.364 |
376.699 |
|||||
|
complessiva |
|||||||||||
|
3. Attività finanziarie designate al fair |
X |
- |
X |
X |
- |
X |
|||||
|
value |
|||||||||||
|
4. Altre attività finanziarie |
X |
2.300 |
X |
X |
2.300 |
X |
|||||
|
obbligatoriamente valutate al fair value |
|||||||||||
|
5. Attività finanziarie in corso di |
|||||||||||
|
dismissione |
- |
- |
- |
- |
|||||||
|
Totale 31.12.2019 |
13.166.814 |
13.121.189 |
12.967.981 |
13.791.314 |
13.461.369 |
13.612.918 |
|||||
|
Totale 31.12.2018 |
12.525.113 |
12.471.808 |
12.495.732 |
13.190.488 |
12.873.180 |
13.559.950 |
* ottenuto come media annuale tra i dati al 31.12.18 e quelli al 31.12.19
53
Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela 1/2
|
ITALIA |
ALTRI PAESI EUROPEI |
AMERICA |
|||||||||
|
Esposizioni/Aree geografiche |
Esposizio |
Rettifiche |
Esposizioni |
Esposizio |
Rettifiche |
Esposizioni |
Esposizioni |
Rettifiche |
Esposizioni |
||
|
valore |
valore |
valore |
|||||||||
|
ni lorda |
netta |
ni lorda |
netta |
lorda |
netta |
||||||
|
complessive |
com plessive |
com plessive |
|||||||||
|
A. Esposizioni creditizie per cassa |
|||||||||||
|
A.1 |
Sofferenze |
311.277 |
191.305 |
119.972 |
101 |
55 |
46 |
- |
- |
- |
|
|
A.2 |
Inadempienze probabili |
308.986 |
92.480 |
216.506 |
632 |
76 |
556 |
- |
- |
- |
|
|
A.3 |
Esposizioni scadute deteriorate |
3.503 |
404 |
3.099 |
1 |
- |
1 |
- |
- |
- |
|
|
A.4 |
Esposizioni non deteriorate |
12.130.984 |
47.599 |
12.083.385 |
93.686 |
153 |
93.533 |
20.842 |
17 |
20.825 |
|
|
TOTALE A |
12.754.750 |
331.788 |
12.422.962 |
94.420 |
284 |
94.136 |
20.842 |
17 |
20.825 |
||
|
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio |
|||||||||||
|
B.1 Esposizioni deteriorate |
26.516 |
1.892 |
24.624 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||
|
B.2 Esposizioni non deteriorate |
3.161.290 |
839 |
3.160.451 |
2.946 |
- |
2.946 |
223 |
- |
223 |
||
|
TOTALE B |
3.187.806 |
2.731 |
3.185.075 |
2.946 |
- |
2.946 |
223 |
- |
223 |
||
|
TOTALE (A+B) |
31/12/2019 |
15.942.556 |
334.519 |
15.608.037 |
97.366 |
284 |
97.082 |
21.065 |
17 |
21.048 |
|
|
TOTALE (A+B) |
31/12/2018 |
15.643.988 |
349.940 |
15.294.048 |
137.591 |
282 |
137.309 |
46.303 |
42 |
46.261 |
|
Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela 2/2
|
ASIA |
RESTO DEL MONDO |
TOTALE |
||||||||
|
Esposizioni/Aree geografiche |
Esposizioni |
Rettifiche |
Esposizioni |
Esposizio |
Rettifiche |
Esposizioni |
Esposizioni |
Rettifiche |
Esposizio |
|
|
valore |
valore |
valore |
||||||||
|
lorda |
netta |
ni lorda |
netta |
lorda |
ni netta |
|||||
|
complessive |
complessive |
com plessive |
||||||||
|
A. Esposizioni creditizie per cassa |
||||||||||
|
A.1 |
Sofferenze |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
311.378 |
191.360 |
120.018 |
|
A.2 |
Inadempienze probabili |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
309.618 |
92.556 |
217.062 |
|
A.3 |
Esposizioni scadute deteriorate |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
3.504 |
404 |
3.100 |
|
A.4 |
Esposizioni non deteriorate |
202 |
1 |
201 |
104 |
1 |
103 |
12.245.818 |
47.771 |
12.198.047 |
|
TOTALE A |
202 |
1 |
201 |
104 |
1 |
103 |
12.870.318 |
332.091 |
12.538.227 |
|
|
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio |
||||||||||
|
B.1 Esposizioni deteriorate |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
26.516 |
1.892 |
24.624 |
|
|
B.2 Esposizioni non deteriorate |
4 |
- |
4 |
4 |
- |
4 |
3.164.467 |
839 |
3.163.628 |
|
|
TOTALE B |
4 |
- |
4 |
4 |
- |
4 |
3.190.983 |
2.731 |
3.188.252 |
|
|
TOTALE (A+B) |
206 |
1 |
205 |
108 |
1 |
107 |
16.061.301 |
334.822 |
15.726.479 |
|
|
TOTALE (A+B) |
396 |
1 |
395 |
141 |
2 |
139 |
15.828.419 |
350.267 |
15.478.152 |
|
54
Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche 1/2
|
ITALIA |
ALTRI PAESI EUROPEI |
AMERICA |
||||||||||||
|
Esposizioni/Aree geografiche |
Esposizioni |
Rettifiche |
Esposizioni |
Rettifiche |
Esposizioni |
Rettifiche |
Esposizioni |
|||||||
|
Esposizioni |
Esposizioni |
|||||||||||||
|
lorda |
valore |
netta |
valore |
netta |
lorda |
valore |
netta |
|||||||
|
lorda |
||||||||||||||
|
complessive |
complessive |
complessive |
||||||||||||
|
A. Esposizioni creditizie per cassa |
||||||||||||||
|
A.1 Sofferenze |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|||||
|
A.2 Inadempienze probabili |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|||||
|
A.3 Esposizioni scadute deteriorate |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|||||
|
A.4 Esposizioni non deteriorate |
818.236 |
446 |
817.790 |
96.083 |
55 |
96.028 |
1.100 |
1 |
1.099 |
|||||
|
TOTALE A |
818.236 |
446 |
817.790 |
96.083 |
55 |
96.028 |
1.100 |
1 |
1.099 |
|||||
|
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio |
||||||||||||||
|
B.1 Esposizioni deteriorate |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|||||
|
B.2 Esposizioni non deteriorate |
11.545 |
1 |
11.544 |
5.971 |
2 |
5.969 |
- |
- |
- |
|||||
|
TOTALE B |
11.545 |
1 |
11.544 |
5.971 |
2 |
5.969 |
- |
- |
- |
|||||
|
TOTALE (A+B) |
31/12/2019 |
829.781 |
447 |
829.334 |
102.054 |
57 |
101.997 |
1.100 |
1 |
1.099 |
||||
|
TOTALE (A+B) |
31/12/2018 |
465.627 |
1.180 |
464.447 |
109.069 |
130 |
108.939 |
815 |
2 |
813 |
||||
|
Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche 2/2 |
||||||||||||||
|
ASIA |
RESTO DEL MONDO |
TOTALE |
||||||||||||
|
Esposizioni/Aree geografiche |
Esposizioni |
Rettifiche |
Esposizioni |
Esposizioni |
Rettifiche |
Esposizioni |
Esposizioni |
Rettifiche |
Esposizioni |
|||||
|
valore |
valore |
valore |
||||||||||||
|
lorda |
netta |
lorda |
netta |
lorda |
netta |
|||||||||
|
complessive |
complessive |
complessive |
||||||||||||
|
A. Esposizioni creditizie per cassa |
||||||||||||||
|
A.1 Sofferenze |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|||||
|
A.2 Inadempienze probabili |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|||||
|
A.3 Esposizioni scadute deteriorate |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|||||
|
A.4 Esposizioni non deteriorate |
760 |
1 |
759 |
3.336 |
1 |
3.335 |
919.515 |
504 |
919.011 |
|||||
|
TOTALE A |
760 |
1 |
759 |
3.336 |
1 |
3.335 |
919.515 |
504 |
919.011 |
|||||
|
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio |
||||||||||||||
|
B.1 Esposizioni deteriorate |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|||||
|
B.2 Esposizioni non deteriorate |
3.500 |
- |
3.500 |
500 |
- |
500 |
21.516 |
3 |
21.513 |
|||||
|
TOTALE B |
3.500 |
- |
3.500 |
500 |
- |
500 |
21.516 |
3 |
21.513 |
|||||
|
TOTALE (A+B) |
31/12/2019 |
4.260 |
1 |
4.259 |
3.836 |
1 |
3.835 |
941.031 |
507 |
940.524 |
||||
|
TOTALE (A+B) |
31/12/2018 |
3.384 |
1 |
3.383 |
3.772 |
2 |
3.770 |
582.667 |
1.315 |
581.352 |
||||
55
Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valore di bilancio) 1/2
|
Amm inistazioni pubbliche |
Società finanziarie |
Società finanziarie (di cui: im prese di |
|||||||||||||||||
|
assicurazione) |
|||||||||||||||||||
|
Esposizioni/Controparti |
|||||||||||||||||||
|
Esposizione |
Rettifiche |
Esposizione |
Esposizione |
Rettifiche |
Esposizione |
Esposizione |
Rettifiche |
Esposizione |
|||||||||||
|
valore |
valore |
valore |
|||||||||||||||||
|
lorda |
netta |
lorda |
netta |
lorda |
netta |
||||||||||||||
|
com plessive |
com plessive |
com plessive |
|||||||||||||||||
|
A. Esposizioni creditizie per cassa |
|||||||||||||||||||
|
A.1 Sofferenze |
- |
- |
- |
11.849 |
9.765 |
2.084 |
- |
- |
- |
||||||||||
|
- di cui esposizioni oggetto di concessioni |
- |
- |
- |
46 |
46 |
- |
- |
- |
- |
||||||||||
|
A.2 Inadempienze probabili |
659 |
282 |
377 |
3.404 |
1.008 |
2.396 |
- |
- |
- |
||||||||||
|
- di cui esposizioni oggetto di concessioni |
- |
- |
- |
2.413 |
700 |
1.713 |
- |
- |
- |
||||||||||
|
A.3 Esposizioni scadute deteriorate |
- |
- |
- |
1 |
- |
1 |
- |
- |
- |
||||||||||
|
- di cui esposizioni oggetto di concessioni |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||||||||||
|
A.4 Esposizioni non deteriorate |
2.614.302 |
1.855 |
2.612.447 |
483.330 |
1.375 |
481.955 |
790 |
- |
790 |
||||||||||
|
- di cui esposizioni oggetto di concessioni |
- |
- |
- |
2.011 |
69 |
1.942 |
- |
- |
- |
||||||||||
|
Totale A |
2.614.961 |
2.137 |
2.612.824 |
498.584 |
12.148 |
486.436 |
790 |
- |
790 |
||||||||||
|
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio |
|||||||||||||||||||
|
B.1 Esposizioni deteriorate |
- |
- |
- |
6 |
- |
6 |
- |
- |
- |
||||||||||
|
B.2 Esposizioni non deteriorate |
17.448 |
- |
17.448 |
64.528 |
13 |
64.515 |
- |
- |
- |
||||||||||
|
Totale B |
17.448 |
- |
17.448 |
64.534 |
13 |
64.521 |
- |
- |
- |
||||||||||
|
Totale (A+B) |
31/12/2019 |
2.632.409 |
2.137 |
2.630.272 |
563.118 |
12.161 |
550.957 |
790 |
- |
790 |
|||||||||
|
Totale (A+B) |
31/12/2018 |
2.291.728 |
4.299 |
2.287.429 |
661.255 |
11.938 |
649.317 |
1.685 |
- |
1.685 |
|||||||||
|
Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valore di bilancio) 2/2 |
|||||||||||||||||||
|
Società non finanziarie |
Fam iglie |
Totale |
|||||||||||||||||
|
Esposizioni/Controparti |
|||||||||||||||||||
|
Esposizione |
Rettifiche |
Esposizione |
Esposizione |
Rettifiche |
Esposizione |
Esposizione |
Rettifiche |
Esposizione |
|||||||||||
|
valore |
valore |
valore |
|||||||||||||||||
|
lorda |
netta |
lorda |
netta |
lorda |
netta |
||||||||||||||
|
complessive |
com plessive |
complessive |
|||||||||||||||||
|
A. Esposizioni creditizie per cassa |
|||||||||||||||||||
|
A.1 Sofferenze |
227.368 |
144.545 |
82.823 |
72.161 |
37.050 |
35.111 |
311.378 |
191.360 |
120.018 |
||||||||||
|
- di cui esposizioni oggetto di concessioni |
36.519 |
20.286 |
16.233 |
14.018 |
6.304 |
7.714 |
50.583 |
26.636 |
23.947 |
||||||||||
|
A.2 Inadempienze probabili |
206.347 |
68.359 |
137.988 |
99.208 |
22.907 |
76.301 |
309.618 |
92.556 |
217.062 |
||||||||||
|
- di cui esposizioni oggetto di concessioni |
96.830 |
24.733 |
72.097 |
51.587 |
11.008 |
40.579 |
150.830 |
36.441 |
114.389 |
||||||||||
|
A.3 Esposizioni scadute deteriorate |
1.837 |
221 |
1.616 |
1.666 |
183 |
1.483 |
3.504 |
404 |
3.100 |
||||||||||
|
- di cui esposizioni oggetto di concessioni |
175 |
23 |
152 |
149 |
20 |
129 |
324 |
43 |
281 |
||||||||||
|
A.4 Esposizioni non deteriorate |
5.205.533 |
35.464 |
5.170.069 |
3.942.653 |
9.077 |
3.933.576 |
12.245.818 |
47.771 |
12.198.047 |
||||||||||
|
- di cui esposizioni oggetto di concessioni |
79.145 |
3.072 |
76.073 |
45.580 |
422 |
45.158 |
126.736 |
3.563 |
123.173 |
||||||||||
|
Totale A |
5.641.085 |
248.589 |
5.392.496 |
4.115.688 |
69.217 |
4.046.471 |
12.870.318 |
332.091 |
12.538.227 |
||||||||||
|
B. Esposizioni creditizie fuori bilancio |
|||||||||||||||||||
|
B.1 Esposizioni deteriorate |
25.611 |
1.844 |
23.767 |
899 |
48 |
851 |
26.516 |
1.892 |
24.624 |
||||||||||
|
B.2 Esposizioni non deteriorate |
2.855.750 |
717 |
2.855.033 |
216.890 |
109 |
216.781 |
3.154.616 |
839 |
3.153.777 |
||||||||||
|
Totale B |
2.881.361 |
2.561 |
2.878.800 |
217.789 |
157 |
217.632 |
3.181.132 |
2.731 |
3.178.401 |
||||||||||
|
Totale (A+B) |
31/12/2019 |
8.522.446 |
251.150 |
8.271.296 |
4.333.477 |
69.374 |
4.264.103 |
16.051.450 |
334.822 |
15.716.628 |
|||||||||
|
Totale (A+B) |
31/12/2018 |
8.808.464 |
265.410 |
8.543.054 |
4.066.972 |
68.620 |
3.998.352 |
15.828.419 |
350.267 |
15.478.152 |
56
D is tribuzio ne te m po ra le pe r dura t a re sidua c o nt ra tt uale delle a tt iv it à e pas s iv it à finanzia rie
|
D a o ltre 1 |
D a o lt re 7 |
D a o lt re 15 |
D a o ltre 1 |
D a o lt re 3 |
D a o lt re 6 |
D a o lt re 1 |
D ura t a |
|||
|
Vo ci/ Sc a glio ni te m po ra li |
A vis ta |
gio rno a 7 |
gio rni a 15 |
gio rni a 1 |
m e s e f ino |
me s i f ino a |
me s i fino a |
a nno fino a |
O ltre 5 a nni |
|
|
Inde te rmina ta |
||||||||||
|
gio rni |
gio rni |
m es e |
3 me s i |
6 me s i |
1 anno |
5 a nni |
||||
|
A tt iv it à pe r c a s sa |
1.7 0 5 .115 |
3 2 .187 |
2 10 .7 37 |
18 1.9 0 1 |
1.0 56 .5 7 2 |
5 80 .2 0 8 |
1.2 8 9 .5 2 2 |
4 .9 6 0 .6 0 3 |
3 .3 16 .0 2 0 |
3 3 5 .8 3 3 |
|
A .1 Tito li di Stato |
219 |
- |
946 |
- |
71.143 |
54.132 |
519.183 |
1.615.921 |
309.790 |
- |
|
A .2 Altri tito li di debito |
62 |
- |
- |
204 |
63.242 |
18.514 |
15.703 |
299.550 |
301.483 |
- |
|
A .3 Quo te OICR |
37.238 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
A .4 Finanziamenti |
1.667.596 |
32.187 |
209.791 |
181.697 |
922.187 |
507.562 |
754.636 |
3.045.132 |
2.704.747 |
335.833 |
|
- B anche |
253.822 |
- |
30.201 |
- |
- |
- |
- |
- |
135 |
335.833 |
|
- Clientela |
1.413.774 |
32.187 |
179.590 |
181.697 |
922.187 |
507.562 |
754.636 |
3.045.132 |
2.704.612 |
- |
|
P a ss iv ità per ca s s a |
8 .4 40 .9 93 |
3 2 .17 1 |
55 .7 22 |
9 1.2 7 8 |
3 6 8 .2 18 |
1.0 6 1.4 3 6 |
2 7 6 .13 6 |
2 .0 2 1.9 8 6 |
5 4 3 .3 5 5 |
- |
|
B .1 Depo siti e co nti co rrenti |
8.396.139 |
30.682 |
55.145 |
90.867 |
283.048 |
224.244 |
191.309 |
114.791 |
(0) |
- |
|
- B anche |
10.947 |
3.445 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
- Clientela |
8.385.192 |
27.237 |
55.145 |
90.867 |
283.048 |
224.244 |
191.309 |
114.791 |
(0) |
- |
|
B .2 Tito li di debito |
731 |
1.489 |
577 |
394 |
84.798 |
28.395 |
73.562 |
1.068.955 |
502.595 |
- |
|
B .3 Altre passività |
44.123 |
- |
- |
17 |
372 |
808.797 |
11.265 |
838.240 |
40.760 |
- |
|
O pera zio ni "fuo ri bila ncio " |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
C.1 Derivati finanziari co n scambio di capitale |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
- P osizioni lunghe |
- |
6.947 |
2.658 |
259.805 |
6.469 |
4.761 |
4.148 |
43 |
- |
- |
|
- P osizioni co rte |
- |
6.970 |
2.654 |
259.742 |
6.463 |
4.759 |
4.146 |
137 |
- |
- |
|
C.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
- P osizioni lunghe |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
- P osizioni co rte |
6.874 |
- |
- |
99 |
151 |
241 |
489 |
- |
- |
- |
|
C.3 Depo siti e finanziamenti da ricevere |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
- P osizioni lunghe |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
- P osizioni co rte |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
C.4 Impegni irrevo cabili a erogare fondi |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
- P osizioni lunghe |
12.791 |
- |
- |
204 |
3.416 |
186 |
651 |
15.392 |
42.070 |
- |
|
- P osizioni co rte |
74.710 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
C.5 Garanzie finanziarie rilasciate |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
C.6 Garanzie finanziarie ricevute |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
- P osizioni lunghe |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
- P osizioni co rte |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
C.8 Derivati creditizi senza scambio di capitale |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
- P osizioni lunghe |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
- P osizioni co rte |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
57
A.1.9 Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde
|
Inadempienze |
Esposizioni |
||
|
Causali/Categorie |
Sofferenze |
scadute |
|
|
probabili |
|||
|
deteriorate |
|||
|
A. Esposizione lorda iniziale |
277.384 |
383.228 |
4.763 |
|
- di cui: esposizioni cedute non cancellate |
- |
4.846 |
- |
|
B. Variazioni in aumento |
137.437 |
161.980 |
23.956 |
|
B.1 ingressi da esposizioni non deteriorate |
364 |
117.069 |
23.229 |
|
B.2 ingressi da attività finanziarie impaired acquisite o originate |
- |
538 |
24 |
|
B.3 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate |
108.824 |
10.727 |
688 |
|
B.4 modifiche contrattuali senza cancellazioni |
- |
- |
- |
|
B.5 altre variazioni in aumento |
28.249 |
33.646 |
15 |
|
C. Variazioni in diminuzione |
103.443 |
235.590 |
25.215 |
|
C.1 uscite verso esposizioni non deteriorate |
304 |
41.471 |
10.614 |
|
C.2 write-off |
14.478 |
534 |
- |
|
C.3 incassi |
29.184 |
73.525 |
3.854 |
|
C.4 realizzi per cessioni |
14.711 |
6.778 |
- |
|
C.5 perdite da cessione |
44.717 |
3.839 |
- |
|
C.6 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate |
49 |
109.443 |
10.747 |
|
C.7 modifiche contrattuali senza cancellazioni |
- |
- |
- |
|
C.8 altre variazioni in diminuzione |
- |
- |
- |
|
D. Esposizione lorda finale |
311.378 |
309.618 |
3.504 |
|
- di cui: esposizioni cedute non cancellate |
- |
7.629 |
- |
58
Viene infine fornita specifica disclosure in merito alle proprie esposizioni non-performing e forborne secondo gli schemi di compilazione standard richiesti dalle linee guida EBA 2018/10 entrate in vigore al 31 dicembre 2019, per la parte direttamente applicabile alle entità non significative.
Tabella 1 - Qualità creditizia delle esposizioni oggetto di misure di concessione
|
Rettifiche di valore cumulate, |
Garanzie reali riceute e garanzie |
|||||||||||||||||
|
Valore contabile lordo / importo nominale delle esposizioni |
variazioni negative cumulate del fair |
|||||||||||||||||
|
finanziarie ricevute sulle esposizioni |
||||||||||||||||||
|
oggetto di misure di concessione |
value dovute al rischio di credito e |
oggetto di misure di concessione |
||||||||||||||||
|
accantonamenti |
||||||||||||||||||
|
Di cui garanzie |
||||||||||||||||||
|
Esposizioni |
Su esposizioni |
Su esposizioni |
reali e garanzie |
|||||||||||||||
|
Esposizioni oggetto di misure di |
finanziarie ricevute |
|||||||||||||||||
|
oggetto di misure |
oggetto di misure |
oggetto di misure |
||||||||||||||||
|
concessione deteriorate |
su esposizioni |
|||||||||||||||||
|
di concessione |
di concessione |
di concessione |
||||||||||||||||
|
di cui in |
deteriorate oggetto |
|||||||||||||||||
|
non deteriorate |
di cui |
non deteriorate |
deteriorate |
|||||||||||||||
|
stato di |
di misure di |
|||||||||||||||||
|
impaired |
||||||||||||||||||
|
default |
concessione |
|||||||||||||||||
|
Prestiti e anticipazioni |
126.737 |
201.737 |
201.737 |
201.737 |
3.563 |
63.118 |
242.531 |
131.625 |
||||||||||
|
Banche centrali |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||||||||||||
|
Amministrazioni pubbliche |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||||||||||||
|
Enti creditizi |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||||||||||||
|
Altre società finanziarie |
2.012 |
2.457 |
2.457 |
2.457 |
69 |
745 |
3.260 |
1.318 |
||||||||||
|
Società non finanziarie |
79.145 |
133.524 |
133.524 |
133.524 |
3.072 |
45.042 |
149.441 |
83.660 |
||||||||||
|
Famiglie |
45.580 |
65.756 |
65.756 |
65.756 |
422 |
17.331 |
89.830 |
46.647 |
||||||||||
|
Titoli di debito |
||||||||||||||||||
|
Impegni all'erogazione di |
||||||||||||||||||
|
finanziamenti |
||||||||||||||||||
|
Totale |
126.737 |
201.737 |
201.737 |
201.737 |
3.563 |
63.118 |
242.531 |
131.625 |
||||||||||
|
Tabella 3 - Qualità creditizia delle esposizioni deteriorate e non deteriorate per giorni di scaduto |
||||||||||||||||||
|
Valore contabile lordo / importo nominale |
||||||||||||||||||
|
Esposizioni non deteriorate |
Esposizioni deteriorate |
|||||||||||||||||
|
Inadempienze |
||||||||||||||||||
|
Non scadute o |
Scadute da > 30 |
probabili che non |
Scadute da > |
Scadute da |
Scadute da |
Scadute da |
Di cui in stato di |
|||||||||||
|
scadute da < 30 |
giorni e < 90 |
sono scadute o |
90 e < 180 |
> 180 e < 1 |
> 1 anno e |
> 5 anni * |
default |
|||||||||||
|
giorni |
giorni |
sono scadute da < |
giorni * |
anno * |
< 5 anni * |
|||||||||||||
|
90 giorni |
||||||||||||||||||
|
Prestiti e anticipazioni |
9.888.116 |
9.805.691 |
82.425 |
624.500 |
142.419 |
38.747 |
60.988 |
267.523 |
114.823 |
624.500 |
||||||||
|
Banche centrali |
335.833 |
335.833 |
- |
- |
||||||||||||||
|
Amministrazioni pubbliche |
36.503 |
36.503 |
659 |
659 |
659 |
|||||||||||||
|
Enti creditizi |
284.177 |
284.177 |
- |
- |
||||||||||||||
|
Altre società finanziarie |
116.690 |
115.880 |
810 |
15.254 |
1.583 |
1.212 |
43 |
12.275 |
141 |
15.254 |
||||||||
|
Società non finanziarie |
5.172.262 |
5.161.311 |
10.951 |
435.553 |
79.619 |
21.658 |
45.891 |
198.164 |
90.221 |
435.553 |
||||||||
|
- di cui PMI |
3.309.700 |
3.300.304 |
9.396 |
329.591 |
57.029 |
18.458 |
39.032 |
145.482 |
69.590 |
329.591 |
||||||||
|
Famiglie |
3.942.651 |
3.871.987 |
70.664 |
173.034 |
61.217 |
15.877 |
15.054 |
56.425 |
24.461 |
173.034 |
||||||||
|
Titoli di debito |
2.764.325 |
2.764.325 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||||||||
|
Banche centrali |
- |
- |
||||||||||||||||
|
Amministrazioni pubbliche |
2.070.623 |
2.070.623 |
||||||||||||||||
|
Enti creditizi |
295.513 |
295.513 |
||||||||||||||||
|
Altre società finanziarie |
364.918 |
364.918 |
||||||||||||||||
|
Società non finanziarie |
33.271 |
33.271 |
||||||||||||||||
|
Impegni all'erogazione di |
2.725.300 |
- |
- |
20.033 |
- |
- |
- |
- |
- |
20.033 |
||||||||
|
finanziamenti |
||||||||||||||||||
|
Banche centrali |
- |
|||||||||||||||||
|
Amministrazioni pubbliche |
17.393 |
|||||||||||||||||
|
Enti creditizi |
- |
|||||||||||||||||
|
Altre società finanziarie |
61.436 |
6 |
6 |
|||||||||||||||
|
Società non finanziarie |
2.446.709 |
19.298 |
19.298 |
|||||||||||||||
|
Famiglie |
199.762 |
729 |
729 |
|||||||||||||||
|
Totale |
15.377.741 |
12.570.016 |
82.425 |
644.533 |
142.419 |
38.747 |
60.988 |
267.523 |
114.823 |
644.533 |
* Fasce previste dalle segnalazioni di Vigilanza Finrep al 31.12.2019
59
Tabella 4 - Esposizioni deteriorate e non deteriorate e relative rettifiche ed accantonamenti
|
Rettifiche di valore cumulate, variazioni negative cumulate del fair value dovute al rischio di credito e |
Garanzie reali e |
||||||||||||
|
Valore contabile lordo / valore nominale |
garanzie |
||||||||||||
|
accantonamenti |
|||||||||||||
|
finanziarie ricevute |
|||||||||||||
|
Esposizioni non deteriorate |
Esposizioni deteriorate |
Esposizioni non deteriorate |
Esposizioni deteriorate |
Su esposizioni |
|||||||||
|
deteriorate |
|||||||||||||
|
totale |
di cui stadio 1 |
di cui stadio 2 |
totale |
di cui stadio 2 |
di cui stadio 3 |
totale |
di cui stadio 1 |
di cui stadio 2 |
totale |
di cui stadio 2 |
di cui stadio 3 |
||
|
Prestiti e anticipazioni |
9.888.116 |
8.849.922 |
1.038.194 |
624.500 |
- |
624.500 |
45.811 |
22.264 |
23.547 |
284.320 |
- |
284.320 |
290.547 |
|
Banche centrali |
335.833 |
335.833 |
- |
- |
- |
- |
|||||||
|
Amministrazioni pubbliche |
36.503 |
36.503 |
659 |
659 |
- |
282 |
282 |
- |
|||||
|
Enti creditizi |
284.177 |
284.177 |
- |
216 |
216 |
- |
- |
||||||
|
Altre società finanziarie |
116.697 |
96.580 |
20.117 |
15.254 |
15.254 |
1.098 |
566 |
532 |
10.773 |
10.773 |
2.048 |
||
|
Società non finanziarie |
5.172.262 |
4.590.380 |
581.882 |
435.553 |
435.553 |
35.427 |
16.579 |
18.848 |
213.125 |
213.125 |
187.786 |
||
|
- di cui PMI |
3.309.701 |
2.854.580 |
455.121 |
329.591 |
329.591 |
27.091 |
11.646 |
15.445 |
156.130 |
156.130 |
151.734 |
||
|
Famiglie |
3.942.644 |
3.506.449 |
436.195 |
173.034 |
173.034 |
9.070 |
4.903 |
4.167 |
60.140 |
60.140 |
100.713 |
||
|
Titoli di debito |
2.764.325 |
2.754.758 |
9.567 |
- |
- |
- |
2.101 |
2.091 |
10 |
- |
- |
- |
- |
|
Banche centrali |
- |
- |
- |
- |
- |
||||||||
|
Amministrazioni pubbliche |
2.070.623 |
2.070.623 |
- |
1.492 |
1.492 |
- |
|||||||
|
Enti creditizi |
295.513 |
285.946 |
9.567 |
- |
288 |
278 |
10 |
- |
|||||
|
Altre società finanziarie |
364.918 |
364.918 |
- |
283 |
283 |
- |
|||||||
|
Società non finanziarie |
33.271 |
33.271 |
- |
38 |
38 |
- |
|||||||
|
Impegni all'erogazione di |
2.725.300 |
2.686.971 |
38.329 |
20.033 |
- |
20.033 |
125 |
98 |
27 |
- |
- |
- |
11.178 |
|
finanziamenti |
|||||||||||||
|
Banche centrali |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||||
|
Amministrazioni pubbliche |
17.393 |
17.393 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||||
|
Enti creditizi |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
||||
|
Altre società finanziarie |
61.437 |
57.845 |
3.591 |
6 |
6 |
- |
- |
- |
- |
||||
|
Società non finanziarie |
2.446.709 |
2.417.573 |
29.135 |
19.298 |
19.298 |
115 |
96 |
19 |
- |
10.989 |
|||
|
Famiglie |
199.762 |
194.160 |
5.602 |
728 |
728 |
10 |
3 |
8 |
- |
189 |
|||
|
Totale |
15.377.741 |
14.291.651 |
1.086.090 |
644.533 |
- |
644.533 |
48.037 |
24.453 |
23.584 |
284.320 |
- |
284.320 |
301.725 |
60
7. Attività vincolate (art. 443 CRR) Informazioni qualitative
Le informazioni di seguito riportate sono basate sui valori mediani dei dati trimestrali relativi all'anno 2019, così come previsto dagli Orientamenti EBA/GL/2014/03.
Il Gruppo impegna una quota delle proprie attività come forma di garanzia per le seguenti finalità:
- operazioni di finanziamento garantito;
- accesso a strumenti di Banca Centrale;
- contratti di garanzia;
- garanzie reali prestate nei sistemi di compensazione.
Le tipologie di attività vincolate sono costituite da titoli di debito e da crediti iscritti nel bilancio. I titoli di debito, principalmente titoli di stato italiani, sono utilizzati come garanzia per raccogliere fondi nel breve e medio termine per mezzo di operazioni di pronti contro termine e/o accesso a strumenti di Banca Centrale.
I crediti, che rappresentano circa il 78,7% degli attivi impegnati, sono posti a garanzia della seguente operatività:
- emissioni di covered bond sul mercato;
- accesso a strumenti di Banca Centrale Europea.
In particolare a fronte delle operazioni di rifinanziamento TLTRO II per Euro 1,6 miliardi presso la Banca Centrale Europea le garanzie fornite sono costituite da finanziamenti A.Ba.Co. e da titolo di debito.
Informazioni quantitative
Template A - Attivi dell'ente segnalante
|
Valore di |
Fair value |
Valore di |
Fair value |
||
|
bilancio delle |
bilancio delle |
delle attività |
|||
|
delle attività |
|||||
|
VOCI |
Attività |
Atitvità non |
non |
||
|
vincolate |
|||||
|
vincolate * |
vincolate |
vincolate |
|||
|
010 |
040 |
060 |
090 |
||
|
010 |
Attività dell'Istituto |
3.638.934 |
10.474.420 |
||
|
020 |
Finanziamenti a vista |
0 |
0 |
408.239 |
0 |
|
030 |
Titoli di capitale |
0 |
0 |
84.608 |
84.326 |
|
040 |
Titoli di debito |
774.536 |
770.482 |
2.411.339 |
2.392.053 |
|
100 |
Finanziamenti diversi da finanziamenti a vista |
2.864.398 |
6.903.633 |
||
|
120 |
Altre attività |
0 |
666.600 |
*tenuto conto degli haircut previsti al valore di bilancio
61
|
Template B - Collateral ricevuti dall'ente segnalante |
||||
|
Fair value dei |
Fair value dei |
Nominale dei |
||
|
collateral |
collateral ricevuti o |
|||
|
collateral ricevuti |
||||
|
ricevuti o titoli |
dei titoli di debito |
|||
|
VOCI |
o titoli di debito |
|||
|
di debito emessi |
emessi non |
|||
|
emessi vincolati |
||||
|
vincolabili |
vincolabili |
|||
|
010 |
040 |
070 |
||
|
130 |
Collateral ricevuti dall'Istituto |
500 |
60.762 |
13.702.317 |
|
140 |
Finanziamenti a vista |
0 |
0 |
0 |
|
150 |
Titoli di capitale |
0 |
0 |
108.717 |
|
160 |
Titoli di debito |
500 |
60.762 |
253.025 |
|
220 |
Finanziamenti diversi da finanziamenti a vista |
0 |
0 |
22.806 |
|
230 |
Altri collateral ricevuti |
0 |
0 |
13.317.769 |
|
240 |
Titoli di debito emessi diversi da covered bonds e ABSs |
0 |
0 |
0 |
|
Template C - Fonti di impiego |
|||
|
Attività, collateral |
|||
|
Passività |
ricevuti e titoli di |
||
|
corrispondenti o |
debito emessi |
||
|
VOCI |
titoli prestati |
diversi da covered |
|
|
bonds e ABS |
|||
|
(+) |
(-) |
||
|
010 |
030 |
||
|
010 |
Valore di bilancio delle passività connesse |
-2.449.519 |
3.637.894 |
|
020 |
Derivati |
0 |
645 |
|
040 |
Depositi |
-1.626.757 |
2.367.815 |
|
090 |
Titoli di debito emessi |
-822.762 |
1.269.435 |
|
120 |
Altre fonti di encumbrance |
0 |
1.540 |
|
130 |
Nominale degli impegni ricevuti |
0 |
0 |
|
140 |
Nominale delle garanzie finanziarie ricevute |
0 |
0 |
|
150 |
Fair value dei titoli ricevuti in prestito a fronte di non-cash collateral |
0 |
0 |
|
160 |
Altre fonti di encumbrance |
0 |
1.540 |
|
170 |
TOTALE FONTI DI ENCUMBRANCE |
-2.449.519 |
3.639.434 |
62
8. Uso delle ECAI (art. 444 CRR) Informativa qualitativa
Ai fini della determinazione del requisito di capitale a fronte del rischio di credito, il Gruppo utilizza il metodo standardizzato, previsto per la determinazione dei requisiti di vigilanza a fronte di tale rischio (Circ. 285/13 Parte Seconda - Capitolo 3, Sezione I). In tale contesto, il Gruppo utilizza - ove presenti- le valutazioni del merito creditizio rilasciate dall'Agenzia specializzata di rating Moody's per la determinazione dei fattori di ponderazione delle esposizioni ricomprese nei seguenti portafogli:
- "Amministrazioni centrali e banche centrali" e, indirettamente, "Intermediari Vigilati", "Enti del Settore Pubblico" ed "Enti Territoriali";
- "Imprese e altri soggetti".
Nell'ambito delle iniziative di capital management e di rafforzamento dei presidi gestionali a supporto dei processi di monitoraggio e controllo dei rischi di credito il Gruppo ha aderito al servizio di emissione dei rating ECAI a cura della società Cerved Group, per conseguire benefici di natura sia gestionale (disponibilità di rating esterni sulle principali controparti imprese del Gruppo Banco Desio) che patrimoniale (calcolo del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito).
Per tutte le altre esposizioni non ricomprese nelle classi regolamentari di cui sopra, si fa invece riferimento ai diversi fattori di ponderazione previsti dalla normativa stessa per la metodologia standardizzata.
63
Informativa quantitativa
Distribuzione delle esposizioni per classi di merito creditizio e per classe regolamentare
|
Classi di |
Esposizione netta |
Esposizione netta |
||
|
senza attenuazione |
con attenuazione |
|||
|
SOTTOVOCE |
merito |
|||
|
del rischio di |
del rischio di |
|||
|
creditizio |
||||
|
credito |
credito |
|||
|
Esposizioni verso o garantite da amm inistrazioni centrali e banche centrali |
3.134.256 |
3.665.875 |
||
|
- |
0% |
2.954.807 |
3.485.136 |
|
|
- |
20% |
- |
1.096 |
|
|
- |
50% |
- |
194 |
|
|
- 100% |
151.027 |
151.027 |
||
|
- 250% |
28.421 |
28.421 |
||
|
Esposizioni verso o garantite da amm inistrazioni regionali o autorità locali |
18.416 |
29.486 |
||
|
- |
20% |
18.416 |
29.486 |
|
|
Esposizioni verso o garantite da organism i del settore pubblico |
558 |
558 |
||
|
- |
50% |
0 |
0 |
|
|
- 100% |
558 |
558 |
||
|
Esposizioni verso o garantite da banche m ultilaterali di sviluppo |
2.552 |
13.530 |
||
|
- |
0% |
2.552 |
6.874 |
|
|
- |
20% |
- |
6.656 |
|
|
Esposizioni verso o garantite da organizzazioni internazionali |
- |
4.104 |
||
|
- |
0% |
- |
4.104 |
|
|
Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati |
663.511 |
672.394 |
||
|
- |
0% |
- |
- |
|
|
- |
20% |
393.785 |
395.090 |
|
|
- |
50% |
178.694 |
186.130 |
|
|
- |
100% |
91.032 |
91.174 |
|
|
Esposizioni verso o garantite da imprese |
4.247.053 |
4.116.408 |
||
|
- |
20% |
5.133 |
5.206 |
|
|
- |
50% |
1.035.895 |
1.051.890 |
|
|
- |
70% |
- |
14.252 |
|
|
- |
100% |
3.137.231 |
2.987.919 |
|
|
- |
150% |
68.793 |
57.141 |
|
|
Esposizioni al dettaglio |
4.772.059 |
4.483.739 |
||
|
- |
75% |
4.772.059 |
4.483.739 |
|
|
Esposizioni garantite da immobili |
3.307.890 |
3.282.932 |
||
|
- |
35% |
2.524.015 |
2.505.313 |
|
|
- |
50% |
783.875 |
777.619 |
|
|
Esposizioni in stato di default |
430.277 |
422.800 |
||
|
- 100% |
325.852 |
319.274 |
||
|
- 150% |
104.425 |
103.527 |
||
|
Esposizioni ad alto rischio |
70.224 |
70.224 |
||
|
- |
150% |
70.224 |
70.224 |
|
|
Esposizioni sotto form a di obbligazioni bancarie garantite |
- |
- |
||
|
Esposizioni a breve term ine verso imprese o interm ediari vigilati |
- |
- |
||
|
Esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) |
36.106 |
35.956 |
||
|
- |
100% |
36.106 |
35.956 |
|
|
Esposizioni in strum enti di capitale |
86.388 |
88.590 |
||
|
- |
100% |
86.388 |
88.590 |
|
|
Altre esposizioni |
426.078 |
548.845 |
||
|
- |
0% |
60.818 |
181.957 |
|
|
- |
20% |
39.677 |
41.305 |
|
|
- |
50% |
- |
- |
|
|
- |
75% |
9.851 |
9.851 |
|
|
- 100% |
315.732 |
315.732 |
||
|
Carolarizzazioni |
240.936 |
860 |
||
|
- |
0% |
240.075 |
- |
|
|
-1250% |
860 |
860 |
||
|
TOTALE RISCHIO DI CREDITO E CONTROPARTE |
17.436.303 |
17.436.303 |
64
9. Esposizione al rischio di mercato (art. 445 CRR)
Informazioni qualitative
I requisiti patrimoniali a fronte del rischio di mercato sul portafoglio di negoziazione sono determinati secondo il metodo standard così come definito dalla normativa di vigilanza. Tale metodo prevede il calcolo del requisito sulla base del c.d. "approccio a blocchi" (building-block approach), secondo il quale il requisito complessivo è dato dalla somma dei requisiti di capitale determinati a fronte dei singoli rischi. Nell'ambito di tale scelta metodologica il Gruppo fa riferimento a quanto previsto dalla normativa (Circ. n. 285/13 Parte Seconda - Capitolo 9, Sezione I).
Informazioni quantitative
L'informativa circa i requisiti in materia di fondi propri è riportata nel paragrafo 4.
65
10. Rischio operativo (art. 446 CRR) Informazioni qualitative
Ai fini della misurazione del requisito prudenziale a fronte del rischio operativo, il Gruppo, in considerazione dei propri profili organizzativi, operativi e dimensionali, ha deliberato l'applicazione del metodo base (Basic Indicator Approach - BIA). Sulla base di tale metodologia, il requisito patrimoniale a fronte del rischio operativo è misurato applicando il coefficiente regolamentare del 15% alla media delle ultime tre osservazioni, su base annuale, di un indicatore del volume di operatività aziendale, individuato secondo quanto definito dall'Art. 316 del regolamento UE 575/2013. Tale indicatore è rappresentato dal margine di intermediazione integrato dagli altri proventi di gestione e rettificato di alcune componenti (profitti e perdite realizzati sulla vendita di titoli non inclusi nel portafoglio di negoziazione, proventi derivanti da partite straordinarie o irregolari e proventi derivanti da assicurazioni).
Informazioni quantitative
L'informativa circa i requisiti in materia di fondi propri è riportata nel paragrafo 4.
66
11. Esposizione in strumenti di capitale non incluse nel portafoglio di negoziazione (art. 447 CRR)
Informativa Qualitativa
Definizione
Le regole di classificazione previste dall'IFRS 9 stabiliscono che gli strumenti di capitale diversi dalle partecipazioni siano classificati al fair value con impatto a conto economico ("FVTPL"). Nel caso, tuttavia, in cui gli strumenti di capitale non siano detenuti per la negoziazione è possibile - in via opzionale - la classificazione a "FVOCI".
Tale facoltà presenta le seguenti caratteristiche:
- è esercitabile a livello di singolo strumento finanziario;
- è esercitabile in sede di prima iscrizione dello strumento;
- è irrevocabile;
- può essere attivata solo per strumenti non detenuti con finalità di negoziazione. I tratti distintivi di tale classificazione sono i seguenti:
- valore patrimoniale al Fair Value
- dividendi contabilizzati a Conto Economico
- variazioni di Fair Value iscritte in apposita riserva di patrimonio netto (OCI)
- nessun rigiro a Conto Economico della riserva al momento della vendita dello strumento (c.d. no recycling)
- no impairment.
Si tratta di una facoltà esercitabile, a discrezione della Banca, per tutti gli strumenti di equity non posseduti per negoziazione.
In "First Time Adoption" del principio IFRS9 "Strumenti finanziari" (1° gennaio 2018), si è ritenuto più coerente con la finalità di detenzione l'esercizio della FVOCI option per tutti gli strumenti azionari iscritti al 31 dicembre 2017 tra le attività finanziarie disponibili per la vendita ("AFS") in base al principio contabile "IAS39" all'epoca vigente, in considerazione del fatto che prevale la finalità di investimento strategico più che l'obiettivo di massimizzazione del valore dello strumento partecipativo per una successiva vendita. Dal primo gennaio 2018, all'acquisto di ciascuno strumento rappresentativo di capitale non posseduto per negoziazione, viene effettuata la scelta se esercitare o meno l'opzione OCI e ne viene data evidenza.
Le esposizioni in strumenti di capitale incluse nel portafoglio bancario4 sono conseguentemente iscritte alla voce "attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva". In tale voce sono ricomprese tutte le interessenze in titoli di capitale inferiori al 20%. Alla voce "partecipazioni" vengono invece ricomprese le interessenze in società collegate.
Con riferimento alle quote di OICR non detenute per la negoziazione esse sono classificate tra gli strumenti valutati obbligatoriamente al fair value con impatti a conto economico. La finalità di detenzione di questi strumenti è quella di investimento finanziario (business model di tipo "held to collect & sell"), ma le caratteristiche degli strumenti finanziari, incompatibili con il superamento del test "SPPI" ("solely payments of principal & interests"), rende obbligatoria la misurazione al fair value con variazione a conto economico per questi strumenti.
Finalità
Le principali finalità perseguite sono di tipo:
- strategico: attraverso la detenzione di quote che permettono di esercitare una influenza notevole in società finanziarie ed assicurative;
- Rientrano nel portafoglio bancario tutti gli strumenti finanziari attivi e passivi non compresi nel portafoglio di negoziazione.
67
- investimento finanziario: attraverso la detenzione di partecipazioni azionarie o di quote di fondi per le quali ci si attende un ritorno dell'investimento in termine di apprezzamento del fair value delle azioni o delle quote di fondi detenute lungo un orizzonte temporale di lungo periodo.
Criteri contabili
Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva ed attività finanziarie valutate obbligatoriamente al fair value con impatti a conto economico
Le attività finanziarie iscritte in queste categorie sono valutate al fair value. Per le attività finanziarie non quotate, tra cui le partecipazioni di minoranza, la valutazione al fair value è affidata a tecniche di valutazione (Livello 3). Per il fair value di livello 3 si impiegano input non osservabili. Il ricorso a tali input, anche di fonte interna, è ammesso qualora non siano disponibili informazioni di mercato osservabili utili alla stima e devono riflettere le ipotesi che assumerebbero i partecipanti al mercato nella determinazione del prezzo.
Per le quote di OICR che siano scambiate in un mercato attivo, la valutazione avviene al prezzo di chiusura alla data di valutazione osservabile sul mercato principale o, in sua assenza, sul mercato più vantaggioso (fair value di Livello 1).
Per le quote di OICR non quotate in un mercato attivo (in particolare per i fondi chiusi) la valutazione
- all'ultimo N.A.V. pubblicato o comunque reso disponibile dal Gestore, a cui si applica all'occorrenza un'opportuna rettifica (del 20%) per tenere conto della liquidabilità della quota (Livello 3).
Partecipazioni
Per la valutazione successiva alla prima iscrizione si applica il metodo del patrimonio netto, secondo cui il valore contabile iniziale è adeguato per rilevare la quota di pertinenza della Capogruppo nel patrimonio netto della collegata.
A ogni data di bilancio è accertata l'eventuale obiettiva evidenza che la partecipazione abbia subito una perdita durevole di valore (test d'impairment).
La perdita durevole di valore si verifica quando il valore contabile dell'attività risulta superiore al suo valore recuperabile, pari al maggiore tra il prezzo netto di vendita (cioè l'importo ottenibile dalla vendita dell'attivo in un'ipotetica transazione tra terzi, al netto dei costi di dismissione) e il valore d'uso (pari al valore attuale dei flussi finanziari futuri attesi che si stima arriveranno dall'uso permanente e dalla dismissione dell'attività alla fine della sua vita utile).
A completamento del processo di impairment test, tenuto conto della policy interna, viene effettuato anche uno "stress test" di alcuni parametri chiave considerati nel modello di valutazione al fine di portare il valore recuperabile al valore di iscrizione in bilancio.
In relazione a quanto stabilisce lo IAS 36, il test d'impairment deve essere effettuato annualmente; ad ogni chiusura infrannuale, inoltre, si procede a verificare l'eventuale esistenza di presupposti che comportino la necessità di dover effettuare nuovamente il test di impairment: in particolare si effettua un monitoraggio di alcuni indicatori quantitativi e qualitativi di presunzione di riduzione di valore della partecipazione (trigger event).
Le eventuali rettifiche di valore dovute a perdita di valore (impairment), sono da rilevare in conto economico.
Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di evento verificatosi successivamente alla rilevazione della perdita di valore, sono effettuate riprese di valore con imputazione a conto economico nella voce 250 "Utili (perdite) delle partecipazioni".
68
Informativa Quantitativa
Esposizioni in strumenti di capitale non incluse nel portafoglio di negoziazione
|
Plusvalenze/minusvalenz |
||||||||||
|
Valore di bilancio |
Fair value |
Valore di mercato |
Utili/perdite realizzati e |
e non realizzate ed |
||||||
|
impairment |
iscritte a stato |
|||||||||
|
patrimoniale |
||||||||||
|
livello 1 |
livello 2/3 |
livello 1 |
livello 2/3 |
livello 1 |
livello 2/3 |
livello 1 |
livello 2/3 |
livello 1 |
livello 2/3 |
|
|
Attività finanziarie disponibili per la vendita |
||||||||||
|
- titoli di capitale |
50.271 |
50.271 |
x |
260 |
25.092 |
|||||
|
- quote di OICR |
17.798 |
18.158 |
17.798 |
18.158 |
17.798 |
x |
1.835 |
154 |
(1.780) |
|
Con riferimento agli OICR classificati tra le "attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" si segnala che:
- alla voce "Utili e perdite realizzate" sono rappresentati gli effetti di conto economico registrati nell'esercizio per la vendita di quote, al lordo degli effetti fiscali;
- alla voce "Plus/minusvalenze" sono rappresentati gli effetti valutativi dell'esercizio registrati a conto economico per le quote detenute al 31 dicembre 2019, al lordo degli effetti fiscali.
Con riferimento ai titoli di capitale classificati tra le "attività valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" alla voce plus/minusvalenze sono rappresentati gli effetti valutativi registrati in apposita riserva di valutazione di patrimonio netto, al netto del relativo effetto fiscale. Si evidenzia che per i titoli di capitale designati in questa categoria non è previsto il rigiro a Conto Economico della riserva al momento della vendita dello strumento (c.d. no recycling).
69
12. Esposizione al rischio di tasso di interesse su posizioni non incluse nel portafoglio di negoziazione (art. 448 CRR)
Informazioni qualitative
La misurazione del rischio di tasso di interesse è svolta per le realtà bancarie del Gruppo che coprono la quasi totalità del portafoglio bancario. L'insieme dell'attività commerciale del Gruppo connessa con la trasformazione delle scadenze dell'attivo e del passivo del bilancio, il portafoglio titoli, l'operatività di tesoreria e i rispettivi derivati di copertura sono monitorati con metodologie Asset and Liability Management (A.L.M.) mediante l'applicativo Ermas5. L'analisi statica permette di misurare gli impatti prodotti dalle variazioni della struttura dei tassi d'interesse espressi in termini sia di variazione del valore economico del patrimonio sia del margine di interesse. In questo ambito sono presentati i risultati del portafoglio bancario ai fini di bilancio escludendo dall'analisi gli strumenti finanziari rientranti nel portafoglio di negoziazione di vigilanza. La variabilità del margine di interesse, determinata da variazioni positive e negative dei tassi su un orizzonte temporale di 365 giorni, è stimata mediante la Gap Analysis. Le variazioni del valore economico delle attività e delle passività sono analizzate mediante l'applicazione di modelli basati sul concetto di Duration Gap e di Sensitivity Analysis. Le analisi sono eseguite considerando anche spostamenti non paralleli della curva dei rendimenti e l'applicazione di modelli comportamentali delle poste a vista. Nell'analisi di simulazione è possibile prevedere specifici scenari di variazione dei tassi di mercato.
Nell'ottica di una gestione prudente ed attiva dei rischi associati all'operatività, il Gruppo svolge attività di copertura sia di tipo Fair Value Hedge, al fine di proteggere il conto economico da rischi derivanti da variazioni avverse dei Fair Value, sia di tipo Cash Flow Hedge con l'obiettivo di stabilizzare i flussi di cassa dello strumento coperto con i flussi dello strumento di copertura.
Ad oggi gli strumenti coperti si riferiscono alle passività (prestiti obbligazionari emessi) mediante micro coperture specifiche. Come strumenti di copertura si utilizzano strumenti derivati, rappresentati da titoli non quotati - Interest Rate Swap - impiegati al fine della copertura del solo rischio di tasso di interesse.La Capogruppo ha predisposto un modello in grado di gestire l'hedge accounting coerentemente con la normativa di riferimento dettata dai principi contabili IAS. La metodologia utilizzata per effettuare i test di efficacia è il "Dollar Offset Method" (hedge ratio) su base cumulativa.
Informazioni quantitative
L'impostazione gestionale e strategica del Gruppo è volta a considerare la volatilità del margine di interesse e del valore economico complessivo dei fondi propri.
L'esposizione al rischio non presenta criticità mantenendosi, inoltre, nel limite definito dalla normativa di vigilanza prudenziale. La distribuzione delle poste di bilancio in termini di data di scadenza e di riprezzamento presenta, tuttavia, alcune peculiarità derivanti dall'attuale contesto di mercato. In particolare si
- osservato un incremento della raccolta a vista e a breve termine che ha condotto ad una fisiologica diminuzione della durata media del passivo, mentre l'attivo di bilancio non ha subito sostanziali modifiche in termini di durata media.
La tabella seguente riporta i risultati degli impatti sul Margine di interesse (e conseguentemente sulle altre grandezze economico-patrimoniali), in ottica statica ed in assenza di modelli comportamentali delle poste a vista, delle analisi effettuate al 31 dicembre 2019 nell'ipotesi di una variazione parallela della curva dei tassi e considerando l'effetto tempo di riprezzamento delle poste.
70
Indici di rischiosità: shift paralleli della curva dei tassi alla data del 31.12.2019
|
+100 bp |
-100 bp |
|
|
% sul margine di interesse |
-3,45% |
-24,83% |
|
% sul margine di intermediazione |
-1,83% |
-13,18% |
|
% sul risultato di esercizio |
-11,91% |
-85,73% |
|
% sul patrimonio netto |
-0,50% |
-3,57% |
Per quanto riguarda il valore economico l'impatto della variazione stimato con l'ausilio dei modelli di misurazione in ottica statica ed in assenza di modelli comportamentali delle poste a vista, mostra, al 31 dicembre 2019, un'esposizione al rischio su livelli che non comportano significativi impatti sul patrimonio complessivo.
La tabella seguente riporta le variazioni del valore economico complessivo attuale di attivo e passivo del Gruppo analizzate mediante l'applicazione di approcci deterministici con shift paralleli della curva dei tassi.
Indici di rischiosità: shift paralleli della curva dei tassi alla data del 31.12.2019.
+100 bp -100 bp
% sul valore economico -14,32%5,23%
71
13. Esposizione in posizioni verso la cartolarizzazione (art. 449 CRR)
Operazioni di cartolarizzazione di terzi
Il Gruppo, alla data del 31 dicembre 2019, non detiene titoli di cartolarizzazione di terzi.
Operazioni di cartolarizzazione proprie
Informativa qualitativa
In esecuzione della propria strategia di capital management lo scorso esercizio è stata realizzata un'operazione di cartolarizzazione con ricorso alla procedura per il rilascio da parte dello Stato italiano della garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze sui titoli senior ai sensi del D.L. 18/2016 ("GACS") finalizzata al deconsolidamento di crediti del Gruppo Banco Desio per un controvalore lordo di Euro 1,0 miliardi (l'"Operazione").
L'Operazione è stata strutturata al fine di realizzare il trasferimento significativo del rischio di credito associato ai crediti cartolarizzati ("SRT") ai sensi degli artt. 243 e ss. del Regolamento (UE) n. 575/2013; il portafoglio sofferenze di riferimento, ceduto il 12 giugno 2018 alla società veicolo "2Worlds s.r.l." ("SPV" o "Veicolo") appositamente costituita, è composto da contratti di finanziamento ipotecari o chirografari erogati da Banco di Desio e della Brianza e dalla ex controllata Banca Popolare di Spoleto in favore della clientela "secured", ovvero con rapporti garantiti da ipoteche, ed "unsecured", ovvero con rapporti privi di garanzie reali.
In data 25 giugno 2018 la SPV ha quindi emesso le seguenti classi di titoli ABS (Asset-Backed Securities):
- titoli senior pari a Euro 288,5 milioni, corrispondenti al 28,8% del Gross Book Value (GBV) alla data di individuazione dei crediti del 31 dicembre 2018, a cui è stato attribuito il rating "BBB Low" e "BBB" rispettivamente da parte di DBRS Ratings Ltd e Scope Ratings GmbH;
- titoli mezzanine pari a Euro 30,2 milioni a cui è stato attribuito il rating "B Low" e "B" rispettivamente da parte di DBRS Ratings Ltd e Scope Ratings GmbH;
- titoli junior pari a Euro 9,0 milioni, privo di rating.
In data 11 luglio 2018, il Gruppo Banco Desio ha accettato l'accordo definitivo vincolante per la cessione del 95% dei titoli mezzanine e junior, che si è perfezionata in data 23 luglio 2018 mediante il regolamento della transazione stessa e quindi il deconsolidamento delle sofferenze cedute.
In data 3 ottobre 2018 il Gruppo Banco Desio ha ricevuto formale comunicazione che il Ministro dell'economia e delle finanze, con provvedimento del 5 settembre 2018, ha concesso la garanzia dello Stato sui titoli senior emessi dal Veicolo con efficacia sin dalla data di adozione del suddetto provvedimento in quanto risultavano già verificate le condizioni previste dal D.L. 18/2016.
Metodi di calcolo delle esposizioni
Il Gruppo Banco Desio utilizza il "metodo standard" per il calcolo del requisito patrimoniale relativo agli importi delle esposizioni oggetto di cartolarizzazione.
72
Impatti contabili
Le politiche contabili adottate dal Gruppo Banco Desio in merito al trattamento ed alla contabilizzazione delle operazioni di cartolarizzazione dei crediti risultano allineate con le previsioni dell'IFRS9 riguardanti la cancellazione di una attività o passività di natura finanziaria (c.d. derecognition).
Il principio prevede, in caso di sostanziale trasferimento in capo al cessionario di tutti i rischi e benefici inerenti le poste trasferite, la cancellazione dal bilancio delle attività cedute con la rilevazione in contropartita del corrispettivo incassato e la rilevazione dell'eventuale utile o perdita derivante dalla compravendita.
Nel caso in cui non risultino, invece, soddisfatte le regole del principio IFRS9 il cedente non cancella l'attività dallo stato patrimoniale ma rileva, in contropartita del prezzo incassato, un debito verso il cessionario senza contabilizzare alcun utile o perdita derivante dalla compravendita. Nel caso in analisi delle operazioni di cartolarizzazione di crediti la mancata cancellazione dall'attivo del cedente di tali poste si determina nel caso in cui l'originator cede una parte dei propri crediti alla SPV in contropartita della sottoscrizione dei titoli (almeno quelli di classe inferiore, detti junior) emessi da quest'ultima, rimanendo quindi esposto ai rischi e ai benefici connessi alle attività cedute.
L'operazione di cartolarizzazione realizzata dal Gruppo Banco Desio con riferimento alla cessione di crediti a sofferenza, ad esito della cessione del 95% delle notes junior e mezzanine, soddisfa le regole previste dagli IAS/IFRS per la derecognition ed è stata quindi contabilizzata secondo le modalità descritte. In contropartita della cancellazione delle attività cedute la banca ha iscritto i titoli senior con garanzia dello stato (valutati al costo ammortizzato) ed il 5% dei titoli junior e mezzanine (valutati obbligatoriamente al fair value), rilevando la differenza tra gli attivi cancellati ed il corrispettivo ottenuto come perdita da cessione.
Informativa quantitativa
L'esposizione in bilancio, riepilogata nella tabella sottostante, rappresenta:
- il valore del titolo senior al costo ammortizzato (inclusivo dei costi upfront sostenuti e dei ratei da interessi maturati e al netto della perdita attesa - ECL);
- il fair value dei titoli mezzanine e junior detenuti, iscritti tra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value.
Consolidato prudenziale - Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione "proprie" ripartite per tipologia di attività cartolarizzate e per tipologia di esposizioni
|
Esposizioni per cassa |
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TIPOLOGIA ATTIVITA' CARTOLARIZZATE/ |
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ESPOSIZIONI |
Senior |
Mezzanine |
Junior |
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Valore di |
Rettif./ripr. |
Valore di |
Rettif./ripr. |
Valore di |
Rettif./ripr. |
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|
bilancio |
di valore |
bilancio |
di valore |
bilancio |
di valore |
||
|
A. Oggetto di integrale cancellazione dal bilancio |
240.209 |
177 |
859 |
1 |
|||
|
- attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
240.209 |
177 |
|||||
|
B. Oggetto di parziale cancellazione dal bilancio |
|||||||
|
C. Non cancellate dal bilancio |
|||||||
L'esposizione verso la cartolarizzazione subisce un fattore di ponderazione del rischio del 1.250% per i titoli junior e mezzanine mantenuti, mentre una ponderazione dello 0% viene applicata ai titoli senior che beneficiano della garanzia dello stato.
73
Operazione di covered bond
Nel corso del 2017 è stato dato avvio al Programma "Covered Bond - Desio OBG" finalizzato all'ottenimento di benefici di Gruppo in termini di funding (diversificazione della raccolta, riduzione del relativo costo, nonché allungamento delle scadenze delle fonti di finanziamento). Tale Programma, che ha natura multi-seller, vede coinvolti:
-
Banco di Desio e della Brianza (Capogruppo) nel ruolo di (1) banca originator, (2) banca finanziatrice, e
(3) banca emittente i covered bond; - Desio OBG S.r.l. (Veicolo o SPV), in qualità di società veicolo appositamente costituita per la cessione di attivi idonei da parte di Banco Desio, controllata al 60% dalla Capogruppo;
- BNP Paribas, quale controparte swap richiesta in considerazione dell'esposizione al possibile rischio generato dal mismatch tra il tasso fisso del covered bond e il mix di tassi del portafoglio ceduto.
Più in particolare, il programma "Covered Bond - Desio OBG" si caratterizza per:
- cessioni pro-soluto,non-revolving, di un portafoglio crediti ipotecari residenziali;
- erogazione al veicolo da parte di Banco Desio di un finanziamento di natura subordinata;
- emissioni, da parte di Banco di Desio e della Brianza, di obbligazioni bancarie garantite rivolte ad investitori istituzionali per rispettivi 575 milioni di euro (emessi nel 2017) e 500 milioni di euro (emessi nel 2019) con scadenza 7 anni.
- la stipula da parte del veicolo di un liability swap a valere sul covered bond emesso, per un nozionale di euro 300 milioni (sull'emissione 2017) e per un nozionale di euro 200 milioni (sull'emissione 2019) con una controparte BNP Paribas;
- la stipula da parte di Banco di Desio e della Brianza di un back-swap, per il medesimo nozionale di euro con la medesima controparte, speculare al precedente.
Alla data del 31 dicembre 2019 il portafoglio dei crediti ceduti dal Banco ha un valore di bilancio pari a circa 1.292 milioni di euro.
Principali caratteristiche delle emissioni
Si riepilogano di seguito le principali caratteristiche dell'emissione:
- Denominazione veicolo: Desio OBG S.r.l.
- Tipologia di crediti sottostanti: Mutui ipotecari residenziali;
- Valore dei crediti ceduti pari complessivamente a 1.588 milioni di euro;
- Importo del finanziamento subordinato: pari a complessivi 1.488 milioni di euro;
- Valore nominale dei covered bond emessi: 575 milioni di euro serie IT0005277451 emessa in data 12 settembre 2017 e 500 milioni di euro serie IT0005380446 emessa in data 24 luglio 2019;
- Tasso dei covered bond emessi: tasso fisso pari a 0,875% (emissione del 2017) e pari a 0,375% (emissione 2019);
- Durata: 7 anni.
|
Principali soggetti coinvolti |
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|
Emittente delle OBG |
Banco di Desio e della Brianza S.p.A. |
|
Garante delle OBG |
Desio OBG S.r.l. |
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Cedente |
Banco di Desio e della Brianza S.p.A. |
74
|
Finanziatore Subordinato |
Banco di Desio e della Brianza S.p.A. |
|
Servicer |
Banco di Desio e della Brianza S.p.A. |
|
Corporate Servicer |
Securitisation Services S.p.A. |
|
Guarantor Calculation Agent |
Securitisation Services S.p.A. |
|
Account Bank |
BNP Paribas Securities Services |
|
Guarantor Paying Agent |
BNP Paribas Securities Services |
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Rappresentante degli Obbligazionisti |
Securitisation Services S.p.A. |
|
Bancari Garantiti |
|
|
Back-Up Servicer Facilitator |
Securitisation Services S.p.A. |
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Liability Swap Provider |
BNP Paribas |
|
Asset Monitor |
BDO Italia S.p.A. |
|
Quotaholder |
Stichting Morricone |
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Stichting Corporate Services Provider |
Wilmington Trust SP Services (London) Limited |
|
Cash Manager |
Banco di Desio e della Brianza S.p.A. |
|
Test Calculation Agent |
Banco di Desio e della Brianza S.p.A. |
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Issuer Paying Agent |
Banco di Desio e della Brianza S.p.A. |
|
Luxembourg Listing Agent |
BNP Paribas Securities Services, Luxembourg branch. |
75
Limiti alla cessione di Attivi Idonei
Le Disposizioni fissano limiti alla possibilità per le banche di cedere Attivi Idonei, che si basano sul livello del Tier 1 (T1) Ratio e del Common Equity Tier 1 (CET1) Ratio.
I limiti alla cessione si riferiscono al complesso delle operazioni della specie effettuate da un gruppo bancario.
I gruppi bancari vengono classificati in tre categorie, cui corrispondono specifici limiti come di seguito evidenziato:
- fascia "a": per gruppi bancari con T1 Ratio maggiore o uguale al 9% e CET1 Ratio maggiore o uguale all'8%, cui non vengono posti limiti alla cessione;
- fascia "b": per gruppi bancari con T1 Ratio maggiore o uguale all'8% e CET1 Ratio maggiore o uguale al 7%, cui corrisponde un limite del 60% degli Attivi Idonei;
- fascia "c"; per gruppi bancari con T1 Ratio maggiore o uguale al 7% e CET1 Ratio maggiore o uguale al 6%, cui corrisponde un limite del 25% degli Attivi Idonei.
Impatti contabili
Con l'emissione di OBG, Banco Desio quale banca cedente mantiene sostanzialmente tutti i rischi ed i benefici delle attività trasferite in quanto:
- è tenuta a reintegrare, con una pluralità di formulazioni alternative, le garanzie qualora il valore degli attivi ceduti si deteriori ed il loro valore scenda al di sotto di soglie fissate contrattualmente;
- il rimborso del prestito subordinato concesso alla società veicolo è legato alle performance degli attivi ceduti a garanzia.
Obiettivo prioritario della creazione di una società veicolo e della cessione ad essa degli Attivi Idonei è, infatti, quello di segregare giuridicamente mediante un contratto di cessione pro soluto gli attivi dalla banca cedente in un diverso soggetto giuridico. Tali attivi, così segregati, sono soggetti ad un vincolo di destinazione ai sensi della Legge 130/99 a garanzia, tra l'altro, dei detentori delle OBG. In tal modo, i detentori delle OBG beneficeranno, da una parte, della garanzia generica rappresentata dal patrimonio dell'emittente e, dall'altra, della garanzia rilasciata dalla società veicolo a valere sul portafoglio segregato su cui potranno vantare un diritto prioritario a soddisfarsi. Tale struttura di "doppia tutela" permette di creare le condizioni per una potenziale riduzione del costo della raccolta. Il profilo complessivo di rischio delle banche cedenti non viene in alcun modo alterato. La banca cedente mantiene quello stesso requisito patrimoniale già tenuta ad osservare, a fronte degli attivi ceduti, prima della cessione. Le operazioni, pertanto, non si qualificano per la derecognition: la banca cedente deve continuare a riconoscere in bilancio le attività trasferite nella loro totalità ed i corrispettivi ricevuti dalle cessioni devono essere contabilizzati in contropartita delle passività finanziarie verso le società veicolo. A sua volta, tali passività devono essere esposte al netto dei finanziamenti subordinati concessi agli stessi veicoli, facendo valere il principio della prevalenza della sostanza sulla forma: di fatto è come se l'acquisto dei crediti da parte delle società veicolo non fosse avvenuto. La mancata rappresentazione dei prestiti subordinati ai fini del rischio di controparte non rileva; detti finanziamenti non devono infatti essere oggetto di alcuna valutazione in quanto il rischio di credito risulta già riflesso nella valutazione dei mutui oggetto di cessione.
Per quanto riguarda gli impatti contabili a livello consolidato, si precisa che la SPV fa parte del Gruppo, in quanto controllata al 60% dalla Capogruppo; essa risulta perciò oggetto di consolidamento, pur limitatamente alla componente patrimoniale ed economica propria.
76
14. Politica di remunerazione (art. 450 CRR)
Le Politiche di Remunerazione e Incentivazione sono uno strumento fondamentale a sostegno delle strategie di medio e lungo termine del Gruppo. Sono pensate con l'obiettivo di creare valore nel tempo e perseguire una crescita sostenibile per gli azionisti, per le persone che ci lavorano e per i clienti.
Sono finalizzate ad attrarre, motivare e trattenere le persone, creando senso di appartenenza e sviluppando una cultura legata alla performance e al merito.
Le informazioni in tema di Politiche di Remunerazione e Incentivazione di Gruppo sono riportate nella Relazione sulla Remunerazione alla quale si fa espresso rinvio. Nella Relazione annuale sono incluse tutte le informazioni richieste dall'art. 450 della CRR in merito alla politica e alle prassi di remunerazione relative alle categorie di personale le cui attività professionali hanno un impatto rilevante sul profilo di rischio della banca, con evidenza nominativa (per le figure previste dal citato art. 450 della CRR), delle remunerazioni riferite all'esercizio 2019. La Relazione è consultabile sul sito internet della banca all'indirizzo: www.bancodesio.it
77
15. Leva finanziaria (art. 451 CRR)
Informativa qualitativa
Il rischio di leva finanziaria eccessiva è il rischio che un livello di indebitamento particolarmente elevato rispetto alla dotazione di mezzi propri renda la banca vulnerabile, per cui risulta necessaria l'adozione di misure correttive al proprio piano industriale, compresa la vendita di attività con contabilizzazione di perdite che potrebbero comportare rettifiche di valore anche sulle restanti attività. Il Gruppo provvede alla rilevazione e alla relativa segnalazione dell'indicatore di leva finanziaria (leverage ratio) così come previsto dalla normativa vigente (Regolamento 575/2013).
Il Gruppo si è dotato di un RAF che contempla, fra gli altri, limiti specifici sulla leva finanziaria. La scelta di includere tale metrica nel proprio RAF, con monitoraggio periodico dei relativi valori soglia, deriva sia dalla consapevolezza che un alto livello di leva può comportare importanti effetti economico/patrimoniali al Gruppo sia dalla volontà di monitorare specificamente l'indicatore in vista della futura applicazione di limiti prudenziali effettivi, che avverrà al termine della fase di sperimentazione prevista dalla normativa prudenziale. In fase di applicazione dei limiti di RAF, si è fatto riferimento alle regole di misurazione definite dalla normativa vigente. Il Gruppo ha inoltre definito i valori dell'indicatore sia in termini di Risk Appetite che di Risk Tolerance in coerenza con i livelli dimensionali di rischio e patrimonializzazione impliciti nelle grandezze espresse dal Piano Industriale.
Il 7 giugno 2019 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell Unione Europea l insieme articolato di provvedimenti per rafforzare ulteriormente la resilienza delle banche' dell'Unione Europea' . Al riguardo il Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio n. 2019/876, che modifica il regolamento (CRR) (EU) n. 575/2013 per quanto riguarda, tra gli altri, il coefficiente di leva finanziaria, prevede che le banche devono soddisfare, a partire dal 2021 e in aggiunta ai propri requisiti basati sul rischio, un requisito di coefficiente di leva finanziaria pari al 3% del capitale di classe 1.
L'indicatore di leva finanziaria è monitorato periodicamente e la sua rendicontazione è parte integrante della reportistica prodotta dalla Funzione Risk Management nell'ambito del Tableau de Bord dei rischi. Il mantenimento di un equilibrato rapporto tra attività e passività è inoltre parte integrante delle valutazioni connesse con la predisposizione del RAF e del Piano Industriale.
78
Informativa quantitativa
Nelle seguenti tabelle vengono forniti i dettagli informativi armonizzati previsti dal Regolamento di esecuzione UE 2016/200, che stabilisce norme tecniche di attuazione per quanto riguarda l'informativa sul coefficiente di leva finanziaria.
Tavola LRCom: Informativa armonizzata sul coefficiente di leva finanziaria
|
31.12.2019 |
|||
|
Esposizioni in bilancio (esclusi derivati e SFT) |
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|
1 |
Elementi in bilancio (esclusi derivati, SFT e attività fiduciarie, ma comprese le garanzie reali) |
14.257.651 |
|
|
2 |
(Importi delle attività dedotte nella determinazione del capitale di classe 1) |
- |
16.946 |
|
3 |
Totale Esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e attività fiduciarie) (somma delle righe 1 e 2) |
||
|
16.2.2016 L 39/9 Gazzetta ufficiale dell'Unione europea IT |
14.240.705 |
||
|
Esposizioni su derivati |
|||
|
4 |
Costo di sostituzione associato a tutte le operazioni su derivati (al netto del margine di variazione in |
||
|
contante ammissibile) |
119 |
||
|
5 |
Maggiorazioni per le potenziali esposizioni future associate a tutte le operazioni su derivati (metodo |
||
|
del valore di mercato) UE-5a Esposizione calcolata secondo il metodo dell'esposizione originaria |
960 |
||
|
6 |
Lordizzazione delle garanzie reali fornite su derivati se dedotte dalle attività in bilancio in base alla |
||
|
disciplina contabile applicabile |
- |
||
|
7 |
(Deduzione dei crediti per il margine di variazione in contante fornito in operazioni su derivati) |
- |
|
|
8 |
(Componente CCP esentata delle esposizioni da negoziazione compensate per conto del cliente) |
- |
|
|
9 |
Importo nozionale effettivo rettificato dei derivati su crediti venduti |
- |
|
|
10 |
(Compensazioni nozionali effettive rettificate e deduzione delle maggiorazioni per i derivati su crediti |
||
|
venduti) |
- |
||
|
11 |
Totale Esposizioni su derivati (somma delle righe da 4 a 10) |
1.080 |
|
|
Esposizioni su operazioni di finanziamento tram ite titoli |
|||
|
12 |
Attività SFT lorde (senza rilevamento della compensazione) previa rettifica per le operazioni |
||
|
contabilizzate come vendita |
1.350 |
||
|
13 |
(Importi compensati risultanti dai debiti e crediti in contante delle attività SFT lorde) |
- |
|
|
14 |
Esposizione al rischio di controparte per le attività SFT |
- |
|
|
UE - 14a |
Deroga per SFT: esposizione al rischio di controparte ai sensi dell'articolo 429ter, paragrafo 4, e |
984 |
|
|
dell'articolo 222 del regolamento (UE) n. 575/2013 |
|||
|
15 |
Esposizioni su operazioni effettuate come agente UE-15a (Componente CCP esentata delle |
||
|
esposizioni su SFT compensate per conto del cliente) |
- |
||
|
16 |
Totale Esposizioni su operazioni di finanziamento tramite titoli (somma delle righe da 12 a 15a) |
2.334 |
|
|
Altre esposizioni fuori bilancio |
|||
|
17 |
Importo nozionale lordo delle esposizioni fuori bilancio |
3.211.030 |
|
|
18 |
(Rettifica per conversione in importi equivalenti di credito) |
- |
2.774.159 |
|
19 |
Totale Altre esposizioni fuori bilancio (somma delle righe 17 e 18) |
436.871 |
|
|
(Esposizioni esentate a norm a dell'articolo 429, paragrafi 7 e 14, del regolam ento (UE) n. 575/2013 (in e fuori |
|||
|
bilancio)) |
|||
|
UE - 19a |
(Esposizioni infragruppo (su base individuale) esentate a norma dell'articolo 429, paragrafo 7, del |
||
|
regolamento (UE) n. 575/2013 (in e fuori bilancio)) |
|||
|
UE - 19b |
(Esposizioni esentate a norma dell'articolo 429, paragrafo 14, del regolamento (UE) n. 575/2013 (in e |
||
|
fuori bilancio)) |
|||
|
Capitale e misura dell'esposizione com plessiva |
|||
|
20 |
Capitale di classe 1 |
814.341 |
|
|
21 |
Misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di leva finanziaria (somma delle righe 3, 11, 16, |
14.680.989 |
|
|
19, UE-19a e UE-19b) |
|||
|
Coefficiente di leva finanziaria |
|||
|
22 |
Coefficiente di leva finanziaria |
5,547% |
|
|
Scelta delle disposizioni transitorie e importo degli elem enti fiduciari eliminati |
|||
|
UE - 23 |
Scelta delle disposizioni transitorie per la definizione della misura del capitale |
Transitional |
|
|
Importo degli elementi fiduciari eliminati ai sensi dell'articolo 429, paragrafo 11, del regolamento (UE) n. |
|||
|
UE - 24 |
575/2013 |
- |
|
79
Tavola LRSum: Riepilogo della riconciliazione tra attività contabili ed esposizioni del coefficiente di leva finanziaria
|
31.12.2019 |
|||
|
1 |
Attività totali come da bilancio pubblicato |
14.192.062 |
|
|
2 |
Rettifica per i soggetti consolidati a fini contabili ma esclusi dall'ambito del consolidamento regolamentare |
||
|
(Rettifica per le attività fiduciarie contabilizzate in bilancio in base alla disciplina contabile applicabile ma |
|||
|
3 |
escluse dalla misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di leva finanziaria a norma |
||
|
dell'articolo 429, paragrafo 13, del regolamento (UE) n. 575/2013) |
|||
|
4 |
Rettifica per gli strumenti finanziari derivati |
- |
9.264 |
|
5 |
Rettifica per le operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) |
2.334 |
|
|
Rettifica per gli elementi fuori bilancio (conversione delle esposizioni fuori bilancio in importi equivalenti di |
|||
|
credito) UE-6a (Rettifica per le esposizioni infragruppo escluse dalla misura dell'esposizione |
|||
|
6 |
complessiva del coefficiente di leva finanziaria a norma dell'articolo 429, paragrafo 7, del regolamento |
436.871 |
|
|
(UE) n. 575/2013) UE-6b (Rettifica per le esposizioni escluse dalla misura dell'esposizione complessiva |
|||
|
del coefficiente di leva finanziaria a norma dell'articolo 429, paragrafo 14, del regolamento (UE) n. |
|||
|
575/2013) |
|||
|
7 |
Altre rettifiche |
58.987 |
|
|
8 |
Misura dell'esposizione complessiva del coefficiente di leva finanziaria |
14.680.989 |
Tavola LRSpl: Disaggregazione Suddivisione delle esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT ed esposizioni esentate)
|
CRR Leverage Ratio |
||
|
exposures 31.12.2019 |
||
|
UE-1 |
totale esposizioni in bilancio (esclusi derivati, SFT e esposizioni esentate), di cui: |
14.257.651 |
|
UE-2 |
esposizioni nel portafoglio di negoziazione |
4.343 |
|
UE-3 |
esposizioni nel portafoglio bancario, di cui: |
14.253.308 |
|
UE-4 |
- obbligazioni garantite |
|
|
UE-5 |
- esposizioni trattate come emittenti sovrani |
3.150.071 |
|
- esposizioni verso amministrazioni regionali, banche multilaterali di sviluppo, organizzazioni |
||
|
UE-6 |
internazionali e organismi del settore pubblico non trattati come emittenti sovrani 16.2.2016 L 39/11 |
4.077 |
|
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea IT |
||
|
UE-7 |
- enti |
599.831 |
|
UE-8 |
- garantite da ipoteche su beni immobili |
3.307.890 |
|
UE-9 |
- esposizioni al dettaglio |
3.088.720 |
|
UE-10 |
- imprese |
2.834.848 |
|
UE-11 |
- esposizioni in stato di default |
405.613 |
|
UE-12 |
- altre esposizioni (ad es. in strumenti di capitale, cartolarizzazioni e altre attività diverse da crediti) |
862.258 |
Il coefficiente di leva finanziaria senza applicazione del regime transitorio IFRS9 "Strumenti finanziari" alla data di riferimento è pari al 5,3%.
80
16. Uso di tecniche di attenuazione del rischio di credito (art. 453 CRR) Informativa qualitativa
Il Gruppo si avvale, a fini di eleggibilità in ambito di vigilanza prudenziale, delle garanzie di tipo ipotecario e di tipo reale/finanziario. Il processo di verifica di eleggibilità adottato per le garanzie ipotecarie si basa su un modello gestionale decentrato; esso prevede infatti che, in sede di censimento in procedura della garanzia, la raccolta e la storicizzazione delle informazioni necessarie per la verifica della sussistenza dei requisiti di eleggibilità (fatta salva l'attività di analisi dei requisiti generali svolta dalle competenti funzioni centrali) venga svolta dalla Rete di filiali. Al fine di presidiare adeguatamente le attività di censimento, la Direzione Crediti e la Direzione Processi Organizzativi provvedono ad informare periodicamente la rete commerciale circa le anomalie rilevate dai sistemi diagnostici durante l'attività di censimento, sollecitando una pronta rimozione delle stesse.
Per quanto concerne le garanzie reali finanziarie il Gruppo ha predisposto un processo strutturato di raccolta e di gestione delle stesse con particolare focus sugli aspetti di eleggibilità (requisiti generali e specifici) e ha emanato specifiche indicazioni gestionali/operative sull'argomento. L' eleggibilità è dunque conferita alle garanzie finanziarie che superano i punti di controllo previsti dalla normativa e implementati nei sistemi informativi del Gruppo.
Informativa quantitativa
Tecniche di attenuazione del rischio di credito: ammontare protetto
|
Garanzie reali |
Garanzie |
Garantite |
Garantite da |
|
|
Portafoglio Regolamentare |
da immobili |
imm obili |
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finanziarie |
personali |
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residenziali |
comm erciali |
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- Esposizioni verso o garantite da amministrazioni centrali e banche centrali
- Esposizioni verso o garantite da amministrazioni regionali o autorità locali
- Esposizioni verso o garantite da organismi del settore pubblico
- Esposizioni verso o garantite da banche multilaterali di sviluppo
- Esposizioni verso o garantite da organizzazioni internazionali
- Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati
|
7. |
Esposizioni verso o garantite da imprese |
97.576 |
69.780 |
81.618 |
363.971 |
|
8. |
Esposizioni al dettaglio |
109.406 |
178.914 |
2.442.397 |
419.904 |
|
9. |
Esposizioni garantite da immobili |
8.145 |
16.813 |
||
|
10. |
Esposizioni in stato di default |
1.135 |
6.342 |
||
|
11. |
Esposizioni ad alto rischio |
||||
|
12. |
Esposizioni sotto forma di obbligazioni bancarie garantite |
||||
|
13. |
Esposizioni a breve termine verso imprese o intermediari vigilati |
||||
|
14. |
Esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) |
150 |
- Esposizioni in strumenti di capitale
- Altre esposizioni
- Posizioni verso la cartolarizzazione
|
TOTALE |
216.412 |
271.849 |
2.524.015 |
783.875 |
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17. Glossario
- ABS (Asset Backed Securities)
Titoli di debito, emessi generalmente da una Società Veicolo "Special Purpose Vehicle (SPV)", garantiti da portafogli di attività di varia tipologia (mutui, crediti al consumo, crediti derivanti da transazioni con carte di credito, ecc.) e che sono destinati unicamente al soddisfacimento dei diritti incorporati negli strumenti finanziari stessi. Il rimborso del capitale ed il pagamento degli interessi sono condizionati dalla performance delle attività oggetto di cartolarizzazione e dalle eventuali ulteriori garanzie a supporto della transazione. I titoli ABS sono suddivisi in diverse tranches (senior, mezzanine, junior) in base alla priorità loro attribuita nel rimborso del capitale e degli interessi.
- AIRB (Advanced Internal Rating Based)
Metodo che prevede la stima da parte dell'intermediario finanziario di tutti i principali parametri di rischio (in particolare PD, LGD, EAD, nel seguito definiti) utilizzati nelle formule di ponderazione per il calcolo del requisito minimo regolamentare a fronte del rischio di credito.
- ALM (Asset & Liability Management)
Processo di gestione integrata delle attività e passività (esposizioni di cassa e di firma, comprese le posizioni in derivati) finalizzato ad assicurare il governo dell'esposizione ai rischi finanziari in coerenza con gli obiettivi e i limiti di rischio, nonché l'ottimizzazione del profilo di rischio-rendimento dell'intermediario.
- AQR (Asset Quality Review)
Revisione della qualità degli attivi. E' un controllo generale promosso dalla Banca Centrale Europea, il cui obiettivo è quello di verificare la solidità delle maggiori istituzioni bancarie europee, accrescere la trasparenza dei bilanci delle banche significative, stimolare i necessari interventi correttivi sui bilanci e ripristinare la fiducia degli investitori seguendo criteri e metodologie armonizzate a livello europeo.
- AT1 (Additional Tier 1)
Il Capitale Aggiuntivo di Classe 1 è una componente del capitale regolamentare di qualità inferiore rispetto al Capitale Primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1) e concorre con quest'ultimo al calcolo del Capitale di Classe 1 (Tier 1) e del ratio corrispondente. E' rappresentato in particolare dai "nuovi" titoli ibridi (e relativi sovrapprezzi di emissione) che si caratterizzano per una più spiccata capacità di assorbimento delle perdite - tanto in una situazione di c.d. going concern quanto in una situazione liquidatoria - rispetto ai tradizionali strumenti innovativi.
- BIA (Basic Indicator Approach)
Metodo per la determinazione del requisito patrimoniale a fronte di rischio operativo, basato su unico coefficiente regolamentare (15%) applicato al margine di intermediazione integrato dagli altri proventi di gestione e rettificato di alcune componenti (profitti e perdite realizzati sulla vendita di titoli non inclusi nel portafoglio di negoziazione, proventi derivanti da partite straordinarie o irregolari e proventi derivanti da assicurazioni).
- Business Continuity (Continuità Operativa)
Continuità operativa. Approccio che, partendo dalla identificazione dei processi aziendali critici, definisce per ciascuno di essi presidi organizzativi e misure di continuità operativa commisurati ai livelli di rischio. Le concrete misure da adottare, volte a ridurre a un livello ritenuto accettabile i danni conseguenti a incidenti o catastrofi che colpiscono direttamente o indirettamente un intermediario, tengono conto degli standard e best practices definiti a livello internazionale e/o definiti nell'ambito degli organismi di categoria.
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- Cash Flow Hedge (Copertura dei flussi di cassa)
Attività di copertura dell'esposizione al rischio di variabilità dei flussi finanziari, avente l'obiettivo di stabilizzare i flussi di cassa dello strumento coperto con i flussi dello strumento di copertura. Gli elementi che possono costituire oggetto di copertura sono i flussi di cassa futuri derivanti da differenti tipologie di operazioni, quali ad esempio, i crediti finanziari a tasso variabile ed i finanziamenti a tasso variabile.
- CET1 (Common Equity Tier 1)
Capitale Primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1), composto dal capitale versato, dagli strumenti di capitale che soddisfano i requisiti stabiliti dalla normativa (Articoli 28 e 29 della CRR), dai relativi sovrapprezzi di emissione e dalle riserve di utili, al netto delle azioni proprie in portafoglio, dell'avviamento, delle altre attività immateriali e dell'eccedenza delle rettifiche di valore complessive rispetto alle perdite attese.
- CFRP (Contingency Funding Recovery Plan)
Piano che consente di individuare le strategie di intervento in ipotesi di tensione di liquidità, determinando la natura esogena o endogena delle situazioni di tensione e definendo le specifiche competenze e responsabilità delle funzioni aziendali in situazioni di emergenza. E' approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, revisionato periodicamente ed applicato alle entità giuridiche rientranti nel perimetro di monitoraggio del rischio di liquidità.
- Change Management (Gestione del cambiamento organizzativo)
Iniziative di evoluzione della struttura organizzativa, degli strumenti e dei processi aziendali al fine di assicurare il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa di vigilanza prudenziale per le banche che intendono adottare i modelli interni avanzati A-IRB.
- Collateral (Bene in garanzia)
Bene dato a garanzia in un'operazione di finanziamento.
- Counterbalancy Capacity
Ammontare di attività liquide di elevata qualità non vincolate e stanziabili presso banca centrale, che possono essere prontamente convertite in contanti per soddisfare il fabbisogno di liquidità.
- Coverage Ratio (Tasso di copertura)
Quota di fondo associata al singolo asset di bilancio in rapporto al valore nominale del credito.
- CRD IV (Capital Requirements Directives)
Direttiva 2014/36/EU del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento, che modifica la direttiva 2002/87/CE e abroga le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE.
- CRR (Capital Requirements Regulation)
Regolamento (UE) N. 575/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012.
- CUSIP (Committee on Uniform Securities Identification Procedures)
Codice alfanumerico di nove caratteri che identifica il tipo di Securities e il relativo emittente.
- Data Quality (DQ) / Processo di DQ
Qualità dei dati utilizzati nei processi aziendali, definita in termini di accuratezza (assenza di distorsioni sistematiche indotte dai dati di input o dai processi di raccolta e integrazione), completezza (utilizzo di tutte le informazioni rilevanti) e pertinenza (utilità per gli scopi definiti). Il processo di data quality si realizza tramite
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l'utilizzo di procedure di raccolta, archiviazione ed elaborazione dei dati, che devono garantire il rispetto dielevati standard di qualità. Sono individuate le funzioni coinvolte nella raccolta dei dati e nella produzione delle informazioni, con relativi ruoli e responsabilità. Sono definiti i controlli previsti e le misure per trattare i dati mancanti o non soddisfacenti.
- DBPOA (Database Perdite Operative Aziendali)
Base dati delle Perdite Operative predisposta e aggiornata a livello aziendale, dove sono censite le informazioni relative agli eventi di rischio operativo rilevati.
- Derecognition (Cancellazione)
Cancellazione dallo stato patrimoniale di un'attività finanziaria rilevata precedentemente (IAS 39).
- DIPO (Database Italiano Perdite Operative)
Base dati delle Perdite Operative predisposta e aggiornata a livello consortile sulla base delle segnalazioni periodiche degli eventi di perdita operativa a cura delle banche italiane aderenti al sistema.
- Dollar Offset Method
Metodologia utilizzata per effettuare i test finalizzati a verificare l'efficacia, in termini di coerenza tra variazioni di fair value, tra oggetto coperto (attività o passività) e derivato utilizzato come strumenti di copertura.
- Drive-by- Perizie
Perizie finalizzate a valutare la congruità del valore commerciale del bene immobile. Queste prevedono il sopralluogo esterno dell'immobile e sono definite sulla scorta dei dati forniti dal soggetto committente, provenienti da documenti quali atti preliminari di compravendita e/o atti d'acquisto precedenti e/o perizia originaria.
- Duration (Durata finanziaria)
Durata finanziaria di uno titolo obbligazionario, espressa in anni e definita come media ponderata - per i relativi ammontari - delle scadenze dei pagamenti per interessi e capitale associati allo stesso. Costituisce un indicatore del rischio di tasso d'interesse a cui il titolo è sottoposto: a valori più elevati corrisponde una maggiore esposizione del titolo a variazioni dei tassi di mercato. L'indicatore diminuisce con l'avvicinarsi della scadenza dello strumento mentre aumenta se si riduce la frequenza di pagamento delle cedole. La duration di un portafoglio è pari alla media ponderata delle duration dei singoli titoli che lo compongono.
- Duration Gap (Delta di durata finanziaria)
Metodologia di misurazione del rischio di tasso di interesse, basata sul calcolo della duration delle attività e delle passività, utilizzata per quantificare la sensibilità del valore economico (di mercato) delle stesse al variare dei tassi di interesse di mercato.
- EAD (Exposure at Default)
Esposizione creditizia attesa al momento del default associata ad una generica posizione, calcolata come somma dell'utilizzato da bilancio e dell'eventuale margine disponibile ponderato per un fattore di conversione creditizia (CCF, Credit Conversion Factor). Quest'ultimo è ottenuto dal rapporto tra la parte non utilizzata della linea di credito che si stima possa essere utilizzata in caso di default e la parte attualmente non utilizzata. Tale fattore rappresenta dunque la probabilità che la componente non utilizzata sia "tirata". Tale parametro viene utilizzato per stimare la perdita attesa e gli RWA nell'approccio AIRB.
- ECAI (External Credit Assessment Institutions)
Soggetto riconosciuto dall'Autorità di Vigilanza, che effettua valutazioni di merito creditizio e che rilascia rating utilizzabili dagli intermediari finanziari per il calcolo del requisito minimo regolamentare a fronte del rischio di credito con la metodologia standard.
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- ECL (Expected Crediti Loss)
L'ammontare della perdita che la banca stima di subire in media su un'attività finanziaria. Il calcolo della perdita attesa è effettuato secondo quanto richiesto dal principio IFRS9 in base alla definizione dei criteri di staging ovvero calcolando l'Expected Loss a 12 mesi per le posizioni classificate all'interno dello stage 1 e l'Expected Loss Lifetime per le attività finanziarie classificate in stage 2 e stage 3. Per le esposizioni in stage 1 l'ECL è pari al prodotto tra i parametri di rischio ad un anno PD di classe (o pool), LGD ed EAD, mentre per le esposizioni in stage 2 i parametri di PD, LGD ed EAD vengono calcolati lungo tutta la vita attesa di uno strumento finanziario.
- Fair Value - Fair Value Hedge
Rappresenta il corrispettivo al quale un'attività potrebbe essere scambiata o una passività estinta, in una libera transazione tra parti consapevoli ed indipendenti. L'attività di copertura al fine di proteggere il conto economico da rischi derivanti da variazioni avverse dei Fair Value è detta Fair Value Hedge.
- FEU (Front End Unico)
Procedura aziendale del Gruppo Banco Desio che consente di accedere alle diverse procedure settoriali (ad es. conti correnti, depositi, mutui, ecc.) in modalità sia di consultazione che operativa.
- Forborne exposures (Esposizioni oggetto di concessione)
Esposizioni creditizie per le quali sono concesse modifiche delle condizioni contrattuali o un rifinanziamento totale o parziale, a causa delle difficoltà finanziarie del debitore, che potrebbero determinare una perdita per il finanziatore. Affinché si attivi la presunzione di forbearance, è necessario che le posizioni siano scadute da più di un mese almeno una volta nei tre mesi precedenti la modifica contrattuale, abbassando la soglia d'allarme rispetto ai 90 giorni previsti nella definizione di default.
- FVOCI (Fair Value through Other Comprehensive Income)
Strumento finanziario (attività o passività finanziaria) misurato al fair value con variazioni rilevate in apposita riserva di valutazione di patrimonio netto, ovvero con impatto sulla redditività complessiva. Le fattispecie previste dal principio contabile IFRS9 "Strumenti finanziari" per la classificazione contabile FVOCI sono: i) per i titoli con caratteristiche in termini di flussi di cassa compatibili con il superamento del test SPPI (solely payments of principal & interests) previsto dal principio, quelli per cui la banca effettua un'allocazione in un portafoglio di tipo "held to collect & sell", ii) per i titoli di capitale, quelli per cui la banca effettua una designazione irrevocabile denominata "FVOCI option".
- FVTPL (Fair Value Through Profit or Loss)
Strumento finanziario (attività o passività finanziaria) misurato al fair value con variazioni rilevate a conto economico. Le fattispecie previste dal principio contabile IFRS9 "Strumenti finanziari" per la classificazione contabile FVTPL sono: i) detenzione per finalità di negoziazione, ii) designazione al fair value rilevato a conto economico al momento della rilevazione iniziale, iii) misurazione obbligatoria al fair value per strumenti che presentano caratteristiche in termini di flussi di cassa incompatibili con altre classificazioni contabili previste dal principio.
- Going Concern
Contesto di normale del corso degli affari.
- G-SII(Global Systemically Important Institutions) Enti a rilevanza sistemica a livello globale.
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- IAS/IFRS
Principi contabili internazionali (International Accounting Standards) emanati dall'International Accounting Standard Board (IASB), ente al quale partecipano le professioni contabili dei principali Paesi nonché, in qualità di osservatori, l'Unione Europea, lo IOSCO (International Organization of Securities Commissions) e il Comitato di Basilea. Tale ente, che ha raccolto l'eredità dell'International Accounting Standards Committee (IASC), ha lo scopo di promuovere l'armonizzazione delle regole per la redazione dei bilanci delle società. Con la trasformazione dello IASC in IASB si è deciso, fra l'altro, di denominare i nuovi principi contabili "International Financial Reporting Standards" (IFRS).
- ICAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process)
Disciplina del "Secondo Pilastro" della normativa di vigilanza prudenziale di Basilea che richiede alle banche di dotarsi di processi e strumenti per determinare il livello di capitale interno adeguato a fronteggiare i rischi rilevanti, anche diversi da quelli presidiati dal requisito patrimoniale complessivo ("Primo Pilastro"), nell'ambito di una valutazione dell'esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell'evoluzione del contesto di riferimento, anche in condizioni di stress.
- ICT (Information Communication Technology, Area)
Unità organizzativa della Capogruppo Banco Desio, inquadrata come Area, incaricata tra gli altri di: (i) gestire gli assetti connessi con la pianificazione e il controllo del portafoglio dei progetti informatici correlati all'evoluzione dell'architettura e dell'innovazione tecnologica, (ii) presidiare l'infrastruttura tecnologica attuando gli interventi di sviluppo e innovazione delle risorse connesse al funzionamento dei sistemi informatici e di telecomunicazione a supporto dei processi aziendali, (iii) garantire la realizzazione degli opportuni meccanismi di raccordo con le linee di business, con particolare riguardo alle attività di individuazione e pianificazione delle iniziative informatiche.
- Impairment - Attività finanziarie IFRS9
Le attività finanziarie che non sono misurate al fair value con variazione a conto economico in base a quanto previsto dal principio contabile IFRS9 "Strumenti finanziari" sono soggette un processo di impairment, ovvero di determinazione del valore recuperabile in funzione di un modello di calcolo basato sulle perdite attese, determinata sulla base di eventi passati, condizioni correnti e ragionevoli e "supportabili" previsioni future (modello attuale basato sulle perdite incorse ma non registrate). Ai fini della determinazione dell'impairment l'IFRS9 ha introdotto la segmentazione del portafoglio crediti in tre stage con livello crescente di rischio di credito (in ragione dell'evoluzione nel tempo): stage 1 per le esposizioni con performance in linea con le aspettative; stage 2 per le esposizioni con performance sotto le aspettative ovvero che hanno registrato un significativo incremento del rischio di credito rispetto al momento in cui le stesse si sono originate (ovvero sono state acquistate); stage 3 per le esposizioni non performing (esposizioni che presentano irregolarità nei pagamenti ormai durature, rientranti nella categoria delle Non-PerformingExposures o NPL). Nel modello di calcolo dell'impairment vengono incluse delle componenti forward looking, ovvero delle variazioni attese dello scenario macroeconomico. Il principio prevede un orizzonte di calcolo della perdita attesa pari ad un anno (stage 1) oppure lifetime (stage 2 e 3).
- Impairment - Attività non rientranti nel perimetro di applicazione dell'IFRS9
Si individua una situazione di impairment quando il valore di bilancio di un'attività è superiore alla stima dell'ammontare recuperabile della stessa, ossia dell'importo che può essere ottenuto con la vendita o l'utilizzo di tale attività. Allo scopo è periodicamente condotto il test d'impairment, che consiste nella stima del valore recuperabile (ossia il maggiore fra il suo fair value dedotti i costi di vendita e il suo valore d'uso) di un'attività o di un gruppo di attività. Devono essere sottoposte annualmente ad impairment test le attività immateriali a vita utile indefinita, l'avviamento acquisito in un'operazione di aggregazione aziendale e in generale qualsiasi attività se esiste un'indicazione che possa aver subito una riduzione durevole di valore.
- Inadempienze Probabili
Esposizioni creditizie, diverse dalle sofferenze, per le quali la banca giudichi improbabile che, senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente (in linea capitale e/o interessi) alle relative obbligazioni creditizie.
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- ISIN (International Securities Identification Number) Codice identificativo dei valori mobiliari a livello internazionale.
- ITS EBA (International Technical Standards)
Documento pubblicato dall'EBA contenente gli standard implementativi in tema di supervisory reporting con riferimento a misure di forbearance e non performing exposures.
- Key-RiskIndicators (Indicatori rilevanti di rischio)
Indicatori di rischio utili a favorire il monitoraggio e la valutazione dei rischi.
- LCR (Liquidity Coverage Requirement)
Indicatore regolamentare di liquidità. Misura la posizione di liquidità di breve periodo (30 giorni) ed è calcolato come rapporto tra lo stock di asset ad elevata liquidità (High Quality Liquidity Assets - HQLA) (es. titoli governativi) ed il net cash flow (cash out -cashin) rilevato nel periodo di 30 giorni, utilizzando delle ipotesi di stress.
- Leverage Ratio (Leva finanziaria)
Indicatore dato dal rapporto tra Tier 1 e Totale Attivo, introdotto dalla normativa di Basilea con l'obiettivo di contenere l'incremento di leva finanziaria nel settore bancario, affiancando ai requisiti basati sul rischio una metrica diversa fondata su aggregati di bilancio.
- LGD (Loss Given Default)
Tasso di perdita in caso di insolvenza (default) determinato come il rapporto tra la perdita subita su un'esposizione a causa del default di una controparte e l'importo residuo al momento del default.
- LLP (Loan Loss Provision)
Riduzione di valore di un credito a fronte del deterioramento del merito creditizio della controparte, che si traduce in una svalutazione rilevata come un costo in conto economico e come incremento del fondo di rettifiche di valore sui crediti. I crediti performing vengono valutati collettivamente suddividendoli in classi omogenee di rischio; la relativa svalutazione "collettiva" è determinata dalla moltiplicazione dei tre parametri di rischio PD, LGD e EAD. I crediti non performing sono invece oggetto di una valutazione di tipo analitico, che prende in considerazione la presunta possibilità di recupero, la tempistica prevista per l'incasso e le garanzie in essere. La definizione del fondo svalutazione associato alla singola posizione è determinato come la differenza tra il valore nominale del credito e la stima dei flussi futuri di recupero attualizzati. Nel caso in cui, con il trascorrere del tempo, le prospettive di recupero vengano riviste al rialzo, o semplicemente anticipate nel tempo, il fondo svalutazione associato è fatto transitare in conto economico come un ricavo prendendo il nome di ripresa di valore o write-back.
- Logit - Modello statistico
Modello logit o modello logistico, che rientra nell'ambito dei modelli di regressione e che è utilizzato in sede di sviluppo dei modelli interni di rating per stimare la relazione tra le variabili dipendenti esplicative (ad es. indici di bilancio) e la variabile indipendente oggetto di analisi, rappresentata dallo stato della controparte (bonis o default).
- Loss Data Collection (Raccolta Dati Perdita)
Processo strutturato per la raccolta delle perdite operative manifestate all'interno della Banca.
- LTV (Loan to Value)
Rapporto tra l'importo del credito e il valore della garanzia.
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- Maturity Gap (Delta di scadenza)
Metodologia utilizzata per valutare l'esposizione della redditività dell'intermediario alle variazioni dei tassi d'interesse di mercato, applicata alle attività e passività sensibili a variazioni dei tassi e basata sulla misurazione e l'analisi dei relativi delta o mismatch per scadenza.
- Modello di rating
Procedura che consente di classificare ogni controparte in classi di rischio aventi probabilità di insolvenza omogenee e crescenti.
- N.A.V. (Net Asset Value)
Rappresenta il valore complessivo netto del patrimonio di un fondo. Esso è dato dalla somma algebrica del valore di tutte le attività presenti al netto di eventuali passività; per calcolarlo è necessario conoscere la quantità e i prezzi di mercato di ciascuno strumento finanziario e di ciascuna attività in cui risulta investito il patrimonio.
- NCG
Codifica per la definizione della forma giuridica (spa, srl, snc, ecc.).
- NPL (Non Performing Loans)
Crediti per i quali sussiste un'obiettiva evidenza di perdita di valore, misurata dalla differenza tra il valore di carico e il valore attuale dei futuri flussi di cassa stimati, scontati al tasso di interesse effettivo. Rientrano in questa categoria i crediti classificati come past due (scaduti/sconfinati), inadempienze probabili e sofferenze.
- NSFR (Net Stable Funding Ratio)
Indice regolamentare di liquidità. E' definito come il rapporto tra l'ammontare disponibile di provvista stabile (Available Amount of Stable Funding) e l'ammontare di fabbisogno di funding stabile (Required Amount of Stable Funding).
- OICR
Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio.
- Operazioni SFT (Security Financing Transactions)
Operazioni pronti contro termine attive e passive su titoli o merci, operazioni di concessione o assunzione di titoli o merci in prestito e finanziamenti con margini.
- ORM (Operational Risk Management)
Modello di Gestione dei Rischi Operativi che disciplina ruoli e responsabilità delle funzioni coinvolte nella gestione del rischio. Esso declina, inoltre, specifici limiti di monitoraggio per singolo evento di perdita e sul complessivo ammontare delle perdite operative lorde segnalate per anno.
- O-SII(Other Systemically Important Institutions)
Enti a rilevanza sistemica diversi da quelli operanti a livello globale (G-SII).
- OTC (Over the Counter)
Mercato mobiliare non regolamentato, in cui vengono collocati, scambiati o rimborsati valori mobiliari. Il funzionamento di tale mercato, i titoli e gli operatori ammessi non sono assoggettati alla disciplina specifica e alla autorizzazione delle Autorità di Vigilanza in materia di Mercati Regolamentati e non sono iscritti nell'apposito albo. Le modalità di contrattazione non sono standardizzate ed è possibile stipulare contratti "atipici". In Italia i mercati OTC assumono la configurazione di Sistemi di Scambi Organizzati (SSO).
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- Outsourcer
Soggetto fornitore di beni o servizi dall'esterno rispetto al Gruppo. I contratti di outsourcing prevedono opportuni livelli minimi di servizio e la facoltà di accesso ai sistemi dell'outsourcer da parte dell'autorità di vigilanza.
- Override del Rating (Intervento manuale sul rating)
Eventuale correzione manuale del giudizio automatico ottenuto da un modello statistico di rating, sulla base di una valutazione esperta.
- Past Due (Esposizioni Scadute o sconfinate)
Esposizioni verso i debitori (diversi da quelli segnalati a sofferenza o inadempienza probabile) che, alla data di riferimento della segnalazione, presentano crediti scaduti o sconfinati da oltre 90 giorni, con una soglia di materialità assoluta di 500 euro per le imprese e per i privati.
- PD (Probability of Default)
Probabilità che una controparte vada in default nell'orizzonte temporale di un anno.
- Probation Period (Periodo di verifica)
Periodo di tempo, della durata di 2 anni, trascorso il quale la posizione con stato amministrativo bonis e precedentemente classificata come forbearance (esposizione soggetta a concessione) può uscire dallo stato di forbearance.
- Product Approval (Approvazione del prodotto)
Processo operativo e decisionale del Gruppo Banco Desio di definizione e approvazione di nuovi prodotti/servizi e inserimento in nuovi mercati, che identifica le fasi operative, i ruoli e le responsabilità degli Organi e delle funzioni aziendali a vario titolo coinvolte.
- RAF (Risk Appetite Framework)
Quadro di riferimento che stabilisce - in coerenza con il massimo rischio assumibile, il business model e il piano strategico - la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, i limiti di rischio, le politiche di governo dei rischi e i processi di riferimento necessari per definirli e attuarli.
- Risk Appetite (Obiettivo di rischio o propensione al rischio)
Livello di rischio (complessivo e per tipologia) che la banca intende assumere per il perseguimento dei suoi obiettivi strategici.
- Risk Capacity (Massimo rischio assumibile)
Livello massimo di rischio che una banca è tecnicamente in grado di assumere senza violare i requisiti regolamentari o gli altri vincoli imposti dagli azionisti o dall'autorità di vigilanza.
- Risk Limits (Limiti di rischio)
Articolazione degli obiettivi di rischio in limiti operativi definiti, in linea con il principio di proporzionalità, per tipologia di rischio, unità e/o linee di business, linee di prodotto e tipologie di clienti.
- Risk Profile (Rischio effettivo)
Rischio effettivamente misurato in un determinato istante temporale.
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- Risk Self Assessment (Autovalutazione dei rischi)
Processo strutturato per la valutazione dei rischi operativi potenziali finalizzato ad avere una visione complessiva degli eventi di rischio in termini di impatto potenziale e impatto peggiore.
- Risk Tolerance (Soglia di tolleranza)
Devianza massima dal risk appetite consentita. La soglia di tolleranza è fissata in modo da assicurare in ogni caso alla banca margini sufficienti per operare, anche in condizioni di stress, entro il massimo rischio assumibile.
- Risk Triggers (Indicatori segnaletici di rischio)
Indicatori di rischio di natura interna o esterna utilizzati per rilevare anomalie e finalizzati a classificare le esposizioni in bonis in posizioni sotto controllo, oggetto di specifica attività di monitoraggio.
- RON (Representative of the Noteholders) Rappresentante degli Obbligazionisti.
- RWA (Risk Weighted Assets)
Attività ponderate per il rischio. Si tratta di attività per cassa e fuori bilancio (derivati e garanzie) classificate e ponderate in base a coefficienti fissi che riflettono la diversa rischiosità della controparte e dell'operazione (anche in relazione alla presenza di garanzie), ai sensi della normativa di vigilanza prudenziale.
- Sensitivity Analysis (Analisi di sensitività)
Metodo di analisi che quantifica gli effetti indotti sul valore dei flussi di cassa riferiti ad operazioni di raccolta o di impiego da variazioni nei parametri di input (fattori di rischio).
- SICAV (Società di Investimento a Capitale Variabile)
Società per azioni a capitale variabile con sede legale e direzione generale in Italia avente per oggetto esclusivo l'investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l'offerta al pubblico di proprie azioni. A differenza dei fondi comuni d'investimento, nella SICAV l'investitore ricopre anche la figura di socio partecipante e come tale ha la possibilità di incidere, con l'esercizio del diritto di voto, sulle vicende sociali e sulla politica d'investimento.
- SPV (Special Purpose Vehicle)
Veicolo societario costituito per perseguire specifici obiettivi, principalmente per isolare i rischi finanziari. L'attivo è costituito da un portafoglio i cui proventi vengono utilizzati per il servizio dei prestiti obbligazionari emessi (passivo). Tipicamente, i veicoli sono utilizzati per gestire le operazioni di cartolarizzazione di asset.
- SREP (Supervisory Review Evaluation Process)
Processo di revisione e valutazione prudenziale posto in essere da parte dell'Autorità di Vigilanza che si compone di tre elementi principali: un sistema di analisi dei rischi (Risk Assessment System, RAS), che valuta i livelli di rischio e le attività di controllo degli enti creditizi, una revisione complessiva dei processi ICAAP e ILAAP, una metodologia di quantificazione di capitale e liquidità alla luce dei risultati della valutazione dei rischi.
- T.U.F.
Decreto legislativo n. 58/1998 (TUF) del 24 febbraio 1998, Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52.
- T1 (Tier 1)
Capitale di Classe 1, rappresentato dalla somma di CET1 e AT1.
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- T2 (Tier 2)
Capitale di Classe 2. Misura di capitale che ricomprende principalmente passività subordinate computabili e le eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese per le esposizioni ponderate (per le banche autorizzate all'utilizzo del metodo AIRB).
- TC (Total Capital)
Totale Fondi Propri. Misura complessiva di dotazione patrimoniale del Gruppo data dalla sommatoria delle seguenti componenti: Common Equity Tier 1 (CET1), Additional Tier 1 (AT1) e Tier 2 (T2).
- TUB (Testo Unico Bancario)
Testo Unico delle Leggi in materia Bancaria e Creditizia (TUB), emanato con il Decreto Legislativo 1° settembre 1993, n. 385 ed in vigore dal 1º gennaio 1994.
- Unlikely to Pay (Inadempienze probabili)
Esposizioni per le quali si giudica improbabile che, senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente alle proprie obbligazioni creditizie.
- VAR (Value At Risk)
Misura di rischio che esprime la massima perdita potenziale che può caratterizzare un portafoglio di strumenti finanziari, stimata tramite la tecnica della simulazione Monte Carlo ove, fatte le opportune assunzioni e correlazioni, mediante il calcolo di una serie di rivalutazioni possibili, si stima il valore del portafoglio e, dato il vettore dei rendimenti attesi del portafoglio, si determina il percentile desiderato della distribuzione. Il modello utilizza un intervallo di confidenza del 95% con un periodo temporale pari a 1 giorno.
- What-if- Analisi
Tecnica utilizzata per determinare come la proiezione delle performance sia influenzata dalle variazioni delle ipotesi su cui queste proiezioni sono basate, giudicando la probabilità e le conseguenze degli studi effettuati prima che accadano. Attraverso l'analisi dei dati storici è possibile la realizzazione di sistemi predittivi in grado di stimare i risultati futuri, consentendo quindi di formulare alcuni scenari di previsione con lo scopo di valutare il comportamento di un sistema reale.
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Dichiarazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari
Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Mauro Walter Colombo, dichiara, ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza, che l'informativa contabile contenuta nel presente documento "Terzo Pilastro di Basilea 3 al 31 dicembre 2019" corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.
Mauro Walter Colombo
Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
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Disclaimer
Banco di Desio e della Brianza S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 01 aprile 2020. La fonte è unica responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 01 aprile 2020 13:11:09 UTC
