COMUNICATO STAMPA
Approvata la relazione finanziaria semestrale
consolidata al 30 giugno 2019
L'utile netto consolidato si attesta a 20,2 milioni, dopo avere spesato nel semestre rettifiche sui crediti per 31,6 milioni e la propria quota dell'intervento di sostegno effettuato dallo Schema Volontario del FITD in Banca Carige
Gli indicatori di solidità patrimoniale del Banco di Sardegna si confermano tra i migliori del sistema e sono largamente superiori ai requisiti normativi; CET 1 Ratio Phased-in al 31,98% e Tier 1 Ratio Phased-in al 32,28%1
La raccolta diretta da clientela, al netto dei pronti contro termine, sale a 9,1 miliardi (+4,2% su dicembre 2018 e +3,4% a/a)
La raccolta indiretta cresce a 4,9 miliardi (+3,9%) con il risparmio gestito, a 2,9 miliardi, che aumenta del 4,1% sul fine esercizio 2018, l'amministrata sale dell'1,9% a 1,3 miliardi così come la componente assicurativa che supera i 750 milioni (+6,8% su dicembre 2018)
I finanziamenti netti a clientela in bonis2 salgono a 6,7 miliardi, +1,3% rispetto a fine dicembre 2018, trainati dai mutui a famiglie e imprese. I crediti netti deteriorati si riducono da inizio anno del 5,4% (-31,4 milioni); tra questi, le sofferenze nette ulteriormente in calo, -7,8%(-24,5 milioni), mentre le inadempienze probabili scendono del 4,4% (-11,1 milioni)
Il rapporto delle sofferenze nette sul totale dei finanziamenti verso la clientela continua la discesa dal 4,4% di fine dicembre 2018 all'attuale 4%, così come quello degli UTP che si riduce al 3,3% dal 3,5% di fine 2018
L'indice di copertura dei crediti deteriorati sale dal 47,4% al 48,9%, tra questi la copertura delle sole sofferenze cresce dal 54,4% al 58,2%, mentre quella degli UTP si attesta al 32,5%
Il margine d'interesse, al netto degli interessi da time value, sale a 97 milioni, con una variazione positiva a/a di circa 1,4 milioni (+1,5%)3
Le commissioni nette pervengono a 70 milioni, in aumento del 2,8%
Le rettifiche di valore nette per rischio di credito salgono a 31,6 milioni, mentre il costo del credito su base semestrale è di 43 p.b.
I costi operativi scendono a 125,2 milioni, in riduzione di 4,4 milioni (-3,4%), con le spese per il personale a 73,3 milioni (+1,4%), e le altre spese amministrative a 62,2 milioni, in calo di 8,9 milioni (-12,5%)
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Il Consiglio di Amministrazione del Banco di Sardegna, riunitosi oggi sotto la Presidenza di Antonio Angelo Arru, ha approvato la Relazione finanziaria semestrale consolidata della sub- holding (Banco di Sardegna e Società controllate) riferita al 30 giugno 2019.
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Il risultato economico del periodo conferma la buona tenuta dei ricavi di natura ordinaria e il trend di riduzione dei costi di gestione; crescono la raccolta diretta da clientela, le componenti del risparmio gestito, amministrato e assicurativo, come pure i finanziamenti alla clientela, mentre prosegue il miglioramento strutturale della qualità del credito. La forte posizione di liquidità garantisce ampi spazi di crescita per lo sviluppo di nuove attività e per l'erogazione del credito e la solidità patrimoniale si conferma ai massimi livelli del sistema.
Nei primi sei mesi del 2019 il Banco di Sardegna ha proseguito con forza lo sviluppo dell'attività commerciale, confermando le azioni di penetrazione sul mercato nei segmenti delle famiglie, dei piccoli operatori economici e delle imprese, con andamenti in crescita per la maggior parte dei prodotti e con performance particolarmente brillanti nei mutui casa, nel credito al consumo e nella gestione del risparmio.
La raccolta complessiva da clientela, al netto dei pronti contro termine, prosegue il trend di crescita ed è caratterizzata dall'orientamento sia verso forme di risparmio facilmente liquidabili sia verso prodotti assicurativi e di raccolta gestita che, tendenzialmente, assorbono la liquidità riveniente dalle scadenze della raccolta diretta a medio e lungo termine. Si conferma il trend positivo delle commissioni, la cui crescita è in buona parte sostenuta dai prodotti assicurativi. Prosegue l'azione di attento controllo della spesa, anche attraverso la ricerca di efficientamenti, sinergie e risparmi strutturali; sotto controllo il costo del credito, mentre è in sensibile riduzione lo stock degli NPL, grazie a cessioni e alle attività di recupero interne; in calo il flusso di nuovi finanziamenti deteriorati, con conseguente sensibile miglioramento del default ratio.
Risultati di conto economico consolidato dei primi sei mesi del 2019
Su base omogenea, al netto degli interessi da time value pari a circa 7,5 milioni, il margine di interesse perviene a 97 milioni mostrando una variazione positiva di circa 1,4 milioni (+1,5%) rispetto a giugno 2018. Il dato contabile, comprensivo dell'effetto time value, si attesta invece a 104,6 milioni (-2,3% a/a).
Le commissioni nette raggiungono i 70 milioni, in crescita del 2,8%. La dinamica delle commissioni è trainata principalmente dal buon andamento della distribuzione di servizi di terzi che crescono di 3,2 milioni (+31,6%) e degli altri servizi in aumento di 1,8 milioni (+65,4%).
Positivo per 2,4 milioni l'apporto dell'attività di negoziazione sui mercati finanziari, per effetto delle plusvalenze da cessioni realizzate nel periodo e nonostante l'azzeramento, per 3,2 milioni, della propria quota dell'intervento di sostegno effettuato dallo Schema Volontario del FITD in Banca Carige.
Il margine di intermediazione perviene così a 177 milioni.
Le rettifiche di valore nette per rischio di credito salgono a 31,6 milioni, in aumento di 16,8 milioni rispetto ai primi sei mesi del 2018. Il dato del semestre comprende anche maggiori rettifiche di valore derivanti dall'ampliamento del perimetro relativo al piano strategico di Gruppo di cessione NPE finalizzato ad una maggiore riduzione dello stock in essere rispetto a quanto inizialmente programmato. Il costo del credito si posiziona allo 0,43% su base semestrale.
I costi operativi, pari a 125,2 milioni, scendono di 4,4 milioni (-3,4%). In tale ambito, le rettifiche di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali pervengono a 7,1 milioni, in calo di circa 0,4 milioni rispetto ai primi sei mesi del 2018 per l'effetto combinato dell'applicazione, a partire dal 1° gennaio 2019, dell'IFRS 164 e di minori rettifiche sugli
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immobili presenti nel periodo a raffronto. Le spese per il personale si attestano a 73,3 milioni (+1,4%), mentre le altre spese amministrative, pari a 62,2 milioni, calano di circa 9 milioni (- 12,5%) principalmente per effetto di minori spese per consulenze legali, in calo di 4,1 milioni, e di oneri da fitti passivi (-1,9 milioni) classificati ad altra voce ai sensi dell'IFRS 16.
Gli accantonamenti netti ai fondi rischi e oneri registrano un effetto positivo di 3,3 milioni (3,2 milioni l'effetto positivo a giugno 2018). Gli altri oneri/proventi di gestione si posizionano a 14,2 milioni, in flessione di 4 milioni rispetto al primo semestre 2018.
Il risultato generato dall'operatività corrente al netto di imposte, pari a 1,3 milioni di euro5, perviene a 20,2 milioni, più che in linea con gli obiettivi di periodo.
Lo stato patrimoniale consolidato al 30 giugno 2019
I finanziamenti netti in bonis verso la clientela, che rappresentano il 92,5% del totale, salgono a 6,7 miliardi, in aumento dell'1,3% rispetto a fine dicembre 2018, grazie al buon andamento del comparto mutui (+3,2%) che con 4,6 miliardi rappresentano il 67,9% del totale dei finanziamenti. I conti correnti pervengono a 915 milioni (-2,3% rispetto a dicembre 2018) con un'incidenza sull'intero portafoglio in bonis del 13,6%.
I crediti deteriorati lordi scendono a 1,1 miliardi, in flessione del 2,7% rispetto a dicembre 2018 e sono presidiati da rettifiche per 524 milioni, che portano il valore netto a 547,6 milioni, in riduzione del 5,4%.
L'indice di copertura dei finanziamenti deteriorati sale dal 47,4% al 48,9%. In particolare, il grado di copertura delle sole sofferenze si porta al 58,2% (54,4% al 31 dicembre 2018), con un rapporto delle sofferenze nette sul totale dei finanziamenti netti sceso al 4% rispetto al 4,4% di fine dicembre 2018. Per gli UTP il grado di copertura si attesta al 32,5%, con un'incidenza netta sul totale finanziamenti in diminuzione dal 3,5% di dicembre 2018 al 3,3% attuale.
I titoli in portafoglio ammontano a 1,6 miliardi (+7,8%). La voce comprende principalmente titoli di Stato italiani per circa 1,2 miliardi.
I finanziamenti interbancari netti6 registrano un saldo positivo di circa 2 miliardi, in calo di circa 1 miliardo rispetto alla fine dell'esercizio 2018.
La raccolta diretta da clientela, al netto dei pronti contro termine, sale a 9,1 miliardi rispetto agli 8,8 miliardi di fine 2018 (+4,2%). Più in dettaglio, i conti correnti si attestano a 8,3 miliardi (+5,3% rispetto al dato a raffronto) con un'incidenza sul totale dell'aggregato pari al 78,9%, mentre i depositi a risparmio scendono a 368,7 milioni, registrando un calo del 4,3%. Il comparto obbligazionario è in riduzione a 239,3 milioni, con un peso percentuale sul totale dell'aggregato pari al 2,3%. I pronti contro termine si attestano a 1,4 miliardi, in riduzione di 1,1 miliardi (-44,5%). La raccolta indiretta sale a 4,9 miliardi, in progresso del 3,9% rispetto ai volumi di fine 2018; nel dettaglio, la componente gestita, che costituisce la parte preponderante dell'aggregato, cresce del 4,1% e si attesta a 2,9 miliardi, con i fondi comuni di investimento a 2,6 miliardi, in aumento del 5,1%. In crescita anche la componente assicurativa del ramo vita che supera i 752 milioni (+6,8%), come pure l'amministrata che sale a 1,3 miliardi (+1,9%).
Il patrimonio netto consolidato si attesta a 954 milioni, in aumento di 2,4 milioni (+0,3%) per effetto della redditività complessiva positiva per 26,1 milioni, in parte compensata dalla distribuzione di dividendi per 23,7 milioni.
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Risultati di gestione individuali del Banco di Sardegna S.p.A.
Con riguardo alle grandezze patrimoniali del Banco, la raccolta complessiva, al netto dei PCT, sale a 14,1 miliardi, con un incremento del 4,1% su dicembre 2018. In particolare, la raccolta diretta da clientela raggiunge i 9,2 miliardi, in crescita rispetto agli 8,8 miliardi di fine esercizio 2018 (+4,3%), mentre l'indiretta supera i 4,9 miliardi (+3,9%). I finanziamenti netti verso la clientela crescono a 7,3 miliardi, in aumento dello 0,8% rispetto al dato del 31 dicembre 2018. Nel dettaglio, i finanziamenti netti in bonis salgono a 6,7 miliardi (+1,3% su dicembre 2018), mentre la componente dei crediti deteriorati netti scende a 548 milioni (- 5,4%). L'indice di copertura dei deteriorati sale al 48,9%, rispetto al 47,4% di fine anno 2018. Le sole sofferenze sono presidiate da accantonamenti nella misura del 58,2%, in crescita di 3,8 punti percentuali rispetto al 54,4% di dicembre 2018, mentre la copertura degli UTP si attesta al 32,5%.
Gli indicatori di solidità patrimoniale del Banco di Sardegna si confermano tra i migliori del sistema e sono largamente superiori ai requisiti normativi: CET 1 Ratio Phased-in al 31,98% e Tier 1 Ratio Phased-in al 32,28%. Inoltre, la forte posizione di liquidità garantisce ampi spazi di crescita per lo sviluppo di nuove attività e per l'erogazione del credito.
Dal punto di vista reddituale, il margine di interesse su base omogenea (al netto degli interessi da time value) sale a 97,1 milioni, in crescita di 1,4 milioni (+1,4%) rispetto al dato di giugno 2018; il dato contabile, comprensivo dell'effetto time value, è invece di 104,6 milioni (- 2,4% a/a). Le commissioni nette, raggiungono i 70 milioni, in crescita del 2,8% a/a. Positivo per 3,2 milioni il risultato netto della finanza, principalmente per effetto dei maggiori utili derivanti dall'attività di negoziazione. Le rettifiche di valore nette per rischio di credito salgono a 31,5 milioni rispetto ai 14,8 milioni del primo semestre 2018. Il dato del semestre comprende anche maggiori rettifiche di valore derivanti dall'ampliamento del perimetro relativo al piano strategico di Gruppo di cessione NPE finalizzato ad una maggiore riduzione dello stock in essere rispetto a quanto inizialmente programmato. I costi operativi scendono a 126,5 milioni, in calo di 4,2 milioni.
L'utile netto del semestre si attesta a 18,5 milioni, più che in linea con gli obiettivi di periodo.
Principali fatti di rilievo intervenuti successivamente alla chiusura del periodo
In data successiva alla chiusura del periodo non sono emersi fatti significativi tali da influire sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Banca e delle sue controllate.
In data 25 luglio 2019 è stata perfezionata un'operazione strategica tra BPER Banca e Fondazione di Sardegna. In particolare BPER Banca ha acquisito dalla Fondazione Sardegna il 49% del capitale sociale ordinario del Banco di Sardegna e il 36,90% circa delle azioni privilegiate. A fronte di tale operazione BPER Banca detiene ora il 100% del capitale ordinario e il 98,67% circa delle azioni privilegiate del Banco di Sardegna.
ln data 31 luglio 2019 il Gruppo BPER Banca ha inoltre sottoscritto un contratto di cessione a UnipolReC (società interamente posseduta dal Gruppo Unipol) di un portafoglio di sofferenze della stessa BPER Banca e del Banco di Sardegna, per un valore lordo contabile al 30 settembre 2018 (data di riferimento di tale cessione) pari a circa 1 miliardo (di cui circa 100 milioni riferiti al Banco), a fronte di un valore lordo esigibile alla medesima data pari a circa 1,3 miliardi, per un corrispettivo sostanzialmente in linea con il valore netto di libro.
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Evoluzione prevedibile della gestione
Il contesto economico regionale e nazionale nel quale il Banco di Sardegna opera si presenta in positiva evoluzione anche se permangono ancora alcuni elementi di incertezza e di debolezza che non garantiscono l'avvio di una solida ripresa. In questo scenario, la Banca intende cogliere il trend e sfruttare ogni opportunità che offre il mercato, guardando con particolare interesse ed attenzione alle famiglie, ai piccoli operatori economici e alle imprese del territorio. La raccolta della clientela continuerà a rappresentare un target primario, con una gestione che risponderà in modo appropriato anche alla forte domanda di prodotti assicurativi e di risparmio gestito.
Il margine d'interesse risentirà ancora dei bassi tassi di mercato, ma dovrebbe beneficiare di volumi di impiego in aumento, mentre le commissioni sembrano ancora confermare il trend di crescita evidenziato nei due anni precedenti. Il processo di recupero di efficienza e perseguimento di risparmi strutturali sulla componente ordinaria, determinerà un ulteriore contenimento dei costi, al netto degli oneri straordinari che si renderanno necessari per l'attuazione del nuovo Piano Industriale, compresi in particolare gli oneri una tantum per il piano esodi, che saranno però compensati da risparmi strutturali ben più ampi negli anni successivi.
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Allo scopo di consentire una più completa informativa sui risultati conseguiti nel primo semestre del 2019, si allegano i prospetti di stato patrimoniale, conto economico e rendiconto finanziario consolidati inclusi nella relazione approvata dal Consiglio di Amministrazione.
La Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2019 sarà resa disponibile presso la sede sociale, la Borsa Italiana S.p.A., nel meccanismo di stoccaggio di Spafid Connect S.p.A. "eMarket STORAGE" (www.emarketstorage.com) e sul sito internet del Banco di Sardegna nella sezione Investor Relations - Bilanci e Relazioni (www.bancosardegna.it).
Sassari, 6 agosto 2019
IL PRESIDENTE
Avv. Antonio Angelo Arru
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Considerata la mitigazione dell'impatto della prima applicazione del principio contabile IFRS 9 prevista dal Regolamento UE
2395/2017.
2 Il dato è composto dalla voce 40.b) dell'attivo patrimoniale "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - crediti verso clientela", pari a 8,1 miliardi, nettata dei titoli di debito valutati al costo ammortizzato, pari a 0,9 miliardi, e della componente
deteriorata pari a 0,5 miliardi.
3 Il dato comprensivo degli interessi da time value su crediti deteriorati e corrispettivi maturati e non incassati è pari a 104,6
milioni, in calo del 2,3% rispetto al primo semestre 2018.
4 A partire dal 1° gennaio 2019 è stato introdotto il nuovo principio contabile internazionale IFRS 16 che ha modificato la
contabilizzazione degli affitti passivi con la contabilizzazione di ammortamenti e oneri finanziari in luogo dei fitti passivi.
5 Ha concorso a determinare il dato fiscale l'iscrizione di ulteriori attività per imposte anticipate, relative ai benefici fiscali derivanti dalle rettifiche di valore su crediti accertate in sede di FTA dell'IFRS 9 ma deducibili nel 2024, in conformità alla
normativa introdotta dalla legge di stabilità 2019.
6 Il dato è composto dalla differenza tra i crediti e i debiti verso banche al netto dei titoli.
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Banco di Sardegna S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 06 agosto 2019. La fonte è unica responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 06 agosto 2019 16:36:07 UTC
