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30/09/2025 - Bertolotti S.p.A. Impianti per l'Industria Siderurgica e Mineraria: RELAZIONE REVISIONE AL 30 06 2025

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Gruppo Bertolotti Relazione Finanziaria Consolidata



al 30 giugno 2025





Bertolotti S.p.A.

Impianti per l'industria Siderurgica e Mineraria

Codice fiscale 00423480482 - Partita iva 00423480482

FIGLINE E INCISA VALDARNO (FI) LOCALITA' SANT ANTONIO SNC 50063

Numero R.E.A. 234865 Registro Imprese di FIRENZE n. 00423480482

Capitale Sociale € 1.568.173,00 i.v Web Site: https://www.bertolottispa.com/

‌INDICE DEI CONTENUTI

INDICE DEI CONTENUTI 3

ORGANI SOCIALI 5

Consiglio di Amministrazione 5

Collegio Sindacale 5

Società di revisione 5

ATTIVITÀ SVOLTA E STRUTTURA DEL GRUPPO 6

Struttura del Gruppo 8

REPORT DI SINTESI 9

RELAZIONE SULLA GESTIONE AL 30.06.2025 10

Andamento macroeconomico 10

Andamenti economici, finanziari e monetari (bollettino economico BCE n. 2/2025) 10

Andamento del settore 20

Andamento della gestione e continuità aziendale 22

Fatti di rilievo verificatisi nel corso del periodo 23

Analisi economica e patrimoniale 24

Risultati Economici 24

Situazione Patrimoniale 26

Investimenti 31

Analisi dei principali rischi e incertezze a cui la società è esposta 31

Rischio economico 31

Rischio di liquidità 31

Rischio di cambio 32

Rischio sui tassi d'interesse 32

Rischio di credito 32

Contenziosi 32

BILANCIO CONSOLIDATO AL 30.06.2025 33

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO AL 30 GIUGNO 2024 33

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO AL 30 GIUGNO 2025 37

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO AL 30 GIUGNO 2025 39

NOTA INTEGRATIVA 40

Criteri di formazione e struttura del bilancio consolidato 40

Criteri di valutazione 42

Immobilizzazioni immateriali 42

Immobilizzazioni materiali 42

OPERAZIONI DI LOCAZIONE FINANZIARIA (LEASING) 43

Crediti 47

Debiti 47

Ratei e risconti 47

Rimanenze magazzino 47

Partecipazioni 47

Fondi per rischi e oneri 48

FONDO TFR 48

Imposte sul reddito 49

Riconoscimento ricavi 49

Criteri di rettifica 49

NOTA INTEGRATIVA ATTIVO 50

NOTA INTEGRATIVA PASSIVO 55

CONTO ECONOMICO 59

Altre informazioni 60

‌ORGANI SOCIALI

‌Consiglio di Amministrazione

(Scadenza approvazione bilancio al 31.12.2025)

Il Consiglio di Amministrazione è stato nominato dall'Assemblea dei soci di Bertolotti S.p.A. in data 4 marzo 2024, e resterà in carica fino all'assemblea di approvazione del bilancio che chiuderà al 31 dicembre 2025.

Cognome e Nome

Carica

Barneschi Luca Presidente del C.d.A.

Catalani Laura Consigliere

Matassini Antonio Consigliere

‌Collegio Sindacale

(Scadenza approvazione bilancio al 31.12.2025)

Il Collegio Sindacale è stato nominato dall'Assemblea dei Soci di Bertolotti S.p.A. in data 4 marzo 2024, e resterà in carica fino all'assemblea di approvazione del bilancio che chiuderà al 31 dicembre 2025.

Cognome e Nome

Carica

Venturi Laura Presidente del Collegio Sindacale Parigini Roberto Sindaco Effettivo

Di Girolamo Silverio Sindaco Effettivo

Panichi Riccardo Sindaco Supplente

Antonietta Donato Sindaco Supplente

‌Società di revisione

(Scadenza approvazione bilancio al 31.12.2025)

Il soggetto incaricato della Revisione Legale dei Conti ai sensi di legge è la società di revisione BDO Italia S.p.A; alla stessa è stato conferito anche l'incarico della revisione contabile del Bilancio consolidato del Gruppo Bertolotti e del bilancio delle società del Gruppo; anche tale incarico terminerà con l'approvazione del bilancio dell'esercizio 2025.

‌Attività svolta e Struttura del Gruppo

Il gruppo Bertolotti S.p.A. è una realtà specializzata nella realizzazione di sistemi complessi di intralogistica e manutenzione nei settori siderurgico, aeronautico e ferroviario che opera attraverso le business unit:

  • Bertolotti Industries

  • Bertolotti Rail S.r.l. (legal entity del Gruppo)

  • Bertolotti AI Works S.r.l. (legal entity del Gruppo)

Le realizzazioni che caratterizzano il gruppo hanno le seguenti caratteristiche che identificano in Bertolotti come partener ideale per:

  • Gestione progetti;

  • Automazione integrata (dal sistema gestionale al controllo della logistica);

  • Alto livello di Sicurezza;

  • Alto livello di affidabilità;

  • Clienti con il più alto livello di Standing.

Le aziende operano a livello nazionale ed internazionale, offrendo soluzioni tailor-made ai propri clienti, interamente B2B. I mercati di riferimento del gruppo sono: Europa, Nord America e India. Le filiali statunitense ed indiana, anche in virtù dei vincoli di natura regolamentare posti in tali Paesi per l'esercizio del business di Gruppo, sono ancora in fase di start-up.



Il Gruppo opera nelle seguenti linee di business:

  1. Industries: le attività si focalizzano sulla progettazione e sulla realizzazione di impianti e sistemi chiavi in mano funzionali alla movimentazione a terra, che includono sistemi AGV (veicoli automatici guidati utilizzati per il trasporto di materiali e merci in ambienti industriali),

    linee di imballaggio, sistemi rail mounted, e sistemi di movimentazione rinfuse, nonché alla movimentazione aerea (tra cui carroponti complessi e magazzini automatici).

  2. Rail: le attività si focalizzano sulla progettazione e realizzazione di impianti e sistemi chiavi in mano principalmente per la manutenzione di rotabili ferroviari (metropolitani e tramviari), inclusi sistemi di sollevamento, piattaforme fisse e mobili e sistemi di rifornimento di sabbia e

  3. Ai-Works: le attività, gestite da Bertolotti Ai-Works (società interamente detenuta da Bertolotti S.p.a. a partire dal 14 Luglio 2023), si focalizzano sullo sviluppo di software avanzati e sulla progettazione e realizzazione di sistemi robotici con soluzioni innovative avanzate finalizzate all'efficienza industriale.

Vision e Mission

Vision: Essere un partner forte e flessibile per guidare i nostri clienti nella scelta logistica della

movimentazione dei materiali nel mercato dell'industria metallurgica europea e americana.

Mission: Fornire progetti chiavi in mano incentrati su attrezzature per la movimentazione automatica sulla base di una comprovata esperienza, in grado di massimizzare il valore dei clienti in particolare su agv e sistemi di movimentazione a terra, gru, magazzini automatici, linee di confezionamento coil e sistemi di trasporto a nastro di alta qualità.

Modello operativo

Il Gruppo Bertolotti è riconosciuto sul mercato soprattutto per l'alto grado di innovazione, la qualità dei propri prodotti e per l'elevata customizzazione dei servizi resi in base alle esigenze dei committenti.

Il modello operativo del Gruppo può essere suddiviso nelle seguenti fasi:

  • Analisi delle richieste e aspettative dei clienti;

  • Definizione delle attività di progettazione e sviluppo della produzione;

  • Approvvigionamento dei materiali e dei servizi necessari;

  • Realizzazione degli impianti e delle macchine;

  • Consegna e montaggio presso il cliente, con collaudo finale e accettazione dell'impianto/macchina da parte del Cliente;

  • Pianificazione delle attività di manutenzione ordinaria e attività di post-vendita, curate dal reparto service.

    Nel dettaglio, la società lavora per commessa o gara. La Direzione nomina un Project Manager che presidia le attività e monitora lo stato di avanzamento dei lavori, in termini di tempi, risorse e costi da sostenere.

    L'analisi delle richieste e delle aspettative dei clienti rappresentano il fulcro del processo produttivo e sono affidate ad un gruppo di lavoro presidiato dai referenti delle aree funzionali del Gruppo. Gli stessi, per il proprio ambito di competenza, contribuiscono alla pianificazione e preventivazione, fornendo informazioni sullo svolgimento delle successive attività di progettazione, approvvigionamento, produzione, montaggio e manutenzione degli impianti realizzati.

    ‌Struttura del Gruppo

    Si riporta qui di seguito il partecipogramma del Gruppo alla data odierna:



    Il Gruppo Bertolotti è costituito dalle seguenti società:

  • Bertolotti S.p.A. Impianti per l'industria Siderurgica e Mineraria (capogruppo) con sede legale in LOCALITÀ SANT ANTONIO SNC -50063 FIGLINE E INCISA VALDARNO (FI), codice

    fiscale e P.iva 00423480482 e numero di iscrizione alla Camera di Commercio di Firenze 00423480482 numero REA FI- 234865;

  • Bertolotti Rail S.r.l. (controllata direttamente al 100%) con sede legale in LOCALITÀ SANT ANTONIO SNC -50063 FIGLINE E INCISA VALDARNO (FI), codice fiscale e P.iva 06780290489 e

    numero di iscrizione alla Camera di Commercio di Firenze 06780290489 numero REA FI-655639.

  • Bertolotti AI Works S.r.l. (controllata direttamente al 100%) con sede legale in LOCALITÀ SANT ANTONIO SNC -50063 FIGLINE E INCISA VALDARNO (FI), codice fiscale e P.iva 07292740482 e

    numero di iscrizione alla Camera di Commercio di Firenze 06780290489 numero REA FI-50063.

  • Bertolotti US Inc. (controllata direttamente al 100%), con sede legale in 625 Liberty Avenue, Pittsburgh, (PA) 15222-3152, Stati Uniti d'America, costituita per lo sviluppo del mercato americano, tuttavia, ad oggi non operativa.

  • Bertolotti India Private Limited (controllata direttamente al 100%), costituita nel mese di giugno 2024 con sede in 248 Tower B, 2nd Floor, Sohna Road, Arjun Marg., Arjun Nagar, Gurgaon, Haryana, India, 122001 (CIN: U28243HR2024FTC122819). La sua costituzione si inquadra nella strategia di sviluppo del mercato indiano che, si ritiene e si auspica, potrà offrire prospettive molto interessanti, in particolare nell'ambito delle opportunità che una presenza locale può garantire relativamente ai progetti per i quali le autorità indiane privilegiano il "Made in India".

    Si precisa che al 31 dicembre 2024 si è ritenuto optare per l'esclusione dall'area di consolidamento delle società Bertolotti US Inc. e Bertolotti India Private Limited per irrilevanza della controllata (art. 28 del D.Lgs 127/1991).

    ‌Report di sintesi

    Conto Economico al 30 giugno 2025 - Importi in unità di Euro

    Data in Euro/000

    Gruppo Bertolotti/ Dati Economici di Sintesi

    30.06.2025

    30.06.2024

    Variazione

    %

    Valore della produzione (VdP)

    25.559.732

    29.074.699

    -3.514.967

    -12%

    Margine Operativo Lordo (Ebitda)

    2.805.387

    2.933.901

    -128.514

    -4%

    incidenza su VdP %

    11%

    10%

    Risultato operativo (EBIT)

    2.308.671

    2.445.468

    -136.798

    -6%

    incidenza sui VdP %

    9%

    8%

    Risultato netto (EBT)

    1.413.216

    1.499.324

    -86.108

    -6%

    incidenza su VdP %

    6%

    5%

    ‌Relazione sulla gestione al 30.06.2025

    La relazione finanziaria consolidata al 30.06.2025 riporta un risultato positivo pari ad Euro 1.413.216 ed un EBITDA positivo di Euro 2.805.387 (pari al 11% rispetto al Valore della Produzione di Euro 25.559.732).

    Di seguito viene riportata l'analisi della situazione del Gruppo e dell'andamento della gestione

    relativamente al 30.06.2025.

    Premessa

    La presente relazione sulla gestione è presentata ai fini della relazione finanziaria annuale consolidata del Gruppo Bertolotti ed è redatta secondo i Principi Contabili Nazionali (OIC).

    Nel presente documento, sono fornite le informazioni inerenti la situazione economico, patrimoniale e finanziaria del Gruppo Bertolotti. La presente relazione, redatta in valori espressi in unità di Euro, viene presentata a corredo della relazione finanziaria annuale consolidata al fine di fornire informazioni reddituali, patrimoniali, finanziarie e gestionali del Gruppo, corredate, ove possibile, da elementi storici e valutazioni prospettiche.

    Vengono esposti a fini comparativi i dati:

  • al 31.12.2024 per quanto riguarda lo Stato Patrimoniale

  • al 30.06.2024 per quanto riguarda il Conto Economico

  • al 30.06.2024 per quanto riguarda il Rendiconto Finanziario

‌Andamento macroeconomico

‌Andamenti economici, finanziari e monetari (bollettino economico BCE n. 5/2025)

Nella riunione del 24 luglio 2025 il Consiglio direttivo ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. L'inflazione è pari attualmente all'obiettivo del 2 per cento a medio termine. Le nuove informazioni sono sostanzialmente in linea con la valutazione precedente del Consiglio direttivo circa le prospettive di inflazione. Le pressioni interne sui prezzi hanno continuato ad attenuarsi, a fronte di una crescita dei salari più lenta. Anche grazie alle passate riduzioni dei tassi di interesse decise dal Consiglio direttivo, sinora l'economia ha mostrato nel complesso buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale.

Al tempo stesso, il panorama resta eccezionalmente incerto, soprattutto a causa delle controversie commerciali.

Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2 per cento a medio termine. Per definire l'orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell'inflazione di fondo e dell'intensità della trasmissione della politica monetaria. Il Consiglio direttivo non intende vincolarsi a un particolare percorso dei tassi.

L'inflazione complessiva nei paesi membri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha continuato a diminuire gradualmente. A maggio 2025 il tasso di inflazione sui dodici mesi misurato sull'indice dei prezzi al consumo (IPC) nei paesi dell'OCSE ha continuato a registrare una progressiva contrazione (portandosi al 4 per cento dal 4,2 di aprile); se si esclude la Turchia, è rimasto sostanzialmente invariato al 2,6 per cento. Tale andamento è stato principalmente determinato dal calo dei prezzi dell'energia e dalla lieve flessione dell'inflazione di fondo al 3 per cento (dal 3,1 del mese precedente), mentre l'inflazione dei beni alimentari è lievemente aumentata. L'impatto dei maggiori dazi non è ancora osservabile nei dati sull'inflazione complessiva a livello mondiale, ma le indagini sui prezzi di input e output condotte per il calcolo dei PMI segnalano una lieve accelerazione nel breve periodo nelle economie avanzate, in gran parte trainata dagli andamenti negli Stati Uniti.



Attività economica



Nel primo trimestre del 2025 l'economia dell'area dell'euro ha registrato una crescita più forte delle attese principalmente a causa dell'impulso temporaneo fornito dall'anticipazione delle esportazioni in previsione dei maggiori dazi imposti dall'amministrazione statunitense. Tra le componenti della domanda, i consumi privati, gli investimenti complessivi e le esportazioni hanno contribuito positivamente alla crescita, mentre le variazioni delle scorte hanno fornito un contributo lievemente negativo. A livello settoriale, l'attività industriale ha guidato la crescita, anche escludendo il contributo eccezionalmente marcato della produzione irlandese. Anche l'attività nei settori dei servizi e delle costruzioni è aumentata, ma in misura più moderata. Tuttavia, i dati più recenti indicano un rallentamento dell'attività nel secondo trimestre del 2025, in conseguenza del venir meno degli effetti di anticipazione delle vendite e del rallentamento del settore dei servizi più orientato al mercato interno, mentre l'incertezza rimane elevata1. In prospettiva, l'aumento osservato del protezionismo, i dazi più elevati e le misure distorsive del commercio, nonché l'ulteriore apprezzamento dell'euro, dovrebbero continuare a influenzare il settore manifatturiero in misura più marcata rispetto agli altri settori dell'economia. Inoltre, i recenti sviluppi in Medio Oriente hanno ulteriormente accresciuto l'incertezza geopolitica, aumentando i rischi al ribasso nel settore manifatturiero. Il mercato del lavoro resta robusto, sebbene abbia continuato ad allentarsi. Nel complesso, la ripresa prevista dovrebbe essere sostenuta dai recenti miglioramenti del potere d'acquisto e dal credito gradualmente più conveniente, in parte grazie alle precedenti riduzioni dei tassi di interesse.

Nel primo trimestre del 2025, il PIL in termini reali è cresciuto dello 0,6 per cento sul periodo precedente, riflettendo in larga misura l'impulso temporaneo fornito dalle esportazioni anticipate in previsione dei maggiori dazi imposti dall'amministrazione statunitense (cfr. il grafico 3). Se si esclude l'Irlanda, nel primo trimestre 2025 la crescita del PIL dell'area dell'euro è stata pari allo 0,3 per cento sul periodo precedente. L'espansione del PIL in termini reali dell'area dell'euro è stata sostenuta dai consumi privati, dagli investimenti e dalle esportazioni, mentre le variazioni delle scorte hanno fornito un contributo lievemente negativo. Gli investimenti delle imprese sono risultati superiori alle attese, principalmente a causa dell'impennata degli investimenti irlandesi in prodotti di proprietà intellettuale (PPI) e mezzi di trasporto. Anche l'interscambio estero netto ha contribuito positivamente, sorretto dalle consistenti esportazioni di prodotti farmaceutici dall'Irlanda, probabilmente anticipate in vista dell'aumento dei dazi statunitensi. In un'ottica settoriale, il principale contributo alla crescita è provenuto dall'industria, anche escludendo gli eccezionali risultati dell'Irlanda. Anche i servizi e le costruzioni sono cresciuti, segnalando uno slancio generalizzato nell'economia dell'area dell'euro.



I dati più recenti confermano un significativo rallentamento della crescita economica nel secondo trimestre e segnalano una moderazione dello slancio nel breve periodo, in un contesto di elevata incertezza.

Andamenti del mercato finanziario

Nel periodo in esame, compreso tra il 5 giugno e il 23 luglio 2025, le oscillazioni dei mercati finanziari dell'area dell'euro sono state nel complesso relativamente contenute, nonostante il perdurare delle tensioni geopolitiche e delle rinnovate incertezze legate al commercio. Il tasso di riferimento a breve termine in euro €STR (euro short-term rate) è rimasto in un intervallo ristretto, dopo la decisione presa dal Consiglio direttivo nella riunione del 5 giugno 2025 di ridurre di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. La curva a termine è rimasta sostanzialmente stabile, e gli operatori hanno incorporato nei prezzi riduzioni cumulate dei tassi di interesse pari a circa 25 punti base entro la fine dell'anno.

I differenziali tra i rendimenti a lungo termine dei titoli di Stato e i tassi privi di rischio sono lievemente diminuiti. Ciò ha riflesso rendimenti sovrani dell'area dell'euro sostanzialmente invariati unitamente a un simultaneo incremento del tasso sugli overnight index swap (OIS), in un contesto caratterizzato da aspettative di una maggiore emissione di debito pubblico. I differenziali delle obbligazioni societarie dell'area dell'euro sono nel complesso diminuiti, riflettendo una ripresa della propensione al rischio dopo l'ampliamento dei differenziali in aprile. I mercati azionari dell'area dell'euro, per contro, hanno registrato un modesto calo nel periodo in esame, dopo il precedente rimbalzo innescato dall'annuncio dei dazi statunitensi del 2 aprile. Tale calo segnala una perdurante cautela degli investitori, soprattutto in settori sensibili ai rischi commerciali. Sui mercati dei cambi, l'euro si è apprezzato ulteriormente nei confronti del dollaro statunitense e su base ponderata per l'interscambio.

Nel periodo in esame i tassi privi di rischio dell'area dell'euro sono rimasti sostanzialmente stabili, nonostante il persistere di elevati livelli di incertezza commerciale e geopolitica. Al termine del periodo in esame il tasso €STR si è attestato all'1,92 per cento, in seguito alla decisione ampiamente prevista, adottata nella riunione di giugno del Consiglio direttivo, di ridurre di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. La liquidità in eccesso è diminuita di circa 53 miliardi di euro, scendendo a 2.655 miliardi. Ciò è dovuto principalmente al calo dei portafogli di titoli detenuti per finalità di politica monetaria, in quanto l'Eurosistema non reinveste più il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nell'ambito dei programmi di acquisto di attività. La curva a termine del tasso a breve termine privo di rischio si è spostata verso l'alto il giorno della decisione del Consiglio direttivo, per poi oscillare entro un intervallo ristretto nel corso del periodo in esame. Ciò è avvenuto nonostante l'accresciuta incertezza connessa allo scadere della sospensione dei dazi di 90 giorni il 9 luglio, successivamente estesa al 1° agosto, e le forti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che hanno contribuito a un temporaneo rialzo dei corsi petroliferi e a un aumento di breve durata della volatilità nei mercati finanziari, ma hanno avuto un impatto trascurabile sull'andamento implicito di mercato dei tassi di riferimento della BCE. Al termine del periodo in esame gli operatori di mercato hanno incorporato nei prezzi riduzioni cumulate dei tassi pari a circa 25 punti base entro la fine del 2025. L'inclinazione della curva dei tassi OIS si è accentuata, con tassi sostanzialmente invariati sugli orizzonti fino a cinque anni e in aumento di 6 punti base, fino al 2,5 per cento, sulla scadenza a dieci anni.

I differenziali tra i rendimenti a lungo termine dei titoli di Stato dell'area dell'euro e i tassi privi di rischio sono lievemente diminuiti nel periodo in esame (cfr. il grafico 13). Nello stesso periodo, il rendimento ponderato per il PIL dei titoli di Stato decennali dell'area dell'euro è rimasto sostanzialmente invariato al 3,0 per cento, mentre il tasso OIS a dieci anni è aumentato di 6 punti base.

Di conseguenza, la variazione complessiva dei premi per il rischio sovrano è stata modesta, come rispecchiato dal restringimento dei differenziali di 7 punti base, con oscillazioni dei rendimenti sostanzialmente simili tra i singoli emittenti sovrani dell'area dell'euro. L'aumento dei tassi nominali privi di rischio è stato in parte determinato da un incremento della compensazione per l'inflazione e, in parte, da tassi reali più elevati. Al di fuori dell'area dell'euro, i rendimenti dei titoli di Stato

statunitensi e del Regno Unito a dieci anni hanno registrato variazioni minime, attestandosi rispettivamente al 4,4 e al 4,6 per cento al termine del periodo in esame.



Nel periodo in esame le quotazioni azionarie dell'area dell'euro sono diminuite in misura modesta, riflettendo la persistente cautela da parte degli investitori, in un contesto attuale segnato da incertezze economiche. Dopo il rimbalzo dei corsi azionari a seguito dell'annuncio dei dazi statunitensi del 2 aprile, gli indici generali del mercato azionario sono scesi dello 0,4 per cento nel corso del periodo in esame, mentre le società non finanziarie (SNF) hanno registrato perdite dello 0,1 per cento e le società finanziarie un guadagno pari all'1,4 per cento, a indicare un clima di fiducia nel complesso cauto. Mentre il settore energetico ha beneficiato del rincaro del petrolio, in vari altri comparti le quotazioni azionarie hanno registrato un calo. I settori fortemente esposti al commercio internazionale hanno registrato le peggiori performance, nonostante l'apparente calma sui mercati in un contesto di negoziati commerciali in corso. Per contro, dopo la correzione avvenuta ad aprile, i mercati azionari statunitensi hanno evidenziato risultati notevolmente migliori rispetto a quelli delle loro controparti dell'area dell'euro, con indici generali in recupero del 7,0 per cento. Questa performance vigorosa è stata sostenuta da guadagni pari al 7,0 per cento registrati sia dalle società finanziarie sia dalle società non finanziarie.

La crescita dei titoli azionari delle SNF statunitensi è stata sospinta dal miglioramento del clima di fiducia degli investitori, che ha riflesso segnali di progresso nei negoziati commerciali, e dal perdurare di una forte domanda di titoli del comparto tecnologico, in particolare di quelli associati all'intelligenza artificiale.



I differenziali delle obbligazioni societarie dell'area dell'euro si sono contratti dopo il pronunciato ampliamento osservato in aprile, riflettendo una ripresa della propensione al rischio da parte degli investitori. All'inizio del periodo in esame i differenziali sono rimasti sostanzialmente stabili, in quanto gli investitori hanno valutato le potenziali implicazioni delle rinnovate tensioni commerciali a livello mondiale per gli utili societari e l'attività economica. Successivamente, tuttavia, quando il clima di fiducia ha iniziato a migliorare, i differenziali si sono contratti rispettivamente di 8 e 10 punti base nel comparto degli emittenti di qualità elevata (investment grade) e in quello ad alto rendimento (high yield). Tale contrazione è stata generalizzata sia per gli emittenti finanziari sia per quelli non finanziari.

Sui mercati dei cambi, l'euro si è apprezzato ulteriormente nei confronti del dollaro statunitense e su base ponderata per l'interscambio (cfr. il grafico 14). Nel periodo in esame il tasso di cambio effettivo nominale dell'euro, misurato sulle divise dei 41 più importanti partner commerciali dell'area, si è rafforzato del 2,1 per cento. L'euro si è apprezzato del 3,0 per cento nei confronti del dollaro statunitense, sostenuto dai fondamentali relativamente robusti dell'area dell'euro nonché dai timori circa la sostenibilità dei conti pubblici degli Stati Uniti, in presenza di perduranti incertezze commerciali. La traiettoria al rialzo dell'euro si è generalmente protratta a giugno, nonostante l'intensificarsi dei rischi geopolitici, compreso il conflitto tra Israele e Iran. A partire dagli inizi di luglio tale traiettoria ascendente si è in parte invertita rispetto al dollaro statunitense e su base ponderata per l'interscambio, in quanto gli investitori hanno rivisto le attese di un ulteriore allentamento della politica monetaria statunitense, sulla scorta di dati sull'inflazione più alti del previsto.

L'apprezzamento dell'euro è stato relativamente generalizzato, con un rafforzamento nei confronti di gran parte delle divise principali e delle economie emergenti. L'euro ha registrato guadagni notevoli nei confronti dello yen giapponese (4,5 per cento), determinati dalle incertezze relative ai dazi statunitensi, nonché dalle prospettive politiche e monetarie del Giappone. Per contro, si è lievemente deprezzato rispetto al franco svizzero, dello 0,7 per cento, riflettendo la costante domanda di quest'ultimo come valuta rifugio in questo periodo di acuite incertezze.



LA CONGIUNTURA ITALIANA

(Nota sull'andamento dell'economica italiana - ISTAT, aggiornamento del 10 luglio 2025)

Si conferma la crescita del Pil nel primo trimestre; +0,3% in termini congiunturali. A questa dinamica ha contribuito positivamente sia la domanda nazionale al netto delle scorte sia, in misura più contenuta, quella estera, mentre la variazione delle scorte ha fornito un contributo negativo. La variazione acquisita per il 2025 è pari a 0,5%.

In calo la produzione industriale. A maggio, l'indice destagionalizzato della produzione industriale ha segnato un calo congiunturale dello 0,7%, dopo l'aumento dello 0,9% registrato ad aprile. Il risultato è dovuto al rallentamento nei settori dei beni di consumo (-1,3%) e dei beni intermedi (-1,0%), alla stazionarietà dei beni strumentali e alla crescita del comparto energetico (+0,7%). Tuttavia, nella media del trimestre marzo-maggio, l'indice è salito dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti, grazie al traino dei beni strumentali (+1,7%) e intermedi (+0,8%).

Settore delle costruzioni in ripresa ad aprile, dopo due mesi di flessione, con una crescita rispetto al mese precedente: l'indice destagionalizzato è aumentato in termini congiunturali del 2,4%. Anche nella media del trimestre febbraio-aprile la produzione nelle costruzioni è aumentata in termini congiunturali (+1,7%). Nel periodo gennaio-marzo l'indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, ha registrato, dopo tre trimestri di crescita, una leggera flessione su base congiunturale (-0,2%), sintesi di una marcata riduzione dei prezzi delle abitazioni nuove (-8,7%) e di un aumento di quelli delle abitazioni esistenti (+1,7%). Tale andamento si colloca in un contesto di espansione dei volumi di compravendita nel settore residenziale. Nel primo trimestre, l'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate ha rilevato un aumento tendenziale pari all'11,2%, in ulteriore accelerazione rispetto al già positivo incremento del 7,6% registrato nel periodo precedente.

Continua la crescita dei servizi, sebbene a un ritmo più contenuto (+0,8% a marzo e +0,4% ad aprile, i rispettivi tassi di crescita congiunturali dell'indice del fatturato in volume). Tuttavia, nel periodo febbraio-aprile, il confronto con il trimestre precedente evidenzia una lieve flessione complessiva del settore (-0,2%). I comparti che hanno registrato le performance peggiori sono stati le attività immobiliari (-1,9%), i servizi di alloggio e ristorazione (-0,8%) e le attività professionali, scientifiche e tecniche (-0,5%).

Nel primo trimestre, il tasso di investimento delle società non finanziarie è stato pari al 22,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto ai tre mesi precedenti, a sintesi di una crescita del valore aggiunto (+0,7%) più contenuta rispetto a quella degli investimenti fissi lordi (+1,4%). Nello stesso periodo, la quota di profitto delle società non finanziarie, dopo il picco osservato nel primo trimestre del 2023, ha registrato l'ottava flessione consecutiva, attestandosi al 42,1%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto ai tre mesi precedenti.

Migliora la fiducia delle imprese. L'indice ha segnato a giugno il secondo aumento consecutivo, diffuso a tutti i comparti, ad eccezione di quello del commercio al dettaglio. Nel settore manifatturiero si evidenzia un peggioramento nei giudizi sugli ordini, a fronte di un miglioramento delle aspettative sulla produzione. Le scorte vengono valutate in fase di decumulo. Nelle costruzioni, le attese sull'occupazione mostrano un miglioramento, mentre i giudizi sugli ordini rimangono stabili. Nei servizi di mercato si rileva un miglioramento nei giudizi sugli ordini e sull'andamento degli affari, mentre le attese sugli ordini sono sostanzialmente stabili. Tra i settori, i servizi di trasporto e magazzinaggio registrano l'incremento più significativo, mentre i servizi turistici mostrano una flessione.



Aumentano gli scambi di beni con l'estero nei primi quattro mesi dell'anno: nonostante l'incertezza del quadro internazionale legata agli annunci di politica commerciale USA, nel complesso crescono sia l'export sia l'import di beni in valore, rispettivamente del 2,5% e del 6,0% rispetto allo stesso periodo del 2024, a seguito anche di un probabile effetto anticipo degli scambi in previsione di dazi.

A sostenere la crescita tendenziale dell'export nel periodo considerato sono state soprattutto le vendite di prodotti farmaceutici (+38,7%), che hanno un peso di rilievo negli scambi dell'Italia sia sui mercati Ue sia extra Ue, nonché quelle di mezzi di trasporto (esclusi gli autoveicoli) (+10,3%), di metalli e prodotti in metallo (+5, 8%) e dei prodotti dell' alimentare bevande e tabacco (+5,3%). Sono diminuite invece le vendite di autoveicoli (-11,6%), che già avevano mostrato segnali di difficoltà nel 2024, di macchinari (-2,2%) e di coke e prodotti petroliferi (-28,1%).

Nonostante l'incremento delle vendite abbia riguardato sia i mercati Ue sia quelli extra-UE, i primi hanno mostrato un maggiore dinamismo (la variazione nel periodo gennaio-aprile è stata pari rispettivamente a +2,8 e +2,1%), grazie anche all'incremento delle esportazioni verso i principali parnter commerciali (Germania +4,1%; Francia +1,8%; Spagna +10,8%) che determinano complessivamente più della metà delle vendite italiane dirette nell'Ue.

Tra i mercati extra-UE, nello stesso periodo, sono risultati particolamenre dinamici i flussi verso Svizzera e Stati Uniti (rispettivamente +13,1 e +8,4 %) mentre si sono ridotte le vendite in Russia (-15%), Cina (-10,5%) e Turchia (-17,9%); deboli le esportazioni dirette verso il Regno Unito (+0,8%). In particolare con riferimento al mercato statunitense, gli aumenti hanno interessato pricipalmente la Farmaceutica che pesa oltre il 20% del totale delle vendite e il comparto dell'alimentare bevande. A maggio, i dati sugli scambi extra Ue evidenziano per il secondo mese consecutivo un calo delle vendite (-3,5% in termini congiunturali, -5,2% in termini tendenziali) (Figura 3), su cui ha inciso la debole performance verso Cina, Turchia, Russia (con una contrazione superiore al 20%) e del Regno Unito (-9,6%), mentre le esportazioni dirette nel mercato elvetico e quello statunitense hanno mostrato un aumento (rispettivamente pari a +9,2 e +2,5%).

L'occupazione è in aumento, con il numero di occupati che a maggio è pari a 24 milioni 301 mila unità. La crescita ha coinvolto sia gli uomini sia le donne e chi ha almeno 50 anni. Per posizione professionale l'occupazione è aumentata sia tra i dipendenti permanenti, sia tra gli autonomi, mentre è diminuita tra i dipendenti a termine. Il tasso di occupazione aumenta ed è pari al 62,9% (Figura 4).

Rispetto al mese precedente, la disoccupazione è cresciuta per entrambe le componenti di genere e gli individui di tutte le di età. Nel confronto mensile il tasso di disoccupazione totale (che nell'area euro è in aumento di 0,1 punti, ed è pari al 6,3%), sale al 6,5% (+0,4 punti), quello giovanile al 21,6% (+1,7 punti). Rispetto ad aprile, infine, il tasso d'inattività è in calo al 32,6% (-0,5 punti).



Confrontando il trimestre marzo-maggio 2025 con quello precedente (dicembre 2024-febbraio 2025), si registra un aumento del livello di occupazione pari allo 0,4%, per un totale di 93 mila occupati, che interessa i maschi e le femmine, i dipendenti permanenti, gli autonomi e chi ha almeno 50 anni. La crescita dell'occupazione, osservata nel confronto trimestrale, si associa alla crescita delle persone in cerca di lavoro (+0,8%, pari a +13mila unità) e alla diminuzione degli inattivi (-0,8% pari a -94 mila unità).

In termini tendenziali gli occupati a maggio sono 408 mila in più (+1,7%), con il tasso di occupazione in aumento di 0,8 punti. Nel confronto con l'anno precedente, il tasso di disoccupazione diminuisce di 0,1 punti nel complesso e cresce di 1,0 punti tra i giovani. Diminuisce nell'anno di riferimento il numero di inattivi (-2,6% pari a -320mila unità) e il tasso di inattività (-0,8 punti).

Cresce nel primo trimestre la spesa delle famiglie per consumi finali (+1,2% in termini congiunturali), a fronte di un incremento del reddito disponibile lordo (+1,8%). La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stimata al 9,3%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al periodo precedente (Figura 5). Infine, è cresciuto il potere d'acquisto delle famiglie dello 0,9%, pur in presenza di un aumento dei prezzi pari allo 0,9% (deflatore implicito dei consumi finali delle famiglie).

Peggiora la fiducia dei consumatori a giugno, con un calo diffuso a tutte le componenti; fanno eccezione i giudizi e le attese sulla situazione economica generale e sulla disoccupazione. I quattro indicatori calcolati mensilmente evidenziano variazioni eterogenee: il clima economico aumenta (da 97,5 a 99,6), il clima futuro rimane stabile (a 93,7), mentre il clima personale e quello corrente diminuiscono (rispettivamente da 96,1 a 94,8 e da 98,6 a 97,9).

Lieve flessione congiunturale delle vendite al dettaglio a maggio, sia in valore (-0,4%) sia in volume (-0,5%). In particolare, calano le vendite dei beni alimentari (-0,9% in valore e -1,2% in volume), mentre sono stazionarie quelle dei beni non alimentari. Anche considerando il trimestre marzo-maggio, le vendite al dettaglio si confermano in diminuzione, in termini congiunturali, sia in valore (-0,1%) sia in volume (-0,5%), con andamenti differenti per le due componenti: in aumento le vendite dei beni alimentari in valore (+0,4%), mentre diminuiscono quelle in volume (-0,4%); in diminuzione le vendite dei beni non alimentari sia in valore sia in volume (rispettivamente -0,3% e -0,6%).

Migliorano le attese sull'occupazione a giugno (rispetto al mese precedente) da parte delle imprese,

in particolare nei settori delle Costruzioni e dei Servizi di Mercato.



L'inflazione al consumo cresce leggermente. La dinamica dell'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) è cresciuta marginalmente in giugno (stima preliminare), risultando pari all'1,7% in termini tendenziali (1,6% in maggio) e allo 0,2% in termini congiunturali (-0,1% nel mese precedente). L'inflazione acquisita a giugno per il 2025 è pari a 1,4%.

Flessione dei listini dei beni energetici, che hanno continuato a ridursi in giugno per il terzo mese consecutivo, con un calo dell'1,2% rispetto a maggio (-5,8% ad aprile e -2,0% a maggio), raggiungendo il livello più basso dal febbraio 2022 (inizio dell'intervento armato russo in Ucraina). A giugno il prezzo è inferiore del 4,7% rispetto a dicembre 2024.

Continuano a crescere i prezzi dei beni alimentari con un incremento dello 0,2% a giugno (+0,5% a maggio), del 2,2% nei primi sei mesi dell'anno; l'inflazione acquisita per il 2025 pari a 2,9%. In particolare, a giugno sono scesi dello 0,4% i prezzi degli alimentari non lavorati (+0,7% a maggio), mentre sono aumentati dello 0,6% quelli degli alimentari lavorati (+0,3% nel mese precedente). La crescita da inizio d'anno risulta così pari a 1,7% per i prodotti freschi e a 2,5% per quelli lavorati.

Accelera l'inflazione del carrello della spesa (beni alimentari e beni per la cura della casa e della persona) che a giugno è pari al 3,1% (dal 2,7% di maggio). Data la diversa composizione dei panieri, con il carrello della spesa che vede un maggior peso percentuale dei beni alimentari (con prezzi in aumento) e non comprende invece i beni energetici (con prezzi in forte riduzione), negli ultimi tre mesi il differenziale tra l'inflazione relativa al carrello della spesa e quella al consumo si è progressivamente ampliato, passando dai 2 decimi di punto in marzo a 1,4 punti percentuali in giugno. Tuttavia, questa tendenza recente rispecchia una dinamica in atto in un arco temporale più ampio: rispetto al livello medio del 2021, il prezzo del carrello della spesa risulta essere cresciuto di quasi il 25%, contro il 17% di aumento registrato dall'indice aggregato dei prezzi al consumo (NIC). (Figura 6).

Risalita dei prezzi nei servizi che hanno registrato a giugno una crescita pari allo 0,6,% rispetto a maggio. Gli aumenti maggiori si rilevano per i servizi di trasporto (1,1%) e per quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8%). Complessivamente i prezzi nei servizi, durante i primi sei mesi dell'anno, sono cresciuti del 2,8%.

L'inflazione di fondo oscilla intorno al 2,0%. L'indice core (al netto degli energetici e alimentari non lavorati), dopo il rialzo di aprile (2,1% da 1,7 di marzo), negli ultimi due mesi ha oscillato intorno al 2% (1,9% in maggio e 2,1% in giugno), determinando una dinamica acquisita per il 2025 pari all'1,8%.

L'inflazione armonizzata in Italia è stabile e inferiore alla media dell'area euro. L' inflazione IPCA a giugno, secondo il dato preliminare, è stata pari a +1,7% in Italia (stabile rispetto a maggio), a +2,0% nella media dell'area euro (+1,9% a maggio), a +2,0% in Germania (+2,1% nel mese precedente) ed a

+2,2% in Spagna (+2,0% a maggio). In Francia l'inflazione armonizzata risulta pari allo +0,8% (+0,6% nel mese precedente), risentendo degli effetti delle revisioni al ribasso dei prezzi amministrati apportate dal governo francese.

Scendono i prezzi dei prodotti importati ad aprile (-1,2% su base congiunturale; -1,0% in marzo), per effetto della significativa riduzione nei beni energetici (-6,6%; -6,0%% in marzo) e, in misura minore, di quelli intermedi (-0,5%; +0,3%) e di consumo (-0,3% e -0,4% rispettivamente). La dinamica tendenziale dei prezzi dei prodotti importati è risultata in aprile pari a -1,5% (+0,6% in marzo).



In calo i prezzi alla produzione per l'industria… A maggio si registra un calo dello 0,7%, dopo i significativi ribassi di aprile (-2,2%) e marzo (-2,4%). Tale dinamica è trainata dal comparto energetico (-2,4% a maggio; -7,9% in aprile e -8,4% a marzo), a fronte di una sostanziale stabilità dei prezzi alla produzione negli altri settori (-0,1% a maggio e +0,1% in ciascuno dei due mesi precedenti). In termini tendenziali, la dinamica dei prezzi alla produzione dell'industria continua ad evidenziare un rallentamento a (+1,7% a maggio, dopo il +2,6% in aprile e +3,9% in marzo).

---e per le costruzioni. L'indice dei prezzi alla produzione registra una lieve contrazione (-0,2%) a maggio, sia per gli edifici sia per strade e ferrovie. La dinamica tendenziale rallenta portandosi a +1,3% per gli edifici (+1,7% in aprile) e a +0,1% per strade e ferrovie (+0,3% in aprile).

Tra i consumatori diminuiscono le attese di rialzo dell'inflazione nei prossimi dodici mesi. A giugno, per la seconda volta consecutiva, si riduce al 42,1% la quota di coloro che si attendono un rialzo (46,1% a maggio) mentre cresce il numero sia di coloro che si aspettano una riduzione (39,7% rispetto a 37% di maggio) sia di coloro che si attendono una stabilità (il 16,4% rispetto al 14,9% di maggio).

Aumentano le imprese che intendono mantenere stabili i listini nei successivi tre mesi sia nel comparto manifatturiero (85,9% a giugno, da 84,2% di maggio), sia nelle costruzioni (92,6% da 88,5%), mentre si mantiene pressoché invariata nel commercio al dettaglio e nei servizi di mercato. Il saldo tra le attese di rialzo e di ribasso scende a giugno a 4,4 punti percentuali nella manifattura (5,8 nel mese precedente), 4,2 punti nelle costruzioni (7,9 in maggio) e a 4,8 nei servizi di mercato (5,8 nel mese precedente), e si mantiene intorno a 12,5 punti percentuali nel commercio.

‌Andamento del settore

Relativamente al settore siderurgico e ferroviario si rileva che:

Entrambi i mercati sono oggetto di importanti investimenti del PNRR (Piano Nazionale Ripresa Resilienza). Negli anni l'Italia ha accumulato significativi gap infrastrutturali, lacune che sono certamente collegate sia alla scarsa digitalizzazione, sia alle infrastrutture fisiche.

I settori più interessati da questo ritardo sono il ferroviario (238 miliardi circa), il portuale (79 miliardi) e l'energetico (39 miliardi). Il gap infrastrutturale fisico del nostro paese costa 70 miliardi di euro ogni anno in termini di export, pari a 15% del totale.

Per questo il PNRR ha stanziato complessivamente 81,4 miliardi di euro (il 22% circa del fabbisogno complessivo) per gli investimenti su rete ferroviaria, sicurezza stradale, intermodalità, logistica integrata, mobilità sostenibile.

Più in particolare, per quanto riguarda il settore siderurgico italiano, nel 2022 ha rallentato, evidenziando un nuovo squilibrio tra l'andamento dell'offerta nazionale e la domanda, specialmente nella prima metà dell'anno. La produzione ha seguito un sentiero in discesa con una ripida caduta nei mesi estivi, a causa dei rialzi delle quotazioni energetiche. Al contrario, la domanda apparente si è contraddistinta per una forte vivacità nel primo semestre, spinta dalla nuova espansione delle importazioni, in particolare da quelle originarie dai Paesi extra-UE, per poi frenare nei mesi successivi. La produzione di acciaio è diminuita dell'11,5%, registrando il minor livello produttivo degli ultimi dieci anni.

Nel 2022 i flussi commerciali dei prodotti siderurgici evidenziano un nuovo ampliamento del differenziale delle importazioni sulle esportazioni, risultando in un ulteriore peggioramento del saldo commerciale del settore. Le importazioni, che nel 2021 avevano registrato un'impennata (+28,7%), recuperando la caduta del 2020 e posizionandosi sui livelli di picco del 2018, nell'ultimo anno. Le esportazioni, che già nel 2021 non erano riuscite a recuperare completamente i livelli pre-pandemia, anche nell'ultimo anno hanno mostrato una dinamica più debole con il -6,8%, ai minimi storici dal 2011 dopo quello del 2020. Il saldo della bilancia commerciale è rimasto negativo, per l'ottavo anno consecutivo, ed è ulteriormente peggiorato, da un disavanzo di 3,7 M.t. del 2021 a un disavanzo di 4,5



M.t. del 2022.

L'andamento delle quotazioni dei prodotti siderurgici ha risentito delle turbolenze innescate dal conflitto Russia-Ucraina, risultando in una elevata variabilità spinta dall'impennata dei prezzi energetici e dall'indisponibilità nel breve periodo di alcune produzioni ucraine, successivamente

sostituite. Come emerge dalle statistiche ISTAT, il rialzo della componente energetica ha pesato sui prezzi alla produzione dei diversi comparti produttivi, con un impatto più robusto per la siderurgia (+25,5%), rispetto agli altri settori energivori: cartario (+24,8%), chimica (+23,0%), vetro (+20,4%), plastica (+14,5%) e legno (+14,5%). L'incremento dei prezzi finali, in ogni caso più contenuto rispetto alla crescita degli energetici, ha contribuito a sostenere il fatturato, nonostante la discesa dei volumi. Nel complesso, si rileva come il fatturato dell'industria siderurgica nel 2022, stimato in circa 66 miliardi di euro, sia cresciuto del 15,8% rispetto al 2021.

Il rallentamento dell'attività produttiva si ritrova nelle statistiche sociali delle aziende siderurgiche, in riferimento alle ore lavorate e a quelle di cassaintegrazione. A fine 2022 gli occupati diretti della siderurgia primaria evidenziano un lieve miglioramento (+0,4%) rispetto all'anno precedente. L'evoluzione dell'occupazione del settore mostra una stabilizzazione degli addetti diretti negli ultimi quattro anni, dopo la discesa verticale osservata a partire dalla crisi economica del 2009.

In linea con l'attività produttiva, le ore lavorate nella siderurgia primaria sono diminuite del 5,8% su

base annua.

Contestualmente, si è assistito ad un maggior ricorso alla cassa integrazione, con un aumento del 4,3%, ritornato sui livelli medi degli ultimi dieci anni. Analogamente, anche le ore di assenza (escluse quelle per cassa integrazione) sono tornate in crescita (+9,5%). Nel dettaglio, si è registrata una riduzione soltanto per le ore di sciopero, risultate pari a 72 mila ore.

Il mercato siderurgico mantiene le sue caratteristiche di forte volatilità e peculiarità degli impianti richiesti; in questo contesto Bertolotti Spa continua a mantenere rapporti con tutti i principali leader del settore (Arcelor Mittal, Tata Steel, Marcegaglia, ecc.) avendo acquisito, durante il periodo, importanti commesse tuttora in corso d'esecuzione.

Il settore ferroviario, che come sopra ricordato, è stato concesso in affitto alla controllata Bertolotti Rail S.r.l. presenta una buona vitalità anche se si resta in attesa della piena attuazione del piano PNRR che si auspica porterà miglioramenti generali e nel settore specifico.

Il settore aeronautico conferma ancora la sua fase di stallo (la crisi del settore si sta riverberando ovviamente sugli investimenti); si rimane in attesa di conoscere quali siano i prossimi investimenti che verranno attuati dai clienti, restando naturalmente pronti a cogliere tutte le possibili opportunità. Si ricorda che la società è stata riaccreditata da Leonardo S.p.a. come partner per le forniture di impianti e si stanno valutando le prime richieste di offerta.

La società ha proseguito il cammino intrapreso di progressiva automazione dei propri impianti. L'iniziativa è in linea con le nuove esigenze e le richieste del mercato in cui la società opera. Continuano e sono progressivamente aumentati gli investimenti in R&S in tutti i settori strategici.

L'area Service continua la propria tendenza di crescita, iniziando a far registrare fatturati ed ordinativi

significativi e progressivamente in aumento.

‌Andamento della gestione e continuità aziendale

L'andamento della gestione al 30.06.2025 per le società del Gruppo è da ritenersi più che soddisfacente.

L'esercizio appena terminato ha visto Bertolotti S.p.A. traguardare gli obiettivi previsionali prefissati sia in termini qualitativi che quantitativi. In particolare, si sottolinea la puntuale realizzazione e consegna di tutti gli impianti previsti dalla commessa più consistente presente nel portafoglio ordini di inizio anno.

Da un punto di vista commerciale, continuano i contatti con le principali proprietà indiane per approciare l'altro grande mercato mondiale che vede la presenza della società con un propria legal entity.

Continua l'impegno della società nella sua politica di ricerca e sviluppo. L'obbiettivo è quello di mantenere il vantaggi competitivo acquisito grazie alle soluzioni ingegneristiche al alto contenuto tecnologico.

Da un punto di vista operativo continua lo sviluppo dei processi di digitalizzazione dei processi aziendali. Ciò si rende necessario anche in virtù del continuo aumento delle maestranze, raddoppiate nel corso dell'esercizio appena concluso. Tale processo è continuamente accompagnato da un imponente piano formativo che coinvolge tutti i reparti aziendali.

Nel complesso la continuità aziendale è assicurata da un buon portafoglio ordini a conferma della bontà delle scelte strategiche del board.

Anche il settore "RAIL" presenta una buona vitalità anche se si resta in attesa della piena attuazione

del piano PNRR che si auspica porterà miglioramenti generali.

L'esercizio trascorso deve intendersi positivo, tenuto conto dello scenario altamente complesso sia a

livello nazionale che internazionale.

Si segnala in particolare con l'apertura della Legal Entity indiana da parte della controllante si è registrato un consolidamento della presenza della Vostra società in un mercato in crescita e molto attivo in investimenti nel settore ferroviario.

La situazione nazionale e mondiale più in generale fanno sperare nella possibilità di poter sfruttare le opportunità offerte da un mercato in sviluppo e con possibilità sempre crescenti.

Bertolotti RAIL inoltre ha effettuato e sta attuando un importantissimo piano di investimenti.

Nel corso dell'esercizio sono proseguiti gli investimenti relativi alle fasi preliminari del "progetto Pontassieve".

Tali azioni, anche grazie alla confermata e rafforzata presenza internazionale, si auspica garantiranno il raggiungimento di risultati in ulteriore miglioramento; con l'acquisizione di nuove aree di mercato e clienti sempre più importanti; assicurando così un progressivo consolidamento della posizione economico-finanziaria dell'azienda.

L'attuale portafoglio degli ordinativi acquisiti consente di avere una buona visibilità anche per l'esercizio successivo garantendone un buon volume di fatturato su tutte le linee di prodotto in essere.

‌Fatti di rilievo verificatisi nel corso del periodo

In data 30 aprile 2025 l'Assemblea degli azionisti di Bertolotti ha approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2024 e ha preso visione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2024. In particolare, l'Assemblea degli azionisti in pari data ha approvato la destinazione dell'utile di esercizio pari ad Euro 1.671.600,00 come segue: (i) agli azionisti, un dividendo unitario (cedola n. 2) di Euro 0,098 per ciascuna azione - pari ad un monte dividendi complessivo di Euro 300.076,00, con ex date il 06 ottobre 2025, record date il 07 ottobre 2025 e payment date il 08 ottobre 2025; (ii) Euro 1.371.524,00 a riserve e, nello specifico Euro 33.789,00 a riserva legale ed Euro 1.337.735,00 a riserva straordinaria.

In data 21 maggio 2025 la Società ha reso noto di aver completato con successo l'emissione di due

prestiti obbligazionari non convertibili e secured per un importo complessivo di Euro 10 milioni.

Il primo prestito obbligazionario di importo pari ad Euro 5 milioni è stato integralmente sottoscritto da RedFish Basket Bond S.r.l., società veicolo costituita ai sensi della Legge 130/1999, avente a oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione nell'ambito del programma RedFish Basket Bond, che prevede a propria volta la sottoscrizione di titoli asset backed securities senior sottoscritti da Banca Finint e titoli junior sottoscritti da Redfish Capital Debt S.p.A.. Le obbligazioni del seguente prestito hanno il codice ISIN IT0005649220. Il secondo prestito obbligazionario di importo pari ad Euro 5 milioni è stato interamente sottoscritto da Finint Investments., in qualità di gestore del fondo di investimento alternativo di tipo chiuso denominato "PMI Italia III". Le obbligazioni del seguente prestito hanno il codice ISIN IT0005649253.

Entrambi i prestiti presentano le seguenti caratteristiche:

  • durata di circa 7 anni, con scadenza fissata nel mese di maggio 2032;

  • ciascuno è composto da 50 obbligazioni del valore nominale unitario di Euro 100.000;

  • rimborso alla pari, con rate di ammortamento semestrali dopo un periodo di preammortamento di 24 mesi;

  • tasso di interesse variabile indicizzato all'Euribor 6 mesi (con floor a 0%), maggiorato di 550

    punti base annui;

  • emissione in forma dematerializzata e accentramento presso Euronext Securities Milan;

  • non sono destinati alla quotazione né su mercati regolamentati né su sistemi multilaterali di negoziazione;

  • destinati esclusivamente a investitori qualificati ai sensi dell'articolo 2 del Regolamento (UE) 2017/1129 del Parlamento Europeo e del consiglio del 14 giugno 2017, come successivamente modificato e integrato e dell'articolo 100, paragrafo 3, lettera a) del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, come successivamente modificato e integrato, come implementato dall'articolo 35, paragrafo 1, lettera d) e dall'allegato 3 del regolamento adottato dalla Consob con delibera n. 2307 del 15 febbraio 2018, come successivamente modificato e integrato) e dall'articolo 34-ter, paragrafo 1, lettera b) del regolamento adottato dalla Consob con delibera

    n. 11971 del 14 maggio 1999, come successivamente modificato e integrato (gli "Investitori Professionali") e in caso di successiva circolazione delle obbligazioni, non sarà consentito il trasferimento delle stesse a soggetti che non siano Investitori Professionali;

  • il rispetto di alcuni covenant di natura finanziaria nonché la presenza di impegni di fare e non fare, usuali per operazioni similari.

    A garanzia di ambedue i prestiti sono stati costituiti in favore dei sottoscrittori:

  • un pegno su un conto corrente intestato alla Società;

  • una ipoteca di primo grado su un compendio immobiliare sito a Pontassieve (Firenze) di proprietà esclusiva di Bertolotti Rail S.r.l., società interamente controllata da Bertolotti.

Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio

Si ricorda che in data 03/08/2022, la Società Bertolotti Rail S.r.l. ha acquistato un polo industriale ferroviario sito nel comune di Pontassieve, Firenze. L'acquisto, da Ferrovie dello Stato S.p.a., ha interessato vari immobili di caratura industriale e terreni adiacenti. Il complesso, inserito all'interno di un sistema rotabile, garantirà uno slancio in termini di produttività ed operatività. Nel corso del primo semestre del 2025 sono continuate le attività di investimento e costruzione. La fase 1 e la fase 2 del progetto sono state concluse nel corso del mese di settembre 2025 con il rilascio dell'agibilità a partire dal 15 settembre 2025.

Nel mese di luglio 2025 la controllante Bertolotti S.p.A. si è aggiudicata una gara di appalto indetta da EAV (Ente Autonomo Volturno), per un valore di 23 milioni di Euro ed avente ad oggetto la fornitura di locomotori a batteria. Tale aggiudicazione rafforza in modo sostanziale il piano di perseguimento della strategia di Gruppo di allargamento della propria presenza sul mercato ferroviario, con focus sul segmento "Vehicles".

‌Analisi economica e patrimoniale

Nel presente bilancio sono presentati e commentati alcuni indicatori economico - finanziari e alcuni prospetti riclassificati.

Gli indicatori alternativi di performance elencati di seguito dovrebbero essere usati come un supplemento informativo rispetto a quanto previsto dagli OIC per assistere gli utilizzatori della Relazione sulla gestione nella migliore comprensione dell'andamento economico, patrimoniale e finanziario del Gruppo.

‌Risultati Economici

La tabella che segue riporta le principali voci di Conto Economico del 31 dicembre 2024, comparate

con i corrispondenti valori dell'analogo periodo precedente:

Dati in Euro

Conto economico

30.06.2025

30.06.2024

Var €

Var %

Ricavi delle vendite e delle prestazioni

20.967.710

32.153.562

(11.185.853)

-35%

Variaz. delle rim. di prod. In corso di lavorazione, semilavorati e

prodotti finiti

3.502.427

(3.115.049)

6.617.475

-212%

Altri ricavi

1.089.596

36.186

1.053.411

2911%

Valore della produzione

25.559.732

29.074.699

(3.514.967)

-12%

Costi per materie prime

(11.014.292)

(14.738.044)

3.723.753

-25%

Costi per servizi

(5.503.772)

(6.525.396)

1.021.624

-16%

Variaz. Rimanenze Mat. Prime

420.996

329.862

91.134

28%

Costi per godimento beni di terzi

(1.049.009)

(455.857)

(593.153)

130%

Costi per il personale

(5.015.594)

(4.474.361)

(541.233)

12%

Oneri diversi di gestione

(592.675)

(277.003)

(315.672)

114%

EBITDA

2.805.387

2.933.901

(128.514)

-4%

EBITDA %

11%

10%

0

9%

Amm.to Immobilizzazioni Immateriali

(313.741)

(295.324)

(18.417)

6,2%

Amm.to Immobilizzazioni Materiali

(149.725)

(165.692)

15.967

-9,6%

Accantonamenti

(33.250)

(27.417)

(5.833)

21,3%

EBIT

2.308.671

2.445.468

(136.798)

-6%

EBIT%

9%

8%

0

7%

interessi attivi (passivi)

(211.431)

(323.915)

112.484

-35%

EBT

2.097.240

2.121.554

(24.314)

-1%

EBT %

8%

7%

0

12%

Imposte correnti

(684.024)

(622.229)

(61.794)

10%

0

Utile/(Perdita) d'esercizio

1.413.216

1.499.324

(86.108)

-6%

Profit/(Loss) %

6%

5%

Al 30.06.2025 il Gruppo ha registrato un valore della produzione pari a Euro/migliaia 25.559, in riduzione rispetto al 30.06.2024 del 12%.

Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) si attesta a Euro/migliaia 2.805 con un'incidenza sul Valore della Produzione dell'11%.

Il Risultato Operativo risulta pari a Euro/migliaia 2.308 (Euro/migliaia 2.445 al 30 giugno 2024), con

un'incidenza sul Valore della Produzione del 9%.

Il Risultato al netto delle imposte risulta positivo per Euro/migliaia 1.413.

‌Situazione Patrimoniale

Al fine di illustrare la situazione finanziaria e patrimoniale, sono stati predisposti distinti schemi riclassificati. Tali schemi riclassificati contengono indicatori di performance alternativi rispetto a quelli risultanti direttamente dagli schemi del Bilancio annuale consolidato.

Stato Patrimoniale riclassificato

Si riporta di seguito il dettaglio al 30 giugno 2025 per fonti e impieghi dello stato patrimoniale, confrontato con i rispettivi dati al 31 dicembre 2024.

Dati in Euro

Stato Patrimoniale 30.06.2025 31.12.2024 Var € Var %

Immobilizzazioni Immateriali 3.248.497 3.338.278 -89.781 -3%

Immobilizzazioni Materiali 14.014.211 9.024.057 4.990.154 55%

Immobilizzazioni Finanziarie 988.419 252.521 735.899 291%

Capitale Immobilizzato

18.251.127

12.614.856

5.636.272

45%

Rimanenze 14.699.902 11.434.303 3.265.599 29%

-16.093.256

Crediti Commerciali 17.069.356 16.878.940 190.416 1%

Debiti Commerciali -13.819.416

2.273.840 -14%

Capitale Circolante Commerciale

17.949.842

12.219.987

5.729.854

47%

Altre attività correnti 522.945 559.215 -36.270 -6%

Altre passività correnti -9.069.020 -5.612.249 -3.456.770 62%

Crediti e debiti tributari -463.679 946.032 -1.409.710 -149%

Ratei e risconti netti -957.081 -554.760 -402.320 73%

Capitale Circolante Netto

7.983.007

7.558.225

424.783

6%

Fondo per rischi ed oneri -473.997 -312.745 -161.252 52%

Fondo TFR -874.602 -979.229 104.627 -11%

Capitale Investito Netto (Impieghi)

24.885.535

18.881.106

6.004.429

32%

Debiti verso banche 7.033.092 8.027.017 -993.926 -12%

Prestito Obbligazionario 9.744.525 0 9.744.525 n.a.

Disponibilità liquide -7.028.836 -3.289.114 -3.739.723 114%

Indebitamento Finanziario Netto

9.748.780

4.737.904

5.010.877

106%

Capitale sociale 1.568.173 1.568.173 0 0%

Riserve 12.155.367 9.458.875 2.696.492 29%

Risultato d'esercizio 1.413.216 3.116.155 -1.702.939 -55%

Patrimonio Netto

15.136.755

14.143.203

993.553

7%

Totale Fonti

24.885.535

18.881.106

6.004.429

32%



Posizione Finanziaria Netta

Si riporta di seguito il dettaglio della "posizione finanziaria netta" al 30 giugno 2025:

Dati in Euro

Indebitamento Finanziario Netto

30.06.2025

31.12.2024

Variazione Var %

A. Disponibilità liquide

6.938.058

3.206.925

3.731.134 116%

B. Mezzi equivalenti a disponibilità liquide

0

0

0 0%

C. Altre attività finanziarie correnti

90.778

82.189

8.589 10%

D. Liquidità (A) + (B) + (C)

7.028.836

3.289.114

3.739.723 114%

E. Debito finanziario corrente

2.527.164

2.996.429

-469.265 -16%

F. Parte corrente del debito finanziario non corrente Parte corrente del prestito obbligazionario

Parte corrente del debito concordatario

0

0

0 0%

0 #DIV/0!

G. Indebitamento finanziario corrente (E) + (F)

2.527.164

2.996.429

-469.265 -16%

Indebitamento finanziario corrente netto (G) - (D)

-4.501.672

-292.685

-4.208.987 1438%

I. Debito finanziario non corrente

4.505.927

5.030.588

-524.661 -10%

J. Strumenti di debito

9.744.525

0

9.744.525 n.a.

K. Debiti commerciali e altri debiti non correnti

0

0

0 0%

L. Indebitamento finanziario non corrente (I) + (J) + (K)

14.250.452

5.030.588

9.219.864 183%

M. Totale indebitamento finanziario (H) + (L)

9.748.780

4.737.903

5.010.877 106%

Il Totale della Posizione Finanziaria Netta al 30 giugno 2025 ammonta a Euro/migliaia 9.748.



Informazioni attinenti all'ambiente e al personale

Tenuto conto del ruolo sociale dell'impresa si ritiene opportuno fornire le seguenti informazioni attinenti all'ambiente e al personale.

Personale

Per il Gruppo Bertolotti il personale dipendente costituisce un fattore critico di successo. La qualità dei prodotti realizzati dipende dalla forte dedizione quotidiana dei suoi collaboratori.

Su di esse il Gruppo fonda la propria cultura aziendale e i propri valori che da sempre lo contraddistinguono. Consapevole che i risultati positivi raggiunti negli anni sono stati ottenuti grazie all'impegno delle persone, il Gruppo Bertolotti si impegna nell'ascolto dei propri dipendenti e nell'assicurare lo sviluppo di tutti sul piano personale e professionale, attraverso la valorizzazione delle loro competenze, la promozione del benessere e la tutela della loro salute e sicurezza.

Si riporta di seguito la suddivisione del personale al 30 giugno 2025:

Bertolotti S.p.A.

dipendenti al 30 giugno 2025 per ruolo e genere

Giu-25

Ruolo

F

%

M

%

Totale

Dirigenti

1

1%

3

2.7%

4

Quadri

1

1%

3

2.7%

4

Impiegati

23

21.1%

41

37.6%

64

Operai

0

0%

37

33.9%

37

Totale complessivo

25

23.1%

84

76.9%

109



dipendenti 30 giugno 2025 per contratto e genere

Giu-25

Tipo contratto

F

M

Totale

Tempo indeterminato

23

81

104

Tempo determinato

2

3

5

Totale complessivo

25

84

109

fascia età/genere

Genere

Ruolo

<30

F

30-50

>50

M

<30

30-50

>50

Manager (Dirigenti/Quadri)

0

1

1

0

0

6

Impiegati

7

9

7

9

22

10

Operai

0

0

0

8

18

11

Totale complessivo

7

10

8

17

40

27

25

84

Totale donne

Totale uomini

Bertolotti Rail S.r.l.

dipendenti al 30 giugno 2025 per ruolo e genere

Giu-25

Ruolo

F

%

M

%

Totale

Manager (Dirigenti)

0

0%

1

4%

0

Quadri

0

0%

0

0%

0

Impiegati

0

0%

23

92%

0

Operai

0

0%

1

4%

0

Totale complessivo

0

0%

25

100%

0

dipendenti 30 giugno 2025 per contratto e genere

Giu-25

Tipo contratto

F

M

Totale

Tempo indeterminato

Tempo determinato

0

0

22

3

22

3

Totale complessivo

0

25

25

fascia età/genere

Genere

F

M

Ruolo

<30

30-50

>50

<30

30-50

>50

Manager (Dirigenti)

0

0

0

0

0

1

Impiegati

0

0

0

5

12

6

Operai

0

0

0

0

1

0

Totale complessivo

0

0

0

5

13

7

0

25

Totale donne

Totale uomini

Bertolotti AI Works S.r.l.



dipendenti al 30 giugno 2025 per ruolo e genere

Gen-25

Ruolo

F

%

M

%

Totale

Manager (Quadro)

1

10%

1

10%

2

Impiegati

0

0%

8

80%

8

Totale complessivo

1

10%

9

90%

10

dipendenti 30 giugno 2025 per contratto e genere

giu-24

Tipo contratto

F

M

Totale

Tempo indeterminato

1

9

10

Totale complessivo

1

9

10

fascia età/genere

Genere

F

M

Ruolo

<30

30-50

>50

<30

30-50

>50

Manager (Quadro)

0

0

1

0

1

0

Impiegati

0

0

0

3

5

0

Totale complessivo

0

0

1

3

5

0

1

9

Totale donne

Totale uomini

Ambiente

La Direzione del Gruppo Bertolotti considera la corretta gestione delle tematiche ambientali e delle esigenze e aspettative delle parti interessate in materia ambientale come un obiettivo strategico e fondamentale per il proprio sviluppo.

A tal fine, ciascuna azienda del Gruppo, monitora e gestisce gli impatti ambientali in modo significativo durante tutta l'esecuzione dell'incarico di commessa. In particolare, vengono individuati gli aspetti ambientali rilevanti durante le diverse fasi di vita di un impianto, compresi i processi di fabbricazione e montaggio e garantisce che le attività svolte rispettino i requisiti di legge in materia ambientale.

L'impegno si concretizza non soltanto nella fase di produzione, ma anche nella gestione responsabile al termine del suo ciclo di vita, fornendo indicazioni utili sulle modalità di corretto smaltimento, come l'adozione di alcuni opportuni accorgimenti per prevenire i danni connessi a una cattiva gestione dei rifiuti e promuovendo il riciclo e il recupero degli stessi.

Adesione al Regolamento EMAS



L'EMAS, acronimo di Eco-Management and Audit Scheme, è uno strumento volontario creato dalla Comunità Europea con l'obiettivo di valutare e migliorare le prestazioni ambientali delle organizzazioni che vi aderiscono.

La capogruppo Bertolotti S.p.A., con la propria Registrazione EMAS, ha voluto rafforzare il proprio impegno verso una completa e rigorosa gestione ambientale delle proprie attività. In tal senso, l'azienda è soggetta ad una valutazione e revisione approfondita dei sistemi e delle performance

Disclaimer

Bertolotti S.p.A. Impianti per l'Industria Siderurgica e Mineraria ha pubblicato questo contenuto il 30 settembre 2025, ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da , senza apportare modifiche o alterazioni, il 30 settembre 2025 alle 05:31 UTC.

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