26/10/2023 - Biesse S.p.A.: RELAZIONE TRIMESTRALE AL 30 SETTEMBRE 2023

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Relazione trimestrale al 30 settembre 2023

Relazione

Finanziaria Trimestrale al 30 Settembre 2023

Biesse S.p.A.

RELAZIONE FINANZIARIA TRIMESTRALE AL 30 SETTEMBRE 2023

IL GRUPPO BIESSE

3

STRUTTURA DEL GRUPPO BIESSE

3

PROFILO DEL GRUPPO BIESSE

4

INTRODUZIONE

4

INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE

4

FINANCIAL HIGHLIGHTS

5

COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI SOCIALI

8

RELAZIONE SULL'ANDAMENTO DELLA GESTIONE

9

IL CONTESTO ECONOMICO

9

IL SETTORE DI RIFERIMENTO

11

L'EVOLUZIONE DELLA GESTIONE

12

PRINCIPALI EVENTI

13

SINTESI DATI ECONOMICI

14

SINTESI DATI PATRIMONIALI

16

SEGMENT REPORTING

18

ATTESTAZIONE AI SENSI DEL COMMA 2 ART. 154 BIS TUF

18

Pag. 2 di 18

IL GRUPPO BIESSE

STRUTTURA DEL GRUPPO BIESSE

Le società appartenenti al Gruppo Biesse rientranti all'interno dell'area di consolidamento sono le seguenti:

Note: i diversi colori rappresentano i sottogruppi della catena di controllo

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PROFILO DEL GRUPPO BIESSE

Il Gruppo Biesse è una multinazionale che produce linee integrate e macchine per la lavorazione del legno, del vetro, della pietra, della plastica, dei materiali compositi e dei materiali che verranno. Nato in Italia nel 1969 e quotato dal Giugno 2001 al segmento Euronext Star di Borsa Italiana, il Gruppo Biesse supporta l'evoluzione del business dei clienti che operano nei settori del mobile, dell'housing & construction, dell'automotive e dell'aerospace. Oggi, più del 75% del fatturato consolidato è realizzato all'estero grazie ad una rete mondiale in continua crescita con 4 campus produttivi e oltre 30 showroom attraverso i quali vengono raggiunti oltre 160 paesi. Grazie alle competenze di circa 4.000 dipendenti, si incoraggia l'immaginazione di aziende leader dei propri settori e dei nomi prestigiosi del design italiano e internazionale per dar luce alle potenzialità di qualsiasi materiale.

Rispetto al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2022, si segnala che in data 4 luglio 2023 si è concluso l'iter di fusione della società controllata Movetro S.r.l. in Forvet S.p.A. Costruzione Macchine Speciali (sua consociata, nonché controllata di Biesse S.p.A.), con effetto a partire dal 1 gennaio 2022, mentre in data 21 luglio 2023 si è concluso l'iter di fusione della società controllata Montresor & Co. S.r.l. nella controllante Biesse S.p.A., con effetto a partire dal 1 gennaio 2023. Si rammenta che le suddette operazioni di fusione sono ininfluenti dal punto di vista degli effetti sul bilancio consolidato.

INTRODUZIONE

La relazione trimestrale consolidata del Gruppo Biesse al 30 settembre 2023, non sottoposta a revisione contabile, redatta ai sensi dell'art. 154-ter, comma 2, del Testo Unico della Finanza, è predisposta conformemente ai criteri di valutazione e di misurazione stabiliti dagli International Financial Reporting Standards (IFRS).

I principi contabili ed i criteri di valutazione sono conformi a quelli del bilancio al 31/12/2022 ai quali si fa rinvio. In questa sede, inoltre, si evidenzia quanto segue:

  • la situazione trimestrale è stata predisposta secondo il criterio della separazione dei periodi in base al quale il periodo di riferimento è considerato come esercizio autonomo; in tale ottica il conto economico trimestrale riflette le componenti economiche di pertinenza del periodo nel rispetto del principio della competenza temporale;
  • le situazioni contabili a base del processo di consolidamento sono quelle predisposte dalle società controllate con riferimento al 30/09/2023, rettificate, ove necessario, per adeguarle ai principi contabili di Gruppo.

INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE

Il Management utilizza alcuni indicatori di performance, che non sono identificati come misure contabili nell'ambito degli IFRS (NON-GAAPmeasures), per consentire una migliore valutazione dell'andamento del Gruppo Biesse. Il criterio di determinazione applicato dal Gruppo Biesse potrebbe non essere omogeneo con quello adottato da altri Gruppi e gli indicatori potrebbero non essere comparabili con quelli determinati da questi ultimi. Tali indicatori di performance, determinati in conformità a quanto stabilito dagli Orientamenti sugli indicatori di performance emessi dall'ESMA/2015/1415 e adottati dalla CONSOB con comunicazione n.92543 del 3 dicembre 2015, si riferiscono alla performance del periodo contabile oggetto del presente Resoconto Annuale di Gestione e dell'esercizio precedente posto a confronto.

Gli indicatori di performance devono essere considerati come complementari e non sostituiscono i dati finanziari redatti secondo gli IFRS. Di seguito la descrizione dei principali indicatori adottati.

  • Valore Aggiunto: tale indicatore è definito come Utile (Perdita) dell'esercizio al lordo delle imposte sul reddito, degli oneri e proventi finanziari, delle perdite ed utili su cambi, degli ammortamenti di immobilizzazioni materiali ed immateriali, delle svalutazioni di immobilizzazioni per impairment test, degli accantonamenti a fondi rischi ed oneri, dei costi e ricavi derivanti da operazioni considerate dalla
    Direzione di natura non ricorrente rispetto all'attività caratteristica del Gruppo Biesse, nonché dei costi del personale.
  • Margine Operativo Lordo Adjusted o EBITDA Adjusted (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization Adjusted): tale indicatore è definito come Utile (Perdita) dell'esercizio al lordo delle imposte sul reddito, degli oneri e proventi finanziari, delle perdite ed utili su cambi, degli ammortamenti di immobilizzazioni materiali ed immateriali, delle svalutazioni di immobilizzazioni per impairment test,

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degli accantonamenti a fondi rischi ed oneri, nonché dei costi e ricavi derivanti da operazioni considerate dalla Direzione di natura non ricorrente rispetto all'attività caratteristica del Gruppo Biesse.

  • Risultato Operativo Adjusted o EBIT Adjusted (Earnings Before Interest and Taxes Adjusted): tale indicatore è definito come Utile (Perdita) dell'esercizio al lordo delle imposte sul reddito, degli oneri e proventi finanziari, delle perdite ed utili su cambi, delle svalutazioni di immobilizzazioni per impairment test, nonchè dei costi e ricavi derivanti da operazioni considerate dalla Direzione di natura non ricorrente rispetto all'attività caratteristica del Gruppo Biesse.
  • Risultato Operativo o EBIT (Earnings Before Interest and Taxes): tale indicatore è definito come Utile
    (Perdita) dell'esercizio al lordo delle imposte sul reddito, degli oneri e proventi finanziari e delle perdite ed utili su cambi.
  • Capitale Circolante Netto Operativo: tale indicatore è calcolato come somma di Rimanenze, Crediti commerciali e Attività contrattuali, al netto di Debiti commerciali e Passività contrattuali.
  • Capitale Circolante Netto: tale indicatore è calcolato come somma del Capitale Circolante Netto Operativo e delle Altre Attività e Passività Correnti inclusi i Fondi rischi e oneri a breve termine.
  • Capitale Investito Netto: tale indicatore è rappresentato dal totale delle Attività Correnti e Non Correnti, ad esclusione di quelle finanziarie, al netto delle Passività Correnti e Non Correnti, ad esclusione di quelle finanziarie.
  • Posizione Finanziaria Netta: tale indicatore è calcolato conformemente alle disposizioni contenute nella Comunicazione n. 5/21 del 29 aprile 2021 emesso da Consob che rimanda alle Raccomandazioni ESMA del 4 marzo 2021.

FINANCIAL HIGHLIGHTS

30 S e tte mbre

% su

30 S e tte mbre

% su

De lta %

2023

ricavi

2022

ricavi

Migliaia di euro

Ricavi delle vendite e delle prestazioni

595.656

100,0%

613.371

100,0%

(2,9)%

EBITDA adjusted (1)

62.748

10,5%

70.788

11,5%

(11,4)%

EBIT adjusted (1)

34.311

5,8%

42.591

6,9%

(19,4)%

EBIT (1)

28.074

4,7%

44.158

7,2%

(36,4)%

Risultato del periodo

15.949

2,7%

24.801

4,0%

(35,7)%

Ebitda margin adjusted

15,0%

10,0%

11,5%

10,5%

5,0%

0,0%

09/23

09/22

Ebit margin adjusted

10,0%

8,0%

6,0%

6,9%

4,0%

5,8%

2,0%

0,0%

09/23

09/22

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Dati patrimoniali

30 S e tte mbre

31 Dice mbre

2023

2022

Migliaia di euro

Capitale Investito Netto

(1)

178.000

144.147

Patrimonio Netto

268.114

260.793

Posizione Finanziaria Netta

90.115

116.646

Capitale Circolante Netto Operativo

(1)

70.819

7.908

Portafoglio ordini

290.953

384.659

(1) grandezze riferite a livelli intermedi di risultato e ad aggregati patrimoniali e finanziari per le quali sono forniti nella Relazione sulla Gestione e nelle Note al Bilancio i criteri adottati per la loro determinazione.

migliaia di euro

Posizione Finanziaria Netta

150

100

116,6

50

90,1

0

09/23

2022

migliaia di euro

Capitale Circolante Netto Operativo

40

  1. 70,8

10

7,9

0

09/23

2022

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Dati di struttura (*)

30 S ettembre

30 S ettembre

2023

2022

Numero dipendenti a fine periodo

3.965

4.232

Numero dipendenti

4.300

4.200

4.100

4.232

4.164

4.120

4.000

4.072

3.965

3.900

3.800

09/22

12/22

03/23

06/23

09/23

  • sono inclusi nel dato i lavoratori somministrati.

Fatturato per dipendente

di euro

200

migliaia

150

150,2

144,9

100

09/23

09/22

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COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI SOCIALI

Consiglio di Amministrazione

Presidente

Giancarlo Selci

Amministratore delegato

Roberto Selci

Co-Amministratore Delegato

Massimo Potenza

Consigliere non esecutivo

Alessandra Baronciani

Consigliere indipendente (Lead Indipendent Director) Rossella Schiavini

Consigliere indipendente

Ferruccio Borsani

Consigliere indipendente

Federica Ricceri

Collegio Sindacale

Presidente

Paolo De Mitri

Sindaco effettivo

Giovanni Ciurlo

Sindaco effettivo

Enrica Perusia

Sindaco supplente

Silvia Muzi

Sindaco supplente

Maurizio Gennari

Comitato per il Controllo e rischi - Comitato per la Remunerazione

Federica Ricceri

Rossella Schiavini

Comitato per le operazioni con parti correlate

Ferruccio Borsani

Rossella Schiavini

Società di Revisione

Deloitte & Touche S.p.A.

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RELAZIONE SULL'ANDAMENTO DELLA GESTIONE

IL CONTESTO ECONOMICO

ANDAMENTO DELL'ECONOMIA MONDIALE

Dopo il forte recupero osservato all'inizio del 2023, l'economia mondiale dovrebbe espandersi a un ritmo più moderato nel resto dell'anno, riflettendo principalmente la perdita di slancio della ripresa economica della Cina. Tuttavia, le prospettive per la crescita mondiale contenute nelle proiezioni macroeconomiche per l'area dell'euro formulate dagli esperti della BCE a settembre restano sostanzialmente simili a quelle formulate a giugno dagli esperti dell'Eurosistema. Di fatto, sebbene la crescita mondiale rimanga complessivamente stabile nell'orizzonte di proiezione, la sua composizione per paese è cambiata, giacché le prospettive di crescita per la Cina sono state riviste significativamente al ribasso, mentre la crescita del PIL in termini reali è stata rivista al rialzo negli Stati Uniti a causa della capacità di tenuta dimostrata finora dalla sua economia. Nel 2023 la debole crescita del commercio mondiale riflette la composizione dell'attività economica mondiale, trainata da paesi a minore intensità di scambi (economie emergenti), componenti della domanda (consumi) e prodotti (servizi). La crescita dell'interscambio internazionale dovrebbe accelerare di nuovo nel resto del periodo considerato e aumenterebbe sostanzialmente, in linea con l'attività mondiale. Rispetto alle proiezioni di giugno, sia la crescita delle importazioni mondiali sia quella della domanda estera dell'area dell'euro sono state riviste al ribasso per il 2023, in larga misura per effetto di ulteriori revisioni al ribasso dei dati storici e di risultati inferiori alle stime nel secondo trimestre registrati alla data di chiusura per le proiezioni. Tuttavia, la crescita della domanda estera nel resto dell'orizzonte temporale di proiezione rimane comparabile con le proiezioni di giugno. L'inflazione complessiva misurata sull'indice dei prezzi al consumo (IPC) a livello internazionale sta diminuendo gradualmente, ma le pressioni inflazionistiche di fondo rimangono forti, in particolare tra le economie avanzate.

STATI UNITI

Negli Stati Uniti, l'attività economica ha mostrato capacità di tenuta, sebbene sia attesa una moderazione verso la fine dell'anno, a fronte dell'inasprimento della politica monetaria che pone vincoli all'attività. I dati recenti sulla spesa delle famiglie e sull'attività nel settore dei servizi indicano che la crescita del PIL si manterrà vigorosa nel terzo trimestre. Nondimeno, è attesa una lieve moderazione della crescita dei consumi da parte delle famiglie nel contesto di un allentamento delle condizioni del mercato del lavoro. Gli standard di credito più restrittivi dovrebbero gravare sugli investimenti, determinando una crescita positiva ma al di sotto del PIL potenziale nel periodo 2024-2025. Secondo le proiezioni, nel 2025 dovrebbe osservarsi una moderata ripresa della crescita del PIL in termini reali. A luglio, l'inflazione complessiva misurata sull'IPC ha registrato un lieve aumento, al 3,2 per cento, rispetto al 3,0 di giugno, a causa di un minore contributo disinflazionistico fornito dalla componente energetica. Nello stesso mese, l'inflazione di fondo

  • scesa solo lievemente al 4,7 per cento (dal 4,8 per cento di giugno) in presenza di un protratto calo dell'inflazione relativa ai beni, mentre tra i servizi la ripresa dell'inflazione di quelli di trasporto e ricreativi compensa in parte il calo in corso dell'inflazione dei servizi di alloggio. L'inflazione complessiva dovrebbe diminuire, nonostante il calo della crescita salariale, per quanto ancora robusta, che esercita persistenti pressioni al rialzo sull'inflazione relativa ai servizi non abitativi.

GIAPPONE

In Giappone l'economia ha registrato una crescita significativa nella prima metà del 2023, pur in presenza di dinamiche in evoluzione. Mentre la domanda interna è stata una determinante fondamentale della crescita nella prima parte dell'anno, il sorprendente vigore nella crescita del secondo trimestre è stato sostenuto quasi interamente dalle esportazioni nette, mentre la domanda interna ha ristagnato. In prospettiva, secondo le proiezioni l'attività economica dovrebbe continuare a seguire una traiettoria di crescita moderata. Se da un lato la domanda interna dovrebbe recuperare in certa misura nel terzo trimestre, dall'altro è probabile che la crescita rallenti rispetto alla prima metà dell'anno, di riflesso alla ripresa delle importazioni. L'inflazione complessiva sui dodici mesi è rimasta invariata al 3,3 per cento a luglio, giacché il calo della componente energetica è stato compensato dall'aumento dell'inflazione dei beni alimentari e delle spese per alloggi e telefonia mobile. Nello stesso mese l'inflazione di fondo è aumentata lievemente, dal 2,6 al 2,7 per cento, di riflesso alla dinamica di fondo dei prezzi delle imprese. L'inflazione complessiva dovrebbe moderarsi nella seconda metà di quest'anno con l'attenuarsi delle pressioni sui costi, in linea con il recente rallentamento dell'inflazione dei prezzi alla produzione e con il calo dei prezzi all'importazione.

REGNO UNITO

Nel Regno Unito la crescita è stata modesta nell'ultimo anno in presenza di un'inflazione elevata e di un inasprimento delle condizioni di finanziamento, pur mostrando una certa capacità di tenuta. Anche la crescita dell'attività economica dovrebbe rimanere moderata nei prossimi trimestri, di riflesso a pressioni

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inflazionistiche più persistenti di quanto previsto nelle proiezioni di giugno, mentre anche famiglie e imprese devono far fronte a tassi di interesse più elevati a seguito dell'ulteriore inasprimento della politica monetaria. I dati delle indagini recenti hanno aggiunto rischi al ribasso per le prospettive a breve termine, con il PMI composito relativo al prodotto che è sceso di sei punti negli ultimi quattro mesi. Per il prossimo anno in base alle proiezioni si prevede un recupero dell'attività, sostenuto dalla ripresa dei salari reali a fronte del perdurante calo dell'inflazione. L'inflazione complessiva misurata sull'IPC è scesa notevolmente al 6,8 per cento a luglio (dal 7,9 per cento di giugno), principalmente a causa della forte diminuzione delle bollette energetiche e del calo della componente alimentare. Allo stesso tempo, l'inflazione di fondo è rimasta invariata al 6,9 per cento, a causa del livello persistentemente elevato di quella dei servizi. L'inflazione complessiva dovrebbe diminuire nel corso del tempo, raggiungendo l'obiettivo della Bank of England del 2 per cento all'inizio del 2025.

CINA

In Cina la crescita ha subito una netta perdita di slancio nel secondo trimestre. Dopo aver segnato un forte recupero nel primo trimestre del 2023, a seguito dell'allentamento delle misure di contenimento legate al COVID-19, la dinamica della crescita ha subito un marcato rallentamento nel secondo trimestre, per effetto di una nuova contrazione del mercato dell'edilizia residenziale, che ha inciso anche sul clima di fiducia dei consumatori. Mentre l'attività dei consumi, soprattutto nel settore dei servizi, ha continuato a normalizzarsi, le esportazioni nette e gli investimenti privati sono stati più deboli di quanto previsto nelle proiezioni di giugno. Gli indicatori ad alta frequenza disponibili fino ad agosto segnalano una perdurante debolezza del mercato degli immobili residenziali e una moderazione della crescita nei servizi, ma una certa stabilizzazione dell'attività manifatturiera. L'inflazione complessiva sui dodici mesi misurata sull'IPC

  • scesa in territorio negativo a luglio (-0,3 per cento sui dodici mesi), mentre l'inflazione di fondo misurata sull'IPC ha continuato a salire (+0,8 per cento sui dodici mesi), sospinta principalmente dai prezzi dei servizi. In termini mensili, sia l'inflazione complessiva sia quella di fondo sono lievemente aumentate, dopo i cali dei mesi precedenti. Ciò suggerisce che l'inflazione sui dodici mesi potrebbe iniziare ad aumentare, anche se è probabile che la debolezza della domanda interna ed esterna limiti le pressioni inflazionistiche.

AREA EURO

L'economia dell'area dell'euro ha mostrato un sostanziale ristagno nella prima metà dell'anno. Nel secondo trimestre del 2023 la crescita del PIL in termini reali è stata pari allo 0,1 per cento, come nel primo. Gli indicatori recenti ne rilevano la debolezza anche nel terzo trimestre. La minore domanda di esportazioni dell'area dell'euro e l'impatto delle condizioni di finanziamento restrittive stanno frenando la crescita, anche mediante i più ridotti investimenti sia in edilizia residenziale sia da parte delle imprese. Il rallentamento dell'attività si sta estendendo a tutti i settori dell'economia. La produzione manifatturiera è in calo dal quarto trimestre del 2022 e ci si attende che rimanga debole, dato che il passato impulso alla produzione derivante dagli ordinativi arretrati sta diminuendo e i nuovi ordinativi rimangono modesti. L'attività nel settore dei servizi, che aveva evidenziato una maggiore capacità di tenuta, all'inizio del terzo trimestre ha mostrato chiari segnali di rallentamento, suggerendo che lo stimolo alla domanda di servizi successivo alla pandemia potrebbe essere in via di esaurimento. Nel corso del tempo la dinamica economica dovrebbe intensificarsi con l'aumento atteso dei redditi reali, sostenuti dal calo dell'inflazione, dall'incremento delle retribuzioni e dal vigore del mercato del lavoro; ciò dovrebbe consolidare la spesa per consumi. Tale prospettiva trova sostanziale riscontro nelle proiezioni macroeconomiche per l'area dell'euro formulate a settembre 2023 dagli esperti della BCE, secondo le quali la crescita su base annua del PIL in termini reali rallenterebbe allo 0,7 per cento nell'anno in corso, per poi risalire all'1,0 per cento nel 2024 e all'1,5 per cento nel 2025. Rispetto alle proiezioni macroeconomiche formulate dagli esperti dell'Eurosistema a giugno 2023, le prospettive per la crescita del PIL sono state riviste al ribasso sull'intero orizzonte di proiezione, di 0,2 punti percentuali per il 2023, 0,5 punti percentuali per il 2024 e 0,1 punti percentuali per il 2025. I rischi per la crescita economica sono orientati verso il basso.

ITALIA

Il netto rialzo del PIL nel primo trimestre è stato in buona parte compensato dal calo registrato nel secondo, maggiore delle attese. Nei mesi primaverili i consumi delle famiglie hanno rallentato, a fronte della tenuta del mercato del lavoro e del ristagno del reddito disponibile. La spesa per investimenti fissi è tornata a flettere, dopo una prolungata fase di espansione, collocandosi comunque su livelli di quasi il 25 per cento superiori a quelli pre-pandemici; questa riduzione è riconducibile alla componente delle costruzioni, che ha risentito, specialmente per le abitazioni, della minore spinta derivante dalle misure di supporto fiscali. L'interscambio con l'estero ha fornito un contributo lievemente negativo per effetto del calo delle esportazioni, che riflette il deterioramento della domanda mondiale, e di una stazionarietà nelle importazioni. Dal lato dell'offerta il valore aggiunto è diminuito in tutti i comparti: significativamente nell'agricoltura e nelle costruzioni, in misura minore nell'industria in senso stretto e solo marginalmente nei servizi. Nel terzo trimestre, a fronte della fiacchezza dell'attività nell'industria in senso stretto e nei servizi, per il valore aggiunto nelle costruzioni, pure in riduzione, emergono segnali di migliore tenuta

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Disclaimer

Biesse S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 26 ottobre 2023 ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 26 ottobre 2023 15:13:39 UTC.

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