COMUNICATO STAMPA
RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 DICEMBRE 2021
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UTILE NETTO D'ESERCIZIO A € 9,4 MLN
(NEGATIVO PER € 11,0 MLN AL 31 DICEMBRE 2020)
RACCOLTA DA CLIENTELA IN CRESCITA A € 5,0 MLD
(€ 4,5 MLD AL 31 DICEMBRE 2020; +10,6%)
ELEVATA SOLIDITÀ PATRIMONIALE
COMMON EQUITY TIER 1 RATIO (CET1 RATIO) PHASED-IN AL 27,8%
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RISULTATI SUPERIORI AGLI OBIETTIVI DEL PIANO STRATEGICO 2020-2025
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NASCE BANCA INVESTIS
APPROVATA LA NUOVA DENOMINAZIONE SOCIALE
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CONFERMATI UTILE E CRESCITA
Utile d'esercizio pari a € 9,4 milioni (negativo per € 11,0 milioni al 31 dicembre 2020)
Raccolta totale da clientela in crescita a € 5,0 miliardi (€ 4,5 miliardi al 31 dicembre 2020; +10,6%)
ELEVATI INDICI DI PATRIMONIALIZZAZIONE E DI LIQUIDITÀ
CET1 Ratio (phased-in) pari al 27,8%
Liquidity Coverage Ratio (LCR) pari al 170% e Net Stable Funding Ratio (NSFR) pari al 131%
CONTINUANO LE INIZIATIVE DI RILANCIO E LA RICERCA DI OPZIONI DI CRESCITA
Proseguono le iniziative previste dal PIANO STRATEGICO 2020-2025, che confermano un
turnaround di successo e in anticipo rispetto agli obiettivi
Continua la ricerca di possibili acquisizioni e/o integrazioni per accelerare il conseguimento
degli obiettivi previsti, in una prospettiva di value creation
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Milano, 10 febbraio 2022
Il Consiglio di Amministrazione (il "CDA") di Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni S.p.A. (la "BANCA" o "BANCA INTERMOBILIARE") si è riunito nella giornata odierna per l'approvazione dei risultati consolidati al 31 dicembre 2021.
I risultati al 31 dicembre 2021 evidenziano un utile netto di € 9,4 milioni e un CET1 Ratio (phased- in) del 27,8%, che si confrontano, rispettivamente, con una perdita netta di € 11,0 milioni e un CET1 Ratio (phased-in) del 25,5% al 31 dicembre 2020. In crescita anche la raccolta totale da clientela (Total Client Asset o TCA) che a fine dicembre 2021 è risultata di circa € 5,0 miliardi, in aumento del 10,6% rispetto ai valori di fine 2020 (circa € 4,5 miliardi).
Si tratta di risultati nel complesso superiori agli obiettivi del PIANO STRATEGICO 2020-2025 che consentono al Gruppo un ritorno all'utile d'esercizio che mancava dal 2013. In tale contesto si inserisce il prestigioso riconoscimento assegnato a Banca Intermobiliare in occasione dell'evento PRIVATE BANKING AWARD 2021 tenutosi lo scorso novembre "… per il successo nel turnaround e nel piano di rilancio che ha riportato la società al centro del mercato, assegnandole il ruolo di polo aggregante in Italia".
Proseguono le iniziative di investimento finalizzate all'inserimento di nuove figure commerciali, allo sviluppo tecnologico e al rilancio del modello strategico-operativoper caratterizzare BANCA INTERMOBILIARE quale operatore indipendente di servizi ad elevato valore aggiunto di WEALTH MANAGEMENT, ASSET MANAGEMENT e CORPORATE & INVESTMENT BANKING.
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NUOVA DENOMINAZIONE SOCIALE - NASCE BANCA INVESTIS
L'Assemblea degli Azionisti di Banca Intermobiliare, riunitasi nella giornata odierna in seduta straordinaria e ordinaria, ha approvato alcune modifiche dello Statuto Sociale, tra cui la variazione della denominazione sociale della Banca in "BANCA INVESTIS S.P.A." e del Gruppo in "GRUPPO BANCA INVESTIS".
La modifica della denominazione sociale, prevista tra le iniziative del PIANO STRATEGICO 2020-2025, rappresenta un altro importante milestone raggiunto e si colloca in un più ampio e articolato percorso di brand awareness connesso al rilancio e al riposizionamento strategico della Banca e del Gruppo.
Al fine di assicurare un'ordinata transizione nei rapporti con i terzi, la modifica della denominazione è soggetta, sino alla data del 31 agosto 2022, a un regime di applicazione transitoria anche con utilizzo della attuale denominazione.
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RISULTATI DI CONTO ECONOMICO
Il margine d'intermediazione al 31 dicembre 2021 si attesta a € 64,8 milioni, in aumento del 38,3% rispetto al 31 dicembre 2020 (€ 46,9 milioni):
- il margine d'interesse si attesta a € 4,8 milioni, in diminuzione del 45,8% rispetto al 2020 (€ 8,8 milioni), principalmente per il minor contributo del portafoglio titoli bancario, a fronte di minori volumi medi investiti, e per il contributo negativo del margine di interesse da impieghi su banche e controparti centrali in presenza di tassi di riferimento negativi. Si evidenzia, infine, l'aumento dei costi finanziari relativi all'applicazione dell'IFRS 16 su contratti di locazione;
- le commissioni nette dell'esercizio 2021 ammontano a € 40,0 milioni, in aumento di circa € 9,9 milioni rispetto all'esercizio 2020, inclusive di performance fees per € 14,2 milioni (€ 4,6 milioni nel 2020);
- il risultato dell'operatività finanziaria si attesta a circa € 20,1 milioni, in aumento del 150,7% rispetto al 2020 principalmente grazie a circa € 10,9 milioni rivenienti dalla cessione dell'outstanding residuo sui Titoli di Stato allocati nel business model HTC negli anni precedenti, deliberato dal CDA essendo venute meno le situazioni contingenti che ne avevano determinato originariamente la sua alimentazione, anche tenendo conto della prevista ridefinizione delle strategie di investimento verso una gestione maggiormente dinamica dell'operatività in coerenza con le previsioni del PIANO STRATEGICO 2020-2025.
Grazie alle continue iniziative di cost management i costi operativi, pari a € 54,1 milioni, in riduzione dell'1,9% rispetto all'esercizio precedente (€ 55,1 milioni):
- nel corso del 2021 le spese per il personale sono risultate pari a € 28,6 milioni, in crescita dell'1,9% rispetto all'esercizio 2020. Dipendenti al 31 dicembre 2021 pari a 243 unità (249 unità al 31 dicembre 2020 e 394 al 31 dicembre 2019);
- le altre spese amministrative, pari a € 20,8 milioni, registrano una riduzione del 16,4% circa rispetto all'esercizio precedente (€ 24,9 milioni);
- gli ammortamenti operativi ammontano a € 4,1 milioni e risultato in aumento rispetto al all'esercizio 2020, principalmente per effetto dell'applicazione del principio contabile IFRS 16 ai canoni di affitto delle nuove sedi di Milano, Torino e Roma;
- gli altri oneri e proventi di gestione risultano negativi per € 0,6 milioni (positivi per circa € 1,2 milioni nell'esercizio 2020) principalmente a causa di alcuni oneri straordinari e non ricorrenti registrati già nel I semestre dell'anno in corso.
Il risultato della gestione operativa, esclusi i costi di ristrutturazione one-off, risulta positivo per
- 10,7 milioni (negativo per € 8,3 milioni nell'esercizio 2020).
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Il risultato ante imposte risulta, di conseguenza, positivo per € 10,2 milioni (negativo per € 10,7 nell'esercizio 2020) e include:
- i costi di ristrutturazione one-off per € 0,4 milioni (€ 2,0 milioni nel 2020);
- gli accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri, pari a € 0,8 milioni (€ 0,1 milioni nel 2020);
- il contributo complessivo delle rettifiche di valore nette su strumenti finanziari e delle rettifiche di valore nette su crediti, che risulta pari a complessivi € 0,2 milioni, con indici di copertura sui crediti, sia performing che non performing, in aumento rispetto all'esercizio precedente;
- il risultato delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto, positivo per € 0,9 milioni (+24,4%) e interamente riconducibile alla quota di competenza del risultato di periodo della partecipazione in BIM Vita S.p.A., detenuta al 50% con UnipolSai Assicurazioni S.p.A. (Unipol Gruppo).
L'utile dell'operatività corrente al netto delle imposte e l'utile consolidato ammontano a € 9,3 milioni a fronte di una perdita di € 11,0 al 31 dicembre 2020, dopo aver determinato il carico fiscale corrente e differito negativo. In continuità con quanto effettuato con riferimento alle perdite fiscali dal 2017 al 2020, non si è provveduto a stanziare le Deferred Tax Assets (DTA).
L'utile consolidato del Gruppo, dopo la determinazione delle quote di pertinenza dei terzi (per le quote di minoranza della controllata BIM Insurance Brokers S.p.A.), risulta pari a € 9,4 milioni (perdita di € 11,0 milioni al 31 dicembre 2020).
AGGREGATI PATRIMONIALI
La raccolta totale da clientela ammonta, al netto delle duplicazioni, a circa € 5,0 miliardi, in aumento rispetto ai valori di fine 2020 (€ 4,5 miliardi al 31 dicembre 2020; +10,6%). La raccolta diretta è in aumento a € 0,7 miliardi, mentre la raccolta indiretta si attesta a € 4,3 miliardi (€ 3,9 miliardi al 31 dicembre 2020; +8,4%), di cui investita per € 2,5 miliardi in prodotti gestiti e € 1,5 miliardi in prodotti amministrati.
Il portafoglio crediti verso la clientela è pari a € 185,3 milioni (€ 194,0 milioni al 31 dicembre 2020; -4,5%), con impieghi vivi che si attestano a € 155,5 milioni (€ 156,0 milioni al 31 dicembre 2020; - 0,3%). Nel corso del 2021 è proseguita l'attività di de-risking che prevede la progressiva cessazione dell'attività di erogazione alla clientela corporate in favore di politiche di concessione focalizzate prevalentemente su crediti lombard. Continuano a essere monitorati gli impatti sui mercati finanziari e sul contesto economico della pandemia da Covid-19 con riferimento ai possibili riflessi sulle esposizioni creditizie. L'esposizione netta residua dei crediti deteriorati ammonta a € 13,3 milioni (€ 27,4 milioni al 31 dicembre 2020; -51,7%) grazie principalmente alla riduzione dell'utilizzo
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dell'esposizione deteriorata più significativa, classificata tra le inadempienze probabili al 31 dicembre 2020 e ora classificata tra le sofferenze; le esposizioni in crediti deteriorati sono pari al 7,2% del portafoglio crediti verso la clientela e con un tasso di copertura del 50,9%, in aumento rispetto al 31 dicembre 2020 (35,1%). Per il calcolo delle rettifiche su crediti sul portafoglio performing secondo il principio IFRS 9 sono stati considerati scenari prospettici aggiornati nel corso dell'anno, per tener conto di assunzioni macroeconomiche aggiornate. Gli impieghi vivi verso la clientela registrano un tasso di copertura pari allo 0,9%, in crescita rispetto allo 0,7% del 31 dicembre 2020.
La posizione finanziaria netta verso le banche e controparti centrali risulta a credito per € 275,1 milioni (a debito per € 27,2 milioni al 31 dicembre 2020). Il saldo delle disponibilità liquide, dei crediti verso le banche, società finanziarie e controparti centrali ammontano a € 355,9 milioni, in aumento rispetto al dato di fine 2020 (€ 80,7 milioni al 31 dicembre 2020; +341,3%), mentre i debiti si attestano a € 80,8 milioni (€ 107,9 milioni al 31 dicembre 2020; -25,0%)con un decremento di € 27,0 milioni. Tra le posizioni di credito risultano anche i margini per operatività in derivati della clientela, depositati presso controparti bancarie, finanziarie e istituzionali. La posizione finanziaria netta include i saldi dell'operatività sul mercato MTS Repo che, data la liquidità disponibile, al 31 dicembre 2021 risultano iscritti nelle posizioni a credito.
L'esposizione complessiva netta in strumenti finanziari ammonta a € 254,4 milioni (€ 361,1 milioni al 31 dicembre 2020: -29,6%)e risulta principalmente costituita dal portafoglio bancario. L'esposizione è caratterizzata da un'elevata concentrazione in titoli di debito governativi italiani, primariamente destinati all'attività di tesoreria, e da obbligazioni bancarie e corporate dei principali comparti industriali di emittenti dell'Unione Europea.
Il patrimonio netto contabile consolidato alla data del 31 dicembre 2021 ammonta a € 108,6 milioni (€ 77,1 milioni al 31 dicembre 2020) tenendo conto dell'utile d'esercizio di pertinenza del Gruppo pari a € 9,4 milioni (perdita di € 11,0 milioni al 31 dicembre 2020). Il patrimonio netto contabile individuale si attesta invece a € 92,7 milioni (€ 67,8 milioni al 31 dicembre 2020).
Per quanto riguarda la vigilanza prudenziale consolidata, alla data del 31 dicembre 2021 il Common Equity Tier 1 Ratio (CET1 Ratio) phased-in e il Total Capital Ratio (TCR) phased-in si attestano entrambi al 27,8%, in miglioramento rispetto ai corrispondenti valori del 31 dicembre 2020 (25,5%) grazie ai contributi dell'utile di periodo di € 9,4 milioni e dell'aumento di capitale di circa € 23,0 milioni completato lo scorso mese di dicembre, che hanno più che compensato la riduzione per € 13,6 milioni ascrivibile alla quota di adeguamento 2021, da re-includere nel CET1, per l'applicazione del regime transitorio (phased-in) relativo alla First Time Adoption del principio contabile IFRS9 sulle posizioni creditizie, per la quasi totalità oggetto di cartolarizzazione nel corso del 2018. Al 31 dicembre 2021 i Fondi Propri risultano pari a € 123,1 milioni (€ 102,0 milioni al 31 dicembre 2020) con Risk Weighted Asset (RWA) pari a € 443,4 milioni (€ 400,3 milioni al 31 dicembre 2020).
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BIM - Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 10 febbraio 2022 ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 10 febbraio 2022 18:20:16 UTC.
