Fondo Immobiliare
Dinamico
Fondo Comune di Investimento Immobiliare di Tipo Chiuso Riservato
RELAZIONE DI GESTIONE
DEL FONDO
AL 31 DICEMBRE 2021
(anche la "Relazione")
gestito da
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Relazione di Gestione al 31 dicembre 2021 |
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Fondo Immobiliare Dinamico |
INVESTMENT MANAGEMENT
RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI
Il Fondo "Immobiliare Dinamico" è stato il primo fondo italiano costituito con previsione di "aperture semestrali del capitale", ovvero con la possibilità per i sottoscrittori di riscattare le proprie quote, a determinate condizioni precisate dal Regolamento di Gestione del Fondo, e per i nuovi investitori di sottoscrivere quote di nuova emissione; entrambe le operazioni sono state effettuate al Net Asset Value.
Il Fondo è stato collocato in sede di prima emissione dal 16 novembre 2004 al 31 marzo 2005 raggiungendo una raccolta totale pari a Euro 130,7 milioni; in tale fase vennero sottoscritte 522.800 quote del Fondo, ciascuna del valore nominale di Euro 250, da parte di 9.139 sottoscrittori. In base a quanto previsto dal Regolamento di gestione, a decorrere dal 2006 e fino alla scadenza dell'undicesimo anno (2016), il Fondo ha riaperto le sottoscrizioni nei periodi 1° maggio - 30 giugno e 1° ottobre - 31 dicembre di ciascun anno. Pertanto, a seguito dell'apertura dell'ultima finestra ottobre - dicembre 2016, il Fondo risulta "chiuso".
Il totale complessivo delle quote sottoscritte, al netto delle quote tempo per tempo rimborsate, è pari a n. 1.454.927 di eguale valore.
Come meglio dettagliato nel paragrafo "Quotazione presso Borsa Italiana S.p.A.", in data 3 maggio 2011 il Fondo è stato ammesso alla quotazione presso il MIV, Mercato degli Investment Vehicles, Segmento Fondi Chiusi, di Borsa Italiana.
L'annualità 2021 chiude con una perdita di Euro 27.831.281 (perdita di Euro 19.782.502 al 31 dicembre 2020). Il risultato recepisce, tra l'altro, minusvalenze immobiliari non realizzate per Euro
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31.951.000 (minusvalenze immobiliari non realizzate per Euro 25.335.550 al 31 dicembre 2020), e minusvalenze non realizzate su partecipazioni per Euro 72.515 (minusvalenze non realizzate su partecipazioni per Euro 441.020 al 31 dicembre 2020).
Al netto di tali minusvalenze non realizzate il risultato del periodo risulta positivo e pari a Euro 4.192.234 (Euro 5.994.068 al 31 dicembre 2020), includendo gli effetti delle vendite realizzate nel 2021.
Al 31 dicembre 2021 il Valore Complessivo Netto del Fondo risulta pari a Euro 130.268.274 (Euro 173.667.274 al 31 dicembre 2020).
Al 31 dicembre 2021 le attività ammontano a Euro 133.077.214 (Euro 178.259.770 al 31 dicembre 2020). Alla stessa data il valore della quota si è attestato a Euro 89,536 rispetto ad un valore di Euro 119,365 rilevato al 31 dicembre 2020.
Dall'inizio dell'attività di gestione al 31 dicembre 2021 il Fondo ha distribuito proventi lordi ai propri quotisti per complessivi Euro 10.047.702 pro-quota, oltre a rimborsi parziali di capitale pari ad Euro 192.050.328 pro-quota, per complessive distribuzioni pari ad Euro 202.098.030 pro-quota. Tenendo conto dei proventi e dei rimborsi anticipati erogati ai sottoscrittori, al 31 dicembre 2021 il valore della quota si è decrementato - al lordo delle vendite del portafoglio negli anni - rispetto al valore nominale (pari a Euro 250 corrisposto in occasione del primo collocamento), del 64,2%.
Il tasso interno di rendimento ottenuto dal Fondo dal giorno di richiamo degli impegni al 31 dicembre 2021 risulta pari a -3,11%.
Il Consiglio di Amministrazione della SGR in data 26 febbraio 2020 ha deliberato:
- ai sensi dell'art. 2.2 del Regolamento del Fondo e sulla base del piano di smobilizzo contenente modalità e tempistiche dell'attività di vendita degli immobili in portafoglio, di avvalersi del "Periodo di Grazia" della durata di 3 (tre) anni, con scadenza al 31 dicembre 2023, al solo scopo di completare lo smobilizzo degli investimenti in portafoglio;
- la modifica dell'art 32.1.a.1 del regolamento di gestione del Fondo, relativa alla riduzione della commissione annua di gestione spettante alla SGR, dall'1,60% all'1,35% annuo del valore complessivo netto del Fondo, come risultante dalla relazione annuale approvata, rettificato delle plusvalenze non realizzate sugli immobili e sulle partecipazioni detenute in società immobiliari rispetto al loro valore di acquisizione, con efficacia a far data dal 1° gennaio 2021.
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Con riferimento al romanino (i) soprastante, si precisa che tale delibera si è resa necessaria in considerazione:
- dell'avviata dismissione degli immobili e delle partecipazioni in portafoglio;
- degli esiti non soddisfacenti delle attività di commercializzazione e dismissione di taluni dei residui cespiti di proprietà del Fondo nel corso della vita del medesimo;
- della prospettiva di uno smobilizzo degli attivi immobiliari residui in un arco temporale congruo allo scopo di non incorrere in gravi perdite che possano avere effetti negativi sul rendimento del Fondo.
Con riferimento al quadro macro-economico, si rileva il perdurare a livello globale dell'emergenza COVID-19 che ha costituito un nuovo e rilevante fattore di instabilità del quadro stesso.
Rimandando ai successivi paragrafi della presente relazione per gli impatti registrati sul fondo al 31 dicembre 2021, si dà atto che, nell'attesa di poter valutare più compiutamente gli effetti della diffusione del COVID-19, la SGR continuerà a monitorare l'evoluzione della situazione, non essendo possibile, allo stato attuale, determinare eventuali impatti economici e patrimoniali complessivi futuri.
BNP Paribas REIM SGR si riserva di fornire comunque ulteriori aggiornamenti del caso in sede di approvazione delle prossime relazioni di gestione periodiche.
LO SCENARIO MACROECONOMICO
Dopo l'improvvisa, profonda e atipica recessione dello scorso anno, causata dalla pandemia di Covid- 19, anche quest'anno è stato atipico sotto molti aspetti. Le difficoltà di approvvigionamento e l'interruzione dell'approvvigionamento sono stati temi dominanti nel corso dell'anno e hanno rappresentato un ostacolo alla crescita, direttamente e indirettamente, causando un ritorno dell'inflazione a livelli che non venivano toccati da decenni. Nell'ipotesi che la pandemia stia gradualmente diventando meno grave grazie alla diffusione dei vaccini, nel 2022 dovremmo assistere a una normalizzazione in termini di crescita, inflazione e politica monetaria.
La recrudescenza della pandemia di Covid-19 e l'emergenza causata dalla nuova variante Omicron rendono ancora più difficile il compito della BCE. Anche se la crescita dovrebbe restare a un livello elevato, secondo le stime probabilmente diminuirà, e questo trend potrebbe peggiorare, quanto meno
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nel breve termine. Nel frattempo l'inflazione continua a crescere e ad assumere una base più ampia, e per i prossimi mesi si ravvisa un aumento del rischio. Di fronte a una maggiore incertezza, la BCE si esprime a favore della pazienza e della perseveranza, sostenendo di essere pronta a seguire qualunque direzione. In base al nostro scenario, che è piuttosto ottimistico in termini di crescita e prevede un'inflazione persistente, la BCE concluderà il suo Programma di acquisto per l'emergenza pandemica (PEPP) a marzo 2022 e inizierà ad aumentare il suo tasso di deposito chiave a metà del 2023.
L'economia italiana ha ricominciato a crescere all'inizio del 2021. Dopo una modesta espansione nel 1° trimestre c'è stata un'accelerazione significativa, con un aumento del PIL reale di oltre il 2,5% trimestre su trimestre sia nel Q2 che nel Q3. Nel complesso, l'effetto di trascinamento del 2021 è del 6,2%. In Italia, la velocità della ripresa è simile a quella di altri paesi della zona euro, diversamente da quanto è accaduto in passato, quando l'economia italiana ha ottenuto risultati peggiori rispetto ai partner. Alla fine del 2019, in Italia il PIL reale era di circa 5 punti percentuali inferiore a quello del 2007, mentre quello tedesco lo superava quasi del 15%. Nel 3° trimestre 2021, il PIL in termini reali dell'Italia era inferiore dell'1,3% rispetto al livello pre-pandemia, un divario simile a quello della Germania. Nel 3° trimestre è stata registrata una ripresa diffusa dell'economia italiana.
Nel Q3, la spesa privata è cresciuta del 3% su base trimestrale (dopo un aumento del 5% trimestre su trimestre nel Q2), rimanendo tuttavia di 3,6 punti percentuali al di sotto del livello del Q4 2019, mentre il reddito lordo disponibile ha recuperato completamente. Da un lato, le famiglie italiane hanno beneficiato dei pacchetti di stimolo fiscale adottati durante la crisi. D'altro canto, tuttavia, le condizioni del mercato del lavoro non sono buone quanto suggerirebbe la ripresa. Sul fronte dell'occupazione, è stato registrato un calo di circa 250 mila posti di lavoro rispetto a gennaio 2020, mentre ci sono circa 75 mila disoccupati in più. Diversamente dai consumi privati, gli investimenti hanno nuovamente superato i livelli pre-crisi, segnando addirittura un +7%. Grazie a varie misure fiscali, le spese di investimento in costruzioni, impianti e macchinari sono aumentate di oltre il 10% rispetto al Q4 2019.
All'inizio della ripresa, in Italia la crescita economica è stata sostenuta principalmente dal rapido rimbalzo del settore manifatturiero, che ha recuperato tutto il terreno perduto durante la crisi del 2020. Il robusto aumento delle esportazioni ha contribuito alla performance dell'industria manifatturiera. Durante l'estate, la ripresa economica si è gradualmente estesa a tutti i settori, con i servizi come principale elemento trainante della crescita. Il settore dei servizi ha beneficiato della ripresa dell'industria del turismo: nel Q3, gli acquisti sul territorio nazionale da parte di non residenti sono più che triplicati in termini reali, pur rimanendo di un terzo al di sotto del livello del Q4 2019.
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Disclaimer
Fondo Immobiliare Dinamico ha pubblicato questo contenuto il 25 febbraio 2022 ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 25 febbraio 2022 11:01:05 UTC.
