Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2025
Buzzi S.p.A.
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Chi siamo
Indice
Relazione intermedia sulla gestione 4
Illustrazione dei risultati 5
Gestione del rischio e descrizione dei principali rischi 18
Operazioni con parti correlate 19
Evoluzione prevedibile della gestione 19
Indicatori alternativi di performance 20
Bilancio consolidato semestrale abbreviato 21
Conto economico consolidato 22
Conto Economico complessivo consolidato 23
Stato patrimoniale consolidato 24
Rendiconto finanziario consolidato 26
Variazioni di patrimonio netto consolidato 27
Note ai prospetti contabili semestrali consolidati 28
Attestazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato 70
Relazione della società di revisione 71
Relazione intermedia sulla gestione
Illustrazione dei risultati 5
Gestione del rischio e descrizione dei principali rischi 18
Operazioni con parti correlate 19
Evoluzione prevedibile della gestione 19
Indicatori alternativi di performance 20
ILLUSTRAZIONE DEI RISULTATI
QUADRO MACROECONOMICO INTERNAZIONALE
Nel corso del primo semestre 2025, l'attività economica globale ha rallentato, penalizzata dalla prolungata incertezza sulle politiche commerciali internazionali, dalle persistenti tensioni geopolitiche e dal protrarsi di conflitti in diverse aree del mondo. Nei mesi invernali, i timori sui dazi hanno contribuito ad un temporaneo slancio degli scambi internazionali, per effetto di una campagna acquisti anticipata da parte degli Stati Uniti che, tuttavia, ha perso vigore già a partire dal bimestre aprile-maggio. In primavera, il comparto manufatturiero ha mostrato un andamento piuttosto volatile, mentre il terziario, dopo una fase di iniziale debolezza, ha ripreso a crescere con ritmi simili a quelli del primo trimestre. In tale contesto, i prezzi del greggio hanno interrotto il calo osservato in apertura d'anno, risentendo dell'escalation del conflitto tra Israele e Iran. Al contrario, le quotazioni del gas naturale in Europa, pur soggette a marcate fluttuazioni, hanno chiuso il trimestre in flessione. Alla luce dei recenti sviluppi congiunturali, in giugno, l'OCSE ha rivisto nuovamente al ribasso le previsioni per il 2025, stimando una crescita del prodotto mondiale pari al 2,9%.
In Stati Uniti, l'economia si è contratta in apertura dell'anno per la prima volta dal 2022, come conseguenza del momentaneo ma significativo incremento delle importazioni. Se, in primavera, si stima che l'attività abbia ripreso ad espandersi, segnali meno positivi arrivano dai consumi privati che mostrano una dinamica piuttosto debole. Il processo di disinflazione ha subito una battuta d'arresto in maggio, sebbene gli effetti della politica commerciale restino per ora contenuti, e la Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi di riferimento nel periodo, sulla scia di un ancora robusto mercato del lavoro e di una forte incertezza sulle prospettive economiche del paese.
Anche nell'area Euro, le aspettative sui dazi americani hanno sostenuto la domanda estera ad inizio anno, permettendo uno sviluppo dell'attività economica nei mesi invernali superiore alle aspettative (+0.6%), con Italia e Germania tra i principali mercati beneficiari. Il settore manifatturiero, infatti, ha evidenziato una marcata accelerazione nel primo trimestre, per poi rallentare in primavera, mentre i servizi hanno confermato un andamento favorevole sull'intero semestre. In giugno l'inflazione è lievemente aumentata al 2%, mentre la componente di fondo è rimasta stabile al 2,3%, in linea con le aspettative della Banca Centrale Europea che ha proseguito ad allentare la stretta monetaria con due ribassi dei tassi in aprile e giugno.
In Italia, il quadro congiunturale si è confermato in moderata espansione nel primo trimestre, grazie al contributo positivo sia della domanda estera che dei consumi domestici. Il valore aggiunto si è rafforzato nell'industria e nel terziario, mentre gli investimenti hanno sofferto in chiusura del semestre a causa del persistente clima di incertezza.
Guardando ai paesi emergenti, in Brasile l'economia ha registrato un solido avvio d'anno, grazie prevalentemente ai settori meno ciclici come l'agricoltura, oltre che alla resilienza dei consumi privati. Le stime più recenti, tuttavia, segnalano una dinamica in progressiva attenuazione nel commercio, nell'industria e nei servizi, affiancata da indicatori di fiducia piuttosto contenuti. In Messico, invece, la stagnante domanda domestica e la scarsa vivacità del settore industriale hanno frenato la crescita economica del paese. In tale scenario, le principali banche centrali in America Latina hanno implementato politiche monetarie divergenti nel trimestre, con tassi di interesse in riduzione in Messico, per due sedute consecutive, e condizioni di accesso al credito in peggioramento in Brasile, con due rialzi dei tassi di interesse in maggio e giugno.
ANDAMENTO ECONOMICO E FINANZIARIO
A partire da fine 2024, il perimetro di consolidamento del gruppo ha subito importanti variazioni, che hanno generato un contributo netto positivo ai risultati del periodo in esame. Si ricorda, infatti, che ad ottobre dello scorso anno, Buzzi ha, da un lato, acquisito il rimanente 50% del capitale nella joint venture brasiliana, dall'altro ceduto i propri attivi in Ucraina. Oltre alle citate e già note operazioni straordinarie, in gennaio, Buzzi ha poi dato esecuzione all'accordo di partnership strategica in Alpe-Adria con il gruppo austriaco Wietersdorfer, attraverso la vendita della cementeria di Fanna ad Alpacem Zement Italia e la sottoscrizione di un aumento di capitale per acquisire una partecipazione del 25% in Alpacem Zement Austria. Inoltre, nel corso del primo semestre, il gruppo ha fatto il suo ingresso nel mercato degli Emirati Arabi attraverso l'acquisto di una partecipazione di controllo in Gulf Cement Company, società quotata alla borsa valori di Abu Dhabi.
Al netto di tali variazioni di perimetro, le vendite di cemento realizzate dal gruppo nei primi sei mesi del 2025 sono moderatamente aumentate, riflettendo un andamento piuttosto sommesso della domanda in Stati Uniti, più che compensato dalla ripresa dei consumi in Europa Centrale ed Orientale. Peraltro, il contributo netto positivo delle operazioni straordinarie ha permesso alle nostre consegne di cemento di chiudere il semestre in deciso rafforzamento (+23,7%), a 14,9 milioni di tonnellate. La produzione di calcestruzzo preconfezionato si è invece attestata a 4,8 milioni di metri cubi, in crescita del 3,7% rispetto al 2024.
Il fatturato consolidato è così passato da 2.053,6 a 2.187,4 milioni (+6,5% rispetto al 2024). Nei primi sei mesi dell'anno, le oscillazioni dei tassi di cambio hanno avuto un impatto abbastanza limitato (-1,6 milioni), mentre le modifiche al perimetro di consolidamento hanno inciso favorevolmente per 116,2 milioni. A cambi e perimetro costante, il giro d'affari sarebbe rimasto sostanzialmente in linea con i risultati dello scorso anno (+0,9%).
Guardando alle diverse regioni, in Italia, il fatturato è stato pari a 402,5 milioni, registrando una flessione del 2,9%, dettata dal deconsolidamento della cementeria di Fanna. Al netto di ciò, infatti, i ricavi sarebbero migliorati del 2,7%, riflettendo un resiliente andamento della domanda e dei prezzi medi di vendita.
In Stati Uniti, invece, la debolezza dei volumi e la svalutazione del dollaro, seppur ancora contenuta, hanno penalizzato il giro d'affari che si è attestato a 787,1 milioni (-5,9% rispetto all'esercizio precedente).
In Europa Centrale, il recupero dei consumi, rispetto ai livelli particolarmente depressi di inizio 2024, si è contrapposto ad un più sfidante confronto lato prezzi di vendita. Il fatturato è cresciuto quindi in maniera contenuta (+1,8%), raggiungendo i 471,9 milioni nel semestre.
In Europa Orientale, nonostante il deconsolidamento degli asset in Ucraina, i ricavi si sono mantenuti stabili, pari a 346,6 milioni, grazie primariamente al solido sviluppo delle consegne in tutti i paesi di presenza; a parità di perimetro e tassi di cambio, il fatturato sarebbe aumentato del 12,7%.
Il contributo al fatturato derivante dal consolidamento linea per linea del Brasile (per l'intero periodo) e degli Emirati Arabi Uniti (dal mese di maggio) è stato rispettivamente di 164,8 e 21,1 milioni.
Il margine operativo lordo consolidato è stato pari a 526,0 milioni, in diminuzione del 4,8% rispetto ai 552,7 milioni dell'anno precedente. Il dato del periodo in esame comprende oneri non ricorrenti netti per 0,4 milioni (erano 4,5 milioni di proventi netti nel 2024). Escludendo tali componenti, il margine operativo lordo ricorrente è passato da 548,3 a 526,3 milioni, con un'incidenza sul fatturato del 24,1% (26,7% nel 2024). La redditività caratteristica del primo semestre si è rafforzata in Europa Orientale, Belgio e Paesi Bassi, beneficiando di minori costi energetici e della migliorata leva operativa. Al contrario, l'incremento dei costi di produzione ha inciso negativamente sui margini in Italia, Germania e Stati Uniti.
Le variazioni di perimetro hanno influito positivamente per 29,7 milioni, mentre le fluttuazioni dei tassi cambio hanno avuto un'incidenza poco rilevante.
Dopo ammortamenti per 160,1 milioni (127,3 milioni nel 2024), il risultato operativo è stato pari a 365,9 milioni, in diminuzione rispetto ai 425,4 milioni del 2024. Nell'esercizio si riportano proventi finanziari netti in forte incremento, da 29,8 a 120,9 milioni, per effetto delle differenze attive di cambio sui finanziamenti in dollari, e, in misura minore, dell'utile provvisorio da combinazione con Gulf Cement Company (EAU). Al contrario, il risultato delle partecipazioni valutate ad equity è passato da 76,3 a 59,9 milioni. Il risultato prima delle imposte si è attestato quindi a 546,0 milioni (535,4 milioni nell'esercizio precedente). Dopo imposte sul reddito per 156,3 milioni (113,5 milioni 2024) il conto economico ha chiuso con un utile netto di 389,8 milioni, rispetto a 421,9 milioni del primo semestre 2024.
A fine periodo la posizione finanziaria netta attiva consolidata ammonta a 691,2 milioni (erano 755,2 milioni a fine 2024). Nel semestre in esame il gruppo ha pagato dividendi agli azionisti della società per 123,7 milioni e sostenuto spese in conto capitale per complessivi 377,9 milioni, di cui 158,5 milioni riferiti ad investimenti in partecipazioni, che comprendono l'acquisto della residua quota di minoranza in Nacional Cimentos Paraíba in Brasile, l'acquisizione della partecipazione di controllo in Gulf Cement Company negli Emirati Arabi, oltre che la quota del 25% in Alpacem Zement Austria. L'acquisto delle minoranze in Brasile era già compreso nella posizione finanziaria netta di fine 2024 e l'investimento in Austria rientra nel più ampio accordo di partnership strategica in Alpe-Adria, che ha contestualmente previsto la cessione da parte di Buzzi dello stabilimento di Fanna ad Alpacem Cementi Italia. Gli investimenti volti al miglioramento delle performance ambientali e alla decarbonizzazione dei processi produttivi, fra i quali rientrano gli interventi per incrementare la produzione di cementi a minor contenuto di clinker, il maggior utilizzo di combustibili alternativi e la produzione in-house di energia elettrica rinnovabile, sono stati pari a circa 42,7 milioni.
Il patrimonio netto al 30 giugno 2025, inclusa la quota spettante agli azionisti terzi, si è attestato a 6.611,5 milioni, contro 6.605,9 milioni di fine 2024; il rapporto passività/patrimonio netto è rimasto stabile al 31% rispetto al dicembre 2024.
ITALIA
L'attività economica ha registrato una modesta crescita nella prima parte dell'anno, tuttavia in attenuazione verso la chiusura del semestre. I consumi domestici hanno beneficiato del migliorato potere di acquisto, grazie al favorevole andamento dell'occupazione e delle retribuzioni reali, ma la fiducia delle famiglie resta penalizzata dal clima di forte incertezza. Le esportazioni hanno accelerato nei mesi invernali, per effetto dell'approvvigionamento anticipato promosso dagli Stati Uniti, in vista dell'introduzione dei nuovi dazi. In primavera poi, la domanda estera si è ridimensionata, mentre il comparto dei servizi ha mostrato lievi segnali di ripresa. Gli investimenti, dopo un avvio d'anno particolarmente vivace, hanno rallentato nel secondo trimestre, anche a causa di un limitato grado di utilizzo degli impianti manifatturieri. L'inflazione ha recentemente stazionato al di sotto del 2% (1,7% a giugno) e le ultime proiezioni macroeconomiche puntano ad una crescita del PIL per il 2025 pari allo 0,6%.
Il mercato delle costruzioni ha fornito un solido contributo all'espansione dell'economia nella prima metà dell'anno, supportato principalmente dall'attuazione dei progetti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e più in generale al comparto non residenziale.
In tale contesto, le nostre vendite di cemento nel primo semestre sono risultate in calo del 9,4%, risentendo dell'uscita dal perimetro dello stabilimento di Fanna (PN). Al netto di tale effetto, le consegne hanno infatti riportato una dinamica piuttosto stabile, mentre i volumi di calcestruzzo preconfezionato sono cresciuti del 5,8% e i prezzi medi di vendita si sono confermati in lieve miglioramento anno su anno. Il fatturato delle attività italiane si è dunque attestato a 402,5 milioni, in flessione del 2,9% rispetto all'esercizio precedente (414,4 milioni nel 2024). Il margine operativo lordo è invece passato da 107,9 a 84,0 milioni (-22,2%). Senza considerare la riduzione del perimetro di attività, , i ricavi sarebbero cresciuti del 2,7% mentre la contrazione del margine sarebbe stata più contenuta (-17,0%). Una certa inflazione dei costi fissi e la loro maggiore incidenza sono state le principali cause di tale peggioramento. Nel periodo in esame sono stati sostenuti oneri non ricorrenti pari a 0,4 milioni (in linea con il 2024), al netto dei quali il margine operativo lordo ricorrente è passato da 108,3 a 84,3 milioni. Inoltre, la redditività del periodo sconta spese legali e professionali pari a circa 7 milioni, direttamente attribuibili all'aggregazione aziendale con Gulf Cement Company (EAU).
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(milioni di euro) |
1° Sem 2025 |
1° Sem 2024 |
25/24 |
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Ricavi netti |
402,5 |
414,4 |
-2,9% |
|
Margine operativo lordo |
84,0 |
107,9 |
-22,2% |
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Margine operativo lordo ricorrente |
84,3 |
108,3 |
-22,1% |
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% sui ricavi netti |
20,9 |
26,1 |
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|
Investimenti |
65,4 |
26,0 |
n.s. |
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Addetti a fine periodo (numero) |
1.497 |
1.558 |
STATI UNITI D'AMERICA
Nel primo trimestre, l'economia americana si è contratta a causa del sostanziale peggioramento della bilancia commerciale. Le preoccupazioni relative all'inasprimento dei dazi, infatti, hanno portato ad una campagna di acquisti anticipati dall'estero, pesando sulle esportazioni nette del periodo. Tale dinamica ha tuttavia perso vigore in primavera, riportando le stime di crescita economica in territorio positivo. I consumi delle famiglie e gli investimenti privati hanno mostrato un solido sviluppo nella prima metà del 2025 e il mercato del lavoro, pur in raffreddamento, rimane ancora robusto. La nuova politica nei confronti degli scambi internazionali sembra avere avuto impatti ancora limitati sull'andamento congiunturale del paese, al netto dei recentissimi dati sull'inflazione che hanno registrato un'accelerazione dei prezzi al consumo in giugno (+2,7%). In tale scenario, si prevede una crescita del PIL per il 2025 pari al 1,6%.
Gli investimenti in edilizia sono diminuiti, limitati dallo sfavorevole sviluppo nel settore privato. Il segmento residenziale si è confermato particolarmente fragile, ancora in forte difficoltà per il perdurare delle stringenti condizioni di accesso al credito. Al contrario, l'edilizia pubblica ha proseguito il suo trend di crescita, mostrando tuttavia tassi piuttosto contenuti.
Guardando ai nostri volumi di vendita, il deciso rallentamento osservato nel primo trimestre si è protratto nei tre mesi successivi, seppur con una dinamica in sequenziale miglioramento. Anche in primavera la debolezza della domanda è stata affiancata da condizioni metereologiche avverse, principalmente nel mese di maggio, portando le consegne di cemento a chiudere il semestre in flessione del 6,0% rispetto al livello del 2024. La produzione di calcestruzzo preconfezionato, presente essenzialmente in Texas, ha mostrato invece una flessione meno evidente (-3,1%). I prezzi di vendita del cemento hanno mantenuto i livelli invernali, confermando un lieve incremento anno su anno. Il fatturato è stato così pari a 787,1 milioni di euro, in riduzione (-5,9%) rispetto ai 836,5 milioni del 2024, mentre il margine operativo lordo è passato da 280,2 a 235,1 milioni di euro (-16,1%), evidenziando un peggioramento della redditività caratteristica. I costi unitari di produzione, infatti, hanno riportato un andamento abbastanza sfavorevole, dettato dall'aumento delle voci fisse. La svalutazione del dollaro (-1,1%), inoltre, ha inciso negativamente sulla traduzione dei risultati in euro. A parità del tasso di cambio, i ricavi sarebbero diminuiti del 4,9% e la flessione del margine operativo lordo sarebbe stata del 15,2%.
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(milioni di euro) |
1° Sem 2025 |
1° Sem 2024 |
25/24 |
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Ricavi netti |
787,1 |
836,5 |
-5,9% |
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Margine operativo lordo |
235,1 |
280,2 |
-16,1% |
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% sui ricavi netti |
29,9 |
33,5 |
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Investimenti |
127,4 |
118,9 |
+7,1% |
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Addetti a fine periodo (numero) |
2.395 |
2.359 |
GERMANIA
I dati del primo trimestre evidenziano ancora una generalizzata debolezza dell'attività economica, nonostante la modesta accelerazione del PIL rispetto al trimestre precedente (+0,4%). Anche in Germania, i timori legati al possibile aumento dei dazi americani hanno portato ad un incremento delle esportazioni in apertura d'anno. I consumi domestici sono cresciuti, grazie primariamente al settore privato, mentre la spesa pubblica ha rallentato in primavera. Gli investimenti hanno mostrato una dinamica favorevole e il valore aggiunto è aumentato nel comparto manifatturiero. Il settore industriale si è confermato in rafforzamento anche nei mesi primaverili, quando invece il terziario ha risentito di un andamento piuttosto sommesso. A giugno il tasso di inflazione annuo è sceso al 2% mentre le più aggiornate proiezioni macroeconomiche stimano una crescita del PIL per il 2025 dello 0,4%.
L'attività edile è rimasta fiacca nella prima parte dell'anno, ma i più recenti indicatori di frequenza hanno mostrato qualche segnale di miglioramento. Per la prima volta dal 2022, in maggio, la fiducia delle imprese è tornata in territorio positivo e nel mese successivo il segmento infrastrutturale ha finalmente oltrepassato la soglia di espansione. Il mercato resta tuttavia penalizzato dall'ancora difficile congiuntura nel residenziale.
I nostri volumi di vendita di cemento e calcestruzzo preconfezionato hanno ripreso a crescere nel semestre, rispettivamente del 3,8% e del 3,2%, beneficiando anche del favorevole confronto con un inizio 2024 piuttosto difficile. I prezzi medi di vendita, principalmente a causa dell'effetto di trascinamento, hanno contribuito negativamente ai risultati del periodo in esame e il fatturato si è così confermato in linea con il livello dello scorso anno e pari a 388,2 milioni (388,0 nel 2024). Il margine operativo lordo ha registrato una decisa contrazione (-31,5%), passando da 73,9 a 50,7 milioni. Si ricorda tuttavia che nello scorso esercizio il risultato aveva beneficiato di proventi non ricorrenti pari a 4,9 milioni. Al netto di tale componente, il margine operativo lordo ricorrente si è comunque ridotto del 26,6%, sotto il peso dei maggiori costi unitari legati alla fornitura di materie prime e di energia elettrica.
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(milioni di euro) |
1° Sem 2025 |
1° Sem 2024 |
25/24 |
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Ricavi netti |
388,2 |
388,0 |
+0,1% |
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Margine operativo lordo |
50,7 |
73,9 |
-31,5% |
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Margine operativo lordo ricorrente |
50,7 |
69,0 |
-26,6% |
|
% sui ricavi netti |
13,1 |
17,8 |
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Investimenti |
22,5 |
32,0 |
-29,7% |
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Addetti a fine periodo (numero) |
1.726 |
1.741 |
LUSSEMBURGO E PAESI BASSI
In Lussemburgo, dopo la ripresa di fine 2024, l'attività economica ha subito un'inattesa flessione ad inizio anno, dettata da un'elevata volatilità nel settore finanziario e da una certa debolezza nel comparto industriale. Il mercato del lavoro ha ristagnato, mentre le più favorevoli condizioni di accesso al credito incoraggiano le richieste di mutui e prestiti al consumo. Di conseguenza, il mercato delle costruzioni ha finalmente ripreso a crescere anche grazie al supporto dei sussidi pubblici. L'inflazione ha chiuso il semestre con un tasso del 2,2%, in aumento a causa del rincaro dei prodotti petroliferi, e per il 2025 si stima una crescita del Pil del 2,1%
Nei Paesi Bassi, il prodotto ha sorpreso al rialzo rispetto alle stime preliminari, registrando un tasso del
+2,2% anno su anno. La più vivace dinamica è attribuibile ad una maggiore spesa delle famiglie oltre che all'ulteriore rafforzamento della bilancia commerciale. La revisione ha poi confermato il contributo positivo degli investimenti e il significativo ruolo della spesa pubblica a sostegno della crescita economica del paese. L'inflazione è diminuita nel mese di giugno (+3,0%), mentre le ultime previsioni puntano ad un'espansione del PIL dell'1,3% nel 2025.
Nel corso del secondo trimestre, le nostre consegne di cemento e calcestruzzo preconfezionato hanno continuato la ripresa rispetto ai ridotti livelli di attività del 2024, in conseguenza all'aumento delle esportazioni, mentre la domanda domestica permane piuttosto debole. La prima metà dell'anno si è dunque chiusa con volumi di vendita in miglioramento del 19,5% nel settore cemento e del 10,4% nel segmento calcestruzzo. Pur non avendo subito variazioni materiali in primavera, i prezzi medi di vendita del cemento risultano in peggioramento anno su anno. Il fatturato si è attestato a 99,4 milioni, +11,5% rispetto agli 89,1 milioni del 2024, nonostante il deconsolidamento delle attività di calcestruzzo preconfezionato, basate in Francia, cedute lo scorso anno. A parità di condizioni il giro d'affari sarebbe cresciuto del 14,8%. Al contrario, tale riduzione di perimetro non ha avuto impatti significativi sul margine operativo lordo che è passato da 4,7 a 19,0 milioni, beneficiando di una migliorata leva operativa.
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(milioni di euro) |
1° Sem 2025 |
1° Sem 2024 |
25/24 |
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Ricavi netti |
99,4 |
89,1 |
+11,5% |
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Margine operativo lordo |
19,0 |
4,7 |
n.s. |
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% sui ricavi netti |
19,1 |
5,3 |
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Investimenti |
2,4 |
3,1 |
-20,7% |
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Addetti a fine periodo (numero) |
270 |
269 |
POLONIA
Nel corso del primo trimestre, l'economia si è espansa del 3,2% anno su anno, in lieve decelerazione rispetto ai tassi registrati al termine del 2024. Se gli investimenti hanno infatti segnato un importante rimbalzo, i consumi privati, invece, che avevano guidato la crescita del quarto trimestre, hanno rallentato nei primi mesi dell'anno. Tuttavia, l'ancora solida dinamica della spesa domestica ha contribuito all'aumento delle importazioni, mentre sulla bilancia commerciale ha continuato a pesare la debole domanda estera. Il valore aggiunto si è rafforzato soprattutto nel settore dei trasporti, della logistica e nei servizi pubblici, come sanità ed istruzione. In tale contesto, l'inflazione è leggermente salita in giugno attestandosi al 4,1%, mentre gli analisti si aspettano un incremento del PIL del 3,2% per il 2025.
L'attività edile ha mostrato un lieve rialzo in inverno, ma con segnali contrastanti. I nuovi investimenti hanno guidato il mercato, mentre i progetti di rinnovamento sono risultati in contrazione. Inoltre, i dati relativi alle vendite del settore puntano ad un favorevole sviluppo esclusivamente nell'ingegneria civile e nei lavori altamente specializzati.
Nel secondo trimestre, le nostre spedizioni di cemento si sono confermate in decisa ripresa rispetto ai livelli non particolarmente brillanti di inizio 2024, chiudendo i primi sei mesi dell'anno in forte rialzo (+43,7%). L'andamento delle consegne ha infatti beneficiato, non solo della resilente domanda domestica e del buon meteo, ma anche di un ribilanciamento della strategia commerciale che ha portato i prezzi medi di vendita in valuta locale a registrare una contrazione periodo su periodo. Anche i volumi di calcestruzzo preconfezionato hanno riportato un andamento favorevole, seppur con tassi più contenuti (+10,6%).
Il fatturato è stato dunque pari a 98,4 milioni, contro i 73,1 milioni del 2024 (+34,7%), e il margine operativo lordo è passato da 12,7 a 26,9 milioni. L'apprezzamento dello zloty (+2,0%) ha inciso limitatamente sulla traduzione dei risultati in euro. La redditività caratteristica ha recuperato terreno, attestandosi al 27,3%, sotto la spinta dei più alti livelli di produzione e dei minori costi energetici.
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(milioni di euro) |
1° Sem 2025 |
1° Sem 2024 |
25/24 |
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Ricavi netti |
98,4 |
73,1 |
+34,7% |
|
Margine operativo lordo |
26,9 |
12,7 |
n.s. |
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% sui ricavi netti |
27,3 |
17,3 |
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Investimenti |
2,8 |
4,9 |
-43,7% |
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Addetti a fine periodo (numero) |
349 |
350 |
REPUBBLICA CECA E SLOVACCHIA
L'attività economica in Repubblica Ceca ha mostrato un dinamico sviluppo in aperura d'anno, sospinto da una forte ripresa dei consumi privati, conseguenza del robusto mercato del lavoro e del migliorato potere di acquisto delle famiglie. Anche la spesa pubblica ha contribuito positivamente, seppur con un ritmo in decelerazione; le esportazioni sono aumentate e il valore aggiunto si è espanso nel comparto industriale così come nel terziario. I dati più recenti, tuttavia, segnalano un possibile rallentamento nel breve termine, con gli indicatori di fiducia in calo ad aprile. I prezzi al consumo hanno subito un rialzo nel mese di giugno, con un'inflazione annua che si è attestata al 2,9%, e si prevede che nel 2025 il PIL possa crescere dell'1,9%.
In tale contesto, l'attività di costruzione ha recuperato terreno, riflettendo un solido andamento sia nell'edilizia residenziale e commerciale che nel segmento dell'ingegneria civile. Anche se il valore complessivo dei progetti autorizzati risulta in calo, i permessi per gli edifici non residenziali e le infrastrutture di trasporto hanno mostrato un incremento. Il settore abitativo invece continua a registrare risultati maggiormente volatili.
Le vendite di cemento, in linea con il primo trimestre, sono moderatamente cresciute in primavera, chiudendo così il semestre in miglioramento del 2,7%, con prezzi di vendita, in valuta locale, in lieve rafforzamento anno su anno. Il settore del calcestruzzo preconfezionato ha invece osservato un andamento più vivace, con volumi in aumento del 9,0%. Il giro d'affari è stato dunque pari a 100,6 milioni,
+4,6% rispetto ai 96,2 milioni del 2024 e il margine operativo lordo è passato da 28,3 a 33,3 milioni (+17,6%). La corona ceca non ha registrato oscillazioni materiali nel periodo, mentre la redditività caratteristica si è rafforzata dal 29,4% al 33,1%, grazie al ribasso delle quotazioni energetiche e alla minor incidenza dei costi fissi di produzione.
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(milioni di euro) |
1° Sem 2025 |
1° Sem 2024 |
25/24 |
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Ricavi netti |
100,6 |
96,2 |
+4,6% |
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Margine operativo lordo |
33,3 |
28,3 |
+17,6% |
|
% sui ricavi netti |
33,1 |
29,4 |
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Investimenti |
5,8 |
6,8 |
-15,1% |
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Addetti a fine periodo (numero) |
654 |
660 |
BRASILE
L'attività economica brasiliana ha continuato a crescere nel primo trimestre, grazie principalmente al vivace andamento del settore agricolo che ha beneficiato delle favorevoli condizioni metereologiche. I dati sul comparto industriale, invece, segnalano una certa debolezza nella manifattura e nell'edilizia, mentre la dinamica è stata piuttosto stagnante nei servizi. I consumi delle famiglie sono tornati in espansione, supportati dal robusto mercato del lavoro e dall'ancora solida attività creditizia, seppur in attenuazione. Le stime più recenti indicano una graduale moderazione dei tassi di crescita, alla luce dei ritardati effetti di trasmissione della politica monetaria che dovrebbero intensificarsi nei prossimi trimestri. L'inflazione ha accelerato in primavera, portandosi sul +5.4% in giugno, con rincari nei trasporti, nel residenziale e nelle comunicazioni. In tale scenario, le ultime proiezioni macroeconomiche puntano ad un rialzo del PIL del 2,1% nel 2025.
Dopo un primo trimestre brillante, le vendite di cemento hanno rallentato nel periodo tra aprile e giugno, anche a causa di un confronto meno favorevole nella parte centrale dell'anno. Le consegne hanno dunque chiuso il semestre in contenuto aumento (+1,8%) rispetto allo scorso esercizio, mentre i prezzi di vendita in valuta locale non hanno registrato variazioni di rilievo. Nonostante il resiliente andamento della domanda, il fatturato è passato da 186,9 a 164,8 milioni (-11,8%) e il margine operativo lordo si è fermato a 36,0 milioni, in contrazione rispetto ai 44,5 milioni del 2024. Si tratta di un confronto pro-forma, riferito all'intero periodo, ma occore tenere presente che il consolidamento effettivo è avvenuto solo a decorrere dal 3 ottobre 2024. La traduzione dei risultati in euro è stata fortemente penalizzata dalla svalutazione del real brasiliano (-14,5%), mentre la redditività caratteristica ha lievemente risentito di un peggioramento dei costi fissi.
|
(milioni di euro) |
1° Sem 2025 |
1° Sem 2024 |
25/24 |
|
Ricavi netti |
164,8 |
- |
n.s. |
|
Margine operativo lordo |
36,0 |
- |
n.s. |
|
% sui ricavi netti |
21,8 |
- |
|
|
Investimenti |
76,6 |
- |
n.s. |
|
Addetti a fine periodo (numero) |
1.199 |
- |
EMIRATI ARABI UNITI
L'attività economica negli Emirati Arabi Uniti si è confermata resiliente con un tasso di crescita del PIL previsto per il 2025 del 4,0%, grazie principalmente ai settori non petroliferi. Tale dinamica risulta infatti guidata dal turismo, dall'edilizia e dai servizi finanziari, mercati che stanno beneficiando delle nuove riforme in ambito aziendale e dell'elevato livello di investimenti esteri in entrata nel paese. Durante i primi quattro mesi del 2025, invece, la produzione di idrocarburi ha registrato una lieve flessione. Il mercato immobiliare residenziale continua a mostrare un solido sviluppo, con vendite in crescita del 17% e le unità pronte all'uso in aumento del 5,2% su base annua. L'inflazione nel primo trimestre ha accelerato (+1,4%) riflettendo un rincaro dei prezzi al consumo abbastanza generalizzato che tuttavia non ha riguardato i trasporti, le comunicazioni e pochi altri settori minori.
Il gruppo ha iniziato ad operare in questa regione in seguito all'acquisizione di una quota di controllo in Gulf Cement Company, una società per azioni quotata alla Borsa Valori di Abu Dhabi, con sede nell'Emirato di Ras Al Khaimah. Dopo il successo dell'Offerta Pubblica di Acquisto, tali attività sono state incluse nel nostro perimetro di consolidamento a partire dal mese di maggio e, nel semestre in esame, hanno contribuito per 21,1 milioni al fatturato e per 2,9 milioni al margine operativo lordo consolidato.
|
(milioni di euro) |
1° Sem 2025 |
1° Sem 2024 |
25/24 |
|
Ricavi netti |
21,1 |
- |
n.s. |
|
Margine operativo lordo |
2,9 |
- |
n.s. |
|
% sui ricavi netti |
13,7 |
- |
|
|
Investimenti |
2,4 |
- |
n.s. |
|
Addetti a fine periodo (numero) |
435 |
- |
RUSSIA
Le stime preliminari sul primo trimestre sembrano indicare un sostanziale rallentamento dell'attività economica, in contrazione rispetto al trimestre precedente ma ancora in crescita anno su anno, grazie all'andamento del terziario e del comparto manifatturiero legato alla guerra. I consumi avrebbero perso vigore, così come il mercato delle costruzioni. Le entrate pubbliche derivanti dal settore petrolifero sono state inoltre tagliate significativamente, per riflettere la recente volatilità delle quotazioni. Seppur in moderata attenuazione, l'inflazione resta elevata, chiudendo il semestre con un tasso del 9,4% annuo. Le ultime proiezioni indicano un aumento del PIL dell'1,0% nel 2025.
In ottemperanza alle sanzioni adottate dalle istituzioni europee nei confronti della Russia, già dal mese di maggio 2022 Buzzi ha interrotto ogni coinvolgimento nelle attività operative delle società controllate operanti in loco. Di conseguenza le decisioni afferenti all'investimento possono essere prese solo attraverso l'assemblea degli azionisti e sono limitate a quelle che, in base al codice commerciale della Russia, spettano a tale organo, nonché a decisioni di natura straordinaria così come definite nello statuto. Le informazioni a nostra disposizione riguardo l'andamento della domanda e del mercato delle costruzioni sono pertanto molto limitate. A fine giugno, il valore patrimoniale delle attività nette in Russia ammonta a 483,5 milioni di euro.
Nel periodo in esame, i ricavi netti si sono attestati a 147,6 milioni, in miglioramento rispetto ai 132,5 milioni del precedente esercizio (+11,4%), mentre il margine operativo lordo è passato da 42,8 a 38,3 milioni (-10,6%). L'effetto cambio (+3,2%) ha inciso favorevolmente sulla traduzione dei risultati in euro; a parità di cambio, i ricavi sarebbero infatti aumentati del 7,9% e il margine operativo lordo sarebbe diminuito del 13,4%.
|
(milioni di euro) |
1° Sem 2025 |
1° Sem 2024 |
25/24 |
|
Ricavi netti |
147,6 |
132,5 |
+11,4% |
|
Margine operativo lordo |
38,3 |
42,8 |
-10,6% |
|
% sui ricavi netti |
25,9 |
32,3 |
|
|
Investimenti |
26,7 |
32,9 |
-19,0% |
|
Addetti a fine periodo (numero) |
1.958 |
1.856 |
MESSICO
(valutazione al patrimonio netto)
Nel primo trimestre dell'anno l'economia nazionale ha mostrato una dinamica debole, con un tasso di crescita appena superiore alla soglia di recessione e trainato principalmente dal settore agricolo. La domanda interna è rimasta fiacca, soprattutto per quanto riguarda i consumi di beni, sia di produzione nazionale sia importati, mentre lievi segnali positivi sono arrivati dalla spesa per servizi. Gli investimenti si sono contratti, anche nell'industria delle costruzioni. Gli indicatori congiunturali evidenziano inoltre un prolungato rallentamento dell'attività manifatturiera nella prima parte del 2025, con nuovi ordini rinviati o in calo, complice anche l'introduzione dei dazi statunitensi. In linea con le aspettative di mercato, l'inflazione a fine semestre è stata pari al 4,3% e per l'intero anno gli analisti stimano un tasso di crescita del PIL pari allo 0,4%.
I volumi di vendita di cemento della nostra joint venture, già in calo nel primo trimestre, hanno ulteriormente decelerato in primavera, anche penalizzati dalle sfavorevoli condizioni meteorologiche del mese di giugno, chiudendo quindi la prima metà dell'anno in flessione del 6,6%. Il settore del calcestruzzo preconfezionato ha registrato un'evoluzione ancor più negativa (-18,4%), mentre i prezzi medi di vendita, in valuta locale, risultano in rafforzamento anno su anno.
Il fatturato, riferito al 100% della joint venture, è stato dunque pari a 452,8 milioni di euro, in riduzione del 18,0% rispetto all'esercizio precedente, e il margine operativo lordo si è attestato a 214,1 milioni, (254,5 milioni del 2024). Si evidenzia che i risultati in esame hanno sofferto della significativa svalutazione del peso messicano (-17,8%); a parità di cambio, infatti, la flessione del fatturato e del margine operativo lordo sarebbe stata più contenuta e pari rispettivamente al 3,4% e allo 0,9%. La dinamica prezzo-costo è migliorata nel semestre, permettendo di raggiungere una marginalità del 47,3%.
La quota di utile riferita al Messico, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto, ammonta a 49,2 milioni (64,3 milioni nel 2024).
GESTIONE DEL RISCHIO E DESCRIZIONE DEI PRINCIPALI RISCHI
Buzzi ha definito un sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, con procedure volte a consentire l'identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio dei principali rischi aziendali. Le società comprese nel perimetro di valutazione dei rischi sono la capogruppo Buzzi SpA e le principali controllate, fra le quali, da giugno 2025, Gulf Cement Company PSC, società recentemente acquisita negli Emirati Arabi Uniti.
I rischi sono valutati in considerazione della probabilità di accadimento e impatto economico, in accordo a criteri standard, prendendo in considerazione la loro rilevanza. Vengono analizzate qui di seguito le categorie relative ai rischi che sottendono l'attività operativa delle nostre aziende.
In generale i rischi riflettono l'instabilità dell'attuale quadro politico, economico e finanziario. In ottemperanza alle sanzioni adottate dalle istituzioni europee nei confronti della Russia, già dal mese di maggio 2022 Buzzi ha interrotto ogni coinvolgimento nelle attività operative delle società controllate in Russia. In questo contesto il gruppo e in particolare la controllata tedesca Dyckerhoff monitorano l'evoluzione, al fine di agire tempestivamente per mitigare i rischi di procedure sanzionatorie e i possibili impatti diretti e indiretti.
Il rischio paese Russia permane elevato, e con esso quello relativo alle nostre partecipazioni che operano direttamente in quel territorio.
I rischi sono rilevati con riferimento a un orizzonte temporale di breve - medio e lungo termine. Le principali categorie di rischi a breve - medio termine a cui il gruppo è esposto sono: rischi geopolitici e socio-economici, rischi valutari e rischi operativi.
Rischi geopolitici e socio-economici: per le nostre società che operano in Russia permangono i rischi di esproprio o danni agli impianti.
Rischi valutari: sul fronte valutario rischio di impatti negativi derivanti dalla conversione in euro dei bilanci espressi in valuta estera. Nella valutazione dei rischi si è ipotizzata un'oscillazione del 10% delle valute locali contro l'euro rispetto ai cambi di budget. I rischi valutari sono ulteriormente illustrati alla nota 4 del bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Rischi operativi legati alle materie prime e ai costi energetici: rischi di minor disponibilità di materie prime (sottoprodotti) di processi industriali, quali gesso sintetico e loppa. Rischio di aumento del costo dei combustibili e dell'energia elettrica a causa della volatilità dei mercati.
A seguito delle azioni di contenimento già attuate, o previste, nonché degli accantonamenti contabili ove necessario, i rischi residui rappresentano una frazione contenuta del patrimonio netto. Le simulazioni su potenziali accadimenti contemporanei di più rischi forniscono impatti e probabilità di accadimento molto limitati.
OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
Le informazioni sulle operazioni con parti correlate sono presentate nella nota 46 del presente bilancio consolidato semestrale abbreviato.
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
In un contesto di forte incertezza, l'andamento dei primi sei mesi del 2025, per il gruppo nel suo complesso, ha beneficiato di una resiliente evoluzione delle consegne e dei prezzi di vendita. Tuttavia, l'atteso incremento dei costi di produzione nei maggiori paesi di presenza ha penalizzato la redditività caratteristica, sebbene il semestre abbia confermato solidi risultati operativi.
Guardando al prossimo futuro, per la seconda metà dell'anno, non ci aspettiamo sostanziali discontinuità nelle principali tendenze che hanno finora caratterizzato la domanda nei nostri mercati di riferimento. In Italia, infatti, al netto dei cambiamenti nel perimetro, riteniamo che i recenti sviluppi siano del tutto coerenti con la prevista stabilizzazione delle consegne per l'anno in corso, grazie all'ancora evidente supporto dei progetti edilizi legati al PNRR. In Stati Uniti, invece, migliorate le condizioni meteo, prevediamo di poter recuperare solo in parte la debole dinamica delle consegne, a causa del prolungato rallentamento nel settore delle costruzioni. Nonostante il protrarsi del difficile contesto congiunturale, la ripresa in Europa Centrale dovrebbe perdurare nei trimestri a seguire, seppure con ritmi meno vivaci. Tra i paesi dell'Europa Orientale, in Polonia, il secondo semestre presenta una base di comparazione sicuramente più sfidante, ma le prospettive della domanda si confermano ottimiste nel residenziale così come nelle infrastrutture. Anche in Repubblica Ceca, i consumi dovrebbero continuare ad espandersi moderatamente. In America Latina, le ultime proiezioni sull'anno puntano a qualche punto percentuale di crescita nel mercato in Brasile, mentre ci aspettiamo che l'attività edilizia resti sottotono in Messico.
In conclusione, sebbene le previsioni più recenti indichino prospettive leggermente più ottimiste in Europa, il quadro congiunturale delineatosi in Stati Uniti negli ultimi mesi ha necessariamente messo in discussione la resilienza della domanda nel paese. Il nuovo scenario e, in misura maggiore, le ampie fluttuazioni nei tassi di cambio del dollaro e del real brasiliano ci portano ad aggiornare le aspettative per l'anno in corso. Alla luce delle considerazioni sopra esposte e delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento, prevediamo di conseguire per l'intero esercizio 2025 un margine operativo lordo ricorrente compreso tra 1.100 - 1.200 milioni.
INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE
Buzzi utilizza nell'informativa finanziaria alcuni indicatori alternativi di performance che, pur essendo molto diffusi, non sono definiti o specificati dai principi contabili applicabili per la redazione del bilancio annuale o delle relazioni intermedie di gestione.
In conformità alla Comunicazione Consob n. 92543/2015 e gli orientamenti ESMA/2015/1415 comunichiamo di seguito la definizione di tali indicatori.
-
Margine operativo lordo: saldo parziale di bilancio, per il calcolo del quale si rinvia al prospetto di conto economico consolidato.
-
Margine operativo lordo ricorrente: è calcolato partendo dal saldo parziale di bilancio denominato Margine operativo lordo, apportando allo stesso le seguenti rettifiche (proventi e oneri non ricorrenti):
-
oneri di ristrutturazione, nell'ambito di piani definiti e rilevanti
-
svalutazioni/rivalutazioni di attività correnti, esclusi i crediti commerciali, superiori a 1 milione di euro
-
accantonamenti/rilasci a fondi rischi legali, fiscali, ambientali superiori a 1 milione di euro
-
costi di smantellamento superiori a 1 milione di euro
-
plusvalenze/minusvalenze da cessione di cespiti e immobili non strumentali superiori a 3 milioni di euro
-
altri oneri o proventi rilevanti di natura non ordinaria superiori a 3 milioni di euro, ovvero riferibili a eventi significativi non riconducibili all'andamento ordinario della gestione
La riconciliazione tra il margine operativo lordo e il margine operativo lordo ricorrente, per i periodi posti a confronto, è la seguente:
(milioni di euro)
1° Sem 2025
1° Sem 2024
Margine operativo lordo
526,0
552,7
Altri proventi
-
(4,9)
Altri oneri
0,4
0,4
Margine operativo lordo ricorrente
526,3
548,3
-
-
Risultato operativo: saldo parziale di bilancio, per il calcolo del quale si rinvia al prospetto di conto economico consolidato.
-
Posizione finanziaria netta: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e corrisponde alla differenza tra le passività e le attività finanziarie, sia a breve sia a lungo termine; rientrano in tali voci tutte le passività o attività fruttifere d'interesse e quelle a esse collegate, quali gli strumenti finanziari derivati e i ratei.
-
Indebitamento finanziario netto: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e corrisponde alla differenza tra le passività finanziarie, sia a breve sia a lungo termine, e le attività finanziarie a breve termine. Quindi comprende tutte le passività, una parte delle attività fruttifere d'interesse e le voci collegate, quali gli strumenti finanziari derivati e i ratei. L'indicatore è conforme alla Comunicazione Consob n. 92543/2015 e agli orientamenti ESMA32-382-1138.
Bilancio consolidato semestrale abbreviato
Conto economico consolidato 22
Conto economico complessivo consolidato 23
Stato patrimoniale consolidato 24
Rendiconto finanziario consolidato 26
Variazioni di patrimonio netto consolidato 27
Note ai prospetti contabili semestrali consolidati 28
Attestazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato 70
Relazione della società di revisione 71
|
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO |
|||
|
(migliaia di euro) |
Nota |
1° sem 2025 |
1° sem 2024 |
|
Ricavi netti |
8 |
2.187.420 |
2.053.579 |
|
Variazioni delle rimanenze di prodotti finiti e semilavorati |
(25.091) |
(18.288) |
|
|
Altri ricavi operativi |
9 |
24.926 |
27.987 |
|
Materie prime, sussidiarie e di consumo |
10 |
(786.900) |
(723.022) |
|
Servizi |
11 |
(500.388) |
(443.005) |
|
Costi del personale |
12 |
(328.159) |
(308.204) |
|
Altri costi operativi |
13 |
(45.835) |
(36.341) |
|
Margine operativo lordo |
525.973 |
552.706 |
|
|
Ammortamenti |
14 |
(160.090) |
(127.314) |
|
Risultato operativo |
365.883 |
425.392 |
|
|
Risultati delle società collegate e a controllo congiunto valutate al patrimonio netto |
15 |
59.919 |
76.261 |
|
Plusvalenze / (Minusvalenze) da realizzo partecipazioni |
16 |
(654) |
3.950 |
|
Proventi finanziari |
17 |
169.660 |
89.165 |
|
Oneri finanziari |
17 |
(48.793) |
(59.394) |
|
Utile prima delle imposte |
546.015 |
535.374 |
|
|
Imposte sul reddito |
18 |
(156.258) |
(113.507) |
|
Utile del periodo |
389.757 |
421.867 |
|
|
Attribuibile a: |
|||
|
Azionisti della società |
386.312 |
421.749 |
|
|
Azionisti terzi |
3.445 |
118 |
|
|
(euro) |
|||
|
Utile per azione |
19 |
||
|
base |
2,134 |
2,280 |
|
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO
|
(migliaia di euro) |
Nota |
1° sem 2025 |
1° sem 2024 |
|
Utile del periodo |
389.757 |
421.867 |
|
|
Voci che non saranno riclassificate nel conto economico |
|||
|
Utili (perdite) attuariali su benefici successivi al rapporto di lavoro |
7.987 |
17.165 |
|
|
Variazioni nel valore equo delle partecipazioni |
25 |
65 |
261 |
|
Imposte sul reddito relative alle voci che non saranno riclassificate |
(2.420) |
(4.829) |
|
|
Totale voci che non saranno riclassificate nel conto economico |
5.632 |
12.597 |
|
|
Voci che potranno essere riclassificate successivamente nel conto economico |
|||
|
Differenze di conversione |
33 |
(290.721) |
124.811 |
|
Differenze di conversione riferite alle società collegate e a controllo congiunto valutate al patrimonio netto |
33 |
(13.190) |
(25.292) |
|
Totale voci che potranno essere riclassificate successivamente nel conto economico |
(303.911) |
99.519 |
|
|
Altre componenti di conto economico complessivo, dopo imposte |
(298.279) |
112.116 |
|
|
Totale conto economico complessivo del periodo |
91.478 |
533.983 |
|
|
Attribuibile a: |
|||
|
Azionisti della società |
89.939 |
533.861 |
|
|
Azionisti terzi |
1.539 |
122 |
|
STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO |
|||
|
(migliaia di euro) |
Nota |
30.06.2025 |
31.12.2024 |
|
Attività |
|||
|
Attività non correnti |
|||
|
Avviamento |
20 |
868.189 |
872.789 |
|
Altre attività immateriali |
20 |
130.068 |
132.141 |
|
Attività in diritto d'uso |
21 |
81.610 |
74.318 |
|
Immobili, impianti e macchinari |
22 |
3.821.532 |
3.806.019 |
|
Investimenti immobiliari |
23 |
18.644 |
16.841 |
|
Partecipazioni in società collegate e a controllo congiunto |
24 |
541.075 |
467.616 |
|
Partecipazioni al valore equo |
25 |
14.757 |
10.649 |
|
Attività fiscali differite |
156.606 |
179.944 |
|
|
Attività per piani a benefici definiti |
36 |
2.482 |
2.787 |
|
Crediti e altre attività non correnti |
26 |
58.113 |
60.542 |
|
5.693.076 |
5.623.646 |
||
|
Attività correnti |
|||
|
Rimanenze |
27 |
868.638 |
881.904 |
|
Crediti commerciali |
28 |
667.212 |
585.021 |
|
Altri crediti |
29 |
163.780 |
151.954 |
|
Disponibilità liquide |
30 |
1.273.097 |
1.410.439 |
|
2.972.727 |
3.029.318 |
||
|
Attività possedute per la vendita |
31 |
1.895 |
35.471 |
Totale Attività 8.667.698 8.688.435
|
(migliaia di euro) |
Nota |
30.06.2025 |
31.12.2024 |
|
Patrimonio netto |
|||
|
Patrimonio netto attribuibile agli azionisti della società |
|||
|
Capitale sociale |
32 |
123.637 |
123.637 |
|
Sovrapprezzo delle azioni |
458.696 |
458.696 |
|
|
Altre riserve |
33 |
9.099 |
326.883 |
|
Utili portati a nuovo |
6.251.475 |
5.971.501 |
|
|
Azioni proprie |
(280.830) |
(278.107) |
|
|
6.562.077 |
6.602.610 |
||
|
Patrimonio netto di terzi |
34 |
49.470 |
3.453 |
|
Totale Patrimonio netto |
6.611.547 |
6.606.063 |
|
|
Passività |
|||
|
Passività non correnti |
|||
|
Finanziamenti a lungo termine |
35 |
324.480 |
328.386 |
|
Debiti per locazioni |
21 |
60.993 |
55.207 |
|
Benefici per i dipendenti |
36 |
221.725 |
244.550 |
|
Fondi per rischi e oneri |
37 |
92.914 |
94.910 |
|
Passività fiscali differite |
416.652 |
475.769 |
|
|
Altri debiti non correnti |
38 |
4.090 |
4.657 |
|
1.120.854 |
1.203.479 |
||
|
Passività correnti |
|||
|
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine |
35 |
174.511 |
195.163 |
|
Finanziamenti a breve termine |
35 |
18.520 |
7.214 |
|
Quota corrente dei debiti per locazioni |
21 |
23.075 |
21.595 |
|
Debiti commerciali |
39 |
374.545 |
337.568 |
|
Debiti per imposte sul reddito |
40 |
128.547 |
72.916 |
|
Fondi per rischi e oneri |
37 |
30.928 |
24.326 |
|
Altri debiti |
41 |
185.171 |
218.554 |
|
935.297 |
877.336 |
||
|
Passività possedute per la vendita |
31 |
- |
1.557 |
|
Totale Passività |
2.056.151 |
2.082.372 |
|
|
Totale Patrimonio netto e Passività |
8.667.698 |
8.688.435 |
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO
|
(migliaia di euro) |
Nota |
1° sem 2025 |
1° sem 2024 |
|
Flusso monetario da attività operative |
|||
|
Cassa generata dalle operazioni |
42 |
460.273 |
423.487 |
|
Interessi passivi pagati |
(13.837) |
(10.469) |
|
|
Imposte sul reddito pagate |
(92.175) |
(69.826) |
|
|
Flusso monetario netto generato dalle attività operative |
354.261 |
343.192 |
|
|
Flusso monetario da attività d'investimento |
|||
|
Investimenti in immobilizzazioni immateriali |
20 |
(973) |
(904) |
|
Investimenti in immobilizzazioni materiali |
22 |
(218.434) |
(216.714) |
|
Acquisto di imprese controllate, al netto delle disponibilità liquide acquisite |
(113.863) |
- |
|
|
Investimenti in altre partecipazioni |
25 |
(44.594) |
(8.501) |
|
Prezzo di realizzo immobilizzazioni materiali e immateriali |
5.181 |
5.513 |
|
|
Prezzo di realizzo partecipazioni |
32.074 |
5.000 |
|
|
Variazione dei crediti finanziari |
10.365 |
38.474 |
|
|
Dividendi delle partecipazioni |
17, 24 |
5.764 |
50.884 |
|
Interessi attivi incassati |
30.904 |
27.349 |
|
|
Flusso monetario netto generato (assorbito) dalle attività d'investimento |
(293.576) |
(98.899) |
|
|
Flusso monetario da attività di finanziamento |
|||
|
Accensione di finanziamenti a lungo termine |
35 |
- |
149.527 |
|
Rimborsi di finanziamenti a lungo termine |
35 |
(10.187) |
(50.210) |
|
Variazione netta dei finanziamenti a breve termine |
35 |
(645) |
149 |
|
Rimborsi di debiti per locazioni |
21 |
(13.326) |
(10.453) |
|
Variazione degli altri debiti finanziari |
18.835 |
13.734 |
|
|
Acquisto azioni proprie |
32 |
(2.723) |
(52.460) |
|
Dividendi pagati ad azionisti della società |
43 |
(123.714) |
(107.398) |
|
Dividendi pagati ad azionisti terzi |
(80) |
(92) |
|
|
Flusso monetario netto generato (assorbito) dalle attività di finanziamento |
(131.840) |
(57.203) |
|
|
Aumento (diminuzione) delle disponibilità liquide |
(71.155) |
187.090 |
|
|
Disponibilità liquide iniziali |
1.410.439 |
1.120.712 |
|
|
Differenze di conversione |
(66.183) |
24.786 |
|
|
Variazione area di consolidamento |
(4) |
(912) |
|
|
Disponibilità liquide finali |
30 |
1.273.097 |
1.331.676 |
VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO
Attribuibile agli azionisti della società
|
(migliaia di euro) |
Capitale Sociale |
Sovraprezzo delle azioni |
Altre riserve |
Utili portati a nuovo |
Azioni proprie |
Totale |
Patrimonio netto di terzi |
Totale Patrimonio netto |
|
Saldi al 1 gennaio 2024 |
123.637 |
458.696 |
50.455 |
5.124.484 |
(130.917) |
5.626.355 |
5.673 |
5.632.028 |
|
Utile del periodo |
- |
- |
- |
421.749 |
- |
421.749 |
118 |
421.867 |
|
Altre componenti di conto economico complessivo, dopo imposte |
- |
- |
99.699 |
12.413 |
- |
112.112 |
4 |
112.116 |
|
Totale conto economico complessivo dell'esercizio |
- |
- |
99.699 |
434.162 |
- |
533.861 |
122 |
533.983 |
|
Dividendi deliberati |
- |
- |
- |
(110.961) |
- |
(110.961) |
(103) |
(111.064) |
|
Acquisto quote di minoranza |
- |
- |
- |
872 |
- |
872 |
- |
872 |
|
Acquisto azioni proprie |
- |
- |
- |
- |
(52.774) |
(52.774) |
- |
(52.774) |
|
Altri movimenti |
- |
- |
(1.135) |
(2.479) |
- |
(3.614) |
(7) |
(3.621) |
|
Saldi al 30 giugno 2024 |
123.637 |
458.696 |
149.019 |
5.446.078 |
(183.691) |
5.993.739 |
5.685 |
5.999.424 |
|
Saldi al 1 gennaio 2025 |
123.637 |
458.696 |
326.883 |
5.971.501 |
(278.107) |
6.602.610 |
3.453 |
6.606.063 |
|
Utile del periodo |
- |
- |
- |
386.312 |
- |
386.312 |
3.445 |
389.757 |
|
Altre componenti di conto economico complessivo, dopo imposte |
- |
- |
(301.939) |
5.566 |
- |
(296.373) |
(1.906) |
(298.279) |
|
Totale conto economico complessivo dell'esercizio |
- |
- |
(301.939) |
391.878 |
- |
89.939 |
1.539 |
91.478 |
|
Dividendi deliberati |
- |
- |
- |
(126.717) |
- |
(126.717) |
(80) |
(126.797) |
|
Acquisto quote di minoranza |
- |
- |
- |
555 |
- |
555 |
- |
555 |
|
Acquisto azioni proprie |
- |
- |
- |
- |
(2.723) |
(2.723) |
- |
(2.723) |
|
Altri movimenti |
- |
- |
(15.845) |
14.258 |
- |
(1.587) |
44.558 |
42.971 |
|
Saldi al 30 giugno 2025 |
123.637 |
458.696 |
9.099 |
6.251.475 |
(280.830) |
6.562.077 |
49.470 |
6.611.547 |
NOTE AI PROSPETTI CONTABILI SEMESTRALI CONSOLIDATI
-
INFORMAZIONI GENERALI
Buzzi SpA ("la società") e le sue controllate (nell'insieme "il gruppo" o "Buzzi") producono, distribuiscono e vendono cemento, calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali. Il gruppo gestisce impianti industriali in diversi paesi, che rappresentano lo sbocco naturale per le sue merci e servizi. Le attività sono situate principalmente in Italia, Stati Uniti d'America, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, Brasile, Emirati Arabi Uniti, Russia e Messico.
Buzzi SpA è una società per azioni organizzata secondo l'ordinamento giuridico italiano. La sede legale e amministrativa è situata in Italia a Casale Monferrato (AL), in Via Luigi Buzzi 6. La società è quotata sul mercato Euronext Milan di Borsa Italiana.
Buzzi SpA è controllata da Fimedi SpA, che direttamente e indirettamente, tramite la propria controllata Presa SpA, possiede il 53,037% delle azioni. Fimedi SpA ha sede legate in Torino (TO), Corso Re Umberto 10.
Il consiglio di amministrazione ha approvato la pubblicazione della presente relazione semestrale in data 5 agosto 2025.
-
FORMA E CONTENUTO
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2025 è stato redatto ai sensi dell'art. 154 ter del D.Lgs. 58/1998 e predisposto nel rispetto dei principi contabili internazionali (IFRS), secondo l'informativa prevista dal documento IAS 34 Bilanci intermedi. Esso dovrebbe essere letto unitamente al bilancio consolidato della società chiuso al 31 dicembre 2024.
La redazione di un bilancio intermedio richiede l'effettuazione, da parte della direzione, di giudizi, stime e assunzioni che influenzano l'applicazione dei principi contabili, i valori delle attività e delle passività iscritte, gli importi dei ricavi e dei costi di periodo. I risultati effettivi possono essere diversi da quelli stimati. Nella redazione del presente bilancio intermedio, i giudizi significativi effettuati dalla direzione nell'applicazione dei principi contabili di gruppo sono gli stessi del bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2024, con l'eccezione della variazione nelle stime che sono necessarie per la determinazione delle imposte sul reddito del periodo.
La società non evidenzia nei prospetti di conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario l'ammontare delle posizioni con parti correlate, distintamente dalle voci di riferimento (ai sensi della delibera CONSOB n. 15519 del 27 luglio 2006). Tale indicazione non sarebbe significativa per la rappresentazione della posizione patrimoniale ed economica del gruppo; inoltre, le operazioni con parti correlate sono riportate nella nota 46 del presente bilancio consolidato semestrale.
Ove necessario, le voci di bilancio esposte nel presente fascicolo sono state oggetto di alcuni adattamenti e integrazioni rispetto alle pubblicazioni effettuate in precedenza, al fine di fornire una migliore rappresentazione della situazione patrimoniale ed economica del gruppo.
Conversione delle valute estere
La situazione patrimoniale-finanziaria e il risultato economico di tutte le società del gruppo la cui valuta funzionale è diversa dalla valuta di presentazione sono stati convertiti utilizzando i seguenti tassi di cambio:
Finale
Medio
(euro 1 = Valuta)
30 giugno
2025
31 dicembre
2024
1° sem 2025
1° sem 2024
Dollaro USA
1,1720
1,0389
1,0927
1,0813
Corona ceca
24,7460
25,1850
25,0016
25,0149
Hryvnia ucraina
n.a.
n.a.
n.a.
42,1980
Rublo russo*
91,6160
118,1839
95,0961
98,1917
Zloty polacco
4,2423
4,2750
4,2313
4,3169
Fiorino ungherese
399,8000
411,3500
404,5722
389,7571
Real brasiliano
6,4384
6,4253
6,2913
5,4922
Dirham Emirati Arabi**
4,3042
n.a.
4,1856
n.a.
Peso messicano
22,0899
21,5504
21,8035
18,5089
Dinaro algerino
151,6252
140,8920
145,6799
145,4194
* fonte: Bloomberg
** il cambio medio si riferisce al periodo maggio-giugno 2025
-
PRINCIPI CONTABILI
I principi contabili adottati sono coerenti con i criteri d'iscrizione e valutazione utilizzati nella stesura del bilancio consolidato al 31 dicembre 2024 al quale si rinvia per maggiori dettagli, a eccezione di quanto esposto nel seguito del presente paragrafo.
Alcuni processi valutativi, in particolare la determinazione di eventuali riduzioni durevoli di valore delle attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, allorquando sono disponibili tutte le informazioni necessarie, salvo i casi in cui vi sia indicazione di impairment che richieda un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore. Analogamente, le valutazioni attuariali riferite alla determinazione dei benefici per i dipendenti sono normalmente elaborate solo in occasione della predisposizione del bilancio annuale.
La presente Relazione finanziaria semestrale è redatta in conformità allo IAS 34. Le imposte sul reddito sono pertanto iscritte utilizzando l'aliquota che sarebbe applicabile all'utile o alla perdita attesi per l'intero esercizio.
Principi, emendamenti e interpretazioni applicati nel 2025
I seguenti principi, emendamenti e interpretazioni non sono rilevanti per il gruppo e/o non hanno comportato la rilevazione di alcun effetto nel presente bilancio intermedio.
IAS 21 Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere (emendamenti): Assenza di convertibilità (con efficacia 1 gennaio 2025). Gli emendamenti specificano quando una valuta è scambiabile e, in caso negativo, come determinare il tasso di cambio.
Principi, emendamenti e interpretazioni che non sono ancora efficaci e che non sono stati applicati anticipatamente
IFRS 10 Bilancio consolidato e IAS 28 Partecipazioni in società collegate e joint venture (emendamenti): vendita o conferimento di attività tra un investitore e le sue collegate o joint venture. L'utile (o la perdita) completo viene rilevato quando un'operazione si riferisce a un settore di attività (che si trovi o no all'interno di una controllata). Un utile o perdita parziale si iscrive quando un'operazione coinvolge beni che non costituiscono un settore di attività, anche se tali beni si trovano in una controllata. Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea hanno rinviato a tempo indeterminato il processo di omologazione necessario per l'applicazione dell'emendamento e la data di efficacia.
IFRS 9 e IFRS 7 Modifiche ai requisiti di classificazione e valutazione degli strumenti finanziari (emendamenti con efficacia dal 1 gennaio 2026): risolve le questioni identificate durante la revisione post-implementazione dei requisiti di classificazione e valutazione dell'IFRS 9 "Strumenti finanziari". Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno completato il processo di omologazione necessario per l'applicazione dell'emendamento e la data di efficacia.
IFRS 18 Presentazione e informativa di bilancio: comprende i requisiti per tutte le società che applicano gli IFRS per la presentazione e l'informativa di bilancio (con efficacia dal 1 gennaio 2027). Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno completato il processo di omologazione necessario per l'applicazione dell'emendamento e la data di efficacia.
IFRS 19 Controllate senza responsabilità pubblica (con efficacia dal 1 gennaio 2027): specifica gli obblighi informativi ridotti che una società può applicare al posto degli obblighi informativi previsti da altri principi contabili IFRS. Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno completato il processo di omologazione necessario per l'applicazione dell'emendamento e la data di efficacia.
Modifiche agli IFRS 9 e IFRS 7 (emendamenti efficaci dal 1 gennaio 2026): chiarisce i requisiti per l'esenzione "uso proprio" e introduce nuovi obblighi di disclosure finanziaria. Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno completato il processo di omologazione necessario per l'applicazione dell'emendamento e la data di efficacia.
Modifiche annuali agli standard contabili IFRS Volume 11 (emendamenti efficaci dal 1 gennaio 2026): include una serie di modifiche a cinque standard contabili internazionali (IFRS 1, IFRS 7, IFRS 9, IFRS 10 e IAS 7), finalizzate a migliorare la chiarezza e la coerenza dei principi contabili. Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno completato il processo di omologazione necessario per l'applicazione dell'emendamento e la data di efficacia.
Gli eventuali impatti derivanti dall'applicazione di tali nuovi principi/emendamenti sono in fase di valutazione.
Allegati
