Relazione finanziaria semestrale
al 30 giugno 2023
Buzzi S.p.A.
Sede in Casale Monferrato (AL) - Via Luigi Buzzi 6
Capitale sociale euro 123.636.658,80
Registro delle Imprese di Alessandria-Asti 00930290044
Buzzi è un gruppo multi-regionale internazionale, focalizzato su cemento, calcestruzzo e aggregati naturali.
Il gruppo ha una visione a lungo termine dell'impresa, un management dedicato che opera in ottica di sviluppo sostenibile e strutture produttive di alta qualità.
Buzzi persegue la creazione del valore grazie a un profondo
- sperimentato know-how e all'efficienza operativa dei suoi impianti.
Vision
Indice
Relazione intermedia sulla gestione
Bilancio consolidato semestrale abbreviato
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Relazione intermedia sulla gestione
Illustrazione dei risultati
Gestione del rischio e descrizione dei principali rischi
Operazioni con parti correlate
Evoluzione prevedibile della gestione
Indicatori alternativi di performance
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[ RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE ] 5
Illustrazione dei risultati
Nel corso del primo semestre 2023, l'attività economica globale ha continuato ad essere penalizzata dalla persistenza dell'inflazione e da condizioni monetarie e finanziarie ulteriormente restrittive. In particolare, nel secondo trimestre, nonostante una vivace dinamica nel settore dei servizi, l'andamento del comparto manifatturiero è apparso ancora debole e ha contribuito a limitare le prospettive di crescita del commercio internazionale. In primavera, l'inflazione al consumo ha fatto registrare un calo, grazie alla diminuzione della componente energia, pur mantenendosi su livelli storicamente elevati. Il calo dell'inflazione è stato più evidente nei beni industriali, che hanno incorporato la discesa delle quotazioni dei fattori energetici. Tuttavia, nonostante tale rallentamento sia nell'area euro che in Stati Uniti, la dinamica della componente di fondo è rimasta persistente, influenzata dall'accelerazione dei prezzi dei servizi. Secondo le ultime previsioni dell'OCSE, l'economia globale è stimata crescere del 2,7% nel 2023, in leggero ribasso rispetto alle aspettative di inizio anno. Sulle prospettive continuano a incidere negativamente la persistente inflazione e il conseguente orientamento restrittivo delle politiche monetarie nelle maggiori economie avanzate, oltre che l'incertezza connessa al protrarsi delle tensioni geopolitiche su scala globale, prima fra tutte il conflitto in Ucraina.
Negli Stati Uniti, dopo un primo trimestre in crescita, grazie alla dinamica positiva dei consumi interni e degli investimenti non residenziali, a partire dal mese di aprile la spesa per consumi si è indebolita e il mercato del lavoro, pur mantenendosi solido, ha rallentato il ritmo di crescita.
In area euro, nei primi tre mesi la crescita del prodotto è stata ancora negativa, riflettendo una generalizzata debolezza della domanda interna, mentre la dinamica degli investimenti, specialmente in costruzioni, ha recuperato. Nel primo trimestre, il PIL è cresciuto in Francia e, in misura maggiore in Italia e Spagna, mentre la Germania ha confermato la congiuntura sfavorevole già in corso a fine 2022. In primavera, la debolezza del comparto manifatturiero si è accentuata, con la produzione industriale che in aprile e maggio è stata inferiore dell'1,4% rispetto alla media del primo trimestre.
In Italia, dopo lo sviluppo registrato in avvio d'anno, sostenuto dai consumi interni e dall'espansione degli investimenti, la crescita del prodotto si è sostanzialmente arrestata nel corso del secondo trimestre, a causa della frenata della produzione manifatturiera.
Per quanto riguarda gli emergenti, in Messico l'economia ha continuato a essere sostenuta dall'espansione dei consumi interni, favoriti dal rafforzamento dell'occupazione e dei salari. Tuttavia, l'attività nella manifattura, nel corso del secondo trimestre, ha rallentato a causa dell'indebolimento della crescita nei principali partner commerciali, Stati Uniti su tutti.
In Brasile, il rallentamento dell'economia si è confermato anche nel periodo aprile-giugno a causa di un ulteriore indebolimento dei consumi e degli investimenti.
La debolezza del ciclo economico globale ha contribuito a un rallentamento delle quotazioni dei fattori energetici. Le decisioni di taglio alla produzione di petrolio annunciate dai principali paesi produttori nel corso del secondo trimestre e valide fino alla fine del 2024 hanno avuto un limitato impatto sui prezzi del greggio, influenzato maggiormente dal raffreddamento dell'economia e degli scambi globali. Anche il prezzo del gas naturale sul mercato TTF si è allentato in primavera, riflettendo l'andamento moderato dei consumi industriali e l'ampio livello degli stoccaggi.
Le politiche monetarie delle principali banche centrali hanno confermato il loro orientamento restrittivo durante il secondo trimestre dell'anno in corso. La Federal Reserve, in maggio, ha ulteriormente aumentato di 25 punti base il tasso di riferimento mentre in giugno ha deciso di mantenere i tassi invariati, pur mostrandosi aperta alla possibilità di ulteriori rialzi nel corso dei mesi successivi. La BCE in maggio e in giugno ha rialzato i tassi di 25 punti base, confermando che l'orientamento continuerà a rimanere restrittivo fino a che l'inflazione non ritornerà prossima all'obiettivo di medio termine. In
Allegati
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Buzzi Unicem S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 04 agosto 2023 ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 04 agosto 2023 09:55:12 UTC.
