RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEI SOCI DI MINORANZA DELLA CALTAGIRONE EDITORE S.P.A.
AI SENSI DELL'ART 126-BIS TUF
RELATIVAMENTE AL PUNTO C) DELLE INTEGRAZIONI ALL'ORDINE DEL GIORNO
Egregi signori la presente relazione è stata redaa ai sensi dell'art. 126-bis a corredo della richiesta di integrazione dell'ordine del giorno dell'assemblea del 16 aprile 2025 in prima convocazione e 5 maggio 2025 in seconda convocazione al fine di presentare le movazioni per le quali ha proposto tale integrazione.
MOTIVAZIONE DELLA RICHIESTA
Non è giustificabile avere 400 milioni investiti in blue chips (ufficialmente del "cash management") a servizio
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o a copertura di un business editoriale che vale a livello patrimoniale poco più di 100 milioni, il che rappresenta un'allocazione del capitale folle, e l'eccesso di liquidità dev'essere reso agli azionisti.
Non ha senso avere una società quotata che ha 590 milioni di patrimonio netto (agli ammontari in bilancio aggiungiamo le plusvalenze orientative maturate nel periodo da chiusura esercizio a questi giorni) ed ha quasi 250 milioni in azioni Generali e quasi 110 milioni in azioni Mediobanca. Messe insieme fanno il 60 per cento del patrimonio. Questi investimenti esulano da qualsiasi criterio di gestione efficiente di un portafoglio, con la necessaria diversificazione. E sembrano partecipazioni finalizzate a strategie personali del socio di controllo e quindi non nell'interesse della società e di tutti gli azionisti. Le azioni quotate in portafoglio, a fine esercizio
7.700.000 Generali, 6.400.000 Mediobanca, 1.200.000 Poste e 1.200.000 Italgas andrebbero assegnate ai soci.
Ad oggi 10.000 azioni Ced hanno un valore di mercato di circa 16.000 euro e l'assegnazione manterrebbe agli azionisti tutto il ramo editoriale, le obbligazioni, le attività correnti, e le passività in essere. Ed inoltre il detentore di 10.000 azioni Ced si ritroverebbe un valore di oltre 35.000 solo per le azioni assegnate.
Siamo ad un livello di sfiducia impressionante da parte del mercato nei confronti della gestione Ced. E basterebbe una operazione di assegnazione per restituire agli azionisti parte del valore attualmente non riconosciuto dal mercato al patrimonio societario.
E' senza dubbio più opportuno per gli azionisti avere la diretta disponibilità della propria quota di patrimonio investita in titoli. Questo è assolutamente evidente. Il non procedere in questo senso vuol dire danneggiare deliberatamente gli azionisti Ced, in particolare gli azionisti di minoranza.
Quindi uno degli obiettivi strategici per la Caltagirone editore deve essere la graduale distribuzione ai soci delle azioni in portafoglio o, per evitare complicazioni di tipo amministrativo e fiscale, l'equivalente monetario dopo la cessione.
Considerando che nell'esercizio 2024 si è avuta una plusvalenza sui titoli quotati nell'ordine dei 100 milioni di euro, si propone la distribuzione di un dividendo straordinario di 1 euro per azione, ottenendo la liquidità dalla vendita pro quota delle azioni in portafoglio. Gradualmente nei prossimi anni si potrà procedere ad altri dividendi straordinari fino alla assegnazione ai soci dell'equivalente del valore delle azioni in portafoglio. Tuo ciò premesso, in merito al suddeo Punto all'Ordine del Giorno, i soci formulano la seguente
PROPOSTA di deliberazione
L'assemblea degli azionis della Caltagirone Editore Spa preso ao della relazione presentata dai Soci di minoranza e delle eventuali osservazioni del Consiglio di Amministrazione e delle risposte alle domande assembleari
DELIBERA
Un'assegnazione parziale ai Soci delle azioni in portafoglio tramite il pagamento di un dividendo straordinario di Euro 1,00.=.
Allegati
