08/11/2018 - CREDEM - Credito Emiliano S.p.A.: Credem, risultati consolidati al 30 settembre 2018: utile netto a 151 mln € (+3,1% a/a), oltre 77 mila nuovi clienti, prestiti a 24 mld € (+2,6% a/a), CET1 ratio al 13,14%

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Credem, risultati consolidati al 30 settembre 2018: utile netto a 151 mln € (+3,1% a/a), oltre 77 mila nuovi clienti, prestiti a 24 mld € (+2,6% a/a), cet1 ratio al 13,14%

CREDEM, RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 SETTEMBRE 2018: UTILE NETTO A 151 MLN (+3,1% A/A), OLTRE 77 MILA NUOVI CLIENTI(1), PRESTITI(2) A 24 MLD (+2,6% A/A), CET1 RATIO(3) AL 13,14%

ELEVATA SOLIDITA'

VIGOROSA CRESCITA E COSTANTE

SUPPORTO ALL'ECONOMIA

FORTI INVESTIMENTI

SULLE PERSONE

REDDITIVITA' IN

AUMENTO

NONOSTANTE LE FORTI TURBOLENZE DEI MERCATI:

  • CET1 Ratio(3) ai massimi livelli del sistema a 13,14% (già adottati i nuovi principi contabili IFRS9 senza regime transitorio) in crescita di quasi 20 bps rispetto al dato del 30 giugno 2018;

  • margine di oltre 570 bps rispetto al livello minimo assegnato da BCE per il 2018 (SREP(4) 7,375%).

  • Prestiti(2) a clienti +2,6% a/a a 24 miliardi di euro (vs sistema(5) +1,55% a/a), +618 milioni di euro in valore assoluto a/a;

  • rapporto tra crediti problematici lordi ed impieghi lordi (NPL Ratio(6)) al 5,1% rispetto a 9,7% medio delle banche italiane(7). Livello di copertura comprensivo dello shortfall(8) a 66,2% sui crediti problematici ed a 83,4% sulle sofferenze;

  • raccolta diretta da clientela(2) a 23,1 miliardi di euro, +8,1% a/a (media sistema(5) +0,2% a/a);

  • oltre 77 mila nuovi clienti(1).

  • 235 assunzioni(9) nei primi nove mesi dell'anno di cui 75,3% giovani con organico in crescita dell'1,3% a/a(9);

  • erogate in media oltre 4,5 giornate di formazione procapite.

  • Utile netto consolidato a 151 milioni di euro, +3,1% a/a. Non considerando la contribuzione ai fondi di risoluzione e di tutela dei depositi l'utile netto consolidato sarebbe pari a 168,1 milioni di euro.

Nazzareno Gregori, Direttore Generale Credem ha dichiarato: "Sono molto soddisfatto di questi ottimi risultati, specialmente considerando il contesto turbolento ed incerto all'interno del quale sono stati raggiunti. La banca si è confermata ai vertici del sistema bancario continuando ad acquisire clienti ed offrendo servizi all'avanguardia ed il merito è di tutte le Persone che operano nel Gruppo. Abbiamo continuato ad investire fortemente nella formazione delle nostre reti di vendita, delle strutture centrali e delle società del Gruppo e nello sviluppo della nostra struttura organizzativa per intercettare e soddisfare al meglio i bisogni dei clienti. Per i prossimi mesi, nonostante le difficoltà del mercato, pensiamo di avere tutte le carte per continuare il nostro sviluppo su linee interne e punteremo sempre di più sulla consulenza nella gestione del risparmio, sull'assistenza in campo assicurativo e sull'erogazione di credito a famiglie ed imprese".

Il Consiglio di Amministrazione di Credem, presieduto da Lucio Igino Zanon di Valgiurata, ha approvato oggi i risultati individuali e consolidati al 30 settembre 2018.

Malgrado le tensioni registrate negli ultimi mesi sui mercati finanziari e sui titoli di stato Italiani, e nonostante la scelta di aver già adottato i nuovi standard contabili IFRS 9 senza i benefici del regime transitorio, il Gruppo ha confermato la propria capacità organica di generare capitale incrementando ulteriormente il proprio livello di solidità patrimoniale, già ai vertici del sistema bancario. Il CET1 Ratio(3) infatti è cresciuto a 13,14%, rispetto al 12,96% di fine giugno 2018, con oltre 570 bps di margine rispetto al livello minimo assegnato da BCE (SREP)(4) pari a 7,375%, requisito più basso tra le banche italiane vigilate da BCE. E' proseguita inoltre con vigore la strategia di crescita con l'acquisizione, da gennaio a fine settembre, di oltre 77 mila nuovi clienti(1) a riconferma della fiducia che le famiglie e le imprese italiane continuano ad accordare al Gruppo. Conseguentemente, a fine settembre, la raccolta complessiva da clientela(2) è in crescita del 2,1% a/a e raggiunge i 67 miliardi di euro (+1,4 miliardi di euro in valore assoluto a/a) di cui 23,1 miliardi di euro di raccolta diretta (+8,1% a/a), 26,5 miliardi di euro di raccolta gestita (-1,2% a/a) e 7 miliardi di euro di raccolta assicurativa (+5,3% a/a), dimostrando così che i risparmiatori continuano a riconoscere la validità dei servizi offerti dal Gruppo. Analogamente si è confermato anche il sostegno all'economia del Paese, con i prestiti(2) in crescita del 2,6% a/a (rispetto al sistema(5) che segna +1,55% nello stesso periodo) a 24 miliardi di euro. Una crescita avvenuta mantenendo la qualità dell'attivo ai vertici del mercato, con il rapporto tra crediti problematici lordi ed impieghi lordi (NPL Ratio(6)) al 5,1% rispetto al 9,7% della media delle banche significative italiane(7), ed adottando livelli di copertura ai vertici del sistema (livello di copertura comprensivo dello shortfall(8) al 66,2% sui crediti problematici ed al 83,4% sulle sofferenze). Sono proseguiti anche gli investimenti sulle persone, con 235 assunzioni(9) di cui il 75,3% giovani, +1,3% a/a l'organico(9), ed erogate in media oltre 4,5 giornate procapite di formazione. Il Gruppo ha infine registrato 151 milioni di euro di utile netto consolidato rispetto ai 146,5 milioni di euro dei primi nove mesi 2017 (+3,1% a/a). Il dato, non considerando la contribuzione ai fondi di risoluzione e di tutela dei depositi, porterebbe ad un utile netto consolidato pari a 168,1 milioni di euro.

Il Gruppo Credem in sintesi

1910Anno di fondazione

661 19

Filiali, centri imprese, centri small business, negozi finanziariRegioni italiane di insediamento

6.231Dipendenti

821 190 95

Consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede (con incarico di agenzia)

Subagenti finanziari

Agenti finanziari specializzati nella cessione del quinto

Risultati economici consolidati(10)(*)

A fine settembre 2018 il margine di intermediazione si attesta a 867,4 milioni di euro, rispetto a 850,6 milioni di euro nello stesso periodo del 2017 (+2% a/a). All'interno dell'aggregato, il margine finanziario(11) raggiunge 366 milioni di euro, +3% rispetto a 355,3 milioni di euro a fine settembre 2017. Il margine da servizi(12)(13) è pari a 501,4 milioni di euro, +1,2% rispetto a 495,3 milioni di euro nell'anno precedente, con un minor impatto della componente legata al trading in titoli, cambi e derivati. Più in dettaglio, per quanto riguarda il margine da servizi, le commissioni nette ammontano a 397,1 milioni di euro (+2,5% a/a), di cui 265,1 milioni di euro di commissioni da

gestione ed intermediazione in progresso del 4% a/a e 132 milioni di euro di commissioni da servizi bancari (-0,6% a/a). Il trading in titoli, cambi e derivati si attesta a 43,9 milioni di euro, -25% a/a. Il risultato dell'attività assicurativa del ramo vita raggiunge infine i 45,6 milioni di euro (+23,9% a/a).

I costi operativi(13) si attestano a 551,7 milioni di euro rispetto a 539,2 milioni di euro nei primi nove mesi 2017 (+2,3% a/a). Nel dettaglio, le spese amministrative ammontano a 175,9 milioni di euro (+3% a/a), mentre le spese relative al personale sono pari a 375,8 milioni di euro (+2% a/a).

Il cost/income(14) risulta pari a 63,6%, in linea rispetto al 63,4% di fine settembre 2017 e 62,7% di fine 2017.

Il risultato lordo di gestione è pari a 315,7 milioni di euro rispetto a 311,4 milioni di euro nello stesso periodo dell'anno precedente (+1,4% a/a). Gli ammortamenti, influenzati dalla forte politica di investimento del Gruppo, sono pari a 39 milioni di euro rispetto a 36,1 milioni di euro a settembre 2017 (+8% a/a).

Il risultato operativo si attesta a 276,7 milioni di euro rispetto a 275,3 milioni di euro a fine settembre 2017 (+0,5% a/a).

Gli accantonamenti per rischi ed oneri sono pari a -8,2 milioni di euro rispetto a 0,8 milioni di euro nell'anno precedente. Le rettifiche nette di valore su crediti sono in calo del 33,8% a/a e si attestano a 26 milioni di euro rispetto a 39,3 milioni di euro nei primi nove mesi 2017.

Il saldo delle componenti straordinarie(13) è pari a -21,6 milioni di euro (-20,9 milioni di euro a fine settembre 2017) e comprende tra l'altro 25,5 milioni di euro, al lordo dell'effetto fiscale, di contributo al Fondo di Risoluzione Unico (compresa la quota straordinaria richiamata nel secondo trimestre) e al Fondo di Tutela dei Depositi.

L'utile ante imposte raggiunge 220,9 milioni di euro rispetto a 215,9 milioni di euro a fine settembre 2017 (+2,3% a/a), mentre le imposte sul reddito ammontano a 69,9 milioni di euro (69,4 milioni di euro a fine settembre 2017, +0,7% a/a). L'utile netto consolidato è in progresso del 3,1% a/a e si attesta a 151 milioni di euro rispetto a 146,5 milioni di euro nello stesso periodo dell'anno precedente.

Aggregati patrimoniali consolidati (2)(*)

La raccolta complessiva da clientela a fine settembre 2018 è in progresso del 2,1% a/a e ammonta a 66.990 milioni di euro (65.610 milioni di euro l'anno precedente). La raccolta complessiva raggiunge 78.942 milioni di euro, +1,8% a/a rispetto a 77.526 milioni di euro a fine settembre 2017. In particolare, la raccolta diretta da clientela si attesta a 23.128 milioni di euro rispetto a 21.401 milioni di euro nei primi nove mesi 2017 (+8,1% a/a). La raccolta diretta complessiva è pari a 25.628 milioni di euro rispetto a 23.901 milioni di euro nello stesso periodo del 2017 (+7,2% a/a). La raccolta assicurativa si attesta a 7.015 milioni di euro, +5,3% rispetto a 6.660 milioni di euro nei primi nove mesi 2017. La raccolta indiretta da clientela risulta pari a 36.872 milioni di euro rispetto a 37.549 milioni di euro a fine settembre 2017 (-1,8% a/a), penalizzata dall'andamento negativo dei mercati finanziari. Nel dettaglio, la raccolta gestita si attesta a 26.520 milioni di euro, -1,2%

rispetto a 26.841 milioni di euro nello stesso periodo dell'anno precedente. All'interno di tale aggregato le gestioni patrimoniali sono pari a 6.250 milioni di euro (-7,8% a/a), i fondi comuni di investimento e Sicav ammontano a 11.525 milioni di euro (-3,3% a/a), i prodotti di terzi ed altra raccolta gestita si attestano a 8.745 milioni di euro (+7,4% a/a).

Gli impieghi a clientela sono in crescita del 2,6% a/a (rispetto al sistema(5) che segna +1,55% nello stesso periodo) e si attestano a 24.092 milioni di euro rispetto a 23.474 milioni di euro a fine settembre 2017, con costante attenzione alla qualità del portafoglio.

Le sofferenze nette su impieghi netti sono pari a 1,05% (rispetto a 1,43% nello stesso periodo del 2017) dato significativamente inferiore alla media di sistema(5) pari a 2,32%. La percentuale di copertura dei crediti in sofferenza è del 68,4% (60,9% a fine settembre 2017), tale dato, comprensivo dello shortfall patrimoniale(8), è pari a 83,4%. I crediti problematici totali netti sono pari a 603,9 milioni di euro, in calo del 22,9% rispetto a 782,8 milioni di euro alla fine dei primi nove mesi 2017. I crediti problematici totali lordi ammontano invece a 1.254,9 milioni di euro, in calo del 10% rispetto a 1.394,6 milioni di euro a settembre 2017. La percentuale di copertura dei crediti problematici totali lordi è del 51,9% (43,9% a fine settembre 2017); tale dato, comprensivo dello shortfall patrimoniale(8), sale al 66,2%. Il rapporto tra crediti problematici totali lordi e impieghi lordi (NPL Ratio(6)) si attesta al 5,1% (5,8% nei primi nove mesi 2017) a fronte di una media delle banche significative italiane(7) al 9,7%. Il costo del credito(15) annualizzato si attesta a valori molto contenuti pari a 14 bps a fine settembre 2018.

Coefficienti patrimoniali

Il CET1 ratio(3) calcolato su Credemholding è pari a 13,14%, in crescita di quasi 20 bps rispetto al 12,96% di fine giugno 2018 e ai massimi livelli del sistema, malgrado le tensioni registrate negli ultimi mesi sui mercati finanziari e sui titoli di stato e nonostante la scelta di aver già adottato i nuovi standard contabili IFRS 9 senza i benefici del regime transitorio. Il Tier 1 capital ratio(3) è pari a 13,47% ed il Total capital ratio(3) è pari a 15,37%. Per il 2018 il CET1 Ratio (SREP)(4) minimo assegnato al Gruppo è pari a 7,375% requisito più basso tra le banche italiane vigilate da BCE.

Evoluzione prevedibile della gestione

Per quanto riguarda il Gruppo, le principali linee guida della gestione prevedono un ulteriore sviluppo sia dell'aggregato creditizio che della raccolta. Tale sviluppo sarà supportato da una strategia di investimento volta a rafforzare ulteriormente la qualità del servizio offerto alla clientela, sia in termini di prodotti che di digitalizzazione dei processi. Proseguirà, analogamente, il potenziamento distributivo e produttivo nell'area del Wealth Management, anche per fronteggiare l'elevata volatilità dei mercati finanziari e le tensioni sui titoli governativi italiani. Coerentemente, verrà confermata l'elevata diversificazione del portafoglio titoli del Gruppo Bancario, a presidio di una possibile volatilità patrimoniale comunque fronteggiata da una solida posizione di capitale, che sconta già la piena applicazione dei nuovi principi contabili IFRS9. In tale contesto, nella parte residua dell'esercizio, si attendono condizioni non troppo dissimili rispetto a quelle che hanno caratterizzato i primi nove mesi dell'anno con alcuni elementi di possibile

discontinuità, anche se nell'ambito di quanto fissato nella normale pianificazione aziendale, relativi, in particolare, alle rettifiche su crediti fino ad ora particolarmente contenute.

Altre informazioni

Il 31 agosto 2018, Fitch Ratings (Fitch) ha confermato il rating a lungo termine dell'Italia a "BBB", ma ha rivisto al ribasso l'Outlook da "Stabile" a "Negativo". La decisione è stata principalmente guidata da aspettative di politiche di bilancio potenzialmente più accomodanti, in un contesto caratterizzato da elevato debito pubblico ed incertezza politica. Il 5 settembre 2018, Fitch ha conseguentemente rivisto l'Outlook delle 5 banche italiane che presentavano un rating pari a quello dei titoli governativi (la metodologia dell'agenzia non consente a banche domestiche di avere un rating superiore a quello del paese in cui opera). Il rating a lungo termine di Credem è stato quindi confermato a "BBB", mentre l'Outlook, in coerenza con l'azione del 31 agosto 2018, è passato da "Stabile" a "Negativo". Tuttavia, Fitch ha evidenziato che, nonostante le attività di Credem siano prevalentemente domestiche, il suo modello di business ha consentito al Gruppo di raggiungere un livello di redditività più resiliente ed una migliore qualità dell'attivo rispetto alle altre banche italiane. La redditività di Credem è infatti stata supportata principalmente da una elevata qualità dell'attivo cosi come dalla presenza di attività di wealth management e assicurative, che hanno incrementato la componente commissionale dei ricavi in un contesto di bassi tassi di interesse. Tutti i rating assegnati a Credem restano confermati ai seguenti livelli: Rating a lungo termine "BBB", Rating a breve termine "F2", Support Rating "5", Support Rating Floor "No Floor", Viability Rating "bbb", Derivative Counterparty Rating "BBB (dcr)", Senior unsecured EMTN confermato a "BBB".

Il 19 ottobre 2018, Moody's Investors Services (Moody's) ha declassato il rating dell'Italia a Baa3 da Baa2 e variato l'Outlook a Stabile. Il 23 ottobre 2018, in seguito all'azione effettuata sui rating dei titoli governativi italiani, Moody's ha declassato anche il rating di alcuni gruppi bancari, poiché la metodologia applicata dalla società di rating prevede che i "Long Term Counterparty Risk Assessments" (CRA) non possano superare di oltre un livello (notch) il rating del Paese in cui tali banche sono situate. Pertanto, esclusivamente in seguito all'azione intrapresa sull'Italia, il CRA di Credem è stato analogamente variato a Baa2 da Baa1, mentre l'Outlook è passato a Stabile da Negativo. I rating assegnati al Gruppo Credem sono: Counterparty Risk Assessment a lungo termine "Baa2" (da "Baa1"); Counterparty Risk Assessment a breve termine confermato a "P-2"; Counterparty Risk Rating a lungo termine confermato a "Baa1"; Counterparty Risk Rating a breve termine confermato a "P-2"; Emissioni subordinate confermato a "Ba1"; Rating a lungo termine sui Depositi "Baa3" (da "Baa2"); Rating a breve termine sui Depositi "P-3" (da "P-2"); Outlook "Stabile" (da "Negativo").

Il 30 ottobre S&P Global Ratings (S&P) ha confermato tutti i rating di Credem, mantenendo l'outlook "stabile" poiché l'agenzia riconosce al Gruppo una migliore qualità dell'attivo ed una maggiore redditività, che continuerà a beneficiare di minori perdite su crediti rispetto alle altre banche italiane. Nello specifico, i rating assegnati a Credem rimangono: rating a lungo termine confermato a "BBB-"; rating a breve termine confermato a "A-3"; outlook confermato a "stabile". Tale decisione è stata presa nonostante in data 26 ottobre 2018 S&P abbia variato da "stabile" a "negativo" l'outlook dell'Italia, mantenendo invariati i relativi rating a lungo termine e a breve termine.

Disclaimer

CREDEM - Credito Emiliano S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 08 novembre 2018. La fonte è unica responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 08 novembre 2018 18:23:02 UTC

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