17/04/2025 - ENAV S.p.A.: Modello Organizzativo Techno Sky (03 Techno Sky MOG 231 PG def)

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Modello organizzativo techno sky (03 techno sky mog 231 pg def)

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231

PARTE GENERALE

Approvato dal Consiglio di Amministrazione del

7 aprile 2025

INDICE

DEFINIZIONI

5

PREMESSA

8

1.

IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/2001

10

1.1

LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDICHE, DELLE SOCIETÀ E DELLE ASSOCIAZIONI

10

1.2 L'ADOZIONE DEI MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE QUALE POSSIBILE ESIMENTE DELLA RESPONSABILITÀ

AMMINISTRATIVA

13

1.3

LE LINEE GUIDA DI CONFINDUSTRIA

15

1.4

CODICE ETICO E MODELLO ORGANIZZATIVO

16

1.5

CODICE ANTICORRUZIONE

16

2.

IL MODELLO DI GOVERNANCE E L'ASSETTO ORGANIZZATIVO DELLA SOCIETÀ

18

2.1.

LA SOCIETÀ

18

2.3.

CONTRATTI INFRAGRUPPO

19

3.

ADOZIONE DEL MODELLO ORGANIZZATIVO DA PARTE DI TECHNO SKY

20

3.1.

GLI OBIETTIVI PERSEGUITI CON L'ADOZIONE E L'AGGIORNAMENTO DEL MODELLO ORGANIZZATIVO

20

3.2.

LA FUNZIONE DEL MODELLO ORGANIZZATIVO

20

3.3.

CRONOLOGIA DEGLI AGGIORNAMENTI DEL MODELLO

21

3.4.

PRINCIPI ISPIRATORI DEL MODELLO ORGANIZZATIVO

21

3.5. STRUTTURA DEL MODELLO ORGANIZZATIVO: PARTE GENERALE E PARTE SPECIALE IN FUNZIONE DELLE DIVERSE

IPOTESI DI REATO

23

4. ATTIVITÀ SVOLTA PER LA COSTRUZIONE, L'AGGIORNAMENTO E LA GESTIONE DEL MODELLO

ORGANIZZATIVO

25

4.1.

PREMESSA

25

4.2.

ATTIVITÀ SENSIBILI

25

5.

ORGANISMO DI VIGILANZA

27

5.1.

IDENTIFICAZIONE DELL'ORGANISMO DI VIGILANZA E SUO POSIZIONAMENTO GERARCHICO-FUNZIONALE

27

5.2.

REQUISITI DEI COMPONENTI DELL'ORGANISMO DI VIGILANZA, CAUSE DI INCOMPATIBILITÀ E RESPONSABILITÀ

27

5.3.

NOMINA E DURATA

28

5.4.

SOSTITUZIONE, DECADENZA E REVOCA

28

5.5.

RISORSE A DISPOSIZIONE DELL'ORGANISMO DI VIGILANZA

28

5.6.

OPERAZIONI DELL'ORGANISMO DI VIGILANZA

29

5.7.

FUNZIONI E COMPETENZE DELL'ORGANISMO DI VIGILANZA

29

5.8.

POTERI DELL'ORGANISMO DI VIGILANZA

30

2

6.

FLUSSI INFORMATIVI NEI CONFRONTI DELL'ORGANISMO DI VIGILANZA

33

6.1.

FLUSSI INFORMATIVI PERIODICI

33

6.2.

FLUSSI INFORMATIVI AD EVENTO

33

6.3.

SISTEMA DELLE DELEGHE

34

6.4.

RACCOLTA E CONSERVAZIONE DELLE INFORMAZIONI

34

7.

WHISTLEBLOWING

35

7.1

TUTELA DEL SEGNALANTE E DELLE ALTRE PERSONE INTERESSATE

37

7.2

TUTELA DEL SEGNALATO

37

8.

FORMAZIONE, INFORMAZIONE E VIGILANZA

38

7.1.

INFORMAZIONE E FORMAZIONE

38

7.2.

SELEZIONE DEI COLLABORATORI ESTERNI E PARTNER

39

7.3.

INFORMATIVA PER I COLLABORATORI ESTERNI E PARTNER

39

7.4.

INFORMATIVA AI FORNITORI

39

7.5.

OBBLIGHI DI VIGILANZA

39

9.

SISTEMA DISCIPLINARE

40

9.1.

PRINCIPI GENERALI

40

9.1.1 ELEMENTI DESCRITTIVI DEL SISTEMA DISCIPLINARE

40

9.1.2 PRESUPPOSTI DEL CODICE SANZIONATORIO

40

9.1.3 VIOLAZIONI DEL MODELLO ORGANIZZATIVO

40

9.1.4 TIPOLOGIE DI COMPORTAMENTI SANZIONABILI DEI DESTINATARI

41

9.2.

CRITERI GENERALI DI IRROGAZIONE DELLE SANZIONI

42

9.2.1 IRROGAZIONE DI SANZIONI NEI CONFRONTI DI CHI EFFETTUA SEGNALAZIONI (WHISTLEBLOWING) CON DOLO O COLPA

GRAVE E DI CHI VIOLA LA TUTELA DEL SEGNALANTE E DEI SOGGETTI AL MEDESIMO CONNESSI

42

9.3.

SANZIONI PER IL PERSONALE NON DIRIGENTE: QUADRI E IMPIEGATI

43

9.4.

SANZIONI PER IL PERSONALE DIRIGENTE

46

9.4.1

TIPOLOGIE DI COMPORTAMENTI SANZIONABILI DEI DIRIGENTI

46

9.5. SANZIONI NEI CONFRONTI DI TERZE PARTI (LAVORATORI AUTONOMI, INTERMEDIARI, CONSULENTI E COLLABORATORI

DI VARIA NATURA)

47

9.6.

MONITORAGGIO

47

10. ALTRE MISURE DI TUTELA IN CASO DI MANCATA OSSERVANZA DELLE PRESCRIZIONI DEL MODELLO

ORGANIZZATIVO

48

10.1. MISURE NEI CONFRONTI DEGLI AMMINISTRATORI E DEI SINDACI

48

10.2.

MISURE NEI CONFRONTI DI COLLABORATORI ESTERNI E PARTNER

48

10.3.

SANZIONI NEI CONFRONTI DEI MEMBRI DELL'ORGANISMO DI VIGILANZA

48

3

11.

VERIFICHE PERIODICHE

49

12.

PROGRAMMA DI APPLICAZIONE E CRITERI DI AGGIORNAMENTO DEL MODELLO ORGANIZZATIVO

50

12.1. AGGIORNAMENTO E ADEGUAMENTO DEL MODELLO ORGANIZZATIVO

50

13.

IL GRUPPO ENAV

51

4

DEFINIZIONI

Le seguenti definizioni si riferiscono sia alla Parte Generale, sia alla Parte Speciale del Modello Organizzativo, fatte salve ulteriori eventuali definizioni contenute nelle singole sezioni della Parte Speciale.

Attività Sensibili: le aree di attività della Società nel cui ambito risulta profilarsi, in termini più concreti, il rischio di commissione dei Reati.

C.C.N.L.: i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro applicati dalla Società.

Codice Etico: il codice etico del Gruppo ENAV, adottato e applicabile anche alla Società e a tutte le società facenti parte del Gruppo ENAV.

Collaboratori Esterni: tutti i collaboratori esterni complessivamente considerati, vale a dire i Consulenti, i Partner e i Fornitori.

Comitato di Controllo e Rischi e Parti Correlate: organo interno al Consiglio di Amministrazione di ENAV S.p.A., il quale supporta le valutazioni e le decisioni dello stesso CdA relative al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e all'approvazione delle relazioni periodiche di carattere finanziario e non finanziario. Inoltre, valuta le operazioni con parti correlate, garantendo trasparenza e correttezza nei rapporti tra la società e soggetti legati a essa.

Comitato Whistleblowing: organo collegiale deputato alla valutazione e gestione delle segnalazioni ex D.Lgs. n. 24/2023, i cui compiti sono definiti nel "Regolamento Whistleblowing" di Gruppo, composto da soggetti interni all'Ente, quali: (i) il Responsabile Internal Audit; (ii) il Referente Whistleblowing; (iii) il Responsabile Legal and Corporate Affairs; (iv) il Responsabile Compliance and Risk Management; (v) il Responsabile People and Corporate Services.

Consulenti: i soggetti che agiscono in nome e/o per conto della Società in forza di un contratto di mandato o di altro rapporto contrattuale di collaborazione professionale.

Destinatari: le figure aziendali, ivi compresi i membri del Consiglio di Amministrazione, i componenti del Collegio Sindacale, i Dipendenti, i Revisori, i Consulenti, i Partner commerciali e finanziari, i Collaboratori Esterni a vario titolo della Società, nonché, in generale, tutti coloro che intrattengono con la stessa rapporti a qualsiasi titolo (ad es. fornitori e clienti), e, in particolare, quanti svolgano attività identificate a rischio di reato.

Dirigente Preposto alla Redazione dei Documenti Contabili Societari: l'Esponente Aziendale della Capogruppo di cui all'art. 154 bis del TUF (introdotto dall'art. 14 della Legge 28 dicembre 2005, n. 262), se istituito, o, in mancanza, il Consiglio di Amministrazione di ENAV o il diverso soggetto eventualmente individuato dal predetto organo.

Dipendenti: i soggetti aventi un rapporto di lavoro subordinato con il Gruppo ENAV, ivi compresi i dirigenti.

D.Lgs. n. 231/2001 o il Decreto: il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 e successive modifiche e integrazioni.

ENAV o Capogruppo: ENAV S.p.A.

Esponenti Aziendali: amministratori, sindaci, liquidatori, dirigenti e dipendenti del Gruppo ENAV.

Fornitori: i fornitori di beni e servizi non professionali del Gruppo ENAV che non rientrano nella definizione di Partner e di Operatori del Settore del controllo del traffico aereo.

Gruppo ENAV: ENAV e le società da questa controllate destinatarie delle previsioni del D.Lgs. n. 231/2001.

5

Incaricati di un pubblico servizio: ai sensi dell'art. 358 c.p. "sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio. Per pubblico servizio deve intendersi un'attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di quest'ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale".

Linee Guida di Confindustria: le Linee Guida adottate da Confindustria per la predisposizione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi dell'art. 6, comma 3, del D.Lgs. n. 231/2001.

Modello Organizzativo o Modello: modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi e per gli effetti del D.Lgs. n. 231/2001. Al Modello Organizzativo si riconducono tutte le misure in essere utili a contenere i rischi di reato, quali norme e procedure, controlli sul personale e sui processi, attività formative mirate alla prevenzione, ambiente di controllo.

Organismo di Vigilanza: organismo istituito ai sensi e per gli effetti del D.Lgs. n. 231/2001, conformemente alle previsioni delle Linee Guida di Confindustria.

Partner: le controparti contrattuali con le quali la Società addivenga ad una qualche forma di collaborazione, contrattualmente regolata (ivi incluse, a titolo esemplificativo, associazioni temporanee d'impresa, joint venture, consorzi, licenza, agenzia, collaborazione in genere), ove destinate a cooperare con il Gruppo ENAV nell'ambito delle Attività Sensibili.

Pubblica Amministrazione o P.A.: l'insieme di enti e soggetti, nazionali, dell'Unione Europea ed esteri, pubblici (Stato, Ministeri, Regioni, Province, Comuni, ecc.) e talora privati (ad esempio concessionari, amministrazioni aggiudicatrici, S.p.A. miste, ecc.) e tutte le altre figure che svolgono in qualche modo la funzione pubblica, nell'interesse della collettività e quindi nell'interesse pubblico. In particolare, con riferimento ai Reati nei confronti della Pubblica Amministrazione, ci si riferisce ai pubblici ufficiali e agli incaricati di un pubblico servizio.

Pubblici Ufficiali: ai sensi dell'art. 357 c.p. "sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. Agli stessi effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi".

Reati: le fattispecie di reato alle quali si applica la disciplina prevista dal D.Lgs. n. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Referente Whistleblowing: soggetto gerarchicamente inquadrato nella funzione Internal Audit, membro del Comitato Whistleblowing, con funzioni di Segretario e delegato dello svolgimento di talune attività nell'ambito della gestione delle segnalazioni.

Società o Techno Sky: Techno Sky S.r.l.

SCIGR: Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi.

Strumenti Normativi Interni: documenti recanti le norme e le regole interne cogenti adottate dalla Società e che ciascun esponente della stessa, inclusi i Destinatari, devono rispettare e tra cui si annoverano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, oltre al Codice Etico e alla Politica per la prevenzione della corruzione, i seguenti: sistemi di gestione, linee guida, codici, regolamenti, procedure, istruzioni operative, manuali, standard, circolari, comunicazioni organizzative, politiche, policies, moduli e regole comportamentali, nonché tutti gli atti modificativi e integrativi degli stessi. Rientrano in tale definizione anche le prassi aziendali adottate

6

benché non formalizzate per iscritto (ad es. quelle adottate all'indomani dell'emanazione di una norma di legge e in mera attesa di essere formalizzate in una procedura o altro Strumento Normativo Interno).

TUF: il D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e s.m.i. ("Testo Unico della Finanza").

Whistleblower: soggetto che segnala un reato, un illecito o qualunque condotta irregolare, commessa da soggetti appartenenti o collegati al Gruppo ENAV (Dipendenti, ma anche Fornitori, intermediari e più in generale coloro che intrattengono rapporti di collaborazione con le società del Gruppo ENAV).

Whistleblowing: strumento attraverso il quale i Soggetti Segnalanti possono segnalare un reato, un illecito o qualunque condotta irregolare, commessa da soggetti appartenenti o collegati al Gruppo ENAV (Dipendenti, ma anche Fornitori, intermediari e più in generale coloro che intrattengono rapporti di collaborazione con le società del Gruppo ENAV).

7

PREMESSA

L'introduzione nel nostro ordinamento di una forma di responsabilizzazione amministrativo-penale degli enti ha risposto all'esigenza, da tempo avvertita, di contrastare la criminalità di impresa che si manifesta anche a causa delle complessità organizzative e funzionali delle strutture imprenditoriali, sempre più caratterizzate dalla necessità di delegare azioni e decisioni anche a nodi della struttura lontani dal vertice.

Il D.Lgs. n. 231/2001, in attuazione della delega di cui all'art. 11 della Legge 29 settembre 2000, n. 300, ha introdotto nell'ordinamento giuridico italiano un particolare regime di responsabilità a carico della società.

L'art. 6, comma 1, lettera a) di tale Decreto, peraltro, stabilisce che la società non è sanzionabile sotto il profilo amministrativo se prova che l'organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi.

La Società, in linea con quanto previsto dal Decreto e dalla propria politica/etica aziendale, oltre ad aver adottato il Codice Etico per disciplinare il corretto svolgimento delle proprie attività, si è dotata, in data 26 marzo 2007, di un proprio Modello Organizzativo, funzionale alla prevenzione del rischio di commissione di reati rilevanti ai fini del medesimo Decreto.

Il Consiglio di Amministrazione della Società ha provveduto, pertanto, ad una costante attività di aggiornamento del Modello (intesa sia come integrazione sia come modifica) al fine di renderlo un valido strumento di prevenzione dei comportamenti illeciti e sensibilizzare tutti i Destinatari ad assumere comportamenti corretti e trasparenti.

Il Modello Organizzativo è coerente nei contenuti con quanto disposto dalle Linee Guida di Confindustria, rappresenta un ulteriore passo verso il rigore, la trasparenza e il senso di responsabilità nei rapporti interni e con il mondo esterno, offrendo al contempo all'azionista le migliori garanzie di una gestione efficiente e corretta.

Il Modello Organizzativo si innesta in un più ampio sistema di corporate governance, intendendo con questo, l'insieme delle regole, dei processi e dei meccanismi attinenti al governo dell'impresa, alla supervisione dei processi di controllo e alla cura dei rapporti con i portatori di interessi interni ed esterni.

Elemento portante e imprescindibile della governance aziendale del Gruppo ENAV è il SCIGR, costituito dall'insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative volte a consentire l'identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio dei principali rischi orientato a perseguire, nel rispetto delle strategie aziendali, il conseguimento delle seguenti finalità:

  • efficacia ed efficienza dei processi aziendali;
  • salvaguardia del patrimonio aziendale;
  • affidabilità e integrità delle informazioni;
  • conformità delle operazioni alle disposizioni legislative, regolamentari e contrattuali, nonché alle politiche, piani, regolamenti e procedure interne.

Il SCIGR è integrato nei più generali assetti organizzativi e di governo societario adottati dalla Società e tiene conto dei modelli di riferimento, delle raccomandazioni del Codice di Corporate Governance predisposto dal Comitato per la Corporate Governance promosso da Borsa Italiana S.p.A. (alle quali la Capogruppo ha deliberato di aderire con efficacia dal giorno di inizio delle negoziazioni) e delle best practice esistenti in materia in ambito nazionale e internazionale.

Avuto riguardo a quanto sopra, trovano applicazione alla Società, per effetto del controllo esercitato ai sensi

8

dell'art. 2359 c.c. da parte del socio ENAV e di apposite delibere consiliari le "linee di indirizzo del sistema di controllo interno e gestione dei rischi (SCIGR)" del Gruppo ENAV e i documenti ad esso collegati (quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il Codice Etico, la Politica per la prevenzione della corruzione, la Procedura per la disciplina delle operazioni con Parti Correlate, le linee guida per la gestione delle informazioni privilegiate, ecc.) , a cui si rimanda per i relativi principi di riferimento, criteri attuativi, ruoli e responsabilità.

Il Modello Organizzativo della Società costituisce parte integrante del SCIGR del Gruppo ENAV.

9

1. IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/2001

1.1 La responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni

Con il D.Lgs. n. 231/2001, recante la "Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della Legge 29 settembre 2000, n. 300", entrato in vigore il 4 luglio successivo, si è inteso adeguare la normativa italiana, in materia di responsabilità delle persone giuridiche, alle convenzioni internazionali sottoscritte da tempo dall'Italia1.

Con tale Decreto è stato introdotto nel nostro ordinamento, a carico delle persone giuridiche, un regime di responsabilità amministrativa che va ad aggiungersi alla responsabilità della persona fisica, che ha materialmente commesso determinati fatti illeciti, e che mira a coinvolgere, nella punizione degli stessi, gli enti nel cui interesse o vantaggio i reati in questione sono stati compiuti.

In particolare, sotto un profilo di estensione soggettiva del Decreto, si deve precisare che i destinatari delle prescrizioni dello stesso sono "gli enti forniti di personalità giuridica, le società e le associazioni anche prive di personalità giuridica".

Il quadro descrittivo è completato dall'indicazione, a carattere negativo, dei soggetti non destinatari delle prescrizioni di cui al Decreto, vale a dire "lo Stato, gli Enti pubblici territoriali, gli altri Enti pubblici non economici, nonché gli Enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale".

Il novero dei destinatari è, dunque, molto ampio e non sempre è di immediata individuazione la linea di demarcazione, specialmente con riferimento agli enti operativi nel settore pubblico.

Il Decreto ha introdotto, quindi, un regime di responsabilità amministrativa - riferibile sostanzialmente alla responsabilità penale - a carico degli enti per i soli reati o illeciti amministrativi ivi richiamati (definiti "reati- presupposto") se commessi, nell'interesse o a vantaggio dell'ente dai soggetti qualificati ex art. 5, comma 1, del Decreto stesso.

La commissione di uno dei reati presupposto costituisce solo una delle condizioni per l'applicabilità della disciplina in parola. Vi sono, infatti, ulteriori condizioni che attengono alle modalità di imputazione all'ente dell'illecito da reato e che, a seconda della loro natura, possono essere suddivise in criteri di imputazione di natura oggettiva e di natura soggettiva.

I criteri di natura oggettiva richiedono che:

  • il reato sia stato commesso da parte di un soggetto funzionalmente legato all'ente;
  • il reato sia stato commesso nell'interesse o a vantaggio dell'ente.

In particolare, l'art. 5 del Decreto indica quali possibili autori del reato-presupposto:

  • persone fisiche che rivestano funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione degli enti stessi o di una loro unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da persone che esercitino, anche di fatto, la gestione e il controllo degli enti medesimi (c.d. soggetti
    "apicali") (art. 5, comma 1, lett. a), D.Lgs. n. 231/2001);

• persone fisiche sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti sopra indicati (c.d.

1 Cfr., in particolare, la Convenzione di Bruxelles del 26 luglio 1995 sulla tutela degli interessi finanziari della Comunità Europea, la Convenzione di Bruxelles del 26 maggio 1997 sulla lotta alla corruzione di funzionari pubblici sia della Comunità Europea che degli Stati membri e la Convenzione OCSE del 17 dicembre 1997 sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche e internazionali.

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Disclaimer

ENAV S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 17 aprile 2025, ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da , senza apportare modifiche o alterazioni, il 17 aprile 2025 alle 06:47 UTC.

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