EUROTECH: RICAVI AL 30 SETTEMBRE 2020 A € 52,6 MILIONI, EBITDA € 4,9 MILIONI (9,3% DEI RICAVI) E UTILE NETTO € 0,7 MILIONI
Approvato dal CdA il resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2020
Amaro (UD), 13 novembre 2020
- Ricavi consolidati a Euro 52,6 milioni (-34,0% rispetto al 30.09.2019)
- Primo margine consolidato a Euro 27,9 milioni (53,0% dei ricavi, -30,4% rispetto al 30.09.2019)
- EBITDA consolidato a Euro 4,9 milioni (9,3% dei ricavi, -11,3 milioni di Euro rispetto al 30.09.2019)
- EBIT consolidato a Euro 1,8 milioni (3,4% dei ricavi, -11,4 milioni di Euro rispetto al 30.09.2019)
- Risultato netto di Gruppo a Euro 0,7 milioni (1,3% dei ricavi, -11,3 milioni di Euro rispetto al 30.09.2019)
- Posizione finanziaria netta con cassa netta di Euro 6,4 milioni (-5,9 milioni di Euro rispetto al 31.12.2019)
Il Consiglio di Amministrazione di Eurotech S.p.A. ha esaminato e approvato in data odierna i risultati relativi ai primi nove mesi del 2020.
L'Amministratore Delegato Roberto Siagri ha commentato: "Continuiamo a gestire con oculatezza la situazione contingente, mantenendo al contempo alta l'attenzione alla realizzazione degli obiettivi strategici di medio e lungo termine. Grazie ad un solido primo margine e ad un attento controllo dei costi operativi abbiamo ottenuto un risultato netto positivo anche in uno scenario difficile sul fronte dello sviluppo del business."
Andamento del periodo
L'emergenza sanitaria relativa al Covid-19, che l'11 marzo 2020 è stata ufficialmente definita dall'OMS come pandemia, rimane la prima causa di forte incertezza per l'economica mondiale. Dopo i primi gravi effetti registrati tra marzo e maggio a causa delle misure di contenimento, il cosiddetto "lockdown", nel mese di settembre si è assistito ad un riacutizzarsi delle misure restrittive messe in atto. La persistente preoccupazione riguardo all'evoluzione della pandemia e le conseguenti decisioni dei governi potrebbero segnare in maniera prolungata l'economia mondiale.
La crisi economica globale derivante dal diffondersi del Covid-19 e soprattutto l'incertezza che si è venuta a determinare hanno sicuramente inciso sulle attività del Gruppo Eurotech. Le misure adottate per il
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contenimento della pandemia dai diversi governi dei Paesi in cui opera il Gruppo hanno determinato una significativa riduzione delle attività commerciali, mentre sono continuate seppur con ampio utilizzo dello smart working le altre attività a supporto della gestione e a garanzia del servizio ai clienti. Continuano a rimanere fortemente limitati e in alcuni casi negati gli spostamenti internazionali, come pure non c'è stata la possibilità di partecipare ad eventi fieristici e promozionali che storicamente hanno rappresentato una fonte preziosa di nuove opportunità di business.
Il proseguire dell'evidente evoluzione negativa della situazione economica e sociale internazionale e il perdurare delle restrizioni adottate nelle diverse aree in cui opera il Gruppo ha ridotto notevolmente la visibilità nel medio-lungo termine, creando incertezza anche per una identificazione e valutazione accurata e completa degli impatti del Covid-19.
In funzione di tale situazione il Gruppo Eurotech si è prontamente attivato per far ricorso ad ogni forma di supporto finanziario previsto dalla vigente normativa e consentitole dalle dimensioni e capacità di rimborso.
Considerando la discesa della curva dei tassi di intesse, si è ritenuto opportuno di dotare il Gruppo di circa Euro 6 milioni di risorse finanziarie addizionali, in eccesso rispetto alle normali necessità. Al momento inoltre il Gruppo ha tutte le linee di credito a breve termine non utilizzate, avendo adeguate disponibilità finanziarie e una buona posizione finanziaria netta.
Guardando i numeri dei nove mesi, il primo impatto sul conto economico è derivato dal fermo forzato delle attività non essenziali, il cosiddetto "lockdown", prima in Italia e poi in Europa e Stati Uniti. Più che impattare direttamente le attività di Eurotech, il lockdown ha innescato un rallentamento delle attività di molti clienti, con un impatto sul volume di nuovi ordini generati che soprattutto su progetti in avvio o appena avviati è stato sensibilmente inferiore alle attese pre-pandemia. Questo ci ha anche impedito di bilanciare il minor fatturato derivante da un cliente americano, che sapevamo avrebbe generato nel corso del 2020 un fatturato molto inferiore rispetto a quello generato nel 2019 in cui aveva avuto un picco legato al suo modello di business per commessa. Nello scenario di fine 2019 questo minor fatturato sarebbe stato in larga misura compensato da nuovi ordinativi con altri clienti su cui già avevamo un design-win e con altre commesse da clienti esistenti. La pandemia ha però modificato radicalmente la situazione: in particolare la brusca frenata sugli investimenti in IoT in ambito industriale, testimoniata anche dalle ricerche di IDC e più recentemente di IBM, ci ha privati di una componente di nuovi ricavi su cui contavamo. Il secondo impatto, di minore entità ma ugualmente importante, si è materializzato sotto forma di rinvio parziale di alcune consegne previste nel periodo e deriva dalla scelta tattica di alcune aziende clienti che hanno cercato di posticipare il più possibile le consegne in attesa di avere maggiore visibilità sulla situazione contingente.
Questa prudenza e questo approccio attendista si sono manifestati anche sul fronte della raccolta ordini da parte di clienti storici per progetti già in essere: in un contesto in cui la visibilità è bassa i clienti hanno mostrato estrema prudenza nel rilascio di nuovi ordini oltre lo stretto indispensabile per il funzionamento a breve termine delle loro attività.
Per quanto riguarda lo sviluppo del business con clienti nuovi o per progetti nuovi con clienti storici, il diffuso clima di incertezza sulla durata della pandemia, i timori di una sua possibile riacutizzazione e i
possibili impatti a medio termine della crisi sanitaria sul tessuto economico e sulle imprese non hanno favorito le decisioni di investimento relative alle trattative in corso. I tempi di maturazione delle opportunità in ordinativi si sono dilatati e di conseguenza anche le vendite del terzo trimestre sono state impattate.
Lo scenario globale ha quindi influito significativamente sull'andamento del periodo, ma gli impatti sulle diverse aree geografiche sono stati diversi. Guardando alla ripartizione dei ricavi per localizzazione delle attività del Gruppo, l'impatto maggiore si è registrato nell'area americana, che nonostante ciò ha continuato a generare il maggior contributo al dato totale con il 37,8% (nei nove mesi 2019 era del 49,4%). L'area giapponese si è attestata al secondo posto con il 33,1% (nove mesi 2019: 23,4%), in virtù del fatto che ha visto ricavi in calo solo del 6,9% nei due periodi posti a confronto. Infine, l'area europea rappresenta il restante 29,1% (nove mesi 2019: 27,1%).
Nel corso degli ultimi anni abbiamo investito molto in innovazione, che ci ha consentito di trovarci oggi con un'offerta molto competitiva nel campo dell'IoT industriale e nel settore emergente degli Edge Computer. Il potenziale di queste tecnologie è in larga misura ancora inespresso, e per questo anche nel pieno della pandemia in Italia e in Europa abbiamo continuato ad operare nella direzione strategica tracciata, con lo scopo di creare un ecosistema attorno alle nostre tecnologie. A tal proposito, nei primi nove mesi di quest'anno sono stati ottenuti due importanti traguardi: da un lato, l'ingresso nell'IBM Edge Ecosystem, l'ecosistema di partner creato da IBM per aiutare le aziende industriali e le società di telecomunicazioni ad accelerare la transizione verso l'Edge Computing nell'era del 5G e dell'Intelligenza Artificiale; dall'altro, la certificazione AWS IoT Core per Everyware Software Framework (ESF), con la quale ESF diventa un framework abilitante per tutti i produttori di dispositivi che desiderano collegarli all'infrastruttura AWS di Amazon per la raccolta e l'analisi dei dati.
Andamento economico del Gruppo Eurotech
I ricavi del Gruppo nei primi nove mesi del 2020 sono stati pari a Euro 52,57 milioni, in diminuzione del 34,0% (-34,3% a cambi costanti) rispetto all'analogo periodo del 2019 in cui il fatturato era stato di Euro 79,70 milioni.
Il primo margine del periodo ammonta a Euro 27,89 milioni, con un'incidenza sul fatturato del 53,0%, rispetto ad un'incidenza del 50,3% dei primi nove mesi del 2019. Il miglioramento di questo parametro è funzione del mix di prodotti venduti e del peso relativo delle tre famiglie di prodotto: Computer Embedded, HPEC e IoT. L'incremento del primo margine è decisamente positivo e lo colloca sopra la soglia di riferimento del 50% definita dal management. Il primo margine viene sempre monitorato per poter ottenere la redditività desiderata, ed è un indicatore importante sia perché misura l'allineamento del mix di prodotti venduti con la strategia, sia perché evidenzia il riconoscimento da parte dei clienti dell'innovazione dei nostri prodotti.
Nei nove mesi di riferimento i costi operativi al lordo delle rettifiche operate ammontano a Euro 25,65 milioni, in riduzione dello 0,7% rispetto a Euro 25,84 dei primi nove mesi del 2019. A cambi costanti il
decremento sarebbe stato del 1,4%. Confrontando i costi operativi del terzo trimestre con quelli registrati nel primo e secondo trimestre dell'anno, si nota una diminuzione rispettivamente del 6,4% e del 7,7%. I costi per il personale sono pari a Euro 15,50 milioni, in linea con il valore di Euro 15,35 milioni registrato nei nove mesi del 2019. Per effetto della riduzione del fatturato, l'incidenza sui ricavi è del 29,5%, rispetto al 19,3% dei nove mesi 2019. I dipendenti in forza al 30 settembre 2020 sono 317 (erano 318 al 31 dicembre 2019 e 315 al 30 settembre 2019), con una media del periodo di 318 dipendenti (310 nei primi nove mesi 2019).
L'EBITDA dei primi nove mesi del 2020 ammonta a Euro 4,87 milioni (9,3% dei ricavi) rispetto ad Euro 16,19 milioni nel 2019 (20,3% dei ricavi), riflettendo l'andamento tanto del primo margine quanto dei costi operativi e degli altri ricavi.
Il risultato operativo (EBIT) dei primi nove mesi del 2020 è stato di Euro 1,80 milioni (3,4% dei ricavi) rispetto a Euro 13,25 milioni nei primi nove mesi del 2019 (16,5% dei ricavi).
Il Risultato prima delle imposte nel corso dei nove mesi di riferimento è di Euro 1,63 milioni, contro un importo di Euro 13,12 milioni nei primi nove mesi 2019. L'andamento del risultato prima delle imposte è legato principalmente alla riduzione del fatturato.
La stima delle imposte, calcolata in base alle aliquote previste per l'esercizio dalla normativa vigente e considerando limitatamente e solo nella controllata inglese il beneficio fiscale che deriverebbe dalla contabilizzazione di imposte anticipate derivanti dalle perdite fiscali generate nel periodo, risulta pari a Euro 0,96 milioni. Nel 2019 l'incidenza delle imposte sul conto economico era limitata per effetto della registrazione di parte delle imposte anticipate derivanti dalle perdite fiscali degli anni precedenti non ancora contabilizzate, che andavano a coprire quasi totalmente le imposte del periodo.
Il risultato netto di Gruppo nel periodo in esame è pari a Euro 0,67 milioni (era di Euro 11,93 milioni nei primi nove mesi 2019) e la sua incidenza rispetto ai ricavi è del 1,3%. L'andamento riflettere in sostanza la dinamica del risultato prima delle imposte.
Con riferimento al terzo trimestre, si evidenzia che rimane un leggero utile di periodo permettendo di contare 12 trimestri in utile. In particolare, il livello del fatturato è stato di Euro 16,4 milioni (Euro 26,7 milioni nel terzo trimestre 2019); il valore del fatturato del trimestre corrisponde al 31,2% del fatturato dei nove mesi, valore leggermente inferiore all'incidenza che aveva lo scorso anno (33,5%). Nel trimestre considerato, il primo margine (54,4%) è cresciuto sia rispetto ai precedenti trimestri dell'anno, sia rispetto al terzo trimestre 2019 che era del 51,4%. L'EBITDA del terzo trimestre 2020 è positivo per Euro 1,7 milioni con una incidenza del 10,1%, mentre nel terzo trimestre 2019 era positivo per Euro 5,3 milioni con una incidenza del 19,9%. La riduzione del fatturato nel trimestre rispetto allo stesso periodo del 2019 a fronte di una sostanziale costanza dei costi operativi ha determinato una maggiore incidenza di tali costi operativi sul fatturato.
Il risultato operativo (EBIT) del terzo trimestre 2020 è influenzato dai margini descritti ed ammonta a Euro 0,7 milioni, con una incidenza sui ricavi del 4,2%, contro un risultato positivo di Euro 4,3 milioni (incidenza
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Eurotech S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 13 novembre 2020. La fonte è unica responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 13 novembre 2020 21:39:09 UTC
