22/07/2025 - Garofalo Health Care S.p.A.: Acquisizione di Casa di Cura Città di Roma - Conference Call Transcript

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Acquisizione di casa di cura città di roma - conference call transcript

"Acquisizione Casa di Cura Città di Roma Conference Call"

Lunedì, 21 Luglio, 2025, 10:00 CET

MODERATORI: Cav. Lav. Avv. Maria Laura Garofalo, Amministratore Delegato Dott. Luigi Celentano, Chief Financial Officer

Dott. Riccardo Rossetti, Responsabile Amministrazione e Bilancio e Amministratore Delegato GHC Real Estate

Dott. Marco Manili, Responsabile Finanza, Pianificazione e Controllo Gruppo Aurelia

Dott. Mimmo Nesi, Investor Relator & Chief Sustainability Officer

OPERATORE: Buongiorno, qui è l'operatore Chorus Call. Benvenuti alla presentazione

dell'acquisizione di Città di Roma.

Dopo la presentazione iniziale ci sarà l'opportunità di porre delle domande.

Ora vorrei cedere la parola al Dott. Mimmo Nesi, Investor Relator e Chief Sustainability Officer di GHC. Prego.

MIMMO NESI: Buongiorno a tutti, grazie mille per il tempo e la disponibilità.

Come avete visto, venerdì la Società ha annunciato l'acquisizione di Casa di Cura Città di Roma, che verrà presentata oggi al mercato.

Ricordo brevemente che la call sarà effettuata in lingua italiana e il transcript sarà reso disponibile a stretto giro anche in lingua inglese sul sito internet della società.

Introduco brevemente chi è qui in sala, quindi ovviamente l'Amministratore Delegato del Gruppo GHC, Cav. Avv. Maria Laura Garofalo; il CFO di Gruppo, Dott. Luigi Celentano; il Responsabile Amministrazione e Bilancio e Amministratore Delegato della GHC Real Estate, Dott. Riccardo Rossetti; il Dottor Marco Manili, Responsabile Finanza, Pianificazione e Controllo del Gruppo Aurelia Hospital.

A questo punto cedo la parola all'Amministratore Delegato per una prima presentazione dell'operazione e, a seguire, ovviamente ci sarà spazio per le vostre domande.

MARIA LAURA GAROFALO: Buongiorno a tutti. Come avete letto, abbiamo concluso questa operazione, molto importante e molto strategica per noi, perché ci consente, alla luce di un progetto che abbiamo già definito nei mesi scorsi, e anche già presentato in Regione, ricevendone ovviamente l'ok nell'ipotesi in cui ci fossimo aggiudicati l'asta, di partire subito con la messa a terra di questo progetto, che creerà una importante valorizzazione in termini di marginalità, consentendoci anche di fare ordine tra tutte le attività del Gruppo, in modo tale che le varie strutture, Aurelia Hospital, European Hospital e Città di Roma, abbiano ciascuna una propria identità ben precisa, senza erogare attività che possano essere in concorrenza tra di loro.

Inizialmente, quando abbiamo presentato il progetto del Centro Cuore, avevamo rappresentato il fatto che, alla conclusione della realizzazione strutturale dell'ampliamento, la cardiochirurgia e la cardiologia dello European Hospital, che viene qui oggi erogata in regime di accreditamento, sarebbe stata spostata presso l'Aurelia Hospital; e il dipartimento di riabilitazione motoria, respiratoria e neurologica, dotato di 52 posti letto e di un budget di 4,8 milioni, oggi presente in Aurelia Hospital, sarebbe stato spostato in European Hospital.

Sostanzialmente ci sarebbe stato uno scambio di reparti, di dipartimenti, di attività, tra Aurelia Hospital e European Hospital.

Certo è che in questo modo sicuramente l'Aurelia avrebbe portato - e porterà -a casa un grandissimo valore aggiunto in termini di creazione di valore, mentre lo European Hospital sarebbe rimasto un po' un ibrido, con una marginalità a nostro avviso insufficiente anche a garantire un livello di investimenti tale da poter mantenere alto il livello delle prestazioni erogate, perché sarebbe stata una struttura con un dipartimento di riabilitazione in accreditamento, quindi con spese a carico del sistema sanitario, e invece per tutto il resto una struttura che avrebbe erogato in regime privatistico tutte le altre specialità chirurgiche.

Questo era il progetto iniziale, però è un po' un ibrido nell'ambito della struttura di un ospedale privato.

Acquisendo Città di Roma, quindi, cosa faremo?

Il problema di Città di Roma oggi è che si tratta di una struttura che è stata costruita negli anni '60 dai tre fratelli Garofalo, di cui mio padre, Raffaele Garofalo, era il fratello maggiore, anche con una logica che all'epoca prevedeva la realizzazione degli ospedali in linea verticale, mentre oggi si realizzano tutti in linea orizzontale, perché ovviamente questo consente di efficientare molto i costi organizzativi, in particolar modo i costi di organico.

Inizialmente, la Città di Roma, negli anni '70, andava molto bene perché negli anni '70 era una struttura per acuti che veniva remunerata a giornata di degenza, qualunque intervento si facesse. Con la riforma del sistema sanitario, invece, sono stati introdotti i DRG, cioè le tariffe per singola tipologia di intervento, e, contestualmente, a tutte le strutture per acuti è stato assegnato un budget.

Purtroppo alla Città di Roma è stato assegnato un budget abbastanza contenuto, di poco più di 8 milioni di euro, che non riusciva a coprire i costi di struttura, al punto che sono stati chiusi due o tre reparti.

Dopodiché, è stata rivista la struttura della Città di Roma e, nel momento in cui si è fatto l'accordo per il Centro Cuore, si è anche stabilito che in Città di Roma, nei reparti rimasti vuoti, venissero autorizzati e accreditati 80 posti letto di RSA, di cui 20 sono già partiti e 60 devono partire. Questo sarebbe stato l'assetto finale di Città di Roma.

Noi, invece, in Regione abbiamo previsto e presentato che la riabilitazione dell'Aurelia, anziché essere spostata allo European Hospital, verrà spostata in Città di Roma, e gli acuti della Città di Roma, con il loro budget di oltre 8 milioni, verranno spostati allo European Hospital. In questo modo creiamo molto valore. Innanzitutto creiamo ordine, perché la città di Roma diventerà una struttura post-acuzie, quindi dotata di 52 posti letto di riabilitazione e 80 posti letto di RSA, contemporaneamente dotata di due sale di emodialisi e attività di diagnostica e specialistica ambulatoriale, sia in regime privatistico che in regime di accreditamento.

Lo European Hospital diventerà invece la "classica" struttura polispecialistica per acuti, come ne abbiamo tante nel Gruppo, che eroga prestazioni per acuti sia in

regime di accreditamento che in regime privatistico, e questo farà fare un grande salto in termini fatturato allo European perché, recependo il maggior livello di prestazioni in accreditamento, salirà molto anche il privato. Questo in termini di fatturato.

Questa operazione, però, ci consentirà un grosso recupero dei costi, quindi i 3 milioni di EBITDA sono anche stimati in maniera prudenziale perché questi recepiscono esclusivamente l'effetto degli spostamenti dei reparti così come ve li ho descritti, ma ovviamente non includono tutto lo sviluppo manageriale della struttura.

L'efficientamento dei costi sarà notevole, perché immaginatevi che oggi c'è una sala operatoria in European e una sala operatoria in Città di Roma: a quel punto, eliminando una sala operatoria, ci sarà un'unica sala operatoria, che ha la capacità produttiva di poter accogliere anche l'attività in accreditamento della Città di Roma, quindi tutto il personale dedicato alla sala operatoria della Città di Roma viene meno.

Tra l'altro questo EBITDA non include tutti i grandi efficientamenti. Abbiamo lasciato fuori da questo risultato, in maniera prudenziale, alcuni efficientamenti, anche se fisiologici, per presentare un numero che potesse essere prudenziale, perché ci piace stupirvi, più che deludervi, ma la stessa duplicazione di costi di organico ce l'abbiamo nel Day Hospital e nei reparti, quindi tutto questo produrrà una grande riduzione dei costi di produzione.

Peraltro, non ci comporterà nemmeno quelle che potrebbero essere le complicazioni legate a eventuali licenziamenti collettivi che, anche se giustificati, sono sempre impegni, anche in termini di costo. Invece non ci saranno perché, se vi ricordate bene, in Città di Roma ci sono due reparti di RSA, ciascuno di 30 posti letto, che stanno per ricevere l'autorizzazione e l'accreditamento, e che ovviamente al momento non hanno personale.

Abbiamo fatto i conti: probabilmente rimangono fuori dall'assorbimento al massimo due unità, che però verranno collocate nel turnover di infermieri, per cui tutto il personale in esubero, che è tanto, derivante dalla messa a terra di questo progetto, verrà impiegato nell'apertura delle due RSA.

Questo progetto è già stato discusso in Regione, perché volevo partecipare all'asta certa che si potesse poi procedere in maniera spedita sulla realizzazione di questo progetto. Abbiamo avuto più riunioni e abbiamo avuto sostanzialmente l'ok prima dell'asta, tant'è vero che già da oggi, nonostante il contratto definitivo lo andremo a definire e a perfezionare con la realizzazione della condizione sospensiva principale, che è la voltura dell'autorizzazione dell'accreditamento, quindi dalla Casa di Cura Città di Roma alla Newco, che dovrebbe avvenire intorno a settembre, noi partiamo da subito, avendo sottoscritto il preliminare, già da oggi.

Ci aspettiamo che tutto il processo si concluderà entro il 31 dicembre. Ovviamente noi saremo molto focalizzati su questo, però tenete conto che nelle

valorizzazioni che abbiamo fatto abbiamo anche tenuto conto di una tempistica che potrebbe allungarsi di qualche mese.

Adesso mi taccio, perché ho messo talmente tanta "carne al fuoco" che forse è il caso di lasciare spazio alle domande, se c'è qualche passaggio che non è stato abbastanza chiaro.

OPERATORE: Qui è l'operatore Chorus Call. Cominceremo ora la sessione domande e risposte.

La prima domanda è di Isacco Brambilla, Mediobanca. Prego.

ISACCO BRAMBILLA: Buongiorno a tutti, lato mio ho due domande.

La prima è un chiarimento: considerando l'ultima considerazione sulle tempistiche e le discussioni con la Regione, per i 24 mesi dovremmo considerare entro la fine del 2027, quindi considerando due anni dal 31 dicembre di quest'anno?

Sempre su questo, che tipo di fatturato dovremmo immaginare associato a questi 3 milioni di EBITDA? O, se vogliamo vederla in un'altra maniera, che marginalità potrebbe raggiungere Città di Roma una volta che, a regime, sono state messe a terra queste efficienze?

La seconda domanda è più sugli effetti lato Aurelia: se ci potete semplicemente dire se, lato Capex, c'è qualche impatto rispetto al piano che avevate condiviso negli scorsi trimestri.

MARIA LAURA GAROFALO: Allora inizio io lato Capex e poi, per i numeri, lascio la parola al Dott.

Manili e al Dott. Celentano.

Lato Capex, il progetto prevede semplicemente la realizzazione, all'ultimo piano, di una palestra, quindi abbiamo valorizzato una spesa intorno ai 100.000 euro. Per realizzare il progetto, quindi, grossi investimenti non saranno necessari.

Ovviamente non considero, in questo che vi sto rappresentando, eventuali investimenti, però per un ulteriore sviluppo, che quindi prevederà ulteriori Ricavi e ulteriore EBITDA. Per esempio, io sicuramente in Città di Roma prevederei anche la ristrutturazione del dipartimento di diagnostica ambulatoriale, rinnovando anche qualche macchina, per poter sviluppare bene l'attività privata, perché Città di Roma si trova in un'area urbana ad alta densità di popolazione.

Questo però non fa parte della realizzazione del progetto. Per realizzare il progetto gli investimenti potranno essere non più di 100-150.000 euro.

Lato tempistiche, noi abbiamo detto 24 mesi per andare a regime, ed è una tempistica anche abbastanza prudenziale, ma considerate che noi, dal momento in cui partiamo, cioè gli spostamenti dei reparti vengono effettuati, al più tardi io spero entro i primissimi del 2026, già lì avremo un grosso efficientamento in termini di costi.

Disclaimer

Garofalo Health Care S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 22 luglio 2025, ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da , senza apportare modifiche o alterazioni, il 22 luglio 2025 alle 09:02 UTC.

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