RELAZIONE SULLA GESTIONE
BILANCIO
CONSOLIDATO GRUPPO HERA
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1.01 |
TREND DI CONTESTO |
4 |
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1.01.01 |
Macroeconomico e finanziario |
4 |
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1.01.02 Business, Ambiente, Regolazione, Capitale Umano e Tecnologia |
7 |
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1.02 |
PRINCIPALI FATTI DI RILEVO |
14 |
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1.02.01 |
Eventi alluvionali maggio 2023 |
14 |
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1.02.02 |
Eventi di business e finanziari |
15 |
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1.03 |
SINTESI ANDAMENTO ECONOMICO-FINANZIARIO E DEFINIZIONE DEGLI |
17 |
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INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFOMANCE |
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1.03.01 |
Risultati economici e investimenti |
21 |
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1.03.02 |
Struttura patrimoniale e indebitamento finanziario riclassificato |
26 |
1.04 TITOLO IN BORSA E RELAZIONI CON L'AZIONARIATO
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29 |
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1.05 |
ANALISI PER AREE STRATEGICHE D'AFFARI |
31 |
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1.05.01 |
Gas |
32 |
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1.05.02 |
Energia elettrica |
36 |
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1.05.03 |
Ciclo idrico integrato |
40 |
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1.05.04 |
Ambiente |
44 |
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1.05.05 |
Altri servizi |
49 |
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2.01 |
SCHEMI DI BILANCIO |
54 |
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2.01.01 |
Conto economico |
54 |
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2.01.02 |
Conto economico complessivo |
55 |
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2.01.03 |
Situazione patrimoniale-finanziaria |
55 |
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2.01.04 |
Rendiconto finanziario |
57 |
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2.01.05 |
Prospetto delle variazioni del patrimonio netto |
58 |
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2.02 |
NOTE ESPLICATIVE |
59 |
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2.02.01 |
Introduzione |
59 |
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2.02.02 |
Performance operativa e finanziaria |
63 |
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2.02.03 |
Fiscalità |
72 |
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2.02.04 |
Struttura patrimoniale e finanziaria |
76 |
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2.02.05 |
Attività di investimento |
85 |
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2.02.06 |
Investimenti in partecipazioni |
91 |
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2.02.07 |
Derivati e strumenti assimilati |
94 |
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2.02.08 Fondi e passività potenziali |
98 |
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2.02.09 |
Capitale circolante operativo |
101 |
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2.02.10 |
Altre informazioni |
111 |
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2.03 |
SCHEMI DI BILANCIO AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB 15519/2006 |
116 |
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2.03.01 |
Conto economico ai sensi della delibera Consob 15519/2006 |
117 |
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2.03.02 |
Situazione patrimoniale-finanziaria ai sensi della delibera Consob 15519/2006 |
118 |
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2.03.03 |
Rendiconto finanziario ai sensi della delibera Consob 15519/2006 |
120 |
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2.03.04 |
Indebitamento finanziario netto ai sensi della comunicazione Consob Dem/6064293 del 2006 |
121 |
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2.03.05 |
Elenco parti correlate |
122 |
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2.03.06 |
Note di commento ai rapporti con parti correlate |
123 |
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2.04 |
ELENCO DELLE SOCIETÀ CONSOLIDATE |
127 |
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2.05 |
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO AI SENSI DELL'ART. 154-BIS DEL D.LGS. 58/98 |
129 |
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2.06 |
RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE |
130 |
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| Relazione sulla gestione |
| Bilancio consolidato Gruppo Hera |
1.01 TREND DI CONTESTO
Andamento e previsioni economiche globali
Hera, costantemente impegnata ad interpretare i segnali dei contesti in cui opera, è orientata a catturarne una visione di insieme per il proprio futuro e quello dei propri stakeholder. Al fine di anticiparne gli sviluppi, ovvero di operare tramite un originale modello di impresa, capace di innovazione continua e forte radicamento territoriale nel rispetto dell'ambiente, sono identificati di seguito i principali elementi di aggiornamento dei macrotrend dei contesti di riferimento. I driver dominanti dei fenomeni di cambiamento e l'approccio strategico del Gruppo sono presentati nella Relazione finanziaria annuale 2022, a cui si rimanda per una loro più ampia trattazione.
1.01.01 Macroeconomico e finanziario
Focus sull'Area Euro
Dopo quasi un anno dall'invasione dell'Ucraina, nel quarto trimestre 2022 l'attività economica globale ha confermato un progressivo rallentamento rispetto al trend di ripresa avviato nell'anno precedente. La crescita del Prodotto interno lordo (Pil) è rallentata negli Stati Uniti e in Cina; il Pil è ristagnato in Giappone e nel Regno Unito e si è contratto del 2,1% in Russia (rispetto alle previsioni antecedenti al conflitto che stimavano sarebbe cresciuto di quasi il 3%).
Nei primi mesi del 2023 il quadro economico mondiale ha mostrato un ritmo di crescita contenuto negli Stati Uniti e nel Regno Unito, mentre in Cina l'abbandono delle restrizioni connesse alla pandemia ha consentito di avviare una ripresa dell'attività economica.
Il sistema produttivo globale risente tuttora di un'elevata incertezza, associata principalmente alle dinamiche inflazionistiche e alle conseguenti risposte di politica monetaria delle Banche centrali, oltreché alla disponibilità di materie prime, su cui il protrarsi del conflitto bellico incide in maniera particolarmente negativa.
Tali incertezze, accentuate dalle possibili ripercussioni dei recenti episodi di dissesto bancario (Stati Uniti e Svizzera), non escludono il rischio di andamenti meno favorevoli e hanno già portato le istituzioni internazionali a prefigurare un rallentamento della crescita mondiale per l'anno in corso, seppur meno pronunciato rispetto alle previsioni formulate lo scorso autunno, ipotizzando un incremento del Pil pari al 2,6% nel 2023 e del 2,9% nel 2024.
L'Area Euro, la più colpita dagli effetti della guerra in Ucraina principalmente a causa della vicinanza alla zona del conflitto e della dipendenza dalle forniture di gas provenienti dalla Russia, ha registrato un ristagno del Pil nell'ultimo trimestre 2022.
Le stime disponibili per il 2023, elaborate prima delle tensioni finanziarie legate al dissesto delle banche già menzionato, indicano un rallentamento della crescita del Pil all'1% (dal 3,5% dello scorso anno), a cui seguirebbe un'accelerazione nel biennio 2024-25 all'1,6% in ciascuno dei due anni.
A causa del forte calo della componente energetica, anche le proiezioni di inflazione al consumo sono state riviste al ribasso rispetto a quelle diffuse lo scorso dicembre, rispettivamente al 5,3% nell'anno in corso, al 2,9% nel 2024 e al 2,1% nel 2025. Secondo le indagini della Commissione Europea, le attese delle famiglie e delle imprese sull'andamento dei prezzi al consumo hanno raggiunto i livelli precedenti la fase di forte rialzo dei prezzi dello scorso anno, mentre la Banca centrale europea (Bce) ha confermato l'obiettivo di riportare la stabilità dei prezzi intorno al 2%, non appena si saranno attenuate le tensioni geopolitiche.
La situazione attuale e le prospettive economiche nazionali
Nel quarto trimestre 2022 la situazione italiana ha ricalcato l'evoluzione dell'area europea interrompendo la propria fase di espansione, soprattutto a causa della contrazione della spesa delle famiglie e delle strozzature lungo le catene di approvvigionamento.
Nei primi mesi del 2023 l'attività economica è lievemente cresciuta, giovando sia della discesa dei costi energetici sia della normalizzazione delle condizioni di approvvigionamento. A trainare la crescita dovrebbero contribuire l'accelerazione degli investimenti, l'aumento delle esportazioni e la flessione delle importazioni, già riscontrate nei primi mesi dell'anno in corso.
Nel primo semestre 2023 la produzione industriale è risultata in espansione, principalmente per effetto dell'aumento della produzione di beni di consumo. Il divario di attività nei settori con elevato impiego di input energetici rispetto al resto del comparto manifatturiero è rimasto comunque elevato. L'espansione del comparto industriale ha influito positivamente sull'offerta di lavoro che, seppur inferiore ai livelli pre- pandemici, riflette un incremento del numero degli occupati permanenti per il settore privato nel suo complesso, in particolare nei servizi.
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Gruppo Hera - Relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2023 |
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| Relazione sulla gestione |
| Bilancio consolidato Gruppo Hera |
- mercati finanziari
Le previsioni di incremento del Pil nazionale risultano essere tuttavia ridimensionate allo 0,6% per il 2023 e all'1,2% sia nel 2024 sia nel 2025.
Nonostante il contesto appena descritto, l'indice di fiducia dei consumatori ha continuato a crescere, sospinto da un miglioramento dei giudizi sulla situazione economica, dalle attese per una riduzione della disoccupazione e sull'andamento dei prezzi. A tal proposito l'inflazione, dopo aver raggiunto un picco alla fine dello scorso anno (12,6%), ha avviato un trend discendente anche a livello nazionale, riflettendo l'attenuazione della componente energetica. I precedenti colli di bottiglia derivanti dalle catene delle forniture energetiche (trasmessi ai relativi prezzi) si stanno progressivamente attenuando, grazie alla flessione delle quotazioni all'ingrosso (ora ritornate ai livelli antecedenti l'invasione dell'Ucraina). L'inflazione al consumo è stimata al 6,5% per l'anno corrente, con una previsione di discesa al 2,6% nel 2024 e al 2% nel 2025.
Nel primo semestre dell'anno, nonostante la crisi del sistema bancario, i mercati azionari hanno registrato un forte rimbalzo dai minimi di fine ottobre dell'anno scorso, con alcuni settori che hanno guidato questa ripresa. In particolare, i settori tecnologico e dei servizi di comunicazione, i più colpiti nel 2022, hanno mostrato una notevole crescita. Inoltre, si sono attenuati i timori di recessione, portando a una normalizzazione del posizionamento degli investitori e a una minore volatilità delle quotazioni dei titoli. I principali indici azionari mondiali hanno infatti registrato incrementi significativi, con rialzi che vanno da circa il 3% al 29%. Sul fronte del mercato primario obbligazionario, dopo un rallentamento nella prima parte dell'anno, si sono registrati segni di ripresa e, sebbene la volatilità sui tassi fosse piuttosto elevata, le condizioni di mercato sono rimaste particolarmente stabili e supportive.
- cresciuta altresì la domanda degli investitori verso società con solido rating, soprattutto per quelle attive nel settore delle utility e su titoli con bassa duration (2-5 anni). Nel corso del secondo trimestre si è riaperto il mercato di emissioni obbligazionarie su più lunghe durate, 8-10 anni, a conferma di uno scenario di ripresa verso la normalizzazione e la stabilità.
Politica monetaria delle Banche Centrali
Nel corso del primo semestre la Bce ha continuato la sua politica monetaria restrittiva, iniziata nel corso dell'anno precedente, con ulteriori incrementi dei tassi di interesse che hanno portato il livello di riferimento al 4%. La Bce ha rivisto al ribasso le prospettive di crescita economica del prossimo bienno e rivisto al rialzo la previsione dell'inflazione al 5,1% per il 2023. Nell'ultimo meeting di giugno è stato escluso un mutamento sostanziale delle prospettive di inflazione. La visione predominante sostiene l'improbabilità che la Banca centrale europea possa comunicare, nel prossimo futuro, il raggiungimento del picco dei tassi di interesse. Per questo motivo è stato affermato che la politica monetaria dovrà essere decisa riunione per riunione, rimanendo "dipendente dai dati".
Anche la Banca centrale inglese (Boe) ha alzato il costo del denaro di 50 punti base nel meeting del 22 giugno, a differenza delle attese che stimavano un rialzo di soli 25 punti base. Diversamente dalle previsioni della Bce, l'inflazione attesa dalla Boe è in significativo calo nel corso dell'anno, soprattutto come riflesso dell'evoluzione dei prezzi dell'energia. Oltreoceano la Fed, invece, durante il suo meeting di giugno, ha deciso di sospendere gli aumenti dei tassi di interesse, per la prima volta dopo dieci rialzi consecutivi, lasciandoli quindi invariati al 5,00%-5,25%. Tuttavia, prevale una visione del mercato che vede un ulteriore incremento di 25 punti base a luglio, sulla base di una crescita sempre solida e un livello di inflazione che stenta a riassestarsi verso il 2%.
Tassi di interesse
Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, la curva dei tassi di interesse dell'area euro mostra un andamento in crescita su tutte le scadenze. In particolare, si è registrato un rialzo di circa 380 punti base medio sul tratto a breve termine (1-6 mesi) e di circa 180 punti base sul tratto di medio-lungo termine (2-15 anni). Si evince, inoltre, un fenomeno inconsueto rispetto al normale andamento della curva dei tassi: steepening sul tratto a breve della curva con picco al 3,9% e andamento flat sui tassi swap di medio-lungo termine intorno al 3,0%. In giugno, lo scenario forward a 1 anno presenta un'ulteriore crescita sui tassi di breve termine, mentre si mantiene su livelli flat intorno al 3% il tratto dei tassi di medio-lungo termine per tutta la restante parte del 2023.
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Gruppo Hera - Relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2023 |
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Allegati
Disclaimer
HERA S.p.A. - Holding Energia Risorse Ambiente ha pubblicato questo contenuto il 03 agosto 2023 ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 03 agosto 2023 07:53:32 UTC.
