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04/04/2025 - illimity Bank S.p.A.: Pillar3 illimity 31 Dicembre 2024

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Pillar3 illimity 31 dicembre 2024

al 31 dicembre 2024

Informativa al pubblico

SOMMARIO

1.Introduzione ....................................................................................................................................................................... 3

2.Obiettivi e politiche di gestione del rischio ......................................................................................................................... 4

3.Ambito di applicazione ..................................................................................................................................................... 29

4. Fondi Propri ..................................................................................................................................................................... 36

5.Requisiti di capitale ........................................................................................................................................................... 48

6.Rischio di credito: informazioni generali e rettifiche ......................................................................................................... 58

7.Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato e uso ECAI .......................... 76

8.Tecniche di attenuazione del rischio di credito ................................................................................................................. 79

9.Esposizioni in posizioni verso la cartolarizzazione ............................................................................................................. 83

10. Rischio di liquidità .......................................................................................................................................................... 89

11.Rischio operativo ............................................................................................................................................................ 94

12.Esposizioni in strumenti di capitale non incluse nel portafoglio di negoziazione ............................................................. 98

13. Rischio di mercato .......................................................................................................................................................... 99

14. Esposizione al rischio di tasso di interesse sulle posizioni non incluse nel portafoglio di negoziazione ......................... 102

15. Rischio di controparte .................................................................................................................................................. 105

16. Attività non vincolate ................................................................................................................................................... 110

17. Politica di remunerazione ............................................................................................................................................ 112

18. Leva finanziaria ............................................................................................................................................................ 113

INFORMATIVA AL PUBBLICO STATO PER STATO ................................................................................................................. 118

Dichiarazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari ...................................................... 119

1. Introduzione

Le disposizioni di vigilanza prudenziali prevedono, al fine di rafforzare la "disciplina di mercato", l'obbligo per le banche di pubblicare un'informativa pubblica (c.d. Informativa al Pubblico o Pillar 3) che garantisca un adeguato livello di trasparenza sull'esposizione, sul controllo e la gestione dei rischi assunti, attribuendo particolare rilevanza all'adeguatezza patrimoniale. In particolare, l'Informativa al Pubblico (Pillar 3) è direttamente regolata dalla CRR,

Parte Otto e Parte Dieci, Titolo I, Capo 3 e dalle norme tecniche di regolamentazione o di attuazione emanate dalla Commissione Europea per disciplinare:

  • i modelli uniformi per la pubblicazione delle informazioni riguardanti i fondi propri;

  • gli obblighi di informativa in materia di riserve di capitale;

  • i modelli uniformi per la pubblicazione delle informazioni riguardanti gli indicatori di importanza sistemica;

  • l'informativa concernente le attività di bilancio prive di vincoli;

  • i modelli uniformi per la pubblicazione delle informazioni riguardanti la leva finanziaria (leverage ratio).

La regolamentazione prevede inoltre l'aggiunta di ulteriori informazioni in tema di governance, remunerazioni, attività non vincolate e con la disclosure dell'indicatore di leverage ratio. La regolamentazione definisce l'elenco delle informazioni minime richieste, senza prevedere appositi quadri sinottici (le Tavole della precedente normativa), eccetto quanto sopra indicato.

Inoltre a livello europeo l'EBA ha pubblicato le "Guidelines on disclosure requirements under part Eight of Regulation

No (EU) 575/2013" al fine di accrescere la coerenza e la comparabilità delle informazioni da fornire nella documentazione di Informativa al Pubblico di Terzo Pilastro, che si applicano, a partire dal 31 dicembre 2017, alle Globally and Other Systemically Important Institutions (G-SIIs and O-SIIs). È lasciata alle Autorità competenti la facoltà di richiedere anche a istituzioni diverse da G-SIIs e O-SIIs l'applicazione di alcune o tutte le indicazioni previste dalle Guidelines. A tal proposito si specifica che, a seguito del passaggio di classificazione del Gruppo Illimity da Small and non complex Institution a Regular, l'autorità regolamentare nell'esercizio della sua facoltà, ha previsto la piena applicazione delle Guidelines per istituzioni classificate come Other Institution (art. 433c CRR), di conseguenza la modalità di disclosures dell'informativa al pubblico per il Gruppo illimity (Gruppo) risulta essere in linea con quanto richiesto dalla parte 8 della CRR.

Il Gruppo non utilizza sistemi interni per il calcolo dei requisiti patrimoniali relativi ai rischi di Primo Pilastro, pertanto, al presente documento non si applicano gli art. 452, 454 e 455 del Regolamento (UE) n. 575/2014. Non sono inoltre pubblicate le tavole prive di informazioni e le informazioni quantitative sono esposte in migliaia di euro, salvo se non espressamente indicato.

Le informazioni devono essere pubblicate attraverso il sito internet del Gruppo con una frequenza almeno annuale, in concomitanza con la pubblicazione del bilancio d'esercizio. Il Gruppo pubblica la presente Informativa al Pubblico attraverso il proprio sito internetwww.illimity.com, nella sezione Investor Relations.

Il documento riprende l'informativa già riportata nel bilancio 2024 (documento sottoposto a revisione legale dei conti da parte della società KPMG S.p.a.), oltre che nelle segnalazioni di vigilanza. Nella sua predisposizione si sono anche utilizzati elementi comuni col processo di controllo dell'adeguatezza patrimoniale e della liquidità.

2. Obiettivi e politiche di gestione del rischio

Informazione Qualitativa

Il Gruppo illimity si è dotato di un articolato Processo di Gestione dei Rischi (PGR), che opera come modello di riferimento nello sviluppo organizzativo e di processo e nell'esecuzione sistematica di tutte le attività operative e di business poste in essere - siano esse di natura ordinaria oppure di carattere non sistematico o contingente. Queste ultime, coerentemente alla mission assegnata, alle strategie e agli obiettivi perseguiti, comportano l'assunzione e la rispettiva gestione nel continuo dei rischi, così da contribuire ad un processo sostenibile di creazione di valore assicurando allo stesso tempo la conformità regolamentare e prevedendo, tra l'altro, un impiego coordinato di risorse umane, tecnologie e metodologie.

A livello generale, il Gruppo attua il suddetto processo attraverso un modello organizzativo che prevede l'impiego coordinato di risorse umane, tecnologie e metodologie sulla base di un complesso sistema normativo interno che definisce gli assetti dei presidi di gestione, le policy (regole, deleghe, obiettivi e limiti di governo dei rischi nei diversi comparti operativi e di business) e i processi in cui si esplica l'attività, comprensivi delle attività di controllo.

Il ruolo fondamentale nella gestione e controllo dei rischi spetta al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, l'organo che stabilisce gli orientamenti strategici e gli obiettivi ed i limiti di rischio, approva e revisiona le politiche di gestione dei rischi e valuta il grado di efficienza e adeguatezza del Sistema dei Controlli Interni. Tale Organo si avvale, per le attività istruttorie e consultive relative al controllo interno e al monitoraggio della gestione dei rischi aziendali, del Comitato Rischi endoconsiliare e del Comitato di Direzione. In collaborazione con l'Amministratore Delegato, cura inoltre l'attuazione degli indirizzi strategici, l'implementazione del Risk Appetite Framework ("RAF")

e delle politiche di governo dei rischi.

Il Comitato per il Controllo sulla Gestione, vigila sull'adeguatezza e sul concreto funzionamento della struttura organizzativa della società e del sistema dei controlli interni, nonché supporta il Consiglio di Amministrazione nella definizione delle linee di indirizzo del sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi, in coerenza con le strategie della Banca e nella valutazione, con cadenza almeno annuale, dell'adeguatezza del medesimo sistema rispetto alle caratteristiche della Banca e al profilo di rischio assunto, nonché della sua efficacia.

La Competence Line Risk presidia le attività di controllo di cosiddetto "secondo livello" in qualità di Funzione di gestione dei rischi garantendo, tramite il supporto dalle funzioni tecniche interessate, un costante presidio dei rischi assunti dal Gruppo, governando il processo di identificazione, analisi, modellizzazione, valutazione e misurazione, controllo e reporting.

La Competence Line Compliance & AFC, quale funzione di controllo di "secondo livello", presidia la conformità alle norme, nell'ottica di prevenire, gestire e mitigare il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, perdite finanziarie rilevanti o danni alla reputazione derivanti da violazioni di norme imperative o di autoregolamentazione nonché nell'ottica di prevenzione del rischio di riciclaggio, finanziamento del terrorismo e di violazione delle sanzioni finanziarie. Inoltre, Compliance & AFC assolve al presidio di Gruppo sulle tematiche inerenti al trattamento dei dati personali a supporto del Responsabile della Protezione dei Dati (Data Protection Officer) individuato in conformità alla normativa vigente nella figura del Chief Compliance & AFC Officer.

La Funzione Rischi ICT e di Sicurezza (costituita da risorse del Risk e della Compliance & AFC), assicura il presidio del rischio ICT e di Sicurezza derivante dal sistema informativo (gestito in outsourcing, a partire da fine dicembre 2024, tramite esternalizzazione di Funzione Essenziale o Importante alla neo costituita società AltermAInd), in coerenza con i limiti RAF.

La Direzione di Internal Audit presidia le attività di controllo di cosiddetto "terzo livello" in qualità di Funzione di revisione interna. Nello specifico, controlla il regolare andamento dell'operatività e l'evoluzione dei rischi nonché

valuta completezza, adeguatezza, funzionalità, affidabilità della struttura organizzativa e del sistema dei controlli interni, portando all'attenzione degli organi aziendali i possibili miglioramenti, con particolare riferimento al RAF, al processo di gestione dei rischi nonché agli strumenti di misurazione e presidio degli stessi.

Per contribuire al funzionamento efficiente ed efficace del Processo di Gestione dei Rischi con riferimento a tutti i rischi rilevanti correnti e prospettici, il Gruppo ha implementato, anche nel rispetto delle normative di vigilanza:

  • il sistema degli obiettivi e dei limiti di rischio RAF, che rappresenta un approccio organico e strutturato con implicazioni sulla governance e sui processi di gestione integrata dei rischi producendo impatti diffusi su tutte le funzioni aziendali. Il RAF è articolato e declinato a livello operativo per Società, Divisione di business e comparti di attività e prevede processi di escalation, metriche e limiti di natura quantitativa nonché linee guida qualitative, il tutto declinato annualmente all'interno del Risk Appetite Statement ("RAS"). La

    formalizzazione del processo di gestione dei rischi è fondamentale per assicurare una sana e prudente gestione aziendale;

  • i processi di autovalutazione dell'adeguatezza della dotazione patrimoniale (c.d. ICAAP) e del profilo di liquidità (c.d. ILAAP), che hanno l'obiettivo di fornire una valutazione interna dei mezzi patrimoniali rispetto all'esposizione ai rischi che ne caratterizzano l'operatività e del profilo di liquidità operativo e strutturale,

    in condizioni ordinarie e di stress, ed anche in chiave prospettica al realizzarsi degli obiettivi del Piano

    Strategico e del Budget;

  • il processo di valutazione ex ante delle Operazioni di Maggior Rilievo ("OMR"), con parere preventivo sulla

    loro sostenibilità a livello creditizio e reddituale e sulla loro coerenza rispetto al RAF.

A tali processi per la gestione e il controllo dei rischi in condizioni di normale operatività, si affianca il processo connesso con la redazione del Piano di Risanamento, uno strumento che disciplina situazioni di crisi e le strategie e opzioni di intervento per ripristinare le condizioni di ordinato funzionamento, nonché la procedura di Contingency Funding Plan (piano di emergenza per la gestione della liquidità in situazioni di crisi).

In coerenza con le disposizioni di vigilanza prudenziale, il Gruppo ha inoltre definito le modalità con cui sono fornite al pubblico le informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione, alla gestione e al controllo di tali rischi (cd. Terzo pilastro di Basilea 2 - "Pillar 3"), informativa separata in aggiunta a quella già presente nei documenti di bilancio. Tale informativa viene pubblicata secondo le regole dettate dalla Banca d'Italia sul proprio sito Internet, all'indirizzo:www.illlimity.com(sezione "Investor Relations").

Il Gruppo ha definito, codificato e applica in via continuativa un processo operativo di risk mapping che, sulla base di metriche quali-quantitative e di regole condivise all'interno della struttura aziendale, permette di identificare le tipologie di rischio a cui il Gruppo risulta o potrebbe essere esposto, nonché di valutarne la rilevanza secondo specifici criteri rappresentativi di significatività e materialità del rischio stesso. Si include nella valutazione anche la categoria di rischio ESG.

Il risultato del processo di identificazione dei rischi rilevanti viene formalizzato all'interno della mappa dei rischi, il cui scopo è quello di rappresentare in termini relativi, le categorie di rischio che insistono sull'operatività attuale e prospettica del Gruppo e declinarle sulle linee di business che li generano, il tutto come presupposto funzionale alla determinazione dell'esposizione complessiva ai rischi.

In riferimento alla tipologia di rischio ESG, la Banca esegue anche il processo annuale di analisi della doppia rilevanza mediante il quale identifica impatti, rischi ed opportunità afferenti alla sostenibilità a scopo di rendicontazione (d.lgs. 125/2024). La determinazione delle tematiche di sostenibilità rilevanti è eseguita considerando sia la definizione di impatto sia l'aspetto finanziario.

L'esecuzione del processo di individuazione dei rischi rilevanti per il Gruppo è svolta dalla Competence Line Risk, di concerto con le strutture del Chief Financial Officer (CFO) e con il supporto delle altre unità organizzative della Capogruppo e delle Società controllate.

Le risultanze derivanti da tale processo rappresentano le valutazioni e le misure di input funzionali allo sviluppo dei processi correlati all'ICAAP (valutazione di adeguatezza patrimoniale) e all'ILAAP (valutazione di adeguatezza della liquidità), ovvero il Piano Strategico, il Budget ed il RAF, e pertanto sono validate dal top management, discusse ed analizzate in sede di Comitato Rischi e Comitato per il Controllo sulla Gestione e sottoposte ad approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione della Capogruppo.

A seguire sono fornite le informazioni complessive riguardanti il sistema di governo dei rischi ed informazioni specifiche in merito ai rischi rilevanti di seguito indicati e le relative politiche di gestione, controllo e copertura messe in atto dal Gruppo:

  • rischi di credito (che include anche il rischio di concentrazione);

  • rischi di mercato (rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo del portafoglio di negoziazione di vigilanza);

  • rischi di tasso di interesse (rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo del portafoglio bancario);

  • rischi di liquidità;

  • rischi operativo;

  • rischi ICT e di sicurezza;

  • rischi ESG (per un approfondimento della tematica si fa rimando a quanto pubblicato nella Rendicontazione

    Consolidata di Sostenibilità (redatta ai sensi del d.lgs. 125/2024), nell'ambito della Relazione sulla Gestione e della produzione del Fascicolo di Bilancio Consolidato.

Sono inoltre riportati e definiti gli altri rischi considerati rilevanti a seguito del processo di risk mapping in precedenza descritto.

Il Gruppo si è dotato di un sistema di limiti quantitativi con riferimento alle attività a rischio verso soggetti collegati e non solo. Conformemente alle disposizioni di vigilanza in materia, è stata prevista l'indicazione del livello di propensione al rischio di cui le disposizioni prescrivono la determinazione e la formalizzazione da parte delle banche e dei soggetti bancari, definito in termini di limite massimo del totale fidi accordati a soggetti collegati ritenuto accettabile in rapporto al totale fidi accordati da illimity Bank.

Ulteriori limiti sono previsti con riferimento ai fidi accordati a soggetti in conflitto di interessi ai sensi dell'art. 2391 c.c., a procedure concorsuali nonché limiti più stringenti rispetto alla normativa per il singolo prenditore o gruppo connesso.

L'impatto dei fattori esogeni sul contesto strategico ed operativo del Gruppo illimity

Il contesto economico globale del 2024 si conferma in una fase di incertezza legata a molteplici fattori.

A livello globale, infatti, l'esito delle elezioni americane ha esercitato una notevole influenza sulle economie emergenti e sviluppate. Dal punto di vista geopolitico, il 2024 è stato caratterizzato da conflitti internazionali di natura militare che pongono dubbi sull'evoluzione degli scambi commerciali, con il rischio di possibili politiche più protezionistiche da parte di alcuni paesi e potenziali interruzioni della catena di fornitura commerciale. In particolare, la gravità del conflitto ucraino si amplia parallelamente alle tensioni mediorientali esacerbate dagli attacchi compiuti dall'Iran nei confronti di Israele. In aggiunta, la crisi libanese aggrava la complessità delle tensioni. Per quanto riguarda l'Asia, invece, riaffiora l'incertezza riguardante Taiwan stimolata dai commenti delle politiche statunitensi. Malgrado le turbolenze geopolitiche presenti nel panorama internazionale, i mercati azionari rilevano una resilienza sostenuta dalla robusta economia statunitense che non ha registrato la temuta recessione anche per i recenti tagli dei tassi di interesse. Invece, l'Europa si confronta con difficoltà legate a debolezze strutturali e sviluppo economico stentato. Nel prossimo anno, si delinea uno scenario promettente sorretto da fattori quali l'aumento contenuto dell'economia, la decrescita dell'inflazione e la riduzione dei tassi di interesse.

La BCE ha deciso di ridurre i tassi di interesse di riferimento: tale decisione si è basata sulla valutazione aggiornata delle prospettive di disinflazione dei prossimi anni. La gran parte delle misure di inflazione suggeriscono una stabilità del 2 per cento a medio termine. Tuttavia, la politica monetaria permane restrittiva ed i passati rialzi di interesse impattano ancora sulle consistenze dei crediti in essere. Per quanto riguarda la ripresa economica, il quarto trimestre del 2024 risulta in riduzione rispetto alla crescita registrata nei precedenti. Nei prossimi anni, le proiezioni degli esperti prevedono una crescita positiva e contenuta.

Ulteriore fattore di incertezza risulta il cambiamento climatico ed i relativi impatti, sempre più globali, sui contesti sociali ed economici interessati.

Il Gruppo illimity ha definito il proprio modello di business, impostato e applicato le politiche di governo dei rischi, assicurandone la resilienza rispetto ad un contesto di riferimento caratterizzato da elevati rischi, sulla base dei seguenti principali elementi:

  • contenuta esposizione a rischi diretti e business mix che vede la presenza di linee di attività con correlazione limitata;

  • una proposta commerciale e tecnologica in grado di intercettare e soddisfare l'aumento della domanda di servizi finanziari da remoto, che ha caratterizzato e continua a determinare i principali mercati di riferimento;

  • un approccio molto conservativo nel pricing degli investimenti e delle erogazioni creditizie;

  • un continuo monitoraggio ed un governo stringente dell'esposizione ai settori economici (ad es.

    immobiliare) o asset class più rischiose tramite la definizione del Risk Appetite Framework e connessi limiti di rischio;

  • analisi di rischio e valutazioni di impatto in relazione ai fattori di rischio connessi con la sostenibilità, la

transizione ad una economia meno dipendente dagli idrocarburi, l'intensificarsi dei rischi fisici legati al cambiamento climatico;

  • una governance che fa leva su comitati manageriali e Organi di governo del Gruppo che effettuano periodicamente attività di assessment in merito agli impatti effettivi e potenziali, di natura economico-finanziaria e operativa, del contesto di riferimento sulle scelte strategiche ed operative delle diverse linee di business;

  • una valutazione di impatto di scenari macro che tengono in considerazione anche l'evoluzione del contesto e le azioni di risposta da parte delle Autorità, dei mercati, delle imprese e dei consumatori. Tale valutazione viene anche formalizzata nelle valutazioni prospettiche di adeguatezza patrimoniale (ICAAP) e di liquidità

    (ILAAP) e nella predisposizione del Piano di Risanamento, utilizzata per l'aggiornamento del Risk Appetite

    Framework e la valutazione di sostenibilità del proprio Piano Strategico;

  • un'importante attenzione ai temi sulla sostenibilità che si declina in scelte strategiche e di business.

In relazione al conflitto Russo-Ucraino, si conferma il processo di monitoraggio delle esposizioni dirette e indirette verso controparti di nazionalità russa o che dipendono per il loro business da operatori russi e/o dal mercato russo (ad es. approvvigionamenti, vendite, commesse, ecc.), al fine di valutare i possibili impatti in termini di rischio di credito e di liquidità, con evidenze che confermano il permanere di un livello di esposizione contenuto. In tale contesto opera anche il Chief Compliance & AFC Officer al fine di assicurare, in termini di soggetti finanziati, il rispetto delle previsioni contenute negli interventi sanzionatori dell'Italia e degli Organismi Europei e Internazionali verso soggetti (persone fisiche e giuridiche) di nazionalità russa.

In secondo luogo, nell'ottica di mitigare i rischi di natura finanziaria connessi con la gestione dei portafogli finanziari

HTCS e HTC, il profilo di rischio attuale dei portafogli - che si colloca su un livello ridotto - è oggetto di analisi e controllo costante, riscontrando l'assenza di esposizioni dirette verso Russia ed Ucraina. Inoltre, considerando che gli stessi portafogli hanno natura di debito, sono costantemente monitorate le decisioni di politica.

Anche in relazione all'evoluzione del proprio modello di business, il Gruppo continua ad attenzionare gli aspetti inerenti allo stato e all'evoluzione del mercato immobiliare nell'ottica di valutare i potenziali impatti delle dinamiche macro-emergenti sulle proprie esposizioni. Tutto ciò anche alla luce delle non favorevoli previsioni delle principali società immobiliari europee (prospettive di un ciclo negativo dovuto principalmente al generale aumento dei tassi di interesse, con connessa potenziale svalutazione degli attivi a bilancio che spinge le società a adottare strategie di deleveraing portandole a vendere forzatamente gli asset). Nel quadro di applicazione del Risk Appetite Framework, sono state identificate le categorie di esposizioni real estate del Gruppo in termini sia di rischio diretto (ad es. gli asset reimpossessati) che indiretto (ad es. asset posti a garanzia dei crediti acquistati), al fine di valutare i fattori di rischio che caratterizzano tali categorie e monitorarne i diversi gradi di esposizione al rischio.

Rischio di Credito

Il rischio di credito è il rischio di sostenere perdite a causa dell'inadempienza agli obblighi contrattuali da parte di una controparte impossibilitata al rimborso degli interessi e/o del capitale (rischio di default), espresse come differenza tra il valore del credito e il valore effettivamente recuperato, oppure a causa del deterioramento del merito creditizio della controparte (rischio di migrazione).

Il rischio di credito include inoltre anche la fattispecie del rischio di concentrazione, derivante da esposizioni verso controparti, incluse le controparti centrali, gruppi di controparti connesse e controparti operanti nel medesimo settore economico, nella medesima regione geografica o che esercitano la stessa attività o trattano la stessa merce, nonché dall'applicazione di tecniche di attenuazione del rischio di credito, compresi, in particolare, i rischi derivanti da esposizioni indirette, come, ad esempio, nei confronti di singoli fornitori di garanzie. Due sono le componenti principali del rischio di concentrazione:

single name, derivante dal fatto che quote significative del portafoglio sono allocate su una singola controparte (o gruppi di controparti caratterizzate da specificità comuni in termini di legami giuridici ed economici); geo-settoriale, derivante da concentrazioni su controparti che presentano un alto grado di correlazione in termini di rischio di default in quanto appartenenti allo stesso settore economico o alla medesima area geografica.

Il Gruppo attribuisce grande importanza al presidio dei rischi di credito ed ai relativi sistemi di controllo, necessari per favorire le condizioni per:

  • assicurare una strutturale e rilevante creazione di valore in un ambito di rischio controllato;

  • tutelare la solidità patrimoniale e finanziaria nonché l'immagine e la reputazione del Gruppo;

  • favorire una rappresentazione corretta e trasparente della rischiosità insita nel proprio portafoglio crediti.

I principali fattori operativi che concorrono a determinare e gestire il rischio di credito riguardano:

  • processi di istruttoria per l'affidamento;

  • gestione del rischio di credito;

  • monitoraggio delle esposizioni;

  • attività di recupero crediti.

La qualità del portafoglio crediti viene preservata attraverso l'adozione di precise modalità operative in tutte le fasi gestionali del rapporto creditizio (contatto e istruttoria, delibera ed erogazione, monitoraggio e contenzioso). Il presidio del rischio di credito viene perseguito sin dalle prime fasi di istruttoria e concessione attraverso:

l'accertamento dei presupposti per l'affidabilità con particolare attenzione alla verifica della capacità attuale e prospettica del cliente di produrre reddito e, soprattutto, la presenza di flussi finanziari sufficienti ad onorare il debito; la valutazione della natura e dell'entità del finanziamento richiesto in relazione alle reali necessità e capacità patrimoniali, finanziarie ed economiche del richiedente, l'andamento della relazione se già in essere e le fonti di

rimborso; l'appartenenza a Gruppi Giuridici ed Economici.

L'attività di sorveglianza e monitoraggio è basata su un sistema di controlli interno finalizzato alla gestione ottimale

del rischio di credito. In particolare, tale attività si esplicita tramite il ricorso a metodologie di misurazione e controllo cosiddetto "andamentale". Tali metodologie tengono in considerazione tutti gli aspetti che caratterizzano

la relazione con il cliente, da quelli di tipo anagrafico (informazioni sulla residenza del cliente, attività, natura giuridica, ultima delibera assunta sulla posizione, eventi pregiudizievoli, compagine societaria, anomalie da Centrale Rischi, status e relativo dubbio esito, gestori della relazione e, infine, la circostanza che la posizione sia andata in default), ad informazioni relative agli affidamenti (forma tecnica, fido deliberato, fido operativo, utilizzo, sconfino/disponibilità e data di scadenza del fido), al dettaglio delle garanzie che assistono gli affidamenti oltre alle informazioni relative agli elementi significativi della gestione della posizione. L'attività di monitoraggio

"andamentale" interagisce con i processi e le procedure di gestione e controllo del credito favorendo una maggiore efficienza del processo di monitoraggio crediti, la valorizzazione delle informazioni disponibili oltre alla maggiore efficacia del processo di recupero.

L'apertura e la concessione di una nuova linea di credito avvengono sulla base di un processo di analisi dei dati economico-patrimoniali della controparte, integrata da informazioni di tipo qualitativo sull'impresa, sulla finalità del finanziamento e sul mercato in cui essa opera e sulla presenza e valutazione del tenore patrimoniale di eventuali garanzie collaterali.

Con riferimento al Risk Appetite Framework, il Gruppo verifica tra gli altri i seguenti aspetti riguardanti il rischio in oggetto e taluni aspetti del relativo rischio di concentrazione:

  • il rapporto tra il volume delle esposizioni deteriorate e il totale del portafoglio, il costo del rischio e il grado di copertura delle esposizioni in bonis e delle esposizioni deteriorate;

  • il livello di concentrazione, con riferimento alle esposizioni nei confronti di una controparte ovvero gruppo di controparti connesse (single name) e a livello settoriale (con attenzione alle esposizioni verso real estate), anche in relazione ai Fondi Propri;

  • le collection realizzate rispetto a quelle previste in merito alle esposizioni deteriorate per le quali è presente un Business Plan;

  • l'assunzione di esposizioni classificate "Grandi Rischi", acquisto diretto di immobili e l'assunzione di asset classificati come level 3;

  • il livello di esposizione del Gruppo in immobili reimpossessati;

  • il livello di esposizione della Banca verso le parti correlate (IAS 24) e verso i soggetti in conflitto d'interesse

    (ex art. 2391 C.C.);

  • il rispetto di limiti previsti dalla normativa di vigilanza.

Ai fini della determinazione del capitale interno a fronte del rischio di credito, il Gruppo utilizza la metodologia standardizzata, adottata per la determinazione dei requisiti prudenziali a fronte del rischio stesso.

Aspetti organizzativi

Nel paragrafo successivo, viene presentata la struttura organizzativa che ha caratterizzato la composizione del gruppo illimity sostanzialmente per l'intero esercizio 2024. Si precisa tuttavia che, a seguito della cessione perfezionatasi in data 24 dicembre 2024 del 52% del capitale sociale di AltermAInd, società cui illimity aveva conferito in data 20 dicembre 2024 il ramo d'azienda afferente agli asset tecnologici e al relativo personale

(ovverosia della Competence Line Digital), e tenuto conto delle più recenti evoluzioni normative richieste dal Digital Operational Resilience Act (DORA) e dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), illimity ha approvato una riorganizzazione con efficacia 1° gennaio 2025 che aggiorna le informazioni relative alla struttura organizzativa di seguito descritte.

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Disclaimer

illimity Bank S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 04 aprile 2025, ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da , senza apportare modifiche o alterazioni, il 04 aprile 2025 alle 07:38 UTC.

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