RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE
AL 30 GIUGNO 2025 E
RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE
DEL SECONDO TRIMESTRE 2025
Resoconto intermedio di gestione al 30 giugno 2025 - Interpump Group 1
RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE
AL 30 GIUGNO 2025 E
RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE
DEL SECONDO TRIMESTRE 2025
Indice
Composizione degli organi sociali 7
Organigramma Gruppo Interpump al 30 06 2025 9
Resoconto intermedio sulla gestione 11
Commento degli amministratori sull'andamento del primo semestre 2025 13
Indicatori alternativi di performance 14
Conto economico consolidato del primo semestre 15
Fatti di rilievo del semestre 16
Ricavi 20
Redditività 20
Cash flow 23
Investimenti 24
Rapporti infragruppo e con parti correlate 25
Modifiche nella struttura del gruppo avvenute nel primo semestre 2025 25
Fattori di rischio 26
Eventi successivi alla chiusura del primo semestre 2025 28
|
Commento degli amministratori sull'andamento del secondo |
trimestre 2025 29 |
|
Conto economico consolidato del secondo trimestre |
31 |
|
Ricavi |
32 |
|
Redditività |
33 |
|
Evoluzione prevedibile della gestione |
34 |
|
Prospetti contabili e note illustrative |
35 |
|
Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata |
37 |
|
Conto economico consolidato del primo semestre |
39 |
|
Conto economico consolidato complessivo del primo semestre |
40 |
|
Rendiconto finanziario consolidato del primo semestre |
41 |
|
Prospetto dei movimenti di patrimonio netto consolidato |
43 |
|
Conto economico consolidato del secondo trimestre |
44 |
|
Conto economico consolidato complessivo del secondo trimestre |
45 |
|
Note illustrative al bilancio consolidato |
46 |
|
Informazioni generali |
46 |
|
Base di preparazione |
46 |
|
Principi contabili |
47 |
|
Note illustrative al bilancio consolidato al 30 giugno 2025 |
49 |
|
1. Area di consolidamento e avviamento |
50 |
|
2. Informazioni settoriali |
56 |
|
3. Aggregazioni aziendali (Business combination) |
63 |
|
5. Immobili, impianti e macchinari |
69 |
|
7. Patrimonio netto |
70 |
|
8. Proventi e oneri finanziari |
72 |
|
9. Utile per azione |
73 |
|
10. Transazioni con parti correlate |
74 |
|
11. Informazioni sulle attività e passività finanziarie |
77 |
|
12. Controversie, Passività potenziali ed Attività potenziali |
78 |
Attestazione del Bilancio consolidato intermedio ai sensi dell'art. 154 bis del D. Lgs. 58/98 79
Relazione della società di revisione sulla revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato 80
Il presente fascicolo è disponibile su Internet all'indirizzo: https://www.interpumpgroup.it
Interpump Group S.p.A.
Sede Legale in S. Ilario d'Enza (RE), Via Enrico Fermi, 25 Capitale Sociale versato: Euro 56.617.232,88
Registro delle Imprese di Reggio Emilia - C.F. 11666900151
Composizione degli organi sociali
Consiglio di Amministrazione Fulvio Montipò Presidente esecutivo
Giovanni Tamburi (b) Vice Presidente
Fabio Marasi (d) Amministratore Delegato
Antonia Di Bella (a) (c) Consigliere indipendente
Nicolò Dubini (a) (c) Consigliere indipendente
Marcello Margotto (b) Consigliere indipendente Lead Independent Director
Federica Menichetti (a) (b) (c) Consigliere indipendente
Roberta Pierantoni Consigliere indipendente
Rita Rolli (d) Consigliere indipendente
Anna Chiara Svelto (d) Consigliere indipendente
|
Collegio Sindacale |
Anna Maria Allievi |
Presidente |
|
Mario Tagliaferri |
Sindaco effettivo |
|
|
Mirco Zucca |
Sindaco effettivo |
Società di Revisione Pricewaterhousecoopers S.p.A.
-
Membro del Comitato Controllo e Rischi
-
Membro del Comitato per la Remunerazione e del Comitato Nomine
-
Membro del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate
-
Membro del Comitato Sostenibilità
Organigramma Gruppo Interpump al 30 06 2025
Resoconto intermedio sulla gestione
Commento degli amministratori sull'andamento del primo semestre 2025
Indicatori alternativi di performance
Il Gruppo utilizza alcuni indicatori alternativi di performance, che non sono identificati come misure contabili nell'ambito degli IFRS, per consentire una migliore valutazione dell'andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo. Tali indicatori rappresentano inoltre strumenti che facilitano gli amministratori nell'individuare tendenze operative e nel prendere decisioni circa investimenti, allocazione di risorse ed altre decisioni operative. Pertanto, il criterio di determinazione applicato dal Gruppo potrebbe non essere omogeneo con quello adottato da altri gruppi e quindi con esso comparabile. Tali indicatori alternativi di performance sono costituiti esclusivamente a partire da dati storici del Gruppo e determinati in conformità a quanto stabilito dagli Orientamenti sugli Indicatori Alternativi di performance emessi dall'ESMA/2015/1415 ed adottati da Consob con comunicazione n. 92543 del 3 dicembre 2015. Essi si riferiscono solo alla performance del periodo contabile oggetto del presente Resoconto Intermedio di Gestione e dei periodi posti a confronto e non alla performance attesa e non devono essere considerati sostitutivi degli indicatori previsti dai principi contabili di riferimento (IFRS). Infine, essi risultano elaborati con continuità ed omogeneità di definizione e rappresentazione per tutti i periodi per i quali sono incluse informazioni finanziarie nel presente Resoconto Intermedio di Gestione.
Gli indicatori di performance utilizzati dal Gruppo sono definiti come segue:
-
Utile/(Perdita) ordinario prima degli oneri finanziari (EBIT): è rappresentato dalla somma di Ricavi e dagli Altri ricavi operativi meno i costi operativi (Costo del venduto, Spese commerciali amministrative e generali, ed Altri costi operativi);
-
Utile/(Perdita) prima degli oneri finanziari, delle imposte e degli ammortamenti (EBITDA): è definito come l'EBIT più gli ammortamenti, le svalutazioni e gli accantonamenti;
-
Posizione finanziaria netta: è calcolata come somma dei Debiti finanziari e dei Debiti bancari meno Disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
-
Indebitamento finanziario netto: è calcolato come somma della Posizione finanziaria netta e dei debiti per acquisto partecipazioni;
-
Investimenti in capitale fisso (CAPEX): calcolato come somma tra investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali al netto dei disinvestimenti;
-
Free Cash Flow: rappresenta il flusso di cassa disponibile per il Gruppo ed è dato dalla differenza tra il flusso di cassa dalle attività operative e il flusso di cassa per investimenti in immobilizzazioni materiali ed immateriali;
-
Capitale investito: calcolato come somma tra Patrimonio Netto e Posizione Finanziaria Netta, inclusi i Debiti per acquisto partecipazioni;
-
Rendimento del capitale investito (ROCE): EBIT su Capitale investito;
-
Rendimento del capitale proprio (ROE): Utile del periodo su Patrimonio Netto.
Il Gruppo presenta il conto economico per funzione (altrimenti detto "a costo del venduto"), forma ritenuta più rappresentativa rispetto alla cosiddetta presentazione per natura di spesa, peraltro riportata nelle note della Relazione Finanziaria Annuale. La forma scelta è, infatti, conforme alle modalità di reporting interno e di gestione del business.
Al fine di fornire una maggiore comparabilità dei dati economici e patrimoniali con il precedente periodo, vengono presentate talune informazioni economiche sia a parità di area di consolidamento (perimetro di consolidamento del precedente periodo, includendo da un lato le società acquisite nel precedente periodo per gli stessi mesi, e dall'altro escludendo le nuove acquisizioni del periodo corrente) che a parità di cambio (parità di area di consolidamento, applicando i cambi puntuali e medi del precedente periodo). Il rendiconto finanziario è presentato con il metodo indiretto.
Conto economico consolidato del primo semestre
|
(€/000) |
2025 |
2024 |
|
Ricavi |
1.076.923 |
1.095.704 |
|
Costo del venduto |
(683.706) |
(712.348) |
|
Utile lordo industriale |
393.217 |
383.356 |
|
% sui ricavi |
36,5% |
35,0% |
|
Altri ricavi operativi |
18.380 |
17.207 |
|
Spese commerciali |
(98.920) |
(87.274) |
|
Spese generali ed amministrative |
(120.562) |
(114.608) |
|
Altri costi operativi |
(4.130) |
(3.353) |
|
EBIT |
187.985 |
195.328 |
|
% sui ricavi |
17,5% |
17,8% |
|
Proventi finanziari |
15.670 |
14.199 |
|
Oneri finanziari |
(37.605) |
(30.540) |
|
Adeguamento delle partecipazioni al metodo del patrimonio netto |
202 |
154 |
|
Risultato di periodo prima delle imposte |
166.252 |
179.141 |
|
Imposte sul reddito |
(48.927) |
(49.089) |
|
Utile consolidato netto del periodo |
117.325 |
130.052 |
|
% sui ricavi |
10,9% |
11,9% |
|
Attribuibile a: |
||
|
Azionisti della Capogruppo |
116.609 |
129.347 |
|
Azionisti di minoranza delle società controllate |
716 |
705 |
|
Utile consolidato del periodo |
117.325 |
130.052 |
|
EBITDA |
249.451 |
251.964 |
|
% sui ricavi |
23,2% |
23,0% |
|
Patrimonio netto |
2.013.535 |
1.918.422 |
|
Posizione finanziaria netta |
396.936 |
516.844 |
|
Debiti per acquisto di partecipazioni |
62.508 |
45.823 |
|
Capitale investito |
2.472.979 |
2.481.089 |
|
ROCE non annualizzato |
7,6% |
7,9% |
|
ROE non annualizzato |
5,8% |
6,8% |
|
Utile per azione base |
1,094 |
1,209 |
Fatti di rilievo del semestre
Nel corso del primo semestre 2025 l'economia globale rimane gravata da una perdurante instabilità. Le tensioni geopolitiche, derivanti dai molteplici conflitti in corso, unitamente alle incertezze legate ai dazi commerciali, stanno generando forte incertezza sulle prospettive di crescita. Le stime riviste del FMI indicano una crescita del PIL mondiale nel 2025 al 3,0% (3,1% nel 2026), influenzata da un rallentamento nel commercio globale, dovuto principalmente alle recenti barriere doganali, unitamente ad un'incertezza politica che pesa sugli investimenti.
Tali stime potranno risentire ulteriormente degli effetti diretti ed indiretti delle politiche commerciali in corso di definizione.
L'inflazione risulta in calo nelle principali economie mondiali, ad eccezione degli Stati Uniti, dove si prevede di raggiungere quasi il 4% a fine 2025, a causa dei maggiori costi di importazione. La stima a livello globale dell'inflazione è prevista in riduzione nel 2025 al 4,2%, portandosi al 3,6% nel 2026 (fonte: FMI).
Si prevede nel secondo semestre 2025 un allentamento delle politiche monetarie da parte delle principali banche centrali, stante il calo dell'inflazione, a supporto della crescita economica; anche in questo caso gli Stati Uniti rappresentano l'eccezione, in quanto la Fed si presuppone possa mantenere un approccio attendista, alla luce del complicato scenario geopolitico internazionale.
Con riferimento alle principali economie, gli indicatori macroeconomici disponibili segnalano quanto segue:
-
Nell'Area Euro, la crescita economica nei primi tre mesi del 2025 è stata superiore alle attese (+0,3%). Tale dinamica è stata sostenuta dall'anticipazione delle esportazioni verso gli Stati Uniti, in vista dell'inasprimento dei dazi. Nel secondo trimestre l'attività dell'area si è indebolita, risentendo della riduzione della domanda statunitense, e di una significativa incertezza sulle politiche commerciali. A seguito delle riduzioni dei tassi di riferimento attuate da giugno 2024, si stima che l'impatto esercitato dalla politica monetaria sulla crescita economica si esaurirà gradualmente nel corso del 2025. A livello di inflazione, nell'area Euro quest'ultima è scesa al di sotto della soglia del 2%, che rappresenta l'obiet-tivo della Banca Centrale Europea. Secondo le più recenti proiezioni macroeconomiche, che presuppongono il mantenimento dei dazi in vigore, il PIL dell'area crescerebbe dell'1% in media nel biennio 2025-2026. Le prospettive di crescita economica dell'area dell'euro restano comunque incerte a causa delle tensioni commerciali, e dell'elevata incertezza a livello mondiale (fonte: Banca Centrale Europea).
-
Negli Stati Uniti, dopo tre anni di robusta espansione, l'attività economica ha segnato un calo nel primo trimestre 2025. Le importazioni statunitensi hanno avuto un forte aumento, trainate dall'anticipazione degli acquisti dall'estero in vista dell'atteso rialzo dei dazi (poi effettivamente applicati a partire dal 2 aprile). L'accelerazione del commercio internazionale che ne è derivata è tuttavia un fenomeno transitorio, secondo gli indicatori disponibili. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile appena sopra il 4%, mentre i rischi inflazionistici sono tornati a salire, principalmente per l'elevata incertezza sull'impatto dei dazi. Per tale motivo la Federal Reserve ha deciso di lasciare invariati i tassi d'interesse al 4,25%-4,50%, confermando un atteggiamento cauto. Il clima d'incertezza economica per i dazi dell'am-ministrazione Trump ha comportato comunque un taglio corposo alle stime di crescita. Le proiezioni economiche della Fed riflettono infatti una crescita del PIL nel 2025 pari all'1,6%, in diminuzione rispetto alle precedenti stime. Le previsioni indicano inoltre un possibile
taglio dei tassi di interesse nel quarto trimestre 2025, nonostante al momento si stia mantenendo un approccio attendista (fonte: Banca d'Italia - OCSE - Fed).
-
In Cina, la crescita dell'attività commerciale, pur rimasta stabile nei primi mesi del 2025, continua a risentire la debolezza della domanda interna e della crisi del mercato immobiliare. Nel secondo trimestre le esportazioni si sono affievolite, specialmente nei confronti degli Stati Uniti. L'incremento del PIL è previsto contrarsi al 4,7% su base annua, con un ulteriore peggioramento l'anno successivo. A supporto della crescita sono stati previsti nel 2025 alcuni stimoli sotto forma di politiche monetarie espansive da un lato, e sostenute misure fiscali dall'altro. Per il 2026 è comunque prevista una crescita del PIL rivista in ribasso al 4,3%, a causa delle barriere protezionistiche e i perduranti problemi nel settore immobiliare (fonte: Banca d'Italia).
Ad inizio luglio, aveva destato forte preoccupazione un potenziale aumento al 30% dei dazi da parte del governo degli Stati Uniti nei confronti dell'Europa, a partire dal 1° agosto 2025. Il 2 aprile 2025 l'amministrazione statunitense aveva già annunciato un drastico aumento dei dazi verso quasi tutti gli altri Paesi, commisurato al loro avanzo commerciale nei confronti degli Stati Uniti. Inoltre, il deprezzamento del dollaro sull'euro (che ha perso circa il 13% del suo valore contro l'euro da inizio 2025), agendo come un dazio implicito aggiuntivo, sta rendendo più complessa la situazione per gli esportatori europei. In data 27 luglio 2025 la Commissione Europea ha definito un accordo quadro con il governo americano, fissando così un la tariffa base dei dazi al 15%, in sostituzione a quelli precedenti; ad oggi sono ancora in corso di definizione alcuni punti legati alle esenzioni, ed alla prima data di applicazione degli stessi dazi.
Nel primo semestre 2025, l'inasprimento di tali politiche doganali ha comportato un incremento dei dazi che ha riguardato alcune categorie merceologiche commercializzate dal Gruppo. Si evidenzia tuttavia che la percentuale di fatturato del Gruppo verso l'area Nord America derivante da esportazioni risulta essere contenuta; infatti, il Gruppo dispone già di importanti unità produttive localizzate negli Stati Uniti, a sostegno della domanda locale, che non risultano impattate dalle politiche commerciali sopra esposte. Il Gruppo ha inoltre introdotto nel corso del primo semestre 2025 alcune contromisure al fine di assorbire tali aumenti, e resta in attesa di valutare le evoluzioni derivanti da eventuali futuri accordi commerciali in corso di definizione.
Nell'attuale scenario, che permane critico e caratterizzato da molteplici elementi perturbativi, il Gruppo Interpump, nel primo semestre 2025, ha comunque ottenuto risultati sostanzialmente in linea rispetto a quelli raggiunti nello stesso periodo del 2024, che restano positivi sia per quanto riguarda i ricavi, la marginalità e la generazione di cassa.
I ricavi hanno raggiunto 1.076,9 milioni di euro, con un decremento del 1,7% rispetto al primo semestre 2024, quando erano stati pari a 1.095,7 milioni di euro. L'analisi a livello di settore di attività evidenzia per il Settore Olio ricavi in diminuzione del 9,8%, e per il Settore Acqua in crescita del 17,6% rispetto al primo semestre del 2024.
L'EBITDA è stato di 249,5 milioni di euro (23,2% dei ricavi). Nel primo semestre 2024 l'EBITDA era stato pari a 252,0 milioni di euro (23% dei ricavi).
Il Gruppo, pur proseguendo con importanti piani di investimenti, ha generato nel corso del primo semestre 2025 un free cash flow pari a circa 76,0 milioni di euro, a fronte di 80,1 milioni nel primo semestre 2024.
La posizione finanziaria netta (PFN) è stata pari a 396,9 milioni di euro (516,8 milioni di euro al 30 giugno 2024), influenzata dal pagamento di 34,7 milioni di dividendi, dall'acquisto di azioni proprie per 16,6 milioni di euro e di 5,0 milioni di euro di esborsi per l'acquisto di partecipazioni ed al pagamento di debiti iscritti negli esercizi precedenti relativi all'acquisto di quote residue di minoranza.
L'utile netto del primo semestre 2025 è stato di 117,3 milioni di euro (130,1 milioni di euro nel primo semestre 2024), con un decremento del 9,8%.
Si conferma inoltre la limitata esposizione verso i paesi coinvolti nel conflitto militare in Ucraina. Nel primo semestre 2025 il Gruppo Interpump ha registrato ricavi per 9,6 milioni di euro (8,4 milioni di euro nel primo semestre 2024) verso clienti dei paesi Russia, Bielorussia ed Ucraina, ed al 30 giugno 2025 ha crediti aperti per 1,5 milioni di euro (2,3 milioni di euro nel primo semestre 2024).
Con riferimento all'acquisto di azioni proprie, si segnala che:
-
In data 9 aprile 2025 è stato concluso il programma di acquisto di azioni proprie, comunicato al mercato in data 24 marzo 2025 e precedentemente autorizzato dall'Assemblea degli Azionisti del 26 aprile 2024, che prevedeva l'acquisto di complessive n. 250.000 azioni proprie ad un prezzo medio di 31,8391 € per un esborso complessivo di 8 milioni di euro.
-
In data 29 aprile 2025 l'Assemblea degli azionisti ha autorizzato l'acquisto di un numero massimo di azioni non superiore al 10% del capitale sociale del Gruppo. Nel quadro della predetta autorizzazione, in data 16 maggio 2025 è stato dato un mandato per l'acquisto di un. 250.000 azioni da effettuarsi tra il 19 maggio e il 18 agosto 2025. L'acquisto in oggetto si è concluso entro il 30 giugno 2025, con l'acquisto ad un prezzo medio di 34,5371 € per un esborso complessivo di 8,6 milioni di euro.
Tali programmi hanno la duplice finalità di garantire l'attuazione di piani di incentivazione basati su azioni a favore di amministratori, dipendenti e collaboratori chiave del Gruppo, nonché l'alienazione e/o permuta di azioni proprie nell'ambito di acquisizioni e/o accordi con partner strategici a sostegno dello sviluppo di Gruppo.
Rispetto al 31 dicembre 2024, nel settore Acqua sono state registrate le seguenti variazioni di perimetro:
-
Con effetto dal 1° gennaio 2025 è stata consolidata per la prima volta la società neocostituita Hammelmann Endüstri Pompalari A.Ş.;
-
Con effetto dal 1° maggio 2025 è stata consolidata per la prima volta la società neocostituita Alfa OBL America Inc.;
-
Nel corso del secondo trimestre 2025 il Gruppo ha acquisito Nuova S.M. S.r.l., società attiva nella lavorazione e finitura dei metalli, consolidata con il metodo del patrimonio netto a partire da giugno 2025;
-
Infine, nel corso del secondo trimestre 2025 Il Gruppo ha esercitato l'opzione dell'acquisito delle quote di minoranza del 10% di Servizi Industriali S.r.l, portando la percentuale di possesso dall'80% al 90%.
Per quanto riguarda il settore Olio, rispetto al 31 dicembre 2024, sono intervenute le seguenti variazioni:
-
Con effetto dal 1° gennaio 2025 North American Manufacturing Inc. è stata fusa in Muncie Inc.;
-
Con effetto dal 1° gennaio 2025 Innovativ Gummi Tech Srl è stata fusa in I.M.M. Hydraulics Spa;
-
Con effetto dal 14 aprile 2025 Interpump Hydraulics Middle East FZE è stata messa in liquidazione;
-
Infine, nel secondo trimestre 2025 il Gruppo ha acquistato ulteriori 0,23% delle quote di minoranza di Interpump Hydraulics France S.a.r.L incrementando la percentuale di possesso al 100%.
Ricavi
I ricavi del primo semestre 2025 sono stati pari a 1.076,9 milioni di euro, inferiori del 1,7% rispetto ai ricavi dell'analogo periodo del 2024 quando erano stati pari a 1.095,7 milioni di euro (-4,4% a parità di area di consolidamento e -3,5% anche a parità di cambio).
I ricavi per area di attività e per area geografica sono le seguenti:
|
(€/000) |
Italia |
Resto d'Europa |
Nord America |
Far-East e Oceania |
Resto del Mondo |
Totale |
|
Primo semestre 2025 |
||||||
|
Settore Olio |
129.202 |
243.398 |
170.850 |
67.595 |
84.465 |
695.510 |
|
Settore Acqua |
41.510 |
116.688 |
101.728 |
90.565 |
30.922 |
381.413 |
|
Totale |
170.712 |
360.086 |
272.578 |
158.160 |
115.387 |
1.076.923 |
|
Primo semestre 2024 |
||||||
|
Settore Olio |
136.955 |
264.960 |
217.850 |
77.901 |
73.825 |
771.491 |
|
Settore Acqua |
31.023 |
118.478 |
98.846 |
46.271 |
29.595 |
324.213 |
|
Totale |
167.978 |
383.438 |
316.696 |
124.172 |
103.420 |
1.095.704 |
|
Variazioni percentuali 2025/2024 |
||||||
|
Settore Olio |
-5,7% |
-8,1% |
-21,6% |
-13,2% |
+14,4% |
-9,8% |
|
Settore Acqua |
+33,8% |
-1,5% |
+2,9% |
+95,7% |
+4,5% |
+17,6% |
|
Totale |
+1,6% |
-6,1% |
-13,9% |
+27,4% |
+11,6% |
-1,7% |
Le variazioni a parità di area di consolidamento sono le seguenti:
Variazioni percentuali 2025/2024
|
(€/000) |
Italia |
Resto d'Europa |
Nord America |
Far-East e Oceania |
Resto del Mondo |
Totale |
|
Settore Olio |
-6,7% |
-8,2% |
-21,6% |
-13,2% |
-3,0% |
-11,7% |
|
Settore Acqua |
+6,1% |
-3,5% |
+3,3% |
+88,4% |
+1,1% |
+13,0% |
|
Totale |
-4,3% |
-6,7% |
-13,8% |
+24,6% |
-1,8% |
-4,4% |
Redditività
Il costo del venduto ha rappresentato il 63,5% dei ricavi (65% nel primo semestre 2024). I costi di produzione, che ammontano a 288,6 milioni di euro (290,5 milioni di euro nel primo semestre 2024 che però non includevano i costi delle nuove società acquisite successivamente), sono stati pari al 26,8% dei ricavi (26,5% nell'analogo periodo del 2024).
I costi delle materie prime e dei componenti acquistati sul mercato, inclusa la variazione delle rimanenze, sono stati pari a 395,1 milioni di euro (421,8 milioni di euro nell'analogo periodo del 2024, che però non includevano i costi d delle nuove società acquisite successivamente). La percentuale di incidenza dei costi di acquisto, compresa la variazione delle rimanenze, è stata pari al 36,7% rispetto al 38,5% del primo semestre 2024.
Le spese commerciali, a parità di area di consolidamento, sono state superiori del 11,4% rispetto al primo semestre 2024 (+12,4% anche a parità di cambio), con un'incidenza sui ricavi pari al 9,3% rispetto al 8,0% del primo semestre 2024.
Le spese generali ed amministrative, anche esse a parità di area di consolidamento, sono risultate superiori del 2,6% rispetto al primo semestre 2024 (+3,4% anche a parità di cambio) e la loro incidenza percentuale sui ricavi pari al 11,2% rispetto al 10,5% del primo semestre 2024.
Il costo del personale complessivo è stato pari a 249,9 milioni di euro (244,1 milioni di euro nel primo semestre 2024, che però non includevano i costi delle nuove società acquisite successivamente).
A parità di area di consolidamento, il costo del personale è stato pari a 244,7 milioni di euro con un incremento dello 0,3%, derivante da un incremento del costo pro-capite del 1,3%, compensato parzialmente da una riduzione del numero medio dei dipendenti di 97,9 unità.
Il numero medio totale dei dipendenti del Gruppo nel primo semestre 2025 è stato pari a 9.389 unità (9.213 unità a parità di area di consolidamento) a fronte di 9.310 del primo semestre 2024. L'incre-mento del numero medio dei dipendenti del primo semestre 2025 è così composto: +31 unità in Europa, -155 unità negli Stati Uniti e +203 unità nel Resto del Mondo. Inoltre, il Gruppo impiega 1.580 lavoratori interinali (1.558 nel 2024) per un costo di 13,7 milioni di euro (15,2 milioni nel 2024).
Il margine operativo lordo (EBITDA) è stato pari a 249,5 milioni di euro (23,2% dei ricavi) a fronte dei 252,0 milioni di euro del primo semestre 2024 (23,0% dei ricavi). La seguente tabella mostra l'EBITDA per settore di attività:
|
Primo semestre 2025 €/000 |
% sui ricavi totali* |
Primo semestre 2024 €/000 |
% sui ricavi totali* |
Crescita/ Decrescita |
|
|
Settore Olio |
143.105 |
20,5% |
166.612 |
21,6% |
-14,1% |
|
Settore Acqua |
106.346 |
27,7% |
85.352 |
26,1% |
+24,6% |
|
Totale |
249.451 |
23,2% |
251.964 |
23,0% |
-1,0% |
* I ricavi totali comprendono anche quelli relativi ad altre società del Gruppo dell'altro settore, mentre i ricavi analizzati precedentemente sono solo quelli esterni al Gruppo (vedi Nota 2 delle note esplicative). Pertanto, la percentuale per omogeneità è calcolata sui ricavi totali, anziché su quelli esposti precedentemente.
Il risultato operativo (EBIT) è stato pari a 188,0 milioni di euro (17,5% dei ricavi) a fronte dei 195,3 milioni di euro del primo semestre 2024 (17,8% dei ricavi), con una variazione in diminuzione pari a 3,8 punti percentuali.
Il tax rate del periodo è stato pari al 29,4% (27,4% nel primo semestre 2024).
L'utile netto del primo semestre 2025 è stato di 117,3 milioni di euro (130,1 milioni di euro nel primo semestre 2024) con un decremento del 9,8%.
L'utile per azione base è passato da euro 1,209 del primo semestre 2024 ad euro 1,094 del primo semestre 2025.
Il capitale investito è passato da 2.495,5 milioni di euro al 31 dicembre 2024 a 2.473,0 milioni di euro al 30 giugno 2025.
Il ROCE non annualizzato è stato del 7,6% (7,9% nel primo semestre 2024). Il ROE non annualizzato è stato del 5,8% (6,8% nel primo semestre 2024).
Cash flow
La variazione dell'indebitamento finanziario netto può essere così analizzata:
|
€/000 |
Primo semestre 2025 |
Primo semestre 2024 |
|
Posizione finanziaria netta inizio anno |
(409.044) |
(486.497) |
|
A rettifica: posizione finanziaria netta iniziale delle società precedentemente valutate con il metodo del patrimonio netto ed ora consolidate integralmente |
- |
- |
|
Posizione finanziaria netta iniziale rettificata |
(409.044) |
(486.497) |
|
Liquidità generata dalla gestione reddituale |
198.030 |
182.412 |
|
Quota capitale canoni di leasing pagati |
(10.079) |
(9.555) |
|
Liquidità generata (assorbita) dalla gestione del capitale circolante commerciale |
(59.286) |
(24.826) |
|
Liquidità netta generata (assorbita) dalle altre attività e passività correnti |
(487) |
12.605 |
|
Investimenti in immobilizzazioni materiali |
(50.217) |
(74.343) |
|
Incassi dalla vendita di immobilizzazioni materiali |
336 |
1.719 |
|
Investimenti nelle altre immobilizzazioni immateriali |
(4.060) |
(4.199) |
|
Proventi finanziari incassati |
2.551 |
2.502 |
|
Altri |
(796) |
(6.208) |
|
Free cash flow |
75.992 |
80.107 |
|
Acquisizione di partecipazioni, comprensivo dell'indebitamento finanziario ricevuto ed al netto delle azioni proprie cedute |
(4.984) |
(81.058) |
|
Dividendi pagati |
(34.726) |
(34.096) |
|
Esborsi per acquisto azioni proprie |
(16.594) |
- |
|
Incassi per cessione azioni proprie ai beneficiari di stock option |
627 |
28 |
|
Quota capitale canoni di leasing pagati |
10.079 |
9.555 |
|
Quota capitale nuovi contratti di leasing sottoscritti |
(7.526) |
(5.618) |
|
Rimisurazione ed estinzione anticipata di contratti di leasing |
690 |
1.346 |
|
Variazione delle altre immobilizzazioni finanziarie |
(6.722) |
(263) |
|
Rimborsi (erogazioni) di finanziamenti a società controllate non consolidate |
(250) |
- |
|
Liquidità netta generata (impiegata) |
16.586 |
(29.999) |
|
Differenze cambio |
(4.478) |
(348) |
|
Posizione finanziaria netta fine periodo |
(396.936) |
(516.844) |
La liquidità netta generata dalla gestione reddituale è stata di 198,0 milioni di euro (182,4 milioni di euro nel primo semestre 2024) con un incremento del 8,6%. Il free cash flow del primo semestre 2025 è stato pari a circa 76,0 milioni di euro (80,1 milioni di euro nel primo semestre 2024), principalmente influenzato dall'assorbimento di capitale circolante dovuto all'incremento del fatturato registrato negli ultimi mesi del secondo trimestre 2025.
L'indebitamento finanziario netto, comprensivo dei debiti e degli impegni predisposto in linea con l'orientamento ESMA 32-382-1138 e recepito dal richiamo di attenzione Consob n.5/21 è così composto:
|
€/000 |
30/06/2025 |
31/12/2024 |
30/06/2024 |
31/12/2023 |
|
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti |
399.524 |
392.637 |
337.901 |
334.483 |
|
Debiti bancari (anticipi e s.b.f.) |
(30.238) |
(33.236) |
(56.924) |
(52.469) |
|
Debiti finanziari fruttiferi di interessi (quota corrente) |
(241.084) |
(241.919) |
(255.358) |
(264.911) |
|
Debiti finanziari fruttiferi di interessi (quota non corrente) |
(525.138) |
(526.526) |
(542.463) |
(503.600) |
|
Posizione finanziaria netta |
(396.936) |
(409.044) |
(516.844) |
(486.497) |
|
Impegno per acquisto partecipazioni (quota corrente) |
(29.062) |
(5.725) |
(3.964) |
(38.354) |
|
Impegno per acquisto partecipazioni (quota non corrente) |
(33.446) |
(61.346) |
(41.859) |
(42.810) |
|
Totale indebitamento finanziario netto |
(459.444) |
(476.115) |
(562.667) |
(567.661) |
Al 30 giugno 2025 tutti i covenants relativi ai finanziamenti sono stati ampiamente rispettati.
Investimenti
Gli investimenti in immobili, impianti e macchinari sono stati pari a 60,9 milioni di euro (83,4 milioni di euro nel primo semestre 2024, dei quali 4,9 milioni tramite l'acquisizione di partecipazioni). Il tutto evidenziato nella seguente tabella:
|
€/000 |
Primo semestre 2025 |
Primo semestre 2024 |
|
Incrementi per acquisto immobilizzazioni impiegate nel processo produttivo |
47.666 |
65.692 |
|
Incrementi per macchinari noleggiati a clienti |
5.659 |
7.147 |
|
Incrementi per leasing |
7.526 |
5.618 |
|
Capex |
60.851 |
78.457 |
|
Incrementi tramite acquisizione di partecipazioni |
- |
4.925 |
|
Totale incrementi dell'esercizio |
60.851 |
83.382 |
Gli incrementi del 2025 includono 19,4 milioni di euro di investimenti in terreni e fabbricati (33,2 milioni nel primo semestre 2024).
La differenza con gli investimenti indicati nel rendiconto finanziario è costituita dalla dinamica dei pagamenti.
Gli incrementi delle immobilizzazioni immateriali sono stati pari a 4,1 milioni di euro (6,6 milioni di euro nel primo semestre 2024).
Rapporti infragruppo e con parti correlate
In ottemperanza a quanto previsto dal Regolamento Consob adottato con Delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche, Interpump Group S.p.A. ha adottato la procedura che disciplina le operazioni con Parti Correlate. Tale procedura è stata approvata per la prima volta dal Consiglio di Amministrazione del 10 novembre 2010 ed è stata costantemente aggiornata in funzione delle disposizioni regolamentari di volta in volta vigenti, nonché adeguata alle prassi in essere. In particolare, il 28 giugno 2021 il Consiglio di Amministrazione ha approvato una nuova versione che tiene conto degli impatti del D.Lgs. 49/2019 che recepisce nell'ordinamento italiano le disposizioni della Direttiva UE 2017/828 ("c.d. Shareholders' Rights II") in materia di parti correlate, nonché delle conseguenti modifiche introdotte da CONSOB al Regolamento Emittenti ed al Regolamento sulle Operazioni con Parti Correlate il 10 dicembre 2020. Da ultimo, in data 4 agosto 2023, il Consiglio di Amministrazione ha approvato una nuova versione della procedura, che recepisce gli ultimi aggiornamenti normativi, di natura minoritaria, intercorsi successivamente alle modifiche sopra citate. La nuova versione è disponibile sul sito Internet di Interpump (https://www.interpumpgroup.it sezione Corporate Governance).
Le informazioni sui rapporti con parti correlate sono presentate nella Nota 10 del Resoconto intermedio di gestione al 30 giugno 2025. Si segnala comunque che nel corso del primo semestre 2025 non sono state effettuate transazioni atipiche o inusuali con tali parti e che le transazioni con Parti Correlate sono avvenute a normali condizioni di mercato.
Modifiche nella struttura del gruppo avvenute nel primo semestre 2025
Come precedentemente descritto, il perimetro di consolidamento, rispetto al 31 dicembre 2024, ha subito le seguenti variazioni:
Nel settore Acqua
-
Con effetto dal 1° gennaio 2025 è stata consolidata per la prima volta la società neocostituita Hammelmann Endüstri Pompalari A.Ş.;
-
Con effetto dal 1° maggio 2025 è stata consolidata per la prima volta la società neocostituita Alfa OBL America Inc.;
-
Nel corso del secondo trimestre 2025 il Gruppo ha acquisito Nuova S.M S.r.l., consolidata con il metodo del patrimonio netto a partire da giugno 2025;
-
Infine, nel corso del secondo trimestre 2025 il Gruppo ha esercitato l'opzione dell'acquisito delle quote di minoranza del 10% di Servizi Industriali S.r.l portando la percentuale di possesso dall'80% al 90%.
Nel settore Olio
-
Con effetto dal 1° gennaio 2025 North American Manufacturing Inc. è stata fusa in Muncie Inc.;
-
Con effetto dal 1° gennaio 2025 Innovativ Gummi Tech Srl è stata fusa in I.M.M. Hydraulics Spa;
-
Con effetto dal 14 aprile 2025 Interpump Hydraulics Middle East FZE è stata messa in liquidazione;
-
Infine, nel secondo trimestre 2025 il Gruppo ha acquistato ulteriori 0,23% delle quote di minoranza di Interpump Hydraulics France S.a.r.L incrementando la percentuale di possesso al 100%.
Fattori di rischio
L'attività del Gruppo è esposta a vari rischi finanziari: rischio di mercato (comprensivo del rischio di tasso di cambio e del rischio di tasso di interesse), rischio di credito, rischio di liquidità, rischio di prezzo e di cash flow. Il programma di gestione dei rischi è basato sull'imprevedibilità dei mercati finanziari ed ha l'obiettivo di minimizzare gli eventuali impatti negativi sulle performance finanziarie del Gruppo. Sulla base della policy approvata dal Consiglio di Amministrazione, Interpump Group può utilizzare strumenti finanziari derivati per coprire l'esposizione al rischio di cambio ed al rischio di tasso di interesse, mentre non può sottoscrivere strumenti finanziari derivati aventi finalità di carattere speculativo. Sulla base di tale procedura la copertura dei rischi finanziari è gestita da una funzione centrale della Capogruppo in coordinazione con le singole unità operative. L'esposizione del Gruppo ai rischi finanziari non ha subito significative modifiche rispetto al 31 dicembre 2024, e quindi anche nel corso del primo semestre 2025 non sono state effettuate coperture.
Rischio di cambio
Il Gruppo ha società controllate in 36 Paesi e converte i bilanci in 27 valute diverse dall'Euro. Pertanto, il Gruppo è esposto principalmente al rischio derivante dalla conversione dei bilanci delle medesime società.
Il Gruppo opera a livello internazionale e prevalentemente produce nei Paesi dove si trovano i mercati di sbocco; pertanto, i ricavi in valuta locale sono in massima parte naturalmente coperte da costi nella medesima valuta. In via residuale tuttavia il Gruppo è esposto al rischio di cambio che si origina per le transazioni con costi e ricavi in valute diverse, e principalmente rispetto al cambio con il dollaro americano, lo zloty polacco, il Real brasiliano, la rupia indiana, il renmimbi cinese e in via molto residuale al rischio di cambio che si origina dall'esposizione rispetto alla sterlina inglese, al dollaro canadese, al dollaro australiano, al rublo, al rand sudafricano, al dirham dell'UAE, al peso cileno, messicano e co-lombiano, alla corona danese, al won koreano, al dollaro neozelandese, al leu rumeno ed alla lira turca.
In considerazione della copertura naturale descritta precedentemente e delle policy di Gruppo, il management ha valutato, anche nel corso del primo semestre 2025, di non attivare coperture specifiche, riservandosi la facoltà di attivarle in futuro al verificarsi di singole e sporadiche transazioni significative.
In relazione alle esposizioni finanziarie, nel corso dei primi sei mesi del 2025 sono stati erogati 3,8 milioni di euro ed incassati 0,8 milioni di euro di finanziamenti infragruppo in valute diverse da quelle utilizzate dalle società debitrici. Al 30 giugno 2025 i finanziamenti erogati in valute diverse da quelle utilizzate dalle società debitrici ammontano a 58,4 milioni di euro, in aumento di 0,4 milioni di euro rispetto ai 58 milioni di euro del 31 dicembre 2024. Il Gruppo ha deciso di proseguire, anche nel primo semestre 2025, nella sua strategia di non coprire queste esposizioni.
Rischio di tasso d'interesse
Le società del Gruppo utilizzano risorse finanziarie esterne sotto forma di debito e impiegano le liquidità disponibili in depositi bancari. Variazioni nei livelli dei tassi d'interesse di mercato influenzano il costo e il rendimento delle varie forme di finanziamento e di impiego, incidendo pertanto sul livello degli oneri finanziari del Gruppo.
La politica del Gruppo è quella di non effettuare coperture, data la breve durata media dei finanziamenti bancari in essere (circa 3,5 anni), anche alla luce della recente sottoscrizione di un prestito obbligazionario a tasso fisso.
Al 30 giugno 2025 l'indebitamento a tasso fisso ammontava a 102,3 milioni di euro (103,2 milioni di euro al 31 dicembre 2024).
Alla stessa data 54,1milioni di euro di disponibilità liquide risultavano a tasso fisso con vincoli temporali a breve termine, mentre la restante parte risultava a tasso variabile.
Rischio di credito
Il Gruppo non è esposto a sensibili concentrazioni dei ricavi e non ha subito storicamente significative perdite su crediti grazie anche alla sua attenta politica di vendere a clienti solo dopo una puntuale valutazione delle loro capacità di credito e quindi entro limiti di fido predefiniti. Il Gruppo ritiene che, per il momento, la situazione dei propri crediti non desti preoccupazione, come evidenziato tra l'altro dalle perdite su crediti al 30 giugno 2025 che ammontano a 771 €/000 (0,1% dei ricavi); nel primo semestre 2024 le perdite su crediti erano state di 1.363 €/000 (0,1% dei ricavi). Il rischio credito potenziale risulta già valutato ed accantonato in bilancio.
Rischio di liquidità
Il management ritiene che i fondi e le linee di credito attualmente disponibili, oltre alle risorse che saranno generate dall'attività operativa e di finanziamento, consentiranno al Gruppo di soddisfare i fabbisogni derivanti dall'attività d'investimento, di gestione del capitale circolante e di rimborso dei debiti alla loro naturale scadenza, oltre che di garantire il proseguimento di una strategia di crescita anche attraverso acquisizioni mirate che possano creare valore per gli azionisti. Le attuali disponibilità liquide al 30 giugno 2025 sono pari a 400 milioni di euro. Queste ultime, e la generazione di cassa dalle attività operative che il Gruppo è stato in grado di realizzare nel primo semestre 2025 in continuità con i passati esercizi, sono sicuramente fattori che permettono di ridurre l'esposizione del Gruppo al rischio di liquidità.
Rischio di prezzo
Il Gruppo è esposto ai rischi derivanti dalle oscillazioni dei prezzi dei metalli che utilizza quali ottone, alluminio, acciaio, acciaio inossidabile, ghisa e in misura minore rame, lamiera e ferro. I diversi Settori del Gruppo, sebbene presentino una propensione al rischio di fluttuazione simile, hanno politiche di riduzione del rischio differente a seconda dei materiali utilizzati. Per una completa disamina si rimanda alle note del bilancio al 31 dicembre 2024.
In questo contesto, il Gruppo monitora costantemente l'andamento dei prezzi delle materie prime cercando di adottare le politiche più efficaci per ridurre la propria esposizione al rischio.
Nel primo semestre 2025, l'inasprimento delle politiche doganali negli Stati Uniti ha comportato un incremento dei dazi che ha riguardato alcune categorie merceologiche commercializzate dal Gruppo. Da una prima analisi, per la quale si rimanda al paragrafo "Fatti di rilievo", il relativo impatto risulta essere contenuto.
Rischio connesso ai cambiamenti climatici
Con riferimento al cambiamento climatico (cosiddetto "climate change"), occorre precisare che il Gruppo Interpump non ricade nel perimetro della Direttiva 2003/87/CE (modificata da ultimo dalla direttiva UE 2018/410), che ha introdotto e disciplinato il sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (European Union Emissions Trading System - EU ETS). L'ETS rappresenta il principale strumento adottato dall'Unione Europea per raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2
nei principali settori industriali e nel comparto dell'aviazione. Nonostante il Gruppo Interpump non rientri tra i settori industriali coperti dall'ETS, è comunque impegnato sul fronte del contrasto al cambiamento climatico.
Il Piano ESG 2023-2025, approvato dal Consiglio di amministrazione del 5 ottobre 2022, include le azioni, a supporto della strategia ESG, finalizzate a ottenere un impatto concreto e rilevante nello sviluppo del business, facendo propri gli obiettivi di tutela dell'ambiente e di inclusione sociale, rafforzandone la correlazione fra il conseguimento degli obiettivi del Piano ESG e la politica di remunerazione del top management. In particolare, le azioni completate nel 2024 e previste per il 2025, ambiscono a integrare nella strategia del Gruppo i principi fondamentali in ambito ESG, creando il contesto valoriale e organizzativo, mentre quelle successive sono tese a supportare il raggiungimento da parte del Gruppo degli obiettivi di decarbonizzazione 2030 e 2050.
Questo intero processo verrà realizzato facendo anche leva sulla diffusione a livello complessivo delle eccellenze che le diverse realtà componenti il Gruppo hanno sviluppato in relazione a specifici ambiti. Il tema del climate change sarà oggetto di rendicontazione annuale ai sensi della Corporate Sustaina-bility Reporting Directive (CSRD), che rafforza ed estende gli obblighi in materia di reporting di sostenibilità già imposti alle imprese dalla direttiva 2014/95/UE (c.d. "Non Financial Reporting Direc-tive" o NFRD). In proposito Interpump descrive a livello di Gruppo: i principali rischi generati e/o subiti; le politiche praticate; gli indicatori di prestazione; il modello aziendale di gestione ed organizzazione.
Con riferimento alle valutazioni effettuate relativamente ai rischi fisici (acuti e cronici) sui siti aziendali, non sono intervenuti eventi o circostanze tali da modificare le valutazioni effettuate in sede di bilancio al 31 dicembre 2024, a seguito delle quali era emerso che non sussistevano impatti significativi su assets e ricavi, e pertanto non si era proceduto allo stanziamento di fondi rischi specifici o svalutazioni di assets.
Eventi successivi alla chiusura del primo semestre 2025
Il 16 giugno 2025 Interpump Group annuncia di aver sottoscritto un accordo vincolante per l'acquisi-zione, tramite la sua controllata Interpump Hydraulics S.p.A. e con efficacia dal 1° luglio 2025, del 65% del capitale di Padoan S.r.l, società specializzata nel settore dei serbatoi per veicoli industriali e per macchinari. Fondata nel 1937 con sede a Olmi di S. Biagio di Callalta (TV) e oltre 50 dipendenti, la Società ha chiuso il 2024 con un fatturato di circa € 15 milioni e un EBITDA margin superiore al 17%. Padoan è stata valutata circa 16 milioni di Euro per il 100% (Enterprise Value) e sono già stati definiti i meccanismi di "put&call" attraverso i quali Interpump Group potrà acquisire le rimanenti quote a partire da luglio 2030. L'ingresso del Gruppo nel settore dei serbatoi è datato 2011 con l'acquisizione di American Mobile Power, uno dei leader americani nella produzione e vendita dei serbatoi per impianti oleodinamici per il mercato dei veicoli industriali; con l'acquisto di Padoan il Gruppo costruisce in Europa una presenza altrettanto importante.
Commento degli amministratori sull'andamento del secondo trimestre 2025
Allegati
