01/12/2022 - Intesa Sanpaolo S.p.A.: Oggi la presentazione del 4° “Med & Italian Energy Report” di SRM e dell’ESL@Energy Center del Politecnico di Torino

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COMUNICATO STAMPA

OGGI LA PRESENTAZIONE DEL 4°

"MED & ITALIAN ENERGY REPORT" DI SRM

E DELL'ESL@ENERGY CENTER DEL

POLITECNICO DI TORINO

Il Rapporto si concentra sul processo

di transizione energetica Euro-Mediterranea e sul ruolo che possono rivestire i combustibili alternativi

  • Per l'UE il petrolio è ancora la principale fonte energetica, ma la sua quota è diminuita di 6 punti percentuali negli ultimi due decenni, passando dal 38,7% al 32,7%.
  • In Unione Europea, nello stesso periodo aumenta la quota del Gas dal 20,6% al 24,4%. Salto in avanti di Rinnovabili e Biocarburanti che hanno guadagnato più di 11 punti percentuali passando da una quota del 6,4% ad una del 17,9%.
  • Nel 2022 le forniture di gas dalla Russia per l'UE sono diminuite dell'80%.
  • A livello strategico sarà importante il nuovo ruolo centrale del Mediterraneo, in particolare del Nordafrica per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico nel breve e medio periodo.
  • Il ritmo di crescita della capacità rinnovabile in Medio Oriente e Nord Africa dovrebbe aumentare di oltre il 100% nei prossimi 5 anni, passando da 15 GW a oltre 32 GW.
  • I biocombustibili svolgono attualmente un ruolo fondamentale nella decarbonizzazione del settore dei trasporti dell'UE, rappresentando l'83% del totale dei combustibili utilizzati nel 2020.
  • I trasporti marittimi e la portualità hanno un ruolo sempre più importante negli scenari e stanno andando verso nuovi modelli sempre più volti allo sviluppo energetico: Green Ports e Green Ships.
  • I porti di fatto stanno diventando poli di sviluppo industriale ed energetico. In quanto terminali di energie fossili e rinnovabili, nonché luoghi di sbocco di pipelines provenienti in particolare dal Nord-Africa che portano flussi di energia e anche vicini a industrie ad alta intensità energetica. Questo ne accrescerà il valore strategico ed economico.
  • La portualità italiana ha una importante caratterizzazione energetica: il 34% del traffico è costituito da rinfuse liquide (oltre 163 milioni di tonnellate nel 2021). Nei primi 6 mesi del 2022 sono state superate le 80 milioni di tonnellate (+5,6% sul 2021).
  • Da gennaio a ottobre 2022 il 63% della flotta negli orderbook (navi nei cantieri in costruzione) è rappresentato da mezzi alimentati con combustibili alternativi, prevalentemente Gas Naturale Liquefatto e Metanolo.

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Bruxelles, 1° dicembre 2022 - Presentato oggi al Parlamento Europeo il quarto MED & Italian Energy Report, lavoro di ricerca quest'anno intitolato "Alternative fuels: a strategic option

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for the Euro-Mediterranean area?", frutto della sinergia tra SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) e l'ESL@Energy Center del Politecnico di Torino, e della collaborazione con la Fondazione Matching Energies.

L'evento, è stato patrocinato dai deputati europei Tiziana Beghin, Patrizia Toia e Marco Zanni, ed è stato organizzato con la collaborazione dell'Ufficio European Regulatory and Public Affairs di Intesa Sanpaolo con sede a Bruxelles.

Il Rapporto, in linea con le precedenti edizioni, prosegue nella valutazione e comprensione della situazione energetica attuale e delle prospettive future nella regione del Mediterraneo, concentrandosi quest'anno in modo particolare sui combustibili alternativi (sia biocarburanti che sintetici), che bene si sposano con un approccio di economia circolare e potrebbero essere importanti nel sostenere la decarbonizzazione, in particolare quella del trasporto marittimo.

I combustibili alternativi potranno, infatti, avere un ruolo non trascurabile nell'accompagnare il processo di transizione "verde" e nel supportare un decremento della dipendenza energetica, potenziando inoltre l'integrazione Euro-Mediterranea.

Dopo i saluti introduttivi dei tre deputati europei e della reponsabile European Regulatory and Public Affairs di Intesa Sanpaolo, Francesca Passamonti, è seguita la presentazione del Rapporto 2022 a cura di Massimo Deandreis, Direttore Generale SRM ed Ettore Bompard, Direttore ESL@ Energy Center, Politecnico di Torino.

I risultati illustrati sono stati discussi dagli speaker presenti: esponenti di Istituzioni italiane ed europee, di associazioni di categoria internazionali, rappresentanti dell'Industria energetica e delle infrastrutture connesse all'energia.

Ha concluso i lavori il Presidente della Compagnia di San Paolo e dell'ACRI, Francesco Profumo.

Per ulteriori informazioni:

Ufficio Stampa

Intesa Sanpaolo

stampa@intesasanpaolo.com

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SINTESI DEL RAPPORTO

  • in corso da ormai un ventennio un'importante modifica della struttura del mix energetico dell'Unione Europea: petrolio ancora dominante ma avanzano prepotentemente Rinnovabili e Biocarburanti.
  • Per quanto riguarda il mix energetico dell'Unione Europea, il petrolio è ancora la principale fonte energetica, ma la sua quota è diminuita di 6 punti percentuali negli ultimi due decenni, passando dal 38,7% al 32,7%.
  • È aumentata la quota del Gas che è passata dal 20,6% al 24,4%.
  • Importante il balzo di Rinnovabili e Biocarburanti che hanno guadagnato più di 11 punti percentuali passando da una quota del 6,4% ad una del 17,9%.

L'invasione russa sull'Ucraina ha creato turbolenze geopolitiche e strategiche negli assetti del comparto energetico Europeo e quindi anche del nostro Paese: si va riducendo il consumo di gas, diversificando le fonti e stanno cambiando le forniture.

  • Fino al 2021, l'UE importava il 90% del suo consumo di gas. In questo ambito la Russia ha fornito oltre il 45% di queste importazioni (nel 2010 questo dato era del 31%), oltre a fornire il 27% delle importazioni di petrolio e il 46% di quelle di carbone.
  • Gli altri fornitori di Gas per l'UE: Norvegia, USA, Qatar e Algeria coprono il 47,7% delle esigenze.
  • Nel 2022 (in particolare marzo-settembre)le forniture di gas russo per l'UE sono diminuite dell'80% ed è iniziato un processo di riduzione della domanda (degli utenti finali), di diversificazione degli approvvigionamenti e di aumento di importazioni di GNL insieme ad un potenziamento delle rinnovabili.
  • L'Italia è tra i Paesi che hanno risentito maggiormente dalla riduzione del gas russo reagendo con maggiori importazioni in particolare dall'Algeria; nei mesi di settembre e ottobre 2022 l'importazione di gas attraverso il Transmed (entry point del Gas algerino) è stata superiore al 40% dell'importazione totale di gas.
  • Contestualmente, a settembre l'importazione di gas russo attraverso il gasdotto TAG è stata pari all'8,7% dell'importazione totale e addirittura inferiore all'1% a ottobre.

Il Sud del Mediterraneo diventa quindi strategico per superare la crisi ed impostare i futuri equilibri energetici, non solo per i combustibili fossili.

  • A livello strategico è importante rafforzare, in modo strutturale, il nuovo ruolo centrale del Mediterraneo per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico nel breve e medio periodo.

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  • Il ritmo di crescita della capacità rinnovabile in Medio Oriente e Nord Africa dovrebbe aumentare di oltre il 100% nei prossimi 5 anni, passando da 15 GW a oltre 32 GW. L'espansione della capacità è concentrata in cinque Paesi: Emirati Arabi Uniti, Arabia
    Saudita, Israele, Egitto e Marocco.
  • Un'altra opportunità per attuare la decarbonizzazione sarà rappresentata agli investimenti nell'idrogeno; Marocco ed Emirati Arabi Uniti hanno già elaborato Road Map e/o sottoscritto memorandum sul tema dell'idrogeno verde.
  • L'UE, in occasione della COP27 di Sharm el Sheikh ha anche sottoscritto un MoU con l'Egitto per creare un partenariato sull'idrogeno verde.

Il rafforzamento del dialogo energetico relativo alle fonti fossili attraverso il Mediterraneo è una risposta obbligata alla crisi geopolitica in atto tra Russia e Ucraina. Tuttavia, nel lungo termine, sarà necessaria un'interazione strategica tra le commodity energetiche per costruire un nuovo dialogo "verde".

  • L'evoluzione dei sistemi energetici nella regione mediterranea deve essere correlata con il triangolo degli attributi energetici desiderabili, che riflette il cosiddetto "trilemma energetico": sostenibilità ambientale, sicurezza energetica ed equità .
  • Il conflitto tra Russia e Ucraina sta spostando la priorità da un vertice (sostenibilità ambientale) agli altri due (sicurezza ed equità sociale). Uno dei primi effetti di ciò è stato un rafforzamento del dialogo energetico tra le sponde basato sulle fonti fossili dal momento che l'Algeria sta assumendo il ruolo di principale fornitore di gas per diversi paesi appartenenti alla sponda settentrionale, come l'Italia: nel mese di ottobre 2022, l'importazione di gas dall'Algeria attraverso il gasdotto Transmed è stata superiore al 40% del totale, mentre l'importazione dalla Russia è stata inferiore all'1%.
  • Se il rafforzamento del dialogo sulle fonti fossili attraverso il Mediterraneo è una risposta obbligata alla contingenza determinata dalla crisi, nel lungo periodo le scelte politiche strategiche non potranno prescindere dalla necessità di bilanciare i tre attributi chiave.
  • Lo sfruttamento delle risorse rinnovabili disponibili localmente potrebbe portare a benefici non soltanto in termini di crescente sostenibilità , ma anche con riferimento alla sicurezza degli approvvigionamenti per i paesi altamente dipendenti dall'import e all'equità sociale, garantendo accessibilità all'energia per tutti i cittadini. L'energia elettrica da fonti rinnovabili dovrebbe assumere il ruolo centrale nel futuro mix energetico e nella costruzione di un nuovo dialogo "verde".
  • Tuttavia, l'energia elettrica non potrà garantire da sola la completa decarbonizzazione dei sistemi energetici mediterranei, a causa della presenza di usi energetici finali "hard-to-abate" (come la produzione di calore di processo ad alta temperatura nel comparto industriale e come la navigazione e il trasporto aereo a lunga distanza), che richiedono una sinergia con altre commodity (quali l'idrogeno).

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  • In questo contesto, un ruolo non trascurabile potrebbe essere svolto dai combustibili alternativi, sia biocombustibili che combustibili sintetici (ottenuti combinando idrogeno e CO2), il cui sfruttamento si inserisce in un approccio di economia circolare coerente con il Green Deal europeo e che sono già stati inseriti nel piano strategico della Commissione Europea "REPowerEU".

Nel percorso verso un settore dei trasporti completamente decarbonizzato, i biocombustibili e gli e-fuel dovrebbero sostenere la transizione energetica, in particolare per i segmenti "hard-to-abate" come l'aviazione e il marittimo.

  • I biocombustibili svolgono attualmente un ruolo fondamentale nella decarbonizzazione del settore dei trasporti dell'UE, rappresentando l'83% del totale dei combustibili rinnovabili utilizzati nel 2020. I paesi dell'UE situati nella regione del Mediterraneo hanno utilizzato circa 6.300 ktep di biocombustibili nel 2020, pari al 38,8% del totale dei biocombustibili consumati a livello dell'UE27; in particolare, Francia, Spagna e Italia rappresentano quasi il 90% di tale quota. viceversa, la sponda orientale e meridionale del Mediterraneo mostra ancora dei ritardi, con le sole Turchia e Cipro che registrano consumi limitati di biocombustibili, rispettivamente di 167 ktep e 27 ktep nel 2020.
  • La domanda di biocombustibili per il settore dei trasporti nella sponda settentrionale del Mediterraneo dovrebbe aumentare fino al 2030, oscillando tra 8 Mtep e 12,6 Mtep, per poi essere gradualmente integrati da elettricità diretta e da un incremento degli e-fuel. Si prevede che le sponde del Mediterraneo meridionale e orientale seguano un percorso simile, ma traslato in avanti nel tempo di circa due decenni.
  • Lo sviluppo di catene del valore legate ai combustibili liquidi altamente sostenibili è di fondamentale importanza per la decarbonizzazione di settori "hard-to-abate", come l'aviazione civile internazionale e il trasporto marittimo.
  • È stata eseguita un'analisi del potenziale tecnico per la produzione di biocombustibili, basata sulla disponibilità di biomassa come materia prima, con riferimento all'area mediterranea per l'anno 2030. Sono stati considerati principalmente gli studi esistenti a livello di Unione Europea e ci si è concentrati su tre percorsi di produzione: combustibili sostenibili per l'aviazione (Sustainable Aviation Fuels, SAF) e gasolio rinnovabile da biomassa ligno-cellulosica, SAF da oli e grassi di scarto (come l'olio da cucina usato) e infine il biogas naturale liquefatto (Bio Liquified Natural Gas, Bio-LNG) dalla digestione anaerobica della Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (FORSU). Il potenziale tecnico totale risultante per la sponda settentrionale dell'UE è stato stimato in circa 28 Mtep. Il potenziale SAF previsto da oli e grassi potrebbe coprire circa il 15-16%della domanda potenzialmente generata dai mandati SAF per il 2030, mentre la produzione di Bio-LNG prevista potrebbe coprire circa il 20% della domanda prevista per il settore marittimo. Il potenziale tecnico stimato del Mediterraneo meridionale e orientale si è rivelato leggermente inferiore, principalmente a causa delle elevate incertezze esistenti.

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Intesa Sanpaolo S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 01 dicembre 2022 ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 01 dicembre 2022 14:52:09 UTC.

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