22/04/2025 - IREN S.p.A.: File con risposte domande azionista Bava (File con risposte domande azionista Bava)

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File con risposte domande azionista bava (file con risposte domande azionista bava)

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www.marcobava.it

www.idee-economiche.it

www.omicidioedoardoagnelli.it

www.nuovomodellodisviluppo.it

TORINO 24.04.2025

ASSEMBLEA IREN

Richiesta di :

  1. estrazione dal libro soci (art.2422 cc) dei primi 100 azionisti in un files da inviare prima dell'assemblea gratuitamente prima dell'assemblea all'email ideeconomiche@pec.it.
    File allegato in pdf

In risposta a : Con riferimento alla richiesta di estrazione dal libro soci dei primi 100 azionisti ed invio gratuito della stessa, si ricorda inoltre che l'art. 43 del "Provvedimento unico sul post-trading della Consob e della Banca d'Italia del 13 agosto 2018" prevede che il diritto di ispezione dei libri sociali di cui all'art. 2422 del codice civile possa essere esercitato solo se attestato da una apposita comunicazione all'emittente rilasciata proprio dall'intermediario: comunicazione che non accompagna suddetta richiesta. Tale richiesta e' rispettata dal certificato di ammissione

all'assemblea.

Inoltre si ricorda che lo stesso art. 2422 del codice civile imputa le spese di estrazione a carico del socio richiedente. Il files non ha costi per dati gia' disponibili.

Nello specifico poi si rappresenta che la richiesta appare generica e, per essere valutata, andrebbe anche meglio specificata con riferimento alla tipologia di dati richiesta e all'arco temporale di riferimento. Ovviamente per gli ultimi disponibili.

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Certificazione Unicredito n:

  1. Come mai CONTINUATE a non vedete un futuro nell'H2 ? Io vi chiedo che senso ha un piano Mattei che prevede di produrre H2 in Africa con l'elettricità per portarlo in Europa per bruciarlo per riprodurre nuovamente elettricità perdendo piu' del 50% di energia potenziale ?
    Iren sta guardando con attenzione al mercato dell'idrogeno ed in quest'ottica sta partecipando a tavoli regolatori e a progettualità pilota che, unitamente all'attento monitoraggio dell'evoluzione del mercato e delle tecnologie di produzione, stoccaggio, distribuzione e utilizzo dell'idrogeno, permetteranno di cogliere le opportunità industriali e commerciali che ci auspichiamo potranno emergere nei prossimi anni. Il Piano Mattei, unitamente alla Strategia Nazionale idrogeno, prevedono che l'idrogeno prodotto o importato in Italia sia finalizzato alla decarbonizzazione dei settori cosiddetti "hard to abate" (acciaio, ceramica, vetro, chimica, ecc.) senza la sua trasformazione in energia elettrica, oppure alla decarbonizzazione del settore dei trasporti in cui la conversione elettrica avviene a bordo mezzo (serbatoio di idrogeno sostanzialmente sostitutivo della batteria elettrochimica). Solo il 3-4% dell'idrogeno è previsto che venga trasformato in energia elettrica per usi stazionari.
  2. Quante colonnine elettriche sono state vandalizzate ? ed installate ? per un investimento di quanto ?
    Dalle segnalazioni ricevute ad oggi risulta esser stata vandalizzata la colonnina pubblica di Torino in Via Montebello ma le attività di ripristino risultano essere già state effettuate e la colonnina di ricarica risulta funzionante.
    Da sistema gestionale risultano essere state installate 90 colonnine pubbliche.
    Considerando un investimento medio di circa 20.000 € a colonnina pubblica si parla di circa 1.800.000€.
  3. Il 21.09.24 alle 9.47 in V.CRISTALLIERA a TORINO ho chiesto di spegnere il motore all'autista del mezzo n.30249 fermo in pausa , credo, accanto a dei

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cassonetti, mi ha detto che paga lui il gasolio e quando ho preso il numero del mezzo mi ha detto che facevo il furbo. Vi pare corretto questo atteggiamento ?

Se confermato, l'accaduto costituisce un atteggiamento deprecabile

nonché sanzionabile disciplinarmente.

All'azienda non risulta pervenuta una segnalazione sullo specifico fatto in questione; quando giungono segnalazioni simili e a seguito di un procedimento di verifica e accertamento, anche in contradditorio con il dipendente, l'azienda provvedere al sanzionamento del dipendente, in applicazione del codice disciplinare.

  1. La Città Metropolitana di Torino, attraverso Metro Holding Torino (Mht), ha lanciato un reverse Abb su Iren per 83 milioni di euro ovvero a un prezzo per azione fino a 2,228 euro. Lo scopo è rilevare una quota vicina al 3% del capitale arrivando a comprare poco più di 37 milioni di azioni (il limite per eguagliare Genova è 33,5 milioni azioni). In questo modo si ridisegnano gli assetti del patto di sindacato: Genova ha il 18,85%; Fct (la holding del Comune di Torino) il 13,80% a cui va sommato il 5,37% circa di Mht (per un totale del 19,17%); Reggio Emilia il 6,42% a cui si aggiunge il 5,23% degli altri Comuni della provincia. Un altro 3,85% è, invece, di Compagnia di San Paolo anche se non rientra nel computo utile al patto di sindacato. Mth, che è stata supportata da Deloitte e Intesa Sanpaolo, coprirà l'acquisto delle quote con 80 milioni stimati di avanzo ordinario che non è ancora vigente fino all'approvazione del rendiconto e, intanto, con un finanziamento. Così punta a incassare già ad aprile i maggiori dividendi che arriveranno con l'aumento della quota. Un'operazione, per portare la città nuovamente al timone, in più fasi: innanzitutto sanando quello che Lo Russo riteneva un punto debole perché l'ex sindaca, Chiara Appendino, aveva venduto e poi ricomprato il 2,5% attraverso Mht ma fuori dal patto di sindacato. Quindi la Città Metropolitana incassava solo i dividendi ma non aveva diritto di voto maggiorato. Lo scorso autunno Lo Russo ha rinegoziato un subpatto che consente a Mht di rientrare e sommare la partecipazione con quella di Ftc. Poi, la settimana scorsa, ha stabilito con Genova e Reggio Emilia che all'assemblea dei soci di aprile si proporrà la conferma dell'assetto attuale con il presidente, Luca Dal Fabbro che detiene anche deleghe operative, l'ad Gianluca Bufo (indicato da Genova) e il vice presidente Moris Ferretti (Reggio Emilia). Ma Torino sarà pronta a passare all'incasso alla prossima tornata. Il sindaco di Torino , Stefano Lo Russo, aspetterà tre anni per riscuotere quanto guadagnato in Iren tranne che non

4 abbiate bisogno di aumenti di capitale per diminuire i costo dell'indebitamento o

continuerete con la collocazione di un bond perpetuo dopo quello da 500 milioni di euro visto che l'emissione ha ricevuto richieste di sottoscrizione quasi 8 volte rispetto all'ammontare offerto, totalizzando ordini per un importo pari a 4 miliardi di euro ?

Ogni decisione in proposito spetta al Socio.

  1. Dopo le turbolenze che hanno attraversato Iren negli ultimi tre anni, con le dimissioni del primo amministratore delegato Gianni Armani, l'arresto del secondo Paolo Emilio Signorini e la scelta di Gianluca Bufo quindi, i soci pubblici sono intenzionati a confermare in blocco l'attuale triunvirato che governa il gruppo che ha perso l'appalto per la gestione del servizio idrico a Imperia, dove Iren s'è fatta sostituire da Acea. Come mai ?
    La gara di appalto di Imperia è stata svolta con procedura europea per la selezione del socio privato di Rivieracqua, gestore totalmente pubblico già affidatario del SII di tutta la provincia.
    L'aggiudicazione della gara è avvenuta secondo le regole dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Nonostante Iren abbia ottenuto il punteggio migliore rispetto agli altri concorrenti per l'offerta tecnica (ACEA e A2A), la gara è stata aggiudicata ad ACEA in relazione al miglior punteggio dell'offerta economica.
  2. A che punto e' il progetto di raddoppio dell'inceneritore di TORINO che nel 2023 ha prodotto utili per quasi 40 milioni di euro e nel 2024 ? SIETE COSCIENTI DELLE EMISSIONI DI NANOPATICELLE DANNOSE PER LA SALUTE ?
    A seguito della costituzione dell'Autorità Rifiuti Piemonte ai sensi della
    L.R. 1/2018 (AR Piemonte), ha preso avvio il procedimento di attuazione degli scenari individuati dal Piano regionale approvato a maggio 2023.
    La prima fase ricognitiva, si è concretizzata nella candidatura, da parte degli enti di governo, di aree ove ospitare un nuovo impianto (scenari
    B1 e B2 del Piano regionale) o ampliare l'impianto esistente (scenario
    B3). La conclusione di tale fare ha determinato il proseguo di due possibili scenari: B2 (sud-est Piemonte) e B3 (ampliamento impianto).

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La seconda fase ha avuto come obiettivo la verifica dell'idoneità localizzativa delle proposte, da cui è risultato che la proposta idonea, in virtù dei criteri applicati, è stata quella della città di Torino (B3 - ampliamento impianto), come da delibera del Consiglio d'Ambito del 07/03/2025.

Durante l'iter autorizzativo, in sede di rilascio del Parere Positivo di Compatibilità ambientale (VIA 2006), è stato prescritto un programma di monitoraggio della salute della popolazione residente nelle aree circostanti il termovalorizzatore e dei lavoratori dell'impianto (Progetto SPoTT). Attraverso un protocollo di intesa tra la Città Metropolitana di Torino, gli Enti che sul territorio si occupano di salute (ASL, ARPA) e con il supporto scientifico dell'Istituto Superiore di Sanità, il Progetto SPoTT è stato avviato nel 2013, per avere una prima valutazione dello stato di salute ante operam. Attraverso studi epidemiologici e di biomonitoraggio, SPoTT permette di studiare le possibili relazioni tra fattori di rischio ambientali e patologie specifiche, valutando un possibile assorbimento di eventuali sostanze contaminanti.

Il progetto SPoTT, finanziato da TRM, ma condotto da ARPA e ASL TO1 e ASL TO3, si è sviluppato in più fasi e continua la propria attività di monitoraggio. I dati sono pubblici e non evidenziano criticità derivanti dall'attività, ormai ultradecennale dell'impianto.

  1. La pm Laura Deodato della procura di Asti ha chiuso l'indagine sui presunti falsi in bilancio di Egea, multiutility energetica: oltre 2mila creditori, 32 banche coinvolte, 300 soci pubblici e privati, 77 obbligazionisti e un debito esploso fino ad arrivare alla cifra da capogiro di 800 milioni per un gruppo che contava 40 società partecipate e 28 attività di business 1.200 lavoratori. L'inchiesta si riferisce alla vecchia gestione del gruppo poi salvato da Iren, che l'ha acquisito. Dopo avere disposto, alcuni mesi fa, un sequestro preventivo, eseguito dalla Guardia di finanza, di oltre 3,6 milioni di euro, nei confronti dell'ex patron Pierpaolo Carini, la procura ha chiuso l'inchiesta contestando reati ad altri indagati. Si tratta di Daniele Bertolotti, amministratore delegato dal 2020 al 2022, difeso dall'avvocato Rinaldo Sandri, di Valter Bruno, consigliere e ad fino al giugno del 2023, assistito dall'avvocato Nicola Menardo dello studio Grande Stevens e di Giuseppe Zanca, presidente del cda e consigliere di Egea

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commerciale srl dal 2017 al 28 febbraio 2023, difeso dagli avvocati Alberto Mittone e Nicola Gianaria. Risultano indagate, come persone giuridiche, anche Egea spa, Egea commerciale srl ed Egea PT srl, assistite dall'avvocata Monica Totolo. Ogni indagato, secondo l'accusa, sarebbe responsabile delle presunte «voci di falsità contenute nei bilanci a cui ogni annualità è riferita». Un primo fronte dell'indagine riguarda i ratei attivi, che per la procura avrebbero costituito «nel periodo 2017-2021 una componente importante del bilancio di Egea srl, circa il 30% del valore dell'attivo patrimoniale e circa il 10% del fatturato, con conseguente impatto anche sul bilancio della capogruppo Egea spa». «Le anomalie rilevate in merito ai ratei attivi, ai crediti verso clienti e agli strumenti finanziari derivati - scrive la procura nell'atto di conclusione indagini - hanno generato, nei bilanci di Egea srl e, a cascata, in quelli di Egea spa nonché nei consolidati, evidenti irregolarità che ne hanno falsato la rappresentazione veritiera e corretta». Se i bilanci di Egea srl relativi alle annualità dal 2017 al 2021 «fossero stati redatti in conformità alle normative di riferimento, le posizioni economiche e patrimoniali dell'intero gruppo sarebbero risultate decisivamente diverse». Ci costituiremo parte civile ?

Stiamo seguendo il procedimento ma al momento non sono ipotizzabili conseguenze negative tali da giustificare la costituzione di parte civile, tenuto anche conto che tali informazioni riguardano fatti passati della società EGEA, mentre IREN ha acquisito un ramo di azienda della stessa a valle di una procedura di ristrutturazione.

  1. Riciclare plastiche non riciclabili. Sembra una contraddizione in termini e invece è la mission di I.Blu, società di Tavagnacco che nel 2020 è stata rilevata da Iren e che si occupa di selezione dei rifiuti e di riciclo della quota di plastiche che non può essere trattata normalmente, ottenendo, in ossequio ai dettami dell'economia circolare, nuove materie prime. Tre in particolare: Blupolymer®
    (granulo riciclato utilizzato in processi di stampaggio ad iniezione, estrusione e compounding), Bluair® (materia prima riciclata utilizzata nei processi metallurgici e siderurgici in sostituzione del carbone) e Blu-c® (materia prima seconda usata nel settore petrolchimico). Prodotti innovativi che si sono ritagliati importanti spazi di mercato, entrando in molte acciaierie - la prossima potrebbe essere l'ex Ilva di Taranto - e manti stradali, tra gli altri quello dell'autodromo di Monza, rifatto l'anno scorso utilizzando uno dei prodotti I.Blu.

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Materiali brevettati, frutto di importanti attività di ricerca, che sono valsi alla società friulana un posto tra le imprese più innovative del Nord Est Italia, premio che nei giorni scorsi è stato consegnato all'Ad di I.Blu, Roberto Conte, in occasione dell'Open Innovation Day del Consorzio iNEST. Al quartier generale di Tavagnacco, si affiancano tre siti di selezione dei rifiuti, a San Giorgio di Nogaro (dove avviene anche l'attività di reciclo), Rovigo e Reggio Emilia, dove lavorano complessivamente 400 dipendenti. Sotto il cappello di Iren - multi servizi con oltre 11 mila dipendenti e 7 miliardi di ricavi - i.Blu è crescita anno dopo anno passando dai 49 milioni di ricavi del 2020 (anno dell'acquisizione) ai 70 milioni del 2024. «Un bell'esempio di incubazione» commenta l'Ad ricordando che dall'ingresso nel gruppo di Reggio Emilia l'azienda ha completato l'investimento a San Giorgio, nel 2021, potendo così contare su un nuovo, rilevante sito. Realtà che insieme alle altre consente oggi a I.Blu di avere una capacità produttiva di 500 mila tonnellate di cui 300 mila sono i rifiuti da imballaggio in plastica attualmente avviati a selezione e riciclo 80 mila dei quali poi riciclati direttamente da IBlu. «La selezione riguarda esclusivamente l'Italia - spiega Conte -, mentre i prodotti frutto dell'attività di riciclo vanno anche all'estero. Oggi comunque quasi tutte le acciaierie presenti in Italia, che siano altiforni o ad arco elettrico, utilizzano in qualche misura il nostro prodotto, mentre all'estero abbiamo il nostro principale cliente che è austriaco e stiamo riscontrando un fortissimo interesse sia in Spagna che in Germania». Tornando al Belpaese, «siamo in procinto - annuncia a mezza voce, quasi per scaramanzia, Conte - di affiancare Acciaierie d'Italia a Taranto e accompagnare così quel sito in un pezzetto di transizione ecologica». Un altro utilizzo del prodotto riciclato di I.Blu è quello negli asfalti che l'azienda commercializza insieme a Mapei. «Miscelato con l'asfalto dei manti stradali consente di prolungarne la vita, grazie alla maggiore elasticità - spiega ancora il manager - e di ridurne le emissioni. È' un prodotto che viene usato molto all'estero, specie dove c'è alta circolazione di mezzi pesanti, ma che abbiamo utilizzato, ad esempio, anche per la riasfaltatura dell'Autodromo di Monza l'anno scorso». Contribuendo alla transizione ecologica, i prodotti I.Blu valgono al Paese anche un non banale risparmio fiscale. «Per ogni tonnellata di plastiche non riciclate l'Italia deve pagare circa 800 euro di Plastic Tax - ricorda Conte -. Significa che le 80 tonnellate di plastiche che noi trasformiamo in nuovi prodotti generano un risparmio per il Paese di 64 milioni». Un altro contributo tutt'altro che banale. È

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passato meno di un anno da quando, ad aprile 2024, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, dirigenti e autorità hanno tagliato il nastro per inaugurare lo stabilimento I Blu di Borgaro Torinese, rifiutando una mia richiesta di poter partecipare . Martedì 28 gennaio 2025, secondo i sindacati Filctem e Nidil Cigl, lì ci sarebbero già più di sessanta lavoratori a rischio di perdere il loro impiego. Per questo, hanno fatto uno sciopero per domani, 29 gennaio. Denunciano le sigle sindacali: "L'azienda, partecipata all'80% da Iren, ha deciso di terziarizzare il reparto selezione senza confronto ed approfondimento. Più di sessanta lavoratori non hanno certezze sul rinnovo del contratto, in scadenza a fine mese". Il 27 gennaio, i sindacati hanno chiesto e ottenuto un incontro per fare chiarezza sulla questione. "La cooperativa subentrante e le agenzie per il lavoro erano assenti - fanno notare - Proprio loro sono i due soggetti centrali nell'operazione in corso. I Blu non ha fatto nulla per favorire la loro partecipazione all'incontro. I lavoratori ne pagano le spese, usati e gettati a proprio piacimento". Oltre alla tutela occupazionale dei dipendenti in somministrazione, lo sciopero è stato indetto per rivendicare il rispetto del CCNL (Industria Gomma Plastica), applicando la giornata lavorativa di otto ore, un calendario di turni definito in base ai criteri contrattuali e protezioni adeguate. I Blu per ora non rilascia commenti né dichiarazioni. L'impianto in questione è uno dei più grandi impianti in Italia per la selezione e lo stoccaggio dei rifiuti di plastica. La scorsa estate, alcuni vertici della Città Metropolitana di Torino lo avevano visitato per promuovere il riciclo e la corretta differenziata della plastica. Un fuoco di paglia come qualcuno di voi considera l'H2 e che vi ha fatto fare questo investimento ? Non credete che sia giunta l'ora di fare finalmente una riflessione sulle capacità strategiche dei vs , ben pagati, funzionari per prendere delle decisioni per il bene degli azionisti non solo per la loro immotivata continua carriera ?

A gennaio 2025 l'Azienda comunicava alle OO.SS. che era stata aperta una gara di appalto del servizio di selezione, rassicurando le stesse che tra i criteri della gara I.Blu aveva previsto l'attribuzione di un punteggio premiale all'azienda che avesse ricontrattualizzato i lavoratori già in forza.

Successivamente l'Azienda convocava un incontro per formalizzare alle OO.SS. il nominativo dell'azienda vincitrice della gara con decorrenza

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01/02/2025, confermando l'assunzione di tutti i lavoratori già impiegati nelle medesime mansioni fino al 31/01/2025.

Difatti, il soggetto vincitore della gara ha proceduto entro il 01/02/2025 a contrattualizzare il rapporto con i lavoratori, attraverso le medesime Agenzie per il Lavoro garantendo pienamente i livelli occupazionali precedenti.

In data 18 febbraio 2025 l'Azienda ha poi sottoscritto un Accordo di secondo livello con le OO.SS. che conferma la corretta organizzazione del lavoro dell'impianto.

  1. Iren Startup Award: Call 4 Artificial Intelligence, si e' candidata al progetto di open innovationrealizzato dal Gruppo Iren in collaborazione con Circular Economy Lab, iniziativa di Intesa Sanpaolo Innovation Center e Cariplo Factory. La call si ripete da anni,ma l'obiettivo di quest'anno è sfruttare le opportunità create dall'Intelligenza Artificiale per affrontare le sfide del Piano Industriale del GruppoIren. Per l'edizione 2024, la Call si rivolge a startup e PMI innovative, nazionali e internazionali, che abbiano sviluppato progetti innovativi basati su tecnologie di Intelligenza Artificiale, con l'obiettivo di individuare soluzioni digitali applicabili alle diverse attività del Gruppo e in grado di ottimizzare i processi aziendali e promuovere un business più efficiente e sostenibile. Iren darà l'opportunità alle startup e alle PMI selezionate di presentare le proprie soluzioni alle Business Unit, alle funzioni Corporate e al top management del Gruppo, nell'ottica di creare sinergie attraverso la realizzazione di progetti pilota, avviare collaborazioni commerciali o ottenere investimenti tramite Corporate Venture Capital. Le proposte devono essere scalabili, facilmente implementabili e integrabili, con un focus sulla gestione sicura dei dati sensibili, nel rispetto delle normative in materia di sicurezza e privacy. Con quali risultati e' terminata l'edizione 2024 di Iren Startup Award nell'evidenziare soluzioni che fanno leva sull'Intelligenza Artificiale legate all'AI Generativa ?
    La IREN Startup Award è terminata il 27 febbraio scorso con l'evento finale che ha visto partecipare le otto aziende finaliste, selezionate tra le 170 candidature ricevute, di cui oltre il 40% dall'estero.
    Le due startup vincitrici sono state Adex e Druid, che hanno sviluppato rispettivamente tecnologie per il controllo delle centrali elettriche e

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sistemi di AI in grado di orchestrare diversi agenti AI specifici che sono già sviluppati e altri che verranno adottati in futuro.

Una menzione speciale è stata inoltre assegnata a Lexroom.AI, piattaforma italiana sviluppata per assistere gli avvocati nella generazione di bozze di pareri e risposte giuridiche supportate da fonti aggiornate.

  1. Nel 2019, sono state generate quasi 54 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici in tutto il mondo. Entro il 2030, la produzione annuale globale di rifiuti elettronici potrebbe arrivare a 74 milioni di tonnellate. Ad oggi oltre l'80% degli e-wastefinisce nelle discariche o negli inceneritori, senza che metalli o terre rare di valore siano riutilizzati, mentre sostanze chimiche e inquinanti si disperdono nell'ambiente. Con 1,2 miliardi di euro di investimenti, l'Italia può ridurre la dipendenza dall'estero per le materie prime critiche di quasi un terzo generando oltre 6 miliardi di euro di valore aggiunto per la filiera al 2040. È questa una delle principali evidenze emerse durante "La road map italiana per le materie prime critiche", appuntamento organizzato da Iren a Roma, in cui è stato presentato lo studio commissionato dalla multiutility e realizzato da Teha Group. Lo studio si sviluppa a partire dalla rilevanza strategica delle materie prime critiche cioè di quei materiali di difficile approvvigionamento che sono strategici per lo sviluppo industriale e tecnologico (ad esempio il litio per le batterie, il silicio per i semiconduttori, l'indio per i display), a fronte di un problema di scarsa disponibilità e limitate possibilità di approvvigionamento. L'Europa, viene rilevato, ha una grave dipendenza dall'estero, soprattutto dalla Cina che produce il 56% delle materie prime critiche importate in Ue. Come rileva lo studio, il gap di investimenti tra Europa e Cina è enorme e non si appresta a ridursi: ammontano a 2,7 miliardi di euro gli investimenti realizzati dall'Europa per il comparto nel 2023, a valle dei 14,7 miliardi emessi in Cina. Lo studio traccia un percorso di sviluppo per l'Italia, in cui le materie prime critiche sono già oggi un elemento chiave per la competitività nazionale contribuendo a 690 miliardi di euro di produzione industriale del Paese, pari al 32% del Pil italiano, che corrisponde alla più alta incidenza sul prodotto interno lordo rispetto agli altri Paesi. Un dato, questo, che è il risultato di una crescita del 51% del contributo delle materie prime critiche alla produzione industriale in Italia negli ultimi 5 anni. «L'Italia è

Disclaimer

IREN S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 22 aprile 2025, ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da , senza apportare modifiche o alterazioni, il 22 aprile 2025 alle 09:11 UTC.

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