LU-VE S.p.A.
Via Vittorio Veneto n. 11 - 21100 Varese Numero REA: VA-191975
Codice Fiscale n. 01570130128
RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2025
SOMMARIO
-
Relazione Unica sulla gestione
-
Bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo LU-VE S.p.A. al 30 giugno 2025
-
Attestazione del CEO e del Dirigente Preposto al Bilancio Consolidato semestrale abbreviato
-
Relazione della Società di Revisione al Bilancio Consolidato semestrale abbreviato
RELAZIONE INTERMEDIA
SULLA GESTIONE AL 30 GIUGNO 2025
INDICE
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE AL 30 GIUGNO 2025 2
-
MERCATI DI RIFERIMENTO 5
-
EVENTI SIGNIFICATIVI DEL SEMESTRE 9
-
CONSIDERAZIONI SUL VALORE DI BORSA DEL TITOLO 12
-
DATI ECONOMICI E PATRIMONIALI 14
-
INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE 18
OSSERVAZIONI SUL PROFILO FINANZIARIO E SULLA CONTINUITA' AZIENDALE 20
-
PRINCIPALI RISCHI ED INCERTEZZE 21
-
ATTIVITA' DI SVILUPPO E INNOVAZIONE 28
-
DEROGA AGLI OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE DEI DOCUMENTI INFORMATIVI IN IPOTESI DI OPERAZIONI SIGNIFICATIVE (c.d. opt-out) 29
-
EVENTI SUCCESSIVI AL 30 GIUGNO 2025: fatti di rilievo ed evoluzione prevedibile della gestione 29
-
ATTIVITA' DI DIREZIONE E COORDINAMENTO 31
-
RAPPORTI CON PARTI CORRELATE 31
-
AZIONI PROPRIE 31
-
ATTESTAZIONE AI SENSI DELL'ART. 15 DEL REGOLAMENTO CONSOB 20249/2017 31
-
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX D. LGS. 231/2001 31
-
DICHIARAZIONE DEL DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI 31
-
SEDI SECONDARIE 32
-
ORGANI SOCIALI E INFORMAZIONI SOCIETARIE 32
-
SOCIETÀ DI REVISIONE 33
-
SEDE LEGALE E DATI SOCIETARI 33
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE AL 30 GIUGNO 2025
Società controllate e quota di pertinenza del Gruppo
|
Denominazione sociale Controllate dirette: |
Sede |
% di partecipaz.ne |
Valuta |
Capitale sociale |
|
SEST-LUVE-Polska SP.z.o.o. |
Gliwice (Polonia) |
95,00% |
PLN |
16.000.000 |
|
«OOO» SEST LU-VE |
Lipetsk (Russia) |
95,00% |
RUB |
136.000.000 |
|
Thermo Glass Door S.p.A. |
Travacò Siccomario (PV) |
100,00% |
EUR |
100.000 |
|
Heat Transfer Systems s.r.o. (HTS) |
Novosedly (Rep. Ceca) |
100,00% |
CZK |
133.300.000 |
|
LU-VE Sweden AB |
Asarum (Svezia) |
100,00% |
SEK |
50.000 |
|
LU-VE France S.a.r.l. |
Lione (Francia) |
100,00% |
EUR |
84.150 |
|
LU-VE Pacific Pty Ltd (*) |
Thomastown (Australia) |
75,50% |
AUD |
200.000 |
|
LU-VE Deutschland GmbH |
Stoccarda (Germania) |
100,00% |
EUR |
230.000 |
|
LU-VE Iberica S.L. |
Madrid (Spagna) |
85,00% |
EUR |
180.063 |
|
LU-VE HEAT EXCHANGERS (Tianmen) Co, Ltd |
Tianmen (Cina) |
100,00% |
CNY |
61.025.411 |
|
LU-VE Asia Pacific Limited (*) |
Wan Chai (Hong Kong) |
100,00% |
HKD |
10.000 |
|
LuveDigital S.r.l. |
Uboldo (VA) |
50,00% |
EUR |
10.000 |
|
MANIFOLD S.r.l. |
Uboldo (VA) |
99,00% |
EUR |
10.000 |
|
SPIROTECH Heat Exchangers Pvt. Ltd |
Ghaziabad, Uttar Pradesh (India) |
100,00% |
INR |
25.729.600 |
|
LU-VE AUSTRIA GmbH |
Vienna (Austria) |
100,00% |
EUR |
17.500 |
|
LU-VE US Inc. |
Jacksonville (USA, Texas) |
100,00% |
USD |
10.001.000 |
|
Fincoil LU-VE OY |
Vantaa (Finland) |
100,00% |
EUR |
1.190.000 |
|
LU-VE Netherlands B.V. |
Breda (Netherlands) |
100,00% |
EUR |
10.000 |
|
«OOO» LU-VE Moscow |
Moscow (Russia) |
100,00% |
RUB |
100.000 |
|
LU VE MIDDLE EAST DMCC |
Dubai (UAE) |
100,00% |
AED |
50.000 |
|
LU-VE SOUTH KOREA LLC |
Seul (South Korea) |
100,00% |
KRW |
100.000.000 |
|
Refrion S.r.l. |
Flumignano di Talmassons (UD) |
100,00% |
EUR |
1.000.000 |
|
LU-VE UK Ltd |
London (United Kindom) |
100,00% |
GBP |
10.000 |
|
Controllate indirette: |
||||
|
RMS S.r.l. (posseduta al 100% da Refrion S.r.l.) |
Flumignano di Talmassons (UD) |
100,00% |
EUR |
40.000 |
|
Refrion Deutschland GmbH (posseduta al 100% da Refrion S.r.l.) |
Frankfurt am Main (Germania) |
100,00% |
EUR |
150.000 |
(*) Sono in corso le formalità di liquidazione.
9 settembre 2025 Signori Azionisti,
il primo semestre del 2025, caratterizzato dall'avvio del mandato del nuovo Presidente degli Stati Uniti, si è rivelato il più turbolento ed incerto degli ultimi decenni, sia sotto il profilo geopolitico sia per quello economico.
Sul piano geopolitico, abbiamo assistito ad un inasprimento sia del conflitto russo-ucraino sia di quello tra israeliani e palestinesi nella striscia di Gaza. Si è inoltre arrivati a un confronto bellico diretto tra Israele e Iran con l'intervento dell'aviazione americana sul territorio iraniano. L'obiettivo dichiarato dell'azione congiunta di Israele e Stati Uniti è quello di impedire l'acquisizione della tecnologia atomica da parte del regime cosiddetto degli Ayatollah. Probabilmente e in ultima analisi, lo scopo è anche quello di indebolire il governo iraniano dopo che le sanzioni ormai pluriennali non hanno portato a cambiamenti sul piano politico. Ne emerge un quadro geopolitico rischioso e per certi versi "balcanizzato", con Russia e Cina in posizione non neutrale, con quest'ultima, al momento, non interventista.
Sul piano economico, l'intento del presidente americano, stante l'enorme deficit commerciale degli Stati Uniti d'America, di rivedere dapprima unilateralmente e, successivamente attraverso una sorta di negoziato, le politiche commerciali internazionali consolidate, mediante l'introduzione di dazi e tariffe, ha accresciuto notevolmente l'incertezza degli operatori economici. Il fine dichiarato della nuova amministrazione USA è chiaro e cioè ridurre la "dipendenza" degli Stati Uniti dall'estero favorendo la produzione locale. Il modo è alquanto inedito e sta avendo l'effetto di riprogrammare gli investimenti delle imprese.
Quanto sopra ha determinato una riduzione progressiva delle aspettative di crescita dell'economia a livello mondiale e, in ogni caso, un aumento della volatilità intorno ad essa. Il FMI prevede per l'anno in corso una crescita mondiale del 3,0%, in riduzione dal 3,3% del 2024. La previsione per gli Stati Uniti è di un limitato 1,9% mentre per l'area Euro e il Regno Unito, siamo intorno all'1%. Al 4,8% la crescita prevista per la Cina e al 6,4% quella per l'India. Per l'Italia, dopo lo 0,7% dello scorso anno, si prevede una crescita dello 0,5%, come la Francia e meglio della Germania che, dopo due anni di recessione, prevede ancora un 2025 senza crescita (+0,1%).
Le incertezze economiche hanno determinato anche un cambiamento nelle politiche delle Banche centrali, con un disallineamento tra la FED e la BCE. La banca americana ha interrotto la riduzione dei tassi di interesse per timori sulle dinamiche inflattive che potrebbero innescarsi con la guerra dei dazi. La BCE ha proseguito il trend di riduzione dei tassi di interesse sebbene con un passo meno accentuato dell'anno precedente. È difficile che, almeno in Europa, i tassi di interesse scendano molto ancora in modo significativo rispetto ai valori attuali e occorre trovare un equilibrio tra crescita economica in rallentamento e politica monetaria in presenza di un'inflazione non da domanda ma da offerta. E ciò al fine di scongiurare lo spettro della stagflazione.
La discontinuità impressa dagli Stati Uniti alle relazioni internazionali e agli accordi commerciali e l'inedito declassamento di Moody's del debito americano da Aaa ad Aa1 hanno determinato un forte indebolimento del dollaro. La valuta USA vale alla fine del semestre 1,18 sull'euro a fronte di un cambio poco sopra l'unità all'inizio dell'anno. È evidente per molti operatori la domanda circa il ridisegno delle filiere di approvvigionamento e la distribuzione delle unità produttive in conseguenza di queste dinamiche monetarie e valutarie.
Sul fronte delle materie prime, l'incertezza dello scenario e in particolare le tensioni geopolitiche hanno portato a preoccupazioni sull'offerta e sugli scambi e dunque una crescita dei prezzi, in particolare per quelle di interesse per LU-VE. Nel semestre trascorso, il prezzo del rame (in dollari) è cresciuto del 12% e quello dell'argento di circa il 9%. È stata, viceversa, poco sopra il 2% nel semestre la crescita del prezzo dell'alluminio (in dollari) mentre il petrolio ha fatto registrare una sorprendente riduzione dell'11% dai valori di inizio anno, sebbene in un contesto di grande volatilità. È probabile che su queste due materie prime incidano le trasformazioni in atto nel settore dell'automotive e la spinta all'elettrico nonché il desiderio dell'amministrazione americana di contenere i prezzi dei carburanti. Il contestuale deprezzamento del dollaro ha permesso, tuttavia, l'assorbimento degli aumenti delle materie prime.
Il quadro descritto mette a dura prova la resilienza delle imprese industriali, già alle prese da un lato con gli stop and go delle politiche cosiddette green, dall'altro lato con i cambiamenti impressi dalla diffusione delle nuove tecnologie: dalla nuova ondata di automazione connessa con la diffusione dei robot e degli umanoidi alle applicazioni sempre più diffuse dell'intelligenza artificiale. In tale contesto, il gruppo LU-VE si caratterizza per livelli tecnologici di primo livello e un assetto ben diversificato e capace, comunque, di catturare i benefici delle nuove opportunità: sul fronte della transizione verde, per esempio, per quanto attiene la ripresa delle pompe di calore, sul lato business, la crescita esponenziale dei data center tanto necessari grazie alle applicazioni di artificial intelligence. E anche con riferimento al posizionamento della produzione, la presenza diretta negli Stati Uniti permette di ridurre l'impatto di eventuali dazi e tariffe.
Grazie ad un secondo trimestre in significativo recupero rispetto al 2024 (+3,7%), il primo semestre del 2025 si è chiuso con un leggerissimo calo (-0,7%) del fatturato prodotti che si è attestato ad un valore di 290,6 milioni di Euro e con una redditività sostanzialmente in linea sia in valore assoluto (EBITDA pari a 42,2 milioni di euro) sia in incidenza percentuale sul fatturato (14,3%) rispetto al primo semestre del 2024.
Alla fine di giugno il portafoglio ordini ha segnato un nuovo record nella storia del Gruppo con un valore pari a 225 milioni di Euro in aumento del 31,7% rispetto al primo semestre del 2024 e del 6,9% rispetto al primo trimestre 2025, con una crescita molto rilevante degli ordini relativi alla SBU "Cooling Systems", che vede la maggior parte dei progetti collocati nel secondo semestre dell'anno ed alcuni già scadenziati nel 2026, in particolare nel campo dei prodotti di grande potenza destinati alla "power gen".
L'EBITDA alla fine del primo semestre 2025 ha raggiunto, come detto, il valore di 42,2 milioni di Euro (14,3% delle vendite), sostanzialmente in linea (-1,8%) rispetto al primo semestre 2024 (43,0 milioni di Euro, 14,5% delle vendite). L'EBITDA "adjusted" del primo semestre 2025 è pari a 43,1 milioni di Euro (+0,1 milioni di Euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente). Il risultato netto è stato pari a 17,0 milioni di Euro (20,1 milioni di Euro nel primo semestre 2024), con una diminuzione del 15,3%.
Il primo semestre ha visto ancora una volta un andamento significativamente differente delle due Business Unit con la SBU "Components" in crescita del 4,8% con fatturato pari a 150,9 milioni di Euro, mentre la SBU "Cooling Systems" ha registrato un valore di fatturato pari 139,7 milioni di Euro in calo del 6,1%, ma in recupero rispetto al ritardo evidenziato alla fine del primo trimestre.
La crescita della SBU "Components" è stata soprattutto originata dagli scambiatori di calore destinati alla refrigerazione commerciale, alle asciugabiancheria e dalla ripresa superiore alle aspettative della
domanda delle pompe di calore, che lascia intravedere la possibilità di oltrepassare le previsioni di vendita.
Il dato negativo del fatturato della SBU "Cooling Systems" ha riguardato invece quasi tutte le applicazioni soprattutto a causa dello slittamento di alcuni progetti di grande rilevanza, ma il dato estremamente positivo del portafoglio ordini collocato nel secondo semestre, specie nel mondo dell'"industrial cooling" e dei "data center" (a fronte di una perdurante stagnazione nelle applicazioni nel condizionamento più tradizionale) dovrebbe permettere di raggiungere sostanzialmente i dati attesi alla fine dell'esercizio.
Di seguito la composizione del fatturato per SBU:
|
Ricavi per SBU (in migliaia di Euro) |
H1-2025 |
% |
H1-2024 |
% |
Variazione |
% Variazione |
|
SBU COOLING SYSTEMS |
139.717 |
48,1% |
148.828 |
50,8% |
-9.111 |
-6,1% |
|
SBU COMPONENTS |
150.910 |
51,9% |
143.941 |
49,2% |
6.969 |
4,8% |
|
TOTALE FATTURATO PRODOTTI |
290.627 |
100,0% |
292.769 |
100,0% |
-2.142 |
-0,7% |
-
MERCATI DI RIFERIMENTO
Nella presente relazione, in linea con quanto già esposto relativamente al bilancio consolidato del Gruppo al 31 dicembre 2024, si riporta la suddivisione nelle tre principali categorie di prodotti in cui opera il Gruppo, che presentano distinte caratteristiche tecniche e produttive:
-
scambiatori di calore ad aria;
-
apparecchi ventilati;
-
porte di vetro speciali per banchi e vetrine refrigerate. SCAMBIATORI DI CALORE AD ARIA
Gli scambiatori di calore cosiddetti "a pacco alettato" sono componenti fondamentali dei circuiti frigoriferi e sono costruiti accoppiando meccanicamente tubi speciali (generalmente in rame), che costituiscono la cosiddetta superficie di scambio primario, con "alette specializzate" stampate (generalmente in alluminio), che costituiscono la cosiddetta superficie di scambio secondario.
In sintesi, la funzione svolta da uno scambiatore di calore si sostanzia nella sottrazione o nella cessione di calore ad un determinato ambiente e il principio di funzionamento si basa sul cambiamento di stato di speciali miscele o fluidi refrigeranti che scorrono all'interno dei tubi, combinato al passaggio dell'aria calda o fredda che attraversa le alette.
Nella maggior parte dei casi, gli scambiatori di calore rappresentano un componente di un apparecchio o di una macchina completa progettata e costruita da un "Other Equipment Manufacturer" ("OEM") (nel caso del Gruppo LU-VE si tratta principalmente di costruttori di banchi e armadi refrigerati, chiller, pompe di calore, asciugabiancheria, macchine per aria compressa, armadi elettrici speciali, ecc.).
I ricavi delle vendite degli scambiatori di calore, in crescita del 6,6% rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente, hanno rappresentato il 49,1% dei ricavi consolidati del Gruppo.
APPARECCHI VENTILATI
Gli apparecchi ventilati (aeroevaporatori, condensatori, gas cooler e raffreddatori di liquido) sono prodotti finiti costituiti da scambiatori di calore di varia foggia e dimensione (possono arrivare fino a oltre 12 metri di lunghezza e 3 metri di altezza), a cui vengono accoppiate: (i) carenature, opportunamente studiate e sagomate per massimizzare le prestazioni degli scambiatori in esse contenute e per agevolarne la movimentazione e l'installazione in cantiere; (ii) ventilatori elettronici o elettrici, appositamente studiati e dimensionati per ottimizzare lo scambio termico, ridurre il consumo elettrico e i livelli di rumorosità generati; (iii) vari altri accessori elettrici, elettronici e meccanici (studiati, ad esempio, per aumentare le potenze erogate al verificarsi di determinate condizioni ambientali estreme; per ridurre ulteriormente i livelli di inquinamento acustico; per modulare sia i consumi elettrici, sia la silenziosità a seconda che si tratti di un funzionamento diurno o notturno; ovvero per permettere la gestione a distanza di alcuni parametri di funzionamento).
La funzione specifica svolta da tali apparecchi, in presenza di determinati parametri e condizioni di funzionamento, è rappresentata dal garantire l'erogazione di una potenza frigorifera (espressa principalmente in kW), all'interno di vincoli dati in termini di energia elettrica assorbita, di inquinamento acustico generato e di spazi di ingombro.
Comunemente gli apparecchi ventilati si dividono in due macrocategorie: a) macchine "indoor" che vengono montate all'interno di celle refrigerate a temperature positive o negative; b) macchine "outdoor" installate all'aperto (tipicamente sui tetti o su apposite strutture di supporto) in prossimità di locali refrigerati e/o condizionati o degli impianti industriali di processo o di generazione di energia.
I ricavi delle vendite degli apparecchi ventilati hanno rappresentato nel primo semestre il 47,4% dei ricavi consolidati del Gruppo con un decremento del 6,1% rispetto al primo semestre del 2024.
PORTE DI VETRO SPECIALI PER BANCHI E VETRINE REFRIGERATE
La produzione di porte di vetro per banchi frigoriferi viene realizzata accoppiando e isolando fino a tre diverse lastre di vetro speciale, al cui interno viene iniettato un gas isolante.
La funzione d'uso specifica svolta da questa tipologia di porte montate su armadi e banchi frigoriferi a temperature sia positive, sia negative, è rappresentata dal garantire, anche se sottoposte a numerosi o continui cicli di apertura e chiusura: (i) il mantenimento della temperatura all'interno dei banchi e degli armadi refrigerati riducendone in maniera significativa il consumo energetico evitando dispersioni in ambiente di aria fredda; (ii) la massima visibilità della merce esposta/contenuta in qualsiasi condizione (evitando l'appannamento della porta stessa, anche attraverso l'applicazione di speciali pellicole nanotecnologiche), (iii) l'illuminazione degli interni e (iv) in alcuni casi, anche l'illuminazione di loghi pubblicitari sulla superficie vetrata.
I ricavi delle vendite delle porte di vetro, con un calo del 23,3% rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente hanno rappresentato circa il 2% dei ricavi complessivi del Gruppo.
Il grafico seguente indica la suddivisione del fatturato per tipologia di prodotti al 30 giugno 2025:
2,1% 1,4%
49,1%
47,4%
Scambiatori di calore
Apparecchi Ventilati
Porte
Altro
La seguente tabella indica l'andamento del fatturato per tipologia di prodotti nei due primi semestri del 2025 e del 2024 a confronto:
PRODOTTI
(in migliaia di Euro)
H1-2025
%
H1-2024
%
Delta %
Scambiatori di calore
144.575
49,1%
135.678
45,8%
6,6%
Apparecchi Ventilati
139.717
47,4%
148.828
50,2%
-6,1%
Porte
6.335
2,1%
8.263
2,8%
-23,3%
TOTALE PRODOTTI
290.627
98,6%
292.769
98,8%
-0,7%
Altro
4.081
1,4%
3.613
1,2%
13,0%
TOTALE
294.708
100%
296.382
100%
-0,6%
Dal punto di vista dell'applicazione dei prodotti, l'attività del Gruppo può essere oggi riferita principalmente a quattro differenti segmenti di mercato:
-
il settore della refrigerazione, che comprende le attività relative alla filiera legata ai prodotti alimentari (il "Segmento Refrigerazione");
-
il settore del condizionamento dell'aria, che riguarda il trattamento dell'aria domestica, di locali pubblici e "tecnologici" (il "Segmento Condizionamento dell'Aria");
-
il settore delle "applicazioni speciali" che comprende principalmente scambiatori di calore particolari impiegati in diversi campi di attività che spaziano dalle asciugabiancheria ad alta efficienza energetica, alle applicazioni "mobili" (trasporto refrigerato, condizionamento ferroviario e di veicoli di grandi dimensioni) fino alle macchine ad aria compressa e ad altre applicazioni industriali (il "Segmento Applicazioni Speciali");
-
il settore "industrial cooling" che comprende principalmente prodotti ventilati di grande potenza impiegati per il raffreddamento di motori per la generazione di energia e di processi industriali in genere (il "Segmento Industrial Cooling").
Il grafico seguente riporta la suddivisione del totale fatturato per segmento nel primo semestre 2025:
11,4% 1,4%
16,1%
48,9%
22,2%
Refrigerazione
Condizionamento
Applicazioni Speciali
Industrial cooling
Altro
La seguente tabella indica l'andamento del fatturato per tipologia di applicazioni nei due primi semestri del 2025 e del 2024 a confronto:
APPLICAZIONI
(in migliaia di Euro)
H1-2025
%
H1-2024
%
Delta %
Refrigerazione
144.000
48,9%
142.825
48,2%
0,8%
Condizionamento
65.376
22,2%
72.269
24,4%
-9,5%
Applicazioni Speciali
47.570
16,1%
43.345
14,6%
9,7%
Industrial cooling
33.681
11,4%
34.330
11,6%
-1,9%
TOTALE APPLICAZIONI
290.627
98,6%
292.769
98,8%
-0,7%
Altro
4.081
1,4%
3.613
1,2%
13,0%
TOTALE
294.708
100%
296.382
100%
-0,6%
Con una crescita dello 0,8% la refrigerazione rimane l'applicazione più importante del Gruppo, pur in presenza di un andamento difforme tra le due SBU dovuto ad un risultato positivo negli scambiatori per banchi e vetrine refrigerate nonché per il segmento "horeca" e in generale nel mondo dei progetti legati alla GDO a fronte di una domanda meno brillante rispetto agli ultimi anni nella refrigerazione industriale e nei progetti dedicati ai grandi centri logistici in Europa.
Il forte calo del condizionamento, al netto del già menzionato recupero delle vendite degli scambiatori per pompe di calore, è invece riconducibile in parte ad un confronto particolarmente penalizzante con il primo semestre del 2024 nel segmento dei data center e in parte al persistere di una domanda stagnante in Europa nel mercato dei progetti per il condizionamento di grandi edifici.
Le "Applicazioni Speciali" devono la loro crescita alla performance molto positiva degli scambiatori per asciugabiancheria, mentre le applicazioni "mobili" scontano un lento avvio specialmente negli scambiatori destinati al settore ferroviario.
Il segmento "industrial cooling", in forte recupero rispetto al primo trimestre 2025, sconta ancora il rinvio di alcuni progetti di valore rilevante per ritardi nei cantieri, ma presenta due aspetti positivi degni di nota: un portafoglio ordini quasi raddoppiato rispetto al primo semestre del 2024 con alcuni progetti già collocati nel 2026 e il ricevimento dei primi ordini per progetti pilota acquisiti in Cina grazie alla nuova capacità produttiva disponibile localmente.
Nonostante il buon recupero in alcuni mercati quali Italia, Germania, Repubblica Ceca e Finlandia il primo semestre 2025 ha visto un leggero calo delle vendite nell'Unione Europea con un'incidenza del 74,3% sul totale dei ricavi e un discreto progresso nei paesi extraeuropei con l'eccezione del
continente americano, che però presenta un portafoglio ordini molto interessante posizionato sul secondo semestre dell'anno in corso. Il valore dell'export ammonta a 231,5 milioni di Euro e rappresenta quasi l'80% del totale delle vendite del Gruppo.
Il grafico seguente riporta la suddivisione geografica del fatturato nel periodo:
25,7%
20,3%
54,0%
Italia
UE
Resto del mondo
Al 30 giugno 2025, i ricavi di vendita relativi ai primi 10 clienti hanno rappresentato complessivamente una percentuale del fatturato pari al 28,7% (in diminuzione rispetto al primo semestre 2024) con il principale cliente che ha inciso solo per il 3,9% sul totale confermando la non dipendenza del Gruppo in misura significativa da singoli contratti commerciali o industriali.
-
-
-
EVENTI SIGNIFICATIVI DEL SEMESTRE
Nei primi mesi dell'anno è stata avviata la produzione di macchine di grossa potenza da esterno in Cina e sono stati acquisiti i primi ordini e progetti pilota nelle nuove applicazioni alle quali è destinata l'estensione del plant esistente per il mercato domestico e nei paesi dell'Asia Pacific.
Negli Stati Uniti sono proseguiti i lavori di ampliamento del sito produttivo di Jacksonville. Il completamento della costruzione è previsto entro la fine dell'anno con il progressivo avvio della produzione nel primo trimestre del 2026. Alla luce della nuova "guerra dei dazi" avviata dalla nuova amministrazione americana, l'avvio del nuovo stabilimento assume una rilevanza strategica ancora superiore e di conseguenza il Gruppo sta accelerando la creazione del team locale attraverso una forte attività di supporto da parte di tutta l'organizzazione.
Nel corso del primo semestre del 2025 relativamente alla voce "Finanziamenti" sono intervenute le seguenti variazioni (le sottoscrizioni sono tutte state effettuate dalla Capogruppo LU-VE S.p.A.):
-
Nel mese di febbraio con Intesa Sanpaolo S.p.A., è stato sottoscritto un finanziamento chirografario per 25.000 migliaia di Euro, completamente erogato alla data di sottoscrizione, della durata di 72 mesi (di cui 12 mesi di preammortamento) rimborsabile in rate trimestrali a capitale costante. Tale finanziamento, finalizzato al sostegno dell'espansione dei volumi operativi del Gruppo, prevede il rispetto di covenants finanziari;
-
Nel mese di marzo è stato sottoscritto con Banco BPM S.p.A. un finanziamento chirografario per 35.000 migliaia di Euro, completamente erogato alla data di sottoscrizione, della durata di 60 mesi (di cui 6 mesi di preammortamento) rimborsabile in rate trimestrali a capitale
costante. Tale finanziamento, finalizzato esclusivamente per la copertura delle esigenze finanziarie aziendali, prevede il rispetto di covenants finanziari.
-
Nel mese di maggio, con Intesa Sanpaolo S.p.A. è stato sottoscritto un finanziamento chirografario per 25.000 migliaia di Euro, completamente erogato alla data di sottoscrizione, della durata di 72 mesi (di cui 12 di preammortamento) rimborsabile in rate trimestrali a capitale costante. Tale finanziamento prevede il rispetto dei covenants finanziari e condizioni migliorative per il Gruppo, al raggiungimento dell'incremento dell'incidenza del turnover derivante da prodotti che utilizzano refrigeranti naturali e/o ad alta efficienza energetica (SLOAN GREEN).
Nel corso del mese di febbraio 2025, la Capogruppo LU-VE S.p.A. ha sottoscritto con BNP Paribas Cardif Vita Compagnia di Assicurazione e Riassicurazione S.p.A., la polizza CARDIF CAPITALPLUS ramo I, emessa dalla compagnia assicuratrice per un importo nominale di 5.000 migliaia di Euro.
Dopo il successo del completamento della fusione delle tre principali società italiane alla fine del 2024, il progetto di riorganizzazione e di semplificazione degli assetti organizzativi del Gruppo è proseguito nel mese di aprile 2025 con il perfezionamento dell'operazione di acquisto, da parte della Capogruppo LU-VE S.p.A., del ramo d'azienda in precedenza detenuto dalla controllata Manifold S.r.l. per un corrispettivo pari a 0,9 milioni di Euro. Si ricorda che alla data dell'operazione Manifold S.r.l. era controllata al 99% direttamente dalla Capogruppo LU-VE S.p.A. e pertanto la sopra citata operazione non ha generato impatti nel bilancio consolidato del Gruppo LU-VE, essendo un'operazione rientrante nel trattamento contabile delle "business combination under common control".
In parallelo, è proseguito il consolidamento della nuova struttura organizzativa globale su base regionale che, attraverso la definizione di un modello matriciale e la ridefinizione dei ruoli e delle deleghe operative, ha l'obiettivo di migliorare l'efficienza e la produttività complessiva e di snellire i processi aziendali del Gruppo per meglio soddisfare le esigenze degli stakeholders, garantendo un livello di servizio coerente. La nuova struttura è stata realizzata con il contributo fondamentale di ogni Cluster e Funzione, rappresentando un esempio straordinario e appassionato di lavoro di squadra.
Nel primo semestre 2025, il Gruppo LU-VE ha proseguito le sue attività in linea con il Piano di Sostenibilità 2023-2025, approvato nel mese di febbraio 2023 da parte del CdA della Capogruppo LU-VE S.p.A.
Il Piano di Sostenibilità identifica un insieme di azioni - allineate alle priorità strategiche e alla visione di sostenibilità del Gruppo LU-VE - su quattro macro-obiettivi principali: neutralità climatica, prodotti all'avanguardia, alto engagement dei collaboratori e sostenibilità integrata nel piano industriale. Tutti i target previsti nel 2024 sono stati raggiunti e sono stati confermati i target previsti per il 2025.
Nel primo semestre, il Gruppo LU-VE ha avviato alcune nuove analisi e progetti con il target di definire nuovi obiettivi che dovranno essere integrati nel Piano Industriale 2026-2029. Specificamente, il calcolo delle emissioni Scope 3 ha permesso di identificare le aree maggiormente rilevanti per il Gruppo, sulle quali si intende proseguire le analisi nei prossimi mesi con l'obiettivo di identificare azioni di riduzione.
Con riferimento agli obiettivi climatici, il Gruppo è impegnato a ridurre le emissioni di almeno il 19% entro la fine del 2025 (su baseline 2022). A questo proposito sono proseguite nuove attività
strutturate di analisi per ridurre le emissioni Scope 1 e Scope 2 a partire dai plant più emissivi del Gruppo e sono in fase di valutazione nuove formule commerciali e tecnologiche per ridurre le emissioni senza investimenti diretti.
In materia di governance di sostenibilità, con la definizione della Politica di Remunerazione, nell'ambito degli MBO e del Piano LTI 2023-2025 proposti, è stato confermato per il terzo anno consecutivo un parametro legato alla riduzione delle emissioni (Scope 1 e Scope 2), in aggiunta ai già presenti parametri legati agli indici infortunistici.
Con riferimento agli impatti sociali, nel primo semestre 2025, il Gruppo ha proseguito il Sustainability Ambassadors' Journey, strutturato in due moduli principali:
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il Climate Fresk Path, il programma per aumentare la consapevolezza del cambiamento climatico e conseguenti impatti sociali e ambientali attraverso workshop interattivi: diversi collaboratori hanno già concluso il loro percorso di formazione e i primi workshop saranno erogati nei mesi successivi;
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il Sustainability Lab: gruppi di lavoro facilitati in cui i collaboratori possono generare idee e proposte in materia di sostenibilità da sviluppare in azienda. Il processo è stato rivisto e aggiornato per poter integrare i risultati nell'ambito del prossimo Piano Industriale 2026-2028.
Guardando invece agli impatti verso i lavoratori dei fornitori, sono proseguiti gli audit previsti nel Piano di Sostenibilità che integrano la verifica di aspetti ambientali e sociali in senso lato, in aggiunta ad aspetti di qualità, produzione e sicurezza sul lavoro.
Con riferimento agli impatti verso i clienti, si segnala che nei primi mesi dell'anno, è stata condotta una survey ai clienti della Strategic Business Unit Components, con l'obiettivo di approfondire le priorità strategiche in materia di sostenibilità. Sono altresì proseguite le partecipazioni del Gruppo nei network dell'Unione del Caldo e del Freddo Green e di ASERCOM, l'associazione europea dei produttori di componenti per la refrigerazione.
Sono proseguite infine le attività per ottemperare agli obblighi di legge previsti dal Regolamento europeo "Carbon Border Adjustment Mechanism - CBAM" che prevede la rendicontazione delle emissioni climalteranti per alcuni beni ad alta intensità di carbonio.
Infine, in data 18 aprile 2025 l'Assemblea degli Azionisti della capogruppo LU-VE S.p.A.:
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ha preso visione del bilancio consolidato e della rendicontazione consolidata di sostenibilità relativi al 31 dicembre 2024 del Gruppo LU-VE;
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ha approvato il bilancio d'esercizio 2024 di LU-VE S.p.A., corredato della Relazione Unica sulla Gestione, così come approvato dal Consiglio di Amministrazione di LU-VE il 13 marzo 2025 e già comunicato al Mercato. Si evidenzia che il risultato d'esercizio del 2024, pari a 17,7 milioni di Euro, è stato destinato come segue: (i) alla "Riserva legale" per 0,9 milioni di Euro, (ii) alla distribuzione di un dividendo ordinario lordo di Euro 0,42 per ciascuna azione in circolazione e (iii) di accantonare a "Riserva straordinaria" l'importo dell'utile di esercizio che residua.
Successivamente in data 29 maggio il Consiglio di Amministrazione di LU-VE S.p.A., ha deliberato di sottoporre all'Assemblea Straordinaria convocata per il 1° luglio 2025 il potenziamento del sistema di voto maggiorato con la previsione del riconoscimento, in aggiunta al beneficio del voto maggiorato c.d. "ordinario" già esistente attribuito agli azionisti "fedeli" (loyal shareholders) di un voto ulteriore alla scadenza di ogni periodo di dodici mesi successivi alla maturazione del precedente periodo di ventiquattro mesi, fino a un massimo complessivo di 10 voti per ciascuna azione. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo 1.9.
Con riferimento alla verifica fiscale relativa agli esercizi 2016, 2017, 2018 e 2019 ed al processo verbale di constatazione ricevuto nel mese di novembre 2023 dalla Capogruppo LU-VE S.p.A., non ci sono state ulteriori attività da parte dell'Agenzia delle Entrate.
La verifica fiscale a cui è sottoposta la società controllata LU-VE Iberica S.l. per i periodi d'imposta 2013, 2018 e 2019, si è conclusa con il pagamento di 120 migliaia di Euro tra interessi, sanzioni e maggiori imposte.
Per quanto riguarda la verifica da parte della Direzione Centrale Grandi Contribuenti e Internazionale in merito all'istanza presentata in data 28 dicembre 2020 per l'accesso alla procedura finalizzata alla stipula di accordi preventivi ("APA"), prevista dall'art. 31 ter del Dpr. 600/73, la Società ha prontamente risposto alle ulteriori richieste documentali ricevute.
Per quanto riguarda la verifica dell'Autorità fiscale polacca sulla controllata Sest-LUVE-Polska Sp.z.o.o. in merito all'istanza presentata in data 30 dicembre 2021 per l'accesso alla procedura finalizzata alla stipula di accorti preventivi ("APA"), la controllata ha prontamente risposto a tutte le richieste documentali ricevute entro i termini previsti.
In data 28 aprile 2025, la Direzione Regionale delle Entrate - Ufficio Grandi Contribuenti ha effettuato il primo accesso per la verifica del periodo d'imposta 2021 sulla Capogruppo LU-VE S.p.A., ai fini delle imposte dirette, dell'IRAP e dell'IVA: la Società ha prontamente risposto alle richieste documentali ricevute.
-
-
CONSIDERAZIONI SUL VALORE DI BORSA DEL TITOLO
Nel corso del primo semestre 2025 il titolo LU-VE si è mantenuto quasi costantemente al di sopra dell'indice FTSE Italia Star e, alla fine del periodo, mostrava circa 5 punti percentuali di crescita in più rispetto al medesimo indice. Il valore medio del titolo del secondo trimestre ha registrato un incremento del 2% rispetto al valore medio del primo trimestre. Al 30 giugno 2025 il valore del titolo mostrava un incremento del 9,4% rispetto all'inizio dell'anno.
Di seguito si riportano i dati principali e l'andamento dei prezzi del titolo: Prezzo al 2 gennaio 2025: Euro 27,95
Prezzo al 30 giugno 2025: Euro 30,35
Variazione del periodo: +9,4%
Prezzo Massimo: Euro 32,15 (14 maggio 2025)
Prezzo Minimo: Euro 25,25 (7 aprile 2025) Prezzo Medio Ponderato: Euro 29,20 Volumi scambiati: 1.346.759
Capitalizzazione di Borsa al 30 giugno 2025: 674,8 milioni di Euro
Alla data dell'8 settembre 2025 (ultima chiusura prima dell'approvazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato) il prezzo era pari a Euro 32,80, corrispondente ad una capitalizzazione di 729,3 milioni di Euro, in ogni caso superiore al valore del patrimonio netto contabile del Gruppo (262,8 milioni di Euro).
35,0
30,0
25,0
20,0
€ VOLUMI (m)
50.000
40.000
30.000
20.000
10.000
15,0 0
gen-25 feb-25 mar-25 apr-25 mag-25 giu-25
VOLUMI LU-VE S.p.A. FTSE Italia Star
-
DATI ECONOMICI E PATRIMONIALI
Di seguito, il conto economico e lo stato patrimoniale riclassificati:
Conto Economico Consolidato
Riclassificato (in migliaia di Euro)
H1 2025
% Ricavi
H1 2024
% Ricavi
Variazione %
Ricavi e proventi operativi
294.708
100%
296.382
100%
-0,6%
Acquisti di materiali
(153.623)
52,1%
(150.086)
50,6%
Variazione delle rimanenze
12.450
-4,2%
5.019
-1,7%
Servizi
(37.828)
12,8%
(38.148)
12,9%
Costi del personale
(71.666)
24,3%
(68.430)
23,1%
Altri costi operativi e accantonamenti
(1.852)
0,6%
(1.781)
0,6%
Totale costi operativi
(252.519)
85,7%
(253.426)
85,5%
-0,4%
Margine Operativo Lordo (EBITDA)
42.189
14,3%
42.956
14,5%
-1,8%
Ammortamenti
(15.342)
5,2%
(15.567)
5,3%
Plus./(Svalutaz.) Attività non correnti
72
0,0%
(20)
0,0%
Risultato Operativo (EBIT)
26.919
9,1%
27.369
9,2%
-1,6%
Proventi e oneri finanziari netti ed effetto cambi
(4.266)
1,4%
(1.085)
0,4%
Risultato prima delle imposte (EBT)
22.653
7,7%
26.284
8,9%
-13,8%
Imposte sul reddito
(5.627)
1,9%
(6.190)
2,1%
Risultato netto
17.026
5,8%
20.094
6,8%
-15,3%
Risultato netto di pertinenza di terzi
748
658
Risultato netto di pertinenza del Gruppo
16.278
5,5%
19.436
6,6%
-16,2%
I "Ricavi e proventi operativi" hanno registrato un decremento di 1,7 milioni di Euro (-0,6%) rispetto al primo semestre 2024. A cambi costanti il decremento sarebbe stato pari all' 1%. Questo decremento è dovuto in particolare al calo dei volumi e al cambiamento del mix di prodotti. Per maggiori informazioni si rimanda a quanto ampiamente riportato nei precedenti paragrafi.
Il totale dei "Costi operativi" passa da 253,4 milioni di Euro (incidenza dell'85,5% sui ricavi) del primo semestre 2024 a 252,5 milioni di Euro (incidenza dell'85,7% sui ricavi) del primo semestre 2025. Il decremento complessivo è dello 0,4% (0,9 milioni di Euro) ed è sostanzialmente dovuto ai seguenti fattori:
-
il consumo delle materie è diminuito di 3,9 milioni di Euro con un'incidenza sui ricavi che scende dal 48,9% al 47,9%. Tale variazione è dovuta per 3,5 milioni di Euro all'aumento dei costi di acquisto delle principali materie prime al netto della diminuzione dei volumi ed alla variazione del mix di prodotti (7,4 milioni di Euro);
-
i costi per servizi (incidenza sulle vendite del 12,8%, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2024, 12,9%) mostrano una diminuzione di 0,3 milioni di Euro;
-
il costo del personale aumenta di 3,2 milioni di Euro principalmente legato all'abituale dinamica salariale ed agli effetti dell'inflazione. L'incidenza del costo del personale sui ricavi passa dal 23,1% al 24,3%. Il costo del personale, nel primo semestre del 2025 include circa 0,9 milioni di Euro per attività legate all'ampliamento dello stabilimento produttivo di LU-VE US Inc. in Texas (c.d. "costi di start-up"), non rientranti nella gestione ordinaria.
Il "Margine Operativo Lordo (EBITDA)" è stato pari a 42,2 milioni di Euro (14,3% dei ricavi) rispetto a 43,0 milioni di Euro (14,5% dei ricavi) del primo semestre 2024. L'EBITDA adjusted del primo semestre 2025, al netto dell'impatto dei costi non rientranti nella gestione ordinaria descritti in precedenza, sarebbe stato pari a 43,1 milioni di Euro (nessun costo non rientrante nella gestione ordinaria nel primo semestre 2024). La variazione dell'EBITDA adjusted rispetto al primo semestre 2024 (positiva per 0,1 milioni di Euro) è generata per 0,4 milioni di Euro dall'aumento nei costi delle principali materie prime e degli altri costi della produzione e per 1,4 milioni di Euro legati sostanzialmente all'effetto volume, al netto di 1,9 milioni di Euro di aumento dei prezzi di vendita.
Gli "Ammortamenti" mostrano una diminuzione di 0,2 milioni di Euro (incidenza sul fatturato pari al 5,2%).
Il "Risultato Operativo (EBIT)" è pari a 26,9 milioni di Euro (9,1% dei ricavi) rispetto a 27,4 milioni di Euro (9,2% dei ricavi) nel primo semestre del 2024. Al netto dei costi non rientranti nella gestione ordinaria (EBIT "adjusted") del primo semestre 2025 (come meglio descritti successivamente) sarebbe stato pari a 27,8 milioni di Euro, 9,4% dei ricavi.
Il saldo dei "Proventi e degli oneri finanziari netti ed effetto cambi" risulta negativo per 4,3 milioni di Euro (negativo per 1,1 milioni di Euro nel primo semestre 2024). La differenza negativa di 3,2 milioni di Euro è dovuta: i) all'impatto negativo del costo ammortizzato per 2,0 milioni di Euro, ii) per 1,3 milioni di Euro dalla variazione negativa del fair value degli strumenti finanziari derivati di copertura gestionale dei finanziamenti, iii) per 3,2 milioni di Euro alla variazione negativa dei delta cambi, iv) per 1,7 milioni di Euro alla variazione positiva del rendimento della liquidità investita e, v) per 1,6 milioni di Euro dalla diminuzione degli oneri finanziari. In aggiunta si segnala che all'interno della voce, nel primo semestre 2024, è stata rilevata la variazione negativa del valore dell'opzione put and call relativa all'acquisizione del restante 25% della partecipazione nella controllata Refrion S.r.l., pari a 0,9 milioni di Euro.
Il "Risultato prima delle imposte (EBT)" è pari a 22,7 milioni di Euro (7,7% dei ricavi) contro un valore di 26,3 milioni di Euro al 30 giugno 2024 (8,9% dei ricavi). L'EBT del primo semestre 2025 normalizzato (EBT "adjusted") per l'effetto netto della variazione negativa del fair value dei derivati e dell'impatto del costo ammortizzato (1,5 milioni di Euro) e dei costi non rientranti nella gestione ordinaria sarebbe stato pari a 25,0 milioni di Euro (8,5% dei ricavi). L'EBT del primo semestre 2024 normalizzato (EBT "adjusted") per la variazione negativa del valore dell'opzione put and call (0,9 milioni di Euro) e per l'effetto netto della variazione positiva del fair value dei derivati e dell'impatto del costo ammortizzato (1,9 milioni di Euro) sarebbe stato pari a 25,3 milioni di Euro (8,5% dei ricavi).
Il "Risultato netto" è pari a 17,0 milioni di Euro (5,8% dei ricavi), rispetto a 20,1 milioni di Euro del primo semestre 2024 (6,8% dei ricavi). Applicando l'effetto fiscale ai costi e ricavi non rientranti nella gestione ordinaria sopra descritti, il risultato netto del primo semestre 2025 ("Risultato netto "adjusted") sarebbe stato pari a 19,0 milioni di Euro, 6,5% dei ricavi (nel primo semestre 2024, 19,6 milioni di Euro, 6,6% dei ricavi).
Stato patrimoniale Consolidato
% su
% su
Variazione
Riclassificato (in migliaia di Euro)
30/06/2025
capitale
investito netto
31/12/2024
capitale
investito netto
2025 su 2024
Immobilizzazioni immateriali nette
84.455
88.080
(3.625)
Immobilizzazioni materiali nette
215.139
213.621
1.518
Imposte anticipate
13.566
11.227
2.339
Altre attività non correnti
626
424
202
Attività non correnti (A)
313.786
87,4%
313.352
88,8%
434
Rimanenze di magazzino
112.648
101.061
11.587
Crediti commerciali
121.631
102.961
18.670
Altri crediti ed attività correnti
14.254
13.631
623
Attività correnti (B)
248.533
217.653
30.880
Debiti commerciali
131.807
108.291
23.516
Altri debiti e passività correnti
46.074
44.641
1.433
Passività correnti (C)
177.881
152.932
24.949
Capitale d'esercizio netto (D=B-C)
70.652
19,6%
64.721
18,3%
5.931
Fondi relativi al personale
5.361
5.390
(29)
Imposte differite
13.279
13.698
(419)
Fondi per rischi e oneri
6.580
6.012
568
Passività a medio e lungo termine (E)
25.220
7,0%
25.100
7,1%
120
Capitale Investito Netto (A+D-E)
359.218
100%
352.973
100%
6.245
Patrimonio netto di gruppo
256.195
249.434
6.761
Patrimonio netto di pertinenza di terzi
6.618
6.003
615
Totale Patrimonio Netto Consolidato
262.813
73,2%
255.437
72,4%
7.376
Pos. Finanziaria Netta a Medio Termine
304.926
279.756
25.170
Pos. Finanziaria Netta a Breve Termine
(208.521)
(182.220)
(26.301)
Totale Posizione Finanziaria Netta
96.405
26,8%
97.536
27,6%
(1.131)
Mezzi propri e indebitam. Finanziario netto
359.218
100%
352.973
100%
6.245
Le Attività non correnti al 30 giugno 2025 mostrano un aumento di 0,4 milioni di Euro, principalmente dovuto ai maggiori ammortamenti rispetto agli investimenti effettuati nel periodo per una variazione netta complessiva di 2,1 milioni di Euro, parzialmente compensata dall'incremento delle Imposte
anticipate per 2,3 milioni di Euro. Gli investimenti del periodo ammontano a circa 17,1 milioni di Euro di cui 9,5 milioni legati all'investimento presso LU-VE US Inc. e 1,8 milioni di Euro legati ai diritti d'uso.
Il capitale circolante operativo del Gruppo LU-VE (dato dalla somma delle rimanenze e dei crediti commerciali al netto dei debiti commerciali) al 30 giugno 2025 ammonta a 102,5 milioni di Euro con un'incidenza del 17,4% sulle vendite degli ultimi 12 mesi (era pari a 105,8 milioni di Euro al 30 giugno 2024 con un'incidenza del 17,8% sulle vendite degli ultimi 12 mesi). Al 31 dicembre 2024 il capitale circolante operativo del Gruppo LU-VE era pari a 95,7 milioni di Euro con un'incidenza del 16,3% sulle vendite.
Il patrimonio netto consolidato ammonta a 262,8 milioni di Euro rispetto a 255,4 milioni di Euro al 31 dicembre 2024. L'incremento (pari a 7,4 milioni di Euro) è dovuto sostanzialmente al risultato del periodo (17,0 milioni di Euro), rettificato dalla distribuzione di dividendi per 9,8 milioni di Euro.
La posizione finanziaria netta è negativa per 96,4 milioni di Euro (97,5 milioni di Euro al 31 dicembre 2024) in miglioramento per 1,1 milioni di Euro principalmente dovuto per 16,7 milioni di Euro agli investimenti, per 9,8 milioni di Euro alla distribuzione di dividendi, per 6,7 milioni di Euro all'incremento del capitale circolante operativo, al netto di 3,0 milioni di Euro legati alla variazione degli altri debiti e crediti, di 1,0 milioni di Euro legati al decremento delle altre passività finanziarie (IFRS16) e di 30,3 milioni di Euro di flusso positivo della gestione operativa. La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2024 era pari a 118,9 milioni di Euro (miglioramento di 22,5 milioni di Euro negli ultimi dodici mesi). Nel periodo 1° luglio 2024 - 30 giugno 2025 il flusso di cassa della gestione rettificato delle componenti non operative è stato di circa 53,4 milioni di Euro.
-
-
INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE
In conformità a quanto indicato nella raccomandazione ESMA in materia di indicatori alternativi di performance (ESMA/2015/1415), nella seguente tabella sono evidenziati i principali indicatori alternativi di performance utilizzati per monitorare l'andamento economico e finanziario del Gruppo:
In migliaia di Euro gli importi monetari
H1 2025
H1 2024
Giorni medi di giacenza delle rimanenze (1)
69,0
71,0
Indice di rotazione delle rimanenze (2)
5,2
5,1
Indice di rotazione dei crediti (3)
4,8
5,2
Giorni medi di incasso dei crediti commerciali (4)
74,5
69,8
Indice di rotazione dei debiti (5)
2,8
3,0
Giorni medi di pagamento dei debiti commerciali (6)
128,3
118,5
Capitale investito netto
359.218
363.115
EBITDA
42.189
42.956
EBITDA adjusted (7)
43.089
42.956
EBITDA/Oneri finanziari
5
7
Risultato operativo (EBIT) adjusted (8)
27.819
27.369
Risultato prima delle imposte (EBT) adjusted (9)
25.100
25.260
Risultato netto di periodo adjusted (10)
19.026
19.560
Risultato per azione base (11)
0,73
0,88
Risultato per azione diluito (12)
0,73
0,88
Dividendi per azione (13)
0,42
0,40
Posizione finanziaria netta
(96.405)
(118.868)
Posizione finanziaria netta/EBITDA
1,18
1,49
Indice di indebitamento (14)
0,37
0,49
Capitale circolante operativo (15)
102.472
105.830
Capitale d'esercizio netto (16)
70.652
77.446
Flusso di cassa della gestione rettificato delle componenti non operative (17)
53.400
72.200
Avviamento e Altre attività immateriali/Totale attivo
0,09
0,11
Avviamento e Altre attività immateriali/Patrimonio netto
0,32
0,37
Nota:
Le modalità di calcolo degli indicatori sopra riportati è la seguente:
-
Rimanenze di magazzino/Ricavi ed altri proventi operativi LTM (Last Twelve Months)*360; I valori LTM sono determinati dalla somma dei valori del secondo semestre dell'esercizio precedente (ottenuti per differenza tra i valori dell'intero esercizio e i valori del primo semestre) e del primo semestre dell'esercizio in corso
-
Ricavi ed altri proventi operativi LTM/Rimanenze di magazzino;
-
Ricavi/crediti commerciali;
-
Crediti Commerciali/ricavi LTM*360;
-
Costi operativi di natura commerciale/debiti commerciali. I costi operativi di natura commerciale includono gli acquisti di materiale e variazione delle rimanenze, costi per servizi ed altri costi ed oneri. La voce non include il costo del personale;
-
Debiti commerciali/costi operativi di natura commerciale LTM*360;
-
EBITDA rettificato dei costi non rientranti nella gestione ordinaria:
Valori in Euro/milioni
EBITDA
Costi di "start-up" per LU-VE US
H1 2025
42,2
0,9
H1 2024
43,0
-
EBITDA adjusted
43,1
43,0
-
Risultato operativo (EBIT) rettificato dei costi non rientranti nella gestione ordinaria ("base" EBITDA adjusted, vedasi tabella precedente);
-
Risultato prima delle imposte (EBT) rettificato dei costi e dei ricavi non rientranti nella gestione ordinaria;
Valori in Euro/milioni
H1 2025
H1 2024
EBT
22,7
26,3
Variazione prezzo di esercizio Put and Call - acquisto 25% di Refrion S.r.l.
-
0,9
Proventi e oneri finanziari netti (effetto costo ammortizzato e fair value dei
derivati)
1,5
(1,9)
Costi di "start-up" per LU-VE US
0,9
-
EBT adjusted
25,1
25,3
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Risultato netto rettificato dei costi e dei ricavi non rientranti nella gestione ordinaria ("base" EBT adjusted - vedasi tabella precedente - al netto dell'effetto fiscale per complessivi -6,1 milioni di Euro per il 2025 e per -5,7 milioni per il 2024);
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Risultato netto/Numero medio ponderato di azioni ordinarie;
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Risultato netto/(Numero medio ponderato di azioni ordinarie + numero potenziale di ulteriori azioni ordinarie, queste ultime pari a zero in entrambi i periodi);
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Valore nominale del dividendo per azione deliberato in ciascun esercizio.
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Posizione finanziaria netta/Patrimonio netto.
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Somma delle rimanenze di magazzino e dei crediti verso clienti al netto dei debiti verso fornitori;
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Attività correnti al netto delle passività correnti.
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Flusso di cassa della gestione rettificato delle componenti non operative LTM:
Valori in Euro/milioni
LTM - H1 2025
LTM - H1 2024
Variazione della Posizione Finanziaria Netta
22,5
41,3
Investimenti non ordinari (*)
15,8
17,1
Dividendi distribuiti (**)
9,8
9,7
Variazione debiti finanziari per lease ai sensi dell'IFRS 16
4,4
2,6
Costi non rientranti nella gestione ordinaria (***)
0,9
1,5
Flusso di cassa della gestione rettificato delle componenti non operative
53,4
72,2
(*) Trattasi di investimenti con apporto differito sulla generazione di cassa del Gruppo LU-VE, in particolare di investimenti immobiliari, anche inclusi nella voce Attività materiali in corso.
(**) Come da "Prospetto dei movimenti di Patrimonio Netto", paragrafo 1.4 del bilancio consolidato semestrale abbreviato.
(***) Costi di "start-up" (costi del personale) relativi alle attività legate all'ampliamento dello stabilimento produttivo di LU-VE US Inc. in Texas relativa al primo semestre 2025.
OSSERVAZIONI SUL PROFILO FINANZIARIO E SULLA CONTINUITA' AZIENDALE
Il bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2025 è stato redatto sul presupposto della continuità aziendale, in quanto gli Amministratori hanno verificato l'insussistenza di indicatori di carattere finanziario, gestionale o di altro genere che potessero segnalare criticità circa la capacità del Gruppo LU-VE di far fronte alle proprie obbligazioni nel prevedibile futuro. I rischi e le incertezze relative al business sono descritti al paragrafo successivo.
In particolare, alla data del 30 giugno 2025 il Gruppo LU-VE mostra una struttura finanziaria solida ed equilibrata, con un rapporto Indebitamento finanziario netto/Patrimonio netto (Indice di indebitamento) pari a 0,37 (0,38 al 31 dicembre 2024) ed una posizione finanziaria netta a breve positiva per 208,5 milioni di Euro (positiva per 182,2 milioni di Euro al 31 dicembre 2024), garantendo pertanto il rimborso del debito a medio/lungo termine in scadenza nei prossimi 12 mesi (pari complessivamente a 117,9 milioni di Euro).
Si evidenzia che le stime del forecast 2025 portano ad attendersi che al 31 dicembre 2025 non vi siano criticità in merito al rispetto dei requisiti patrimoniali-economici (c.d. covenant) su base consolidata, previsti dal debito finanziario del Gruppo (peraltro richiesto contrattualmente solo in sede di chiusura di bilancio consolidato annuale).
Comparando il Piano Industriale 2025 -2028 con i risultati economici consuntivati nel primo semestre 2025 e con i dati di forecast per l'intero esercizio corrente, le performance economiche ed i principali indicatori economico/finanziari risultano in linea rispetto a quelle stimate del Piano approvato lo scorso 20 febbraio 2025.
Alla luce di quanto sopra esposto, il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo al 30 giugno 2025 è stato redatto sulla base del presupposto della continuità aziendale ai sensi dei paragrafi 25 e 26 del Principio contabile internazionale IAS 1.
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PRINCIPALI RISCHI ED INCERTEZZE
RISCHI CONNESSI ALL'ANDAMENTO DEI PREZZI DELLE MATERIE PRIME
I costi di produzione del Gruppo LU-VE sono influenzati dai prezzi delle materie prime, principalmente il rame e l'alluminio. I relativi rischi sono connessi sia alla fluttuazione delle quotazioni di tali materie sui mercati di riferimento (su cui sono quotate in USD) sia alla fluttuazione del cambio Euro/USD (poiché il Gruppo acquista in Euro, mentre le quotazioni sono effettuate in USD), sia all'affidabilità e alle politiche delle società di estrazione mineraria e/o di trasformazione.
La fluttuazione della disponibilità e del prezzo delle suddette materie può risultare significativa, in funzione di diversi fattori, tra cui la ciclicità economica dei mercati di riferimento, le condizioni di fornitura e altri fattori non controllabili da parte del Gruppo LU-VE e difficilmente prevedibili (quali ad esempio: problematiche inerenti la capacità estrattiva o di trasformazione dei singoli fornitori che potrebbero ostacolare o ritardare la consegna delle materie prime ordinate; scelte gestionali e/o industriali da parte di singoli fornitori che comportino l'interruzione dell'estrazione o della lavorazione delle materie prime e la conseguente maggior difficoltà di reperire nell'immediato tali materie prime sul mercato di riferimento; il verificarsi di ritardi significativi nella fase di trasporto e consegna di tali materie prime alle società del Gruppo, la possibile introduzione di dazi e gli impatti dei cambiamenti climatici sulle attività estrattive). Con riferimento alla transizione energetica, in particolare, saranno necessarie quantità addizionali di rame ed alluminio, che richiederanno però tecniche estrattive a ridotta intensità energetica.
Al fine di gestire tali rischi, il Gruppo LU-VE monitora costantemente le disponibilità di materie prime sul mercato, nonché l'andamento del relativo prezzo (anche tenendo conto della fluttuazione della divisa USD rispetto all'Euro), al fine di identificare tempestivamente eventuali situazioni di carenze nella disponibilità delle materie prime e di attivare azioni idonee a garantire la necessaria autonomia produttiva, nonché di mantenere competitiva la propria attività produttiva anche sotto questo profilo. Vengono effettuate costantemente analisi per identificare alternative ai fornitori strategici per ridurre la relativa dipendenza ed anche attività di diversificazione geografica sia con l'obiettivo di ridurre i costi di acquisto a parità di qualità che di non avere eccessiva dipendenza geografica da alcune aree del mondo. In particolare, per quanto riguarda la principale materia prima acquistata - il rame - il Gruppo LU-VE, da diversi anni, si relaziona, per la maggior parte dei quantitativi, con i medesimi fornitori, selezionati e periodicamente valutati sulla base di criteri di affidabilità commerciale e con i quali nel tempo si sono consolidati anche rapporti di reciproca fiducia. Inoltre, il Gruppo, quando lo ritiene opportuno in relazione alle tendenze previste, stipula contratti di copertura del rischio dalle oscillazioni dei prezzi delle materie prime.
Si ricorda che il Gruppo ha in essere sistemi di "pass through" che permettono di trasferire ai clienti finali gli incrementi nei costi (anche eventualmente generati dalla fluttuazione delle valute) garantendo la salvaguardia della marginalità.
A differenza dei problemi sorti negli anni precedenti, legati alla disponibilità dei materiali, che hanno obbligato a rivedere le logiche di approvvigionamento e ad incrementare le giacenze di materie prime e componenti per poter rispondere alle richieste del mercato in tempi adeguati, nel primo semestre del 2025 le logiche di stoccaggio hanno continuato ad essere ispirate ai principi del "just in time" (politica di approvvigionamento in linea con il 2024), con effetti positivi sulla riduzione delle giacenze di magazzino e rispondendo al mercato con tempi di consegna in linea con le aspettative.
Si segnala, infine, che la volatilità del prezzo del petrolio incide (oltre che sul prezzo delle materie prime) sugli investimenti effettuati a livello globale nel mercato power gen, rendendo difficilmente prevedibile l'andamento di questo segmento di mercato, soprattutto in vista della transizione energetica, che potrebbe limitarne nel tempo l'operatività.
RISCHI CONNESSI ALL'INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO
In relazione ai contratti di finanziamento in essere il Gruppo LU-VE si è impegnato a rispettare determinati parametri finanziari (c.d. covenant), principalmente: i) Indebitamento finanziario netto/EBITDA, ii) Indebitamento finanziario netto/Patrimonio netto. Inoltre, una parte significativa dei contratti di finanziamento del Gruppo prevedono clausole di cross default - cross acceleration, clausole di negative pledge e clausole di pari passu. In futuro, qualora non fossero rispettati i sopra citati covenant finanziari o altri impegni previsti nei contratti di finanziamento in essere, il Gruppo potrebbe essere tenuto a rimborsare anticipatamente il relativo indebitamento.
Infine, una parte significativa dei contratti di finanziamento del Gruppo LU-VE prevede adempimenti informativi in varie occasioni, l'obbligo di richiedere il preventivo consenso in caso di nuovi finanziamenti o particolari operazioni straordinarie, nonché l'obbligo di non costituire nuove ipoteche.
Per mitigare questo rischio il Gruppo LU-VE monitora attentamente il rispetto dei covenant finanziari, di tutte le clausole previste nei contratti di finanziamento e degli obblighi di informativa attraverso procedure formalizzate che coinvolgono la funzione legale e finanza. Inoltre, mantiene sempre una quantità significativa di disponibilità finanziarie liquide o liquidabili in tempi brevi e di linee di credito di breve termine per far fronte ad eventuali, ancorché considerati remoti, obblighi di rimborso anticipato di finanziamenti a medio e lungo termine.
Gli strumenti finanziari in cui il Gruppo LU-VE investe la liquidità disponibile sono principalmente rappresentati dai Time Deposit, liberamente smobilizzabili, depositi vincolati per un breve periodo determinato di tempo e remunerati ad un tasso prestabilito. Il rischio prevalente di questi strumenti finanziari è la solidità patrimoniale e il rating degli istituti bancari con cui il Gruppo LU-VE li sottoscrive.
Il Gruppo LU-VE sceglie i propri investimenti privilegiando quelli a basso rischio e li effettua con primarie istituzioni bancarie. Inoltre, con un'attenta politica di gestione della liquidità e l'esistenza di linee di credito a breve termine mitiga il rischio di dover procedere a repentini e non previsti smobilizzi della liquidità.
RISCHI CONNESSI ALLA FLUTTUAZIONE DEI TASSI DI CAMBIO
Il Gruppo è esposto al rischio di fluttuazioni nei tassi di cambio delle valute derivante da diverse circostanze.
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In primo luogo, il Gruppo LU-VE è esposto al rischio di cambio "di natura traslativa".
Infatti, il Gruppo redige il proprio bilancio consolidato in Euro, mentre detiene partecipazioni di controllo in società che redigono il bilancio in valute diverse dall'Euro (rublo russo, zloty polacco, dollaro americano, rupia indiana, corona ceca, corona svedese, yuan renminbi cinese, dirham degli emirati arabi, dollaro australiano, sterlina inglese, won sudcoreano e dollaro di Hong Kong). Il Gruppo è esposto quindi al rischio che le fluttuazioni dei tassi di cambio utilizzati per convertire i dati di bilancio delle controllate, originariamente espressi in valuta estera, influenzino in modo significativo
sia i risultati del Gruppo, sia l'indebitamento finanziario netto consolidato, sia il patrimonio netto consolidato. Le principali esposizioni sono monitorate, ma non rientra tra le attuali politiche del Gruppo la copertura di tali rischi di cambio di natura traslativa.
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In secondo luogo, il Gruppo LU-VE è esposto al rischio di cambio c.d. "di natura transattiva" sia per acquisti di beni e di materiali dai fornitori, sia per le vendite ai clienti.
A livello di acquisti, la principale valuta di esposizione del Gruppo LU-VE è il dollaro americano (USD, valuta a cui è legato il costo delle principali materie prime): infatti, le materie prime sui mercati di riferimento sono quotate in USD e il costo viene convertito in Euro applicando alla quotazione in dollari il tasso di cambio USD/Euro del giorno, così facendo ricadere il rischio di cambio sull'acquirente (al netto dell'effetto dei "pass through" già menzionato). Inoltre, le società del Gruppo localizzate in paesi in cui la moneta di riferimento è diversa dall'Euro (che pure acquistano le materie prime con contratti che prevedono quale moneta per il pagamento l'Euro e, quindi, subiscono il rischio di cambio USD/Euro evidenziato), sono esposte anche al rischio di fluttuazione del cambio dell'Euro rispetto alle valute locali.
A livello di vendite, le stesse sono principalmente effettuate in Euro. Peraltro, le società Sest-LUVE Polska Sp.z.o.o., HTS, Spirotech e LU-VE Sweden, pur essendo localizzate in paesi che non hanno l'Euro come valuta di riferimento, effettuano una quantità significativa delle loro vendite in Euro e, pertanto, sono esposte al rischio di fluttuazione del cambio dell'Euro rispetto alle valute locali.
Con un'attività svolta a livello centralizzato, al fine di proteggere il conto economico e le poste patrimoniali da tali fluttuazioni e di ridurre il rischio derivante dalla variazione dei tassi di cambio, il Gruppo valuta la sottoscrizione di strumenti finanziari derivati con l'intento di copertura dei rischi sottostanti: in particolare nel corso del primo semestre 2025, sono stati sottoscritti strumenti finanziari per proteggere il cambio EUR/USD, quali swap, tarf e forward. Tuttavia, da un punto di vista meramente contabile, tali strumenti, pur garantendo sostanzialmente la copertura dei rischi menzionati, non soddisfano tutti i requisiti richiesti dal principio IFRS 9 per essere designati in hedge accounting; in considerazione di ciò, il Gruppo ha ritenuto opportuno trattare tali strumenti quali operazioni di negoziazione, e non di copertura e di conseguenza tali strumenti sono stati valutati al fair value con variazioni rilevate a conto economico. Per ulteriori dettagli si rimanda all'appendice A delle Note esplicative del Bilancio Consolidato al 30 giugno 2025.
Su alcune valute (yuan cinese, corona svedese, rupia indiana, rublo e dollaro americano) in cui sono espressi ricavi e costi operativi sussiste anche un cosiddetto hedging naturale (i ricavi espressi in una determinata valuta sono naturalmente coperti da costi operativi espressi nella medesima valuta).
RISCHI CONNESSI ALLA CONCENTRAZIONE DELLE VENDITE
Nonostante non vi sia alcun cliente del Gruppo che, da solo, rappresenti più del 5% del fatturato consolidato e i primi 10 clienti rappresentino complessivamente una percentuale del fatturato consolidato pari a circa il 25%, il segmento del "food retail-costruttori banchi frigoriferi" (nel quale il Gruppo è fornitore di tutti i più importanti attori europei ed ha rappresentato nel primo semestre 2025 il 15,5% del fatturato totale), il segmento delle "heat pumps" (che quest'anno rappresenta il 5,3% del fatturato prodotti), quello delle "home appliances" (nel quale il Gruppo fornisce tutti i più importanti marchi europei con un fatturato in forte aumento nel periodo ed un'incidenza, in aumento, al 6,6% sul totale), quello dell' "industrial cooling" (11,6% del fatturato) sono caratterizzati dalla forte leadership commerciale esercitata da alcuni grandi clienti.
Conseguentemente, qualora venisse meno la fornitura ad uno dei clienti cui il Gruppo vende nei predetti segmenti, le società del Gruppo che vi operano potrebbero avere delle difficoltà a recuperare il fatturato perso rivolgendosi ad altri clienti con un impatto negativo sui risultati economici e/o sulla situazione patrimoniale e/o finanziaria.
Il Gruppo pone regolarmente in essere azioni volte a diversificare il rischio legato alla concentrazione delle vendite, svolgendo regolarmente indagini commerciali volte alla ricerca di sempre nuova clientela e di nuovi campi di applicazione sia in Italia che all'estero.
RISCHI RELATIVI ALLE CONSEGUENZE DI EVENTUALI INTERRUZIONI DELL'OPERATIVITA' AZIENDALE
Il Gruppo opera con un processo produttivo a cui sono associati costi fissi connessi all'operatività degli stabilimenti. Il Gruppo è pertanto esposto al rischio derivante dall'interruzione delle attività produttive in uno o più dei propri stabilimenti, a seguito di eventi quali - a puro titolo esemplificativo-incidenti, guasti degli impianti, malfunzionamenti di sistemi informatici, revoca o contestazione dei permessi o delle licenze da parte delle competenti autorità pubbliche, scioperi o mancanza della forza lavoro, catastrofi naturali, pandemie (come nel caso dei provvedimenti di "lock down" locali legati all'emergenza COVID-19), interruzioni significative dei rifornimenti di materie prime o di energia, o infine disastri causati dall'uomo quali sinistri, incendi, atti di terrorismo. In particolare, l'interruzione delle attività produttive potrebbe comportare un parziale mancato assorbimento dei costi fissi associati alla produzione e/o rendere il Gruppo temporaneamente non in grado di soddisfare puntualmente la domanda dei clienti.
Tutti gli stabilimenti del Gruppo sono tra loro indipendenti e nel corso del recentissimo passato sono stati effettuati investimenti per avere a disposizione linee di produzione di back-up localizzate in altri stabilimenti ed in paesi diversi. Per tali ragioni, sono in continuo aumento sia la flessibilità produttiva che il livello di servizio ai clienti.
Sebbene le società del Gruppo abbiano stipulato polizze assicurative loss of profit e all risk contro i danni da incendio e da calamità naturali (ma non contro i soli danni indiretti derivanti da cause di forza maggiore), i cui massimali e franchigie sono ritenuti congrui in considerazione dei possibili danni ipotizzabili, eventuali interruzioni significative dell'attività presso i propri stabilimenti industriali, dovute sia agli eventi sopra menzionati, sia ad altri eventi al di fuori del controllo del Gruppo e non previsti nelle polizze di assicurazione, potrebbero comportare effetti negativi sull'attività e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria, sui risultati economici e sulle prospettive.
RISCHI CONNESSI ALL'ANDAMENTO DEI TASSI DI INTERESSE
Il Gruppo ricorre all'indebitamento bancario sia a breve, che, principalmente, a medio-lungo termine, secondo modalità e forme tecniche adeguate alla propria struttura degli investimenti.
L'esposizione al rischio di tasso di interesse deriva dal fatto che il Gruppo detiene attività e passività sensibili alle variazioni dei tassi d'interesse che sono necessarie per la gestione della liquidità e dei fabbisogni finanziari.
In particolare, la principale fonte di esposizione al rischio in oggetto per il Gruppo deriva dall'indebitamento finanziario espresso per la quasi totalità a tasso variabile. La gestione di tale rischio viene effettuata stipulando contratti derivati (principalmente Interest Rate Swap) di copertura
del rischio in base alle proprie esigenze. Tale politica di copertura consente al Gruppo una ridotta esposizione al rischio di fluttuazione dei tassi di interesse. Nel corso del primo semestre 2025, si è assistito ad una riduzione dei tassi di interesse rispetto al 2024. Eventuali cambiamenti di politiche dei tassi d'interesse possono portare ad una variazione, anche significativa, sul fair value di tali strumenti. Al 30 giugno 2025 la quota dei finanziamenti in essere per i quali è stata effettuata la copertura di tali rischi rappresenta l' 84,8% del totale.
Tuttavia, da un punto di vista meramente contabile, tali strumenti, pur garantendo sostanzialmente la copertura dei rischi menzionati, non soddisfano tutti i requisiti richiesti dal principio IFRS 9 per essere designati in hedge accounting; in considerazione di ciò, il Gruppo ha ritenuto opportuno trattare tali strumenti quali operazioni di negoziazione, e non di copertura e di conseguenza tali strumenti sono stati valutati al fair value con variazioni rilevate a conto economico. Per ulteriori dettagli si rimanda all'appendice A delle Note esplicative del Bilancio Consolidato semestrale.
RISCHI CONNESSI AL CREDITO
Il Gruppo è esposto al rischio di credito derivante dai rapporti commerciali con l'esposizione a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti commerciali. Il rischio di credito commerciale è monitorato sulla base di procedure formalizzate per la selezione e valutazione del portafoglio clienti, per la definizione dei limiti di affidamento per singolo cliente, per il monitoraggio dei flussi di incasso attesi e per le eventuali azioni di recupero. In alcuni casi si attiva la richiesta ai clienti di ulteriori garanzie, principalmente nella forma di forme di pagamento garantite o di fideiussioni.
Eventuali allungamenti nei tempi di pagamento da parte dei clienti, inoltre, potrebbero comportare per il Gruppo la necessità di finanziare il connesso fabbisogno di capitale circolante.
Prova dei buoni risultati raggiunti sono i livelli storicamente minimi delle perdite su crediti contabilizzate anche in presenza degli impatti della pandemia e dell'attuale contesto macroeconomico.
RISCHI SOCIO-POLITICI CONNESSI ALL'OPERATIVITÀ DEL GRUPPO A LIVELLO GLOBALE, INCLUSO IN PAESI EMERGENTI
Il Gruppo opera su base globale, con una forte presenza in diversi mercati geografici. In particolare, il Gruppo:
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ha una forte vocazione all'esportazione, essendo il suo fatturato realizzato prevalentemente in mercati diversi dal mercato italiano (nei periodi al 30 giugno 2025, 2024 e 2023, i ricavi delle vendite realizzati all'estero dal Gruppo sono stati, rispettivamente il 79,7% l'80,6% e il 78,8% delle vendite complessive);
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è presente all'estero non solo tramite filiali commerciali, ma anche con società industriali e stabilimenti produttivi localizzati in diverse aree geografiche (Polonia, Russia, Cina, Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca, India, USA).
Questa diversità geografica espone il Gruppo a rischi derivanti dall'operatività su più mercati internazionali, tra i quali il rischio che il mutamento delle condizioni politiche e socio-economiche di un'area geografica si riverberi sulla produzione e sulla distribuzione da parte del Gruppo in quell'area.
Inoltre, il Gruppo conduce il proprio business anche in Paesi con sistemi economici e politici in cui sono presenti differenti fattori di potenziale instabilità, tra cui: (i) instabilità politica ed economica;
(ii) boicottaggi ed embarghi che potrebbero essere imposti dalla comunità internazionale; (iii) cambiamenti sfavorevoli nelle politiche governative, in particolare nei confronti degli investimenti esteri; (iv) fluttuazioni significative dei tassi di interessi e di cambio; (v) espropri o acquisti forzosi di beni; (vi) requisiti burocratici di difficile attuazione; (vii) impossibilità di proteggere alcuni diritti di natura legale e contrattuale in alcune giurisdizioni; (viii) imposizione di tasse, dazi o altri pagamenti imprevisti; e (ix) controlli valutari che potrebbero limitare la rimessa di fondi o la conversione di valuta; (x) corruzione diffusa.
L'operatività nei mercati emergenti potrebbe, altresì, essere influenzata da difficoltà tipiche delle economie dei Paesi in via di sviluppo, quali, a titolo esemplificativo, difficoltà nei trasporti, mancanza di infrastrutture, maggiore difficoltà nel reperimento di manodopera qualificata.
Inoltre, la normativa primaria o secondaria dei Paesi emergenti, o la loro interpretazione, potrebbero essere soggette a modifiche anche imprevedibili ovvero potrebbero esserci un numero limitato di precedenti legati all'interpretazione, all'attuazione e all'applicazione di tali normative.
In definitiva, nonostante la diffusione a livello globale e l'operatività anche in Paesi emergenti rappresentino evidentemente per il Gruppo significative opportunità di cogliere le potenzialità di sviluppo delle varie aree geografiche interessate, non si può escludere che il verificarsi di uno o più dei rischi sopra esposti comporti conseguenze negative sull'attività e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria, sui risultati economici e sulle prospettive del Gruppo. Pertanto, il Gruppo monitora con attenzione la situazione in essere nei diversi paesi con l'obiettivo di intervenire tempestivamente in caso di significativi mutamenti negativi degli scenari di riferimento.
Il Gruppo LU-VE continua a monitorare con grande attenzione l'evoluzione del conflitto tra Russia ed Ucraina che sta avendo significative ripercussioni sull'economia mondiale anche a seguito delle sanzioni che sono state imposte o potranno essere ulteriormente imposte alla Russia. L'estrema diversificazione geografica delle vendite fa sì che l'esposizione del Gruppo in quest'area in termini di fatturato nel primo semestre 2025 sia pari all'8,0%.
Il Gruppo LU-VE ha attivato un'attività di monitoraggio in relazione alle misure restrittive che vengono adottate dall'Unione Europea e dagli Stati Uniti nei confronti della Russia e di singoli soggetti sanzionati, per garantire il loro integrale rispetto. Il Gruppo si è dotato, anche avvalendosi del supporto di consulenti esterni, di linee guida volte a disciplinare i rapporti con le proprie controllate russe e le attività commerciali in Russia. Ha inoltre istituito procedure di verifica in merito alla possibilità di esportare in Russia propri prodotti e componenti e, qualora sia necessario con il supporto di consulenti esterni, verifica con le autorità competenti la corretta interpretazione della normativa applicabile. Ha altresì istituito procedure per la verifica, anche tramite appositi software sviluppati da società specializzate, degli Ultimate Beneficial Owner dei propri clienti e fornitori in aree sensibili, per verificare che non rientrino fra i soggetti oggetto di sanzioni. Ha acquisito consulenze anche per garantire che i propri collaboratori di nazionalità europea che prestano la propria attività in Russia ed in Cina non possano essere oggetto di sanzioni in Europa e negli Stati Uniti in ragione di tale attività. Ha inoltre programmato, con il supporto di consulenti esterni, verifiche annuali massive su tutto il proprio parco fornitori e clienti, al fine di garantire che nessuno di loro, a prescindere dalla sede, sia oggetto di sanzioni o riconducibile ad un soggetto sanzionato.
Con riferimento alla possibile introduzione di dazi doganali in ingresso negli Stati Uniti, il Gruppo ritiene che l'eventuale impatto sarà non materiale.
RISCHI INFORMATICI (c.d. CYBER RISK)
Il Gruppo è esposto al rischio che possa accadere un attacco informatico che generi una significativa interruzione nelle attività operative, la perdita, il furto o l'appropriazione indebita di dati sensibili, la violazione o contraffazione di e-mail aziendali e/o la violazione delle vigenti normative in materia di "privacy" con i conseguenti effetti negativi sia di tipo economico che di tipo reputazionale.
Le infrastrutture IT del Gruppo sono mantenute costantemente aggiornate in base alle necessità che emergono dalla veloce evoluzione tecnologica. Pertanto, considerato che il buon funzionamento dell'IT rappresenta una componente cardine per la continuità del business, il Gruppo ha avviato un percorso, progressivo sui diversi sistemi aziendali, di valutazione delle minacce e del grado di resistenza dei sistemi di protezione in essere ad attacchi informatici, anche attraverso l'esecuzione di assessment di vulnerabilità. Le infrastrutture e le piattaforme utilizzate dal Gruppo sono in gran parte gestite da società esterne che svolgono gli assessment di vulnerabilità dando riscontro dei risultati ottenuti ed attivandosi per rimediare alle potenziali falle riscontrate.
Il modello di "continuous improvement" sulla sicurezza adottato dal gruppo infrastrutture permette un aggiornamento costante delle minacce ed una proattività nell'adottare misure strategiche. Il modello Zero-Trust Microsoft, coadiuvato dalla piattaforma Office365, è stato distribuito sulla totalità del gruppo. Nuove funzionalità di sicurezza delle reti esterne sono in fase di valutazione per migliorare ulteriormente la tutela da attacchi esterni ma anche eventuali interni.
Sono in fase di valutazione nuovi modelli organizzativi che dedichino risorse con responsabilità diretta sul gruppo includendo i network operations definendo perimetri di sicurezza dedicati.
Nello specifico è in fase di pianificazione un'attività di assessment volta alla soddisfazione dei criteri richiesti dal protocollo di sicurezza NIS2 già adottato da Italia e altre realtà EU. Dal piano emergerà un successivo Remediation Plan di, ampiezza e durata da definirsi, che migliorerà ulteriormente la sicurezza sia lato IT che mondo operations OT.
Il piano NIS2 implementerà modelli di sicurezza e formazione con un maggior impatto sul lato IT ma con il coinvolgimento del business; l'intervento è volto ad una maggior consapevolezza di tutti i livelli aziendali per migliorare ulteriormente gli attuali livelli di security.
Verranno introdotti nuovi criteri di business continuity, segregazione del dato e delle informazioni volte a strutturare i sistemi aziendali per la futura adozione di modelli ed agenti AI.
Sebbene siano stati adottati, da parte del Gruppo, rigidi protocolli a tutela dei dati acquisiti nel corso della propria operatività ed in materia di protezione delle informazioni e privacy, non si può escludere che il verificarsi di uno o più dei rischi sopra esposti comporti conseguenze negative sull'attività e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria, sui risultati economici e sulle prospettive del Gruppo. Alla data della presente Relazione Finanziaria semestrale, non sono state registrate violazioni dei sistemi informativi del Gruppo da parte di terzi.
Il conflitto venutosi a creare nel 2022 tra Russia ed Ucraina ha ulteriormente evidenziato che la rete internet e i sistemi informativi delle autorità coinvolte siano stati utilizzati come campo di battaglia e come obiettivi strategici nell'evoluzione del conflitto. Con il prolungamento del conflitto e le tensioni
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