COMUNICATO STAMPA
IL CDA DI MASI AGRICOLA APPROVA I RISULTATI CONSOLIDATI DEL 2024
RICAVI A 66,8 MILIONI DI EURO:
UN OTTIMO QUARTO TRIMESTRE (+11,6%)
FA CONSEGUIRE UNA COMPLESSIVA CRESCITA SUL 2023 (+0,6%)
IMPATTO SULLA REDDITIVITÀ DEI COSTI NON RICORRENTI DERIVANTI DALL'ADOZIONE STATUTARIA
DEL PARADIGMA "MASI GREEN GOVERNANCE" E DEGLI ONERI FINANZIARI
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Ricavi netti consolidati 66,8 milioni di euro (66,4 mln di euro nel 2023, +0,6%)
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EBITDA Adjusted 6,7 milioni di euro (7,2 mln di euro nel 2023)
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EBIT 1,8 milioni di euro (3,0 mln di euro nel 2023)
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Risultato del periodo -1,1 milioni di euro (0,7 mln di euro nel 2023)
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Indebitamento Finanziario Netto127,0 milioni di euro (16,0 mln di euro al 31 dicembre 2023)
Sant'Ambrogio di Valpolicella, 29 aprile 2025. Si è riunito oggi il Consiglio di Amministrazione di Masi Agricola S.p.A., società quotata nell'Euronext Growth Milan e tra i leader italiani nella produzione di vini premium, che ha approvato il progetto di bilancio e il bilancio consolidato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2024.
Sandro Boscaini, Presidente di Masi Agricola, ha dichiarato: «Le vendite sono cresciute progressivamente nel corso dell'esercizio, atterrando alla fine in leggero positivo sul 2023. Abbiamo visto attenuarsi l'effetto-destock che ha penalizzato i ricavi sia nostri che di tutto il settore vinicolo fin dall'anno precedente. Permane però un generalizzato rallentamento dei consumi un po' in tutti i mercati, che adesso riguarda non solo il vino, ma moltissime altre merceologie: troppe incertezze, anche per le tante criticità geopolitiche internazionali. A livello di redditività, rispetto al 2023 impattano costi per servizi non ricorrenti, collegati all'adozione dello status di società benefit e del paradigma 'Masi Green Governance', unitamente agli oneri finanziari conseguenti agli importanti investimenti in corso, primo tra tutti il nuovo visitor center Monteleone21 in Valpolicella, una vera e propria 'brand house' su cui puntiamo anche in chiave enoturistica, che dallo scorso Vinitaly è aperta per eventi collettivi e che a breve aprirà anche quotidianamente per clienti individuali. Continuiamo comunque a lavorare sul posizionamento di marca, l'omnicanalità distributiva, il direct-to-consumer, l'innovazione di prodotto e l'ampliamento di gamma».
1Indebitamento Finanziario Netto consolidato escluse le poste contabili emergenti a seguito dell'adozione del principio IFRS 16 e inclusi gli strumenti finanziari di investimento a scopo di impiego temporaneo di liquidità.
ANDAMENTO ECONOMICO DEL GRUPPO
Dopo un 2023 complicato, anche il 2024 è stato indubbiamente un anno pesante per il settore vincolo:
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si è notata una generalizzata riduzione dei consumi di vini nei vari Paesi serviti. Tale fenomeno sembra derivare principalmente dalla diminuzione della capacità di spesa dei consumatori, a seguito dell'impatto dell'inflazione (sia effettiva che percepita) sui redditi;
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soprattutto nel primo trimestre è continuato il fenomeno di de-stocking iniziato a fine 2022 da parte della rete distributiva, in particolare all'estero. Gli operatori della filiera distributiva hanno cercato in tutti i modi di comprimere i loro stock, preoccupati dalla caduta dei consumi, dall'incertezza indotta anche da una serie di accadimenti e rischi a livello geopolitico (conflitti bellici in essere e/o temuti, elezioni varie etc.), dagli elevati tassi di interesse, da una maggiore cautela delle banche nell'erogazione del credito;
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si è accentuata la strategia comunicativa e legislativa contro il consumo di alcool - e del vino in particolare - posta in essere da molti Paesi europei;
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oltre alla continua diminuzione dei litri di vino pro capite consumati nei principali Paesi del mondo, negli ultimi anni è aumentata la competizione nei confronti del vino da parte di bevande alcoliche alternative, come i cocktail o i c.d. "ready to drink", soprattutto presso il pubblico più giovane;
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i vini di fascia premium e ultrapremium sono risultati maggiormente penalizzati di quanto non siano quelli nel segmento entry;
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i vini veneti, e prevalentemente i rossi, hanno sofferto in misura superiore alla media in particolari mercati, tra cui il Canada e la Scandinavia. Specificamente l'Amarone, pur avendo incrementato i prezzi di vendita, denota un'accentuata pressione sulla marginalità derivante dai costi delle materie prime uva e vino, aumentati negli ultimi anni sia per le politiche della Denominazione, che per i costi di gestione del vigneto;
Per il secondo anno consecutivo, inoltre, la Società non è purtroppo risultata assegnataria della maggior parte dei contributi OCM per la promozione nei mercati extra-europei richiesti al Ministero dell'Agricoltura nell'ambito del c.d. "programma nazionale", unitamente agli altri membri dell'Istituto del Vino Italiano di Qualità Grandi Marchi. A nostro giudizio la mancata assegnazione è fondata su elementi di valutazione del Ministero non condivisibili e in applicazione di parametri non
condivisibili, né chiari, penalizzando non solo Masi, ma appunto molte aziende eccellenti del vino italiano aderenti al citato Istituto.
Fatte queste premesse, relativamente a un esercizio in cui possiamo peraltro immaginare che molta parte dei bilanci delle aziende del vino risulterà fortemente penalizzata, riteniamo che il nostro Gruppo abbia mitigato il décalage potenzialmente conseguibile grazie a una serie di strategie sviluppate da qualche anno e che consentono di accrescere la nostra resilienza aziendale, come ad esempio:
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la sempre maggiore apertura del portfolio a vini bianchi, rosati e spumanti: si veda ad esempio anche il recente sbarco in Oltrepò Pavese con l'acquisto della tenuta Casa Re e il conseguente lancio dello spumante Metodo Classico Moxxé del Re, come pure lo sviluppo di Canevel Spumanti a Valdobbiadene, che anche nel 2024 ha continuato a crescere, raggiungendo livelli di ricavi e redditività mai conseguiti finora;
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la convinta insistenza sul progetto Masi Wine Experience, volto a creare e mantenere un contatto sempre più diretto con il consumatore finale, con particolare riferimento all'enoturismo presso le tenute, attività che ha registrato una crescita anche nel 2024, e all'edificazione del nuovo visitor center Monteleone21 in Valpolicella;
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il fattore green e la sostenibilità a tutto tondo, che anche nel 2024 ha conseguito uno step-up mediante l'adozione del già commentato modello statutario Masi Green Governance e dello status di società benefit.
In questa fase, peraltro, il conto economico è penalizzato anche dal fatto che le suesposte attività strategiche risultano ancora in fieri e in parte più o meno rilevante stanno ancora assorbendo costi (del personale, di servizi etc.), o richiedono un capitale investito non ancora produttivo del ROI tipico della fase di maturità. In sostanza, stiamo "costruendo per il futuro" e certamente le turbolenze avvenute a vari livelli e per svariate ragioni nei mercati negli ultimi anni non agevolano lo sviluppo di tali progetti.
Analisi dei ricavi consolidati
Vale la pena ricordare che l'andamento dei ricavi consolidati nel corso dell'esercizio di bilancio ha avuto accelerazione crescente: partiti con un primo trimestre a -15,7% rispetto all'anno precedente, il primo semestre ha chiuso a -8,8%, dopo un secondo trimestre essenzialmente in linea; il secondo
semestre ha quindi segnato un +10%, anche in questo caso con un quarto trimestre (+11,6%) meglio del terzo.
Commentando la ripartizione geografica, le Americhe hanno visto il Canada (storicamente il nostro più volumetrico mercato export) in grande recupero sull'esercizio precedente, in particolare nell'ultimo trimestre, grazie all'apertura delle vendite degli alcolici del canale private retail nella provincia dell'Ontario, finora ad esclusiva distribuzione monopolistica.
Continua la crescita delle controllate Canevel Spumanti e Masi Wine Experience. Ripartizione delle vendite per area geografica:
(migliaia di euro)
Esercizio
%
2024
Esercizio
2023
% Delta Delta %
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Italia |
21.191 |
31,7% |
21.034 |
31,7% |
157 |
0,7% |
|
Altri paesi europei |
20.604 |
30,8% |
22.071 |
33,2% |
(1.467) |
(6,6)% |
|
Americhe |
22.505 |
33,7% |
20.189 |
30,4% |
2.317 |
11,5% |
|
Resto del mondo |
2.541 |
3,8% |
3.138 |
4,7% |
(596) |
(19,0)% |
|
Ricavi delle vendite e delle prestazioni |
66.841 |
100,0% |
66.431 |
100,0% |
410 |
0,6% |
Ricavi riclassificati secondo il posizionamento commerciale del prodotto (in percentuale)2:
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Esercizio 2024 |
Esercizio 2023 |
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Top Wines |
26,9% |
29,4% |
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Premium Wines |
45,5% |
44,9% |
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Classic Wines |
27,6% |
25,7% |
La solvibilità della clientela e l'incasso del credito non hanno dimostrato particolari criticità.
Esaminando l'aspetto della stagionalità occorre ricordare che negli ultimi esercizi la maggioranza dei
ricavi è stata realizzata nel secondo semestre.
Analisi dei risultati operativi e netti consolidati
Il margine industriale lordo, i costi per servizi (questi ultimi depurati dagli oneri non ricorrenti collegati al progetto di evoluzione dell'assetto societario che ha portato, tra l'altro, all'adozione statutaria dello status di società benefit e del paradigma di governance Masi Green Governance
2 Con riferimento a un tendenziale posizionamento di fascia-prezzo retail a scaffale in Italia, si intende: Top Wines: vini con prezzo per bottiglia superiore a 30 euro; Premium Wines: vini con prezzo per bottiglia tra i 12 e 30 euro; Classic Wines: vini con prezzo per bottiglia tra 8 e 12 euro.
(MGG) descritto nel paragrafo "Fatti di rilievo del periodo") e gli altri costi operativi risultano
sostanzialmente in linea con l'esercizio precedente.
I costi per il personale aumentano del 3,4% circa. Non risultano particolari aumenti di organico da segnalare.
Gli altri ricavi e proventi diminuiscono da euro 1.521 migliaia a euro 1.240 migliaia, per effetto di minori contribuiti percepiti.
L'EBITDA Adjusted, calcolato escludendo i costi per servizi non ricorrenti collegati al progetto MGG, passa da euro 7.235 migliaia a euro 6.722 migliaia (EBITDA Adjusted margin pari al 10,1%), mentre l'EBITDA Reported si attesta a euro 6.073 migliaia.
L'EBIT passa da euro 2.983 migliaia a euro 1.786 migliaia, dopo aver spesato ammortamenti e svalutazioni per euro 4.286 migliaia.
Proventi e oneri finanziari, proventi e oneri da partecipazioni, utili e perdite su cambi: passano da un onere netto di euro 1.477 migliaia a un onere netto di euro 2.196 migliaia. L'incremento degli oneri finanziari deriva dal combinato effetto dei maggiori tassi di interesse passivi e del maggiore utilizzo dell'indebitamento finanziario netto.
Il risultato netto consolidato si attesta quindi su una perdita di euro 1.070 migliaia, contro un utile
di euro 650 migliaia nell'esercizio precedente.
Situazione patrimoniale e finanziaria
L'indebitamento finanziario netto consolidato3al 31 dicembre 2024 ammonta a euro 27.209 migliaia, contro euro 15.960 migliaia al 31 dicembre 2023.
Si evidenzia che l'indebitamento finanziario del Gruppo include delle linee a medio/lungo termine verso Unicredit e un c.d. "Minibond", sulle quali insistono dei covenant finanziari: al 31 dicembre 2024 uno dei due parametri previsti non è risultato rispettato. La Società ha ottenuto la lettera di consenso da parte dei finanziatori alla richiesta di waiver presentata.
Peraltro, negli ultimi 5 anni l'edificazione di Monteleone21 e l'ampliamento della cantina di Valgatara sono stati finanziati con linee di credito chirografarie a medio termine, tra cui quelle appena indicate. Al termine del ciclo di investimenti e dato il contesto di mercato, la Società intende ridefinire la propria struttura finanziaria per ottimizzare il bilanciamento delle scadenze delle fonti rispetto alla tipologia e caratteristiche degli investimenti effettuati, pertanto con un allungamento
3Escluse le passività per leasing e inclusi gli strumenti finanziari di investimento a scopo di impiego temporaneo di liquidità.
Allegati
