BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO
al 30 giugno 2025
INDICE
DATI SOCIETARI DELLA CAPOGRUPPO 4
COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI SOCIALI DELLA CAPOGRUPPO AL 30 GIUGNO 2025 5
ORGANIGRAMMA SOCIETARIO DEL GRUPPO AL 30 GIUGNO 2025 6
COMPOSIZIONE DEL GRUPPO AL 30 GIUGNO 2025 7
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE DEGLI AMMINISTRATORI 8
PREMESSA 9
INFORMAZIONI SUL GRUPPO 9
LA NOSTRA MISSION ED I NOSTRI VALORI 10
LA NOSTRA STORIA 10
LO SCENARIO MACROECONOMICO 12
IL MERCATO DI RIFERIMENTO 13
FATTI DI RILIEVO AVVENUTI NEL CORSO DEL PRIMO SEMESTRE 2025 18
DATI DI SINTESI AL 30 GIUGNO 2025 20
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO 24
INDICATORI ECONOMICI, PATRIMONIALI E FINANZIARI 24
INDICATORI OPERATIVI 25
ANDAMENTO DEL TITOLO QUOTATO SU EURONEXT GROWTH MILAN (EGM) 26
DETTAGLIO DEGLI INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE 26
PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE CUI IL GRUPPO È ESPOSTO 29
RISCHI FINANZIARI 29
RISCHI STRATEGICI 31
RISCHI OPERATIVI 32
LA SOSTENIBILITÀ 34
INFORMAZIONI SULL'AMBIENTE 36
INFORMAZIONI SUL PERSONALE 37
ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO 38
RAPPORTI CON PARTI CORRELATE 40
AZIONI PROPRIE 41
AZIONI DELLA CONTROLLANTE 41
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE 42
INFORMAZIONI SUGLI STRUMENTI FINANZIARI 42
ELENCO DELLE SEDI SECONDARIE 42
SCHEMI DI BILANCIO 44
STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO 45
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO 48
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO 50
NOTA INTEGRATIVA 52
NOTA INTEGRATIVA, PARTE INIZIALE 53
PRINCIPI DI REDAZIONE 54
CASI ECCEZIONALI EX ART. 2423, QUINTO COMMA, DEL CODICE CIVILE 57
CAMBIAMENTI DI PRINCIPI CONTABILI 57
CORREZIONE DI ERRORI RILEVANTI 58
PROBLEMATICHE DI COMPARABILITÀ E DI ADATTAMENTO 58
CRITERI DI VALUTAZIONE APPLICATI 58
STAGIONALITÀ DELL'ATTIVITÀ 58
ATTIVO 60
IMMOBILIZZAZIONI 60
IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI 60
IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI 61
IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE 62
ATTIVO CIRCOLANTE 64
RIMANENZE 64
CREDITI 65
ATTIVITÀ FINANZIARIE CHE NON COSTITUISCONO IMMOBILIZZAZIONI 66
DISPONIBILITÀ LIQUIDE 66
RATEI E RISCONTI ATTIVI 67
PASSIVO 67
PATRIMONIO NETTO 67
FONDI PER RISCHI E ONERI 69
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO 69
DEBITI 70
RATEI E RISCONTI PASSIVI 73
CONTO ECONOMICO 74
VALORE DELLA PRODUZIONE 74
COSTI DELLA PRODUZIONE 76
PROVENTI E ONERI FINANZIARI 78
IMPOSTE 80
ALTRE INFORMAZIONI 80
DATI SOCIETARI DELLA CAPOGRUPPO
Sede legale
Next Geosolutions Europe SpA Via Santa Brigida, 39
80133 - Napoli (Italia)
Dati legali
Codice fiscale e Partita IVA: 05414781210 Numero REA: NA - 752588
Capitale sociale deliberato: Euro 600.000
Capitale sociale sottoscritto e versato: Euro 600.000 Sito web: https://www.nextgeo.eu
COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI SOCIALI DELLA CAPOGRUPPO AL 30 GIUGNO 2025
Consiglio di Amministrazione (1) Attilio Ievoli Presidente del Consiglio di Amministrazione
Giovanni Ranieri Amministratore delegato
Giuseppe Maffia Amministratore delegato
Andrea Costantini Amministratore indipendente
Giorgio Filippi Amministratore indipendente
Collegio Sindacale (2) Maurizio Vetere Presidente del Collegio Sindacale
Simone Andrea D'Aniello Sindaco effettivo Davide Lorenzo Pio Barosi Sindaco effettivo Marzio Mazio Sindaco supplente
Mauro Secchi Sindaco supplente
Società di Revisione (3)PricewaterhouseCoopers SpA
Investor relator Giuseppe Maffia
1Nominato dall'Assemblea ordinaria degli Azionisti in data 29 marzo 2024 (Presidente e Amministratori delegati) ed in data 15 maggio 2024 (Amministratori indipendenti), resterà in carica fino all'approvazione del bilancio relativo all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2026.
2Nominato dall'Assemblea ordinaria degli Azionisti in data 29 marzo 2024 ed in data 15 maggio 2024 (Davide Lorenzo Pio Barosi), resterà in carica fino all'approvazione del bilancio relativo all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2026.
3Nominata dall'Assemblea ordinaria degli Azionisti in data 28 aprile 2023, resterà in carica fino all'approvazione del bilancio relativo all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025.
ORGANIGRAMMA SOCIETARIO DEL GRUPPO AL 30 GIUGNO 2025
COMPOSIZIONE DEL GRUPPO AL 30 GIUGNO 2025
Capogruppo
Denominazione Sede
Next Geosolutions Europe SpA Napoli - Italia
Società controllate
Denominazione Sede
Seashiptanker Srl Napoli - Italia
Phoenix Offshore Srl Napoli - Italia
Subonica Srl Napoli - Italia
Next Geosolutions Ukcs Ltd Londra - Regno Unito
Next Geosolutions BV Ijmuiden - Olanda
Società a controllo congiunto
Denominazione Sede
NextPoli Srl Napoli - Italia
Next Geosolutions Europe SpA
Società capogruppo, con sede a Napoli (Italia), svolge attività di analisi geofisica e geotecnica in mare.
Seashiptanker Srl
Società con sede a Napoli (Italia), controllata all'80% dalla capogruppo Next Geosolutions Europe SpA e partecipata al 20% da Marnavi SpA (controllante di Next Geosolutions Europe SpA), svolge attività di gestione proprietaria di una unità navale.
Phoenix Offshore Srl
Società con sede a Napoli (Italia), controllata al 100% dalla capogruppo Next Geosolutions Europe SpA, svolge attività di gestione tecnica della flotta navale.
Subonica Srl
Società con sede a Napoli (Italia), controllata al 100% dalla capogruppo Next Geosolutions Europe SpA, svolge attività di rilievi ed ispezioni subacquee nelle aree costiere.
Next Geosolutions Ukcs Ltd
Società con sede legale a Londra (Regno Unito) e sede operativa a Norwich (Regno Unito), controllata al 100% dalla capogruppo Next Geosolutions Europe SpA, svolge la medesima attività della capogruppo (analisi geofisica e geotecnica in mare), principalmente nei Mari del Nord.
Next Geosolutions BV
Società con sede a Ijmuiden (Olanda), controllata al 100% dalla capogruppo Next Geosolutions Europe SpA, svolge attività di gestione amministrativa di commesse con committenti olandesi.
NextPoli Srl
Società con sede a Napoli, controllata congiuntamente da Next Geosolutions Europe SpA (50%) e Poliservizi Srl (50%), svolge attività di analisi geofisica e geotecnica nearshore.
RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE DEGLI AMMINISTRATORI
PREMESSA
La presente relazione finanziaria semestrale del gruppo Next Geosolutions Europe (di seguito anche il "gruppo NextGeo" o il "Gruppo") è predisposta in ottemperanza a quanto disposto dall'art. 18 del Regolamento Emittenti Euronext Growth Milan (di seguito anche il "Regolamento Emittenti"). La presente relazione, approvata dal Consiglio di Amministrazione di Next Geosolutions Europe SpA (di seguito anche l'"Emittente" o la "Capogruppo" o la "Società") in data 24 settembre 2025, è preparata e redatta secondo modalità omogenee a quelle adottate nel bilancio annuale ed è sottoposta a revisione contabile limitata da parte di PricewaterhouseCoopers SpA.
INFORMAZIONI SUL GRUPPO
Il gruppo NextGeo è un fornitore internazionale di servizi di geoscienza marina e di supporto alle costruzioni offshore, che opera principalmente nel settore energetico, con particolare attenzione alle energie rinnovabili ed alla sostenibilità in tutte le sue forme.
Fondato alla fine del 2014, il gruppo NextGeo svolge attività di rilievi marini (c.d. survey) di carattere geofisico e geotecnico, nonché ulteriori attività di supporto alle costruzioni offshore, sia nel mercato nazionale che internazionale, in favore di aziende operanti nei settori dei cavi elettrici sottomarini (Interconnector), delle energie rinnovabili offshore (parchi eolici offshore) e dell'Oil&Gas. Le attività sono svolte dal gruppo NextGeo sia offshore (in mare aperto, con alte profondità, lontano dalla costa) sia nearshore (in acque poco profonde, prettamente vicino alla costa).
Il gruppo NextGeo si posiziona tra i primari operatori del suo settore, in grado di fornire soluzioni di alta qualità, efficienti e sostenibili, capaci di coprire l'intero ciclo di vita dei beni e dei progetti realizzati, dalla loro concezione iniziale alla fase di progettazione, passando per lo sviluppo e l'ingegnerizzazione, l'installazione, l'ispezione e la manutenzione, fino al loro decommissioning.
Parte del gruppo Marnavi, il gruppo NextGeo combina le conoscenze, le competenze e le risorse di professionisti con oltre 30 anni di esperienza nel settore marino e offshore con consolidate capacità di consulenza e ingegneria. Grazie all'esperienza maturata nel settore, alle competenze sviluppate ed alla tecnologia disponibile, il Gruppo è in grado di offrire soluzioni pronte a soddisfare le esigenze dei propri clienti, nel rispetto di tutti gli standard qualitativi richiesti.
Con una flotta di moderne navi Dynamic Positioning (DP) di classe 1 e 2 ed un mix multinazionale di oltre 550 professionisti tra personale dipendente e freelance, il gruppo NextGeo offre una varietà di servizi che vanno dalla consulenza specializzata ai rilievi geofisici, geotecnici, ambientali e archeologici marini, dalla potenziale
individuazione, rimozione e ricollocazione di ordigni bellici inesplosi (Unexploded Ordnance - UXO), fino ai servizi di supporto all'implementazione di infrastrutture offshore (cavi sottomarini High-voltage direct current -HVDC, offshore wind farm, piattaforme e pipeline offshore, ecc.).
LA NOSTRA MISSION ED I NOSTRI VALORI
La nostra missione è fornire ai nostri clienti tutti i dati, le informazioni ed il supporto di cui hanno bisogno per realizzare i loro progetti in piena consapevolezza, con la massima qualità ed in totale sicurezza, dalla concept phase, passando dalla fase di engineering fino al decomissioning. In definitiva, ci proponiamo di offrire le nostre competenze ed il nostro contributo specialistico per la realizzazione degli asset e delle infrastrutture chiave per lo sviluppo sostenibile dell'energie rinnovabili.
Il nostro sogno è quello di vedere un mondo in cui l'approvvigionamento energetico sicuro, efficiente, conveniente e sostenibile sia accessibile in modo equo e pacifico in tutto il mondo. Il nostro progetto visionario è quello di diventare uno dei più grandi ed eccellenti gruppi internazionali nel campo delle geoscienze marine, in modo da avere un impatto e un ruolo significativo nella realizzazione di questo sogno.
LA NOSTRA STORIA
Il gruppo NextGeo è nato alla fine del 2014 dall'unione tra imprenditori italiani di successo e un gruppo affiatato di professionisti. Il gruppo NextGeo è parte del gruppo Marnavi, uno storico gruppo armatoriale italiano che opera a livello globale, prevalentemente nell'industria petrolchimica e nel settore offshore.
Fin da subito, la sede operativa della capogruppo Next Geosolutions Europe SpA è stata collocata a Napoli, dove è ancora sita alla data odierna. Negli anni, il Gruppo ha esteso la propria attività con un processo di internazionalizzazione: nel 2017 si affaccia nel mercato del Regno Unito acquisendo la società inglese RSM Submarine Consulting, dedita alla selezione di personale specializzato e convertendola, successivamente, in società di survey marina con conseguente cambio di denominazione in Next Geosolutions Ukcs Ltd, ad oggi operativa presso la sede di Norwich. Nel corso degli anni tale società ha mantenuto le sue caratteristiche iniziali, proseguendo con la selezione di personale specializzato ed ha diversificato la propria attività, integrandosi con la capogruppo Next Geosolutions Europe SpA ed iniziando a svolgere l'attività di survey, principalmente nei mari del Nord.
Tale espansione internazionale ha costituito il punto di svolta nella storia e nella strategia del Gruppo, in quanto da allora è diventato uno degli appaltatori internazionali di indagini marittime e fornitore di servizi di supporto per la costruzione offshore in più rapida crescita, posizionandosi tra i primari operatori del settore.
Al fine di garantire nuove possibilità di sviluppo, il management ha negli anni attuato una strategia di investimenti volta a rafforzare la dotazione di asset di proprietà. Nel settembre del 2020, il gruppo NextGeo assume la veste di
gruppo armatoriale acquisendo, tramite la società Seashiptanker Srl, la prima nave della flotta, ad oggi denominata NG Worker.
In seguito, nel 2020, il Gruppo si aggiudica un importante contratto in Olanda per l'esecuzione dei progetti "Hollandse Kust West Alpha and Beta" e "Ijmuiden Ver Alpha, Beta and Gamma" con la compagnia di stato olandese Tennet Bv e, anche al fine di presidiare meglio il relativo mercato, nel 2021 decide di acquisire una società localizzata in tale paese, oggi denominata Next Geosolutions Bv, con sede operativa a Ijmuiden.
Negli anni successivi il Gruppo prosegue la sua espansione con:
-
l'assunzione di personale specializzato nei ruoli chiave del business, rafforzando l'area operativa e commerciale;
-
gli investimenti in navi, imbarcazioni, attrezzature, strumentazione e sensori di rilievo per diversificare i segmenti di operatività all'interno del business di riferimento;
-
il consolidamento dei rapporti con importanti player del settore energetico.
Nel mese di agosto 2022, nell'ambito del processo di espansione lungo la value chain, il Gruppo costituisce la joint venture "NextPoli" ed acquista un'imbarcazione per le attività nearshore, riuscendo così ad internalizzare parzialmente le attività nearshore nelle aree del Mediterraneo, svolte in precedenza esclusivamente in outsourcing.
Nel mese di dicembre 2023 sono stati completati i lavori per la riconversione di una nave acquistata nel 2022, con l'implementazione di un sistema di perforazione, che ha consentito di riclassificare la stessa come drilling offshore vessel e di attuare la diversificazione nel settore della geotecnica di profondità.
Nel mese di maggio 2024, al fine di rafforzare l'attività di survey geofisica ed ambientale nelle aree costiere, il Gruppo ha acquistato il 100% della società Subonica Srl, specializzata nei servizi di rilievi ed ispezioni subacquee mediante l'impiego di Remotely Operated Vehicles (ROV) Observation Class, più adatti ad operare a basse profondità.
In data 22 maggio 2024, al fine di consolidare la posizione tra i leader di mercato e per finanziare i progetti di sviluppo futuri in un settore in continua evoluzione, il Gruppo ha completato il processo di quotazione su Euronext Growth Milan. A partire da tale data sono iniziate le negoziazioni delle azioni ordinarie della capogruppo Next Geosolutions Europe SpA sul mercato Euronext Growth Milan (EGM), sistema multilaterale di scambio (Multilateral Trading Facilities - MTF) organizzato e gestito da Borsa Italiana.
Grazie alla competenza, all'esperienza e alla reputazione del suo personale e all'elevata qualità ed efficienza dei suoi mezzi navali e delle equipment, nonostante la sua costituzione relativamente recente, il gruppo NextGeo ha partecipato e partecipa con successo alla realizzazione della maggior parte dei principali progetti di infrastrutture energetiche della regione EMEA.
LO SCENARIO MACROECONOMICO
L'economia mondiale nel primo semestre del 2025 mostra segnali di stabilizzazione dopo anni caratterizzati da eventi eccezionali e shock prolungati. La pandemia, la crisi energetica e alimentare seguita all'invasione russa dell'Ucraina, la rapida impennata dell'inflazione e la conseguente stretta monetaria globale hanno generato una sequenza di turbolenze che hanno messo a dura prova il sistema economico internazionale. Eppure, a dispetto delle previsioni di recessione formulate da numerosi osservatori, l'attività globale ha mantenuto una traiettoria positiva, confermando la capacità di resilienza delle principali economie e la solidità del sistema finanziario.
Secondo il World Economic Outlook Update del Fondo Monetario Internazionale (luglio 2025), il PIL mondiale dovrebbe crescere del 3,0% nel 2025, con una leggera accelerazione al 3,1% nel 2026 (FMI, luglio 2025). Si tratta di valori inferiori rispetto alla media pre-pandemica (circa 3,8% nel 2000 - 2019), ma comunque sufficienti a delineare un quadro di crescita moderata e diffusa.
Contesto globale e inflazione
L'elemento più rilevante del semestre resta il processo di disinflazione. Dopo il picco del 2022 e la persistenza di valori elevati fino al 2023, l'inflazione globale ha intrapreso una traiettoria discendente, favorita dalla riduzione dei prezzi dell'energia, dal progressivo allentamento delle tensioni sulle catene di approvvigionamento e dalla minore pressione della domanda interna. Nel 2025 il tasso medio si colloca al 4,2 per cento, in calo rispetto al 5,8 per cento del 2024, e dovrebbe ridursi ulteriormente al 3,6 per cento nel 2026. Negli Stati Uniti l'inflazione rimane superiore al target della Federal Reserve, con una media del 2,8 per cento nel 2025 che dovrebbe convergere al 2,5 per cento nel 2026. Nell'area Euro il dato atteso è pari al 2,2 per cento, sostanzialmente in linea con l'obiettivo della BCE, mentre in Asia la Cina si conferma su livelli molto contenuti, inferiori al 2 per cento, e l'India mostra maggiore volatilità ma una tendenza di fondo in riduzione. È importante sottolineare che non solo l'inflazione effettiva è in discesa, ma anche le aspettative a breve termine si sono riportate su valori coerenti con gli obiettivi delle banche centrali. Le aspettative a lungo termine restano ben ancorate, a conferma della credibilità delle autorità monetarie, e questo aspetto è cruciale perché contribuisce a consolidare la fiducia degli operatori economici e a limitare il rischio di nuove spirali salari-prezzi. Nel complesso, il calo dell'inflazione rappresenta una delle principali condizioni che hanno permesso all'economia globale di ritrovare stabilità, pur in un contesto di crescita più moderata rispetto agli anni precedenti.
Politiche monetarie e condizioni finanziarie
Il primo semestre 2025 è stato caratterizzato anche dalla prosecuzione della politica monetaria restrittiva nelle principali economie. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi di riferimento oltre il 5%, mentre la Banca Centrale Europea ha confermato il tasso di deposito al 4,5%. Questi livelli hanno continuato a raffreddare consumi e investimenti, ma hanno svolto un ruolo determinante nel consolidare il percorso disinflazionistico. Con l'inflazione in calo e le aspettative stabilizzate, i mercati finanziari prefigurano un graduale allentamento delle condizioni monetarie a partire dalla seconda metà del 2025, con la Fed che potrebbe muoversi per prima, seguita dalla BCE con maggiore prudenza. Nel frattempo, le condizioni creditizie si sono mantenute tese, generando
difficoltà soprattutto nel settore immobiliare commerciale e per le imprese più indebitate, ma il sistema bancario ha dimostrato robustezza e non si sono registrati episodi di instabilità sistemica. I mercati azionari hanno recuperato terreno, sostenuti dalla prospettiva di una politica monetaria meno rigida, mentre gli spread sovrani e corporate si sono ridimensionati rispetto ai massimi del 2023. Anche il commercio mondiale ha mostrato segnali di ripresa, con una crescita stimata al 2,6% nel 2025, favorita dalla normalizzazione delle catene di approvvigionamento e dalla riduzione dei costi logistici, pur restando vulnerabile a nuovi episodi di protezionismo. Il prezzo del petrolio si è attestato in media a 68,2 dollari al barile, in calo del 13,9% rispetto al 2024, grazie all'espansione dell'offerta e alla stabilità della domanda globale; il gas naturale ha mostrato maggiore equilibrio, sostenuto dall'aumento delle forniture di LNG dagli Stati Uniti e da altri produttori. Anche le materie prime agricole hanno registrato un calo dei prezzi, sebbene rimangano esposte ai rischi legati agli eventi climatici estremi.
Prospettive e rischi
Le prospettive per la seconda metà del 2025 restano complessivamente positive, seppur condizionate da fattori di rischio significativi. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che la crescita globale si manterrà intorno al 3,0 per cento nell'intero anno, con il proseguimento del processo di disinflazione e un progressivo, prudente allentamento delle politiche monetarie. Tuttavia, le tensioni geopolitiche, in particolare il protrarsi del conflitto in Ucraina e le instabilità in Medio Oriente, continuano a rappresentare un potenziale fattore di volatilità per i mercati energetici e finanziari. Allo stesso modo, l'elevato livello del debito pubblico nelle economie avanzate e in alcuni mercati emergenti limita i margini di manovra della politica fiscale, mentre l'aumento della frequenza e dell'intensità degli eventi climatici estremi pone sfide di lungo periodo per la sicurezza alimentare e la stabilità macroeconomica. È inoltre evidente che il processo di transizione energetica e digitale, pur offrendo enormi opportunità di investimento e di modernizzazione delle infrastrutture, richiede risorse ingenti e comporta complessità regolamentari che non vanno sottovalutate. In questo contesto, gli investimenti legati all'energia pulita, al rafforzamento delle reti di trasporto e comunicazione e alla diversificazione delle catene di approvvigionamento rappresentano elementi chiave per sostenere la crescita e ridurre le vulnerabilità. L'outlook per il biennio 2025-2026 resta dunque improntato a una moderata fiducia: la crescita è solida ma inferiore ai livelli storici, l'inflazione è in calo ma non ancora del tutto normalizzata, e le politiche monetarie si avviano a un graduale allentamento, pur mantenendo un approccio prudente. Nel complesso, l'economia globale sembra avviata verso una fase più equilibrata, nella quale la sfida principale sarà coniugare stabilità macroeconomica, sostenibilità dei conti pubblici e avanzamento della transizione energetica e digitale.
IL MERCATO DI RIFERIMENTO
I settori di business in cui il Gruppo principalmente opera continuano ad essere quello dei collegamenti elettrici sottomarini mediante cavi ad alta tensione (c.d. "Interconnector"), quello delle energie rinnovabili offshore (dove predomina la produzione eolica, con le c.d. "Offshore Wind Farm") ed il tradizionale mercato dell'Oil&Gas offshore. In aggiunta ai succitati settori, pur senza una specifica continuità, il gruppo NextGeo opera anche nel mercato delle ricerche e degli studi scientifico-ambientali in habitat marini profondi e in quello della difesa. In questi settori, il Gruppo svolge differenti attività di survey (geofisica, geotecnica, unexploded ordnance - UXO, ambientale, ecc.) preliminari alla installazione delle varie infrastrutture, o a supporto della installazione delle stesse, che possono essere svolte nearshore (in acque basse, vicine alla costa), offshore (in mare aperto, lontano dalla costa) e, talvolta, per alcune attività, anche onshore (sulla terraferma).
Il mercato dei cavi elettrici sottomarini ad alta tensione - Interconnector
Il rafforzamento delle infrastrutture energetiche strategiche, in particolare delle reti di interconnessione sottomarina, è rimasta una tematica al centro dell'attenzione globale nel primo semestre del 2025. Il settore era già stato individuato come uno dei principali segmenti di investimento nel panorama offshore del 2024, motivato dall'urgenza di aumentare la resilienza dei sistemi elettrici e facilitare l'integrazione delle fonti rinnovabili, e nel corso del 2025 il trend si è ulteriormente consolidato, con governi, autorità regolatorie e operatori sempre più impegnati a sviluppare nuovi collegamenti ad alta capacità, essenziali per garantire un efficace scambio transfrontaliero di energia e per mantenere l'efficienza generale delle reti continentali.
Alla fine del primo semestre del 2025, si segnalano circa 28.000 km di Interconnector installati a livello globale, di cui circa il 77,3% nella sola area europea (approssimativamente 21.600 km), che si conferma l'area geografica con la più alta concentrazione di progetti attivi. In aggiunta, circa 5.140 km di Interconnector sono attualmente in fase di costruzione, anche in questo caso, con un predominio dell'area europea che detiene circa il 58,7% dei progetti in costruzione.
Gli Interconnector si confermano dunque infrastrutture essenziali per supportare la transizione energetica, infatti, oltre a garantire maggiore sicurezza degli approvvigionamenti, questi collegamenti consentono di ridurre le congestioni di rete e di ottimizzare l'utilizzo della produzione rinnovabile offshore, favorendo un modello di mercato più integrato a livello europeo.
Con riferimento all'area europea, nel periodo 2025 - 2035 è prevista la posa di circa 54.000 km di cavi sottomarini, per un valore cumulato di oltre Euro 60 miliardi relativo alle attività di Engineering, Procurement, Construction & Installation (EPCI). Il comparto mostra un tasso annuo di crescita medio del 27,7%, confermando la solidità del trend di crescita e la sua attrattività per gli investitori istituzionali e industriali.
Dal punto di vista tecnologico, i sistemi HVDC (High Voltage Direct Current) si confermano predominanti in termini di lunghezza di installazione, rappresentando circa il 94,2% dei km di installazioni complessivi previsti, pari a circa 51.000 km di cavi, mentre le soluzioni HVAC (High Voltage Alternating Current) si attestano al 5,8%, ossia 3.110 km.
Sempre nello scenario europeo, le previsioni fino al 2035, relative alla distribuzione geografica dei nuovi progetti Interconnector, evidenziano una leadership del Nord Europa in termini di lunghezza, concentrando il 60,3% delle nuove tratte (circa 33.000 km) con 63 progetti attesi entro il 2035, ma contestualmente si sottolinea anche il ruolo crescente del Mediterraneo, che include il restante 39,7% (oltre 21.000 km), con 49 progetti di Interconnector attesi.
Ulteriori elementi confermano una evoluzione temporale degli investimenti, con picchi a metà e all'inizio dell'ultimo triennio del periodo considerato. Tra il 2025 ed il 2035 infatti, in termini di spesa EPCI annua, i dati mostrano investimenti pari a circa Euro 5,8 miliardi nel 2025, Euro 3,8 miliardi nel 2026 ed Euro 9,1 miliardi nel 2027, seguiti da una normalizzazione nel 2028 e da una nuova espansione, con il ritorno su livelli elevati (pari a circa Euro 9,3 miliardi) nel 2033 per poi rientrare gradualmente verso il 2035. La dinamica delle installazioni, dal punto di vista dei km di Interconnector è assolutamente coerente con tale andamento; sono previsti, infatti, circa 4.934 km da installare nel 2025, 3.233 km nel 2026 e 8.163 km nel 2027. La scomposizione per tecnologia evidenzia che l'HVDC concentra anche la gran parte del valore economico, con una quota prossima al 92,6% del cumulato EPCI nel periodo 2025 - 2035.
Queste prospettive trovano conferma in alcuni progetti già in fase avanzata, che testimoniano la crescente rilevanza degli Interconnector nel panorama europeo. Il Celtic Interconnector, ad esempio, che collegherà Irlanda e Francia, ha visto nel corso del 2025 l'avvio della posa della sezione sottomarina e sarà totalmente operativo entro il 2030, con una capacità di trasmissione pari a circa 700 MW l'infrastruttura rappresenta il primo collegamento diretto dell'Irlanda alla rete elettrica continentale, oltre che un tassello fondamentale per la diversificazione degli approvvigionamenti e l'integrazione della produzione rinnovabile offshore. Parallelamente, procedono i lavori per il NeuConnect, infrastruttura ad alta capacità che unirà i mercati elettrici di Regno Unito e Germania e che, con oltre 700 km di lunghezza e una potenza di 1,4 GW, costituisce uno dei più importanti progetti attualmente in fase di sviluppo in Europa. A questi si aggiunge il Bay of Biscay Interconnector, destinato a incrementare fortemente la capacità di scambio energetico tra Francia e Spagna entro il 2028, favorendo anche l'integrazione delle risorse rinnovabili iberiche con il resto del mercato europeo. Nel Mediterraneo, invece, durante i primi mesi del 2025 hanno preso il via i lavori di posa della sezione est del "Tyrrhenian Link", tra la
Sicilia e la Campania, che rappresenta una delle infrastrutture elettriche più importanti di tutto il territorio italiano. Nel Mediterraneo orientale, invece, è stato completato il collegamento "Attica - Creta", tra la Grecia continentale e Creta, infrastruttura determinante per rafforzare la stabilità della rete nazionale e valorizzare la produzione energetica locale. Tali interventi dimostrano come l'espansione degli Interconnector, non sia più soltanto una prospettiva di lungo periodo, ma una realtà già concreta e destinata a incidere in maniera strutturale sulla sicurezza, sull'efficienza e sulla competitività del sistema energetico europeo, sia nella parte nord sia in quella meridionale.
Il mercato delle energie rinnovabili offshore
Nel primo semestre 2025 l'eolico offshore ha proseguito la sua crescita, pur subendo alcuni ritardi. A fine semestre, infatti, risultano 25 nuovi parchi eolici offshore in fase di costruzione a livello globale, con una prevalenza di progetti nell'area asiatica.
Per quanto riguarda la potenza installata a livello globale, alla fine del primo semestre 2025, si registrano circa 83,9 GW pienamente operativi, suddivisi in oltre 360 offshore windfarm con circa 14.700 turbine. L'Asia conta 46,39 GW pari al 55,3% della potenza globale, con 222 impianti e 7.898 turbine attive ed è trainata dalla Cina con 41,8 GW di potenza installata; di contro, l'Europa dispone di 37,4 GW pari al 44,5% della potenza globale, con 139 impianti e 6.772 turbine, e vede una predominanza dei mari del Nord, che rappresentano il mercato continentale più maturo, seguiti dal Mar Mediterraneo. Nel perimetro europeo, infatti, spiccano il Regno Unito con 16,1 GW di potenza installata, la Germania con 9,0 GW, i Paesi Bassi con 5,4 GW, la Danimarca con 2,7 GW, il Belgio con 2,3 GW e la Francia con 1,5 GW. La dimensione media dei parchi eolici offshore europei è più elevata, con circa 49 turbine per parco contro una media di circa 36 in Asia, dato coerente con la maturità dei bacini dei mari del Nord e con un'integrazione alla rete più profonda nell'area europea.
Le prospettive di investimento per l'orizzonte 2025 - 2035 restano rilevanti, ma con una dinamica evolutiva lievemente più contenuta rispetto alle stime precedenti.
La spesa cumulata per lo sviluppo delle offshore windfarm nello scenario europeo è stimata in Euro 387,5 miliardi, con un investimento che cresce da circa Euro 20 miliardi nel 2025 a oltre Euro 44 miliardi nel 2035. La distribuzione temporale indica circa Euro 122,7 miliardi di investimenti nel periodo 2025 - 2029 e circa Euro 264,8 miliardi tra 2030 e 2035, segnale di una pipeline che tende a concentrarsi nella seconda metà del decennio e che richiede in parallelo l'adeguamento delle infrastrutture di rete, delle capacità portuali e della logistica. Il quadro attuale di investimenti previsti riflette anche una normalizzazione dei ritmi di aggiudicazione delle concessioni e di avvio dei lavori, dovuta principalmente all'evoluzione dei costi del capitale, alle dinamiche delle supply chain e alla necessità di meccanismi di aggiudicazione e di supporto allo sviluppo dei progetti, che possano essere più prevedibili e semplificati, senza intaccare la consistenza del portafoglio progetti attualmente in sviluppo.
In coerenza con tale traiettoria, un sub-mercato di grande rilevanza all'interno del più ampio segmento delle offshore windfarm, risulta quello dai cavi sottomarini funzionali sia al collegamento tra le turbine installate, all'interno dei parchi eolici offshore (mediante i c.d. array/grid cables), sia al trasferimento sulla terraferma dell'energia prodotta offshore (mediante i c.d. export cables).
Con riferimento all'arco decennale 2025 - 2035, la spesa prevista per la sola installazione degli export e array/grid cables in Europa è stimata in circa Euro 29,0 miliardi; nello specifico, l'investimento previsto per l'installazione degli export cables è pari a circa Euro 15,2 miliardi entro il 2035, mentre quello per l'installazione degli array/grid cables si attesta su circa Euro 13,6 miliardi nel medesimo arco temporale.
Nel complesso l'installazione dei cavi per le offshore windfarm rappresenta circa il 7% della spesa complessiva stimata entro il 2035 per lo sviluppo dei parchi eolici offshore in Europa, riflettendo una progressione graduale, coerente con la ripianificazione di parte dei nuovi parchi eolici offshore e con la crescente attenzione alla qualità delle connessioni e alla resilienza della rete.
Parallelamente, un ulteriore sub-mercato altamente strategico in questo segmento è quello del drilling per lo sviluppo di nuovi parchi eolici offshore, che continua a mantenere un ruolo centrale nella progettazione e nello sviluppo dei progetti futuri.
Alla chiusura del primo semestre 2025, come già accennato, risultano operative circa 14.689 turbine, di cui 6.772 in Europa e 7.898 in Asia. La pipeline di progetti europei, entro il 2035, prevede 132 nuove offshore windfarm, per un totale di 5.125 turbine, di cui 4.769 bottom fixed (ossia turbine con fondazioni infisse
direttamente nel fondale marino) e 356 floating (ossia turbine "flottanti", con fondazioni ancorate al fondale marino mediante cavi). L'evoluzione attesa delle attività geotecniche e dei rilievi che caratterizzano le attività di drilling offshore nello scenario europeo, vede una chiara corrispondenza con i periodi che prevedono un maggior numero di installazioni, in particolare tra il 2028 e il 2032, con un picco previsto nel 2029 ed un rafforzamento nel 2032, principalmente per esigenze legate ai sistemi floating.
In Italia il mercato sta evolvendo, con segnali incoraggianti sul fronte VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). Le richieste di connessione presentate a Terna sommano 130 progetti per circa 86 GW; tra questi, 75 progetti (49 GW) hanno già accettato il preventivo di connessione e 23 iniziative, pari a circa 16,5 GW, hanno avviato formalmente la Valutazione di Impatto Ambientale presso il Ministero. Infine, risultano 4 progetti con VIA positiva, per un totale di capacità nell'ordine di 2,2 GW. Tra questi rientrano il parco "Barium Bay" nell'Adriatico meridionale da 1,11 GW, i due campi "Romagna 1 e 2" del progetto Agnes al largo di Ravenna e l'impianto offshore di Rimini, oltre a un progetto floating nel Canale di Sicilia che ha ottenuto il decreto di compatibilità ambientale.
Si tratta di un bacino rilevante che, pur attraversando una fase di selezione tecnica e autorizzativa, delinea un orizzonte di crescita potenziale per la filiera nazionale.
Infine, si descrive brevemente il quadro regolatorio attuale, che nello scenario globale ha contribuito a stabilizzare le aspettative di mercato, pur con segnali misti tra diverse aree geografiche. In Unione Europea è in fase di implementazione il Net-Zero Industry Act, entrato in vigore nel giugno 2024 e operativo nel 2025, che mira a rafforzare la capacità industriale europea nelle tecnologie net-zero, oltre che a semplificare le autorizzazioni e a rafforzare gli strumenti per gli investimenti in questo settore strategico, in coordinamento con il Wind Power Action Plan che interviene su aste, permessistica, accesso alla finanza e stabilità della supply chain. Questi strumenti sono concepiti per rendere più prevedibile il percorso di sviluppo del mercato e per migliorare la qualità delle procedure d'asta, anche in chiave di criteri qualitativi e di resilienza industriale, con l'obiettivo di sostenere la competitività del settore e accelerare l'immissione in rete della nuova capacità di energia rinnovabile. In Italia, sul versante regolatorio, l'entrata in vigore del Decreto FER 2 e la pubblicazione delle Regole Operative da parte del GSE contribuiscono a dare maggiore prevedibilità alle procedure, con strumenti competitivi e linee guida operative, che accompagnano l'accesso agli incentivi per le tecnologie ammesse.
Alcuni mercati europei mostrano segnali di normalizzazione e, in casi isolati, di cautela nelle aste, con esiti che richiedono affinamenti e un più stretto coordinamento con le autorità portuali e, più in generale, tutta la supply chain. Tali segnali non modificano la traiettoria di fondo, ma confermano l'esigenza di strumenti più prevedibili (e indicizzati ai costi) nonché di una programmazione infrastrutturale coerente con i volumi attesi.
Il mercato dell'Oil&Gas offshore
Nel primo semestre 2025 il comparto Oil&Gas offshore, ha mantenuto un profilo solido, confermandosi comunque come un pilastro essenziale nello scenario energetico globale. La domanda globale di idrocarburi, pur in un contesto di transizione energetica, resta su livelli elevati e sostiene la prosecuzione di programmi economici di sviluppo, manutenzione e sostituzione delle infrastrutture esistenti.
Le stime dell'International Energy Agency (IEA) indicano un consumo di petrolio ancora in crescita moderata, con un equilibrio stabile che rafforza la necessità di garantire la piena efficienza delle catene di approvvigionamento esistenti. In questo scenario, le infrastrutture offshore rappresentano una componente strutturale dell'intera sicurezza energetica, oltre che un fattore imprescindibile per la continuità delle forniture globali.
Alla fine del primo semestre 2025, nelle aree di riferimento per il Gruppo, che includono i mari del Nord, il Mar Mediterraneo, il Middle East ed il West Africa, risultano in fase "operating" 661 Platform offshore (includendo sia le tipologie di impianti atti alla produzione di solo Oil, sia quelle atte alla produzione di solo Gas, sia quelle che li producono entrambi). L'area geografica con maggiore concentrazione in termini di infrastrutture installate, risulta essere quella dei mari del Nord, con circa il 56,6% del totale (374 platform operating), segue l'area del West Africa, con circa il 22,7% delle platform attualmente operating (150 unità), poi l'area del Middle East, con circa il 13,2% (pari a 87 unità operating) e, infine, quella del Mediterraneo, con circa il 7,6% (50 unità). Con riferimento alle offshore pipeline, invece, sia nel segmento Oil che in quello Gas, risultano operating alla data odierna 154 infrastrutture, per un totale installato di 26.554 km.
Nel periodo dal 2025 al 2030 l'Oil&Gas offshore mostra un mercato ampio e visibile, sostenuto da tre driver fondamentali: la sicurezza degli approvvigionamenti delle risorse energetiche, la "life extension" degli asset esistenti e lo sviluppo di nuovi progetti di Platform e Pipeline in aree chiave. Nei bacini di riferimento, mari del Nord, Mar Mediterraneo, Middle East e West Africa, la spesa EPCI (includendo sia le fasi CapEx che OpEx) per lo sviluppo di queste infrastrutture si colloca in media tra Euro 3 ed Euro 5 miliardi l'anno per le Pipeline e tra Euro 40 ed Euro 50 miliardi l'anno per le Platform, nell'arco temporale tra il 2025 ed il 2030, generando così investimenti cumulati pari a circa Euro 23 miliardi per le Pipeline e oltre Euro 272 miliardi per le Platform. La crescita graduale degli investimenti nelle Pipeline e la spesa strutturalmente elevata sulle Platform riflettono un comparto in equilibrio tra CapEx, legato a nuove realizzazioni e ampliamenti, e OpEx, trainato da attività di Inspection, Maintenance & Repair (IMR) e da campagne di survey ricorrenti.
Con specifico riferimento alle aree introdotte, è possibile notare come i mari del Nord rappresentino l'area più matura e con il quadro più stabile. Al 2030 si stimano 76 Pipeline operative e/o in fase di costruzione, con investimenti cumulati pari a circa Euro 12,2 miliardi tra il 2025 e il 2030, ed una prevalenza delle attività legate all'OpEx. Le Platform al 2030 si stimano in 404 unità operative e/o in fase di costruzione, con una spesa cumulata nello stesso periodo pari a circa Euro 68,9 miliardi, sostenuta sia da programmi di manutenzione che da nuovi sviluppi di grande scala. La presenza di una supply chain consolidata e di finestre operative ben definite garantiscono un contesto favorevole per il continuo sviluppo del settore.
Il Middle East, invece, rappresenta l'area con i volumi più elevati entro il 2030, sono attese infatti 59 Pipeline operative e/o in fase di costruzione, con un investimento cumulato, nel periodo 2025-2030, di circa Euro 6,3 miliardi. Le Platform dovrebbero raggiungere le 114 unità operative e/o in fase di costruzione, con una spesa cumulata di circa Euro 101,2 miliardi. A questi volumi si affianca un fabbisogno crescente di attività OpEx legate alla manutenzione e al revamping delle installazioni esistenti.
L'area del West Africa invece, rappresenta una zona in crescita, con pipeline progettuali in espansione e nuove opportunità in acque profonde. Al 2030 si stimano 17 Pipeline operative e/o in fase di costruzione, con un investimento cumulato nel periodo 2025-2030 pari a circa Euro 2,2 miliardi. Le Platform operative e/o in fase di costruzione sono attese a 168 unità, con una spesa cumulata di circa Euro 81,3 miliardi. Le esigenze prevalenti riguardano attività di IMR e interventi subsea su FPSO e impianti "fissi", oltre che rilievi ad alto contenuto tecnico e a supporto per l'installazione di nuovi progetti.
Il Mar Mediterraneo, infine, rappresenta un mercato più frammentato, ma con continuità di domanda. Al 2030 si stimano 14 Pipeline operative e/o in fase di costruzione, per un investimento cumulato pari a circa Euro 1,7 miliardi nel periodo 2025-2030. Le Platform previste operative e/o in fase di costruzione al 2030 si stimano in 57 unità, con una spesa complessiva stimata in circa Euro 20,2 miliardi sullo stesso orizzonte temporale.
Il quadro complessivo evidenzia quindi un comparto che, accanto a nuove realizzazioni, richiede volumi consistenti e ricorrenti di attività di manutenzione, survey e lavori subsea. La combinazione di aree mature come i mari del Nord, di bacini in consolidamento come il Mediterraneo e di mercati in forte espansione come Middle East e West Africa contribuisce a delineare un orizzonte stabile, capace di generare una domanda continuativa e articolata per i servizi offshore.
Il mercato dei cavi sottomarini per telecomunicazioni (Telecom Cables) e il contesto EMEA
Nel primo semestre 2025 il mercato dei cavi sottomarini per telecomunicazioni ha riaffermato il proprio ruolo di segmento critico per l'economia digitale globale: oltre il 95% del traffico dati internazionale continua, infatti, a transitare attraverso queste reti. La domanda di capacità cresce in modo costante, trainata dall'espansione dei servizi digitali, dal cloud computing e dalle applicazioni di intelligenza artificiale, che richiedono connessioni più performanti e resilienti.
Il settore sta vivendo una fase di trasformazione profonda. I grandi operatori tecnologici, come Google, Meta, Microsoft e Amazon sono ormai protagonisti diretti nel finanziamento e nella gestione di nuovi sistemi, affiancando e in alcuni casi superando gli operatori tradizionali come ASN, SubCom e NEC. Questa evoluzione modifica l'equilibrio competitivo e accelera la realizzazione di nuove dorsali, concepite per garantire capacità dedicata e tempi di attivazione più rapidi.
Dal punto di vista tecnologico, la già avviata diffusione dello Space Division Multiplexing (SDM) consente di aumentare sensibilmente la capacità trasmissiva dei cavi, riducendone al tempo stesso i costi unitari.
Parallelamente, cresce l'attenzione alla sicurezza delle infrastrutture, infatti governi e istituzioni internazionali hanno rafforzato le misure di tutela con iniziative multilaterali come i New York Principles, mentre in Europa la Commissione ha varato nel febbraio 2025 un Action Plan che definisce priorità su prevenzione, rilevazione, risposta e riparazione. A ciò si aggiunge la New York Joint Statement sulla resilienza dei cavi, che consolida la cooperazione tra partner transatlantici, e misure operative per rafforzare la sorveglianza marittima in aree sensibili come il Baltico ed il Mar Nero. L'obiettivo comune è quello di ottenere una rete più diversificata negli approdi, monitorata lungo i tracciati e servita da capacità di riparazione più rapida, con il contributo congiunto di istituzioni civili, industria e alleanze di sicurezza.
Sul fronte industriale, i grandi integratori storici continuano a svolgere un ruolo centrale, ma convivono con la spinta delle piattaforme digitali globali, che stanno accelerando lo sviluppo di nuove rotte, sia mediterranee che atlantiche. Progetti di grande portata come 2Africa, con circa 45.000 km di estensione e numerosi approdi in Europa e nel Mediterraneo, dimostrano come i nuovi sistemi siano concepiti per combinare capacità molto elevate, ridondanza architetturale e percorsi più robusti rispetto al passato.
Nell'area EMEA, dove a fine 2024 risultavano già installati oltre 450.000 km di cavi, le prospettive indicano per i prossimi 5 anni (fino al 2030) una pipeline stabile di upgrade e nuove tratte, con una crescita compresa tra circa il 5% ed il 7% annuo. Il focus si sposta dalla sola espansione della capacità, al rafforzamento della resilienza e della sicurezza, accompagnato da un potenziamento delle flotte di posa e riparazione. Questi elementi riducono il rischio operativo, migliorano la prevedibilità del servizio e rafforzano il ruolo dell'Europa e del Mediterraneo come snodo globale per la connettività digitale.
FATTI DI RILIEVO AVVENUTI NEL CORSO DEL PRIMO SEMESTRE 2025
Di seguito si riportano gli eventi di rilievo che hanno caratterizzato il primo semestre del 2025.
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Nel corso del mese di gennaio 2025, il Gruppo si è aggiudicato un nuovo contratto nei Mari del Nord, per un valore complessivo di Euro 27 milioni, con il TSO Olandese TenneT Bv. Il contratto prevede l'esecuzione di attività di marine UXO survey, nella offshore wind area "Doordewind" e nella offshore wind area "Nederwiek", aree in cui il Gruppo ha già condotto attività simili durante il 2024. Le suddette attività di marine UXO survey sono state avviate dal Gruppo a partire dal mese di marzo 2025.
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Nel mese di gennaio 2025, il Gruppo ha perfezionato l'acquisto dell'unità navale "Deep Helder" (IMO n. 9690872) dalla società olandese SeaMar Subsea Bv, rinominandola NG Surveyor. L'operazione era stata già avviata durante il corso dell'esercizio 2024 ed ha visto il suo perfezionamento nel primo mese del 2025. L'investimento complessivo per l'acquisto della NG Surveyor ammonta ad Euro 21 milioni (di cui Euro 3,2 milioni già depositati in escrow nel corso del 2024), oltre a circa Euro 4 milioni relativi all'acquisto ed all'installazione di attrezzature dalle elevate caratteristiche tecniche. Nella cornice dell'operazione, Euro 12 milioni complessivi sono stati oggetto di finanziamento, nel 2025, da parte di Cassa Depositi e Prestiti SpA (CDP) e di Credito Emiliano SpA (Credem). A partire dal mese di aprile 2025 la suddetta unità navale, in
seguito al completamento dei lavori di cantiere per l'installazione di attrezzature di ultima generazione per l'attività di survey, è stata impiegata per le attività relative al progetto dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) per la mappatura degli habitat marini.
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Nel corso del mese di gennaio 2025, il Gruppo si è aggiudicato due nuovi contratti nei Mari del Nord, per un valore complessivo di Euro 41 milioni, con Prysmian Group. I contratti riguardano l'esecuzione di servizi di detailed survey ed includono attività complete di rilevamento topografico terrestre e di rilevamento marino di tipo geofisico e geotecnico, lungo le sezioni nearshore e offshore dei corridoi dei cavi elettrici sottomarini Eastern Green Link 1 (EGL 1) ed Eastern Green Link 2 (EGL 2), progetti infrastrutturali chiave che miglioreranno il collegamento energetico tra Scozia e Inghilterra.
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Nel mese di gennaio 2025, il Gruppo ha completato l'acquisto del ROV Heavy Duty (HD) Schilling da 150 cavalli equipaggiato con Tether Management System (TMS), procedendo alla sua installazione sulla MPSV Ievoli Amber. Successivamente la nave è stata mobilitata ed il nuovo sistema è stato impiegato per lo svolgimento di attività di survey geofisica e l'identificazione di potenziali ordigni bellici inesplosi (pUXO survey).
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Nel corso del mese di febbraio 2025, il Gruppo è stato selezionato tra i vincitori del "Premio per la migliore strategia di utilizzo del mercato dei capitali", indetto dalla banca d'affari indipendente "Equita". Nello specifico, per la categoria "Raccolta fondi sul mercato azionario", è stata premiata NextGeo, che con la sua IPO, ha rappresentato la più grande operazione del 2024, in termini di raccolta e capitalizzazione, sul mercato Euronext Growth Milan (EGM).
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Nel corso del mese di febbraio 2025, il Gruppo è stato premiato come "Company of the Year - over 50 employees" nella cornice dei prestigiosi Subsea Expo Awards 2025, organizzati dalla Global Underwater Hub, ente leader nello sviluppo del business e dell'industria per il settore sottomarino del Regno Unito.
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Nel mese di aprile 2025, il Gruppo si è aggiudicato un nuovo contratto del valore di circa Euro 10 milioni con Prysmian Group, relativo alla fase di identificazione di potenziali ordigni bellici inesplosi (pUXO) lungo il tracciato del cavo sottomarino NeuConnect Interconnector, che costituirà il primo collegamento diretto per la trasmissione di energia tra Regno Unito e Germania. Le attività operative hanno visto prendere il via nello stesso mese e sono attualmente in fase di continuazione nelle acque tedesche ed olandesi all'interno della rispettiva Zona Economica Esclusiva, prevedendo l'analisi di circa 130 target magnetici già rilevati, con l'obiettivo di verificarne la natura e garantire la sicurezza delle future operazioni di posa del cavo.
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Nel mese di giugno 2025, il Gruppo ha avviato, in collaborazione con il cantiere norvegese Green Yard Kleven, il progetto di conversione della nave NG Explorer, acquisita per essere impiegata in attività di survey a supporto del settore energetico offshore. L'unità navale, lunga 58 metri, sarà riconfigurata con attrezzature di ultima generazione per indagini geofisiche, geotecniche, ambientali e UXO. Gli upgrade effettuati sulla nave, contribuiranno in maniera diretta, non solo a potenziare le capacità operative della flotta NextGeo, ma anche a supportare la strategia di diversificazione del Gruppo, promuovendo un'espansione del business, sia in termini di ricavi sia di presenza in nuovi segmenti di mercato, tra cui quello Oil&Gas.
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Inoltre, nel corso del primo semestre, il Gruppo ha continuato a investire (in termini di personale specializzato e attrezzature) nello sviluppo di un laboratorio di analisi geotecnica presso la sede di Norwich. Tale investimento consentirà di internalizzare le attività di studio e analisi dei campioni prelevati in mare, finora affidate a società esterne, con l'obiettivo di incrementare l'efficienza, riducendo al contempo costi e tempi di elaborazione dei dati.
I risultati del primo semestre 2025 confermano le positive performance consuntivate negli esercizi precedenti e ci consentono di guardare con ottimismo al futuro, in un mercato che mostra ancora interessanti prospettive di sviluppo.
DATI DI SINTESI AL 30 GIUGNO 2025
Nelle seguenti tabelle si riportano: (i) il conto economico riclassificato al 30 giugno 2025, comparato con il 30 giugno 2024, (ii) lo stato patrimoniale riclassificato per fonti e impieghi al 30 giugno 2025, comparato con il 31 dicembre 2024, (iii) i flussi di cassa della gestione operativa, di investimento e di finanziamento al 30 giugno 2025 e (iv) gli investimenti realizzati al 30 giugno 2025, comparati con i medesimi dati al 30 giugno 2024.
Per l'informativa circa gli effetti della stagionalità sull'attività del Gruppo, utile all'analisi dei risultati e degli indicatori economici, patrimoniali e finanziari semestrali, si rinvia a quanto indicato nell'apposito paragrafo della Nota Integrativa.
Conto economico riclassificato
Valori espressi in unità di Euro 1H 2025 % 1H 2024 % Variazione Var.%
|
Ricavi delle vendite e delle prestazioni |
103.663.263 90,7% |
190.788.890 |
183,3% |
(87.125.627) -45,7% |
|
Variazione dei lavori in corso su ordinazione |
9.289.180 8,1% |
(90.283.620) |
-86,7% |
99.572.800 -110,3% |
|
Altri ricavi e proventi |
1.300.151 1,1% |
3.595.728 |
3,5% |
(2.295.577) -63,8% |
|
Valore della produzione |
114.252.594 100,0% |
104.100.998 |
100,0% |
10.151.596 9,8% |
|
Costi esterni operativi |
69.295.145 60,7% |
68.360.243 |
65,7% |
934.902 1,4% |
|
Costi per il personale |
10.342.506 9,1% |
7.250.252 |
7,0% |
3.092.254 42,7% |
|
Oneri diversi di gestione |
132.679 0,1% |
101.580 |
0,1% |
31.099 30,6% |
|
Costi della produzione |
79.770.330 69,8% |
75.712.075 |
72,7% |
4.058.255 5,4% |
|
Margine operativo lordo (EBITDA) |
34.482.264 30,2% |
28.388.923 |
27,3% |
6.093.341 21,5% |
|
Ammortamenti e accantonamenti |
4.030.815 3,5% |
2.879.982 |
2,8% |
1.150.833 40,0% |
|
Risultato operativo (EBIT) |
30.451.449 26,7% |
25.508.941 |
24,5% |
4.942.508 19,4% |
|
Oneri finanziari netti |
(55.869) 0,0% |
644.269 |
0,6% |
(700.138) -108,7% |
|
Utili (perdite) su cambi |
(1.007.942) -0,9% |
(99.014) |
-0,1% |
(908.928) 918,0% |
|
Risultato della gestione finanziaria |
(952.073) -0,8% |
(743.283) |
-0,7% |
(208.790) 28,1% |
|
Risultato prima delle imposte |
29.499.376 25,8% |
24.765.658 |
23,8% |
4.733.718 19,1% |
|
Imposte |
4.110.297 3,6% |
3.692.365 |
3,5% |
417.932 11,3% |
|
Risultato netto |
25.389.079 22,2% |
21.073.293 |
20,2% |
4.315.786 20,5% |
Il Gruppo ha consuntivato nel primo semestre 2025 un incremento del valore della produzione di Euro 10.151.596 rispetto al primo semestre del 2024. Tale incremento (+9,8%) conferma il solido trend di crescita del Gruppo, tenuto anche conto della significativa crescita realizzata nel 2024 rispetto ai periodi precedenti.
Nel primo semestre del 2025 il Gruppo è stato impegnato in numerosi progetti nel mar Mediterraneo e nei mari del Nord.
Nel Mediterraneo, nel corso del primo semestre 2025, il Gruppo ha completato le attività relative al progetto "Bolano-Annunziata", l'infrastruttura elettrica sottomarina che unirà la Sicilia e la Calabria. L'infrastruttura, promossa da Terna con il contributo tecnologico di Prysmian Powerlink, prevede la posa di un cavo elettrico sottomarino lungo circa 7,5 km che unirà le stazioni elettriche di Bolano (in provincia di Reggio Calabria) e Annunziata (in provincia di Messina) e consentirà di incrementare fino a 2000 MW complessivi la capacità di scambio di energia elettrica tra l'isola e il continente. Nel corso del semestre, inoltre, il Gruppo ha svolto, per conto di Nexans, le attività relative alla prima fase di survey del progetto Great Sea Interconnector (GSI), funzionali alla realizzazione dell'interconnettore elettrico HDVC che collegherà la Grecia e Cipro attraverso uno dei cavi sottomarini più lunghi e profondi al mondo, raggiungendo profondità di oltre 3.000 metri, coprendo 900 Km e consentendo lo scambio di fino a 2.000 MW di elettricità. Nel corso del semestre, il Gruppo ha altresì continuato le attività relative al progetto dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) per la mappatura degli habitat marini. In particolare, attraverso le indagini che si sono svolte e si svolgeranno nei mesi a seguire, il gruppo NextGeo fornirà dati, analisi e supporto tecnico-scientifico finalizzati al raggiungimento
dei seguenti obiettivi: mappatura e caratterizzazione degli habitat marini e ripristino degli stessi, potenziamento della ricerca e osservazione degli ecosistemi marini e costieri, tutela della biodiversità, monitoraggio delle emissioni di gas serra, valutazione dell'efficienza energetica del sistema nazionale, supporto alla decarbonizzazione ed alla transizione ecologica ed elaborazione di scenari energetici per il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). Infine, con riferimento alle attività svolte dal Gruppo nel mar Mediterraneo, si segnala l'avvio della collaborazione con Edison per il progetto Pozzallo, uno dei più ambiziosi progetti di floating wind farm in Italia.
Nei mari del Nord, nel corso del primo semestre 2025, il Gruppo è stato impegnato con il cliente Saipem nelle attività relative al parco eolico offshore al largo della costa di Courseulles-sur-Mer (Parc éolien en mer du Calvados), nella regione della Normandia (Francia), con una superficie di 45 km² ed una capacità di 450 MW. Le attività relative a tale progetto proseguiranno nel corso del secondo semestre e si prevede continueranno fino agli inizi del 2026. Nel corso del semestre, inoltre, il Gruppo è stato impegnato con il TSO olandese TenneT nei progetti Nederwiek 1 e 2, parte "2 GW Programme" di TenneT, finalizzato a potenziare la connessione dei parchi eolici offshore della wind energy area Nederwiek alla rete elettrica dei Paesi Bassi. Sempre con il TSO olandese TenneT, il Gruppo ha iniziato le attività di survey nell'ambito dei progetti Nederwiek 3 (ancora nella wind energy area Nederwiek) e dei progetti Doordewind 1 e Doordewind 2 per la connessione dei parchi eolici Eemshaven. Nel corso del semestre, ancora con il TSO olandese TenneT, sono state completate le attività relative al progetto "Poseidon", per l'espansione e la connessione alla rete elettrica dei parchi eolici offshore nelle acque territoriali e nella Exclusive Economic Zone (EEZ) tedesca. Il Gruppo ha altresì svolto, nel corso del primo semestre 2025, per conto di Prysmian, attività nell'ambito del progetto "Eastern Green Link" 1, funzionali alla realizzazione del cavo sottomarino HVDC tra Torness (Scozia) e Hawthorn Pit (Inghilterra), con una lunghezza di 400 Km e una capacità di 2 GW. Sempre con Prysmian, infine, il Gruppo ha avviato nel corso del primo semestre 2025 le attività relative al progetto NeuConnect, l'interconnettore HVDC che collegherà il Regno Unito (Isle of Grain, Kent) alla Germania (vicino a Wilhelmshaven), attraversando acque britanniche, olandesi e tedesche, con una lunghezza di circa 725 Km (tra cavi terrestri e sottomarini) ed una capacità di 1.400 MW.
I dati di conto economico evidenziano, oltre alla crescita del valore della produzione, una leggera riduzione dell'incidenza percentuale dei costi sul valore della produzione, che al 30 giugno 2025 si attesta al 69,8% contro il 72,7% del 30 giugno 2024. Tra i fattori che hanno consentito tale riduzione si segnala la riduzione dei costi esterni, connessa agli investimenti realizzati dal Gruppo sia nel rafforzamento del capitale umano sia nell'ampliamento degli asset produttivi.
L'EBITDA si attesta ad Euro 34.482.264, con un incremento di Euro 6.093.341 (+21,5%) rispetto al 30 giugno 2024. L'incremento del valore della produzione (+9,8%) e la contestuale riduzione dell'incidenza dei costi sul valore della produzione (-2,9%), ha determinato un miglioramento dell'EBITDA margin, che passa dal 27,3% al 30 giugno 2024 al 30,2% al 30 giugno 2025 (+2,9%).
I valori riportati nella tabella sopra evidenziano un incremento degli ammortamenti e accantonamenti, che passano da Euro 2.879.982 al 30 giugno 2024 ad Euro 4.030.815 al 30 giugno 2025 (+40,0%). Tale incremento è ascrivibile agli importanti investimenti effettuati nell'esercizio 2024 e nel primo semestre 2025. L'incidenza degli ammortamenti e accantonamenti sul valore della produzione passa dal 2,8% al 30 giugno 2024 al 3,5% al 30 giugno 2025 (+0,7%).
L'EBIT si attesta ad Euro 30.451.449, con un incremento di Euro 4.942.508 rispetto al 30 giugno 2024, mentre l'EBIT margin passa dal 24,5% al 30 giugno 2024 al 26,7% al 30 giugno 2025 (+2,1%).
La gestione finanziaria evidenzia proventi finanziari superiori agli oneri finanziari per Euro 55.869, risultato in miglioramento rispetto al 30 giugno 2024, quando gli oneri finanziari superavano i proventi finanziari per Euro
644.269. Tale risultato riflette l'efficace impiego della liquidità raccolta attraverso l'operazione di quotazione sul mercato EGM, perfezionata nel mese di maggio 2024 e gestita in modo strategico lungo l'intero periodo. Al contrario, l'andamento dei tassi di cambio ha generato perdite nette per Euro 1.007.942 al 30 giugno 2025, a fronte di Euro 99.014 registrati al 30 giugno 2024. Di conseguenza, il risultato complessivo della gestione finanziaria evidenzia oneri per Euro 952.073, rispetto ad Euro 743.283 al 30 giugno 2024.
Il risultato prima delle imposte, in termini di incidenza sul valore della produzione, passa dal 23,8% al 30 giugno 2024 al 25,8% al 30 giugno 2025, mentre l'utile netto si attesta ad Euro 25.389.079, in aumento del 20,5% rispetto al 30 giugno 2024.
Stato Patrimoniale riclassificato
Valori espressi in unità di Euro 1H 2025 % 2024 % Variazione Var.%
|
Rimanenze |
32.491.064 28,4% |
23.252.507 |
11,4% |
9.238.557 |
39,7% |
|
Acconti |
9.903.712 8,7% |
19.551.926 |
9,6% |
(9.648.214) |
-49,3% |
|
Crediti commerciali |
39.374.159 34,5% |
35.042.974 |
17,2% |
4.331.185 |
12,4% |
|
Debiti commerciali |
37.243.682 32,6% |
27.077.070 |
13,3% |
10.166.612 |
37,5% |
|
Capitale circolante commerciale |
24.717.829 21,6% |
11.666.485 |
5,7% |
13.051.344 |
111,9% |
|
Altre attività correnti |
4.467.022 3,9% |
4.668.338 |
2,3% |
(201.316) |
-4,3% |
|
Altre passività correnti |
10.682.188 9,3% |
7.382.419 |
3,6% |
3.299.769 |
44,7% |
|
Capitale circolante netto (CCN) |
18.502.663 16,2% |
8.952.404 |
4,4% |
9.550.259 |
106,7% |
|
Immobilizzazioni |
89.921.837 78,7% |
68.947.526 |
33,9% |
20.974.311 |
30,4% |
|
Altre attività (passività) non correnti |
(2.624.669) -2,3% |
(2.009.437) |
-1,0% |
(615.232) |
30,6% |
|
Capitale investito netto (CIN) |
105.799.831 92,6% |
75.890.493 |
37,3% |
29.909.338 |
39,4% |
|
Indebitamento finanziario netto |
(61.852.824) -54,1% |
(66.752.728) |
-32,8% |
4.899.904 |
-7,3% |
|
Patrimonio netto |
167.652.655 146,7% |
142.643.221 |
70,2% |
25.009.434 |
17,5% |
|
Fonti di finanziamento |
105.799.831 92,6% |
75.890.493 |
37,3% |
29.909.338 |
39,4% |
Lo stato patrimoniale riclassificato evidenzia l'equilibrio della struttura patrimoniale-finanziaria al 30 giugno 2025, nel contesto della solida crescita realizzata dal Gruppo nel semestre chiuso a tale data.
Le rimanenze si incrementano di Euro 9.238.557 rispetto al 31 dicembre 2024 e l'incidenza delle stesse sul valore della produzione passa dall'11,4 % del 31 dicembre 2024 al 28,4% del 30 giugno 2025, principalmente per effetto delle dinamiche connesse all'avanzamento delle commesse in corso di svolgimento al 30 giugno 2025. I giorni medi di rotazione delle rimanenze (Days Inventory Outstanding - DIO) passano da 41 giorni al 31 dicembre 2024 a 51 giorni al 30 giugno 2025.
I crediti commerciali aumentano da Euro 35.042.974 al 31 dicembre 2024 ad Euro 39.374.159 al 30 giugno 2025 (+12,4%). I giorni medi di incasso dei crediti commerciali (Days Sales Outstanding - DSO), pari a 62, risultano in linea con il dato al 31 dicembre 2024, confermando la solidità e la qualità del portafoglio clienti del Gruppo.
Gli acconti, per effetto delle dinamiche di fatturazione ed avanzamento dei progetti, si riducono di Euro 9.648.214 rispetto al 31 dicembre 2024. I debiti commerciali si incrementano di Euro 10.166.612, con i giorni medi di pagamento dei debiti commerciali (Days Payable Outstanding - DPO) che passano da 65 al 31 dicembre 2024 ad 84 al 30 giugno 2025, riflettendo un diverso profilo temporale dei pagamenti e confermando la capacità del Gruppo di gestire il capitale circolante con flessibilità ed efficienza.
La differenza tra altre attività correnti ed altre passività correnti passa da un saldo negativo di Euro 2.714.081 al 31 dicembre 2024 ad un saldo negativo di Euro 6.215.166 al 30 giugno 2025, principalmente per effetto dell'incremento dei debiti per imposte dirette connesso alle tempistiche di versamento delle stesse.
Il capitale circolante netto registra, in conseguenza delle dinamiche sopra descritte, un incremento pari a Euro
9.550.259 rispetto al 31 dicembre 2024, attestandosi su livelli pari al 16,2% del valore della produzione realizzato nel semestre. Tale posizionamento contribuisce in modo significativo alla generazione di robusti flussi finanziari derivanti dall'attività operativa e testimonia la costante attenzione del management alla gestione efficiente delle componenti del circolante.
Le immobilizzazioni, per effetto dei significativi investimenti finalizzati all'espansione ed upgrading della flotta navale e degli importanti investimenti in equipment, in linea con le prospettive di sviluppo futuro del Gruppo, passano da Euro 68.947.526 al 31 dicembre 2024 ad Euro 89.921.837 al 30 giugno 2025 (+30,4%).
L'indebitamento finanziario netto si attesta su livelli estremamente favorevoli, con le attività finanziarie che al 30 giugno 2025 superano le passività finanziarie per Euro 61.852.824. Tale risultato, conseguito nonostante il rilevante volume di investimenti realizzati nel semestre, riflette le solide performance economiche registrate e l'attenta gestione del capitale circolante. La posizione finanziaria netta conferma la capacità del Gruppo di sostenere la propria strategia di crescita, mantenendo al contempo un profilo di equilibrio e solidità patrimoniale.
Flussi finanziari
Valori espressi in unità di Euro 1H 2025 % 1H 2024 % Variazione Var.%
|
Flusso finanziario dell'attività operativa |
20.311.392 17,8% |
18.410.902 |
17,7% |
1.900.490 |
10,3% |
|
Flusso finanziario dell'attività di investimento |
(25.029.782) -21,9% |
(56.403.097) |
-54,2% |
31.373.315 |
-55,6% |
|
Flusso finanziario dell'attività di finanziamento |
503.518 0,4% |
47.308.960 |
45,4% |
(46.805.442) |
-98,9% |
Come anticipato sopra, il flusso finanziario dell'attività operativa beneficia delle ottime performance economiche realizzate nel semestre e dell'attenta gestione del capitale circolante, passando da Euro 18.410.902 al 30 giugno 2024 ad Euro 20.311.392 al 30 giugno 2025, con un'incidenza sul valore della produzione (17,8%) sostanzialmente in linea con il dato comparativo.
Il flusso finanziario dell'attività di investimento, per effetto degli importanti investimenti in unità navali, upgrading della flotta ed equipment, ha assorbito nel primo semestre del 2025 risorse finanziarie per Euro 25.029.782. Senza tenere conto degli investimenti in time deposit di parte della liquidità raccolta in sede di IPO nel semestre comparativo, il flusso finanziario assorbito dall'attività di investimento risulta in incremento di Euro 8.626.685 (+52,6%) rispetto al 30 giugno 2024, attestandosi al 21,9% del valore della produzione al 30 giugno
2025 contro il 15,8% al 30 giugno 2024.
Il flusso finanziario dell'attività di finanziamento evidenzia un saldo netto positivo di Euro 503.518, che costituisce l'effetto netto della riduzione dell'indebitamento a breve termine, del rimborso anticipato di taluni finanziamenti in essere al 31 dicembre 2024 e della sottoscrizione di nuovi finanziamenti a condizioni economiche più favorevoli, a testimonianza della costante attenzione del Gruppo all'ottimizzazione della propria struttura finanziaria. Il dato risulta in diminuzione rispetto al 30 giugno 2024, caratterizzato dai significativi capitali raccolti tramite l'operazione di quotazione su EGM, al netto dei quali la gestione finanziaria aveva assorbito risorse finanziarie per Euro 2.691.040.
Investimenti
Valori espressi in unità di Euro 1H 2025 % 1H 2024 % Variazione Var.%
|
Immobilizzazioni immateriali |
558.384 0,5% |
4.124.793 |
4,0% |
(3.566.409) |
-86,5% |
|
Immobilizzazioni materiali |
24.514.231 21,5% |
11.733.512 |
11,3% |
12.780.719 |
108,9% |
|
Immobilizzazioni finanziarie |
120.000 0,1% |
40.020.000 |
38,4% |
(39.900.000) |
-99,7% |
|
Acquisizione di società controllate al netto delle disponibilità liquide |
- 0,0% |
525.438 |
0,5% |
(525.438) |
-100,0% |
|
Totale investimenti |
25.192.615 22,0% |
56.403.743 |
54,2% |
(31.211.128) |
-55,3% |
|
Immobilizzazioni finanziarie (time deposit) |
- 0,0% |
(40.000.000) |
-38,4% |
40.000.000 |
-100,0% |
|
Totale investimenti normalizzato |
25.192.615 22,0% |
16.403.743 |
15,8% |
8.788.872 |
53,6% |
Gli investimenti realizzati nel primo semestre 2025 ammontano a complessivi Euro 25.192.615, in riduzione di Euro 31.211.128 rispetto al primo semestre 2024 nel quale si attestavano ad Euro 56.403.743 (pari al 54,2% del valore della produzione). Al netto degli investimenti di parte della liquidità raccolta mediante l'IPO in time deposit
nel dato comparativo, gli investimenti passano da Euro 16.403.743 al 30 giugno 2024 (15,8% in termini di incidenza sul valore della produzione) ad Euro 25.192.615 (22,0% in termini di incidenza sul valore della produzione), con un incremento di Euro 8.788.872 (+53,6%).
I significativi investimenti del primo semestre 2025 confermano l'impegno del Gruppo nella realizzazione dei piani di sviluppo futuri. Gli investimenti in immobilizzazioni immateriali sono rappresentati principalmente dalle migliorie su navi prese a nolo. Gli investimenti in immobilizzazioni materiali si riferiscono principalmente al completamento degli investimenti per l'acquisto della NG Surveyor e del ROV Heavy Duty (HD) Schilling da
150 cavalli, agli acconti corrisposti per la conversione della NG Explorer ed all'acquisto di equipment specialistiche. Gli investimenti in immobilizzazioni finanziarie si riferiscono principalmente all'acquisto della partecipazione di collegamento nella startup innovativa eGuardian Srl, con sede a Napoli, fondata nel 2024 con l'obiettivo di sviluppare soluzioni tecnologiche avanzate per il monitoraggio, la protezione e la valorizzazione dell'ambiente marino, attraverso l'impiego di piattaforme autonome e strumenti digitali applicabili sia in contesti costieri che offshore.
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO
Di seguito si riporta il dettaglio dell'Indebitamento Finanziario Netto al 30 giugno 2025, comparato con il 31 dicembre 2024.
Valori espressi in unità di Euro 1H 2025 % 2024 % Variazione Var.%
|
Disponibilità liquide |
(79.920.300) -70,0% |
(84.343.551) |
-41,5% |
4.423.251 |
-5,2% |
|
Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni |
(4.000.000) -3,5% |
(4.000.000) |
-2,0% |
- |
0,0% |
|
Crediti finanziari correnti |
- 0,0% |
- |
0,0% |
- |
N.A. |
|
Debiti finanziari correnti |
5.217.276 4,6% |
10.217.073 |
5,0% |
(4.999.797) |
-48,9% |
|
Indebitamento finanziario corrente netto |
(78.703.024) -68,9% |
(78.126.478) |
-38,4% |
(576.546) |
0,7% |
|
Crediti finanziari non correnti |
(227.271) -0,2% |
(212.071) |
-0,1% |
(15.200) |
7,2% |
|
Debiti finanziari non correnti |
17.077.471 14,9% |
11.585.821 |
5,7% |
5.491.650 |
47,4% |
|
Indebitamento finanziario non corrente netto |
16.850.200 14,7% |
11.373.750 |
5,6% |
5.476.450 |
48,1% |
|
Indebitamento finanziario netto |
(61.852.824) -54,1% |
(66.752.728) |
-32,8% |
4.899.904 |
-7,3% |
L'indebitamento finanziario netto evidenzia una significativa posizione cash positive, con le attività finanziarie che al 30 giugno 2025 superano le passività finanziarie di Euro 61.852.824. Tale risultato è particolarmente apprezzabile alla luce dell'importante livello degli investimenti e della liquidità assorbita dalle dinamiche del capitale circolante. Nel corso del primo semestre 2025 l'indebitamento finanziario netto si incrementa di Euro 4.899.904.
Le disponibilità liquide passano da Euro 84.343.551 al 31 dicembre 2024 ad Euro 79.920.300 al 30 giugno 2025, con una riduzione di Euro 4.423.251; i debiti finanziari correnti e non correnti si incrementano complessivamente di Euro 491.853, principalmente per effetto del rimborso delle esposizioni a breve in essere al 31 dicembre 2024 e della sopraindicata operazione di rimborso anticipato di taluni finanziamenti in essere al 31 dicembre 2024 e della sottoscrizione di nuovi finanziamenti a condizioni economiche più favorevoli.
INDICATORI ECONOMICI, PATRIMONIALI E FINANZIARI
Nelle seguenti tabelle si riportano gli indicatori economici, patrimoniali e finanziari di performance ritenuti utili al fine di una migliore comprensione della situazione del Gruppo e dell'andamento e del risultato della sua gestione.
Indicatori economici
Valori espressi in unità di Euro 1H 2025 1H 2024 Variazione Var.%
|
EBITDA |
34.482.264 |
28.388.923 |
6.093.341 |
21,5% |
|
EBIT |
30.451.449 |
25.508.941 |
4.942.508 |
19,4% |
|
Risultato netto |
25.389.079 |
21.073.293 |
4.315.786 |
20,5% |
|
EBITDA margin |
30,2% |
27,3% |
2,9% |
10,7% |
|
Return on sales (ROS) |
26,7% |
24,5% |
2,1% |
8,8% |
|
Return on investment (ROI) |
28,8% |
32,7% |
-3,9% |
-12,0% |
|
Return on assets (ROA) |
12,1% |
12,2% |
0,0% |
-0,3% |
|
Return on equity (ROE) |
15,1% |
17,5% |
-2,4% |
-13,5% |
Indicatori patrimoniali e finanziari
Valori espressi in unità di Euro 1H 2025 2024 Variazione Var.%
|
Indebitamento finanziario netto (IFN) |
(61.852.824) |
(66.752.728) |
4.899.904 |
-7,3% |
|
Patrimonio netto |
167.652.655 |
142.643.221 |
25.009.434 |
17,5% |
|
Attivo corrente - passivo corrente |
97.205.687 |
87.078.882 |
10.126.805 |
11,6% |
|
Indice di disponibilità |
2,54 |
2,36 |
0,19 |
7,9% |
|
Margine di struttura primario |
77.020.361 |
72.703.199 |
4.317.162 |
5,9% |
|
Indice di struttura primario |
1,85 |
2,04 |
(0,19) |
-9,3% |
|
Margine di struttura secondario |
97.205.687 |
87.078.882 |
10.126.805 |
11,6% |
|
Indice di struttura secondario |
2,07 |
2,25 |
(0,17) |
-7,7% |
|
Indice di dipendenza finanziaria |
0,33 |
0,36 |
(0,02) |
-6,6% |
|
Indice di autonomia finanziaria |
0,67 |
0,64 |
0,02 |
3,6% |
|
Giorni medi di rotazione dei crediti commerciali (DSO) |
62 |
62 |
(0) |
0,0% |
|
Giorni medi di rotazione dei debiti commerciali (DPO) |
84 |
65 |
19 |
28,8% |
|
Giorni medi di rotazione delle rimanenze (DIO) |
51 |
41 |
10 |
24,3% |
|
IFN/Patrimonio netto |
(0,37) |
(0,47) |
0,10 |
-21,2% |
|
Oneri finanziari netti/IFN |
(0,00) |
0,00 |
(0,00) |
-109,2% |
|
IFN/EBITDA (Leverage) |
(1,79) |
(1,24) |
(0,56) |
45,0% |
INDICATORI OPERATIVI
La tabella di seguito riporta il dettaglio degli indicatori di performance operativi, che forniscono ulteriori informazioni utili alla comprensione ed all'analisi dei risultati del Gruppo.
Giorni nave offshore venduti
Valori espressi in numero di giorni 1H 2025 % Capacità venduta
|
Giorni nave offshore di proprietà |
345 78,9% |
|
Giorni nave offshore di società correlate |
621 86,3% |
Giorni ROV venduti
Valori espressi in numero di giorni 1H 2025 % Capacità venduta
|
Giorni ROV di proprietà |
660 91,7% |
|
Giorni ROV di terzi |
180 N.A. |
Giorni personale offshore venduti
Valori espressi in numero di giorni 1H 2025
|
Giorni personale interno |
2.635 |
|
Giorni personale esterno |
12.850 |
ANDAMENTO DEL TITOLO QUOTATO SU EURONEXT GROWTH MILAN (EGM)
Al 30 giugno 2025 il prezzo ufficiale di chiusura del titolo Next Geosolutions Europe SpA (Borsa Italiana Ticker - BIT: NXT) è di Euro 8,10 (+ 29,60% rispetto al prezzo di Euro 6,25 per azione fissato in sede di IPO). La capitalizzazione di mercato è pari ad Euro 388.800.000.
Di seguito si presentano i dati registrati dal titolo ed il suo andamento nel periodo dal 22 maggio 2024 (giorno dell'IPO) al 30 giugno 2025.
|
Valore |
Data |
|
|
Prezzo IPO in euro |
6,25 |
22 maggio 2024 |
|
Numero di azioni IPO |
48.000.000 |
22 maggio 2024 |
|
Capitalizzazione di mercato IPO |
300.000.000 |
22 maggio 2024 |
|
Prezzo ufficiale alla chiusura del primo semestre 2025 in euro |
8,10 |
30 giugno 2025 |
|
Numero di azioni alla chiusura del primo semestre 2025 |
48.000.000 |
30 giugno 2025 |
|
Capitalizzazione di mercato alla chiusura del primo semestre 2025 |
388.800.000 |
30 giugno 2025 |
Andamento del Titolo Next Geosolutions Europe SpA
9,50 €
9,00 €
8,50 €
8,00 €
7,50 €
7,00 €
6,50 €
6,00 €
Al 23 settembre 2025 il prezzo ufficiale di chiusura del titolo Next Geosolutions Europe SpA è di Euro 11,80, con una capitalizzazione di mercato pari ad Euro 566.400.000.
DETTAGLIO DEGLI INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE
Il Gruppo, al fine di fornire una migliore analisi dei risultati della gestione, ha utilizzato alcuni indicatori alternativi di performance che non sono identificati come misure contabili nell'ambito dei principi contabili nazionali dettati dall'Organismo Italiano di Contabilità (OIC).
Di seguito si riporta la definizione degli indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:
-
Produzione interna: rappresenta la somma delle voci "A2. Variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti", "A3. Variazioni dei lavori in corso su ordinazione" e "A4. Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni" del conto economico.
-
Costi esterni operativi: rappresenta la somma delle voci "B6. Costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci", "B7. Costi per servizi", "B8. Costi per godimento di beni di terzi" e "B11. Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci" del conto economico.
-
Margine operativo lordo (EBITDA): rappresenta il risultato operativo (EBIT) al netto di ammortamenti e accantonamenti.
-
Ammortamenti e accantonamenti: rappresenta la somma delle voci "B10. Ammortamenti e svalutazioni", "B12. Accantonamenti per rischi" e "B13. Altri accantonamenti" del conto economico.
-
Oneri finanziari netti: rappresenta la differenza tra le voci "C17. Interessi e altri oneri finanziari" e "C16. Altri proventi finanziari" del conto economico.
-
Crediti commerciali: rappresenta la somma dei crediti commerciali iscritti alle voci "CII1. Crediti verso clienti", "CII2. Crediti verso imprese controllate", "CII3. Crediti verso imprese collegate", "CII4. Crediti verso controllanti" e "CII5. Crediti verso imprese sottoposte al controllo delle controllanti".
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Debiti commerciali: rappresenta la somma dei debiti commerciali iscritti alle voci "D7. Debiti verso fornitori", "D9. Debiti verso imprese controllate", "D10. Debiti verso imprese collegate", "D11. Debiti verso controllanti" e "D11-bis. Debiti verso imprese sottoposte al controllo delle controllanti".
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Capitale circolante commerciale: rappresenta la somma delle rimanenze e dei crediti commerciali, al netto degli acconti e dei debiti commerciali.
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Altre attività correnti: rappresenta la somma dei crediti esigibili entro l'esercizio successivo diversi da quelli rientranti nei "Crediti commerciali" e dei ratei e risconti a breve termine
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Altre passività correnti: rappresenta la somma dei debiti esigibili entro l'esercizio successivo diversi da quelli rientranti nei "Debiti commerciali" e dei ratei e risconti a breve termine.
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Capitale circolante netto (CCN): rappresenta la somma del capitale circolante commerciale e delle altre attività correnti al netto delle altre passività correnti.
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Immobilizzazioni: rappresenta la somma delle immobilizzazioni immateriali, materiali e finanziarie (esclusi i crediti finanziari iscritti tra le immobilizzazioni).
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Altre attività/(passività) non correnti: rappresenta la somma dei crediti commerciali esigibili oltre l'esercizio successivo, delle imposte anticipate e dei ratei e risconti attivi a medio/lungo termine, al netto della somma dei fondi per rischi e oneri (incluse le imposte differite passive), del trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato, dei debiti commerciali a medio/lungo termine e dei ratei e risconti passivi a medio/lungo termine.
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Capitale investito netto (CIN): rappresenta la somma del capitale circolante netto (CCN), delle immobilizzazioni e delle altre attività/(passività) non correnti a medio/lungo termine.
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Indebitamento finanziario netto (IFN): rappresenta la somma dei debiti verso banche e dei debiti verso altri finanziatori, al netto della somma di crediti finanziari, attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni e disponibilità liquide.
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Fonti di finanziamento: rappresenta la somma di indebitamento finanziario netto (IFN) e patrimonio netto.
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Crediti finanziari correnti: rappresenta la somma dei crediti finanziari esigibili entro l'esercizio successivo classificati alla voce "BIII2. Immobilizzazioni finanziarie - Crediti" dello Stato Patrimoniale.
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Debiti finanziari correnti: rappresenta la somma dei debiti verso banche e dei debiti verso altri finanziatori esigibili entro l'esercizio successivo.
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Crediti finanziari non correnti: rappresenta la somma dei crediti finanziari esigibili oltre l'esercizio successivo classificati alla voce "BIII2. Immobilizzazioni finanziarie - Crediti" dello Stato Patrimoniale.
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Debiti finanziari non correnti: rappresenta la somma dei debiti verso banche e dei debiti verso altri finanziatori esigibili oltre l'esercizio successivo.
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Return on sales (ROS): rappresenta il rapporto tra il risultato operativo (EBIT) ed il valore della produzione. Tenuto conto delle specificità del business, si è ritenuto appropriato utilizzare al denominatore il valore della produzione invece dei ricavi delle vendite e delle prestazioni.
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Return on investment (ROI): rappresenta il rapporto tra risultato operativo (EBIT) e capitale investito netto (CIN).
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Return on assets (ROA): rappresenta il rapporto tra il risultato operativo (EBIT) ed il totale delle attività.
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Return on equity (ROE): rappresenta il rapporto tra il risultato netto ed il patrimonio netto.
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Attivo corrente - passivo corrente: rappresenta la differenza tra capitale circolante netto e indebitamento finanziario corrente.
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Indice di disponibilità: rappresenta il rapporto tra la somma delle rimanenze, dei crediti commerciali, delle altre attività correnti, dei crediti finanziari correnti e delle disponibilità liquide e la somma di acconti, debiti commerciali, altre passività correnti e debiti finanziari correnti.
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Margine di struttura primario: rappresenta la differenza tra patrimonio netto e attività non correnti (immobilizzazioni, crediti esigibili oltre l'esercizio successivo, imposte anticipate e ratei e risconti attivi a medio/lungo termine).
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Indice di struttura primario: rappresenta il rapporto tra patrimonio netto e attività non correnti (immobilizzazioni, crediti esigibili oltre l'esercizio successivo, imposte anticipate e ratei e risconti attivi a medio/lungo termine).
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Margine di struttura secondario: rappresenta la differenza tra la somma di patrimonio netto e passività non correnti (fondi per rischi e oneri, imposte differite, trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato, debiti esigibili oltre l'esercizio successivo e ratei e risconti passivi a medio/lungo termine) e attività non correnti (immobilizzazioni, crediti esigibili oltre l'esercizio successivo, imposte anticipate e ratei e risconti attivi a medio/lungo termine).
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Indice di struttura secondario: rappresenta il rapporto tra la somma di patrimonio netto e passività non correnti (fondi per rischi e oneri, imposte differite, trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato, debiti esigibili oltre l'esercizio successivo e ratei e risconti passivi a medio/lungo termine) e attività non correnti (immobilizzazioni, crediti esigibili oltre l'esercizio successivo, imposte anticipate e ratei e risconti attivi a medio/lungo termine).
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Indice di dipendenza finanziaria: rappresenta il rapporto tra passività nei confronti di terzi (acconti, debiti commerciali, altre passività correnti, passività non correnti, debiti finanziari correnti e debiti finanziari non correnti) e totale delle passività.
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Indice di autonomia finanziaria: rappresenta il rapporto tra patrimonio netto e totale delle passività.
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Giorni medi di rotazione dei crediti commerciali (Days Sales Outstanding - DSO): rappresenta il rapporto tra crediti commerciali e valore della produzione moltiplicato per 180.
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Giorni medi di rotazione dei debiti commerciali (Days Payable Outstanding - DPO): rappresenta il rapporto tra debiti commerciali e costi della produzione moltiplicato per 180.
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Giorni medi di rotazione delle rimanenze (Days Inventory Outstanding - DIO): rappresenta il rapporto tra rimanenze e valore della produzione moltiplicato per 180.
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Giorni nave offshore venduti: rappresenta il numero di giorni nave offshore venduti nel corso dell'esercizio.
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Giorni ROV venduti: rappresenta il numero di giorni ROV venduti nel corso dell'esercizio.
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Giorni personale offshore venduti: rappresenta il numero di giorni del personale offshore venduti nel corso dell'esercizio.
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Backlog: rappresenta il valore dei contratti/ordini firmati o aggiudicati.
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Pipeline: rappresenta il valore delle offerte presentate per le quali si stima una probabile aggiudicazione.
PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE CUI IL GRUPPO È ESPOSTO RISCHI FINANZIARI
Rischio di prezzo
Il rischio di prezzo rappresenta il rischio che variazioni in diminuzione dei prezzi di vendita e/o variazioni in aumento dei prezzi di acquisto delle principali forniture possano influenzare negativamente i risultati attesi del Gruppo.
Il business di riferimento si caratterizza per la richiesta di competenze specialistiche ed elevata professionalità, mentre non vi è una forte competizione sui prezzi (anche per il limitato numero di operatori del settore). Si segnala tuttavia che, tenuto conto della rilevanza di talune commodity (i.e. bunker) per il settore di riferimento, è possibile che significative variazioni inattese dei prezzi di tali commodity possano influenzare negativamente le performance societarie, in particolare in presenza di progetti di lungo periodo.
Al fine di monitorare tale rischio, la struttura commerciale ed il controlling, già in fase di predisposizione delle offerte, valutano attentamente il livello dei costi al fine di stabilire prezzi capaci di garantire il raggiungimento degli obiettivi di risultato attesi. Nel corso della realizzazione delle commesse, l'andamento dei costi, dei ricavi e dei flussi finanziari è analizzato frequentemente al fine di intercettare tempestivamente eventuali squilibri o deviazioni rispetto alle aspettative del management.
Rischio di oscillazione dei tassi di interesse
Il rischio di oscillazioni dei tassi d'interesse rappresenta il rischio che variazioni dei tassi di interesse di mercato influiscano sul valore di mercato delle attività e passività finanziarie del Gruppo nonché sugli oneri finanziari netti.
Il Gruppo analizza la propria esposizione al rischio di oscillazione dei tassi di interesse su base dinamica, ricorrendo a simulazioni di fabbisogni e di generazioni di cassa prospettici in diversi scenari, sulla base delle aspettative economiche, delle posizioni esistenti e delle aspettative di rifinanziamento.
Il rischio di tasso di interesse a cui è esposto il Gruppo è originato prevalentemente dai debiti finanziari a lungo termine. Tali debiti sono prevalentemente a tasso variabile ed il Gruppo non pone in essere particolari politiche di copertura, ritenendo tale rischio non significativo.
Rischio di oscillazione dei tassi di cambio
Il rischio di oscillazione dei tassi di cambio rappresenta il rischio che variazioni dei tassi di cambio delle valute estere rispetto alla valuta funzionale, rappresentata dall'Euro, possano influenzare negativamente le performance economiche ed i flussi finanziari del Gruppo.
NextGeo opera a livello internazionale ed è pertanto esposta ai rischi derivanti dalle fluttuazioni dei tassi di cambio delle valute estere in cui sono regolate talune operazioni. Tale rischio si estrinseca nell'eventualità che il controvalore in Euro delle operazioni di vendita in valuta estera diminuisca ovvero aumenti il controvalore in Euro delle operazioni di acquisto in valuta estera, impedendo il conseguimento del margine desiderato.
L'andamento dei tassi di cambio è monitorato sia a livello locale che centrale dalla direzione finanziaria con l'obiettivo di intercettare potenziali situazioni di rischio ed attivare interventi immediati volti a mitigare gli effetti. Il management, al fine di limitare tale rischio, laddove possibile, cerca di equilibrare la bilancia valutaria.
Allo stato, tenuto anche conto dei limitati impatti economico-finanziari storici delle differenze su cambi, il Gruppo non pone in essere particolari politiche di copertura.
Rischio di credito
Il rischio di credito rappresenta l'esposizione del Gruppo a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti.
I dati storici non evidenziano significative perdite su crediti e le controparti clienti si caratterizzano per società di elevato standing e comprovata affidabilità. Il settore non si caratterizza per un'elevata volatilità o altre situazioni congiunturali di squilibrio. Pertanto, il rischio è valutato di livello limitato.
Il Gruppo privilegia rapporti con operatori con i quali si sono instaurate nel tempo importanti relazioni di fiducia o comunque caratterizzati da elevata reputazione, attentamente analizzati da parte del commerciale e dell'ufficio crediti.
Gli incassi e l'eventuale livello di scaduto sono attentamente e periodicamente monitorati da parte dell'ufficio crediti con il supporto, laddove necessario, dell'ufficio legale e dei consulenti legali societari esterni.
Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità rappresenta il rischio legato all'indisponibilità di risorse finanziarie necessarie per far fronte nel breve termine agli impegni di pagamento verso le controparti commerciali o finanziarie nei termini e scadenze prestabiliti. I principali fattori che determinano il grado di liquidità del Gruppo sono, da un lato, le risorse generate o assorbite dalle attività operative e d'investimento, dall'altro, i termini di scadenza e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato.
Il Gruppo gestisce il rischio di liquidità attraverso lo stretto controllo degli elementi componenti le disponibilità liquide, delle linee di credito, del capitale circolante operativo (in particolare dei crediti verso clienti e dei debiti verso fornitori) e dei finanziamenti.
Il Gruppo è impegnato nel mantenimento di una struttura finanziaria che garantisca un livello di liquidità adeguato, un equilibrio tra fonti di finanziamento ed impieghi di capitale e consenta di minimizzare il costo del denaro, senza compromettere l'equilibrio a breve della tesoreria ed evitare criticità e tensioni nella liquidità corrente.
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