Terna e la tutela della biodiversità
II EDIZIONE, LUGLIO 2024
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Quale strategia per |
L'impegno di Terna, |
Misurare la tutela della |
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Introduzione |
la biodiversità? |
nel concreto |
biodiversità: le metriche di Terna |
Sommario
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Introduzione |
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Quale strategia per la biodiversità? |
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Riferimenti valoriali e documentali |
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Policy e strumenti |
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L'impegno di Terna, nel concreto |
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Pianificazione e concertazione |
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Progettazione |
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Esecuzione |
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Prescrizioni |
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Mitigazioni e compensazioni |
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Dialogo con le comunità locali e le associazioni ambientaliste |
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Principali progetti e iniziative |
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Le raccomandazioni della Task Force on Nature-related Financial Disclosures (TNFD): |
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l'informativa di Terna |
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Misurare la tutela della biodiversità: le metriche di Terna |
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2023: I FATTI PRINCIPALI | TERNA S.P.A. E GRUPPO TERNA 2
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TERNA E LA TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ
Introduzione
In questo allegato viene illustrato il percorso realizzato dall'azienda, in termini di progressiva consapevolezza e di soluzioni via via identificate e adottate, sul fronte della tutela della biodiversità e dell'ambiente, potenzialmente impattati dalle infrastrutture elettriche: un tema chiaramente riconducibile alla conservazione del capitale naturale del Pianeta che, al tempo stesso, interseca anche considerazioni riferibili al capitale sociale e relazionale.La scelta volontaria di Terna di considerare la biodiversità, e l'ambiente in generale, uno stakeholder da tutelare ha determinato nel tempo una serie di iniziative finalizzate, in primo luogo, a mappare gli impatti - e i potenziali rischi ad essi connessi - degli asset elettrici su di essa e di identificare quindi le migliori soluzioni per mitigarne gli effetti.
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Quale strategia per |
L'impegno di Terna, |
Misurare la tutela della |
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Introduzione |
la biodiversità? |
nel concreto |
biodiversità: le metriche di Terna |
In questo percorso l'azienda ha optato sin da subito per un approccio aperto e inclusivo, basato su partnership e collaborazioni con associazioni ambientaliste, esperti ed esponenti del mondo accademico per trovare un punto di equilibrio tra il rispetto dell'ambiente e della biodiversità, in particolare dell'avifauna, e tra le considerazioni delle comunità locali e lo sviluppo della rete elettrica, necessario alla crescita del Paese.
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TERNA E LA TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ
Quale strategia per la biodiversità?
La rete elettrica di Terna è un'infrastruttura strategica per il Paese, presente in modo diffuso su tutto il territorio nazionale.
La relazione della rete con l'ambiente naturale che la ospita e il suo impatto sulla biodiversità assumono caratterizzazioni diverse nella fase di costruzione di nuove linee e in quella di esercizio di linee esistenti.
FOCUS
Impatti positivi e negativi della rete elettrica di trasmissione sulla biodiversità
Nella fase di costruzione di una stazione elettrica o di un elettrodotto l'impatto sulla biodiversità è legato alle attività di cantiere: apertura di passaggi per arrivare a erigere i tralicci, escavazione del suolo, rimozione di materiali residui. L'intervento di realizzazione di nuove linee e stazioni impone particolare attenzione se questo avviene in prossimità o all'interno di aree protette.
Una volta costruita la linea, la relazione con la biodiversità è duplice. Da un lato, il tracciato della linea può costituire un fattore di accrescimento della biodiversità e di protezione di alcune specie. Ad esempio, quando le linee attraversano vaste zone aperte o estese aree con monocolture cerealicole, i tralicci e le loro basi costituiscono "isole" di concentrazione della biodiversità. Le basi dei tralicci, soprattutto quelli più grandi che sostengono linee ad Alta Tensione, sono le uniche zone risparmiate dall'agricoltura intensiva e sottratte all'attività di lavorazione e trasformazione del terreno. Sono le zone in cui fioriscono erbe spontanee e rovi in cui i roditori selvatici trovano rifugio perché i loro sistemi di tane non sono distrutti periodicamente dalle attività di aratura. Sono anche quelle intorno a cui si concentrano i predatori dei roditori, ovvero gli uccelli rapaci. Gli uccelli, e in particolare i rapaci, utilizzano infatti le linee elettriche e i tralicci sia come punti di osservazione del territorio sia come strutture per la nidificazione.
Dall'altro lato, la presenza delle linee può avere impatti negativi sulla biodiversità, in particolare sugli uccelli potenzialmente esposti ad un rischio di collisione, soprattutto al verificarsi di una coincidenza tra il tracciato di una linea elettrica e una rotta migratoria ad alta densità di transito (si veda pag. 302-304)1.
Nel caso di elettrodotti in cavo sottomarino (ad es. il SA.PE.I, inaugurato nel 2011; l'Italia-Montenegro, in esercizio dal 2019 e i futuri Tyrrhenian Link, Adriatic Link e SA.CO.I3) gli impatti riguardano l'integrità dei fondali sui quali sono posati i cavi (si veda pag. 306).
La strategia di Terna è strutturata in tre distinte macroaree: la prima attiene la definizione di policy che integrano la progressiva presa di coscienza degli impatti (e dei conseguenti rischi ad essi associati) delle sue attività sulla biodiversità, con precisi riferimenti valoriali e indicazioni operative; la seconda riguarda l'identificazione di concrete misure mitigative, anche attraverso il confronto con associazioni ambientaliste e la successiva definizione di attività congiunte; la terza
- focalizzata sull'attuazione di tali misure, il monitoraggio della loro efficacia e la successiva condivisione dei risultati acquisiti con la comunità scientifica e, più in generale, con tutti gli stakeholder interessati (ad es. le comunità locali).
1 Salvo diversa indicazione, i riferimenti di pagina si riferiscono al Rapporto Integrato 2023.
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FOCUS
Dall'identificazione dei rischi per la biodiversità alla valutazione degli impatti
I potenziali rischi per la biodiversità associabili alla rete elettrica di trasmissione hanno una durata nel tempo che coincide con il ciclo di vita dei suoi principali asset (i tralicci) che è pari a circa 40 anni, fermo restando che variano a seconda delle diverse fasi delle attività dell'azienda.
Il primo strumento per mitigare tali rischi è lo scrupoloso rispetto delle norme vigenti, rafforzato da ulteriori impegni assunti su base volontaria.
I principali rischi per la biodiversità sono quelli legati al rischio di collisione per gli uccelli o al rischio di incendio per la vegetazione circostante. Questi sono prevenuti attraverso l'installazione di deterrenti per uccelli e attraverso attività di gestione della vegetazione (il cosiddetto "taglio piante").
Per quanto riguarda l'avifauna, si segnala che il rischio di elettrocuzione non interessa gli asset di Terna, in quanto determinato dallo spazio ridotto tra i conduttori tipici delle linee a bassa e media tensione che può determinare la folgorazione degli uccelli, soprattutto se di grandi dimensioni, nel caso in cui questi si posino sul traliccio mettendo in contatto fase e terra con la loro apertura alare. Alla presenza delle linee ad Alta Tensione
- associato invece il rischio di collisione il cui effettivo verificarsi dipende dalla densità della fauna avicola, dalla frequenza dei suoi transiti in volo in prossimità delle linee, dalle condizioni meteorologiche e della diversa manovrabilità di volo delle specie (ad es. i Galliformi hanno in tal senso un rischio elevato di collisione). I fattori rilevanti sono le rotte degli uccelli migratori - particolarmente importanti in Italia che è un Paese "ponte" tra Europa e Africa - la dislocazione delle zone umide sul territorio e la presenza di aree protette, riserve e parchi. Questo rischio è stato analizzato e valutato a valle di studi scientifici svolti in partnership con soggetti terzi qualificati2.
La crescita di vegetazione spontanea in prossimità di elettrodotti in esercizio può determinare un rischio di incendio, soprattutto quando raggiunge l'altezza dei conduttori: per questo Terna pianifica ogni anno attività di taglio piante, finalizzate a scongiurare tale pericolo. Mediamente ogni anno sono oggetto di taglio piante circa 20.000 km di elettrodotti.
Passando dalle linee esistenti a quelle in costruzione, i rischi per l'avifauna coincidono con gli impatti temporanei delle attività di cantiere, quali rumore e disturbo causato da presenze umane, attività che Terna svolge nel rigoroso rispetto delle normative di tutela ambientale e di eventuali ulteriori norme, oltre ad impiegare le migliori soluzioni per limitare gli effetti sulla biodiversità. Terna, infatti, si occupa di riportare i siti ospitanti temporaneamente un cantiere ai loro stati d'origine in modo da promuovere il ripristino naturale della flora nel rispetto dell'habitat e dell'ecosistema preesistenti. Nel caso di posa e operazioni di manutenzione relative ai cavi sottomarini, i rischi si concentrano sulle specie di flora acquatica come ad esempio la Posidonia oceanica. Nel corso del 2010, il cavo SA. PE.I. (collegamento "Sardegna-Penisola Italiana") è stato posato sul fondale del mar Tirreno senza attività di scavo all'interno del substrato utilizzando invece particolari tipi di ancoraggio (621 in tutto) che ne impediscono eccessive oscillazioni, riducendole al minimo necessario a garantirne l'incolumità, con una conseguente limitazione dell'erosione delle praterie sottomarine di Posidonia.
2 si veda il Rapporto di sostenibilità 2010, pag. 116 "Accordo Terna-LIPU: studio dell'interazione fra avifauna e rete elettrica di trasmissione nazionale".
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TERNA E LA TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ
Riferimenti valoriali e documentali
L'attenzione all'ambiente è espressamente richiamata nel Codice Etico3 ed è alla base della Politica Ambientale del Gruppo - che è parte integrante della Politica del Sistema di Gestione Integrato4 del Gruppo Terna - pubblicata la prima volta nel 2007 in cui si dichiara che "Terna riconosce nel rispetto dell'ambiente un elemento costitutivo del proprio approccio di gestione aziendale".
Un ulteriore riferimento valoriale, che indica al contempo una direzione operativa, è dato dall'Agenda 2030 dell'United Nations Global Compact, basta su 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (gli SDGs - Sustainable Development Goals), in particolare l'SDG 15.
Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre
Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno e fermare la perdita di diversità biologica.
La progressiva definizione di norme interne (le "Linee Guida" e le "Istruzioni Operative"), generalmente più restrittive rispetto agli obblighi di legge, è da sempre ispirata ai principali riferimenti internazionali e nazionali in materia. In particolare, sono stati considerati i seguenti documenti:
- Nuovo Piano Strategico 2011-2020 della UN Convention on Biological Diversity, redatto "Per un mondo che viva in armonia con la natura dove, entro il 2050, la Biodiversità sia valutata, preservata, ripristinata e saggiamente utilizzata, mantenendo i servizi ecosistemici, sostenendo un Pianeta sano e fornendo a tutti i benefici essenziali";
- Strategia europea per la biodiversità verso il 2020, recepita in Italia attraverso la "Strategia Nazionale per la Biodiversità" con cui si impegna a fermare il declino della biodiversità integrando le esigenze di conservazione e di uso sostenibile delle risorse naturali nelle politiche nazionali di settore;
- Red List IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura), il più ampio database esistente a livello internazionale sullo stato di conservazione di migliaia di specie vegetali e animali catalogate in base al rischio di estinzione. Nella sua analisi Terna ha considerato, in particolare, la presenza di specie di uccelli appartenenti alla Red List IUCN e nei siti Natura 20005 ossia in aree protette e ad elevata biodiversità (circa 3.000 tra ZPS-Zone di Protezione Speciale e SIC-Siti di Importanza Comunitaria);
- Guidance on Energy Transmission Infrastructure and EU nature legislation (European Commission, 2018), un documento che non ha carattere legislativo ma di orientamento circa l'applicazione delle direttive comunitarie "Habitat" e "Uccelli" per una loro adeguata e corretta considerazione nella pianificazione e nella gestione delle reti elettriche di trasmissione;
- Linee guida per la gestione dei siti Natura 2000 (Direttive europee 92/43/CEE e 2009/147/CE), emanate dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio con Decreto del 3 settembre 2002.
- Si veda pag. 36 del Codice Etico, disponibile a questo link: https://download.terna.it/terna/0000/0063/62.pdf.
- L'ultimo aggiornamento di questa Politica è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione di Terna il 22 marzo 2023.
- Natura 2000 è il principale strumento della politica dell'Unione Europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell'Unione, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE "Habitat" per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario. La rete Natura 2000 è costituita dai Siti di Interesse Comunitario (SIC), identificati dagli Stati Membri secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat, che vengono successivamente designati quali Zone Speciali di Conservazione (ZSC), e comprende anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite ai sensi della Direttiva 2009/147/ CE "Uccelli" concernente la conservazione degli uccelli selvatici.
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Il recepimento degli indirizzi strategici espressi da tali riferimenti si è tradotto in una propensione aziendale ad anticipare volontariamente futuri obblighi di legge, come nel caso della:
- Procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) (Direttiva comunitaria 2001/42/CE recepita dalla Parte II del D.lgs. 152/2006), strumento amministrativo finalizzato ad accertare la compatibilità ambientale di piani e programmi (nel caso di Terna: le opere elettriche previste dal Piano di Sviluppo). La VAS anticipa l'inserimento di considerazioni ambientali nei processi decisionali pubblici. In un'ottica di coinvolgimento degli stakeholder direttamente interessati, Terna ha adottato lo strumento della VAS sin dal 2002, in anticipo di quattro anni rispetto all'obbligo di legge. Per completezza informativa, si segnala lo strumento successivo alla VAS (che esamina i progetti nella loro fase iniziale di pianificazione) previsto dal Legislatore ovvero la Procedura di Valutazione Impatto Ambientale (VIA), che accerta la compatibilità ambientale di ogni specifico progetto.
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TERNA E LA TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ
Policy e strumenti
Tutti questi riferimenti sono confluiti nella Politica Integrata del Gruppo Terna che definisce l'approccio metodologico dell'Azienda nei processi più rilevanti in materia di Qualità, Salute e Sicurezza dei lavoratori e Ambiente che trovano, tra gli strumenti gestionali adottati, il Sistema di Gestione Ambientale (SGA) certificato ISO 14001 - finalizzato al costante miglioramento di tutti i processi aziendali con una ricaduta di tipo ambientale - che è parte integrante del Sistema di Gestione Integrato del Gruppo.
In particolare, tra gli impegni assunti da Terna nella sua Politica Integrata in ambito ambientale, si segnalano il:
- verificare l'adeguatezza del contesto in cui il Gruppo Terna opera e predisporre una periodica valutazione dei rischi e degli impatti ambientali delle proprie attività e dei rischi connessi, ricercando soluzioni per minimizzare gli eventuali effetti negativi delle sue attività sull'ambiente;
- l'impegnarsi nelle procedure di definizione di accordi (commerciali e non) con soggetti terzi a condurre due diligence per confermare l'affidabilità e l'integrità, anche sotto un profilo ambientale, dei soggetti individuati per lo sviluppo e la realizzazione di iniziative caratterizzate da riflessi sugli aspetti ambientali di Terna;
- verificare, con sopralluoghi integrati a quelli della salute e la sicurezza sul lavoro, le azioni volte alla tutela dell'ambiente, effettuate dalle strutture aziendali preposte;
- promuovere la collaborazione con le Autorità Competenti (ARPA, ISPRA, etc.) al fine di stabilire un efficace canale di comunicazione (input/output) volto al miglioramento continuo delle prestazioni in tema di tutela dell'Ambiente;
- attuare una comunicazione trasparente delle proprie attività in campo ambientale;
- riconoscere l'importanza dell'accettazione sociale delle proprie infrastrutture da parte delle comunità in cui opera con l'obiettivo di realizzare i propri investimenti prestando attenzione all'ambiente, al paesaggio e agli interessi delle comunità locali e nazionali, limitandone ove possibile l'impatto sul territorio;
- adottare un approccio preventivo, ascoltando direttamente il punto di vista delle principali associazioni ambientaliste e le esigenze espresse dalle istituzioni del territorio dove vengono realizzati degli impianti di rete, ricercando soluzioni condivise, che integrino la considerazione delle caratteristiche del territorio e delle esigenze di rispetto dell'ambiente e della biodiversità con quelle di sicurezza del sistema elettrico, nonché con gli interessi più generali della collettività per l'efficienza della rete e per l'economicità e la qualità del servizio;
- permettere, sulla base di programmi scientifici concordati con istituti e associazioni di comprovata affidabilità, l'utilizzo dei propri impianti per finalità di tutela e incremento della biodiversità , nei limiti della sicurezza degli impianti medesimi e del servizio elettrico. In particolare, rispetto al tema dell'avifauna, si impegna a adottare i più moderni dispositivi per minimizzare gli eventuali impatti negativi dei propri impianti. Riserva pertanto piena attenzione alle segnalazioni di impatti negativi delle proprie installazioni, e si rende disponibile per accertamenti e valutazioni e, nel caso, per la sperimentazione e l'eventuale adozione di misure di mitigazione; ricerca la messa a punto di sistemi di protezione coerenti con l'ambiente circostante i propri impianti;
- riconoscere la rilevanza del cambiamento climatico e del controllo delle emissioni di CO2 come problema di sostenibilità su scala planetaria. Per quanto non implicata nella produzione di energia elettrica e non coinvolta in schemi di emission trading, Terna si impegna a ridurre le proprie emissioni dirette e indirette, nei limiti degli obblighi di sicurezza, continuità ed economicità del servizio elettrico. Include nei dati degli investimenti programmati una valutazione degli effetti sulle emissioni di CO2, valorizzandone l'impatto positivo in termini di sistema.
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Nel 2018 Terna ha quindi formalizzato i suoi indirizzi in materia di tutela della biodiversità in un documento di Impegno per la Biodiversità 6, che si basa sul principio Nessuna perdita netta di biodiversità (No net loss) e, ove possibile, Miglioramento netto (Net improvement). L'impegno di Terna, sia in relazione alle proprie attività sia rispetto alle attività svolte per suo conto dalle ditte appaltatrici e sub appaltatrici (es. fase esecuzione dei lavori e gestione dei cantieri), si manifesta ogniqualvolta sussista la potenzialità di un impatto. Tali obiettivi sono perseguibili attraverso l'applicazione di una rigorosa gerarchia della mitigazione dei potenziali impatti: in primo luogo, è necessario evitare e prevenire gli impatti negativi sulla biodiversità, e solo quando non possono essere evitati, è utile intervenire per ridurli, mitigarne gli effetti o compensare gli impatti residui, attraverso l'uso di tecniche di ingegneria naturalistica. Prevenire gli impatti negativi significa rispettare le norme a tutela della biodiversità, sin dagli inizi della pianificazione, ricorrendo all'applicazione dei criteri ERPA (Esclusione, Repulsione, Problematicità e Attrazione) per la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Piano di Sviluppo, contribuendo all'integrazione degli aspetti ambientali all'atto dell'elaborazione di piani e programmi, e promuovendo uno sviluppo della rete elettrica sostenibile e compatibile con l'ambiente. In fase di pianificazione, il territorio viene caratterizzato sulla base dei suddetti criteri ERPA che ne esprimono la maggiore o minore idoneità a ospitare le infrastrutture elettriche. È di fondamentale importanza limitare al massimo le operazioni nelle aree protette e nei siti di particolare interesse e valore, come le aree protette nazionali, i siti SIC e ZPS, e i siti World Heritage riconosciuti dallo IUCN. Ad esempio, i siti World Heritage rientrano nella categoria "Esclusione" dei criteri ERPA, che obbliga Terna a non realizzare infrastrutture in queste aree. Le aree protette, incluse le categorie IUCN corrispondenti, rientrano nella categoria "Repulsione", che impone a Terna di non operare, salvo mancanza di alternative o presenza di alternative meno compatibili dal punto di vista ambientale.
Il principio del "Net Improvement" va oltre l'approccio del "No Net Loss" e ha come obiettivo l'incremento della biodiversità rispetto allo status quo, generando dunque un impatto positivo netto su di essa.
Le misure del "Net Improvement" vanno oltre la semplice compensazione delle perdite, intendendo, dunque migliorare la biodiversità attraverso interventi aggiuntivi.
In quest'ottica, Terna si impegna attivamente nella promozione di alternative per l'utilizzo delle infrastrutture elettriche, con benefici diretti per la biodiversità. Attraverso l'iniziativa "Nidi sui tralicci", l'azienda ha installato nidi che hanno visto un notevole utilizzo da parte di diverse specie di uccelli, portando in alcuni casi anche alla proliferazione di specie. Per altri esempi di iniziative di Terna volte a determinare un miglioramento netto della biodiversità si vedano i progetti "Biodotti" e "Tiny Forest" ( si veda "Progetti e Iniziative", pag. 27).
In questo impegno formale Terna include anche l'attenzione alla deforestazione, un aspetto potenzialmente collegabile alle attività condotte in fase di realizzazione di una infrastruttura elettrica. Per questo motivo Terna presidia e mitiga gli impatti potenziali attraverso solide procedure precauzionali, definite ex ante in fase di progettazione, e attive per tutta la gestione delle attività di cantiere. Tali procedure sono periodicamente sottoposte ad assessment per verificarne l'efficacia; nel 2023, al pari dell'anno precedente, non sono stati identificati rischi rilevanti a conferma che il tema risulta completamente gestito attraverso il sistema di presidi degli impatti ambientali Questo riguarda anche le attività svolte per conto di Terna da ditte appaltatrici e subappaltatrici, anche grazie al presidio degli impatti ambientali nei cantieri affidato a un referente qualificato che svolge verifiche e controlli con compiti di vigilanza.
Per questo si può parlare di completa applicazione del commitment contro la deforestazione.
6 Il documento è disponibile sul sito di terna al seguente link: https://download.terna.it/terna/0000/1067/48.PDF
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Allegati
Disclaimer
Terna Rete Elettrica Nazionale S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 26 luglio 2024 ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 26 luglio 2024 11:43:06 UTC.
