COMUNICATO STAMPA
I risultati al 30 giugno 2019 del Gruppo UBI
Solidi indicatori patrimoniali
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- CET1 ratio Fully loaded al 12% (11,47% a marzo 2019)
Il ratio non include DTA future e azioni di ottimizzazione
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- NPE ratio del 9,97% o del 9,23% pro-forma la cessione di sofferenze leasing già annunciata (10,36% a marzo 2019)
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- Default rate1 annualizzato del 1sem2019 all'1% rispetto all'1,67% rilevato nel 1sem2018
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- Texas ratio2 al 71,9% e al 67,9% pro-formando la cessione di sofferenze leasing annunciata (era 78,6% al 31.3.2019)
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- Crescono le coperture dei crediti deteriorati di 190 punti base rispetto a marzo 2019 (e di 259 punti base includendo i write-off); l'incremento delle coperture interessa tutte le categorie di crediti deteriorati
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- Cresce la raccolta diretta (+1,2% vs marzo 2019 e +2,4% vs gennaio 2019)
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- Cresce la raccolta indiretta (+0,7% vs marzo 2019 e +5% vs gennaio 2019)
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- NSFR > 100%
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- LCR > 100%
Solidi Risultati economici nel 1 semestre 2019 (vs 1 semestre 2018)
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- Risultato della gestione operativa in crescita del 3,3% a 636,8 milioni
Margine d'interesse a 886,2 milioni (-1,1%) incluso -7,4 milioni di impatto una tantum e -4,2 milioni relativi all'introduzione dell'IFRS16
Cresce lo spread clientela a 177 bps (173 bps nel 1semestre 2018)
Commissioni nette a 812,9 (+0,6%) nonostante 23,2 milioni di minor contributo da commissioni up front e performance
Risultato della finanza stabile a 55,1 milioni (- 1 milione vs 1sem2018)
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- Oneri operativi a 1.192,2 milioni (-2,6%)
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- Costo del credito a 78 bps incluse le rettifiche relative alla cessione di sofferenze factoring e leasing (65 bps annualizzati al netto dell'impatto di tali cessioni)
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- Utile al netto delle poste non ricorrenti3 a 183,4 milioni, inferiore ai 222,1 milioni del primo semestre 2018, per effetto dell'inclusione dell'impatto negativo di 75 milioni netti derivanti dalla cessione di 900 milioni lordi di sofferenze
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- Utile contabile a 130,9 milioni rispetto ai 208,9 milioni del primo semestre 2018, per effetto sia della cessione di cui sopra (-75 milioni) che degli oneri legati all'accordo sindacale del marzo 2019 (-42,6 milioni)
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1 Default rate: flussi lordi annualizzati da crediti performing a crediti deteriorati/ consistenze iniziali di crediti performing lordi (voce 40. 2) dello Stato Patrimoniale consolidato riclassificato)
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2 Calcolato come Crediti deteriorati netti totali / ((patrimonio netto escluso l'utile e i terzi e i dividendi già approvati dall'assemblea) - attività immateriali totali)
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3 Principali poste non ricorrenti: -52,5 milioni nel 1sem2019 (-42,6 relativi a incentivi all'esodo inerenti l'accordo sindacale di cui al comunicato datato 28.03.2019, -12,2 milioni per contributi straordinari al Fondo di Risoluzione Nazionale, +2,5 relativi alla cessione di investimenti e partecipazioni); -13,3 milioni nel 1 sem2018 (-4,6 milioni per oneri legati al Piano Industriale e -8,7 milioni per contributi straordinari al Single Resolution Fund)
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Solidi Risultati economici nel 2trim2019 (vs 1trim2019)
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- Risultato della gestione operativa in crescita dell'1,6% a 321 milioni
Margine d'interesse a 440,6 milioni (-1,1%) inclusi -7,4 milioni di impatto una tantum Commissioni nette a 412 milioni (+2,8%), il miglior risultato trimestrale di sempre Cresce lo spread clientela a 177 bps, il livello più elevato da inizio 2018 (170 bps) Risultato della finanza a 17,6 milioni (37,4 nel 1trim2019)
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- Oneri operativi a 587,4 milioni (inclusi i contributi sistemici) (-2,9%)
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- Costo del credito a 87 bps annualizzati incluse le rettifiche relative alle cessioni di sofferenze leasing e factoring (75 bps annualizzati al netto dell'impatto delle cessioni)
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- Utile al netto delle poste non ricorrenti4 a 58,5 milioni dai 124,9 milioni nel primo trimestre 2019 e Utile netto contabile a 48,7 milioni di euro dagli 82,2 milioni nel primo trimestre 2019, entrambi inferiori ai risultati del primo trimestre dell'anno per effetto dell'inclusione dell'impatto negativo di 70 milioni netti derivanti dalle sopra citate cessioni di 900 milioni lordi di sofferenze.
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Milano, 2 agosto 2019 - Il Consiglio di Amministrazione di Unione di Banche Italiane Spa (UBI Banca) ha approvato i risultati consolidati del Gruppo per il primo semestre del 2019.
Nota metodologica
I risultati consolidati del Gruppo UBI includono, a partire dall'1.1.2019, gli effetti dell'adozione dell'IFRS16, che comporta una diversa contabilizzazione delle operazioni di leasing in essere sia dal punto di vista economico che patrimoniale.
Dal punto di vista dei risultati economici, l'esito dell'adozione dell'IFRS16 è incluso nei risultati al 30.06.2019, mentre non sono stati pro-formati i periodi di raffronto del 2018, che risultano comunque confrontabili dato il modesto impatto dell'introduzione del nuovo principio contabile.
Per quanto riguarda invece gli andamenti patrimoniali, i dati al 30.06.2019 vengono confrontati con i dati all'1.1.2019, riesposti per tener conto dell'impatto dell'IFRS16.
L'andamento economico del Gruppo
I risultati del 1 semestre 2019 rispetto al 1 semestre 2018
Il semestre si è chiuso con un utile al netto delle poste non ricorrenti5 a 183,4 milioni, inferiore ai 222,1 milioni del primo semestre 2018, per effetto dell'inclusione dell'impatto negativo di 75 milioni netti derivanti dalla cessione di 900 milioni lordi di sofferenze6.
Allo stesso modo, l'utile contabile si è attestato a 130,9 milioni rispetto ai 208,9 milioni del primo semestre 2018, per effetto sia della cessione di cui sopra (-75 milioni) che degli oneri legati all'accordo sindacale del marzo 2019 (-42,6 milioni).
Grazie alla sostanziale stabilità dei proventi operativi a 1.829 milioni (-0,6% vs 1.840,6 milioni nel 1sem2018) e alla significativa riduzione degli oneri operativi, scesi del 2,6% a 1.192,2 milioni (1.224,4
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4 Principali poste non ricorrenti:
- nel 2trim2019:-12,2 milioni netti (-18,1 lordi) relativi al contributo straordinario al Fondo di Risoluzione, +2,5 milioni netti (+3,6 lordi) relativi alla cessione di investimenti e partecipazioni
- nel 1trim2019: -42,6 milioni netti (-63,7 lordi) relativi all'accordo sindacale del marzo 2019
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5 Principali poste non ricorrenti: -52,5 milioni nel 1sem2019 (-42,6 relativi a incentivi all'esodo inerenti l'accordo sindacale di cui al comunicato datato 28.03.2019, -12,2 milioni per contributi straordinari al Fondo di Risoluzione Nazionale, +2,5 relativi alla cessione di investimenti e partecipazioni); -13,3 milioni nel 1 sem2018 (-4,6 milioni per oneri legati al Piano Industriale e -8,7 milioni per contributi straordinari al Single Resolution Fund)
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6 Si rammenta che le posizioni factoring sono state cedute nel corso del 2trim2019, mentre il completamento della vendita delle posizioni leasing a sofferenza dovrebbe avvenire entro fine anno 2
milioni nel 1sem2018), il primo semestre dell'anno ha registrato un risultato della gestione operativa in crescita del 3,3% a 636,8 milioni.
Nell'ambito dei proventi operativi, il margine d'interesse ha mostrato buona resilienza, attestandosi a 886,2 milioni nonostante la riduzione dei volumi di impiego, grazie all'efficacia della politica di salvaguardia degli spread.
Il leggero decremento registrato rispetto al primo semestre 2018 (-10,2 milioni) è totalmente spiegato da una componente una tantum di -7,4 milioni7 contabilizzata nel 2trim2019 e dall'impatto di -4,2 milioni derivante dall'introduzione dell'IRFS16 nel 2019.
Nel dettaglio:
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- il margine derivante dall'attività di intermediazione creditizia con la clientela8 si è attestato a 808,6 milioni (influenzato da una componente una tantum di -7,4 milioni9 e da -4,2 milioni relativi all'introduzione dell'IFRS16) rispetto agli 814,1 milioni del 1sem2018, nonostante minori volumi medi di impiego. Al netto delle due componenti, il margine dell'attività di intermediazione con la clientela del 2019 risulterebbe superiore a quello del 2018.
La strategia di salvaguardia degli spread posta in atto a partire dal secondo semestre 2018 ha dispiegato i suoi effetti nel corso del 2019. La forbice clientela di Gruppo è risultata pari a 177 punti base nel primo semestre dell'anno, rispetto ai 173 punti base del semestre di raffronto.
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- il contributo delle attività finanziarie si è attestato a 92,8 milioni, in crescita rispetto agli 81,9 del 1sem2018;
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- il risultato dell'attività sull'interbancario, che comprende tra l'altro il beneficio del TLTRO2, ammonta a -15,2 milioni nel 1sem2019 rispetto ai +0,38 milioni del 1sem2018, con una variazione negativa che riflette la maggior attività in pronti contro termine con controparti istituzionali ma anche il costo degli accresciuti depositi di liquidità mantenuti presso la BCE.
Prosegue il buon andamento delle commissioni nette, cresciute dello 0,6% a 812,9 milioni dagli 808 del 1sem2018, nonostante gli oltre 23 milioni di minori commissioni up-front e di performance su prodotti di risparmio e assicurativi nel 2019.
L'incremento delle commissioni nette è da attribuirsi ai seguenti andamenti:
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- il contributo dei servizi legati all'attività in titoli è rimasto stabile a 456,3 milioni rispetto ai 458,3 del 2018, nonostante includa minori commissioni up front e di perfomance su prodotti gestiti e assicurativi per 23,2 milioni. Al netto delle commissioni di performance e up front legate a fondi, Sicav e prodotti assicurativi, il contributo caratteristico dei servizi legati all'attività in titoli sale a circa 346,5 milioni dai 325,4 del 1sem2018 (+6,5%).
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- le commissioni relative all'attività bancaria tradizionale sono state pari a 356,6 milioni, in crescita del 2% rispetto al 1sem2018, beneficiando anche del positivo risultato delle azioni di repricing.
Il risultato della finanza ha totalizzato +55,1 milioni, risultando in linea con i 56,1 milioni del 1sem2018, quale sintesi degli andamenti seguenti:
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- il risultato da cessione/riacquisto di attività e passività finanziarie si è attestato a +20,7 milioni (+37,4 nel 1sem2018);
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- il risultato netto dell'attività di negoziazione ha totalizzato +1,1 milioni (+35,4 milioni nel 1sem2018)
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- il risultato netto dell'attività di copertura è pari a -8 milioni (-4,2 milioni nel 1sem2018)
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7 Adeguamento, per il periodo di sospensione, dei tassi sui finanziamenti "imprese", oggetto di moratoria a seguito del sisma del 2016 in Centro Italia (Marche/Abruzzo), che fa seguito agli adeguamenti già effettuati progressivamente in precedenza per la clientela "privati". Impatto negativo (rinuncia a interessi attivi), una tantum, per complessivi 7,4 milioni sul margine d'interesse.
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8 Inclusi gli impatti IFRS9 sul margine d'interesse. In dettaglio, nel 1sem2019 +66,7 milioni (+61,5 nel 1sem2018) relativi a interessi su crediti (time reversal), -10,4 milioni (-22,1 milioni nel 1sem2018) relativi a modifiche contrattuali che non determinano una cancellazione del credito.
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9 Vedasi nota 7 3
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il risultato netto delle attività/passività valutate al fair value è stato positivo per +41,4 milioni (-12,5 nel 1sem2018), corrispondenti alla plusvalenza netta da valutazione di titoli di capitale tra cui NEXI per +21,2 milioni.
Il continuo controllo dei costi si è di nuovo riflesso positivamente sugli oneri operativi (che includono i contributi al Fondo di Risoluzione).
Gli oneri operativi hanno infatti registrato una diminuzione del 2,6% totalizzando 1.192,2 milioni rispetto ai 1.224,4 del 1sem2018, nonostante l'incremento dei contributi al Fondo di Risoluzione nel 2019, passati a 60 milioni dai circa 42 del 1sem2018. Al netto dei contributi al Fondo di Risoluzione, gli oneri operativi scendono del 4,2%.
Nel dettaglio, le spese per il personale ammontano nel 1sem2019 a 720,4 milioni, in riduzione del 3,9% rispetto al 1sem2018. Il miglioramento è da attribuirsi principalmente alla riduzione di organico - pari a 883 risorse rispetto a fine giugno 2018 - derivante anche dalle adesioni volontarie ai piani di esodo definiti nel periodo.
Si rammenta che nei risultati del 1sem2019, sono stati contabilizzati oneri per 63,7 milioni lordi (42,6 netti), evidenziati separatamente tra gli "Oneri per piano di incentivi all'esodo" nel conto economico, al netto di imposte e terzi.
Si informa che, sempre in esecuzione del Piano Industriale vigente, è stata deliberata l'esternalizzazione di alcuni rami d'azienda di UBISS - soggetta alle necessarie autorizzazioni - che comporterà il distacco di 95 risorse e l'uscita di 102 risorse verso i nuovi fornitori, da attuarsi entro fine anno.
le altre spese amministrative evidenziano una contrazione significativa, attestandosi a 361,2 milioni rispetto ai 392,6 del 1sem2018. Nel raffronto, si evidenzia quanto segue: il 1sem2019 è stato interessato da una maggiore contribuzione al Fondo Unico di Risoluzione (60 milioni di euro di cui 18 straordinari) rispetto ai 42 del 1sem2018; sempre nel 1sem2019, l'applicazione dell'IFRS16 alle operazioni di leasing ha comportato la contestuale riduzione di circa 26,5 milioni soprattutto della voce "fitti passivi" e l'incremento per un importo sostanzialmente analogo della voce "rettifiche di valore su attività materiali e immateriali".
Al netto dei due impatti, le altre spese amministrative mostrano una contrazione di oltre 20 milioni rispetto al 1sem2018.
le rettifiche di valore su attività materiali e immateriali ammontano a 110,6 milioni nel 1sem2019, sostanzialmente in linea con il 1sem2018 se si esclude l'impatto di circa 24 milioni di cui sopra, conseguente all'introduzione dell'IFRS16.
Nel primo semestre dell'anno sono state iscritte rettifiche di valore nette per deterioramento crediti verso la clientela per 391,6 milioni di euro, impattate dalla contabilizzazione di 112,110 milioni in relazione alla vendita di posizioni leasing factoring in sofferenza (di cui 102,4 nel 2trim2019).
Il costo del credito, anche a seguito della diminuzione degli impieghi registrata nel primo semestre dell'anno, si è attestato a 78 punti base annualizzati11, e, rettificato per escludere l'impatto delle cessioni di cui sopra, a 65 pb annualizzati.
Peraltro, si segnala nel semestre il forte incremento delle coperture dei crediti deteriorati, passate al 40,99% dal 38,5% di inizio anno (+250 punti base circa); tale incremento ha interessato tutte le categorie di crediti deteriorati. Si rammenta che l'incidenza delle posizioni garantite è significativamente più elevata della media del sistema.
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In termini netti, le rettifiche associate alle cessioni ammontano nel semestre a circa 75 milioni di cui circa 70 contabilizzati nel 2trim2019.
11 Nel calcolo dell'annualizzazione del costo del credito si è tenuto conto una sola volta dell'impatto delle cessioni factoring/leasing.
Vedasi anche nota metodologica in allegato a pag. (i).
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Infine, le imposte sul reddito dell'operatività corrente stimate per il 1sem2019 sono risultate pari a 60 milioni, definendo un tax rate del 24,3% essenzialmente per effetto della rilevazione della rivalutazione della partecipazione NEXI in regime di "participation exemption" e del ri-allineamento dei valori fiscali ai maggiori valori contabili delle attività materiali e immateriali sorte in seguito alle operazioni di riorganizzazione aziendale avvenute negli ultimi 2 esercizi (incorporazione di 10 banche rete in UBI) che ha comportato il pagamento di un'imposta sostitutiva e il rilascio di attività fiscali differite, con effetto netto positivo a conto economico per circa 16 milioni di euro.
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I risultati del 2 trimestre 2019 rispetto al 1 trimestre 2019 (e al 2 trimestre 2018)
Il secondo trimestre dell'anno ha fatto registrare un utile al netto delle poste non ricorrenti12 pari a 58,5 milioni dai 124,9 milioni nel primo trimestre 2019 e un utile netto contabile a 48,7 milioni di euro dagli 82,2 milioni nel primo trimestre 2019, entrambi inferiori ai risultati del primo trimestre dell'anno per effetto dell'inclusione dell'impatto negativo di 70 milioni netti derivanti dalla cessione di 900 milioni lordi di sofferenze13.
Peraltro nel secondo trimestre dell'anno il risultato della gestione operativa è salito a 321 milioni, in crescita rispetto ai 315,9 milioni del 1trim2019 (e ai 313,9 del 2trim2018).
I proventi operativi si sono attestati a 908,4 milioni, in riduzione rispetto ai 920,6 del 1trim2019 (e ai 915,3 del 2trim2018), ma con ricavi "core" (margine d'interesse + commissioni nette) in crescita a 852,6 milioni nel 2trim2019 rispetto ai 846,5 del 1trim 2019 (859,2 milioni nel 2trim2018).
Nel dettaglio, il margine d'interesse si è attestato a 440,6 milioni, impattato da una componente una tantum negativa per 7,4 milioni14 e da un maggior costo del funding per circa 4 milioni, mostrando buona resilienza rispetto ai 445,6 milioni nel 1trim2019 nonostante la riduzione degli impieghi, grazie all'efficacia della politica di salvaguardia degli spread:
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- il margine derivante dall'attività di intermediazione creditizia con la clientela15 si è attestato a 399,5 milioni - influenzato da una componente una tantum negativa per -7,4 milioni16 e da un maggior costo del funding per -4 milioni - rispetto ai 409,1 milioni circa del 1trim2019 (416,9 nel 2trim2018).
La strategia di salvaguardia degli spread posta in atto a partire dal secondo semestre 2018 ha continuato ad avere effetti positivi. Il mark up del gruppo è risultato in crescita anche nel 2trim2019, ed è riuscito a più che compensare il leggero peggioramento del mark down sul costo del funding, legato alle emissioni sui mercati istituzionali effettuate anticipando il piano di funding; la forbice clientela17 è quindi salita a 177 punti base, il livello più elevato da inizio 2018.
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- il contributo delle attività finanziarie si è attestato a 48,4 milioni, in crescita rispetto ai 44,4 milioni del 1trim2019 (42,7 nel 2trim2018) per effetto della leggera crescita dei volumi medi del portafoglio e della strategia di diversificazione degli investimenti.
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12 Principali poste non ricorrenti:
- nel 2trim2019:-12,2 milioni netti (-18,1 lordi) relativi al contributo straordinario al Fondo di Risoluzione, +2,5 milioni netti (3,6 lordi) relativi alla cessione di investimenti e partecipazioni
- nel 1trim2019: -42,6 milioni netti (-63,7 lordi) relativi all'accordo sindacale del marzo 2019 - nel 2trim2018: -3,5 milioni netti per oneri di Piano Industriale
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13 Si rammenta che le posizioni factoring sono state cedute nel corso del 2trim2019, mentre il completamento della vendita delle posizioni leasing a sofferenza dovrebbe avvenire entro fine anno
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14 Vedasi nota 7
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15 Inclusi gli impatti IFRS9 sul margine d'interesse. In dettaglio, nel 2trim2019: +35,5 milioni ( +31,2 milioni nel 1trim2019 e +35,8 nel 2trim2018) relativi a interessi su crediti (time reversal), -5,3 milioni (-5,2 milioni nel 1trim2019 e -13,4 nel 2trim2018) relativi a modifiche contrattuali che non determinano una cancellazione del credito.
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16 Vedasi nota 7
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17 Trattasi di spread che non include i benefici del TLTRO2.
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Allegati
Disclaimer
UBI Banca – Unione di Banche Italiane Scpa ha pubblicato questo contenuto il 02 agosto 2019. La fonte è unica responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 02 agosto 2019 12:27:09 UTC
