CRISI RUSSIA-UCRAINA: I NUOVI TIMORI DEGLI ITALIANI SU
ENERGIA E CARO-PREZZI
Una ricerca Changes Unipol, elaborata da Ipsos, rileva che 9 italiani su 10 sono
preoccupati per la crisi energetica in corso.
Il 31% teme per il caro benzina, il 48% indica nelle bollette di acqua, luce e gas la
spesa che avrà più difficoltà ad affrontare in futuro.
Lo studio evidenzia inoltre che:
- La continua dipendenza dalle importazioni di energia dall'estero è la principale preoccupazione degli italiani (35%)
-
- Un timore diffuso in tutto il Paese, in particolar modo Milano (48%), Bologna (42%) e Verona (39%) si mostrano le più sensibili
- Il possibile ricorso al nucleare (23%) e il rischio di non dare priorità alla transizione verso le rinnovabili (15%) sono le altre due principali preoccupazioni degli italiani
-
- In particolare, si sentono maggiormente esposti sul nucleare la Generazione Z (25%) e i Boomers (24%), mentre i Millennials temono la mancata transizione green (17%)
- Solo il 15% è pienamente favorevole al nucleare
-
- Il favore sale a 1 italiano su 2 nel caso si utilizzassero tecnologie di gestione dell'energia nucleare più sicure delle attuali
Bologna, 22 giugno 2022
La nuova ricerca1 di Changes Unipol, realizzata ed elaborata da Ipsos, ha misurato le preoccupazioni degli italiani nel contesto della crisi bellica in Ucraina, alla luce delle difficoltà negli approvvigionamenti di energia e dei rincari dei prezzi.
- L'indagine è stata realizzata presso un campione rappresentativo della popolazione nazionale di età 16-74 anni (oltre 44 milioni di individui) e dei residenti nelle principali Aree Metropolitane (oltre 13 milioni di individui), secondo genere, età, area geografica, ampiezza centro, titolo di studio, tenore di vita, professione e nucleo familiare. Sono state realizzate 1.720 interviste, condotte mediante metodo CAWI (Computer Assisted Web Interviewing: metodologia di raccolta dati che si basa sulla compilazione di un questionario via web).
La continua dipendenza dalle importazioni di energia dall'estero è la principale preoccupazione
degli italiani (35%)
Alla luce dello scenario di guerra tra Russia e Ucraina, 9 italiani su 10 si dichiarano preoccupati per la crisi energetica in corso.
Ad impensierire è soprattutto la continua dipendenza dalle importazioni di energia dall'estero, indicata dal 35% degli italiani come la prima preoccupazione in assoluto e comunque, per oltre 2 intervistati su 3, tra le prime tre preoccupazioni.
L'area metropolitana dove questo timore è sentito maggiormente è Milano (dove il 48% lo indica al primo posto), seguita da Bologna (42%), Verona (39%) e Firenze (38%), mentre la Generazione X (tra 41 e 56 anni) è la fascia di età che, rispetto alle altre, mostra una sensibilità maggiore sul tema, indicato come preoccupazione principale nel 39% dei casi.
Il possibile ricorso al nucleare (23%) e il rischio di non dare priorità alla transizione verso le
rinnovabili (15%) sono le altre due principali preoccupazioni degli italiani
I timori dei connazionali si concentrano, anche se con minore intensità, anche su altri due aspetti: il possibile ricorso all'energia nucleare - indicato dal 48% tra le principali preoccupazioni e, nel 23% dei casi, come prima minaccia in assoluto - e il rischio che non venga data priorità alla transizione energetica e alle fonti rinnovabili: in questo caso è il 54% degli italiani a mostrarsi nel complesso preoccupato, sebbene solo il 15% lo indichi come timore principale.
La riattivazione o l'apertura di centrali a carbone è fonte di preoccupazione per il 43% degli italiani ed è la principale preoccupazione per 1 italiano su 10, ma questo timore raddoppia tra chi vive in prossimità di queste centrali (18% vs 9%). Minore inquietudine destano, invece, la costruzione o l'aumento di produzione dei rigassificatori e la costruzione di nuovi gasdotti, indicati entrambi soltanto dal 4% degli intervistati come maggiore minaccia.
Mentre un possibile ricorso all'energia nucleare preoccupa di più al Sud (Bari 25%, Napoli 24%, Palermo 23%), è a Roma e Napoli che è maggiore il timore di un depotenziamento della Transizione Ecologica, rispettivamente nel 21% e nel 20% dei casi, anche in considerazione del fatto che in entrambe le città la corrispondente missione del PNRR era ritenuta tra quelle prioritarie.
I segmenti di popolazione più "anziana" (i Baby boomers, tra 57 e 74 anni) e i più giovani (la Generazione Z, tra 16 e 26 anni) mostrano una maggior sensibilità verso il possibile ricorso al nucleare, visto come minaccia principale rispettivamente nel 24% e nel 25% dei casi. Generazione Z e Millennials (tra 27 e 40 anni) manifestano invece una maggior propensione verso il timore di un rallentamento della transizione alle rinnovabili (nel 17% dei casi).
Solo il 15% è pienamente favorevole al nucleare
La possibilità di ricorrere all'energia da centrali nucleari anche in Italia raccoglie soltanto il 15% di consensi, ma il favore sale a quasi 1 italiano su 2 (45%) nel caso si utilizzassero tecnologie e modalità di gestione dell'energia nucleare più sicure di quelle attuali. Il 42% si dichiara invece contrario, o per
la convinzione che ci siano più rischi che vantaggi (28%) oppure per una questione legata alla non convenienza di costi (14%).
Tra le generazioni, sono i giovanissimi della Gen Z ad esprimere più dubbi sul nucleare (complessivamente il 47% non è favorevole), mentre i Boomers si rivelano i più aperti e ben disposti, ma comunque non oltrepassando il 51% di consensi.
Nelle aree metropolitane, infine, il nucleare incontra complessivamente maggiori consensi rispetto alla media Italia (48% vs 45%), con punte maggiori a Milano (56% di favorevoli) e Roma (50%), mentre Firenze risulta la città meno convinta dall'opzione nucleare, limitandosi ad un 38% di pareri positivi.
Alla luce dei rincari dei prezzi, il 48% degli italiani indica nelle bollette di acqua, luce e gas la spesa
che avranno più difficoltà ad affrontare in futuro
In tema di rincari e inflazione, invece, ben l'82% degli italiani indica almeno una voce di spesa che potrebbe far fatica ad affrontare nel prossimo futuro, percentuale che sale al 91% tra chi dichiara di avere un tenore di vita basso.
Il timore più diffuso è quello di dover sostenere una generica spesa imprevista, indicato da 1 italiano su 2, mentre la voce specifica di spesa familiare che più preoccupa è, nel 48% dei casi, quella delle bollette di acqua, luce, gas e telefono. Tra le altre voci, il 31% teme di non riuscire a sostenere le spese per la benzina e, sempre nel 31% dei casi, le spese per le cure dentistiche.
Nelle aree metropolitane le preoccupazioni economiche sono ancor più sentite: rispetto alla media Italia, spaventano soprattutto le cure dentistiche (34%), le spese per la casa quali affitto, mutuo o condominio (32%) e le spese per i figli (16%). È soprattutto nelle metropoli del Sud e Isole (Palermo nel 91% dei casi, Bari 90%, Napoli 86%), così come a Verona (90%), che la possibilità di andare in difficoltà di fronte alle spese viene indicata con maggior frequenza.
Unipol Gruppo S.p.A.
Unipol è uno dei principali gruppi assicurativi in Europa e leader in Italia nel Ramo Danni (in particolare nei settori Auto e Salute), con una raccolta complessiva pari a circa 12,2 miliardi di euro, di cui 7,9 miliardi nei Rami Danni e 4,3 miliardi nei Rami Vita (dati 2020). Unipol adotta una strategia di offerta integrata e copre l'intera gamma dei prodotti assicurativi e finanziari, operando principalmente attraverso la controllata UnipolSai Assicurazioni. Il Gruppo è attivo inoltre nell'assicurazione auto diretta (Linear Assicurazioni), nell'assicurazione trasporti ed aviazione (Siat), nella tutela della salute (UniSalute), nella previdenza integrativa e presidia il canale della bancassicurazione (Arca Vita, Arca Assicurazioni e Incontra). Gestisce inoltre significative attività diversificate nei settori del recupero crediti (UnipolReC), immobiliare, alberghiero (Gruppo UNA), medico-sanitario e agricolo (Tenute del Cerro). Unipol Gruppo S.p.A. è quotata alla Borsa Italiana.
|
Unipol Gruppo |
Barabino & Partners |
||||
|
Media Relations |
Investor Relations |
||||
|
Fernando Vacarini |
Adriano Donati |
Massimiliano Parboni |
Giovanni Vantaggi |
||
|
T. +39 051 5077705 |
T. +39 051 5077933 |
T. +39 335 8304078 |
T. +39 328 8317379 |
||
|
pressoffice@unipol.it |
investor.relations@unipol.it |
m.parboni@barabino.it |
g.vantaggi@barabino.it |
||
|
www.unipol.it |
Seguici su |
Unipol Gruppo |
@UnipolGroup_PR |
http://changes.unipol.it |
Allegati
Disclaimer
Unipol Gruppo Finanziario S.p.A. ha pubblicato questo contenuto il 22 giugno 2022 ed è responsabile delle informazioni in esso contenute. Distribuito da Public, senza apportare modifiche o alterazioni, il 22 giugno 2022 16:11:06 UTC.
