Donato Rossiello

Consulente finanziario

I° 2021
2020
Banca Mediolanum S.p.a.
Bari, Barletta-Andria-Trani, Bologna, Lecce, Milano
-
Oltre a 10 anni
Laurea specialistica
35 anni
783
11 febbraio 2020
I° 2021
2020

Profilo professionale

Sono nato nel 1986 e svolgo l'attività di consulente finanziario dal 2010. La mia professione mi permette di aiutare i clienti a pianificare le proprie risorse economiche affinché possano raggiungere un’indipendenza finanziaria.Amo il mio lavoro perché mi permette di conciliare la consulenza finanziaria ad un rapporto profondo con i clienti con cui nascono dei rapporti relazionali e duraturi nel tempo.Per me, prima di tutto, il Cliente è una persona, che merita le attenzioni e il tempo che gli dedico. La mia attività è fondata sulla relazione chiara e trasparente e sono pronto ad ascoltare i miei clienti sia nella sfera economica che personale, con la massima riservatezza che mi contraddistingue. Punto ad essere un punto di riferimento per la famiglia, in grado di ascoltare e gestire tutti i bisogni, per permettere ai miei clienti la corretta pianificazione delle loro strategie di investimento.Nel mondo stanno avvenendo cambiamenti importanti, ritengo sia fondamentale assistere i miei clienti, guidandoli e cercando di soddisfare ogni loro esigenza, grazie a strategie idonee ad evitare le fasi negative e ad approfittare delle più importanti opportunità di investimento. Le mie esperienze mi permettono di analizzare il mercato insieme ai miei clienti con una profonda chiarezza e di intraprendere con loro una puntuale attività di market timing.Essenziale è la costante assistenza che garantisco personalmente con una programmazione ferrea e puntuale degli incontri.Sono iscritto all'Albo dei Consulenti Finanziari con iscrizione numero 866. Inoltre i miei studi mi hanno permesso di ottenere l'attestato EFPA che certifica i consulenti finanziari a livello europeo. Tutti i dettagli su donatorossiello.comLa mia più grande passione è la mia famiglia. Amo fare sport e attività olistiche, stare in compagnia ed uscire a cena con gli amici con i quali condivido la scoperta di nuovi ristoranti. Un lettore dovrebbe scegliermi per i seguenti motivi:
  • DISPONIBILITA’;
  • PROFESSIONALITA’;
  • ESPERIENZA E PADRONANZA DELLA MATERIA NONOSTANTE LA GIOVANE ETA’, DUE DETTAGLI CHE PRESI INSIEME MI PERMETTONO DI SUPPORTARE I CLIENTI FINO AL LORO PASSAGGIO GENERAZIONALE.
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Le mie principali competenze

I miei credit

  • Scarica l'e-Book "Resoconto finanziario di un 2020 al cardiopalma!"
  • 2019/oggi: Consulente Finanziario con Banca Mediolanum.
  • 2018/2019: Ing Financial Academy in collaborazione con SDA Bocconi;
  • 2012/2019: Account Manager con LMAX Exchange;
  • 2010/2011: Consulente Previdenziale con Cattolica Previdenza;
  • Certificato EFPA, dettagli su donatorossiello.com;
  • Iscritto all’albo dei Consulenti Finanziari dal 2010;
  • 2008/2010: Laurea Specialistica in Marketing;
  • 2005/2008: Laurea Triennale in Economia e Commercio;
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Le mie ultime attività

La ripresa economica marcia al passo delle campagne vaccinali, Un maggio con trend positivi e boom dei consumi

17.05.2021 / 49 / 0

Nell’ultimo mese c’è stato un tangibile incremento del numero di vaccinati giornalieri in Europa, la quale è sempre più vicina ai dati di Stati Uniti e Gran Bretagna. Nel Vecchio Continente circa il 25% della popolazione ha ricevuto almeno una dose, negli USA il 40% e in UK il 50%. E l’Italia segue questo trend positivo: si è passati, infatti, dalle scarse 200 mila somministrazioni giornaliere di marzo sino a raggiungere l’obiettivo delle 500 mila il 29 aprile. Alcuni Paesi Emergenti in America Latina o l’India stanno procedendo ancora a rilento, con i relativi sistemi sanitari in affanno. È ormai inconfutabile la ripresa delle economie è correlata all’andamento delle campagne vaccinali. Ad esempio in USA la crescita del #PIL nel 1° trimestre ha toccato l’1,6%, rispetto all’1,1% del precedente; a marzo sono poi aumentati sia la produzione industriale che gli ordini di beni durevoli (rispettivamente a +1,4% e +0,5%), ma sono soprattutto i consumi a guidare l’accelerazione economica (con un incremento del 9,8% per le vendite al dettaglio). L’Europa, appesantita dal persistere di forti restrizioni (soprattutto in uno Stato di grande peso economico come la Germania), marcia con il freno a mano tirato e registra una leggera contrazione, intorno a -0,6% paragonando il trimestre scorso. Risultati incoraggianti vengono dal comparto manifatturiero (con l’indice PMI di aprile in crescita a 63,3, dal 62,5 di marzo) e da quello dei servizi (sopra soglia 50, per la prima volta da agosto 2020). Rallenta leggermente l’espansione della Cina, comunque a +0,6% su base trimestrale. La tanto attesa inflazione ha iniziato a palesarsi a livello globale. L’aumento dei prezzi risulta più sostanziale negli USA, con l’indice CPI di marzo a + 2,6% a/a e PCE a +2,3% a/a (da +1,6% del mese scorso). Rialzo più moderato in Europa con il CPI a +1,6% a/a. Prosegue il sostegno fiscale e monetario della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea, le quali hanno mantenuto inalterati i tassi di riferimento e le politiche accomodanti in corso. L’ultima settimana di aprile ha visto riecheggiare in Commissione UE i temi della digitalizzazione e svolta ecologica attraverso i piani nazionali del “Recovery Fund”. Il nostro Paese è sembrato distinguersi in tal senso, con ben 191,5 miliardi di euro rivenienti dal Dispositivo di Ripresa e Resilienza del Next Generation EU (di cui 68,9 in sovvenzioni a fondo perduto). Nell’immediato futuro il rimbalzo economico dovrebbe prendere sempre più forma e accelerare, sino ad appianare le divergenze tra diverse aree geografiche, in particolare tra i Paesi Avanzati. L’exploit dei consumi è già in atto oltreoceano ma lo scatto delle vaccinazioni e la conseguente definitiva interruzione del legame tra mobilità e contagi darà i suoi frutti anche in Europa. L’uscita dalla pandemia non basta come obiettivo, bisogna puntare ad un vero e proprio rilancio strutturale a lungo termine. In Italia il PNRR potrebbe rappresentare un “nuovo piano Marshall”; tra investimenti (ovvero oltre il 60% del piano) e le riforme, il Governo stima un rilevante guadagno in termini di produttività, che potrebbe far salire dello 0,8% la crescita potenziale(raggiungendo così l’1,4% – a fronte dell’esiguo 0,6% stimato oggi). Vedremo…

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Aprile, il sentiment prospettico migliora! Tra stime riviste al rialzo e primi segnali di apertura

21.04.2021 / 45 / 0

  Il binomio supporti fiscali e campagne vaccinali sta spingendo i mercati finanziari a proseguire il riassetto verso la prospettiva d’una graduale riapertura delle economie e una significativa ripresa del ciclo economico globale. Nello specifico, l’azionario ha mantenuto un trend positivo, chiudendo il trimestre in rialzo del 4,2% (nonché in prossimità dei massimi storici, seppur con una volatilità abbastanza accentuata). A livello geografico sono apparsi favoriti i listini europei, nonostante i ritardi sul fronte sanitario ed economico rispetto agli USA, a causa di una marcata sovraesposizione dei settori ciclici e value e la relativa carenza di tecnologici e growth. Tra i migliori del trimestre, in particolare, si è distinto il listino italiano. In ambito obbligazionario i rendimenti dei titoli governativi a medio-lungo termine hanno registrato un incremento generalizzato, marcato soprattutto in quei Paesi progrediti nelle operazioni di contenimento del virus – su tutti gli Stati Uniti (ove si aggiunge l’ampliamento della spesa pubblica con il piano fiscale targato J. Biden); condizioni oltreoceano che hanno quindi favorito un recupero del dollaro e l’aumento del differenziale dei tassi d’interesse a stelle e strisce rispetto al resto del mondo. Da inizio anno il prezzo del petrolio è salito di oltre il 20%, stabilizzandosi poi nell’ultimo periodo intorno ai 60 dollari al barile. Come già ribadito, secondo analisti e operatori del settore nei prossimi mesi si assisterà ad una forte accelerazione del ciclo economico globale, già parzialmente in atto nei Paesi più vicini alle riaperture. Il Fondo Monetario Internazionale durante il World Economic Outlook di aprile ha sottolineato quanto (sebbene nel 2020 ci sia stata la contrazione più profonda, repentina ed estesa dal secondo dopoguerra) le ripercussioni sarebbero potute essere persino tre volte più pesanti, se non fosse stato per le eccezionali misure di supporto adottate: gli oltre 16 mila miliardi di dollari di interventi dalle autorità monetarie e governative hanno infatti notevolmente limitato i danni a medio-lungo termine. Ma le esponenziali capacità di adattamento e rinnovamento di famiglie e imprese sono state ulteriori fattori imprescindibili. In uno scenario del genere il PIL mondiale dovrebbe riuscire a recuperare i livelli pre-Covid più rapidamente di quanto ipotizzato solo fino a qualche mese fa e nonostante un’ancora significativa incertezza sull’evoluzione della pandemia. Restano evidenti le disparità tra aree geografiche e settoriali, tuttavia sono in graduale attenuazione e inizieranno a riassorbirsi progressivamente a partire dal secondo trimestre. Un deciso impulso coinciderà con la “riattivazione” della domanda in tutti gli ambiti, soprattutto in quelle categorie di servizi colpite dalle misure di distanziamento sociale, dopo oltre di un anno di repressione forzata e beneficiando dell’accumulo di un’enorme mole di risparmio. Con l’avvio della stagione estiva, poi, la mobilità internazionale dovrebbe prender quota.  

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Pronti al grande rimbalzo? Un marzo di attese e resilienza

20.03.2021 / 78 / 1

A fronte delle recenti restrizioni lo scenario italiano (ed europeo in generale) sembrerebbe ancora in balia del Covid-19 e lascia poco campo alla speranza di un’imminente ripresa. Allargando le prospettive, però, la situazione sanitaria è decisamente migliorata a livello globale e le attese per un ritorno alla normalità in tempi rapidi non sono poi disilluse: i nuovi contagi son scemati e gli esiti delle campagne vaccinali paiono evidenti in tutti quei Paesi avanti in tal senso; a questo si aggiunge anche una maggiore disponibilità dei farmaci e una crescente efficienza nella loro produzione/distribuzione. La presenza di alcune varianti del virus – la brasiliana e la sudafricana – nei confronti delle quali l’efficacia dei vaccini tende a diminuire, non mina la garanzia di un’elevata protezione contro le manifestazioni più gravi della malattia, ovvero ricoveri e decessi. I dati continuano a dimostrare una resilienza delle economie superiore alle attese. Dopo la flessione di fine anno, a gennaio i consumi negli USA sono in rilancio con una variazione mensile delle vendite al dettaglio del +5,3%. Un risultato che indica fiducia prospettica dei consumatori e i ben accolti effetti sul reddito grazie al rinnovo dei sussidi di disoccupazione. In ambito produttivo si registrano livelli elevati di fiducia delle imprese e l’indice ISM manifatturiero a febbraio è in crescita, raggiungendo i massimi degli ultimi 3 anni (60,8). In Europa l’avvio lento delle vaccinazioni ha costretto i governi ad estendere le misure precauzionali, con conseguente impatto sulle attività ricreative, ricettive, di ristorazione, i trasporti, portando in contrazione gli indici di fiducia delle imprese nel comparto servizi (PMI). Di contro, l’attività nel manifatturiero appare in espansione grazie alla capacità di adattamento delle famiglie e delle aziende. L’economia in Cina rallenta (con un calo degli indici PMI) ma resta comunque in territorio positivo; non sorprende affatto la decelerazione produttiva fisiologica legata a fattori stagionali, come i tradizionali festeggiamenti del Nuovo Anno Lunare. Concludendo… Nei prossimi mesi (salvo imprevisti e “cigni neri”) dovrebbe proseguire e accelerare la ripresa globale per via delle graduali riaperture e del rimbalzo della domanda soprattutto in quei settori oggi penalizzati, nonché alle politiche monetarie/fiscali orientate alla crescita. La velocità di recupero presenta diversificazioni per aree geografiche poiché direttamente proporzionale alla rapidità delle campagne di vaccinazione e alla generosità delle manovre governative di rilancio. Le recenti dinamiche di mercato stanno inoltre evidenziando la necessità di porre particolare attenzione all’inflazione che, seppur contenuta, pare destinata a segnare un incremento significativo nel breve periodo, soprattutto per via del forte rimbalzo nella domanda che, come già espresso, coinvolgerà pian piano tutte quelle categorie di servizi contratte dalla situazione pandemica.

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