Silvia Morelli

Vai al mio profilo / Se mi conosci votami / Follow me

Consulente finanziario

Top MoneyController Financial Educational Awards
MoneyController Financial Educational Award
MoneyController Financial Educational Award
MoneyController Financial Educational Award
MoneyController Financial Educational Award
Allianz Bank Financial Advisors Spa
Pisa, Firenze, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pistoia, Prato
Da € 20/40MLN
Oltre a 10 anni
Altri
55 anni
1634
14/04/2019

Vai al mio profilo

54 post - 9.514 letture


Ti sei mai chiesto CHI un domani pagherà la tua #pensione?

  • 74
  • 0
  • Previdenza e Pensioni
Scritto il 12.07.2024

Conosci la storia di quel pensionato che ogni mattina suona il campanello all'inquilino del piano di sotto e  gli dice:??​ ​“Buongiorno. Tutto bene? Allora, mi raccomando, non faccia tardi al lavoro perché deve pagare la mia pensione!” Ti sei mai chiesto CHI un domani pagherà la tua #pensione? ?​ Secondo l'ISTAT, la popolazione italiana sta diminuendo: - da 60 milioni di oggi, - si scenderà a 59 milioni nel 2045 - e 54,1 milioni nel 2065. Il rapporto tra anziani e giovani aumenterà drasticamente. Una volta le coppie avevano quattro o cinque figli all'inizio del '900, oggi la media è di 1,2 figli per famiglia. In altre parole, le nascite si stanno dimezzando ad ogni generazione: in due sole generazioni, le nascite si saranno ridotte di ben quattro volte! ?​ Mentre il numero di giovani diminuisce, il numero di anziani aumenta grazie all'allungamento della vita. Questo significa che ci saranno sempre più pensionati mantenuti da una generazione di lavoratori in diminuzione, con un conseguente aumento del carico fiscale. Nel 1960, c'erano tre pensionati per ogni dieci lavoratori. Nel 2020, l'Italia era già tra i paesi con più pensionati rispetto ai lavoratori. Guardando al futuro, le proiezioni Eurostat per il 2100 mostrano che ogni lavoratore dovrà sostenere due pensionati. Il sistema pensionistico italiano sarà sostenibile in futuro? Il sistema, basato sul patto intergenerazionale, è già sotto pressione. I giovani di oggi versano in una "cassaforte comune" che finanzia le pensioni degli anziani attuali, ma con il numero di lavoratori in calo, come sarà sostenibile questo modello nel futuro? ✔️Non tutto è perduto!! È fondamentale iniziare presto a considerare soluzioni alternative per il tuo futuro finanziario.. E con la giusta pianificazione e strategie di investimento, puoi garantirti un futuro sicuro e tranquillo. Quali strategie avete adottato per la vostra futura pensione? Come credete che evolverà il sistema pensionistico? #PrevidenzaComplementare #Fondopensione #ConsulenzaFinanziaria #FinanzaPersonale #ConsulenzaPatrimoniale #PianificazionePatrimoniale #EducazioneFinanziaria #SerenitàFinanziaria #AffariDiFamiglia #Smalquadrato  

Continua a leggere

Rischi comuni per gli imprenditori

Scritto il 28.06.2024

Essere imprenditori richiede non solo visione e audacia, ma anche una consapevolezza profonda dei rischi che si devono affrontare. Ogni rischio rappresenta una prova di resilienza e preparazione, e gli imprenditori ne affrontano davvero molti nel corso della loro attività. La loro esposizione può variare in base alla natura dell'impresa, alla struttura societaria e alla normativa applicabile. Per affrontare in sicurezza il mondo degli affari, è essenziale identificare i principali rischi e adottare misure di protezione efficaci. Oggi, esploriamo 5 rischi comuni che possono influenzare il successo di qualsiasi impresa. Prepararsi ad affrontarli non è solo una scelta saggia, ma una necessità per chiunque miri alla stabilità e alla crescita. Rischi legali: Violazioni contrattuali, dispute commerciali, e non conformità alle normative possono esporre gli imprenditori a significativi rischi legali. Rischi finanziari: Gli imprenditori possono incorrere in perdite finanziarie dovute a cattiva gestione finanziaria, investimenti errati o insufficiente liquidità. Rischi operativi: Interruzioni delle operazioni aziendali per cause naturali, tecniche o umane possono avere gravi ripercussioni sul business. Rischi di reputazione: Eventi negativi, sia veri che percepiti, possono danneggiare la reputazione di un'impresa, influenzando negativamente i suoi affari. Rischi di mercato: Cambiamenti nelle condizioni di mercato, come variazioni nella domanda o nell'offerta, possono erodere la competitività e i profitti. Insieme, possiamo trasformare le sfide in opportunità di crescita e consolidare la tua leadership nel settore! Sei pronto a investire nella sicurezza e nel successo della tua impresa? Puoi prenotare una consulenza personalizzata ? https://lnkd.in/dwbQmXqG #rischiimprenditoriali #fareimpresa #consulentefinanziario #imprenditoriitaliani #impreseitaliane

Continua a leggere

Le Imprese Italiane tra Resilienza e Riluttanza: Giraffa o Struzzo?

Scritto il 24.05.2024

Le Imprese Italiane tra Resilienza e Riluttanza: Giraffa o Struzzo?   Analizzando le caratteristiche delle imprese italiane possiamo individuare ed evidenziare le criticità, in modo da saper affrontarle e aiutare così gli imprenditori a recuperare quella serenità che tanti ricercano! La micro impresa italiana tipica ha caratteristiche distintive: 1-Dimensione ridotta: Non beneficia delle economie di scala che potrebbero aiutarla a ridurre i costi e aumentare l'efficienza. 2-Gestione individuale: Spesso retta da un singolo imprenditore, con una scarsa propensione alla delega, specialmente tra coloro che hanno superato i 60 anni di età. 3-Natura familiare: Molte di queste imprese sono aziende familiari, il che introduce complessità aggiuntive nella gestione dei rapporti personali e professionali. Le micro-imprese italiane si trovano di fronte a numerosi ostacoli, ma anche opportunità. La crisi economica degli ultimi anni ha imposto una riflessione profonda su come gestire il cambiamento: la difficoltà nell'ottenimento di credito, l'inasprimento delle modalità accertative e la complessità normativa sono solo alcune delle sfide principali. Adottando un'immagine metaforica, distinguiamo tra l'"Impresa Giraffa", che alza la testa per anticipare e adattarsi, e l'”Impresa Struzzo”, che nasconde la testa nella sabbia di fronte ai cambiamenti. Le Imprese Struzzo hanno spesso visto le normative come un fardello insormontabile, evitando di investire in comprensione e adattamento, il che ha portato a sanzioni e difficoltà maggiori. Le Imprese Giraffa, al contrario, hanno interpretato le nuove normative come un'occasione per rivedere e migliorare i loro processi, investendo in consulenza e compliance per trasformare le sfide in vantaggi competitivi. La vostra impresa come sta rispondendo ai cambiamenti? È più una Giraffa o uno Struzzo? Mentre le "Imprese Struzzo" restano ancorate a metodi tradizionali, le "Imprese Giraffa" cercano attivamente di adattarsi, utilizzando la crisi come trampolino di lancio per l'innovazione e la trasformazione digitale. Queste imprese si sono concentrate sulla ristrutturazione finanziaria e operativa per rimanere agili e pronte a capitalizzare sulle nuove opportunità di mercato. Le "Imprese Giraffa" riconoscono che l'innovazione e la tecnologia sono essenziali per il futuro. La proattività e la capacità di anticipare le tendenze di mercato definiranno chi prospererà in un ambiente globale competitivo, dove collaborare con le istituzioni per creare un ambiente normativo favorevole è altrettanto cruciale. In conclusione… mentre le "Imprese Struzzo" possono lottare per sopravvivere ai rapidi cambiamenti, le "Imprese Giraffa" stanno definendo il percorso verso il successo!

Continua a leggere

Conosci la parabola dell’elefante? Non sottovalutare i rischi del mercato e impara a cogliere le opportunità che non vedi!

Scritto il 30.04.2024

Un giorno un elefante giunse in un villaggio indiano nel quale abitavano solo persone cieche. Quando si trattò di scoprire cosa avesse fatto il suo ingresso tra la mura, vennero portati avanti i sei saggi del Gran Consiglio. Il primo si posizionò davanti all’elefante e, toccandone la proboscide, pensò di trovarsi davanti ad un serpente. Il secondo accarezzò il grande orecchio dell’animale e disse che, visto il gran caldo, era molto contento gli fosse stato portato un gran ventaglio. Il terzo scambiò il corpo del pachiderma per un muro. Il quarto si aggrappò alla coda come se fosse una corda. Il quinto afferrò la zanna e pensò si trattasse di una lancia. L’ultimo, infine, si mise all’ombra delle zampe pensando di essere vicino ad un albero. Tutti e sei stavano dicendo, dal loro punto di “vista”, la verità. Toccando una parte dell’animale, ognuno di essi aveva fatto un’esperienza differente e ne aveva tratto una valutazione della realtà. Converrai con me che ciascuno di noi, nella propria vita, è come uno dei sei saggi indiani: ognuno, dal proprio punto di vista, dice la verità e ha un buon motivo per sostenerla. Questa verità però, come nella storia, non cancella un fatto fondamentale: lì fuori può esserci un elefante che noi però non vediamo! Il Ruolo Chiave del Consulente Finanziario: Vedere Oltre le Prospettive Limitate Nel vasto panorama delle finanze, la nostra percezione spesso riflette la prospettiva limitata dei sei ciechi saggi di fronte all'elefante nella storia che vi racconto nelle slides. Ogni investitore, con la sua visione unica, può interpretare i segnali del mercato in modo parziale, rischiando di non cogliere l'intera immagine finanziaria. In questo contesto, il consulente finanziario emerge come figura cruciale per aiutarci a 'vedere l'elefante', comprendendo la realtà finanziaria in tutte le sue dimensioni. La parabola dei sei ciechi saggi e dell'elefante dimostra come una percezione limitata possa portare a interpretazioni fuorvianti. Nel mondo finanziario, gli investitori possono cadere nella stessa trappola. Alcuni si concentrano solo sulle opportunità di crescita (la 'proboscide' del mercato), mentre altri temono solo i rischi (la 'zanna'). Questa visione parziale può portare a decisioni sbagliate e a rischi finanziari. Il consulente finanziario agisce come un interprete che, conoscendo l'intero elefante, guida il cliente attraverso la complessità del mercato. Grazie a una visione completa e a un'analisi dettagliata, il consulente aiuta a identificare ogni aspetto dell'investimento, offrendo una strategia bilanciata e personalizzata. Il consulente non solo analizza i diversi aspetti del mercato ma integra queste informazioni per formare un quadro completo, aiutando il cliente a 'vedere l'elefante' nella sua totalità. Questo significa non solo individuare le opportunità ma anche mitigare i rischi, creando un portafoglio robusto e resiliente. Questa figura professionale è essenziale per navigare nel complesso mondo finanziario, consentendo al cliente di prendere decisioni informate e mirate. Così, il consulente diventa il punto di riferimento per chi cerca una comprensione completa della realtà finanziaria, garantendo decisioni solide e consapevoli.

Continua a leggere

Dalla semina… al raccolto

  • 148
  • 0
  • Formazione/Educazione Finanziaria
Scritto il 23.06.2023

Ricordo con grande affetto mio nonno, un contadino con la ‘C’ maiuscola: ricordo il suo orticello, con tutti quei solchi e quei monticelli così perfettamente allineati tanto da sembrare un quadro dipinto ad olio. C’erano anche i filari delle viti, gli olivi, gli alberi da frutto; ogni pianta grande e piccola perfettamente al suo posto, curata e seguita perché nel tempo potesse dare i suoi frutti. Mio nonno sapeva che ci sarebbero state stagioni propizie e raccolti abbondanti, ma era consapevole che avrebbe dovuto affrontare anche inverni freddi ed estati tanto calde, gradinate improvvise e momenti di grande siccità, che avrebbero compromesso buona parte del raccolto. Non per questo si scoraggiava e lasciava il suo terreno incolto: con pazienza e fiducia, continuava a seminare, sapeva che il tempo avrebbe permesso alle piante di riprendersi e fare nuovi frutti. Qualche volta, quando andavo a fargli visita, mi faceva sedere, mi strizzava un occhio e mi diceva: “Aspettami qua che ti porto la ‘mancia’, ieri sono stato in Banca a prendere i frutti”. I frutti erano gli interessi riscossi sui suoi risparmi messi da parte con tanta fatica: forse, nella sua profonda, antica saggezza, aveva inconsciamente capito che il ‘mestiere’ del contadino e dell’investitore hanno molti punti in comune. Proviamo a fare un confronto: Tanto per cominciare non esiste un orto “standard”, gli orti sono tutti diversi, a seconda dei gusti e dei bisogni. Allo stesso modo non esiste un portafoglio standard, che va bene per tutti. Ciascuno ha il suo profilo di rischio e orizzonte temporale, i suoi progetti e obiettivi da raggiungere, così la struttura del portafoglio dovrà rispettare tutti questi diversi elementi. Nell’orto, come negli investimenti, niente deve essere lasciato al caso: Le piantine vanno collocate nel terreno al momento giusto e organizzate con un certo ordine, per permettere una migliore irrigazione e drenaggio del terreno. Non andremo mai a piantare una singola pianta, ma un numero sufficiente a garantirci un buon raccolto di ogni ortaggio nei vari momenti di maturazione. Allo stesso modo, per avere un portafoglio efficiente e con rischio minore è fondamentale diversificare e decorrelare, attraverso una selezione accurata dei migliori strumenti finanziari (titoli, fondi e polizze) che lo andranno a comporre.   Come il bravo contadino, che ha ben scelto le sue piantine e ha ben diversificato, avrà sempre qualcosa da mangiare, anche negli anni di gelo e siccità, anche l’investitore con un portafoglio efficiente, potrà mitigare le perdite negli anni più difficili, riuscendo ad accumulare nel tempo un rendimento maggiore.   Saranno necessari monitoraggio, cura e interventi continui, che garantiranno frutti più abbondanti, ma non potranno scongiurare improvvise gelate o grandinate fuori stagione. Stiamo vivendo anni difficili tra guerra, pandemia e inflazione: chi se li sarebbe mai aspettati nel ventunesimo secolo? Cosi come la natura ci ha insegnato che non può piovere per sempre, la storia ci ha insegnato che tutto passa! Sono passate guerre mondiali, crisi finanziarie e politiche e grandi pandemie; il mondo continua ad evolversi e a progredire nonostante tutto, sostenendo i mercati finanziari che tra alti e bassi continuano a crescere.   Possiamo allora paragonare l’inverno meteorologico ai momenti di calo di mercato, momenti in cui il terreno si riposa e prende forza per una nuova stagione e l’economia prende fiato per una nuova espansione. Sono momenti in cui i prezzi scendono in modo repentino, sono i momenti degli ’SCONTI PAZZI’, ed è facile fare affari. Proprio come quando ha piovuto tanto e il terreno è diventato particolarmente fertile il contadino saggio approfitta per seminare, anche noi possiamo approfittare dei momenti di calo per investire sui mercati finanziari!  

Continua a leggere

Come funziona il tetto del debito americano?

  • 193
  • 2
  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 26.05.2023

Il tetto al debito federale, il così detto ‘debt ceiling’ di cui sono piene le cronache finanziarie e che sta portando così tanta tensione sui mercati in questi giorni, è una delle tante unicità della governance degli Stati Uniti d’America.   Sappiamo che tutti gli Stati sono indebitati… ma che problema hanno allora gli U.S.A.?   Ad oggi il debito pubblico degli Stati Uniti, cioè i soldi che le casse americane non possiedono davvero ma hanno reperito a debito sul mercato chiedendo prestiti agli investitori, è di circa 30.000 miliardi di dollari.   Questi soldi servono al Governo per ogni genere di spesa. In teoria non c’è niente di male che uno stato si finanzi sul mercato, lo fanno tutti i paesi del mondo e anzi dal 2020 lo fa anche l'Unione Europea.   Il semplice motivo per cui uno Stato si indebita è che le spese pubbliche (che comprendono pensioni, stipendi, infrastrutture, scuole, forze di polizia, esercito…) sono così tante che le imposte non sono sufficienti a finanziarle. Dunque, per non dover aumentare a dismisura le imposte e non dover tagliare i servizi, tutti gli Stati chiedono soldi in prestito - esattamente come faremmo noi per affrontare una spesa per cui non abbiamo disponibilità.   Il problema è che, per come funzionano gli Stati Uniti, le finanze pubbliche non possono chiedere al mercato proprio tutti i soldi che vogliono ma c'è un limite: il così detto “tetto del debito” - il debt ceiling.   Di che cosa si tratta? Il tetto del debito è una cifra oltre la quale lo Stato non può indebitarsi, a meno di chiedere al Congresso di votare e fissare un nuovo limite massimo. Da quando è stato introdotto, nel 1917, il tetto del debito è stato ritoccato al rialzo circa 80 volte. La norma esiste da più di un secolo ma la materia è diventata incandescente negli ultimi anni.   Nel 2011 si ebbe il periodo di massima tensione, quando l’allora presidente Obama ingaggiò un lungo braccio di ferro con un Congresso tutto repubblicano, con cui trovò un accordo per alzare il tetto solo due giorni prima che il Tesoro Americano esaurisse i dollari per pagare i debiti. Questo costò il declassamento di S&P e una volatilità record a Wall Street. Anche oggi la tensione negli Stati Uniti è altissima, molto più alta di quella registrata i tempi dell’arresto di Trump o delle elezioni di metà mandato.   Il punto è riuscire a trovare un accordo tra il congresso controllato dai Trumpiani e la Casa Bianca, controllata dai democratici di Biden: gli Stati Uniti potrebbero davvero dover dichiarare default e dunque non essere più in grado di pagare le proprie spese i propri debiti ?   Il livello di tensione nella politica americana è alle stelle.   Inoltre, l'anno a venire sarà un anno elettorale e di conseguenza il tema del rialzo del tetto del debito - che in teoria dovrebbe essere una questione amministrativa - è diventato un’arma politica potentissima.   Da un lato vediamo Biden a favore dell’innalzamento del tetto del debito, sia per non diventare il presidente che ha causato il default, sia per mantenere gli impegni presi con gli elettori. Dall’altro c’è il Congresso, controllato dei Repubblicani che si ritrovano tra le mani l’occasione di far saltare del tutto o quasi l’Agenda Biden, ed indebolirlo in vista delle elezioni.   Certo, anche per i Repubblicani non si tratta di una decisione facile, in quanto dovrebbe assumersi la responsabilità di essere la causa di un disastro economico che colpirebbe sia le persone povere che dipendono dall’erogazione dei servizi pubblici, sia le persone più ricche che hanno i loro capitali investiti nei titoli americani.   E così le trattative vanno avanti, in cerca di una sintesi:   Il Congresso Repubblicano dice di essere disposto ad innalzare il limite del debito solo se Biden acconsentirà a tagliare la spesa;   Biden, che se messo alle strette potrebbe anche bypassare l’autorizzazione del Congresso, dice di essere disposto a non fare nuove spese e a tenere invece ferme le spese già decise.   Nonostante le forti tensioni, la storia ci insegna che dal 1917, quando è stato introdotto il tetto al debito, lo stesso è stato rivisto al rialzo circa 80 volte, e non di rado senza polemiche e scossoni. È noto quindi che alla fine, gli Americani fanno sempre la scelta giusta, magari anche dopo aver tentato di mettere in atto tutte quelle sbagliate.   Andrà così anche questa volta, ma intanto per gli investitori e per i mercati si preparano giorni o settimane con un problema in più, dalla geopolitica alla macroeconomia, di cui non si sentiva decisamente il bisogno.   Pazienza e cautela restano le virtù da praticare, magari condite con qualche assunzione di rischio, da prendere quando sui titoli dei media e nei sondaggi prevale l’allarme rosso.

Continua a leggere

Pensioni e demografia: basterebbe fare due+due

Scritto il 21.04.2023

La conosci la storia di quel pensionato che ogni mattina suona il campanello all'inquilino del piano di sotto e gli dice: “Buongiorno. Tutto bene? Allora, mi raccomando, non faccia tardi al lavoro perché deve pagare la mia pensione!" Te lo sei mai chiesto CHI un domani pagherà la tua pensione? Nel futuro sono previsti sempre più anziani e sempre meno giovani… Secondo le STIME ISTAT - scenario mediano, a fronte di una popolazione attuale di circa 60 milioni, si prevede che: nel 2045 avremo una popolazione residente attesa di circa 59 milioni nel 2065 la popolazione è stimata addirittura intorno 54,10 milioni con rapporto di 168,7 anziani contro 100, ormai siamo il secondo paese più vecchio del mondo dopo il Giappone… Poche NASCITE Siamo passati dai primi del ‘900 quando ogni coppia aveva tra i quattro e i cinque figli, ai tre figli negli anni '30, due negli anni '70, mentre oggi la media è soltanto di 1,2 figli per famiglia. Da due individui ne nasce soltanto uno o poco più e le nascite si stanno quasi dimezzando ad ogni generazione. Se continuerà così i giovani italiani si ridurranno al lumicino.   Solo se una coppia genera due figli mantiene normale il tasso di riproduzione. E solo se anche ognuno di questi due figli avrà a sua volta due figli, così che ogni quattro nonni ci saranno quattro nipotini. Ma se da una coppia nasce un solo figlio (vedi figura sopra), come sta ormai quasi avvenendo, e questo a sua volta avrà un solo figlio, alla fine non saranno nati quattro nipotini, ma uno soltanto. In altre parole, in due sole generazioni le nascite si saranno ridotte di ben quattro volte! Cresce il numero degli ANZIANI Nel frattempo sta aumentando vertiginosamente il numero degli anziani per effetto dell'allungamento della vita. Pensionati sempre più numerosi e sempre più longevi, le cui pensioni dovranno essere pagate da generazioni sempre più esigue e con un carico fiscale sempre maggiore sulle proprie spalle. Tutto questo sta generando già oggi profonde ripercussioni non solo sulle pensioni per l'aumento crescente dei pensionati, ma sulle spese sanitarie, per l'aumento dei costi delle cure, e anche sulla produzione del reddito, perché si assottiglia la fascia della popolazione attiva, che dovrà quindi essere molto più efficiente per produrre reddito. Cambia radicalmente il rapporto tra chi lavora e chi è in pensione Nel 2020, secondo Eurostat (ufficio studi statistici dell'Unione Europea)l’Italia si posiziona agli ultimi posti nella classifica sul rapporto tra occupati e pensionati nei diversi Paesi dell’Unione, con più pensionati che lavoratori attivi (anche a causa dalla crisi generata dalla diffusione del Covid-19, che ha comportato un calo degli occupati). Le proiezioni Eurostat per il 2100 mostrano che in Italia per ogni persona in età lavorativa ci saranno due pensioni da pagare. Quali saranno le conseguenze di questa situazione? Come funziona esattamente il sistema pensionistico italiano e quali sono i rischi che si tenta di correggere? Primo punto molto importante: le pensioni sono un risparmio forzato da giovani. Quando si hanno le forze e la salute per lavorare non si consuma tutto quello che si guadagna, ma se ne mette da parte una quota per quando si sarà vecchi. In pratica per legge siamo costretti a comportarci come parsimoniosa e formiche, anche se forse preferiremmo fare le cicale. Ma dove vanno a finire questi risparmi? E come ci vengono restituiti una volta in pensione? In realtà non ci sono salvadanai dove vengono conservati i soldi risparmiati, ma una specie di CASSAFORTE COMUNE. Chi è giovane mette i suoi risparmi nella cassaforte comune e chi è anziano ritira la pensione dalla stessa cassa, che quindi è sempre vuota. Poiché quello che viene versato, viene subito ritirato, chi pagherà le pensioni di chi oggi è giovane? Verranno pagate dai giovani futuri quando chi oggi lavora sarà andato in pensione. Insomma, è quello che viene chiamato il PATTO FRA GENERAZIONI. Ognuna paga, ma sa che quando sarà vecchio qualcun altro pagherà per lui. Ma ci sono dei rischi! 1) Il pericolo più grande è proprio l'invecchiamento della popolazione. I pensionati sono ormai più numerosi dei giovani lavoratori e poiché vivranno più a lungo, riceveranno la pensione per più anni. 2) Il secondo pericolo sono le crisi economiche. Se l'economia non va bene e aumentano i disoccupati, ci saranno meno persone che versano i loro risparmi nella cassa comune. 3) Il terzo pericolo sono i rischi politici. In definitiva chi controlla la cassa è il potere politico, e il politico per ricevere voti può promettere più di quello che il sistema riesce a mantenere. Non sarebbe la prima volta che accade! L'unico modo perché questo sistema funzioni e sia equo è che le pensioni siano commisurate ai contributi versati nel corso della carriera lavorativa e alla durata media della vita da pensionati. Senza questo meccanismo di giustizia finanziaria ci sono oggi anziani che ricevono pensioni maggiori dei contributi versati, mentre i giovani di oggi, quando domani saranno anziani, riceveranno pensioni inferiori a quanto hanno risparmiato. Riflettiamo allora… l'interferenza tra economia e demografia è sicuramente il nodo della questione! Se il boom demografico italiano ha coinciso con il miracolo economico degli anni Cinquanta e Sessanta, il crollo delle nascite ha combaciato con il declino economico e l’esplosione del debito pubblico negli anni Ottanta e Novanta. Inoltre l’invecchiamento della popolazione spinge verso un modello politico-economico che privilegia gli interessi (e il consenso) degli anziani a scapito di quelli dei giovani, in barba ad ogni criterio di equità intergenerazionale. Acquisire consapevolezza dei cambiamenti e delle sfide che il futuro ci impone, ci dà la possibilità di non farci cogliere impreparati! Comincia da subito a crearti un piccolo accantonamento personale! Questo 'gruzzoletto', se investito nel modo giusto, grazie al tempo crescerà e ti aiuterà ad affrontare con serenità il tuo domani!  

Continua a leggere

Cosa causa (e cosa risolve) l'inflazione?

  • 123
  • 1
  • Formazione/Educazione Finanziaria
Scritto il 24.03.2023

Nel 2022 l'inflazione ha scorrazzato per le economie occidentali, erodendo il potere di acquisto e il valore degli stipendi di ognuno di noi. Ora la sua corsa sembra essersi arrestata. Cosa è successo? Cosa è cambiato? Immaginate di aver comprato una maglietta nel febbraio del 2022, e immaginte oggi di trovare una maglietta identica nello stesso negozio. Noterete subito una differenza: il prezzo è più alto di quello di un anno fa.. e non di poco! Secondo i dati Istat, oggi i prezzi dei beni di consumo sono del 9.2 % più alti di quelli di un anno fa, eppure secondo gli analisti il fatto che i prezzi siano più alti è una buonan notizia: poteva andare molto peggio.. e anzi, per un certo periodo è stato proprio così! Il 2022 sarà ricordato, oltre che per la guerra, anche per il ritorno prepotente dell'inflazione nella scena economica. Solo in italia l'inflazione è cresicuta dell' 11% in un solo anno, un dato che non si vedeva da gli anni 80. L'inflazione è un fenomeno economico complesso perchè è allo stesso tempo sintomo di buona salute e innesco di malattia. Si presenta infatti nei momenti di forte e improvvisa crescita: nei periodi economici buoni le persone hanno maggiore possibilità e volontà di spesa, spendendo di  più e facendo così crescere la domanda. Questo fa sì che per una banale legge di mercato i prezzi aumentino. Con il fatto che le cose costano di più, cioè che con la stessa cifra si può comprare meno, lo stipendio di ognuno viene come svuotato da dentro. Con l'inflazione si arriva presto all'impoverimento delle persone e ad una sostanziale depressione economica. Le ragioni che nel 2022 hanno fatto tornare l'inflazione nelle nostre vite sono varie e concatenate: Il rimbalzo dell'economia dopo il blocco forzato dovuto alla pandemia ha portato ad un prevedibilie aumento domanda. Nel momento in cui le persone sono uscite nuovamente di casa, sono tornate a spendere e a far crescere la domanda, le catene produttive non erano pronte a rispondere, soprattutto le catene di trasporto - in Asia si sono verificate soste di mesi. La guerra improvvisa ha causato una crisi dell'energia, che a cascata ha portato aumenti su tutti i beni di consumo. Infine, per quanto paradossale, una delle cause dell'inflazione è stata anche un elemento positivo, ovvero la disoccopazione ai minimi da decenni. Tutti questi elementi sommati insieme hanno portato all'esplodere dell'inflazione, dei cui effetti ne abbiamo sentito tutti. Questa corsa verso l'alto dei prezzi è tuttavia destinata a rallentare fino a fermarsi, e come sta succedendo in queste settimane, ad invertire la direzione. Ma cosa sta succedendo? Cosa è cambiato? Per cominciare, la crisi delle catene di produzione e di approvvigionamento si è parzialmente risolta, così come la crisi energetica, i cui prrezzi sembrano essersi stabilizzati. Inoltre, le Banche Centrali sono intervenute ed hanno deciso di aumentare il prezzo del denaro, e quindi di rendere più costoso chiedere prestiti: una misura piuttosto estrema, una specie di freno di emergenza che se da un lato rallenta l'economia, dall'altro frena anche la corsa verso l'alto dei prezzi. E‘ utile ricordare che con un’inflazione così alta, non solo gli stipendi ma anche i nostri risparmi, dormienti sui conti correnti, perdono valore giorno dopo giorno. Investirli e farli lavorare per noi, sempre nel rispetto del nostro profilo rischio e orizzonte temporale, è l’unico modo per recupare, almeno in parte, il nostro potere di acquisto.  

Continua a leggere

Intelligenza artificiale e ChatGPT: quando la fantascienza diventa realtà

  • 153
  • 0
  • Intelligenza artificiale
Scritto il 03.03.2023

Era il 1968 quando Stanley Kubrick con il suo capolavoro "2001: Odissea nello spazio" porta nelle sale cinematografiche HAL 9000: l'intelligenza artificiale estremamente evoluta che guida l'astronave Discovery 1 attraverso lo spazio. E' in grado di riprodurre tutte le attività della mente umana in modo molto più veloce e sicuro, parla, sente e prova emozioni. Oggi, più di 50 anni dopo, parlare di intelligenza artificiale è considerabile ancora fantascienza? Il 3 novembre 2022 l'organizzazione senza scopo di lucro OpenAI ha rilasciato la versione più aggiornata del suo chatBOT: ChatGPT. Cosa significa CHATBOT? Fondamentalmente, un chatBOT è un software, un'intelligenza artificiale, che simula ed elabora le conversazioni umane (scritte o parlate), consentendo agli utenti di interagire con i dispositivi digitali come se stessero comunicando con una persona reale. Cosa è ChatGPT? È lo stesso chatBOT a risponderci: "Sono un modello di linguaggio basato sulla tecnologia di deep learning (autoapprendimento), sviluppato dalla società OpenAI e mi chiamo G.P.T. (Generative Pre-trained Transformer): Sono stata addestrata su enormi quantità di testo provenienti da fonti varie, al fine di acquisire una comprensione profonda della lingua; Quando un utente mi pone una domanda, il mio algoritmo elabora il testo, lo confronta con il mio vasto set di conoscenze e restituisce una risposta appropriata; Questa tecnologia di intelligenza artificiale è stata sviluppata per comprendere il linguaggio naturale in modo sempre più preciso e fornire risposte sempre più accurate. Nel giro di poche settimane ChatGPT ha attirato l’attenzione, l’interesse e le preoccupazioni di gran parte del pubblico e degli investitori. La ragione di tanto interesse e di tanta preoccupazione è che ChatGPT non si limita funzionare bene… ChatGPTfunziona benissimo! Molto meglio del previsto e molto meglio di qualsiasi macchina, persino molto meglio degli esseri umani. ChatGPT è un sistema addestrato ad interagire con gli esseri umani sulla base delle domande teoricamente imprevedibili e infinite che ognuno di noi può fare. Non è il primo sistema del genere, anzi ognuno di noi interagisce ogni giorno con chatbot e sistemi di intelligenza artificiale, come i navigatori che usiamo in macchina e i sistemi di assistenza domestica - quelli a cui chiediamo di mettere su un po’ di musica. ChatGPT è la versione evoluta di questi sistemi perché è in grado di rispondere a qualsiasi domanda in modo preciso, informato ed esauriente. Risponde inoltre con un linguaggio particolarmente evoluto e gradevole, in grado di competere con la bella scrittura di una persona colta. Questo piccolo (o forse grande) prodigio è dovuto al fatto che è addestrato a fare sostanzialmente tre cose: comprendere, elaborare, imparare. Il fatto che comprenda, significa che è in grado di capire linguaggio naturale delle persone, ossia che non ha bisogno di ricevere ordini complessi ma ci capisce anche quando parliamo nel nostro gergo quotidiano; il fatto che elabori, significa che è in grado di rispondere alle nostre domande, di qualunque tipo esse siano, in modo rapido e preciso, perché le sue risposte derivano dall’analisi di miliardi di informazioni disponibili che ha letto e analizzato per noi; il fatto che impari, significa che ogni volta che un’informazione viene introdotta in rete diventa un alimento per ChatGPT, che la usa per estendere all’infinito la sua conoscenza e intelligenza. Se da un lato le potenzialità praticamente infinite di ChatGPT hanno entusiasmato gli osservatori, che sono convinti di trovarsi davanti alla macchina più straordinaria mai concepita, in grado di risolvere i problemi a cui ancora non c’è soluzione - per esempio nel campo della ricerca medica- dall’altro lato li ha anche spaventati, perché mai prima d’ora il genere umano si era ritrovato di fronte a qualcuno o qualcosa di più intelligente di lui. Siamo sempre stati abituati a considerarci i più intelligenti in circolazione, e ora questa convinzione potrebbe non essere più vera? In realtà la possibilità che si possa scalzare il genere umano appare ancora remota. I punti di forza di ChatGPT sono anche quelli della sua maggior debolezza: ChatGPT comprende, sì, ma comprende solo quello che è in grado di comprendere, ossia il testo e linguaggio verbale. ChatGPT elabora, sì, ma elabora informazioni già disponibili e non è in grado di produrne di sue, di nuove. ChatGPT impara, sì, ma impara solo sulla base delle informazioni che vengono fornite, non è in grado cioè di discernere tra informazioni vere e informazioni fasulle: Se venisse fornita l'istruzione errata che la pizza margherita si fa con le zucchine, ChatGPT prenderebbe quell’informazione e la farebbe sua, dimostrando come la sua miglior caratteristica - la capacità di imparare velocemente - sia anche il suo più grande limite, ossia l’incapacità di distinguere tra le cose che impara. Quale sarà il futuro dell'Intelligenza Artificiale? Come in ogni ambito, è molto difficile fare previsioni. Di certo, grazie a ChatGPT e ai suoi simili, molte persone hanno potuto toccare con mano il potenziale dell’Intelligenza Artificiale. E' possibile investire sul tema dell’Intelligenza Artificiale? Ovviamente SI! L'intelligenza artificiale è uno dei principali MEGATREND del futuro! Esistono numerosi fondi di investimento specializzati sul tema dell'Intelligenza Artificiale e delle Tecnologie del Futuro, e se ne analizziamo il track-record, possiamo verificare che, nel giusto orizzonte temporale, sono riusciti a realizzare fino ad oggi davvero ottimi risultati.

Continua a leggere

Archimede e le obbligazioni

  • 268
  • 2
  • Obbligazioni - investimenti obbligaz
Scritto il 20.02.2023

CONOSCI IL PRINCIPIO DI ARCHIMEDE? Ti è mai capitato, al mare o in piscina, di giocare con una palla e provare a spingerla sott’acqua? Che cosa accade? Lo sappiamo, tanto più spingiamo forte la palla sott’acqua tanto più energico e veloce sarà il rimbalzo che la palla farà fuori dall’acqua quando la lasceremo andare. E’ esattamente così che funziona il Principio di Archimede: “mantenendo una palla sott'acqua esercitando una forte pressione, la palla rimbalza vigorosamente e torna a galla una volta che la pressione verso il basso non viene più esercitata” SAI PERCHÉ QUESTO PRINCIPIO È IMPORTANTE ANCHE PER TE? Perché può aiutarti a comprendere in modo semplice come funzionano i tuoi investimenti. Sicuramente una parte dei tuoi investimenti è stata posizionata su obbligazioni o fondi obbligazionari che, salvo fallimento della società emittente, hanno il capitale garantito a scadenza. Se escludiamo l’ipotesi di fallimento, sappiamo che: Nonostante le oscillazioni, il prezzo di un’obbligazione torna sempre a cento; Nonostante il variare dei tassi di interesse, i titoli obbligazionari recuperano il loro valore man mano che si avvicina la scadenza; Il recupero di valore è ancora più veloce proprio in prossimità della scadenza. PROVIAMO ADESSO A FARE UN ESERCIZIO DI IMMAGINAZIONE Supponiamo che i nostri fondi obbligazionari e le nostre obbligazioni siano la palla con la quale stiamo giocando al mare. In questi mesi le continue manovre di rialzo dei tassi delle Banche Centrali, hanno spinto con tantissima forza i prezzi delle obbligazioni verso il basso, un po’ come se ci fossero tante mani che spingono la nostra palla sotto l’acqua. Inoltre, ogni nuovo rialzo dei tassi è come un’altra mano che si aggiunge alle altre che già stanno spingendo. Comprendo bene che tu sia preoccupato perché vedi che il controvalore complessivo dei tuoi investimenti continua ad oscillare e ogni rialzo dei tassi determina un nuovo deprezzamento. TEMI FORSE CHE LA PALLA NON RIESCA PIÙ AD EMERGERE? La fisica ci insegna che questa ipotesi è assolutamente da escludere! Lo abbiamo appena imparato: la palla tornerà a galla quando non ci saranno più mani a spingerla sott’acqua. A quel punto, tanto più forte è stata la spinta verso il basso tanto più potente sarà il rimbalzo.   SARÀ COSÌ ANCHE PER GLI INVESTIMENTI OBBLIGAZIONARI Quando le banche centrali avranno capito che l’inflazione è ormai sotto controllo, e non saranno quindi più necessari nuovi rialzi dei tassi, i fondi obbligazionari e le obbligazioni recupereranno il loro valore. Ricorda: tanto più i titoli sono scesi, tanto più repentino sarà il rimbalzo, con uno sprint in più a mano a mano che ci avviciniamo alla scadenza.  

Continua a leggere

La favola italiana delle pensioni...

Scritto il 30.04.2021

Chi è la FORMICA? Il povero lavoratore italiano che da sempre risparmia per garantirsi una vecchiaia serena. E chi è la CICALA? Chi ha mal gestito fino ad oggi il sistema delle pensioni in Italia, erodendo via via le scorte accantonate, a discapito delle pensioni future. Quella che desidero raccontarti oggi è la storia del Sistema Pensionistico Italiano, una storia che devi necessariamente conoscere se vuoi comprendere 'di che pensione vivrai' e soprattutto perché, oggi più che mai la TUA PENSIONE è un TUO PROBLEMA e sta a te risolverlo!   LA STORIA INIZIA NEL 1898 Il primo antenato dell’odierno INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale) fu istituito addirittura nel 1898 e subì numerose modifiche fino al 1943 quando, durante il regime fascista, prese la denominazione attuale.   SISTEMA A CAPITALIZZAZIONE Inizialmente il sistema italiano era a capitalizzazione: i lavoratori versavano una quota del loro stipendio in fondi pensionistici, in modo da garantirsi una pensione in linea con quanto versato nell’arco di tutta la vita lavorativa. Quello che ognuno versava veniva accantonato e investito per garantirgli una rendita per la sua vecchiaia.   RIFORMA 1969: SISTEMA A RIPARTIZIONE Nel 1969 l’ordinamento a capitalizzazione fu definitivamente abbandonato a favore di uno a ripartizione. È il sistema ancora oggi in vigore, un sistema in cui chi lavora oggi, paga le pensioni erogate a chi ha già smesso di lavorare con la speranza che un giorno i futuri lavoratori pagheranno la loro. Con il passaggio al sistema a ripartizione, i soldi accantonati dal lavoratore non dovevano più essere lasciati da parte per la sua pensione futura e potevano pertanto essere destinati per far fronte alle varie esigenze di sussistenza della popolazione italiana. Così si cominciò a spendere… e sempre nel 1969: fu istituita la pensione sociale per i cittadini con più di 65 anni di età con reddito considerato minimo; fu istituita la pensione di anzianità per i cittadini con 35 anni di contribuzione che non avevano raggiunto l’età pensionabile; si stabilì che il calcolo della pensione fosse realizzato in base alla retribuzione degli ultimi 5 anni di lavoro, con la conseguenza che l’assegno percepito era mediamente più cospicuo rispetto ai contributi realmente versati; venne prevista la perequazione automatica delle pensioni, cioè la rivalutazione delle pensioni sulla base dell’indice dei prezzi al consumo. Scelte corrette da un punto di vista sociale, ma che non prendevano in considerazione i continui squilibri di bilancio che ne sarebbero derivati, e che nel tempo hanno comportato sistematiche coperture da parte dello Stato andando ad impattare negativamente sui conti dell'Italia.   1973: LE PENSIONI BABY! Il 1973 verrà ricordato come un anno maledetto per la storia del bilancio pubblico italiano! Fu l’anno in cui si inaugurò la sciagurata stagione delle baby pensioni e i politici italiani scoprirono un altro modo per essere generosi con i soldi prelevati dalle tasche altrui. Venne quindi deciso che le donne sposate con figli potessero andare in pensione con 14 anni, 6 mesi e 1 giorno di contributi, gli statali con 20 e i dipendenti locali con 25. Curiosamente la riforma arrivò giusto due giorni prima di Natale, come un bel pacchetto da scartare per tutti gli italiani; peccato fosse un pacco bomba, scoppiato in faccia a chi si impegnava per lavorare onestamente ma soprattutto alle nuove generazioni. Basti pensare che nel 2018 la spesa per questa voce era ancora di 7,5 miliardi € l’anno, divisa tra 400mila privilegiati.   DAGLI ANNI ‘90 AI GIORNI NOSTRI All’inizio degli anni ‘90 era ormai chiaro che il nostro sistema pensionistico non era più economicamente sostenibile: i soldi accantonati dai lavoratori non potevano bastare a garantire le pensioni accordate. Si sono così susseguite una serie di riforme, apportate principalmente dai vari governi tecnici, nel mero tentativo di arrivare ad una soluzione di equilibrio ancora molto lontana. La riforma Amato del 1992 fu il primo tentativo per risolvere il problema, innalzando l’età pensionabile così come la contribuzione minima per la pensione di anzianità. La riforma Dini del 1995 segnò invece il passaggio (parziale) da un sistema pensionistico retributivo (importo pensione calcolata in funzione della retribuzione) ad un sistema di tipo contributivo(dove le pensioni sono calcolate sulla base delle somme versate nel corso della vita lavorativa). Nel 1997 la prima riforma Prodi innalzò ancora i requisiti di contributi maturati per avere accesso alla pensione, eliminò le baby pensioni e ridusse le differenze di trattamento tra dipendenti pubblici e privati. Nel 2004 la riforma Maroni aprì il sistema pensionistico alla previdenza complementare e integrativa (dunque a fondi privati che potevano fornire una ulteriore pensione ai lavoratori che vi accedevano), e introdusse un aumento dell’età anagrafica per uscire dal mondo del lavoro. Nel 2011 il governo tecnico Monti intervenne con misure radicali. Con la famigerata riforma Fornero venne definitivamente abbandonato il sistema retributivo. Vennero innalzati ulteriormente i requisiti d’accesso alla pensione, 66 anni per gli uomini (dipendenti ed autonomi) e per le lavoratrici del pubblico impiego; a 62 anni per le lavoratrici dipendenti del settore privato; a 63 anni e 6 mesi per le autonome e le parasubordinate. Infine, nel 2019,è stata inserita Quota 100. Essa prevede la possibilità di uscita anticipata dal mondo del lavoro per tutti coloro che vantano almeno 38 anni di contributi con un’età anagrafica minima di 62 anni. Quota 100 non è però una riforma strutturale; è stata infatti concepita come una deroga per gli anni 2019, 2020 e 2021, da confermare ogni anno. Oggi il governo DRAGHI sta nuovamente cercando di mettere a punto una riforma che possa fornire una soluzione di equilibrio accettabile… ci riuscirà? Quello che manca nella triste storia delle pensioni italiane, è la certezza per il futuro, soprattutto per i più giovani: lo Stato promette che un giorno fornirà anche a noi una pensione (pagata da qualcun altro), ma che certezza ne abbiamo?   ESISTE UN SOLO MODO: Acquisire consapevolezza del problema; prendere atto che NON CI SONO SOLDI A SUFFICIENZA; avere ben chiaro che un domani sarà impossibile ricevere una pensione pubblica adeguata a garantirci una vecchiaia serena; attivarci immediatamente per trovare la soluzione.   Dobbiamo essere ancora di più formiche, accantonare da subito anche piccole quote di risparmio su un fondo pensione o un piano di accumulo personale. Questi soldi, se investiti bene, grazie al tempo cresceranno e potranno darci la garanzia di una rendita integrativa futura.

Continua a leggere

Per la nostra famiglia, per i nostri figli, per i nostri cari, siamo sufficientemente tutelati?

Scritto il 07.04.2021

Non si può investire il capitale finanziario, se prima non si è messo in sicurezza il capitale umano Vi racconto una storia… Marco e Francesca sono da molti anni amici di famiglia. Ci siamo conosciuti durante una vacanza, quando le nostre figlie hanno fatto amicizia e da allora nonostante la distanza, ci siamo sempre frequentati. Marco e Francesca abitano a Milano, hanno una figlia di nome Sara di due anni più piccola della mia e spesso andiamo in vacanza insieme. Marco è un rappresentante, guadagna molto bene, ma a causa del suo lavoro è sempre in giro su e giù per l’Italia. Cinque anni fa, quando ho iniziato il percorso di consulente patrimoniale ho parlato con Marco e gli ho detto: ”Conosco molto bene la tua situazione finanziaria e patrimoniale, Francesca lavora solo part-time, e nella pratica il benessere della tua famiglia dipende da te: dal mutuo, al finanziamento dell’auto, al tenore di vita dei tuoi cari e anche il futuro di tua figlia dipende te! Ma sei sempre in giro con l’auto, e se ti accadesse qualcosa? Sei certo che quei risparmi che avete da parte sarebbero sufficienti a tua moglie e tua figlia per andare avanti con serenità?” In quell’occasione Marco è rimasto perplesso, non si era mai posto questo tipo di problemi, lui pensava solo a guadagnare e mettere da parte… mi ha detto: ‘Nella vita non si sa mai cosa ti potrebbe accadere e i risparmi che metto da parte mi servono per questo’. Però mi ha ascoltato, visto il profondo rapporto di amicizia, si è fidato di me. Con il mio aiuto, ha fatto un’attenta analisi degli impegni finanziari assunti, e dei progetti che avrebbe voluto realizzare per sua figlia, ed ha quindi deciso di sottoscrivere una assicurazione sulla vita, con una compagnia di sua fiducia, definendo massimali e durata proprio in funzione dell’analisi effettuata. Ricordo che dopo aver sottoscritto la polizza mi ha detto: "Sai Silvia, sono felice di averla sottoscritta, è un investimento sulla serenità, ho firmato soprattutto per mia figlia, perché so che così, qualsiasi cosa accada, non avrà problemi." Quest’anno, a gennaio, Marco è stato ricoverato in terapia intensiva a causa del Covid, le sue condizioni di salute erano drammatiche e pensava davvero di non farcela; poi per fortuna, è riuscito a cavarsela. Rientrato a casa dall’ospedale mi ha subito telefonato per ringraziarmi: in quei giorni, quando si rendeva conto che la situazione sarebbe potuta precipitare, sapere di avere sottoscritto quella polizza a tutela dei suoi cari, gli ha dato forza e serenità.   Sicuramente non sarebbe servita a lenire il dolore dei suoi cari ma avrebbe permesso a Francesca di estinguere mutuo e finanziamenti, sarebbero anche rimasti soldi per andare avanti un po’ di anni, e soprattutto Sara avrebbe potuto tranquillamente terminare la sua costosa e prestigiosa università. Mi ha detto: “Mai soldi sono stati spesi meglio! E’ un investimento sulla tranquillità e sicurezza della mia famiglia e per questo non c’è prezzo!” In quanti hanno una situazione familiare simile a quella di Marco? In quanti si sono posti il problema di cosa potrebbe accadere se il sostegno principale della famiglia venisse a mancare? Non si tratta di essere scaramantici ma semplicemente previdenti! Siamo tutti alla ricerca di tranquillità e sicurezza, gli italiani vogliono sicurezza…ma di quale sicurezza stiamo parlando? Il concetto di sicurezza è troppo spesso travisato: si pensa al «capitale garantito» e non ci si preoccupa di proteggere le persone e i progetti più importanti. Le persone pensano alla sicurezza come alla impossibilità di vedere fluttuazioni e perdite sul loro patrimonio ed è per questo, che in un momento di grande incertezza come quello che stiamo vivendo, continua ad aumentare la liquidità sui coni correnti, ritenuti una ‘cassa forte’ in grado di conservare al sicuro i propri risparmi. Ma sicurezza significa prima di tutto far sì che il proprio futuro finanziario non sia messo in discussione da nessun evento avverso. Secondo una recente ricerca di mercato gli italiani risparmiano al 69% in maniera indifferenziata per il non si sa mai pensando così di coprirsi dagli accadimenti sfavorevoli. Risparmiare per il non si sa mai… non dà la garanzia che il denaro accumulato sia sufficiente alle future necessità, vengono lasciate ingenti giacenze di liquidità che perdono costantemente valore erose dall’inflazione si finisce per sottrarre risorse a raggiungimento degli obiettivi importanti di vita. La risposta a questa esigenza può essere sicuramente trovata nel settore assicurativo dove il trasferimento del rischio sulla compagnia consente di far fronte un danno potenziale grande e incerto, con un costo più piccolo certoe facilmente programmabile liberando così le risorse finanziarie per il raggiungimento degli altri obiettivi personali e familiari. E' importante mettere ‘a fuoco’ esclusivamente quei rischi che comportano undanno elevato, che possono avere maggiore incidenza sul patrimonio e destabilizzare se non addirittura compromettereil tenore di vita e la serenità del nucleo familiare tralasciando la copertura di quei rischi minori, facilmente sostenibili. Le domande che dovrai farti sono: quali sono quegli eventi drammatici e spesso improvvisi, che tutti ci auguriamo che non accadono mai, ma che se si verificassero, metterebbero davvero in difficoltà il futuro dei tuoi cari, dei tuoi figli e che potrebbero compromettere definitivamente i tuoi progetti di vita? Quali sono rischi principali che corri? Rischio malattia L’allungamento della vita e le minori nascite stanno generando un invecchiamento della popolazione che inevitabilmente si lega ad un ad un aumento della disabilità e delle patologie croniche che provocano un incremento dei costi delle cure sanitarie Rischio infortuni ci sono purtroppo alcune categorie, come i lavoratori autonomi e gli imprenditori, che non hanno una copertura pubblica spesso in caso di infortunio si rendono necessarie prestazioni aggiuntive rispetto a quelle previste dal servizio pubblico. Rischio premorienza Si parla in questo caso delle polizze a totale copertura del caso morte, che normalmente vengono stipulate quando si accende un mutuoo un finanziamento in modo che in caso di premorienza il debito non venga a ricadere sui familiari proteggendo così il tenore di vita del nucleo familiare. Normalmente vengono sottoscritte anche quando all’interno di un nucleo familiare c’è soltanto una persona che porta il reddito in famiglia. La persona che decide di assicurarsi si preoccupa di come potrebbe andare avanti la sua famiglia senza lui e di come garantire ai figli il percorso di studi; ecco che la copertura di questa tipologia di rischio genera normalmente il risultato di estrema tranquillità nel nucleo familiare. Rischio longevità I pensionati del futuro dovranno fare affidamento sulla propria capacità di risparmio e di programmazione previdenziale: se non si è stati previdenti da giovani sarà molto complicato avere altre entrate da anziani e mantenersi un tenore di vita sereno. Da una ricerca effettuata da HSBC, che ha sondato l’opinione di oltre 16.000 persone in tutto il mondo è emerso che il 66% degli individui intervistati ha visto diminuire il proprio reddito al momento del pensionamento il 38% afferma che il reddito da pensionato è minore di quanto si aspettasse e il 22% lo ha visto diminuire più della metà. Possono allora essere utili polizze che garantiscano una rendita vitalizia, che garantisca una integrazione alla persona per tutta la vita. Responsabilità civile Con la sottoscrizione del contratto di responsabilità civile si protegge il proprio patrimonio contro l’eventualità di dover risarcire i danni per i quali la legge gli attribuisce la responsabilità. Con questa assicurazione la compagnia si obbliga a tenere indenne l’assicurato e i componenti del nucleo familiare da quanto sarebbe tenuto a pagare qualora fosse responsabile ai sensi di legge a titolo di risarcimento.   Responsabilità civile professionale La responsabilità civile e professionale è un ulteriore aspetto che è necessario a tutelare il patrimonio del professionista dai rischi professionali connessi al normale svolgimento della propria attività pensiamo ad esempio alle responsabilità che può avere un medico. Cosa genera un processo virtuoso e completo di protezione? Libera risorse Genera serenità Evita stress finanziario e patrimoniale Rende patrimonio e tenore di vita familiare indipendenti da fattori esterni Nel mio ruolo di consulente patrimoniale mi impegno sempre a trasmettere il valore di una corretta pianificazione indispensabile a proteggere sia il capitale umano che quello finanziario. Non ha senso investire e cercare di accrescere il proprio patrimonio se c'è il rischio che un evento avverso e improvviso possa dilapidarlo in poco tempo. Attraverso una visione di lungo periodo supporto i miei clienti nell’ affrontare con tranquillità ogni fase del loro ciclo di vita, evidenziando quali accadimenti potrebbero pregiudicare la loro serenità e il raggiungimento degli obiettivi di vita importanti, ricercando per ciascuno la soluzione su misura.  

Continua a leggere

Condividi