Giuseppe Trentadue

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Consulente finanziario

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Banca Mediolanum S.p.a.
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Non dichiarato
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Diploma di specializzazione
55 anni
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29/06/2018

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Datemi una leva (finanziaria)... ...e vi solleverò il mondo!

Scritto il 10.08.2023

Chi non aveva l'aveva mai sentito prima? Ebbene, Archimede l'aveva detto (al netto della parentesi) qualche secolo fa, ma cosa c'entra con gli investimenti? Che cos'è Un'operazione a leva si ottiene quando ad un investitore (di solito speculatore) venga data la possibilità di acquistare uno strumento finanziario che superi la quantità di denaro posseduto. Facciamo un esempio: supponiamo di possedere 1.000 € e chiedessimo alla banca altri 9.000 € per acquistare un'azione per un totale di 10.000 €. La leva finanziaria è di 10 a 1 (10.000 € a fronte dei 1.000 € posseduti). Se l'azione salisse del 50%, vendendola sul mercato ricaveremmo 15.000 euro, dovremmo restituire i 10.000 euro alla banca (oltre agli interessi) e ce ne rimarrebbero 5.000 euro. Rispetto al nostro capitale iniziale di 1.000 euro, avremmo pertanto un guadagno del 500%, proprio 10 volte il guadagno che avremmo avuto se avessimo investito solamente i nostri 1.000 euro iniziali! Bellissimo, vero? Verrebbe voglia di aprire una linea di credito, fare qualche corso online di trading e, una volta diventati esperti, moltiplicare i guadagni per 10.... ma ovviamente tutto ha un prezzo. Immaginiamo che l'investimento iniziale, con gli stessi dati di prima, vada male e ci facciaperdere il 50%; come prima dovremmo restituire alla banca quanto ci ha prestato, ma adesso quanto liquidato non è sufficiente, in quanto mancherebbero ben 4.000 euro del capitale da restituire, oltre al nostro capitale completamente evaporato. Una perdita del 50% aumenta pertanto al 500%. Una delle domande che vengono fatte agli investitori per la profilazione Mifid 2 è quella relativa alla leva finanziaria, dove viene chiesto sostanzialmente se si è a conoscenza dei meccanismi sopra descritti; ma quando viene chiesto se hanno mai fatto operazioni del genere, ovviamente dicono di no. Il mutuo è un'operazione a leva? E il mutuo? Se ci pensiamo, un mutuo non è altro che un'operazione a leva, che dura per un periodo ultradecennale, dove ad esempio per un acquisto di un immobile del valore di 100.000 €, chiediamo alla banca 80.000 € a fronte dei nostri 20.000 € (oltre ai costi accessori), quindi tipicamente con una leva pari a 5. Ovviamente, non essendo quasi mai un'operazione speculativa, il capitale verrà restituito alla banca in rate di solito mensili, calcolando un tasso d'interesse (fisso, variabile o misto) per un periodo che va dai 10 ai 30 anni. Dopo la scadenza del prestito, si potranno finalmente fare i calcoli, vedendo di quanto si saranno moltiplicati realmente i nostri 20.000 € iniziali, stimando il valore finale dell'immobile. Ma quanto si guadagna? A questa semplificazione, come detto prima, bisognerà però tenere conto anche di un altro aspetto: gli interessi pagati, per un periodo così lungo, possono essere notevoli. Inoltre, il tasso di inflazione, che negli scorsi anni è stato molto basso, ha recentemente rialzato la testa. Questo fa sì che sia le rate mensili che il capitale residuo vengano abbattuti in maniera anche considerevole tanto più alta è l'inflazione, arrivando in molti casi (avvenuto ad esempio negli anni '80 dello scorso secolo) a superare il tasso di interesse e quindi a diminuire il rapporto rata/reddito nel tempo. Per esempio, se l'inflazione agisce aumentando in maniera graduale i redditi familiari spinti all'insù dalla stessa (passando ad esempio da 2.600 euro al mese a 4.000 nell'arco di qualche anno), la rata del mutuo rimasta a 600 euro mensili peserà sempre di meno (nell'esempio dal 23% al 15% del reddito mensile). Il valore dell'immobile Per ultimo, bisognerà tenere conto che il valore dell'immobile, nel frattempo, potrebbe aver subito oscillazioni notevoli, dovute per esempio all'usura, allo stato del luogo dove è situato, ai cambiamenti climatici, alla tassazione, ecc., e per ultimo anche all'inflazione che avrà gonfiato i prezzi. Ad esempio, una casa acquistata nel gennaio 1999 a 100.000 € che venga poi venduta a 158.000 € nel luglio 2023 non ha cambiato valore: semplicemente il potere di acquisto è rimasto equivalente). Il valore della consulenza finanziaria Se una volta si poteva affrontare l'acquisto di un immobile con relativa faciloneria, oggigiorno bisogna ponderare attentamente tutti gli aspetti finanziari, perché come sempre i pasti gratis non esistono. Girare per le banche (o i siti internet che aggregano le varie offerte) per ottenere le condizioni migliori del mutuo senza un'adeguata consulenza finanziaria che valuti anche altri aspetti che non siano solo il tasso d'interesse, ma ad esempio l'aspetto successorio, le protezioni assicurative del patrimonio e perché no anche l'utilizzo più o meno marcato del nostro capitale da destinare all'acquisto, è diventato imprescindibile e farlo correttamente può evitarci di trovarsi poi con problemi di difficile soluzione nel futuro. Se vuoi approfondire l'argomento, contattami pure

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Il cacciatore di tasso

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 20.07.2023

E quando il mercato stupisce, lo fa sempre inaspettatamente... L'ultimo anno e mezzo è stato decisamente sfiancante! Tra guerre "speciali", inflazione alle stelle e la relativa rincorsa dei tassi di interesse aumentati da tutte le banche centrali del pianeta per tenerla sotto controllo, il risparmiatore ha fatto davvero fatica a tenere la barra a dritta e rispettare quelle che sono le "regole" basilari per ottenere risultati nel lungo termine. Cosa è successo? Guardando gli ultimi 15 anni fino al giugno 2023, si nota che l'effetto dell'aumento dei tassi sulle asset class obbligazionarie è stato devastante: vedere nel 2022 le obbligazioni HighGrade perdere mediamente il 13% non è evento che capita di frequente. Oltretutto, si pensi come proprio chi avesse chiesto negli anni scorsi investimenti "sicuri", anche se con rendimenti pari allo zero o addirittura negativi, abbia poi subito conseguenze disastrose sui propri portafogli. La crisi dell'obbligazionario Inoltre, ha messo in serie difficoltà diverse banche e assicurazioni che negli anni scorsi avevano acquistato titoli obbligazionari a lungo e lunghissimo termine, per approfittare di tassidi poco superiori allo zero per poi trovarsi nei bilanci delle perdite significative derivanti dal crollo dei corsi (qui un esempio estremo di un'obbligazione emessa dal governo Austriaco con scadenza 01/2120 e cedola allo 0,85%, passata da una quotazione di quasi 140 del 12/2020 a meno di 41 del 07/2023, con un -71% in linea capitale...) Il rendimento del portafoglio contrassegnato con AA nella figura (ribilanciato annualmente e non tenendo conto di costi, spese e tasse) diminuisce pertanto al 4,87% annuo. Il ritorno del cacciatore di tasso L'andamento dei tassi ha fatto sì che ritornassero in auge i cosiddetti "cacciatori di tasso", che saltano di banca in banca alla ricerca del porto sicuro, di sei mesi in sei mesi, accontentandosi di rendimenti che normalmente sono al di sotto di un portafoglio obbligazionario medio correttamente diversificato; questo perché, complice anche la facilità di ricerca tramite comparatori on-line, si focalizzano sui rendimenti a breve, perdendo di vista la bellezza della capitalizzazione composta, che però ha una particolarità... per poter dare il meglio di sé ha bisogno di tempo, pazienza, e di un consulente finanziario che dia le indicazioni giuste per non perdere la diritta via. E l'inflazione? Non dimentichiamo infine che, anche se l'inflazione ha colpito duramente negli ultimi mesi, sarà difficile che ritorni in futuro la politica dei tassi zero e inflazione quasi-zero. L'inflazione è un nemico silenzioso che falcidia i nostri risparmi, soprattutto se per paura delle normali oscillazioni del mercato si è deciso di non fare nulla... Il mercato azionario In tutto questo, dopo un 2022 che, a parte la liquidità, ha visto tutte le altre asset classpesantemente negative, il primo semestre 2023 vede invece un recupero sostanzioso delle stesse, a riprova che l'accumulo durante le fasi di correzione porta costantemente benefici a tutto il portafoglio, migliorando di molto le medie del portafoglio nel lungo termine Il consulente finanziario Tutto questo, se si continua a rincorrere le "offerte speciali", ovviamente viene precluso; volete accontentarvi del misero tasso a 6 mesi della vostra banca o volete invece coglierequanto tutto il mercato offre ogni giorno, per poter raggiungere serenamente i vostri obiettivi?Contattatemi pure qui.

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Aiuto, mi si è ristretta la filiale!

Scritto il 27.07.2022

All'inizio della mia carriera di consulente finanziario, mi sono sempre scontrato con la ritrosia dei miei potenziali clienti a lasciare il porto sicuro della filiale tradizionale bancaria per intraprendere un percorso di consulenza con il mio aiuto. Lo scoglio più difficile da superare era che "la filiale è sempre lì, se mi serve conosco la persona X che mi segue da tempo". Ora, da un recente rapporto di Bankitalia, si scopre che su oltre un Comune su tre in Italia manca uno sportello bancario. Infatti, i costi per mantenerne uno in loco hanno nel tempo ampiamente superato i margini che una filiale tradizionale può produrre anno dopo anno. Tant'è che, a conti fatti, tutte le banche hanno iniziato a razionalizzare la propria presenza sul territorio concentrando clienti e dipendenti (in forte diminuzione anch'essi) in poche filiali aperte nei centri più grandi.   La banca "on-line" I clienti più evoluti continuano a "entrare in filiale" utilizzando il banking on-line, almeno per le necessità a basso valore aggiunto (bonifici, pagamento bollette, ecc.), ma a tutti coloro che per un motivo o un altro non possono recarvisi hanno complicato la vita, di fatto costringendo molte persone ad andare nelle sedi più lontane, magari prendendo una mattina o pomeriggio di ferie perché aperte in orario d'ufficio. Per poi interagire sempre con una persona diversa...   E il consulente finanziario? Oltre alla consulenza finanziaria e alla protezione della propria persona e del patrimonio, una dei tanti vantaggi di avere un consulente finanziario è anche quella di portare la banca in casa propria, fatto questo rigidamente regolamentato dalle normative vigenti e riservato a coloro che sono iscritti all'Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti Finanziari (OCF).   Cosa posso fare per te? Lo scopo del consulente finanziario è quello di aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi di vita, attraverso: - Pianificazione finanziaria e patrimoniale; - Consulenza personalizzata in materia di investimenti; - Asset allocation; - Passaggio generazionale del patrimonio (familiare e aziendale); - Gestione liquidità finanziaria aziendale; - Mutui fondiari e prestiti; - Servizi dedicati a clienti di elevato standing; - Protezione assicurativa.   Sei ancora felice della tua banca o pensi che sia arrivato il momento di fare un "passaggio al livello superiore"?

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Vedo, prevedo, stravedo...

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 06.07.2022

Paura e avidità E anche il primo semestre del 2022 è archiviato... ma le belle notizie ci sono! Come direbbe Warren Buffet, "abbi paura quando gli altri sono avidi e diventa avido quando gli altri hanno paura": oggi le quotazioni di quasi tutti gli asset sono ben al di sotto dei massimi del 2021. Qualcosa di simile era capitato nel 2008, e ormai quello che è successo poi è diventata storia: chi avesse acquistato intorno ai minimi, negli anni successivi avrebbe visto crescere il proprio portafoglio in maniera importante.   Gli ultimi 15 anni Pubblico qui di seguito i risultati delle diverse asset class degli ultimi 15 anni, fino al primo semestre 2022 incluso. I tassi delle obbligazioni iniziano ad aumentare e lasciare il livello sotto o prossimo allo zero; questo ha comportato ovviamente una diminuzione dei valori obbligazionari e azionari, creando però delle notevoli opportunità di investimento. Il rendimento del portafoglio contrassegnato con AA nella figura (ribilanciato annualmente e non tenendo conto di costi, spese e tasse) si porta al 6,66% annuo. Diversificare, in questo semestre così come nel 2008, non ha però aiutato molto, come si può vedere dalla tabella. Il consulente finanziario Da quanto si può notare, però, il mercato continua a produrre rendimenti, per chi ha spostato il proprio orizzonte temporale nel medio-lungo termine e con l'aiuto importante di un professionista. Chi invece insiste nel cimentarsi senza averne le conoscenze, magari seguendo pedissequamente quello che fa qualche sedicente guru su TikTok, ottiene risultati diametralmente opposti, comprando sempre in preda all'euforia e vendendo durante le fasi di panico. Sicuro e garantito? La ricerca poi del Sacro Graal dell'investimento "sicuro e garantito", che non esiste e mai esisterà, fa il resto. Nei periodi di crisi aumenta la richiesta di quelli che sono i classici asset rifugio e iniziano a risentirsi le classiche frasi che da un decennio erano rimaste sotto traccia, tipo "eh, ma gli immobili si rivalutano sempre", "un amico mi ha detto che i Rolex sono un investimento a colpo sicuro", "vendo tutto e compro un lingotto d'oro". Questi asset (per loro natura non facilmente liquidabili), se non attentamente valutati e ricompresi in una più ampia strategia di investimento e diversificazione, non è detto che aiutino ad aumentare il rendimento del proprio portafoglio ad un livello tale che serva a battere l'inflazione, principale nemico da sconfiggere.  

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RAGIONE E SENTIMENTO

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 18.05.2022

Questo articolo, scritto così di getto, è un po' una provocazione, ma in questi mesi turbolenti di mercato dà una risposta a coloro che sono preoccupati per i loro risparmi perché li vedono oscillare anche violentemente. L'indicatore perfetto su quando entrare sui mercati comunque esiste e misura i rendimenti dell'indice S&P500 che seguono la trasmissione televisiva "Markets in Turmoil" sul canale CNBC. Praticamente, chi ogni volta che in TV appare uno speciale sui "Mercati in subbuglio" o "Giornata nera nelle borse mondiali" dovesse investire, avrebbe l'anno successivo un guadagno praticamente certo... Un famoso detto recita "compra paura e vendi euforia": la storia è dalla nostra parte.

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Quando la tua banca ti "fantasma"

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  • Banche e prodotti bancari
Scritto il 10.09.2020

  Sei un imprenditore, da diversi anni sei cliente della tua banca storica e come te anche i tuoi genitori, parenti, amici, dipendenti. Hai anche posizioni in altre banche, ma sono residuali rispetto alla prima. L'azienda sembra andare bene, il fatturato cresce, i conti sono a posto anche se si potrebbero migliorare, e con il Covid19 quest'anno fai un po' più di fatica.   Si presenta finalmente l'opportunità, che a dire il vero si trascina da anni, di acquisire un'importante affare: devi reperire liquidità per comprare macchinari di ultima generazione e cosa fai? Beh, vai nella tua banca e richiedi un finanziamento, come praticamente fanno ed hanno fatto tutti i tuoi colleghi imprenditori che conosci da anni.   Ma la tua banca storica, oltre a richiederti un bel po' di documentazione contabile e fiscale, dopo aver analizzato e incrociato bilanci, diverse centrali rischi, situazioni di mercato e settoriali, inizia a chiederti altri dati, magari prospettici, anche della situazione personale tua e dei soci. Il tempo passa e dopo diverse telefonate, mail, messaggi e appuntamenti andati a vuoto, la tua banca finalmente ti chiama e ti chiede ulteriori garanzie personali e/o reali(pegno e ipoteche). Perché? "Eh beh, sai, il tuo rating è un po' bassino e la banca deve richiederle per forza se vuoi il finanziamento... c'è Basilea 3, gli accantonamenti..."   Queste storie si ripetono ormai da un po' di tempo: ormai tutto il sistema finanziario si sta adeguando e per erogare del credito adottano degli algoritmi che analizzano numerose banche dati per assegnare un "rating" a tutti coloro, imprese o famiglie, che chiedono un affidamento. Questi rating poi varieranno, nel bene o nel male, nel corso dei mesi alimentati da tutta la base dati che la banca ha già a sua disposizione.   Ma sapete come calcolarlo? E la vostra azienda, come viene vista dai vari stakeholders(portatori di interesse, quali ad esempio banche, fornitori, soci, dipendenti, ecc.)? Soprattutto, ho degli strumenti finanziari per migliorare il mio merito creditizio e pagare perciò meno interessi?   Qui la mia intervista:   https://www.youtube.com/watch?v=hrJ4nJ0jr9s&ab_channel=VittorioBacchetti

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E un altro semestre se ne va...

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  • Titoli di Stato, Spread e Tassi di i
Scritto il 03.07.2020

Direi un semestre piuttosto complicato, che chiude un lungo periodo di rialzi che durava da più di un decennio. Una pandemia come quella ancora in corso non è facile da affrontare e i mercati ne hanno risentito pesantemente, pur con un inaspettato e notevole recupero.   Pubblico qui di seguito i risultati delle diverse asset class degli ultimi 15 anni, fino al primo semestre 2020 incluso. I tassi delle obbligazioni continuano a permanere sotto lo zero, e, a parte un aumento dei rendimenti durante la chiusura delle attività dovuta al Covid-19, complice anche i massicci interventi delle banche centralidi mezzo mondo, non sarà facile replicarne gli ultimi 10 anni, a meno che non si lasci il porto "sicuro" delle obbligazioni investment grade e si inizi a considerare qualcosa di più speculativo. Il rendimento del portafoglio contrassegnato con AA nella figura (ribilanciato annualmente e non tenendo conto di costi, spese e tasse) diminuisce dal 6,97% al 5,88% annuo. La diversificazione continua a pagare, ma per aumentare la redditività si dovrà necessariamente spostare parte degli asset sulla parte azionaria.   A questo, bisogna iniziare ad aggiungere che è inutile creare bellissimi portafogli super efficienti se prima non avremo eliminato i rischi catastrofici nei quali ognuno di noi potrebbe incorrere nelle nostre sempre più lunghe vite e che prosciugherebbero in poco tempo tutti i risparmi faticosamente accumulati in una vita, ridimensionando per giunta i nostri redditi e complicando la vitaa chi sarà intorno a noi.   L'italiano medio a questo punto inizia a cercare insistentemente oggetti metallici, sperando che basti. Lo so, "toccare ferro" è gratis, mentre affrontare i problemi alla fonte ha un costo emotivo e economico più elevato. Affrontiamoli insieme: se volete seriamente prendere in mano le redini del vostro futuro, contattatemi pure.    

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Più le mandi giù e più si tiran su...

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 26.06.2020

  Si fa un gran parlare di azioni in questi mesi, soprattutto in relazione ad eventi catastrofici quale l'attuale ed ancora in corso pandemia da Covid-19. I titoli dei quotidiani, sia online che cartacei, ne hanno approfittato e i termini quali "crollo", "bruciati N miliardi" nel falò delle vanità del capitalismo, et similia, sono diventati ahimè sempre più comuni. Qui i risparmiatori meno avveduti e in cerca di guadagni facili hanno venduto troppo tardi e in preda al panico e (come sempre) hanno davvero perso rilevanti capitali. Questo viene anche certificato dal recente aumento della liquidità sui conti correnti, arrivati all’astronomica cifra di 1.460 miliardi di euro.   Però, quando si affrontano gli investimenti, che ricordiamolo, servono a produrre rendimenti nel lungo termine, non possiamo dimenticare proprio le azioni. Ma sapete davvero cosa sono e come funzionano?   Le azioni rappresentano una quota del capitale socialedi un'impresa (SpA o SapA) e quindi chi le possiede partecipa in qualità di socioalla vita dell'azienda. Tramite esse, il socio può, ad esempio, partecipare ed intervenire alle assemblee, votare, impugnare il bilancio, ecc. e ha ulteriori diritti quali essere remunerato dai dividendi che vengono staccati periodicamente, oltre che ricevere assegnazioni di azioni in caso di aumento gratuito di capitale e di opzione nel caso sia a pagamento. I titoli azionari non hanno scadenza e possono essere compravenduti sul mercato, a patto esso stesso sia liquido (cioè che esistano compratori e venditori).   Tralasciando ulteriori distinzioni tra azioni ordinarie, privilegiate e di risparmio, concentriamoci invece su che cosa influisce sul valore delle azioni e del perché questo oscilli quotidianamente.   Le azioni sono titoli a reddito variabile; i dividendi (che derivano dagli utili netti che annualmente la società produce) non sono mai certi a priori e cambiano nel tempo. Quindi, le azioni sono valutabili solamente sulla base dei flussi di cassa che generano e del prezzo di vendita. Semplificando, il prezzo di un'azione è funzione del flusso futuro (infinito) di dividendi.   Questo significa che il mercato prezza istantaneamente qualsiasi evento(positivo o negativo) in funzione degli utili che le società produrranno nel futuro, e tanto più questo è lontano nel tempo, tanto più le oscillazioni del prezzo saranno elevate.   Quindi, più alte saranno le previsioni sugli utili aziendali futuri e più elevatesaranno le quotazioni azionarie delle stesse. Il mercato ha sempre ragione, come si dice, ma a volte esagera: quotazioni maggiori attraggonosempre più investitori, che continueranno ad acquistare a prezzi sempre più elevati (anche oltre quelli ritenuti più congrui) fino a quando un evento che impatta negativamente gli utili futuri (come ad esempio il Covid-19) pone fine alla lunga fase rialzista (o Toro).   Le nuove prospettive si abbattono pertanto sui prezzi, e inizia una velocissimadiscesadei prezzi (detta fase ribassista o Orso), a livelli più consoni rispetto ai nuovi utili aziendali. Il mercato, anche qui, è portato ad esagerare e le quotazioni tendono ad andare sempre più giù, dovuto più che altro alla fuga degli investitori...   Le crisispazzano via le aziendeche operano in settori poco performanti, sottocapitalizzate, sovraindebitate e con utili descrescenti o addirittura in perdita. Lasciano strada invece ad aziende solide, poco indebitate, con utili crescenti e che migliorano costantemente la frontiera tecnologica.   Il ciclo si ripete, inizia una nuova fase Toro e chi ha acquistato quando tutti vendevano avrà un extra rendimentosui propri capitali dovuto non tanto al mercato ma al proprio comportamento.   I risultati, dopo anni di comportamentiadeguati, si vedono: chi ha saputo, magari con l'aiuto di un consulente finanziario, investiresul giusto orizzontetemporaleapprofittando anche delle "stagioni degli sconti" che periodicamente i mercati offrono, avrà ottenuto dei risultati adeguati. Chi invece, magari dopo fallimentari esperienze sui mercati affrontati senza adeguata preparazione, ha mantenuto e mantiene i propri risparmi sul conto corrente, vedrà il proprio capitale affievolirsianno dopo anno senza neanche accorgersene.    

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Col senno di poi...

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 09.03.2020

Oggi è una giornata che verrà ricordata negli annali e nelle statistiche borsistiche nei prossimi anni. Ci verranno in mente tutte le sensazioni di incredulità, panico e rassegnazione, chi abbiamo chiamato, chi ci ha tempestato di telefonate e messaggi, in preda allo sconforto...   Durante la crisi finanziaria partita dal fallimento di Lehman Brothers (una delle più gravi per ampiezza e profondità) io c'ero e nei miei ricordi ormai indelebili ripesco esattamente le stesse sensazioni. Analizzando quel periodo, col senno di poi, è stato il migliore in assoluto per chi ha tenuto i nervi saldi, non ha disinvestito e anzi ne ha approfittato, nella certezza che, con un portafoglio correttamente diversificato che ha eliminato i rischi specifici, collocato nel giusto asse temporale del medio-lungo termine, le oscillazioni dei mercati sono sempre occasioni per acquistare.   Rimanere fedeli ai propri programmi, necessariamente non di breve termine, è però difficile: siamo bombardati da notizie negative che ci fanno sembrare improrogabile prendere una decisione, una qualsiasi, e di solito quella più deleteria alle nostre finanze: scappare, rimanere liquidi e attendere il "momento giusto" per rientrare (di solito, troppo tardi o mai).   Oggi invece è il giorno del senno di poi. Il giorno del quale, fra qualche tempo, magari pentendoci, penseremo "ah, se solo avessi acquistato..."

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I conti della serva

Scritto il 08.01.2020

Puntuale come ogni anno, pubblico qui di seguito i risultati delle diverse asset class degli ultimi 15 anni, 2019 incluso. Che dire: quello appena trascorso è stato un anno fantastico che ha completamente confermato ciò che tutte le statistiche ci illustrano di anno in anno e cioè che perseverare e mantenere le posizioni coerenti con i propri obiettivi ha un effetto estremamente positivo sul nostro patrimonio, il quale non potrà fare altro che crescere.   Dal 2005 al 2019 il portafoglio contrassegnato con AA nella figura (ribilanciato annualmente e non tenendo conto di costi, spese e tasse) avrebbe avuto un rendimento del 6,97% annuo: la diversificazione funziona e paga, sopportando il costo emotivo che le fluttuazioni del mercato ci provoca. Il consulente, oltre alla pianificazione finanziaria per obiettivi, l'ottimizzazione fiscale, successoria, pensionistica, e così via, serve soprattutto nelle fasi dove c'è bisogno di qualcuno che ci aiuti a tenere la barra a dritta e non smarrire la retta via.   Fate pure tutti i conti della serva che volete, ma sarà sempre più difficile lasciare ostinatamente fuori dai portafogli le asset class più performanti ma più volatili, in quanto il mondo obbligazionario sta inesorabilmente esaurendo le sue ultime cartucce sul fronte dei rendimenti. I tassi sono sotto lo zero quasi dappertutto e ci rimarranno per diverso tempo!   Anno nuovo, vita nuova, quindi! Se state ancora procastinando in attesa del ritorno dei bei tempi andati, se state aspettando il momento "giusto" per entrare, se il vostro attuale interlocutore non vi soddisfa pienamente, se volete seriamente prendere in mano le redini del vostro futuro, contattatemi pure.

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Sul ponte sventola bandiera bianca?

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 12.11.2019

Le notizie che circolano in questi giorni rivelano che molti risparmiatori hanno issato la bandiera bianca riguardo i propri investimenti; tutte le scelte effettuate sono ormai concentrate sulla linea di minor resistenza, detta anche"non faccio niente e attendo non si sa bene cosa". Rinunciano quindi volontariamente a programmarsi il futuro per evitare di esporsi alle oscillazioni (quali che esse siano) e scelgono la perdita certa che ne deriva dall'apatia finanziaria.   Nei numerosi corsi che ho fin qui frequentato, me ne ricordo uno fra tanti che mi ha lasciato un segno indelebile diversi anni fa e che s'intitolava pressappoco "Pensare Positivo". In estrema sintesi, il messaggio che trasmetteva era che nella vita bisognebbe pensare in maniera costruttiva e evitare di lasciarsi andare a pensieri catastrofici, a volte incontrollabili.   Più facile a dirsi che a farsi! Tutto conspira contro di noi: il nostro cervello è infatti programmato a farci fuggire di fronte al minimo pericolo, reale o immaginario, per evitarci danni anche mortali.   Il mondo moderno non ci aiuta molto: le notizie che ci vengono propalate ed urlate ad ogni minuto del giorno e della notte, che si parli di economia, politica, società, ambiente, ecc. sono per lo più negative perché sono quelle che fanno vendere e portano più click. Ma se teniamo conto di tutto il bombardamento quotidiano, iniziamo a ritenere il mondo in cui viviamo estremamente insicuro, pieno di insidie e paure, e rischiamo di perdere di vista tutto ciò che di positivo, invece, ci circonda.   Ad esempio, nel mondo sempre più persone percepiscono un reddito mensile che permette loro di vivere più dignitosamente rispetto a solo un decennio fa. Ma a sentire i telegiornali, nulla sembrerebbe essere cambiato. In tema finanziario, poi, questi scenari hanno dirette ripercussioni, per lo più positive, sui nostri investimenti. Tenerne conto, senza essere distratti dagli scopi che si siamo prefissi, ci aiuta a scegliere correttamente gli strumenti finanziari che ci permetteranno di raggiungere i nostri obiettivi. Banalmente, se si riuscisse a non fare i classici errori che tutti gli investitori prima o poi compiono, trascinati proprio dalle notizie negative o addirittura false, il compito sarebbe davvero alla portata di tutti; ma quali sono questi errori?   Facciamo una carrellata veloce:   pensare troppo al breve termine, lasciando ad esempio tutti i soldi in conto corrente per evitare perdite e ottenere, invece, esattamente l'effetto contrario; credere di sapere tutto e liquidare con sufficienza i consigli dei consulenti (effetto Dunning - Kruger), affidandosi a soluzioni che magari hanno funzionato nel passato in scenari però completamente diversi dagli attuali; "innamorarsi" dello strumento finanziario adottato per i motivi sbagliati e continuare nella scelta nonostante gli esiti nefasti (ad esempio, comprare l'azione XYZ e continuare a comprarla anche a prezzi sempre più bassi perché "ho sentito che salirà"); mancanza di una qualsiasi strategia a lungo termine (e perdersi tutti i vantaggi); voler diventare ricchi subito, magari con strumenti a leva, non essendo pienamente consci dei rischi insiti nei prodotti scelti; usare la "pancia" invece che la "testa": se il mercato crolla (e lo fa sempre, prima o poi), uscire dallo stesso in perdita in preda al panico e aspettare che risalga per rientrare è una tecnica fallimentare; il mercato ha sempre ragione e non è sotto il nostro controllo: sperare che faccia quello che vogliamo noi è illogico; ultimo, ma non meno importante: se, nonostante questo elenco, pensiamo che la colpa dei nostri fallimenti sia di qualche fattore esterno, ci manca una qualità importante: imparare dagli errori per evitare di rifarli in futuro.  

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Finanza creativa e matematica alternativa

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  • Titoli di Stato, Spread e Tassi di i
Scritto il 05.11.2019

Oggi vi racconterò un aneddoto che risale ai primi anni del 2000.   Fresco di nomina, mi occupavo degli investimenti dei clienti di una filiale bancaria in un remoto paese dell'estremo nord est della nostra bella penisola.   Una signora, alquanto benestante, si accinge a rinnovare i suoi BOT annuali ormai in scadenza e io, inesperto ma fresco di studi e di corsi, volendo far del bene, inizio a parlarle di diversificazione, asset allocation, orizzonti temporali, e chi più ne ha più ne metta. Tra una parola e l'altra, le spiego anche come funzionano i suoi BOT e accenno con un semplice esempio che gli interessi degli stessi non sono anticipati bensì "maturano" giornalmente fino ad arrivare a quota 100 il giorno della scadenza.   Apriti cielo: la cliente si alza dalla sedia infuriata e mi intima, puntandomi contro il dito indice, di ritirare immediatamente le mie parole e di affermare invece che sì, gli interessi erano tutti anticipati... Se non l'avessi fatto, avrebbe ritirato tutti i suoi risparmi e sarebbe andata in un'altra banca che "facesse i BOT con interessi anticipati".   Cliente persa, tutt'oggi convinta delle sue idee, ma la matematica non è un'opinione, come questo video (con i sottotitoli) simpaticamente dimostra...   https://youtu.be/Zh3Yz3PiXZw  

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