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I 5 principali bias cognitivi che influenzano anche gli investitori più esperti
Scritto il 22.09.2025Le decisioni finanziarie non dipendono soltanto dai numeri. Anche chi ha esperienza, competenza e un patrimonio importante può essere influenzato da meccanismi psicologici inconsapevoli, i cosiddetti bias cognitivi. Questi condizionamenti, studiati dalla finanza comportamentale, portano a scelte che non sempre risultano ottimali per i propri obiettivi di lungo termine. Conoscerli è il primo passo per riconoscerli e gestirli meglio. 1. Overconfidence – L’eccesso di fiducia Tendere a sopravvalutare le proprie capacità decisionali porta spesso a sottovalutare i rischi. Anche investitori molto esperti possono cadere nella trappola di pensare di “prevedere” i mercati con precisione. 2. Avversione alla perdita Le ricerche dimostrano che una perdita pesa psicologicamente più del doppio rispetto a un guadagno equivalente. Questo porta talvolta a decisioni troppo prudenti, che non rispecchiano gli obiettivi di lungo periodo. 3. Effetto gregge Seguire la maggioranza può sembrare rassicurante, ma le scelte guidate dalle mode o dalle notizie del momento rischiano di allontanare da una strategia coerente e personale. 4. Home bias Molti investitori tendono a privilegiare solo ciò che conoscono meglio, ad esempio il proprio Paese o settore, trascurando la diversificazione. È un comportamento rassicurante, ma che può limitare le opportunità. 5. Recency bias: il peso del “qui e ora” Gli ultimi eventi tendono a influenzare più del dovuto le decisioni. Un periodo positivo o negativo dei mercati può spingere a modificare strategie ben costruite, anche senza una reale necessità. Il ruolo della consulenza Essere consapevoli dei propri bias è il primo passo, ma non sempre basta: il coinvolgimento emotivo rende difficile mantenere lucidità. Ecco perché la consulenza diventa un supporto prezioso: una guida esterna, razionale e autonoma, aiuta a mantenere coerenza con gli obiettivi a lungo termine, proteggendo dalle decisioni impulsive. Conclusione I bias cognitivi fanno parte della natura umana: non si eliminano, ma si possono gestire. Conoscere questi meccanismi significa ridurre gli errori e trasformare la propria esperienza in un vantaggio reale. In finanza, come nella vita, la consapevolezza è il primo passo verso decisioni migliori.
Continua a leggereDalla ricchezza al benessere: il ruolo della consulenza nella governance familiare
Scritto il 15.09.2025Quando si parla di ricchezza, è naturale pensare subito a numeri, beni e investimenti. Ma il patrimonio, soprattutto per le famiglie che hanno costruito negli anni un capitale significativo, non è fatto soltanto di valori economici: custodisce anche storie, relazioni, responsabilità e progetti futuri. Ecco perché oggi si parla sempre più spesso di governance familiare: un insieme di regole, strumenti e buone pratiche che aiutano le famiglie a trasformare la ricchezza in vero e proprio benessere, in grado di attraversare le generazioni. Ricchezza materiale e patrimonio intangibile Il patrimonio familiare non è soltanto un insieme di attività finanziarie o immobiliari. Ci sono valori, tradizioni, visioni imprenditoriali e legami personali che costituiscono un capitale intangibile spesso più prezioso del denaro stesso. La governance familiare ha l’obiettivo di mantenere coesione, evitando conflitti e garantendo che i valori condivisi possano orientare le scelte future. Il ruolo della consulenza In questo percorso, il consulente finanziario non è soltanto un “gestore di investimenti”, ma assume il ruolo di facilitatore e guida. Aiuta a chiarire obiettivi comuni e individuali. Supporta la famiglia nel tradurre i valori in strategie concrete. Favorisce il dialogo intergenerazionale, creando continuità e protezione. Non si tratta soltanto di ottimizzare numeri e strumenti, ma di accompagnare le famiglie in un processo che unisce patrimonio e persone. Dal possesso alla continuità Una governance familiare ben strutturata permette di trasformare la ricchezza in un progetto duraturo: garantendo stabilità e armonia nei passaggi generazionali; proteggendo il patrimonio da rischi legali o imprevisti; sostenendo attività filantropiche o iniziative a impatto sociale che riflettano i valori della famiglia. In questo modo, la ricchezza diventa benessere collettivo, non solo per chi la possiede oggi, ma anche per chi la erediterà domani. Conclusione Parlare di ricchezza significa parlare di molto più che cifre. Significa occuparsi del futuro, delle relazioni e delle persone che compongono una famiglia. La consulenza, in questo scenario, è lo strumento che permette di dare forma a una visione condivisa, di trasformare il patrimonio in un bene stabile e duraturo, e di far sì che la ricchezza diventi un autentico benessere familiare.
Continua a leggereIl tempo come alleato: perché la pianificazione a lungo termine è la vera forza del patrimonio. Il wealth management.
Scritto il 04.09.2025Quando si parla di gestione del patrimonio, spesso l’attenzione si concentra sul “qui e ora”: le oscillazioni dei mercati, le notizie quotidiane, le opportunità che sembrano urgenti. Eppure, chi ha costruito e consolidato un patrimonio importante sa bene che il vero alleato non è la rapidità, ma il tempo. L’errore del breve termine Una delle trappole più comuni per gli investitori è lasciarsi guidare dall’immediatezza. Cercare continuamente il “colpo giusto” o la soluzione rapida rischia di diventare un ostacolo più che un vantaggio. Nel breve termine, infatti, l’incertezza domina: notizie, emozioni e imprevisti influenzano le scelte, generando spesso decisioni poco razionali. Il tempo come fattore di stabilità Guardare al lungo periodo significa, al contrario, dare valore alla pazienza e alla disciplina. Il tempo permette di: Attutire la volatilità: gli alti e bassi dei mercati tendono a bilanciarsi. Costruire strategie solide: una visione chiara a 10, 20 o 30 anni consente di pianificare in modo coerente. Proteggere i progetti di vita: successione, passaggio generazionale, sostegno ai propri cari o iniziative filantropiche richiedono orizzonti temporali ampi. In altre parole, il tempo non è un nemico da battere, ma una risorsa preziosa da saper usare. La pianificazione come strumento chiave Il tempo, da solo, non basta: va guidato con una pianificazione accurata. Ciò significa: definire obiettivi realistici e concreti; costruire un percorso che tenga conto delle esigenze personali e familiari; prevedere possibili scenari, senza farsi travolgere dagli imprevisti. Un approccio strutturato permette di affrontare con serenità anche le fasi di incertezza, mantenendo la rotta verso obiettivi di lungo periodo. La centralità della relazione di fiducia Ogni patrimonio racconta una storia unica. Per questo, il percorso non può essere standardizzato: richiede un dialogo costante e personalizzato. La relazione di fiducia con il consulente diventa allora il collante che unisce visione di lungo termine e soluzioni su misura, in linea con i valori e i progetti della famiglia. Conclusione In un mondo che spinge a cercare risultati immediati, scegliere di affidarsi al tempo e alla pianificazione è un atto di lungimiranza. Significa trasformare l’incertezza in opportunità, la fretta in pazienza, il presente in futuro. Perché, quando si parla di patrimonio, il tempo non è solo un fattore: è il vero alleato. Se vuoi iniziare a parlarne, non esitare a contattarmi.
Continua a leggereLista (semiseria) delle 11 cose che un consulente finanziario non fa (anche se qualcuno ci spera)
Scritto il 16.07.2025Il consulente finanziario è spesso circondato da miti, leggende e aspettative da supereroe con la calcolatrice al posto del mantello. Ma per amor di chiarezza (e sopravvivenza professionale) ecco una lista di 11 cose che un consulente finanziario non fa. Davvero. 1. Non legge nel futuro No, non ha la sfera di cristallo nel cassetto. Se ce l’avesse, probabilmente non starebbe spiegando a te come pianificare la pensione, ma sarebbe in un attico a Dubai, dopo aver azzeccato tutte le IPO dell'ultimo ventennio. 2. Non stampa soldi (neanche se glielo chiedi per favore) Sì, conosce termini a volte astrusi, come inflazione, tassi, trend, asset allocation, quantitative easing… ma non è un banchiere centrale. Se ti promette guadagni facili e rapidi, scappa: hai trovato un illusionista, non un consulente. 3. Non fa miracoli “Ho trent'anni, vorrei andare in pensione a 45, ho 50 euro e una grande determinazione, ma non vorrei correre rischi.” Ammirevole. Ma il consulente finanziario è un professionista, non Harry Potter. La magia ha i suoi limiti, e pure l’interesse composto. 4. Non è il tuo psicologo (anche se a volte ci si avvicina) Ti ascolta, ti consiglia, ti calma durante i cali di borsa. Ma se stai cercando di colmare un vuoto esistenziale comprando azioni tecnologiche, forse è meglio prenotare anche una seduta con uno specialista. 5. Non ti giudica… ma non approva l’investimento “me-l’ha-detto-mio-cugino” Ogni tanto arriva qualcuno convinto che “c'è uno su internet che ha un blog ed ha trovato una cripto pazzesca”. Il consulente annuisce, respira più volte profondamente e ti riporta sulla Terra. È il suo mestiere. 6. Non lavora gratis (e nemmeno in percentuale sulle emozioni) Sorpresa: ha studiato, ha certificazioni, fa decine di corsi e lavora ogni giorno per aggiornarsi. Se cerchi un “amico dei soldi” a costo zero… occhio, perché spesso chi non ti fa pagare ti costa molto di più. 7. Non è un venditore di sogni Il suo lavoro non è farti sognare, ma farti ragionare. Preferisce un 5% reale e sostenibile piuttosto che prometterti “il 25% garantito” (spoiler: non esiste, a meno che non si tratti di truffe). 8. Non cambia strategia ogni lunedì mattina Ogni volta che i mercati oscillano, il terrore bussa alla porta. Il consulente no. Ti ricorda che investire è un maratona, non una corsa a ostacoli tra post su Twitter (o come si chiama ora) e breaking news. E soprattutto, ti invita ad investire proprio in quel dannato momento lì, dove tutti vendono; è lì che si annidano i rendimenti. Ricorda che di momenti così ce ne saranno ancora nel futuro, e andare in panico vendendo tutto comprando case non è la soluzione; il più delle volte si passa dalla padella alla brace. 9. Non può piacerti sempre (e va bene così) A volte ti dice quello che non vuoi sentire. Come quando osserva che non puoi permetterti quella casa, o che forse è ora di tagliare qualche spesa, o che è arrivato il momento di cambiare strategia d'investimento. Ma è quello il suo mestiere, anche se ti urta. 10. Non decide per te Ti guida, ti aiuta, ti forma. Ma alla fine sei tu il responsabile delle tue scelte finanziarie. È il tuo futuro, il tuo capitale, la tua vita. Lui è solo il GPS. Se poi decidi di girare a sinistra invece che a destra… almeno fallo con consapevolezza. 11. Non parla di destino, ma considera gli imprevisti parte del piano Non ti venderà polizze per coprire anche l’invasione aliena, ma nemmeno fingerà che nulla possa andare storto. Il consulente serio sa che una buona pianificazione finanziaria include anche la protezione dai rischi (malattia, infortuni, imprevisti); e no, non basta “sperare che vada tutto bene”. Sperare è una strategia un po’ fragile, diciamolo così. In conclusione... Il consulente finanziario non è un mago, un indovino o un benefattore. È un professionista che ti aiuta a fare pace con i numeri, con le emozioni e – quando va bene – anche con il futuro. Con un po’ di realismo, pianificazione e, perché no, anche qualche risata.
Continua a leggereMake America Stupid Again
Scritto il 07.04.2025In un momento dove un singolo personaggio ha causato tutto questo inutile trambusto, mi è venuta in mente questa tabella appena aggiornata al 5/4/2025. Ben due anni fa scrivevo: "L'indicatore perfetto su quando entrare sui mercati esiste e misura i rendimenti dell'indice S&P500 che seguono la trasmissione televisiva "Markets in Turmoil" sul canale CNBC. Praticamente, chi ogni volta che in TV appare uno speciale sui "Mercati in subbuglio" o "Giornata nera nelle borse mondiali" dovesse investire, avrebbe l'anno successivo un guadagno praticamente certo..." Anche questa volta non sarà molto diversa dalle precedenti; di sicuro, le cause di questa correzione sono diverse e come tutti i giornalisti stanno scrivendo "sono bruciati X fantastiliardi di dollari". Evitando però di dire che più che bruciare si stanno trasferendo... da chi non ha pazienza a chi invece ne ha.
Continua a leggere10 Motivi per Affidarsi a una Fiduciaria di Primo Livello e Dormire Sonni Tranquilli
Scritto il 25.10.2024Le recenti vicissitudini legate alla notizia dell'impiegato di una primaria banca Italiana che per anni ha curiosato sui patrimoni di migliaia di persone in tutt'Italia, pone in primo piano il tema della protezione da occhi indiscreti del proprio patrimonio, soprattutto se si ricoprono cariche o qualifiche di prestigio. Le società fiduciarie nascono anche per questo scopo, non limitandosi però solo alla privacy, ma anche ad altre caratteristiche poco conosciute. Quali sono pertanto i vantaggi delle società fiduciarie? 1. Sicurezza e Riservatezza La fiduciaria di primo livello è una società di emanazione bancaria che amministra beni per conto terzi controllata dal MISE (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e dalla Banca d'Italia. Non diventa mai proprietaria (bensì intestataria) dei beni che le vengono affidati in quanto il solo proprietario risulta essere il cliente, il quale dispone le operazioni che la stessa dovrà eseguire. Tale schema assicura la riservatezza dei dati anagrafici del cliente, garantendo elevati standard di sicurezza e riservatezza nella gestione dei patrimoni, un aspetto essenziale per proteggere informazioni e beni sensibili. I professionisti fiduciari adottano pratiche rigorose per prevenire accessi non autorizzati, mantenendo la riservatezza su tutti gli aspetti patrimoniali. 2. Personalizzazione dei Servizi Ogni cliente ha esigenze specifiche, e una fiduciaria è in grado di offrire servizi personalizzati. Che si tratti di protezione dei patrimoni, pianificazione successoria o gestione fiscale, una fiduciaria di primo livello lavora a stretto contatto con i clienti per sviluppare strategie su misura. 3. Competenza Legale e Fiscale La fiduciaria collabora con esperti legali e fiscali per garantire che tutti i processi siano conformi alle normative locali e internazionali. Questa competenza aiuta a minimizzare rischi fiscali e legali, offrendo una struttura robusta e una gestione patrimoniale trasparente. 4. Pianificazione Successoria Efficiente Una fiduciaria esperta facilita la pianificazione e la distribuzione del patrimonio, garantendo che i desideri del cliente vengano rispettati e che il passaggio generazionale avvenga senza complicazioni o dispute familiari. Inoltre, può fornire supporto per minimizzare le imposte sulla successione. 5. Protezione degli Attivi Attraverso la fiduciaria, il patrimonio del cliente è protetto da eventi imprevisti come controversie legali o cambiamenti nel mercato. In caso di problemi personali o aziendali, gli asset fiduciari sono meglio salvaguardati grazie alle pratiche di separazione dei beni. 6. Ottimizzazione Fiscale Collaborare con una fiduciaria aiuta a identificare e implementare strategie fiscali che consentano di ridurre al minimo la pressione fiscale senza compromettere la conformità alle normative. Inoltre dispone di un'ampia conoscenza delle migliori pratiche di ottimizzazione fiscale. 7. Gestione Professionale degli Investimenti Grazie a un team di esperti in investimento e gestione patrimoniale, la fiduciaria può garantire un approccio strategico alla crescita e alla diversificazione degli asset. Questo significa maggiore stabilità e crescita del patrimonio anche in condizioni di mercato instabili. 8. Accesso a Opportunità di Investimento Esclusive La fiduciaria ha accesso a opportunità di investimento e partnership esclusive, spesso non disponibili per gli investitori privati. Questo offre ai clienti la possibilità di ampliare il proprio portafoglio con opzioni di investimento vantaggiose. 9. Assistenza nella Compliance Internazionale Le norme legali e fiscali variano notevolmente da paese a paese, e una fiduciaria competente fornisce il supporto necessario per rispettare le normative internazionali e locali, evitando sanzioni e costi aggiuntivi legati alla non conformità. 10. Supporto Continuo e Aggiornamenti Costanti Una fiduciaria di livello elevato offre un servizio di supporto continuo, con aggiornamenti regolari sulla gestione del patrimonio, analisi del mercato e revisioni delle strategie patrimoniali. Questo permette al cliente di essere sempre informato sulle proprie finanze e di prendere decisioni consapevoli. Collaborare con una fiduciaria di primo livello offre una gamma di vantaggi preziosi, dalla protezione degli asset all'ottimizzazione fiscale, fino alla gestione degli investimenti. La fiducia e la competenza di un partner fiduciario rappresentano un valore aggiunto per chiunque desideri proteggere e far crescere il proprio patrimonio con sicurezza e lungimiranza. Se ritieni di dover approfondire l'argomento, non esitare a contattarmi.
Continua a leggereLe 10 Cose da Fare (+1) per Perdere Soldi negli Investimenti
Scritto il 03.09.2024Investire può sembrare una strategia sicura per far crescere il proprio patrimonio nel tempo, ma ci sono modi garantiti per perdere soldi, se non si presta attenzione. Ecco una lista delle 10 cose che, se fatte, assicureranno quasi certamente delle perdite negli investimenti. Consideralo come una guida inversa: tutto quello che segue è ciò che *non* dovresti fare se desideri davvero investire con successo. 1. Seguire i Consigli degli Amici senza Verifiche Se vuoi perdere soldi, segui ciecamente i consigli di amici o parenti che non sono esperti nel settore. Investire sulla base di "sentito dire" o di suggerimenti non verificati è uno dei modi più veloci per incappare in investimenti fallimentari. Ricorda, chiunque può avere un’opinione, ma ciò non significa che sia informata o utile. 2. Non Diversificare il Portafoglio Mettere tutti i tuoi soldi in un’unica azione o in un singolo tipo di investimento è un metodo infallibile per perdere soldi. Non diversificare significa esporre tutto il tuo capitale al rischio di un solo settore o azienda. Se quel settore va male, perderai tutto. Questo vale anche e soprattutto per gli immobili. 3. Investire Emozionati Lasciarsi guidare dalle emozioni, come la paura o l’entusiasmo eccessivo, porta quasi sempre a cattive decisioni. Ad esempio, vendere durante una crisi di mercato per la paura di perdere tutto o comprare quando i prezzi sono alti perché si teme di "perdere l'opportunità" sono errori comuni che conducono a perdite finanziarie significative. 4. Ignorare le Spese e le Commissioni Trascurare le spese di transazione, le commissioni e i costi di gestione può lentamente erodere i guadagni degli investimenti. Alcuni investimenti possono essere inutilmente costosi rispetto ai propri obiettivi e mangiare una parte significativa del ritorno. 5. Non Fare Ricerca e Non Informarsi Investire senza conoscere ciò in cui stai mettendo i tuoi soldi è come giocare alla roulette: forse vincerai una volta, ma nel lungo termine perderai. È fondamentale fare ricerca approfondita e comprendere a fondo le dinamiche del mercato e degli strumenti in cui stai investendo. 6. Puntare su Schemi di Guadagno Rapido Se credi alle promesse di guadagni rapidi e facili, stai cercando di perdere soldi. Gli schemi di guadagno rapido spesso si rivelano essere truffe o investimenti estremamente rischiosi. Gli investimenti sostenibili e redditizi richiedono tempo, pazienza e una strategia solida. 7. Ignorare la Tua Tolleranza al Rischio Non considerare la tua tolleranza al rischio può portarti a investimenti troppo aggressivi o troppo conservativi. Senza un’adeguata valutazione del rischio, potresti ritrovarti con un portafoglio non allineato ai tuoi obiettivi e alle tue capacità finanziarie, portando a potenziali perdite e/o risultati insoddisfacenti. 8. Non Avere un Piano di Investimento Investire senza un piano chiaro è un invito al disastro. Non avere obiettivi specifici, una strategia per raggiungerli o una visione a lungo termine spesso conduce a decisioni impulsive e non strutturate, che possono erodere rapidamente il tuo capitale. 9. Trascurare la Valutazione del Rendimento nel Tempo Concentrarsi solo sui rendimenti a breve termine, senza considerare l’andamento complessivo nel tempo, è un altro modo per perdere denaro. Gli investimenti dovrebbero essere valutati sulla base del loro rendimento a lungo termine, non solo delle fluttuazioni di breve periodo. 10. Ignorare i Consigli di Professionisti Evitare o ignorare i consigli di consulenti finanziari qualificati è un altro modo per perdere soldi. Un esperto può aiutarti a navigare nel complicato mondo degli investimenti, suggerendoti le strategie migliori in base alla tua situazione finanziaria personale. 10.BIS Non assicurarsi perchè tanto sono soldi buttati Un altro errore comune è trascurare l'importanza dell'assicurazione sui propri asset tangibili e non. Molti pensano che assicurarsi sia uno spreco di soldi, ma quando le cose vanno male, una buona polizza può fare la differenza tra perdere tutto e mantenere almeno una parte del capitale. Non avere una copertura assicurativa adeguata significa esporsi a rischi significativi, come le malattie invalidanti o le calamità naturali, che possono facilmente azzerare i tuoi sudati risparmi. In sintesi, perdere soldi negli investimenti è facile se si seguono questi dieci consigli. Per evitare di commettere errori costosi, è essenziale informarsi, fare ricerche approfondite, diversificare il portafoglio, pianificare con cura e, se necessario, affidarsi ai consigli di professionisti del settore. In altre parole, fai l'esatto opposto di quanto descritto sopra e avrai molte più probabilità di successo nei tuoi investimenti.
Continua a leggereDatemi una leva (finanziaria)... e vi solleverò il mondo!
Scritto il 10.08.2023Chi non aveva l'aveva mai sentito prima? Ebbene, Archimede l'aveva detto (al netto della parentesi) qualche secolo fa, ma cosa c'entra con gli investimenti? Che cos'è Un'operazione a leva si ottiene quando ad un investitore (di solito speculatore) venga data la possibilità di acquistare uno strumento finanziario che superi la quantità di denaro posseduto. Facciamo un esempio: supponiamo di possedere 1.000 € e chiedessimo alla banca altri 9.000 € per acquistare un'azione per un totale di 10.000 €. La leva finanziaria è di 10 a 1 (10.000 € a fronte dei 1.000 € posseduti). Se l'azione salisse del 50%, vendendola sul mercato ricaveremmo 15.000 euro, dovremmo restituire i 10.000 euro alla banca (oltre agli interessi) e ce ne rimarrebbero 5.000 euro. Rispetto al nostro capitale iniziale di 1.000 euro, avremmo pertanto un guadagno del 500%, proprio 10 volte il guadagno che avremmo avuto se avessimo investito solamente i nostri 1.000 euro iniziali! Bellissimo, vero? Verrebbe voglia di aprire una linea di credito, fare qualche corso online di trading e, una volta diventati esperti, moltiplicare i guadagni per 10.... ma ovviamente tutto ha un prezzo. Immaginiamo che l'investimento iniziale, con gli stessi dati di prima, vada male e ci facciaperdere il 50%; come prima dovremmo restituire alla banca quanto ci ha prestato, ma adesso quanto liquidato non è sufficiente, in quanto mancherebbero ben 4.000 euro del capitale da restituire, oltre al nostro capitale completamente evaporato. Una perdita del 50% aumenta pertanto al 500%. Una delle domande che vengono fatte agli investitori per la profilazione Mifid 2 è quella relativa alla leva finanziaria, dove viene chiesto sostanzialmente se si è a conoscenza dei meccanismi sopra descritti; ma quando viene chiesto se hanno mai fatto operazioni del genere, ovviamente dicono di no. Il mutuo è un'operazione a leva? E il mutuo? Se ci pensiamo, un mutuo non è altro che un'operazione a leva, che dura per un periodo ultradecennale, dove ad esempio per un acquisto di un immobile del valore di 100.000 €, chiediamo alla banca 80.000 € a fronte dei nostri 20.000 € (oltre ai costi accessori), quindi tipicamente con una leva pari a 5. Ovviamente, non essendo quasi mai un'operazione speculativa, il capitale verrà restituito alla banca in rate di solito mensili, calcolando un tasso d'interesse (fisso, variabile o misto) per un periodo che va dai 10 ai 30 anni. Dopo la scadenza del prestito, si potranno finalmente fare i calcoli, vedendo di quanto si saranno moltiplicati realmente i nostri 20.000 € iniziali, stimando il valore finale dell'immobile. Ma quanto si guadagna? A questa semplificazione, come detto prima, bisognerà però tenere conto anche di un altro aspetto: gli interessi pagati, per un periodo così lungo, possono essere notevoli. Inoltre, il tasso di inflazione, che negli scorsi anni è stato molto basso, ha recentemente rialzato la testa. Questo fa sì che sia le rate mensili che il capitale residuo vengano abbattuti in maniera anche considerevole tanto più alta è l'inflazione, arrivando in molti casi (avvenuto ad esempio negli anni '80 dello scorso secolo) a superare il tasso di interesse e quindi a diminuire il rapporto rata/reddito nel tempo. Per esempio, se l'inflazione agisce aumentando in maniera graduale i redditi familiari spinti all'insù dalla stessa (passando ad esempio da 2.600 euro al mese a 4.000 nell'arco di qualche anno), la rata del mutuo rimasta a 600 euro mensili peserà sempre di meno (nell'esempio dal 23% al 15% del reddito mensile). Il valore dell'immobile Per ultimo, bisognerà tenere conto che il valore dell'immobile, nel frattempo, potrebbe aver subito oscillazioni notevoli, dovute per esempio all'usura, allo stato del luogo dove è situato, ai cambiamenti climatici, alla tassazione, ecc., e per ultimo anche all'inflazione che avrà gonfiato i prezzi. Ad esempio, una casa acquistata nel gennaio 1999 a 100.000 € che venga poi venduta a 158.000 € nel luglio 2023 non ha cambiato valore: semplicemente il potere di acquisto è rimasto equivalente). Il valore della consulenza finanziaria Se una volta si poteva affrontare l'acquisto di un immobile con relativa faciloneria, oggigiorno bisogna ponderare attentamente tutti gli aspetti finanziari, perché come sempre i pasti gratis non esistono. Girare per le banche (o i siti internet che aggregano le varie offerte) per ottenere le condizioni migliori del mutuo senza un'adeguata consulenza finanziaria che valuti anche altri aspetti che non siano solo il tasso d'interesse, ma ad esempio l'aspetto successorio, le protezioni assicurative del patrimonio e perché no anche l'utilizzo più o meno marcato del nostro capitale da destinare all'acquisto, è diventato imprescindibile e farlo correttamente può evitarci di trovarsi poi con problemi di difficile soluzione nel futuro. Se vuoi approfondire l'argomento, contattami pure
Continua a leggereIl cacciatore di tasso
Scritto il 20.07.2023E quando il mercato stupisce, lo fa sempre inaspettatamente... L'ultimo anno e mezzo è stato decisamente sfiancante! Tra guerre "speciali", inflazione alle stelle e la relativa rincorsa dei tassi di interesse aumentati da tutte le banche centrali del pianeta per tenerla sotto controllo, il risparmiatore ha fatto davvero fatica a tenere la barra a dritta e rispettare quelle che sono le "regole" basilari per ottenere risultati nel lungo termine. Cosa è successo? Guardando gli ultimi 15 anni fino al giugno 2023, si nota che l'effetto dell'aumento dei tassi sulle asset class obbligazionarie è stato devastante: vedere nel 2022 le obbligazioni HighGrade perdere mediamente il 13% non è evento che capita di frequente. Oltretutto, si pensi come proprio chi avesse chiesto negli anni scorsi investimenti "sicuri", anche se con rendimenti pari allo zero o addirittura negativi, abbia poi subito conseguenze disastrose sui propri portafogli. La crisi dell'obbligazionario Inoltre, ha messo in serie difficoltà diverse banche e assicurazioni che negli anni scorsi avevano acquistato titoli obbligazionari a lungo e lunghissimo termine, per approfittare di tassidi poco superiori allo zero per poi trovarsi nei bilanci delle perdite significative derivanti dal crollo dei corsi (qui un esempio estremo di un'obbligazione emessa dal governo Austriaco con scadenza 01/2120 e cedola allo 0,85%, passata da una quotazione di quasi 140 del 12/2020 a meno di 41 del 07/2023, con un -71% in linea capitale...) Il rendimento del portafoglio contrassegnato con AA nella figura (ribilanciato annualmente e non tenendo conto di costi, spese e tasse) diminuisce pertanto al 4,87% annuo. Il ritorno del cacciatore di tasso L'andamento dei tassi ha fatto sì che ritornassero in auge i cosiddetti "cacciatori di tasso", che saltano di banca in banca alla ricerca del porto sicuro, di sei mesi in sei mesi, accontentandosi di rendimenti che normalmente sono al di sotto di un portafoglio obbligazionario medio correttamente diversificato; questo perché, complice anche la facilità di ricerca tramite comparatori on-line, si focalizzano sui rendimenti a breve, perdendo di vista la bellezza della capitalizzazione composta, che però ha una particolarità... per poter dare il meglio di sé ha bisogno di tempo, pazienza, e di un consulente finanziario che dia le indicazioni giuste per non perdere la diritta via. E l'inflazione? Non dimentichiamo infine che, anche se l'inflazione ha colpito duramente negli ultimi mesi, sarà difficile che ritorni in futuro la politica dei tassi zero e inflazione quasi-zero. L'inflazione è un nemico silenzioso che falcidia i nostri risparmi, soprattutto se per paura delle normali oscillazioni del mercato si è deciso di non fare nulla... Il mercato azionario In tutto questo, dopo un 2022 che, a parte la liquidità, ha visto tutte le altre asset class pesantemente negative, il primo semestre 2023 vede invece un recupero sostanzioso delle stesse, a riprova che l'accumulo durante le fasi di correzione porta costantemente benefici a tutto il portafoglio, migliorando di molto le medie del portafoglio nel lungo termine Il consulente finanziario Tutto questo, se si continua a rincorrere le "offerte speciali", ovviamente viene precluso; volete accontentarvi del misero tasso a 6 mesi della vostra banca o volete invece coglierequanto tutto il mercato offre ogni giorno, per poter raggiungere serenamente i vostri obiettivi?Contattatemi pure qui.
Continua a leggereAiuto, mi si è ristretta la filiale!
Scritto il 27.07.2022All'inizio della mia carriera di consulente finanziario, mi sono sempre scontrato con la ritrosia dei miei potenziali clienti a lasciare il porto sicuro della filiale tradizionale bancaria per intraprendere un percorso di consulenza con il mio aiuto. Lo scoglio più difficile da superare era che "la filiale è sempre lì, se mi serve conosco la persona X che mi segue da tempo". Ora, da un recente rapporto di Bankitalia, si scopre che su oltre un Comune su tre in Italia manca uno sportello bancario. Infatti, i costi per mantenerne uno in loco hanno nel tempo ampiamente superato i margini che una filiale tradizionale può produrre anno dopo anno. Tant'è che, a conti fatti, tutte le banche hanno iniziato a razionalizzare la propria presenza sul territorio concentrando clienti e dipendenti (in forte diminuzione anch'essi) in poche filiali aperte nei centri più grandi. La banca "on-line" I clienti più evoluti continuano a "entrare in filiale" utilizzando il banking on-line, almeno per le necessità a basso valore aggiunto (bonifici, pagamento bollette, ecc.), ma a tutti coloro che per un motivo o un altro non possono recarvisi hanno complicato la vita, di fatto costringendo molte persone ad andare nelle sedi più lontane, magari prendendo una mattina o pomeriggio di ferie perché aperte in orario d'ufficio. Per poi interagire sempre con una persona diversa... E il consulente finanziario? Oltre alla consulenza finanziaria e alla protezione della propria persona e del patrimonio, una dei tanti vantaggi di avere un consulente finanziario è anche quella di portare la banca in casa propria, fatto questo rigidamente regolamentato dalle normative vigenti e riservato a coloro che sono iscritti all'Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti Finanziari (OCF). Cosa posso fare per te? Lo scopo del consulente finanziario è quello di aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi di vita, attraverso: - Pianificazione finanziaria e patrimoniale; - Consulenza personalizzata in materia di investimenti; - Asset allocation; - Passaggio generazionale del patrimonio (familiare e aziendale); - Gestione liquidità finanziaria aziendale; - Mutui fondiari e prestiti; - Servizi dedicati a clienti di elevato standing; - Protezione assicurativa. Sei ancora felice della tua banca o pensi che sia arrivato il momento di fare un "passaggio al livello superiore"?
Continua a leggereVedo, prevedo, stravedo...
Scritto il 06.07.2022Paura e avidità E anche il primo semestre del 2022 è archiviato... ma le belle notizie ci sono! Come direbbe Warren Buffet, "abbi paura quando gli altri sono avidi e diventa avido quando gli altri hanno paura": oggi le quotazioni di quasi tutti gli asset sono ben al di sotto dei massimi del 2021. Qualcosa di simile era capitato nel 2008, e ormai quello che è successo poi è diventata storia: chi avesse acquistato intorno ai minimi, negli anni successivi avrebbe visto crescere il proprio portafoglio in maniera importante. Gli ultimi 15 anni Pubblico qui di seguito i risultati delle diverse asset class degli ultimi 15 anni, fino al primo semestre 2022 incluso. I tassi delle obbligazioni iniziano ad aumentare e lasciare il livello sotto o prossimo allo zero; questo ha comportato ovviamente una diminuzione dei valori obbligazionari e azionari, creando però delle notevoli opportunità di investimento. Il rendimento del portafoglio contrassegnato con AA nella figura (ribilanciato annualmente e non tenendo conto di costi, spese e tasse) si porta al 6,66% annuo. Diversificare, in questo semestre così come nel 2008, non ha però aiutato molto, come si può vedere dalla tabella. Il consulente finanziario Da quanto si può notare, però, il mercato continua a produrre rendimenti, per chi ha spostato il proprio orizzonte temporale nel medio-lungo termine e con l'aiuto importante di un professionista. Chi invece insiste nel cimentarsi senza averne le conoscenze, magari seguendo pedissequamente quello che fa qualche sedicente guru su TikTok, ottiene risultati diametralmente opposti, comprando sempre in preda all'euforia e vendendo durante le fasi di panico. Sicuro e garantito? La ricerca poi del Sacro Graal dell'investimento "sicuro e garantito", che non esiste e mai esisterà, fa il resto. Nei periodi di crisi aumenta la richiesta di quelli che sono i classici asset rifugio e iniziano a risentirsi le classiche frasi che da un decennio erano rimaste sotto traccia, tipo "eh, ma gli immobili si rivalutano sempre", "un amico mi ha detto che i Rolex sono un investimento a colpo sicuro", "vendo tutto e compro un lingotto d'oro". Questi asset (per loro natura non facilmente liquidabili), se non attentamente valutati e ricompresi in una più ampia strategia di investimento e diversificazione, non è detto che aiutino ad aumentare il rendimento del proprio portafoglio ad un livello tale che serva a battere l'inflazione, principale nemico da sconfiggere.
Continua a leggereRagione e sentimento
Scritto il 18.05.2022Questo articolo, scritto così di getto, è un po' una provocazione, ma in questi mesi turbolenti di mercato dà una risposta a coloro che sono preoccupati per i loro risparmi perché li vedono oscillare anche violentemente. L'indicatore perfetto su quando entrare sui mercati comunque esiste e misura i rendimenti dell'indice S&P500 che seguono la trasmissione televisiva "Markets in Turmoil" sul canale CNBC. Praticamente, chi ogni volta che in TV appare uno speciale sui "Mercati in subbuglio" o "Giornata nera nelle borse mondiali" dovesse investire, avrebbe l'anno successivo un guadagno praticamente certo... Un famoso detto recita "compra paura e vendi euforia": la storia è dalla nostra parte.
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