Marco Minotti

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Consulente finanziario

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Overview 2024: prospettive di protezione e investimento per il nuovo anno

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 22.04.2024

A inizio 2023, le economie occidentali si trovavano ad affrontare due sfide principali: l’inflazione in aumento e l’aumento dei tassi d’interesse. Poi, nel corso dell’anno, si è assistito a una riduzione dell’inflazione sia in Italia che nell’Eurozona e la Banca Centrale Europea (BCE) ha risposto all’evoluzione della situazione iniziando ad allentare la stretta monetaria, prefigurando la possibilità di un taglio dei tassi d’interesse. Per il 2024, questo cambiamento potrebbe rendere nuovamente interessante il tradizionale portafoglio 60/40, che prevede una combinazione del 60% di asset azionari e del 40% di asset obbligazionari. Indipendentemente dalla configurazione finale di questo modello di allocazione, sembra che l’anno possa segnare una svolta per gli investitori che potrebbero rivalutare positivamente la loro allocazione in strumenti a reddito fisso. L’espressione “reddito fisso” si riferisce a soluzioni d’investimento, come le obbligazioni, che offrono rendimenti stabili nel tempo. Nel 2024, una delle grandi opportunità per rafforzare questa componente di portafoglio potrebbero essere le obbligazioni societarie a breve termine. Tuttavia, è importante sottolineare che queste opportunità potrebbero presentarsi soprattutto all’interno di fondi diversificati e gestiti in modo professionale. Le obbligazioni societarie a breve termine possono offrire vantaggi significativi agli investitori. – In primo luogo, hanno un periodo di maturità più breve il che significa che i detentori riceveranno i loro capitali entro un periodo relativamente breve. Questo aspetto può essere particolarmente attraente in un contesto di incertezza economica in quanto fornisce maggiore flessibilità agli investitori nel gestire i propri portafogli. – Un altro importante vantaggio, sempre correlato alla scadenza breve, è la loro capacità di generare reddito con un rischio relativamente basso. È fondamentale, tuttavia, sottolineare che la diversificazione rimane la strategia chiave, pertanto, la scelta di obbligazioni societarie a breve termine dovrebbe essere considerata all’interno di una strategia di investimento più ampia e ben ponderata. Nel contesto dell’investimento azionario, il 2024 potrebbe offrire opportunità interessanti grazie alle varie elezioni governative in programma, tra cui quelle negli Stati Uniti. Le elezioni possono influenzare i mercati finanziari, creando nuove dinamiche e offrendo spunti per gli investitori attenti alle opportunità. Monitorare attentamente gli sviluppi politici e adattare le strategie di investimento potrebbe essere cruciale per sfruttare al meglio le opportunità che il 2024 potrebbe presentare. In conclusione, nonostante le sfide iniziali legate all’inflazione e all’aumento dei tassi d’interesse, il 2024 si prospetta come un anno in cui gli investitori potrebbero riconsiderare le proprie strategie. Le obbligazioni societarie a breve termine potrebbero emergere come una grande opportunità per rafforzare la componente di reddito fisso dei portafogli, mentre le elezioni governative potrebbero influenzare positivamente i mercati azionari. Come sempre, farsi affiancare da un consulente rimane fondamentale per affrontare le incertezze e sfruttare al meglio le opportunità di investimento.  

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Soluzioni per la propria liquidità: le obbligazioni come valido strumento finanziario

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 19.04.2024

Le obbligazioni rappresentano titoli di debito emessi da entità come stati o aziende, fungendo da credito per chi le acquista. A differenza di un prestito tradizionale, però, il titolo obbligazionario è cedibile. Nel caso in cui uno stato sia l’emittente, l’obbligazione sarà denominata “governativa”, mentre nel caso di un’azienda si parlerà di “obbligazioni societarie”. L’obbligazione concede all’investitore che l’acquista il diritto a ricevere, alla scadenza del titolo, il rimborso dell’importo investito e una remunerazione sotto forma di interesse. Questa remunerazione, nota come cedola, può essere a tasso fisso o variabile. Nel primo caso, assicura periodicamente un importo di interessi stabilito in anticipo; nel secondo caso, varia in base a indici finanziari come tassi di inflazione o di cambio. È importante sottolineare che l’interesse di un’obbligazione è correlato ai tassi d’interesse imposti dalle Banche Centrali. Durante i periodi in cui i tassi d’interesse sono in aumento, il valore di mercato delle obbligazioni tende a diminuire. Pertanto, coloro che decidono di vendere i propri titoli in un contesto di politica monetaria restrittiva devono essere consapevoli del fatto che il prezzo di vendita potrebbe essere inferiore a quello di emissione. Questo aspetto non influisce sugli investitori che, invece, conservano i titoli fino alla scadenza, in quanto il valore tornerà al livello stabilito all’emissione, a meno che non si verifichi un default dell’emittente. Per questa ragione, quando si investe in obbligazioni, è consigliabile farlo attraverso un fondo che possiede una diversificazione di titoli. Questa diversificazione consente di mitigare il rischio di insolvenza di uno specifico emittente, garantendo maggiore sicurezza all’investitore. In conclusione, l’investimento in obbligazioni, con la dovuta attenzione, rappresenta senza dubbio l’opzione più idonea per gli investitori che desiderano limitare l’esposizione al rischio. In particolare, in un periodo storico in cui i rendimenti delle nuove emissioni sono allettanti, le obbligazioni sono uno strumento da prendere in considerazione per investire una parte della liquidità disponibile.  

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Cos’è il rating e perché è importante conoscere questo strumento?

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 17.04.2024

Spesso si sente parlare di rating e di investment grade, ma cosa rappresentano esattamente e perché sono così cruciali nel mondo degli investimenti? Il rating è la valutazione del merito di credito di un emittente di titoli obbligazionari, un giudizio sulla sua affidabilità e sulla capacità di ripagare i debiti. È un elemento fondamentale nella valutazione degli investimenti poiché un basso rating implica un maggiore rischio di insolvenza dell’emittente alla scadenza del titolo. Il rating è assegnato da agenzie indipendenti, tra le quali le più rilevanti sono Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. Esse esprimono il loro giudizio attraverso classi di rating che possono variare da 20 a 22 a seconda dell’agenzia. Le classi si suddividono principalmente in tre macrocategorie: investment grade, non-investment grade e default. Le obbligazioni investment grade sono considerate più sicure dal punto di vista finanziario, mentre quelle non-investment grade sono più speculative, con un elevato rischio di insolvenza; infine, nella categoria default rientrano i titoli che sicuramente non verranno ripagati. Benché possa sembrare che esista un collegamento diretto tra la classe di rating e l’interesse di un’obbligazione, non è sempre così. Mentre è vero che un emittente con un rating basso avrà difficoltà a ottenere prestiti a tassi favorevoli, le classi di rating non forniscono una rappresentazione statica, ma sono basate sulla prospettiva futura. Ad esempio, obbligazioni governative con un rating basso potrebbero offrire interessi inferiori rispetto ad altre obbligazioni con un rating più elevato, poiché hanno una prospettiva futura più positiva di solvenza. Recentemente, si è discusso ampiamente del rating dell’Italia, specialmente in relazione alle nuove emissioni obbligazionarie del 2023. Attualmente, l’Italia si trova vicino al livello “spazzatura” secondo tutte e tre le principali agenzie di rating. In caso di declassamento dell’Italia a livelli inferiori, ciò avrebbe un impatto significativo sulla sua capacità di gestire le spese future. Il passaggio da investment grade a non-investment grade potrebbe causare notevoli difficoltà nel reperimento di finanziamenti, poiché gli investitori istituzionali non possono più acquisire in modo massiccio titoli emessi da emittenti considerati a rischio. Considerando che i principali acquirenti di obbligazioni emesse dall’Italia sono proprio gli investitori istituzionali, un declassamento potrebbe rendere problematico ottenere finanziamenti a titolo di credito. In conclusione, le scale di rating sono strumenti fondamentali per la valutazione e la classificazione iniziale degli investimenti. Se utilizzate correttamente, forniscono un metro preciso per la mappatura del portafoglio futuro. Tuttavia, è essenziale confrontarsi con un consulente per comprendere appieno le sfaccettature di un indicatore di questo tipo che potrebbe sembrare semplice ma richiede una valutazione accurata delle prospettive future.

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Fondo pensione: come sfruttarlo a tutte le età

Scritto il 17.04.2024

Il sistema pensionistico italiano si trova in una situazione critica da molto tempo, con una costante riduzione degli importi delle pensioni man mano che gli anni passano. Nel 2023, il bilancio dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ha registrato un deficit di 9.250 milioni di euro. Per fronteggiare questa problematica, il legislatore ha adottato misure volte a incentivare la sottoscrizione dei fondi pensione, offrendo interessanti vantaggi per mitigare in parte la carenza previdenziale pubblica. Tuttavia, non tutti sono a conoscenza di questi vantaggi, che non solo arricchiscono l’aspetto previdenziale ma fungono anche da strumento di efficientamento fiscale. Innanzitutto, il fondo pensione può essere sottoscritto da individui di qualsiasi età, dal primo anno di attività lavorativa fino a un anno prima del raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Dopo questo periodo, non sarà più possibile aprire una nuova posizione. La sottoscrizione del fondo pensione non impone obblighi di versamenti regolari. A seguito del decreto legislativo n° 252 del 2005 in materia previdenziale, è possibile destinare alla previdenza complementare l’intera quota di TFR (trattamento di fine rapporto) futura alla sottoscrizione del fondo pensione e, in alcuni casi, anche quella pregressa. Ciò consente di contribuire al proprio fondo senza dover effettuare ulteriori esborsi. Il TFR, solitamente liquidato al termine dell’attività lavorativa con il datore di lavoro, è soggetto a tassazione in base alle aliquote medie degli ultimi 5 anni, con un minimo del 23%. Invece, il TFR versato nel fondo pensione è tassato con aliquote che vanno dal 15% al 9%, a seconda degli anni di partecipazione al fondo (riduzione dello 0,3% annuo dal 15° al 35° anno). Un secondo vantaggio significativo è di tipo fiscale: il legislatore ha introdotto la possibilità di dedurre fiscalmente i versamenti volontari al fondo pensione. Infatti, oltre al TFR, il fondo può essere alimentato con contributi volontari, senza limiti minimi o massimi di versamento annuale. Tuttavia, su una quota predefinita dalla normativa (5.164,57 € all’anno), è possibile usufruire della deduzione fiscale. È fondamentale distinguere la deduzione fiscale dalla detrazione fiscale: la detrazione non incide sulla quantificazione del reddito, ma solo sull’importo che deve essere corrisposto per un determinato tributo, mentre la deduzione agisce sul reddito complessivo, riducendo la base imponibile per calcolare l’imposta sul reddito (IRPEF). In altre parole, la deduzione fiscale agisce sullo scaglione più elevato del reddito complessivo. Da questo piccolo esempio, possiamo evincere che il fondo pensione non è solo un efficace strumento di pianificazione previdenziale, ma anche un mezzo per ottimizzare la propria situazione fiscale. Tuttavia, è essenziale valutare attentamente le opzioni disponibili e consultare un consulente per adottare una strategia personalizzata. In un contesto in cui il sistema pensionistico pubblico è in crisi, queste opportunità possono offrire una soluzione individuale per affrontare il futuro con maggiore sicurezza finanziaria. Inoltre, i fondi pensione, essendo degli strumenti assicurativi, godono delle ordinarie caratteristiche di impignorabilità, insequestrabilità, non rientrano nell’asse ereditario e non fanno cumulo in ottica ISEE. Con questi presupposti, i fondi pensione possono essere di estremo interesse per chi è nella fase di consolidamento finanziario della propria vita e avvalendosi dei vari vantaggi fiscali è interessato anche alla propria pianificazione successoria.

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BTP italiani: cosa c’è da sapere? Ecco una guida per orientarsi prima di investire

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  • Titoli di Stato, Spread e Tassi di i
Scritto il 17.04.2024

Sei interessato a investire nei Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) italiani ma sei preoccupato per i rischi che potrebbero derivare da questo tipo di investimento? È comprensibile! Prima di decidere di investire nei BTP, è importante comprendere chiaramente quali sono le insidie e come mitigarle. Come consulente finanziario, sono qui per guidarti attraverso questo percorso e fornirti le informazioni necessarie per prendere decisioni finanziarie consapevoli. I Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) sono titoli di stato emessi dal governo italiano per finanziare il debito pubblico. Sono garantiti dallo Stato italiano e offrono un tasso di interesse fisso o variabile per un periodo di tempo specifico. Prima di investire nei BTP italiani, è importante essere consapevoli delle seguenti insidie: Rischio di credito sovrano: i BTP sono titoli di stato, il che significa che sono soggetti al rischio di credito sovrano. Quindi, se il governo italiano dovesse avere difficoltà finanziarie o non riuscisse a pagare il debito, potrebbe esserci un impatto sul valore e sulla redditività dei BTP. Rischio di tasso di interesse: i BTP possono essere emessi con un tasso di interesse fisso o variabile. Se investi in BTP con un tasso di interesse fisso e i tassi di interesse sul mercato aumentano, il valore dei tuoi BTP potrebbe diminuire. Allo stesso modo, se investi in BTP con un tasso di interesse variabile, potresti essere esposto al rischio di fluttuazioni dei tassi di interesse. Rischio inflazione: l’inflazione è un altro fattore da considerare quando si investe nei BTP italiani. Se l’inflazione aumentasse più velocemente del tasso di interesse dei tuoi BTP, potresti rischiare di perdere potere d’acquisto nel tempo. Rischio di liquidità: potresti incontrare difficoltà a vendere i tuoi BTP sul mercato se hai bisogno di liquidità in modo tempestivo. È importante considerare la liquidità dei tuoi investimenti quando scegli di investire nei BTP italiani. Nonostante le insidie associate ai BTP italiani, ci sono alcune misure che puoi adottare per mitigare i rischi: Diversificazione del portafoglio: investi in una varietà di asset finanziari, inclusi titoli di stato di diversi paesi, per ridurre il rischio complessivo del tuo portafoglio. Fare ricerche approfondite: prima di investire nei BTP italiani, prenditi del tempo per capire appieno i rischi e le potenziali ricompense associati a questo tipo di investimento. Consultare un esperto finanziario: parla con un consulente finanziario esperto che può aiutarti a valutare il tuo profilo di rischio e a prendere decisioni di investimento informate. In conclusione, investire nei BTP italiani può essere un’opzione interessante per gli investitori che cercano una fonte di reddito abbastanza stabile. Tuttavia, è importante essere consapevoli dei rischi associati e adottare le misure necessarie per mitigarli. Con la giusta strategia e un adeguato livello di consapevolezza, puoi affrontare con fiducia il mondo dei BTP italiani e ottenere i migliori risultati possibili dal tuo investimento. Se hai domande o hai bisogno di assistenza, non esitare a contattarmi. Sono qui per aiutarti a orientarti e navigare attraverso il complesso mondo degli investimenti finanziari.

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Prospettiva di vita, futuro e longevità: la situazione italiana

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  • Consulenza patrimoniale
Scritto il 17.04.2024

Come sappiamo le previsioni sulla curva demografica del nostro paese non sono delle migliori, portando con sé svariate problematiche legate all’invecchiamento della popolazione. Senza le cosiddette “nuove leve”, queste problematiche vanno ad appesantire situazioni già critiche, ad esempio, il problema pensionistico a ripartizione, la mancanza di giovani lavoratori che vanno a sostituire quelli a fine carriera, il rallentamento economico, ecc.Tra le tante problematiche di questa situazione, però, una è ancora largamente sottovalutata: il rischio longevità. La longevità è una caratteristica che, già dall’antichità, ha sempre attratto un interesse positivo da parte di tutti gli individui. Qualsiasi persona, ha sempre cercato, nel possibile, di trovare la miglior strada per cercare di vivere più a lungo. Tuttavia, questa caratteristica, non è sempre da considerarsi positiva. Infatti, con l’allungarsi della vita, può subentrare il tema della perdita dell’autosufficienza. La non autosufficienza è una realtà che ad oggi affligge circa 2,8 milioni persone anziane, portando con sé problematiche di carattere sociale e, soprattutto, di carattere economico. Ad oggi si stima che per una badante ci vogliano 1.500 € al mese, mentre, per una casa di cura, si va oltre i 4.000 € su base mensile (sempre che ci si posizioni bene nelle interminabili liste di attesa). Facendo un breve calcolo si può già comprendere l’onerosità di questa condizione che, in alcuni spiacevoli casi, porta non poche difficoltà economiche a intere famiglie. Infatti, una persona non autosufficiente per 10 anni, potrebbe facilmente erodere un capitale, suo o dei suoi famigliari, pari a 250.000€. Ma nel concreto, come si viene classificati non autosufficienti? Un individuo si definisce non autosufficiente nel momento in cui perda, a seguito di malattia, di infortunio o semplicemente invecchiando, la capacità di svolgere in autonomia 4 delle 6 azioni fondamentali della vita quotidiana: – Muoversi – Alzarsi – Nutrirsi – Lavarsi – Vestirsi – Compiere le normali funzioni fisiologiche. In tutto ciò, lo stato italiano come affronta il problema? Ad oggi, il governo attenua questo problema in due modi. Il sussidio cardine è il tanto discusso assegno di accompagnamento, che ad oggi è a pari a 531,76€ per 12 mensilità. L’assegno di accompagnamento è l’unico sostegno economico certo che lo stato dà a tutti i suoi cittadini che si trovano in questa condizione. Mentre, nel caso l’individuo avesse maturato i requisiti minimi richiesti, l’INPS eroga anche la cosiddetta pensione di invalidità. Oltre a questi aiuti economici, è presente anche la legge 104, dove sono compresi altri aiuti. Nello specifico, sono racchiuse una serie di agevolazioni fiscali quali, la possibilità di avvalersi della detrazione pari al 19% su un massimo di spesa di 2.100 € per assistenza e, nel caso di assunzione di un’assistente, della deduzione fiscale sui contributi pensionistici e assistenziali. La legge 104, inoltre, permette alle persone che assistono una persona non autosufficiente, di usufruire di permessi extra lavoro. Tutti questi sostegni però, in quasi la totalità dei casi, risultano essere insufficienti ed inadeguati: infatti, dobbiamo ancora basarci su una legge che è stata approvata nel lontano 1992, quando i tempi e il costo della vita non erano minimamente paragonabili a quelli odierni. Dal ‘92 ad oggi ci sono stati innumerevoli tentativi di aggiornare le normative che regolano questo tema ma, purtroppo, senza apparenti risultati. Nel 2023, però, è stata aperta la riforma che va a regolare tutte le leggi in materia di non autosufficienza, aprendo uno spiraglio tangibile per chi è in seria difficoltà. Nello specifico, la riforma in attesa dei decreti attuativi, va a lavorare su tre filoni principali: L’eliminazione della frammentarietà delle norme, creando un sistema unitario che si occupi di questa tematica: la riforma mira ad eliminare il gap presente tra stato ed enti locali. Il ricollocamento delle prestazioni, instaurando un modello proporzionale all’esigenze, andando ad abolire il sistema dell’indennità paritaria. La mancanza di fondi, il tema più caldo e complesso che, ad oggi, non trova ancora soluzione se non nel PNRR che, però, è un finanziamento a conto capitale, quindi, percepibile solo una tantum. Come sempre, chi non può contare sull’aiuto statale, deve imperativamente pianificare con largo anticipo questo enorme rischio che grava sulle nostre teste. Crediamo fermamente che la tematica della non autosufficienza non sia più tralasciabile da nessuno di noi. Nel caso in cui non fossimo i diretti interessati, potrebbe andare ad interessare i nostri cari e, indirettamente, noi ed il nostro patrimonio. Questo tema sempre più delicato non è da attenzionare solo da un punto di vista economico ma, in primis, in un’ottica di aiuto sociale a chi ne ha più bisogno. Come tutti gli altri rischi legati all’erosione del patrimonio, il consiglio è quello di affidarsi ad un professionista che, nella giusta dose, implementi le mancanze statali, con l’integrazione da parte di una compagnia assicurativa, al fine di potersi godere la così tanta ricercata longevità nella maniera più tranquilla possibile.

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Una guida completa ai rischi delle criptovalute: tutto ciò che devi sapere

Scritto il 17.04.2024

Le criptovalute sono forme di valuta digitale, utilizzate come mezzi di scambio online. La più famosa tra queste è il Bitcoin, ma ce ne sono molte altre, come Ethereum, Ripple e Litecoin. A differenza delle valute tradizionali emesse dai governi, le criptovalute sono decentralizzate e non sono controllate da nessuna autorità centrale (Banca governo). La tecnologia alla base delle criptovalute è la blockchain: questa è una sorta di registro digitale pubblico che annota tutte le transazioni di criptovaluta in modo sicuro e immutabile. Ogni transazione è verificata da una rete di computer distribuiti, chiamati nodi, che confermano la validità delle transazioni e le aggiungono al registro. La blockchain offre maggiore trasparenza e sicurezza rispetto ai sistemi tradizionali, poiché una volta che una transazione è registrata sulla blockchain, non può essere modificata o cancellata. Ciò significa che le criptovalute possono essere trasferite tra le parti senza la necessità di intermediari, come banche o istituzioni finanziarie. Le criptovalute sono soggette a una serie di rischi che vanno considerati attentamente. Di seguito, sono elencati alcuni dei principali rischi connessi alle criptovalute: Furto di criptovalute: poiché le criptovalute sono conservate in portafogli digitali, sono vulnerabili ai furti online; gli hacker possono utilizzare tecniche sofisticate per accedere ai portafogli digitali e rubare le criptovalute degli utenti: pertanto, è fondamentale implementare misure di sicurezza robuste per proteggere i propri investimenti. Volatilità del mercato: il mercato delle criptovalute è noto per la sua estrema volatilità. I prezzi delle criptovalute possono oscillare notevolmente in breve tempo, il che può portare a guadagni significativi ma anche a perdite considerevoli. È importante essere preparati a questa volatilità e adottare una strategia di investimento che tenga conto di questo rischio. Regolamentazione incerta: la regolamentazione delle criptovalute è ancora in fase di sviluppo in molti paesi. Questa incertezza regolamentare può rendere difficile prevedere come saranno trattate le criptovalute in futuro e potrebbe portare a cambiamenti improvvisi nelle politiche governative, con possibile impatto sul loro valore. In conclusione, la blockchain è una tecnologia estremamente importante ed è utile in maniera trasversale in molti settori mentre, per quanto attiene le criptovalute i rischi associati sono considerevoli. È fondamentale, per qualsiasi investimento, assicurarsi di aver compreso appieno tutti i rischi e di essere consapevole di poter perdere in tutto o in parte il capitale. Cerca sempre consulenza finanziaria professionale prima di prendere qualsiasi decisione d’investimento.

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Il futuro del settore finanziario: come le nuove tecnologie stanno rivoluzionando le finanze personali

Scritto il 17.04.2024

La parola chiave di questa rivoluzione è “FinTech”, una contrazione di “tecnologia finanziaria”. Le startup FinTech stanno emergendo come nuovi attori nel panorama finanziario, offrendo una vasta gamma di servizi innovativi che vanno dalla gestione del denaro ai prestiti peer-to-peer, dai pagamenti digitali alle piattaforme di trading online. Le applicazioni finanziarie stanno diventando uno strumento indispensabile per la gestione del denaro. Con queste app, puoi monitorare i tuoi conti, creare budget personalizzati, ricevere avvisi sulle spese e pianificare il risparmio, il tutto direttamente dal tuo smartphone. Queste soluzioni semplificano la gestione finanziaria quotidiana, consentendo di avere il controllo completo sulle finanze ovunque su vada. Le piattaforme di prestito peer-to-peer e crowdfunding stanno trasformando il modo in cui le persone accedono al credito e raccolgono fondi per progetti personali o imprenditoriali. Queste piattaforme mettono in contatto direttamente i prestatori con i richiedenti, eliminando gli intermediari tradizionali e offrendo condizioni di prestito più vantaggiose per entrambe le parti. Con l’aumento delle transazioni finanziarie online, la sicurezza informatica è diventata una priorità assoluta. Le tecnologie come il RegTech (Regulatory Technology) e l’InsurTech (Insurance Technology) stanno giocando un ruolo sempre più importante nel garantire la conformità normativa e proteggere i consumatori da frodi e violazioni della privacy. In generale, si evince come l’avvento delle nuove tecnologie FinTech sta portando la società verso una realtà sempre più cashless, dove i pagamenti digitali e le transazioni online diventano la norma. Con il mobile banking e l’open banking, il controllo delle finanze è letteralmente nelle proprie mani, rendendo il processo più conveniente e trasparente. In conclusione, le nuove tecnologie FinTech stanno democratizzando il settore finanziario, offrendo ai consumatori più opzioni, trasparenza e controllo sulle proprie finanze.

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Come investire in modo sostenibile: principi base e opportunità di investimento

Scritto il 17.04.2024

Nel mondo finanziario di oggi, investire non riguarda solo il rendimento finanziario, ma anche l’impatto sociale e ambientale delle nostre decisioni. Gli investimenti sostenibili, che promuovono obiettivi ambientali, sociali e di governance (ESG), stanno diventando sempre più rilevanti. Come consulente finanziario, aiuto i clienti a comprendere l’importanza di investire in modo responsabile e a individuare opportunità che non solo generano rendimenti, ma contribuiscono anche a un futuro migliore per il nostro pianeta e la nostra società. Perché sono importanti gli investimenti sostenibili? Essi giocano un ruolo cruciale nel promuovere la sostenibilità a lungo termine dell’economia globale e nella mitigazione dei rischi associati ai cambiamenti climatici e alle disuguaglianze sociali. Investire in aziende e progetti che adottano pratiche ESG può portare a un impatto positivo sia sulle persone che sul pianeta. Come individuare opportunità di investimento sostenibile? Analisi ESG delle aziende: prima di investire in un’azienda, è essenziale valutarne le pratiche ambientali, sociali e di governance. Esistono molte agenzie e piattaforme che forniscono valutazioni ESG per le aziende, aiutando a identificare quelle che rispettano standard elevati di sostenibilità. Fondi sostenibili e ESG: esistono numerosi fondi di investimento sostenibili e ESG che raggruppano aziende che si distinguono per le loro pratiche responsabili. Investire in questi fondi può offrire un’esposizione diversificata ad aziende che si impegnano attivamente per la sostenibilità. Investimenti tematici: considera investimenti tematici che si concentrano su settori specifici legati alla sostenibilità, come le energie rinnovabili, l’efficienza energetica, la salute e il benessere, e la tecnologia verde. Questi settori offrono spesso opportunità di crescita significativa nel lungo termine. Obbligazioni verdi: le obbligazioni verdi sono strumenti finanziari emessi per finanziare progetti a basso impatto ambientale. Investire in obbligazioni verdi può essere un modo efficace per sostenere progetti e iniziative che promuovono la transizione verso un’economia più sostenibile. In conclusione, gli investimenti sostenibili sono un mezzo con cui si possono ottenere rendimenti finanziari contribuendo, al tempo stesso, a promuovere una società più equa e un ambiente più sano. Scegliere di investire in modo sostenibile è una scelta vincente per il futuro del nostro pianeta e delle generazioni future.

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I rischi nascosti di trading algoritmico e finanza decentralizzata

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  • Software finanziari online
Scritto il 17.04.2024

Partiamo dal trading algoritmico o automated trading: si basa sull’utilizzo di algoritmi informatici per eseguire ordini di acquisto e vendita di asset finanziari. Questi algoritmi, spesso gestiti da sofisticati software di trading automatizzato, possono eseguire transazioni a velocità incredibili, sfruttando piccole variazioni nei mercati finanziari. Tuttavia, dietro questa apparente efficienza si celano rischi significativi. L’high-frequency trading (HFT) è una forma estrema di trading algoritmico che sfrutta al massimo la velocità delle transazioni. Le piattaforme di HFT eseguono milioni di operazioni in frazioni di secondo, cercando di trarre profitto da piccole discrepanze nei prezzi degli asset. Questa corsa all’arbitraggio velocissima può creare instabilità nei mercati finanziari e favorire comportamenti illegali. Passando alla finanza decentralizzata (DeFi), ci imbattiamo in una realtà apparentemente rivoluzionaria. La DeFi promette di eliminare gli intermediari finanziari tradizionali, consentendo agli utenti di accedere a una vasta gamma di servizi finanziari direttamente attraverso protocolli decentralizzati. Tuttavia, dietro questa visione idealistica si nascondono diverse insidie. Lo yield farming e il liquidity mining sono pratiche comuni nella DeFi con cui gli utenti forniscono liquidità ai protocolli decentralizzati in cambio di rendimenti elevati o token incentivanti. Tuttavia, questa corsa al rendimento può portare a comportamenti irrazionali e a una crescita eccessiva, con il rischio di bolle speculative e di crollo dei protocolli stessi. Il DeFi lending, o prestito decentralizzato, offre la possibilità di guadagnare interessi prestando i propri asset direttamente attraverso piattaforme DeFi. Tuttavia, questi protocolli spesso presentano vulnerabilità nella sicurezza e nella governance, esponendo gli investitori al rischio di perdite e frodi. I DeFi tokens, utilizzati come incentivi e governance nei protocolli DeFi, possono essere soggetti a manipolazioni di mercato e cadute improvvise. Come consulente finanziario, è mio dovere sottolineare che, nonostante le promesse di rendimenti elevati e di una maggiore libertà finanziaria, sia il trading algoritmico che la finanza decentralizzata presentano rischi significativi e insidie nascoste. Invito i non esperti a esercitare cautela e a informarsi adeguatamente prima di avventurarsi in questi mondi apparentemente affascinanti ma pericolosi. La chiave è la consapevolezza e la comprensione dei rischi coinvolti, per evitare di essere vittime di truffe o perdite finanziarie.  

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La collazione e l’impatto sull’eredità

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  • Consulenza patrimoniale
Scritto il 02.04.2024

La collazione è un istituto giuridico disciplinato dall’art. 737 e seguenti del Codice civile e rientra nell’ambito della divisione ereditaria. Spesso, può succedere che una persona doni, in vita, alcuni beni a determinati soggetti: quando si verifica tutto ciò, va considerato l’impatto sulla futura eredità. La legge ha previsto delle regole particolari quando si fanno delle donazioni in vita al coniuge, ai figli o ai discendenti dei figli. Sono queste le donazioni rilevanti ai fini della collazione, la cui regola è che qualunque donazione fatta ai soggetti sopra citati va conteggiata in fase di divisione. Questa regola fa sì che la massa di eredità da dividere aumenti in sede successoria in quanto vanno compresi anche quei beni donati in vita e non solo quelli non ancora destinati. Tutto questo è stato previsto per evitare meno squilibri possibili tra le categorie di soggetti interessate dall’istituto della collazione. Il De Cuius ha comunque una possibilità: se vuole effettivamente avvantaggiare un erede (tra quelli interessati dalla collazione), può escluderlo dalla collazione, intervenendo al momento della donazione o tramite un successivo testamento: in questo modo, la donazione non viene più conteggiata nei termini della collazione post mortem, ma rientra in automatico nella quota disponibile del De Cuius. Inoltre, se si dona un immobile, in successione, non si considererà il valore commerciale che l’immobile aveva al momento della donazione ma quello che l’immobile stesso ha al momento di apertura della successione. È quindi importante conoscere bene l’istituto della collazione per non rischiare di provocare liti tra gli eredi.  

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IL CICLO DI VITA DELLE PERSONE: SOLUZIONI PER OGNI FASE

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  • Consulenza patrimoniale
Scritto il 15.11.2022

Sapevi che, generalmente, la vita di una persona può essere suddivisa in quattro fasi? Ogni fase ha le sue specifiche esigenze: come individuarle? L’analisi patrimoniale è la chiave. La vita di ogni persona può essere suddivisa in quattro fasi. La prima fase è quella dedicata principalmente alla formazione scolastica e può durare fino ai 25 anni. In questa fase, è quindi importante pensare a come proteggere il capitale umano. La seconda fase è quella di avviamento al lavoro, di acquisto della prima casa e magari per alcuni di costruzione della famiglia: ci si trova quindi di fronte ad un aumento dei consumi compensati dai primi guadagni. Anche in questo caso, bisogna valutare come proteggere il capitale umano di tutta la famiglia, si dovrebbe proteggere il proprio patrimonio con le specifiche coperture e bisognerebbe iniziare ad accantonare parte dei propri risparmi nell’ottica della crescita dei figli e consapevoli che bisognerà integrare la pensione statale; si possono inoltre valutare degli investimenti mirati. Segue la terza fase che è un po’ la continuazione della precedente e in cui si raggiunge l’apice della carriera: le esigenze sono simili a quelle della fase precedente, ma si dovrebbe cominciare a pensare alla propria vecchiaia, effettuando anche una pianificazione successoria per evitare liti future. La quarta e ultima fase è caratterizzata da una diminuzione dei redditi e in parte anche dei consumi. Tuttavia, in caso di non autosufficienza, per mantenere un tenore di vita dignitoso, si potrebbe intaccare il patrimonio accumulato. Perciò, sarebbe utile avere una copertura che va ad integrare, in caso di non autosufficienza, la pensione pubblica. Ogni fase della vita ha dei bisogni diversi, a cui corrispondo soluzioni diverse. Affinché si possano trovare le soluzioni più idonee ad ogni esigenza, è consigliabile intraprendere un percorso di analisi patrimoniale che è vantaggiosa per i seguenti motivi: l’analisi permette di avere una visione omogenea del proprio patrimonio e delle criticità che lo caratterizzano; con l’analisi si possono limitare o evitare totalmente le liti familiari future in quanto, avendo chiara la composizione del proprio patrimonio, si può decidere personalmente la destinazione di specifici beni, evitando sperequazioni tra gli eredi. È importante essere consapevoli dei vari rischi che si potrebbero verificare nel corso della vita: l’analisi patrimoniale rappresenta lo strumento migliore per avere una visione completa non solo delle criticità, ma anche delle soluzioni relative ad ogni fase della vita. Scattiamo insieme una panoramica dei tuoi sogni e delle tue esigenze: contattami per un appuntamento conoscitivo!

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