Marco Minotti

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Nuove prospettive: settore alimentare ed innovazione

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 16.11.2018

Fino al 30% del cibo mondiale finisce sprecato: per evitare tali perdite è fondamentale trovare una filiera capace di produrre, conservare e distribuire il cibo in maniera più efficiente. In questo senso si muove l'innovazione tecnologica, che permette l'aumento della produzione attraverso un'agricoltura di precisione, mediante l’utilizzo di nuovi semi e attraverso fitofarmaci estremamente ecologici. Non dimentichiamo che questo settore è caratterizzato da una forte globalizzazione, oggi sulle nostre tavole è possibile avere cibo da tutto il mondo, in ogni stagione e senza costi elevati; dagli anni Sessanta il valore delle esportazioni alimentari è aumentato a più del doppio. Tenendo in considerazione che nel 2030 la popolazione mondiale raggiungerà gli 8,6 miliardi, è fondamentale trovare delle nuove tecniche di produzione di cibo sempre più efficienti, ma soprattutto delle tecniche di conservazione nuove. Una delle sfide più complesse degli anni a venire sarà infatti cercare di sfamare un mondo sempre più popoloso. Ma anche dal punto di vista sanitario, considerato che il 20/30% delle malattie sono riconducibili a ciò che mangiamo, il tema della qualità della filiera produttiva e dell'utilizzo di tecniche prive di elementi chimici potenzialmente dannosi per il nostro organismo è fondamentale: pensiamo alla crescita esponenziale di prodotti “Bio” negli ultimi 10 anni (+ 153%), un aumento che rappresenta anche la crescente attenzione del consumatore sulla qualità del cibo.Infine, in un’ottica finanziaria, il tema della nutrizione è un ottimo tema per poter creare un PAC di medio lungo termine, date le forti prospettive di sviluppo.

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La volatilità attuale è anche sinonimo di opportunità!

  • 797
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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 15.11.2018

Quando la situazione è stazionaria è molto semplice ragionare e prendere delle decisioni, quando però si attraversa una fase di volatilità le difficoltà crescono, ed è proprio in questi momenti che bisogna essere capaci di compiere scelte che possano portare beneficio al nostro portafoglio e alla nostra pianificazione finanziaria. Vorrei allora tornare al più volte citato PAC e analizzare come andrebbe gestito. Ricordiamo intanto che l’acronimo PAC indica i “piani di accumulo di capitale”, un servizio che si è negli anni rivelato molto utile per i risparmiatori perché consente l'acquisto di quote di un fondo tramite versamenti periodici successivi. Per sfruttare appieno le opportunità offerte dai suddetti strumenti dovremmo innanzitutto stabilire insieme al nostro consulente finanziario un obiettivo di medio-lungo termine, pensiamo ad esempio all’università per i figli, una casa al mare, la chiusura di un mutuo ecc.Una volta inquadrato in modo chiaro il nostro proposito non bisogna dimenticare che quando decidiamo di investire rinunciamo a spendere, per questo dobbiamo essere motivati a rendere più redditivo possibile il nostro sforzo. Una volta avviato il piano di accumulo, dovremmo stabilire a priori con il nostro consulente come rendere ancora più efficace la strategia ideata, ed in particolare nelle fasi di forte volatilità stabilire dei versamenti aggiuntivi per acquistare quote a prezzi favorevoli, sì da poter beneficiare di maggiori profitti nell'ottica dell'obiettivo previsto. La verità, infatti, è che in assenza di volatilità vi sono scarse opportunità di rendimento; tenere in forma liquida i risparmi accumulati nel tempo per evitare lo spauracchio della volatilità è proprio l’atteggiamento che pregiudica il conseguimento di obiettivi a lungo termine. Ricordatevi che i momenti di volatilità negative nascondono delle vere e proprie opportunità per rendere ancora più efficace un piano da accumulo azionario.

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Prospettive successive alle elezioni di metà mandato USA

  • 789
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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 14.11.2018

Altro spunto di riflessione maturato in queste ultime settimane: l'America è giunta alla fine del ciclo economico di crescita?Certamente no, gli Stati Uniti, stando alle ultime rilevazioni, crescono del 3,5%, mantenendo l'inflazione sotto controllo e senza dare segnali di crollo dell'economia interna.Senza dubbio la crescita mondiale ha subito quest'anno un rallentamento non indifferente, ma comunque progredisce, e questo ci rassicura per il prossimo futuro. La volatilità di questi giorni è infatti dovuta principalmente all'approssimarsi delle elezioni di medio termine; ricordiamoci che è vero che i mercati non sono né di destra né di sinistra, ma è altresì vero che cercano delle risposte certe, e nei momenti incerti si crea volatilità.Adottando un approccio positivo va però segnalato che questo momento di volatilità ha creato anche buone opportunità di acquisto, soprattutto in settori che avevano tirato molto in precedenza (nuove tecnologie, robotica, intelligenza artificiale, ecc.). Non posso nascondere che le fasi di volatilità siano destinate ad essere sempre più frequenti e violente, ma è proprio in queste fasi che si colgono le migliori opportunità di guadagno. Ritengo quindi che la ricetta migliore sia come sempre la pianificazione per obiettivi di breve medio e lungo termine, unitamente all’acquisto di PAC, per evitare di essere spinti dall'emotività, cercando allo stesso tempo di rinforzare il rapporto con il vostro consulente finanziario. Ricordate peraltro che l'anno successivo alle elezioni di medio termine nell'85% percento dei casi è stato molto positivo.

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Rischio spread solo per le banche, ma i mercati vedono ancora un’Italia instabile

  • 787
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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 13.11.2018

A seguito delle turbolenze di questi ultimi giorni è utile, come sempre, prendere degli spunti per svolgere interessanti riflessioni.Un primo aspetto significativo da prendere in considerazione è il fatto che l'Italia sta andando incontro ad una situazione di default; “usciamo dall'euro e torniamo alla lira”, queste sono le frasi più ripetute ma anche quelle che nascondono le paure maggiori di molti italiani. Innanzi tutto, e a prescindere dalle considerazioni politiche che come sempre mi astengo dal fare, ritengo che i mercati abbiano reagito male soprattutto alla sensazione di instabilità creata da molte dichiarazioni dei rappresentanti del nostro Governo degli ultimi tempi.Detto ciò, è evidente che si possono ignorare i mercati e soprattutto gli investitori, in quanto sono proprio questi ultimi che comprano i titoli di Stato, e se li si ignora rischiamo che prima o poi dovremo essere proprio noi a dover comprare quei titoli.Ma, benchè lo spread abbia avuto un'impennata dannosa soprattutto per i bilanci delle nostre Banche (cariche di titoli di Stato) gli indicatori non vedono un rischio sistemico modello 2011 (spread oltre il 500). L'Italia, fortunatamente, per il diverso tessuto sociale, industriale e per la posizione assolutamente strategica dal punto di vista geografico, non può paragonarsi alla Grecia; in altre parole non può esistere Italia senza Europa e viceversa.I nostri governanti di oggi e di domani, al di là del colore politico, dovranno riuscire a mettere insieme le sempre più evidenti disuguaglianze sociali, e soprattutto dovranno riuscire a favorire la crescita, un elemento fondamentale per i mercati e per il nostro benessere sociale ed economico. Per quanto riguarda i vostri risparmi, se avete adeguatamente diversificato, avrete subito una fase di volatilità assolutamente sopportabile.

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Certificati: cosa sono e come funzionano?

  • 810
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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 26.10.2018

Sempre più spesso si sente parlare di “certificati”, ma cosa sono e – soprattutto – come funzionano? I certificati sono strumenti finanziari che si caratterizzano per un’ampia varietà di profili di rischio/rendimento e consentono pertanto di realizzare soluzioni finanziarie in linea con esigenze d’investimento diverse. Dal punto di vista della natura giuridica, i certificati sono definiti come strumenti finanziari cartolarizzati, ovvero una combinazione di contratti finanziari incorporati in un titolo, negoziabile come un titolo azionario. Questi prodotti sono emessi da istituzioni finanziarie che si assumono l’obbligo dei pagamenti dei flussi dovuti, coerentemente con quanto contenuto nell’apposito prospetto informativo. È soprattutto in questa fase di mercato estremamente difficile e complessa che si sviluppano sempre più tutta una serie di strumenti a capitale protetto: essi consentono infatti di puntare sul rialzo (o sul ribasso) dell’attività sottostante proteggendo il capitale investito dagli eventuali ribassi (o rialzi). Il livello di protezione è definito in fase di emissione del prodotto, in maniera tale da offrire una protezione totale del capitale investito (100%) oppure parziale (80% o meno). Ad esempio, in caso di ribasso, anche molto consistente, al di sotto della soglia di protezione, l’importo di liquidazione a scadenza non sarà comunque mai inferiore al livello di protezione medesimo. Si tratta quindi di certificati che proteggono il capitale senza escludere i guadagni derivanti dalla partecipazione alle eventuali performance positive (o negative) della sottostante attività. Ritengo pertanto che i certificati rappresentino un ottimo strumento di diversificazione di portafoglio, potendo gli stessi dare la possibilità, con somme relativamente basse, di accedere a strumenti altrimenti inarrivabili.

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Nuove soluzioni per vecchie paure in tema di assicurazioni

  • 795
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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 25.10.2018

Nell'ottica di una programmazione finanziaria più efficiente, oltre ai rendimenti e alle prospettive di crescita, bisognerebbe analizzare anche i rischi che potrebbero intaccare la propria pianificazione. Da un recente studio emerge che le due maggiori paure degli Italiani sono la malattia e la non autosufficienza; la preoccupazione di non stare bene impensierisce più dell’instabilità finanziaria globale e del cambiamento climatico. E a completare il quadro, un italiano su tre pensa che il proprio stato di salute non sia “buono” ma solamente “medio”. Sono i malanni “fisici”, ma anche disturbi come ansia e stress che impensieriscono gli italiani. Sul secondo versante, quasi un italiano su due teme che i suoi mezzi economici non basteranno per sostenere i costi dell’assistenza, nel caso dovesse trovarsi ad affrontare un problema di non autosufficienza. A ben vedere però le percentuali di copertura in questi due settori sono veramente limitate. Ritengo infatti che le moderne cautele assicurative presenti sul mercato possano mettere in sicurezza questi eventi in maniera efficiente, e peraltro con costi limitati rispetto ai contributi versati all'INPS. Ormai è possibile ottenere coperture nettamente superiori rispetto al passato, di certo capaci di mettere in sicurezza i nostri risparmi da eventi avversi che potrebbero compromettere gli equilibri patrimoniali della famiglia. Ad esempio, la “Long Term Care (LTC)” è una polizza assicurativa che prevede l’assegnazione di un’indennità nel caso in cui si perda la capacità di badare a sé stessi a causa di infortunio, malattia o vecchiaia. Ovviamente sono a Vs. disposizione per un'analisi del proprio posizionamento assicurativo.

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Le incredibili opportunità dei premium brand

  • 811
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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 19.10.2018

Investire nei premium brand rappresenta un'occasione di lungo termine da non perdere! Trattasi di marchi di fascia alta che offrono prodotti e servizi di qualità, con una forte connotazione simbolica; essi sono caratterizzati da una spiccata identità, da un posizionamento del brand dalla forte connotazione simbolica ed emotiva, dalla percezione di esclusività, da una gamma di prodotti e servizi altamente differenziata ma contraddistinta da un denominatore comune di elevato standing qualitativo e da una strategia di pricing superiore rispetto alle altre aziende del settore. Investire in società siffatte significa investire in società con una comprovata solidità, portatrici di business duraturi, capaci di resistere nel tempo.  Insomma, grandi aziende che hanno messo in atto un continuo e costante rinnovamento del proprio business; esse normalmente sovraperformano nelle fasi di crescita del mercato, hanno cioè il potenziale di generare una crescita dei profitti più rapida rispetto alle aziende che operano in settori più ciclici, e si difendono meglio nelle fasi ribassiste del mercato, l'ideale per la parte azionaria del proprio portafoglio. I margini di profitto dei premium brand evidenziano infatti una crescita continua dal 1999, e hanno sempre superato i margini complessivi di tutte le società produttrici di beni di consumo nello stesso periodo; non a caso gli ingenti flussi di cassa (cash flow) generati consente loro di offrire maggiorirendimentiagli azionisti,sia sotto forma di dividendi che di riacquisti di azioni proprie. Ma cosa deve fare un Buon gestore di premium brand? La cosa più importante è intervenire sul territorio, presso le aziende, così da analizzare i processi aziendali e capire se potranno resistere nel lungo termine ed essere quindi efficienti nel tempo. Normalmente questi fondi sono composti da non più di 30 titoli ed è quindi è fondamentale la qualità del team di gestione.

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