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Il 2018: l’anno della collisione del ciclo monetario con quello economico e politico
Scritto il 09.01.2019Per iniziare in modo adeguato il 2019 vorrei fare il punto della situazione.Il 2018 si è comunque chiuso con una situazione economica complessivamente buona: il mondo continua a crescere anche se c’è stato un evidente rallentamento nell’ultimo trimestre, ma ciò non toglie che il segno è “più” sulla crescita economia, mentre sui mercati il segno predominante è stato il “meno”.Le ragioni sono riconducibili in parte al fatto che i mercati tendono ad anticipare ciò che avviene nell’economia reale e in parte all’acuirsi della guerra commerciale USA/Cina e – come se non bastasse – il programma di innalzamento programmato dei tassi che hanno operato alcune Banche centrali ha fatto il resto. Ciclo monetario, politico ed economico sono andati in collisione creando una situazione paradossale dove quasi tutte le asset class sono andate in rosso, con tanti saluti alla diversificazione.In questo contesto, come possiamo pensare di affrontare correttamente il 2019? Sicuramente questa fase anomala di debolezza dei mercati, in un contesto di crescita economia mondiale, ha creato delle ottime opportunità sui mercati e – usando una metafora – credo che sia iniziata una fase di “saldi” sui mercati e sia quindi opportuno considerare la possibilità di entrare nuovamente nei settori con forte potenziale come i megatrend già discussi tanti volte: sanità, intelligenza artificiale, robotica. Possiamo inoltre effettuare operazioni di stock-picking, ovvero una strategia con al quale selezioniamo i titoli in modo da creare un portafoglio in cui prevalgono le attività sottostimate dal mercato (quindi con un maggiore potenziale di crescita) rispetto a quelle sovrastimate. Un’altra attività possibile, che fortemente consiglio, è l’attivazione o il rafforzamento di PAC.Ritengo che seppure la situazione continui ad essere di estrema volatilità, il rally azionario che ci aspettavamo prima o poi arriverà e sarebbe un peccato perdere la sua efficacia.
Continua a leggereLa terza variabile nascosta: La sostenibilità
Scritto il 27.12.2018Nell’ambito di una buona pianificazione finanziaria, l’analisi del rischio e del rendimento rappresentano le uniche variabili? A mio avviso, no.L’elemento fondamentale aggiuntivo è infatti dato dalla sostenibilità di lungo periodo, intesa come la capacità di valutare la redditività delle aziende che sono presenti nei nostri portafogli di investimento rispetto alla società e all’ambiente. Il concetto di sostenibilità ha invero fatto la sua comparsa nel dibattito accademico internazionale solo in anni recenti, e si tratta di una nozione, ricavata dagli studi sull’etica dell’ambiente e l’ecologia, che viene sempre più spesso associata al mondo del business, ponendo l’attenzione sull’impatto delle attività economiche sulle risorse naturali del pianeta. Tale valutazione non attiene peraltro solo a questioni etiche e morali, che restano comunque importantissime, ma rileva soprattutto perché solo le aziende che saranno capaci di rispettare l’ambiente e la nuova società in una fase così delicata dal punto di vista climatico e demografico saranno capaci di resistere alla rivoluzione in atto a livello mondiale. Intelligenza artificiale, ambiente e demografia rivoluzioneranno il mondo in tempi molto rapidi, e solo se saremo capaci di cogliere questi temi come cittadini e come investitori riusciremo ad avere i migliori risultati, sia dal punto di vista etico che di risultati di portafoglio.Ed allora, costruire con il proprio consulente finanziario un portafoglio che ricomprenda queste tematiche non potrà che farci ottenere dei grandi risultati di lungo termine.
Continua a leggereOrientare le proprie scelte con uno sguardo alle esigenze del pianeta
Scritto il 19.12.2018In tutta Europa, Italia compresa, si discute circa l’applicazione di una maggiore tassazione per i veicoli più inquinanti, sì da incentivare il ricorso a “veicoli puliti”. Ovviamente non prendo posizione politica, ma quello che ci terrei a sottolineare è l’importanza fondamentale di una svolta ecologica, quantomeno dei paesi sviluppati.Pensate che la popolazione mondiale è aumentata dai circa 2,5 miliardi di inizio anni Sessanta agli attuali 9,7 miliardi, crescita cui è ovviamente correlato l’aumento delle emissioni di Co2 e il conseguente aumento del livello di oltre un grado della temperatura mondiale, con inevitabile incremento delle catastrofi naturali (solo nel 2018, pensiamo agli incendi che hanno devastato la California, le inondazioni in Giordania e più vicino a noi le devastazioni degli abeti rossi in Trentino). Il mondo ha il fiato corto e dobbiamo rendercene conto, il pianeta intero deve affrontare una sfida non più prorogabile: il clima.La politica si sta come al solito arrovellando su sé stessa a causa della divergenza degli interessi in gioco, ma la strada è segnata: dovremo imprimere una svolta fondamentale per invertire il trend di crescita della temperatura del pianeta, che potrebbe, tanto per fare un esempio, mettere in pericolo Venezia o molte isole sull’oceano. Pensate che a causa dello scioglimento dei ghiacciai sono ormai tracciate delle nuove rotte in Groenlandia che consentiranno di ridurre le distanze, tanto da rivoluzionare in parte il commercio mondiale.Per quanto attiene i nostri investimenti, ho già chiarito come energie pulite e sostenibili saranno un trend per i prossimi decenni, esse rappresentano pertanto già da ora una vera opportunità.
Continua a leggereLa percezione del fattore tempo nelle varie fasi di mercato
Scritto il 17.12.2018Vorrei tornare sulla differenza tra le fasi di bear market e di bull market, soffermandomi in particolare sulla diversa sensazione del tempo che ne deriva. Mediamente le fasi di bear durano un anno e sette mesi, mentre le fasi di bull durano cinque anni e un mese, ma se dovessimo chiedere a un qualsiasi risparmiatore cosa ricorda maggiormente, la risposta è ovvia: siamo portati a ricordare in maniera molto più nitida le fasi che ci provocano in qualche modo sofferenza, rispetto a quelle di tranquillità dei mercati.Del resto, in linea generale, il tempo rappresenta qualcosa di assolutamente relativo; se infatti pensaste ad una fase molto impegnata della vostra vita, la ricorderete come un periodo più veloce rispetto alla sua reale durata, e magari non ricordate i dettagli, al contrario rispetto alle giornate dove non avete molto da fare, il tempo viene percepito come maggiormente dilatato.La stessa riflessione vale anche con riguardo agli investimenti: dimentichiamo facilmente quasi dieci anni di crescita pressoché ininterrotta dei mercati ma abbiamo una sensazione molto dilatata degli ultimi due mesi di storni, il che ci porta a diventare ansiosi e alcune volte assolutamente irrazionali. Pensate che il risultato di questa fase di bear, assolutamente nella norma ed anzi, per molti versi salutare per i mercati, si riverbera in un dato incredibile, ovvero la liquidità degli italiani, che dalla fine del 2017 alla fine del 2018 è raddoppiata. È sorprendente come molti, ancora una volta presi dall’ansia e dall’incapacità di analizzare razionalmente la situazione, siano portati a fare delle scelte di pancia che danneggiano in maniera drammatica le proprie finanze, e alla lunga anche la ricchezza nazionale. Pur essendo uno dei paesi con maggiore risparmio privato, deve infatti segnalarsi che siamo collocati oltre il 60° posto al mondo per cultura finanziaria.Queste fasi di bear rappresentano dunque una vera opportunità per fare delle scelte per vantaggiose per il vostro portafoglio, soprattutto per chi con la liquidità disponibile vuole fare dei versamenti aggiuntivi, sì da beneficiare poi della ripresa dei mercati. In conclusione, vi consiglio di sfruttare a dovere il momento, e riflettere sul fatto che la sensazione del tempo presente è spesso viziata dalle nostre emozioni.
Continua a leggereLa terza variabile nascosta: la sostenibilità
Scritto il 13.12.2018Nell’ambito di una buona pianificazione finanziaria, l’analisi del rischio e del rendimento rappresentano le uniche variabili? A mio avviso, no.L’elemento fondamentale aggiuntivo è infatti dato dalla sostenibilità di lungo periodo, intesa come la capacità di valutare la redditività delle aziende che sono presenti nei nostri portafogli di investimento rispetto alla società e all’ambiente. Il concetto di sostenibilità ha invero fatto la sua comparsa nel dibattito accademico internazionale solo in anni recenti, e si tratta di una nozione, ricavata dagli studi sull’etica dell’ambiente e l’ecologia, che viene sempre più spesso associata al mondo del business, ponendo l’attenzione sull’impatto delle attività economiche sulle risorse naturali del pianeta. Tale valutazione non attiene peraltro solo a questioni etiche e morali, che restano comunque importantissime, ma rileva soprattutto perché solo le aziende che saranno capaci di rispettare l’ambiente e la nuova società in una fase così delicata dal punto di vista climatico e demografico saranno capaci di resistere alla rivoluzione in atto a livello mondiale. Intelligenza artificiale, ambiente e demografia rivoluzioneranno il mondo in tempi molto rapidi, e solo se saremo capaci di cogliere questi temi come cittadini e come investitori riusciremo ad avere i migliori risultati, sia dal punto di vista etico che di risultati di portafoglio.Ed allora, costruire con il proprio consulente finanziario un portafoglio che ricomprenda queste tematiche non potrà che farci ottenere dei grandi risultati di lungo termine.
Continua a leggereTransizione dalla fase di ribasso alla stagione del rialzo
Scritto il 11.12.2018Si sta concludendo un anno che potremmo definire di bear market con una prospettiva di bull market di lungo periodo. Con il termine “bear market” si suole indicare una fase ribassista dei titoli azionari, mentre al contrario con il termine “bull market” si fa riferimento ad una situazione di rialzo del mercato azionario. L'origine del termine inglese deriva dai movimenti tipici dei due animali: "bull market" significa che il mercato va su e quindi viene paragonato all'incornata del toro, "bear market" vuol dire che il mercato scende e quindi somiglia alla zampata di un orso (ne esiste peraltro una rappresentazione davanti alla Borsa di Francoforte). La fase critica che ci stiamo lasciando alle spalle deriva essenzialmente dagli strascichi della guerra commerciale. Questa settimana il caso Huawei ha infatti nuovamente tarpato le ali al rimbalzo del mercato azionario, soprattutto quello Usa, che aveva ripreso fiducia dopo la tregua siglata una settimana fa al G20 di Buenos Aires; è stata quindi gettata nuova benzina sul fuoco della trattativa che comunque ad avviso del Presidente Trump procede bene, tanto da poter considerare di estenderla ben oltre i 90 giorni previsti in Argentina. Per quanto riguarda i mercati, ritengo che in questa fase essi abbiano certamente subito l’aumento del Vix (vedi post del 9 febbraio) ma al tempo stesso ritengo di confermare tutto ciò che avevo scritto (in un altro post sempre di febbraio) relativamente al mercato azionario. Resta infatti fondamentale non farsi condizionare dal day by day dei mercati, e soprattutto è necessario comprendere che siamo in una fase speculativa, che nell’ottica dei nostri obbiettivi di medio lungo termine non condiziona in alcun modo gli investimenti ma anzi, rappresenta un’opportunità per chi ha costituito dei PAC azionari (acquista più quote) o per chi decide di implementare le proprie posizioni azionarie (acquista più quote e ottimizza i risultati di lungo termine).Insomma, oggi più che mai è fondamentale affidarsi al proprio consulente finanziario per gestire una fase che deve assolutamente evitare le scelte di “pancia”.
Continua a leggereLa natura chiama, l’uomo risponde?
Scritto il 29.11.2018Le catastrofi naturali si stanno manifestando sempre più di frequente, mai come quest'anno abbiamo assistito a uragani, incendi mareggiate ecc; le emissioni di gas serra stanno aumentando più rapidamente del previsto, e gli effetti si stanno palesando prima di quanto si potesse supporre solo pochi anni fa. Tutto ciò è il frutto della reazione della natura al riscaldamento globale: questi fenomeni avranno un impatto su milioni di persone, con effetti ancora maggiori su chi vive nelle zone più vulnerabili e povere del mondo, danneggeranno la produzione alimentare e minacciano già oggi specie animali, habitat ed ecosistemi. Nonostante nella comunità scientifica ci sia un consenso pressoché unanime sul fatto che il cambiamento climatico sia in atto, i governi e le aziende stanno rispondendo con una certa lentezza, ma tutto ciò deve imporre a noi per primi una riflessione relativa all’utilizzo dei combustibili fossili e dei sui derivati. Il passaggio alle energie alternative è purtroppo ancora troppo lento e macchinoso, circostanza, questa, che potrebbe rappresentare un vero problema a lungo termine, soprattutto perché al contempo la popolazione mondiale continua a crescere a ritmi elevatissimi, contribuendo ad aumentare i consumi e l'inquinamento planetario. Ma a ben vedere, le energie rinnovabili arrecherebbero notevoli vantaggi, anche in termini economici, oltre che strettamente ambientali: esse in primo luogo non emettono sostanze inquinanti e di conseguenza non alterano né il clima né la nostra salute, inoltre eliminano il problema dell’approvvigionamento e dell’alterazione del prezzo, poiché si servono di risorse presenti in natura in forma libera ed inesauribile.Per invertire questo mix micidiale i governi dovranno allora investire fortemente nelle energie alternative, e cercare così di diminuire i consumi individuali, impresa non da poco, visto l’aumento della popolazione.Una certezza risiede comunque nel fatto che questo è un trend di investimento con ottime prospettive, capace nei prossimi 10/20 anni di rivoluzionare il mondo nel suo profondo.
Continua a leggerePrendere decisioni ed evitare errori senza farsi coinvolgere dalle emozioni del mercato
Scritto il 28.11.2018Se dovessimo tornare indietro di un anno il nostro stato d'animo sarebbe completamente diverso, molto probabilmente spazierebbe dall'ottimismo e all'eccitazione. Oggi invece, dopo un anno di grossa difficoltà per l'obbligazionario, e soprattutto a causa dell'aumento esponenziale della volatilità, è probabile che molti si trovino in uno stato che spazia tra la disperazione e il panico.In realtà entrambi gli stati d'animo rischiano di farci commettere degli errori che possono compromettere, o quantomeno condizionare, i risultati dei nostri investimenti; bisogna considerare che questa altalena dei mercati sarà sempre più pronunciata dopo il termine degli stimoli economici da parte delle banche centrali, e sarà allora che dovremo essere capaci di gestire le nostre emozioni. Considerate che in uno stato di euforia l’investitore medio si sente pronto a correre qualsiasi rischio, ma è proprio tale fase che reca con sé i maggiori pericoli, al contrario uno stato di avvilimento, di mancanza di interesse, veicola delle rilevanti opportunità; è una continua lotta tra il nostro stato d'animo e la razionalità da buon investitore.È fondamentale in fasi come quella attuale non prendere decisioni che possano compromettere i risultati di medio lungo termine dei propri investimenti; risulta più opportuno attendere razionalmente che l'onda di mercato passi senza aver creato danni, e anzi, se si ha la capacità di sfruttare questi momenti, e se l’orizzonte è lungo, potrebbe essere un momento adatto per implementare alcune posizioni. Resta chiaro che se in queste fasi dovessero emergere dubbi, affidarsi ad un consulente finanziario è fondamentale per evitare che l'emozionalità possa portare sulla strada sbagliata.
Continua a leggereI punti fermi e le possibilità sull’azionario in questi ultimi mesi del 2018
Scritto il 22.11.2018Negli ultimi anni si parla sempre di più di robo-advisor e di portafogli che nascono tramite l'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Con il suddetto termine si vuole indicare un tipo di consulente finanziario che fornisce assistenza e consigli online, con un intervento umano minimo, basandosi fondamentalmente su formule matematiche o algoritmi.Molti dei portafogli creati grazie all’aiuto dei robo-advisor sono costituiti integralmente da gestioni passive Exchange Traded-Fund (ETF), ma mi chiedo se sia possibile rispondere alle sfide dei mercati rimanendo solo passivi? Caratteristica peculiare degli ETF è infatti la gestione passiva, ovvero che il loro rendimento è legato alla quotazione di un indice borsistico e non all'abilità di compravendita del gestore del fondo; indice che può essere azionario, per materie prime, obbligazionario, monetario, o altro ancora. L'opera del gestore “robotico” si limita dunque a verificare la coerenza del fondo con l'indice di riferimento (acquisizioni societarie, fallimenti, crolli delle quotazioni possono far escludere o introdurre altri titoli nell'indice), nonché a correggerne il valore in caso di scostamenti.Ebbene, io credo che le condizioni attuali non permettano assolutamente una scelta così fredda, ma anzi, sussiste una forte necessità di gestioni attive capaci di fare scelte sempre più rapide nell'interesse del cliente.La fase del ciclo è ormai avanzata, e benchè siano ancora molte le opportunità, risulta oggi sempre più fondamentale trovare un equilibrio tra gestioni attive, gestioni passive (ETF) e fattore umano, equilibrio che il consulente finanziario può riuscire a trovare in base al vostro profilo di rischio e ai vostri obbiettivi di vita. Risulta ancora una volta fondamentale ragionare in termini di diversificazione, anche rispetto alla tipologia di strumento usato.
Continua a leggereI punti fermi e le possibilità sull’azionario in questi ultimi mesi del 2018
Scritto il 20.11.2018Perché l'azionario ha un ottimo potenziale? Questa è una delle domande da farsi in una fase così complessa del ciclo economico. A mio avviso, dopo un ottobre caratterizzato da una accentuata volatilità e con una correzione significativa dell'azionario, possiamo rimettere insieme le idee partendo da alcuni dati: gli utili, soprattutto negli Stati Uniti, sono in forte crescita, benchè ciò non si rifletta nelle valutazioni azionarie 2018; la stagione favorevole degli utili dovrebbe continuare anche nei prossimi trimestri, e seppure in un contesto economico generale più difficile, dovrebbe garantire ottimi spazi all'equity, soprattutto americana; i mercati emergenti prefigurano ampi spazi di crescita alla luce dei recenti storni, data anche la fase del ciclo più giovane; per quanto riguarda l'Europa, essa è senza dubbio il continente che più ha patito negli ultimi anni ma si palesano comunque dei margini di ripresa, seppure nella complessa situazione politica; i rischi per il 2019 non si annidano tanto nella recessione, che viene vista come un pericolo marginale, quanto nell'acuirsi della guerra commerciale Usa/Cina, e sul punto una distensione delle rispettive posizioni nei prossimi incontri potrebbe anche fare volare le borse.Oggi come non mai bisogna affidarsi alle regole fondamentali più volte ribadite, soprattutto è importante definire una buona diversificazione per poter essere pronti a cogliere le numerose opportunità che si sono venute a creare.
Continua a leggereReazione dei mercati dopo le elezioni di MidTerm
Scritto il 19.11.2018Le elezioni di midterm, con la parziale conferma dei repubblicani, hanno comunque raggiunto l'obbiettivo di dare nuova stabilità ai mercati, infatti, come più volte anticipato nei miei precedenti post, ciò che i mercati non amano è soprattutto l'incertezza politica.Stando alle statistiche, nell'85% dei casi l'anno successivo alle elezioni di medio termine si rivela generalmente molto positivo, e in effetti la stabilità della attuale seconda economia mondiale (dal 2014 la prima è la Cina) rende possibile un auspicio di questo genere. Gli elementi che mi consentono di ragionare in modo positivo sono: 1) la crescita a livello globale, che seppure rallentata dalle recenti guerre commerciali (Usa/Cina) e da un’Europa incapace di rimanere al passo, è ancora presente sostanzialmente ovunque. 2) Utili aziendali in forte crescita, al netto dei costi. 3) Un clima generale non euforico, e quindi ancora equilibrato e capace di esprimere del potenziale. 4) Mercato obbligazionario, che dopo un anno estremamente difficile, si sta assestando. Ovviamente non bisogna dimenticare che comunque ci troviamo in una fase avanzata del ciclo, e che seppure i rischi di una recessione nei prossimi 12 mesi siano estremamente limitati, bisogna agire in maniera coerente con la fase del ciclo e con il proprio profilo di rischio.In generale infatti, seppure gli utili aziendali appaiano solidi, emergono i primi segnali di un peggioramento delle condizioni economiche per le aziende: aumento dei salari, sempre maggiore incremento dell'incertezza politica ed ampliamento delle tariffe doganali potrebbero costituire degli indici del raggiungimento del picco degli utili. Dunque, benchè nei prossimi trimestri la crescita degli utili si dovrebbe confermare, a dispetto del rallentamento della crescita, dobbiamo considerare che in un orizzonte di lungo termine la volatilità potrebbe aumentare. Ovviamente sono a vostra completa disposizione.
Continua a leggereApproccio olistico anche nel mondo finanziario
Scritto il 17.11.2018Vorrei oggi fare il punto sul concetto di pianificazione olistica del progetto di vita, con qualche precisazione circa il suo valore aggiunto per il cliente.Quando si parla di programmazione, il consulente finanziario può suggerire al cliente di considerare esclusivamente la pianificazione del portafoglio finanziario oppure consigliare di analizzare l'intero progetto di vita del cliente stesso, in tutte le sue sfumature. Se si sceglie di adottare una visione complessiva delle esigenze del cliente, l’attenzione dovrà focalizzarsi soprattutto su alcuni aspetti, quali il passaggio generazionale del singolo o dell'azienda, l'ottimizzazione fiscale e la valutazione del patrimonio finanziario e non.Una buona analisi olistica permetterà poi di mettere in protezione il patrimonio tramite l'analisi dei rischi e la predisposizione di asset assicurativi adeguati alla loro copertura, tali da consentire di proseguire nei propri progetti di vita anche in caso di imprevisti che in altro modo li minerebbero. Insomma, una visione a 360° delle esigenze del cliente trasforma il consulente in un vero e proprio punto di riferimento per il raggiungimento dei propri obbiettivi di vita.Il consulente avrà poi il compito di far comprendere al meglio al cliente gli strumenti che si renderà necessario utilizzare per il raggiungimento dei propri obbiettivi; questo approccio lo renderà sempre più conscio di come reagire nei momenti di turbolenza finanziaria al fine di evitare atteggiamenti scorretti o controproducenti a lungo termine.Credo, in definitiva, che una visione olistica del rapporto con il cliente sia di estremo beneficio sia per il cliente che per il consulente, venendosi di fatto a creare un’alleanza tra gli stessi per il raggiungimento degli obbiettivi di vita del cliente.
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