Marco Minotti

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Come i rallentamenti dell’economia globale di riflettono sull’Eurozona

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 27.02.2019

Nel 2018 i mercati hanno anticipato il trend dell’economia reale certificando il rallentamento della crescita dopo 10 anni di sviluppo ininterrotto.   Per la maggioranza dei Paesi non si può certo parlare di recessione ma di semplice e normale rallentamento: grazie soprattutto alla robusta crescita degli anni precedenti, ad esempio la Germania ha dovuto rivedere le stime di crescita dal 2,3 % all’1,8% fino all’attuale 1%. Va detto che i fattori che hanno influenzato il rallentamento sono principalmente esterni, primi tra tutti la guerra commerciale Cina/USA, la Brexit e l’inizio della recessione in Italia (uno dei paesi che sta soffrendo maggiormente questa fase di debolezza). Rimanendo alla Germania, secondo gli economisti la decelerazione non è però dovuta a fattori strutturali; l'indebolimento avvertito nella seconda parte dello scorso anno sarebbe riconducibile solo a fattori temporanei, e dunque facilmente riassorbibili nel 2019.Pertanto, si dovrà concentrare l’impegno verso gli obbiettivi di lungo periodo, comprendendo delle serie riflessioni circa alcuni importantissimi problemi, come ad esempio l’istruzione di tutte le fasce della popolazione, non solo i giovani, ma anche i lavoratori in fase avanzata. Il tema dell’istruzione si presenta invero fondamentale in tutta Europa per poter tenere il passo con la digitalizzazione e la robotica. Quegli stessi economisti del resto precisano come i consumi pubblici e privati abbiano la possibilità di contrastare le forze recessive, e che dal punto di vista degli ordini industriali i dati appaiono confortanti.Certo è che in questa fase paesi come la Germania, grazie all’importante surplus commerciale in partite correnti e al risparmio in interessi del debito pubblico, terranno meglio rispetto alle fragilità italiane dovute principalmente al cronico problema del debito.

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Progettualità e pianificazione in ogni fase della vita

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 20.02.2019

La progettualità è ora più che mai fondamentale per ricoprire efficacemente il ruolo di consulente finanziario/assicurativo; è difficile ormai dividere la vita a compartimenti stagni, isolando l’aspetto lavorativo da quello personale, l’uno influenza l’altro, ed è un rapporto reciproco. Quando si è giovani è probabile che si abbiano a disposizione poche risorse economiche, e che al contempo si debbano sopportare ingenti costi legati a figli piccoli, un mutuo, dei debiti ecc. In questa fase una perdita delle entrate economiche potrebbe essere devastante per tutta la famiglia, ed ecco che diviene fondamentale una corretta pianificazione assicurativa, prima ancora che finanziaria, per mettere al sicuro i propri cari da eventuali imprevisti di percorso, che potrebbero ripercuotersi nei fondi messi a risparmio. Andando avanti nel percorso della vita si riducono i debiti accumulati, si estingue il mutuo, si raggiunge una posizione economica più solida, ma si deve anche far fronte a nuove spese per l’educazione dei figli. In questa fase sarebbe allora opportuno avere dei risparmi da parte, e a tal fine probabilmente si andrà a modificare il programma assicurativo precedentemente delineato, o, in altro senso, si deciderà di implementare il piano pensionistico, per non correre il rischio di dover fare delle rinunce in futuro. Diviene dunque fondamentale, in considerazione delle proprie esigenze, modificare la pianificazione finanziaria/assicurativa nel corso del percorso di vita, sì da essere trovare adeguata copertura e garantirsi un risparmio. In questo senso, avere un consulente capace di guidarvi in questo percorso è estremamente importante se non fondamentale, data la complessità delle problematiche in gioco.

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Nuovi trend: scopriamo quali sono e dove investire

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 19.02.2019

Spesso vi ho parlato dei trend che stanno cambiando il mondo e di come sia importante, in un’ottica di medio lungo termine, investire su di essi per ottenere i migliori risultati dal proprio investimento azionario. Tante persone continuano a rimanere ancorati al vecchio modo di investire, un’abitudine che nella prospettiva del 2030 potrebbe determinare la perdita del “treno dell’innovazione”. L’Onu, nella risoluzione del 25 settembre 2015, aveva elencato i 17 goal/obbiettivi in materia di sviluppo sostenibile che si dovrebbero raggiungere entro il 2030, chiaramente indirizzati al miglioramento dello stato dell’ambiente e alla implementazione dei modelli di sviluppo. Ebbene, tra essi vorrei focalizzarmi su alcuni trend spesso citati nei miei articoli ed in particolare: n.3 Salute e benessere (tema Health) n.6 Acqua pulita e servizi igienici sanitari (tema Acqua) n.7 Energia pulita e accessibile (tema energia pulita) n.11 Città e comunità sostenibili (tema smart city) n.13 Lotta al cambiamento climatico (tema energia pulita) Investire su questi temi tramite una buona gestione, oltre a rappresentare una scelta assolutamente in linea con gli obbiettivi, significa investire eticamente in fondi sostenibili e soprattutto capaci di intercettare i maggiori trend globali, e allora l’individuazione dei maggiori trend di lungo termine è fondamentale per ottenere una maggiore efficienza nei propri investimenti.

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Gennaio: buone notizie per l’azionariato, ma ricordarsi sempre la prospettiva del proprio investimento

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 06.02.2019

Molte volte non analizziamo e non intendiamo correttamente la parola investimento: spesso si realizzano operazioni di breve termine con l’obiettivo di conseguire un immediato beneficio, ma con il risvolto negativo che alla prima situazione di volatilità ci si ritrova in crisi, cercando talvolta scuse e soluzioni improvvisate. Il mese di gennaio appena trascorso rappresenta in maniera esemplare esattamente quanto ora chiarito: per coloro che hanno ascoltato i consigli del proprio consulente è stata un’occasione di riscatto dopo un trimestre di profondo rosso, S&P 500 (l’indice che segue l’andamento di un paniere azionario formato dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione)dal 24 dicembre al 30 gennaio ha segnato il 14%. L’inizio del 2019 indica anche una rimonta dei listini UE, tanto che il mese ora chiusosi si posiziona come miglior periodo da oltre tre anni, e tra le piazze principali dell’Eurozona è proprio di Milano l’incremento più significativo.  Al contrario, coloro che, presi dall’istinto, hanno optato per il disinvestimento si ritrovano dalla parte dei perdenti. Ovviamente i momenti di volatilità continueranno a presentarsi, è una caratteristica intrinseca del mercato, ma se affianchiamo all’investimento un corretto orizzonte temporale difficilmente avremo problemi: come più volte specificato, avere come obiettivo temporale il lungo periodo mette al riparo dall’ansia della volatilità e dalle decisioni prese sull’onda degli choc di mercato.

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Perché, e come, un buon gestore può fare la differenza? Approccio multidisciplinare e consulenza a 360°

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 29.01.2019

L’immagine allegata rappresenta i principali eventi che caratterizzeranno il 2019: sicuramente non ci sarà da annoiarsi, anche perché i momenti di volatilità non mancheranno, e allora vorrei fare un punto circa il lavoro del gestore di un fondo Sicav (società di investimento a capitale variabile). La maggior parte dei principali gestori ha a disposizione vari team di lavoro sparsi in tutto il mondo ed investe in maniera massiccia nella ricerca per ottenere il c.d. Alfa, un indicatore che esprime l’attitudine di un titolo a cambiare di valore indipendentemente dall’andamento mercato (rischio specifico); in particolare un indicatore alpha positivo segnala che il titolo è in grado di crescere più del suo mercato di riferimento, mentre un valore negativo indica la possibilità dello stesso a subire perdite indipendentemente dall’andamento generale del mercato. Molti gestori allora utilizzano strategie che cercano di generare Alpha in maniera attiva, attraverso continue attività di compravendita. Alcuni di essi inoltre, per avere una visione sempre più multidisciplinare, stanno assumendo nuovi consulenti con estrazioni professionali svariate, considerato soprattutto lo sviluppo di nuovi temi di investimento che necessitano di un approccio più aperto. Pensiamo all’intelligenza artificiale, alla nuova medicina nei c.d. ospedali digitali, oppure alla clean energy: appare evidente come l’approccio multidisciplinare assuma un’importanza fondamentale. Insomma, le aziende del risparmio stanno affinando sempre di più la loro attività allo scopo di offrire un sempre maggiore valore aggiunto in primis ai consulenti, e di conseguenza ai clienti finali.

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Una prospettiva di lungo termine è fondamentale per ottenere risultati

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 28.01.2019

Vorrei tornare brevemente sul tema della visione di lungo termine: se si assume una prospettiva di questo genere la nostra attitudine rispetto al mondo finanziario cambia molto, permettendoci in particolare di comprendere meglio l’andamento dei mercati e l’importanza di alcuni strumenti automatici come i PAC. Se si analizza infatti il grafico dello sviluppo sul lungo termine (S&P Index), comprendiamo agevolmente come il risparmiatore in un arco temporale più esteso guadagni sempre, e anche molto bene, e si rileva altresì come i momenti di volatilità (esempio ottobre/dicembre 2018) non sono altro che occasioni da sfruttare e trasformare in opportunità, evidenziando peraltro che gli stessi vengono infine sempre superati nel lungo termine. Più volte ho del resto rimarcato come la pianificazione costituisca il primo fondamentale passo per ottenere dei risultati soddisfacenti; agire diversamente significa infatti non comprendere, in caso positivo, come si sia pervenuti a determinati risultati, e quindi come poterli replicare, e, in caso negativo, come non ripetere i medesimi errori. La storia si ripete sempre, anche nel settore economico-finanziario, e purtroppo a causa dell’emotività o dell’istinto si effettuano molti errori; riguardare di tanto in tanto i grafici di lungo termine, piuttosto che quelli di breve, ci permetterebbe di comprendere anche in maniera più agevole i consigli del consulente finanziario, e soprattutto di ottenere migliori risultati. Vorrei tornare brevemente sul tema della visione di lungo termine: se si assume una prospettiva di questo genere la nostra attitudine rispetto al mondo finanziario cambia molto, permettendoci in particolare di comprendere meglio l’andamento dei mercati e l’importanza di alcuni strumenti automatici come i PAC. Se si analizza infatti il grafico dello sviluppo sul lungo termine (S&P Index), comprendiamo agevolmente come il risparmiatore in un arco temporale più esteso guadagni sempre, e anche molto bene, e si rileva altresì come i momenti di volatilità (esempio ottobre/dicembre 2018) non sono altro che occasioni da sfruttare e trasformare in opportunità, evidenziando peraltro che gli stessi vengono infine sempre superati nel lungo termine. Più volte ho del resto rimarcato come la pianificazione costituisca il primo fondamentale passo per ottenere dei risultati soddisfacenti; agire diversamente significa infatti non comprendere, in caso positivo, come si sia pervenuti a determinati risultati, e quindi come poterli replicare, e, in caso negativo, come non ripetere i medesimi errori. La storia si ripete sempre, anche nel settore economico-finanziario, e purtroppo a causa dell’emotività o dell’istinto si effettuano molti errori; riguardare di tanto in tanto i grafici di lungo termine, piuttosto che quelli di breve, ci permetterebbe di comprendere anche in maniera più agevole i consigli del consulente finanziario, e soprattutto di ottenere migliori risultati.

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Alcune riflessioni sulla distribuzione mondiale dei redditi

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 25.01.2019

Si parla spesso in politica di redistribuzione dei redditi tra classi sociali attraverso lo strumento fiscale, ma al contempo si parla troppo poco di un’altra forma di redistribuzione della ricchezza, che invero riguarda tutti noi, indipendentemente dalla classe sociale. Nel momento in cui, spinti dall’ansia legata all’aumento della volatilità, ci affrettiamo a disinvestire in attesa di tempi migliori, dall’altra parte del mondo c’è qualcuno che contemporaneamente compra quelle quote; è dunque in quel momento che avviene una redistribuzione di ricchezza a livello globale tra chi conosce i meccanismi dei mercati finanziari e chi, preso dall’agitazione, si affretta a vendere quando invece bisognerebbe comprare. Va segnalato come la disuguaglianza di reddito vari molto tra paesi, e in generale, essa risulti più bassa in Europa e più alta in Medio Oriente: gli Stati del “vecchio continente” hanno in effetti riscontrato un maggior successo nel contenere l’aumento di questo disequilibrio, anche grazie ad un contesto politico e istituzionale più favorevole ai gruppi della popolazione economicamente più svantaggiati. Ma se tanto mi dà tanto, l’Italia, essendo oggi al 69° posto al mondo per cultura finanziaria, rischia di dilapidare velocemente la sua importante ricchezza, a discapito dell’intero paese e a favore degli speculatori di tutto il mondo. In questo senso i dati non offrono conforto, le ultime rilevazioni inerenti ai disinvestimenti dai fondi azionari tra ottobre e dicembre 2018 certificano nuovamente come gli italiani vivano uno stato quasi di angoscia rispetto alla volatilità, dando luogo appunto a gravi errori strategici. Se non si è in grado di gestire questi momenti in via autonoma, diventa allora fondamentale affidarsi ad un consulente che, forte di una visione più distaccata e neutrale, sia in grado di aiutarvi; agendo altrimenti continueremmo infatti a erodere i nostri risparmi lasciandoli sui conti, o ridistribuendo la ricchezza in tutto il modo con inevitabile impoverimento dell’intero nostro paese.

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Questione sanità e possibili soluzioni al problema dell’attesa

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 24.01.2019

I tempi di attesa nella sanità si allungano sempre di più, questo è un dato. Per tempo di attesa si intende il numero di giorni che intercorre tra la data di prenotazione della visita e la data di effettiva erogazione della prestazione sanitaria. Una recente ricerca del Polis ha ad esempio segnalato come il tempo medio di attesa per una visita ambulatoriale, in Lombardia, sia di 45 giorni.  Se si pensa poi alle visite specialistiche e alle prestazioni strumentali, i tempi aumentano ancora: l’attesa maggiore è per le ecografie, circa 59 giorni, segue la tomografia computerizzata con 39 giorni, la risonanza magnetica con 24 giorni e la radiografia con 15 giorni. Si arriva persino ad un’attesa di 124 giorni per una mammografia. Per rimediare a questa problematica una soluzione può essere quella di ricorrere al settore privato: in Italia esiste infatti un uno specifico Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (PNGLA), emanato nel 2010 secondo cui ci sono dei tempi massimi di attesa per alcune prestazioni, e in base a questo piano, ci si può rivolgere al settore privato pagando il solo ticket previsto nel pubblico se entro 60 giorni non è stato fissato un appuntamento nel sistema sanitario nazionale. Quella proposta è però una soluzione a posteriori, quando il problema dell’attesa è ormai maturato; per avere una corsia preferenziale è, a mio avviso, fondamentale affidarsi ad una copertura assicurativa che permetta in tutti i casi di intervento o visite specialistiche un passaggio prioritario. L’iscrizione ad un fondo o cassa sanitaria integrativa consentirebbe infatti di ottenere una serie di prestazioni mediche, ospedaliere ed assistenziali in base alla tipologia di iscrizione, comprese alcune non sempre fornite dal SSN, con maggiore facilità e ovviando al problema dell’attesa.  

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L’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo, ma qual è il risvolto della medaglia?

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 23.01.2019

Statisticamente – e i dati Istat lo confermano – siamo tra i paesi più longevi del mondo, secondi solo al Giappone. Da un lato questo dato ci rallegra, dall’altro credo che ognuno di noi dovrebbe analizzare seriamente i rischi legati a inconvenienti e problematiche di salute che potrebbero verificarsi durante la propria, si spera, molto lunga vita. Se ci pensate bene, quali potrebbero essere gli eventi capaci di destabilizzare la propria famiglia sia dal punto di vista psicologico che finanziario? Sicuramente un infortunio di una certa entità, una malattia, un intervento chirurgico importante, e naturalmente il rischio di rimanere, proprio in conseguenza di tali evenienze, in uno stato di non autosufficienza. Occorre infatti riflettere sul fatto che una invalidità determina non solo un costo immediato per la famiglia (spese per servizio infermieristico, visite mediche ecc.), ma implica anche l’impossibilità per il soggetto invalido di continuare la propria attività lavorativa, riducendo così il reddito familiare e generando, dunque, un ulteriore danno economico. Ebbene, come ci si dovrebbe comportare? Due sono essenzialmente le opzioni: 1) Assumere un atteggiamento fatalista e sperare che non accadrà mai niente di simile, e se propendiamo per questa scelta sostanzialmente scegliamo l’autoassicurazione, pertanto se dovesse accadere l’evento infausto dovremo rispondere con il nostro patrimonio, se sufficiente, con il rischio di bruciarlo in pochissimo tempo. 2) Analizzare con il proprio consulente gli eventuali rischi e studiare di conseguenza un’adeguata pianificazione assicurativa. Spesso ho infatti ripetuto come la definizione di una strategia assicurativa sia strumento necessario per consentire all’individuo, e al nucleo familiare, di tutelarsi al meglio da qualsivoglia rischio cui si è esposti; ed una delle aree di maggior intervento è proprio quello della salute. Contattatemi pure attraverso il form del sito o i miei canali social, sono a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento!

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Stock-picking: perché una selezione accurata delle azioni può essere vincente

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 14.01.2019

Ne abbiamo parlato diffusamente nei nostri ultimi articoli, vediamo di cosa si tratta nello specifico. Lo stock-picking è una strategia di investimento che sfrutta le fasi di debolezza dei mercati attraverso l’acquisizione in portafoglio delle asset class maggiormente sottostimate rispetto a quelle sovrastimate. Questa strategia può essere facilmente messa in pratica da un gestore attivo che, su delega del cliente, effettua professionalmente l’attività per suo conto. Anche il singolo cliente può effettuare operazioni in questa logica nelle fasi di debolezza dei mercati azionari dove il P/E (Price/Earning ratio) per azione diventa molto favorevole, per poi beneficiarne nel lungo termine. È un approccio “micro” che si differenzia da altre strategie di investimento “macro” che si focalizzano sui settori, sulle aree geografiche ecc. Purtroppo, siamo costantemente in ritardo, cerchiamo di capire perché: i dati sono chiari, in queste fasi si preferisce disinvestire per paura di un crollo inatteso. Si aspettando tempi migliori invece di potenziare la componente azionaria, sfruttando il potenziale del P/E (basse valutazioni rispetto agli utili). Siamo umani e abbiamo bisogno di dati più certi e aspettiamo che i mercati crescano di nuovo, senza renderci conto che è proprio lì che perdiamo i nostri soldi.  Quali soluzioni possiamo invece operativamente trovare? Secondo me si può: 1) Investire in un PAC indipendente dalla situazione dei mercati, per evitare l’effetto emotivo; 2) Gestire attivamente il portafoglio tramite un gestore e, grazie alla delega del cliente, il gestore si muoverà nel suo interesse. 3) Sfruttare i consigli del consulente finanziario nelle fasi di debolezza dei mercati. Se avete necessità di un consulto non esitate a contattarmi tramite il mio nuovo sito www.marcominotti.it oppure i miei canali social.

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L’importanza di affidarsi ad un consulente: quante occasioni perse per mancanza di fiducia!

Scritto il 11.01.2019

Il rapporto tra i risparmiatori e il proprio consulente parte sempre da un senso di particolare diffidenza, risultando in una fiducia a metà. Questo atteggiamento comporta purtroppo alcuni errori di fondo che vanno a ripetersi ogni volta proprio per un “patto di fondo” che non inizia su basi solide. Tendenzialmente si sceglie un asset class di investimento non per le sue prospettive di lungo termine ma in base al trackrecord dell’ultimo periodo: questo ci rende sereni – probabilmente ci rassicura – e pur acquistandolo caro siamo più tranquilli, come se i rendimenti passati fossero i nostri. Purtroppo, in fasi di volatilità e debolezza come queste, invece di attivarci verso gli asset che hanno maggiormente stornato con un’accurata stock-picking, liquidiamo le somme sui conti correnti in vista di tempi migliori… in cui però le azioni saranno più care! Tutto ciò va contro gli interessi dello stesso risparmiatore e porta ad una sorta di trasferimento di ricchezza tra chi comprende il mercato e chi gestisce male la propria l’emozionalità, non riuscendo a comprendere l’importanza dei consigli del proprio consulente. I dati, infine, sono agghiaccianti: dal 2008 al 2018 i depositi sui conti sono aumentati del 75% circa ma le quotazioni dei mercati degli ultimi 10 anni ad oggi sono tutte estremamente positive! In particolar modo per alcuni mercati che sono letteralmente esplosi: pensiamo ai megatrend più volte analizzati anche da me. Noi ci rinunciamo perché non riusciamo a comprendere i meccanismi complessi che regolano gli stessi mercati o, peggio, non ci affidiamo a chi su questi mercati magari ci opera con una esperienza ventennale. Se avete necessità di un consulto non esitate a contattarmi tramite il mio nuovo sito www.marcominotti.it oppure i miei canali social. Buon investimento e risparmio a tutti!

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Green economy e smart city: investimenti sempre più promettenti nell’anno che verrà

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 10.01.2019

I temi dell’energia pulita, green economy e smart city sono stati i protagonisti di alcuni miei articoli del 2018: torniamo quindi su una visione del futuro che deve farci riflettere sui nostri investimenti. In particolare, possiamo riconoscere alcuni trend molto precisi: 1) Aumento della popolazione nelle “Smart City”: si vivrà sempre di più in città e queste diventeranno sempre più attrattive e interattive per tutti, ottimizzando i propri servizi; 2) All’interno di una Smart City si viaggerà per lo più in elettrico e dal concetto di proprietà si passerà gradatamente a quello di condivisione, con l’obiettivo di raggiungere la massima qualità della vita possibile; 3) Queste nuove città del futuro non saranno preda di un inquinamento senza controllo e anzi, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie, saranno autosufficienti e ad energia pulita. Molti Paesi sono avanti in questo senso: pensiamo soprattutto al Nord Europa e a città come Copenaghen, Stoccolma, Oslo. Ma anche noi, specialmente con Milano e gli obiettivi dichiarati nel progetto “Milano 2030”, stiamo cominciando a correre. Il mondo si concentrerà verso l’efficienza e l’efficienza sarà fonte di ricchezza e di crescita: tutti potranno dare il loro contributo senza impedimenti grazie all’uso sempre maggiore dello smart working. Investire in energia pulita e smart working credo sia un ottimo affare sia per voi personalmente che per il nostro unico pianeta.  La terra che abitiamo ha necessità di un nuovo equilibrio tra ambiente e produttività, e tale equilibrio potrà essere raggiunto solo con efficienza e sfruttamento a pieno della tecnologia.

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