Marco Minotti

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Dati che fanno riflettere

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  • Consulenza patrimoniale
Scritto il 09.03.2022

Aumenta la speranza di vita, ma la scarsa cultura finanziaria ci porta a non pensare alle conseguenze (reali). L’Italia, infatti, presenta la più alta patrimonialità d’Europa: una ricchezza accumulata con il lavoro, le capacità, il risparmio. Ma perché questo elevato patrimonio viene trascurato? È notizia di questi giorni che, nell’ultimo anno, l’Italia ha toccato il minimo storico di nascite: circa 390.000 a fronte del record storico del 1964, quando erano state più di 1.000.000. Oggi, infatti, la popolazione italiana è costituita per il 23% circa da persone da 0 a 25 anni, per circa il 54% da persone dai 26 ai 64 anni e per quasi il 23 % da individui con più di 65 anni. Tuttavia, proprio quest’ultima fascia, grazie all’aumento della speranza di vita, è destinata ad allargarsi inevitabilmente, mettendo in evidenza le importanti implicazioni patrimoniali che ne derivano. Analizzando più dettagliatamente la fascia di ultrasessantacinquenni, bisogna considerare che si tratta di persone che si trovano a vivere in maniera abbastanza diversa rispetto a quando lavoravano: vivono di pensione e di risparmi e hanno nuove esigenze, ma anche nuove criticità: la principale è la longevità e il conseguente rischio di non autosufficienza. Nonostante i numerosi problemi che caratterizzano l’Italia oggi, soprattutto a livello governativo, un dato molto interessante che tengo a sottolineare è l’elevata patrimonialità delle famiglie italiane, la più alta d’Europa: ricchezza che è stata accumulata con il lavoro, con le capacità dei professionisti e la grande capacità di risparmio degli Italiani. Gran parte di questa ricchezza è posseduta da persone ormai in pensione o che stanno per andarci e l’ampliamento di questa fascia implica che siamo di fronte al più grande passaggio generazionale di patrimonio della storia italiana. A fronte di un elevato patrimonio, va purtroppo segnalata la scarsa cultura finanziaria del popolo italiano: le famiglie italiane spesso trascurano la protezione e la pianificazione del patrimonio e questo è dimostrato anche dalla bassa percentuale (sotto al 10%) di testamenti che viene fatta in Italia rispetto agli altri Paesi europei. La trasmissione del patrimonio accumulato, se non decidiamo noi con un testamento, verrà fatta in base al Codice Civile. Inoltre, oggi, ci sono delle realtà familiari molto diverse rispetto a qualche decennio fa e questo è un altro aspetto da considerare per una corretta pianificazione: le famiglie a cui andrà il patrimonio sono completamente diverse da quelle che lo hanno costruito e questo porta a dover considerare combinazioni nuove e a delle adeguate soluzioni. Proprio perché ciascuno di noi è caratterizzato da una vita patrimoniale diversa rispetto ad un altro, è fondamentale affidarsi a un consulente patrimoniale che, grazie alla sua visione ad ampio raggio, darà supporto alle persone e alle famiglie nelle loro scelte, suggerendo delle soluzioni appropriate.

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Facciamo chiarezza sulla situazione attuale

Scritto il 04.03.2022

Alla notizia del conflitto tra Russia e Ucraina, è umano (troppo umano, come dice Nietzche) farsi prendere dalla paura e dallo sconforto, sensazioni che vanno a condizionare anche il nostro comportamento verso gli investimenti. Facciamo quindi chiarezza su quello che si dovrebbe (e non dovrebbe) più fare dal punto di vista finanziario in queste situazioni drammatiche. Purtroppo, la notizia che tutti speravano di non sentire è arrivata: la Russia ha deciso di invadere l’Ucraina. Le conseguenze a livello mondiale sono enormi e si ripercuotono anche sull’ambito finanziario. Mentre tutti noi seguiamo con apprensione le notizie dal fronte ucraino, è doveroso mantenere accesa la luce della speranza, augurandoci che ci sia al più presto una svolta diplomatica che metta fine ai combattimenti e alle atrocità a cui stiamo assistendo. In queste fasi drammatiche, molti investitori si chiedono se in qualche modo sia necessario intervenire sui propri investimenti. La paura è comprensibile, soprattutto in questo contesto dominato dalla iper informazione, che non crea altro che ansia e sconcerto nelle persone. Percepisco la vostra preoccupazione: in qualità di consulente finanziario e assicurativo, ci tengo a darvi dei consigli operativi, con la speranza di tranquillizzarvi almeno nel mio settore. Ci sono varie considerazioni da fare: se siamo degli speculatori, ci faremo influenzare e trascinare dalla marea di informazioni negative. Al contrario, se alziamo lo sguardo e interpretiamo il contesto come investitori di medio-lungo termine, possiamo rimanere tranquilli in merito agli investimenti. Cosa fare, allora, in un contesto come quello attuale? In primo luogo, cercare di guardare meno il telegiornale: sembra un consiglio scontato, ma non è da sottovalutare l’influenza che esercitano i media sulla nostra percezione. Per chi ha già investito, consiglio di rimanere fedele al programma e valutare eventualmente un versamento aggiuntivo per ottenere maggiore abbrivio nel medio lungo termine. In questo senso, per chi intende investire o lo ha già fatto, questi contesti sono situazioni dove è fondamentale mantenere la calma e affidarsi ad una gestione attiva e flessibile del proprio denaro. Ecco perché, per chi non ha investito, il consiglio è di rompere gli indugi e cercare di pianificare i propri investimenti di medio lungo termine, definendo i propri obiettivi per orizzonti temporali specifici, affiancandosi ad un consulente finanziario (io ovviamente sono a disposizione!). Ora mi rivolgo agli indecisi che continuano a lasciare i propri soldi sul conto corrente, in attesa di tempi migliori. Facciamo chiarezza: state facendo un errore strategico e finanziario che comporterà un impoverimento patrimoniale della vostra famiglia. Il mio messaggio è un invito ad abbracciare il futuro senza timore, augurando che, prima di tutto, si impari la cultura della pace per non tornare al passato.

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Il valore di pianificare oggi

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  • Consulenza patrimoniale
Scritto il 22.02.2022

Il futuro, per definizione, è incerto. Davanti a questa verità c’è però un segreto che permette di proteggersi dall’incertezza: pianificare, iniziando dal presente. Per fortuna, non si è soli in questo percorso: un consulente è l’alleato ideale per agire oggi e proteggere il domani. Presente e futuro sono due concetti che, spesso, ci sembrano distanti. In realtà, sono intrecciati: per dare maggiore valore al proprio futuro, si deve sempre partire dal presente. Quando pensiamo al conseguimento di un obiettivo futuro, o pensiamo a un sogno che vogliamo realizzare, cominciamo a porre delle solide basi proprio nel presente. Questo vale per ogni tipo di obiettivo. Anche quando parliamo di obiettivi economici e finanziari. Soprattutto in un ambito complesso e delicato come quello finanziario, tutto deve iniziare con un’efficace pianificazione. L’analisi patrimoniale permette di comprendere eventuali criticità che minano la possibilità di garantirsi un futuro sereno e di gestire quanto si possiede nel presente. È forse un sentire comune pensare che una pianificazione patrimoniale riguardi solo chi possiede un patrimonio molto esteso e differenziato: in realtà, tutti dovrebbero pensarci. Non è di certo al caso che si dovrebbero lasciare le decisioni più importanti della nostra vita, cioè quelle che riguardano il proprio futuro e quello della propria famiglia, che è anche il bene più prezioso che abbiamo. Per fortuna, non si è soli in questo percorso: il supporto di un consulente che sappia guidarci nelle nostre scelte e valutazioni di domani ci permette di agire consapevolmente nel nostro oggi.    

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Sciare sicuri: da oggi è un obbligo

Scritto il 18.02.2022

Anno nuovo, nuova normativa. Da oggi, le regole nelle piste da sci sono come quelle per le nostre strade asfaltate: Responsabilità Civile obbligatoria per tutti gli amanti della neve. Con il nuovo anno, è arrivata anche una novità davvero importante dal punto di vista normativo per gli amanti della neve. Secondo la nuova normativa D.lgs. 40/2021, dal 1° Gennaio 2022 tutti gli sciatori sono obbligati ad avere un’assicurazione per la Responsabilità Civile per danni o infortuni causati a terzi. Da oggi si può quindi sciare con meno preoccupazioni, dal momento che lo scopo di questa normativa è proprio quello di migliorare la sicurezza sulle piste. Come sulla strada, anche sulle piste da sci, il responsabile di un incidente è tenuto a risarcire il danno causato ad altri. Un invito, dunque, alla responsabilità: la speranza è che questa norma induca tutti coloro che amano sciare o praticare snowboarding ad essere più prudenti e consapevoli sulle piste.    

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Pandemia: possiamo trarne qualche insegnamento?

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  • Consulenza patrimoniale
Scritto il 14.02.2022

Ansia, disorientamento, sfiducia: sono tanti i sentimenti negativi che ci hanno accompagnato in questi ultimi anni segnati dalla pandemia. Anche dalle situazioni più gravi, tuttavia, possiamo trarre degli insegnamenti. Tra questi, il valore della prevenzione e della pianificazione ha certamente riacquistato forza. Questi ultimi anni segnati dalla pandemia hanno portato con sé grande incertezza e disorientamento. Che cosa possiamo trarre da questa situazione, nella quale spesso ci siamo sentiti soli e annichiliti? Di certo, ha ritrovato forza e illuminazione il valore della prevenzione e di una buona pianificazione. Godere di un presente sereno, infatti, significa anche fare la scelta giusta, cioè tutelare la propria famiglia e il proprio patrimonio dagli imprevisti e dalle relative conseguenze. Una corretta pianificazione patrimoniale pone le sue basi su un’analisi del proprio patrimonio e di quello familiare, al fine di mettere in evidenza quelle che sono le maggiori criticità patrimoniali e capire che tipo di soluzioni si potrebbero adottare. Concludo con una frase che mi piace molto e che descrive perfettamente la necessità di pianificare il futuro nel presente: “se i rischi non si possono evitare, le conseguenze di un imprevisto si possono prevedere.”

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Un mondo sempre più digitale

Scritto il 10.02.2022

La tecnologia è uno strumento potente: abbiamo visto come durante la pandemia il suo utilizzo si sia triplicato perché le persone potessero adattarsi al nuovo contesto. La chiave per non farsi sopraffare da un mondo sempre più digitalizzato è non perdere il rapporto umano, sfruttando gli strumenti attuali. Sempre più spesso i clienti delle banche tradizionali si lamentano della spersonalizzazione degli istituti di credito. Durante la pandemia, il processo di ristrutturazione del modello bancario tradizionale ha avuto un’importante accelerazione con la chiusura di molte filiali di paese e la riassegnazione dei clienti alle filiali dei capoluoghi. Questo processo è il più delle volte comunicato ai clienti con comunicazioni ufficiali (ad esempio raccomandate o pec) e solo in alcuni casi con chiamate da parte della filiale. Una volta arrivati nella nuova filiale vengono accolti da un consulente che cerca di direzionarli verso prodotti bancari preconfezionati, ricompattando un portafoglio che in altro modo non sarebbero più in grado di gestire. Questo processo sta lasciando i clienti quantomeno sconcertati, venendo meno il rapporto personale. Circa 20 anni fa, quando ho iniziato questa professione, ricordo come la figura di riferimento delle banche fosse il direttore: lui manteneva i rapporti importanti e aveva l’autonomia e la flessibilità per venire incontro alle esigenze dei clienti. Poi, i vari cambi normativi hanno spossessato questa figura delle sue prerogative principali. I clienti che hanno vissuto in quell’epoca, oggi cercano disperatamente un rapporto/relazione di fiducia con una logica di continuità. Dall’altra parte, la crescita delle reti di consulenza finanziaria testimonia come un rapporto di consulenza basato su fiducia e stabilità sia fondamentale per i clienti e rappresenti un valore fondamentale. Durante la pandemia, il mondo della consulenza si è adattato al contesto fornendo ai clienti un servizio in modalità nuove (ad esempio video call o call in orari di disponibilità del cliente); dall’altra parte, il mondo tradizionale ha chiuso sempre più filiali e gli appuntamenti di persona si sono ridotti drasticamente. Al di là degli importanti cambi normativi a tutela del consumatore, rimane fondamentale mantenere un rapporto umano con i clienti comunicando costantemente anche attraverso strumenti attuali (newsletter, mail, eventi digitali). La tecnologia deve rafforzare il rapporto di consulenza e la relazione con il cliente, che deve rimanere sempre al centro.  

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PAC: uno strumento efficace di risparmio

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  • PAC Piano accumulo capitale
Scritto il 03.01.2022

Si sa: quando si tratta di pensare a un regalo per i propri figli, la prima cosa che si vuole per loro è un futuro sereno. Ma come si può garantire? Semplice! Con strumenti finanziari come il PAC. Arriva il periodo natalizio e spesso i genitori mi chiedono di cominciare a risparmiare per i figli per creare una sorta di dote per i propri obiettivi futuri: quale strumento possiamo utilizzare? Se l’orizzonte temporale di investimento sono almeno 10 anni, lo strumento più efficace è senza dubbio il PAC: il piano di accumulo del capitale può intercettare la crescita futura, soprattutto se destinato ai nuovi megatrend o all’Asia, utilizzando l’azionario. Risparmiare per i propri figli e, in particolare, per il proprio futuro è chiaramente un’ottima idea, ma va fatto con metodo: il PAC permette di raggiungere questo obiettivo. In altro modo, i vari libretti di risparmio o strumenti old economy rischiano di erodere capitale più che rivalutarlo, considerando inflazione e criticità del mercato obbligazionario per i prossimi anni. All’interno della mia pianificazione finanziaria nei confronti dei clienti la creazione della “dote per i figli” rappresenta un’area di massima attenzione. Pianificare significa programmare con gli strumenti adeguati e con un professionista del settore che ti sappia accompagnare nel tuo percorso.

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Investire in un nuovo mondo

Scritto il 28.12.2021

Perché si parla tanto di inflazione e soprattutto perché il tema ci dovrebbe interessare? Nella fase attuale, non è mai stato così importante investire e ridare valore e significato al proprio denaro. Si parla di inflazione nel momento in cui si assiste ad un costante aumento del livello dei prezzi che causa una riduzione del potere di acquisto della moneta, cioè la quantità di beni e servizi che possiamo acquistare con essa. In questa fase di fiammata inflazionistica, continuare a ragionare soltanto sul valore nominale del denaro ci può portare ad una importante riduzione dello stesso, una sorta di autotassazione. In questa fase, è fondamentale cercare di pianificare i propri investimenti quantomeno per ottenere un obiettivo, ossia non perdere denaro. Oggi lasciare i propri risparmi sul conto significa perdere denaro e continuarlo a fare nei prossimi anni. Molti davanti a questa considerazione preferiscono lasciare i propri soldi sul conto perché “non si sa mai”, ma così non comprendono che questo ruolo è solo in parte della liquidità di conto e in larga parte della pianificazione assicurativa. In questi ultimi due anni molto sono cambiate molto le nostre abitudini e siamo in un tempo definito “del cambiamento”: abbiamo l’opportunità di costruire un mondo nuovo tramite comportamenti diversi e più sostenibili. Lasciare i soldi sul proprio conto danneggia economicamente e non mette in circolo denaro per la costruzione di questo nuovo mondo. Oggi, investire non è più solo un interesse personale, ma ha sempre più delle connotazioni sociali ed etiche (pensiamo ai principi ESG). Il mio consiglio è ragionare insieme al proprio consulente sui propri valori di riferimento e sugli obiettivi personali. Stabilire un percorso di medio lungo termine permette di intercettare questo periodo di importante cambiamento sociale e valoriale. Investire non significa soltanto pensare a un proprio rendimento, ma anche dare un senso a ciò che facciamo ogni giorno.

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Uno sguardo sulla situazione attuale

Scritto il 20.12.2021

Le modalità di lavoro cambiano, le esigenze mutano e con esse anche le abilità richieste da un mondo sempre più digitalizzato e veloce. La vita scorre sempre più frenetica in questo periodo di grandi cambiamenti. Interi comparti aziendali verranno stravolti comportando non pochi problemi a livello sociale ed economico. La digitalizzazione cambierà il mondo nel breve volgere di pochi anni: siamo in un vero e proprio “frullatore” che porterà da una parte decadimento di alcune attività e dall’altra la nascita di nuovi lavori e nuove opportunità. Ci troviamo già oggi in difficoltà: molte aziende cercano profili caratterizzati dalle nuove skills digitali (flessibilità oraria, smart working, utilizzo dei moderni sistemi di comunicazione, ecc.) ma non trovano nè la mentalità nè la disponibilità dei lavoratori. Dall’altra parte, molti lavoratori cercano lavori caratterizzati dalle modalità presenti prima della pandemia e sono poco disponibili al cambiamento richiesto dalle aziende. Anche molte aziende non si stanno dimostrando capaci di incentivare la cultura del lavoro digitale investendo in tecnologia e in corsi di formazione per il personale, partendo dal presupposto che tanto, prima o poi, si tornerà a fare le cose esattamente come prima: una visione quantomeno miope. Nei giorni scorsi, mi sono confrontato sul tema con un professionista che lavora nel Regno Unito. Quest’ultima mi ha confermato che loro non hanno nessun obbligo di andare in ufficio, ma l’importante è che svolgano il lavoro assegnato: paradossalmente potrebbero farlo anche di notte. Questa mentalità si basa su fiducia e responsabilità del lavoratore. Credo che in Italia vada prima di duetto regolamenta (in quest’ottica qualcosa si sta muovendo) e dall’altra parte incentivata (magari con dei vantaggi fiscali per i datori di lavoro che utilizzano questa modalità smart nel rapporto con i dipendenti). Insomma, in questo periodo di forte cambiamento si dovrebbe trovare un nuovo equilibrio nel rapporto di lavoro. È fondamentale consolidare la relazione tra azienda e lavoratore, al quale  bisognerebbe lasciare la libertà di venire in ufficio all’occorrenza, così per interfacciarsi con i colleghi e non perdere il contatto con l’azienda. Ciascun settore è diverso e questa dinamica vale solo per una parte delle attività (principalmente nei servizi), ma è fondamentale creare una rete di lavoratori smart sempre più ampia per sfruttare al meglio le opportunità delle autostrade digitali.  

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Possiamo ancora permetterci di non pianificare?

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 18.12.2021

Investire in uno scenario in continua evoluzione come quello attuale significa prepararsi ed essere in grado di affrontare i cambiamenti: pianificare non è più una scelta, ma diventa una necessità. Nelle ultime settimane, ci stiamo rendendo conto del seguente scenario: l’inflazione corre vicino al 5% in Europa (in Italia vicino al 4%) con particolare rilievo per alcuni settori e per le materie prime con conseguente scarsità di forniture; i rendimenti dei classici strumenti di risparmio, obbligazioni e libretti di risparmio rasentano lo 0% e il possibile rialzo dei tassi in prospettiva si potrebbe girare con rendimenti negativi; i mercati azionari sono ai massimi, tranne in alcune aree del mondo (come Asia e altri paesi emergenti) La mia riflessione parte da coloro che perseverano nel lasciare i propri risparmi sul proprio conto corrente “perché non si sa mai”. Negli ultimi anni si è generato un gap tra chi ha deciso di investire e chi ha lasciato i propri soldi sul conto; questo, a sua volta, ha conseguito un arricchimento di chi ha fatto una pianificazione e un impoverimento di chi si ostina a lasciare la liquidità inutilizzata per paura, pigrizia o mancanza di conoscenze sul tema. Poco tempo fa questo immobilismo costava 1,5/2% di inflazione annua, oggi la questione cambia prospettiva: possiamo permetterci di perdere ben il 4% all’anno per non decidere? Così come ci rivolgiamo ad un fiscalista per la dichiarazione dei redditi, dovremmo affidarci ad un consulente finanziario per capire come non danneggiare in maniera drammatica la propria famiglia. Investire significa stabilire una pianificazione personale che permetta a te e alla tua famiglia di raggiungere agevolmente i vostri obiettivi di vita. In vista del Natale e dell’anno nuovo, ritengo che tra i buoni propositi ci sia quello di affidarsi ad un consulente per una gestione professionale di un mercato sempre più complesso.  

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Volatilità: sappiamo esattamente di cosa si tratta?

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  • Formazione/Educazione Finanziaria
Scritto il 13.12.2021

Attraverso diversi strumenti e l’aiuto del consulente finanziario assicurativo, è possibile governare una situazione di mercato incerta con conseguente escursione elevata dei prezzi. La volatilità è un’elevata escursione dei prezzi legata alla situazione di mercato incerta. La domanda che sorge è: possiamo governarla? Sicuramente, grazie ad una gestione oculata e attraverso diversi strumenti: anche se in questo momento rappresentano più un rischio che un’opportunità, le obbligazioni sono i titoli che normalmente meglio sopportano la volatilità, soprattutto se di rating elevato Diversificare al fine di evitare una eccessiva sovraesposizione in un particolare settore Allungare la nostra visione e ragionare in logiche di medio- lungo termine: il breve termine è estremamente rischioso Con pazienza ed evitare di investire in modo emotivo rischiando di effettuare enormi errori Essere assistiti e affiancati da un consulente finanziario permette di evitare l’emotività ed avere un confronto costante La volatilità andrà gestita nel tempo e non dovremmo farci condizionare dai rischi; anzi, dovremmo sfruttare le opportunità che si genereranno avendo una particolare attenzione per una diversificazione geografica e settoriale accurata, allungando il nostro sguardo verso le opportunità di medio lungo termine. Soffermarci sempre sul breve termine non ci permette di cogliere a pieno le opportunità. In conclusione, investire significa ragionare in base a delle logiche molto chiare, ma non sempre facili da seguire. È in quel momento che entra in gioco il consulente, il quale vi può dare tutta l’assistenza psicologica per poter ottenere i migliori risultati.  

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Pianificazione pensionistica: prima iniziate, meglio è!

Scritto il 05.12.2021

Ancora troppa poca informazione sulla pianificazione pensionistica, la quale prevede molti vantaggi concreti, anche dal punto di vista fiscale. Ci stiamo avviando verso l’ultima parte dell’anno e rimane fondamentale fare un paio di considerazioni in merito a quanto sta succedendo a proposito dell’inflazione. La fiammata inflazionistica rende sempre meno conveniente lasciare sul conto corrente i propri risparmi non effettuando alcuna pianificazione. In particolare, ritengo opportuno sottolineare l’opportunità fiscale legata ai fondi pensione; esiste infatti la possibilità di dedurre dal proprio reddito personale fino a 5.164 euro annui. Una vera opportunità per chi ha già un fondo pensione, ma anche per chi potrebbe sottoscrivere un nuovo fondo per cominciare a pianificare il proprio progetto pensionistico. I dati parlano chiaro: un venticinquenne che comincia oggi a lavorare con un reddito medio di 1.400 euro, avrà una pensione a 72 anni pari a circa 840 euro. La pensione è sempre più dilatata nel tempo e sempre più ridotta! Per tale ragione, è fondamentale iniziare il prima possibile il proprio progetto pensionistico e pianificare un’integrazione adeguata. I vantaggi fiscali dei fondi pensione non si limitano alla deducibilità fiscale del versamento aggiuntivo, ma sono importanti anche per chi decide di destinare soltanto il proprio Tfr. Insomma, il legislatore ha voluto agevolare in tutti i modi i versamenti effettuati su questo strumento fondamentale anche dal punto di vista sociale. Purtroppo, in Italia, ancora troppa gente lascia i soldi del proprio Tfr in azienda rinunciando ai vantaggi fiscali, non pianificando la propria pensione e creando così nel medio lungo termine un problema di sostenibilità della propria “azienda famiglia”. La pianificazione pensionistica è fondamentale all’interno della propria pianificazione personale e del proprio progetto di vita. Vi invito ad iniziare a ragionarci e non perdere i vantaggi fiscali e i benefici dell’interesse composto.  

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