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Una buona pianificazione? Non senza un’analisi del reddito!
Scritto il 29.11.2021Una corretta pianificazione assicurativa inizia con un’attenta e accurata analisi del reddito, dei flussi attuali e futuri, e di tutte quegli imprevisti che possono minare il raggiungimento dei vostri obiettivi. In una solida e buona pianificazione, ricopre un ruolo di fondamentale importanza proprio l’analisi delle proiezioni, per evitare che un imprevisto comprometta i sogni e il futuro della nostra famiglia. In particolar modo, ritengo fondamentale considerare tutti i nostri flussi attuali (quali i costi della casa, il mantenimento dei figli, i costi della gestione della famiglia) e quelli futuri. Considerando tali flussi, possiamo osservare che le cifre necessarie per raggiungere i nostri sogni o raggiungere gli obiettivi famigliari non sono altro che la sommatoria dei nostri redditi presenti e futuri, moltiplicata per il numero di anni necessari per raggiungere l’obiettivo, considerando inoltre che durante la nostra vita lavorativa si presume che i redditi siano superiori ai costi. Vi faccio un esempio pratico: moltiplicate il vostro reddito per il numero di anni che mancano al raggiungimento dei vostri obiettivi. Vi accorgerete subito che le cifre in questione sono estremamente elevate. Per tale ragione, possiamo facilmente capire come sia fondamentale proteggere le persone che compongono il nucleo famigliare da eventuali imprevisti che possano in qualche modo impattare negativamente sul raggiungimento del progetto. Sareste disponibili a compromettere i progetti dei vostri figli per un imprevisto di salute che faccia venire a mancare il vostro reddito? Per evitare che ciò accada è fondamentale analizzare in maniera estremamente accurata tutte le fondi di reddito, i flussi in uscita e sì – anche i vostri sogni - per modellare in maniera accurata una pianificazione assicurativa che vi permetta di proteggere il percorso in modo adeguato per raggiungere i vostri obiettivi di famiglia. Se effettuiamo questa analisi in maniera corretta, potremmo poi permetterci una corretta pianificazione finanziaria che, inevitabilmente, performerà di più essendo protetta anch’essa dalle interruzioni dovute agli imprevisti. Come sempre, senza una corretta pianificazione assicurativa rischiamo di mettere in discussione la pianificazione finanziaria ma soprattutto i nostri obiettivi di vita.
Continua a leggereAcqua: una risorsa vitale sottovalutata
Scritto il 25.11.2021L’acqua è una risorsa vitale per gli esseri umani e per il Pianeta. Tuttavia, il suo valore inestimabile viene ancora sottovalutato. Investire sulle risorse idriche rappresenta oggi uno dei maggiori megatrend per raggiungere elevati standard ESG. Uno dei requisiti fondamentali per la crescita economica è sicuramente la disponibilità di risorse idriche. Lo stress dovuto al cambiamento climatico, la crescita economica e il rapido processo di industrializzazione rendono sempre più scarsa l’acqua a livello globale. A livello globale i paesi occidentali sono un passo avanti rispetto ai paesi emergenti, che in questi anni non hanno investito abbastanza nel migliorare ed espandere le infrastrutture idriche. La catena di valore dell’acqua è ormai agevolata da una serie di tecnologie quali la filtrazione a livello microscopico e i diversi dispositivi digitali a livello di intelligenza artificiale. A livello generale, sempre più regioni al mondo stanno sprecando le proprie risorse idriche e questo creerà una serie di disfunzioni a livello globale che porteranno la domanda a superare l’offerta del 40% nel 2030. Insomma, non c’è più tempo da perdere e bisogna considerare l’acqua come una risorsa limitata. Sebbene l’acqua copra il 70% della superficie terrestre, solo una piccola parte di essa (3%) è acqua dolce: tutto resto è acqua di mare o salmastra semi salata ospitale solo per alcune tipologie di organismi. L’accelerazione demografica dell’Asia e la sua crescita economica ed industriale renderà sempre più difficile affrontare la scarsità di acqua. Siamo di fronte ad una sfida di carattere globale che va affrontata velocemente per fare fronte in maniera corretta alla maggiore domanda. A livello generale, investire in questa tematica rappresenta uno dei maggiori megatrend dei prossimi anni.
Continua a leggereLa situazione attuale
Scritto il 22.11.2021Le politiche attuate per contenere la pandemia da Covid 19 si sono rivelate efficienti, ma non sufficienti: in molti paesi la situazione è ancora molto lontana da una risoluzione almeno parziale. A livello globale il mondo viaggia a velocità non omogenee. Le politiche adottate dagli Stati per contenere la pandemia Covid 19 hanno permesso ad alcuni paesi di rientrare in un regime di semi normalità, mentre quelli che non sono riusciti nell’opera di persuasione della propria popolazione vanno incontro ad un inverno di nuovi lockdown. Questa situazione vale a livello europeo, ma anche a livello globale: tra paesi ricchi e paesi poveri questa situazione diventa ancora più stridente e capace di aumentare ulteriormente le differenze. La capacità dei paesi sviluppati di attuare delle politiche efficienti non è sufficiente se non si riesce a fornire ai paesi poveri i vaccini per contenere in maniera adeguata la pandemia. Che cosa ci insegna questo? Sicuramente, che non possiamo pensare solo al nostro orticello, ma dobbiamo allargare lo sguardo all’Africa e a tutti i paesi in difficoltà sia per un obbligo morale e sociale sia per ragioni di carattere economico. I possibili lockdown diversificati a livello globale potranno creare ulteriori colli di bottiglia con problemi di approvvigionamento e impatti inflattivi.
Continua a leggereCina a prezzi di saldo
Scritto il 16.11.2021La Cina: un rischio o un’opportunità? Considerando il P/E delle azioni favorevole e l’enorme liquidità disponibile, sicuramente rappresenta un’opportunità. Le stime di crescita della Cina sono state riviste al ribasso e si attestano per il 2022 intorno al 5%, contro l’8,5% precedente. Il forte rallentamento è dovuto principalmente alle vendite sul mercato immobiliare primario, che rappresenta circa il 15% del Pil cinese oltre all’indotto generato. È evidente che il caso Evergrande sta scuotendo (e non poco) il settore, portando ad un’importante contrazione del credito in questo settore. Un altro elemento importante da sottolineare è la fiducia dei consumatori che stenta a risalire dopo le ondate Covid. In ultimo, l’industria pesante potrebbe avere profitti inferiori al periodo pre-Covid, a causa di alcune disfunzioni nella domanda. Quindi la Cina come la dobbiamo considerare rischio o opportunità? In questo momento, il P/E delle azioni risulta estremamente favorevole e questo ci permette di acquistare azioni a livelli estremamente interessanti nell’ottica del medio lungo termine. Ritengo, infatti, che la Cina grazie all’enorme liquidità disponibile sarà capace di sfruttare al meglio la fase attuale, che oltre ad essere di rallentamento è anche una fase di ristrutturazione strategica sul fronte politico ed economico. Per tali ragioni, ritengo che cominciare ad accumulare in quest’area del modo sia un’opportunità estremamente interessante e da cogliere nell’ottica della diversificazione di medio lungo termine del proprio portafoglio di investimento. Anche sul fronte obbligazionario che ha sofferto la crisi Evergrande rimangono favorevoli prospettive di medio lungo termine. Insomma, il rallentamento a mio avviso ha creato un’opportunità sempre considerando il nostro profilo di investitori e la nostra attitudine al rischio.
Continua a leggereProtezione: la base per una buona pianificazione assicurativa
Scritto il 08.11.2021Alla base di una solida pianificazione assicurativa c’è sempre la protezione: una buona copertura che tuteli dai rischi legati alla professione, ma anche da quelli legati alla salute e del patrimonio. Un tema di fondamentale importanza per la tutela patrimoniale, soprattutto per la categoria dei medici, è relativo alla normativa sulla responsabilità civile del medico nello svolgimento della propria attività: la norma prescrive un termine di prescrizione pari a 10 anni per attivare delle azioni nei confronti del medico. Tale termine non decorre dal giorno in cui il medico determina il danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all’esterno, ma dal momento in cui viene o può essere percepita all’esterno. Proprio per questo è fondamentale trovare una buona alleanza capace di accompagnare il medico durante la propria attività lavorativa e anche oltre. Il primo passo consiste nell’individuare un broker capace di muoversi in un mercato estremamente specialistico. Lo step ulteriore sarà l’analisi della retroattività per poter tutelare a pieno la propria attività: per esempio, un neo-assunto non avrà bisogno della copertura relativa alla retroattività non avendo lavorato precedentemente, mentre se lavora da 5 anni dovrà scegliere una compagnia che copra anche i 5 anni precedenti di attività. Come è intuitivo, il lavoro su una polizza responsabilità civile professionale non può che essere sartoriale: ogni medico ha un trascorso differente in termini di età lavorativa, storico sinistri e specialità professionale. Purtroppo, la polizza la maggior parte delle volte non viene analizzata attentamente e questo comporta rischi notevoli per il proprio patrimonio famigliare. Un altro elemento fondamentale è il post attività di un medico, che può avvenire per pensionamento o per decesso improvviso, il quale andrebbe coperto con una garanzia postuma. Seppure il medico non eserciterà più, rimane responsabile fino al termine di prescrizione per tutta la sua attività; in caso di decesso improvviso, se gli eredi accettano l’eredità (accettando debiti e crediti) si prendono in carico il rischio di una richiesta di risarcimento che mandi in fumo l’intera eredità. Come coprire correttamente questo rischio? La garanzia postuma è lo strumento ideale per qualsiasi fascia d’età.
Continua a leggereDopo la pandemia che futuro aspetta le organizzazioni aziendali?
Scritto il 28.09.2021La pandemia ha sicuramente evidenziato più che mai le ragnatele presenti in molte organizzazioni aziendali, sottolineando i limiti legati alla burocrazia e alla lentezza nel prendere decisioni. Il periodo pandemico ha modificato molte organizzazioni aziendali, anche in maniera radicale. Oggi il tema è cosa rappresenta l’elemento che unisce i lavoratori di un’azienda. È sicuro che i valori aziendali rappresenteranno il proposito evolutivo dell’organizzazione e renderanno chiaro il percorso di crescita collettivo, motivando in maniera completamente diversa i componenti del team. Se ci pensate bene, questa filosofia trasversalmente pervaderà tutte le nostre scelte, sia di investimento che personali. Per esempio, perché investo in un comparto legato alla transizione energetica e non nel tabacco? Perché condivido i valori che stanno alla base. Per questa ragione, per le aziende anche piccole sarà fondamentale chiarire e rendere solidi i propri valori. Le nuove generazioni hanno chiaro che ridurre l’inquinamento e le diseguaglianze sociali è fondamentale, ma le aziende se ne stanno accorgendo o rimangono arroccate sulle loro vecchie posizioni? Le aziende e le organizzazioni leader avranno certamente valori solidi, adotteranno forme di collaborazione veramente produttive e profonde, capaci di attirare le migliori collaborazioni.
Continua a leggereSmart working strategico vs. Smart working emergenziale
Scritto il 21.09.2021La modalità di smart working, “lavoro agile”, è stata adottata dalla maggior parte delle aziende durante il periodo pandemico e continuerà a rappresentare un modo strategico di concepire il lavoro, ma solo se gestita in maniera equilibrata. La pandemia ha lanciato in maniera definitiva lo smart working. In particolare, ne abbiamo avute due tipologie. Lo smart working “emergenziale” aveva il compito di proteggere dall’emergenza sanitaria e permettere il proseguimento delle attività in fase di Lockdown. Questa tipologia di smart working si è scontrata con carenze infrastrutturali, tecnologiche e problemi famigliari legati alla presenza di molte persone in casa contemporaneamente che non permettevano la concentrazione necessaria allo svolgimento delle attività. Lo smart working non emergenziale è invece una nuova filosofia manageriale, fondata su flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari, degli strumenti, con una maggiore responsabilizzazione sui risultati. In sostanza, una rivoluzione basata su una nuova cultura organizzativa, orari flessibili, tecnologia e spazi fisici. Ovviamente, ci sono settori che hanno beneficiato maggiormente di altri di questo nuovo slancio al lavoro da remoto (per esempio il settore della consulenza in genere e della formazione) ed altri che, invece, lo potranno sfruttare solo in parte. Sicuramente la situazione emergenziale ha dato uno slancio decisivo a questa nuova modalità di lavoro agile e ha dimostrato come non impatta sulla produttività, anzi, la migliora e rende più motivate e responsabili le persone. Secondo le più recenti ricerche, lo smart working, se gestito in maniera equilibrata, potrà essere una modalità di lavoro capace di favorire l’inclusione, il lavoro in team e le motivazioni del lavoratore e di conseguenza i risultati. Non dimentichiamo inoltre gli impatti dal punto di vista ambientale, come la riduzione drastica delle emissioni. A mio avviso, la modalità agile di lavoro non potrà che crescere e rappresenterà una modalità sempre più strategica per le aziende, soprattutto per la parte commerciale e consulenziale.
Continua a leggerePerché non pensiamo al futuro?
Scritto il 14.09.2021La consulenza di un professionista è fondamentale per sfruttare i vantaggi del sistema contributivo e ottenere risultati coerenti con le proprie aspettative. Purtroppo, però, c’è ancora troppa poca sensibilizzazione sull’argomento. I dati parlano chiaro: i fondi pensione stentano a decollare e, per di più, la maggioranza dei sottoscritto di fondi pensione ha aderito versando il solo Tfr. Incrociando i dati delle associazioni di categoria, si evince che la maggior parte degli aderenti ai fondi pensione è nella fascia di età tra i 34 e i 54 anni. I fondi pensione sono invece ancora poco diffusi tra gli under 34. Questi dati evidenziano come sia di estrema importanza la consulenza di un professionista, capace di evidenziare in maniera adeguata il gap previdenziale per tempo. Considerando come il sistema contributivo ha modificato radicalmente le prospettive dal punto di vista pensionistico, i giovani dovrebbero iniziare fin dalla giovane età per sfruttare i vantaggi della capitalizzazione ad accumulare nell’ottica del medio-lungo termine, al fine di ottenere dei risultati finali coerenti con le proprie aspettative. Tipicamente, chi sceglie di investire in uno strumento di questa natura è stato sensibilizzato sull’argomento ed è consapevole che l’orizzonte temporale dell’investimento è di medio-lungo termine. Per tale ragione è poco sensibile alla volatilità tipica dei mercati finanziari, ma richiede normalmente al consulente una pianificazione che il più delle volte va oltre la sola previdenza e diventa qualcosa di più vicino ad una pianificazione a tutto tondo per obbiettivi (goal based investing) o pianificazione finanziaria. Parlando di pensione, non si può intrecciare anche un’analisi assicurativa dei rischi durante il percorso che porta alla pensione (pianificazione assicurativa). Ricordiamo, inoltre, che prima aderiamo ad un fondo pensione e prima maturiamo i benefici fiscali propri dei fondi pensione. A tal proposito, ricordo che il fondo pensione può rappresentare un valido salvadanaio per figli e nipoti che potrà rompersi solo per esigenze importanti e che il minore, una volta adulto, potrà utilizzare pienamente con tutti i suoi vantaggi destinando il Tfr e magari facendo anche versamenti aggiunti. In conclusione, ritengo che la tematica pensionistica non sia più procrastinabile e che debba rappresentare il caposaldo di qualsiasi buona consulenza finanziaria.
Continua a leggerePianificare il proprio futuro
Scritto il 13.08.2021Non si lascia più nulla al caso: la pianificazione finanziaria e assicurativa è fondamentale sia per il proprio futuro sia per l’economia. Una delle peggiori scelte è quella di non scegliere: questa è una regola generale che in termini di investimento rappresenta la sua massima espressione nella liquidità sui conti correnti. In particolare, dal 2019 al 2021 il tasso di risparmio degli europei e anche degli italiani è aumentato riversandosi sui conti correnti. I depositi, infatti, sono passati da 1019 miliardi ad oltre 1700: un vero e proprio tesoretto. Vediamo quali sono i problemi di chi lascia i soldi sul conto corrente (oltre il necessario si intende): Tassi negativi che portano i costi per detenere la liquidità in aumento Lasciando i soldi sul conto si decide di non investirli perdendo le opportunità di rendimento correlate (il 2020 insegna) Costo dell’inflazione che erode capitale Da un recente studio, il 60% degli italiani è totalmente avverso al rischio e solo il 33% partecipa al mercato e soprattutto 6 italiani su 10 risparmiano senza un obiettivo specifico. Sempre secondo questo studio, il 60% degli italiani è interessato ad accrescere le proprie conoscenze in termini finanziari e il 26% vorrebbe cominciare a capire qualcosa in più sugli investimenti, magari affiancati da un consulente. In conclusione, è fondamentale che si cominci a pianificare il proprio futuro finanziario partendo da obbiettivi specifici e temporizzati. Con uno spreco in termini di risorse enorme sia per il singolo che per l’intero sistema paese, i soldi non investiti non entrano in circolo nell’economia e fanno perdere opportunità di crescita.
Continua a leggereUn punto della situazione pre-vacanze
Scritto il 09.08.2021La ripresa sembra abbastanza solida, ma rimane importante indossare gli occhiali di lungo periodo per comprendere cosa sta accadendo al mercato e mantenere un atteggiamento prudente con una efficace diversificazione. La compressione dei rendimenti obbligazionari, anche a seguito della recente fiammata inflazionistica, rende questo asset incapace di reggere il passo della ripresa economica attuale nel mercato americano e in quello europeo. Tutt’altra questione è l’Asia, dove questo mercato rappresenta una vera opportunità nell’orizzonte di 3 -5 anni. Questa situazione, paradossalmente, spinge l’azionario, anche se la dinamica di rotazione verso i settori ciclici in corso da inizio anno ha subito una battuta d’arresto. Questo è dovuto a causa della recente ripresa della variante Delta del Covid, che sta nuovamente favorendo i settori legati alla tecnologia, al farmaceutico e i difensivi in genere. Seppure la ripresa sia abbastanza solida, a mio avviso le criticità legate a questa fase sono tali da consigliare un atteggiamento prudente con un’importante diversificazione, sia nei settori ciclici che nei megatrend che rappresentano la sfida 2030 dell’Europa e del mondo. Inoltre, ritengo che sia opportuno, come sempre, prediligere la gradualità di entrata. Soprattutto, non si deve dimenticare di aumentare gradatamente il posizionamento strategico del portafoglio verso i paesi emergenti, che rappresentano oggi il vero asset a sconto a livello mondiale, sia dal punto di vista azionario che obbligazionario.
Continua a leggereGli italiani e le assicurazioni
Scritto il 02.08.2021Una buona pianificazione assicurativa può battere l’inflazione e permette di conseguire i propri obiettivi. Purtroppo, ancora molti italiani rinunciano alla pianificazione finanziaria, lasciando tutta la propria liquidità sui conti correnti. Anche durante la pandemia, l’Italia riconferma il suo record in termini di sottoassicurazione a livello europeo. L’incidenza dei premi nel settore danni (escluso Rca), infatti, è pari all’1,1 % contro il 2,8% di media europea. Questo dato conferma il comportamento degli italiani nei confronti dell’assicurazione e in particolare della pianificazione assicurativa. Si tende a lasciare tutta la propria liquidità sui conti correnti in vista di possibili eventi avversi (autoassicurazione), rinunciando così anche alla pianificazione finanziaria per obbiettivi e ai benefici che si avrebbero nel medio lungo termine. In realtà, bisognerebbe creare una buona pianificazione assicurativa capace di creare le fondamenta per una pianificazione finanziaria capace di battere l’inflazione e magari nel lungo periodo regalare il raggiungimento di obbiettivi più ambiziosi. Purtroppo, questa scelta sconsiderata degli italiani sarà sempre più penalizzante alla luce delle nuove fiammate inflazionistiche: è come se gli italiani decidessero consapevolmente di autotassarsi. A mio modo di vedere, è fondamentale che si faccia un passo in avanti verso una consapevole pianificazione per obbiettivi (università, casa, figli, pensione ecc.) con alla base una sana pianificazione assicurativa, capace di proteggere il raggiungimento degli obbiettivi della pianificazione stessa. Qualche segnale positivo c’è: molti clienti stanno decidendo di affidarsi a dei consulenti capaci di aiutarli in questa complessa opera di consulenza olistica.
Continua a leggereEssere remunerati correttamente in rapporto al rischio
Scritto il 05.07.2021Nel mare tumultuoso del mercato internazionale, una buona tipologia di investimento – e ancora di più, un’opportunità - risulta essere l’asset class. In un contesto dove l’azionario ha corso molto, soprattutto nei paesi sviluppati, e le obbligazioni non danno resa si avranno problemi legati ai prossimi rialzi dei tassi da parte della Fed. Oggi, a mio avviso, l’asset class su cui siamo veramente remunerati rispetto al rischio assunto è l’asset class obbligazionario dei paesi emergenti. In particolar modo, questa tipologia di investimento risulta una vera e propria opportunità di medio lungo termine perché possiede rendimenti a scadenza elevati, soprattutto rispetto ai rendimenti negativi a livello europeo. Per tale ragione ritengo questa asset class una fondamentale diversificazione di medio lungo termine e soprattutto, in questa fase, un’opportunità. Anche per quanto riguarda il mercato azionario dei paesi emergenti, quest’ultimo rappresenta un’opportunità essendoci un P/E migliore rispetto al resto del mondo. In conclusione, a mio avviso dobbiamo cominciare gradatamente ad elevare la componente su questi mercati di qui al 2030.
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