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Corsa lampo verso grandi occasioni su Piazza Affari
Scritto il 05.05.2020Il Coronavirus è ormai una minaccia globale non solo per la salute dei cittadini, ma anche per la tenuta dell'economia. La rapidità con cui si sta diffondendo ha infatti costretto molti Stati occidentali a mettere in atto misure senza precedenti per contenere il contagio, ma a che prezzo? Una grande incertezza sta avviluppando le principali piazze commerciali, da qui la crisi finanziaria che è ormai realtà e la rapida corsa agli investimenti “predatori” cui si sta assistendo ultimamente. Con i prezzi sulla Borsa italiana ai minimi, è arrivata pochi giorni fa la prima Opa su Piazza Affari di provenienza giapponese: la MolMed, società italiana di biotecnologie focalizzata su ricerca, sviluppo e validazione clinica di terapie innovative, potrebbe diventare di proprietà nipponica. Da qui potrebbe prendere avvio una rapida corsa agli affari sul mercato italiano, dove moltissime aziende risultano fortemente penalizzate dagli effetti negativi del Covid 19. L’elenco dei nomi nel mirino è lunghissimo, dalle banche, alla telefonia, fino ai titoli dell’energia, anche se, ovviamente, i target principali sono le società farmaceutiche e biotecnologiche, come dimostrato dalla vicenda MolMed. Persino la moda del made in Italy potrebbe subire una migrazione: altri grandi gruppi europei sono sempre alla ricerca di brand di valore che consentano di diversificare le loro attività. Alcuni trader che si trovavano in prima linea nel momento del crollo del mercato del credito stanno ora godendo di un momento d’oro. Questo movimento predatorio rischia però di generare un forte impoverimento per il nostro Paese, molte delle aziende che verranno acquistate andranno probabilmente incontro al c.d. delisting, ovvero la revoca della società dalle negoziazioni di Borsa, spesse volte causata dalla sottovalutazione del titol
Continua a leggereOccorre reagire di fronte all’instabilità
Scritto il 01.05.2020Come la salute, anche l’economia, come più volte si è ribadito, risente degli effetti del Covid 19, anzi, proprio l’economia è uno dei pazienti più gravi. Se il quadro dei contagiati a livello internazionale dovesse, come è probabile, aumentare, a luglio potrebbe registrarsi una recessione a livello mondiale, con un effetto immediato sulle catene di rifornimento e perdite sui bilanci di imprese e famiglie. Per cercare di contenere quest’emergenza, le banche centrali potrebbero riformulare le domande e Inevitabilmente si dovranno rivedere le politiche fiscali. In questo ultimo scenario, comunque, per l’Italia la recessione sarebbe grave e duratura. Ci troviamo, in buona sostanza, in una fase di grave instabilità, e come in ogni altro periodo di ribasso, l’istinto naturale dell’investitore medio è quello di scappare. L’emotività porta a compiere scelte affrettate, quando invece con un atteggiamento più distaccato e razionale sarebbe ancora possibile realizzare investimenti intelligenti. Occorre infatti tenere bene a mente che se l’instabilità è una fase ciclica dell’andamento dei mercati, proprio in quanto ciclica, è destinata a finire, superata da una successiva fase di crescita, spesso culminante in un vero e proprio picco di mercato. Questo, almeno, è quello che ci insegna la storia. Del resto, sembra che i mercati di tutto il mondo stiano tentando di reagire con forza alla grave crisi che ci sta travolgendo, anche grazie all’appoggio dei Governi; da ultima 'amministrazione Trump e il Congresso stanno cercando di predisporre un piano di stimoli da 800 miliardi di dollari.
Continua a leggereLe contromisure di matrice economico-finanziaria sono necessarie
Scritto il 28.04.2020Era ancora febbraio quando l'epidemia Covid 19, oggi pandemia, dominava la scena del G20 in programma in Arabia Saudita. Se infatti le attuali misure di isolamento sembrano essere l’unica ricetta per poter uscire dall’emergenza sanitaria, i risvolti sul piano economico si manifestano di estrema gravità. In un certo senso si è già arrivati al dilemma: più stringenti sono le limitazioni alle normali attività quotidiane, più profondi sono i danni economici, e quindi più ampi gli stimoli necessari. Diversi Paesi europei hanno quindi varato dei pacchetti di stimolo e previsto un sostegno finanziario per garantire liquidità alle aziende, alcune Banche Centrali, come la Bank of England e la Banca Centrale Europea, hanno attuato misure mirate per fornire credito alle piccole e medie imprese, con lo scopo principale di evitare una crisi di liquidità. In queste ore i tecnici del nostro Governo sono al lavoro per mettere a punto gli ultimi dettagli del decreto contenente le misure economiche a sostegno dell'economia, con aiuti a famiglie ed imprese, e fondi per tutti i settori. Sul fronte fiscale, è ormai scontato lo stop alle scadenze del 16 marzo, così come la sospensione delle attività di accertamento dell'Agenzia Entrate e Riscossione, mentre si ragiona su altri rinvii e sospensioni delle scadenze fiscali per imprese, professionisti e partite IVA. Lo scenario più probabile, al momento, resta tuttavia per molti analisti quello di una recessione globale. Va d’altra parte rilevato anche un dato positivo: la Cina, ma sempre più anche la Corea del Sud, iniziano a vedere un barlume di speranza grazie all’adozione di restrizioni e divieti su larga scala, le filiere iniziano a ripartire e le persone possono ricominciare a circolare liberamente, mettendo così nuovamente in moto i consumi.
Continua a leggereAltra regola aurea: mantenere un atteggiamento distaccato
Scritto il 24.04.2020La ciclicità dell’andamento dei mercati si accompagna, in un certo qual senso, alla ciclicità del sentimento dei risparmiatori verso i temi “cult” d’investimento. Ricordiamo, ad esempio, come verso la fine degli anni 90 si era registrato un boom nella spesa in beni capitali, le imprese si affrettavano infatti a integrare Internet nelle loro sedi e stabilimenti, e a loro volta le società che offrivano prodotti di tecnologia avevano bisogno di espandersi, acquisendo nuove attrezzature e spazi. Già poco dopo il passaggio al nuovo millennio questa tendenza ha però segnato una netta inversione: le nuove iniziative imprenditoriali legate al mondo di internet si fermarono, bloccando anche gli investimenti nella tecnologia. Si è poi parlato ancora di mercati emergenti nell’ultimo decennio, i mercati di Stati in rapida espansione, con economie ricche, nelle quali la popolazione cresce velocemente, e con i conti pubblici in ordine. Ma anche qui, il connubio tra malavita organizzata e politica, e spesso per causa della corruzione, porta a guardare tali Mercati come opportunità di investimento dal rischio elevato. Dopo un decennio di crescita, sembra che la tenuta di molti di questi mercati sia in bilico: la Cina sta rallentando, la Turchia pare in crisi valutaria ecc. Ma le opportunità per gli investitori a livello azionario non mancano, le aziende emergenti che puntano sull’innovazione possono infatti trarre vantaggio da fattori secolari come la crescita demografica e l'espansione della domanda della classe media per la sanità, la tecnologia e i beni e servizi di consumo. Per cogliere appieno questi spunti, occorre, come sempre, mantenere un atteggiamento distaccato e razionale.
Continua a leggereIl consiglio fondamentale della pianificazione vale sempre
Scritto il 22.04.2020Guardando questo momento di forte crisi da un diverso punto di vista, vorrei sottolineare come chi ha effettuato a suo tempo una buona pianificazione di medio-lungo termine, si ritrovi oggi a vivere con maggiore serenità rispetto a chi ha investito a sensazione, senza profilare un orizzonte temporale e senza prefiggersi uno specifico obbiettivo. Il cliente che pianifica è infatti consapevole che i momenti di volatilità rappresentano una costante dell’andamento ciclico dei mercati, e anzi, è in grado di valutarli per quello che sono, ovvero dei momenti di opportunità, momenti nei quali è consigliabile entrare con versamenti aggiuntivi a prezzi più favorevoli. Bisogna sempre tener a mente che i mercati hanno delle fasi di ripresa, espansione, maturità e decrescita, tutte fasi che si reiterano nel tempo; dopo ogni brusca discesa c’è una salita, soprattutto quando si vive una crisi come quella attuale. Non esiste infatti una ricetta specifica che vale per questo momento, ma ci sono dei comportamenti che valgono sempre, e il primo di questi è appunto quello di mantenere una corretta pianificazione finanziaria, identificando le proprie necessità e i propri obiettivi futuri. Consiglio, pertanto, di mantenere un costante confronto con il vs consulente, e se non l’avete ancora fatto, considerate l’idea di iniziare ora (anche via Skype, nel rispetto delle disposizioni attuali) ad impostare la vs personale pianificazione finanziaria, questo potrebbe anche essere un ottimo momento.
Continua a leggereNessuno spettro di recessione all’orizzonte
Scritto il 05.03.2020Come già anticipato nei precedenti post, guardando oltre la volatilità di questi ultimi giorni, lo scenario più plausibile è quello di un rallentamento globale della crescita, che non dovrebbe tuttavia sfociare in una vera e propria recessione. Già ad inizio anno, l’opinione prevalente tra gli investitori era che il panico creato dal virus cinese avrebbe generato un impatto negativo sulla crescita economica del paese asiatico nel primo trimestre, ma - come accaduto in casi simili nel passato - la frenata sarebbe stata più che compensata dalla crescita nei mesi successivi. A tal proposito, segnalo un elemento su tutti che mi sembra di particolare rilievo, e riguarda una crisi per molti versi analoga (Sars 2003): all’inizio di quella epidemia, il peso del Pil cinese sul mondo era del 4,3%, mentre oggi registra oltre il 15%. Questo è un dato è importante perché la stessa Cina, con un’azione estremamente incisiva sulla politica monetaria, ha dato un messaggio estremamente chiaro ai mercati. La Banca centrale cinese sta infatti continuando a introdurre nuove misure di sostegno monetario a una economia messa in grave difficoltà dalla diffusione del coronavirus, in particolare tagliando i principali tassi di riferimento sui prestiti, sì da rendere più bassi i costi di finanziamento delle imprese. Inoltre, occorre sottolineare il super - ciclo economico del 5G, iniziato da circa un paio d’anni, che dovrebbe portare a sviluppi enormi di qui al 2030, registrando veri e propri sconvolgimenti nella nostra vita quotidiana; basti pensare che la velocità delle operazioni aumenterà di 20 volte. Per questo ritengo che si debba guardare in maniera più positiva ai prossimi 10 anni, iniziando ad esempio a programmare con il proprio consulente finanziario una strategia per sfruttare al meglio le grandi opportunità che si verranno a creare, magari partendo adesso con piano di accumulo sui nuovi megatrends.
Continua a leggereQuesta paventata epidemia può considerarsi un cigno nero?
Scritto il 04.03.2020Si è parlato di frequente, in questi ultimi giorni, di cigno nero per l’economia, ma di cosa si tratta precisamente? Volendo semplificare, il cigno nero è una metafora che indica un evento non previsto, con effetti rilevanti e che a posteriori viene razionalizzato in modo inappropriato, finendo per venire giudicato come prevedibile. Più nel dettaglio, le caratteristiche di un siffatto evento sono appunto l’imprevedibilità, la rarità, e il grande impatto che genera nella realtà per come la conosciamo. Trattasi, in definitiva, di una teoria che è stata sviluppata per spiegare il ruolo sproporzionato di eventi come ora descritti rispetto alle aspettative nell’ambito di storia, scienza, finanza e tecnologia. Spostandoci sul piano dell’attualità, e per quanto riguarda l’elemento dell’imprevedibilità in particolare, era ampiamente prevedibile che il virus cinese si estendesse rapidamente, considerato l’elevato livello della moderna globalizzazione. Ci sarebbe da discutere, al limite, se lo si può considerare come un evento raro, tenuto conto dei non certo lontani episodi di Sars ed ebola. Sicuramente può sembrare un evento di grandi dimensioni, ma se lo confrontiamo con le cifre della classica influenza, tutto appare infine molto ridimensionato. E per quanto riguarda la capacità di modificare la realtà come la conosciamo, ritengo utile sottolineare come ormai i driver dell’economia appartengano al mondo del digital, e questa crisi potrebbe proprio dare una grande spinta alla digitalizzazione dell’economia stessa, pertanto non credo che modificherà la realtà, o meglio, credo che la potenzierà. In ultima analisi, dopo aver sentito in settimana le considerazioni di molti gestori sul tema, valuto questa situazione, per quanto limitante e spiacevole per la vita quotidiana, una grande opportunità per chi, a livello tattico, volesse fare dei versamenti aggiuntivi sulle asset class azionarie all’interno della propria personale pianificazione finanziaria.
Continua a leggereCoronavirus, epidemia anche sui mercati
Scritto il 27.02.2020L’impatto dell’epidemia che sta allarmando tutto il mondo sull’economia e sui mercati asiatici deve ancora dispiegarsi completamente: i suoi effetti continueranno probabilmente a farsi sentire per tutto il primo semestre del 2020. Forse quando le notizie sul contagio inizieranno a farsi meno minacciose, Pil e borse dovrebbero tornare rapidamente sui livelli di inizio anno. Supponendo, infatti, che il picco di infezione si manifesterà tra marzo/aprile, l’impatto sul Pil cinese dovrebbe appunto concentrarsi nel primo trimestre, recuperando le perdite nei trimestri successivi. Tuttavia, la Cina sembra aver imparato la lezione dalla SARS: gli interventi del governo risultano molto più energici in direzione del contenimento del virus, e i mercati confidano nella capacità della Cina di intervenire a supporto di economia reale e finanza. Il Ministero delle Finanze ha ad esempio annunciato interventi fiscali mirati per tagliare le tasse in questo momento difficile per l'economia domestica. Gli ultimi sviluppi sui mercati finanziari sono stati quindi sorprendenti, tanto che negli ultimi giorni la Borsa di Shanghai ha recuperato totalmente le perdite subite. Inoltre, la Banca centrale di Pechino ha deciso di abbassare uno dei tassi di interesse di riferimento e aggiungere liquidità al sistema, così da sostenere gli scambi asiatici. L’incertezza però, come più volte ribadito, è nemica dei mercati, e al momento c’è molta incertezza circa l’impatto del coronavirus, poiché tutto dipenderà dalla durata, dalla gravità e dalla diffusione geografica dell’epidemia, soprattutto se si considera che oggi la potenza cinese è decisamente più integrata nei mercati internazionali rispetto agli inizi del millennio. Per quanto riguarda l’epidemia Italiana che ha portato importanti preoccupazioni sui mercati, ritengo fondamentale mantenere i nervi saldi ed evitare mosse emozionali, anzi se i mercati dovessero continuare a stornare sarebbe una buonissima opportunità soprattutto per alcuni settori come quello farmaceutico (Trump oggi ha richiesto al congresso 2,5 miliardi di dollari per combattere il Coronavirus). Si è entrati in una fase estremamente turbolenta sui mercati, ma se avete costruito con il vostro consulente una buona pianificazione di medio lungo termine questa non verrà intaccata in alcun modo.
Continua a leggerePrevisioni economiche di inizio anno
Scritto il 26.02.2020Le previsioni economiche di questo inverno 2020 indicano che l'economia europea è destinata a restare su un percorso di crescita costante e moderata; la zona euro sembra aver registrato il periodo di crescita duratura più lungo dall'introduzione dell'euro nel 1999. Benché il contesto generale rimanga problematico, la costante creazione di posti di lavoro e una combinazione di politiche favorevoli dovrebbero aiutare l'economia europea a rimanere su questi binari, e non solo, secondo le previsioni gli investimenti pubblici, soprattutto nelle infrastrutture digitali e del settore dei trasporti, aumenteranno in modo significativo in diversi Stati membri. Al contempo, le Banche Centrali non hanno ancora tolto il piede dall’acceleratore. Per quanto riguarda l’azionario, la stagione dei risultati è iniziata in modo costruttivo, con un trend di revisioni al ribasso sugli utili che si sono stabilizzati in tutto il mondo all’inizio del 2020. Gli analisti prevedono, inoltre, una nuova accelerazione degli utili che quest’anno dovrebbero aumentare dell’8,3%. In definitiva, i mercati finanziari nel 2020 dovrebbero quindi continuare a crescere, salve imprevedibili gravi crisi finanziarie sistemiche o di politica internazionale. Infine, l’indice che misura la volatilità, ovvero il costo della protezione contro eventuali svendite improvvise, si attesta a 15.0, un livello nettamente più basso rispetto alla media di lungo periodo pari a 19.1. Questi dati rivelano che gli investitori, oltre ad attendersi un elevato incremento degli utili, ma non sentono nemmeno un eccessivo bisogno di proteggersi.
Continua a leggereBCE e FED: nuove sfide di politica monetaria
Scritto il 12.02.2020Si attende con impazienza il risultato della revisione delle strategie di politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE) e del Federal Reserve (Fed). Dal 2008 ad oggi il moltiplicatore del credito ha evidenziato una netta flessione sia negli USA che nell’Area Euro, e sino a ora non si è mai ripreso. Il Fondo Monetario Internazionale taglia le stime di crescita per l'economia mondiale; pur se in miglioramento rispetto a un 2019 ai minimi dalla crisi finanziaria, la ripresa mondiale non accelera quanto previsto, soprattutto perché appesantita da rischi che, seppur in diminuzione, non mollano la presa. Dai dazi alle tensioni in Medio Oriente, senza dimenticare la sfida del cambiamento climatico, il mondo mostra «segnali di stabilizzazione» ma una «svolta ancora non c'è». La politica monetaria accomodante di questi ultimi anni non si è tradotta in una maggiore concessione di prestiti da parte del sistema bancario. Il 2020 potrebbe dunque essere un anno cruciale per le banche centrali più importanti. Entrambe, infatti, stanno preparando il terreno per un cambiamento della politica monetaria, sebbene utilizzando approcci diversi e adducendo motivazioni abbastanza dissimili. Ovviamente, le mosse quasi improvvise di Fed e BCE impatteranno profondamente sul Forex (il mercato finanziario internazionale decentralizzato in cui investitori e speculatori cambiano una valuta per un’altra, producendo conseguenze sui rapporti tra le valute) e, in particolare, sull’euro e sul dollaro. In particolare, Mario Draghi non ha mai negato un ritorno del Quantitative Easing, anzi, ha sempre dichiarato che se ce ne fosse stato bisogno il QE sarebbe stato riesumato, ed è proprio quello che potrebbe accadere nel 2020.
Continua a leggereAttuali considerazioni sull’andamento del mercato
Scritto il 11.02.2020Risulta dal bollettino di fine gennaio della Banca d’Italia che il commercio mondiale ha ripreso a espandersi, con importanti segnali di attenuazione delle dispute tariffarie fra Stati Uniti e Cina. Inoltre, aspettative meno pessimistiche sulla crescita, favorite dall'orientamento accomodante delle banche centrali, hanno sospinto i corsi azionari e agevolato un moderato recupero dei rendimenti a lungo termine. Nelle ultime settimane, insomma, si è intravisto qualche timido segnale di ripresa economica: diversi importanti indicatori anticipatori segnalano come gli ostacoli alla crescita economica potrebbero gradualmente venir meno. Di recente, ad esempio, il barometro della fiducia delle imprese del Belgio ha fatto segnare un rialzo, e negli USA gli indici dei responsabili degli acquisti hanno evidenziato progressi. Al contempo sembrano essersi stabilizzate una serie di questioni geopolitiche che avevano scosso i mercati negli ultimi mesi, a partire dalla ormai definitiva soluzione della Brexit: ora che l’uscita dall’UE è confermata vi è un maggiore grado di prevedibilità. Nemmeno l’allarme sociale scatenato dal pericolo di diffusione del coronavirus sembra aver compromesso in via irreversibile la crescita; certo, nel primo mese del 2020 i mercati azionari hanno mostrato segni di nervosismo dopo il trend positivo che ha caratterizzato i listini lo scorso anno, tuttavia, l’attuale scenario potrebbe offrire opportunità di acquisti. Dato che ci troviamo nelle fasi iniziali e ancora regna l’incertezza, c’è ancora del tempo per assistere ad una stabilizzazione e cogliere le opportunità sul mercato. Il settore della salute sarà, ovviamente, il principale beneficiario, ma anche settori più difensivi come i servizi di pubblica utilità o l'energia dovrebbero trarre vantaggio della situazione.
Continua a leggereQualche pillola circa le regole di base per essere dei buoni investitori: rischio azionario
Scritto il 10.02.2020Una delle cose più importanti da scegliere quando si decide di investire è la durata dell'investimento. Poter investire sul lungo periodo - cinque anni o più - permette di affrontare rischi rilevanti - con maggiori potenzialità di rendimento - e di utilizzare l'intero panorama degli strumenti finanziari, comprese le azioni a "crescita aggressiva”. Una buona strategia di lungo periodo è senza dubbio meno onerosa di una strategia di breve termine impostata sulla speculazione e sulle fluttuazioni di mercato al rialzo e al ribasso. Diversi orizzonti temporali vogliono inoltre dire diverse strategie di investimento, diversi approcci e diverse tecniche, e nel lungo termine, il rischio azionario viene solitamente premiato. L’acquisto di azioni è rischioso, nel senso che l’investimento ha un esito incerto: non si conosce in che modo i prezzi delle azioni si muoveranno nel tempo. Il rischio, tuttavia, è duplice, in quanto le cose potrebbero risultare peggiori del previsto, ma potrebbero anche rivelarsi migliori. Gli investitori azionari sono, in genere, ricompensati per il rischio aggiuntivo che devono affrontare con rendimenti medi più elevati nel lungo termine, rispetto ad esempio agli investitori in obbligazioni sovrane. Un recente studio di Morgan Stanley, frutto di una mia ricerca effettuata dal 1998 al 2017 sull’indice globale MSCI World in euro, ha tuttavia precisato che le azioni sono realmente il miglior investimento a lungo termine che si possa fare, a condizione di abbandonare subito l’idea di comprare singoli titoli, occorre cioè investire in tutto il mondo per poi attendere almeno 15 anni. È, inoltre, importante ricordare che il rischio non equivale a volatilità: i prezzi degli asset si discostano in modo regolare dal loro valore intrinseco in quanto il valore del mercato aumenta o diminuisce, e gli investitori possono attendersi che questa fluttuazione crei opportunità.
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