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È il momento di una analisi approfondita dei nostri portafogli
Scritto il 15.06.2020Vorrei porre un interrogativo: sapete esattamente che caratteristiche hanno i fondi presenti nel vostro portafoglio? Spesso infatti ci è poco chiaro come abbiamo diversificato il nostro portafoglio, ed è per questo che risulta fondamentale tornare ad analizzare la tipologia di fondi presenti sul mercato. In particolare, i fondi aperti possono essere classificati in 5 macrocategorie, distinte in base alla percentuale minima e massima di investimento azionario: 1. Azionari, 2. Bilanciati, 3. Obbligazionari, 4. Flessibili, 5. Monetari. Le suddette macrocategorie sono indicate in ordine crescente rispetto alla proporzione di azioni detenibili in portafoglio. Per intenderci abbiamo le seguenti possibilità: i fondi obbligazionari prevedono la presenza di obbligazioni per almeno il 70% del patrimonio, al contrario i fondi azionari prevedono almeno il 70% del patrimonio in azioni, dunque con un livello di rischio generalmente elevato. I fondi bilanciati, come suggerisce il nome, investono in proporzione variabile sia in azioni che in obbligazioni, e a loro volta si dividono in bilanciati "puri" (percentuale di azioni compresa tra il 30% e il 70%), bilanciati “azionari” (percentuale di azioni compresa tra il 50% e il 90%) e bilanciati “obbligazionari” (percentuale di azioni compresa tra il 10% e il 50%). I fondi monetari sono i prodotti a rischio più contenuto poiché investono in strumenti del mercato monetario, le cui oscillazioni sono piuttosto limitate. Infine, i fondi flessibili, che non hanno vincoli di asset allocation azionaria (0%-100%). Fatta questa precisazione, ritengo quindi utile analizzare in maniera approfondita la vera composizione del proprio portafoglio, sì da comprendere appieno se abbiamo effettivamente diversificato i nostri investimenti o se invece sono presenti dei “doppioni”, come tali poco utili all’efficienza della nostra strategia. A tal fine, consiglio di consultare il vostro consulente, e come sempre sono a vostra disposizione.
Continua a leggereStrumenti derivati: funzioni e utilità
Scritto il 11.06.2020Spesso si sente parlare della parola “derivato” e la si intende come un qualcosa collegato concetto di speculazione, quando in realtà le funzioni dei cosiddetti derivati sono molteplici. Posto che i derivati sono strumenti finanziari il cui valore dipende ("deriva") dal valore di un'altra attività finanziaria o reale (attività sottostante), è infatti possibile individuare tre principali impieghi dei derivati: 1) Hedging, da intendersi come copertura di un rischio, ovvero la strategia volta a tutelare un investimento da possibili imprevisti, quali le fluttuazioni dei prezzi. In sostanza, si effettuano una o più operazioni di copertura per proteggersi dai rischi legati ad un altro investimento, sì da ridurre o annullare il rischio derivante da una posizione aperta. Un'operazione di hedging si realizza solitamente mediante l'acquisto o la cessione di uno o più contratti il cui valore sia legato alla stessa fonte di rischio che condiziona il valore della posizione da coprire, e sono proprio tali contratti ad essere definiti come strumenti derivati, il cui prezzo è appunto basato sul valore di mercato di altri beni. 2) Trading, concetto che più si allinea all’idea di speculazione. In questo caso i derivati vengono usati in maniera a sé stante per scopi, appunto, speculativi sfruttando quello che in finanza è chiamato “effetto leva”: la leva finanziaria è quello strumento per il quale si prende in prestito denaro per investire e guadagnare più soldi grazie ad un maggiore potere d'acquisto, e una volta rimborsato ciò che si è preso in prestito, si avrà un guadagno superiore rispetto a chi investe solamente il proprio capitale. 3) Arbitraggio, ovvero un'operazione che consente di ottenere un profitto certo senza che il soggetto che la mette in essere corra alcun rischio. Solitamente l'arbitraggio consiste nell'acquisto/vendita di uno strumento finanziario e in una contemporanea operazione di segno opposto sullo stesso strumento negoziato su un mercato diverso dal precedente. In questo modo si sfruttano eventuali disallineamenti del mercato tra il prezzo del sottostante e corrispondente valore del derivato. Ciò premesso, vorrei porre l’attenzione sui contratti Future, ovvero contratti a termine standardizzati con il quale le parti si impegnano a scambiare una certa attività (finanziaria o reale) a un prezzo prefissato e con liquidazione differita a una data futura. Il più delle volte i contratti Future vengono utilizzati dai gestori come copertura del rischio utilizzando il derivato con effetto opposto all’operazione proposta, dunque a tutela dell’investitore. Trattasi di uno strumento di grande utilità in quanto non conduce solo ad operazioni speculative, ma assicura altresì protezione dei nostri risparmi, purché saggiamente maneggiato da un gestore capace; in questo senso, un derivato potrebbe essere visto come una polizza assicurativa a nostra tutela in caso di andamento inaspettato dei mercati.
Continua a leggereGli ultimi dati NASDAQ sembrano infondere positività
Scritto il 09.06.2020Riporto brevemente alcuni dati dell’indice Nasdaq: 8972 al 31/12 contro i 9121 dell’8/05. Sì, avete letto bene. Nel pieno di una delle più grandi crisi sanitarie di tutti i tempi, e mentre i dati della disoccupazione americana superano il 14%, l’indice della tecnologia americano, dopo una forte flessione tra febbraio e marzo, oggi è tornato sopra i sui massimi in maniera rapidissima. Alla luce di questi dati, ritengo opportuno fare due considerazioni: 1) La tecnologia guiderà la ripresa e svolgerà un ruolo primario nell’efficientamento di gran parte delle attività. L’esperienza condivisa ormai quasi ovunque del telelavoro dovrebbe chiaramente accelerare l’adozione di prassi quali lo smart working, l’e-learning o la telemedicina, e il ricorso alla realtà virtuale dovrebbe crescere costantemente rispetto al periodo pre-Covid, sostituendosi agli spostamenti e agli incontri fisici. Tutti questi sviluppi implicheranno, di conseguenza, anche una crescita per i mercati delle connessioni a banda larga, dei semiconduttori, della connettività, dei software, dei social media ecc. 2) Chi nel mese di marzo, spinto dalla paura e dall’irrazionalità, ha deciso di riscattare i propri investimenti, oggi rischia di pentirsi amaramente di quella scelta. Dalle classifiche di aprile 2020, si evidenzia un corposo rimbalzo dei mercati, con i principali listini mondiali che si muovono al rialzo registrando diffuse performance a due cifre. Il rimbalzo, oltre che generalizzato, sembra anche ormai consolidato: tra gli indici obbligazionari, circa un quarto si è già riportato in positivo dall’inizio dell’anno, anche se sull’azionario la situazione appare più controversa. Il mondo non sta finendo ma sta solo cambiando il proprio modello di sviluppo, che, ormai è chiaro, non potrà prescindere dalla tecnologia e dalla sostenibilità ambientale Rimango, come sempre, a Vs disposizione
Continua a leggereMercato americano: cosa va e cosa non va
Scritto il 04.06.2020I mercati vivono di aspettative, e proprio i dati di questa settimana ne sono una dimostrazione lampante. Il livello della disoccupazione americana (14,7%), che di per sé è un dato fortemente negativo, è stato invece letto dai mercati in maniera positiva, ciò in quanto le aspettative sul fronte occupazionale si prospettavano ben più negative (intorno al 16%). Il dato raccolto può pertanto essere letto, in un certo senso, in chiave positiva, anche in ragione del fatto che molti nuovi disoccupati sono considerati come provvisori (disoccupati temporanei). A tutto ciò, si aggiunga poi il ribalzo del prezzo del petrolio, che ha permesso al mercato americano di continuare il suo rally. Al di là delle aspettative, occorre comunque considerare che un ruolo decisivo sull’andamento del mercato americano è dato dal settore della tecnologia, e proprio quest’ultimo è uno dei pochi settori ad aver preso maggior vigore nelle ultime settimane. Il mondo post coronavirus tenderà a rafforzare una serie di trend già esistenti; le società tecnologiche, dell’home entertainment, dei social media e dei pagamenti elettronici continueranno infatti a beneficiare sempre di più del crescente numero di persone che lavora in modalità smart working. A mio modo di vedere, non credo che possano registrarsi ulteriori rimbalzi nel breve periodo, ed anzi, ritengo possibile l’avvio di una fase di nuova volatilità, in parte legata anche all’andamento delle varie riaperture, per poi andare ad ipotizzare un ulteriore rimbalzo nell’ultima fase dell’anno. È fondamentale, di questi tempi, la capacità del gestore di cogliere le migliori opportunità senza incorrere in rischi inutili.
Continua a leggereAzioni “growth” e azioni “value”: qualche chiarimento
Scritto il 01.06.2020Spesso si sente parlare di azioni “growth” e azioni “value”, ma cosa vogliono dire questi termini? Qual è la differenza tra le due tipologie di investimenti? Si tratta di due tipologie di titoli azionari: le azioni “value” sono i titoli con un rapporto price/earning (P/E) non molto elevato, dove per rapporto p/e si intende il risultato della divisione fra il prezzo di mercato di un’azione e gli utili per azione della società, espressione del titolo azionario. Solitamente questo tipo di titoli appartiene a società più stabili, che generano annualmente una discreta quantità di utili e che quindi sono più appetibili per gli investitori con una minore propensione al rischio. Le azioni “growth” sono invece titoli azionari con un rapporto P/E abbastanza alto. l prezzo di mercato è molto superiore agli utili per azione della società, i quali potrebbero anche non esservi; alcune azioni growth non generano utili, atteso che le entrate vengono assorbite dai costi di amministrazione, ma hanno comunque un prezzo molto elevato perché gli investitori credono nel progetto e prospettano quindi la possibilità che la società generi utili negli anni a venire. È evidente che chi si espone sulle società growth punta alla crescita (il termine “growth” indica proprio una potenziale alto di crescita); trattasi infatti di azioni adatte agli investitori con maggiore propensione al rischio, e quindi a caccia di un gran ritorno economico. Non c’è un consiglio di investimento univoco e valido per tutti, la scelta dipende dalla vostra propensione al rischio, oltre che alla vostra situazione economica e a tanti altri fattori. Se credete fortemente in quel settore o in quella azienda, puntare su titoli growth vi permetterà rendimenti potenzialmente molto più alti, mentre se la situazione di mercato risulta incerta è più coerente puntare sulle azioni value.
Continua a leggereDove puntare in questo nuovo contesto economico?
Scritto il 28.05.2020Gli ambiti che traggono maggiore beneficio da questa nuova normalità, ormai l’abbiamo capito, sono: healthcare, istruzione online, automatizzazione, e-commerce, cloud, data center, sicurezza alimentare e smart cities. Consapevoli di ciò, possiamo così progettare una buona pianificazione di medio-lungo termine che sia in gradi di farci ottenere i risultati sperati. È comunque assai probabile che questa nuova normalità impatterà in maniera diversa nelle varie aree del mondo, e sicuramente vedremo realtà che prima di altre riusciranno a cogliere le opportunità proposte. In particolar modo ritengo che sia proprio la Cina a trovarsi, prima di altre, in una posizione adatta per cogliere meglio i benefici della ripresa, essendo l’unico Paese al mondo ad essere già entrato, seppure parzialmente, in una fase post-coronavirus. Diversi dati relativi al mese di marzo segnalano infatti un recupero dell'utilizzo della capacità produttiva, e secondo un recente sondaggio dell'Ufficio Nazionale di Statistica quasi il 97% delle aziende cinesi avrebbe ormai ripreso la produzione dopo l'interruzione forzata di gennaio e febbraio. Diretta conseguenza di questa ripresa, è l’atteggiamento di buona parte dei gestori, che rimane maggiormente costruttivo nei riguardi della Cina rispetto ad altre aree mondiali, compresi gli stessi paesi emergenti, che mediamente hanno avuto grosse difficoltà nella gestione della crisi. A proposito di Paesi emergenti che non sono stati capaci di gestire la crisi, un esempio su tutti è dato dal Brasile, che aldilà di una difficile gestione della crisi, per stabilizzare il suo rapporto debito/Pil necessiterebbe di una crescita sostenuta a tassi bassi, una prospettiva invero molto difficile da realizzarsi, viste le aspettative azzerate sulla crescita 2020 con i relativi pericoli di sostenibilità del debito sovrano.
Continua a leggereIl curioso andamento dei mercati finanziari rispetto all’economia reale
Scritto il 25.05.2020Spesso ricevo domande in merito all’andamento anomalo dei mercati; ma se il Pil scende, come mai i mercati crescono? Effettivamente, questo è ciò che è successo: a fronte di proiezioni sull’andamento del Pil nel secondo semestre ampiamente negative, i mercati hanno registrato un rimbalzo decisamente positivo. Il tutto si può spiegare col fatto che l’andamento del mercato reale e quello del mercato finanziario sono rappresentabili come due parallele, dove la linea che rappresenta il mercato finanziario si colloca sempre sopra il mercato reale. Il mercato finanziario comincia infatti a salire quando l’economia reale è ancora in recessione, e ciò perché il primo vive di aspettative e anticipa sempre la seconda, e in questa specifica situazione, i mercati hanno di recente riflesso le aspettative di rimbalzo dell’economia post-pandemia. I mercati, generalmente, salgono sulle aspettative positive per poi scendere a notizia positiva acquisita, e scendono sulle aspettative negative per poi salire a notizia negativa acquisita. Naturalmente occorrerà ora vedere se queste aspettative troveranno conferma, e come di conseguenza si muoveranno i mercati. L’errore comune dell’investitore è proprio quello di pensare che i mercati finanziari siano sovrapponibili all’economia reale, quando abbiamo visto che il rapporto è ben diverso, pertanto, e maggior ragione, è fondamentale in questa fase affidarsi al proprio gestore, che sarà capace di lavorare sui dati dei mercati finanziari in maniera corretta. Rimango come sempre a Vs. completa disposizione per chiarimenti e approfondimenti.
Continua a leggereQuali saranno gli scenari possibili alla ripresa dei mercati?
Scritto il 20.05.2020I mercati hanno manifestato un rimbalzo di oltre il 30% sulle aspettative di ripresa post Covid19 dopo il forte ribasso di febbraio e marzo. Nell’ultima settimana in particolare, le Borse europee hanno chiuso in buon rialzo, grazie al recupero del prezzo del petrolio dopo il crollo epocale che aveva mandato i mercati nel panico. Inevitabile chiedersi, ora, cosa dobbiamo aspettarci dai mercati nei prossimi mesi? Gli analisti stanno dibattendo su come sarà la forma della ripresa, se a V a U o a baffo. Nel dettaglio, una curva a V definisce una rapida contrazione, cui fa seguito una risalita veloce; situazione che potrebbe presentarsi se, una volta uscita dall’emergenza, l’Italia dovesse trovare un ambiente favorevole all’export e alla ripresa. Più probabile è però la curva a U, ovvero una recessione che si protrae nel tempo. Terza ipotesi, quella più rischiosa, la curva a L o a baffo, che indica una crisi generalizzata con una lunga stagnazione, scenario possibile soprattutto qualora gli Stati, europei in primis, non si dovessero coordinare tra loro. A mio modo di vedere, assisteremo ancora ad una forte volatilità nei prossimi mesi, con interessanti occasioni di acquisto che sarà nostra abilità riuscire a cogliere, con meccanismi automatici (PAC) o lavorando con versamenti aggiuntivi sui minimi. Tecnicamente questa è una fase di accumulo sulle asset class con maggiore prospettiva, e chi sarà capace di cogliere le opportunità di questa fase riuscirà a creare una base estremamente efficace nella fase di ripresa dell’economia, che presumibilmente maturerà da fine anno in poi.
Continua a leggereÈ tempo di ridefinire i nostri obiettivi
Scritto il 18.05.2020Questa fase di riflessione, sia personale che professionale, è un’ottima opportunità per rivalutare i propri obbiettivi di vita. Sappiamo che la pianificazione degli investimenti è un processo che inizia quando si hanno ben chiari degli obiettivi finanziari: per pianificazione degli investimenti si intende infatti il processo volto a coniugare i vostri obiettivi con le risorse finanziarie a disposizione. Ebbene, ritengo che gli scopi che decidiamo di mirare in questa fase saranno in un certo senso più veri, più affini ai nostri reali bisogni, essendo depurati dalle distorsioni della abituale vita che conducevamo fino a gennaio, il che ci potrebbe permettere, affiancati da un consulente finanziario di fiducia, di delineare una vera programmazione di lungo termine, che sappia superare gli alti e bassi dei mercati e raggiungere in maniera gratificante gli obbiettivi di vita. Come già detto in precedenza, chi programma vive meglio gli alti e bassi dei mercati e riesce ad avere un rapporto di maggiore agio con il proprio denaro, non subendo l’ansia tipica di chi vive alla giornata il proprio denaro; insomma, lungo termine significa rendimento, serenità e raggiungimento degli obbiettivi di vita. Soprattutto ora, in una situazione limite come quella che stiamo vivendo, dove aumentano le inquietudini personali e le paure relative ai nostri risparmi, sono a vs. completa disposizione per ogni riflessione in merito.
Continua a leggereQualche segnale di ripresa c’è, ma andiamo cauti
Scritto il 14.05.2020Il rimbalzo estremamente rapido che si è registrato sui mercati in queste ultime settimane (Amazon, ad esempio, è tornata sui massimi) non va confuso con il termine della volatilità finanziaria. È vero, i mercati hanno reagito molto bene agli stimoli monetari delle banche centrali ma il percorso è molto più complesso in quanto una politica monetaria più espansiva, l’unica perseguibile dalle banche centrali, non può risolvere lo “shock dell’offerta” che si è innescata a seguito della diffusione del virus (chiusura delle attività commerciali, sospensione dei voli ecc.) può infatti contribuire solo ad attutire lo shock della domanda, in modo da stimolare i consumi. Bisognerà adattarsi ad una nuova realtà, cercando riparare i danni della prima parte della crisi e cogliere le nuove opportunità di sviluppo legate alla ripartenza. In definitiva, la benzina fornita dalle Banche Centrali è stata certo fondamentale ma non sufficiente per risolvere il problema di un’economia reale che sta ancora viaggiando in ordine sparso, tra chi sta interpretando la nuova realtà con ingegno e creatività e chi aspetta un ritorno in tempi brevi alla realtà che avevamo a gennaio, e che certo non arriverà. In questo contesto, raccomando una maggiore prudenza rispetto a mese fa, pur mantenendo la strategia dell’accumulo sui mercati azionari legati ai settori che usciranno più forti dalla crisi (intelligenza artificiale, pharma, energie rinnovabili ecc).
Continua a leggereStrumenti utili per sfruttare il momento di crisi
Scritto il 12.05.2020Sempre in vista dell’uscita dalla crisi, ritengo opportuno porre oggi l’attenzione sugli strumenti più interessanti per sfruttare l’attuale momento di mercato. Le fasi di crisi rappresentano il frangente in cui bisognerebbe accumulare il più possibile quote di fondi legati ai settori con una prospettiva di rafforzamento post crisi, così da sfruttare in maniera più efficiente il momento del rimbalzo. Ricordo, a proposito dei rimbalzi post crisi, che molto probabilmente la reazione del mercato finanziario sarà di tipo “a V”, quindi caratterizzato da forza e rapidità, mentre la ripresa dell’economia reale avrà un decorso molto più lento, che viene classicamente definito come un andamento “ad U” (ricordo infatti che i mercati anticipano sempre l’economia reale). Per la maggioranza dei gestori, il secondo trimestre affronterà ancora un periodo di forte volatilità/opportunità, per poi stabilizzarsi nel terzo trimestre e vedere un probabile forte rimbalzo nell’ultimo trimestre. Se queste sono le prospettive, il PAC (Piano di Accumulo del Capitale) risulta lo strumento più utile per entrare sui mercati, contrastando la volatilità e mediando il prezzo, sì da sfruttare a pieno questa fase sui settori di maggiore prospettiva. Rimango, al solito, a vs completa disposizione per una consulenza personalizzata via Skype o Webex.
Continua a leggereIniziamo a guardare oltre la crisi
Scritto il 09.05.2020Al termine di questa drammatica crisi sanitaria dovremo confrontarci con una nuova “normalità”. La Cina, che prima di noi ha dovuto affrontare l’emergenza, e che prima di noi ne sta uscendo, si sta già confrontando con una realtà differente. Anche in Italia, quindi, è opportuno cominciare a ragionare sui driver della ripresa. Inevitabilmente alcuni settori resteranno penalizzati anche a conclusione di questo periodo di crisi, altri risulteranno invece saranno fortemente rafforzati, tanto da guidare il consueto forte rimbalzo post crisi che caratterizza ogni ciclo economico. Teniamo presente, peraltro, che quella attuale è un’emergenza sanitaria che solo in un secondo momento è diventata una crisi economica, soprattutto a causa dell’assenza di domanda, e solo grazie all’enorme intervento delle Banche centrali a supporto dell’economia non diventerà anche una crisi finanziaria. Le crisi economiche hanno la caratteristica di essere molto più rapide nella risoluzione rispetto alle crisi finanziarie, che, coinvolgendo il sistema bancario, risultano infatti più profonde (esempio: crisi di Lehman del 2008). Adottando, quindi, una visione strategica di lungo termine, ritengo opportuno sottolineare come il comparto internet/intelligenza artificiale/robotica risulterà estremamente potenziato, soprattutto se si considera che il distanziamento sociale si affermerà come una consuetudine per un periodo ben più lungo rispetto alle attuali restrizioni governative. Altro comparto che ritengo sarà incrementato è quello delle biotecnologie e del pharma, settore che già in questa fase si rivela altamente strategico nella ricerca legata al contenimento del virus/vaccino. Ritengo, inoltre, che altri settori caratterizzano più di altri il periodo post crisi, mi riferisco in particolare agli investimenti sostenibili. In definitiva, credo sia fondamentale già da oggi cominciare a pianificare strategicamente il rimbalzo post crisi, inserendo il tutto all’interno della vs. personale pianificazione finanziaria. Rimango, come sempre, a Vs. completa disposizione per una valutazione personalizzata tramite Skype/Webex o telefonicamente.
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